Il suicidio
di
beppino
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Beppinooooo???!!!
Beppino, cacchio. Spero che il SOS tu non l’abbia lanciato solo qui dentro.
Beppino fatti sentire su. Speriamo che non sia niente.
Beppino, chi scrive SOS anche se solo in un forum con i posts pubblicati ogni 4 ore e destinati a perfetti sconosciuti in relatà, in QUEL momento, non vuole morire.
Probabilmente è una forte tentazione, è (o pare) l’unica via di fuga, vede la morte come una donna bellissima che non riesce a corteggiare ma, in quel preciso istante, non vuole morire.
L’ha voluto un istante prima e, forse, lo vorrà un istante dopo.
Qui nessuno può aiutare nessuno se non con tante o poche parole a cui, troppo spesso, ci si attacca come se fossimo naufraghi e le parole fossero pezzi di legno in mezzo all’oceano.
Qui si butta un centesimo di disperazione nel berretto e si aspetta chi, vedendo quel centesimo, butterà la sua moneta.
Qui si aspetta che qualcuno si ricordi di noi e ci dia quell’importanza che, da soli, stentiamo a darci e che, gli altri, troppe volte negano.
Qui si butta la maschera e ci si mostra per ciò che si è, bello o brutto che sia, chi se ne importa.
Qui si fanno confidenze che, nella vita reale, non ci si fa neppure a sè stessi.
Naturalmente questo non vale per tutti ma per tanti è così.
Spero che il SOS che hai lanciato sia stato raccolto da qualcuno intorno a te.
Ele, l’unico modo per chiudere il becco a chi mette il dito dentro alla tua ferità è dargli una risposta.
Anche se falsa.
Finchè non l’avranno continueranno a circolarti intorno come faine attorno ad un pollaio.
Resta il dolore che hai dentro ed è l’unica cosa di cui devi prenderti cura per evitare che ti soffochi.
Le chiacchiere becere da spiaggia, che sembrano amplificarlo all’infinito, hanno la stessa importanza, scusami la volgarità, di un rutto emesso da in cima alle Dolomiti. L’eco lo amplifica, certo…..ma sempre rutto resta.
Dannati sensi di colpa, capaci di avvelenare la vita. Riescono a rendere maledettamente complicate delle scelte banali agli occhi di tutti.
@Emma, cercherò una risposta tranciante alle domande da spiaggia. Grazie per il consiglio.. come vorrei opporre rabbia a queste situazioni invece di dolore acuto..
@Beppino… puoi darci un segnale?
Buonanotte.
Dai Beppino non tenerci sulle spine, facci capire che stai bene…
Beppino…..(?)
Ciao Ele.
Come state tutti?
Ele ,impara a dire non sono affari vostri ,io sto bene così come sto .Beppinooooooo
Beppino sarà in ospedale.
Spero che non sia morto… ..mi dispiacerebbe che non possa piu scrivere.. non voglio dire altro visto che non lo conosco personalmente.
scusate….ma come si fa a rintracciare questo beppino? Ma lo staff di questo sito non puo’ fare nulla a riguardo? Non ha una mail, qualcosa questo ragazzo?
Questa lettera è diversa dalle altre.
Nelle altre, chi sparisce, nel 90% dei casi è impegnato in qualcosa di diverso, magari costruttivo, magari più piacevole.
Nelle altre chi sparisce a Pasqua, Natale, Ferragosto è perchè, quasi sicuramente, si sta divertendo.
Qui, chi sparisce, soprattutto in quei giorni, può aver deciso di fare quel salto, oppure essere a pezzi, fisicamente o mentalmente.
Beppino, Luca76, David, Evergreen, come state?
Un abbraccio a tutti.
Mara, qui se non ci si scambia le e-mail è impossibile rintracciarsi. Ed i moderatori, visto che intervengono solo quando le discussioni degenerano in modo abietto, non credo siano troppo presenti.
Ciao a tutti,sto così e così.Vediamo di uscire da questo rebus
ciao, io son qui con attacchi d’ansia rinnovati. era da un pò che non facevano capolino, vabbè.. un abbraccio a voi tutti nella speranza di stare insieme a galla.
@Emma, come stai tu?
Io sopravvivo, raschiando il fondo del barile come sempre, cercando di sopravvivere. Ho poca voglia di lasciare una traccia di me sul blog in questi giorni, appena mi riprendo sarò un po’ più presente. Nell’attesa, un abbraccio forte a te e agli altri…
Ciao Luca, ho una valanga di problemi pratici da affrontare, sono talmente lucida da stupire me stessa è l’umore è stabile anche senza farmaci.
L’unico stato d’animo che viaggia a briglie sciolte è la paura. A volte è scarsa, altre volte è al top.
Ele, gli attacchi d’ansia sono bestiali, lo so. Mi spiace tanto che tu te ne soffra.
«Ognuno di noi ha i suoi inferni, si sa. Ma io ero in testa, di tre lunghezze sugli inseguitori.»
C. Bukowski
Un saluto ed un abbraccio a tutti.
voglio morire la mia vita nn ha piu senso e nn vedo l ora di sparire tento nn conto x nessuno pok qualcono mi vuole morto rabbe meglio far si che succeda presto.
@Ele, sei ferie, goditele. L’ansia puoi anche metterla da parte in questo periodo, non ti serve. Come prosegue la lettura dei tuoi libri nuovi?
@Emma, che il tuo umore sia stabile senza l’ausilio dei farmaci è una buona cosa. Come mai questa paura allora?
Saluti a tutti.
E’ paura che scatta all’improvviso.
Paura che fa fuori, anche se solo per un pò, la parte realizzante del cervello lasciando inalterata la parte pensante che, però, razionalizza solo e realisticamente in negativo.
In parte nasce dall’insicurezza, in parte dalle tante porte sbattute in faccia in passato, in parte dalle responsabilità che, in certe giornate, sembrano mostri sputafuoco.
Mi sveglio al mattino con una frase che circola: “non ce la potrò mai fare. Magari supererò questo giorno per affondare definitivamente domani.”
Lo penso, mi paralizzo entro in stand by e mi prendo gli insulti di quelli che, beati loro, non riescono a capire che in certe giornate decidere se scrivere in blu o in nero è pesante come, in altre, consigliare una strategia di marketing che potrebbe salvare o far fallire un’azienda.
Un abbraccio a te e a tutti, ciao.
Luca76 ciao, cercherò di seguire il tuo consiglio! Sono quasi alla fine del primo libro (Murakami Haruki 1Q84).
Un abbraccio a tutti voi.. ad Emma un pò di più.
Emma pensa te,che quando sono nella grande agitazione e panico non mangio niente,bevo solamente per paura di morire strozzato.Tempo fa sono stato 11 giorni bevendo soltanto.dopo 11 giorni di digiuno la vista si riduce un minimo.Ciao Tigrotti di Mompracem
David. lo fa anche a me.
Anche l’acqua fa male a passare.
Tutto ciò che è solido sembra dover strozzare.
Persino l’aria che si respira sembra passare attraverso un filtro intasato.
Però 11 giorni sono tanti, troppi.
“Nessun rimpianto, nessun rimorso” cantavano ormai 20 anni fa gli 883. A me, pivello negli anni ’90 del secolo scorso (avevo 14 anni allo spuntar dell’ultimo decennio del XX secolo…), son sempre piaciuti. Mi piacevano quelle canzoni da sfigatello, mi ci ritrovavo spesso e volentieri. Sapete, per esperienza più o meno diretta, che quando si arriva a una certa età, verso la quarantina, ci si volta indietro e, spesso, ci si ritrova a guardare al passato, come se questo possa rispondere alle domande del presente. So che potete comprendermi, non sento il bisogno di spiegare il perché e il percome di certe sensazioni. Ed è per questo, come molti di noi, lasciano una seppur labile, irrisoria (e a volte anche risibile ai più, perché no) traccia di noi in una lettera dedicata al suicidio. Una lettera diversa dalle altre…(quanto hai ragione @Emma…). Non so voi, ma a me, a volte, capita di leggere le altre lettere, appartenenti a un mondo lontano dal mio. “Un pene piccolo fa godere lo stesso?”, “Si può perdere la verginità con il petting?”, “Problemi con vodafone station”…Per carità, lungi dal me far di tutta un’erba un fascio, ci sono anche lettere di tutt’altra caratura in questo blog, in questa area dedicata alle “lettere al direttore”….Sarei curioso di sapere a quale direttore…Fede? Sallusti? Vespa?…Vabbeh, lasciamo stare certi argomenti, altrimenti qualcuno sentirebbe l’impellente bisogno di darmi del populista e demagogo anche solo accenandoli. L’Italia, si sa, è il Paese del tutto e il contrario di tutto per eccellenza…Dicevo, rivolto al passato, che spesso ci si guarda indietro, e capita di ricordarsi di gente ormai lontana, “desaparecida”, passatemi il termine. Gente ormai uscita dalla propria vita. E che pure, saltuariamente ti ritorna in mente. Ed è con questo spirito che qualche tempo fa digitai su fb un certo nome. Il nome di una persona a me importante, il nome del mio primo amore. Un’amore d’altri tempi, l’amore (forse sarebbe meglio usare il termine cotta) di un ragazzino brufoloso poco meno che maggiorenne per una donna di 11 anni più anziana. Un’amore, tanto per intenderci, finito tra le lenzuola. Vista la differenza di età, non mi sono mai creato illusioni sul come potesse finire. Sarebbe stato stupido. Ma certe cose ti rimangono dentro, che tu lo voglia o no. E riprendere i contatti, comporta la fuoriuscita di certe emozioni, cose passate, che per quanto possano essere seppellite, sono sempre lì. Pronte a uscire. Per carità, non sono il tipo che applica lo stalkeraggio, e che si permette di rompere le palle a persone estranee alla sua vita. Diciamo che, al suo consenso alla mia richiesta di amicizia, al suo primo messaggio, quello scambiato e basato sul classico “com’è, come non è” io mi sia tolto qualche sassolino dalle scarpe. Non entro nei particolari della nostra passata relazione, sono cose mie, che non mi va di sbandierare. Il mio vuole essere un discorso di più ampio respiro, che per chi ci -continua-
-segue- sarà passato avrà un senso, per gli altri no…Non sento il bisogno di essere compreso, e forse neanche mi interessa.
Rientrando sul blog, un paio di giorni fa, mi sono ritrovato a leggere post vecchi, come quello di @evergreen rivolto a @E. Lo leggevo, la parte rivolta a me, e anche quella rivolta a Emma (vogliate scusarmene entrambi se metto becco in maniera inopportuna). Quella in cui il primo chiede a lei se le fosse di aiuto in qualche modo veder soffrire chi le ha fatto in qualche modo del male (ne faccio un sunto, quindi, PER FAVORE, non prendetelo alla lettera.) Emma, lo sappiamo (almeno per noi che la conosciamo su questo blog), è una persona per bene e come tale ha risposto. IO, che al di là dei miei problemi personali, ERO SONO e RESTERO’ sempre un pezzo di merda, alla succitata domanda/e (vedesi post 11930 per chiarimenti al riguardo), avrei risposto con un si, secco. Non me ne viene in tasca niente di concreto sapere che chi mi ha provocato dei danni (veri o presunti), riversi lui/lei stesso in condizione di difficoltà. Ma mentirei se dicessi il contrario, se affermassi che mi dispiacerebbe. Tra gli innumerevoli difetti di cui sono portatore, l’ipocrisia e la falsità non mi sono mai appartenuti. E, preferisco sottolinearlo, non mi riferisco a nessuno di quelli che scrive su questo blog, ci mancherebbe, non voglio essere frainteso. Quindi perdonatemi se qualcuno può sentirsi toccato in qualche maniera, non è mia intenzione. Faccio un discorso prettamente personale, nulla più. E come tale voglio che sia preso…Chiedo ancora scusa per chi si possa sentire preso in mezzo.
@Emma, come sempre le tue risposte sono da leggere, risultano sempre appezzabili e intelligenti: “…mi paralizzo entro in stand-by e mi prendo gli insulti [….] e non riescono a capire che in certe giornate decidere se scrivere in blu o in nero è pesante come, in altre, consigliare una strategia di marketing che potrebbe salvare o far fallire un’azienda.” Vero, anzi verissimo, ma, come direbbe un noto demagogo e populista genovese (chissà cosa ne pensa @tempo scaduto o alias…) sarebbe solo come fare macelleria sociale…Noi, in fondo (e il discorso lo allargo anche ad @Ele, David, Marina), ogni mattina, al risveglio, come dei novelli don Chisciotte (a proposito, cara Ele te ne consiglio la lettura sempre che tu non l’abbia già fatto, in te rivedo parecchio, pur con le debite proporzioni e interpretazioni, il personaggio di Cervantes, e non vuole essere una critica), ci alziamo la mattina e ci ritroviamo a combattere contro ipotetici mulini a vento, a volte sotto forma di mostri sputafuoco. E questo ci porta paura e ansia, una qualcosa che ci paralizza. La domanda che dovremmo porci quando la mattina ci svegliamo dovrebbe essere “come sconfiggerla?”…Ma la risposta, purtroppo, pur essendo lì a portata di mano, ci sfugge, un po’ come a Parsifal con il Santo Graal..
@David, i digiuni lasciali a Pannella, lui può permetterselo, noi no…
Un abbraccio a tutti.
Luca, “Emma, lo sappiamo (almeno per noi che la conosciamo su questo blog), è una persona per bene e come tale ha risposto”.
Oddio…..
Si, è vero, non mi viene in tasca nulla dal sapere che Tizio è morto malamente o Caio è finito sotto ad un ponte.
Non provo soddisfazione perché la soddisfazione, per me, viene dai meriti, dalle piccole conquiste.
Di certo, però, non mi dispiacerebbe.
Indifferenza, pura indifferenza è il termine corretto per descrivere il mio stato d’animo di fronte alla disgrazia di chi, con me, è stato stronzo.
Al di là degli accidenti che si tirano quando si è su di giri, dal “crepasse” al “venisse un colpo a lui, ascendenti e discendenti”.
Se vedessi Tizio in bilico su un ponte in attesa della mano che potrebbe salvarlo non gli darei uno spintone ma neppure lo aiuterei.
Semplicemente passerei e lascerei che accada ciò che deve accadere.
D’altronde, come mi è stato detto o fatto capire quando sgambettavo vista baratro, attaccata alla speranza con la sola punta delle dita?
Ah, si…. “siamo noi gli artefici del nostro destino”.
E’ una balla, lo so, è una colossale puttanata perché il libero arbitrio esiste solo nella testa dei predicatori che devono scagionare Dio.
Ma se questa colossale puttanata vale per me, e bè…., allora deve valere per tutti.
Anche per chi ci si è appellato nel momento in cui mi ha voltato le spalle o sbattuto una porta in faccia o allontanata come si allontana un barbone dal salone in cui si terrà un ricevimento.
Lo stronzo ti schiaccia le punte delle dita e ti lascia cadere. Magari sentendosi un Santo per aver accorciato la tua sofferenza. Il buonista “corre a cercare aiuto” e chi si è visto si è visto. Il buono cerca di tirarti fuori. L’indifferente:
“Ma un asin bigio, rosicchiando un cardo
rosso e turchino, non si scomodò. Tutto quel chiasso ei non degnò d’un guardo
e a brucar serio e lento seguitò”.
(Davanti a San Guido).
Persona per bene forse no, non lo sono.
Quantomeno per i buonisti, i Papa boy’s e gli ipocriti.
Asin bigio” o “mucca che guarda il treno passare” con chi è stato stronzo,si, mi sento di esserlo.
Almeno in questa mattina in cui sono lucidissima e, mentre preparo una valigia (ma non per andare in ferie), sono me stessa e non la me stessa devastata da sensi di colpa patologici o dalla paura che mi fa vedere il Salvatore persino nell’ombra proiettata da un cappotto steso a prendere aria.
Domani sarà diverso perché domani, per me, è un giorno un po’ particolare e la paura la farà da padrona. Una paura “sana” perché motivata. Questo, un po’, già mi consola.
Quelle “emozioni che ti rimangono dentro” e che sono pronte a saltare fuori sono la nostra vita.
Provarle significa che c’è ancora vita, dentro, anche se il fuori puzza e puzza di cadavere.
Credo, che il marcio ed il sano (ma è solo una mia opinione), stia nel come, più che nel perché, all’improvviso saltino fuori.
Sollecitate come si sollecita un brufolo non maturo che prude e da fastidio?
Spontaneamente, come un vulcano che erutta?
Nel primo caso rischiano di fare la stessa fine del brufolo: lasciare un grosso buco sanguinolento che si tenterà di mascherare senza riuscirci.
Nel secondo saranno il ricordo piacevole e, in qualche modo, consolatorio di un periodo in cui si è vissuto e si è stati qualcosa di diverso da ciò (e scrivo “ciò” di proposito, perché è difficile, in certi periodi, sentirsi un “chi”) che si è ora.
In cui si è stati persone fatti sia di carne che di emozioni e non ciò che, quantomeno in certe giornate, ci si sente di essere diventati: mani che raschiano il fondo del barile o che rovesciano la borsa alla ricerca della pasticca magica che rincoglionirà o che afferrano coltelli e quant’altro pur di mettere fine al dolore, al vuoto.
Una vecchia canzone di Mario Castelnuovo diceva:
“Sarà un ricordo normale per quando sarai forte, in un momento sì….sarà un ricordo speciale, per quando sarai sola…in un momento no…”.
Spesso vado alla ricerca di vecchi ricordi e, lo ammetto, quando la realtà me lo consente (quando certe situazioni hanno lasciato un dubbio, un punto interrogativo), un po’ mi ci coccolo dentro.
D’altronde se le emozioni sono nel passato, se, nonostante i conti da pagare, si sente il bisogno di provarle di nuovo (magari vergognandosi, come capita a me), se si sa, si è consapevoli e certi di non aver più né la voglia né la forza di cercarne di nuove, che altro si può fare?
Emozionalmente ho raggiunto un equilibrio che mai e poi mai rimetterei a repentaglio per cercare la pentola d’oro in fondo all’arcobaleno.
Quindi…. si ai ricordi. Se non ci si annega dentro ma ci si galleggia sopra come se fossero una piscina e noi fossimo stesi su un materassino.
Molti non la pensano come me, lo so.
I fautori del “non sai cosa accadrà domani” così come i fautori del “chi vive di ricordi è come se già fosse morto”.
Ma il mondo è bello perché e vario.
Ci sono persone che devono fare un collage per poter dire di avere una vita.
Pezzi di passato, brandelli di presente, ipotesi, sfuocatissime, di futuro.
Mescolare tutto e atteggiarsi in modo che l’Anagrafe civile non espunga dalla lista dei viventi.
Altri (più fortunati?) hanno tutto lì, a portata di mano, concretamente o idealmente (gli ottimisti a prescindere)
quando lavoravo in quel luogo del comune ho visto morire tante persone,coltellate,risse anche risse fra italiani e stranieri,persone che morivano per droga,resuscitate all’ultimo e che dicevano…”perchè non mi avete lacsiate morire?,altri morti con una siringa nel braccio,piatti rotti e vetri rotti e sedie usati come armi.E’ finita la bella estate degli anni ’80,che lo vogliamo o no.E’finita. Ciao a tutti.Ma noi ci siamo ancora…E’questa la nostra colpa? Qualcuno mi dica “è questa la nostra colpa,dai 14 anni fu la mia tragedia e poi aver cercato un ruolo in questa società civile che mi hanno sempre negato?”Ricordate il confronto fra Charlie e Ron nel deserto messicano(nato il 4 di luglio)…”Tu non c’eri là,non ci sei mai stato…E’questo che io urlerei a tutti quei bastardi che hanno avuto tutte le delizie gratis,per grazia ricevuta,senza una lacrime,senza niente. Ciao E.Cia a tutti
I ricordi sono ricordi, belli o brutti ci accompagneranno fino alla fine. Flash di un qualcosa passato, impressi come si imprimono immagini su di una pellicola. E così ci ritroviamo ad archiviarli come foto in un album o un film in una videoteca. A volte ci appaiono nitidamente, altre volte sono un qualcosa di indistinto, di nebuloso. Qualcuno di quei ricordi possono esserci di aiuto, ci sostengono a volte addirittura. Troviamo il modo di coccolarci con essi. Ricordi di persone o cose che si riaffacciano, un po’ perché li cerchi, un po’ perché basta poco per farseli tornare in mente; una canzone, un profumo, un luogo…A me personalmente non sono quelli brutti che mi fanno più male. No. A quelli con il tempo mi ci si sono abituato. Sono quelli più belli che mi fanno stare male. Sono quelli che, nei momenti peggiori vorrei cancellare se ne potessi avere la possibilità. Pentendomene un secondo dopo averlo fatto. Oggi, nel tentativo di buttare un’occhio meno pessimistico sul domani, vorrei poter aver la forza di arrivare ai piedi di quell’arcobaleno e trovarla quella pentola d’oro. In modo che voltandomi ancora una volta indietro, io possa svecchiarla quella lista dei ricordi e perché no, di acquisirne di nuovi. Rischierei, si. D’altronde non ho assolutamente nulla da perdere nel farlo. E vorrei anche che tutto il periodo che abbraccia l’ultimo anno e mezzo, si trasformi in un semplice ricordo. Un ricordo brutto, di quelli a cui quando ci pensi tiri un sospiro di sollievo e ti dici: “ok, è passato”… Già…Un presente che è diventato passato. E invece mi ritrovo a vivere un passato che è un fin troppo presente, parlandone in una maniera temporale, non come condizione emotiva. L’oggi si confonde con lo ieri. Una settimana fa, un mese fa, sei mesi fa, un anno fa, non riesco a distinguerne i tempi…Vivo in una bolla temporale, un giorno lunghissimo, che so quando è iniziato, ma di cui non so quando si concluderà. E’ una situazione di merda proprio….
Preciso subito che non sono il solito rompiscatole di passaggio. E’ da più di 4 anni che leggo questo post. Sono intervenuto molto di rado, ho capito che questo vostro scrivere è uno sfogo, quindi rispetto il fatto che non sono graditi religiosi, psichiatri, sapienti di turno che non vivendo il vostro malessere arrivano qui per pontificare.
Ho passato i 60 da un pezzo, ho vissuto sulla mia pelle il PTSD, come David, ma non voglio parlare di questo. Ho avuto problemi con l’alcool, ma non voglio parlare di questo. Ora sono impegnato con L’ULTIMA BATTAGLIA, i malesseri sono spariti, sono caduto 100 volte e mi sono sempre rialzato,
anche se prendo ancora qualcosa, quando gira storto, riesco ad essere me stesso e non chiedo mai consigli. Le cose che avrei voluto dire a voi le ho scritte sotto forma di canzone. Parlo in prima persona nel testo, forse sarà utile a qualcuno avanti con gli anni.
Vi abbraccio tutti, Beppino compreso, sperando che dia presto notizie di sé.
Chi vuole ascoltare le mie riflessioni sotto forma di canzone, questo è il link di L’ultima battaglia.
http://www.youtube.com/watch?v=sD4APPQSK_0
Spero di essere stato utile a qualcuno. Coraggio ragazzi!!!
TS
Toroseduto ti ho letto spesso in altri blog ,non sei il solito predicatore .La battaglia contro se stesso è la più dura da combattere ,anche io sono caduta tante volte e altrettante mi sono rialzata a volte ho camminato strsciando per cercare di rialzarmi ,ho vinto tante battaglie ,ma contro se stessi ……è la più dura
Si, Marina, il senso di quello che dico nel brano è proprio questo.
Più si va avanti con gli anni più si fa difficile. Lungo il percorso si perdono tanti punti di riferimento. Gli “andati”, quelli che non ci sono più sono tanti. Troppi. Mi ritrovo a riflettere su una foto del 1967. Eravamo 4 amici e formammo un gruppo musicale. Sono rimasto solo io, eravamo coetanei… mi piace pensare che in un’altra dimensione potremo riprendere a suonare insieme, è la cosa che più mi manca. Un abbraccio
Io c’ho provato.
non riesco a dormire
ragazzi secondo me questa vita”è solo un passaggio non la vedo cme un sposarsi avere figli e diventare nonni uno puo anche morire prima e io ho un virus che potrebbe diventare un tumore se non viene curato e visto che io ho una vita di merda e sono circondata da gente che non fa altro che giudicarmi mentre loro vivono le loro vite fantastiche e non sanno nulla di quello che io vivo ma vogliono giudicare lo stesso..sopratutto parenti serpenti…i miei! visto questo non me ne frega nulla di curarmi. l’unica persona che ci rimarra davvero male per la mia morte è mia madre che è molto forse troppo.. protettiva e possessiva con me…se fosse per lei dovrei rimanere in casa tutti i giorni..ma io non sono per niente una tipa da clausura anzi….uscire e la libertâ è la cosa piu bella. e visto che non ho vere amicizie..odio stare a casa e non andare mai in vacanza in vita mia ..ma anche solo poter uscire in compagnia…ho un lavoro faticoso che sono a pezzi quando finisco alla sera. nessuno mi capisce. scusate questo è il mio pensiero…magari se potessi vivere un altra vita migliore starei meglio..ma nella mia si va di male in peggio. per quanto cerco di migliorarla non riesco.
poi sanno solo giudicare senza aiutarmi sul serio…avrei bisogno solo che mi proponessero di uscire con loro essere piu amichevoli con me..sanno che non ho amici e invece niente:(
Ciao tracy
Perchè ti dai importanza solamente se te ne danno le altre persone?
E’ sbagliato, perchè tu meriti rispetto e dignità indipendentemente da quello che dicono le persone…la gente.
Già la gente…ma chi se ne frega della gente.
Tu come stai? Male, a me dispiace. Anche se non ti conosco a me dispiace.
Mi dispiace leggere il tuo sfogo, mi dispiace leggere parole così tristi di una persona, che molto ha da dare, a se stessa e agli altri.
Di questo ne sono sicuro, a meno che tu non sia una persona insensibile ed egoista, ma non mi pare proprio questo il caso, tu hai TUTTO il diritto di sentirti felice.
Non so la tua storia e non vorrei offendere la tua persona, o urtare la tua sensibilità, ma se hai un male, curati.
Agli altri di te, non importa, come non importa di me, se sto bene o male.
Le vere amicizie? Sono pochissime, 5 al massimo. Il resto sono conoscenti, ovvero persone che incontri nel tuo cammino, ma che non lasciano nulla.
Le persone non possono esserti amiche, se la prima amica di te stessa non sei te.
Ti faccio una domanda e rispondimi con sincerità.
Immagina che tu sia una persona felice, cosa hai in più di ora?
Ciao.
Tracy, mi dispiace il tuo disagio. Personalmente penso “meglio soli che male accompagnati”. Ciao
Tracy, sbattitene del consenso altrui, smettila di mendicare affetto, considerazione, stima,amicizia da chi prende le distanze.
Sono sentimenti che devono nascere spontaneamente altrimenti sono solo aria fritta e fanno più male del male di vivere che dovrebbero aiutare a curare.
Io li ho rincorsi per una vita e solo in tempi recentissimi mi sono resa conto che se prima non vuoi bene a te stessa non puoi voler bene in modo sano a nessuno.
E se vuoi bene a te stessa non ti poni il problema di curarti o meno.
Ti curi e basta anche se non hai amici o hai dei parenti di merda.
Gli amici sono merce rara e preziosa e, a volte, occorrono anni prima di conoscerne sempre ammesso che se ne conoscano.
Nel frattempo vivi. E curati. E paga chi se ne fotte di te con la medesima moneta.
Toroseduto, sono belle parole le tue,grazie per averle scritte (la musica del video,però, è un pò forte, quasi “ti copre” 🙂
Luca, per comprendere il tuo stato d’animo devo fare un salto nella me stessa di qualche tempo fa.
Ora è tutto diverso.
Quella pentola piena d’oro, se c’è, non è per me.
Ma non m’importa più nulla.
Vorrei solo, come te, che questo tempo non tempo, finisse.
Che diventasse una brutta parentesi da ricordare solo per apprezzare ciò che si ha nei momenti bui.
Un abbraccio a tutti.
grazie gabriele.. a volte mi sembra che sia propio perchè mi voglio bene che vorrei morire per poter trovare la pace in un altra dimensione..e poter essere piu amata di cosi. ma forse è vero che non mi voglio bene, mi sento inferiore e mi metto sotto i piedi degli altri per questo. e quando non lo faccio trovano sempre un modo per farmela pagare..vabbè niente scusate lo sfogo. grazie anche a emma.
Non dormo è una tortura,e domani starò male.Avete consigli.ciao grazie
Ragazzi, vi sono vicina nelle vostre sofferenze e senso di incomprensione, il nostro problema purtroppo (mi permetto di parlare al plurale) è che ci sentiamo così sconfitti perchè questo sembra un mondo per “vincenti”, non c’è posto per i sensibili e i sognatori, ci sentiamo schiacciati dagli altri e non capiti, diamo importanza alle persone piuttosto che a noi stessi.
Tracy non pensare che anche per te non ci sia un qualcosa di “buono” che ti riservi il futuro, non lasciarti andare senza sapere quello che magari ti perderai se abbandoni tutto quanto, perchè le persone, quelle che ti fanno sentire sbagliata, un domani faranno parte del tuo passato, quando starai bene, e potrai decidere che strada prenderà la tua vita, ti sceglierai solo le persone che ami, che ti vogliono bene davvero, gli altri li lascerai alle spalle, tutto questo dolore sarà un ricordo che ti insegnerà ad essere più forte nei momenti brutti.
David lo stesso vale per te, perchè mai dobbiamo trovare solo dolore nella vita? Non può esserci un’occasione, uno spiraglio anche per noi?
Mah ti ringrazio,ma non chiederlo a me…perchè dobbiamo trovare solo dolore?E’la domanda giusta,ma non vedo risposte in giro.ciao
Ciao tracy
E’ tutto il giorno che penso a te, come anima in pena e sinceramente ti vedo come una persona rinchiusa in una gabbia.
La gabbia ti “protegge” dall’esterno, ma non ti consente neanche di relazionarti il che non è positivo.
Sei una persona sensibile e intelligente, non aver paura di selezionare le persone.
In questo forum ti scrivono tante persone, le quali sono disposte verso di te e se ti va cerca di sentirti con loro, oppure cerca qualche analista.
Non rinchiuderti a riccio, non farlo.
Ciao.
Ho bevuto troppo.Torno a fare la boxe.ciao sogni doro
Come state?
ieri ho bevuto una grappa.potessi decidere mi ucciderei oggi,ma ci sono troppe cose che me lo impediscono.ciao a tutti
Non ne posso più di sopravvivere.
Voglio mandare affancxxxlo tutto e tutti, andarmene via, mollare tutto perchè l’unica via d’uscita è sempre scappare è inutile girarci intorno.. puoi essere un’altra persona, avere una nuova possibilità..scappare da chi dice di proteggerti e non lo fa, da chi ce l’ha sempre con te e ti incolpa di tutto, da quelli che vogliono puntare il dito per sentirsi superiori, non ne posso più di sentirmi sempre così di merdx mentre gli altri riescono sempre a trovare il modo di svignarsela dalle responsabilità e stare con la coscienza a posto.
Vedrai che mi costringeranno a farla finita e così tutti si saranno tolti quel peso che sarei io.
Ciao Luca, Io sto.
Nel vero senso dell’espressione.
Sto dentro ad una bolla di cui non il controllo e che oscilla tra l’indifferenza e il pessimismo.
Ma tutto è attutito dalle pareti della bolla.
Anni fa, in ospedale, il vicino di letto di mia nonna ha cominciato a sussultare in modo violentissimo e, prima che arrivassero le infermiere, è morto.
Credo che un qualcosa di simile sia capitato all’interno della mia mente.
Qualcosa è morto dopo aver dato il peggio ed il meglio d sè in modo roboante e fin troppo acceso.
Quando si finisce dentro alla bolla non ci si aspetta più nulla.
Si tira avanti e si vive come le bestie, pensando a soddisfare l’esigenza del momento che si sta vivendo senza porsi il problema del futuro, smettendo di arrovellarsi sul passato.
Ho il mio sacchettino di ricordi, di foto, di volti, di suoni, profumi, colori.
Ho pochissimi affetti che non vorrei perdere e mi rendo conto che tutto questo mi basta.
Non ho più ansie, voglie, desideri, ambizioni che non siano il pagare le bollette a fine mese, garantire un pasto ai mici e un pò di tranquillità alle persone cui voglio bene.
Chissà come si potrebbe definire questo stato….
Depressione?
Rassegnazione?
Io, molto più semplicemente, credo di aver trovato il modo per vivere la mia vita.
Ogni vita è diversa ed ognuno di noi deve trovare il proprio modo.
Io l’ho trovato rinunciando.
Poteva andare diversamente?
Potrebbe andare diversamente?
Forse si.
Ma ha veramente importanza scervellarsi per scoprirlo?
La candela non vale il gioco……
Tu come stai?
Un abbraccio a te e a tutti.
Cara Emma anche io, in un certo senso, sto. Senza specificare il come. In questo mese mi giocherò l’ultima carta, l’ultima speranza che conservo in una vita perlomeno accettabile. Se dovessi perdere e se quest’ultima speranza dovesse svanire, mollerò tutto e scriverò la parola fine a questa farsa che è diventata la mia esistenza. Senza rimpianti né rimorsi. Continuare non avrebbe proprio più senso per me.
Mi fa piacere leggerti un po’ più serena rispetto a qualche tempo fa. L’esser riuscita a trovare una tua personale dimensione di vita è positivo. In qualche modo può rappresentare una buona base di partenza da cui ripartire un giorno, quando e se te la sentirai. Una casa ha bisogno di fondamenta per costruirci sopra. Poco importa di che materiali siano fatti, ciò che conta è che siano solide…
Ricambio l’abbraccio.
Questo blog andrebbe chiuso,non serve a niente,non possiamo sapere di Beppino,è come essere in una scatola chiusa,a cosa serve questo blog.Buonanotte