Il suicidio
di
beppino
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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è un pò che non scrivo qui, leggo di frequente ma non scrivo più. non c’è molto da aggiungere quando uno decide di PENSARE al suicidio. e ci penso secondo dopo secondo.. non tanto per modo di dire. ma non ho mai tentato, ho “solo” pensato… per il semplice fatto che per me tentare = riuscire. sono sempre più malandato, più ubriaco e mentalmente instabile. medito continuamente su quel che è stato il mio passato e su un futuro ipotizzato e alquanto improbabile, ma alla fine capisco che sto solo buttando via il mio tempo. mi rendo conto di essere fermo, guardo il mondo che va avanti mentre io rimango immobile ed impassibile agli eventi. è come se fossi incatenato ad un palo, come un cane indifeso e maltrattato dal padrone infame.
insomma più guardo in faccia la realtà e più mi convinco che il tanto acclamato gesto stìa per compiersi.. e invece… finora mi sono sbagliato, a quanto pare.
comincio a credere di appartenere alla cerchia di quelli che chiacchierano tanto e poi alla fine non concludono mai un beneamato.
questo mi fà sentire ancora più inutile.
..scusate il disturbo, ora torno in “letargo”, ma le mie parole sono il frutto di un disagio immenso che solo voi del posto potete capire o quantomeno immaginare, credo.
ho sempre trascurato volutamente tutti i dettagli fondamentali del mio malessere e continuerò a farlo dovunque mi trovi e con chiunque, perchè quando si è soli, nel senso più brutto e assoluto del termine, ci si fida solo di se stessi con la consapevolezza, arrivati ad un certo punto, di preferire la malattia alla cura.
ad ogni modo adesso, senza un motivo specifico, vorrei salutare davvero con il cuore tutti quanti voi sconosciuti che leggete, nessuno escluso(malintenzionati e non.., vecchi e nuovi della pagina..ecc.) e saluto anche te, responsabile del sito, che per primo/a leggerai la mia superflua e spero ultima lettera e che Dio ti benedica..vorrei essere io al tuo posto…he he..(senza offesa, naturalmente).. ANDREA, IN ARTE “GIO”.
salve a tutti e buona settimana!
sono tante le cose che vorrei dire, ma mi limiterò solamente ad alcune considerazioni. Ovviamente parlo solo per me di come intendo risolvere il problema suicidio si/no. Come tutti voi ho anche io dei problemi, problemi di relazione con gli altri, problemi di solitudine di non essere riuscito a realizzare nulla nella vita (anche se questo non è del tutto corretto: anche la persona che si sente la più fallita in realtà ha realizato qualcosa). Ciascuno di noi ha realizzato qualcosa nella vita, anche se si è rimasti soli anche se si ha, come me (e non solo me), l’impressione di avere sciupato inutilmente la propria esistenza. Invito tutti quanti ad essere un poco più egoisti, a non darsi colpe. Non abbiamo colpe. Spesso mi sento dire (anche da qualificati psicologi) che sono rimasto solo per colpa mia, che sono stato io a crearmi questa solitudine e che quindi “chi è causa del proprio male pianga se stesso” (bella sentenza non c’è che dire), e che quindi non ho il diritto di lamentarmi. Non vedo in che modo possa averlo fatto. Comunque ho avuto come una illuminazione: ormai queste sentenze non mi fanno più nè caldo nè freddo, semplicemente le ignoro. Conseguenza: non mi sento più in colpa. Ognuno si fa la propsia vita e se ne frega degli altri: molto bene: anche io farò lo stesso. Mi si dice che non ho diritto di lamentermi per una circostanza (l’essere rimasto da solo) che sono stato io a causare. Va bene. Ma non vedo perchè questo debba necessariamente spingermi a volermi dare la morte adesso. Sbaglierò forse nel dire questo, ma penso che si dà troppa importanza “agli altri” a farli felici. C’è chi vive una intera esistenza (e ne conosco di persone così) dediti agli altri. Nobilissimo ideale ma ahimè non mi ci ritrovo. Quello che voglio cercare adesso di fare io è solo quello di provare a ricontattare il piacere, anche il più insignificante, l’unica cosa per la quale valga la pena di lasciarsi vivere.
x nausicaa.Probabilmente non mi sono espresso convenientemente. Ciò che rende bella la vita, non è ciò che puoi dare o avere, ma solo ciò che c’è in te. Amare è in te, essere amati no. Amare, può essere amare un luogo, gli animali, il tramonto o l’alba, un angolo di città etc. Essere amati è arduo e poco comprensibile. Facile che sia anche distorto. Che tu abbia l’amore in te, si sente chiaramente. Lo devi solo usare. Non devi avere paura, ne temere giudizi, perchè è privato.
Almeno prova. Quì tutti viviamo sull’orlo del disastro personale, ma, vrai notato, c’è un fremito di qualcosa, siamo tutti alla ricerca di qualcosa, di una pace, di una specie di acqua che plachi un qualche tipo di sete. E allora proviamo a bere. Non sò dirti cosa voglia dire bere, per te. Ognuno ha la sua sete. Il suicidio è solo un dettaglio, un estremo limite, poichè alle volte , si vive senza essere veramente vivi.
le lacrime scendono come fossero animate da tristezza propria…
Ciao a tutti…credo vi ricorderete di me.. in questi ltimi gg ho preferito leggervi piuttosto che scrivere io…che bei post ke scrivete ragazzi…intensi….toccanti davero…io invece se scrivevo buttavo giu solo cose cosi…nn è un periodo ok questo..sono costretto a vivere questo schifo…obbligato a lavorare..a sorbirmi prediche additate..da familiari e amici..cosi alzo i muri..tengo tutto dentro…osi come facevo mesi fa…cerco di essere il + sorridente possibile..evitare certi argomeni soprattutcol mio amico…proprio lui che mesi fa era riuscito a rompere quel mso solido di 3 anni..h cominciato a farmi fidare di lui..prima di alora gli “estranei” non vedevano il vero leonardo…mi ha fatto trovare al fiducia verso lui e verso gli altri…x qesto non lo scorderò mai..solo che anche lui oggi come oggi non so..non mi capisce..mi definisce un leprotto che fugge dalle cose… non so + che pensare ormai..faccio il possibile x deviar gli argomenti…quando devo piangere mi isolo una/due orette e poi torno “normale” agli occi altrui…vorrei soloesser lasciato in pace esser spensierato…godermi le cose ci sono..oramairitorno ad esser un bambino..desiderre..coccole..chiederle a papà…abbracci..baci..proprio come 25anni fa..chiederli a mia sorella la mattina appea sveglio..osservarla svegliarsi..sorridere nel vederla stirachiare…sare addosso a papà con la testa sullesue ginocchia e guardarlo dal basso..i suoi occhi nocciola..le rughe segnate dal tempo…farmi accarezzare..sentire la sua mano forte asiugarmi le lascrime sul viso delicamente..si addormentarmi su di lui..senza prendere farmaci..sentirmi protetto da lui..incvincibile..purtroppo non lo è lui..la malattia inesorabile avanza..se lo divora da dentro…me lo porterà via…questo mi fa male..troppo…m non posso far nulla xlui…soltatnto godermelo appieno.. vi saluto a tutticon affetto…non facco nomi xkè scoderei qualcuno..vi leggo sempre..e come dico sempre io…statemi bene..un abbrccio..Leo
alessandro leone.anche io sono sono di taranto.se ti va possiamo parlare tramite msn….
Hey, Leo, é strano che dici che noi scriviamo tot. così e cosà troppo belli e tu no. Scrivi che lo sento, altrochè! Ti abraccio, super Leo.
C’è rabbia e c’è odio dentro di me. C’è notte e c’è buio. Una tempesta che spazza via tutto e non rimane che un arido deserto intorno a me. Non vedo nessuna luce, non sento nessun rumore se non il battito del mio cuore che mi dice che sono ancora viva. Questo cuore che fa male, che è troppo carico di dolore per resistere ancora. Questo cuore che contiene dei sentimenti troppo forti, che lascia dietro di sè una scia di sangue. Voglio toccarlo questo sangue, voglio vederlo uscire fuori dalla mia carne. Non sono nessuno, sono un nulla, solo un corpo vuoto. Ma ho bisogno di sentire il mio corpo esistere e veder sgorgare da esso le mie emozioni in un fiotto di sangue che esce da una ferita e lascia un segno visibile del suo passaggio. Quel segno è vita, quel sangue vuol dire che esisto, che non sono solo un contenitore vuoto. Il vuoto che lasci tu quando scegli di non esserci per me. Quando ti allontani e mi lasci. Quando mi abbandoni. E io sto qui, in silenzio, carica di odio per me che non sono degna del tuo amore, per te che preferisci qualcun altro. L’impotenza nel vederti allontanare da me e più ti stringo più ti allontani, come la sabbia che scivola dalle mani. Il vuoto della tua assenza. Il dolore del non esserci e la rabbia per essermi fidata di te, per averti fatto entrare nel mio cuore. Tu sei tu che mi stai accanto, sei tu che un giorno mi hai scelto come amica, sei tu dalla quale pancia sono uscita, sei tu che mi sei sorella, sei tu che leggi. “Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”. Non c’è accusa, non ci sono colpe, solo una silenziosa e dolorosa coscienza di quanto la vita possa far male con le sue misteriose contraddizioni, con i suoi inganni, con il suo chiamarci ad esserci. Sono io ad essere inadatta, io che ho la pelle sensibile e come mi sfiori mi ferisci. Ma tu perchè mi fai così male?
LEO, quanto dolore mi comunichi in quello che scrivi, quanta sofferenza sei chiamato a sostenere. Ti ammiro, anche se immagino che non te ne fai proprio niente di queste mie parole. Nonostante tutto sei ancora qui a cercare di andare avanti nel migliore dei modi possibili. Certo che puoi ancora ricevere le coccole da tuo papà, anzi, se ci riesci, chiedigliele, credo lo farai felice. Capisco il peso del tenersi tutto dentro, ma forse al tuo amico puoi confidare come ti senti, lui che è riuscito a farti aprire il cuore comprenderà sicuramente le tue emozioni più profonde, anche se, come ti ho già scritto precedentemente, non puoi chiedergli di accettare i tuoi propositi suicidi. Fidati ancora di lui, non sai quanto sei fortunato ad avere accanto un amico che si preoccupa di te.
ANTY, com’è difficile non sentirsi in colpa. Sono contenta che tu ce l’abbia fatta, io ancora sto qui a domandarmi ogni volta dov’è che sbaglio e perchè sono fatta così male. Non riesco a vivere per me stessa, ma solo se gli altri mi danno un qualche valore sento di esistere e quando mi feriscono mi sento sbagliata. Non credo, però, di essere animata da “nobili ideali”, solo da una forte bisogno di amare ed essere amata. Spero che ci riuscirai a ritrovare il piacere di vivere.
TANCAMALA, le tue dissertazioni sull’Amore sono molto profonde e mi emozionano. Ognuno di noi ha in sè l’amore, vorrei veramente crederci perchè sarebbe una scoperta meravigliosa. Io che non mi sento capace di amare me stessa e che non riesco a dare agli altri quanto vorrei, con l’intensità che sento nel mio cuore, io che ho verso di me atteggiamenti distruttivi e provo rabbia verso chi mi illude, io contengo dentro di me l’Amore? Mi dai da pensare, grande Tancamala. Ti ringrazio.
GIO, ti comprendo, soprattutto quando dici di preferire la malattia alla cura. Ora non ho spazio per scriverti, spero però di leggerti ancora.
NEVE, come stai? Fatti sentire, ti penso molto.
FANNY, FLEXO, tornate presto.
DAGO, ciao.
x Nobody. Anche se c’è differenza, in qualche cosa, fino a due mesi fà stavo come stai tu, e non mi fido nè di me, nè dei miei pensieri, nè degli altri, nè di alcunchè….Mo’ stò un pò distante dall’orlo oscuro, ma……..dubito. Non posso fidarmi. L’amore è cosa serissima, e…è meglio essere pronti a tutto. Ma esattamente, chi è che ti rifiuta e ti strazia così tanto? Mi spiace che sia un momentaccio, davvero. Abbi coraggio, ancora. Non farti male. Ti abraccio.
X GIO : Perfavore non ti chiudere in te stesso continua a parlare e scrivere tu sei importante per noi e non dire che il mondo continua ad andare avanti mentre tu sei fermo attaccati all’ultimo vagone e risali TU SEI BASILARE PER IL NOSTRO SITO, come tanti altri non chiudere questa valvola che le tue parole siano da insegnamento a tanti altri.
X quelli che dicono che siamo noi i colpevoli di quello che ci accade , qualcosa mi dice che non capite quale sia il vero problema ,il vero problema siete voi che volete salvare il mondo con frasi d’impatto vergognatevi qua la gente non ha bisogno di proverbi e non sono aborigeni(con tutto il rispetto X gli aborigeni ) ma persone che vogliono creare un contatto e aiutarsi ,sono forse un pò brutale ma spero nella vostra comprensione .Saluto tutti gli amici (fratelli) Dalla A alla Zeta con tanto affetto sincero e dico solo DAI DAI DAI FORZA antonix
ciao a tutti. ciao tancamala..vedi è proprio qst il problema…si vive senza essere veramente vivi..e a me non sta bene…ma oggi sono abbastanza su 🙂 e oggi ci voglio provare..ho inizito un nuovo dipinto..butto tutta me stessa la..non so per quanto dura ma qst giornata mi sembra meno buia del solito..magari riesco a intravedere un modo per iniziare finalmente a vivere..( devo autoconvincermi per lo meno altrimenti da qst storia on ne esco più)
Gio,ciao è un piacere rileggerti di nuovo.Dici di essere sempre più ubriaco,forse è cosi,ma non quando scrivi,perchè i tuoi post sono sempre molto belli,e anche molto lucidi.è innegabile il tuo disagio e il tuo dolore,credevo che frequentando questi luoghi in particolare coloro che soffrono come te avesse in parte anzi in minima parte lenito quel peso che ti trascini.Vedo purtroppo che non è cosi.
Quando visito il sito e leggo il tuo Nik mi viene sempre in mente una frase che mi hai detto salutandomi per la prima volta.Quella frase,quell’insieme di vocaboli erano scritti da un vero uomo,da una persona che interiormente si sente fragile e inutile,ma non è cosi.Io sono qui per tè,e per tutti coloro che vogliono,e non intendo mollarti non intendo mollare la presa proprio ora.Le ultime frasi del tuo post suonavano come una messa funeraria,un ultimo addio prima del compimento dell’atto estremo e questo non mi piace.Gio scrivi ancora di te.
Leo certo che mi ricordo di te,ci ricordiamo tutti di te.E in quanto ad emozionarmi con le tue parole non scherzi.Metà del tuo post è stata la ricerca infinita anche per me.Una ricerca infinita giunta al capolinea troppo rapidamente.Le coccole,un papà..già tutto quello che è macato anche a me.E ancora mi manca seppure siano passati molti,molti anni,e tanta tanta acqua sotto i ponti.Leo come dice Nobody non fare l’errore di chiuderti in te stesso,non arrocarti da solo in un fortino perso chissadove.La solitudine non la merita nessuno.E nessuno deve sentirsi solo.Leo devi essere molto simpatico interiormente oltre che intelligente.Ne riparleremo.
Dolcissima Nobody,grazie del ciao.Mi sono nutrito per anni di odio,mi sono nutrito per anni di astio e rancore verso il mondo intero e questo non ha fatto altro che dilaniare la mia anima,lho fatto per cresce,e mi ha fatto prendere variate strade nella mia adolescenza,e nella mia giovinezza.Però arriva anche il giorno che l’animo seppur ferito si stanca di nutrirsi solamente di meschinità
Cerca nutrimento diverso,cerca cibo nuovo,qualcosa che ti faccia sentire meglio,e cerchi lentamente di fare la pace con il mondo.Per me è stato così e ti trasmetto la mia personale esperienza.
Ti ho sceritto in un mio post precedente che sei una donna dolcissima,se solo lo volessi capacissima di tirar fuori dal tuo animo dilaniato,scarnificato quel briciolo di amore necessario per nutrire te e chi ti sta al fianco.Hai bisogno di tante cose Nobody,e non sono di certo odio e rancore.Ti abbraccio.
Un grande saluto a tutti voi.DAGO44
Devo ammettere che non ho letto tutti i vostri commenti…
ma dopo aver sentito nominare RadioMaria fin dalla prima pagina mi sento in dovere di aggiungere la mia opinione, ovvero quella di un puro e convinto razionalista (e per giunta neurobiologo). Dunque cerchiamo di andare con ordine:
1 – I pensieri suicidi sono quasi sempre sintomo di depressione che e` oggigiorno riconosciuta come una malattia e come tale puo essere curata con psicofarmaci (a volte anche efficacemente).
2 – Detto questo, non e` che sia necessariamente da considerare una cosa negativa. La depressione insorge per un motivo ben preciso: l’impossibilita` di far fronte alle difficolta`. Se un animale e` messo in una situazione difficile a cui non riesce a far fronte in nessun modo, imparera` che “non c’e` nulla da fare” e quindi smettera` di lottare e/o si lascera` morire (ad esempio un topo gettato in una vasca da cui non puo` in nessun modo uscire, dopo un certo tempo smettera` semplicemente di nuotare e anche se voi lo tirate fuori prima che anneghi sara` comunque clinicamente depresso: semplicemente si e` arreso). Il problema e` che nell’uomo tutto e` molto piu` complicato e spesso scambiamo situazioni “molto difficili” per situazioni “impossibili”. Ma quasi sempre C’E` un alternativa, per quanto lontana possa sembrare!
3 – se pero` davvero pensate che alternative non ce ne siano, beh allora accomodatevi. Non giudico il suicidio “sbagliato” in senso morale. Se la vostra vita vi causa solo sofferenza e magari causa sofferenza pure a chi vi sta intorno allora non c’e` nulla di male. Anzi tanto di guadagnato per il mondo, gia` fin troppo sovrappopolato. Ma vi prego: ricordatevi che non avrete una seconda possibilita`, ne in cielo ne in terra, questa e` l’UNICA vita che avete, quindi vi consiglio di non buttarla perche` finche` avrete anche solo una vaga possibilita` di farcela allora vale la pena lottare!
PRima di parlar di me devo fare una cosa…
RAgazzo tranquillo a te mi riferisco….mi fai paura..come uomo…tu dici di esserer razionale neurobilogo..io sono un semplice biologo..e quindi?
punto 1 se non leggi nulla di questo bolg non mettere i tuoi commenti non permetterti….i pensieri suicidi sono sintomo di depressione si cavoli..tu stdi dai libri ste cose….teoria si..noi le viviamo adosso sulla pelle..in fondo al cuore…non puoi capire quindi taci.i tuoi psicofarmaci tienli x te…ti serviranno a non scrivere cacchiate.
punto 2..che ne sai delle nostre difficoltà non fare il professorino con me non attacca sai…tu dici che è la via x superar grandi difficoltà..che c’è sempre una via..allora illuminaci tu caro mio professorino…immagino tu hai una esistenza felice se scrivi cosi..mi fa piacere cosi ma qui lasciaci in pace tra noi..qui in questo bog se leggi capirai c’è risspetto..si rispetto parola a te sconosciuta..solidarietà.. compresione…sostegno..queste cose non le trovi nei libri mio caro..vengono dal cuore..dall’esperieze di vita.. tu non puoi capire…
punto 2.non sei nessuno x dirci di accomodarci..come ti permetti..il mondo è sovrappopolato qundi dovremmo ucciderci prima..vaffanculo..si vaffanculo..tu non sei un uomo ei un mostro…non scrivere + qui non sei desiderato..vattee va..goditi la tua vita al posto di rompere qui vai…non c’è bisogno che ci dici che nnabbiamo possibilità…noi sappiamo molte cose meglio di te…spero di non leggerti +..davvero..non ti auguro male..ma bazzica da altre parti..ci sono milioni di blog…questo non fa x te…qui dentro trovi gente con cuore,un animo una personalità,gente che soffre e tu grazie ea ste minchiate provochi ancora + dolore,non ci sei d’aiuto..anzi..a me ha ferito molto il tuo post…sarai contento..bravo,complimenti mio professorino..stammi bene anche tu…non ti porto rancore
Scusatemi x il post di prima…ma è + forte di me ho usato parole un po forti e me ne scuso…perdono….è che oggi non è stata una giornata bella..è stato l’onomasatico di papà…l’ultimo,x me èè stato straziante,fin da piccolofacevo un pensierino a paà in questo giorno,no xkè avesse bisogno di qualcosa,ma x fagli vedere che io c’ero e ci sarei stato,vederlo gioire nell’aprire il pacchettinoòlla sua faccia sorpresa…solo che oggi non è stato cosi…qusndo son andato da lui…e gli ho portato una mia foto i me e lui 29 anni fa..io in brqaccio lui dipochi gg…siam scoppiati tuti e due…io + di lui..è brutto saperlo al termine…lo stringevo forte dicendogli “non andare papà,resta con me” una richiesta che non pò soddisfare..credo piangesse x quello..sono rimasto avvinghiato a lui x molto…non vogevo lasciarloma purtroppo nn potevo vivere come un fungo su di lui…
Caro DAGO44sei gentile con me..graie…io emozionrti mi sembra difficile..mi spiache che ti sian mancate..credo anche tu hai subito una perdita precoce…ti ringrazioquando mi dici che son simpaticodentro e addirittura intelligente..come dico sempre al mio amico ho 29 anni(quasi) ma sono un bambinone..bisognoso di affetto e protezione,quella che avevo trovato nella mia compagna e in papà quando lei se ne è andata con il nostro iglio dentrose…l’ho cercata in papà..come quando ero piccolo..lu me ne dava abbastanza,me ne da tanto ma ancora per poco purtroppo…cerco di fari coccolare il + possibile…anchio cerco di dargli affetto….ma mi sa che ne ho bisogno + io in questo momento…so che lui c’..come anche mia sorella…ma con lei non è lo stesso…si le voglio bene peròcio ke mi da papà è raro..dai finisco qui…non vorrei aggiunger oltre..mi sa che oggi ho anche un po travisato..mi perdonerete spero…
UN sincero abbraccio a tutto con aaffetto…Leo
Se nella vita riesci a provare ancora emozioni anche per una qualunque cosa: Guardare il mare, disegnare ecc allora vige dentro un piccolo fuoco di speranza. Son arrivato al punto tale (che non auguro a nessuno) di non provar emozione di fronte a niente. La realta la vedo visivamente come un sogno e il sogno in realta’. Solo dolore riesco a sentire. Difficilmente potra’ comprendere chi certe cose non le a vissute sulla propia pelle. Non vuol nessuno star male per vittimismo o chissa per altro. E facile dire cambia la tua vita se non va, certo’ ma tu che giudichi sentenziando senza sapere, non saprai mai che il passato in se e la propia vita sono stati decimati a priori. Solo perche ai avuto la fortuna di avere tot ragazze/i e tot amici/e non ti da il diritto di giudicare chi soffre. Fregate e vai avanti: facile a dirlo visto che chi parla cosi generalmente le due cose citate sopra non gli mancano certo. Scusate lo sfogo ma certe cose mi mandano in bestia.
x il Ragazzo generalmente. Razionale o irrazzionale, la vita e la morte ti riservano singolari sorprese. Anche io ho paura di morire, ma non divento un sasso per questo. Semplicemente, vivo giorno per giorno, soffro, e non mi chiedo cosa c’è dopo. (Anche se di idee in proposito ne ho.) …..Voglio dire, la paura di vivere, ti fà terrore. Dici, che è l’unica nostra chance di esistere!!! Fosse così davvero, sarebbe lo stesso per ogni animale che mangiamo, e saremo dei barbari assassini che non rispettano la vita delle altre unità viventi. Faremmo schifo, e non meriteremmo di vivere. Non credo che tu abbia abbastanza considerato bene tutti i termini e le implicazioni del pensiero “Vita unica, Hai hai hai!!!!”.
RAGAZZO_GENERALMENTE_CONSIDERATO_TRANQUILLO ma dove l’hai pescato questo nick?. Vedo che sei giovane, sei in vasca da poco. Prima che venissero fuori Damasio & Damasio, ai tempi in cui chi si permetteva di dire “Yes we can!” veniva cacciato dalla città per oltraggio agli dei per aver commesso il peccato di hybris, il più grave che un uomo potesse commettere, alcuni erano arrivati all’idea che forse l’uomo fosse diverso dal topo. Avevano pensato che nel destino dell’uomo ci fosse quello di essere precipitato in una vasca dalla quale non potrà mai uscire con le sue sole forze e quelli che vogliono provarci finiscono come Prometeo, legati ad una rupe e col fegato divorato da un’aquila. Ti dirò che da ragazza ero affascinata dalla figura di Prometeo, come di ogni eroe che si ribella alla sua condizione e lotta per cambiarla. Poi l’esperienza della vita mi ha insegnato a guardare le cose anche da altri punti di vista. Ora penso che se all’uomo è stato dato lo stesso istinto biologico del topo, quello di uscire fuori ed essere libero, gli è stata data (mi chiedo se però è stata data proprio a tutti) anche la capacità di riflettere su sè stesso e sul suo destino, di capire che anche in vasca lui è vivo, se non altro per soffrire, di guardarsi intorno e vedere se ci sono altri che annaspano nella stessa vasca a cui magari dare una pacca sulla spalla.
Vedo che sei molto orgoglioso della tua qualifica professionale. Che dire? Come al solito l’Italia è un po’ indietro e non tiene il passo col resto del mondo. La neurobiologia ha fatto il suo tempo, Ragazzo_che_non_sa_di_essere_in_vasca, ora è il tempo delle Neuroscienze, delle quali la neurobiologia è solo una parte. La filosofia che era stata cacciata dalla porta è stata fatta rientarare dalla finestra. Aggiornati.
LEO, TANCAMALA, siete grandi e vi saluto con tanto affetto. GIO-ANDREA, non mollare. FLEXO, torna presto. NEVE, ho letto Insomnia, ti dirò nel prossimo post, come stai?
A tutti gli amici vecchi e nuovi un abbraccio.
Ciao TANCAMALA. Devi sapere che sono molto instabile e di solito scrivo sotto la pressione di forti emozioni. Se fossi una ragazza razionale non penseri mai di farmi del male o di voler morire per il troppo dolore. Saprei che c’è sempre una via d’uscita, saprei affrontare meglio i dolori passati e quelli di oggi. Ma putroppo non è così, il mio pensiero si annulla di fronte alle mie emozioni. E mi capita di stare male, veramente male. Premesso questo, ti dico che non c’è nessuno in particolare che mi fa soffrire così tanto, eppure sono tutti in generale che mi straziano l’anima. L’ho scritto nel mio post, chiunque mi stia accanto ha il potere di farmi gioire o farmi star male. L’abbandono che sento viene da molto lontano e ogni volta che qualcuno sceglie di non stare con me, per me è la conferma di un rifiuto. Probabilmente irreale, probabilmente esiste solo nella mia testa, anzi, nel mio cuore, ma lo sento così forte che mi devasta.
DAGO, grazie delle parole che mi dedichi e di aver riportato la tua esperienza. Non c’è solo odio dentro di me, c’è anche tanto amore. Tantissimo. Solo che alterno velocemente questi due sentimenti, che sono così intensi da non riuscire spesso a governarli. Odio me stessa, odio chi mi fa soffrire, odio il mondo. Amo chi mi sta accanto, chi mi chiede come sto, chi mi dedica un po’ del suo tempo. Odio l’indifferenza con la quale la maggior parte delle persone sembra affrontare il mondo, odio una vita senza sentimenti, odio l’ipocrisia e la falsità che distruggono l’essenza delle relazioni. Amo la dolcezza che si sprigiona da un sorriso, amo il calore di un abbraccio, amo la pienezza di un incontro di cuori. E potrei andare avanti per ore, ma oggi sono molto stanca, sono reduce da una notte insonne, seguita ad una giornata ricca di emozioni intense e belle.
Ciao FANNY, bentornata, che piacere leggerti di nuovo.
NEVE, nel tuo silenzio proietto parti sofferenti di me. Mi mancano i tuoi pensieri, le tue emozioni. Che succede? Ti abbraccio
Si riesce a percepire immediatamente quando una persona ha avuto la FORTUNA di avere una vita normale, dal modo in cui si esprime e dalle cose che dice.
Un abbraccio a tutti
Hey, Fanny, come và?
Ciao a tutti, Vorrei parlare della sacra vita. Essa è sacra, e non bisogna mancarle di rispetto. E’ una occasione unica. Infatti, da migliaia di anni non si combattono più guerre su questo pianeta, la previdenza sociale fà di tutto per dare pensioni adeguate, ed i potenti stanno bene attenti a non calpestare nessuno con i loro scarponi chiodati. Non c’è stata una che una grande nazione che si sia permessa di colonizzare gli altri popoli, non si sente una parola di cattiveria nelle varie religioni istituzionali di merda. I germani non sono stati sterminati nel Luneburgo, gli albigesi non sono stati scraccagnati in provenza, e non anno avuto bisogno di scappare in america, e li, gli indiani sono stati amati, rispettati, e le loro donne non sono state violentate. Sappiamo bene che la vita è occasione unica e irripetibile, perciò alleviamo eserciti ed armi di eserciti e missili di eserciti. Ma stiamo o ci facciamo???????
Un caro abraccio a tutti voi, che vi tenete il vostro dolore, che sembrate dei pazzi suicidi, e non avete fatto male ad alcuno, e nemmeno ci pensate di farlo, perchè, lo sò, amate la vita molto più dei miliardi di pecoroni belanti, che camminano nella violenza e nella soprafazzione, in cui veramente il pensiero IO e VIVO sono così tanto conficcati da non fregar alcunchè della sensibilità altrui.
Ciao a tutti, sono capitata qui per caso, qualcuno può dire che nulla è per caso.Ho letto alcuni vostri interventi, e anche io faccio parte di chi “sente” così la vita. Sarebbe meglio usare “non sente “in realtà.Io ora per l’ennesima volta sono al punto di non sentire dolore.Ritengo viste le precedenti esperienze di essere arrivata per l’ennesima volta al capolinea. Per quanto faccia fatica a vivere mi è sempre risultato difficile morire. Il primo mio tentativo di suicidio risale a 32 anni fà, avevo 14 anno, l’ultimo alla settimana scorsa. Non riesco a vedere la morte come una fuga, ma solo come un rifugio. Cosa c’è di così drammatico nel voler morire? Forse a volte mi sembra poco rispettoso nei confronti di chi lotta contro la morte, ma io sento di lottare contro la vita giornalmente, con la stessa intensità. Forse poco nobile, ma perdonatemi non trovo nessuna nobiltà nella mia presenza in questa vita. Depressione? Forse, ma non necessariamente.Sono stata in analisi tanti anni, ho avuto periodi tranquilli, ma generalmente almeno una volta al giorno da che ho l’età della ragione io ho sempre pensato alla morte. Vi ringrazio per l’ospitalità, la speranza è quella di non tornare qui, ma visti i miei precedenti l’eventualità è alta.
Quanto è bello leggere tutti voi e ritrovarmi in ogni paragrafo, in ogni frase, in ogni singola virgola. Mi sento persa e fallita. Sono il nulla in persona, ora quasi incapace di provare qualsiasi emozione. Solo lacrime, lacrime amare, per non poter più dare tutto ciò che gli altri si aspettano da me. E’ difficile vivere quando niente sembra avere più un senso, quando senti che la tua anima si è svuotata a tal punto da non avere più motivazioni, ambizioni, sogni. Ho paura. Di non riuscire a recuperare tutto ciò che ho perduto, e penso di aver perso la cosa più preziosa. Me stessa.
Mi ha colpito particolarmente l’ultimo post di sola. Sono tutti bellissimi i vostri messaggi e vi si legge tanta sofferenza, ma vorrei invitarvi a provare a contattare il piacere – se possibile – nelle più piccole cose, anche nel bere una bibita fresca in una giornata afosa, in qualunque cosa. Non è vero che niente ha più un senso, che siamo il nulla in persona, questo non è vero, per nessuno, credetemi non è vero.
Oggi a poche vie da dove abito io cè stato un suicidio.Credo che ne abbiano parlato a livello nazionale.Una mamma disperata,sola ha deciso di recidere il cordone della vita definitivamente un dolore talmente tragico ed egoistico da portarsi dietro la figlia più piccola.Poche centinaia di metri ci dividevano,era una donna sola,e il dolore era arguito anche dalla recente perdita di lavoro.Quando si parla di suicidio o anche di tentato suicidio ci vuole rispetto.Quando si entra in questo sito specialmente per la prima volta lo si deve fare in punta di piedi.Perchè gli oltre quattromila post pieni di dolore non sono barzellette e non sono da prendere sottogamba.Quando si scrive qui credo lo si debba fare con il cuore,per questo a volte quando non sento,o meglio non trovo un vocabolo giusto preferisco starmene in disparte,non intervenire.E farebbero meglio a farlo in tanti.Vi lascio un mio saluto,lo prenda chi lo gradisce.Leo,Nobody,non vi ho fatto nessun complimento,non ho scritto nulla che non provenisse dal cuore me ne guarderei bene.Nobody
ami molte cose,e tutte molto belle,ma per gustarle appieno manca la cosa principale,più importante.L’amore verso tè stessa ti abbraccio. Ciao Tanca.A presto.DAGO44
Oggi quando ho sentito la notizia ho pensato a te Dago mi è tornato in mente il piccolo di cui hai scritto nel messaggio 4474, caso vuole che è successo vicino a casa tua, purtroppo non ci sono parole per poter esprimere quello che si sente dentro quando succedono queste cose, anche perchè conosciamo bene come ci si sente prima di arrivare a quel gesto estremo.
Sola tu dici di essere il nulla in persona ma dici anche che il tuo pianto non si placa, come puoi vedere anche tu già solo per questo non sei per niente un nulla, perchè il nulla non ha emozioni e tu le hai, certo sono emozioni che ti fanno star male, che ti prendono le viscere e te le contorcono ma sempre emozioni sono, sfogati piangi, urla se necessario ma poi fermati a cercare in te stessa il bagliore di quella fiamma che ancora c’è in te e allora con grande sforzo cerca di alimentarla ancora perchè possa essere più viva e tornare a dare a te stessa quello che tu ti aspetti e non gli altri, ricordati che chi ti vuole bene veramente non si aspetta null’altro che amore, molte volte siamo noi a volere troppo da noi stessi.
Un saluto, a tutti un abbraccio di luce e calore
Mai
CIao a tutti miei cari…oggi non scriverò molto..xkè oggi non so cosa dirvi…apparte che piango piango tutto oggi..non so xkè..un fiume in piena oramai…e quando smetto ricomincio poco dopo..cosi senza motivo…o forse i motivi ci sono ma nn voglio pensarci..poco fa sono ritrnate le idee strane(capite a che mi riferisco),nn che nn le avevo prima ma le avevo alontanate…ora si fan forza dentro di me trovano ormai terreno fertile…+ che fertile bruciato..ma che le alimenta come il vento fa con un incendio…ma d ste cose non posso parlrne con nessuno mi additerebbero..comicerebbero a urlarmi contro…additarmi…cos mi sentirei ancora+ uno schifo di ora….mi sento stanco…ma una stanchezza particolare….potessi mi abbandonerei a me stesso..cosi cio ce capita capita..ma non posso..xkè x ora “servo” sono utile a qualcosa…mi dicono i miei..mah sarà…mi sono dilungato fin roppo e abusato della vostra pazienza…statemi bene cari miei..tutti indistintamente…con AFFETTO,,LEO
Perdo Quota…sprofondo nell’oblio…tanto in fondo che il sole non è più in grado di dar alito ad alcuna mia emozione…perdo quota…mentre tu mi spingi sempre più giù…c’è ancora speranza, la sento…mi avvicino ma si allontana sempre più…ti prenderò maledetta felicità! maledetta voglia di te e dei tuoi sospiri…la speranza. come vedi, ancor non m’abbandona, perchè ci credo…
salve tutti….
ANTY vorrei tanto che fosse così…vorrei che qundo uno tocca il fondo potesse ripartire dall’èssenziale……dal sentire il proprio cuoere che batte, il proprio respiro,dal guardare, dall’annusare, dall’assaporare le cose e risalire piano piano da una profonda e buia scaletta a chiocciola gradino per gradino fino ad arrivare lì dove si respira per lo meno un pò d’aria fresca.
Se tutto funzionasse sarebbe fisiologico, ma è evidente che non è così.
Potresti con un ulcera devastante andare al ristorante e goderti una cena? o con una colossale allergia goderti una sana giornata in campagna in mezzo a prati saturi di polline?
I piccoli piaceri? sono come accessori di una casa ben arredata, particolari che fanno da contorno a chi la vita anche se tra alti e bassi un pò se la gode….
Ritrovare il piacere…si…sono d’accordo…..ma rispetto a quell’aspetto particolare di noi e della nostra vita che ci fa stare male, altrimenti tutto il resto ” è noia”…
Per come la vedo io i piccoli piaceri della vita, a cui qualcuno fa riferimento, hanno senso solo se esiste un substrato di serenità che viene guastato da qualcosa ma che rimane sottopelle e quindi sussiste la possibilità di ricercare e forse di ritrovare quella serenità.
Ma come si può apprezzare un brano di Chopin con un ufficiale giudiziario che ti sta suonando il campanello per pignorarti i mobili, oppure come si può trarre godimento dal profumo di un fiore quando ti guardi indietro e non ricordi più quando è stato l’ultimo momento sereno che hai vissuto, se mai c’è stato, perchè è passato troppo tempo, come si fa a guardare al futuro speranzosi quando gli errori del passato ti perseguiteranno per il futuro ancora per chissà quanti anni (forse per sempre).
Mi dispiace ma tutti quei “piccoli piaceri”, come li chiamate voi, (parlo personalmente) non riescono a darmi il benchè minimo sollievo e mi fanno lo stesso effetto che potrebbe farmi il vedere il mio torturatore smettere di tegliuzzarmi con una lama n°10 e cominciare a farlo con una n°5.
Coloro che credono in dio dicono:”Dio non ti manda niente che tu non possa superare!”. Beh, io non sono credente ma a quanto pare, se esiste, con molti di noi si è fatto prendere un po’ troppo la mano e ha esagerato.
Una gamba fratturata si può guarire ma quando la vita te le amputa con i problemi, le angosce e tutte le bastonate che riesce a darti non potrai più tornare come prima. Anche se sei circondato da fiorellini profumati e paesaggi ispiratori.
Non è vero che c’è sempre una soluzione, come asserisce qualcuno!
Un abbraccio a tutti.
P.S.: a scanso di fraintendimenti, ufficiali giudiziari, torturatori vari o gambe amputate erano solo dei simbolismi.
ANDREA, 10 e lode, ti quoto in pieno. Quando si è varcata una certa soglia i cosiddetti piaceri della vita, grandi o piccoli che siano, non contano più nulla.
Non è vero che chi ha fede pensa che “Dio non manda niente che tu non possa superare”, anzi! Questa frase non è scritta da nessuna parte nè nel Vecchio nè nel Nuovo Testamento. Se ti può interessare a titolo di curiosità, c’è un sito ottimo sul quale si può consultare tutta la Bibbia online: http://www.laparola.net/ e fare ricerche di frasi o parole.
Che vuol dire poi “superare” quello che ci viene mandato? Non credo che si intenda con questo lasciarcelo scivolare addosso come se non fosse mai successo ed essere allegri e spensierati. Forse vuol dire solo riuscire a non buttarsi dalla finestra, e questo gà con sommo sforzo. Purtroppo è come dici tu, ci sono esperienze così forti che ci trasformano. Superarle in senso umano vorrebbe dire tornare come prima e riuscire nuovamente a godere della vita, ma questo in genere non è più possibile. Superarle in senso religioso vuol dire lasciarsi alle spalle la persona che si era come una farfalla si lascia dietro il bozzolo, e proseguire il cammino di perfezionamento della propria anima. Per chi non crede mi è molto difficile immaginare una forma di superamento che non comporti un tentativo regressivo di ricostruire il proprio sè perduto, ucciso dagli eventi. Questo ritrovare il sè perduto sembra un imperativo categorico per tanti beneintenzionati che cercano di dar consigli e aiuto a chi soffre. Sono quelli che più mi danno fastidio, che evito sempre che posso. Quelli che ci fanno l’elenco dei piaceri e delle possibilità che ancora ci offre la vita e non hanno capito che il concetto di piacere non ha più spazio nella vita di chi è stato scelto per la catarsi. Non so se può esistere un equivalente laico del senso del dolore. Tutto quello che ho letto non mi ha convinto, comunque cerco ancora.
LEO, sei utile ai tuoi per il tuo solo esistere. Tieni duro. Ti abbraccio.
SOLA, perchè hai paura delle aspettative degli altri su di te? Chi ti vuol bene sa dei tuoi problemi e non si aspetta più di quanto tu possa dare, credimi, e se non mi credi chiedilo a loro e fatti elencare queste aspettative che ti sembrano tanto terribili. Io credo che si aspettano da te che tu ti impegni per star meglio, forse che tu riesca ogni tanto a sorridere. Ma se per te questo è uno sforzo troppo grande, dillo con franchezza, spiega che li ami ma che non riesci a fingere per amor loro una felicità che non provi.
Non avere paura, non hai perduto te stessa, forse solo della zavorra che hai lasciato lungo il cammino per essere più leggera e andare oltre. Non so cosa ti sia successo, se sia stato piano piano o d’un colpo, com’è che si siano spenti sogni e motivazioni. So per esperienza come sia difficile vivere senza di loro. Non so se nel tuo caso sogni e motivazioni siano recuperabili, nel mio no ed il cammino è assai difficile. Questo non esclude nella mia logica che la mia vita abbia un senso, solo che questo senso non è la mia felicità ma il mio dolore da sopportare in una strenua prova di resistenza.
VALERIA, vorrei trovare parole di aiuto per te che senti l’impulso a cercare rifugio nella morte per la stanchezza che ti comporta il vivere. Non ti giudico, sono solo triste per non poterti aiutare. Se volessi raccontare io ti ascolto volentieri. Ti saluto con affetto.
TANCAMALA, mi pare che stai un pochino meglio, non so se sono le medicine o il disegno o l’estate ad aiutarti, o se è solo la tua forza indomita che alla fine ha la meglio sulle crisi. È sempre un piacere leggerti. Ti saluto con affetto.
A tutti un caro saluto.
Ragazzi vi ptrego non vi ammazzate il suicidio non esiste e solo una forma di omicidio indiretto!!!
Vi voglio bene un bacio!!!
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( (“)(“)
Valeria,da quello che leggo siamo coetanei.Forse non è stato proprio il caso ad indirizzarti qui,magari solamente il disperato quanto inconscio di bisogno di aiuto.Credo che tu lo abbia trovato,un aiuto magari “secondario”e che magari perchè no possa servirti ad alleviare anche solo per il tempo che ci leggi o che scrivi le pene che non dandoti tregua ti tormentano sin dalla giovane età.Da quello che leggo stai lottando quotidianamente e questo ti fa senz’altro onore.Io al contrario di te spero che le tue visite qui siano più frequenti,che vieni più spesso a leggerci,e magari a scrivere un po più di te.
Sola,da quel po che hai scritto tu emozioni le provi ancora,eccome e le fai provare persino a chi ti legge.Hai l’anima svuotata,penso sia normale,dovresti a mio avviso cercare lentamente di iniziare a ritrovare te stessa,a piccoli passi.Se ci pensi bene ognuno di noi è il nulla in persona,lho scritto anche a Nobody tempo fa,e tu hai ragione perdendo se stessi,perdendo l’amore verso se stessi si perde anche l’amore verso la vita,verso gli altri.Io credo questo.Perchè non torni a scrivere qui,magari sentendoti in compagnia inizi proprio dal cambiare il tuo nik,vedrai che qui sola non lo sarai più.
Tancamala,un grande abbraccio.Flexo,vecchio amico,fatti sentire presto
Un abbraccio a Mai.Un saluto a tutti.DAGO44
MAGO EXTRABICUS, posso chiedere cosa intendi con “forma di omicidio indiretto”? Grazie mille per ogni chiarimento che vorrai darmi.
Un saluto a tutti
Non lo so se sei ancora vivi ma posso dire solo una cosa che la vita vale a vivere. Non lo so cosa hai subito ma ci sono molte persone che subiscono molto nella questa vita. Se sei ancora vivi, attenzione per favore.
Cara Fanny, caro Dago, vi ringrazio per le parole spese nei miei confronti. Sono ancora qui, sì sono ancora qui. Sto facendo un tentativo, forse un pò infantile, ma penso che se decidi di non vivere puoi permetterti di tutto. Sto scrivendo la mia vita, scrivendo ripercorro passo a passo ogni situazione e i ricordi affiorano vivi. Ciò che pensavo superato è stato solo sepolto. Questa cosa mi sta facendo male, ma riesco a gioire di questo in questo momento, meglio il dolore al nulla. Non sò sove mi porterà questa cosa, ma è un impegno con me stessa, il primo che mi prendo dopo tanto tempo. Penso che non riesco a vivere, non riesco a morire… questa cosa potrebbe essere il punto di arrivo o perchè no ,magari un punto di partenza. Sicuramente passare di qui mi fà sentire meno sola, la sensazione sulla pelle di “mosca bianca ” mi ha un pò abbandonato e questo è sicuramente un bene. Il mio desiderio più grande sarebbe di riuscire a trovare l’equilibrio, di calibrare, ma dice chi se ne intende che per calibrare ci vuole tempo e che bisogna andare per tentativi. Oggi, e dico oggi perchè ho imparato che posso solo permettermi il lusso di parlare al presente, voglio darmi una possibilità, domani non sò ma oggi sì.
Un abbraccio affettuoso e sincero a chiunque passi da queste parti.
Valeria
VALERIA, penso che tu abbia fatto qualcosa di enorme. Non è un tentativo infantile, è una grande impresa, è la partenza per un’avventura sconosciuta. Tu dici “non so dove mi porterà questa cosa…” ed io la trovo una frase bellissima. Vuol dire che stai viaggiando sulle onde del cuore e dell’istinto, non su quelle del calcolo e della razionalità, perciò sei molto vicina alle radici della vita. Tu hai fatto esperienze non comuni, non tutti sono andati così vicini alla morte come hai fatto tu, non tutti hanno avuto pensieri e sensazioni così forti come te. Quello che tu puoi raccontare potrebbe essere di interesse e di aiuto per molti. Chissà che cosa è scritto nel tuo futuro, chissà dove ti porterà il sentiero solitario su cui cammini, chissà chi e cosa incrocerai nel tuo viaggio. Ma è bello il tuo essere viva oggi nel presente, la nostra forza basta appena per le difficoltà di un solo giorno…
Ricambio il tuo abbraccio, fatti risentire.
NEVE87, anni fa avevo letto IT ed avevo giurato di non leggere mai più niente di Stephen King. Avevo completamente rimosso il fatto di aver letto IT, me ne sono ricordata solo leggendo Insomnia. Devo dire che mi è piaciuta la figura del protagonista, la sua solitudine, i suoi pensieri, il suo essere suo malgrado coinvolto in un’avventura ed il suo adattarsi alla fine molto bene a vivere quest’avventura, il suo senso di responsabilità, la sua generosità. Mi é piaciuta la prima parte, l’idea dei palloncini che rispecchiano lo stato d’animo della gente, il fatto che quanto più assurda la nostra realtà interna ci sembra, tanto più ci rende felici il trovare qualcuno che è “folle” proprio come noi. (segue)
Valeria penso che la tua sia la scelta giusta,mettere per iscritto
il proprio passato credo che serva,a capirsi e capire meglio anche il futuro.Mentre scriverai non ti mancheranno le lacrime perchè aprirai
porte nella mente e nel cuore chiuse ormai da tempo.Ma non ti spaventare quando aprirai quelle porte varcherai la soglia un po piu forte,e anche questo ti servirà.Hai preso un impegno con te stessa e so che lo manterrai,chi se ne intende dice di andare per tentativi,io non me ne intendo,ma ti posso parlare per esperienza personale,non porti ne mete ne obiettivi,cammina lentamente,senza fretta,a testa alta,quello che hai sepolto è sepolto,che tu lo abbia superato lo sapremo poi.Parlo al plurale perche ormai ti considero parte integrante di questa enorme e magnifica famiglia.Parla al presente senza pensare che sia un lusso,parla al presente perchè tu sei,e questa è la cosa più importante.Ti aspetto ancora,qui.DAGO44
(segue) Ma poi il caos prende piano piano il sopravvento ed il protagonista riesce a sfuggirgli solo con la morte, mentre per il lettore non c’è alla fine una catarsi, un riequilibrio delle cose, un prevalere del Bene o della Logica o della Speranza o di un qualcosa. Mi sfugge la morale della favola, il messaggio del libro.
Ti dirò che mi ha ricordato la serie “Piccoli brividi”, dei libri per bambini made in USA che giravano qualche anno fa. Li conosci? Qualcuno ne aveva regalati un paio a mio figlio, li lessi e li trovai spaventosi. Erano storie caotiche, il male in forma di una forza malefica soprannaturale colpiva alla cieca, non chi lo meritava bensì chi gli capitava a tiro. Non c’era possibilità di prevenirlo nè di difendersi, a chi la tocca la tocca. Fin qui siamo nello schema tipico delle favole, dove però esiste sempre una controforza che rappresenta il Bene ed alla fine salva il protagonista meritevole. In questi “Piccoli brividi” non esiste invece alcun Bene. Potremmo dire “proprio come accade quasi sempre nella vita reale”, ma neppure questo è esatto. Infatti, nella vita reale, se il Bene non interviene a salvare direttamente i buoni, aleggia su di noi come speranza di giustizia e ricompensa oltre questa vita. Lo stesso mi sembra che accada nei romanzi di Stephen King. Non c’è possibilità di sfuggire al male, non c’é nessuno che protegge i buoni e cerca di ripristinare la giustizia, non c’è speranza che le cose cambino, che un ordine migliore sarà mai possibile. Il soprannaturale esiste, ma é fatto solo di forze malefiche. Mi chiedo dove sia finito il sogno americano e quali fantasmi si agitino nella coscienza profonda del Paese per produrre letteratura simile. Ma forse questo va al di là dei temi del forum.
Dimmi se sbaglio, Neve, se forse ho capito male. Quale è la tua interpretazione? Cosa ti ha toccata in questo libro? Io sono comunque contenta di averlo letto e di condividerlo ora con te.
Maledettamente immobile…un’angoscia che mi attanaglia…
voglia di perfezione, violenza, dolore, depressione, risalita, poi la nascita di un amore, figlia, poi lasciato o lasciarsi, poi scoprire che la figlia non è mia, ma amarla sempre, amarle sempre. amo ma il dolore torna, non è compiaciuto, non è malinconia, è stasi, mancanza del gesto, allontanarsi dal proprio destino.
mi dico.. ammazzati
vi dico.. crediamo tutti nelle innumerevoli anime che compongono la nostra vita e che ci dicono tutto
tra cui.. amare non è possedere e il vero ‘perdente’ è colui che non accetta di perdere, di lasciarsi piegare.
è più bello essere spighe di grano piuttosto che il tronco di una quercia.
cmq il dolore è tanto.
Amici, il mio cammino prosegue, come dici tu Dago un passo alla volta. Penso che questa donna debba dare la possibilità a una bambina di poter piangere, ad un adolescente di potersi arrabbiare, a lei di imparare ad amarsi. Tutto questo lo sto facendo con un mezzo, mio nemico di sempre le parole.Cercando di dare alle parole un senso diverso da quello da me usato per anni, non passando attraverso l’assolutismo. In questo percorso non sono sola, una persona che non conosco sta raccogliendo giorno per giono quello che semino sul mio cammino. Lo custodisce e quando il peso per me è eccessivo sento una mano sulla spalla. Non sono sola perchè passo di qui e le parole stanno anche insegnandomi che possono scaldare il cuore, che non ti fanno sentire sola. Oggi vorrei lasciare oltre a un caldo abbraccio un augurio a chi passa di qui. Oggi auguro a tutti noi anche solo per un attimo di non sentirci soli, e nello stesso attimo di sentirci unici. Valeria
x Susung. Brutta bestia , l’angoscia. Si nasconde dietro di noi e dentro lo stomaco, colpisce quando vuole, all’improvviso, morde e ci scuote selvaggiamente. E’ il momento che ci sentiamo più impreparati a vivere questa assurda vita. Poi, quando passa, se passa, resta la paura che sia nascosta, e lo è, dentro di noi, in qualche oscura sinapsi cerebrale poco usata, in attesa………
x Rain. Acchiappa tutta la felicità che puoi. Non risparmiarla. Sai benissimo come è che si stà male, e hai diritto a tutto ciò che puoi acchiappare. Sento quanto stai male.
x Emi….però devi ammettere che le querce sono molto belle. Ci sono, esistono anche loro.
x Valeria. Onore al tuo coraggio, indomabile creatura.
Ok Vale,prosegui per tua strada,e ove riesci senza voltarti indietro,ho come una sensazione molto positiva che mi dice che seppur la tua strada sia impervia ce la puoi fare.E non sono parole a vanvera.La mia mano sulla tua spalla la sentirai sempre,come quella di tanti altri qui,la mia spalla la troverai sempre.Pronta e a tua disposizione,come le spalle di tanti altri qui.Un grande abbraccio.
E naturalmente un saluto a tutti.DAGO44
Sono qui…parole, ancora una giornata di parole, di ricordi, di ferite ancora aperte, vive… un passo alla volta dice il caro Dago, e io oggi mi sono permessa di fermarmi quando il dolore non mi ha più permesso di muovermi, ho sentito la tua mano e quella di altri sulla mia spalla, ma il dolore è tanto, è forte, e l’angoscia è che riesca a prendere il sopravvento, la mia non è la paura di rialzarmi, la mia è la paura dell’immobilismo, perseguitata dallo stare ferma, al palo. Di far credere sempre a tutti che và tutto bene, quando dentro di te si fustighi, quando aspetti per anni risposte che non potranno mai arrivare, e ti rendi conto che hai imparato a muoverti a vivere per meccanismi. non riesci a trovare le risposte e arrivi a pensare che alla fine anche quello non ha più importanza. ogni volta che tenti di alzarti lo fai solo per meccanismi, rimandi il tuo vivere a domani, il tuo morire a dopodomani. è sera, e oggi posso guardare ancora a domani, un passo alla volta, lentamente, senza fretta…
un caro saluto a tutti…
x Valeria
condivido la sensazione positiva di Dago come se dietro alle tue parole intravedessi una lucina, penso che per te ci sia ancora speranza.
Qui le mani a cui aggrapparti e le spalle su cui piangere non ti mancheranno, ricordalo.
Un saluto a tutti
X MAGO EXTRABICUS
Carissimo delle volte mi chiedo se hanno già inventato l’acqua calda, queste frasi impattanti da dove le hai prese non serve spiegare cosa sia il suicidio o che sia sbagliato farlo ma serve poter capire il modo di evitarlo , sappiamo tutti che per qualcuno e strano concepirlo ma non dobbiamo farlo diventare una colpa e che dobbiamo condannarci come stupidi incoscenti, che persone come te sappiano risolvere questo problema e cosa gia vista e rivista , sembri una persona che si voglia aiutare ma sei al di fuori del problema quasi come essere in una piena slavina ma al sicuro e che tende una mano (ma solo quella) per poter capire il vero dramma bisogna esserci passato ed aver avuto la fortuna di esserci uscito (forse nel mio caso) quindi non prenderla a male ci vuole un bagno di umiltà quello che io ho avuto in questo sito qualche mese fà .
P.S leggi quello che queste persone scrivono ed impara da loro ascolta i loro problemi e rifletti , prima legge di saggezza saper ascoltare e parlare poco di quel poco dire saggezze se possibile .
I grandi saggi di solito sono quelli che restano per lungo tempo soli ed estraniati dal mondo .
Saluti a tutti gli AMICI FRATELLI del sito Antonix