Tradimento, umiliazione, narcisismo
Riferimento alla lettera:
Sono albanascente. Di nuovo su questo sito. Sto malissimo. Dopo aver esposto la mia situazione in " Se vuoi mio marito lo puoi prendere " e " Tradimento confessato per umiliare " la situazione è la seguente: mio marito dovrebbe trasferirsi nell'altra unità immobiliare della casa abbinata di nostra proprietà....
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Data di pubblicazione: 12 Agosto 2010
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Categorie: - Famiglia
253 commenti
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Albanascente, ti chiedi che cosa vogliono dire i tuoi figli dicendoti che tu sei stata una moglie non facile. Semplice: hanno già interiorizzato il modello soprattutto paterno, che è quello che va per la maggiore, il modello vincente! In questo schifo di “civiltà”. I “forti” picchiano duro e non guardano in faccia a nessuno: altro che civiltà. Chi si fa prendere da “mollezze” di sensibilità, solidarietà e altre simili sciocchezze (come per esempio conoscere la verità, quella che i tuoi figli non vogliono conoscere, sminuendo, di fatto, come e insieme a tuo marito, quello che hai subito e i suoi – perlomeno attuali: tu non vuoi stare con lui – abusi di potere), è perduto in questo mondo, in questo paese retrogrado e marcio fino all’osso, classista e maschilista. Se non fosse così, le scarpe e le giacche del tuo maritino, se le portava lui dove doveva.
Albanascente, sono un po’ preoccupata, non la vedo bene: ti sento in una guerra. Attenta che è quello che lui ti fa e vuole: la guerra, subdola e viscida, che non puoi sapere dove ti porterà (a impazzire? a suoi imprevedibili scatti d’ira, violenze? a dispettucci raffinati e distillati nel tempo? a un logoramento del rapporto coi tuoi figli?). Tu ne devi uscire dalla guerra, non so come, ma ne devi uscire. Pensa a tutti i passaggi: le scarpe, le cose, e le reazioni sue, e i dispettucci, e i ritardi della separazione, e le assenze, e i contratti per le bollette intestati a lui, e questo, e quello. Farò una prova, tu dici. Hai pensato a quanto tempo? E se, per esempio, dovessero passare tre anni di prova di vicinato, con tutte le guerre per essere arrivati a poco di meglio, magari, a quello che comporterà al tuo stato, nel frattempo, altri anni di cose che in parte puoi immaginare e in parte no? (ripeto che con LA SUA LOGICA non puoi arrivare a tanto: NON PUOI PREVEDERE che cosa farà, fino a che punto arriverà).
Sappi che LA SUA è una guerra: e tu non ci devi voler stare. Lo devi lasciare solo, DA SOLO CON LA SUA GUERRA. Tu ne sei fuori. Vedrai, sarà bello. M’immagino la scena: i tuoi figli che cercano di sondare, di capire, di questo cambiamento, insieme al loro padre. Tu che non parli più del loro padre a loro! Niente. Silenzio di tomba. Ti fai la tua università, esci, vedi le amiche, e del loro padre non parli: lui non esiste. Non è un argomento che ti interessi, d’altra parte sei molto impegnata, con la tua (finalmente) nuova, bellissima vita.
Rossana, scusami ma non sono d’accordo su una cosa. A quanto mi risulta invece, una separazione in tenera età è più grave. Secondo qualcuno, infatti, la fiducia in un essere umano si costruisce nei primi tre anni di vita. E non è un caso che anche fra molti genitori non proprio in confidenza con la psicologia, si decida di aspettare a separarsi “quando i figli saranno un po’ più grandi” (e sia chiaro che i miei hanno fatto benissimo a farlo anche se io ero piccola, ribadisco: sarebbe potuto succedere qualcosa di molto più grave).
Mio padre, ti avrò confusa io perché ho scritto molto, non era affatto “grintoso”. Era un uomo infelice, con problemi psicologici abbastanza severi, una abbondante dose d’ignoranza, e una cultura di tipo maschilista (quasi inevitabile appunto per la sua cultura e la sua epoca), del tutto o quasi inadatto a una famiglia da portare avanti con una certa responsabilità e sicurezza. I suoi disturbi, abbinati a “leggerezze”, mancanze di riguardo e vari tipi di violenze, hanno fatto soffrire moltissimo mia madre. Per farti un esempio, mia madre mi raccontava che lui, se gli girava, e non dubito che mia madre non avesse fatto assolutamente niente di male, se gli girava, la lasciava fuori casa, sulle scale, come in punizione. Finché, il grand’uomo, non decideva che sì, adesso la porta si può anche riaprire, la punizione è stata sufficiente (probabilmente la mamma quel giorno aveva fatto un sugo che non piaceva tanto al padrone, o qualcosa del genere). Be’, è venuto il giorno che mia madre le scale le ha scese e ha aperto il portone, e se n’è andata. Dio, o chi per lui, le ha concesso un posto da qualche parte, come ospite, così che potesse, lontana, capire in che inferno era, e capire anche, in confronto, di che cosa fosse la pace.
La grinta l’ha avuta lei, non lui. Lei è stata una donna eccezionale, te lo posso garantire. Tuttavia ho sviluppato dentro di me, anziché il rancore, che non fa bene a chi lo prova, una cosa che si chiama compassione, per entrambi.
Quanto alle prospettive, non ci sono, Rossana, non ci sono. Certe vite dovrebbero avere un’energia infinita per continuare a lottare. E chi ce l’ha? E perché a me è chiesto tanto e altri si lagnano e disperano per un nonnulla, quando hanno tutto o quasi? E lottare per cosa, poi? Sempre per il solito niente? O per una variante di un respiro di sollievo, una falsa speranza, e subito dopo un calcio nel didietro e tanti saluti? Allegria.
aura,
oggi eravamo a pranzo soltanto mia figlia ed io e mia mamma.
Sul punto di ripartire è scoppiata a piangere dicendo che non capisce suo padre, che le sembra di essere in un incubo, non lo riconosce. Le ha telefonato dal lago con un numero di cellulare nuovo; ha capito che ha due carte SIM, cosa strana per lui; io, pacatamente ho posto molte domande e ho chiarito quelle che lui le ha presentato come sue ragioni. Veramente ridicole; mi ha lasciato parlare, ogni tanto mi diceva “tu mamma non hai colpe, tu eri dentro il rapporto, cercavi di costruire e di migliorare, lui non lo riconosco, è fuori, è fuori, mi meraviglio che non ti abbia chiesto di ricucire tutto, non gli interessa nulla oppure si gode di fare il duro, come sempre; se ne sta al lago e crede di essere forte perchè di lascia qui sola, ecc. ecc.” E’ stato un dialogo che mi ha rasserenato e svuotato di angoscia. Con garbo lei mi ha detto di dimenticarmelo, non si merita nulla. Anche lei era pacata in queste riflessioni dolorose.
Ci siamo abbracciate a lungo, era tanto tempo che non succedeva, lei è schiva con me. Avrei voluto vederla schierarsi subito con me già dall’inizio, come donna, forse stanno arrivando piano piano; le tue considerazioni su come la si pensa oggi mi sembrano centratissime perchè riscontro quanta fatica stia facendo lei per capire e sicuramente parte dai presupposti che citi tu, non può essere altrimenti.
Io ho pensato alla sua roba che ho portato di là e leggendo la tua lettera come tu mi leggessi a tua volta nel cuore le mie preoccupazioni riga per riga, ho pensato che questi atti già li ho fatti, inoltre per tre settimane gli ho suonato ceffoni ogni volta che mi ricordavo umiliazioni subite, ecc. ecc. posso accontentarmi, lui non è certo un tipo da incassare, me ne ha dato indietro alcuni ma una quarantina se li è tenuti. Mi deve bastare pensare a questo e ritirare la roba che ho portato di là, mi sembra tardi per gesti plateali. Mi fai riflettere che mi conviene uscire proprio del tutto dalla sua guerra soprattutto ora che mi sento meno sola.
I tuoi avvertimenti sono puntualissimi.
Io non sarei in grado di sostenere una guerra per rispetto alla mia indole e non mi va di sostenerla per un carico di aggressività che avevo accumulato per la distanza dei miei figli.
Oggi è un giorno diverso. Mi dirai cosa ne pensi.
ti ringrazio e ti abbraccio.
Un caro saluto anche a tutti quelli che mi hanno risposto, rileggerò il tutto con calma, siete prezioni, ciao rossana,
Aura,
l’amaro racconto di vita di coppia di tua madre mi ha un po’ consolata dei guasti che il ’68, che ho vissuto attivamente, ha portato in molti matrimoni. era tempo di rottura brusca di vecchi schemi nei rapporti uomo-donna, che hanno fatto sì che, statisticamente parlando, molte donne dell’epoca ne risentissero pesantemente.
qualche passo avanti è stato fatto, e quindi i sacrifici non sono stati del tutto vani. anche mia madre ha subito soprusi di ogni tipo da mio padre, che lei stessa affermava di SERVIRE “a tavola, a letto e in ogni altra sua necessità” (inclusa la spinta alla motocicletta, quando questa scapricciava alla partenza per recarsi al lavoro, dopo avergli aperto il cancello di casa, ogni santa mattina).
a mia sorella, il giorno prima delle sue nozze, mia madre stessa ha detto: “se si ubriaca, lo vai a prendere e lo porti a casa; se ti picchia, significa che te le sei meritate; e non ti sognare nemmeno di venire a lamentarti a casa”. ed ella non venne, dopo essere stata picchiata ma si adeguò alle esigenze del marito, esattamente come aveva fatto mia madre.
per fortuna, adesso le cose non sono più così, nonostante che gran parte dell’universo maschile vagheggi quel tempo come un paradiso perduto. in realtà, l’unione stabile dei miei genitori (pochissimi litigi e perfetto equilibrio di ruoli), che non mi hanno mai fatto mancare niente di materiale, mi ha fatto percepire, fin dall’infanzia, una grande carenza d’amore, che si è ripercossa in negativo su tutta la mia vita.
quanto all’età migliore per la separazione, forse è vero che eri un po’ più grande di quanto suggeriscono gli psicologi (prima dei 3-4 anni o dopo i 12-13). ovviamente è un suggerimento a carattere orientativo, in quanto molto dipende dall’evoluzione del bambino e, credo, in particolare dal legame affettivo che ha nei confronti del genitore che viene allontanato dal nucleo famigliare. possono esserci pessimi mariti che sono ottimi padri, e questo soprattutto può fare la differenza.
un abbraccio
Aura,
da te non riesco ad accettare, a scatola chiusa, questa frase: “Quanto alle prospettive, non ci sono, Rossana, non ci sono. Certe vite dovrebbero avere un’energia infinita per continuare a lottare.”
capisco che ad alcuni (forse a parecchi) è richiesto molto più impegno e molta più energia per raggiungere obiettivi che altri si trovano già pronti, su un piatto d’argento, fin dalla nascita.
può darsi, anche, che tu stia attraversando un momento di stanchezza e di delusione e che ti debba riposare, fisicamente e psicologicamente, prima di riprendere, come dici tu, a lottare.
tuttavia, tieni presente, che le cose davvero importanti in una vita sono davvero poche, e saperle individuare correttamente, permette di perseguirle e di ottenerne almeno una parte, che può essere sufficientemente gratificante. inoltre, chi ha avuto più talenti della media, a mio avviso, non può fare a meno di cercare il più possibile di metterli a frutto, per la propria realizzazione.
non sei, come me e albanascente, in una prospettiva di tramonto. se i tuoi interessi sono calibrati alle tue capacità, prima o poi ci arriverai: hai ancora tanto futuro davanti a te. è troppo presto per lasciarsi andare…
Ciao rossana, in effetti si sono separati quando avevo 28-29 anni. Una mia sorella era ancora minorenne.
La reazione di ognuno dei fratelli all’inizio era di “unirsi tra fratelli per far rinsavire i genitori”. Fallito questo tentativo ognuno ha elaborato a modo suo, io penso di essere il rancoroso, altri hanno, dopo i primi mesi di sofferenza, deciso di prendere le distanze dai genitori e le loro beghe.
Grosso modo i miei per oltre 20 anni non litigavano davanti a noi. Il loro matrimonio penso sia andato in crisi quando mamma e’ andata in crisi psicologica e quando papa’ ha perso il lavoro.
Ai miei non rinfaccio tanto il fatto di non volersi più bene, quanto il fatto che divorziando e fregandosene di noi ci hanno messo in una precaria situazione economica e famigliare. Da quel momento infatti si sono rovinati praticamente tutti i rapporti con i nostri famigliari (ogni genitore e’ praticamente tornato al suo ovile), e la gia’ precaria situazione economica della famiglia e’ stata peggiorata dalle beghe tra genitori, dalle spese per avvocati, dai dispetti, dalle vendite forzate o precipitose di case. Con la conseguenza che la serenita’ familiare ed economica di noi figli e’ andata a farsi friggere. Il che non era difficile da prevedere tant’e’ che noi glielo avevamo detto di non divorziare per evitarcelo. Ma loro, non curanti, sono andati avanti non ostante tutto. Ecco perche’ ce l’ho con loro.
albanascente,
vista la sintonia che intercorre con Aura, che ti fa sentire sufficientemente capita e rassicurata in questo momento così difficile per te, non dovrei intromettermi più.
tuttavia, non posso che dissentire, per mia natura e mia formazione, da questa tua frase: “gli ho suonato ceffoni ogni volta che mi ricordavo umiliazioni subite”.
ho subito tradimenti a cascata per anni, ho sofferto come un cane ma non mi è mai nemmeno passato per la testa di alzare le mani sul mio uomo. ricordo, sì, di aver tirato una zo......, mancandolo per altro, ma niente che non fosse qualche spintone, per rabbia e impotenza, neppure troppo forte…
non credo che questo tipo di reazioni possa essere d’aiuto in nessun senso, anche se, devo ammettere, ogni situazione è diversa per la diversità delle persone che la compongono, per cui, per te può essere giusto anche così…
ricordati, però, che se è vero che il torto e la ragione difficilmente si possono suddividere esattamente a metà, non è mai detto che la colpa sia da addossarsi totalmente a uno soltanto dei due. ognuno dà il suo contributo all’evoluzione di un rapporto.
scusami la libertà che mi sono presa nell’esprimermi con totale schiettezza.
un abbraccio
aura,
sono anch’io d’accordo con rossana. Non è la soluzione una chiusura totale. Una mia amica mi ha dato una ricetta per valutare una relazione con un uomo. Lei dice “devo starci sufficientemente bene” altrimenti mollo. A me sembra una frase che ci tiene centrate su di noi stesse, sul nostro stato di benessere. E’ difficile quando si ama e si è trasportati dal desiderio di raggiungere il sogno. Ripetersela spesse volte in una relazione, quando si è dotati di empatia e sensibilità, ci fa bene, non è nè egoismo nè durezza. Abbiamo la vita dentro che vuole essere vissuta e non dobbiamo chiuderci troppo per salvarci dalle delusioni. Credo che bisogna calibrare bene la dose di noi da mettere in comune e non pensare ai romanzi tipo LIALA che leggevano le nostre mamme, forse per voi le vostre nonne, se potevano leggere.
Stamattina ho scoperto un fatto che mi dilania.
Ho trovato nel cestino pezzettini di un biglietto scritto da una donna un mese fa a mio marito, la calligrafia è di una donna non abituata a scrivere, è una calligrafia, direi, antica, quindi penso che questa donna non sia giovane. Parla di vibrazioni, di baci ed abbracci. Una lettera di persona innamorata.
Ora ho ancora più confusione in testa. Mio marito vuole/non vuole spostarsi nell’altra casa e coltiva (ecco il perchè dell’altro cellulare con contratto you and me) una possibile relazione. Di sicuro mi sta lontano con totale indifferenza.
Voglio agire in modo intelligente rispetto alla situazione.
Ora non si tratta più di me e di lui, del mio voler dialogare e del suo rifiutare. Ha fatto la scelta meno impegnativa ma non la voglio pagare io. La data della lettera coincide con la sua permanenza al lago e anche con una richiesta di una camera doppia in Trentino nello stesso periodo. E’ chiaro, non può andare ogni settimana al lago per 3 giorni e passarli con la zia ultraottantenne…….anche se si prende dietro la sua amata bicicletta…..
Che prove ho? La carta sim, la lettera, la risposta dell’albergo che non ha camere libere. Sono indizi, più che prove.
Che fare?
Albanascente, sono molto contenta che tua figlia abbia iniziato a voler capire e a capire qualcosa, anzi molto, anche se mi dispiace naturalmente che soffra. Vorrei rassicurarti però che il fatto che lei, ora un po’ traumatizzata, non riconosca più il padre per come lo conosceva, non significherà che non gli vorrà ancora bene. Tu ne avevi bisogno, di questa vicinanza, di questa solidarietà: perché una persona in un certo senso si sente come impazzire. Dopo il danno, la beffa. Non va bene. Ci vuole un po’ di comprensione e le cose vanno riconosciute. Stai certa che vedere la realtà le servirà in futuro: non so se sia impegnata con un uomo, ma se lei dovesse prendere qualche abbaglio, questa sua reazione di oggi le servirà per la sua vita. Non tutto il male, allora, viene per nuocere.
Avuto un po’ di sostegno, un po’ di solidarietà, a grandi linee ti direi di non sovraccaricare i figli: non ripetere loro sempre le stesse cose (i miei lo hanno fatto per i restanti 25 anni da dopo la separazione, una cosa allucinante! e naturalmente, nel frattempo, si dimenticavano che anche noi figli avevamo i nostri problemi, e non erano pochi: la scuola, gli amici, gli amori, dove stavo io c’era droga dappertutto e in quegli anni ho visto che cos’era la morte tra i giovani, tra i miei amici d’infanzia; tanti, troppi morti; vuoi che questo non mi gettasse nella disperazione? ci sono stati anni della mia adolescenza che vagavo persa, non avevo veramente nessuno alla fine che potesse un po’ farmi da guida, in niente; non solo, ero continuamente marchiata come una sorta di “diversa/emarginata” e questo perché ero sola abbandonata ed ero povera, come se fosse colpa mia).
Avevo letto di sfuggita di tuoi schiaffi per settimane a tuo marito e ora me lo ripeti. Diciamo che non avevo voluto troppo evidenziare quella cosa (c’era altro a cui pensare), ma… Albanascente, non lo fare, per carità, non alzare le mani mai. Capisco perfettamente la rabbia, i modi subdoli di qualcuno per tirarti fuori il peggio, vuoi che non conosca queste cose? Nonostante la violenza che ho visto e talvolta subito, non ho mai alzato le mani: al massimo mi sono difesa. Una volta sola in vita mia mi è successo di dare uno schiaffo, nemmeno un sonoro schiaffone. Uno schiaffo, quasi uno schiaffetto, ma il gesto resta sempre orrendo. Ricordo perfettamente quando e perché.
Ricordo molto bene il viso, l’espressione, prima dello schiaffo, di quella persona, che mi aveva fatto di tutto (eccetto la violenza fisica, ma ci sono molti molti modi di fare violenza… Ci sono violenze psicologiche che possono distruggerti): mi aveva detto cose per me terribili, soprattutto false, e con aria di sfida. Voleva portarmi al suo livello, mi spiego? Quello era veramente un caso in cui si può dire: quella persona VOLEVA lo schiaffo, o comunque qualcosa per portarmi in basso, perché sapeva di essere una persona schifosa, che faceva cose schifose e non ce la faceva più a confrontarsi – inevitabilmente – con una persona come me. Lui era uno indegno di stare con una come me e quando tutti i nodi erano venuti al pettine, se solo mi guardava, probabilmente si faceva schifo. Quindi la cosa migliore era che io diventassi schifosa come lui, così un giorno avrebbe potuto dire: eh ma anche tu hai fatto questo e quest’altro (lo stava già facendo: mi aveva appena detto in faccia cose completamente false sul mio conto, mentre prima almeno ammetteva i suoi torti e certo non mi accusava di cose che non avevo fatto, altrimenti sai dove lo mandavo?). Lui, dietro la sua iniziale maschera di ottima persona, era seriamente disturbato psicologicamente, uno che usava le persone, mentiva, e solo dopo, quando eri ben coinvolto sentimentalmente, iniziava, poco alla volta, a mostrare tutte le sue mancanze e infine la sua incapacità di fare del bene, ma la sua perfetta capacità di fare del male.
Quel giorno stesso, Albanascente, io lo lasciai. Certo, era già finita, ma lui sperava di continuare, portandomi all’inferno con lui poco alla volta. E col cavolo! Dopo lo schiaffo mi sono fatta schifo, non sai quanto (e lui ne godeva soddisfatto), ma ho recuperato immediatamente la mia dignità perduta, lasciandolo solo nel suo inferno. E guarda caso, nonostante tutta la sua vergognosa finta scena melodrammatica per lo schiaffo, per riversarmi addosso tutto lo schifo d’uomo che era, mi ha cercato, ovviamente si disperava, perché una come me col cavolo che la ritrova. E lo capisco che si disperava, il poveraccio, doveva andare a rivedersi il suo bell’inferno che si era costruito da solo, perché io non ce lo accompagnavo di sicuro. Io ne ero fuori prima, poi c’è stata una parentesi in cui lui – perché ero innamorata e ancora inconsapevole – mi ci ha fatto entrare, e dopo era di nuovo solo, nel suo inferno. Io ne ero fuori, come ne ero fuori prima di conoscerlo.
Rossana, nemmeno io riesco ad accettare quella mia frase, a dire il vero. Mi dico, ma come è possibile?
Ma sarebbe troppo lungo spiegare…
Riguardo il tuo uscire da questa discussione, perché Albanascente sente una certa sintonia con me, perché dovresti tacere? Qui le voci di tutti hanno importanza e Albanascente ha dimostrato di tenere molto anche alle tue parole. Come vedi poi, coincidenza, sugli schiaffi, le abbiamo detto la stessa cosa, ma anche se qualcuno ora le dicesse altro ancora, magari potrebbe portare un pensiero diverso, che potrebbe servirle.
Albanascente, con l’ultima tua, sui frammenti di lettera ritrovati nel cestino, mi confondi un po’: sembri di nuovo una donna che sembra avere appena scoperto il tradimento e cadere traumatizzata dalle nuvole. Mi fai venire il dubbio, che altri che ti dicevano qui che tu amavi ancora tuo marito, avessero ragione. Non capisco. Ma non eravamo rimasti al punto che tu avevi chiesto la separazione? Che tu non lo volevi più in casa? Che tu soprattutto volevi almeno un cenno dai figli, di solidarietà e non di disapprovazione? Che tu avevi almeno chiaro che con lui non avresti più voluto stare? Che ti importa allora, di scarpe, frammenti di lettere, di movimenti suoi in alberghi, spostamenti, ecc.?
Non so, ti servono prove per la separazione? Te le ha chieste l’avvocatessa? O sei lì, invece, che aspetti ancora qualche prova da parte sua, per una riconciliazione?
Capisco che sia dura, durissima, ma non capisco ora, davvero, che cosa vuoi. Devi dirlo tu che cosa vuoi veramente. Altrimenti non posso darti pareri. E ricordati che persino un avvocato si trova in difficoltà, se vede uno sposato che non è sicuro di separarsi: ma come fa un avvocato a muoversi, se non sei sicura di volere una separazione?
carissime,
sonod’accordo con voi che non si devono alzare le mani, non andartene rossana e nemmeno tu aura.
Purtroppo sono d’accordo con voi ma se ritornassi indietro glieli darei di nuovo perchè lui per un nulla si era permesso un giorno di schiaffeggiarmi e mi intimavan con altre gelosie assurde e quando ho saputo del tradimento con la mia amica ho sentito tutte le ipocrisie e le umiliazioni che riaffioravano nella mia mente che si ribellava, lui era già un traditore e faceva la parte della persona perbene.
Chiudo questa pagina, considerate che mi ha detto del tradimento per umiliarmi, questo mi ha fatto sentire malissimo.
Per quanto riguarda ciò che trovato ora, ciò che fatico ad accettare è l’esplosione della mia famiglia, è il vederlo granitico, ipocrita, con altre storie in ballo mentre mi aggredisce verbalmente quando può, falso all’inverosimile con i figli, l’aver trovato altre prove di tradimento, mi discolpa; ammetto che sono legata a mio marito e non avrei mai creduto che si opponesse con tanta durezza rifiutando il dialogo e rifiutandomi così pesantemente e poi dicendo ai figli che voleva tornare con me e con me invece si comportava pesantemente. E’ vero che vorrei che si potesse ricompattare la famiglia, ma mai alle passate condizioni e su qusto punto ho conferme che è impossibile perchè io per prima, alle passate condizioni non voglio.
A volte non è sufficiente amare per tenersi una persona se quell’amore non ti fa felice. Io non voglio nè cambiare l’altro, nè mettere me stessa sotto i piedi. Ho consapevolezza che non voglio più stare in questa situazione anche se mi costa, anche se piango lacrime amare, se accettassi sarei comunque più sola di prima perchè il marito avrebbe la certezza di potermi usare e bastonare come vuole tanto io ci sarei. NO.
La cosa non va meglio nemmeno
con i kanzienzi/e
o
kazzienzi/e
questi o
quelli per
me
pari sono,di troppi facili costumi!…e
quelli le case le vorrebbero intestate..bisogna stare
attenti…..
Rossana dimmi, come stai ora? come fai a superare i continui tradimenti? Io oggi mi sento ancora più ferita. Quando penso che tutto è iniziato perchè dopo anni ho posto una condizione al nostro rapporto a seguito del suo comportamento come AURA ha spiegato bene del suo compagno. Pensavo che fosse semplice da capire,soprattutto perchè lui mi voleva o meglio voleva rapporti sessuali, senza se e senza ma, altrimenti mi diceva “non vuoi perchè non mi ami,io invece ti amo e il mio affetto passa di lì, il resto sono stupidaggini”. Invece con i duri, niente da fare e vedete in che bel guaio sono ora.
Essere convinta di non volerlo più non significa affatto chiudere una porta e amen, è durissima. Oggi è stato un bruttissimo giorno, spero domani sia migliore. Sono a casa da sola fino a giovedì sera, poi lui arriverà e saremo in due fino a sabato,ci eviteremo come sempre, poche occasioni di incontro. Voglio rasserenarmi. Ho in programma di andare alle terme mercoledì e venerdì.E’ dura senza un nuovo affetto, ma anche prima l’affetto mancava, era solo un’illusione perchè eravamo marito e moglie. Ora voi siete serene?
Aura, ho parlato con l’avvocato per chiedere come si svolge una eventuale separazione, non ho dato incarichi ancora.
La storia si trascina inutilmente per le lunghe perchè da 4 mesi dice che se ne andrà e ora devo aspettarne altri due ma non pare che ci sia una grande intenzione di farlo, vuole salvare la faccia con i figli e tende sfide e trabocchetti a me mentre coltiva una storia seria. Vi pare che debba pazientare fino alla fine di settembre?
L’avvocatessa mi aveva detto di andarmene da casa a seguito di una allucinante aggressione verbale di mio marito,ci sono stata 10 giorni ma soffrivo troppo, mi sentivo in prestito, stavo malissimo mentre lui faceva l’angelo del focolare e manipolava i figli. Durante la mia assenza ha assicurato a mia figlia che entro settembre se ne andrà. Che vergogna, mia figlia mi dice sempre di non chiedergli nulla perchè a me rifiuta tutto mentre lei riesce ad ottenere da lui. Impazzisco, ora voglio dormire e spero di alzarmi talmente indifferente da non riuscire nemmeno ad accorgermi della sua presenza.
albanascente,
forse non ricordi, ed è comprensibile nella tua situazione, che mi sono separata da mio marito, dopo una dozzina d’anni di matrimonio, dopo ripetuti tradimenti da parte sua (anche in casa, con la baby sitter).
onestamente, devo ammettere di averlo fatto perchè mi è capitato di innamorarmi per la prima volta. altrimenti sarei andata avanti con lui, in quanto avevamo un figlio da crescere.
entrambi avevamo problemi psicologici irrisolti ma anche una splendida intesa intellettuale (mai più trovata in seguito). con il senno del poi, devo ammettere che il nostro era un legame di reciproca dipendenza.
non so se per via del suo rincorrere altre gonne, poco dopo un anno dalle nozze, o per un mio blocco psicologico sulla sessualità, determinato essenzialmente dall’educazione, non ero disponibile quanto lui avrebbe voluto per i rapporti sessuali.
non era questo però il principale motivo dei suoi tradimenti. quando l’ho incontrato intratteneva sei diverse relazioni. stupidamente avevo pensato che, poichè a 40 anni non si era mai sposato, se lo faceva con me, era perchè era convinto di aver trovato la persona giusta. beata ingenuità!
tuttavia, non è affatto da escludere che il mio problma con il sesso non abbia influito sull’andamento del nostro rapporto. avrei dovuto essere capace di fare un salto di qualità e di non prendermela se andava a letto con altre, visto che continuava a desiderare di stare con me. purtroppo, non ne sono stata capace: ero troppo giovane e ancora non sapevo che quasi tutti gli uomini tradiscono, prima o poi, almeno una volta… è importante solo che la moglie non lo venga a sapere…
come sto adesso? mi sto abituando a vivere sola dopo che mio figlio ha deciso di convivere con una compagna. non è piacevole ma in futuro potrebbe essere pure peggio, per varie ragioni.
non ti parlo della relazione che ho ora, dopo quasi vent’anni di vita da single, per non scoraggiarti troppo. l’amore adolescente è una cosa, l’amore nella terza età (quando ancora si riesce a provarlo essendo stati in grado di superare tutte le delusioni e tutti gli inganni), è ben altra cosa.
mi ha ulteriormente insegnato che fondamentalmente bisogna sapersi accontentare…
Uhm… Cara Albanascente… Sei in un pessimo stato, confusa, stravolta, e questo lo capisco benissimo, è normale. Ora io non voglio per forza dirti cose che ti tolgano la speranza eventualmente di tornare con tuo marito, se è quello che vuoi, ovviamente alle tue nuove condizioni, ma ti dirò cose che magari, lo spero, potranno aiutarti in qualche modo a fare più chiarezza dentro te stessa (come puoi decidere qualcosa se non fai un po’ di chiarezza dentro te stessa?).
Ti faccio un esempio: certo che quel mio ex voleva umiliarmi, come tuo marito, poco prima del mio unico schiaffo della vita. Siccome lui faceva cose indegne e non riusciva a sostenere una relazione equilibrata, basata sul rispetto, sulla lealtà, su un pari impegno ecc., aveva iniziato (una volta scoperto) da una parte a lagnarsi, disperarsi (non voleva essere lasciato), a fare promesse, e altro, dall’altra, appena vedeva che io gli avevo concesso una possibilità, continuava esattamente come prima e in più degenerando… Ma anche io avevo i miei “trucchi”, diciamo così, o il mio credo amoroso: io ti amo e ti do la mia fiducia (per quanto critica: non sono cieca, le cose le vedo, e se me le nascondi, le sento, talvolta percepisco cose che mi lasciano perplessa, ma dopo un po’ arrivo, anche razionalmente, al “nodo”…). Ovviamente, in certi momenti, quando tu sei così scoperto e vulnerabile, un uomo-verme, stai sicura che avrà dei comportamenti – evidentissimi!- del tipo: “è fatta! Mi ama. Guarda, ho fatto questo e lei non ha detto niente. Non può stare più senza di me” ecc. Inizia a essere stranamente noncurante, ti fa una serie di cose per cui tu ti senti persino invisibile, naturalmente viene la notte, e allora ti cerca, perché vuole la sua dose di sesso: gli spetta. Oppure ha altre richieste quotidiane, implicite (perché lui, ormai, siccome è amato, non deve esplicitare proprio niente: è scontato che tu debba amarlo…). In ogni caso, tu sei a disposizione. Ovviamente tu inizi a stare male, soffri, ti fa proprio male il cuore e la persona che hai lì accanto se ne accorge? Se ne accorge che soffri? Corre a porre rimedio, si preoccupa che tu stia meglio? No, naturalmente: non ti ama! Però vuole essere amato così com’è, e quindi inizia a sminuire la tua sofferenza: saranno fisime, problemi tuoi, chissà, forse persino una depressione. E vai così, chi si attacca all’alcol, chi a psicofarmaci, chi cade in forme di gelosia ossessiva, e inizia a scendere all’inferno…
Ricordo molto bene, che nei momenti di maggior bisogno (all’apice della mia sofferenza: quando iniziavo a capire di non essere amata, di essere forse insieme a una persona con grossi problemi psichici, e al contempo, quando lui era all’apice suo, cioè alla massima certezza del mio amore… E questi si sentiva incredibilmente bene… E questo tienilo ben presente perché è importante), che cosa succedeva? Che lui iniziava a tirare la corda… Era, presuntuosamente, SICURO di SE’, sulle mie spalle, e credeva, il poverino, che così sarebbe stato in eterno: ormai mi aveva in pugno, secondo lui, capisci? Io che cosa ho fatto? Pur stando malissimo, dovevo vedere fin dove era capace di arrivare: perché essendo innamorata ormai, e spinta da lui (che aveva stranamente una certa fretta) a fare cose importanti per una coppia… Dovevo vedere fino in fondo chi era, costui. Solo vedendolo veramente, avrei potuto essere sicura: o starci o liberarmi per sempre, di lui.
Ti assicuro che penso di aver visto abbastanza, ma poco, tutto sommato, per l’essere problematico che poteva dimostrare di essere lui: chissà cosa mi sarebbe aspettato stare anni con uno come lui! Posso solo immaginarlo…
La SBERLA veramente potentissima, quella sì, non è stata quello schiaffo che lui voleva per trascinarmi in basso con lui al tappeto (riuscendoci, per un solo momento), anzi è stato un DESTRO DA PESO MASSIMO, che lo ha steso completamente a terra, il verme, è stata semplicemente lasciarlo, definitivamente, senza speranza. Tuttavia, il mio non era un destro di attacco, ma di difesa, semplicemente. Se poi lui fosse al tappeto, che colpa potevo averne? Se lui era un viscido poveraccio, che si approfittava delle persone nel momento di vulnerabilità maggiore (quando si ama), per trarne vantaggio stile sanguisuga, che colpa ne avevo io? Io, del resto, lo avevo solo amato. Capisco che dopo fosse al tappeto… La mancanza d’amore improvvisa fa un po’ male, ma anche io avevo sofferto: avevo avuto una mancanza d’amore perenne, avevo avuto una bella coperta di menzogne. Tutto questo, Albanascente, in pochi mesi, quindici o venti, adesso non ricordo. Anche io avevo provato “nuove condizioni”, in quei mesi: ma il poverino si era già abituato così. E questo tipo di uomini si abitua così perché o trova una donna che si abitui a lui, o nulla. In breve: non cambiano. Al massimo fingono: per un po’. La domanda è: tuo marito lo sai com’è? E tuo marito così come è, non è così da mesi, ma da anni. Pensaci.
rossana,
pensavo che tu fossi ancora con tuo marito, invece hai avuto il coraggio di lasciarlo. Il guaio è che all’inizio di questa fine io, pur essendo amareggiata e triste da sempre, pensavo che al punto in cui eravamo, mi era un pò rafforzata nell’autostima e non ritenevo più possibile sottostare a continue incomprensibili angherie, gli ho posto la condizione di parlarne prima di avere di nuovo rapporti sessuali. La mia richiesta andavanell’ottica del superamento,del miglioramento. Invece, cosa che non mi aspettavo, ha alzato il tiro con l’umiliazione ecc ecc il successivo comportamento da furbo orgoglioso, da verme comunque e la ricerca di nuova partner. Non gli interessava nemmeno la spaccatura della famiglia. Continuava angherie, noncuranza, disprezzo nei miei confronti e coltivava altre relazioni.
Io non avrei mollato tutto se non fossero intervenuti i comportamenti di questi mesi e la sua totale chiusura. Non me lo aspettavo. La mia richiesta pensavo facesse bene anche a lui, di chiarire.
Invece è successo il contrario e ora vedo tutto sfumare, anche quello che mi illudevo che ci fosse tra noi, l’idea che eravamo una famiglia che, comunque vadano le cose, non ci vedremo più nei panni di prima. E’ questo sbocco che non avevo considerato.
Alba, tu hai ora un altro affetto? Hai spiegato benissimo cosa succede con questi vermi, alla perfezione. E’ la stessa storia.
E’ vero che si rinforzano sulla nostra debolezza.
Avevo fatto un elenco prima di dargli la condizione con tutte le vessazioni fatte nella vita in comune. Devo tenermele sott’occhio, non c’è una parola di più,mi fa bene rileggerle perchè in quel momento io mi ero allontanata parecchio da lui che è sempre quello anche ora, anzi è peggiorato.
Non vorrei cadere nella nostalgia che inganna la mente, il pericolo è grande. Il mio dolore è che invece di pensare che me ne sto liberando e potri finalmente pernsare da sola senza critiche ed umiliazioni il mio dispiacere va sul costo emotivo che faccio pagare ai miei figli, alla mia perdita totale dell’idea di essere in una famiglia, al pensiero di essermi impegnata molto con lui e di trovarmi come carta straccia in un cestino.
Devo farcela.
Albanascente, vorrei dire ancora. Tu scrivi: Pensavo che fosse semplice da capire,soprattutto perchè lui mi voleva o meglio voleva rapporti sessuali, senza se e senza ma, altrimenti mi diceva “non vuoi perchè non mi ami,io invece ti amo e il mio affetto passa di lì, il resto sono stupidaggini”. Invece con i duri, niente da fare e vedete in che bel guaio sono ora. Pensavo che fosse semplice da capire? Chi ti dice che sia semplice? Oppure chi ti dice che lui non capisca? Dubito che sia un cretino. Però è uno, mi pare, che impone le cose: o così o pomì. D’altra parte, come fargliene una colpa? Sono anni che era abituato così: sei tu che sei cambiata, per lui, probabilmente. Prima ti andava bene, adesso fai scenate. Oppure, prima non sapevi, adesso hai scoperto. Magari lui, nella sua testa, è convinto che era sottinteso che tu immaginassi, oppure che una volta scoperto, tu ti adattassi. “Pensavo che fosse semplice da capire” è di nuovo la tua ostinata logica ferrea di cui ti dicevo, che non so quanto possa aiutarti: ognuno, alla fine, è quello che è. Se qualcuno non ci capisce, o fa finta di non capire, o capisce ma se ne frega ecc., la cosa ovviamente ci fa soffrire, ma non possiamo restare in eterno a quel punto: pensavo che fosse semplice da capire. Anche io credevo che fosse semplice da capire quello che c’era da capire, di cui ho ovviamente parlato col mio ex, fiduciosa che potesse capire (o dovevo pensare che fosse un cretino cui non c’era niente da dire?), ma se non capiva, o faceva finta o tutto quello che vi pare, a un certopunto, che cosa dovevo fare? Prenderlo a calci nel culo? Urlare? Stare a contorcermi perché sì, alla fin fine stavo con un cretino che alla fin fine per me non capiva un emerito nulla, né di me, né di quello che era importante per me per vivere bene? E che vivesse come gli pare, scusa! Viva la libertà di essere come si è, se non si fa male ad altri! Ma attenzione: mentre io lasciavo libera una persona di agire come credeva, il verme si fingeva un altro, quindi lui la libertà la toglieva a me. Era immorale quanto faceva.
Aveva una doppia morale… Ma quanti ce ne sono così, uomini e donne? Tantiiiiiii. Tanti, tanti. Doppia morale e va bene così (sulle spalle e alle spalle degli altri). Chi dice loro niente in fondo? Che si accoppiassero tra loro, non sarebbe meglio? Peccato solo che a loro di solito non piaccia avere per compagno/compagna uno/una come loro… Eh no, non c’è proprio da fidarsi…
è partito di nuovo il commento e non l’avevo finito.
Ho perso troppe volte il filo. L’ultima cosa che volevo di re è ciò che ha detto a mia figlia: se tua madre sta male che faccia un passo indietro; io sono stato troppo male, la testa non la chino. Gli ha risposto: “non stai male a sufficienza”.
Io non sapevo che lei gli stava telefonando e sono entrata nella stanza,per un attimo ho sentito la sua voce tagliente e mi sono detta
come io abbia fatto a piangere per due giorni pensando di averlo perso, non avevo perso nulla, come ho fatto a piangere per due giorni pensandolo come me lo immaginavo fosse in tutti questi anni in cui speravo che mi potesse capire siccome non era un cretino. Aura, Rossana, avete ragione: NON VOLEVA CAPIRE.
Ora ripasserò costantemente le sue angherie che ho scritto su un foglio, quando ritornerà a casa questa mia nostalgia del mio sogno infranto verrà immediatamente distrutta dalle sue posture e comportamenti soliti. Quando si dice che ci si affeziona all’abitudine di tanti anni e si fa fatica a lasciare…….Rileggerò pure le vostre lettere che mi accompagnano con un sostegno e una dirittura che non immaginate quanto mi aiuti. Vi abbracccio, è unalettera sconclusionata, molte cose volevo dirvi. Chissà che giorno sarà domani, spero migliore, spero di riuscire a dire definitivamente “vai pure”
Gli uomini sono
bravissimi afingere,ci si accorge molto dopo,tranne
quelli stupidi
che
mostrano subito
le
porchezie,ma
non credo
che vengano
cagati
molto,molti sono
anche
infami!
Quando sono mignottai,bisogna neanche
avvicinarcisi,non
capiscono, vorrebbe
dire
dare le
perle ai
porci.sapessi
quanti
ne
ho scansati,e quanto
ne allontano ancora…..
viseminara,
cosa ti è successo?
Ora voglio stampare tutti gli interventi e le messe in guardia. devo prepararmi per bene.
Mi rendo conto di quanto lavorio, quante riflessioni, quanta autocritica in questi commenti.
Mi sembra un paradosso quello che sto pensando: mi sento buttata via da lui come carta straccia in un cestino e allo stesso tempo, da quando mi ha umiliato il livello della mia autostima che era ssempre ad un basso livello è cresciuto. Vi sembrerà strano perchè spesso mi dispero ma da quel momento io mi piaccio, provo piacere a vestirmi e a curarmi e una certa soddisfazione di me stessa, più libera, più sicura di quel che voglio in qualche acquisto. Sarà perchè non vedo più il mondo a quattr’occhi coi suoi due occhi piegati in giù verso di me in segno di disapprovazione? Io penso di sì, l’ho perso ma si sono ritrovata.
Buonanotte a tutte
Viviseminara, e fai bene a scansarli! 🙂 Rossana, chi si accontenta gode.:-) Però appunto gode: farsi del male è un’altra cosa. 🙂 Albanascente, ricordi il detto? “Perdonare sempre, dimenticare mai”. L’idea di fare la lista scritta di vessazioni e angherie subite è ottima: ti rende la misura… Ti ricorda tante cose brutte e ti deve far venire i brividi a pensare di tornare indietro a quelle stesse cose. Pensiamo anche, al confronto, alle cose positive: l’assenza appunto di continue vessazioni, angherie, umiliazioni, violenze psicologiche, l’assenza della continua richiesta di un dialogo che non vuole esserci… (potrai allora scegliere di parlare con chi ti ascolta e dimostra di volere un dialogo… con chi considera anche il tuo punto di vista… con chi può considerare interessante, stimolante, ciò che dici, pensi, sei, fai…), l’autostima che sale, la morsa della tristezza che si allenta, lasciando posto a una pace, un’improvvisa gioia non frenata da continui ostacoli, l’aria che senti arrivare uscendo di casa, un appuntamento con persone che ti stimano, ti vogliono bene, per andare a fare qualcosa che ti piace… Una passeggiata da sola… L’aria che respiri, il mondo che vedi intorno e ti dici quante cose, quante cose ci sono… Inizierai a pensare alla tua libertà, ad ammirare te stessa, a pensare sono uscita da un carcere… Inizierai a vederlo con più distacco, come se fosse un mondo lontano che ti fa meno male, sempre meno male, e forse recupererai anche i bei ricordi…
No, io non sto con nessuno adesso, anzi da un bel po’. I corteggiatori non mi mancano, le occasioni, solo che lo voglia, nemmeno, ma questi corteggiatori sono corteggiatori di un giorno, non veri corteggiatori: se non riescono a portarti a letto in un lampo, in un lampo spariscono, quindi… Poi ci sono una serie di uomini di vario tipo: mediocri, superficiali, con pessimo carattere, maleducati, paranoici, aridi, narcisisti, stressati, egocentrici, depressi gravi ecc. Senza considerare quelli un po’ anziani che ci provano, e poi ancora gli sposati, i fidanzati, i separati con figli, i falsi separati con figli ecc. E naturalmente qualche ex, che butta là, con mia indifferenza o fastidio. Insomma, una giungla. Ogni tanto, ma di solito dura poco, tiro un respiro di sollievo. Per esempio ieri ho fatto molte risate parlando a lungo con un uomo che almeno mi è sembrato schietto e simpatico. Sono diventata una perfetta asociale, ma ho provato a seguire il vostro consiglio…
Aura,
sei speciale, come non pensare, infatti, a tutto quello che potrei coltivare fuori dalla sua gabbia; persone che mi apprezzano, persone che non mi lasciano sola, che posso chiamare quando sto male, nessuno è fuggito da me inquesta circostanza. Anzi, ho trovato te, rossana ed altre che mantengono questo contatto con me. Cosa mi diceva lui? ti circondi soltanto di persone che ti danno ragione……., hai bisogno di sentirti dire che hai ragion; mi ha proibito di invitare persone carissime in casa. Era un disprezzo che mi faceva male perchè sono tutte validissime persone, autocritiche, attive, propositive.
Ho bisogno del vostro aiuto: rispendere a questo sms di stamattina? (ieri pomeriggio ha ricevuto la telefonata di mia figlia di cui ho scritta in un mio precedente commento): “Giulia (mia figlia) mi ha detto che stai male e questo non può che dispiacermi. Venerdì sono a casa, se vuoi possiamo parlarci”.
Per fare il punto della situazione ho buoni motivi per credere che giovedì notte la passerà con un’altra donna, aveva detto ai figli che sarebbe venuto a casa giovedì, dopo essere stato 8 giorni con una zia di 83 anni e la bici, c’è bisogno di metterci pure la notte di giovedì e venire a casa la mattina del giorno dopo?
Questo messaggio mi ha fatto questo effetto: si “allerta” a propormi di parlare su input di mia figlia. Certo che gli può dispiacere, non vuole avermi sulla coscienza. Da parte sua non fa un passo indietro come ha detto ieri. Se sto male, oggi è mercoledì, ma quanta fretta di soccorrermi…..di fare il buono
Io gli risponderei di tutto punto ma capisco che in questo caso bisogna essere strategici e io non conosco questa arte.
E pensare che io stamattina quando mi sono alzata pensavo di vederlo tornare…….
Io non ho intenzione di parlare, so cosa vuol dire per lui, dovrei ascoltare e dargli ragione: il fatto che non venga a casa subito mi dice che non ha nulla di urgente da veire a fare a casa, vuole solo lavarsi la coscienza verso i figli.
Io sto male perchè non era questa situazione il mio obiettivo, sto anche male per perderlo ma ho anche due buone vie per ricordarmi bene chi è e che cosa invece potrei meritarmi. Gli direi che ho capito che persona è e quanto tiene a cuore me e i figli
Vorrei vedere dove va giovedì sera e impedirgli di prendermi in. giro, al suo ritorno, ma questo stress posso risparmiarmelo. Quel messaggio è povero, troppo povero e quindi, meglio così, non voglio ingannarmi da sola. Grazie