La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia
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Solo per un saluto a voi tutti! 🙂
Sonia, ciao !!!
Vorrei tanto scriverti e parlarti ma oggi ho l’ inferno catapultato dentro il mio ufficio.
Ho letto te, ho letto Luna e vorrei raccontarti un po’ di me…
Domani ti scrivo !
Un bacione grande 🙂
P.S. Luna sei una grandissima.
Luna ti leggo e piango..si perche’ anch’io ti voglio bene, nonostante non ti conosca..a te come ad Anna( di cui domani aspetto la risposta:-)))..per questo sono qui da voi..forse un po’ dure le tue parole..ma quelle he mi merito..credo..forse quello che dovevo sentirmi dire..so di aver spostato il baricentro fuori di me, so di pensare a cio’ che meglio per lui e forse non per me..
Ma non risco, credimi, a fare diversamente..
E probabilmente appena starà meglio, un bel grazie e mi saluterà mentre se ne va con la biondana di turno..che prenderà il meglio..
Probabilmente andrà cosi’..magari lui adesso mi cerca solo per egoismo, perchè ha trovato cmq una spalla..e anche se magari adesso ha capito che per me è molto di piu’, neanche se ne frega piu’ di tanto..perche’ quando uno sta cosi’ tende a pensare solo a se stesso..
Pero’ che dovrei fare, certo non cambiare gruppo, e adesso neanche ignorarlo o lsciarlo solo..non credi??
Anche stamttina ero a lavoro..mi manda il buongiorno con un sms..
si fa piacere , ma non vuol dire che s’innamorera’ di me, non vuol dire che gli interesso..io lo so..e neanche gli sono accanto con secondi fini..
mi chiedi “ma perché ti sottoponi a una tortura giapponese relegandoti al ruolo di amica con qualcuno che ti interessa?”..
IO QUESTO NON LO SO..
Perche ‘ non riesco a stargli lontana??
Perche’ in fondo in fondo spero che anche in lui ci sia un altro interesse???
Perche’ non voglio lasciarlo solo adesso???
Non lo so..DIMMI, TI ASCOLTO..
SONIA: ma figurati se io penso che TU ti meriti delle parole dure, tu ti meriti carezze non parole dure, come tutti noi.
Sono stata ruvida, però, è vero. Ma quando dicevo che ti vedo andare con il grembiule dal forno al tavolo io provavo tenerezza, protezione.
Con il tono che ho usato (se ti ha fatto male mi dispiace tanto) volevo veicolare il messaggio: meriti di più, di più delle briciole, di più dei mille perché che ad un certo punto rischiano di girarti nella capoccia a circolo chiuso, più del chiedere scusa se dai un bacio, più del domandarti perché uno non ti fila, o non capisci se ti fila o no…
Tu meriti di più, meriti di stare bene, di guardarti allo specchio la mattina e mandarti un bacio.
Questo in generale. Sempre. Indipendentemente da chi sia dall’altra parte.
E perché ho un tono veemente? Be’, ovvio, perché so cosa vuol dire spostare il baricentro, ah se lo so… l’ho spostato molto peggio di te in vita mia. E se fosse arrivato qualcuno a dirmi che lo stavo spostando io avrei detto “Sì, ok” ma poi mi sarei sentita in colpa se non lo spostavo abbastanza. E evitiamo anzi i tempi condizionali, perché è successo. Un discorso sul baricentro per me era ostrogoto. Sei milioni di chilometri più avanti di me.
Ora, vedi, io non sto dicendo che lui sia una brutta persona, chi lo conosce? Non posso certo sapere cosa gli passa per la capoccia.
E il perché fai una cosa o un’altra io non lo posso sapere, ciascuno ha il suo perché, e se si ascolta di solito anche lo sente.
E uno può anche dire: mi sta bene così.
Io dicevo un’altra cosa, dicevo: mi pare che tu abbia spostato il baricentro. Non importa il perché, importa che sei ha spostato il baricentro, e questo non ti fa stare bene, puoi notare che è spostato e riassestarlo, già un po’. Nota se è così
Mi dici: non ho secondi fini.
Secondi fini non è per forza una cosa brutta, a volte è solo una speranza. Il problema è quanto ci costa quella speranza rispetto al presente.
Mi dici: non posso lasciarlo solo…
certo che puoi. O ridurre un po’ l’ampiezza della disponibilità. Ora, usciamo dal bene e dal male, intendo dire, certo che si può. Non perché si è stronzi, ma perché esiste anche il non poter reggere.
Anche il non poter reggere di stare in regime di ambiguità, e dare più di quello che un’amica darebbe, perché non ci si sente un’amica, o di dare quello che un’amica darebbe, forse, ma non riuscendo a vivere la cosa in armonia con la PROPRIA serenità e i propri bisogni.
Oltre al meccanismo già citato, ce ne sono tanti nell’amicizia… ambigua…
es: il motivo per cui io non posso reggere la sua costante vicinanza o il modo in cui lui mi sta vicino e ciò che mi chiede e ciò che non mi dà è che lui per me non è solo un amico (che può essere un dato di realtà) dunque poiché non è colpa sua se per me non è solo un amico io mica posso piantare uno solo perché, poverino, parla con una che ha secondi fini… quindi, a dimostrazione di correttezza, io gli darò anche più di ciò che darei ad un amico…
non posso mica chiedergli quello che non è in grado di darmi…
Bene, ma perché tu invece devi dare quello che non sei in grado di dargli? E cioè esserci, ma esserci in un modo che è lesivo per te?
Perché in fondo in fondo speri che lui provi interessi per te?
Be’, mi viene in mente una spiegazione abbastanza banale… perché lui ti piace. Perché ti piace lo sai tu, ma direi che se qualcuno ci piace speriamo che lui provi lo stesso per noi.
Il problema non sta tanto in questa cosa, banale, ma in quanto investiamo, come, e come ci rapportiamo con il presente e mettiamo sulla nostra bilancia le nostre sensazioni, i nostri pro e i nostri contro.
Ancora una volta, Sonia, il problema non sta tanto nei perché, e nei suoi soprattutto. Sta in te: cosa vuoi, ora, da quest’uomo e cosa ricevi ora? E riesci a reggere questa ambiguità? Se riesci a reggerla perché in questo momento la tua bilancia dice sì allora bene, sennò il tiro va riaggiustato
Eccomi.
Cara Sonietta, sei dentro al “guaio classico standard”.
Lui ti piace e ha bisogno. Il cocktail perfetto per chi ama dare e darsi agli altri.
Forse hai ragione : nn puoi fare diversamente perche’ tu sei cosi’. Io ti capisco e, al posto tuo, so che nn mi tirerei indietro.
Lo so perche’ mi e’ gia’ capitato e nn sempre e’ stato per grandissimo amore. E’ stato anche perche’ mi sentivo utile e perche’ in fondo speravo che cosi’ sarei stata, magari nn dico amata, ma almeno considerata molto piu’ di altre.
Riconosco la grande stortura mentale e la bassissima autostima che sta dietro a questo modo di comportarsi. Sono anche loro parte di me e me ne rendo conto. Li accetto come miei limiti.
Quello che mi sono imposta negli ultimi anni e’ stato pero’ il “nn contarmela su” e l’ essere onesta verso me stessa.
Pormi un limite alla sofferenza ed allo spingersi oltre il confine del rispetto che, io prima degli altri, mi devo.
Ricordi quel ragazzo che mi era vicino prima che arrivasse il mio AMORE? Ricordi cosa scrivevo di lui e cosa feci quando capii che nn mi poteva dare cio’ che volevo? Nn fu facile ma lo dovevo fare.
Nn dopo una settimana o un mese. Ci ho messo un anno ma alla fine sono stata fiera di me.
Ho aspettato, compreso, accettato ma solo fino ad un certo punto.
Il massacro no.
Nn sono stata li’ ad aspettarlo inerme e proprio da li’ ho tratto la forza per affrontare il fatto che nn ci fosse piu’ perche’ io piu’ nn lo volevo.
Ora questo ragazzo e’ partito per gli States. Mi scrive. Mi ha chiamato prima di partire. So che mi stima e che mi vuole bene ed io so di aver meritato tutto questo.
Nn sarebbero bastati tutto il tempo e le cure del mondo per farlo innamorare come io, al tempo, avrei voluto.
Nn e’ colpa mia, nn e’ colpa sua, nn e’ colpa di nessuno.
Parla chiaro, Sonia, e quando ti sentirai, sii sincera.
Senza paura e senza vergogna.
Sei piu’ forte di quanto credi e la tua forza verra’ fuori proprio quando ti servira’. Ti abbraccio.
ANNA: ciao cara 🙂 tu sei grandissima, come sempre 🙂
Grande stortura mentale…
capisco il senso che dai a queste parole, credo, e capisco l’importanza di dire: accetto i miei limiti.
Sì è importare riconoscere le varie parti di se stessi.
Perché è sapendo chi siamo, risorse e debolezze, possiamo vivere secondo noi stessi, facendoci più bene che male.
E la vera autostima probabilmente è l’obiettiva percezione di sè, obiettiva, non eccessivamente autocritica, non prendendo tutto come una gara o una sfida, non un darsi la pagella. E’ vivere. Accettarsi, riconoscersi, è dire, metaforicamente parlando, anche io se prendo un refolo di vento ho il mal di gola, mi becca subito, quindi devo stare attento dove c’è giro d’aria. Non è detto che sarà sempre così, magari un giorno avrò delle difese immunitarie maggiori e potrò stare anche nel giro d’aria, magari mi è già successo di non prendere un raffreddore in circostanze in cui avrei potuto prenderlo, perché stavo così bene con me, ma veramente, da avere uno scudo naturale.
Il mio esempio deriva dal fatto che davvero per me è così. Io ho la gola delicata, e se non sto attenta so’ cavoli miei, quindi me ne frego se qualcuno mi dice: esageri? Non esagero un tubo. D’altra parte mi è capitato di pigliare freddo, pioggia, vento e di non avere nessun mal di gola, perché in quel momento ero più forte. Da dentro.
La mia macchina perfetta – il mio corpo – funzionava meglio.
Mi è capitato, invece, di avere un sacco di tonsilliti di fila l’anno in cui c’era una situazione che mi pressava, e purtroppo, oggettivamene, non mi potevo spostare. Era l’ultimo esame all’università, con una brutta stronza. Anche se avessi rimandato prima o poi avrei dovuto farlo. A lei stava sulle palle proprio il fatto che, sino a quel momento, io non avessi MAI avuto problemi all’università. Così giocava al gatto col topo.
Avessi potuto l’avrei stroncata in 10 secondi. Non potevo. Potevo solo alzare uno scudo spaziale. Alzare lo scudo spaziale, mentre
lei minava la mia autostima, apposta, in continuazione. Perché c’era, ovviamente, chi le permetteva di farlo. Non io, il sistema. Il sistema che sapeva benissimo che lei era una mina vagante. Tanto che quando altri come me sono arrivati alla laurea con un libretto in cui quel voto era incredibile nel contesto – so che è così – la commissione diceva sempre: ah, ma ecco perché, è lei…
Sì, ma quella lei faceva quel c.... che voleva, con la “vita” degli altri. Ha giocato al gatto con il topo anche con un mio amico, il cui padre stava morendo di cancro. Lì ho capito che era una pazza. Una poveretta. Una che nella vita non doveva avere un bel niente. Ho capito che ero più forte io, di lei, e che avrei pagato proprio per questo. Quella sarebbe stata la mia croce, fino alla liberazione di una firma sul libretto.
E ho capito che la sola cosa che potevo fare era alzare lo scudo, mentre portavo a casa un risultato, di cui, purtroppo, non potevo oggettivamente fare a meno. Alzare quello scudo mi è costato una tonsillite dopo l’altra, con antibiotici, linfonodi come meloni. Mentre studiavo la ventina di libri che quella stronza mi aveva dato. A memoria. Un professore mi aveva detto, mesi prima: lei è un genio. Lei mi diceva: è sicura di non avere un ritardo mentale? Forse dovrebbe farsi vedere.
Mi bruciava la gola, credo, per tutto quello che avrei saputo dirle e non potevo dirle. Se io non avessi avuto autostima lei mi avrebbe uccisa. Se ho incontrato una molestatrice morale doc, nella vita è lei. Quella è stortura mentale, Anna, la sua.
Alla fine le ho chiesto: ora posso sapere perché?
“Lei mi ha preso in giro”, mi ha detto “un giorno ha mostrato interesse per una cosa che avevo detto in aula, le ho portato una fotocopia l’indomani, ma lei non c’era”.
Insomma, la SUA autostima era così inesistente che io, una sconosciuta, non andando a un’ora di lezione, l’avevo fatta sentire una nullità.
Io ne parlo, è vero, ma uscendo da lì mi sono sentita solo libera. Lei? Lei mai.
L’ultimo contatto è avvenuto giorno 10 settembre, una mia email (visto che non mi ha risposto al cell). Le ho scritto quello che pensavo, che lei si è trasformata per cercare di piacere ed assomigliarmi, ha modificato il suo carattere ed il suo modo di essere. Questo l’ha distrutta dall’interno pian piano, in modo irreversibile. La colpa è stata di entrambi, sua perchè si è adagiata su di me e ha vissuto in simbiosi, io perchè non ho capito che tutto ciò era sbagliato. Una persona deve rimanere quella che è, non può cambiare per assomigliare all’altro e quindi avere cose in comune. Infatti all’inizio della nostra storia noi non somigliavamo, poi col tempo le cose sono migliorate, ma solo perchè lei si è avvicinata a me. Tutto ciò è stato sbagliatissimo, infatti appena lasciati (1-2 mesi dopo) lei è tornata ad essere come era prima in tutto e per tutto: sia come amicizie (non impegnative) che esteriormente.
Tutto quello che sto dicendo a voi l’ho detto a lei.
Mi ha risposto con 2 sms (al quale non ho risposto) dove mi ha detto: “ho un nodo alla gola, grazie per avermi capita…” e poi altre cose che non sto a scrivere. Ho compreso finalmente che la nostra storia non era così idilliaca come credevo, era lei che ci aveva fatto illudere, mentendo anche a se stessa. Sapere il motivo della separazione è una cosa liberatoria, ti fa completamente rassegnare e mettere il cuore in pace. Le ho promesso di non farmi più sentire, perchè capisco che per lei è distruttivo…le fa ricordare quella persona che non è. Ha recitato una parte per troppo tempo, adesso tornerà felice, ed io sono contento così…le voglio bene veramente. Adesso ho capito anche io che persona voglio vicino, persona che non assomiglia nemmeno da lontano (caratterialmente) a quella che avevo vicino. Ragazzi ricordiamoci che dietro ogni problema esiste sempre una possibilità. Vi voglio bene.
Ciao Joe S. Sono contenta di sentirti sereno. Sei una persona veramente splendida. Non è da tutti capire, accettare e mettersi il cuore in pace.
Riprendere a vivere lasciando che l’altro viva.
Mettersi alla guida della propria vita e non stare più al balcone, fermo immobile a guardare l’altro che passa per contestare il come il con chi e l’ora ora in cui passa…..
La serenità fa meno male del rancore.
Però, a volte, si è più disposti a farsi del male da soli attraverso l’odio che a farsi del bene attraverso la comprensione, l’accettazione. O la semplice presa di coscienza di una realtà che non si può modoficare anche se è (o sembra) di mer….
Dietro ogni problema esistono milioni di possibilità.
Si tratta di trovare quella che può portarci dentro la realtà dandoci meno dolore.
Ciao Joe. Ciao a tutti.
JOE: rielaborazione costruttiva e comunicazione assertiva 😀
sono molto contenta per te 🙂
per il resto direi che non c’è niente da aggiungere alle tue parole 😀
@ricordiamoci che dietro ogni problema esiste sempre una possibilità.
🙂 🙂 🙂 🙂
Grazie di averci resi partecipi, e anche per questa tua chiusa del post. Insieme all’affetto, reciproco.
Un abbraccio.
Ciao Lilly. Proprio adesso ho riacesso il lettore mp3 che non usavo da tempo, sai cosa ho trovato? alcune nostre vecchie foto. Io ho cancellato tutto da tempo, pensavo che quelle immagini mi facessero male…ed invece per un attimo guardandole mi è scappato un sorriso…La verità non si può cambiare, io ho accettato la situazione, solo che ho dovuto capire tutto da solo, lei non mi ha per niente aiutato, è solo fuggita via. Ci sono stato 3 mesi per capire, 3 mesi d’inferno. Ancora non sono guarito, certe volte spero di ricevere una telefonata od un messaggio, probabilmente la amo ancora. Proprio per questo è giusto che io la lasci andare, io non sono il bene per lei, questo è palese. A me non piace buttare le persone, spero che un giorno possiamo rivederci senza problemi particolari, ricordando con felicità la ns. storia…anche se so che è molto difficile. Quello che mi è rimasto di tutta questa storia è una grande insicurezza nei miei mezzi e nel mio fisico…nel mio modo di pormi verso l’altro sesso, mi sento un imbecille a volte. La cosa buona è che ho conosciuto una ragazza che mi piace, non tanto fisicamente ma mentalmente. credo sia buon segno questo no? 🙂
La vita va avanti e perdere mesi della ns. esistenza è una cosa orrenda…non ne vale la pena. Io come consiglio posso dirvi di cercare di capire i motivi di una certa situazione ed analizzarli con calma…solo così potete farvi una idea del perchè. Ogni giorno diventerà sempre meno nero, fino a quando vi renderete conto di essere felici…lì avrete la vostra vittoria 🙂 forza e coraggio, ognuno di noi vale tantissimo anche e specialmente da solo. Un bacio
Ciao Joe. Il mio stato d’animo è molto simile al tuo, quindi ti posso capire al 100%.
Non ho avuto risposte alle mie domande. Ho dovuto cercarmele da sola.
E sono contenta di non aver ceduto alle facili risposte dell’odio e del rancore ma di aver trovato delle risposte “eque” che non vanificassero il passato.
C’è stato un momento un cui ho visto il mio ex sempre e comunque come un dio sceso sulla terra per darci un esempio. Anche quando il suo comportamento era veramente stronzo.
Poi c’è stato il normalissimo periodo in cui l’ho visto (nel passato, nel presente e nel futuro) come l’impersonificazione di ciò che di più schifoso possa esistere nello spazio sconfinato.
Ora lo vedo come un uomo che ha avuto e sicuramente ha ancora i suoi pregi ed i suoi difetti, un uomo a cui ho voluto e voglio ancora bene perchè non mi ha fatto più male di quello che gli ho lasciato fare.
E già…perchè lui non mi ha sequestrato, riempito di botte, narcotizzato e rincoglionita con gli psicofarmaci.
Qualcuno dirà: ” e non potevi fermarlo quando ti “infernalizzava” la mente e la vita ???? Non potevi metterti davanti a tutto e chiudere una storia che stava prendendo una brutta piega?”
No! Non potevo fermarlo perchè non ero in condizioni di farlo.
Le molestie morali paralizzano, tutelarsi diventa impossibile. Dentro di te hai il caos primordiale.
E anche senza molestie morali si può essere talmente acciecati di amore da non voler/ poter vedere la realtà e farsi tantissimo male cadendo da un pero alto come un baobab.
Per questo nessuno si deve autocondannare.
Meglio darsi un’ affettuosa autopacca sulla spalla con tanto di autosorriso …..e ripartire. Con le ossa rotte ma ripartire!
Anche io, adesso, vorrei avere un dialogo per lui. Ma non per avere una spiegazione, non per vendicarmi, non per fargliela pagare.
Solo per dirgli che gli voglio bene nonostante tutto. Ma che non potrei mai tornare con lui per le stesse ragioni (che ora ho capito) per cui lui non ha potuto stare con me
Per dirgli che finalmente ho trovato la mia strada e che la percorrerò da sola o in compagnia perchè, finalmente, sono in grado sia di stare da sola che in compagnia.
E che lo ringrazio perchè (vabbè…in un modo molto stronzo…) mi ha costretto a camminare sulle mie gambe.
E che non mi importa un caz…se questo era un suo obbiettivo, se è andato via in quella balorda maniera perchè era l’unico modo in cui mi sarei disabbarbicata da lui, se l’ha fatto anche per il mio bene o se l’ha fatto solo nel suo esclusivo interesse soddisfacendo un egoismo estremo…..non mi importano (più) le ragioni.O meglio: mi bastano quelle che ho trovato da sola.
Ciò che conta è il presente , la serenità che ho faticosamente raggiunto e sto faticosamente difendendo (mai dormire sugli allori….la serenità non va mai data per scontata), il non aver buttato tre anni nella spazzatura, il non sentirmi nè truffata nè cretina, il non odiare ne lui nè me stessa.
Sono le uniche cose che vorrei dirgli. Se non capiterà mai…AMEN!
Non mi sento di dare consigli. Ognuno ha una sua storia che lo rende diverso da tutti gli altri. Posso solo dire che chiunque, nessuno escluso, dovrebbe imparare a darsi almeno tanta importanza quanta ne da a chiunque altro. E dovrebbe imparare a volersi bene almeno nella misura in cui è disposto a voler bene agli altri.
Per non perdere l’equilibrio di continuo e per non confondere la forza interiore che vorremmo con la rabbia, la violenza inutile e l’odio distruttivo.
L’insicurezza, Joe, è una costante della fine di ogni rapporto quando quel rapporto era importante e quella fine non l’abbiamo decisa noi. Sta a noi smanettare come dannati per trovare il modo di ritrovare sicurezza dentro a noi stessi e non cadere nell’errore di cercarla negli altri.
Sono contenta che tu abbia incontrato una persona. E ricambio tutto l’affetto che ci hai “….come si può dire….”scritto”.
Ciao a tutti. Un bacione gigante.
Ps. Luna. I tuoi interventi….sono tutti didatticissimi.
..le mie donne non mi lasciano mai sola..:-)!!
Mi ascoltate sento coccolata e non sgridata dalle tue parole Luna..e mi sento capita non giudicata Luna..
Luna quello che scrivi..è esattamente quello che penso e che sento..(spero sinceramente tu eserciti una professione che ti permette ti aiutare gli altri..)..
Forse ancora non è arrivato per me il momento di sistemare il barcientro, forse ancora non sono pronta, non ho il coraggio..
Anna forse ancora non riesco a essere sincera neanche con me..c’e’ qualcosa che non voglio accettare..forse..ma se è vero che la forza verrà fuori appena avro’ bisogno..beh..forse devo scendere ancora un po’ prima di trovare in me la forza di risalire..
Certo che ricordo Anna quella storia..oddio, ma è davvero il classico guaio standard??!?!
Ieri sera, tavolata di amici, due volte i nostri occhi si sono incrociati e soffermati piu’ di un istante..ho sentito un dolore allo stomaco..male male..ma i avevo provato sensazioni cosi’ con uno sguardo..eppure quanti occhi incrociamo ogni giorno..
Poi in macchina io e lui dietro..io ero attaccata al finestrino che sembravo appicciccata..lui ha cominciato ad accarezzarmi, abbracciarmi..prima passione, voglia di stare con lui..poi, giuro, ha appoggiato la testa sulla mia spalla e ci siamo addormantati addormantati abbracciati, mentre io giocavo coi suoi riccioli e lui mi accarezzava la pancia..
Lo so avrei poluto evitare, allontanarlo, sapevo che non aveva senso..e invece ho preso il momento, quelle coccole..mi sono assaporata quel viaggio..e desideravo non finisse mai..
..sapevo che oggi mi sarei pentita, perche’ nessuno di noi merita briciole..ma per me in quel momento non lo erano, anzi è stato troppo per me..
Adesso beh, è un altro giorno..mi spoglio e rimetto il vestito da amica..fino a quando non avro’ piu’ paura e vergogna di parlare con me..prima che con lui..pechè Luna hai ragione io penso sempre a lui, quello che pensa, che prova eè tutta una domanda..
..perchè mi piace e forse spero che sia reciproco è normale!!
Ma quanto questa speranza sta influenzando il mio presente???
Non lo so..io in questo momnto non so niente..mi sembo quasi annebbiata,accecata..
Quando scatta quella molla che ci riporta sulla giusta via?!
Storture mentali..ma riuscire a capirle e decifrarle per non farsi ancora del male..come con quella prof.ssa..e capire che quando sono gli altri ade avere un problema..non possiamo fare niente..
ufffffff
ciao sono qui come tanti per raccontarvi un pò di me e ricevere qualche consiglio
Si può stare con una persona solo per fare sesso?
Mi chiama solo quando nn ha meglio da fare e mi dice chiaramente se sono disponibile altrimenti nn passa affatto a prendermi.
Io continuo a chiamarlo cercando di fargli capire che una donna nn serve solo per quello ma niente funziona mi considera un oggetto e basta, ho cercato di negarmi per un bel pò ma lui indifferente alla mia lontananza ritorno sempre io a chiamarlo, quei pochi momenti che stiamo insieme mi sembra di vivere una favola dove tutto è possibile ma poi sfortunatamente devo ritornare nella realtà. Non so cosa fare volevo solo che lui con il tempo s’innamorasse di me, del mio modo di essere, del mio modo di fare, e invece gl’interessa solo quello e nient’altro dato che me lo dice tranquillamente.Nn vuole nessuna storia, nessun tipo di complicazione ma solo una donna disposta a soddisfare i suoi desideri tanto se nn sono io troverà un altra meno paranoica di me.
Poco fa mi chiama per vederci gli dico di stare poco bene tanto per vedere cosa avrebbe fatto mi dice ok sarà per la prossima volta, nn mi ha chiesto nemmeno cosa avessi e tanto meno si è proposto di passare a trovarmi. Lui è stato chiaro fin dall’inizio dicendomi che nn cerca ne una fidanzata ne tanto meno una moglie ma soltanto un pò d’amore per alleviare le sue giornate di lavoro e rilassarsi. Ero convinta che con il tempo avrebbe canbiato idea che…etc.etc. So che è inutile parlare con lui è molto autoritario e quando dice una cosa nn cambia idea e tanto meno cambierà idea con me ormai l’ho capito
Anche se chidessi questa specie di storia lui troverà un altro porto dove attraccare la sua ancora, e allora per me nn ci sarà posto sulla nave e nn so se è meglio rimanere attacati a qualcosa che nn esiste (ma che ormai fa parte di me) o abbandonare la nave
grazie
iris,ciao sono maurizio scusa se m intrometto,ma tu oltre ad abbandonare la nave,dovresti abbandonare anche quel mare.Ma come si fa ad essere trattati cosi’,reagisci ritrovando te stessa,nn so chi sei,quanti anni hai e che fai,ma nelle tue poche righe hai sicuramente un carattere forte che tieni soffocato, reagisci da li,rinasci e sopratutto mollalo……….. in mare senza salvagente.ciao
SONIA E IRIS: vi rispondo insieme, intanto:
@forse devo scendere ancora un po’ prima di trovare in me la forza di risalire…
Questa frase mi fa pensare due cose in contrasto:
la prima è che ciascuno ha i suoi tempi, e quindi le molle scattano dentro di noi quando è il momento per noi. E allora quando scattano veramente uno si pone in un’altra direzione, che è quella che ha scelto, rispetto ad un’altra. Qualunque sia una e qualunque sia l’altra intendo. Per anni non ho mai pensato a smettere di fumare, in questi giorni ci penso. Per anni un sacco di persone mi hanno detto “smetti – smetti perché ecc ecc”, ma io volevo fumare, e anche quando sono andata più in stress e fumavo decisamente troppo non volevo smettere di fumare, anche se mi rendevo conto di fumare troppo. Ma la molla non era scattata, e forse volevo scegliere io quando. Boh.
Neanche ora sono certa che smetterò, ma mentre fumo penso che probabilmente smetterò e sarà perché ho voglia di farlo.
la seconda è che… che cacchio di senso ha scendere più gradini visto che poi bisogna farne di più per risalire?
Non lo so quale sia il senso. Però questa frase che hai detto tu, Sonia, io in questo forum, in generale, anche in altre lettere, l’ho incontrata spesso. Quasi – forse – una dichiarazione di libertà… o un dire: non ho voglia di chiedermi se ho la forza e se sono capace di risalire adesso, o semplicemente non ho voglia e basta…
oppure lasciatemi scendere finché voglio, perché evidentemente è quello che sono in grado di fare, o forse perché non sono convinta, non lo sono, non ancora, o non lo sono affatto, che questa sia veramente una discesa. O forse mi fa già un po’ paura il punto in cui sto, ma poiché ho paura che non sia un bel punto, e di non sapere togliermi ora dal fuoco, preferisco credere che, nel momento in cui scoppia un vero incendio, allora uno scappa e basta, e le risorse le ha. Allora verranno fuori anche le mie…
ora non sto parlando di te, Sonia, davvero ipotizzo in generale
che senso possa avere quella frase per chi la pronuncia…
forse però, invece di ipotizzare, dovrei chiedere:
qual è la domanda, Sonia?
qual è la domanda, Iris?
Cosa ci state e quindi VI STATE chiedendo veramente?
E non è un invito a fondersi il cervello cercando di capire quale sia la domanda…
Non ha senso neppure questo, perché uno stato d’animo così complesso, e comunque ogni biografia, non ha un unico colore, non ha un’unica ragione, non ha un’unica domanda nè un’unica risposta.
E forse si scrive per sfogo, per accoglienza, per essere se stessi anche nel dubbio, nel dolore, nell’incoerenza, nella speranza che brucia e a tratti consola, più che per avere risposte. Forse, a volte, si scrive per restare dove si è e come si è. Per sentirsi dire che si è abbastanza forti per scegliere diversamente e per dire: magari… ma non è vero, e dunque io resto qui.
E’ sbagliato questo? No. Basta saperlo. Basta ammettere che è lì che si vuole restare. Ma è così? Quando stavo male, parlavo molto poco. E quando ho parlato a volte mi sono arrivate delle frasi che illuminano, ma a volte mi sono arrivate anche della frasi che invece mi hanno fatta chiudere o incasinare, pure se dette in ottima fede, e a volte mi hanno fatta chiudere o incasinare forse perché erano frasi che racchiudevano questa domanda: qual è la domanda, Luna?
Mi incasinavano anche perché io volevo restare. Avevo i miei perché. Confusi dalla molestia morale, ma avevo più paura che qualcuno mi staccasse che qualcuno mi lasciasse lì, anche se sapevo che stare lì mi faceva male. Chiedevo aiuto, ma temevo che l’aiuto mi chiedesse di essere più forte di quello che ero. Che mi dicessero che la persona che avevo davanti era peggiore di ciò che volevo credere. Temevo che dietro l’angolo avrei trovato una vita peggiore.
Oggi, andata già in cantina, mentre salgo le scale vedo che c’erano vie di mezzo e risposte che allora non vedevo. Nessuno può fare le scale per qualcun altro, mai. Nè in giù nè in su.
Viabbraccio
Ciao Iris.
Leggendo la tua risposta mi sono venuti gli occhi lucidi, capisco benissimo cosa si prova. Quella sensazione di “ultima volta” condita con speranza che l’altro/a cambi idea, magari facendogli sentire il nostro calore…niente di più sbagliato. Anche io ho fatto questo errore, ci vedevamo, facevamo sesso (non era più amore)…e le cose peggioravano. Ascoltami, bisogna avere la forza di dire basta, capisco però che ognuno ha il suo percorso interiore. C’è chi odia, c’è chi si rassegna, c’è chi si cerca altre persone, c’è chi razionalizza etc. etc. Io per esempio per tranquillizzarmi ho avuto bisogno di capire il vero motivo…ed insieme a questo è arrivata la consapevolezza che noi 2 non eravamo fatti l’uno per l’altra. Bisogna vedere gli aspetti positivi delle situazioni, 4 anni splendidi per me…passati con un persona fantastica che mi ha amato veramente 🙂
Se posso darti un consiglio (visto che sono più avanti di te in un certo senso), fai una promessa a te stessa. Quando stai per cercarlo, quando lui ti cerca, quando pensi di andare da lui…sforzati di non farlo. Devi pensare: tutto questo è per il mio bene, io sono forte e ci riuscirò. E’ un pò come la dieta, i primi giorni sono i peggiori, poi le cose migliorano 🙂
Quando hai voglia di sentirlo o vederlo, vediti con un amica o con gli amici, oppure esci, vai in palestra al supermercato, insomma non ti fossilizzare. Te lo dice uno che ha spiato le e-mail della ex e trovato la password di facebook…2 cazzate assurde.
Ogni giorno che passa senza sentirlo devi essere fiera di te stessa, magari prova a conoscere qualcun’altro, mettiti in gioco. Non dico di andarci a letto, ma vedere cosa si prova a rientrare in un certo tipo di vita.
Adesso scappo, vi leggo sempre, a presto.
Sai Joe quello che tu scrivi è scarosantamente vero, io mi sto sfornzando e ci sto riuscendo a non cercarla ma vedi le mie diffocolaà nascono quando so che lei è con lui, essendo uno che non abita nella sua città ma a 150km lei lo vede nei W.E. e quando arrivano io cambio d’aumore per almeno tre giorni sabato domenica e lunedi, poi lentamente miglioro, ormai sono tre mesi che non vivo più insieme a lei di cui 2 nei quali io vivo nel mio appartamento in affitto ma faccio una fatica bestia a non pensare a loro due che vanno a letto insieme, non so se provo odio, rancore, o chissa cosa altro l’uncia cosa so che il mio umore e la mia innata allegria non sono ancora tornati a ciò che erano prima, vedi io ho l’aggravante di conoscere lui e casa sua, ho l’aggravante che costui si è finto amico per un anno, ho l’aggravante che lei l’amavo e che 23 anni della mia vita li ho passati insieme a lei dandogli tutto me stesso, si oggi penso che lei è stata stronza e che lui e un vile, meschino e viscido uomo ma non riesce a consalarmi nemmeno questo. Mi sofrzo esco cerco di non chiudermi in casa e di stare il più possibile in mezzo alla gente, ma a casa prima o poi ci devo tornare e li iniziano di solito i problemi, si perchè li ho il tempo di scappare con la mente dove non dovrei scappare, cerco di contrallare i mie pensieri ma sembrano indipendenti dalla mia volontà, mi soforzo e cerco di pensare ad altro ma come un tarlo tornano sempre a vincere quei maledetti pensieri, ovviamnente fanno male un male sordo che hai dentro che ti fa aumentare i battiti del cuore e iniziare a sudare e spesso anche a piangere. Ma non mollo, vado avanti, giorno dopo giorno, cercando dentro la forza di credere che esisterà un periodo migliore per la mia vita, non ho molta fiducia ma so anche non devo smettere di crederci altrimenti sarebbe la fine, soffro ancora e chissà per quanto ancora dovrò soffrire. Vivo o meglio per il momento sopravvivo nel speranza perchè mi è rimasta solo quella, non ho più
… ho lasciato tutto quello che avevo costruito nella mia vita, fosssero cose materiali, casa, o cose effimere, sentimenti, mi sento spesso un fallito, Ho 41 anni e non ho costruito nulla di concreto, vorrei non avere questo tipo di pensieri ma oggi non riesco ad essere positivo e ottimista, cosa che invece sono sempre nella mia vita, lei mi ha protato via la mia parte migliore ed io faccio fatica e riprendermela, troppe bugie, troppo soffernze ho dovuto passare per troppo tempo, 6 mesi di moritfciazioni, umiliazioni, sensi di colpa prima di avere finalamente una rispsota sincera da parte sua, prima di dirmi i vero motivo del suo non amermi più, sono tutte nacora nella mi testa le cose dette e fatte da lei in quesi mesi e faccio tremendamente fatica a rimuoverle. Sono fireo di me del fatto che abbia la forza di non chiamarla e di non chiamre quello stronzo per dirgli ciò che penso di lui, alcuni amici mi ha detto che lo dovevo fare, ma io non gli voglio dare anche questa soddisfazione, perchè meschino com’è se la riderebbe alle mie spalle magari mentre si scopando la mia ex, no non lo faccio anche se la voglia di dirgli ciò che penso di lui è grande, e anche di questo sono orgoglioso di me stesso, si perchè mi fa sentire una persona migliore di lui e di lei. magra consolazione ma pur sempre una consaolazione.
Teniamo duro e mi rivolgo a tutti quelli/e che come me sono stati presi in giro e hanno subito del male da persone che hanno sempre amato e rispettato, non molliamo anche se puà sembrare che non si abbiano le forze, continuiamo a sperare in un futuro migliore e che un giorno qualcuo/a sappia aprezzare cio che siamo veramnte.
Ciao Max
Ciao Max.
Quello che leggo mi fa un male cane, ti assicuro che posso capirti, è una situazione orrenda. Secondo me devi ragionare, devi capire del perchè lei non è più con te ma con quell’altro. Guarda il bicchiere mezzo pieno, almeno entrambi si sono rivelati per quello che erano, meglio prima che dopo no? So che è tutto mortificante, so che è una mèrda…fidati. L’unica cosa che puoi fare ripeto è convincerti che lei non era il meglio per te ed il fatto che se la stia facendo uno che ha finto di esserti amico è tutto dire. Tra merde si sanno comprendere meglio 😉
Punta a qualcosa di meglio e stai con gli amici più che puoi, stai con persone che ti vogliono bene.
Sappi che in un modo o nell’altro ti sono vicino, così come sono vicino a tutti quelli che soffrono per amore.
Un abbraccio
grazie joe. cercherò la forza per fare quello che dici, anche se a volte mi sembra di non averne, grazie ancora per le tue parole
MAX: se ti chiudi un dito nel cassetto, o se qualcuno ti chiude il dito nel cassetto non è che puoi sorridere a 32 denti e dire “che bellezza, ora me ne chiudo altri 4 per mano, perché mi è piaciuto un sacco”…
se tu non avessi anche delle emozioni negative ci sarebbe da preoccuparsi.
Ma non sei le tue emozioni negative, non solo, sono onde che insieme ad altre passano, le emozioni negative arrivano, poi si ritirano, come le onde. Le emozioni negative fanno parte della guarigione.
quando arrivano pare che siano la spiaggia, quando si ritirano al loro posto puoi trovare stelline di mare o sabbia morbida sulla quale farti quattro passi. O anche sederti e basta sulla sabbia, senza fare niente.
Il fatto è che anche quando arrivano le onde negative ti puoi fermare e non fare niente, forse, e renderti conto che magari il loro scopo è anche di ripulire la spiaggia, dalla scorie, o che semplicemente stanno facendo il loro lavoro, in questo momento…
Sono il tuo grido di dolore che segue al dito che è stato chiuso nel cassetto. Ma il tuo dito non è più in mezzo al cassetto, è già spostato. E anche se pulsa ancora non è più là in mezzo.
C’è una differenza.
Dici che a 41 anni non hai costruito niente di concreto, e che hai dovuto mollare tutto… ma se invece questo da punto a capo non fosse che una possibilità? Una forma di libertà, un foglio bianco che il destino ti ha concesso, per scrivere qualcosa di nuovo?
che ti somigli di più.
C’è stato un periodo in cui le circostanze mi hanno portata a chiedermi se avevo costruito qualcosa di concreto, anzi a dirmi che non era così. Stavo lì a tirare testate contro il muro (metaforicamente, ma non è che quelle testate metaforiche siano un piacere, rispetto a quelle vere, anche se non fanno il buco sul muro) e a rimproverarmi. L’unico vero risultato delle testate era che stavo perdendo di vista le cose che invece avevo costruito concretamente, per me, che mi somigliavano, e che non vedevo più, a cui non davo abbastanza
importanza. In realtà erano proprio le cose che più mi somigliavano, erano mie, le avevo vissute così di pancia quelle cose, da sempre, anche se mi erano costate fatica, ma una piacevole fatica, che rispetto a quelle figlie della fatica e basta, senza il piacere, mi parevano poca cosa. Il mio problema, in fondo, non era il piacere, ma il dispiacere, non era la gioia, ma il dolore, non erano i risultati, ma il senso di perdita, e via così…
Le trascuravo, allora, o meglio non mi ci dedicavo abbastanza, e/o soprattutto ne trascuravo il valore, perché il mio sguardo si posava su altro, sui rimproveri, inflitti o autoinflitti, sui se, sui ma, sui perché, su quello che forse sarei dovuta essere per uscire vincente da una situazione che non dipendeva soltanto da me, su quali prove forse avrei dovuto darmi, o la vita avrebbe dovuto darmi, per poter pensare di avere costruito qualcosa di molto concreto, su quanto quello che di concreto avrei dovuto costruire avrebbe dovuto salvarmi dalla sensazione di non aver costruito e di non essere stata concreta.
Una signora ultracinquantenne che conosco, ed è stata lasciata dal marito, dopo quasi 40 anni di vita insieme e due figli, per una ragazza più giovane, dopo un anno di frequentazione di nascosto, ha tra le cose più concrete che ha costruito quelle che le somigliano, e che ha costruito di cuore dentro di sè, la sua fede, reale, così concreta che neanche quello che è successo è stato in grado di spezzarla, e la sua dignità, che suo marito non può portarle via neanche se salta su un materasso con un’altra e ha tirato fuori un lato meschino che sorprende tutti noi che lo abbiamo conosciuto prima. Ha due figli che la amano, è vero, ha molte persone che la amano, e che le dimostrano sincero affetto e solidarietà, e il motivo per cui lei è circondata da persone che le vogliono bene, anche se il dolore suo rimane suo, è per le cose che ha costruito, che sono sue, e che anche se non si possono portare in banca sono preziose.
Ciao Luna, come al solito trovi sempre le parole giuste per farmi capire, non che io sia uno stupido è solo che a volte la mia razionalità e la mia capacità di ragionamento viene offuscata dal sentimento. So che delle persone cosi brutte dentro non meritano un solo minuto del mio tempo e del mio pensiero, ma vedi se più della metà della tua vita l’hai dedicata ad amare una persona di cui avevi un opinione e tutto in una volta di si presenta davanti un altra.
Rimani spiazzato già per questo se poi aggiungiamo cio che mi hanno fatto tutti e 2 fingendo di non essere interessati uno dell’altro e sfruttando la mia innata fiducia verso il prossimo e la mia bonta d’animo questo sommato al resto umanamente non è facile da metabolizzare. Ma io ho carattere e sono sempre stato determinato e convinto dei miei mezzi, quindi continuerò a percorrere la strada intrapresa, quella del ricostruirmi un futuro e una vita migliore, voglio una persona al mio fianco non mi piace la solitudine, voglio una famiglia e voglio un figlio se non di più, lavorero su questo per il futuro, per il presente invece devo accettare la convivenza con me stesso e capire che prima di tutto veniamo noi e che non ci si può annulare in funzione dell’amore per un altra persona, si perchè se poi l’altra persona ti lascia, vedi me, a te crolla il mondo, non farò più un errore del genere d’ora in avnati e questo non significa che non mi darò più ma vorrò avere anche in cambio solo così potrò tornare ad amare.
Ciao Luna e grazie di cuore per tutte le volte che mi scrivi, un abbraccio.
Oggi mi sento un po’ piu’ fatalista del solito e mi viene da dire che davvero ognuno abbia le proprie scale da percorrere. Io credo molto nelle tue risorse, cara Sonia, e sinceramente non ti vedo a scrivere qui distrutta e affranta, a prescindere da come finira’ questa tua nuova avventura della vita. Forse ti potro’ sentire delusa, triste, a raccontarci che non e’ stato come avresti voluto, ma non ho assolutamente la percezione di una persona in balia degli eventi.
Ti auguro solo una buona sorte e poi che vada come deve! Continua a vivere la tua vita con speranza e fiducia. E’ anche giusto cosi’! Sono certa che tu abbia imparato il confine e che saprai non andare oltre 🙂
Ti scrivo una poesia che ho trovato sul web e che mi e’ piaciuta :
AFTER A WHILE di Veronica A. Shoffstall
Dopo un po’ impari
la sottile differenza
tra tenere una mano ed incatenare un’ anima.
E impari che l’ amore non e’ appoggiarsi a qualcuno
e che la compagnia non e’ sicurezza.
E inizi ad imparare
che i baci non sono contratti
ed i doni non sono promesse.
E incominci ad accettare le tue sconfitte a testa alta
e con gli occhi aperti,
con la grazia di una donna
e non con il dolore di un bambino.
E impari a costruire le tue strade oggi
perche’ il terreno di domani
e’ troppo incerto per fare piani.
Dopo un po’ impari
che anche il sole scotta,
se ne prendi troppo.
Percio pianti il tuo giardino e decori la tua anima,
invece di aspettare che qualcuno ti porti i fiori.
E impari che puoi davvero sopportare
e che sei davvero forte
e che vali davvero.
E impari,
impari,
ad ogni addio, impari…
Un bacio a tutti.
Forza, Sonia! In bocca al lupo!
Forza ragazzi, su con la vita. Quest’ultima è nostra e di nessun altro. Non dobbiamo permettere a nessuno di farci stare male e quindi perdere preziosi attimi della nostra vita. Pensate che potere può avere chi ci fa stare male…annullarci completamente per mesi o addirittura anni…questo non deve succedere!
Oltretutto il non dare soddisfazioni all’altro/a è la cosa migliore di tutte, il non farsi vedere distrutti.
Max mi raccomando continua a scrivere, non vedo l’ora di leggerti quando starai meglio e magari conoscerai un altra persona 🙂
Hai 41 anni, hai tutta la vita davanti ancora, questa esperienza ti aiuterà ad affrontare il futuro in maniera migliore sicuramente.
Dedicati a tutto quello che avevi tralasciato per colpa sua, che hai sempre rimandato, avrai un hobby no? bè buttatici dentro. Migliora tutto di te, fai sport, vai in palestra, fai nuoto…insomma migliorati, fai di tutto per sentirti meglio con te stesso.
Fai uscire il tuo orgoglio, tu non hai sbagliato nulla, tu ne esci pulito e con la coscienza a posto, niente e nessuno potrà mai dirti nulla. Sono sicuro che un giorno, quando le cose tra la tua ex e l’altro andranno male, lei penserà a te ed anche per un attimo se ne pentirà, oltre ad avere sensi di colpa. Lì sarà la tua vittoria, in quel momento tu starai bene e ti sarà tutto indifferente. Per adesso soffri, è normale. Abbi pazienza e come detto prima distraiti il più possibile.
Un abbraccio
MAX: lo so, Max, anch’io ho dovuto riconsiderare una storia di lungo lungo corso… tutto ciò che dici è assolutamente nella norma 😀
Vedi, il fatto è che l’invito non è ad essere razionali, ma ad andarsi più incontro “panzamente”. A lasciarsi/darsi lo spazio per “sentirsi” dentro durante la rielaborazione, così che si riesce a trovare anche le proprie risorse, mentre andando solo di testa (un intasamento di pensieri veramente da idraulico liquido) spesso non si riesce a vederle.
Quello che chiamiamo “sentimentalismo”, a volte, nel momento in cui i pensieri vanno in circolo vizioso, o si fanno puro martello, o proiezione dello stesso film 340 volte, è in realtà proprio la forma razionale (pensiero) per fuggire al dolore che è in rielaborazione panzamente, all’onda che sembra vuoto troppo destabilizzante che il cambiamento sembra portare con sè.
Lo so che forse il concetto è un po’ complicato o non riesco a spiegarlo bene…
diciamo così: siamo fatti di due emisferi che lavorano insieme, credo, uno razionale uno panzoso, e questi due lavorano insieme. Intelligenza razionale e intelligenza emotiva. A volte quando il gioco si fa troppo duro andiamo troppo in testa, come sarà successo anche a te, probabilmente, prima di questa finale esplosione, quando cercavi giustamente di risolvere le questioni attraverso l’intelligenza emotiva, ma quella pareva non bastare mai e si scontrava con il cubo di rubrik o una serie di informazioni troppo incasinate e violenze ora sottili ora più manifeste. Di fatto tu bene volevi stare, la situazione pareva sfuggirti di mano e la capoccia tentava di risolvere razionalmente un dolore emotivo troppo costante… o almeno credo.
Ciò che intendo dire è che ci vuole un po’ di tempo anche per tornare in asse nella propria intelligenza emotiva, che è funzionale.
Coltivarla, lasciarle lo spazio. In sintesi, nel momento in cui i pensieri sono troppi e ti sembra che ti stiano mangiando la capoccia arieggia un po’, male non può fare.
ciao a tutti è la seconda volta che scrivo ma come vedo non sono accettata come sempre grazie a tutti
Grazie Anna per le tue parole..di forza e di incoraggiamento, di speranza, di fiducia e di ottimismo..
..neanche io mi vedo in balia degli eventi, si mibutto giu’ è vero..ma poi mi dico..che tutto questo dipende da me in fin dei conti..sono io che voglio rimanere in questa situazione, che accetto questo ruolo di amica e psicologa..
forse non dovrei, in effetti non vorrei ma in questo momento lo sto accettando..perchè gli voglio bene, perche’ voglio averlo cmq vicino, perche’ forse mi sto accontentando delle pbriciole..il perchè non lo so..ma vivo la vita che sto scegliendo di vivere..forse e semplicemente perchè come dici te ognuno ha le proprie scale da percorrere..
e forse è vero Luna scriviamo per restare cmq dove siamo. perchè per il momento non riusciamo a scendere uno scalino ne’ tantomeno a salirlo..ma se uno racconte è perche vuole sentire frasi che, si ci fanno incasinare, aumentare i dubbi, le incertezze, le paure e anche i nostri contrasti interiori..ma non entrano da un orecchio per uscire dall’altro, piano piano le ascoltiamo, le recepiamo..e sono sicura, parlo per me, che i punti di vista degli altri aiutano molto a capire noi stessi..perche’ non mi conoscete, non avete pregiudizi..parlate col cuore..e io qui sto bene..sto bene a raccontarlo a voi.. vi ascolto davvero..perche’ forse non so qual’e’ la domanda..ma so che le scale devo farle da sola..ho solo bisogno di essere spronata a salirle..ancora grazie!!!
Anna questa poesia è bellissima:))))!!!
JOE:
@Forza ragazzi, su con la vita. Quest’ultima è nostra e di nessun altro. Non dobbiamo permettere a nessuno di farci stare male e quindi perdere preziosi attimi della nostra vita. Pensate che potere può avere chi ci fa stare male…annullarci completamente per mesi o addirittura anni…questo non deve succedere!
No, non dovrebbe succedere, e se succede non deve succedere più.
Nel presente, nel qui,ora, BASTA.
Perché non c’è nulla di eroico, stoico, amorevole, ammirevole nel farsi fare male. Perché non c’è nessun premio alla fine, non c’è.
Perché se ci fosse un premio ci sarebbe nel presente.
Perché chi visse sperando nell’amore del domani di chi ora non sa amare, o nel ricordo dell’amore di ieri, morì non si può dire… dentro morì, e poi bisogna fare tanta fatica per riscoprire che in realtà si è sempre stati vivi, ma ci si era dimenticati di se stessi.
E questo non significa che chi si fa annullare per troppo amore, per troppa generosità, per troppa apertura, per altre ferite mai rimarginate, o perché viene schiacciato dalla violenza altrui, o viene manipolato, imbrogliato, vilipeso, schiacciato, sfruttato, confuso dalle azioni e dalle parole sia un debole, sia uno sciocco, sia uno che sbaglia qualcosa per cui deve farsi ancora male prendendosela con se stesso, sia qualcuno che ha scritto in fronte che merita i calci in culo dalla vita perché non ha saputo difendersi…
No.
Vuol dire solo: non dovrebbe succedere, MAI, e se sta succedendo bisogna fermarsi, dire basta, perché non deve succedere.
Perché ho visto persone condividere davvero difficoltà enormi, ma appunto condividerle, che non è la stessa cosa di annullare qualcuno o di farsi annullare da qualcuno.
Ho visto persone attraversare, veramente, insieme cose terribili.
Ho visto persone uccidere travestendo di tragedia la normalità.
Ho visto persone succhiare gli altri come caramelle, e poi sputarli.
Ho visto persone fare i forti deboli con i forti, i forti con i deboli, e i deboli con i deboli,
Persone usare la debolezza della propria instabilità in realtà come una forza distruttiva.
Ho visto persone perdere la propria armonia a causa della disarmonia di altri, persone semplici credersi complesse per la complessità di altri, persone capaci di essere felici farsi venire ferite su ferite su ferite cercando di insegnare ad altri, che non erano capaci, non volevano, il sapore della semplicità e della serenità, sbatterci contro al punto da pensare che la serenità non esiste e non di aver incontrato qualcuno che non era capace, e voleva restare com’era, e sentendosi magari pure affascinante nella propria complessità, ove la complessità era solo squilibrio.
Sonia, io non ho problemi se tu non mi ascolti, nel senso che non parlo perché esigo che qualcuno mi ascolti. Non sono come una persona che diceva di volermi bene, ma nel momento in cui io non ho accettato una cosa che secondo lui mi avrebbe fatto bene, perché non era la cosa giusta per me, il momento giusto per me, si è messo a dirmi che allora io in realtà non ascoltavo. Io ascoltavo, solo che la soluzione che mi proponeva in quel momento non centrava nulla con me.
Il mio messaggio era un altro, Sonia, era un messaggio di libertà individuale, del sentire individuale, del percorso individuale.
Fermo restando tutto ciò che ho scritto, più su, parlando con Joe, lo penso e sento veramente. Per mia esperienza, per ciò che vale, dico attenta a fare la psicologa, x come credo lo intendi. di qualcuno con cui hai un legame emotivo e per qualcuno da cui ti aspetti qualcosa, xché quella che tu chiami psicologia potrebbe essere solo esagerata empatia, potrebbero essere la tua intelligenza e la tua sensibilità usate per dare a qualcuno ciò che vorresti per te da te stessa. Quella accoglienza, quella apertura, quella sensibilità, quella indulgenza. Anche tu hai sotto il culo una Ferrari, te stessa, solo che non fai che prestarla ad altri? Fai fare loro un giro invece di salirci tu?
Salve, ho già scritto qualche cosa in un altro post (http://www.letterealdirettore.it/la-mia-ragazza-mi-ha-lasciato/) e girovagando ho visto quest’altro post gigante. 6083 risposte di persone a cui hanno spezzato il cuore…
Il primo messaggio è stato scritto nel maggio 2006 – ironicamente quando io e lei ci eravamo messi assieme, dopo pochissimi giorni di conoscenza. È stata una bomba questo amore, io appena arrivato a Berlino (dove tutt’ora abito), a parlare con lei in due-tre lingue (visto che al tempo il mio tedesco era un po’ scarso), la nostra canzone d’amore in ebraico, una delle più malinconiche e struggenti che abbiamo mai scritto, il nostro amore che procedeva spedito, forte, lei che mi aveva sostentuo dall’autunno verso la primavera in una fortissima depressione per gravi problemi di lavoro. E finalmente in primavera di nuovo il sole, e la voglia finalmente di vivere insieme in un bell’appartemento, dopo tanti e tanti mesi divisi in due monolocali angusti in cui trascorrevamo spesso molte sere e ogni we insieme, nonostante fosse stretto… Avevamo trovato l’appartamento, i piccoli soprammobili, i quadri.
E poi mi viene a trovare in italia mentre trascorro qualche settimana dai miei, il 12 agosto. Mi dice: forse è meglio se non viviamo insieme. Passano 14 giorni d’inferno in italia in presenza dei miei genitori che vorrebbero ucciderla. Torniamo a Berlino, il 29 Agosto. Mi dice: forse è meglio se facciamo una pausa. Per la prima volta in vita mia, per la prima volta in 3 anni guardo la sua email e vedo che ha prenotato un volo l’11 Settembre per Israele per far visita a una persona che l’ha colpita, 15 giorni prima… Le dico, hai conosciuto qualcuno? Nega fino alla morte. Poi forse capisce che so. E mi dice, si lo vado a trovare. “Allora ci lasciamo?” “Ti lascio se questo ti aiuta” (frase che non dimenticherò mai per tutta la mia vita). Parte, torna il 21, è innamorata, ma mi cerca, non vuole perdermi. Sabato sera le si pianta internet e mi chiama.
(segue) La vado ad aiutare. In fin dei conti, mi ha appena aiutato a trovare un nuovo lavoro e, contrariamente alle attese di entrambi, sembra che doveremo anche lavorare insieme in futuro. Le aggiusto internet e poi le dico: perché mi hai chiamato? Avevo bisogno di dirlo a qualcuno, ti ho chiamato senza pensarci – Le ho detto, promettimi che penserai a che cosa significa che mi hai chiamato spontaneamente.
Oggi ci siamo visti ancora. MI ha detto:
“Mi sento bene, mi sento libera, mi sono tolta un peso (lasciandoti)”
“Ora sono innamorata di lui, ma non lo conosco bene”
“Forse capiterà che io e te torneremo insieme”
Ora, son le fottute 1:43, non riesco a dormire. Avrò perso 7 chili in un mese, non riesco a mangiare, mi sono scolato una bottiglia di Whishky in una settimana – io che di solito bevevo solo latte. Mi dice: sei dimagrito. Le rispondo: che cosa credi, che farsi lasciare sia un pranzo di nozze? Mi hai spezzato il cuore. Lo so, mi dispiace.
Mi dispiace. Le ho scritto una lettera, venti giorni fa, una lettera con tutto il mio amore, il mio cuore, la mia disperazione. Le ho detto, lasciamoci del tempo, un mese di distacco e poi riproviamo, correggendo tutto quello che non andava. Dopo tre anni, di cui due praticamente di convivenza, penso sia il caso di provare di salvare questo rapporto. Non ha mai risposto
No. Niente, niente appello. Come se l’avessi picchiata o violentata o tradita – invece di averla portata in palmo di mano, come una principessa per tre anni.
Era, no, c...., è l’amore della mia vita. Non riesco a… l’amo, l’amo follemente. È bellissima, ora si mette quelle minigonne che non metteva mai quando eravamo insieme, ha delle gambe bellissime, magra, un viso perfetto… Si è messa a fumare! Le dico, che c.... cominci a fumare? Ah, voglio fare delle nuove cose, voglio essere libera…
Credevo fosse una donna (ha 28, io 35), mi ritrovo un’adolescente in rivolta contro la famiglia. E il mio cuore è a pezzi.
Mi aspetta un lunghissimo solitario inverno
Kristin…..che post hai scritto? Non lo trovo…
Non so di che dolore stai soffrendo. ma credo che, in ogni caso, ci sia un “errore” di fondo…..non devi essere accettata da nessuno. Nè da noi che riempiamo questi post nè da chiunque altro.
Tu sei come sei e come tale vivi nel mondo.
Stop.
Nessuno è più importante di te. Potrà essere più bello, più colto, più informato, più alto, più basso, più brutto, più sciocco, più ignorante.
Ma non è più più importante di te.
Non devi essere accettata.
Gli altri ti possono accogliere o al contrario buttare fuori.
Ma non ti devono elargire la loro accettazione o inabissare con un loro rifiuto.
Non esiste un elite di personaggi più importanti, un gruppo di cui è un onore fare parte e la cui accettazione ci farà inorgoglire e ci darà un perchè in questa vita. Una specie di Accademia della Crusca della Vita, un circolo esistenziale ad ingresso limitato e rigorosamente referenziato.
Il perchè della tua esistenza esiste dentro di te.
E sta a te scoprirlo e proporlo agli altri.
E gli altri sono liberi di condividerlo o rifiutarlo.
E se non gli piace lascia che portino via i co...... dalla tua esistenza senza che ti impongano di modificarti pena la “non accettazione”.
…….riparlaci di te.
Max, il bungee junping umorale è nella normalità, credimi. Un giorno ti svegli con la forza di tremila leoni e un giorno con la forza di un moscerino che è appena finito tra le pale di un ventilatore. E mentre ti senti un moscerino la vita sembra un cumulo di macerie fumanti e alla depressione si aggiunge la paura di rimanere prigionieri di quella pessima sensazione per tutta la vita.
Una cosa è certa…..non sei un fallito!
Baci a tutti!
Lilly. ciao si è come dici tu, sbalzi umorali per me in questo periodo sono ricorrenti, so che tutto questo fà parte del percorso verso la mia ripresa esistenziale, sai Lilly per uno che nella propria vita è sempre stato caratterialmente una persona allegra, socievole, estroversa e con la voglia di vivere, sentirsi come mi sento neo momenti di bassi non è semplice, mi guardo allo specchio e mi chiedo, chi sei? questo non sei tu reagisci e riprenditi la tua vera essenza, lotto, certo che lotto perchè tra le altre cose sono sempre stato caparbio, mi arrendo solo quando l’evidenza non lascia speranza, ma ci voglio tali energie che a volta mi chiedo se le ho, perchè lei è stata abile nel portarmele via per mesi, racconatandomi un sacco di bugie e facendomi sentire una schifezza umana, tutto questo per vivere meglio con se stessa e liberarsi dai suoi sensi di colpa per le porcate che stava e che ha fatto.So che un giorno mi riprendeò ciò che mi appartiene e che è sempre stato nel mio DNA so che lei non merita un solo minuto dei miei pensieri so che devo arieggiare, vedi Luna, so che devo stare in mezzo alle persone che mi voglio bene veramente, si tutte queste le so e ne ho la consapevolezza, ma non è facile passare dal sapere al fare, sopratutto in certi momenti. Non mi lascio sconfiggere e abbattare continuerò nel mio percorso.
Ogni tanto mi chiedo quando l’amerezza che ho denrtro al cuore passerà e mi chiedo quando riuscirò a guardare le vita con gli occhi con cui l’ho sempre guardata, ottimisomo e paicere di esserci in questo mondo. Durante la settimana tra il lavoro, il nuoto, una birra con gli amici riesco a vivere in maniera dignitosa le mie gironate, ma il WE divwenta dura, abito in una città di mare ma l’estate è finita e le domeniche diventano lunghe e malinconiche, in oltre ormai è da più di 5 mesi che non ho rapporti sessuali e inizio a chiedermi come mai non mi manchino, ho meglio, li rifiuto perchè quando ci penso mi vengono in mente loro due.
Ciao Lilly
Kristin: sono d’accordo con Lilly. Anch’io non ho trovato il tuo post.
Forse se Lilly non ti avesse scritto non l’avrei fatto, sono sincera. Non perché non ho colto la tua richiesta di aiuto, ma paradossalmente proprio cercando di aiutarti spezzando questa catena in cui forse ti leghi da sola, questa immagine di te che ti tieni addosso, tipo la barzelletta “Dottore, nessuno mi fila…” “Avanti un altro”, per cui nel momento in cui gli altri non pensano questo di te TU pensi questo di te.
Per dirti, Kristin, che questa non è la strada… immaginare che le persone, persone che neanche conosci e ti conoscono, che devi appena iniziare a conoscere, e che devono appena iniziare a conoscere te, abbiamo capito, senza neanche aver letto il tuo post (io non l’ho visto) che “come sempre tu non vieni accettata”.
Dice bene Lilly, non dare agli altri questo potere.
Non dare loro questo potere neanche chiedendole così le cose.
Che siano bravi buoni stronzi o cattivi non dare loro questo potere.
Non partire dal presupposto che la vita sia una lotta in cui la gente non si accorge che esisti, in cui devi fare qualcosa per farti notare, o stare così male se non avviene.
Anche perché è proprio così, alle volte, che la gente si allontana. Perché dice: ma io che c.... ho fatto? Perché ti incazzi?
E’ chiaro che ci saranno dei motivi per cui ti senti così, parliamone, volentieri. Siamo qui anche per questo.
Ho un conoscente che ha moltissime qualità, ed è, ovviamente, come tutti gli altri, come diceva Lilly. Però se lo incontri per strada e magari stai pensando che hai vinto l’enalotto o stai pensando che devi ricordarti di comprare il latte e il pane, o se stai pensando ai risultati degli esami del sangue, e non lo vedi, ma non perché non vedi lui, perché non vedresti neanche Giorge Clooney che ti vuole regalare 40 rose, lui pensa che non l’hai cagato perché è lui.
Allora quando riesce manda un sms e dice: ciao, Luna (o chi per me) oggi ti ho vista in via tal de tali, ma non
mi hai vista, forse eri persa nei tuoi pensieri. Tutto bene?
(che è un messaggio “aperto”), altre volte (ma in qualche modo anche questo è aperto) scrive: “Non mi hai visto o hai finto di non vedermi?”. Ovviamente da lì arriva una risposta tipo: scusa, sì pensavo ai fatti miei, non ti ho visto! tu tutto bene? 🙂
Altre volte invece va così in asia (e non è un giudizio, ti sto solo mostrando la dinamica), scrive: “credevo che tu fossi una mia amica, ma visto che sino a ieri chiacchieravi con me e ora fai finta di non vedermi, anche se so che la gente è fatta così, e non mi tiene in considerazione, sappi che mi hai deluso, e che anch’io la prossima volta farò come te”.
Non so dove sia il tuo post, sono andata a cercarlo,ma mentre andavo a cercarlo, sono sincera con te, avevo uno stato d’animo diverso rispetto a quello che avrei avuto se tu avessi scritto: “salve ragazzi, vi ho scritto e non mi avete mai risposto. Forse vi è sfuggito? O c’è qualche problema in quello che ho scritto?”.
Stato d’animo, MIO, che non toglie nulla al fatto che sono in grado di sentire che hai scritto quelle righe stando male perché non avevi ricevuto risposta, e provare empatia per questo. Non ti sto giudicando, ti sto dicendo, ricominciamo dall’inizio? Siamo tutti ugualmente fragili qui, e anche un po’ rincoglioniti, a me possono sfuggire i post, niente di personale. Tra l’altro rispondere non è un dovere. Mi accetti tu ugualmente fragile, rincoglionita, impegnata altrove, un po’ allergica a chi si incazza con me quando penso che non ho fatto niente? Qui siamo tutti alla pari, queste le mie carte, se vuoi mostrami le tue. Ma il tuo post esiste, poi? se così è dammi il numero, cmq credo che tu abbia sollevato un tema utile, quindi grazie.
Sanchin: non ho spazio ora. Io ti consiglierei di cominciare a dimenticare la frase: “Ti lascio se questo ti aiuta” perché è filantropica quanto una rapina in banca. La ami? Allora cerca di guardare i fatti e i suoi comportamenti, senza farle sconti.
Max, gia’ sentite un miglione di volte quelle sensazioni….e’ vero sono terribili, piu’ le scacci piu’ tornano davanti ai tuoi pensieri, loro due, i loro rapporti, anche e soprattutto quelli intimi, uno strazio, un dolore persistente, quasi una fissa….si perche’ credimi e’ di questo che si tratta, non passera’ tanto velocemente o almeno tanto velocemente quanto noi vorremmo, almeno per me e’ stato cosi’. Ma passera’, allora dopo penserai ad altre cose….le gite, la spesa insieme, anche alle discussioni…a quelle che una volta faceva con te e adesso non piu’….tutto proprio tutto ti passera’ davanti, e’ un percorso e stranamente a molti, non so se ha tutti, fa lo stesso effetto. Accettalo, devi percorrerlo tutto, passo per passo, serve, anche adesso a distanza di molto tempo ogni tanto riaffiora, non lo scaccio piu’, lo tiro tutto a galla, soffro, molto meno di allora, poi lo rielaboro….cerco tutto quello di positivo che ho ritrovato adesso, la mia vita, adesso vivo, non sopravvivo piu’, non vivo piu’ in funzione di…o di qualcosa…vivo per il mio quotidiano, per mia figlia, per il mio lavoro, anche per il mio domani, da sola o con qualcuno, questo non ha importanza, adesso non lo cerco poi si vedra’….
E’ normale che non ti riconosci a volte….perche’ la tua storia ti ha cambiato, ha tirato fuori la parte piu’ dolorosa, ma la forza non ti manchera’, ne sono certa, per ricominciare a guardarti nella maniera giusta, ti riconoscerai, ti piacerai piu’ di prima, sarai orgoglioso del percorso fatto, di quanto sei stato GRANDE, si perche’ e’ cosi’ che ti renderai conto di essere per aver lottato non inutilmente per qualcuno al quale tieni molto….te stesso.
Dobbiamo farci del bene, perche’ come dice Luna, a farci del male non riceviamo un premio…..e se per usare una sua metafora, dovrai arieggiare tante volte “quella stanza” aprendo quella finestra anche d’inverno quando fa freddo fallo e fallo di nuovo….non stancarti mai, perche’ sai e’ quello il
segreto, mai rinunciare, ricomincia da dove ti sei fermato, anche se credi di essere tornato indietro in certi giorni neri, abbi fiducia, ritrova la fiducia che qualcuno ti ha portata via….e sai?! F U N Z I O N A! Lo e’ stato anche per me che ho dovuto affrontare anche la sofferenza di una figlia, che ho dovuto in certi momenti in cui avevo voglia di gettare i remi ed invece ho dovuto remare contro corrente per scacciare l’uragano….quell’uragano che mi stava per uccidere, quell’uragano che aveva spazzato via tutto, come se ci fosse rimasto solo un deserto, dolore e disperazione….
io ero arrivata in fondo, anzi piu’ del fondo, avevo chiuso anche quello spiraglio di vita rimasto…..non respiravo piu’ avevo solo quel sottile filo d’aria che mi rimaneva tra le narici…..eppure Max ce l’ho fatta, combatti, combatti per la tua vita…..ne uscirai, e ne sarai orgoglioso. Ti abbraccio….
Kristin, mi dispiace, anche io ho perso il tuo messaggio, a volte sto qualche giorno senza leggere o scrivere, poi cerco di riguardare indietro ma sicuramente mi perdo per la “strada”…..qui sono tutte persone aperte al dialogo, tu non sei inferiore a nessuno, non partire prevenuta, devi crederci….un abbraccio.
Un saluto “speciale”…..a Luna, Lilly, Naty. ciao Lulu.
p.s. nel precedente post ho scritto MIGLIONE, volevo scrivere MILIONE, ahahahaha!!!!!rido!
Ciao a tutti. Non siete soli nè a salire e scendere le scale o a stare immobili su un gradino, nè ad affrontare i weekend autunnali, nè all’1.43 di notte.
Siete insieme a voi stessi e ha ragione Luna quando dice che sotto al culo tutti hanno una Ferrari….loro stessi!
Chi comincia a pensare a sè stesso almeno quanto pensa all’altro comincerà ad avere molte meno ore a disposizione per svuotare bottiglie, perdere kg, lasciare 9 diotrie su 10 attaccate alle foto dell’ex, crogiolarsi nel dolore, avvelenarsi l’anima, far saltare il sistema nervoso, vedere l’annullamento dei sensi come l’unica soluzione possibile, mandare a gambe all’aria la panza e tutte le sensazioni che contiene, sprecare energie e fare con forza tutte le altre “belle cose” controproducentissime che ci si ostina a fare in nome dell’amore.
E se si provasse a vivere? Ma a vivere bene dico…..
Se ci si ricordasse che siamo nati e cresciuti senza di loro e che quindi non sono nè la nostra linfa vitale nè la nostra ragione di vita?
Se si mettesse a fuoco che non si sono portati via nè una gamba nè un braccio ma ci hanno lasciato un gran dolore che è destinato a far parte della vita ma non è la vita?
Fare dell’altro senza fare confronti continui su come si faceva quella data cosa quando c’era lui/lei.
Ricordarsi che esistiamo anche noi oltre lui/lei.
Ricordarsi che se il presente è di merda mentre il passato con lui/lei è stato bellissimo (che non è quasi mai vero….però…tant’è….si finisce semrpe per pensarlo….)il futuro può riservarci una caterva di belle sorprese se non ci arriviamo con lo stato d’animo di uno con un mal di denti da piegare in due che alle tre di notte si accorge di aver finito l’antidolorifico.
Credete in voi stessi, voletevi bene, credete nelle vostre buone intenzioni, sminuite l’importanza di chi vi ha calpestato, usarte tutta lavostra energia per risalire e non per crogiolarvi. E’ l’inizio migliore!
Baci.
“quando arrivi è nessuno ti sente allora urla e tutti si sentiranno”
Kristin 6 sicura di aver inviato il post perchè di te nn c’è traccia
Sono sempre in bilico, mi sembra di essee un circense su un filo che deve percorrerlo tutto per arrivare dall’altra parte solo che io soffro di vertiggini, e il percorso oltre a sembrare infinito nn mi va proprio d’iniziare a percorlerlo, o per lo meno nn di mia iniziativa, tanto tutte le storie più o meno si assomigliano: inizio meraviglioso a meta si sentono già i primi fumi e indine c’è solo cenere e poi si ricomincia con un altro se si è fortunati o sfortunati.
Si quello che dobbiamo fare è crdere in noi stessi, dedicare più tempo a noi continuare a credere in un futuro migliore, come dare torto ad una teoria cosi, certo che non ho intenzione di mollare, certo che vorrei recuparare chi ero, altrettanto certo che vale la pena viverla questa vita, sono consapevele di tutto ciò e ci credo anche.
Ciaoo
Leggere questo post mi ha dato una buona dose di coraggio..
anche io, come tanti, sto attraversando un momento molto difficile della mia vita,(ho fatto due post,” storie sbaglite e riflessioni di un lunedi mattina”) sto cercando di ripescarmi dal valzer delle illusioni e mentre mi accendo l’ennesima sigaretta, penso a quanto ha scritto Lilly… è proprio vero..non sono loro la nostra linfa vitale..
Ho amato alla follia un uomo che ora faccio fatica a salutare, se ci parlo mi viene solo da insultarlo,viviamo nella stessa città e quasi ho il terrore di incontrarlo..fa troppo male.
E parlo di uno che fino a 2 mesi fa mi diceva di essere una ragazza fantastica e tutta una serie di frasi che non hanno fatto altro che confondermi.
Ho ingoiato giornate senza senso, scarseggio di energie, so che è meglio stare lontana da lui ma me lo ritrovo sempre li,in fondo all’anima.
Ma sono anche convinta che con il tempo e un po di coraggio troverò finamente un po di pace.
Anni fa persi un fratello, conosco a memoria la disperazione,la mia vita cambiò nell’arco di una giornata.
Fu una separazione violentissima ( morì in seguito ad un incidente)
ed è tremendo riprovarla..
certo sono due cose completamente diverse, ma la sensazione è la stessa. Vuoto..un vuoto senza fine
Questo stronzo mi ha piantato così, da un giorno all’altro,ma prima di andanderse è stato lui a succhiare la mia linfa vitale per tre anni..
E sapeste quanta superficialità nel decidere di starsene per conto suo..
Vuoi andare??
E vai c....!!
La cosa bella è che ha fatto di tutto per conoscermi..
ho anche io le mie responsabilità
ma la verità è che difficile separarsi da chi non si è incontrato mai.
@Max: ti sono vicina.. tanto.
ASTRA:
@ma la verità è che difficile separarsi da chi non si è incontrato mai.
:O che grande verità…
Perché quel non incontro è destabilizzante…
IRIS: controllo sul mondo degli altri non possiamo averne, Iris. Il controllo della testa altrui, del loro cuore, delle loro dinamiche, che nascono a monte, chissà dove, chissà perché.
Se gli altri scelgono di essere ingiusti non possiamo farli diventare giusti, possiamo dire no alla loro ingiustizia nei nostri confronti. Possiamo spostarci.
A volte neppure loro hanno la chiave, nè la cercano, e noi ci illudiamo che potremo trovare le loro chiavi, mentre, magari, perdiamo le nostre. E chiudiamo 6 stanze della nostra casa, una dopo l’altra, cercando di portare la luce nelle case degli altri perché illuminino le nostre.
Se qualcuno se la vive in un certo modo, e non ci fa entrare, o ci sbatte fuori, non c’è molto che possiamo fare, non cambiarlo intendo.
Sarà sempre impermeabile, se vuole essere impermeabile, come noi, forse, invece, siamo carte assorbenti.
Anche se quasi tutti sono insieme carte assorbenti ed impermeabili.
Non possiamo cambiare gli altri, il punto di cambiamento sta in noi per noi.
Molto dipende da come ci viviamo le cose, e da come guardiamo il mondo, da come selezioniamo le nostre inquadrature del mondo, da chi lasciamo entrare o no, e perché. Da cosa cerchiamo, da come ci proteggiamo quando incontriamo qualcosa che non ci somiglia.
Non è vero che le storie si somigliano tutte, io non ci credo, non voglio crederci forse, voglio credere che quando le cose si somigliano troppo, ci sembra che il copione sia già scritto e vada sempre nella stessa direzione, forse siamo noi che possiamo spostare inquadratura, o che in pagine diverse cerchiamo sempre le stesse parole e risposte, cerchiamo una risposta a paure nostre, fuori, anche, e quindi ce le troviamo sempre di fronte.
E quindi abbiamo un po’ gli occhi chiusi, per accorgersi della sfumature e delle possibilità di un libro più ampio.
Io ci credo
ragazzi la storiaè finita i ha lasciata il 18 settembre….
tutti mi dicono che tornerà i questo momento sinceramente non voglio pensarci sto cercando di riprendrmi piano piano è staato un duo colpo da un giorno all altro anzi lui la mattina mi ha mand un normae buongiorno.
comunque una persona mi ha detto che lui mi ama però vuole vedere un mio cambiamento e mi ha detto che tornerà perchè lui non si aspettava questo mio silenzio anzi…..
eppure la serena è cambiata sta mantenendo il silenzio sto ignorando tante cose tanti dispetti chwe mi stanno facendo le sue amiche.
vorrei veramente che torn vi sembrerà strano ma ne sono quasi convinta….e so che tante cose cambieranno tra noi….
deve cambiare il nostro rapporto in primis e poi tutto il resto….
accetto tutti i consgli baci a presto….
@astra, grazie per la tua comprensione, ho letto ciò che hai scritto e trovo che l’ultima frase sia di una verità disarrmante, si perchè è esattamente ciò che è ho percepito io in questi ultimi mesi se non addirittura anni, una persona al tuo fianco che non si è mai mostrata per quello che era veramente e che quindi non conoscevi, non credo che si possa cambiare in maniera così radicale solo perchè ci si invaghisce di un altro/a, ma credo che sotto certi aspetti caratteriali, ci si debba essere,da sempre, stati, io ho avuto per 23 anni una persona al mio fianco che non si è mai voluta mostrare in tutto e per tutto e che solo oggi davanti alle sue “voglie” si è finalemte mostrata. Cinica, egoista, straffotente, e falsa, sapessi quanto ci sono rimasto male, lasciando perdere la perdita del sentimento del amore, che è umanamente capibile, ma per il fatto di non essere stato in grado di capire, o forse di non averelo mai voluto capire, di che tipo di persona io mi fossi innamorato e a che tipo di persona ho dedicato tutti gli sforzi si fisici che mentali in più di meta della mia vita, una tale amarezza che da togliersi dalla testa è veramente difficile e che lascia strascichi nel tuo modo di vedere il futuro e del credere nelle persone, oggi mi manca sopratutto questo, la fiducia verso gli altri, io mi sono sempre fidato delle persone, perchè ingenuamente ho sempre creduto che se tu non fai nula per meritarti pesci in faccia o mancanza di rispetto, in paricolar modo dalle persone che credi di conoscere, queste non avrebbero mai a loro volta mancato di questi pribncipi nei mie confronti, che povero illuso che sono stato e che ingenuo, ma sto imparando da questa esperienza e crecherò di farne tesoro per il futuro, sperando che la mia innata voglia di “vivere” torni presto e che quando mi gurado allo specchio possa tornare a vederci il vero Max, quello che per 40 anni ho semopre conosciuto. Mi spaventa l’idea di non avere più il coraggio di credere nelle persone e nella