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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Categorie: - Me stesso

14.953 commenti

Pagine: 1 183 184 185 186 187 300

  • 9201
    LUNA -

    incontrarsi provano infinito dolore. q

  • 9202
    LUNA -

    incontrarsi provano infinito dolore. e spesso, non a caso, per questo la depressione diventa “contagiosa”, per quell’empatia che non riesce a realizzarsi in un aiuto concreto.
    Ho provato a sentire la solitudine di chi sente che gli altri non capiscono, del tutto o non abbastanza, ho visto anche l’egoismo e la benzina buttata sul fuoco. ho provato cosa vuol dire non riuscire a dire nel modo più funzionale di cosa si ha bisogno, e desiderare che qualcuno venga a prenderti dove sei finito mentre inconsapevolmente però sei anche tu che stai fuggendo quando qualcuno si avvicina o tenta di buttare giù il muro. Ho provato il peso di vedere quando gli altri stanno male perché stai male tu e vedi riflesso nel loro non reggere un senso di non poter stare male, come fosse una cosa cattiva, che aumenta il tuo stare male. Insostenibile. Ma ho visto anche che il “ti prego, permettimi di aiutarti” detto nel modo “giusto” mi ha permesso di sentire l’affetto e mi è servito a provare un sano, costruttivo, non autocolpevolizzante senso di responsabilità empatica (come diceva Camper, mi pare).
    Ho provato anche a cercare di aiutare chi non si lasciava aiutare, perché non poteva. Quindi comprendo anche il dolore e la frustrazione di Elena.

    Io non voglio entrare in come si sentono gli altri e in quali sono le loro difficoltà. Io non mi sono mai puntata una pistola, e quindi non posso che provare rispetto per il dolore di chi invece è arrivato a farlo. Quello che volevo dire è che penso che sia utile anche che in questo forum ci sia il punto di vista di chi sta fuori. Con il proprio amore e il proprio senso di impotenza. con le sue logiche che pure non possono essere quelle di chi pensa ossessivamente ad un gesto estremo o giunge a compierlo, o sente di non reggere più la propria disperazione e i fantasmi che essa genera. Ma non per forza chi non sta dentro non cerca davvero una via di comunicazione, una strada per comprendere, non vorrebbe poter fare o dire la cosa giusta, o non affronta il malessere di un altro come una propria priorità, mentre comunque cerca di tenere in ordine se stesso e la propria vita. Anche quando sbaglia o non ce la fa. E certo che non è colpa neanche del depresso.
    La parola colpa che tanto ricorre nei pensieri di chi sta dentro e chi sta fuori, è proprio tra le più distruttive dell’emotività, purtroppo, e quella che serve meno :(((((

  • 9203
    marina -

    @LUNA ,mi dispiace contraddirti ,ma la rivoluzione emotiva come la chiami tu riesco a soffocarla .Si è vero ho scoperto un sentimento che credevo morto per me ,”AMARE”ma non è possibile !:-( e poi non ho più l’età per queste cose e non mi fido più di nessuno!!. 🙁 La paura che ho è tutt’altra :andare a vivere da sola :-(..Sogno e paura!!! un bacio tesoro

  • 9204
    Ele -

    qualche giorno di calma piatta, di quasi speranza che anche per me ci possa essere una via d’uscita. Poi invece il nero ritorna, sembra quasi più forte e più beffardo del solito.
    È più forte: ha avuto diversi giorni in cui si è ingrassato alle mie spalle mentre io quasi quasi pensavo di poterlo combattere.
    Più beffardo perché ride delle mie insulse speranze. Mi ha in pugno, appare e scompare a suo piacimento. Mi rende prigioniera quando e come vuole lui. Io resto solo a farmi trascinare nella disperazione, senza riuscire a fare niente, se non piangere della mia vulnerabilità e della mia stupidità.
    Perché?
    ” non c’è un perchè”
    Oggi ho voglia di arrendermi.

  • 9205
    Epicuro -

    Non abbattevi ragazzi! Tenete sempre duro e ricordatevi che molti pensieri che vi assalgono non sono “vostri” ma sono dovuti al vostro stato; se non riuscite ad amare o a provare dei sentimenti, è perchè siete depressi, non perchè siete così nella realtà. Io ci sono passato e mi ricordo che dolore terrificante fosse per me pensare di non voler più bene ai miei genitori: non mi riuscivo a ricordare dei momenti felici passati con loro. Adesso che sono guarito posso riaffermare, con certezza assoluta, che morirei per loro. Guardate sempre avanti, mi raccomando. 😉

  • 9206
    LUNA -

    EPICURO: 🙂
    @ricordatevi che molti pensieri che vi assalgono non sono “vostri” ma sono dovuti al vostro stato

    vero!
    e appunto:
    ELE: @È più forte: ha avuto diversi giorni in cui si è ingrassato alle mie spalle mentre io quasi quasi pensavo di poterlo combattere. Ele, i pensieri che ti fai sul fatto che è il malessere a giocare a braccio di ferro con te, si ingrassa se ti distrai positivamente e torna facendoti una risata cinica (sdrammatizzo) sono naturali, e fanno parte del malessere.
    E’ chiaro che le ricadute ti sfiancano.
    Però con questi pensieri ti fai solo più male, perché il malessere – anche se capisco le metafore per rendere i tuoi stati d’animo, e simboleggiare il tuo malessere può anche essere un modo costruttivo e creativo di per sè per portarlo fuori, spiegarlo – non è un’entità che sta seduta ad aspettare come cazzarla a Ele appena sorride o si sente meno vulnerabile. Quando stai meglio, quando ti senti più forte o positiva o comunque meno vulnerabile, quando ti vuoi più bene, quando provi delle sensazioni positive sono vere. E’ vero anche quando senti che avresti voglia di arrenderti, ma è vero in quel momento, non è che il malessere è una condizione permanente mentre lo stare meglio è fiction. E’ chiaro che le sensazioni di malessere sconquassano al punto che sembrano eterne, ne avevamo già parlato. Si vive sempre nel presente, ma la differenza sta forse nel fatto che quando si è positivamente nel presente, con delle sensazioni buone e piacevoli, si sta nel presente mentre quando si sta male la testa viaggia avanti e indietro, naturalmente a cercare quello che fa male, o come una radio che cambia le stazioni come le gira.
    Quindi lo so che è dura quand’è così. Stancante, avvilente. Ma non è che il malessere è la verità assoluta, e il benessere è illusione. Trovare la propria strada per incontrare il proprio malessere, senza soffocarlo e quindi farlo uscire dalla porta e farlo rientrare dalla finestra, o senza che sembri un gigante che ti mangia e poi ti sputa, non è facile. Ma quella strada esiste. Il nostro malessere ci parla, anche delle nostre difese che sono scattate. Il punto è che lo fa dicendo tante parolacce, per parlarci a voce alta lo fa con pessima grazia. E il punto è che non sono quelle parolacce, che diciamo a noi stessi, la vera cosa che ci vuole dire. Semmai il contrario. Se ci sentiamo male è perché dentro di noi vorremmo vivere meglio, non peggio. Perché sentiamo il bisogno di un nuovo equilibrio, di venirci incontro di più, non di meno. Se arrenderti vuol dire: accetto anche questi miei stati d’animo negativi, ora, di piangere come un vitello, di sfogare la mia disperazione (senza farmi male). Mi permetto di dirmi che non devo essere sempre al top o invincibile. Allora così sì. Magari poi ti accorgi che ti sfoghi e stai un po’ meglio. Che avevi bisogno di dirti: sto male. ok? e ne ho le palle piene! Però l’importante è che non ti convinci che Ele è solo Ele che sta male. Ele è molto ma molto ma molto di più.

  • 9207
    LUNA -

    MARINA: ciao cara 🙂 non mi hai contraddetto 🙂 nel senso che non ho detto che tu debba farne qualcosa per forza delle tue sensazioni, ma parlavo del fatto di per sè di provarle. Forse non riesco a spiegarmi, voglio dire che, qualunque cosa tu senti e valuti sia corretto per te farne, sono sempre corde TUE che hai sentito. L’amore non è un concorso statale con limiti d’età, c’è gente che si innamora a 80 anni, allo stesso tempo conta cosa sentiamo e vogliamo noi, a qualsiasi età, per cosa ci sentiamo pronti, cosa possiamo vogliamo accogliere o noQuindi se per te ora è meglio dire no, e tu sai perché, questo conta. Ma comunque sia sono cose tue e non voglio essere invadente.
    Per: @La paura che ho è tutt’altra :andare a vivere da sola :-(..Sogno e paura!!!

    capisco 🙂

    vai a vivere da sola? sai già di che colori dipingerai il tuo nido? 🙂
    oggi io vado a vedere un divano. Chissà che divano mi sembrerà in sintonia con me, che colore mi dirà: ehi, non trovi che io sia proprio quello giusto? 😛

    bacini cara 🙂

  • 9208
    birillo -

    Elena (ex Io91)

    zau bella come sono andati gli esami ??

    dai un saluto a tutti smack alle fanciulle ^^

  • 9209
    marina -

    … 🙁 …

  • 9210
    buck -

    Non ci sono riuscito: ho maldestramente sottodosato i farmaci , senza tener conto del mio peso. Sarei morto lo stesso , ma più lentamente , se la mia ex moglie non fosse ritornata in una casa che non frequentava da due mesi. All’uscita dal ricovero i lazzi degli amici e di qualche collega : sei uno sfigato , non sei neppure riuscito a toglierti dai piedi. Ora la mia ex passa tutti giorni.
    Sono disperato , non oso guardami allo specchio : ho utilizzato un metodo ridicolo ( anche se il più usato dai medici).

  • 9211
    marina -

    Buck. no ,non sei sfigato e tantomeno maldestro ! Guardati allo specchio e fatti questa domanda .ma è proprio questo quello che voglio ? Ti sei chiesto anche che forse non è giunta la tua ora e devi vivere!Io so benissimo come tu ti possa sentire ora, ho passato anche io lo stesso stato ,guardata a vista avevo sempre gli occhi di tutti su di me e io che pensavo la prossiva volta andrà meglio e vedrete ! ma sono ancora viva e contenta di esserlo ,non era giunta la mia ora!

  • 9212
    tancamala -

    Sono un poco perplesso. Dovrei alzare il volume del “Non fà niente…”, o del tanto quanto. Sono come una trottola che si inclina di quà, o di là. E quando stò per cadere, una persona viene e mi dà un’altra spinta, e per un po’ ricomincio a girare e girare e girare mentre mi sento marcio dentro di questo dolore incombusto che mi divora, poi ricresco, e mi divora, e poi rinasco, e mi divora, mi mastica badando bene a farmi il miglior male-dolore che sà fare. Per cui morire e spegnere questo eterno massacro non mi pare tanto schifoso. Non lo farò; e solo uno sfogo, sicuri che continuerò a farmi maciullare da questo schifoso demone interiore che mi possiede, mi distrugge, mi riafferra e ricomincia da capo, anno dopo anno, stagione dopo stagione settimana per settimana, ogni giorno di questa stupida, stupida vita.

  • 9213
    Ele -

    @buck: non so se riuscirei a sopportare i lazzi degli amici e di qualche collega.. Io sento per ora un gran bisogno di proteggermi da chi, volendo o meno, potrebbe farmi un gran male anche solo dicendo la parola sbagliata nel momento sbagliato. Anche a costo di apparire estremamente ineducata cerco di fuggire dalle situazioni dove la mia fragilità aprirebbe le porte x fare entrare tutti quelli che potrebbero calpestarmi con scarponi chiodati. Ho detto “cerco” ma non sempre ci riesco.
    Da tre giorni sento una tristezza dentro che straborda con pianti improvvisi, che vanno da semplici velature di lacrime sugli occhi (non si possono fermare in alcun modo?) a singhiozzi incontrollati. Qualcuno dice che alla fine la tristezza non è neanche la peggiore emozione che si possa provare… Concordo, se la paragono a certi momenti di disperazione che portano a perdere il controllo di se e del tempo che passa. Non devo aver fretta, solo da poco ho deciso di ripercorrere la via della terapia e tentare di rialzarmi. Ma sono così stanca di stare con le mascelle serrate per non piangere nei posti dove non sarebbe opportuno farlo. “non stare in casa, organizzati tutte le serate fuori con le amiche o con il volontariato, non permettere che la disperazione prenda il sopravvento”… Cavolo, ma tutto questo è davvero stancante. Io non so se ce la posso fare. E soprattutto è così difficile e pesante solo per me?
    Luna, Elena, Eme, Marina, voi tutto bene?
    Un abbraccio.

  • 9214
    buck -

    I lazzi ? non sei nemmeno capace di tarare i farmaci sul tuo peso , stai perdendo colpi ( un Collega). Se usavi la tua Magnum , invece di usare un metodo da ragazzina tradita , vedrai che il risultato lo ottenevi ( un amico) ( NB: La Magnum e le altre armi , ovviamente , me le hanno sequestrate).
    Solo due esempi , risparmio il resto.
    Adesso non solo odio gli altri , ma odio anche me stesso per il ridicolo che mi ricpre.
    L’unico che mi ha consolato è stato kurt , 90 anni ben portati , vecchio paracadutista nella 2aGM: non sei una fighetta ; è vero , un uomo si fa saltare la testa , ma te lo consiglio. Semplicemente , non era la tua ora. Dei commenti degli altri , si fottano. Sei solo ,sotto attacco , stringi i denti , chiacchiera con qualcuno , ma non con gli amici ( che per me sono dei co......).
    Mi contatta e-mail quasi ogni giorno , il vecchio : sta quasi diventando il mio guru. Forse potrei anche farcela.
    Un abbraccio forte forte a tutti/e.

  • 9215
    DAGO44 -

    Tancamala..

  • 9216
    LUNA -

    BUCK: l’ipotesi più semplice, poiché un co...... non sei, è quella che meno ti aggrada. E cioè che forse hai sbagliato dosaggio perché volevi darti un’altra possibilità. No, no, non serve che ti fai saltare il cervello per dimostrarmi quanto mi sbaglio. Tua la vita, tua la morte, tuo il cervello da far saltare. Tua la sofferenza, certamente. Non importa quindi ovviamente se io mi sbaglio o no.
    Anche chi vuole farlo davvero ma proprio davvero può certamente sbagliare il dosaggio, come esiste chi ci riesce al primo colpo anche se una parte di lui non vorrebbe.
    Non parteciperò però ai dialoghi con te sul fatto se sia meglio una 44 magnum, una corda, il cianuro, il tubo del gas o ficcarsi dentro un microonde, con dovizia di elementi come se si parlasse di montare un kit. E non perché non prenda la cosa sul serio. Ma, se permetti, ho diritto di proteggermi anch’io. E non mi riferisco ai concetti.

    Bentornato.

  • 9217
    buck -

    Avevo concluso la precedente con : forse potrei anche farcela. Quindi nessuna stupida (e legalmente potenzialmente rilevante )discussione su se è meglio questo o quello ( certi blog ne sono pieni).
    Intravedo uno spiraglio , anche se il dolore è tanto.
    Luna , un grazie di cuore a te ed a tutti.

  • 9218
    Eme -

    Sono d’accordo con te LUNA. Anche io non sto a mio agio qui, quando ci si infila nella descrizione dettagliate del “10.000 modi per ammazzarsi con successo”.
    Anche perchè spesso, chi scrive qui, non vorrebbe morire. Vorrebbe solo vivere meglio o semplicemente vivere.
    Poi ci sono periodi in cui si viene letteralmente schiacciati e si cerca una via di fuga.
    E, a volte, quella via di fuga viene individuata nella morte. D’altronde ti guardi intorno è la tua “vita” non è che un residuo organico che galleggia in una pozza marrone.
    Magari sei ridotto sul lastrico, e sei in quello stato per un eccesso di generosità/disponibilità/coglioneria, magari hai la salute appesa ad un filo, magari hai il cervello in fuga ma non per un eccesso di intelligenza bistrattata, sicuramente hai un tasso di stress fuori dal normale ed i nervi non a fior ma fuori dalla pelle, certamente la volonta, la forza, l’energia sono o sembrano azzerate, e di sicuro la comprensione altrui è o appare pari allo zero moltiplicato per zero. E poi chissà….ansia, fobia di essere perseguitati mischiata a vere e proprie persecuzioni. Vita affettiva disastrata.
    Magari ci si inciampa di continuo su sè stessi mentre si è alla ricerca di una via di fuga che sembra prendere per il culo spostandosi di continuo proprio mentre stiamo per imboccarla.
    E la morte è la: rigida, ferma, statuaria. Certa e sicura. E ci si appella come ci si attacca ad un ramo quando si sbraccia in mezzo all’oceano.
    A volte non si vorrebbe morire. Si vorrebbe solo fermare il dolore e avere un qualcosa che faccia assomigliare l’esistenza alla vita.
    A volte quel qualcosa salta fuori. A volte no oppure tarda e ci si convince sempre di più ch la morte è la giusta soluzione per smettere di galleggiare nella pozzanghera marrone.
    Ognuno di noi sa cosa occorrerebbe per smettere di pensare alla morte come ad una panacea di qualsiasi male.
    Purtroppo non si ha la sfera di critallo e non si può sapere cosa riserva il domani. Così ci si sofferma sull’oggi e si pensa come se l’oggi risspecchiasse la vita intera. Ci si deprime, ci si spaventa, ci si incazza con chi sta meglio e dice “si può stare meglio, non è detto che accada ma può succedere e se ti ammazzi non lo saprai mai”.
    C’è stato un periodo in cui scrivevo spesso in questa lettera. Un bruttissimo periodo in cui persino l’idea della morte mi lasciava indifferente perchè non provavo più nulla, neppure il dolore.
    Eppure gli scambi di opinione su come ammazzarsi mi hanno sempre fatto paura. Probabilmente perchè, sotto sotto, avevo ancora un piccolissimo anelito di vita che mi urlava “togliti da lì”.
    Quel piccolissimo anelito di vita può crescere e può diventare voglia di farcela. E di non morire.
    Che ci crediate o no, che vi incazziate o meno.
    Un bacino a Ele, Marina e LUNA (e a tutti quelli che non sono incazzati con me).

  • 9219
    LUNA -

    EME, stellin mio…
    @Anche perchè spesso, chi scrive qui, non vorrebbe morire. Vorrebbe solo vivere meglio o semplicemente vivere.

    Semplicemente vivere…
    vivere, è passato tanto tempo, cantava Vasco, se non erro.
    Eccone una.

    Tu e Buck avete scritto diverse ore fa, ma io vi ho letto alle tre del mattino (dopo peraltro essermi fatta fuori un pacchetto di cicche tra le 19 e l’una di notte), e vi ringrazio.
    A me è capitato di dire che penso al suicidio. Non ho mai detto: mi voglio ammazzare. La differenza non è ovviamente sottile.
    Tuttavia ci ho pensato davvero, soffrendo nel pensarci perché io amo la vita. Tempo fa, mentre vivevo a casa di una persona che mi vuole molto bene, in uno dei miei viaggi di gulliver dickens style perché non avevo un c.... di casa, mi capitava di provare così tanta angoscia e dolore da sentire le budella rimbalzare sul soffitto. Non era semplicemente ansia, era proprio dolore. E io dicevo: non è meglio che mi ammazzo? Perché tanto comunque vada, ma pure che vinco domani l’enalotto (sì, l’enalotto, visto che anche se arrivassero con l’offerta di lavoro più fi.. del mondo io dovrei dire di no perché ho il cervello come un formaggio con i buchi, sono al di sotto delle mie risorse di 200000000 punti, e ho pure la salute un po’ a puttane) io comunque la ferita delle violenze psicologiche non la dimenticherò MAI. Perché se non capisco che è quello che è stato non mi girano i co...... a sufficienza per tirarmi fuori dal fosso, e liberarmi di tutta una serie di graziosi regalini di false idee, per cui sembro la carpa che è stata così abituata a stare in cattività o il sorcio che prendeva la scossa se si muoveva di un millimetro da muovermi in un metro quadro anche se sono in mezzo a spazi aperti, ma se capisco cosa mi è successo veramente mi tocca pensare che a farmi del male è stata veramente la persona che ho amato più nella vita e comunque questo, di per sè, è allucinante. Così io dicevo: ma ndò c.... vado io così?
    Questa persona che mi vuole bene mi diceva: per piacere, no, perché sono in affitto in nero, sai poi che casino?
    Ora, può sembrare un’osservazione stronza, ma posso assicurare che lui me lo diceva perché mi voleva bene (oltre che per il fatto che era in affitto in nero veramente e ha già i suoi casini e gli mancava solo che io mi gettassi dalla sua finestra), perché so che ha preso molto sul serio sia le mie budella gettata simbolicamente dall’angoscia sul soffitto, sia il fatto di non riuscire a tirarmi fuori da quella casa neanche con una tenaglia, sia il fatto che io potessi perdermi nel nulla per ore e ore, sia i miei incessanti processi mentali allucinanti dovuti ai sbarellamenti della violenza psicologica, sia i miei cali di autostima (non è che non ho autostima, è che oggettivamente…), sia il mio svegliarmi urlando e tremando per tot tempo dopo incubi allucinanti, sia il mio avvilirmi a livelli inenarrabili notando io stessa quali erano le cose che l’aver subito un determinato condizionamento mi

  • 9220
    LUNA -

    avevano regalato. Perché ci sono dei momenti in cui riesci a dirti: vabbè, so che ho un disturbo post traumatico, ma ci sono altri momenti in cui saperlo di per sè ti avvilisce come non mai. Quando vorresti semplicemente dire: vivere, è passato tanto tempo, ma ora fiestaaaaaaa, mavvanculo vivo yeyeyè. E invece colcazzo, scusate il francesismo. Colcazzo perché ora esagero ma ti accorgi che sei come chi, dopo aver passato la guerra, continua a nascondersi i pezzi di pane sotto la maglia. E non ti piace un c.... sapere che non puoi essere fresh and clean in un giorno ma che puoi nasconderti un pezzo di pane sotto la maglia e te ne accorgi dopo. Insomma, tu lo sai che hai un disturbo posttraumatico, ma non è che ti vada tanto bene di sembrare suonato. Peraltro (anche qui il riassunto sarebbe troppo lungo) una delle cose che mi ha sconvolto è il fatto che quando effettivamente c’era qualcuno a cui importava che io stessi male ciò comunque non riusciva a farmi stare meglio, cioè capitava che ci riuscisse, ma poi io tornavo nel bunker blindato. Anche perché i tempi hanno coinciso con l’esplodere del mio malessere. Da qui il mio senso doppio di spavento e avvilimento: cioè, anche se qualcuno mi tende una mano non serve a niente. C’è stato un tempo in cui stavo male per cose gravi, ma sapevo tirarmi su da sola e chi avevo vicino mi buttava più giù, mentre un poco più di niente sarebbe stato grande, e poi arriva un momento in cui mi domando se esiste davvero qualcosa che potrà tirarmi fuori dal bunker, anche se in teoria invece di avere chi mi urla nelle orecchie e mi spaventa ho chi è gentile. Ma IO non riesco ad essere gentile. IO sono egoista. IO sono chiusa. IO, miss ottimismo, ho un pessimismo che se avessi i co...... me li toccherei io per le cose che dico. IO non sopporto un gesto d’affetto, e dico proprio affetto, non secondi fini. IO, che volevo uscire ma giravo in tondo come una carpa, quando mi si mostra il mare aperto penso: non rompetemi le palle, o per dirla come Ungaretti lasciatemi qui come una cosa posata e dimenticata. Io gliel’ho detto: senti, per piacere, mi snerva che tu cerchi di aiutarmi e io non riesco a reagire, quindi mi devo pure sentire il colpa anche per questo, per piacere, fatti la tua vita, esci, vivi, e lasciarmi affondare in pace. e per quanto possa sembrare assurdo in quell’affondare ho trovato insieme al dolore anche della libertà… A volte quando guardo il GRANDE CASINO mi prende male, anche per quanto ho dovuto scassare i co… agli amici, che mi hanno ascoltato, ospitato, prestato, poco, ma sempre troppo secondo me. Per me, persona strariservata, andare in giro con le mie miserie scritte addosso è stato terrificante. E mi chiedo: ma anche se risollevo totalmente le mie sorti io e tutti sapremo dimenticare? E’ una domanda che non ha senso, che mi viene proprio da quello che ho passato. Vedi che lo so? Eppure a volte, essendo ancora nei casini, ci casco. Poi mi dico quello che LUNA direbbe… a me. baci

  • 9221
    birillo -

    Luna

    azz quanto fumi … non era mejo una ceppa che un pakketto di sigarette ? 😛

    riguardo a quello che hai detto non hai mai pensato che non sei tu la diversa ma e la societa che ci circonda che fa skifo ??

    Eme

    zau bella nessuno e incazzato con te almeno penso ogniuno espime le propie idee e opinioni quindi si possono condividere o no ma non penso che per cosi poko ti fai dei nemici io allora dovrei avere tutto il sito contro ^^ visto le mie idee spesso contorte 😀

    buck zau anche a te mi disp per quello che ti e successo se ti darei una risposta sarcastica ti direi ” ritenta sarai piu fortunato ” ma non e quello che penso condivido con il tuo amico quello di 90 anni si vede che non era la tua ora … per il retso non saprei dirti nulla se e destino prima o poi ci riuscirai …

    bu dai un saluto a tutti smack alle fanciulle ^^

  • 9222
    LUNA -

    Torno per dire che in un forum ci si sfoga, ma che chiedo scusa per alcune parole volgari che ho usato, ripetutamente, senza puntini, asterischi ecc, e che poco si addicono anche ad una signorinetta. Mi sa che ho vomitato (bleah) un po’ di rabbia e frustrazione, attraverso quei termini. Non verso di voi, ovviamente. Tuttavia il mio linguaggio può avere avuto lo stesso effetto che può avere per me il sentir parlare del dosaggio del cianuro, quindi mi scuso.
    Credo comunque che dovevo proprio scriverla così, questa cosa. Se avessi detto scioccherellino scioccherello perdindirindina, per quanto io non vada in giro di solito a dire parolacce come una mitragliatrice (anche per rispetto degli altri, e perché la volgarità non mi piace) non sarei stata sincera, non completamente, nel mio stato d’animo del momento. La rabbia c’è, ed è anche naturale che ci sia.
    Non sono una che picchia la gente per un parcheggio, non vado in giro a cercare qualcuno da “sparare”, semmai il contrario, e nonostante tutto sono ancora “me”. Se “sparo” sto male io, perché preferisco regalare cioccolatini. E quando la tensione mi sale preferisco andare a consumarmi le scarpe camminando chilometri, piuttosto che scaricare sugli altri. Però mi girano anche. Mi girano per quello che ho attraversato. Mi dà dolore quello che ho attraversato. Mi dà dolore come l’ho attraversato. Mi dà dolore dover attraversare comunque la fase di adesso, in cui mi spaventa anche ricordare alcune fasi di ieri. Perché ho retto tanto, anche se reggere ha dei costi, ma quando ho fatto il “botto” ho preso paura e mi sono avvilita io stessa.
    Ultimamente parlo di più con mia madre, e parlo meglio. Lei ascolta di più, e si apre di più. Può sembrare una cazzata ma dopo una vita che mi stressa per il mio tabagismo (e non ha torto, ma il punto è che i miei eccessi in tal senso sono sempre stati un sintomo) mi ha raccontato che lei una volta fumava come un camino. E non l’ha detto tipo: io sono meglio perché ho smesso. Mi ha raccontato perché lei fumava come un camino, che è un’altra cosa.
    Non mi dice sempre quello che vorrei sentirmi dire, e quando canna mi devo difendere, ma alle volte quello che non vorrei sentirmi dire è proprio quello che mi fa bene, in realtà, sentirmi dire. E non è, intendiamoci, che siano sempre belle cose.
    A volte le spiego quello che davvero non ha mai capito, anche di quello che mi è successo. A volte mi accorgo di capire anch’io che ci sono delle ragioni per cui non lo aveva capito, non solo una sua ciecità. Rimane il fatto che ha sbagliato, anche lei ha contribuito a farmi stare male. Però apprezzo che oggi delle cose, credo, le abbia capite, anche perché tutti abbiamo dei nostri limiti, anche a metterci in discussione.

  • 9223
    Eme -

    LUNA, capisco perfettamente il tuo stato d’animo.
    Quella domanda senza senso me la pongo quasi tutte le notti.
    Quando mi sveglio alle 3, alle 4 e non c’è più verso di addormentarmi perchè mi sembra di aver sognato l’impossibile: poter passare sopra a tutto, poter risolvere tutto e poi dimenticare, archiviare, arrivare al punto, un domani, di pensare che tutto ciò che mi è capitato è capitato in un’altra vita ad un altra me.
    Poi penso che la scorsa primavera ho trascorso il 90% del mio tempo libero dal notaio per organizzare la mia dipartita senza lasciare casini in eredità, per poter finire dietro ad una lapide in fondo ad una tomba chiusa a chiave, senza nome, senza foto, dimenticata da tutti.
    Penso a quando non mi importava di arrivare al giorno dopo, di attraversare la strada con il rosso, di andare dal medico, di mangiare, di bere, di compiere quei gesti che garantiscono la sussistenza in vita.
    Penso a quando le parole degli altri mi arrivavano ovattate, come se appartenessero a persone di un’altra dimensione, come se io fossi già morta e la vita, i suoi casini, le liti, le controversie, i problemi, i debiti, la solitudine e la solitudine di coppia, non potessero più farmi male ma solo disturbare come uno schiamazzo in lontananza.
    Uno schiamazzo inutile, senza senso, perchè i morti non hanno udito e se sentono c’è qualcosa che non va.
    Penso a tutto questo, a come sto oggi, alle cose belle che ho avuto in questi mesi e che sono belle in quanto tali non in virtù del confronto con lo schifo in cui e che ho vissuto.
    Non so quanta differenza ci sia tra l’uccidersi ed il non vivere, tra il suicidio ed lasciarsi morire piano piano poco per volta.
    Forse, nel secondo caso, ci si punisce di qualcosa che non ci si riesce a perdonare. Per essere stati sconfitti o per l’essere stati troppo deboli, fragili, malamente fiduciosi. E ci si condanna ad una morte lenta.
    Oppure, in fondo in fondo, non ci si rassegna al dover morire per risolvere tutto, si spera che qualcosa cambi e cambi in meglio. E questa speranza è ciò che distingue chi vive in stand by da chi è morto dentro. E’ ciò che fa udire lo schiamazzo in lontananza. E’ quel qualcosa “che non va” che, però, tiene ancorati alla vita.
    Penso a tutto questo, quasi tutte le notti.
    Il solito escursus: discesa, caduta libera, sederata sul fondo e risalita.
    Fino ad arrivare alla conclusione che non ho sognato l’impossibile.
    Che forse un giorno si risoverà tutto, che ho già fatto dei passi avanti, che non sono più sola.
    Perchè i miracoli, a volte, accadono anche se non si crede in Dio.
    E penso che ho voglia di mettere il becco nel giorno dopo per guardare cosa mi riserverà.

  • 9224
    Eme -

    Magari continueremo a nascondere il pane sotto la maglia, a girare in tondo come le carpe di fronte all’oceano. Perchè il passato, quando fa male, lascia ferite anche profonde. Quelle ferite rimarginate ma con la cicatrice che prude da morire, a perenne ricordo di un dolore che diventa parte integrante di noi, del nostro carattere, del nostro modo di porci e di atteggiarci con gli altri.
    Ma credo che sia importante persino avere avere la forza e la voglia di afferrare il pane e nasconderlo.
    Anche questo è un impulso di vita.
    Ciao LUNETTA, bacino.

  • 9225
    LUNA -

    EME: tesora 🙂
    hai ragione, mi sa. Impulso di vita e di autoconservazione, comunque.

    @Il solito escursus: discesa, caduta libera, sederata sul fondo e risalita.
    Fino ad arrivare alla conclusione che non ho sognato l’impossibile.
    Che forse un giorno si risoverà tutto, che ho già fatto dei passi avanti, che non sono più sola.
    Perchè i miracoli, a volte, accadono anche se non si crede in Dio.
    E penso che ho voglia di mettere il becco nel giorno dopo per guardare cosa mi riserverà.

    vero anche questo.

  • 9226
    LUNA -

    BIRILLO: Ciao 🙂 cos’è una ceppa? è un cannone?
    No thanks, lo sai come la penso, ma non è che in ogni caso mi interessa convertire una dipendenza in un’altra, secondo un parametro tipo:
    beh, meglio la dipendenza dallo shopping che quella dalle sigarette, che mi rovino il portafoglio e devo chiedere un fido in banca e mi sento male quando vado in un negozio e poi nascondo quello che ho comprato in fondo all’armadio piuttosto che la dipendenza dalle sigarette che mi rovinano il portafoglio e anche i polmoni. A entrambe le cose preferisco una sensazione di maggiore serenità e benessere, che parte da dentro, per cui mi dimentico anche di avere le sigarette in borsa. Quella sì che è una bella cosa 🙂

    Non fumo così tanto abitualmente. Non dovrei fumare mai e comunque, ma l’ho scritto per dire che in quel momento ero andata in tilt a causa di uno stimolo negativo ed era riemersa l’acuta fumaggine.
    che abitualmente non ho più.

    Ti ringrazio (no ironica) di esserti preoccupato empaticamente per i miei polmoni. L’ho fatto anch’io.

  • 9227
    Elena (ex Io91) -

    oggi ho fatto l’esame orale…uno schifo, ho fatto scena muta! ke schifezza che faccio!

  • 9228
    Ele -

    @ Elena (ex Io91): io al mio esame orale ho litigato con il professore “esterno” di fisica e mi sono alzata durante l’esame senza averne il permesso per andare a prendere il libro e dimostrargli che avevo ragione io su una certa cosa… Lui ha risposto che era evidentemente un errore di stampa e mi ha dato 5… Dopo una carriera liceale perfetta, con questo colpo di testa (superbia o voglia di verità?) ho rovinato il mio voto finale.. Oltre a diventare lo zimbello del liceo… Credo di poter capire un po’ come ti senti adesso. Forza, passa.

  • 9229
    luigi -

    Avrei già dovuto sucidarmi ma per le tante belle cose che ancora vi sono da esplorare
    Gentilissimo gad lerner
    si sa che il mercato azionario con tutto quello che ne consegue a termini di bilancio, controll, visitazione  dei conti ,  riutilizzo dei capitaii  etc  nei periodi di perdita porta depressione  e  sconforto soprattutto se il governo è in Bordlaine  come si usa dire oggi  ma la  perdita nel trend negativo può portare m guadagno domani  sul trend positivo  così l’umore  cambia  per quelli che  comprano  azioni sul Trend al ribasso ma  è una legge di convenienza di basilare importanza sul mercato  e  vale   per tutti attestarlo anche  sul ns. governo  al ora X a scandalo o debolezze .   
    Quindi per risolvere anche questo problema politico  in Italia , senza rinviarlo a settembre per il caldo e  lo stress ,  ripropongo quello di ieri
    O ggi  sembra  palesare altre verità scandalose  come l’affitto 8.300 euro che l’amico di Tremonti paga per lui e la patrimoniale secca di 120 euro ai poveracci uguale a quella dei ricchi milionari  che acquistano prodotti finanziari anche obbligazionari a pagare la tassa di deposito sul rischio che Tremonti  dia le dimissioni di non essersi accorto sul clima infuocato del  naviglio in una estate che si anticipa  più calda e afosa anche per la Padamia sulla leggina  di Alfano di non far pagare 750 milioni di euro a Berlusconi  per il De benedetti famoso faccendiere più volte sorpreso sulla bancarotta . Da non dimenticare la telecom ecc. in attesa del benestare al parlamento di procedere giudizialmente su  Dalema  e su un Ministro gentiluomo, non più alla ribalta  ed altro ancora che,  per brevità di spazio e decenza  non voglio  dire a destra per la sinistra e viceversa .
    Nel rimanermi la soddisfazione più amara o  iniqua che per quanti voti si danno e per quanti miliardi  si spendano  sono peggio del emmondezza  che se viene vaporizzata a Roma per  Napoli e viceversa a macchia d’olio da inquinare l’atmosfera in Italia e tutta l’aria in Europa e nel mondo  . Sarà per l’ignoranza di riflesso e compromesso  ma  per un’altra metà al 50%+I ancora si salva. Quindi suggerisco delle regole deontologiche da applicare prima , invece del ultimo momento a leggerle sul Codice Penale
      1  la finanziaria  deve  servire  a correggere le ingiustizie sociali  2  nessun parlamentare può proporre  leggi  personali  per lo stato  (pena bocciatura ed espulsione senza stipendio 3  se  dopo un anno una  legge  non ha avuto successo  archiviare d’ufficio , su richiesta  al Presidente della Repubblica , nome e articoli per indurre altre mgliori 4  non avere stipendi  più alti dei salari  o pensioni minime 10 volte maggiori  
    Esempio 426 euro X 10 = 4.26.0   euro al mese. 5  Programmare sul minimo storico l’ obbligo morale assicurativo e civile a 3.000.000 tra ricchi milionari, plurimilionari e miliardari  di versare 30.oo euro annui  come dal appello : Metà dell’ Italia è alla fame , ruba, fa truffe, si rivolta

  • 9230
    ste -

    Questa è l’ultima volta che vedo la sera, se tutto va bene domani mattina, quando rimarrò solo, porrò fine alle mie pene, non resisto più, non reggo più, ho sopportato fino al massimo, spero di trovare la pace che cerco, ho tentato di farmi aiutare perciò non ho questo rimpianto. Auguro una vita felice a tutti.

  • 9231
    tristan -

    Ciao Stefano,
    Non ho idea di chi tu sia ne da dove tu venga..niente sulla tua età il tuo trascorso i tuoi problemi etc..era da un po che non visitavo questo sito ed ora sono inccappato nel tuo messaggio.Non so nemmeno se sia giusto od opportuno provare a scriverti qualcosa..tanto che anche ora sono combattuto fra il cancellare tutto o continuare..
    scelgo di continuare..sembri abbastanza determinato e nn cercherò di dissuaderti dal tuo intento adducendo minchiate religiose o morali..ogni dannatissimo giorno un sacco di esseri viventi “abbandonano” per sempre questo pianeta e uno che decide consapevolmente di andarsene a causa dei più svariati problemi viene additato con i più disparati nomignoli..ogni minuto è un ottima occasione per sconvolgere completamente la nostra vita..non ne uscirai vivo comunque..ma finchè ci sei puoi ancora cambiare qualcosa.noi siamo troppo sicuri della nostra personalità e ci identifichiamo tremendamente con i nostri problemi prescindendo dall’aspetto biologico..quando questo riveste un importanza più che notevole..basti pensare che già prendendo un paio di antidepressivi ti senti meglio..ti scrivo perchè c’è la possibilità che tu sia una persona in gamba..ed essendo io un contemporaneo potrei incontrarti un giorno..in questo momento sei potenzialmente un amico un fratello un padre un amante..sicuramente un figlio..migliaia di vite parallele a tua disposizione aleggiano intorno a te..mentre domani se prosegui nel tuo intento tutto svanirà..per il resto dell’eternità..non è cosi conveniente..non so quanti anni tu abbia ma accadrebbe comunque fra poco..finchè sei sulla giostra cerca di godertela un po..se poi è diventata davverso insopportabile sei libero di scendere quando vuoi..almeno in questo abbiamo il libero arbitrio..anche se la chiesa lo nega a chi nn è in grado di farlo e vorrebbe..cmq la scelta è solo tua..ciao stefano piacere di averti sfiorato in questa vita

  • 9232
    tristan -

    o stefania dal momento che non è chiara la tua sessualità

  • 9233
    Pollon -

    Ciao Stefano,
    leggo con terrore le tue parole.
    Mio fratello, il mio unico amato fratello è scomparso 6 mesi. ha deciso di farla finita. Non immagini lo strazio della mia famiglia,dei miei genitori, del nostro cane, che lo cerca dappertutto.
    Non voglio farti cambiare idea dicendoti che esiste giustizia e verità, ma fin quando sei vivo puoi’ combattere, non solo per te stesso, ma anche per chi ami e ti ama.
    ti prego, io se vuoi posso aiutarti, ascoltarti; ne sarei davvero felice.
    questo è il mio indirizzo mail cuccioli@gmail.com
    ti prego scrivimi,non farlo.per te stesso, per cio’ che sei e che vali.

  • 9234
    luigi -

    Sono sempre io, luigi,
    Ma non voglio parlare della soluzione globale del mio progetto sulla crisi economica che abbiamo e che più ancora avremo per tanti anni avvenire anche perché oramai interessa solo ai politici che ci sguazzano.
    Quindi venendo a bomba la voglia di dire a qualcuno di volersi suicidare è tipico del adolescenza essendoci una esplosione ormonale che modifica il corpo e la mente sul abitudine precedente. Ma se colta nel momneto migliore denota sensibilità al cambiamento vedi giacomo leopardi che diventò un grande poeta a volerne citarne uno solo. Ma quanti hanno avuto il medesimo problema esistenziale e ne sono usciti alla grande? Eh si, perchè se non si hanno grossi problemi di salute da doverli affrontare da soli il tempo lenisce ma bisogna trovare l’ interesse o la motivazione su qualche cosa che ci coinvolga a far meglio di prima. E si , perché se pigramente adoperiamo il 10% del nostro potenziale mai riusciremo a capire col nostro razionale pensiero di poterci armonizzare con la grandiosità del nostro inconscio vecchio milioni di anni. Ma al età giovanile è difficile capire e allora si deve riscoprire la felicità e la gioia e imparare a meravigliarci delle piccole cose come il cibo, la natura, l’aria, il sole, i giochi, le persone, gli animali, i profumi, gli amici, gli amori,le leggende le fiabe e progetti per il presente e il futuro ecc. Anche perché se perduti sono sempre lì sulla nostra strada pronti a tornare, solo a volerli,.

  • 9235
    stanchissima -

    sono un po di mesi che non passavo di qui. spero che nel frattempo nulla di grave sia accaduto…ho di nuovo avuto un calo……mi sento malissimo. ho subito qualcosa che è piu’ grande di me. il 29 luglio il mio tentato suicidio compie esattamente un anno…..credo’ che festeggero’ il compleanno tentando un bis con migliore riuscita! stavolta saro’ piu’ furba…non destero’ sospetto alcuno!!!
    birillo dove sei????
    volevo salutarti……..

  • 9236
    Sun -

    Ste spero di leggerti ancora, spero tu non abbia fatto il gesto estremo…spero. E spero che stanchissima cambi idea. Lo spero perchè finchè c’è la vita e aria nei nostri polmoni, può esserci la speranza di un cambiamento.
    Credo che un pensiero del genere, togliersi la vita, non sia voglia di morire, ma voglia di abbandonare la situazione orribile in cui si è costretti a vivere. La morte non la cancella, resterà sempre. La vita invece può inaspettatamente volgere in modi che noi non avevamo mai considerato.
    Date alla vostra vita ancora una possibilità di sorprendervi, cominciate a godere delle cose semplicissime che esistono. Probabilmente non riuscirò mai a capirvi davvero, ma capisco quanto questa vita mi abbia dato e quanto credo possa dare a voi. Con il cuore in mano, semplicemente vi auguro una buona notte.

  • 9237
    roberto57 -

    Sun, permettimi di provare ad aiutarti a capire il punto di ‘non contatto’ tra te (e tutti quelli che credono ancora nella vita) e ‘noialtri’, i delusi e stanchi dell’esistenza.

    Semplificando: le tante piccole cose per cui vale la pena vivere, che citi tu, hanno un senso se e solo se puoi goderle forte di certezze affettive.
    Se hai un ‘nido’, qualcuno cioè che ti rassicuri solidamente sul fatto che non sei e non sarai mai solo di fronte a questo mondo perché gli preme davvero la tua esistenza e la tua vicinanza, allora puoi anche arrivare ad apprezzare e ad accettare l’invito a godere di tutto quello che vuoi.
    Diversamente, questi inviti ti suoneranno persino irritanti: detto rudemente, a chi sta affogando perché non riesce più a nuotare, getta un salvagente e non chiedergli di bearsi del colore dell’acqua di mare!

    E comunque una cosa giustissima l’hai scritta tu: chi prova la voglia di suicidarsi, è perché non regge più la vita che sta facendo e non vede all’orizzonte alcuna speranza che le cose cambino.
    Perché sarà anche verissimo che la svolta può arrivare da un momento all’altro. Ma è più facile pensarlo nel tepore di un ‘nido’ …

    Spero di essere stato chiaro e non troppo scortese. Anzi ti ringrazio perché ti interessi di un mondo triste del quale, per tua fortuna, non fai parte.

  • 9238
    Ele -

    come ha detto più volte Eme, smettere di vivere. Da ieri pomeriggio mi sono spenta. Troppo dolore che entra da tutti gli spazi lasciati inavvertitamente aperti e spacca i rinforzi messi alle porte e alle finestre. Mi arrendo x qualche giorno, chiusa in casa al buio, con gocce e pillole, ogni volta che mi torna in mente una frase, un episodio, un gesto che mi hanno fatto male, io brindo di gocce e mi addormento piangendo, mi do tempo 5 giorni così poi vediamo se mi nasce una voglia di controbattere a chi dice di non sopportarmi più, o se ha vinto lui e chiunque vede soluzioni semplicissime al mio malessere mentre il mio non vederle mi fa sentire una cretina, del tutto fuori posto.
    Vorrei che qualcuno avesse idea di quanto può essere forte e devastante questo
    dolore, e vorrei che fosse qui a tenermi la mano. Ma dove sono tutti?

  • 9239
    LUNA -

    ELE: @mi do tempo 5 giorni così poi vediamo se mi nasce una voglia di controbattere a chi dice di non sopportarmi più, o se ha vinto lui e chiunque vede soluzioni semplicissime al mio malessere mentre il mio non vederle mi fa sentire una cretina, del tutto fuori posto.

    @Vorrei che qualcuno avesse idea di quanto può essere forte e devastante questo
    dolore, e vorrei che fosse qui a tenermi la mano. Ma dove sono tutti?

    Ele, ciao tesoro. Infatti la questione non è controbattere a chi dice di non sopportarti più, ma è anche naturale che tu ora non riesca a vederlo. E non sei cretina, stai male, che è un’altra cosa.
    e quel dolore devastante molte persone, invece, sanno benissimo cos’è, purtroppo. e anche chi in questo momento non ci sta dentro, ma ci è stato dentro. Non è questione di soluzioni semplicissime, e non è questioni di sminuire il male. e la sensazione che non ci sia nessuno, mi rivolgo anche a Roberto, e di non avere il nido, la conosco. Conosco concretamente, anche, la sensazione di non avere un nido, non solo psicologicamente ed emotivamente parlando. Quando stavo male male male io ero come una pallina del flipper senza una casa veramente casa. Quindi io non potrò mai sminuire delle sensazioni che, da parte mia, conosco, anche se ognuno conosce le proprie. Non potrò mai sminuire neanche il fatto che pure se qualcuno c’è, se c’è qualcuno che ti tende la mano e ti dice che il mare è blu perché è vero, puoi sentirti solo e imploso, addolorato, stanco, spaventato, esasperato, terrorizzato, angosciato, travolto lo stesso. Che mentre qualcuno ti dice che qualcosa è possibile tu detesti che ti venga detto se quel qualcosa, anche se veramente esiste, a te (PER TE) sembra impossibile.
    E’ vero che una persona che sta fuori e non ha mai provato quel malessere non può capire fino in fondo, tuttavia non è detto che ti dica delle cose perché non capisce. Lo so, può sembrare un paradosso, ma non sempre quando qualcuno ti dice delle cose lo fa perché nega, sminuisce il tuo malessere, o pensa che ti piangi addosso, o che dipende solo dalla tua volontà, o che se tu facessi una gita al mare risolveresti il tuo malessere in dieci secondi. Forse te lo dice perché prova empatia per te, perché, per quello che può, cerca di capire cosa può essere la sensazione devastante che si prova a non poterlo neanche immaginare il mare, o a pensare al mare solo come un posto in cui metterti una pietra al collo per andare giù, più giù del giù. Non sto polemizzando con te, eh, Roberto, ho capito quello che dici, e capisco benissimo anche quando parli del punto di “no contatto”, perché quando una persona sta male di questi mali il primo no contatto ce l’ha dentro, prima ancora che una persona cerchi di stabilirlo e non ci riesca, o dia la sensazione di non riuscirci perché non può capire. Pensare “non c’è nessuno” e “chi c’è comunque non capisce” (a meno che non sia allo stesso punto) è una delle sensazioni orrende e devastanti che fanno parte, passami la parola impropria,

  • 9240
    LUNA -

    del pacchetto. Permettimi solo (puoi anche non permettermelo, certamente!) di dissentire su un punto, questo:

    @Se hai un ‘nido’, qualcuno cioè che ti rassicuri solidamente sul fatto che non sei e non sarai mai solo di fronte a questo mondo perché gli preme davvero la tua esistenza e la tua vicinanza, allora puoi anche arrivare ad apprezzare e ad accettare l’invito a godere di tutto quello che vuoi.

    Permettimi di dissentire NO nel senso che non capisco la sensazione di cui parli (fidati, la conosco bene, anche se è la mia e non la tua), o perché non capisco cosa significa non riuscire a godere di niente, del poco, del cielo, del mare, delle cose semplici dell’esistenza o del proprio stesso respiro, ma riguardo il fatto che non sempre le persone che cercano di veicolare un messaggio positivo o semplicemente più realistico di quello che manda la depressione sono persone che non sanno, non hanno provato, non capiscono, o parlano così perché è facile parlare quando stai nel tuo nido, ti ami, ti senti amato, hai la salute che funziona e non hai problemi.
    In realtà io ho letto nel tuo post a Sun proprio un tentativo di comunicazione, empatia, contatto, invece, seguimi, quindi non sto criticando nè giudicando il tuo messaggio a lei, come non giudico il suo, e anzi cosa vostra, scusa. Ho colto solo l’occasione per dire però che non è così. Che è vero che possiamo stare malissimo per cose reali pesanti, troppo pesanti per noi, che ci devastano tanto da non poterne più e da far sembrare il domani non una speranza ma un altro giorno ai lavori forzati in cui, se succede ancora una virgola, diremo basta. O ci sembra che neppure la virgola in più sia ormai necessaria. E’ vero che le parole non bastano a descrivere cosa si prova dentro quando è così, e perché, e quali sono le logiche. e’ vero che sentirsi soli, in quel modo, è terrificante. e che si può sentirsi soli, in quel modo, persino se il nido c’è e c’è qualcuno che ti tende la mano. Roberto, credimi, trovo difficoltà a spiegarmi pure se penso di capire come ti senti e perché dici delle cose che ho detto anch’io, pensato, sentito anch’io (e che potrei dire domani, ancora con più forza), perché ognuno conosce la sua storia del perché anche le cose banali non esistono o non sono banali, ecc.
    Quello che voglio dire è però che spesso (non so se sempre) a fare la differenza non è il fatto che ci sia qualcuno che da fuori ti dice che sei importante o che gli preme davvero la tua esistenza e la tua vicinanza, perché quando stai male puoi non vedere o non ti basta nemmeno questo, anche se certamente ogni rifiuto, ogni abbandono, ogni scollegamento con gli altri è una ferita terribile e sembra ingestibile. Ma spesso è quando tu riesci (e non a caso dico riesci) a sentire che vuoi restare e non andartene che ti accorgi di quanto agli altri importa che resti, e non avviene il contrario. Ma l’ho detto che è difficile spiegare il concetto 🙁

  • 9241
    luigi -

    anche se il mio problema a risolvere la crisi in Italia pagando la rata del debito pubblico 73 miliardi con solo 3.000.000 tra ricchi e milionari e plurimilionari per acquisire Sé e famiglie maggiori privilegi anche a Cards, spettacoli , e benefici fiscali gratis sul maggior numero dei ricchi, a donare anche solo spontaneamente o per un referendum 30.000 euro annui uguale 90.000.000.000 o 90 miliardi di euro senza tagli, banche, fiscalismo, federalismo etc
    Vengo a Bomba, ma quali gocce, al buio per non spaccare finestre, nel ricordare un frase , ma buttati a riscoprire la vita sui campi sui fiori, l’aria i sapori gli odori i volti gli amici i ricordi fa yoga ,sport , ascolta musica e buttati sulla danza il movimento l’arte il disegno la pittura i libri la scrittura i rammendi i lavori di casa e ascolta il tuo corpo e la mente che nel tempo aumenterà il tuo tono a capire , quella frase al inverso

  • 9242
    scricciola4 5 -

    hai ragione, dove stanno tutti quando stiamo male. da questo malessere ci sono passata anche io, ed e’ un malessere incontrollabile, inspiegabile,al quale non sappiamo, a volte reagire, a volte non abbiamo la forza di vedere il lato positivo delle cose, ci sono momenti no, e momenti si, ma non per questo, ho mai pensato al suicidio.
    ero gia’ in una fase in cui, all’epoca non stavo bene per problemi miei, poi ho conosciuto un uomo, che ha capito subito che in me c’era qualche cosa che mi turbava,lo ha capito subito, perche’ era il suo stesso malessere, ci siamo trovati a confidarci, io mi aprii lui un po meno perche a priori non si fida di nessuno, anche se in me trovava qualche cosa di puro, di speciale, cosi, cominciammo a conoscerci. tra alti e bassi spaventosi, perche mi rendo conto ora che siamo uguali, lo stesso carattere, e quando le nostre idee non si incortravano era la guerra a cieli aperti.
    questo suo modo di fare a volte un po invadente e a volte riservato, mi destabilizzava, ma allo stesso tempo mi attraeva, era come se fossi alla ricerca di qualche cosa che non conoscevo, alla ricerca di me stessa, e lui alla ricerca….non lo sapeva nemmeno lui, vedeva in me un mondo nuovo.
    a volte ci sentivamo spesso, a volte per giorni nulla, era il suo modo di comportarsi, aveva questi grossi sbalzi di umore che lo portavano a stare male, senza un perche’ oppure come ha detto ele,pensava a qualche cosa che lo riportava a riaprire delle ferite, non ancora saldate.eravamo presi l’uno dall’altro, da questo continuo soffocarci e poi mollarci,il desiderio di aiutarci ma allo stesso tempo ci spaventavamo e ci allontanavamo, riuscivamo a sentirci bene solo facendoci del male.quando non ci sentivamo per giorni, rispettavamo il desiderio di restare un po soli per buttarci chiusi in una stanza a pensare, a riflettere, a fantasticare,a darci ancora una possibilita’ senza farci ancora del male. e’ questo l’amore?? ce lo siamo chiesti miglioni di volte, senza pero’ chiedercelo mai l’uno verso l’altro, ognuno aveva i suoi dubbi,lui era il mio cucciolo, io la sua scricciola.
    alla fine ci siamo trattati talmente male che ci odiavamo tutti e due,
    lui non volle piu sentirmi, mi scrisse delle cose talmente brutte, solo per allontanarmi, e ci riusci’. io ho assecondato i suoi desideri, poi mi ricerco’…. era un tira e molla in continuo, mi ha distrutta piu di quanto non stessi gia male.ho deciso di gettare la spugna, non riuscivo piu ad aiutarlo, e peggioravo solo la situazione per me stessa.ce l’ho sempre nel cuore ogni istante della giornata che passa e lui lo sa, ed io sono nel suo cuore, ma per colpa di questo malessere che ci devasta non abbiamo la possibilita’ di aiutarci, uno dei due deve essere forte per aiutare l’altro, ma anche l’altro che e’ depresso pero’ deve anche farsi aiutare se no’ e’ tutto inutile, e un viaggio a senso solo, e porta solo alla rovina..
    ora sono piu forte, ma perche ho avuto fede, ho pregato, non ho pensato al suicidio.

  • 9243
    SCRICCIOLA 45 -

    Che cosa c’e’ di piu spettacolare di due persone che si amano e non si sanno comprendere??
    Solo passando attraverso la malattia sono riuscita a comprendere come si sentiva lui, in quei determinati momenti, di ansia, di depressione, di panico, di paura,bisogno di avere un punto di riferimento(io),io il suo punto costante nei momenti buoi della sua giornata,io sempre presente sull’attenti, facendo i salti mortali,per esserci, per non deluderlo, per fargli sentire la mia presenza anche se lontanti, la sua scricciola c’era sempre, anche nelle notti insonne che lui non riusciva a dormire, anche quando aveva pensieri brutti che le giravano per la testa,,io c’ero…non rimpiango nulla perche io ho fatto il possibile.ma certi atteggiamenti autodistruttivi non portano a nulla,se ci tieni d’avvero ad una persona, mettici un minimo di consapevolezza, e renditi conto che e importante non perdere anche quell’ultimo spiraglio di luce rimasto, voletevi bene, non e’ vero che nessuno non e’ disposto ad amarvi, per quello che siete, valete anche voi, che poi siamo tutti uguali, abbiamo il diritto di essere felici tutti.cose’ che vi impedisce questa felicita? Un torto subito, un’infanzia turbolenta con genitori che litigavano? Parlatene, tanto tenervi tutto dentro non porta a nulla, esprimete le vostre emozioni, non vedete solo tutto negativo, datevi la possibilita’ di essere felici, ognuno di noi se lo merita,e si merita anche di essere amato/a per quello che si e’.
    Un’abbraccio a tutti

  • 9244
    Sun -

    Caro Roberto non sei stato affatto scortese, ed è giusto anche che io capisca, per quanto possibile, la situazione in cui vi trovate. Sono capitata qui per caso e leggere tutto questo dolore mi fa male. Niente paragonato al vostro di dolore, alla vostra voglia di porre fine a tutto. E’ per questo che sono qui, in punta di piedi, non per giudicarvi ma per ascoltarvi se solo voi volete. A volte fà bene condividere il dolore con altri, anche se sconosciuti. Non voglio di certo ergermi a paladina della vita, ma permettimi di stare qui tra voi, e spero che le mie parole non vi irritino, piuttosto siano quella mano tesa di cui tu parli. Magari ognuno di voi potrà darmi qualcosa che non ho. Penso che ogni essere umano a suo modo sia fonte di ricchezza, e permettetemi di prendere un pò della vostra ricchezza…triste ricchezza. Poi penso che ci siano sentimenti più forti di altri o comuqnue credo che alcuni dei quali pensano di togliersi la vita magari non hanno motivi cosi forti, rispetto ad altri. Ogni vostra esperienza di dolore proviene da determinati stati d’animo, da situazioni e da persone e ogni caso è diverso dall’altro e per questo gestibile in modo diverso. Spero solo che chi scrive qui di positività e di vita possa farvi scorgere un piccolo spiraglio di luce in questa vita buia. Vi abbraccio sperando che il calore del mio abbraccio possiate sentirlo ovunque voi siate.

  • 9245
    POETALC -

    sono io luigi che mi scrivo e rispondo , come se fossi un amico a dirmi, quante volte ti ho detto di non pensare a quelle brutte cose che ti fanno stare male , ma tu no sempre a pensare addirittura al inflazione che scrupolosamente hai conteggiato 72.22% dal 2001 per i prezzi che raddoppiavano più l’inflazione annua calcolata al ribasso dal Consiglio dei Ministri a perdere 1, 25. 1.50. 2. punti sul 3 % del PIl. E ti avevo avvertito di non farlo, tanto non gliene frega niente a Nessuno, ma tu no sempre lì più testardo, non è possibile .
    E poi pensasti al suicidio , e io a dirti, no lascia perdere c’è qualcos’altro a cui pensare e ancora una volta mi hai ascoltato come quella volta che sei caduto dal 3° piano e in 2 settimane ti sei rialzato e da quel incidente di macchina ai 260 km orari che tutto hai sfasciato pure il parabrezza con la testa e io a dirti , non mollare e tu in quella stanza buia a curati da solo. E guarito te ne sei andato a trovarti l’amore e che festa che gioia sembravate due anime gemelle e quante storie vi siete raccontate e quante emozioni vi siete scambiate , ma durò poco 5 anni poi volesti cambiare perché eri stufo troppo t’impegnato .. e Lei in ginocchio a pregarti, non farlo non lasciarmi e poi e poi e poi…passarono i giorni e passarono gli anni, oggi chi sei ? Sono ancora io e torno a sognare ….

  • 9246
    marina -

    Ciao ragazzi ,sono in un momento triste e non voglio ricadere giù proprio ora che non mi manca nulla o quasi ,passerà deve passare .Mi sento sola tanto sola !!

  • 9247
    Ele -

    LUNA hai totalmente ragione… Chi mi sta intorno cerca di aiutarmi nel modo che ritiene più giusto, o comunque come sa fare. A volte sono io troppo dura che urlo al mondo intero la mia solitudine e urlo che non mi capisce nessuno, ma non è così. Non ho quello che chiedo, ma ho altri tipi di aiuto, che il mio demone fa a pezzi sistematicamente, specialmente quando sto così male.. Vorrei liberarmi di questo dolore enorme e delle pressione che sento ogni giorno più forte dentro la testa.
    Ma non ho il coraggio di far nulla, se non arrendermi e aspettare che passi.

  • 9248
    LUNA -

    MARINA: un grande abbraccio!!!
    non c’entrerà una cippa ma mi è venuta in mente questa frase di Jovanotti, che mi piace molto:

    la vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare.

    passerà, sì, stellin! Nessuno dei passi fatti si perde veramente, io ci credo. Peraltro a chiunque possono capitare stati d’animo più negativi, a chiunque, anche a chi non è mai stato depresso. Una rondine non fa primavera, si dice, ma un malumore o una sensazione di sentirsi soli, di per sè, non fanno caduta libera.
    Anzi, a volte il fatto di poter sentire anche gli stati d’animo negativi, senza tapparli ad ogni costo, può essere paradossalmente segnale del fatto che siamo invece più forti di prima.

    ELE: un abbraccio anche a te, tesora. A volte, sai, quando ci si arrende al demone (in senso costruttivo, intendo) invece di cercare di combatterlo ad ogni costo si può anche scoprire che non è poi così brutto, grande, potente come si crede. Perlomeno con l’ansia, molto spesso, per esempio succede questo. Quando non cerchi a tutti i costi di prevenirla, controllarla, non ti identifichi con l’ansia ecc, scopri che è anche capace di dissolversi da sola. Non sto dicendo che sia facile, non sto dicendo che sia bello, non sto dicendo che non sia frustrante quando invece non è il momento in cui si dissolve da sola, non sto dicendo di non chiedere aiuto o di negare l’esistenza di un malessere (tanto più che quando è forte non si può). Dico che penso che hai dentro di te delle risorse che ora non riesci a vedere – ed è naturale che nella fase acuta sia così – ma ci sono. Vedrai che torneranno fuori. Non è una colpa stare male, comunque.

  • 9249
    Gabry -

    Sai cosa penso di te? Penso che non hai le palle per guardare avanti e farti forza, penso che sei una persona debole non hai carattere.. ricorda che la vita non e tua, la vita te l’ha donata Dio e solo quest’ultimo può togliertela.. il suicidio e un gesto per scappare ai problemi della vita senza trovare la forza di affrontarli e una volta che ne sarai uscito diventerai più forte di prima.. scappando dai problemi non si risolve niente.. Ti stai solo rifugiando nella morte facendo soffrire così veramente le persone che ti amano.. saluti.

  • 9250
    Forza... -

    Cercate di essere forti, e di superare i momenti bui della vostra vita, perchè sono prove che avete scelto voi stessi per poter proggredire, quando vi trovavate su di un piano di esistenza differente.La morte prima o poi arriva per tutti, ma una cosa è certa…
    il suicidio non vi darà l’agognata pace, tutt’altro….le pene, i dolori e le delusioni che attanagliano le vostre vite e da cui vorreste fuggire, non sarebbero cancellati, dal momento che li ritrovereste di nuovo, in una futura incarnazione.
    Lasciatevi aiutare e non mollate mai.
    Vi auguro il meglio.

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