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Tradimento, umiliazione, narcisismo

di albanascente

Riferimento alla lettera: Sono albanascente. Di nuovo su questo sito. Sto malissimo. Dopo aver esposto la mia situazione in " Se vuoi mio marito lo puoi prendere " e " Tradimento confessato per umiliare " la situazione è la seguente: mio marito dovrebbe trasferirsi nell'altra unità immobiliare della casa abbinata di nostra proprietà....
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Categorie: - Famiglia

253 commenti

Pagine: 1 2 3 4 5 6

  • 151
    Aura -

    Sono d’accordo con Viola che tutto possa ancora succedere, cara Alba. Mi piacciono le tue lunghe lettere, che sono spontanee, butti fuori tutto, giorno per giorno, e dalle quale si percepiscono i normali oscillamenti, di umori, dubbi, decisioni e ripensamenti. E’ normale che tu viva tutto questo. Hai costruito una vita, 40 anni di matrimonio, con due figli, con un uomo. Mi piace anche di questi abbracci ultimi che vi state dando in questi giorni, che ora dà uno ora l’altra, e che poi tu te ne vai, più serena, più tranquilla. Sono d’accordo con tuo marito che pensa di allontanarsi per una settimana. Discutere continuamente ora potrebbe portarvi sempre alle discussioni in cui “si rimane sempre allo stesso punto”, con ognuno nelle rispettive posizioni. E’ necessario (tanto nessuno ha chiesto una separazione immediata) allentare le tensioni, distogliere l’attenzione eccessiva l’uno dall’altra, trovare un po’ di tranquillità, sospendere giudizi continui e volontà di decisioni immediate. E’ mia abitudine, quando sono in un litigio forte con qualcuno, sospendere l’aggressività, cercare un po’ di serenità e poi, al primo nuovo contatto, evitare di parlare subito dei problemi, ma chiedere come sta una persona, senza voler creare subito tensione. Potresti forse, nella settimana di sua assenza, di vostro distacco, cercare più il silenzio, e quando lo senti, non insistere su certi problemi ora (lui infatti una sera ti ha detto che non ce la faceva più, era stanco delle solite discussioni, sfinito, e secondo me giustamente ti respingeva in quel caso).
    Questo non significa che, una volta più sereni, non si possa, anzi debba comunque affrontare una discussione in maniera costruttiva. Sempre dal mio punto di vista, se ciò non dovesse accadere, se la volontà di andarsene, non discutere ecc. non è per ritrovare serenità, ma imporre di fatto all’altro qualcosa, del tipo “io sono così e se ti va bene è così altrimenti nulla”, saprei prendere le mie decisioni… Senza rimpianto. Nessun matrimonio, resistenza dentro a un matrimonio, con regole e addattamenti continui, rigidi, un sentire imposizione di condizioni solo da una parte, potrebbe darmi non dico la felicità, ma neanche un po’ di serenità. E se lui volesse, come mi è accaduto, di fatto, farsi i cavoli suoi fuori con altre, a mia insaputa, e pretendere che io mi butti le cose alle spalle, dimenticando e fingendo, gli direi vai, vai pure. Per sempre. Viva la libertà, mi faccio la mia vita e tu la tua.

  • 152
    albanascente -

    ben ritrovata aura,
    mi ha fatto bene ritrovarti, stai bene? Hai fatto altre passeggiate?
    E’ come se ti ascoltassi in diretta, mi hai capito bene e ti ringrazio molto per le varie delucidazioni sulle aspettative o meno.
    Ci rifletterò ancora. Grazie, dacci tue notizie.

    A Rossana che in una lettera aveva parlato della mia situazione economica, vorrei dire che non è agiata, è tranquilla, è nella norma nella mia zona del nord italia; ho una pensione di 800 euro al mese come mio marito. In più lui ha un affitto di un terreno adibito a lavaggio auto. Abbiamo risparmi da parte, frutto di una vita di lavoro. Niente ci proviene dalle famiglie dei nostri genitori.
    Il più remunerato, ovviamente, è stato quello di mio marito, commerciante, si è fatto dal nulla in anni buoni. Io impiegata e poi insegnante per pochi anni e sono andata in pensione prima della riforma, a 43 anni. Non potevo fare diversamente, nella scuola era diventato già impossibile entrare definitivamente per la mia età.
    Due figli laureati e una casa gemella. La nostra vita è stata molto semplice, il cibo fatto in casa, le vacanze zingaresche con un furgone che mio marito usava per lavoro (Portogallo, Turchia, Isole varie), non abbiamo mai frequentato pizzerie e ristoranti e non ne abbiamo mai sentito la mancanza, nessun vizio, tranne libri. I nostri piaceri erano i nostri due figli promettenti negli studi, nello sport, nella musica. Dieci anni fa abbiamo fatto costruire questa casa su nostro progetto. E’ semplice, ha l’architettura di una casa tipica di contadini emiliani.

    Vi abbraccio

  • 153
    albanascente -

    carissime amiche,
    penso di avere fatto un passo falso ma posso riflettere su cosa significa la risposta di mio marito assieme a voi.
    Ieri sera sono andata vicino a lui sul divano, ci siamo abbracciati poi lui si è distaccato ed è rimasto per conto suo per 10 m. dopo di che io mi sono alzata e sono andata in un’altra stanza con mio figlio.
    Stamattina mi ha chiesto perchè mi sono allontanata.
    Gli ho detto che ero a disagno, e lui mi dice: “io volevo fare l’amore”.
    “Non l’ho capito, eri distante e io mi sentivo a disagio, possiamo farlo ora, se vuoi”
    Lui risponde che ha un appuntamento con il notaio e deve andare.
    Al ritorno mi cerca e mi dice: “quello che volevi fare stamattina se vuoi sono disponibile a farlo ora”.
    Gli dico “io ho sempre voluto abbracciarti e venirti incontro, ho desiderato amarti, se ti ho rifiutato non devi pensare che ho rifiutato te, che ti ho allontanato, io ho rifiutato di fare l’amore in quelle situazioni di disapprovazione e discussioni umilianti continue; questo non vuol dire che rifiutavo te”
    E lui “non c’è bisogno che tu me lo dica, lo so, ritorni sempre indietro, mi innervosisci, che bisogno c’è di chiarire.
    E io “c’è bisogno di chiarire altrimenti cadremo di nuovo nello stesso errore”
    E lui: “basta, basta, hai già detto troppe parole, bisogna mettere tutto fra parentesi, vedi? Tu mi hai chiesto di fare l’amore e io sono disponibile, non ti basta? anzi adesso lasciamo stare, non sono più tranquillo e poi queste domande, se io lo faccio volentieri……che importanza ha, tu me lo chiedi e io lo faccio….., tu devi pensare a quello che vuoi tu e non complicare le cose con quello che voglio io”
    E ce ne siamo andati ognuno per conto proprio.
    Io piuttosto dispiaciuta, se avevo bisogno di una conferma l’ho avuta.
    Ragazze mie, non credo che riuscirò più a ritentare.
    Probabilmente ho bruciato le tappe, ma molto più sicuramente questo uomo mi tratta ancora alla solita maniera poco affettiva.
    Vedremo al ritorno dalla montagna ma non mi aspetto nulla, anzi comincio a interessarmi ad altro.
    Ora che non ho più l’angoscia penso di poterci riuscire ad essere felice almeno di essermi conquistata la mia assoluta libertà di movimento.

    Ditemi la vostra.

  • 154
    rossana -

    Cara Alba,
    dopo una notte quasi dei tutto insonne, turbata da inquietudine gioiosa e da pensieri, non mi sento di concentrarmi in modo specifico sul tuo problema. scrivo a vanvera, per avere io semmai stavolta qualche riscontro, da te o dalle altre interlocutrici abituali, con cui si è stabilita un’amicizia virtuale, anche se a volte i pareri e le sensazioni non collimano…

    comincio con due aforismi, che il tuo caso mi ha fatto ricordare e che hanno fatto parte della mia prima piattaforma di coppia:
    1) “Il matrimonio è il prezzo che gli uomini pagano in cambio del sesso; il sesso è il prezzo che le donne pagano in cambio del matrimonio.” (anonimo) per le giovani d’oggi potrà apparire fuori moda ma ritengo che un minimo di fondamento continui ad averlo…
    2) “In quasi tutti i matrimoni, c’è una persona egoista e una persona altruista. Si forma quindi uno schema di comportamento, che diventa ben presto inflessibile, nel quale c’è uno dei due che pretende sempre, mentre l’altro è quello che sempre dà.” (Iris Murdoch). a questo potrei banalmente aggiungere che c’è sempre uno che ama di più, sia pure, magari, nel modo meno convenzionale o meno appariscente…

    veniamo, adesso, al sogno di quello che potrebbe essere per me davvero una realizzazione affettiva completa:
    sono d’accordo con chi ha affermato che l’amore più puro è quello non corrisposto. temo che non potrei mai arrivare a tanto, pur intuendone la grandezza e la bellezza.
    lo scalino appena inferiore è dare VERAMENTE senza chiedere NULLA. cioè dare sè stessi, il proprio cuore e il proprio corpo per il semplice piacere di offrirlo e di fare il bene e la felicità di chi si ama. per il sentimento, forse qualche buon genitore ci si può avvicinare. per il fisico, temo sia materia per soli amanti, liberi di prendersi e di lasciarsi ogni giorno, di avere i propri spazi e di incontrarsi quando entrambi lo desiderano. d’altronde, l’amore è qualcosa che davvero non si dovrebbe ingabbiare mai.
    lo scalino ancora inferiore, a cui sto forse pervenendo dopo un’intera vita, è il piacere di condividere il sesso con un uomo che pensa pochissimo alla sua soddisfazione in rapporto a quanto desidera e si prodiga per far sì che io possa avere il meglio dall’amplesso. non desidera pensare nè promettermi niente altro. tuttavia, l’amore lo percepisco in modo quasi palpabile dal modo in cui mi ama e mi sto sforzando di accettarlo com’è, per cosa mi può dare, anche se in poco più di due ore alla settimana…

  • 155
    rossana -

    concludo la parentesi che mi riguarda, che ho aperto invitata da Alba a dire qualcosa di me.

    mi sono innamorata di quest’uomo ancor prima di vederlo. avrebbe potuto raccontarmi di tutto e di più. invece mi ha detto in tutta onestà che non è innamorato di me.

    avrei voluto andare almeno una volta a fare una passeggiata con lui, che non ha mai tempo da dedicarmi. vengo dopo il lavoro, dopo l’hobby, dopo la figlia e anche dopo la sorella…

    eppure io intuisco in lui quello che cerco in un uomo: dolcezza, fermezza, sincerità, bontà… sento anche la sua mestizia e il peso delle sue sconfitte in campo amoroso.

    afferma di aver paura di innamorarsi e di non poter, per ora, dare di più. a me sta bene così, avendo imparato ormai che l’araba fenice non esiste e che tutto in una volta sola non si può avere.

    la mia gioia è renderlo felice, anche se lo dimostra molto poco. lo vedo soltanto dalla luce che a tratti rischiara il suo sguardo. ha un carattere molto chiuso mentre per me, se non comunico, quasi non vivo… non prevarica mai, è sempre rispettosissimo del mio sentire e del mio agire in qualsivoglia contesto.

    siamo così diversi. la relazione è così anticonvenzionale. si può dire che sono io quella che corteggia, con grande piacere. nel mio piccolo, adoro coccolarlo come non sono stata capace di coccolare mai nessuno prima di lui. spero soltanto che mi resti vicino per il tempo necessario a conoscerlo a fondo e a poter portare in me il ricordo di un amore finalmente provo di delusioni.

    ho impiegato più di 15 anni a dimenticare l’uomo che ho amato prima di lui, e che mi ha lasciata, per tornare da sua moglie… adesso mi voglio godere questo ultimo raggio di sole, chiedendo ancor meno del pochissimo chiesto in passato. mi piacerebbe riuscire a continuare a dare senza aspettarmi più di quanto mi può offrire…

  • 156
    viola -

    Alba anche mio marito a volte è scostante e io mi incazzo a morte e se poi si incavola anche lui, amen. Ma questa cosa che non posso parlare altrimenti rovino tutto..certo che se parlo posso rovinare tutto ma ti sto dicendo che non rifiutavo te ma i tuoi atteggiamenti ti sto dicendo una cosa bella! e poi lui ti dice che non devi chiedergli se lui fa l’amore con te con piacere.. ma stiamo scherzando? E’ come dire mi chiedi di fare l’amore e io ti accontento..ma per favore..io credo che quando fate l’amore quello che ne ottiene maggiore soddisfazione è lui non tu..nel senso che tu Alba potresti stare abbracciata a lui tutta la notte senza far nulla, (credo!) magari se lui ti accarezzasse dolcemente.. ecco se vuoi chiesto chiediglielo e vedi se lui, tanto gentile, ti accontenta! Ma che presuntuoso! Ti dice che devi chiedergli quello che vuoi? CHIEDIGLIELO. CHIEDIGLI UN FIORE, UNA PAROLA GENTILE E UNA NOTTE DI COCCOLE. VEDI UN PO’ SE IL SIGNORINO TI ACCONTENTA!
    Rossana, che dirti.. qui è uno sbocciare di sentimenti.. per Aura.. per te… che il sito porti bene? 🙂
    Scherzo, Rossana non so io non ho la tua generosità quindi non so che dirti, abbiamo visioni distanti dei rapporti, ma se sei contenta ti faccio l’in bocca al lupo!!

  • 157
    Aura -

    Ciao Alba, leggendo il tuo ultimo intervento, mi verrebbe da dire che dovrei ripetere il precedente mio, e allora non so, comunque ripeterò. 🙂
    Come ho già detto: trovo inutile, fastidioso (e in questo sono d’accordo con tuo marito…), controproducente, discutere, e ciò in momenti di tensione tra l’altro, delle stesse cose con la stessa persona. Prima si devono allentare le tensioni, in caso distaccarsi un po’ (anche fisicamente, geograficamente, come vorrebbe fare tuo marito: e se per sfuggire a spiegazioni o in maniera sana per allentare piuttosto le tensioni, questo lo si potrà vedere soltanto dopo…), poi si può riprendere un dialogo, possibilmente anche dopo aver fatto l’amore con piacere. 🙂
    Non capisco questo inseguirvi inutilmente. Non so, non capisco bene, ma capisco che possiate essere confusi. Insomma, a me, da fuori, verrebbe da dirvi: se avete voglia di fare all’amore fatelo, e non discutete anche su quello. Fatelo e basta. Però non so, non sono voi. 🙂

    Rossana, boh, ti seguo poco bene, sul tuo concetto di amore, ma di sicuro penso che i concetti generali servono a poco: insomma, a quanto ho capito, l’amore è visto in modo diverso da ognuno. Leggendoti penso che il tuo modo di amare, di concepire l’amore, sia molto diverso dal mio. Io se devo amare non corrisposta penso che posso amare anche un muro: sarebbe lo stesso. Non credo granché delle cose che hai detto: tipo amare senza aspettarsi niente, amare incondizionatamente ecc. Io se amassi così penserei di avere veramente una bassa autostima…
    Poi non so, ognuno, ripeto, è bello che ami come si sente di amare, l’importante è che ne gioisca e veda gioia nell’altro. 🙂
    Se dici che lui non dimostra tanta gioia, mah? A me, fosse il mio uomo, dispiacerebbe. Mi sembra fondamentale vedere che lui sia felice di stare con me, e viceversa. 🙂

  • 158
    Aura -

    Ps: Rossana, dimenticavo. I punti 1 e 2 li trovo terribilmente tristi, pensando all’amore. Il punto 1 lo trovo persino squallido. Insomma, quei due punti lì, almeno per me, non trattano di amore, ma di un groviglio di opportunismo ed egoismo.

  • 159
    albanascente -

    viola,
    sento come senti tu,
    sento come sente aura,
    non sento come sente rossana, immagino il suo bisogno di amore e di amare, se tu rossana sei contenta così, se pensi di farti meno male, io non sono così altruista come te, non vedo l’amore come qualcosa che si dà, vedo l’amore come qualcosa che mi riempie, non so, ci saranno molte forme di amore.
    Devo dirvi che non riesco più a vedere mio marito come la persona che vedevo prima. Parallelamente non riesco più a vedere il nostro rapporto come lo vedevo prima. Si è rotto irrimediabilmente qualcosa nella mia mente ma non lo giudico negativo.
    Da parte mia sento di poterlo accettare com’è e di non trovarmi più così tanto coinvolta nella relazione come prima.
    Accettarlo com’è non vuol dire amarlo com’è.
    Per me vuol dire spendermi in modo congruo, riservarmi i miei spazi di libertà, siccome lui è quello che è non può certamente pretendere di avermi allo stesso modo di prima. Penso così di aver tolto la miccia alle sue aggressioni.
    Non è una ripicca, allo stesso modo di prima c’ero solo, io non lui, lui non c’era, nella sua mente non si era sposato.
    Hai ragione aura, potevo evitare di discutere, il fatto è che non credo che a lui il distacco serva per maturare o riflettere. Non è il tipo da fare autocritica. Lui vuole soltanto raffreddare i toni e ritornare come prima. Non si vuole nemmeno rendere conto del male che mi ha fatto e anch’io mi rendo conto che non si può ricavare un pero da un melo. Lui deve vincere e io un poco mi sento di compatirlo.
    Quindi lascio da parte ogni ripensamento, ricomincio alla leggera, inutile cercare un rapporto sostanziale con chi non se ne rende conto.
    Spero che, anch’io meno coinvolta, mi aspetto di meno, anzi nulla, in cambio ho libertà di azione senza critiche.
    Mi sono scottata troppe volte con lui è venuto il tempo di rendermene conto e di apprezzare piuttosto quello che è rimasto che non lo so definire, lui non ci sta a parlare, è inutile, ci sta ad affermare continuamente la sua posizione.
    Intanto mi va bene aver ritrovato un pò di tranquillità. Vedi che gli dispiace quando mi muovo libera, non può nemmeno chiedermi dove vado, vado e basta. Mi basta non venire aggredita per il momento, non venire disprezzata e questa base di libertà me lo consente.
    Così come uomo e donna possiamo riprovare a fare l’amore.-
    Un abbraccio a tutte.

  • 160
    rossana -

    Aura,
    certo che i primi due punti, riferiti al matrimonio, sono addirittura cinici, purtroppo, però, spesso molto concreti e realistici. poi, ci si possono mettere intorno nastri colorati e parole arricchenti (come molte coppie fanno in automatico) ma, a mio avviso, la sostanza di fondo resta quella…

    quanto ai modi d’amare, sono di certo diversi da persona a persona. nel mio caso, l’autostima non c’entra per niente. anzi, se devo essere sincera, mi stimo molto di più oggi, che sono in grado di dare senza chiedere nulla in cambio, di quanto mi stimassi un tempo, quando, pur pretendendo poco, qualcosa cercavo di avere dall’amore di un uomo.

    è come pensare di fermare il vento e di stringerlo fra le mani: non dà quasi mai qualcosa di consistente e/o duraturo. quello che, invece, nasce ed è alimentato da me, sono io a poterlo ricreare ogni giorno, fino a quando vorrò. lo scambio è terra a terra, quasi soltanto a livello fisico, ma almeno è concreto, privo di ipocrisie. e chi ha detto che si deve o si può dare di più? se il darsi l’uno all’altro dà in egual misura a entrambi, già mi sembra magia e benessere per tutti e due. non è così facile la sintonia a letto!

    vogliamo sempre, per forza, imbottire il tutto di giuramenti assurdi e di parole ultra-mielose, dette magar d’impulso ma che poi durano lo spazio di qualche stagione? a mio avviso, meglio non promettere mai sui sentimenti e non farsi mai illusioni in amore. vivere il momento, questo sì, godendone al massimo… e non è affatto come amare un muro…

    so che siamo molto diverse e quindi che non può essere difficile capirci a vicenda. basta che ognuno cerchi e trovi il proprio equilibrio e la porzione di gioia che è in grado di procurarsi. a me basterebbero anche pochi mesi di PIENEZZA, che mi darebbero enormemente di più di anni e anni di discussioni e reciproche concessioni.

    a mio avviso, la sintesi è semplice: le persone si amano come sono, altrimenti, meglio lasciarle!

  • 161
    rossana -

    Alba,
    anche per me l’amore è qualcosa che “riempie” ma non mi sazio riflettendomi nell’amore che un altro nutre per me bensì nell’amore che io nutro per lui.

    non è questione di non volersi fare del male (che può capitare comunque). per me la questione è che è sempre stato molto difficile trovare qualcuno che mi interessasse a lungo.

    di solito i corteggiatori mi vengono a noia dopo due o tre incontri. la persona speciale ai miei occhi è rarissima. quindi, quando me ne capita una che possiede anche soltanto il 70% dei requisiti che desidero, non la butto alle ortiche per quanto manca… d’altronde, nemmeno io potrò mai avere tutto quello che un altro cerca in una donna.

    questo è il mio concetto di fondo. sono felice di poter dare a qualcuno che a mio avviso merita di ricevere, e ti assicuro che i ritorni non mancano, anche se magari lenti a venire…

  • 162
    rossana -

    Alba,
    quanto a te e a tuo marito, noto che ora stai procedendo benissimo da sola, sia nel relazionarti con lui che nel comprendere meglio la vostra situazione.

    non ho al momento alcuna osservazione da fare in merito. credo vi occorra ancora parecchio tempo per potervi stabilizzare in un nuovo assetto di coppia oppure per decidere di proseguire in modo separato.

    l’importante, a mio avviso, è che in entrambe le soluzioni possiate procedere con consapevolezza e serenità.

    siete due persone molto diverse: tu sei più profonda di lui e più matura caratterialmente; lui mi sembra più dotato di senso pratico e meno portato (come gran parte degli uomini) all’evoluzione interiore o all’analisi mentale. tieni conto di queste differenze, che non sono di poco conto.

    un abbraccio

  • 163
    albanascente -

    Rossana,
    Le MAR Ultime precisazioni mi Hanno Fatto Capire Che Il Tuo cinismo e non, Nemmeno Resa , Nemmeno il Che ti accontenti di Poco. Hai invece ben PRESENTE cio Che VUOI e cio Che invece si puo Essere impossibile AVERE con la conseguenza di inseguire Chimere Che rovinano la vita .
    stessa Hai Trovato Il Tuo Equilibrio partendo Dalla Conoscenza di te e di certificazione Tratti mi ci risonosco anch’io .
    Mi sembra Fondamentale partire da Noi. un’inversione di E ‘ Percorso essendo abituate uno considerare l’ amore Il coraggio Altri annunci, la dedizione , ecc. Mi sembra Che tu abbia gia Fatto questi “tutti” Passaggi e il Che li abbia superati uno please Tuo e della Tua consapevolezza . La persuasione Che Noto mar Nelle parole Mi Fa Capire Che vivi in te stessa con Equilibrio e con cio Che ti puo venire Dal Mondo . E ‘UN Punto di vista Che mi fa riflettere . Io spero di raggiungere ORA Una Visione Positiva maggiormente della Trasformazione del mio Rapporto , venite la Tua, e spero Ancora Che Il Mio Cuore Possa palpitare per tal quale Tanto Che posso trovare NEL Mondo e il Che posto mi e cogliere l’ Attimo .

  • 164
    rossana -

    MOLTE grazie, Alba, per l’ultima mail, nella quale mi è parso di leggere che mi capisci abbastanza. cominciavo a sentirmi un po’ a disagio, qui, come la matta che parla a vanvera, nella commiserazione di quasi tutte quelle che interagiscono con noi sul tuo attuale momento di coppia, che reputo di transizione e di maturazione.

    in effetti, il mio percorso di consapevolezza amorosa è stato lungo e spesso anche molto sofferto. ora, però, mi semto bene con me stessa, pur non essendo immune da ansie ed esitazioni. trovo che questo mio modo di amare, compreso o meno dagli altri o dal mio stesso partner (che afferma di esserne terrorizzato), mi rende gioiosa e serena quando lui è lontano (completamente libero da ogni tipo di vincolo) e felice quando è con me e mi dedica, con infinita tenerezza, tutte le attenzioni di cui è capace (che sono il non plus ultra!). e il nostro è un amore alle soglie della terza età!

    non intendo stringere fra le dita le ali della farfalla: preferisco che continui a volare “leggera”, così come totalmente “leggera” resto anch’io. se do, lo faccio per mio quasi esclusivo piacere, e non mi lamento se sono ripagata, lautamente, solo sul piano fisico.

    il resto è aperto sul futuro: ogni giorno può riservare piccole o grandi piacevoli sorprese, basta saperle cogliere ed apprezzare quanto meritano… se non ci si illude, non si tira nessuno per i capelli, non si può essere delusi, e nemmeno rifiutati troppo a cuor leggero…

    ti sono davvero grata per avermi compresa. probabilmente sei stata facilitata dal fatto che abbiamo più o meno la stessa età… comunque, neanche così, era scontato che potessi avvicinarti al mio modo di essere e di sentire…
    un abbraccio

  • 165
    rossana -

    Aura,
    anche per me sarebbe bello che il mio partner esprimesse gioia per quello che ci scambiamo, come affermi tu:

    “Se dici che lui non dimostra tanta gioia, mah? A me, fosse il mio uomo, dispiacerebbe. Mi sembra fondamentale vedere che lui sia felice di stare con me, e viceversa. :-)”

    ma per me non è fondamentale che la esprima: la percepisco e la vedo lo stesso, se non altro con l’insistenza con cui mi cerca e con l’attenzione che ha nel trattare con me, per timore di dire o di fare qualcosa che mi possa ferire.

    adoro le parole ma posso anche capire chi non sa, non riesce o non vuole esprimersi più di tanto. a mio avviso, anche questo è rispetto per il modo di essere di una persona diversa da noi, anche se non è come la vorremmo…

  • 166
    Aura -

    Ciao ragazze mie 🙂

    Rossana, i tuoi interventi ultimi li ho seguiti molto meglio e sono anche molto d’accordo! Vivere l’attimo, nel QUI e ORA (per questo dico sempre, sostanzialmente, ad Alba: stai bene ADESSO? QUI? ORA? Con lui? Se non ti piace, non ci stare. Se hai voglia di farci l’amore, invece, senza troppi casini mentali, fallo:-), da tempo, dopo le mie esperienze (non sono più una ragazzina) penso questo: che voglio stare bene, ORA, con lui, la persona con cui sto e con cui ho scelto di stare. Dopo si vedrà. Ho iniziato a pensare che costruire un amore oggi è troppo incentrato sul “costruire una casa, una famiglia, fare dei figli” ecc., ma il problema è che spesso ci si concentra su queste cose e si perdono di vista cose semplici ma essenziali: stare insieme, ORA, BENE, fare l’amore, piccole cose, e sentire che si sta bene con quella persone. E’ QUELLA la costruzione iniziale e più importante, quella la costruzione DI BASE, anzi la costruzione VERA. Mi viene da pensare, per spiegarmi, magari a qualcuno, che stando insieme a un altro, non fa che pensare “dobbiamo fare questo e quello” e poi staremo bene. Quando lo hanno fatto e potrebbero finalmente godersi la libertà di stare insieme, magari vanno in crisi. Un po’ come certe coppie, sai, che avevano sempre da pensare a cercare la casa giusta, il mutuo giusto, il momento giusto per un figlio ecc. Invece forse le cose belle accadono in buona parte così, con naturalezza. Si sta bene insieme e poi dopo del tempo magari ci si ritrova a vivere insieme e non a vedersi solo il sabato e domenica, oppure ci si ritrova che si aspetta un bambino.
    Le coppie più felici a me sembrano queste. Ne ho conosciuta una in cui i due erano innamorati persi, andavano molto d’accordo e sicuramente c’era una sintonia a letto… Dopo pochi mesi lei è rimasta incinta e si è trasferita da lui, ma tu vedessi come erano sereni, felici, eppure non avevano programmato ancora niente. E io vedevo che in loro, da come mi raccontavano, non c’era alcuna differenza tra alcuni mesi prima (fidanzati e ognuno a casa sua ancora con una loro vita) e alcuni mesi dopo, quando ormai vivevano insieme e aspettavano un bambino. Forse non avevo capito bene il tuo precedente intervento. Mi sembrava che ci fosse come una PREMESSA RIGIDA (l’amore come uno scambio sì cinico tu mi dai questo io quest’altro, oppure io sono l’egoista e tu l’altruista, e fine) per la serie non ci sono alternative a questi due punti, mentre invece io le vedevo.

  • 167
    Aura -

    Anche riguardo all’uomo che ami non avevo capito, riguardo la sua gioia. Avevo capito che tu dicessi qualcosa come che è molto raro che lui ne provi. Intendevo dire che è importante sentirla, questa gioia. Non che si debba dimostrarla per forza con le parole o ne i modi che noi preferiamo. Intendevo che è bello SENTIRE che lui la sente, la prova. E questo l’altro (in questo caso tu) lo sa, non importa che l’altro te lo dica a parole! (ognuno ha un modo diverso di esprimere le cose, i sentimenti, l’amore, la tristezza, la gioia).

    Cara Alba, io sono molto contenta che tu stia facendo un certo percorso: hai iniziato da una specie di terremoto emotivo, rabbia, delusione, avevi tanti sentimenti, poi piano piano, vedi, stai iniziando a calmarti, stai facendo chiarezza in quello CHE VUOI TU, non QUELLO CHE VUOLE LUI.
    Vedi, io non conosco tuo marito, quindi parlo solo d’impressioni. Dalle cose che racconti, ho l’impressione, specie con le ultime cose che hai detto (tu lo conosci bene, ci stai da 40 anni…), che lui non voglia trovare la calma per entrambi per poi riprendere un dialogo costruttivo. Ho l’impressione, se è vero quello che dici, che lui aspetti quello che vuole lui: che tu metta da parte certi discorsi e ricominci come prima. Facevano così uomini che ho conosciuto, anzi, amato, io: uomini in teoria che dovevano essere più moderni, aperti, democratici. E invece no, di fondo erano dei piccoli tiranni. Dolci solo fino a un certo punto. Grattata via una certa dolcezza (che mi conquistava) veniva fuori una bella prepotenza, arroganza, maschilismo, lo scambiare la mia disponibilità come eterna (per parte loro) possibilità di fare loro quello che volevano… Ecco, tuo marito, per esempio, lo vedo come uno che voleva la libertà di farsi i cavoli suoi… Ma guai se sua moglie avesse fatto lo stesso… Lo vedo come, di nuovo, in attesa di riprendere a farsi i cavoli suoi, ed è dispiaciuto, come tu dici, che adesso tu entri ed esci come ti pare (esattamente come fa lui! se ci pensi): ma questo è amore? O non è piuttosto una “cattiva abitudine”? Cioè una pura abitudine di controllo su di te? Ti poteva CONTROLLARE prima. Ora no. Solo tu puoi sapere se il suo è amore. Visti da fuori due innamorati fanno molte piccole cose che possono sembrare controllo, in realtà c’è serenità e nulla pesa loro o è vissuto e fatto come puro e vero controllo. Quando invece ti senti controllato dall’altro, secondo me non ti senti (e forse non sei) amato.

  • 168
    albanascente -

    aura,
    d’accordissimo, hai capito perfettamente. Mi fido di me stesssa e tu con la tua logica mi stai confermando, seppur da lontano, ciò che mi è sotto gli occhi. Ho mia mamma ricoverata in ospedaleper accertamenti, niente di grave, però non ho tempo mentale per riflettere ciò che mi hai scritto ma che mi è entrato diretto diretto come se tu conoscessi perfettamente i miei stati d’animo. E’ vero quello che mi dici e io non avverto da mio marito che mi arrivi quel tipo di sentimento. Quando avrò due minuti di tranquillità vi descriverò la giornata di ieri. Sono d’accordo con voi di essere più relativista e godere a spicchi qua e là ciò che posso cogliere.
    Un grandissimo abbraccio e grazie per l’illuminazione. Non voglio perdervi di vista.
    Buonanotte

  • 169
    rossana -

    Aura,
    concordo con te che, quando una coppia si finalizza troppo sugli obiettivi da raggiungere, non solo questo può distoglierla da quanto è ben più importante, come lo stare insieme e il godersi la magia del momento (che non dura per sempre, come nelle favole) ma spesso, secondo la mia esperienza, questo è un modo inconscio per evitare problematiche più dolorose e difficili da affrontare, che inevitabilmente esplodono prima o poi. di fatto, se ne rallenta solo la deflagrazione.

    per il resto, osservo soltanto che siamo noi a scegliere le persone con cui stare, spesso in modo inconsapevole, per puro bisogno istintuale (spero esista la parola).

    vedi caso io, che sono nata e vissuta libera, pagandone tutti i prezzi fin da piccolissima, ho avuto tre uomini nella mia vita (incluso quello attuale), tutti estremamente rispettosi della mia libertà (un po’ meno il primo, per certi versi, legati quasi unicamente alla gelosia e alla sua immaturità emotiva).

    potevano esserci altre difficoltà di relazione ma non questa: ho avuto uomini che mi hanno servita, anche nelle piccole incombenze domestiche, almeno quanto ho servito loro, nello stesso contesto.

    intendo dire che probabilmente cerchiamo qualcosa che ci completi o che ci protegga. le due cose, a mio avviso, non si possono avere in contemporanea. fanno parte dell’evoluzione interiore di ognuno di noi, con i suoi tempi e le sue possibilità di crescere.

    spero di essermi spiegata bene stavolta, e di non essere stata troppo didattica riportando la mia esperienza in materia…

    ciao a tutte, e a tutti, se qualche maschietto ci legge, zitto zitto…

  • 170
    viola -

    Concordo con voi su tutti questi ragionamenti..anche con te Rossana che inizio a capire un po’ di più… ma dopo ragionamenti e pur essendo donne razionali..orgogliose.. DONNE.
    Vi è mai capitato di ragionare ragionare e poi alla fine della giostra (dei ragionamenti!) comportarvi.. “di pancia”.. cosa che può capitare per brevi periodi ma a volte anche le decisioni istintive possono portare conseguenze di lunga durata! Vi abbraccio tutte.

  • 171
    Aura -

    Ciao cara Alba, forse ti capisco, perché leggendo le cose che scrivi di tuo marito, e naturalmente le cose che senti tu, mi sembra di rivedere cose che ho già visto… Negli ultimi tempi, in base ai tuoi racconti, mi era sembrato effettivamente che tuo marito avesse mostrato un certo interesse… Il voler fare l’amore, dirti che l’altra donna non era importante, l’essere stato disponibile (per quanto esasperato a momenti) a parlare: una volontà di riconciliazione? L’ammissione di provare ancora per te sentimenti importanti? Non so, come dicevo, solo tu, alla fine, potrai saperlo. Per quanto mi riguarda (riguarderebbe) il tradimento, in un rapporto (salvo appunto che non si tratti di rapporti di lunga durata, come il tuo, nei quali una crisi, un tradimento, ci può stare e mi sembrerebbe più naturale “perdonare”, riconciliarsi e ricostruire), si porta via la fiducia… Per sempre. Considera che i rapporti di oggi sono molto più brevi… Cosa voglio dire? Che se mi metto con un uomo e già dopo poco inizia a tradirmi o a fare cose per me strane, io non ci sto con lui.

    Rossana, Viola ciao 🙂
    Sì, l’istinto, le scelte di pancia, è vero. Leggendovi mi veniva in mente anche che per molti, se non addirittura tutti, esistono anche i condizionamenti, nella scelta del partner. Mi vengono in mente soprattutto i condizionamenti dovuti all’influenza della famiglia d’origine. Pensiamo a quanto siamo influenzati, anche in maniera inconscia, dalla famiglia d’origine.
    Pensando a quello che avete scritto mi domandavo: quando hai agito d’istinto con una persona? E mi è venuto in mente per esempio una cotta che avevo avuto per un uomo: credevo di essermi tuffata in quella storia d’istinto. Mi sentivo innamorata. Lui, coincidenza, era dentro (in quella fase della sua vita) in un bel casino: con un figlio piccolo e una separazione in corso di quelle toste, con una moglie problematica e conflitti notevoli tra loro in quel momento. A un certo punto ho avuto, un giorno, un’immagine, ho guardato il mio uomo e ho pensato: somiglia sia a mia madre, sia a mio padre. Mi ricordava entrambi, per varie ragioni, e soprattutto io mi sono sentita come tornata bambina: non perché lo fossi, ma perché mi ero ritrovata in mezzo a due che litigavano come mio padre e mia madre. E io non ci volevo stare in quella situazione, così sono uscita da quella relazione. Quello che voglio dire è che forse, almeno per me, è difficile riconoscere che cosa sia istinto, in certi casi.

  • 172
    albanascente -

    ragazze carissime,
    quanta strada ho fatto insieme a voi.
    Sono serena, inspiegabilmente, se penso ad una settimana fa.
    Ciò che volevo lo sto ottenendo: la mia libertà; sì, è vero, volevo realizzarla con l’approvazione di mio marito, l’avevo idealizzato, mi ero ostinata a farcela tanto quanto lui si è ostinato e si ostian a rimanere tal quale era.
    E’ vero, mi sono lasciata andare e l’ho abbracciato. Posso dire che mi sono messa alla prova. Non era l’abbraccio che speravo, è il solo abbraccio che mi può dare: inflando una mano sotto il vestito.
    Eppure qualcosa si è rotto per sempre nella mia mente.
    Non desidero più ricomporre il quadretto familiare che si era rotto e che mi dilaniava.
    Finalmente senza astio prendo atto di come è e di come non l’ho mai voluto vedere.
    Mi è bastato notare che la sua preoccupazione era di concentrare tutto il dolore dalla sua parte, il vuoto che gli ho creato rifiutando rapporti sessuali e il fatto che non abbia cercato di risolvere tra di noi (troppa fatica, avrebbe dovuto fare autocritica) e si è trovato lazzi e sollazzi (ma di che tipo!!!!!) fuori.
    Ha creduto che gli concedessi tregua, senza nessun impegno da parte sua, però nell’ottica della ricongiunzione e che talvolta avremmo anche potuto stare insieme (non sessualmente, ha precisato dopo tre giorni)
    Ma che vuol dire? Ho prontamente detto che mi va bene, che la libertà che ho assaporato senza dover corrispondere a pretese altrui non la voglio rinunciare, quindi liberi tutt’e due.
    Non era propri quello che volevo ma l’importante è vedere la realtà.
    Anche domenica con mia figlia,lui non ha fatto altro che parlare con lei, disapprovando ciò che di tanto in tanto aggiungevo.
    Ma che cretino!!!!!! E poi la sera mi tira un braccio e mi dice: vieni qui sul divano insieme a me, ed io: non mi va, ora esco.
    Deve avere un bel casino dentro di sè dopo le ultime scorribandecon la colf della zia (che sia la colf della zia lo ha scopertomia figlia, poi ha telefonato al padre e gli ha detto: adesso lo dici tu alla mamma e ti decidi cosa vuoi fare…..) Ovviamente non mi ha detto nulla e io non lo sapevo quando gliel’ho chiesto mandandolo su tutte le furie.La colf è una donna segregata dal marito di 30 anni più di lei che siè innamorata delle gentilezze di mio marito, ecc.

  • 173
    rossana -

    viola,
    per me non sono ragionamenti: sono un modo di essere, raggiunto dopo anni e anni di… “nasate” amorose, che si sono risucchiato più del 40% della mia vita.

    le decisioni “di pancia”, o meglio intuitive, sono spesso le più vere e le più giuste. meglio evitare, però, i colpi di testa, soprattutto se originati da sentimenti poco ortodossi, come l’orgoglio o la vendetta. quelli possono essere nocivi, ingarbugliando ulteriormente le difficoltà.

    è essenziale saper distinguere almeno quanto seguire, ogniqualvolta minimamente possibile, la voce del cuore, che sa SEMPRE quello che è meglio per noi. solo che, a volte, siamo così confuse da tante sensazioni ed emozioni contrastanti che non riusciamo più a distinguerla…

    ciao a tutte!

  • 174
    albanascente -

    Ma dove andiamo a finire? Ho capito perchè ha bisogno di allontanarsi da casa, gli sta stretta, deve rimettersi sul piedistallo anche di fronte ai figli ma il piedistallo si è rotto e io vedo i cocci sparsi ovunque, i suoi,non i miei.
    Non ho più astio, sento un poco di compatimento, questo suo continuo armeggiare strategicamente, posso dirvi che è un argomento che ha perso molto interesse?
    Mi manda sms con teneri baci, io rispondo in modo ultrapiccante, il solo linguaggio che capisce o che dà da intendere di capire, l’unico modo di svelarlo.
    Non occupa più tutti i miei pensieri come prima.
    Quando penso che ha creduto di offrirmi chissà che chiedendomi di partecipare a due gite della sua società sportiva dove lui per tutto il giorno dovrà gestire e io che faccio?
    Gli ho detto di no. E lui: a me avrebbe fatto piacere.
    Io: no, non vengo, non mi piacciono più quelle cose lì.
    Lui: io te l’ho solo chiesto, se non vieni per me è lo stesso.
    Capite la povertà degli approcci, sempre sul filo del rasoio anche quando mi sono offerta io di abbracciarlo, non ha capito nulla, mi ha detto: mi ha fatto piacere, ecco è così che devi fare, poi mi ha lasciato e io me ne sono andata.
    E più tardi gi dico: perchè mi hai lasciato andare e non mi hai seguito?
    E Lui: mi hai chiesto un abbraccio e io te l’ho dato, non siamo a posto?
    Allora io scappo sempre dal mio amico che vive solo che quando mi riceve mi ammira come fossi la madonna di pompei. Chiacchieriamo un pò molto tranquillamente per mezz’ora, quella tranquillità fraterna ed amica, pacifica, di cui ho bisogno, mi ricarico un pò e ritorno a casa.
    Ora mi sento una lucciola, con la luce che si accende se sto bene, che mi illumina la strada buia del disagio, che non mi permette più di stare nell’angoscia, che mi fa scappare senza nessun obbligo di stare in situazioni spiacevoli.
    Penso che questo mio stato mi risarcisca molto di più di una separazione. Se avessi un bisogno sessuale so a chi mi devo rivolgere ed è a portata di mano, per molti altri desideri ho la ricchezza dei miei rapporti che ho intessuto da sola, ognuno mi dà qualcosa di diverso, non investirò più, se ce la farò, su nessun uomo in modo totale, terrò presente ciò che voglio sia per il piacere di dare che per il piacere di ricevere e così voglio vivere i prossimi anni, senza cesura col passato perchè non voglio rinnegare tutti i miei sforzi che mi hanno portato alla libertà mentale di ora.
    Non perdiamoci di vista.I miei sonoancorapassaggifragili

  • 175
    rossana -

    Cara Alba,
    questa tua sintesi: “non investirò più, se ce la farò, su nessun uomo in modo totale, terrò presente ciò che voglio sia per il piacere di dare che per il piacere di ricevere e così voglio vivere i prossimi anni” mi ha dato gioia.

    fra l’altro, quando ho messo l’accento sulla situazione economica della vostra famiglia, ho trovato nella tua risposta la regalità della gente della tua terra, anche delle donne, che non sono mai serve ma sempre “sdore” (si dice così?), indipendentemente dalle caratteristiche del loro compagno.

    ti porgi benissimo, e sei ricca dentro!

    un abbraccio

  • 176
    albanascente -

    cara rossana,
    in questo momento ho bisogno di rileggere le lettere che parlano del come sei arrivata alla tua posizione attuale perchè penso che mi possano aiutare a intravedere meglio dentro di me il dare, il ricevere, ciò che arriva o che non arriva dagli altri, dall’altro e a mantenermi centrata su di me che, nonostante tutto, è la cosa più difficile. Sento che anche per te non è una strada facile, ci sono dei vuoti che durano lunghi momenti ma c’è anche altro. Godere di ciò che è possibile godere e non arrampicarsi su vette irraggiungibili non mi sembra più una resa, forse è una raggiunta maturità.
    Ogni passaggio di età toglie ed aggiunge qualcosa, questo a me è sempre piaciuto pensarlo.
    A proposito, ho dimenticato di dire che pur essendo in pensione dall’età di 43 anni ho sempre continuato a lavorare in forma autonoma fino a tre anni fa.
    Vi abbraccio

  • 177
    viola -

    In pensione da quando avevi 43 anni???? Che invidia!!! 🙂
    Cara la mia Alba, capisco perchè i tuoi figli non ti “proteggono” come vorresti perchè sei una “tigre”.. lo so che anche le persone forti hanno bisogno di conforto ma tu Alba sei forte, molto. Ti è capitato un uomo che non ti piace fino in fondo negli atteggiamenti ma lo hai amato molto. Mi domando se anche io arrivero’ a questo punto con mio marito! Alba tu con lui lotti ad armi pari, mia madre assolutamente no, è per questo che io la proteggo per quello che posso.
    Io credo che non ti lascerai con tuo marito.. è una sensazione..magari mi sbaglio.. ma è quello che percepisco ora.
    Ciao.

  • 178
    Aura -

    “Capite la povertà degli approcci, sempre sul filo del rasoio anche quando mi sono offerta io di abbracciarlo, non ha capito nulla, mi ha detto: mi ha fatto piacere, ecco è così che devi fare, poi mi ha lasciato e io me ne sono andata.
    E più tardi gi dico: perchè mi hai lasciato andare e non mi hai seguito?
    E Lui: mi hai chiesto un abbraccio e io te l’ho dato, non siamo a posto?”

    Cara Alba, tuo marito… Mah!
    “mi ha fatto piacere, ecco è così che devi fare”, “mi hai chiesto un abbraccio e io te l’ho dato, non siamo a posto?”. Mah!

  • 179
    albanascente -

    ragazze carissime, amiche mie,
    sono in un momento di grande sconforto. Ho trovato tre foto della signora colf che ha dato a mio marito e anche un peluche.
    Stamattima ci siamo parlati al telefono e gli ho chiesto com’è il suo stato d’animo (è in montagna). Mi ha detto che è contento di pensare ad una ricongiunzione con me (???) ci sta riflettendo ed è contento di poter ripartire, però il passato gli è molto pesante comunque purchè ci sia rispetto……Gli ho risposto che il rispetto da parte mia c’è sempre stato, io ho cercato sempre di costruire, mentre lui aveva due pesi e due misure e questo non è certo rispetto. Gli ho detto: “ti sarai accorto che fanno piacere certe manifestazioni d’affetto, predispongono bene ai rapporti sessuali, invece io e te sempre uno contro l’altro, io non ho mai capito perchè; gli ho detto che ho amici coi quali non siamo sempre d’accordo ma non si arriva al punto di offenderci accanitamente, anzi, si tende a spiegarci meglio”
    Lui risponde sì, devo pensarci.
    Gli dico: a che punto sei con la tua storia? Com’è finita se è finita?
    Lui dice: non è mai cominciata.
    IO: non si arriva a certe effusioni ed espressioni se non fosse mai iniziata
    Lui: la devi mettere, devi badare ai miei comportamenti e basta, cosa vuoi sapere, non c’è niente da sapere
    Io: ti ho fatto delle domande e vorrei risposte semplici. Lei mi ha detto che non ti avrebbe più cercato, vorrei sapere da te cosa vi siete detti per concludere la storia, sei stato tu?, è stata lei?
    Lui: non te ne voglio parlare, finiscila e basta, così non fai altro che buttarmi verso di lei
    IO: Non voglio relazionarmi con te nell’ambiguità, basta rispondere alle domande che ti ho fatto, se non mi rispondi, lo dico alla zia.
    Lui: non te lo permettere…ecc.ecc.
    IO: non ci sarebbe bisogno di discutere tanto se la storia è finita.
    Lui: mi ha mandato un sms qui in montagna per sapere se sto bene
    IO: e che altro?
    Lui: sono cose personali che voglio tenere per me.
    IO: bene, proteggiti pure e proteggi lei, lo dirò alla zia. Mi dici di badare ai tuoi comportamenti? Mi hai già tradito altre volte e non me ne sono accorta e questa volta non te la lascio passare soprattutto se pensi ad una ricongiunzione e poi ho chiuso.
    Mi manda questo sms: Se ci tieni a me non comportarti così. La strada della riconciliazione non può essere questa. Avrò d’ora in poispendo il telefono. segue

  • 180
    albanascente -

    Gli rispondo con sms: “Se ci tengo a te? Se ci tieni me? Ci tengo a chi non mi pone ricatti di questo tipo e non è nè ambiguo nè prepotente, e ancora disonesto a dire che così facendo ti spingo altrove.
    Devo badare ai tuoi comportamenti? Ok, ecco: rispondi a domande evadendole e opponendone altre accusatorie, mi racconti balle e tuteli altre donne aggredendomi invece di tranquillizzarmi con la sincerità,poi chiudi il telefono: il solito prepotente, non si costruisce nulla, come sempre.”
    Che miseria!!!!!!! farei meglio a prepararmi per il mio prossimo esame. E al diavolo!

  • 181
    Aura -

    Cara Alba, leggo ora del tuo ultimo scambio con tuo marito.
    Allora, sarò spero semplice e diretta. Quando tu dici: ti ho fatto domande semplici e vorrei risposte semplici, hai ragione ed è il modo giusto. Dunque ora posso solo dirti che cosa farei io. Io l’ambiguità (pefettamente dimostrata da tuo marito in questo colloquio) non la sopporto. E sai come ragionerei? Ok, non mi dai risposte? Sei ambiguo? La risposta me la do da sola (d’altra parte mi ci costringi tu…): tu stai con quella donna. Non mi interessa (più) il grado raggiunto nel rapporto. Sono cose sue “personali” di cui non vuole parlare? Bene. Per me tu hai un’altra relazione con un’altra donna. Non voglio sapere altro. Non informo la zia (sono cose loro: facciano come gli pare). Non voglio sapere nulla e la cosa finisce qui. Mi farei gli affari miei, cara Alba. Uscirei, studierei, vedrei amici. Dove sei stata? Magari chiederebbe lui. Be’, risponderei io, che guarda caso vado di fretta, sono cose personali, la cosa non ti riguarda, ciao ciao… Ma bada bene, Alba, per me non ci sarebbe più ritorno. Non farei dispetti. Mi farei (se non voglio chiedere la separazione in questa fase, perché ho bisogno di un po’ di tranquillità e non mi va di casini adesso, per esempio) semplicemente la mia vita. Ma alla grande.
    Un abbraccio e a rileggerti presto. 🙂

    PS: ah, e per un periodo, non dire precisamente nemmeno ai tuoi figli di dove vai (sii vaga, oppure spiegane la ragione), perché di sicuro tuo marito li usa per avere informazioni sui tuoi movimenti, spostamenti, frequentazioni, svaghi, piaceri… ecc. E, ovviamente, NON CHIEDERE LORO di tuo marito: la risposta te la sei già data. E’ ambiguo, perciò a te risulta che abbia un’altra donna, fa la sua vita e fine (a proposito: comodo eh? dire, da una parte voglio ricominciare con te, dall’altra tenersi un’altra donna e comunque non spiegare le modalità di – tutta presunta – chiusura del rapporto con lei, che così a te non può risultare chiuso… Ed è lui, proprio lui, che te lo fa risultare così: perché vuole continuare a farsi i cavoli suoi, per me di sicuro).
    Per i tuoi impegni sii vaga… Di’ (ai tuoi figli se te lo chiedono, a lui nada de nada, silenzio di tomba): oh, esco a fare un giro… 🙂

  • 182
    Aura -

    Ah, e questa, cara Alba, stampatela in testa o alla stampante:

    “Lui: non te ne voglio parlare, finiscila e basta, così non fai altro che buttarmi verso di lei”.

    Fa veramente ridere questa. 🙂

    NON FAI ALTRO CHE BUTTARMI VERSO DI LEI?

    Ma vai bello, vai, buttati. Tanto ce l’hai già in testa… Io non ti trattengo, penserei.

  • 183
    albanascente -

    carissime, aura hai fiuto,
    da due giorni sto malissimo ma stasera mi sono tolta definitivamente il mio peso.
    Viola dice che sono una tigre ma io di fronte alla sua malvagità e sfrontatezza nel dire bugie mi sento inerme, mi sento demolita talmente è franco nel dirle e aggredire.
    Dal traffico telefonico ho rilevato che ha speso 110 Euro in meno di un mese unicamente per 5 numeri telefonici che si riferiscono sicuramente a tre persone: 440 sms in meno di un mese, la colf e una moldava di sicuro perchè durante il mese di agosto ha telefonato pure in moldavia.
    Dopo aver chiuso le tefonate con me ieri ci sono una decina di telefonate e altrettanti sms agli stessi numeri.
    A cena ho messo al corrente mio figlio che ci saranno dei cambiamenti nella nostra famiglia dovuti ad un’idea di ricongiunzione che non è supportata dai fatti di cui sopra.
    Mio figlio mi ha detto: “non devi farti più umiliare, sembra che non faccia più parte di questa famiglia, anch’io cominciavo a pensare e a non capire il suo continuo assentarsi da casa. Ora lo dico a mia sorella, sta facendo i cavoli suoi come quando aveva la ditta e imponeva scelte assurde per la nostra famiglia a vantaggio dei suoi nipoti e suo fratello e pretendeva che dicessimo che erano giuste, e adesso con tutti questi traffici non è affidabile se ha perso la testa ecc. ecc. A questo punto ce ne andiamo tutt’e due, ci facciamo liquidare e poi che lui faccia la vita che vuole, ha perso la testa, non fa così nemmeno un adolescente, comunque questi sono cavoli suoi dopo che avremo chiarito che noi non vogliamo starci in questa situazione. E non mandiamolo via lui perchè forse è quello che gli fa più comodo”
    E’ stato uno sfogo, probabilmente domani la penserà ad un altro modo.
    Ora io mi sento sicura di ignorarlo e di farcela con l’indifferenza.
    Ho pensato di andare in gita domenica e non partecipare al pranzo familiare con la famiglia riunita con lui che ritorna.
    Probabilmente se non sono a casa io anche i figli non ci stanno, comunque vedrò.
    A prestissimo. Un grande abbraccio.

  • 184
    albanascente -

    rossana,
    dove sei? tutto bene?
    Un caro saluto

  • 185
    Aura -

    Cara Alba,
    non mi stupisco del, diciamo così, “traffico telefonico” di tuo marito… Vedo che anche tuo figlio ha accumulato amarezze per scelte, modi di fare, che riguardano anche appunto i figli, la famiglia nell’insieme, oltre che la tua persona. Sono davvero contenta che hai dei figli che dimostrano di comprendere perfettamente la situazione e sono solidali con te. Immagino quindi che prenderete una decisione anche “corale” (tu e i tuoi figli, escluso tuo marito), mi sembrerebbe anche giusto. I ragionamenti di tuo figlio non fanno una piega. Lui dice: nostro padre si sta facendo la sua vita, e noi ci faremo la nostra.
    Quanto allo stare a casa al suo rientro: io non mi farei proprio trovare, e così i figli. Anzi, gli farei capire (sapere) che dovrebbe sloggiare nella sua 2a abitazione. 🙂
    Poi va be’, vedrete voi. 🙂

  • 186
    Aura -

    Questa frase, ancora ci penso…

    “Lui: non te ne voglio parlare, finiscila e basta, così non fai altro che buttarmi verso di lei”.

    NON FAI ALTRO CHE BUTTARMI VERSO DI LEI?

    Forse tuo marito non ha capito una cosa… E’ LUI CHE STA RISCHIANDO DI PERDERE TE…

  • 187
    albanascente -

    cara aura,
    oggi ho incontrato mia figlia e ne abbiamo parlato. Lei mi dice:
    “ma scusa, tu lo sapevi, vi eravate messi d’accordo sulla libertà di ognuno dei due? Mamma ormai non lo acchiappi più, è perso, io non ne voglio più sapere niente, aveva bisogno di rilassarsi, per cosa credi che sia andato in montagna se non per rasserenarsi, mamma saranno solo sms senza storia, si divertiranno a inviarseli, lascia perdere, cos’hai fatto? hai spiato? ma come domenica non sei a casa? comunque lo dovrai vedere prima o poi, eh… lui si sta facendo la sua vita, ha preso una botta, lascialo stare, ecc. ecc, tu col tuo volergli parlare, anche prima, non capisci che lui non è uno che ci sta a parlare?
    Le dico: senti, ognuno dei due, io credo, sta lavorando per la propria felicità; che logica è quella della ricongiunzion nella libertà? Io ho accettato perchè questa frase vuol dire libertà di movimento ma soprattutto di riflessione ognuno per conto proprio per vedere di accogliere, se possibile, le richieste dell’altro, valorizzarle e lui invece parla ad una maniera ed agisce in un’altra. Non ha fatto una telefonata ai figli, alla moglie ha chiuso per sempre il telefono; non giudico la strada che ha preso, faccia pure, quello che ho voluto sapere era mirato al non continuare ad essere presa in giro, dal momento che i comportamenti sono quelli che sono sicocme aggredisce verbalmente ad ogni richiesta semplice di essere chiaro, non mi va di farmi fregare da lui che se la spassa con 3 o 4 donne; ma per te non conta che tua madre non voglia essere ingannata di nuovo? cosa è questo “lascialo stare”, certo che lo lascio stare, non voglio nemmeno che mi tocchi, voglio soltanto che non mi prenda in giro, ecc. ecc. e voglio anche dire che non sono stata in questi anni nè vanesia, nè permalosa, percepivo ben oltre che qualcosa non andava e voglio vedere fino in fondo con che uomo ho vissuto; non c’entra il tuo sentimento per lui, devi continuare a volergli bene, questa faccenda la sbrigo io con lui, questa volta stai fuori, per il momento non ho intenzione di separarmi, forse se ne andrà lui, io ho delle cose insieme a lui che voglio continuare a mantenere, se ci riesco e altre che voglio separare definitivamente e devo farcela a trovare un modus vivendi che non sia in contraddizione con il mio benessere ma che ora non riesco ad immaginare. Voglio, io sì, veramente tranquillizzarmi per adesso girandogli tranquillamente alla larga.
    Un abbraccio.

  • 188
    rossana -

    Cara Alba,
    seguo sempre ma non scrivo quando non ho le idee chiare oppure non ho niente da dire, in quanto percepisco una situazione in evoluzione.

    sul passato non ci si può fare più niente. di certo non tutto è stato come avresti voluto e “vedi” ora atteggiamenti di tuo marito che mai avresti immaginato, ma di certo non tutto è da buttare alle ortiche. ti invito a mantenere equilibrio, soprattutto per te, nel considerare gli anni vissuti insieme. voglio dire: salva il salvabile, perchè niente è perfetto a questo mondo e in quel rapporto hai vissuto finora gran parte della tua vita.

    per il presente, mi pare di aver già scritto che, a mio avviso e in base a quanto hai descritto, mi sembra che siete entrambi giunti al punto di non ritorno, forse tuo marito anche più di te, per opposte e apparentemente inconciliabili ragioni. se fino a qualche tempo fa si poteva definire la rottura come incompatibilità di caratteri, adesso mi sembra che sia in atto da parte di lui un deciso allontanamento, da prevedersi in quanto non mi sembra il tipo che si piega. un uomo lo puoi anche piegare con il sesso a trent’anni, non di certo a sessanta!

    per il futuro, non posso che dirti come sono fatta io (non che ne vada fiera, semplicemente so come sono e di conseguenza come reagirei in una circostanza come la tua). io sono per il tutto o niente, non nel senso di ottenere tutto ma nel senso di mettere tutta me stessa in quello in cui credo e nel ritrarmi completamente (per quanto emotivamente possibile) quando la situazione non è più soddisfacente per me. però non ho il tuo vissuto alle spalle, nè il tuo carattere, per cui non saprei nè vorrei consigliarti in merito.

    di certo ti attendono cambiamenti non facili alla nostra età, e non solo nel rapporto con tuo marito. affrontali come meglio sai e puoi, evitando di intrometterti nei rapporti che tuo marito intrattiene con altre donne ma limitandoti a definire al meglio il tuo rapporto con lui.

    un abbraccio

  • 189
    viola -

    Ciao Alba, oggi sono un po’ giù di corda forse perchè non sto tanto bene e le cose tra i miei vanno sempre peggio ( se pure sembra impossibile!) mia madre a differenza di te “pretende” di essere aiutata, ma io non ce la faccio, sono stanca.. so solo che vedere queste persone ( tuo marito, mio padre e potrei continuare..) che dopo anni di vita insieme si comportano così mi deprime ..troppo.. per avere qualsiasi pensiero. Mi mancano le forze anche solo per pensare. Vi leggo. Siete lucide, forti. Io sempre più stanca.. mi domando se accadrà anche a me? Dovrei fare come Rossana, vivere qui ed ora, ma non ci riesco..tanta sofferenza intorno mi fa pensare..mi fa intristire.. Allora nella vita siamo soli sempre e comunque? Scusatemi, ma mi viene troppa tristezza. Vi abbraccio.

  • 190
    albanascente -

    carissime,
    ho bisogno del vostro parere.
    I miei figli capiscono ma nello stesso tempo dicono che non c’è nulla da fare, è meglio lasciarlo stare. Io rispondo: non voglio farlo rinsavire però mi sembra così falso, almeno da parte mia mantenere tutto in ordine e niente a posto domani al pranzo familiare. Io non faccio la bella statuina domenica. Come credete che mi possa sentire? Devo fingere? Cosa mi state chiedendo?
    Ragazze, i miei figli soffrono ma cercano di stare tranquilli, vogliono che la vita scorra come sempre, non prendono posizione.
    Io ho pensato di andare via da una mia amica che ha un appartamentino a disposizione, a 110 km da casa mia, ho pensato di chiederglielo per tre mesi. Un tempo ragionevole per distaccarmi da tutto, vado in una città nuova per me, studio, faccio l’esame e mi misuro ad un’altra maniera. Ovviamente pagherei con il nostro conto corrente comune che lui considera solo suo perchè vi deposita i suoi soldi ma essendo intestato anche a me…..sono stufa di fare la stupida onesta.
    Questa casa è ora diversa per me, la famiglia che volevo mantenere unita non la è più, è inutile che io mi sacrifichi per l’ipocrisia.
    Ai miei figli piace riunirsi la domenica ma dal lunedì alla domenica successiva io sarei costretta a convivere con sentimenti negativi addosso che ho da troppo tempo e non voglio fossilizzarmi.
    Ho pensato che se fossi malata mia mamma troverebbe un’altra soluzione per le sue paranoie, quindi…….c’è mia sorella.
    Cosa ne dite? Sarà opportuno che dica dove vado e per quanto tempo?
    Vi abbraccio e vi ringrazio di cuore.

  • 191
    rossana -

    Viola,
    mi dispiace per il brutto momento di sconforto. domani andrà meglio, vedrai…

    non mi sembra giusto che tua madre “pretenda” il tuo aiuto. puoi darglielo come e quando vuoi, come ogni figlio dovrebbe fare, ma NESSUNO lo può esigere. ognuno dev’essere in grado di farsi, più o meno bene, la propria vita. si può aver bisogno di essere “aiutati” in qualsiasi modo solo occasionalmente…

    non farti risucchiare dai bisogni di tua madre: non sei tu a doverli nè poterli soddisfare in tutto e per tutto. a te competono solo i doveri di figlia. mi sorprende che tua madre si aggrappi a te rosicchiando in modo permanente parte della tua vita. comprendo la debolezza (sono stata molto debole anch’io) ma, in tal caso, meglio rivolgersi a un professionista che gravare su un figlio…

    scusami se sono troppo diretta: o taccio o non posso fare a meno di esprimere quello che penso. e spero che da questa tua mail anche Alba possa trarre qualche suggerimento indiretto…

    sì, per me la realtà nuda e cruda è che siamo sempre soli a questo mondo. a tratti possiamo avere l’illusione di non esserlo ma è solo la magia di un momento (che può anche durare a lungo). possono bastare poche insignificanti difficoltà di vario genere a far crollare quelli che altro non sono che castelli di carta…

    contare su se stessi e amarsi (se si riesce – a me ancora non riesce più di tanto) e cercare la gioia nelle piccole cose gratuite, come un fiore o la bellezza di un tramonto, che nessuno ci può togliere…

    un abbraccio

  • 192
    Aura -

    Ciao Rossana 🙂
    e ciao Viola… Mi dispiace davvero leggere di come ti senti. Secondo me vivere nel qui e ora come dice Rossana è giusto: è un modo sano, e che forse si ottiene, paradossalmente, più in là con gli anni (se sono serviti a qualcosa e si mette a frutto l’esperienza passata…), che quando si è giovani. Dico paradossalmente perché quello spirito di vivere le cose in realtà per me è veramente GIOVANE dentro, e non “più in là con gli anni”, come si tenderebbe a pensare: per la serie è finita, mi siedo, e non c’è più niente da vivere. Ricorda però, cara Viola (e ti mando un forte abbraccio) che il qui e ora ti dice sempre qualcosa: a volte purtroppo anche in senso negativo. E serve saperlo. Ascoltarsi. Se tu, nel qui e ora, ti senti triste, poco bene, significa qualcosa, e dovresti ascoltarlo, ma proprio per porvi rimedio. Scusami se mi permetto di darti consigli, ma non me la sento di non dirti niente… E ovvio che farai come credi. Io ti sento molto stanca anche per via di tua madre, e ti propongo: cosa ne penseresti, in questo momento, qui e ora appunto, di staccare un po’ mentalmente, emotivamente, dai suoi problemi? Insomma, basta. Adesso hai bisogno di riprendere le forze: stacca un po’ dai problemi dei tuoi genitori. E’ tutta la vita che vanno avanti così: tu cerca di distaccartene un po’. E poi diciamolo: non sarai tu a risolvere i loro problemi, li aiuti invece a restare come sempre. E’ la loro vita, sono le loro scelte. Non è la tua vita. Se tua madre ti coinvolge così tanto, sapendo tutti i problemi che hai in questo momento, sbaglia, cara Viola, e tu ti devi proteggere.
    Molti genitori si appoggiano troppo sui figli, ma ricordati che sono i figli a consentirlo: dopo è difficile interrompere un circolo vizioso. Esattamente come tra moglie e marito. Interrompi un pochino questo circolo vizioso: sbotta, fai qualcosa, di’ che vuoi essere lasciata un po’ in pace, che stai male e che hai bisogno di pensare a risolvere cose tue. Che loro si risolvano le loro, se vogliono, e se non vogliono amen, tu adesso non ce la fai. Spero tanto che mi ascolterai, almeno un poco, non perché io pensi di avere ragione, non me ne importa nulla: ma perché vedo che non stai bene ora Viola. Tua madre lo vede? Se non lo vede, non gliene fare una colpa: sta troppo male per accorgersene probabilmente, ma tu devi mettere un limite. Devi essere ASSERTIVA: lo devi dire, Viola, so che è dura, ma lo devi dire. ORA NON CE LA FACCIO, MAMMA. Punto.

  • 193
    rossana -

    Sete (dedicato a Viola, in quanto da lei indirettamente suggerito)

    Mia madre, il mio idolo silente e assente, accettò finalmente di portarmi con sé alla ricerca di funghi sul monte quando avevo più o meno sei anni.
    Si partiva da casa che era ancora buio e si giungeva alle “rocchette” dopo circa un’ora di arrampicata: modificava appena il suo passo, per permettermi di seguirla, in silenzio.
    Non ero brava nell’esame minuzioso di foglie secche e ciuffi di ginepro, da scostare delicatamente con il bastoncino… scivolavo facilmente sulle spianate friabili… incespicavo spesso sui sassi…
    Giunte a destinazione, finiva quasi subito che venissi invitata a sedere e ad attendere che mia madre perlustrasse la zona all’intorno, evitando così di calpestare qualche piccolo porcino dalla testolina bruna… cosa che succedeva anche quando lei aveva tutte le intenzioni di farmelo trovare…
    Con il penetrare del sole fra i rami aumentava l’arsura della mia gola, già provata dalla fatica di salire a passo spedito. Il cane si fermava con me, per non so quale alchimia tra noi, e leccava qua e là le gocce d’acqua lasciate sulle foglie più grandi da qualche acquazzone di fine estate. Imitarlo per calmare la mia sete fu un gesto istintivo e immediato. Grazie a lui, stavo meglio anch’io, lieta della mia autonomia, in attesa di cominciare a scendere…

    La fatica dei campi, invece, risale a prima che io sia in grado di identificare, nel ricordo, l’età che avevo nel momento in cui è iniziata. Si doveva rivoltare, sotto il sole cocente, l’erba tagliata affinchè diventasse fieno, e dovevo farlo anch’io, con il mio bastone, come meglio mi riusciva. La distesa del più piccolo dei nostri appezzamenti di terreno appariva enorme ai miei occhi di bimba…
    Accadeva, ovviamente, che mi stancassi quasi subito e che cominciassi a chiedere di essere esentata dal proseguire. Cosa che mi veniva concessa senza troppa difficoltà: mia madre non si accaniva contro di me, credo volesse semplicemente insegnarmi fin da subito, a modo suo, qual’era il mio posto nel mondo…
    Cercavo allora un angolino all’ombra di un albero o di una siepe, dove sedere in attesa che il suo lavoro fosse terminato e si tornasse a casa.
    Una volta accadde che fossi vinta dalla sete e che prendessi in considerazione l’idea di bere un sorso dell’acqua torbida che scorreva nella bealera che fiancheggiava il prato. Stesi la mano a cucchiaio e bevvi.

    continua…

  • 194
    rossana -

    continua da “Sete”

    Subito dopo sopraggiunse nel bel mezzo del corso d’acqua una serpe morta, in parziale decomposizione. Non vomitai: imparai soltanto a non essere mai più tanto imprudente.

    Adesso che la mia vita volge al termine, che la strada è tutta in discesa, ripenso a volte alle fonti di acqua pura che ho conosciuto nell’infanzia, ammirandone estasiata lo zampillo incessante salire alla superfice dalle viscere della terra.
    Ho ancora sete? Sì, sempre. Sete d’amore e d’attenzione. Sete di essere accolta e accettata. Sete di qualcuno che dialoghi anche a parole con la parte più intima di me. L’acqua che ho potuto bere finora non è stata mai del tutto cristallina, anche se priva di serpi.
    Ora mi posso in parte dissetare alla tua fonte, forse mi potrei anche saziare una volta per tutte, se soltanto tu lo volessi. Ma forse non vuoi, forse continui ancora in cuor tuo a offrire il tuo refrigerio a un’altra donna, più giovane, più alta e più affascinante di me, nel ricordo…
    Dura, come sempre, l’esistenza. Parziale e incompleta, come sempre, la possibilità di realizzare appieno un desiderio. Immenso e lontano, come sempre, l’infinito…

    chiedo scusa ad Alba per l’intermezzo…
    buon fine settimana a tutte/i!

  • 195
    rossana -

    Cara Alba,
    sono d’accordo con te: non può, nemmeno per i tuoi figli, che sono grandi, essere tutto in ordine e niente a posto, come sintetizzi tu.

    mi sembra comprensibile che non prendano posizione e che, egoisticamente, come quasi tutti i figli, vogliano continuare a vedere (o meglio a immaginare) la famiglia più unita di quanto nei fatti non sia più ma non mi sembra nè giusto nè logico continuare a dar loro questa illusione.

    non mi sembra niente male la tua idea di trasferirti per qualche tempo nell’appartamentino della tua amica. ti suggerirei di iniziare con un mese, lasciando aperta, se puoi, la possibilità di prolungare il soggiorno.

    non che sia la mossa migliore, in quanto rimuove e non risolve il problema sulla relazione di coppia. dovrebbe essere tuo marito, su tua richiesta, a trasferirsi nella casa libera…

    tuttavia, non la vede male perchè ti dà modo di sperimentare su di te l’effetto di una separazione e ti può anche consentire maggior calma per esaminare meglio e più a fondo il reale obiettivo che vuoi raggiungere…

    parere personale: niente di più!

  • 196
    albanascente -

    viola,
    io mi sono portata dentro per anni e anni una dipendenza affettiva da mia madre: diceva che aveva un problema (qualsiasi tipo di problema, un problema comunque) e che se invece il problema avesse assunto questa o questa’altra modifica lei sarebbe stata contenta. Era un tormento, l’unica cosa per me era risolvere il problema come voleva lei; però non era finita perchè lei non si assumeva la responsabilità di avere chiesto la soluzione in quel modo, me la dovevo prendere io; per lei la responsabilità delle scelte era un fatto impossibile, doveva sempre giustificarlo con una richiesta fatta da altri e che a lei andava bene ma che non aveva chiesto nulla.
    Non so se sono riuscita a spiegarmi. Per due giorni sembrava tutto a posto poi appariva un altro problema, altrettanto grosso; a distanza di anni e osservandola bene ora che fa altrettanto con le sue paure di malattia nonostante sia SANISSIMA sotto tutti i punti di vista, mi rendo conto quante volte io non sono riuscita a rendermi indifferente alle sue richieste, sotto sotto per me era meno faticoso assecondarla che subire le sue ire di figlia ingrata, questo proprio non lo potevo accettare e la subivo.
    In fondo allora, è vero, siamo sempre noi a scegliere inconsapevolmente il comportamento che ci fa stare meno male ma è una trappola micidiale. Bisogna farcela ad essere distaccati enotivamente altrimenti è un gioco senza fine, è un gioco al massacro che non può che peggiorare.
    In fondo tua mamma senza rendersene conto sceglie di stare nella situazione che le costa meno emotivamente e per poterla accettare si sfoga su tuo padre che avrà certamente delle colpe ma è un circolo vizioso che non fa che mantenerla nel suo stato.
    Quindi pensa a questo, che è lei che senza saperlo non vuole rompere, è ciò che può sopportare mentre non riuscirebbe a sopportare una separazione.
    Quando io ho capito questo di me mi sono sentita più responsabile e anche più libera nei suoi confronti; dovrebbero andare dallo psicologo ma credo sia troppo tardi.
    Noi possiamo sentirci un peso minore se pensiamo che stanno lì così perchè in fondo scelgono il male minore. Dobbiamo soltanto chiudere questa porta di eccessiva sensibilità per poter essere serena con tua figlia. Quando vieni a casa tua devi chiudere la porta anche dentro di te. Io ho dovuto fare così per poter respirare per conto mio.

    Un grande abbraccio.

  • 197
    albanascente -

    rossana, aura,
    grazie per i vostri commenti che inquadrano meglio la mia situazione partendo dalle vostre priorità con cui mi confronto.
    Penso proprio di partire, comunque vi terrò aggiornate. IO ho veramente bisogno di rasserenarmi. Non vorrei incontrarlo, mi sembra sporco, ci rimetteremmo a litigare e io non ne ho proprio voglia perchè non mi interessa più farmi capire, proprio più.
    Aspetto la telefonata della mia amica, sto preparando un poco di roba, il pc, vedo con sollievo questo trasferimento. Spero bene.
    I miei figli invece vorrebbero che rimanessi per decidere. No, non sono serena, gli vomiterei addosso tutta la sua malvagità, non voglio farmi ancora del male.
    Come? Io dovrei restare e a lui nessuno ha detto che non era il caso di ripartire? anzi, mia figlia gli ha detto che faceva bene perchè avevamo toni troppi accesi. Non era quello il punto, lui non c’era con la testa ed era troppo preso dai suoi traffici, ma non si può parlare con i figli di queste sensazioni………
    Andrei in una bella cittadina, in pieno centro, dietro il duomo, posizione centralissima, città nuova da scoprire, amici con cui parlo come con voi, gente umana, contesto nuovo: questo mi rigenera……
    Sarei autonoma come abitazione, cosa c’è di meglio? e vicino ad amici.
    Per la prima volta nella vita ci sono solo io distante da tutti i legami più o meno costrittivi ed affettivi della mia vita.
    Penso di pagare con il conto comune dove tiene dei soldi suoi, mi pare giusto, no?
    Aspetto una vostra opinione.

  • 198
    albanascente -

    rossana,
    com’è tenero, leggero, piacevole il tuo racconto, scritto benissimo. E’ un lungo sorso di acqua fresca e pura. Avrò modo di ritornarci per rileggerlo e ponderare sul contenuto. Per ora l’ho letto tutto d’un fiato per la sua scorrevolezza, sento che dice qualcosa di molto molto profondo e a me piacciono molto le letture su diversi piani. Purtroppo non sono in uno stato di serenità e ritorno continuamente sulla mia situazione.
    Direte che sono molto volubile, è vero; sono passata dall’occuparmi principalmente dei problemi altrui ad occuparmi di me in una situazione tumultuosa, mi infiammo e poi mi calmo, quindi i miei pensieri spesso sono contrastanti.
    Ho deciso di rimandare per qualche giorno la partenza. Ho sentito il bisogno di vedere come si sarebbe rivolto a me al suo ritorno.
    Quando rientro, alle 22,30, mi viene incontro con fare incerto, si avvicina, mi dice “come sei lucente, da dove vieni?”, non rispondo, cerca di abbracciarmi, gli chiedo sorridendo se sta bene, se è stato bene, mi risponde di sì, mi dice di avermi detto che aveva chiuso il telefono perchè gli avevo detto che era un prepotente ma che poi non l’aveva chiuso, gli dico che io non ci sono più, vuole avvicinarsi di nuovo con fare incerto, mi dice che la storia non è mai incominciata, gli dico molto tranquillamente che vado a letto e me ne vado.
    Mia figlia oggi non viene a casa, è distrutta, va al mare con un’amica, mi fa piacere.
    Io vado in un paese vicino dove si tengono una serie di conferenze sui giovani con relatori famosi. Se mi va ritorno, se non mi va ci resto. Non ho fatto la spesa ieri, non muoiono di fame con tortelli e cappelletti in freezer, pesce, ecc.
    La cucina è in disordine, ieri dopo le pulizie che faccio sempre con mio figlio (devo dire che in questo campo è responsabile, pure a fare da mangiare) sono andata alle conferenze con mia cugina fino a tarda sera e non ho voglia di occuparmene.
    Voglio proprio muovermi con la massima indifferenza, il mio problema è essere CALMA prima che indifferente.
    Eh, la musica è cambiata.
    Un abbraccio.

  • 199
    rossana -

    Alba,
    tuo marito è persona sincera? normalmente, intendo.

    il fatto che ripeta che “la storia non è mai cominciata” mi fa sospettare che, come molti altri uomini, consideri nulle le parole e le azioni rivolte a una donna solo per averne la disponibilità al sesso.

    spesso per i maschi, specie se di una certa età, è logico e naturale “prendere in giro” una donna, dandole le moine e le smancerie che sanno essere utili a raggiungere il loro scopo…

    atteggiamento deprecabile ma purtroppo ancora parecchio frequente, che non li colpevolizza affatto e che, nel loro modo di sentire, non dovrebbe offendere più di tanto la donna che affermano di amare…

  • 200
    albanascente -

    ciao rossana,
    mi piace questa distinzione che aiuta a capire come possano esserci diversi modi di considerare i fatti senza doversi incancrenire ognuno sulle proprie valutazioni e non capire le differenze, perchè le differenze ci sono.
    Mio marito è sempre stato un uomo opportunista, per niente sincero, a seconda dello scopo che doveva ottenere non si preoccupava se ieri aveva detto di sì e oggi di no, nemmeno si preoccupava di giustificare di aver considerato meglio per cui…..no, c’era una sua giustificazione per tutto.
    Penso che possa essere come dici tu, però io faccio fatica ad accettare che un mio sorriso ad un uomo diventa un sospetto lacerante per lui e una serie di contatti adeloscenziali di questo tipo debba giustificarmela come una storia mai iniziata. Che male ci sarebbe a dire che aveva voglia di sentirsi adulato, è una voglia umana, io certo non lo adulavo. Il fatto grave è che mantiene assiduamente contatti anche con altra/e donne tra cui la moldava che trovava al lago (questi sono pensieri miei) con la quale può avere trascorso qualche giorno in albergo (ci sono documenti che rispondono ad una richiesta di prenotazione) prima che partisse per la Moldavia.
    Ecco perchè ogni settimana era al lago, non certo per una zia ultraottantenne.
    Queste sono le prove più o meno che si aggiungono all’umiliazione del primo tradimento e ai successivi 6 mesi di distacco e menefreghismo totale nei miei confronti e di ribaltamento totale della situazione a favore dei vuoi in cui l’ho messo per i maltrattamenti.
    Ora parla di ricongiunzione. Comincia a farmi schifo tutta la faccenda, se vesse un comportamento di un certo tipo potrei ancora valutare ciò che mi conviene. Ma così capisco che vuole mantenersi l’ordine in casa e cavarsela con poco con me come ha sempre fatto. VORREI restare indifferente e calma, farmi la mia vita, il fatto è che lui si fa proprio la sua. Passerò ancora qualche giorno così, poi quando la mia amica mi dà l’ok (è FUORI CASa fino a martedì) penso proprio di partire. cosa mi aspetto? da lui niente, mi aspetto di fare chiarezza dentro di me, di raggiungere una serenità per una separazione. Non farò più passi per una ricongiunzione. Non mi presterò più. La fatica se vuole può provare a farla lui, io ho dato fondo a tutte le mie energie mentre lui ha continuato. Mia figlia piange ed è esaurita a causa di tutto ciò però le ho detto che io non posso mantenere il teatrino, riusciremo a saltarci fuori anche se in modo diverso.

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