Tradimento, umiliazione, narcisismo
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Sono albanascente. Di nuovo su questo sito.
Sto malissimo. Dopo aver esposto la mia situazione in ” Se vuoi mio marito lo puoi prendere ” e ” Tradimento confessato per umiliare ” la situazione è la seguente: mio marito dovrebbe trasferirsi nell’altra unità immobiliare della casa abbinata di nostra proprietà. Da 4 mesi ha detto che si trasferirà ma non ha fatto praticamente nessun lavoro di trasferimento. La casa è ancora vuota o meglio piena di stracci e varie da discarica ma lui se ne va in bici da corsa tutto il giorno. Ne abbiamo parlato con i figli: ha detto loro che non si è trasferito perché mi aveva detto di andare a sistemare i contratti per le utenze e non l’ho fatto quindi non si capisce cosa io voglia fare Non gli ho mai detto di restare di qua e i contratti sono tutti intestati a lui. Le solite manipolazioni. In questi mesi vedendo che non si spostava e con me era aggressivo sia verbalmente che con i comportamenti silenziosi e continuamente fuori casa di giorno e di sera (cosa che ho fatto e faccio anch’io) ho anche cercato di affittare o comprare un appartamento per risolvere il tutto da sola ma ho sentito il bisogno della mia casa e ho deciso che sto nella mia casa e non me la sono sentita di sradicarmi; lui le occupa tutt’e due e io con questo disagio e disperazione non trovo pace. Mi sto chiedendo dove ho sbagliato per essere in queste condizioni, lui esprime una durezza incredibile, non ha fatto un passo indietro, non ha chiesto perdono, eppure si comporta come se la colpa di tutto fosse mia.
Che durezza, cos’è che non ho capito ancora?
Ho 63 anni e ho perso tutto.
Data di pubblicazione: 12 Agosto 2010
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Categorie: - Famiglia
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Ciao Albanascente. Ogni volta che ti leggo io ho l’impressione che tu in realtà ami ancora tuo marito e che l’unica cosa che vorresti è che lui si facesse perdonare… Ma vedi, le persone non cambiano… Lui è così e così resterà. O lo accetti per com’è oppure decidi una volta per tutte di tagliare i ponti definitivamente. Avete un’altra casa libera? ok, trasferiscitici.. ci porti tutte le tue cose così ti sembrerà di essere comunque a casa tua… Ma restare in questa situazione a macerarti perchè lui non chiede il tuo perdono (ma tu poi saresti capace di perdonare?) è assurdo e dannoso. La vita è talmente breve che non si dovrebbe sprecare nemmeno un minuto col rancore e il risentimento. Te lo avevo già scritto in un altro post: il perdono è un regalo che si fa prima di tutto a se stessi… E un pensiero va anche ai tuoi figli forse perchè io, da figlia, vivo la stessa situazione. Mio padre ha tradito mia madre molti anni fa: lei non ha perdonato ma non se ne è andata. E’ rimasta lì e sono dieci anni che vivono da separati in casa e lei non fa altro che lamentarsi dei comportamenti di mio padre, dei dispetti – veri o presunti – che lui le fa, dice che la vita così è insopportabile ma se noi figli le proponiamo di trovarle un’altra soluzione abitativa risponde che quella è casa sua, che è lui che se ne deve andare… e intanto sono passati gli anni… e noi figli in mezzo con una pena nel cuore per questa situazione e con tanta rabbia perchè stanno sprecando la loro vecchiaia tra dispetti e rancori quando potrebbero quanto meno viverla serenamente se solo accettassero che le cose sono andate in un certo modo. Punto. Invece litigi, ripicche, richieste a noi figli di parlare con l’uno o con l’atra… Io capisco bene il dolore del tradimento perchè anch’io sono stata tradita e il mio cuore si è spezzato a metà, ma ho capito che avevo solo due scelte: perdonare e andarmene o perdonare e restare. Ma comunque perdonare: perchè macerarsi nel rancore avrebbe fatto male solo a me. E perdonare non vuol dire dimenticare: comunque ti resta una cicatrice sull’anima che ogni tanto ti fa ancora male: però vai avanti, recuperi comuqne una tua serenità… Restare e odiare.. no, questo mai. Per cui io vorrei consigliarti di concentrarti su te stessa: non chiederti perchè lui ti ha fatto questo, è un problema suo. Chiediti piuttosto cosa tu puoi fare per te stessa, cos’è che vuoi veramente (anche se fosse riprendere il rapporto con lui…) e agisci di conseguenza. Auguri.
per anna65
sento molto pertinenti le tue osservazioni e di molto aiuto per farmi forza: voglio impegnarmi a realizzarle. grazie infinite ed un abbraccio.
albanascente,
concordo, parola per parola, su quanto ha scritto anna65, con tanta dolcezza e tanto buon senso.
amare può voler dire, quando e se ci si riesce, accettare l’altro/a con i suoi limiti e i suoi difetti.
in ogni caso, quando ci capitano tegole sulla testa com’è successo a te e a molte altre donne (me compresa, dal momento che statisticamente 2 uomini su 3 tradiscono la compagna), si deve essere forti e ferme nei propri propositi di reazione, decidendo, sia pure faticosamente ma una volta per tutte, se si intende proseguire il rapporto o prendere un’altra strada. questo lo devi a te stessa e soprattutto ai tuoi figli.
personalmente, essendo stata tradita per una dozzina di anni, capisco a fondo quanto sia difficile decidere di allontanarsi da una persona che si è amata e con cui si è trascorso molto tempo nella quotidianità. per di più, scusa se mi permetto, ma alla tua età, che è anche la mia, non c’è più un vero futuro di coppia con un altro partner, quindi, essendo il tradimento subito ormai lontano, anche se sempre dolorosissimo, considera la prospettiva di lasciar cadere il tuo risentimento e di restare con il tuo cocciuto e insensibile uomo, che, a mio avviso, ancora ami.
so di non essere in linea con la visione attuale al femminile del tradimento ma ti ho scritto lo stesso quello che penso in merito a quanto ti è successo e ai toni accesi con cui ne parli, che lasciano trasparire troppa rabbia per qualcuno che non ama più…
rossana,
il tradimento me lo ha gridato più volte (io non gli credevo) perchè avevo posto una condizione ai rapporti sessuali che pretendeva insistentemente di notte e di giorno non mancava l’occasione di offendere, svalutare, impedire prepotentemente di dire la mia opinione, manipolava la comunicazione, posso dire da sempre, agendo di volta in volta sui miei sensi di colpa o le mie presunte incompetenze. Per intenderci ero stanca di sentirmi dire: se fai un ragionamento da cretina io ti dico che sei cretina. Per lui un ragionamento da cretina era un’idea, una considerazione diversa dalla sua, nemmeno opposta, semplicemente una considerazione da un’altra prospettiva. Niente da fare, non ci mollava e se ci mollavo io erano accuse di voler troncare il dialogo, proprio io che volevo il dialogo, diceva. Insomma non c’era spazio ed io ho osato ciò che non avrei mai dovuto osare, l’interruzione dei rapporti sessuali a condizione che si potesse parlare per capire meglio dove e perchè ci facevamo male. Sono passati 14 mesi così, io mi meravigliavo perchè continuava a chiedere atti di buona volontà da parte mia nella solita direzione e io dicevo, ok, incomincia anche tu con buona volontà, se non vuoi parlare, almeno con un atteggiamento diverso, educato almeno, verso di me. Anche dopo avermi voluto umiliare gridandomi il tradimento ha mantenuto un comportamento altezzoso, scanzonato, direi soddisfatto di avere in mano la carta giusta per farmi capire come dovevo funzionare, io ero disperata e lo sono tuttora. Lui non ha chiesto nemmeno di perdonarlo, non si èmai dimostrato dispiaciuto, addirittura ha detto a mia figlia che non capisce perchè io sto così male. Dico queste cose perchè di fronte ai pareri che parlano di perdono o di dimenticanza per poter andare avanti vi chiedo, ma voi perdonereste anche se no vi viene chiesto? Dovrei chinare la testa, riprendere i rapporti sessuali, nemmeno parlare tra di noi. Riprendere e basta. Non me la sento anche se mi distruggo a pensare che ho passato la vita impegnandomi in un rapporto che esisteva solo per me.
Questo genere di uomini mi fa venire il vomito.
Ecco qui una situazione difficilissima anche per i figli, ma francamente, la vita ti pone sempre di fronte a scelte, purtroppo, e i figli devono scegliere. Ecco uno di quei casi in cui se avessi fratelli intelligenti, sorelle determinate e d’accordo con me, se fossi maschio, se fossi figlio di questa donna e madre, prenderei mio padre e gli farei un bel discorso: tu hai sbagliato, tu sei un grandissimo stronzo, tu un’altra casa ce l’hai, tu adesso prendi (e gli prenderei tutto il suo immondezzaio di cose) le tue cose e ti togli da qui IMMEDIATAMENTE, chiaro?
Oppure, insieme a tutti i fratelli, prenderei tutte le sue immonde cose e gliele porterei a casa sua, e la notte chiuderei casa nostra, con nostra madre, e vediamo se ha il coraggio di entrare. E se bussa, se fa il prepotente, a muso duro gli direi: TU MIA MADRE ADESSO LA LASCI STARE, è chiaro? Qui NON TI VOGLIAMO.
Ovviamente questa è fantasia, mi pare di capire. Perché quando uno ha bisogno di una mano, a questo mondo, non ti aiuta mai nessuno, o quasi.
Non ho letto le precendeti lettere, quindi:
1) andare, se non si è già andati, da un avvocato: chiedere la separazione con addebito. Tradimenti, dichiarazioni dello stesso, umiliazioni ecc.
2) andarsene, se se ne ha le possibilità economice, in un’altra casa, visto che il verme non se ne va e i figli non ti aiutano a far muro contro di lui che è un verme.
3) staccare, se i tuoi figli non ti hanno sostenuta, per un po’, anche dai figli: servirà loro di lezione. Stiano con l’adorato padre, se a lui hanno creduto o hanno fatto finta di credere, se così fosse o se ne sono fregati di te o lui, il padre, li ha già ridotti a degli inetti incapaci di reagire.
Così, Albanascente, dai un buon esempio ai tuoi figli, per l’ultima volta. Pensaci, perché loro hanno due esempi: un verme di uomo (che è loro padre) che umilia una donna, e una donna (che è loro madre) che purtroppo si è fatta umiliare da un verme di uomo.
Questo, ai figli, potrà portare dei problemi nella vita di relazione e in particolare nel rapporto di coppia. Ma si può rimediare, ma occorre reagire, rompere questo inferno, dare l’esempio. Vedrai che soddisfazioni. E preparati a reazioni del verme, stanne lontana e organizzati.
Vedrai, che il nome che ti sei scelta qui, che significa proprio quello che tu senti e vuoi essere, significherà proprio una nuova alba.
A chi dice che Albanascente ama ancora suo marito.
No, lei non lo ama, lo disprezza, lo detesta, e deve avere tanta rabbia dentro per il passato amore che è stato ferito, per le umiliazioni, per la vita che vede buttata via. E lui lo sa, e la disprezza per questo: sa che è questi modi negativi la tengono legata, perché risvegliano in lei la voglia di riscatto, di vendetta, di averla vinta lei. E lui si diverte, mente spudoratamente ai figli, manipola le cose che lei dice, è appunto un manipolatore, conosce il giochetto a memoria e non la teme minimamente.
E’ lei che deve spezzare la catena (catena, non amore): lui ha fatto la vita che voleva, lei no. Lei ci si è fatta trascinare, e se ne pente. Lei sa che non ha scelto, ma subito. Lei sa che ha sbagliato due volte, e per questo soffre tanto.
Lei sa che lui non la meritava e pretenderebbe, con ragione, con logica, con civiltà, che se ne andasse lui, riconoscesse un minimo i suoi torti, ma a lui conviene, a lui conviene più far i suoi comodi come sempre ha fatto e in caso far passare lei come una pazza… Una che vaneggia…
Lui sa che così una persona la fa impazzire per davvero, lui sa che la distrugge, lui fa quello che ha sempre fatto nella vita: manipola, usa, in caso ti distrugge.
albanascente,
percepisco dal modo con cui ti esprimi un grande dolore, non solo per il tradimento ma forse, soprattutto, per la situazione a cui sei pervenuta con il tuo compagno.
come giustamente hai scritto, non si dovrebbe mai, con nessuno e per nessuna ragione, arrivare a un testa a testa, in quanto, in questo caso si perde entrambi qualcosa, oltre alla quasi successiva impossibilità di ripristinare del tutto le condizioni precedenti.
ormai la frittata è fatta, e forse si doveva comunque fare, poichè eri giunta al limite delle tue possibilità di accettazione. fra l’altro, i rapporti sessuali dovrebbero essere indotti dall’affetto, se non proprio più dalla passione, e mai pretesi o imposti.
mi sa che, a questo punto, pur non sentendo l’altra campana (cosa che sarebbe sempre auspicabile per poter trarre delle eque conclusioni), non hai altra scelta se non quella di proseguire nel tuo intento di separarti, seguendo il consiglio di anna, e cioè trasferendoti tu, con le tue cose, nella casa libera.
dimostrerai così, se ne sarai capace, il livello delle tue possibilità di autonomia a carattere pratico, soffendo comunque per le difficoltà emotive che questo uomo ti ha creato e probabilmente continuerà a crearti, essendo a mio avviso ben più orgoglioso di te.
fra l’altro, per un uomo, è di solito più semplice risolvere le proprie fondamentali esigenze a carattere fisico-emotivo, mentre per una donna la soddisfazione del proprio bisogno, essenzialmente a carattere emotivo, è ben più ardua e complessa.
in ogni caso, meglio sola che male accompagnata, anche se chi deve prendere la decisione finale sei solo tu, dopo averci ben riflettuto ed essere ben sicura di quello che è meglio per te.
un abbraccio
Aura,
anche stavolta ti ammiro, per la chiarezza e la determinazione, che io non potrei mai avere.
spero che albanascente ti dia retta e riesca a mettere in atto quanto suggerito, anche se tutto questo significherà, ancora una volta, passare attraverso pene che ritengo più dure di quelle minacciate dall’inferno, in quanto non coinvolgeranno soltanto lei, purtroppo.
speriamo che tutto vada nel migliore dei modi… suggerendo, comunque, ad albanascente di non restare mai più sola con suo marito in un ambiente chiuso…
aura,
hai interpretato alla perfezione la mia posizione e quello che provo; molte persone che mi sono vicine interpretano questa mio parlare di lui come se volessi ritornare con lui e lo amassi ancora. Non posso amarlo da tempo, non posso amare un pezzo di marmo, tu mi hai capito benissimo. La lotta che faccio è dentro di me per slegarmi dal mio sogno di farcela, era il mio uomo, il padre dei miei figli, ci sono le abitudini di tanti anni a pensare riferendomi a lui. Corrisponde alla perfezione anche la posizione che hai descritto dei figli. Loro hanno capito la sua personalità e dicono che io ne ho una diversa, non vogliono esprimere giudizi. Comprendo ma non accetto. Immaginavo che avessero fatto ciò che hai scritto, invece pur essendomi molto vicina mia figlia si limita a dire che per come sono io e per come è lui siamo inconciliabili. Questa conclusione mi uccide perchè è un errore logico. Siamo inconciliabili perchè in coppia non ci si può starae senza il rispetto reciproco e uno non può arroarsi il diritto di tutto al 100%. Non posso subire anche questa ingiustizia dei figli. Spero che capiranno, comunque cerco di non badare troppo a loro. La questione è essenzialmente mia anche se è dura. Mi chiedo come mai con tanta lucidità sei riuscita ad entrare dentro i miei meccanismi, sento che mi puoi aiutare ancora.
Rossana, Grazie infinite anche il tuo pensiero è importante per me, il vostro è stato finalmente quell’abbraccioun di comprensione ponderata che riesce in questo momento a colmare il vuoto che mi sento dentro.
Ha detto che si trasferirà entro settembre, con molta inquietitudine e mio malgrado aspetterò e nel frattempo (è al lago per alcuni giorni) sto facendo piccole modifice di arredamento in questa casa, quando ritornerà non gli permetterò di occuparsi della cucina come ha fatto ultimamente impossessandosi così del cuore della casa, già ho detto di non passare nell’altra casa accedendovi dal piano superiore.
Che entri ed esca soltanto dal piano terra. Faccia tosta e indifferenza, voglio che si senta un ospite, altro che casa sua.
Non so che altro fare. A presto. Voi che mi avete capito in questa difficoltà di passaggio, ditemi…… Un abbraccio infinito
viletuuccidiunuomomorto@live.it
scusa se non vado a rileggere gli altri tuoi post e ti pongo un paio di domande qui:
1) quanti anni hanno i tuoi figli?
2) hai già avviato legalmente la richiesta di separazione con addebito?
a presto, e non dubitare, ce la farai. è abbastanza logico e, a mio avviso, anche corretto che i figli non si immischino nella relazione tra il padre e la madre…
i miei figli hanno 37 e 38 anni, sono laureati e lavorano con buone posizioni.
Ho consultato un’avvocatessa ma abbiamo rimandato il tutto a settembre, mi ha detto di non provocarlo perchè il caldo fa cattivi scherzi, considerato il tipo.
Può essere logico come figli mantenere equidistanza e salvare l’immagine che hanno del padre e della madre, questo li fa soffrire meno, credo, anche per loro è stato un fulmine a ciel sereno (ma dov’erano quando subivo ingiurie e manipolazioni? erano presenti ma loro, come il padre sostengono che ha ragione chi vince e non si lascia mettere sotto i piedi, mi hanno sempre vista combattere di fronte ad un muro e poi lasciare perdere con molta tristezza)
Vorrei, data la loro età che riflettessero sul piano dei rapporti uomo-donna anche se si tratta dei loro genitori.
Io ho ricevuto ascolto (ma non si è schierata) da parte di mia figlia e condanna per la mia disperazioe da parte di mio figlio,
“Se non riesci a perdonarlo lascialo”.
Questa è stata la massima comprensione.
Intanto avrei dovuto perdonarlo senza averne avuto la richiesta?
Ho detto loro che rifiuto che la questione sia messa sul piano della mia capacitò o meno di perdonare perchè ciò che ha fatto, come si è comportato, la volontà di umiliare tirando fuori questo capolavoro del tradimento, il modo svalutante di trattarmi, mettono giù di per sè la conclusione di questa storia. Non voglio giudizi sulla mua capacità o incapacità, è una semplificazione che serve a non scalfirlo affatto, infatti per tre mesi nessuno dei due gli ha parlato, il danno l’ha fatto lui e lui ha messo così la parola . Per tre mesi nessuno dei due gli ha parlato, solo dopo che mia madre ha detto loro che io soffrivo tropp
Lui parla coi figli con voce suadente, è falso, mistifica, posso anche capire che si sentano disorientati.
Però sono uomo e donna e mi preoccupa il fatto di sentirli riportare i classici stereotipi sull’uomo e sulla donna e penso che le donne facciano male a riportare queste considerazioni anche se realistiche perchè concorrono a confermare posizioni poco dignitose. Anche le mie amiche lo fanno e pure persone emancipate, io dico che non va bene, bisogna esprimere invece giudizi negativi su chi si comporta così Gli uomini non sono tutti così, dobbiamo riportare esempi diversi e valorizzarli. Non credo che qui siano utili le considerazioni sociologiche che generalizzano confermando questi comportamenti e non danno giusto risalto a chi porta rispetto nella coppia.
Rossana, ti ringrazio molto, sei gentile. La mia lucidità, spesse volte penso, è anche la mia maledizione, come tutte le cose forse. Se non c’è altro che ti salvi intanto, che ti dia felicità, la lucidità in un certo modo ti ammazza: vedi le cose, le persone, e non puoi fare niente. Spesso non ti ascoltano, spesso non hai alcun potere di fare niente, spesso hai tu così tanti problemi che… è difficile spiegare.
Albanascente (e Rossana, e tutti se vogliono), mi hai detto una cosa, come anche Rossana, sulla lucidità. Me lo disse una volta mia madre e ancora me lo ricorda a volte: Ma come hai fatto a capirlo? E avevo solo cinque o sei anni, Albanascente. Io sono figlia di separati, Albanascente. Tuttavia non posso assicurarti che tutti i figli di separati possono capirti come io ti capisco.
Venne mio padre un giorno a trovarci. Mia madre mi racconta che io quando lui quel giorno se ne andò, tornai a casa (ero fuori a giocare) furibonda. Le dissi: Papà non ci vuole bene! Papà non è venuto per noi! E’ venuto per te! Lei rimase di stucco: era vero. Era molto imbarazzata. Cosa può dire una madre a un bambino? Hai ragione, tuo padre non ti vuole bene?
Ma… Mi raccontava, tu come cavolo facevi a capire sempre tutto? Capivi cose, proseguiva, che nessuno degli altri miei figli capiva: ed ero la più piccola. Così affamata di amore, di affetto, di attenzioni.
In ogni caso, noi tutti fummo solidali con lei, detestavamo mio padre e lo attaccavamo, perché lui attaccava nostra madre.
Non era bello comunque, ma era più giusto.
Questo infatti è sempre stato uno dei miei crucci nella vita: che non c’è giustizia a questo mondo.
Sì, Albanascente, forse potrò ancora aiutarti. Se lo senti, come lo sento io, io ci sarò. Non sono infallibile, sono solo un essere umano, ma sono molto sensibile e ho sofferto, e soffro ancora, molto.
Ho visto morire tanto tempo fa una persona, una giovane, che pensavo che avrei potuto aiutare, se solo avessi potuto parlarle, ma non è stato possibile, e questa cosa, tra le tante, mi accompagnerà sempre. Sempre.
Tornando ai tuoi figli, Albanascente, vorrei riflettere con più calma, tra ieri notte e oggi sono state giornate molto pesanti per me, e forse la tanta rabbia che avevo mi ha fatto essere troppo severa con loro. Ho intanto letto la tua prima lettera e penso di avere più o meno l’età dei tuoi figli, forse sono un po’ più grande (ora non ricordo di preciso).
Per ora devo calmarmi un po’, e intanto con Rossana ti dico che in effetti non è per niente facile per i figli.
Grazie,
vi sento molto vicine e ciò mi conforta molto. Grazie del tuo parere, Rossana. Sono d’accordo che i figli non devono immischiarsi nelle trattative tra padre e madre ma una loro posizione devono pure averla senza per questo rompere i rapporti, per chiarezza. Si sa, i figli amano anche i genitori che li hanno abbandonati da piccoli. Spero che tu possa leggere gli altri miei post e ti ringrazio.
Perchè tanta rabbia, Aura e ancora tanta sofferenza? Scusami se te lo chiedo, non è per curiosità, vorrei che anche tu mi sentissi vicino. Cosa fai per allontanarla?
Vi abbraccio, buonanote.
Gia’ ne so qualcosa che per i figli non e’ facile.
Su per giu’ credo che noi figli vorremmo che i nostri genitori rimangano insieme e superino le loro divergenze per il bene della famiglia tutta, e di noi in particolare.
Personalmente per me il divorzio dei miei e’ stato come un tradimento, l’ho preso molto sul personale. Per me voleva dire che ad un certo momento tutti e due si sono detti “si caxxi dei figli, se capiranno bene senno’ chissene, io mollo”.
Credo che in passato invece i genitori facevano carte false (dunque anche sotuazioni ipocrite, false, blablabla) perche’ innanzi tutto vi erano i figli e il matrimonio, se si riusciva anche a stare bene tra coniugi tanto meglio, senno’ amen.
Da figlio di divorziati confermo percio’ che ho e mantengo rancore verso ambedue i genitori, tanto tutt’e due si sputtanano a vicenda..
Albanascente, ho letto solo ora il tuo ultimo intervento. E anche la seconda lettera che avevi scritto. Ieri dopo averti scritto ero andata a leggere la prima, con la storia della tua amica…
Lo sai? Tra ieri notte a oggi ho avuto una notizia per me terribile. Non voglio parlarne qui, ma sappi solo che con un uomo con cui stavo molti anni fa, quando eravamo molto più giovani, e di cui mi ero innamorata, ci siamo scritti. Mi ha rivelato che lui non mi amava in realtà, amava un’altra che voleva dimenticare, io in un precedente distacco gli ero mancata, e aveva pensato di essere innamorato di me, ma non era così, in realtà era innamorato sempre di quell’altra di cui io non sapevo niente. Ma la cosa più drammatica è stato un fatto che non racconto qui, e in più, l’altra cosa che mi ha rivelato, che la mia migliore amica di allora, che non ti sto a raccontare quanto fosse diventata strana quando mi vide fidanzata a lui, ci provò con lui. E tutto questo sapendo tutto quello che avevo appena sofferto, che non racconto qui, e in cui sempre lei aveva avuto un ruolo. Questo solo per accennarti di una coincidenza tra noi. Ho letto la tua lettera, e tra la notte e il giorno dopo (oggi) ho saputo la stessa cosa.
Leggo ora dei tuoi figli. Concentrati e distogliti un momento da loro. Tu stai seguendo la tua logica, che è ferrea, molto simile in certo modo alla mia.
Se io vedo qualcuno che fa violenza a un altro in mezzo alla strada, dividendoli, posso forse dire a quello che picchiava ad esempio una donna: siete inconciliabili? Oppure, se non riesci a perdonarlo, allontanati? A maggior ragione se quella donna è mia madre! Non m’importa se l’uomo che picchia la donna è mio padre! Sono concetti, Alba, per noi basilari: per altri, la maggioranza, no.
Ma veramente pensiamo che esista, per esempio, la violenza sulle donne, perché c’è SOLO UN UOMO bestia, che picchia quella donna? O pensiamo che siamo TUTTI responsabili di questo?
Quando i giornalisti chiedono ai vicini di casa, come era quella famiglia in cui si sono massacrati a colpi di accetta?
Ma veramente… Una famiglia normalissima… Rispondono.
Ma non è così.
Lì dentro, in quella casa, si soffriva come bestie: TUTTI sapevano. TUTTI! I vicini può essere che non fossero in confidenza, o che fossero abbastanza distanti e non sentissero le urla.
TUTTI sapevano DENTRO la casa, e i vicini più vicini SAPEVANO, ma non potevano fare niente.
E perché nessuno faceva niente? Perché nessuno metteva bocca.
Spesso sono quelli DENTRO casa che non vogliono far sapere a quelli fuori, sminuiscono per questo: si vergognano, si dispiacciono, sono impotenti, oppure sono piccoli, sono bambini, o sono grandi, ma già nevrotici, e tante altre cose.
Mi preoccupa l’affermazione della tua avvocatessa: l’estate fa brutti scherzi, CONSIDERANDO IL TIPO?
Alba, ascoltami. Se tu hai qualche sentore, o qualche certezza, che lui sia una persona violenta, o potenzialmente violenta, pensa bene a tutto quello che fai.
Se lui è violento, i tuoi principi, la tua logica, vanno a farsi benedire. Non c’è logica che tenga con una persona che NON SAI come potrebbe reagire.
Dovresti darmi altre informazioni o almeno rassicurazioni, al riguardo.
Ti stai avviando a voler vivere ACCANTO a lui, ACCANTO a lui FISICAMENTE, anche se in altra casa: ricordatelo. Pensaci bene. Vivrai ACCANTO a lui di casa, con un’entrata addirittura, se ho capito bene, comune.
Che lui abbia preso possesso delle due case, facendo come fosse a casa sua, nelle due case, deve già dirti qualcosa.
“Io posseggo tutto. Qui è tutto mio. Anche mia moglie. E’ una mia proprietà e io faccio quello che voglio”.
Non voglio in alcun modo spaventarti, può essere che lui non sia poi così malvagio o violento potenzialmente, ma con un soggetto così, e con i tuoi figli che non possono o non vogliono (ci penserai poi, a loro, adesso non devi accumulare sofferenza, eventuali amarezze, con pensieri che li riguardano) aiutarti più di tanto, devi provare a pensare con LA SUA LOGICA: se lui ti ha fatto tanto soffrire, se lui pensa che sei un suo OGGETTO, se lui ti sminuiva ecc. (e invece sei una gran donna, leggendoti dalla prima lettera), tu devi pensare che non avrai NULLA (andandoti bene) da lui, al massimo NULLA, la PACE forse. Quale sarà questa pace? Che lui non abbia alcun potere di farti del male, in nessuna forma, e soprattutto fisica, perché lui, tra qualche tempo saprà che potere psicologico, su di te, non ne avrà più.
Può fartene in due modi: usando i figli o facendoti qualcosa o facendo di tutto per toglierti la casa o restandoci in qualche modo o disturbandoti.
Mio padre un giorno ha sfondato la porta di casa. Lo sentivano in tutto il palazzo. Avevo sei anni. Credevo che avrebbe ucciso mia madre, oppure tutti noi. Piangevo e urlavo terrorizzata. Mia madre urlava, chiedeva aiuto, che qualcuno chiamasse la polizia, dal balcone: e nessuno ha fatto niente. Niente. Silenzio di tomba.
Quindi devi pensare a tutto. A tutto.
albanascente,
effettivamente, alla loro età, i tuoi figli avrebbero dovuto, se non altro, almeno dimostrare più comprensione nei tuoi confronti. non si può, però, neppure giudicarli troppo severamente (soprattutto se ancora non hanno avuto importanti esperienze di coppia) perchè, essendo cresciuti alla scuola del padre (“ha ragione chi vince e non si lascia mettere sotto i piedi”), non possono aver sviluppato in ambito familiare una grande capacità di corretta analisi.
spesso è errore anche della madre mediare troppo in positivo fra i figli e il padre, come anche non mediare affatto, che mi sembra di più il tuo caso. acquisiscono concetti da piccoli, che si rafforzano con il tempo, e che è poi molto difficile scalzare, in particolare se il comportamento del padre appare formalmente positivo nei loro confronti.
sono sorpresa, invece dal rinvio dell’avvocato, che non mi sembra un granchè professionale: a mio avviso, non si lascia una donna in questo tipo di difficoltà, con questo tipo di uomo, a bagno per più di un mese, con una semplice raccomandazione di stare tranquilla a motivo del caldo… sei sicura che è valida e capace nel suo mestiere? specializzata nel settore e tendenzialmente dalla parte delle donne? anche questa scelta non è facile…
quanto al resto, invece, ammetto di essermi con il tempo un po’ “seduta” anch’io: non ho più molta voglia di lottare contro i mulini a vento. forse anche perchè, bene o male, ho constatato che vivere è difficile sempre, sia in coppia che da soli. almeno per me!
cerca la situazione più adatta a te, con l’augurio che ti sia il più possibile propizia.
Dunque, io vorrei puntualizzare che quando i miei genitori si separarono io non misi bocca: non avevo nemmeno cinque anni e mi dissi “sono cose loro”, ma riconosco che ne vedo pochi di figli che pensano così. E’ mia idea che nei sentimenti degli altri, o dei loro problemi (nel senso di avere la pretesa noi di decidere per altri e dei loro sentimenti), di buttare giudizi facili, dicendo ad altri “lascia”, “tieni”, “fai questo, fai quello”, non sia una cosa giusta. Mi spiego: se uno mi chiede un parere, bene, quella è un’altra cosa. Io non vado da mio padre a dirgli “tu non ti devi separare”, non vado da mia madre a dirle “separati”. Può darsi che io non abbia fatto in tempo a sviluppare più consapevolezza (ero troppo piccola) e abbia avuto la fortuna di essere stata messa di fronte al fatto compiuto? Può darsi che se fossi stata più grande avrei messo bocca nella loro separazione? Non lo so, ma molti comunque, di fronte al fatto compiuto, non reagiscono come reagii io: rispettai, semplicemente, la loro scelta. Erano cose loro. Non dubitavo che loro sarebbero stati comunque sempre i miei genitori. Io reagivo, semmai, con mio padre, perché lui disprezzava perennemente mia madre, con o senza la sua presenza: e tutto ciò, badate bene, AVENDO TORTO MARCIO. Come si permetteva! Ma il problema era che era pazzo: anche questo lo capivo, e quindi reagivo, ma tenendo conto che lui comunque era pazzo, c’era poco da fare. La sua pazzia, inoltre, si è aggravata con un (probabile inconscio) senso di colpa: aveva costruito nella sua testa tutto un mondo, pieno di persone che avevano cospirato, tutte insieme, contro la nostra famiglia. Manie, paranoie, ragionamenti contorti, offese a mia madre e mai uno spiraglio, mai una qualche leggerezza tra noi, una qualche gioia, uno svago che potesse andare oltre certe tematiche. E tutto questo per altri bei venticinque anni, nonostante fossero separati e nonostante mia madre si sia spezzata la schiena di lavoro, facendo una bella vita di m…a. La rabbia, Albanascente, non si allontana. Se l’allontani, la tappi da una parte, esce da un’altra, in altra forma. Bisogna sapere che si ha la rabbia, capire perché la si ha e trasformarla in positivo, e io non ne ho il modo: perché sono a un punto morto della mia vita. Le cose, nonostante l’impegno, sono andate male. Avevo dei talenti, ma Dio o chi per lui, questi talenti li ha messi dritti nell’inferno, dicendomi: e ora vediamo che sei capace di fare. Be’, mi sono stancata.
Quelli di fuori mi dicevano: non devi assolutamente rinunciare a questo talento! Ma la facevano un po’ facile, non sapevano o non potevano aiutarmi: quelli di fuori non sapevano che io dovevo lottare fuori e dentro casa. Sì, perché mia madre che ho amato, ammirato e sostenuto, come ringraziamento, senza nemmeno rendersene conto, e solo negli ultimi anni mi sono messa ad analizzarlo, ha fatto le sue belle (brutte) differenze tra figlio e figlio, sbagliando, tra l’altro, valutazione. Mia madre aiutava più alcuni e meno altri. Perdonava alcuni e non altri. Passava sopra a ingiustizie che mi riguardavano, facendomene così subire altre. Bel ringraziamento per le ingiustizie che aveva dovuto subire lei e per il mio sostegno, eh? Inoltre, adesso vedo più chiaramente, adesso che il danno è fatto, altre cose: essenzialmente lei voleva, pretendeva, con tutto il suo carico di fallimenti e infelicità, di influenzarmi “positivamente”. Dietro la sua aria moderna e democratica, voleva decidere che cosa dovevo fare nella vita (e francamente non aveva sufficienti strumenti per valutare cosa io avrei potuto fare), e questo in tutto: dai sentimenti, alle amicizie, alla formazione, al lavoro.
Che chiamasse un professore d’università per complimentarsi con me (io non c’ero, parlò con lei) non contava niente, che io fossi stimata fuori come una persona di talento da altri, non contava niente. Che tutti, proprio tutti, mi dicessero, là fuori: come sei brava, non rinunciare mai a questa cosa, non contava niente. Contava quello CHE VOLEVA LEI. Che io mi adattassi in tanti lavori per essere indipendente: non contava niente. Io non avevo MAI fatto niente, in tutta la mia vita, Albanascente. A un certo punto, sono stata costretta a tornare a casa: e questo, sotto sotto, li allevia, così siamo tutti infelici e contenti nella m…a.
Così, quelli che lei ha agevolato, sono al pari mio nella m…a. Se io ce la facevo invece, vuoi che ai miei non avrebbe dato fastidio? Certo che sì: e fa male saperlo da tutta la vita.
Vuoi che io non abbia rabbia, Albanascente? La mia vita è finita a trentanove anni, certo che ho rabbia. Dovevo stare a occuparmi, capire, di problemi di grandi da quando avevo cinque anni, l’ho fatto, mi sono presa il mio carico, cercando al contempo di fare la mia vita, e di andarmene, non pensavo che si pretendesse da me non so cosa, di tornare indietro, di continuare con questa storia d’infelicità in eterno, quando ne avevo già piene le tasche da quando ero nata.
Aura,
la casa accanto ha un ingresso indipendente; è ovvio che posso vedere tutti i suoi spostamenti e lui i miei, il giardino è comune, si può sempre dividere con una siepe. Io penso che se proprio non starò bene quando se ne sarà andato di là (ho molti dubbi) del tutto allora mi deciderò ad andare altrove. Ho un limite di sopportazione molto alto e so che mi faccio male da sola. Vorrei evitare il più possibile questo passo lavorando sul mio distacco da lui e sulla speranza e possibilità di incontrare un altro affetto.
Che tipo è? Prepotente e assolutista, cervello unico. Con me ha avuto facile gioco nonostante io abbia sempre sostenuto la mia libertà di opinione e i miei figli mi dicano che io non sono stata una moglie come le altre. Chiedo sempre loro cosa vogliano mai dire. Loro dicono che lui, come maschio, non deve aver avuto vita facile con me. Sarà per l’università? O peggio, sarà che i giovani investendo meno di sè in un rapporto sono propensi ad accettare anche situazioni in cui l’uomo fa l’uomo e la donna e sta sotto? Sono propensa a credere ciò e mi dispiace per loro. Comunque sono altre storie…….
Leggendoti mi sono fatta forza e ho portato dalla sua parte le sue scarpe, i suoi maglioni e giacconi. Non è ancora tutto, questo però sento di poterlo sostenere anche davanti ai figli. Ora lui non si sa quando ritorna, la solita prepotenza nei fatti. La sua logica? Di riuscire comunque ad imporsi perchè io tengo il filo dei miei ragionamenti, lui da vigliacco cambia le carte in tavola e crede e ce l’ha sempre fatta a farla franca. Mi vengono alla mente tutte le bugie ed umiliazioni e con fierezza e sicurezza ho spostato parte delle sue cose. Deve capire che non si tratta di uno scherzo. D’altra parte con la storia del viagra penso che abbia già qualcuna da parte. Cosa sto io a fare con la mia prudenza con uno scanzonato dai mille volti.
Grazie aura, ti ho risposto prima di andare a pranzo ma ritornerò sulla tua lettera piena di riferimenti su cui devo riflettere.
Buon ferragosto!
In giro si incontra gente fogna,il popolino del ballo liscio mignottaio,volgari,porci cagni,cacciatori di dote segaioli,guardoni,stalkers da armadio, sciacalli delinquenti,mafiosi,e cacche di ogni tipo tutti volgari e tutti arraggiati non cagati,dei veri mignottai,e più non li caghi,più arragg.e infami sono,mini manicini di scopa,come si opera si giudica?puzzano di fame e di paesello da un miglio di distanza,e si coricano ancora con le capre.bisogna stare attenti,il tradimento,mai vissuto ma mi fa ridere.che schifo certi “uomini”!
Che schifo certi porci circonvenzionatori di mestiere!porci nell’animo!
Aura,
leggendo le tue ultime due mail, scritte tutte d’un fiato, ne sono stata parecchio turbata. hai avuto un’infanzia e una vita familiare davvero dure e difficili, e sei stata delusa da entrambi i genitori. per tua fortuna hai un carattere forte e una particolare forma di sensibilità, che possono esserti state d’aiuto.
mi hai fatto riflettere che, nonostante il mestiere di genitore sia fra i più complessi (equiparabili al presidente della repubblica e agli psicanalisti), non ci vorrebbero solo i corsi di formazione per i fidanzati e la patente per gli automobilisti: sarebbero ben più utili lezioni serie su cosa comporta mettere al mondo dei figli, specialmente a livello di influenza psicologica.
in ogni caso, credo si finirebbe con lo sbagliare comunque, forse, però, un po’ meno pesantemente… a mio avviso, la cosa peggiore è lasciar trasparire preferenze, che non dovrebbero mai essere palesate. e non essere abbastanza equilibrati, essendo persone adulte.
ho notato che sembri avere la grinta di tuo padre ed essere l’opposto di tua madre per quanto riguarda il rispetto dei sentimenti e delle scelte altrui. l’età che avevi quando i tuoi si sono separati è considerata meno dannosa di altre e il fatto che fosse evidente chi si poneva dalla parte del torto può averti permesso di superare la separazione meglio del solito, anche perchè si trattava di un caso in cui la vita familiare, e in particolare quella di tua madre, erano compromesse più della media.
ben diverso sarebbe stato se tuo padre si fosse posto come il marito di Albanascente.
non è vero che alla tua età non ci sono più prospettive di realizzazione personale. sì, forse alcune possono essere fuori tempo ma per altre esistono di certo ancora opportunità: stringi i denti ancora un po’ e non demordere mai. volere è potere, a ogni età!
colam’s,
posso capire che si provi risentimento verso genitori che si separano quando si è bambini o adolescenti ma mi sembra che, da adulti, si dovrebbe razionalizzare che per due persone che non vanno d’accordo la vita in comune può diventare un inferno.
se posso essere indiscreta, che età avevi quando i tuoi si sono separati? se hai fratelli e/o sorelle, anche loro hanno avuto la tua stessa reazione? litigavano davanti a voi bambini o bleffavano per non farvi patire i loro dissapori?
l’argomento mi interessa per i risvolti che ha per me in famiglia…