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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia

14.073 commenti

Pagine: 1 118 119 120 121 122 282

  • 5951
    LUNA -

    JOE: pur conservando tutta l’empatia per il fatto che tu stia male, per come puoi sentirti per un abbandono eccetera, e non prenderla come un giudizio (anche perché quello che scritto nasce pure da un’autocritica che in fondo ti fai, giusto?), penso che se è così che mi sentissi, “un pupazzo creato ad immagine di qualcuno, per rappresentare un suo ideale”, beh, probabilmente io allora, forse, nel momento di staccarmi, proverei anche una certa rabbia, e potrei dire all’altro che “è tutto sbagliato”…
    anche se quel rapporto io (uso un “io” generico, come si fa abitualmente con il “tu”) di dipendenza per un certo periodo della vita io l’avessi cercato, perché ne assorbivo anche i vantaggi, in un gioco di equilibri che poi con il tempo si sono spostati, anche interiormente, intendo, tipo: oggi ho bisogno di qualcuno che mi sorregga e mi dico ciò che devo fare, cos’è giusto per me, ad un certo punto qualcosa cambia dentro di me e io invece ho bisogno di altre cose, di guardare me stessa e il mondo in una prospettiva diversa, e quindi chi mi ha fatto da guida improvvisamente diventa chi mi ha tarpato le ali…

    sto in realtà esprimendo un concetto difficile in maniera semplicistica, un concetto che racchiude, lo sappiamo bene, parecchie variabili, di cui fanno parte anche sentimento e attrazione, e per quanto già sappiamo, per averlo detto tante volte, che i rapporti di forte dipendenza e forte interdipendenza sono rischiosi, perché retti su equilibri e squilibri, spesso, ogni storia, come ogni persona, e quindi ogni coppia, è a sè.

    in queste pagine spesso sono passate e passano persone che hanno subito la molestia morale, e la molestia morale si subisce, per tutta una serie di caratteristiche, per il suo effetto paralizzante, anche quando “si sceglie di stare”, sino a che non si riesce a capire, realmente, in quali meccanismi si è finiti.
    D’altra parte, e spero di spiegarmi bene, non è facile, fuori dalla molestia morale esistono svariate gradazioni di interdipendenz

  • 5952
    LUNA -

    @Cioè fino a 3 mesi fa questa ragazza pendeva dalle mie labbra… posso mai credere che ha davvero gettato nel cesso 4 anni? no. Secondo me deve auto convincersi

    Joe, io naturalmente non posso sapere se la tua ex ha semplicemente voltato pagina, e quindi non deve autoconvincersi ma è proprio convinta e basta di quel che dice. Il fatto che non vuole stare con te, punto. e lo manifesta come le viene.
    Fermo restando che non conosco nè lei, nè te, nè la vostra storia, nè le dinamiche della vostra storia, ti lancio – ma ovviamente senza nessuna pretesa di avere capito e neppure che ciò possa tornarti utile – queste sensazioni – generali – che ho nel momento in cui leggo parole come “pendeva dalle mie labbra” e “io l’ho cresciuta”. dette peraltro, e io di questo mi rendo conto, da un uomo che in questo momento è ferito, deluso, confuso, sofferente, incazzato e dentro il quale girano anche, com’è ovvio, tanti “perché?” e che si sente inoltre profondamente, è ovvio, destabilizzato dal fatto che una persona che ha amato e dalla quale si è sentito amato, ora ringhi parole di distacco, che suonano come “è tutta colpa tua”…
    sono che potresti chiederti, tu, perché ti sei scelto una persona così dipendente e “bisognosa”, da crescere, da “formare”, ecc. Che (di)pendesse dalle tue labbra.
    Spero che anche lei mentre dice che magari tu sei stato così e colà abbia la maturità di chiedersi perché per un certo periodo della sua vita ha scelto una persona colì e colà invece di percepirsi passivamente come una passante a cui è arrivata addosso una tegola di relazione per 4 anni. E di dire: lui è tutto sbagliato.
    Che tu abbia sbagliato o no anche lei è stata con te, non c’eri solo tu. Chiederselo cmq le gioverebbe.
    ma non è lei che ci ha scritto, e sarà lei a scegliere se fare queste riflessioni oppure no, e tu non potrai mai “costringerla” a farlo, neanche se senti che sarebbe più corretto. Tanto più se lei ora ha un’altra vita, dalla quale di fatto ti ha escluso. Pensa a te.

  • 5953
    Salvatore -

    Vi Do Un Consiglio… Per Far Durare Un Amore Bisogna Saper Dare La Quantità Necessaria Di Libertà Che Serve Alla/Al Propria/o Partner E Bisogna Saper Anche Custodire L’amore Senza Che Ti Sfugga Via.

  • 5954
    Joe S. -

    Ciao Luna. Nelle mie parole c’è molta autocritica. Tutte le cose riassunte in 2 righe riassumono una lunga storia, dove niente è stato fatto volutamente. Si sono incontrate 2 persone: una forte e sicura di se ed una insicura di tutto e bisognosa di “scoprire il mondo”. Quello che contesto io è il fatto che lei abbia buttato 1 anno per non aver avuto il coraggio di dire basta. Guarda di sicuro la colpa è sua se adesso si è sentita una passante, io facevo di tutto per spronarla e farla “crescere” e per molti versi ci sono riuscito. Appena ha preso coscienza di questo è fuggita, stop. La capisco benissimo, è stata solo una vigliacca 🙂

  • 5955
    Lilly -

    Salvatore:”E Bisogna Saper Anche Custodire L’amore Senza Che Ti Sfugga Via”.

    Scusa l’ironia caro Salvatore…..è come dire ad uno che è stato buttato per terra e depredato da uno scippatore che bisogna stare attenti a non farsi derubare……

    Pensiero comprensibilissimo il tuo ma non dipende sempre da noi ciò che tu definisci “lo sfuggire via” dell’Amore.

    Perchè (a parte la tendenza umana a vedere solo ciò che si è fatto di buono e a glissare sulle cazzate commesse e, di conseguenza, la tendenza a dire che lui (o lei) è il solo, unico, incontestabile colpevole mentre noi siamo santi in paradiso con sette aureole……e a volte è vero!!!!)
    ….dicevo….perchè a volte l’Amore taglia la corda e basta.

    Diventa come vento dentro ad un retino per prendere le farfalle.
    Entra quando vuole resta finchè vuole e se ne va quando vuole.
    E puoi smanettare come un pilota di formula uno durante la prova decisiva del Gran Premio, puoi pestare i piedi fino a sprofondare, puoi minacciare gesti estremi, fare finta di nulla e tapparti occhi e orecchie, diventare piccola ome un microbo per passare inosservata, vendicarti, perdonare, mostrarti amica, esibirti in spogliarelli mozzafiato….puoi fare tutto e in contrario di tutto, assumere gli atteggiamenti più contrastanti…… ma la personificazione dell’Amore alza i tacchi e se ne va. Al bivio prende una strada diversa dalla tua.
    E non è sempre per una questione di libertà (troppa o poca o inesistente). E neppure di saper o meno custodire.
    Ariscusami l’ironia Salvatore. C’era una mia zia che tre secondi dopo avermi dato tremila consigli su come stendere la cera in modo impeccabile sì è rotto una gamba scivolando…..Per una (mia) questione di “scaramanzia” preferisco evitare di dare consigli su come “tenersi” o “far durare” l’Amore.
    E’ un argomento troppo arzigogolato, sfacettato, mentale, panzifero e variabile in base alle persone coinvolte per esser liquidato in tre righe.

    Baci!

  • 5956
    Naty -

    Ahahahaha! LILLY, mi fai morir dal ridere… Sei troppo simpatica 🙂

    LULU, LUNA mie, un bacione… e un salutone a tutti

    PS: LILLY, ricordati che il tuo grande spirito ti salverà. Sempre. 🙂

  • 5957
    LUNA -

    Joe: ciao 🙂 infatti avevo premesso che ti leggo autocritico 🙂
    Non voglio dire che sia un assioma, ma spesso che “una insicura di tutto e bisognosa di “scoprire il mondo” possa “non avere il coraggio” ed essere “vigliacca” nel momento di andarsene può capitare.
    In fondo, guarda, a leggere, a me pare che sia abbastanza coerente da considerare te quello forte, esattamente come prima:
    quello forte in grado di reggere un anno di non coraggio, e anche quello forte nel reggere il fatto di beccarsi tutte le responsabilità nel momento di andarsene.
    Non so se riesco a spiegarmi.
    Quello che ti posso dire è che io ho vissuto per anni accanto ad una persona che, alla fine, quando si è comportato male con me mi ha detto:
    “in fondo lo abbiamo sempre saputo che quella forte di noi due eri tu”.
    Lo avevamo sempre saputo? Io in realtà non l’avevo vista in questi termini, perché mi era parso di avere una relazione alla pari, in cui, anzi, lui spesso era stato, per me, un punto di riferimento, come io avevo sempre creduto di essere il suo, in modo reciproco. Però con il senno di poi, sai, nella sua frase c’era una verità. Era vero che ero io quella capace di dipanare le matasse, di reggere dosi elevate di stress senza diventare scema, ero io quella più positiva dei due e di dire, anche in condizioni estreme, “va tutto bene”.
    Non so se tu sia stato un “risolutore”, in famiglia o con lei, ma i risolutori, che in realtà non è che siano “più forti” (nel senso che hanno anche loro i loro lati fragili, le loro insicurezze, come tutti al mondo) hanno anche sviluppato, nel corso della vita, un certo tipo di reazione, o una serie di, in caso di difficoltà.
    E soprattutto sono portati costituzionalmente ad avere un certo spirito di accudimento nel confronto degli altri.
    E altre caratteristiche.
    La risolutrice tra me e lui, effettivamente, ero sempre stata io.
    Non perché non avessi insicurezze, o perché non avessi avuto periodi neri, ma perché, di fatto, ero quella portata

  • 5958
    LUNA -

    “costituzionalmente” a cercare soluzioni, in senso positivo.
    Non sto dicendo che lui non abbia anche trovato soluzioni, che non sia stato saggio quando magari io non lo ero, ma effettivamente il “non affronto, perché non ce la faccio” era un suo modus operandi. Mentre io affrontavo tutto. I miei problemi e i suoi, i miei nervosismi e i suoi. Se lui era nervoso, io non scappavo. Se io ero nervosa lui scappava, perché, poverino, non reggeva.
    Scappava vigliaccamente, salvo poi tornare. Nel frattempo io all’inizio mi sentivo come se uno tsunami mi fosse passato sopra, scontrandomi contro il suo non affrontare, poi mi tiravo su. Quando lui tornava a me spettava dire “va tutto bene”. Da un certo punto di vista “andava tutto bene”, perché la cosa era stata risolta. Da me che avevo trovato, per quanto mi riguardava, un modo emotivo di risolvere anche il fatto che lui non avesse affrontato.
    Lui non diceva mai di essere il più debole tra noi due. Anzi, apparentemente era lui la roccia. Però appena il gioco si faceva in qualche modo duro, o ero io ad avere bisogno che fosse lui il lucido in condizioni difficili (malattie di famigliari, per esempio) lui diventava il fragile dei due che non sa/può reggere. Io a quel punto ero troppo debole per una persona debole. Di fatto, quindi, che lui sbagliasse o che sbagliassi io il risolutore ero sempre io.
    Anche il nostro è stato un incontro tra due persone, e per molti versi è stato anche un bellissimo incontro. Anche lui, ovviamente, mi ha dato delle cose. Però questa cosa del non affrontare è vera. Tanto che lui stesso, quando io ero disperata perché il suo non coraggio, il suo sgusciare via mi facevano stare male da morire (ma al contempo in pezzi non cadevo)mi ha detto: mi dici che non affronto le cose… bhe, non l’hai sempre saputo questo?
    Già, di che mi lamentavo? in fondo lui era solo e sempre se stesso… IO avrei trovato il modo per dipanare gli effetti della SUA matassa, e della mia conseguente.

    NATY: bacioniiiiiii :DDD

  • 5959
    ANNA -

    Ciao ragazze !
    Torno per lasciare una perla del mio ex che, a questo punto, credo ( e spero ) fara’ ridere tutte voi.

    Me l’ ha fatta venire in mente l’ ultimo post di Luna.

    Riassumendo in brevis i fatti, appena dopo le mie agghiaccianti scoperte sul suo SCONVOLGENTE comportamento, proprio mentre ero incredula, sfasciata dentro e fuori e incapace di alcuna reazione, se non chiedergli come avesso potuto arrivare a tanto, ecco che giunge implacabile la sua STORICA frase : “Su, dai, non fare cosi’. Tu sei forte e, prima o poi, ne vieni fuori” !!!!!!

    Mi verrebbe voglia di dirgli che aveva davvero ragione…
    POVERO SCEMOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO !!!!!!!!!!!!!!!!!

    Bacio ragazze !
    Vi leggo sempre…

  • 5960
    Joe S. -

    Ciao Luna 🙂
    Più penso e più capisco molte cose. Sono convinto di una fatto che una persona nasce e muore in una certa maniera, si, pò migliorare ma non tantissimo. La mia ex quando l’ho conosciuta era poco più di una bambina (anche se aveva 19anni), era molto superficiale nei rapporti con le persone e nella vita quotidiana. Aveva gli occhi chiusi, le piaceva vivere così era felice. Poi sono arrivato io, molto diverso da lei…mi ritengo una persona profonda, che non guarda solo le apparenze, una persona tranquilla che è felice nelle piccole cose. Si sono scontrate 2 personalità opposte: lei classica persona che vive felice non facendosi domande su chi gli sta vicino e perchè ed io il contrario, che mi seleziono le persone perchè non voglio i pupazzi accanto. Essendo io quello forte sono rimasto tale e quale (o quasi) lei ha cominciato a cambiare, sia caratterialmente che esteticamente, si è trasformata nella ragazza che volevo io!
    Ad un certo punto è esplosa, non ce l’ha fatta più a reggere questa situazione. La prova è che appena dopo lasciati ha cambiato completamente modo di vivere. Frequenta ragazza che prima definiva “superficiali e tr**e, si veste in maniera più seducente, ha smesso di suonare la batteria…insomma sta ritornando nel suo mondo. Lei stessa mi ha confessato di essere felice e pensa di aver buttato 4 anni insieme a me.
    Per le la felicità è questo, le 4 risate con le amiche oche e le sere in disco od in giro a cazzeggiare.
    Quello che voglio dire è che ognuno di noi nasce impostato, non c’è nulla da fare, non si può modificare totalmente una persona.

  • 5961
    LUNA -

    ANNA: ciaoooo 😀 😀 che bello leggerti 🙂
    Il fatto è che in un certo senso il tuo ex aveva proprio ragione… non sul fatto, ovviamente, che se una è forte la si può prendere a cartoni in faccia, ma sul fatto che sei una donna piena di risorse.
    Talmente tante da essere riuscita a risollervarti da uno tsunami, interiore, come quelli che così bene conosciamo.
    Di fatto, certo, il debole era lui. Il debole che per fare quel c.... che vuole ha pure il bisogno della scusa, per non sentirsi poi cos’ stronzo, di dirsi: vabbè, ma mica ho fatto questo a candy candy, io l’ho fatto a una che ha i controcoglioni.
    Sta male, ma sopravviverà.
    Certo, poi che ciò sia vero o no sono solo c.... tuoi.
    Ma poiché l’istinto di sopravvivenza, infine, è più forte, e nel momento in cui il molestatore se ne va dalle pal…, può essere anche usato in maniera costruttiva, tant’è che una, chiavata e chiavandosi, si salva.
    E meno male, visto che la vita è sua.
    E salvarsi merita sempre, ovviamente!!!
    Forza non come resistenza massima alla merd…, al fatto che gli altri possano camminarci in faccia e sul cuore con gli anfibi chiodati, aprofittandosi delle nostre risorse che, pure, non sono illimitate, e che vanno coltivate, altrimenti vanno in deficit.
    E sappiamo quanto.
    Perché, eeeeegggià, anche noi possiamo soffrire, morire esattamente come gli altri. Anzi, soffriamo e moriamo dentro esattamente come gli altri. Pure di più? Non ci sono scale,ma se sei poco difeso entra di più. L’esposizione fa passare, la “forza” regge un carico sovraumano.
    Quanto può.
    La differenza dove sta tra forza e forza allora? Nel fatto, forse, che il risolutore ha così interiorizzato anche il fatto che non può soffrire fino a morire morire morire, perché sennò si chiava, (sempre per dirla in poesia), in mezzo, magari, ad altre persone, per esempio già in famiglia, percepite come più deboli, o perché si è sentito solo, che ha, oltre ad una resistenza massima nella situazioni estreme, e un’eccessiva empatia per

  • 5962
    LUNA -

    per coloro nei quali riconosce la propria parte fragile e bisognosa, che magari non si è mai sentita compresa, sollevata, retta da chi avrebbe dovuto comprendere, sollevare, reggere, e al contempo usa, nei confronti dell’altro, e di se stessa rispetto agli svarioni provocati dall’altro e dalla sua aggressività (dovuta a sofferenza, o anche solo a stronzaggine, ma interpretata come manifestazione di sofferenza irrisolta, perché è sempre, apparentemente, meno doloroso pensare che chi amiamo ci faccia male perché soffre piuttosto che perché è stronzo, e lo fa e basta perché così gli tira il cul) il proprio salvavita interiorizzato: REGGERE.
    Se io sono una bambina che piange, piange, piange e nessuno mi fila, o se mia madre non mi regge quando manifesto la mia emotività, e mi dice cose come: non crogiolarti! non fare la lagna! (magari anche perché non sa cosa fare quando piango, per calmarmi, perché sua madre non la prendeva in braccio, o perché teme che se continuo a piangere mi dissolverò nella disperazione) quando mi sento così male che mi sembra di esplodere scopro una cosa… mi tocca reggermi da sola. Scopro così la FORZA, che sempre utile mi sarà. Ma interiorizzo anche di scoprire insieme altre cose: che se mi lascio andare all’emotività le persone che amo non mi reggono – che non sentirsi retti fa male da morire (e quindi io reggerò chi amo, e quanto!) – scopro che quando reggo tsunami ciò mi conforta, in qualche modo, perché so che al mondo c’è chi regge (perlomeno io) – so che però se sono forte le persone che amo negano che anch’io abbia dei bisogni, non potendo capire il meccanismo per cui si è forti anche perché ci si sente troppo fragili ed esposti, e quindi a volte mi sembra di dover urlare i miei bisogni perché si vedano. E chi non regge (ha scelto me perché reggevo io!) scappa, e mi fa sentire pure abbandonata, dopo tutto quello che ho fatto per creare, attraverso la mia forza, un c.... di porto sicuro dove poter ormeggiarmi anch’io a prendere fiato…

  • 5963
    Lilly -

    Joe S.:”Quello che voglio dire è che ognuno di noi nasce impostato, non c’è nulla da fare, non si può modificare totalmente una persona.”

    Caro Joe S.: permettimi un appunto: non si DEVE modificare nè totalmente nè parzialmente una persona.

    Le puoi esprimere il tuo punto di vista, spiegare le tue motivazioni e lei (la persona) SE VORRA’ ti seguirà.
    E se non lo farà, se tenterà di imporre il suo pensiero e modificare il tuo o se manterrà la propria posizione l’incongruenza sarà insopportabile le strade si divideranno, prima o poi.

    Ho come l’impressione che il tuo immenso scazzo sia provocato (in parte) dalla fuga di un qualcosa che consideravi una tua creatura, una tua opera.
    A volte nei tuoi post avverto più il rancore di chi subisce un furto del dolore di chi perde qualcuno che ama.

    Magari sto dicendo una cazz… tremenda. Ma la sensazione è un pò questa…..

    Ciao.

    Ps. Ciao Naty!!!!!!!

  • 5964
    ANNA -

    Luna, la descrizione di quella bambina mi ha fatto commuovere e mi sono sentita in colpa da morire verso i miei genitori.
    Loro non erano cosi’. Loro non sono stati cosi’ con me eppure io sono diventata proprio come la tua bambina…
    E quella bambina l’ ha creata un uomo che non era nemmeno mio parente.
    Io, che ero felice, serena, soddisfatta di me e del mio mondo, mi sono fatta tirare sotto in un inferno che mai avevo conosciuto prima in cui non puoi parlare di te perche’ tanto nessuno ti ascolta, non puoi piangere perche’ “piangere non serve”, non puoi chiedere perche’ le esigenze sono sempre altrui e prioritarie.
    E allora si che sembri forte. La piu’ forte dei due ! Certo: se molli, sei morta e lo sai bene, anche se non vuoi ammetterlo.
    Forse l’ uica colpa che posso attribuire a chi mi ha cresciuto e’ stata quella di avermi amato troppo, facendomi credere che l’ essere amati curi e guarisca ogni dolore. Io volevo curare e amare un dolore ( quello di Lui ) che nessuno potra’ curare se non se stesso.
    Santo cielo, che pena ! Come la povera Vicky della “principessa che credeva nella favole”…

    Ragazze, ho una casa nuova. Bellissima e pronta per ricevere mobili e arredi vari. Mi trasferiro’ li’ in ottobre con il mio Amore. Sono felice e mi sento libera. Mai in vita mia sono stata cosi’. Con cose belle, preziose e amate intorno e senza il pensiero che tutto dipenda da me. Mi sento in due, come e’ sacrosanto che sia.

    Certe cose non hanno prezzo…

    Bacio a tutte !!!!

  • 5965
    Joe S. -

    Ciao Lilly. Si è così, ho una ferita nell’orgoglio tremenda. Ma io so di aver sbagliato a fare quello che ho fatto, l’ho fatto inconsapevolmente! il tempo ha trasformato la persona che avevo vicino in una cosa che non era lei, ma semplicemente ciò che volevo io! questo è sbagliato…non me ne sono mai accorto…cmq l’ho amata con tutto il cuore, questo è sicuro.

  • 5966
    Roberto -

    Ero ritornato a casa dopo 1 anno. Lasciavo il lavoro per via di mia madre che stava male, così decisi di ritornare a Napoli. Alcuni mesi dopo una ragazza 13 anni più giovane di me ( allora ne avevo 45 ) cercò in tutti i modi di conoscermi e iniziammo questa relazione, bellissima i primi giorni, brutta successivamente quando mi accorsi della gelosia morbosa e delle accuse infondate di tradimento che mi rendevono la vita impossibile. Nonstante tutto, mi chiedeva continuamente di sposarla, e io anche se la volevo bene, rimandavo perchè avevo timore che una personalità così infantile poteva complicarmi la vita. Il lavoro che mi aspettavo non arrivò, e lei, plagiata anche dai suoi, alla fine mi lasciò.
    A distanza di 1 anno e tre mesi non riesco a dimendicarla, cado in profonde crisi depressive sono veramente disperato…vedo tutti sposati e ancora io alle soglie dei 50 mi vedo irrealizzato sentimentalmente che affettivamente. Che devo fare?

  • 5967
    LUNA -

    ANNA carissima, mi dispiace però che ti senti in colpa verso i tuoi, anche se la sensazione penso di capirla molto bene rispetto a chi mi ha fatto il dono di un amore grande, e, quando mi è capitato nella vita ciò che mi ha capitato, mi sono chiesta perché io avessi “sporcato”, sprecato quell’immenso amore che altrove mi era stato dato. Dunque io sapevo bene cosa fosse l’amore. E’ vero, sapevo anche altro (e in parte senza saperlo, mentre avevo sempre gioito di quell’amore, che ancora oggi è certamente un dono che mi porto dentro e parte, immagino, di ciò che di buono sono in grado di trasmettere fuori).
    La bambina che ho descritto non deve avere per forza tre o sei anni, cara Anna. Può essere la bambina-parte fragile di noi, a qualsiasi età. Non sei riuscita a farti scudo a sufficienza, neanche se eri stata amata? A volte anche chi ci ama molto può fare errori, amarci male mettendocela tutta, se sei stata amata bene e sei stata serena tanto meglio 🙂 Non è questione di sentirsi in colpa. Sono due cose che non centrano nulla il fatto di aver ricevuto l’amore e di non essere stati in grado di capire, subito, senza avere idea che esistessero, i meccanismi perversi della molestia morale.
    Se sei stata serena, hai perso la serenità, e sei stata in grado di ritrovarla sii fiera di te, piuttosto che sentirti in colpa, no? 😀
    Sono tanto felice per la chiusura del tuo post, tanto 😀 e ti abbraccio forte 😀

    JOE: bene, il fatto di diventare consapevoli di qualcosa di cui non eravamo consapevoli è sempre una gran cosa 😀
    Lo vedi che, in qualche modo, le persone cambiano? O forse potremmo dire evolvono 😀
    In certe cose no, è vero, e certe cose di se stesse, anzi, con il tempo le riscoprono, le ritrovano e possono arricchirsi anche di ciò che erano già, ma che per qualche motivo avevano perso.
    Sono d’accordo con Lilly, per il resto penso anche un’altra cosa: forse lei voleva piacerti, e quindi ha cercato di diventare diversa, non per evoluzione, per scoperta, perché

  • 5968
    LUNA -

    le piacessero tutte le cose che a te parevano giuste e migliori, ma xché desiderava sentirsi accettata da te? Può darsi, soprattutto se insicura. Neanche lei ne sarà stata consapevole del meccanismo? Forse vi piacciono cose diverse, le sue o le tue non sono peggiori o migliori. Si sente a suo agio dove tu non staresti manco con una pistola puntata in fronte? Forse potrà essere anche più riposante per te non sentire il bisogno di plasmare qlcuno e lei di plasmarsi per piacere a qlcuno.
    In fondo, perdonami, lo so che soffri adesso, ma a me pare che ci avete guadagnato. Era giovane a 19 e lo è ancora adesso. A parte che siamo tutti sempre in evoluzione e in crescita. Poi, certo, è vero, esiste anche chi non cresce mai. I veri cambiamenti sono sempre fatti interiori, non vengono dall’esterno. Qualcosa che scatta dentro, non fuori, che sia pure il fatto che ci piaceva andare in bicicletta e ora invece ci piace giocare a basket e poi ci piacerà di nuovo la bicicletta. Conosco una ragazza che a 34 anni ha ammesso che non era veramente in grado di dire cosa le piacesse, perché a seconda dell’uomo con cui stava lei era “diventata” qualcosa, o meglio aveva cercato di diventarlo, anche con curiosità, ma soprattutto per una voglia di condivisione in cui spesso il “ma sta cosa mi somiglia?” andava a farsi fottere, e infine in nessuna delle cose che era temporaneamente diventata si riconosceva davvero.
    Credo che le persone possano cambiare, anche idea. Stare meglio con se stesse e gli altri, limare limiti autoimposti, difetti, piccoli e grandi mali di vivere. Con una consapevolezza del malessere unita al sincero desiderio di stare meglio, un lavoro su se stessi, ecc. (Il violento cambia se si cura – vuole – ed esce dal meccanismo).

    Roberto: direi che il tuo istinto, nel dirle di no, ha funzionato benone! Non stavi bene con lei, lo dici tu. Forse la rimpiangi nel momento dei bilanci/rimpianti severi solo x qllo che ha incarnato in teoria (il matrimonio)?

  • 5969
    Lilly -

    Roberto:”vedo tutti sposati e ancora io alle soglie dei 50 mi vedo irrealizzato sentimentalmente che affettivamente”.
    Bè Roberto. Ci sono anche i separati, i divorziati, quelli che stanno insieme perchè “ahhh, ai miei tempi quello che sposavi te lo tenevi”, quelli che si sono talmente ingrovigliati economicamente che se si separassero scoppierebbe la guerra dei Roses, quelli che mentre camminano in coppia invidiano quelli che fanno footing da soli
    E centomila altre persone in altre situazioni comprese le persone che oltre a stare insieme stanno bene insieme e che poi sono quelle da invidiare nei momenti di scazzo e da ammirare nei momenti di buon umore.
    Ciò che intendo dire è che poter scrivere “Famiglia Tal dei Tali” sulla porta o avere due cognomi sul campanello di casa non significa necessariamente essere realizzati affettivamente o sentimentalmente.
    Se tu avevi dei dubbi così grandi da fermarti nonostante la tua voglia di coppia evidentemente lei aveva (ha) un tipo di personalità non aderente alla tua.
    E viceversa.
    A meno che la gioia di poter avere i due cognomi sul campanello non fosse in grado di compensare il disagio…..(non credo….)!
    Cosa “devi” fare?
    Forse cominciare a fare charezza dentro di te e cercare di capire se ti manca lei o se ti manca la figura di una compagna.
    Perchè nel secondo caso sarebbe meglio trovare il sistema di cominciare a dirottare l’energia dalla crisi che ti fa deprimerverso atteggiamenti che potrebbero portati a stare meglio.
    Cerco di spiegarmi! Anzichè pensare “mi manca lei-non posso avere lei-vado in crisi” cerca di pensare “mi manca una compagna- però posso avere una compagna- metto il becco fuori e la cerco e nel frattempo mi voglio bene, sto con me stesso”.
    Lo so! Non è così semplice. E sopratutto non è così veloce stare meglio.
    Ma un piccolo passo verso sè stessi ed il proprio benessere è meglio che stare completamente fermi. Anche se la strada verso il benessere dovesse essere lunga centomila km.

    Bye.

  • 5970
    barbibruna -

    buongiorno a tutti. è la prima volta che scrivo. sono entrata “disperata” su internet per leggere qualche consiglio sul come superare una delusione d’amore. ho trovato le vostre risposte, i vostri racconti.. e mi hanno fatto sentire meno sola. sono stata lasciata anche io. qualche anno fa da mio marito (dopo 20 anni) che ha deciso che un’altra donna e un’altra vita erano meglio per lui. e adesso da un uomo con cui stavo poco per volta aprendomi e riponendo in lui fiducia e amore. non ho nessuno al mondo, non ho amici, mi chiedo ogni istante che cosa c’è che non va in me… e soprattutto che senso ha continuare a vivere. scusate lo sfogo. grazie della vostra attenzione.

  • 5971
    LUNA -

    LILLY: 🙂 😉 molto vero :):):)

    il doppio cognome sul campanello… non l’avevo mai pensata così, ma quanto hai ragione 😀
    bacioni 😀

  • 5972
    Lilly -

    Ciao Barbibruna. Comincio dalla fine del tuo post:”mi chiedo che senso ha continuare a vivere”! Mi permetti di integrare la domanda e (integrandola)di modificarne completamente il contenuto???

    Io mi domanderei (anzi, mesi fa me lo sono domandata….):che senso ha continuare a vivere così? Stando male , affidando agli altri (amici, uomini etc ) addirittura il senso della mia esistenza…..

    Vivi perchè sei nata, perchè la salute te lo concede, perchè la vita si può vivere (e bene) anche da soli senza condizionare la sua sussitenza allo stare con qualcuno.
    E’ bellissimo avere un compagno, avere degli amici che siano compatibili con noi ( e beh….. Siamo tutti d’accordo, credo).
    Ma ti pare che sia il caso di mettere in discussione il vivere perchè la nostra altra metà del cielo non ha fatto o non ha ancora fatto capolino dalla porta? O perchè la sua controfigura ha tagliato la corda?

    Stop. Faccio una precisazione. Non ti sto dicendo che sei rinco a fare una pensata del genere. Anzi….l’abbiamo fatta in parecchi qui. Qualcuno ha anche tentato di togliersela dai piedi questa vita che all’improvviso o con il tempo è diventata una zavorra dolorosa.

    Ti sto dicendo: sei proprio sicura di ciò che hai scritto? Se proprio sicura che la felicità sia solo ed esclusivamente in quegli altri che non stanno facendo parte della tua vita? Non credi che ci sia qualcosa dentro di te di veramente buono e degno di per sè di essere mantenuto in vita, tutelato, difeso e cresciuto?

    E’ una mia opinione, l’opinione di una perfetta ignorante nel settore della psicologia….ma se non rispondi a questa domanda è quasi inutile affrontare le altre.

    Un giorno mi sono svegliata e mi sono resa conto di non poter andare avanti stando così tanto male. E a quel punto ho dovuto tirarmi fuori da quel caos primordiale che infestava la mia capoccia e rendermi conto che dato che lo stare ferma in quella posizione mi stava massacrando potevo fare due cose: accopparmi o

  • 5973
    Lilly -

    riprendere a vivere. E beh! Sono scattata come una velocista olimpionica verso la seconda direzione. E sono arrivata allo start con le ossa rotte, la testa in confusione, un disordine pazzesco, una paura terribile, tante domande, nessuna risposta ed una sola certezza: Voglio riuscire a fare tutto ciò che è umanamente possibile per stare meglio.
    Mi dirai “mbè? questo è capitato a te! Chemmenefrega a me?”! Giusto! Ma qui ognuno porta ciò che ha. Ed io ho solo la mia esperienza.
    Sono partita sgonfia come un pneumatico passato sopra al tappeto di un fachiro, ho intrappreso un viaggio con la stessa forza di un moscerino a dieta, avevo più fiducia sull’esistenza di Peter Pan e degli gnomi che sulla mia capacità di ripresa, non avevo punti di riferimento e tutto mi sembrava troppo in alto per me. Però sono partita. Perchè sentivo che c’era qualcosa dentro di me che meritava una seconda opportunità.
    Credimi: quel qualcosa c’è dentro ad ognuno di noi. E merita un numero infinito di possibilità.
    Devi imparare a volerti bene. E a stimarti, a bastarti e non buttarti in una mischia nella convinzione che la mischia dia la felicità. Devi imparare a usare le tue energie non per chiederti cosa hai sbagliato ma a cosa fare oggi per stare meglio. Quell’energia si crea da sola. Dagli un imput e lei verrà!

    Cos’hai sbagliato? E chi lo sa? Forse tutto, forse niente, forse qualcosa. Ma non importa adesso. Te lo domanderai dopo. Dopo che ti sarai conosciuta, voluta bene, e rienergizzata. Cerca i post che Luna ha scritto sulla “banca energia”. Cercali, leggili e credici perchè non possono farti altro che un gran bene.
    Poi, dopo verrà il tempo dei perchè e delle domande esistenziali. E avrai la forza di affrontare queste domande e di accantonarle se non esiste una risposta. Perchè, a volte, una risposta non c’è. Non bisogna a rinunciare a vivere per una risposta mancata.
    Cara Luna! Nei miei post non posso fare a meno di parlare dei tuoi! Non è che mi chiedi i diritti di autore? :-))

  • 5974
    LUNA -

    LILLY: ahahah 😉 figurati, segnali pure la citazione 😉 comunque sia, anzi, se mi viene l’alzaimer tu potrai sempre ricordarmi quello che dico, ti pare poco? 😛

    Bimbabruna: concordo con tutto quello che dici Lilly, ovviamente. Ed è vero, capita di stare così male da chiedersi quale sia il senso della vita, e lo step dopo può essere chiedersi “ma che senso ha vivere?” che non è la stessa domanda. La prima è quasi “filosofica”: che senso ha la vita? l’amore esiste? chi siamo? da dove veniamo?
    la seconda vuol dire: sono triste, sono incazzato come una iena, perché spesso la depressione vuol dire rabbia. Frustrazione che esplode in disperazione. In apatia. In non senso.
    Oppure in: qui è troppo, qui, dentro, e io voglio scappare. Dove scappo?
    Il senso, in realtà, sta nella vita stessa. Intesa come energia, spinta vitale, il fatto di esistere.
    Che culo, esistiamo!
    D’altra parte come ti capisco, pure io quante volte me lo sono dimenticata questo gran culo. Anzi, non me lo sono propriamente dimenticata, è stato peggio: mi sono detta “vivere è bellissimo, di per sè, perché cavolo devo vivere male? sentirmi male? perché devo avere paura? perché le cose devono sembrare tutte impossibile. è un insulto all’amore che ho per la vita il fatto di stare così… che doppia disperazione, che zavorra enorme…”.
    Io accolgo il tuo dolore, come ha fatto Lilly, e come certo faranno tutti quelli che leggono qui. Perché sono dolori grandi questi, sentirsi soli, domandarsi cosa non va in noi.
    Chiedersi cosa non va in noi, in modo più sereno, è utile. Non nel senso di difetto, di “sono sbagliato”, ma nel senso di: come potrebbe funzionare meglio la mia vita? Ma quando ci si fa queste domande in stato di disperazione diventano un vortice, improduttivo.
    Meglio andare a farsi quattro passi, e rimandare a dopo.
    Ah, be’, lo so che non è facile.
    Dirottare le energie, in esubero, per la frustrazione, che sembrano in punto morto, ma non lo sono, sono bloccate e basta.
    Ripeto, non è che la

  • 5975
    LUNA -

    – BARBIBRUNA, no Bimbabruna! Scusa, oggi son stanca fusa 😉 e perdo colpi… vedi, Lilly, tra poco mi sarai indispensabile! :PPPP –
    Dicevo, non è che la faccio facile… non è facile, ma è anche l’unica via… volersi bene, intendo. Imparare a farlo meglio, molto spesso.
    Tra le vie possibili non mi sembra neanche male. Sarebbe sempre ora.
    Per tutti, intendo. Scommettere su noi stessi (ma non come sfida, come certo guadagno, nella direzione giusta) piuttosto che puntare troppo sugli altri. Siamo animali sociali, perché negarlo? E’ vero. Ma per amare bene dobbiamo amarci, e per essere amati bene pure.
    Hai perso due uomini forse perché c’era bisogno di spazio per quello che deve ancora venire, ci hai mai pensato? Qualcuno che ancora non conosci. Magari quest’uomo con cui avevi cominciato ad aprirti ha fatto il suo. Se avevi cominciato ad aprirti era perché qualcosa si apriva in te, non buttarlo via.
    Credo fosse Nietzsche che diceva: Anche gli errori compiuti nella vita hanno un loro senso e un valore.
    L’autocritica – quella sana – è evoluzione, quella esagerata e insana è implosione, arresto. A volte bisogna fermarsi, ma impedirci di vivere, noi per primi, mai.
    Se non possiamo coltivare fuori, non in quel momento, cominciamo a coltivare dentro. Frutti ne arrivano, sempre.
    Coltiva le tue piantine, con amore, il resto, sono certa, verrà.
    E se qualche volta ci capita di dire: che senso ha vivere così? forse è quel così il centro, ti pare? non nella parola vivere. Così non mi piace, e forse posso trovare una dimensione migliore, per me, da coltivare intanto dentro di me.
    Forza (e coccole per te) Barbi, siamo tutti nella stessa barca. Vedrai che non affondiamo 😀
    Un abbraccio grande a tutti 🙂

  • 5976
    consapevole82 -

    Ciao a tutti. Sono già passato tra i sentieri angusti ma spesso utili di questo forum, e tra le vie di queste pagine ho conosciuto Luna, e tanti altri, in un periodo nero, come tanti di voi, che arrivano su queste pagine scrivendo “come dimenticare un amore”, “come scordare l’ex”, eccetera eccetera. Mi chiamavo diversamente. Oggi ho scelto di chiamarmi consapevole, perchè di cose ne ho imparate partendo da qui e poi proseguendo sulla strada pratica della vita, dolore, odio, poi di nuovo amore, poi ancora odio, indifferenza, scoperte più o meno gradite, in una macedonia di sentimenti sempre diversa. Come molti di voi ho vissuto la fine di una storia molto importante, come tanti, ho scoperto una persona diversa da quella che credevo scoprendomi pure io molto diverso da quello che pensavo, ho tradito e sono stato tradito, ho usato altre donne per dimenticare e sono stato usato da altre per consolare, però un esperienza nuova, dovuta a condizioni particolari, eccezionali, mi ha permesso di capire delle cose che con umiltà e modestia, mi sono sentito di donarvi, per ringraziarvi dell’aiuto che mi avete dato nei momenti più grigi della mia storia personale, quando perso come un viandante smarrito cercavo risposte che solamente la mia caparbia mi avrebbe donato, e che solo la vita vera poteva partorire anche se dopo dolorosi travagli. Nella lettera che segue, vi racconterò tutto e spero possa esservi di aiuto.

  • 5977
    consapevole82 -

    La mia storia, durata 4 anni, era irrimediabilmente finita, di quelle che nn ci si può fare nulla, dovevo solo rassegnarmi. Ero nella disperazione più totale,nonostante tutto ero ancora innamorato,ma era finita.Io faccio un lavoro particolare,a metà strada tra la politica e la vendita,dove convincere la gente,pianificare strategie,rendere in sostanza cose impossibili possibili,è il mio pane quotidiano.Dopo mesi e mesi di dolore,capii che dovevo fare quello che mi ero sempre ripromesso di non fare mai,sfruttare le mie doti professionali per tornare con la mia ex,così buttai giù un piano “strategico” a lungo termine,diviso per obbiettivi e punti da perseguire,che in più o meno breve tempo,mi portò ad avvicinarmi di nuovo alla mia ex,e mi regalai quelli che sapevo essere gli ultimi mesi insieme a lei, di nuovo,come una magia.Non voglio e non posso soffermarmi nei particolari,posso solo dirvi che dovete credermi,soffrite,disperatevi e sfogate la vostra frustrazione in ogni dove,ma non pensate mai,nemmeno per un solo istante,che un amore finito possa essere resuscitato.Scoprireste che puzza come un cadavere,quindi,anche se non vi date pace perchè nutrite delle speranze,convicetevi che è finita e date a questa fine l’accettazione obbligata che si da alla morte,dopo questa consapevolezza io ho ricominciato a vivere,anche se può sembrare banale,vi dico che un amore finisce perchè non funziona,non importa di chi sia la colpa,non importa se siete stati voi, lui o lei, se è un vero amore non finisce,perchè chi ti ama veramente ti perdona e se tu ami veramente perdoni ogni cosa e vai avanti,quando ti ritrovi da solo nella tua stanza e sei triste,non nutrire rabbia o rancore verso l’altra persona,non è questo che ti farà stare bene,sarà la profonda consapevolezza che la vita è fatta di cose finite e mai eterne,che vi farà crescere e vi trasformerà in individui consapevoli,pronti per una nuova,stupenda,avventura. Un bacio a tutti, e grazie Luna.

  • 5978
    Lilly -

    Giusto Luna. Dare spazio a sè stessi non significa chiudere gli altri fuori dalla porta. Forse significa puntare su tutti. Su sè stessi e sugli altri. Non solo sugli altri.
    A volte delle persone si dice “si è chiuso in sè stesso”. E si pensa che lo abbia fatto per un disagio. Per egoismo, per diffidenza, per paura del mondo. Per un rigurgito di asocialità come unica difesa. O, a volte, come autopunizione per non essere stati capaci di stare al mondo.
    Un pò come il divieto di uscita a tempo indeterminato “perchè hai preso 4 in matematica” che usciva dalla bocca del pater anni fa.
    Non sempre è così. Io punisco me stesso….
    E invece? Invece, magari, ha deciso di pensare un pò a sè nell’ottica di volersi bene.
    Perchè si può (e si dovrebbe) pensare sia a sè stessi che agli altri. C’è uno spazio immenso dentro a noi.
    E a volte chi si “chiude in sè stesso” non soffre così tanto come si crede…magari nella sua panza un paio di proiezioni di sè, un paio dei diecimila aspetti della propria peronalità, stanno giocando a carte, bevendo vino, facendosi i ca….propri senza un pensiero “non all’amore, nè al denaro, nè al cielo”…..

    Cara Luna, ne hai di cose da raccontare prima di rimbambirti…..ti vieto assolutamente di farlo…..Un bacione.

    Un bacione a tutti!!!!!!!!!

  • 5979
    max -

    Ciao, a tutti, sono mancato per qualche giorno sono stato in grecia a fare un po di ferie.Mi sono divertito e ho conosciuto tanta gente nuova e per 10 gironi sono riuscito a staccare un po con la mente, anche se non nascondo che ho avuto anche la i miei momenti di malinconia. Il problema è stato più grosso al mio ritorno, quando sono rientrato in casa e ho avuto a che fare con la mia solitudine casalinga, non sono stato prorpio bene anzi ho avuto una giornata pessima, ma come dice la mia psicologa è normale, quindi vado avanti per la mia strada fatta di alti e bassi. Lei ha provato in questi ultimi 15 gg di farsi sentire con contatti tramite mail con motivazioni più o meno valide alle quali con sacrifici enormi non ho mai risposto.
    Mi mancano tutti gli affetti che ho lasciato, ma non ho scelta, il mio cammino deve proseguire verso la mia rinascita, sia nello spirito che nell’anima che nel cuore, vi confesso che la tentazione di rispondergli è tanta, ma cerco di non farlo, me lo devo e se mollassi mi sentirei ancora più deobole di quanto già non lo sia.
    Sto lottando, ragazzi, si lottando e combattendo una battaglia durissima e spero prorpio che un giorno i possa vincerla.
    Ciaoo

  • 5980
    LULU -

    La vincerai Max ne sono certa. Anche se a volte a passi lenti ma la vincerai. Accettati, accetta le “crisi”, sai servono anche queste. Prova a domandarti una cosa, cosa vuoi adesso?! Torneresti in una situazione che hai appena lasciato?! Credi che sia quello che vuoi?! Rispondo per te, scusa la mia presunzione, non credo….e questo lo dici pure tu. Allora, ben venga (si fa per dire)la giornata no, il ricordo che ti appare improvvisamente in testa ma soprattutto nel cuore,la nostalgia, la solitudine, tutto utile, utile per fermarsi un attimo a pensare,” e’ questa la vita che voglio, sono felice?!” decisamente no, ma ieri stavo come oggi? oppure oggi su 24 ore ci ho pensato “solo” 23? Bene, lavoriamo su questo, su questa grande conquista che sono riuscito ad ottenere….e credimi e’ una grandissima conquista il fatto che in quei 10 giorni di vacanze sei riuscito a staccare ed anche a divertirti…sei decisamente sulla strada giusta. Lo so e’ difficile, a volte sembra davvero di non farcela ma pensa a quanto ti vuoi bene, e devi volertene, vedrai che riparti di nuovo con piu’ carica, ogni volta e’ cosi’, non pensare che io sia completamente fuori dalla mia storia, anche io sono ancora li’ che lotto ogni giorno, ogni ora, ma adesso forse ho superato la meta’ della strada, non so quanto ci mettero’ ad arrivare a quel traguardo, forse tanto forse no, ma sai e’ proprio vero che una mattina ti svegli e ti senti un po’ diverso, allora tutto ti aiuta a riytrovare la serenita’, quella cosa che credevi non tornasse mai piu’, la voglia di vivere non piu’ di sopravvivere.

  • 5981
    LUNA -

    Lilly: a volte ci si chiude perché si sta male e basta, e male si sta in quella chiusura, perché, appunto, le energie stanno ferme.
    Come i gatti che quando stanno male si spostano, dove nessuno li vede, a volte ci spostiamo, da noi stessi, in una parte di noi stessi dove non ci vediamo. Implodiamo, fermiamo le macchine, gli ingranaggi, persino lo stomaco, e ne abbiamo anche bisogno.
    Come i gatti che non mangiano se hanno lo stomaco in disordine.
    Abbiamo bisogno anche di digiuno alle volte, e di silenzio.
    Di non cercare niente,di stare fermi e basta. Per ripartire, però, per ripartire.
    Il punto è che bisogna saper anche stare e basta, stare e basta in quell’immobilità, se è necessaria, ma per un tempo che veramente non sia per noi malefico e irragionevole per la nostra panza e il nostro benessere.
    Come si fa a capire la differenza?
    Viviamo in una società che non ha il coraggio di fermarsi, in cui stare fermi è essere ammalati, anche se non fai nulla per un’ora sola. In cui spesso poiché non si ha il coraggio di essere tristi e fermi per dieci minuti, un’ora, un giorno ci si scopre poi depressi di tutto il bisogno di fermarsi trattenuto, per settimane e mesi. E allora poi quando ci si scopre depressi ci si spaventa, perché non si riesce più a riconoscere i propri bisogni, di stare fermi in silenzio, un po’, per ripartire, di trovare nell’immobilità una mobilità interiore, piena di cose, da cui ripartire.
    A volte, chiaramente, sono le botte grosse, le delusioni, i dolori ad arrestare la corsa, e a farci correre sul posto nella testa, come “matti” (nel senso di intensità, velocità, non di follia), con le orride sensazioni che sappiamo, con quel senso di non senso che ti travolge. Ogni botta richiede recupero. Non c’è altro da fare, è così.
    Se la botta fisica richiede che il colpo si possa assorbire, se la ferita ha bisogno che le piastrine facciano il loro dovere, così accade con le botte emotive.
    L’altro giorno mi sono fatta male e ho messo un cerotto, perché

  • 5982
    LUNA -

    altrimenti, dopo aver disinfettato, la ferita avrebbe continuato a sanguinare e sarebbe stata troppo esposta. Ma se tieni il cerotto troppo alla ferita manca l’aria, e se ti lavi le mani, con il cerotto, e l’acqua passa, poi quando ti ricordi di togliere o di cambiare il cerotto, scopri che la pelle sotto ha un aspetto orrendo.
    (che esempio schifezza, ma questo mi è venuto).
    Bisogna saper mettersi i cerotti sulle ferite, saper anche cambiarli e quando toglierli. Non dico che sia facile, ma credo che non ci sia altro da fare. Ascoltare quando c’è bisogno di stare fermi e basta, proteggere la ferita, e quando invece c’è bisogno di aria.
    La guarigione è fatta di tante cose, del cerotto, del tempo che possiamo concederci anche per implodere e basta, per lasciare che il sangue esca anche per lavare la ferita, del momento in cui ascoltare le proprie risorse di guarigione interne e insieme di far andare l’aria sulla ferita.

    Ho visto troppe puntate del dottor Aus, che mi vengono ‘ste metafore ospedaliere?
    Non lo so 😛

    MAX carissimo: sì, lo so che è dura questa battaglia, ma mi pare che tu sia sulla strada che va bene, no? e la affronti con sensibilità e coraggio. il punto è anche che sei cosciente, credo, delle aspettative che avresti se tu le rispondessi, e sei difeso, dentro, nella tua panza che ti porta a dire no, dal sentire che non vuoi più sentirti frustrato, com’è già troppo avvenuto, perché ti meriti di non esserlo più, di stare bene. Conosci i suoi meccanismi, e non ti vanno più. Hai capito che comunque le persone non cambiano se non sentono la necessità, vera, reale, di farlo. O se non possono, comunque, perché quelli sono i loro meccanismi, e basta.
    La consapevolezza ti fa più forte, perché è quella che porta a dire, credo, alla fine io voglio stare bene, ora, me lo merito, ho già dato, sono stanco.
    Riposati, Max, è giusto. Pensa un po’ a te 🙂 è dura, ma ti vuoi bene, io lo leggo. E’ tanto, sai? Ti vuoi bene da affrontare questa battaglia.

    bacini a tot!

  • 5983
    LULU -

    La tua storia Barbibruna mi suona molto familiare, ho vissuto in prima persona una storia simile alla tua.
    Ti chiedi che scopo ha continuare a vivere?! Lo scopo sei tu, lo scopo sono le persone che realmente ti vogliono bene, se ti guardi intorno sicuramente ce ne sono….vedi io sono arrivata al punto di fare la cosa piu’ grave a me stessa e a chi mi ama, non stavo piu’ bene nella vita, con me stessa, con la gente che mi circondava, con il mio lavoro, volevo morire per amore, cosa avrei risolto? Significava ancora scappare, come avevo sempre fatto davanti a situazioni che non potevo, anzi non volevo affrontare, molto meglio andarsene, non volevo piu’ soffrire, ma per chi per cosa, non certo per me. Non era quella la cosa migliore per me, sai quando l’ho capito?! Quel giorno in cui mia figlia mi venne accanto mi abbraccio e disse, “mamma ti prego rimettiti, io ho bisogno di te, lo sai che ce la possiamo fare…..” in quel momento io ero la figlia e non era giusto, dovevo fare la mamma, dovevo fare qualcosa per lei ma soprattutto per me. Lei mi amav, mi ama, per come sono, non piu’ molto giovane, con i miei difetti, con i miei momenti di malinconia, le dovevo dimostrare che la vita non e’ poi cosi’ terribile come gliel’avevo prospettata, a volte e’ difficile ma superabile, e quando a volte nei momentacci mi passa il pensiero cosa ci faccio qui?! Adesso lo so’, ci sono per fare la donna, la mamma, la figlia, e forse chissa’ un giorno potrei esserci per fare la compagna, ma soprattutto ci sono per vivere!!!!con affetto LULU

  • 5984
    LUNA -

    http://www.youtube.com/watch?v=taMIe8OtPt8&feature=fvw

    mi piace questa canzone 🙂

  • 5985
    Lilly -

    Gira che ti rigira il punto è sempre lo stesso.
    Qualsiasi cosa si faccia, qualsiasi atteggiamento si assuma è la motivazione che fa la differenza.
    Stare chiusi per non disperdere e caricarsi di energie.
    Stare chiusi per utilizzare le energie contro sè stessi implodendo.
    All’esterno cosa vedi? Uno chiuso e basta!
    Ma quell'”uno”, dentro di sè, nonostante la confusione, la paura, la depressione, l’ira, il rancore, l’atonia e tutto ciò che si può provare, sa il perchè di quella chiusura.
    Magari non realizza il perchè, non lo percepisce, non lo vede, non l’avverte…..ma lo sa.
    Garantito!!!Mi è successo!
    Ancora oggi sono chiusa. Nonostante la parlantina eccessiva di cui abuso in questi post, nonostante il lavoro che faccio e che mi porta sempre in mezzo ad un mare di gente.
    Sono chiusa all’esterno perchè in fondo ho (ancora) paura che gli altri mi travolgano in due secondi netti. E allora sto lì, ben chiusa in me, a rienergizzarmi ancora un pò finchè non mi sentirò pronta.
    Ma lo faccio perchè mi voglio proteggere e perchè mi voglio bene.
    E perchè l’esaltazione del momento non è mai tale da nascondere i vari limiti che sento ancora di avere.
    Ma che cavolo conta poi?
    Io sto bene così. Per adesso.

    Bacioni a tutti!

  • 5986
    LUNA -

    LILLY: già, capisco 🙂
    sì, darsi il tempo di sentirsi pronti, se comunque dentro si sta in apertura e in movimento, credo proprio sia un gesto d’amore 🙂
    comunque anche la tua parlantina nel forum (di cui peraltro non abusi affatto :D) è molto più rilassata di mesi fa, te ne sei accorta?
    Io (con affetto) sì 😀
    bacini

  • 5987
    LULU -

    Luna, l’ho ascoltato, bellissimo, l’immaginazione all’inizio del video mi aveva un po’ turbata, pero’ poi mi e’ piaciuto molto. Un baciotto.

  • 5988
    LUNA -

    LULU: 🙂 a me piace molto 🙂
    è vero, l’inizio è un po’ inquietante… ho provato la tua stessa sensazione. Figo anche in questo, il video, per l’evoluzione del tutto inaspettata 🙂 in senso positivo.
    mi piace anche per questo 😀 😀 😀
    il testo, poi, secondo me, è davvero bello e “interessante”.

  • 5989
    Lilly -

    In questo forum intervengono persone di tutte le categorie. La categoria dei malati, quella delle persone in cura, quella dei convalescenti, quella dei riabilitandi e riabilitati etc etc etc.
    Qual è la categoria più a rischio di crollo (mentale, panzifero, entrambi)?
    Tutte!
    E di maggior crollo?
    Tutte!
    Non è un pensiero negativo! Anzi , il contrario.
    Rileggo spesso i post di chi s’inciampa nel suo percorso riabilitativo e, inciampandosi, si deprime o si demoralizza o si spaventa. I famosi “due passi avanti e tre indietro”, la “camminata del gambero”, tutte quelle sensazioni in cui capita spesso di incappare.
    Conosco bene questa brutta sensazione e l’ho analizzata. E’ una sensazione che sembra nemica e quando c’è un nemico di mezzo o lo si affronta o si scappa. E tante volte la fuga sembra la soluzione migliore….
    Però, pensandoci meglio, mi sono detta “azz….quella sensazione (benché indotta da altri) nasce da me. Ed io non sono nemica di me stessa anzi mi sono amica. E con gli amici che faccio? Scappo? No (se non gli devo dei soldi….)”.
    No. Dagli amici non scappo, gli amici li incontro ed io mi sono incontrata con quella sensazione.
    E sono arrivata alla conclusione che se dopo uno di quei passi indietro sto male è perché in generale sto meglio. Ed in quel meglio in avanzamento sto bene.
    Mettete il caso che stiate stendendo un lenzuolo dal balcone. Ecco….nell’enfasi del gesto perdete l’equilibrio, piombate di sotto e finite all’ospedale con braccia, gambe, costole e testa fratturate.
    Se in questo contesto vi cade una flebo su un piede e vi ferisce una falange dell’ultimo dito del piede sinistro direi che non è un dramma. Forse neanche ve ne accorgereste.
    Ma se state bene e mentre state facendo visita ad un ricoverato la stessa identica flebo vi plana sullo stesso identico dito 99 su 100 scatta il drammone! Quanti di noi non si metterebbero a gridare come se un panzer ci avesse centrato in pieno???

  • 5990
    Lilly -

    Questo per dire che un dolore su un corpo sano o in guarigione fa più casino di un dolore su corpo dolorante.
    Un passo indietro mentre si sta andando avanti fa più impressione e genera più disagio di un passo indietro mentre nella confusione generale non si ha la più pallida idea di dove si stia andando e magari neanche la percezione che si è fermi da giorni, mesi, anni…
    E, a volte,Max, la tentazione di rispondere ad un contatto di chi ci ha fatto male sembra tanto un passo indietro. Ma è una tentazione legittima. Sarai tu stesso a dire a te stesso cos’è meglio per te quando avrai abbastanza equilibrio da capire dove finisce un atteggiamento imposto dal rancore, dalla voglia di vendetta o dalla paura di soffrire ancora e dove comincia un atteggiamento nato dal rispetto di te stesso e delle tue esigenze.

    Cara Luna. La mia parlantina si è rilassata perché non ho più paura di dire la cosa sbagliata nel momento sbagliato e subirne pesantemente le conseguenze. Non sai quanto mi fa piacere che tu te ne sia accorta. L’affetto è bellissimo! E reciproco :-)))).
    Ps. bellissimo il video e bellissima la canzone.
    Un bacione a te e a tutti. Bye Bye.

  • 5991
    Ant062 -

    Un passaggio veloce…
    Un saluto a tutti…Nuovi, vecchi e seminuovi… ;DD

    Lilly “Io sto bene così. Per adesso.” ed è’ quello che conta.

    Barbibruna, non chiederti cosa c’è che non va in te.Non c’è nulla che non vada. E se gli altri non ti “apprezzano” per ciò che sei, ricordati… gli altri non sono il “mondo”

    Baci.

  • 5992
    Ada -

    Ciao a tutti!!!!!!!!! non passo da un bel po’… ma solo perchè ho fatto un mare di cose 😀
    Volevo dirvi che, tra alti e bassini passeggeri, ho trascorso un’estate bellissima… 6 mesi fa non lo avrei creduto, anzi, anche 2 mesi fa non lo avrei creduto 😀
    Solo questo.
    Un bacio a tutti 😀

  • 5993
    max -

    Ieri era il mio compleanno e lei ha voluto farmi il regalo, si mi ha chiesto se poteva venire a trovarmi io ho commesso l’errore di accettare, sapete quale era il regalo,dopo mesi di non risposte dopo mesi che mi diceva che non sapeva se mi amasse e che non era perchè aveva un altro, è venuta a dirmi che prprio lui, quello che doveva essere solo un amico, quello che si è infilato nella nostra vita è il suo uomo e che ci va a letto, mi ha ucciso dentro, con tutte le persone che poteva sciegliere a preso proprio quella che poteva farmi più male, quella che mi ha sempre detto che non dovevo preoccuparmi perchè era solo un amicizia. quello bastardo si è preso la mia donna fingendosi amico mio e venendomi in casa, ora scopa con lei.
    Oggi vorrei morire per come mi sento, sto veramente male, non pensavo di dovere ancora provare queste sensazioni, lei ha pianto lacrcime di coccodrillo tutto iari sera fingendosi dispiaciuta per me, gli ho detto di eliminarmi dalla sua vita e che la smetta di dirmi che mi vuole un bene dellanima, non si trattano cosi le persone a cui si vuol bene. mesi e mesi di sofferenze e bugie e quando decidi di dirmi la cose come stanno, il giorno del mio comopleanno. No tutto questo non è giusto e non mi merito di essere umiliato cosi. Non ho chiuso occhio conosco quella casa dove lei è con lui e conosco lui, credetemi non la stessa cosa se fosse stato un altro, è molto peggio, perchè quando chiudo gli occhi mi sembra di vederli li in quelle stanze che io conosco e mi fa un male atroce.
    Oggi sto veramente male.

  • 5994
    serena -

    ciao io è da tre giorni che cono in crisi con il mio ragazzo stiamo insieme da un anno e due mesi le liig sono state tante quasi smpre per il slito motivo la sua migliore amica.però molt volte anche perchè io mi arrabbiavo per ttto ora che lo sto perdendo mi rendo conto che non è giusto devo dare più spazio a lui tanto mi ama e me lo ha detto però vuole qualche giorno per capire fino ieri sera siamo usciti insieme per oggi abbiamo deciso di non farlo ci sent e basta.
    ora io sentendo i consigli di un amica in comune che ha già vissuto questa situazione non mi sto facendo sentire lui perrò mi dice che fa e mi chiede che faccio io io rispondo però senza fare altre domande.
    help ho paura di perderlo per sempre come devo fare?
    è urgente rispondete per favore

  • 5995
    LUNA -

    ADA: 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 sono proprio contenta :DDDDDDD Bacini

    LILLY: 🙂
    @Questo per dire che un dolore su un corpo sano o in guarigione fa più casino di un dolore su corpo dolorante. Un passo indietro mentre si sta andando avanti fa più impressione e genera più disagio di un passo indietro mentre nella confusione generale non si ha la più pallida idea di dove si stia andando e magari neanche la percezione che si è fermi da giorni, mesi, anni…

    già… anche perché quando si comincia a guarire, solo allora, si capisce, credo, veramente, quanto si è doloranti e stanchi. quando lo si è stati per giorni, mesi, anni senza saperlo. quanto ci si credeva sani solo perché si stava in piedi, o perché l’adattamento e il blocco contenevano il dolore, come un analgesico preso due volte al giorno, che poi diventano quattro, otto, cento al giorno…
    ad un certo punto la compensazione non funziona più, l’analgesico non fa più effetto, allora scopri che hai ancora il mal di denti, anzi a volte scopri proprio di averlo il mal di denti. che non era solo un mal di cuore era anche un mal di denti, e che per via del mal di denti hai mangiato solo a destra, e allora mangiare a destra ti ha storto anche un po’ la postura, e che storgendo la postura ti è venuto mal di testa, che hai dormito male la notte, perché pure dormendo hai assunto una posizione “antalgica”…
    “accidenti, ahò, ho appena scoperto che sono proprio un bel rottame!”.
    Meglio che non saperlo. Il rottame quando se ne accorge può cominciare a prendersi cura di sè per tornare un argento splendente 🙂
    olio di gomito e amore, per sè.

    E cambiando metafora… io quando comincio a mettere a posto gli armadi, e tutte le cose sono sparse per la stanza, spesso vorrei solo scappare via e mollare tutto là…
    che casino, ragazzi…
    ma poi, una cosa al suo posto e un posto per ogni cosa, vuoi mettere la soddisfazione interiore (anche per averlo fatto quel lavoro) quando è tutto a posto? non a posto secondo i codici del messo a posto

  • 5996
    LUNA -

    ma come mi fa stare bene, come piace a me, come considero quello il MIO armadio, in cui è un piacere ritrovare le cose vecchie e metterne delle nuove…
    magari se un’altra persona apre il mio armadio quando è in ordine potrebbe dirmi: senti, ma non è che ora di mettere a posto questo armadio? 😛
    ma ognuno ha il SUO concetto di armadio, no? 😀

    Quando ero piccola non sopportavo, quando mi veniva voglia di mettere a posto le mie cose, che mia madre mi dicesse: “finché non hai finito non esci!”.
    Perché? io non sarei mai scappata mollando tutto lì, non mi sarei mai dimenticata di quel lavoro lasciato a metà, non avrei camminato sulle cose sparse dicendo “che me frega”… io posso essere disordinata, senza rendermene conto, e quanto, ma quando metto in ordine se inizio finisco, perché metto a posto più per stare bene che per dovere.
    E anche perché ho un senso del dovere che, comunque, nella vita mi è stato utile, perché se non ho voglia, ma ha un senso, mi lego alla sedia per il risultato. Solo che ho bisogno anche di avere io la possibilità di sciogliere le corde.
    Lei mi diceva: non esci finché…
    e invece Lunina si diceva: ma, cazzarola (no, a 8 anni non dicevo cazzarola :P), perché non posso andare in giardino venti minuti ad arieggiarmi il cervello? (quello era il concetto panzifero :P) che poi torno e mi “rilego” a mettere a posto? e magari mi diverto pure?

    Forse è per questo che le cose migliori della mia vita, quelle in cui mi riconosco, mi sono venute fuori quando avevo io la possibilità – o la sentivo – di stringere i denti e le corde, ma anche di mollare.

    Bacini a tutti :DDDDDDDDDD

  • 5997
    Lilly -

    Ciao Serena. Se fino a ieri siete usciti insieme e oggi vi siete sentiti direi che il problema sta più nell’ansia che esce da ogni singola lettera del tuo post più che nella realtà dei fatti.
    Io non credo nella potenza del silenzio quando ho qualcosa da dire.
    Nel senso: mi va benissimo il silenzio, la pausa, il non parlare a vuoto pur di parlare. Ma se ho qualcosa da dire preferisco dirla. Soprattutto quando dall’altra parte c’è qualcuno che ascolta (non mi pare che il tuo lui si sia dato alla macchia nella foresta vergine….).
    Io ho due vicine di casa. Entrambe si sbranottavano a periodi con il marito.
    Una con la tecnica del silenzio è arrivata al divorzio l’altro ieri e l’altra con la stessa tecnica ha tagliato il traguardo delle nozze d’argento un mese fa…..
    Questo per dire: non ci sono tecniche da seguire. Segui il tuo istinto e la personalità di entrambi.
    Le parole o i silenzi verranno da sè.
    Quando le persone sono ragionevoli le parole ed i silenzi vengono da sè.
    E’ quando prevale lo scaz.., l’ira, oppure uno dei due (o entrambi) è carico di aggressività o, al contrario, di vittimismo…insomma, quando la sfera emotiva è alterata che c’è il rischio che il dialogo deragli e vada alla deriva o che il silenzio occulti tutto.
    Luna. Con l’esempio del mal di denti hai beccato in pieno il senso del mio discorso. Tra l’altro mi è anche capitato…..anzi, se devo dirla tutta è stato proprio il “ma come si fa ad arrivare a questi punti???? Ce li hai in bocca ‘sti denti! Possibile che non sentissi niente???” che mi ha detto il dentista un pò di tempo fa che mi ha scatenato un sacco di riflessioni a catena.

    La vita (nostra e altrui)e tutte le sue metafore, vissute ed ascoltate, ci da un sacco di consigli, di spunti e di esempi. E se si è così sereni da potersi fermare un attimo, riviverli con la mente ed adattarli alle circostanze riusciamo a trovare un sacco di risposte.

    Ciao a tutti!

  • 5998
    serena -

    questa sera siamo tutti insieme a casa mia e con lui ho parlato lui dice che al momento non sa cosa è meglio comunque mi sa che abbiamo deciso di continuare cambiando io e vedere che succede….
    vi aggiorno domani quando la situazione sarà più chiara

  • 5999
    LUNA -

    MAX: cosa posso dire? quando leggo un post come il tuo rimango senza parole per quanto mi dispiace. Mi fa male un post come il tuo. Poi le ritrovo le parole, e infatti sono già qui, ma veramente le molestie morali che questa donna continua a farti mi hanno nauseata. Sì, scusa, a me che non centro.
    Per favore, nella maniera più assoluta non avere più contatti con lei e con le persone che le gravitano intorno, per favore.
    Tu non hai sbagliato di per sè ad accettare un incontro, è lei che con la scusa di essere sempre la più debole, in ogni situazione, sempre e comunque, continua a trattarti come quello che può sopportare qualsiasi cosa. Crisi, parole, sensi di colpa, il suo non accettare, con se stessa, di avere fatto delle azioni, e di avere fatto delle scelte. Sì, anche se, se ho capito bene, alla fine pare quasi che non le abbia mai compiute, perché non è mai stata diretta, e se ho capito bene alla fine sei tu che te ne sei dovuto andare quando hai raggiunto il limite della sopportazione.
    Tu lo sai che non puoi, invece, che non puoi sopportare la SUA negatività, la sua instabilità.
    Non so quanti anni abbia questa donna, ma direi che non ha 12 anni, è sicuramente in età adulta. Si prenda le sue responsabilità e non rompa le balle a te. E se non è capace di prendersele, e vuole caricare te, avanti, come a questo punto mi viene da immaginare abbia sempre fatto, anche quando tu non te ne accorgevi, perché non era questa l’entità delle cose per cui ti chiedeva di essere il più forte e il più comprensivo, per favore BASTA. Max, quando un giorno starai meglio, ma veramente, quando ti sarai ripreso il tuo equilibrio, non è detto che tu non possa parlare con questa persona, ma ora no.
    Ora no, perché ti butta merda addosso. Perché quella cosa della casa, del fatto che sia lui proprio lui ecc e che ora tu ti fai inevitabilmente i film in testa sai cosa mi ricorda?
    Mi ricorda quando io stavo male, per un lutto, a dovevo stoppare chi voleva raccontarmi come si erano svolte

  • 6000
    LUNA -

    le cose… c’era in me, come probabilmente c’è stato anche in te, ieri (a meno che lei davvero non sia venuta a dirti anche ciò che tu non hai chiesto, e allora è ancora peggio) anche la “voglia” di sapere… perché era stata una morte talmente allucinante, assurda, che resti là, di pietra e sconvolta e dici: ma com’è possibile? ma com’è successo? e ti chiedi se ha avuto il tempo… se ha avuto il modo… se ha sofferto oppure no. Poi però ti rendi conto anche di una cosa, e cioè che alla fine è in poche parole che si riassume quello che è successo, non nei particolari.
    E più elementi hai a riguardo, invece, e più puoi farti dei film in testa, e più ti fai dei film in testa e più ti fai male inutilmente. Nel tuo caso la questione è che una persona che da anni ti diceva di essere in crisi, e ti molestava attraverso il fatto di esserci,ed esigere da te, ma non esserci veramente, nella tua vita, ad un certo punto si è messa con un altro. E un altro così vicino. Max è ovvio che questa cosa non potevi assorbirla in tic tac, e che i pensieri che ti fanno male ci stanno, inevitabili… però, come quasi sempre accade in queste situazioni, mi pare che tu stai meglio(comunque meglio) come ti allontani dalla fonte della tua frustrazione, e peggio quando quella fonte in qualche modo si avvicina a buttare benzina sul fuoco. Pensa a te, non a chi si scopa lei.

    SERENA: non so nel tuo specifico caso, ma alle volte quando i litigi sono momenti in cui ci si vomita addosso le cose senza riuscire a fermarsi, ma neanche a capirsi, e la tensione è diventata molto alta, un piccolo allontanamento “in sicurezza”, come mi pare sia il vostro, può essere utile per entrambi, portandosi su un dialogo apparentemente più “asettico”, mantenendo comunque il contatto. Il dialogo che non gira sempre attorno alle questioni calde e così ci si “ossigena” il cervello un po’. Si lascia spazio anche per pensare, ciascuno per sè, a quello che si vuol dire, ma con più calma, in un secondo momento.

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