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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Categorie: - Me stesso

14.953 commenti

Pagine: 1 240 241 242 243 244 300

  • 12051
    Antò -

    Sono simpatici i religiosi; non trovano amore nel prossimo e lo sentono da parte di una entità che chiamano dio e che fà parte solo della loro potente immaginazione.
    Certo, il cervello umano è fatto così, prova benessere fatte di sensazioni che magari sono solo virtuali; che male c’è?
    Di solito diventano mooolto religiosi dopo aver subito qualche grossa batosta dalla vita: delusioni amorose, fallimenti familiari o economici, gravi malattie o la perdita di una persona a loro molto cara. Se ne fanno poi una “ragione” convincendosi che c’è un disegno divino per ogni disgrazia capitatagli, senza rassegnarsi alla triste realtà che è quella che a certe domande non vi è risposta e che alla morte o a certe situazioni, purtroppo, non ci sono soluzioni.
    Ma vi pare che un dio, se veramente esistesse, si dedicherebbe ad un essere spregevole come quello umano? Sarebbe un dio che magari non ha niente di meglio da fare come quelli che pubblicano post su FB !!!
    Dai sù, sveglia…..
    Comunque un pò li invidio questi credenti, almeno loro cercano di dare un senso alla loro vita che senso non ha.

  • 12052
    Lara87 -

    Ciao a tutti, io ammetto di aver pensato molte volte al suicidio ma credo che mai avrei il coraggio di farlo, ho sempre avuto la convinzione che col tempo le cose sarebbero migliorate xke mi affidavo a dio, credevo e ho sempre creduto in una giustizia divina nel dio amorevole cm me l hanno sempre descritto. Invece ultimamente inizio a pensare che tutto vada un po a caso e che dio c entri ben poco con il nostro destino. Alle volte invece penso che esista cmq un energia o una forza creatrice che guida il nostro destino attraverso segni che li x li nn riusciamo a comprendere. Insomma sn un po confusa lo ammetto. Anche xke ognuno che mi parla della sta personale teoria ne è profondamente convinto. Tempo fa ho provato ad avvicinarmi ai cristiani evangelici, ma anche nella loro chiesa mi sn sentita abbastanza a disagio. Mi sembravano troppo fanatici..nn lo so..ma una cosa di loro cmq mi aveva colpito, cioè la serenità e la pace che sembravano avere dentro di se. Ma anche li forse l autoconvinzione che ci sia un entità che ci guida e ci protegge può renderci forti e più sicuri. Allora credere in dio è sl un autoinganno della nostra mente? Non so sinceramente in cosa credere, so sl che in alcuni momenti piuttosto duri della mia vita affidarmi a dio mi è servito, ma i dubbi mi rimangono, possibile che dio è sl frutto della nostra immaginazione?

  • 12053
    Antò -

    w

  • 12054
    Lara87 -

    Stasera oltretutto mi sento triste x vari motivi, sn preoccupata x il lavoro in particolare, mi sento un incapace rispetto invece a tanti colleghi molto più brillanti e sicuramente più svegli. Normalmente in questa situazione avrei pregato, in modo spontaneo, ora cm ora invece nn ne ho voglia perché so già che non cambierà niente con una preghiera, daltronde se non è cambiato niente fino adesso.. Ora nonostante la preoccupazione non ho voglia di pensare a nulla, nemmeno di pensare ad una soluzione che mi aiuti a migliorarmi, in questo momento sto sl pensando: che vada tutto un po a casaccio allora visto che questa mia vita è così e sul momento non saprei proprio cm e cosa fare per cambiare. Nn mi interessa niente in questo momento.

  • 12055
    luca76 -

    Pensavo che due lunghi post fossero sufficienti per chiudere la questione “religione”. Mi sbagliavo.
    @TeoLogico, il sunto del mio pensiero è tutto nelle prime 4 righe del primo post e le ultime 3 del secondo. Tutto il resto di ciò che ho lasciato scritto era una personale considerazione, di quanto sia da stupidi seguire come verità assolute le religioni (nessuna esclusa e se parlo del cristianesimo lo faccio usandolo come pietra di paragone per tutte), fondate su miti e figure fasulle. Che poi la gente ci creda o meno è affar loro, a me quello che proprio non piace è chi va per il mondo a predicare la buona novella, spacciandola come panacea per tutti i malesseri della vita. Perché non è proprio così, anzi, spesso e volentieri la fede assoluta nel proprio Dio è dannosa, specie quando sfocia nel fanatismo religioso. Vedi, io non sono uno di quelli che ha perso la fede per via dei travagli della vita, ne uno di quelli che abbia mai pensato “non ci credo, però…” No no, io non ci ho mai creduto e basta, non mi sono mai bevuto la stronzata del vecchio signore barbuto che ci ha creato a sua immagine e somiglianza e che ha fatto il mondo in sei giorni e al settimo si riposò, ma nemmeno quando avevo i calzoni corti e il moccio al naso ed ero più influenzabile. Al contrario non ho mai avuto dubbi nell’abbracciare l’ideologia Comunista, fin dal primo momento che la incrociai. Furono i discorsi del mai troppo compianto Enrico Berlinguer a portarmi ad approfondirla. Discorsi in cui si parlava di cose concrete, di giustizia sociale e di quella “questione morale” diretta a chi viene eletto dal popolo. Non discorsi astratti sulla salvezza della propria anima attraverso la preghiera. Perché io vivo nel reale, nel concreto e non mi servono i sermoni e recitare il rosario, non mi interessa niente una volta morto ascendere al Paradiso in mezzo ai Santi e agli angeli o trovarmi le 99 vergini danzanti…Ma chissenefrega di queste puttanate! E non me ne frega nemmeno niente di come ti possano sembrare i miei discorsi. Sei un ex-ateo, e come un ex-fumatore a cui un povero cristo gli accende una sigaretta davanti, parte con la filippica su quanto sia nocivo il fumo e bla bla bla…Hai avuto una illuminazione “sulla via di Damasco” e ti senti un novello Saulo di Tarso? Tu ed altri, volete portare la parola di Dio nei cuori della gente? Liberi di farlo, così come sono libero io di contestare ciò che dite. Il problema con i credenti e che se anche un giorno, uno vestito -continua-

  • 12056
    luca76 -

    -segue- di bianco, si affacciasse da San Pietro e dicesse alla folla: “Signori, scusateci tanto, per più di duemila anni vi abbiamo preso per il culo; non esiste nessun Dio, nessun Regno dei Cieli. E’ stata tutta una farsa per acquisire potere e ricchezza, sfruttando la credulità della gente. Perdonateci se potete”, i fedeli si guarderebbero attoniti l’un l’altro e si direbbero: “Ma questo è impazzito, non è vero Dio esiste!”. Perché un credente è così, pure messi davanti alla prova dei fatti resterebbero chiusi mentalmente. Perché lo scopo dei culti, è solo questo. Come ha detto @mimi85, le religioni (grandi e piccole) non sono altro che una forma di governo delle masse. Ed è il governo più lungo della storia. Sono caduti faraoni, tiranni, re, imperatori; si sono dissolte democrazie e dittature. Ma la casta sacerdotale è ancora sempre là. Per questo dico che andrebbero aboliti i culti. Le religioni sono uno dei mali dell’umanità, in nome di quanti Dei si sono combattute guerre, eseguiti genocidi di massa? Hai citato le guerre, come quelle napoleoniche. Beh, quelle guerre erano guerre di espansione, spinte da motivi prettamente socio-economici e, in un certo qual senso, sono comprensibili pur nella loro tragicità. Ma le guerre combattute per motivi religiosi, no, ma proprio no. Imporre il proprio credo con la forza non è accettabile. Se hai eseguito il mio stesso percorso storiologico sulle religioni ti sarei imbattuto nelle Crociate. Conoscerai quella detta “degli Albigesi”, indetta per combattere le eresie catara e bogomila. Erano cristiani come voi, non adoratori di Satana o Allah. Solo che interpretavano il cristianesimo in modo diverso dal vostro. E per questo li avete perseguitati e massacrati. Se fossi in te, ci andrei cauto su quanto hai affermato sul delirio folle di onnipotenza. La Santa Romana Chiesa ha le mani lorde di sangue innocente, tanto quanto (se non di più) le altre ideologie. Avete poco da parlare riguardo “all’amore e alla fratellanza dei popoli”. Lo sai che lo Stato Vaticano non ha mai firmato la Carta dei Diritti Umani? E’ un po’ un controsenso, non trovi? Il confine tra il Bene e il Male è labile, l’uno invade spesso l’altro e viceversa. Ciò che è un bene/male per qualcuno, non è detto che lo sia anche per gli altri. Se io fossi un credente convinto avrei molto da vergognarmi. Poi, ognuno la può vedere come vuole, rigirarsela come più gli aggrada. Ripeto, per me potete credere a quello che volete, ma risparmiatemi i sermoncini.

  • 12057
    Angwhy -

    caro luca condivido tutto quello che hai scritto,un po meno l’ottimismo di chiudere la questione con un paio di post.la chiesa sbugiardata e autosbugiardata altro non è che un potentato e come tale capace di creare sudditanza in milioni e miliardi di teste bacate.anche io mi domando come sia possibile mi faccio domande ogni giorno riguardo a questa e ad altre questioni che non dovrebbero trovare più spazio di manovra alcuno ma non ho piu la forza per sperare che le cose cambino.il potere sopravvive a se stesso le rivoluzioni a volte lo spazzano via ma poi tutto ritorna come prima se non peggio.Gaber parlava di stanare gli imbecilli,mi chiedo,quando cominciamo?

  • 12058
    david -

    Toro Seduto se ci sei puoi rispondermi?

  • 12059
    gea -

    chi offende fede e credenti, non ha il senso del rispetto delle idee altrui.Vorrei vedere se i credenti insultassero gli atei tutti i minuti..C’è libertà di pensiero?Ok.Se uno crede, a chi dà fastidio? Al credente l’ateo non dà problemi, al massimo si dispiace per lui.Non ha senso aggredire e oltraggiare chi crede solo perché la pensa diversamente.
    Poi, a Beppino, che vorrebbe suicidarsi: è vero,la vita non è facile,per alcuni è davvero molto difficile,specie per i malati. Ma solo una cosa rende davvero un po’ felici: cercare di essere simpatici.Esserlo è un impegno ma dà grandi risultati.Il simpatico piace a tutti,magari dentro è triste ma non lo fa vedere perché è un generoso che pensa più agli altri che a sé.Gli altri, tristi come lui, gli sono grati e lo cercano.Così si ampliano le amicizie. E’ un cerchio di “amore” che si allarga, fatto di battute..una telefonata ad un vecchio amico,a un’amica,ad un parente, giovane o anziano, non importa. Non contano successo, denaro, aspetto fisico.Alla simpatia,che non costa nulla, nessuno resiste.Invece, chi si lamenta è sincero sì, ma un po’ egoista:pensa di essere l’unico a soffrire. In pratica,amare gli altri significa sorridere,dire una barzelletta,lavare i piatti..magari,da una parola simpatica può nascere una proposta di lavoro,un’idea,un nuovo amore, un sogno..e se tutto dovesse fallire, si ricomincia per poter dire: “Almeno ho provato”. E poi,il domani chissà che cosa ci riserva? meglio aspettare, dandosi da fare (e pregando, per chi decide di credere). Prova!!!!!!!!!!!!!

  • 12060
    Emma -

    Sono nata in mezzo ai credenti, cresciuta in mezzo ai credenti e ancora vivo circondata da credenti.
    E posso affermare che si tratta di una convivenza pacifica.
    Gli unici credenti che mi fanno incazzare sono quelli che “vedono la luce” e cominciano a rompere le balle a chi, la luce, non la vede semplicemente perché non c’è.
    E non sto dicendo che non c’è in assoluto o per sempre.
    Sto dicendo che non c’è nel momento stesso in cui il credente predicatore molesto comincia con la classica ritritissima tiritera che, purtroppo, leggo, per l’ennesima volta, qui.
    Io capisco che chi si trova nella bratta fino al collo perché sta male, perché deve assistere un proprio caro che sta male, perché non ha un centesimo, perché non sa dove sbattere la testa si possa attaccare al primo filo d’erba che vede (o gli pare di vedere) credendo fortemente che si tratti di un palo di cemento armato.
    Ciò che non capisco è l’abuso di parole per far vedere un palo in cemento armato a chi, invece, vede un filo d’erba dove c’è solo un filo d’erba.
    Ho smesso di essere credente secondo i dettami della religione cattolica quando, a Catechismo, si è arrivati al capitolo “e a quel punto Gesù gridò: Padre perché mi hai abbandonato?”.
    Ho avuto altre fedi, di stampo laico, che, ad una ad una, sono andate a quel paese portandomi ad essere quella che sono.
    Un essere umano che crede alle analisi mediche che ha rifatto tre volte per cautela e che rifarà a breve, al piatto che ha di fronte, ai soldi che ha nel portafogli e al mazzo che si fa, giorno dopo giorno per sopravvivere in questo (porco) mondo.
    E che, per tutto il resto, può solo sperare, quando ne ha voglia e se ne ha voglia (o, meglio, forza).
    Ben sapendo che tutto è frutto del Caso e che la speranza, quando c’è il Caso di mezzo, conta tanto quanto una gomma da masticare masticata.
    Ben sapendo che la speranza non è, come potrebbe apparire, la versione laica della fede in un Dio ma una panchina su cui ci si siede mentre si aspetta la prossima mossa del Caso, un libro con cui ci si distrae per ingannare l’attesa.
    Ben sapendo che, nei suoi immensi giri, il Caso beffardo potrebbe fottere per l’ennesima volta oppure favorire senza un perché prestabilito a monte e, quindi, ben sapendo che sarebbe assurdo scervellarsi alla ricerca di un perché che non esiste.
    Ma questo vale per me.
    Un saluto a tutti.

  • 12061
    marina -

    Come sempre Emma ti distingui da tutti un abbraccio 🙂

  • 12062
    david -

    Io vivo in mezzo a credenti e non credenti.i miei non sono credenti e davvero credo che siano migliori di mè.Io sono un disgraziato e non voglio tirarla per le lunghe.La fede in Dio spesso nasce e cresce dentro di noi in situazioni diverse,ma credo che se siamo buone persone,lui ci non ci punirà di niente,Francisco Franco,Pinochet,Torquemada?Allora ke si dice di questi mostri? ecc..Certe cose sono più grandi di noi.Dio è amore,non un guerriero spaziale pronto sempre a far fuori i comunisti e anarchici.DIO MI ASPETTA e WALHALLA non è un luogo così lontana.TIOCHFAIR AR LA…”Il nostro giorno verrà”…

  • 12063
    d.c. -

    Questa sera il pensiero del suicidio e’ piu’ forte che mai. Tre mesi fa ero quasi riuscito. Una settantina di psicofarmaci mi avevano portato in un coma di due giorni. Per poco, per un soffio, mi ha detto la psichiatra, non sono morto. Vorrei che quel poco non ci fosse stato. I giorni seguenti non ho vissuto. Ho solo visto morire i pochi rapporti che ancora avevo con altre persone che pensavo amiche. Ogni giorno e’ stato una morte. Piu’ dolorosa di quella che ero finalmente riuscito a sfiorare

  • 12064
    Maria Teresa -

    Solo dio ha il diritto di darci o toglierci la vita e il suicidio è il più grande peccato che possiamo commettere.Rendetevi conto che dopo non andrete a migliore vita,ma ad una sofferenza infinita,cioè all’inferno!Ve ne pentirete amaramente ma non potrete più tornare indietro.Vi prego confidate in Dio,Lui è la via,la verità,la vita!!!
    La vita, purtroppo, non ci riserva solo ciò che vorremmo…
    Le cose brutte fanno parte della vita e sono proprio quei momenti, insieme a mille altri problemi, che fanno di noi le persone che siamo…
    Nonostante tutto dobbiamo trovare la forza per andare avanti, la forza per vivere o semplicemente sopravvivere e continuare a credere e sperare di poter avere, un giorno, una vita felice, non senza problemi, ma con accanto persone a cui vuoi bene e che ti vogliono bene.E poi,per quanto male puoi stare…guardati intorno,c’è tanta ma tanta gente che stà molto peggio di te…
    Tanti auguri di una buona vita.MT:-).

  • 12065
    Emma -

    ……Tutti i luoghi comuni in materia in un unico post!
    Per quanto mi riguarda, Maria Teresa, ti ringrazio per essere stata, perlomeno, sintetica.

  • 12066
    marina -

    Maria Teresa ….lascia perdere che è meglio ,più inferno di così!

  • 12067
    tracy -

    chiudo con una frase di einstain:meglio essere ottimista e avere torto che essere pessimista e avere ragione:)

  • 12068
    tracy -

    in pratica vedo che gli atei sono molto pessimisti e a pensarla come loro mi viene la depressione immediata e mal di stomaco..non so come fanno a voler vivere pensandola cosi. io mi sarei gia suicidata ma davvero! solo questo..che tristezza ragazzi. ü vero che maria teresa sopracitata avrâ scritto l ultimo post apposta per farvi arrabbiare!! non è credente si vede che l ha fatto apposta : ignorate non fatevi prendere dalla rabbia. non lo merita!!!!questo cretino o cretina se sia donna o maschio neppure si sa

  • 12069
    david -

    Maria Teresa,ho nominato Torquemada e sei spuntata tu.Le persone che parlano come te a chi ha disagi di questo tipo fanno un male terribile,facendo sentire al malcapitato mille colpe che non ha,terrore,paura,isolamento.Sono credente ma per fortuna non predico a vanvera come te.una fede piena di fanatismo capace solo di aumentare la tristezza.Quelle come te sono come i farisei al tempo di Gesù.

  • 12070
    david -

    Lasciamo fare,intanto nel Vangelo Gesù si sofferma alla punizione ai malvagi,ai ricchi sfruttatori,ai farisei.In ogni caso una frase di Gesù in Croce è “Perdonali Padre perchè non sanno quello che fanno”,può essere rivolto anche ai suicidi.Poi cara Maria Teresa in questo blog i suicidi sono compiuti da persone che perdono il senno,fasi dissociative,deliri,visioni ricorrenti che portano l’uomo ad una sofferenza disumana.Suicidi compiuti da persone che non hanno più niente che l’inferno sulla terra.Maria Teresa,il tuo catechismo non aiuta nessuno,è troppo semplice,assurdo.

  • 12071
    gea -

    a DAVID:le tue parole hanno colpito il mio cuore.Ma sei sicuro che tutti noi staremmo meglio senza di te? La vita sicuramente può essere amarissima, ma in certe situazioni davvero ancora più tragiche (penso a quella giovane catanese che, colpita casualmente da un proiettile per la strada mentre ritornava felice dall’università, per aver superato un esame), capiamo che è meglio vivere.La vita è come una medaglia:non possiamo guardare un solo lato.
    La fede è una gran cosa ma va cercata, non si vende, non si compra, ma si può regalare con un sorriso, una parola gentile, quella che ora vorrei dare a te, con un po’ di pace e la SPERANZA che qlc possa cambiare. Prova a chiedere a Dio di cambiare qlc, fa’ novene, sii insistente: dovrà volgere il Suo sguardo dalla croce su di te.

  • 12072
    gea -

    ad Emma:secondo me,hai ragione in molte cose. La vita è dolorosa, lo ha detto anche la Madonna a Medjugorje. Ma la depressione può essere affrontata sotto 2 aspetti: 1.psicologico, cercando con la VOLONTA’ di risalire i gradini dello sconforto con ogni mezzo (telefonando, uscendo, insomma cercando ogni contatto buono) 2.religioso, cioè pregando.Trovo che sia una buona ricetta. Come in cucina, le ricette buone vanno diffuse! Ti abbraccio e,se ti fa piacere, ti metto nelle mie piccole preghiere
    per tutti coloro che soffrono.

  • 12073
    gea -

    ad ANTO’: innanzitutto, sei simpatico nel tuo modo diretto,intelligente,acuto, di affrontare la questione. Però, vorrei sottoporre al tuo spirito critico questa osservazione: come mai chi si lamenta di più e vuole suicidarsi sono spesso gli atei? Evidentemente, la fede ha qualcosa di buono: perché non provare? E’come dire: “Quel dolce dicono che sia buono ma io davvero non ci credo!” Ok, può essere che non sia buono ma se tanti lo apprezzano, meglio assaggiarlo, no?In fondo, credere non costa nulla

  • 12074
    david -

    Grazie Gea,andrò avanti,la Fede mi aiuta e sento con gioia e protezione l’amore di Dio…Però c’è una certa SEROTONINA che se non va ti può sballare,portarti giù negli abissi metterti mille chiodi in testa.Spero di vivere un periodo felice e di andarmene da questo mondo ho bisogno di vivere il Paradiso,l’ho lasciato nell’84.Ciao grazie,un abbraccio a tutti

  • 12075
    gea -

    a d.c.:non è facile dire qlc di serio a chi ha sperimentato la disperazione fino a desiderare di morire.Ma chi non la ha sperimentata? E’ di tutti, credimi, nessuno la scampa.Però, bisogna riflettere prima di agire. Il fatto è che non si può dire: dopo, se ho sbagliato a suicidarmi, torno indietro.No, purtroppo, non si torna indietro. Perciò, vale la pena suicidarsi se poi, pentendosi,non si può fare dietro-front?
    Potrei raccontarti la mia vita:ho perso tutte le persone che amavo.Che fare? Ho riflettuto, guardando chi soffre più di me. Solo dopo, ho chiesto a Dio la forza. Prima per me viene la ragione, poi la fede:la ragione mi indica che la fede è una strada buona, percorribile anche se non vedo la meta. Insomma, tra il buio della disperazione e la luce della speranza, meglio questa, mi dice la ragione.
    RIFLESSIONE E PREGHIERA, secondo me sono un buon mix.Se vuoi,pregherò anche per te.

  • 12076
    Emma -

    Gea, io qui sono passata per una sorta di mostro mangia-credenti, in passato.
    Non è così.
    Ti ringrazio per la tua proposta di ricordarmi nelle tue preghiere.
    Ma, per me, è un pò come quando si riceve un regalo che viene da un paese molto lontano dalle proprie tradizioni.
    Ti fa piacere il gesto e, intanto, giri il regalo per tutti i versi cercando di capire cos’è.
    La depressione mi ha mangiata ma non mi ha mai vinta.
    Sto attaccata alla vita con unghie che, a volte, scopro di avere solo nel momento in cui, anzichè precipitare, resto appesa nel vuoto.
    Per te quelle unghie, probabilmente, sono un dono di Dio.
    Per me sono frutto di una testardaggine che non so dove mi porterà ma che, per ora, mi fa campare.
    Fino a che ci faremo sentire, in qualche modo, vorrà dire che avremo trovato la ricetta per arrivare all’istante successivo.
    E per chi è conciato malaccio…..va già bene così.
    Un abbraccio a tutti.

  • 12077
    luca76 -

    @gea, tu sei il classico esempio di ciò a cui mi riferivo quando parlavo di “fanatismo religioso”….
    P.S. Riguardo al buon Beppino autore della lettera per cui siamo tutti qui riuniti, tempo fa scrisse che si era avvelenato e non ha dato più notizie da allora…Eppure lui credeva in un suo Dio. Quindi il tuo: “come mai chi si lamenta di più e vuole suicidarsi sono spesso gli atei?” è quantomeno del tutto fuoriluogo (per non dire squallido)…

  • 12078
    gea -

    AD EMMA: grazie cara, vorrei aggiungere che ogni minuto dobbiamo fare una scelta: dire sì o no, fare o non fare,guardare fuori di noi o solo dentro di noi, sorridere o deprimersi. Credo sia proprio questione di volontà. La fede viene dopo il sì, perché guardiamo fuori di noi e ci accorgiamo che il mondo è troppo bello perché non ci sia una mente perfetta e materna, che cura le formiche con la stessa attenzione che per e stelle, i pianeti etc..Non c’entra molto la ns. situazione oggettiva o c’entra poco:anche quando siamo felici, in fondo siamo infelici se solo pensiamo:”Quanto durerà?”. L’importante è esserci, partecipare ed essere uniti spiritualmente e, se vuoi provare, anche in una piccolissima preghiera:”Signore, aiutami Tu”, da ripetere sempre, quando le cose sono proprio tristi e anche quando vanno bene. Ti abbraccio fraternamente insieme a tutti gli altri, specie coloro che soffrono tanto e vorrei veder sorridere!Chissà che non ci riesca!!!!!

  • 12079
    gea -

    a LUCA76: senti,se per fanatismo religioso intendi: accettare la vita con le sue prove, cercare di perdonare, aiutare chi è più provato e, così, acquistare quell’equilibrio mentale che ci allontana dalla disperazione, inutile perché non produce proprio niente, allora sì, sono fanaticissima e davvero contenta di esserlo e di poterti rispondere che sei, c.que, simpatico perché diretto, perché sei alla ricerca, non un semplice pigro che si lascia andare. Però, logica vuole che i termini debbano essere usati con obbiettività: il fanatismo è per sua natura cieco, insensato, irrazionale e, spesso violento: non mi sembra che la mia risposta dimostrasse simili requisiti e sottopongo tale riflessione al tuo giudizio, se accetti l’invito.
    Quanto a Beppino,che mi auguro vivo e vegeto: se uno crede in un suo Dio, Gli chiede aiuto e non decide della propria vita perché sarebbe un controsenso credere che Dio può tutto e poi sostituirsi a Lui, dimostrando così di non credere affatto che può tutto. Affidarsi a qualcuno è sempre atteggiamento tranquillizzante. Anche ad un fratello, amico etc.. C.que, mi sembra che tu avverti con dolore la mancata risposta di Beppino, quindi lui è importante anche per te e speri che abbia deciso per il sì. Sì è meglio di no…Vorremmo che si facesse sentire, è uno di noi…

  • 12080
    david -

    ed allora un buddista?Un induista?su quello che c’è dopo.E un mafioso che si pente all’ultimo minuto eppure ha mandato sottoterra 150 persone?Va in Paradiso?Gea?

  • 12081
    gea -

    a DAVID:non capisco la domanda: buddista o induista…in che senso?Il buddismo è più filosofia di vita che religione,perché fa riferimento a sé stessi e al modo di affrontare la vita più che a Dio.Analogamente l’induismo, ricchissimo di tradizioni sociali,rituali e varie divinità, ritenute protettrici dei vari aspetti della vita, dal matrimonio ai contratti etc.. L’uomo cerca da sempre una spiegazione alla sua vita sulla terra. La religione è quindi un modo, che dovrebbe essere assolutamente LIBERO, di affrontare il problema della vita e dell’aldilà. Circa l’ipotesi del malavitoso pluriassassino, quasi tutte le religioni hanno il senso di almeno due stadi (INFERNO e PARADISO),in relazione al comportamento sulla terra ma il cristianesimo è l’unica religione che parla esplicitamente di possibilità di pentimento e perdono di Dio, previa espiazione commisurata alla gravità dei peccati. Ho sentito dire che Dio, essendo infinitamente potente,come l’universo ci ricorda,può allungare il tempo, così che chi deve scontare,avrà il tempo per pagare anche se fosse arrivata la fine del mondo con il giudizio: cioè, non avrà alcuno sconto di pena, a condizione sia davvero pentito.Però,la pena si allunga di molto se in vita non ha chiesto perdono alle vittime o loro eredi con eventuale riparazione 5 volte il male causato,se questa è possibile o con altri tipi di riparazioni (penitenze, opere buone, preghiere etc.).Il significato della misericordia è che Dio è diverso dagli uomini e perdona chi è davvero pentito e VUOLE andare in Paradiso, sempre che abbia scontato il male fatto integralmente. Padre Pio diceva che, per la giustizia che tu giustamente invochi, ci sarebbero posti in Purgatorio dove si soffre più che all’Inferno. Il significato è chiaro: se un grande peccatore vuol andare in Paradiso,deve soffrire più dei dannati.Non so se mi spiego..

  • 12082
    david -

    Gea penso che tu non sappia niente.io non credo nel perdono

  • 12083
    ExA -

    se la vita è un dono, cioè un regalo, un individuo sarà libero di farne ciò che vuole compreso lo scegliere di porne fine? Ti risponderanno: NO! perchè solo dio può dare e togliere la vita ma allora che dono è, visto che nessuno ha chiesto di nascere?
    Ti parleranno di libero arbitrio, anche se poi ti imporranno di rispettare migliaia di regole su cosa devi o non devi fare, su ciò che è bene e ciò che è male, allora libero arbitrio di cosa se non sono libero nemmeno di disporre della mia vita perchè non è mia?
    Mi sono sentito dire; Offri le tue sofferenze al signore! ma cosa devo pensare allora, che dio è una divinità che si nutre delle sofferenze dei suoi fedeli? Se così fosse non mi sembra un dio benevolo e amorevole come viene descritto.
    Quindi abbiamo un dio misericordioso che perdona e elargisce amore universale TRANNE quando qualcuno si uccide allora quello stesso dio amorevole ti infliggerà la condanna più atroce: dannazione per l’ETERNITA’!
    Ma se solo dio può dare o toglirere la vita, che senso ha far nascere un bambino che muore dopo pochi mesi di sofferenza perchè ha una malattia già alla nascita? A questo punto, messi con le spalle al muro, ti diranno che dio ha un disegno che noi poveri mortali non possiamo capire.
    Migliaia sono le domande che, negli anni, ho posto a teologi, preti e persone vicine alla chiesa ma il risultato è sempre stato lo stesso, ho ricevuto mille omelie e nessuna risposta poichè la sola “risposta” finale che ti daranno sarà: “Mistero della Fede”, della serie: o credi a quello che ti diciamo noi senza porti domande e la consideri la verità assoluta, oppure non sei un credente e quindi non meritevole della magnanimità del signore.
    GRAZIE TANTE! Tenetevi le vostre contraddizioni

  • 12084
    Giuliano l'Apostata -

    Puntuali come la pioggia e nocivi come uno sciame di locuste, sul fare dell’Autunno ritornano i predicatori.

  • 12085
    Sabrina -

    la voglia di vivere manca per svariate ragioni e se una persona non vuole più vivere ogni mattina si sveglierà con il pensiero che gli martella nella testa di volerja fare finita, x il semplice fatto che non cerca un aldilà, ma solo xkè non vuole più esistere, in tutti i sensi. ciao a tutti

  • 12086
    david -

    Predicatori,guaritori,stregoni,tutti attivissimi nel terrorizzare i malcapitati del BLOG. Hai avuto episodi fortemente traumatici? Situazioni terribili? Gea,conoscevo un tipo che ha fatto la guerra in Yugoslavia,non avrei mai avuto il coraggio di fare catechismo,perchè dire le cose a vanvera non aiuta nessuno.ciao

  • 12087
    gea -

    ad EXA: 1.suicidio: il problema andrebbe affrontato prima razionalmente, poi con la fede. La risposta nasce da una domanda: perché la gente fugge la morte?Perché triste e dolorosa.Perché si cerca di curare un malato o di salvare un aspirante suicida?Se la morte fosse bella, nessuno curerebbe i malati nè aiuterebbe chi sta per suicidarsi!Nè soffriremmo per un bimbo che muore per malattia dopo pochi mesi dalla nascita!
    Il desiderio di vivere è innato anche in natura:le piante, gli animali non si uccidono ma vivono. Ecco perché cercare di morire è innaturale, perché è doloroso e la ns mente rifiuta il dolore.
    2.libero arbitrio: Dio ci ha resi liberi di scegliere tra il bene e il male.Se soffriamo, generalmente è a causa del male ingiusto compiuto da altri o da noi stessi. Dio ci ha creati solo per la felicità.
    3. regole da seguire: sono poche e semplici: nascono da 10 semplici comandi, o suggerimenti per essere felici. Le stesse leggi civili e penali “ricopiano” questi comandamenti:non uccidere, non rubare, non mentire, ama il prossimo etc..
    3.dolore innocente:indubbiamente lo rifiutiamo, come la malattia e la morte. Ma se rifiutiamo la morte di un bambino perché sembra ingiusta punizione, perché dovremmo accettare la morte del suicida? Triste l’una, triste l’altra.
    4.sofferenza: soffrire significa rinunciare al benessere fisico o spirituale. Così, in amore,si soffre perché si rinuncia a qualcosa di sé. C’è chi riesce ad offrire la sofferenza a Dio, come forma di amore per Lui.
    Dunque, chi parla solo di misteri della fede, è un po’superficiale:Dio ci ha dato la ragione per capire la vera realtà della vita,
    cui aggiungere la preghiera.

  • 12088
    gea -

    a DAVID:non capisco:di che cosa non saprei nulla? E tu pensi di sapere tutto? Di che cosa?
    Poi, non credi nel perdono:di chi? Di Dio?
    Sei libero di non crederci, ma Dio può perdonare chi sbaglia ed è pentito davvero.
    Quindi, secondo te, dovremmo essere perfetti!
    O non credi nel perdono umano? Eppure, perdoniamo tutti i momenti:al negoziante, all’amico, al marito, alla moglie…

  • 12089
    david -

    Gea quello che ho subito per quasi 2 anni,bò l’ho già raccontato penosamente,per dirne una sono stato stuprato parecchie volte,e ho subito le nefandezze e schifezze di un riformatorio più che un ITC.Entravo in classe e mi chiamavano tro.. e poi botte,la testa nel cesso,spenzolato dalla finestra e giorno dopo giorno novità schifose.A 14 avevo fatto da poco la cresima.Ammalato di disturbo stress post traumatico,sai cos’è,leggi un pò in merito,non è che i disperati che si taglaiano con le lamette le le braccia lo facciano per sport,è soltanto un momento di pace.

  • 12090
    david -

    Mi dici di preciso di cosa soffri,malattia mentale,nervosa ecc…Oppure vieni qua a fare la crocerossina ed a salvare anime…Io non so niente,ma so quello che è stata la mia vita lo so la rivivo tutti igiorni.Perdonare al negoziante?Ma che stupidaggini dici?ciao

  • 12091
    gea -

    a David:non so niente della tua vita.Certo, se sulla terra ci amassimo davvero,col cuore, nessuno farebbe le cose atroci di cui parli.
    Quale soluzione proponi? Non credo che cercare di dire una parola di conforto sia una colpa. O è meglio farsi i fatti propri?Conosco un ragazzo che ha patito cose gravissime ed ora aiuta ragazzi in difficoltà, perché nessuno li capisce meglio di lui, che è riuscito a superare i traumi.Ci sono volontari come lui in tutti i campi, anche medico:cercano di aiutare le persone a superare i ricordi dei traumi terribili che le assillano.

  • 12092
    luca76 -

    No @gea, per fanatico religioso intendo (anche) chi crede di poter risolvere i problemi e i drammi della gente con le preghiere. “Prova a chiedere a Dio di cambiare qualcosa, fa novene, sii insistente: dovrà volgere il Suo sguardo dalla croce su di te”, “La vita è dolorosa, lo ha detto anche la Madonna a Medjugorje”, “Ho sentito dire che Dio, essendo infinitamente potente, come l’universo ci ricorda, può allungare il tempo, così che chi deve scontare, avrà il tempo per pagare anche se fosse arrivata la fine del Mondo con il giudizio: cioè, non avrà alcuno sconto di pena, a condizione che sia davvero pentito”, “Dio ci ha creati solo per la felicità”. Sono solo un piccolo corollario delle farneticazioni religiose che hai scritto, con l’aggiunta della classica ciliegina sulla torta rappresentata dalla frase: “Suicidio: il problema andrebbe affrontato prima razionalmente, poi con la fede”. Ma, c...., non c’è niente di più irrazionale che credere in un Essere Supremo di cui non si ha la minima prova della sua esistenza! Ma come fai a coniugare le due cose? Io spero per te che tu non creda a ciò che predichi, perché vorrebbe dire che hai dei seri problemi…
    Mi preme informarti poi che oltre al tuo di culto, attualmente ne circolano altri 300 circa, e tra questi ci sono, oltre al buddismo a all’induismo anche molti altri tipo Scientology (che va tanto di moda tra i divi di Hollywood) e il Movimento Raeliano (legato agli UFO). Ora, io capisco che, storicamente, voi cristiani abbiate un avversione per le altre religioni, però disconoscerle mi sembra un po’ esagerato persino per voi. Tanto, mettetevi il cuore il pace, sia la tua che le altre 300 circa, sono tutte sullo stesso piano: infatti predicate una marea di stronzate, e non le dite nemmeno in maniera tanto diversa.
    Riguardo alla tua affermazione su quanto io possa essere simpatico perché diretto…Beh, a me non me ne frega niente di apparire simpatico o antipatico agli occhi della gente. Io dico ciò che penso, e penso ciò che dico. Di come la possano prendere gli altri non mi sfiora minimamente. Tornando ancora una volta su Beppino, lui era cresciuto in una famiglia bigotta e fanatica, in cui ti avrei visto molto bene. Questo lo ha portato ad estraniarsi dalla realtà, creandosi un mondo tutto suo. E in quel suo mondo aveva preso il Dio della sua famiglia e della tua religione, e lo aveva fatto più umano, più vicino a lui. E se ha posto fine alla sua vita, non lo ha fatto di certo con -continua-

  • 12093
    luca76 -

    -segue- l’intento di sostituirsi a Lui, come hai detto tu. Lo ha fatto perché era stanco. Io, al contrario di te, non sono per nulla sicuro che dopo la morte ci sia un qualcosa, che tu puoi chiamare Inferno/Paradiso/Purgatorio…Sono più propenso ad accettare che oltre alla morte fisica ci sia anche quella del…come la chiamate voi credenti? Anima? Spirito?…Di tutte le cazzate propinatemi al tempo del catechismo ho fatto tabula rasa da che tempo…Mi è restata in mente solo una frase: “Polvere sei e polvere tornerai”…Biochimica e poco altro…Questo siamo. A me Beppino non manca. Se ha portato a termine il suo intento suicida, ha smesso di stare male. Ed è quello conta. Avrebbe potuto prendere altre strade? Si, no, forse….Ha fatto una scelta. Non va giudicato. Da nessuno. Compianto forse, ma di certo non giudicato, men che meno da qualche predicatore da strapazzo che spunta sempre non richiesto, e che ce la sta a menare di come il suicidio sia un’offesa nei conti di Dio…Ma per favore….

  • 12094
    david -

    Gea sicuramente sei una persona in buonafede che cerca di soccorrere il prossimo.Cmq resto sulla terra per i miei,ma dopo ci sarà solo il terrore di Dio a scongiurare il suicidio,ma tutto ciò è così tragico…restare al mondo per paura,non per amore.ciao

  • 12095
    gea -

    Indubbiamente, la logica è il tuo forte:ho detto che il suicidio va affrontato prima di tutto con la ragione, e tu ribatti che la fede è irrazionale. Che c’entra?
    Poi,usi le parole con un significato diverso da quello ordinario: se, per te, fanatismo è sinonimo di preghiera, ok, ma non puoi pretendere che per gli altri sia la stessa cosa.
    E quanta acidità e..parolacce assurde,segno di grande, irrefrenabile rabbia: solo perché ho osato ricordare che la fede può aiutare a vivere? Ti dà fastidio che soffra per la mancanza di Beppino?
    Beh, saranno pure affari miei o vuoi decidere tu se debba soffrirne o meno??????
    Ognuno è libero di pensarla come gli pare, c’è libertà di pensiero, almeno per ora.
    E non mi sembra il caso di offendere, accusando di avere “seri problemi”, etc..in fondo, se uno crede, che fastidio ti dà? Non credi? No problem. Forse invidi la serenità di chi crede?
    Invece, chi ha ragione deve essere sereno e non arrabbiarsi per questioni di fede, di Dio etc., perché non lo riguardano né lo danneggiano. E se fosse un credente ad accusare un ateo di avere “seri problemi”, per il solo fatto che non crede!!!!!Sai che urli!
    Poi, prima giustifichi il suicidio, poi compiangi il suicida,con l’aggiunta di un prudente “forse”! Che coerenza!
    E,invece, magari,lui sta bene da qualche parte.
    Chi disconosce le altre religioni?
    Chi giudica un suicida?
    Prima di rispondere a caso, dovresti leggere bene ciò che scrivi.
    Infine, se vedessi uno che sta per uccidersi, che faresti? Assisteresti allo spettacolo? Ma fammi tu il piacere..

  • 12096
    TeoLogico -

    Quando in passato anche io pensavo tanto al suicidio solo brani come questo mi incuriosivano, parla di Giobbe (è in un libro nella Bibbia) che era un uomo giusto e credente ma dopo molte sciagure ed una malattia che lo consumava vivo cominciò a dire(prendo solo alcuni passi): Giobbe 3,1 Dopo, Giobbe aprì la bocca e maledisse il suo giorno; prese a dire: Perisca il giorno in cui nacqui e la notte in cui si disse: «È stato concepito un uomo!».Quel giorno sia tenebra, non lo ricerchi Dio dall’alto, né brilli mai su di esso la luce. Lo rivendichi tenebra e morte, gli si stenda sopra una nube e lo facciano spaventoso gli uragani del giorno! Quel giorno lo possieda il buio non si aggiunga ai giorni dell’anno, non entri nel conto dei mesi poiché non mi ha chiuso il varco del grembo materno, e non ha nascosto l’affanno agli occhi miei! E perché non sono morto fin dal seno di mia madre e non spirai appena uscito dal grembo? Perché due ginocchia mi hanno accolto, e perché due mammelle, per allattarmi? Sì, ora giacerei tranquillo, dormirei e avrei pace Oppure, come aborto nascosto, più non sarei, o come i bimbi che non hanno visto la luce.
    Laggiù i malvagi cessano d’agitarsi, laggiù riposano gli sfiniti di forze. I prigionieri hanno pace insieme, non sentono più la voce dell’aguzzino. Laggiù c’è piccolo e il grande, e lo schiavo è libero dal suo padrone. Perché dare la luce a un infelice
    e la vita a chi ha l’amarezza nel cuore, a quelli che aspettano la morte e non viene,
    che la cercano più di un tesoro, che godono alla vista di un tumulo, gioiscono se possono trovare una tomba…Così, al posto del cibo entra il mio gemito, e i miei ruggiti sgorgano come acqua, perché ciò che temo mi accade e quel che mi spaventa mi raggiunge. Non ho tranquillità, non ho requie, non ho riposo e viene il tormento! Se ben si pesasse il mio cruccio e sulla stessa bilancia si ponesse la mia sventura…certo sarebbe più pesante della sabbia del mare! Giobbe 6,7 Ciò che io ricusavo di toccare questo è il ributtante mio cibo! Oh, mi accadesse quello che invoco, e Dio mi concedesse quello che spero! Volesse Dio schiacciarmi, stendere la mano e sopprimermi! Ciò sarebbe per me un qualche conforto e gioirei, pur nell’angoscia senza pietà, per non aver rinnegato i decreti del Santo. La mia forza è forza di macigni? La mia carne è forse di bronzo? Non v’è proprio aiuto per me? Ogni soccorso mi è precluso?
    -continua-

  • 12097
    TeoLogico -

    A chi è sfinito è dovuta pietà dagli amici,
    anche se ha abbandonato il timore di Dio. I miei fratelli mi hanno deluso come un torrente, sono dileguati come i torrenti delle valli, i quali al tempo della siccità svaniscono e all’arsura scompaiono dai loro letti. Così ora voi siete per me: vedete che faccio orrore e vi prende paura. Vi ho detto forse: «Datemi qualcosa» o «dei vostri beni fatemi un regalo» o «liberatemi dalle mani di un nemico» o «dalle mani dei violenti riscattatemi»? Istruitemi e allora io tacerò, fatemi conoscere in che cosa ho sbagliato. Che hanno di offensivo le giuste parole? Ma che cosa dimostra la prova che viene da voi? Forse voi pensate a confutare parole, e come sparsi al vento stimate i detti di un disperato! Anche sull’orfano gettereste la sorte e a un vostro amico scavereste la fossa. Ma ora degnatevi di volgervi verso di me: davanti a voi non mentirò.
    Su, ricredetevi: non siate ingiusti! C’è forse iniquità sulla mia lingua o il mio palato non distingue più le sventure? Non ha forse un duro lavoro l’uomo sulla terra e i suoi giorni non sono come quelli d’un mercenario? Come lo schiavo sospira l’ombra e come il mercenario aspetta il suo salario, così a me son toccati mesi d’illusione e notti di dolore mi sono state assegnate. Ricoperta di vermi e croste è la mia carne, raggrinzita è la mia pelle e si disfà. O Dio ricordati che un soffio è la mia vita: il mio occhio non rivedrà più il bene. Non mi scorgerà più l’occhio di chi mi vede: i tuoi occhi saranno su di me e io più non sarò. Una nube svanisce e se ne va, così chi scende agl’inferi più non risale; non tornerà più nella sua casa, mai più lo rivedrà la sua dimora. Ma io non terrò chiusa la mia bocca, parlerò nell’angoscia del mio spirito, mi lamenterò nell’amarezza del mio cuore! Son io forse il mare oppure un mostro marino, perché tu mi metta accanto una guardia? Quando io dico: «Il mio giaciglio mi darà sollievo, il mio letto allevierà la mia sofferenza», tu allora mi spaventi con sogni e con fantasmi tu mi atterrisci. Preferirei essere soffocato, la morte piuttosto che questi miei dolori! Io mi disfaccio, non vivrò più a lungo. Lasciami, perché un soffio sono i miei giorni. Fino a quando da me non toglierai lo sguardo e non mi lascerai inghiottire la saliva? Se ho peccato, che cosa ti ho fatto, o custode dell’uomo? Perché m’hai preso a bersaglio e ti son diventato di peso? Perché non cancelli il mio peccato e non dimentichi la mia iniquità? -continua-

  • 12098
    TeoLogico -

    Ben presto giacerò nella polvere, mi cercherai, ma più non sarò! In verità io so che è così: e come può un uomo aver ragione innanzi a Dio? Se uno volesse disputare con lui, non gli risponderebbe una volta su mille. Saggio di mente, potente per la forza,
    chi s’è opposto a lui ed è rimasto salvo? Sposta le montagne e non lo sanno, egli nella sua ira le sconvolge. Scuote la terra dal suo posto e le sue colonne tremano. Fa cose tanto grandi da non potersi indagare, meraviglie da non potersi contare. Se rapisce qualcosa, chi lo può impedire? Chi gli può dire: «Che fai?». Tanto meno io potrei rispondergli, trovare parole da dirgli! Se avessi anche ragione, non risponderei, al mio giudice dovrei domandare pietà. Se io lo invocassi e mi rispondesse,
    non crederei che voglia ascoltare la mia voce. Sono forse i tuoi giorni come i giorni di un uomo, i tuoi anni come i giorni di un mortale, perché tu debba scrutare la mia colpa e frugare il mio peccato, pur sapendo ch’io non sono colpevole e che nessuno mi può liberare dalla tua mano? Le tue mani mi hanno plasmato e mi hanno fatto integro in ogni parte; vorresti ora distruggermi? Ricordati che come argilla mi hai plasmato e in polvere mi farai tornare.Perché tu mi hai tratto dal seno materno? Fossi morto e nessun occhio m’avesse mai visto! Sarei come se non fossi mai esistito; dal ventre sarei stato portato alla tomba!
    Ma dopo che Giobbe vede Dio dice:Giobbe rivolto al Signore disse: Ecco, sono ben meschino: che ti posso rispondere?
    Mi metto la mano sulla bocca. Ho parlato una volta, ma non replicherò. ho parlato due volte, ma non continuerò.
    Giobbe 42,1 Allora Giobbe rispose al Signore e disse: Comprendo che puoi tutto e che nessuna cosa è impossibile per te. Chi è colui che, senza aver scienza, può oscurare il tuo consiglio? Ho esposto dunque senza discernimento cose troppo superiori a me, che io non comprendo. «Ascoltami e io parlerò, io t’interrogherò e tu istruiscimi». Io ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti vedono. Perciò mi ricredo e ne provo pentimento sopra polvere e cenere. Tutti i suoi fratelli, le sue sorelle e i suoi conoscenti di prima vennero a trovarlo e mangiarono pane in casa sua e lo commiserarono e lo consolarono di tutto il male che il Signore aveva mandato su di lui.
    Spero che anche a voi Dio riveli e faccia risplendere il suo volto. Ciao

  • 12099
    luca76 -

    Hai detto bene @gea, io seguo la logica. E in questa logica è una aberrazione mentale affermare come hai fatto tu che il suicidio debba essere affrontato prima con la ragione e poi con la fede. Era una tua frase o mi sbaglio? Ora mi chiedo, ti rendi conto che fede e ragione sono in antitesi? L’una è irrazionale e astratta, l’altra è razionale e concreta. Se non riesci a capire quanto siano distanti le due cose nell’approccio al suicidio, beh…Io non posso farci niente.
    Vedi, io sono uno allergico alle stronzate, indipendentemente dal sesso, dalla religione e dalla razza di chi le tira fuori. E siccome sono uno che non si fa troppi problemi nel dire la sua, quando leggo e sento cose su cui non sono d’accordo, controbatto. Che tu poi prenda le mie parole come sintomo di acidità, rabbia o invidia, beh…Io non posso farci niente.
    Sai cosa distingue un’ateo dal credente, e che lo fa essere immune da certi attacchi? In quasi 13000 commenti lasciati su questo blog, non ne troverai uno solo scritto da un ateo che reciti: “Smettetela di credere in Dio e vivrete alla grande!”. Viceversa ne troverai del tipo: “Cominciate a credere in Dio, Lui vi salverà”. Noi non andiamo a rompere le palle a chi non ha voglia di sentire certe menate. Questa è la differenza, e se non la capisci, beh…Io non posso farci niente.
    Io non ho mai ritenuto di essere dalla parte della ragione assoluta (al contrario di molti voi credenti), e non mi importa nemmeno di esserlo, mi sta bene così. Vedo le cose dal mio punto di vista, che può essere giusto o sbagliato. Io ciò che scrivo, lo rileggo prima di pubblicarlo, non so te. E leggo anche con attenzione ciò che mi rispondono gli altri, non so te. E non ho problemi di coerenza. Io non giustifico il suicidio, non compiango nessuno (hai interpretato male le mie parole); io parlo di scelte che ognuno di noi fa. E che sono scelte personali. Quel si, no, forse era legato a una questione puramente teorica legata al fatto di intraprendere altre vie per uscire da situazioni di disagio. Ognuno fa storia a sé, ciò che salva il culo ad uno, non è detto che abbia lo stesso effetto sugli altri. Se uno sta male nel corpo e nella mente e decide di farla finita veramente non recepirà nessuno stimolo per la vita, e farà una scelta su cui è inutile stare a sindacare. Tutto qua. E se non capisci di cosa stia parlando, beh…Io non posso farci niente.
    Hai scritto, testuale: “Il buddismo è più filosofia di vita che religione” -continua-

  • 12100
    luca76 -

    -segue- ma quando mai! Il buddismo è una religione tanto quanto la tua, ciò che hai scritto rivela quantomeno una ignoranza verso gli altri culti se, come mi hai risposto tu, lo hai fatto senza l’intento di disconoscerla. Se non sei consapevole nemmeno tu di ciò che scrivi, beh…Io non posso farci niente.
    Infine, quando vedo uno che sta per suicidarsi, l’ultima cosa che faccio è quella di stargli a recitare la Parola di Dio, perché è una cosa idiota. A uno che sta per buttarsi da un cavalcavia non gliene frega proprio niente di Dio, la Madonna e tutti gli angeli in colonna e se non lo comprendi, beh…Io non posso farci niente.
    P.S. Non mi trovi più tanto simpatico perché diretto come prima? Amen, chissenefrega! Non ti piace ciò che scrivo? Non rispondermi allora, anzi ancora meglio, non leggermi proprio. Io, in quasi 40 anni di vita, una tra le tante cose che ho capito, e che stare a parlare con un credente di religione non si cava un ragno dal buco, avete la testa troppo piena di cazzate apprese dalla più tenera età. Per fortuna frequento solo atei…E non è un caso…

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