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Tradimento, umiliazione, narcisismo

di albanascente

Riferimento alla lettera: Sono albanascente. Di nuovo su questo sito. Sto malissimo. Dopo aver esposto la mia situazione in " Se vuoi mio marito lo puoi prendere " e " Tradimento confessato per umiliare " la situazione è la seguente: mio marito dovrebbe trasferirsi nell'altra unità immobiliare della casa abbinata di nostra proprietà....
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Data di pubblicazione: 12 Agosto 2010

L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore albanascente.

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Categorie: - Famiglia

253 commenti

  • 51
    Aura -

    Cara Albanascente, credo che non potrei mai dirti fai questo o quello, non mi permetterei. Ho detto già molte cose, forse anche troppe non so, ma erano riflessioni, portarti la mia esperienza, esperienze di altri, cose che ho visto. Insomma, ovviamente le decisioni sono tue. Cerca di non cadere in crisi per qualsiasi cosa che lui faccia o non faccia: i suoi movimenti, l’albergo, i frammenti di lettera nel cestino, l’sms… Secondo me dovresti, in generale, cercare un po’ di tua serenità, cercare di fare chiarezza dentro te stessa su COSA VUOI TU, NON SU QUELLO CHE VUOLE O NON VUOLE LUI. Quello che noto è che giochi ancora in difesa, aspetti lui e le sue mosse, mentre dovresti cercare di pensare, nel qui e nell’ora, sulla base anche del PASSATO e del passato più recente, a che COSA VUOI TU, DALLA TUA VITA.
    Mi sembra abbastanza evidente che ci sia un po’ di dipendenza… Ma trovo anche normale, se non fosse una dipendenza psicologica, che DOPO UNA VITA INSIEME A QUALCUNO, sia un po’ difficile che non ci sia se non una dipendenza vera, una specie di dipendenza, diciamo. Le abitudini, i ricordi, l’essere abituati a condividere tutto con una persona, le scelte, le decisioni, i problemi, i figli, capisco… Anche se non ho esperienza decennale di vita di coppia, diciamo che immagino. 🙂
    Però, vista da fuori, penso che ora avresti bisogno di staccare un po’, da questo continuo pensiero di lui, in qualsiasi forma sia, se ancora non hai precisamente deciso che vuoi UNA SEPaRAZIONE E PUNTO, sia o non sia lui ciò che vuole e gli pare di essere.
    Penso che dovresti cercare di staccare, perché così potresti vedere le cose un po’ più con distacco, lucidità. Mia madre vide le cose più chiaramente, quando finalmente, quasi per caso, essendo andata via per una settimana, vide ancora meglio che vita terribile faceva. Lo sapeva anche prima, ma non era mai stata sola e non ricordava più nemmeno cosa fosse stare un po’ in pace, probabilmente. Probabilmente, essendo lei una persona pacifica, ritrovò sè stessa, la sua natura, e quindi vide con più distacco tutti i condizionamenti imposti dall’esterno, notte e giorno, in cui era dentro fino al collo, con dei bambini piccoli…
    Ma è solo un esempio e ogni storia è diversa. Magari a te non basta andare via, per esempio, una settimana. Però ti faccio notare: ma non vedi come ti ha addolorato e ti addolora, quel divieto di portare a casa persone a cui volevi bene e stimavi?

  • 52
    Aura -

    Se ti rendevano felice quelle amicizie con quelle persone, perché tuo marito doveva impedirti quella piccola felicità? La felicità, si dice, è fatta di piccole cose. Ma poi, non doveva essere casomai felice, se tu avevi qualcosa che ti rendeva felice? Se ti voleva bene, avrebbe dovuto essere felice (e orgoglioso) che persone ti stimavano e ti volevano bene, a meno che non ci fosse una stupida competizione, o un’ipercritica continua nei tuoi riguardi, o un senso assurdo del possesso. E ti domando: è voler bene questo? E’ andare d’accordo con qualcuno questo?
    Capisco che magari possa succedere di avere qualche perplessità, in qualche caso, con le amicizie del/della nostro/a partner (può succedere magari di accorgersi che qualcuno si approfitta della/del nostro partner e noi non riusciamo a tacere, per esempio; a me è accaduto che un mio fidanzato, appena ci siamo lasciati, mi mise in guardia dalla mia migliore amica… Mi disse, in pratica, che lei non mi voleva bene… Sostanzialmente lei era contenta che ci eravamo lasciati e alla fine lui le piaceva, probabilmente da sempre… E che in qualche modo lei gliela aveva buttata lì subito… Siccome lui mi voleva bene, probabilmente gli sembrò quantomeno una cosa di cattivo gusto da parte di lei, visto che comunque in quel momento, per noi due, era un momento triste, di lutto), ma arrivare a imporre una cosa mi sembra un po’ esagerato, o no?

  • 53
    Viseminara -

    Una volta pensavo,che l’uomo arido o lo sposato,fossero i peggiori in assoluto e me ne guardavo bene,perche ero ragazzina,perchè poi avevo un iter da cattolica,osservante,crescendo mi sono resa conto che gli uomini sono interessati solo ai soldi o alla posizione sociale,non hanno nè cuore nè anima,poi ci sono i prostituti,quelli che si vorrebbero dare per niente e brutti o quelli che lo fanno perche cercano di raccomandare mogli,fidanzate e amanti loro,o gli sciacalli kazzienzi o kazzienzi,manzettopoli,tv spazzatura,più zochi di loro,che si alleano con altri cani e ti passeggiano continuamente sotto casa perche se ti prendono in giro avanzano di carriera?no.o solo per far del male,perchè non ti hanno estorto soldi e carriere….e remissioni troppo veloci o perche non li cagavi.poverini mi ricordano tanto i poliziotti corrotti,e non mi piacciono le estorsioni.li ho presi sempre a calci in culo.cadono sempre nello stesso errore,e finiscono sempre male,detesto i puttani,e non mi sono mai fatta prendere in giro.li snobbo ancora,e li tratto come i nessuno che sono specie quando se le vengono a cercare.sono degli stupidi.io ho una sola parola ed è legge.who’s next..?nemmeno con le simulazioni di r….diceva toto:”io non ti pago”toto era davvero un principe…a buon intenditore poche parole…..

  • 54
    Visemimara -

    Ricordati mia cara aura,le zo...... ,non si nobilitano a secondo di chi se le
    tromba,rimangono sempre quelle che sono.io personalmente,non è articolo che tratto,ece ne sono troppe in giro,come troppi sono i
    delinquenti.grazie vi.

    E
    non
    ho mai avuto migliori amiche,o amiche cani,ti ripeto,non amo le zochi smandrappate!

  • 55
    albanascente -

    Aura,
    carissima. Ogni esperienza è diversa ma anche uguale. Io di quello che mi dici prendo quello che mi risuona dentro, a dirti la verità mi risuona dentro parecchio se non proprio tutto. Sento che tu sei una persona più forte e decisa di me; se non la eri comunque la sei diventata.
    Al pensiero che ritornerà per esempio e si dovesse riprendere la vita di sempre ci ho pensato proprio oggi: quanti paletti, quante circospezioni, quante mani avanti; non mi sentivo libera, il mondo mi si chiudeva ed io, tendenzialmente aperta verso tutti pur essendo fondamentalmente timida ne ho sofferto moltissimo. Il pensiero di ritornare in questa dimensione, cioè di dovermi preoccupare di tutte le cose e le situazioni che possono urtarlo mi uccide.
    L’ho capito ancora di più quando mia figlia leggendo il messaggio che lui mi ha inviato mi ha detto “bene, aspettalo e sentirai cos’ha da dirti, è già qualcosa che ti abbia inviato un sms”.
    Non sono riuscita a soprassedere e ad avere riguardo di mia figlia e delle speranze che ripone in questi gesti del padre e ho sciorinato le mie considerazioni sul messaggio (che certo non si è messo a correre per venire a casa, di cosa mai dovremmo parlare ancora, del fatto che purtroppo lei gli ha detto che stavo male e lui da buon uomo è dispiaciuto di sapere che soffro e quando arriverà a casa…..cioè dopo ancora 3 giorni se vorrò ne parleremo, le ho detto che lui non è un amico di casa che mi messaggia dicendo che quando torna dalla ferie mi viene a trovare sapendo che sto male come hanno fatto due miei amici che sono venuti subito appena arrivati a casa). Ovviamente io ancora esasperata per questi modi di fare che mi hanno sempre incastrato perchè può dire di avere fatto qualcosa e lo spende come qualcosa di grande considerata la sua durezza……..che palle, scusami il linguaggio, non ne posso più, non voglio più caderci come fanno i figli; mi dispiace per loro, appena vedono una mossa del padre perdono il controllo della situazione.
    Mi angoscia pensare di ritornare in gabbia.
    Quando arriverà che farò? Gli dirò che ero e sono dispiaciuta per l’epilogo della faccenda e di ciò di cui ho dovuto rendermi conto e per dover buttare via 40 anni e più. Avevo cercato di fare qualcosa per non dover più essere a disagio. Non ho intenzione di dire nè cosa farò nè cosa voglio da lui.
    Aura, rossana, vi abbraccio.

  • 56
    Viseminara -

    Ragazze state alle “compienze”?del k…zo.cialtronate.

    Di contro come si opera si giudica,per è il corrotto/a,e signorine, ci saranno abituati….che pretenderebbe di boicottare la vita degli
    altri
    o la carriera?in virtù
    di
    quella famosa nobiltà,di
    chi se le…..basso,molto basso
    bordo.e si vede……evitateli
    i
    mignottai
    mollizi.

  • 57
    Viseminara -

    Le
    tipiche
    nessuno ,che rimarranno sempre tali anonime.ma
    molto presuntuose,come
    tutti gli stupidi,o
    i
    “parvenù”?secondo me nemmeno!abituati c’erano?ahahla fame nera….

  • 58
    albanascente -

    carissime,
    ho riletto e stralciato, trascrivendoli, punti importanti per me dei vostri commenti e ho capito che mentre io sto ad un’analisi solo comportamentale cercandone i significati (analisi che va bene ma che non deve fermarsi lì come ho sempre fatto perchè è poco produttiva mi mantiene, io più debole o semplicemente più onesta, dove mi mette lui, nella sua unica modalità che conosce, la lotta) voi mi avete evidenziato che invece il comportamento si attua su una particolare dinamica di fondo che ha un suo ciclo, un suo sviluppo e che è quella che devo tenere presente perchè è come una coordinata istintiva motoria. E’ così e non può essere diversamente. L’ho capito perchè i suoi comportamenti sono sempre quelli e basati su concetti e esibizione di potenza e di forza e poi di apparente falsa sottomissione che mi sono completamente estranei ed è per questo che mi aspetto continuamente ciò che non arriva se seguo la mia logica anzi contribuisco a mantenere la sua e ci vado dentro e poi mi lamento perchè è perversa.
    Devo dire che anche il mio modo di vedere è un pò granitico nella sua estrema speranza.
    Mi sto preparando, ritengo che avrò poco da dire, non voglio più ingabbiarmi automaticamente nella sua lotta che mette in atto perchè nella lotta ha la certezza di vincere.
    Un abbraccio.

  • 59
    Viseminara -

    E non va
    meglio con i
    mignottoni dei paesi limitrofi.anche
    li con
    speranza
    di “remissioni” troppo veloci e in odore
    di mafia o di corrotti?o entrambi?

  • 60
    viola -

    Mia madre ha vissuto una situazione simile e ancora vive con l’uomo che più la fa soffrire. Io da figlia, diversamente dai tuoi, se avesse scelto di lasciarlo l’avrei appoggiata anche a rischio di limitare me stessa e quindi voglio fare a te i complimenti per esserti liberata di quest’uomo e se torna per favore prendilo a calci. Forza…sei una grande. Ti abbraccio.

  • 61
    Aura -

    “bene, aspettalo e sentirai cos’ha da dirti, è già qualcosa che ti abbia inviato un sms”!

    E’ già qualcosa che ti abbia mandato un sms! Albanascente, appunto, ti rendi conto? Anzi, sono molto contenta che tu ti renda benissimo conto… Metti quella frase insieme alla lista delle vessazioni, umiliazioni ecc., vedrai che anche quella ti rinfrescherà la memoria, nei momenti di incertezza… E’ già qualcosa che ti abbia mandato un sms!
    A me è capitato che ne abbiano scritti una sfilza, di sms, lettere ecc. E che me ne faccio, eh? Prima umili, maltratti, ti approfitti del mio amore (vulnerabilità, trasparenza…) e poi vieni a pregare? Albanascente, forse potrebbe anche aiutarti, la durezza di tuo marito… Non è facile, lo so, ma non è facile nemmeno, ti assicuro, quando vedi un uomo che torna a piangere, a dire ti prometto che… bla bla bla.
    I fatti ci vogliono. Le parole sono importanti e belle, ma quando sono COERENTI con i fatti (un messaggio del tipo “so che stai male e mi dispiace, quando vengo parliamo un po’”, può avere un significato bello, se detto con sincerità, da qualcuno che ha sempre dimostrato di volerci bene, per esempio), altrimenti sono solo ulteriori menzogne, buone solo a far soffrire un altro po’ (chi ci casca).

    Le tue ultime lettere mi rassicurano un po’. Forse mettere a fuoco le cose scritte, ti aiuta molto in questo momento. Inoltre, considera che a quanto ho capito qui c’era solo una persona che in caso voleva salvare un rapporto, un lungo matrimonio, tante cose costruite in una vita insieme: quella persona eri tu. Un uomo che voglia salvare un rapporto non si comporta, almeno secondo me, come tuo marito, facendo il “duro”, sparendo e intanto guardandosi intorno… Ha fatto questo? Be’, ha fatto la sua scelta, si spera che sapesse il rischio che correva. O pensava, presuntuosamente, che tu saresti stata lì ad aspettare, subire ecc.? Per quello ti dico: dimostra non a lui, non ai figli, ma A TE STESSA, una cosa: CHE STAI FACENDO LA TUA VITA.
    Soffriranno i figli, diventerà più duro lui? Amen. Tu hai già sofferto, ricordatelo, ora è venuto il tempo di pensare a te. Non vuoi più stare in una situazione che vivi e consideri, oggi, una vera e propria gabbia. Non vuoi più una montagna di (suoi, inutili) condizionamenti. E questo è già importante, per iniziare: hai almeno chiaro, in molte cose, CHE COSA NON VUOI e CHE COSA VUOI. Da lì puoi ripartire. Un abbraccio

  • 62
    Aura -

    Un’altra cosa… Io inizierei, invece che farmi vedere sempre stare male, sia dai figli (tua figlia vedendoti stare male, e preoccupandosi, si è sentita in dovere di informarne il padre…) sia soprattutto da lui. Lascerei intendere che me la passo benino. Ok, è una finzione, ma questa davvero la giustifico, vedrai, ti aiuterà moltissimo. 🙂

    Farei vedere (e anche ai figli, perché anche non volendolo, gli riporterebbero cose e fatti miei, invece lui NON DEVE SAPERE CHE COSA PENSO: sono fatti miei, sono la mia nuova vita senza di lui, e senza che lui possa mettere bocca, punto) che sto bene. Se necessario mi andrei a sfogare con amici fidatissimi, non in contatto né con lui, né con i figli, e poi me ne tornerei a casa tutta contenta… 🙂

    Comunque, continuo a vederla una strada lunga, considerato che non avete chiesto la separazione, che vivete a metà insieme, che vivete confinanti quando lui è nella seconda abitazione…

  • 63
    albanascente -

    grazie, aura
    delle ultime precisazioni. E’ come se tu mi vivessi dentro per come riesci ad immedesimarti e a seguire lo svolgimento dei fatti;
    il mio progetto per domani, intanto: vado da mia madre e spero che il suo ginocchio si sia sgonfiato un poco, mi preparo per andare alle terme benessere (ho un bonus di 10 ingressi) a 50 km. che mi assorbirà per alcune ore in varie attività e relax finale;
    ritorno da mia madre per un poco e poi vado a casa a prepararmi per uscire in perfetta forma. Dove andrò? Vedrò su internet cosa c’è in giro. Abito in un piccolo paese e devo spostarmi per qualsiasi cosa.

    Sono dimagrita 8 chili in questi mesi, sono 52.5 Kg. Le mie amiche mi dicono “che fortunata che hai perso peso” ma nessuna vuole la mia ricetta…….eppure sono tutte più o meno in una situazione da separati in casa.
    Non mancherò di ripassare gli appunti buoni e gli appunti cattivi.

    Un fortissimo abbraccio e grazie per la tua preziosa presenza.

  • 64
    albanascente -

    PER VIOLA,
    grazie infinite per le tue considerazioni che ho sentito come una affettuosa carezza. E’ difficilissimo cambiare strada, c’è da saltare un fosso ed è così difficile per tanti motivi. Anch’io come probabilmente ha pensato tua mamma avendo comunque passato una vita in certe condizioni mi chiedo continuamente se è giusto cambiare strada e fare patire ai figli questo dolore come un fulmine a ciel sereno perchè se vedevano anche che io lo affrontavo e discutevo, alla fine soccombevo e per loro era normale. Io ho sempre cercato di dimostrarmi felice, e non ero falsa, mi dimostravo felice di avere loro e di sperare di migliolare il mio rapporto con lui. Negli anni è diventata troppo dura, mano a mano loro diventavano adulti e rimanevamo noi due, la situazione diventava insopportabile. Non condannare tua mamma, occorre trovare molto aiuto per farcela, da soli non ci si riesce e penso che lei abbia scelto la situazione che le risulta più accettabile. Io la capisco perchè sono tentata dalla voglia di rimettere tutto come prima, la tensione dentro di me è altissima ma sento pure un urgente bisogno di prendere cura di me stessa e di volermi bene, di provare gioia, di sentirmi serena e non presa d’assalto, altrimenti non riesco nemmeno a trasmettere voglia di vivere ai miei figli come facevo quando erano piccoli. Un abbraccio.

  • 65
    rossana -

    albanascente,
    quando hai tempo e voglia, mi dai qualche dettaglio in più su questa frase: “eppure sono tutte più o meno in una situazione da separati in casa.” intendo dire: età, anni di matrimonio o convivenza, ecc…

    quanto a quest’altra: “da soli non ci si riesce e penso che lei abbia scelto la situazione che le risulta più accettabile.”, concordo e sottoscrivo. spesso dipende anche dal carattere affrontare il fuoco, come le salamandre, per poter uscire. ci vuole un mare di coraggio!

    in bocca al lupo per tutto!

  • 66
    Viola73 -

    Cara Albanascente ( e già il nick è di buon auspicio) lo so che è difficile..(poi mia madre ha dieci anni più di te) ma sono almeno 30 anni che si trascina in un rapporto che la sta uccidendo. Lei dice “E’ tardi” e io le dico che non è mai tardi. MAI. Lo so che è durissima, lo so che è come morire mille volte al giorno, ma allora non c’è soluzione? Per mia madre non c’è speranza ma per te è diverso, tu sei una donna più forte, con più strumenti a disposizione. Alba tu ce la devi fare. Quando dici ” è giusto cambiare strada e fare patire ai figli questo dolore come un fulmine a ciel sereno perchè se vedevano anche che io lo affrontavo e discutevo, alla fine soccombevo e per loro era normale.” mi sale su una rabbia. Io ho anche litigato con mio padre più di una volta per difendere mia madre, l’ho portata via.. ho fatto il possibile (certo che soffrivo, LUI è comunque mio padre!) ma non è servito a niente. Ma i tuoi figli, diamine, un minimo di sensibilità..un minimo di appoggio e che cavolo! Sei stata troppo protettiva forse con loro.. io spesso mi sono sentita la madre e non la figlia di mia madre…
    Comunque…una figlia dalla tua parte c’è..eccola.
    Ho letto i tuoi ultimi post.
    Brava, esci, distraiti e fatti bella! Sopratutto pensa di essere fortunata, hai ancora la mamma a 63 anni! 🙂 Ti ABBRACCIO.

  • 67
    ALBANASCENTE -

    Vi ho scritto ma non trovopiù il commento. Sto scrivendo con un pc piccolissimo e basta un tocco per rovinare tutto
    Vi aggiornio, poi vi risponderò ad hoc se non vedrò il commento stampato.
    Faccio la spesa, vado da mia mamma, poi vado a casa. Stamattina ci siamo solo incorociati quando è arrivato, io stavo aprendo la porta per andare alle terme e ho tirato dritto per il mio destino.
    Oggi ho pensato che quell’uomo di cui una donna è inamorata è quel narcisita che mi ha vessato tutta la vita per poter lui stare a galla o per altri motivi che abbiamo bene analizzato, non certo per amor mio,che mi ha umiliato per poter sentirsi qualcuno, ecc, ecc, che mi ha disprezzato, che mi ha manipolato; quanto dolore e sofferenza mi da dato,
    E non e’ quell’uomo che credevo di avere sposato, quel padre che i miei figli hanno amato con gli occhi chiusi per i giochi che lui faceva con loro. Peccato che giocava soprattutto per il divertimento di se stesso ma non ènecessario che lo sappiano i figli, questa frase serve solo per completare il quadro, da anaffettivo qual’è. Che lo accolga pure tra le sue braccia e se lo tenga.
    Ora vado a casa, poi vi dirò.

    Un abbraccio, mi state aiutando veramente.

    C’è amarezza in queste parole,lo ammetto ma mi fa bene dire all’uomo che si èrivelato di essere e non all’uomo che pensavo potesse portarmi rispetto (minimo requisito per vivere insieme)

  • 68
    Aura -

    Cara Alba, ciò di cui tu parli (l’immedesimarsi) si chiama empatia. Col tempo ho imparato che o ce l’hai o non ce l’hai, l’empatia. La mia è così grande che ancora sono qua ad aspettare (si fa per dire) un uomo che ne abbia, non dico tanta, ma almeno un po’ che non sia un distratto “eh sì, certo, certo…”, di cui non me ne faccio nulla.
    Il resto si chiama esperienza, cara Alba: io ci sono forse più passata, dalle separazioni (e sono separazioni anche le morti, che si devono elaborare, accettare, superare). Quella dei miei genitori, quando ero piccolissima, quella di persone care, quelle mie, perché era la cosa migliore. Tuttavia, a momenti, mi viene uno scrupolo, leggendo ora te e Viola, se non sia, una separazione così tardiva, il meglio o il peggio. Viola dice che non è mai tardi, ma ora non so. A una certa età, con un così grande fallimento sulle spalle, e un futuro più ristretto davanti (spesso mentale), si tende a pensare più facilmente che sia comunque finita, e non si ha l’entusiasmo dei venti, trenta, quaranta anni, e nemmeno l’energia.
    Non ce l’ho io, l’energia di pensare che non tutto è perduto, e ciò nonostante non abbia da separarmi ormai da nessuno: da chi mi dovevo separare mi sono separata, ma la vita è rimasta uno schifo lo stesso, nonostante giustamente io seguissi dei principi, fra i quali c’era il rispetto di me stessa sopra a tutto.
    E che cosa me ne faccio, però, di questo deserto intorno? Qualcuno voleva trascinarmi nel suo personale inferno e non c’è riuscito, e si sperava che ci fosse bel altro da vivere, invece qua si sta nel deserto, non si è ripagati da niente e da nessuno, se non si è anche un po’ fortunati.
    Sono giornate così cupe per me, che è meglio se non dico altro, però sono contenta di sapere che almeno te ne andrai un po’, Alba. Io avrei voglia persino di scomparire. Essere vivi, morti, mi dico a momenti, fa lo stesso. Perché a questo ti porta l’esistenza, quando sai, in tutta coscienza, di avere teso al bene e di avere però ricevuto il male. E perché, Cristo santo? Pare che non ci sia, il perché. La mamma di Viola, secondo me, dice “è tardi”, perché si sente come già morta. Si muore in tanti modi. E come la capisco che lei sente che è tardi. Comunque, vanno messe le cose sulla bilancia: se hai sessanta anni, sei stanco di soprusi, non hai problemi economici, ti puoi permettere di cambiare. Per altri (direi molti) non è concretamente possibile, e non ci si può fare niente, questa è la cruda realtà.

  • 69
    Aura -

    Alba, accidenti, ma io non ti riconosco più! :-)))

    Continua a usare quel pc piccolo, per carità, perché mi diventi di un grintoso che mi fai quasi paura: una pantera!
    Hai visto il film “Pomodori verdi fritti”?

    Anaffettivo, già… E mica è il solo. Sapessi quanti ce ne sono, là fuori, di anaffettivi.

    E poi rileggo questa tua:

    “C’è amarezza in queste parole,lo ammetto ma mi fa bene dire all’uomo che si èrivelato di essere e non all’uomo che pensavo potesse portarmi rispetto (minimo requisito per vivere insieme)”.

    Rispetto: minimo requisito per vivere insieme. E direi!

    Alba, che soddisfazioni che mi dai! Ho avuto un’altra brutta giornata, ma finalmente sorrido! Devo assolutamente vedere come andrà a finire questa storia! Credo che rimanderò il mio suicidio. 🙂 Scherzo, ehhhh.

  • 70
    rossana -

    Aura, Albanascente,
    per me, forse l’ho già detto, la separazione è l’ultima spiaggia, quella di quando proprio non ce la puoi fare più a sopportare (tanto per fare un esempio, che qui ho pure già scritto, quando mi sono separata, a 35 anni, quella che per me era vita, per mio marito era morte, e viceversa).

    premesso questo, non voglio confondere Alba, per cui mi atterrò a qualche osservazione di carattere generale:

    1) per separarsi bisogna essere capaci di vivere da soli o di potersi accompagnare a una fidata rete di amici o parenti (mia sorella, ad esempio, vedova da un paio d’anni, sta morendo di solitudine, nonostante sia circondata da amiche affettuose e sempre presenti – io sono riuscita a trovare un minimo di equilibrio dopo circa 6 anni di vita da funambola, cioè da quando mio figlio e la sua compagna sono andati a vivere in un altro continente).

    2) se i figli sono in casa, è abbastanza difficile “rifarsi una vita”. se non ci sono, ci si sente soli, dopo aver vissuto tanto tempo in un nucleo familiare.

    3) se è difficile trovare l’amore a 20 anni, figuriamoci oltre i 60. si trovano ometti dallo spiccato senso pratico, che cercano in buona sostanza una colf. se poi qualcuno emerge dal mucchio per sensibilità e correttezza (di solito un vedovo), si porta dentro tali e tante ferite, di vario genere, che è difficile non soccombere entrambi, ognuno sui propri mali. non c’è futuro, non ci sono progetti in comune, restano pochissime capacità di sognare, a meno di accontentarsi molto più della media…

    4) se poi subentrano problemi di salute, come non assistere il padre dei propri figli? se ti capita di star male all’improvviso, bisogna avere sempre la valigetta pronta per l’ospedale e il numero del taxi da chiamare in emergenza, se non si è a livello di autoambulanza. se anche i ragazzi sono vicini, qual’è la madre che li penalizza in famiglia e sul lavoro per farsi assistere?

    a una certa età ci vuole coraggio per tutto, anche solo per alzarsi al mattino e sperare di giungere a sera non troppo batostati…

  • 71
    albanascente -

    purtroppo le mie lettere a viola (con cui le parlavo dell’affetto che mi ha trasmesso e che ricambio e le parlavo dei miei figli) e a rossana (in risposta a ciò che mi aveva chiesto) con un clic sono andate perse. le ricostruirò appena posso e lo farò molto volentieri.
    aura, hai ragione, io sono nella tragedia, proprio come dico sempre a mia mamma, non ho 40 anni e figli piccoli e non ho nemmeno un amante che mi aspetta per una nuova vita, quindi non ho problemi di traumi di figli piccoli, di gestione di figli piccoli o problemi di casa, nè economici, ma per contro proprio perchè non ho 40 anni e mettiamoci pure la speranza fin che vogliamo, ma non ho possibilità di rifarmi una vita che compensi i 40/50 anni passati. Penso a tutte le volte che incontrerò di nuovo i miei figli ci sarà, sottinteso tra di noi, un prima ed un poi, un lutto da superare e ogni momento non sarà più come prima.
    La mia tragedia è questa consapevolezza; l’umiliazione per la vita passata si può anche allentare ma che futuro mi si presenta?
    Non voglio certo ritornare indietro nella gabbia ma se devo essere sincera fino in fondo…..non riesco a pensarlo, non riesco a dirlo cosa vorrei. Niente sarà più come prima ed è dura da mandare giù.
    Il massimo che potrei raggiungere è proprio una indifferenza, non direi un perdono, piuttosto un distacco totale.
    A volte penso di avere bisogno di raggiungere questa dimensione, che sia poi separazione o che altro, di certo io con lui non uscirò più per tutta la vita futura.
    Ho raggiunto una certa lucidità, ho visto i suoi meccanismi perversi che mi hai indicato, sono meccanismi standard; le azioni che mettono in atto possono essere diverse ma seguono tutte lo stesso disegno improntato al possesso, al sesso, al potere. A che livello siamo?
    Certo con un uomo così non ho proprio nulla da spartire e mi fa paura continuare a vivere con lui.
    Insomma ho raggiunto una certa chiarezza, devo raggiungere una certa tranquillità tenendo fermamente presente che non ci possono essere possibilità di riconciliazione alla maniera di prima.
    Adesso devo lasciare, vi scriverò appena posso.
    un abbraccio grandissimo a tutte.

  • 72
    albanascente -

    rossana,
    io non so a che età ti sei separata; certamente separarsi a 63 anni è come spezzare la vita, comunque. O forse penso e mi preoccupo troppo. Chi lo sa?
    E’ più facile se nel frattempo si è coltivato un altro amore con un’altra persona, questo amore aiuterebbe a fare il passo. Io e le mie amiche, purtroppo non lo abbiamo mai pensato possibile, volevamo soltanto poter stare bene nella nostra casa, almeno sufficientemente e non andare continuamente in debito di energia. Quindi siamo tutte rimaste sposate finora, soltanto a me è scoppiata la bomba in mano per una condizione di rispetto che, come dice mia figlia, non ci dovrebbe mai essere bisogno di porla, specialmente in un rapporto affettivo.

    Ti dò le informazioni che mi hai chiesto:
    le mie amiche in condizioni di separati in casa sono 4 (a loro volta hanno altre amiche nelle stesse condizioni):
    lei 65, lui 69, due figli, nessuno in casa
    Sono insieme da 40 anni. Nella loro casa hanno una cucina al piano terra e una cucinetta in taverna. Ognuno acquista alimentari, lava per sè e stira, dormono in camere diverse, mangiano insieme solo quando ci sono amici o la nipotina o i figli; ognuno ha i propri hobby; mutismo quasi assoluto. Collaborano (litigando) per figli e nipoti; lui da solo cura la madre con demenza senile.

    lei 58, lui 65, due figli; uno in casa
    Insieme da 38 anni. Ognuno ha hobby propri, visioni della vita assolutamente opposte; vivono insieme con distacco ma con rispetto.
    lei 70, lui 75, operai in pensione; vivono insieme da 45 anni
    lei ha trovato un pò di pace da quando il marito non ha più esigenze sessuali e da quando lei non risponde più ai suoi proclami. Lei si occupa finalmente di ciò che le piace e non se ne cura più tanto.

    lei 53 e lui 60, due figli, uno in casa
    sono insieme da 37 anni

    Un abbraccio fortissimo.

  • 73
    Aura -

    Rossella, hai fatto esempi molto realistici, però mi sembrano tagliati solo, essenzialmente, sulla paura della solitudine e la paura della morte, alla fine. L’amore non si trova a nessuna età, se si fonda sulla paura della solitudine.
    Un giorno ho conosciuto una signora molto, molto anziana, che mi ha toccato molto, anche se non ho avuto modo di approfondire la conoscenza. Be’, lei è una che non ha paura di morire. Tutti i suoi cari sono morti e lei vive sola. Quando le ho detto che dovrebbe uscire, fare due passi, farsi visitare da un medico se ha disturbi, insomma avere cura di sé, mi ha detto: “sono molto vecchia, la mia vita l’ho vissuta, anno più anno meno, quando muoio muoio”, e mi trasmetteva molta serenità. La sua unica preoccupazione è suo figlio, giustamente.

    Alba, un forte abbraccio anche a te e… Ti trovo in forma smagliante. 🙂 Reattiva e lucida. Elabori, ragioni, il cervello ti funziona magnificamente e quindi stai serena, con la chiarezza arriverai poco alla volta a una tua decisione (qualsiasi sia), ci vuole tempo. Questo passaggio mi sembra molto importante: “Ho raggiunto una certa lucidità, ho visto i suoi meccanismi perversi che mi hai indicato, sono meccanismi standard; le azioni che mettono in atto possono essere diverse ma seguono tutte lo stesso disegno improntato al possesso, al sesso, al potere. A che livello siamo? Certo con un uomo così non ho proprio nulla da spartire e mi fa paura continuare a vivere con lui”.
    Ci sono coppie che possono andare avanti anni, o per sempre, con certe dinamiche, che tu chiami giustamente meccanismi perversi. Hai presente quelle coppie che litigano sempre, e sempre nello stesso modo? C’è una tensione, nel conflitto, che li tiene legati: ed è tutto lì, il loro rapporto. Tolto il conflitto, cade il “sentimento”… Non armonia, non gioia, non piacere di stare insieme: tutto si riduceva a questi meccanismi nevrotici. Be’, a volte succede che uno dei due INTERROMPE la dinamica. E fine.
    Ho dei vicini di casa che sono separati in casa. Da ANNI si ripetono (litigando e urlando) LE STESSE COSE. Dio! Ormai le so anche io! Lui ha portato l’amante a casa, lei non lo avrebbe mai fatto, lui non se ne va (non si capisce perché), lei (l’amante) è una puttana, lui è uno stronzo, lei (la moglie) è una pazza ecc. ANNI. Sempre le STESSE FRASI. Poi il silenzio, fino al venerdì successivo, quando si ricomincia. E naturalmente i figli crescono così, pensando che quello sia il modo di stare insieme.

  • 74
    albanascente -

    viola,
    che bell’emozione ho provato, quanta energia ho sentito! Il mio cuore si è allargato e ti sento dentro e intorno a me; ho provato il bello della vita che pulsa anche nei tuoni di una tempesta. Che energia mi danno le tue parole! Ho pensato a tua mamma e al conforto che le dà una figlia come te. Io penso che lei sia intimamente convinta di non aver avuto felicità dal suo uomo ma in compenso di godere quella di avere una figlia come te. Non si può avere tutto, si sarà detta.
    Il suo vuoto affettivo è molto ben compensato.
    Ci vuole molto coraggio anche a stare in una penosa situazione.
    Io mi accorgo che ci si abitua a brontolare, ad essere tristi, ci si adagia pure, comunque si compensano i vantaggi e gli svantaggi.
    Tua mamma sente il tuo appoggio e secondo me questo le basta.
    E’ vero avrebbe potuto rifarsi una vita, sappiamo però che non è detto di riuscire a trovare uomini diversi; ho sentito molte donne che di uomini non ne vogliono più sapere.

    E’ vero, se si separasse non perderebbe te ma, come spiega con precisione rossana c’è tutto un mondo di riferimenti che si spezza e questa frattura te la porti dentro anche guardando al futuro. Uno sconvolgimento con poche prospettive, dove la scelta finale si gioca probabilmente su un margine labile di opportunità. Quindi, è comprensibile restare.
    Ci sono molti motivi che frenano la volontà di separarsi. Cerco di interrogare me stessa.
    Forse vorremmo sostituire questa situazione con una migliore come si fa con i pezzi di ricambio perchè pensare di affrontare un disagio dai risvolti infiniti di cui non si vede la fine diventa un’impresa immane. Ci sto riflettendo ora: in questa dimensione, mi sto giudicando, c’è troppa volontà di potenza.
    Non mi accontento di pensare di togliermi di torno una situazione di malessere che inquina la vita e già per questo mi dovrei dire: basta ed avanza, il futuro poi, chi lo sa? e invece vorrei già riempire il vuoto dell’impalcatura crollata o avere almeno buone speranze di sostituirla, che è tutto un altro programma.
    Sento un tigre nel motore ma non ce l’ho ancora fatta. Devo fare delle distinzioni tra una vita mortificante e chiudere con la vita mortificante. INTANTO. Quello che sarà sarà. Un passo alla volta.
    Quanti modi ci sono per chiudere con una vita mortificante?

    Io non posso chiedere a mio marito di fare ognuno la propria vita restando insieme da fratelli (qualche coppia ci riesce) perchè dovrei chiedergli RISPETTO, il motivo per cui c’è stata l

  • 75
    albanascente -

    continuo
    c’è stata la rottura, sarei di una ingenuità totale e anche illogica.

    Intanto lo sto osservando alla luce delle ultime considrazioni di AURA (sulle sue finzioni, ecc.) non per giudicare i comportamenti ma per scorrere la logica di fondo e trovare la conferma che un PRIMATE quale è non cambia. Infatti……Ieri sera lui prepara da cena e mi chiede se voglio cenare.
    Ho detto di sì, volevo studiarlo alla luce delle ultime considerazioni di aura (sulle sue finzioni, ecc.).
    L’ha presa alla larga e alla larga io sono stata.
    Ha l’atteggiamento meno sicuro, di chi ha qualcosa da nascondere.
    Ho mantenuto distacco come tante altre volte, stesse domande paranoiche, falsa ed eccessiva disponibilità, conduceva lui il discorso illuso di spuntarla come sempre, che banalità, voleva dimostrarsi scendiletto, lo fa nelle cose di poco conto.
    Penso che volesse darmi la possibilità di parlare del mio malessere, non mi ha chiesto nulla, infatti aveva scritto ” se vuoi possiamo parlarci”.
    Ho bisogno ancora di questo lavorio, mi vergogno veramente.
    Possibile che ci si affezioni alle bastonate?
    Poi sono uscita fino alle 23, sono andata a trovare un mio amico e al ritorno girava ancora per casa e io mi sono ritirata.
    Adesso che ho capito bene il suo meccanismo sto lavorando sul mio distacco (lo sento sempre meno appartenente alla mia sfera-questo sento che mi fa bene) per raggiungere uno stato di naturale tranquillità emotiva.
    Viola, quanta fatica per sbriciolare questa dura pagnotta, può aiutare chi ha già vissuto queste situazioni, poterne parlare, potere confrontarsi, poter seguire passo dopo passo, è una grande ricchezza, a volte guardo ciò con molta felicità; per godere di un pò di felicità bisogna riuscire ad essere umili o riuscire a superare dei pregiudizi;
    me ne accorgo anche osservando mia mamma che ora mi sta aiutando molto, il che è molto strano che mi stia aiutando a distaccarmi da lui perchè per tutta la vita ha dato torto alle sue figlie per tutelarsi dal giudizio della gente per qualsiasi motivo, inducendo le figlie a fare pure scelte che erano utili a lei e non alle figlie. Ne parliamo spesso e poi mi dico: che ne so io della sua vita, dei suoi motivi profondi, delle sue difficoltà o incapacità ad agire diversamente, da poterla giudicare? Così sono riuscita a fare pace dentro di me con lei e a godermela pienamente.
    Viola, nella lettera persa ti avevo parlato dei miei figli. Ora non posso continuare, lo farò prossimamente. Abbraccio grande

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