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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Categorie: - Me stesso

14.953 commenti

Pagine: 1 182 183 184 185 186 300

  • 9151
    laura -

    Ciao Roberto ho letto attentamente la tua lettera ,”sei disperato”,ma non tutto è perduto ,incomincia a pensare a te stesso anche se è molto difficile alla nostra età ,specialmente quando si ha il giro di amicizie molto ristrette. Trovare una persona che ti capisce come dice tu non è per scaricare le tue paure ma anche soltanto per parlare lo è ancora di più.I cartoni animati per scappare dalla realtà questa poi non l’avevo sentita mai (guarda chi stà peggio di te si )Io ti dico che non è mai troppo tardi per affrontare la vita ,come ho fatto io ,non mi sono nascosta dietro a chiacchiere di chi stà peggio o meglio ,ho toccato il fondo mi sono rialzata .Puoi farlo anche tu.ciao

  • 9152
    ele -

    come capisco exandrea quando dice che non ha ancora imparato la lingua che si parla in questo mondo, dove lui si sente un alieno.io mi sento dire che non so distinguere la realtà virtuale da quella reale. è vero, la notte faccio degli incubi terribili e la mattina mi sveglio piangendo e tremando. cerco la froza di alzarmi dal letto, mentre mi scorrono ancora davanti le immagini degli incubi che hanno scoperchiato le mie paure più terribili e fatico a riderci su o mi risulta davvero impossibile, dirmi ” dai è un solo un incubo, che sarà mai?”. non lo so fare, mentre – pare – che le persone con cui parlo e dalle quali mi aspetterei un aiuto mi dicono che non si può tremare per un incubo, anche se rappresenta le tue peggiori paure.
    e mentre io cerco di spiegare che lo so che è un incubo, ma che mi ha lacerato il velo di “riposo” di cui almeno la notte vorrei godere, e che mi ha svegliato con l’ansia e con il batticuore, mi si dice ancora che non si riesce ad aiutare chi non sa distinguere i sogni dalla realtà.
    risultato: mi sento ancora più malata, diversa da chi ragiona con calma e distacco, e quindi ancora più sola.
    penso di dire una cosa, di chiedere aiuto, ma evidentemente i miei pensieri si trasformano in parole di una matta che piange “solo perchè ha fatto un brutto sogno”.
    e allora mi sento incompresa, comincio a respirare con l’affanno, non riesco a smettere di piangere ma trovo un briciolo di forza per alzarmi e prendere le gocce che almeno mi rimbambiscono un pò, mi fanno smettere di tremare e mi trasformano in una statuina che capisce sempre meno quello che ha intorno.
    @Lorenzo: mi piacciono i tuoi consigli, spero di poterli almeno tentare quando starò un pò meglio. per ora non vedo oltre il mio buio.
    @Luna: grazie sempre.

  • 9153
    Marco -

    Ciao a tutti/e

    E comunque il fatto che uno qui a postare significa che c’e’ una ricerca di aiuto, quindi una speranza di trovare una soluzione.
    Se uno si volesse veramente suicidare non sarebbe qui a postare ma al massimo a scrivere la data del proprio suicidio!!!

    E infatti anche io mi vorrei suicidare (ma non in maniera definitiva).

    Bye
    Marco da Genova

  • 9154
    Elena -

    ed ecco qua manca esattamente una settimana all’inizio degli esami, sono sotto stress in questi giorni ma so di potercela fare e c’e la stò mettendo tutta. se mi andranno male so cosa dovrò fare, mi toglierò un bel peso…

  • 9155
    sonia -

    mi associo al commento di marco…anche io vorrei suicidarmi, ma riuscire a resuscitareeee!

  • 9156
    Elena -

    non sono d’accordo perchè se uno cerca la morte la cerca definitamente, non solo per l’ebbrezza di provarci.

  • 9157
    sonia -

    Ciao Elena,
    ma era ovviamente scherzosooooo!!
    era giusto per riderci su….su una cosa molta seria, solo per sdrammatizzare…

  • 9158
    ele -

    sto andando fuori di testa. non riesco a chiedere aiuto, le mie parole si trasformano in lamentosi pianti come se avessi 5 anni. mi sento trattata con distacco e anche un pò di compassione dato che non riesco a fare quello che sarebbe meglio per me: smettere di chiedere, visto che non ottengo quello che cerco.
    sono perennemente sull’orlo del pianto.

  • 9159
    Elena -

    @ele ti capisco mi sento esattamente come te sola e inutile, solo che io cerco di non piangere x non essere compatita dagl’altri, odio quando a una persona fai pena è la cosa che voglio evitare in assoluto. ogni volta che cerco di parlare con la mia amica di come mi sento capisco che la metto a disagio xkè lei mi risponde secca chiudendo il discorso. non so più con chi parlare…mi sento sola e, come ho già detto inutile. Avrei voglia di spaccare tutto, ma non posso…

  • 9160
    Epicuro -

    C’è sempre tempo per il riscatto: non sentitevi deboli perchè avete pensato o perchè avete provato a compiere l’estremo gesto; conosco la depressione e quanto possa essere spaventosa. non è accomunabile con altre malattie, per quanto gravi possano essere, è molto diversa. Voglio però dare a tutti un messaggio di speranza: c’è chi ne è uscito. E da forme che credevo irreversibili, perchè non dipendevano tanto dalla mancanza di socialità ma dalla considerazione della vita come qualcosa di assolutamente insensato, per cui non riuscivo a dormire e piangevo; il suicidio di mio cugino mi aveva poi distrutto. Ma mi sono affidato a specialisti, sono stato aiutato dagli altri e mi sono aiutato a mia volta, leggendo di tutto, dai post degli altri su internet (gli unici con cui si possa parlare di queste cose e sottolineo meno male!) alle consulenze di filosofi e psichiatri. Sono finito a dubitare perfino della mia stessa personalità, cercando di distruggerla perchè credevo non fosse veramente mia. Ma bisogna capire, è necessario capire, che non si cambia, si è quel che è, e capire questo, accettarsi, è tutto. Credetemi la felicità non sta ne nell’avere qualcuno da amare (io non l’ho mai avuto e adesso nonostante tutto, mi posso dire felice) ne nel fare la vita sociale che fanno tanti altri. Può essere si importante avere qualcuno a cui aggrapparsi ma non è strettamente necessario. Si è quel che si è: se si è timidi si può cercare di cambiare o no, e nessuno dei due casi è un male. Ero un accanito lettore di Leopardi, di cui condividevo e condivido ancora le idee, in particolare riguardo alla vita. vi dirò anzi la cosa più bella: ho sempre amato gli altri, ho invidiato chi era capace di non pensare a determinate cose, al senso della vita, all’inutilità delle cose che facciamo nella nostra vita, e nella mia depressione non ero più in grado di provare sentimenti, mi ero chiuso in un mio “egoismo”(e faceva male). Adesso riesco di nuovo a farlo e con occhi nuovi verso il mondo e tutte le cose. Se avete altre domande su qualsiasi cosa, domandate pure: sarà mio piacere rispondere sinceramente e soprattutto, serenamente.

  • 9161
    Epicuro -

    Un’ultima cosa: se superete la cosa davvero, la vita sarà molto ma molto più serena di prima, sarete forti c...., e forse fino alla fine.

  • 9162
    marina -

    Epicuro per quanto mi riguarda hai detto già tutto ,mi sono rispecchiatta in ciò che hai detto, in quello che ero e in quello che sono ora .Meno male che ci sono persone come te come me e spero come altri … che posso testimoniare che dalla depressione si può uscire con molta molta pazienza aiuti dai dottori e determinazione .Quando se ne esce non si acquista la felicità (non serve) ma la serenità!!Grazie Epicuro 🙂

  • 9163
    LUNA -

    Anch’io quoto Epicuro, che ringrazio per la sua testimonianza. Bacio, Marina 🙂
    La depressione dà l’impressione di vedere meglio, di più, le pieghe insensate di se stessi e della vita, in realtà sta occludendo la visuale (anche per la cosa che così bene Epicuro descrive: il sentire fortissimamente qualcosa e qualcosa di sè, ma il non riuscire a sentire altro, anche di sè).
    E’ difficile spiegare questa parzialità con estremizzazione a chi non l’ha provata, è altrettanto difficile spiegare perché parlo di parzialità per chi si trova in una fase in cui quella parzialità non può che sembrare invece un tutto.
    Una sorta di terrificante verità rivelata. A proposito di analisi feroce nei confronti di se stessi e della realtà io posso citare un esempio: c’è stata una fase in cui mi rivoltavo come un calzino in ogni mia minima piega in cui ho detestato anche la mia voce stessa. Come se la sentissi per la prima volta e non fosse la mia. Non la sentivo mia, la sentivo stridente. In seguito ho scoperto che quella voce, quella stessa voce, era invece un mio punto di forza. E non lo dico in senso narcisista. Dico che quella stessa voce, che avevo un giorno osservato all’improvviso come una parte “aliena”, è diventata in seguito (casualmente o perché sono ritornata a sentire e sentirmi dentro) il veicolo di emozioni e risorse inesplorate, e con una naturalezza sorprendente. La voce è solo un esempio, che può sembrare anche stupido. Ma a volte penso che ho odiato la mia voce in quel periodo forse perché era una delle parti di me che non conoscevo e che volevano farsi conoscere. O forse certo può essere una visione romantica del fatto che il disagio emotivo e psicologico è in realtà una cosa devastante. però è una delle cose che è successa, dopo.
    Cadere è umano e la depressione è una malattia e insieme un segnale profondo, anche della possibilità, se superata, di offrire a noi stessi delle inversioni di rotta. se esplodiamo e insieme implodiamo dopo un periodo di stress, un lutto, qualcosa che ci sconvolge, un investimento di energie sbagliato, che può essere stato anche lungo un pezzo enorme della vita, è perché siamo umani. E io ho sempre pensato che potevo essere le persone che hanno detto basta, che ho conosciuto. E ancora oggi lo penso, che potrei essere ciascuna di quelle persone che hanno detto o dicono basta. Tuttavia ringrazio il fatto di aver visto cosa c’era dopo il black out. e di avere capito che il black out non era tutto. e spero di ricordarlo sempre. O di darmi sempre la possibilità di farmelo ricordare da chi sta fuori dalle logiche del tunnel se me ne dimenticassi. siamo tutti umani.

  • 9164
    LUNA -

    SONIA: le tue parole invece non mi sembrano insensate. Mi sembra che vorrei morire per resuscitare significhi voglia di cambiamento.

    ELE: ciao tesoro. eccomi qua. e sono contenta (passimi la parola) di avere letto di quali problemi specifici, sensazioni specifichem, avevi bisogno di parlare. comprendo per quello posso anche il discorso: non riesco a comunicare, piango sempre, allora mi chiudo ecc ecc. comprendo anche le sensazioni di Roberto, quando il troppo sembra veramente stroppiare. Dico comprendo entrambi perché tra le altre cose ho avuto a lungo, dopo la morte di mia nonna (ecco, ecco una persona con cui parlavo con naturalezza sempre lo stesso idioma, da quando ero nata) ho provato, anche per tutta un’altra serie di problemi e vicissitudini che hanno acuito questa sensazione, una sensazione di alienazione fortissima da questo punto di vista. Era una mia sensazione, però, questo voglio dirlo. Il fatto che fosse la mia sensazione ovviamente non toglie nulla alla sua potenza, anzi, semmai l’accresceva. Io sono sempre stata capace di stare da sola, in un mix tra estroversione e lupo solitario, ma per un certo periodo mi sono sentita sola in un altro modo, interiore, profondo, come mai prima nella vita. Ho provato in questo senso delle emozioni violente ed esponenziali. E non per tre giorni.
    ELE cara la nostra sofferenza emotiva si esprime e si scarica come può e come sa e come necessita. Le persone possono averla scaricata e vissuta in un modo diverso dal tuo, e non comprenderti, o possono sentirti impotenti nel fatto di decodificare una tua modalità non giusta o sbagliata ma semplicemente differente, che non fa degli altri dei savi dell’espressione interiore della sofferenza e di te una matta o un’aliena. Potrei presentarti molte persone che hanno scaricato la loro sofferenza attraverso incubi atroci, per un periodo della vita, e che ne sono rimasti sconquassati e sconvolti. E sono perone che tu definiresti senza dubbio normali. Devi anche considerare che di fronte ad una cosa tua come un incubo, le sensazioni che tu hai provato durante e dopo, le persone che non l’hanno vissuto possono effettivamente cogliere l’intensità ma non comprendere fino in fondo, ciò è normale. Come può essere che una persona ti rifiuti apparentemente l’ascolto non per non accoglierti o perché sei alien, ma perché non sa come aiutarti e quindi si sente impotente, o perché ha incubi che tu non sai.
    Una delle persone che sa cosa siano gli incubi di cui parli sono io. In un periodo di fortissimo stress oltre ad urlare nel sonno mi è capitato anche di fare dei sogni così orribili che ho continuato a piangere e tremare per ore, come se il sogno fosse la realtà. Di fatto io credo che quei sogni fossero come degli attacchi di panico nel sonno. Ma penso anche che, pure nel loro orrore di immagini e sensazioni, avessero un senso. Anche se ne avrei fatto, questo è certo, volentieri a meno. Siamo normali, speciali e insieme psichedelici, umani in sintesi. Ti voglio bene

  • 9165
    triste -

    le vostre esperienze mi danno un pò di speranza, ma è così difficile, perchè io non riesco?, penso ogni giorno al suicidio, tutto ha perso valore, sto male, non mi va di fare nulla, come si fa ad uscirne?

  • 9166
    elia -

    buonasera..mi permetto di iniziare questo breve commento citando le parole di ania “gli uomini vivono come se dovessero morire da un momento all’altro” al contrario io credo che la stragrande maggioranza delle persone non si renda davvero conto di ciò che significhi la morte..tutti sanno che devono morire ma nessuno l’avverte veramente..infatti il sentimento preponderante è la paura determinata da questo o quell’evento in luogo dell’angoscia che è un sentimento di vertigine dovuto alla possibilità di impossibilità di possibilità..siamo un battito di ciglia nell’infinito..non si può dire se la vita sia breve o lunga perchè la usiamo come metro per misurare appunto la durata degli eventi..il fatto è che ognuno di noi è il risultato di una concatenazione di eventi unici poichè strettamente correlata ad un determinato momento storico..è irripetibile..desiderare ardentemente il suicidio è il segno di un eccessiva identificazione con la propria personalità, le persone sono completamente ignare di ciò che si è..e questa mancanza di conoscenza fa nascere le idee più stupide..quello che cerco di dire è che molti comportamenti si possono spiegare in termini di fisiologia del sistema nervoso..di biologia..un giorno ci sente uno schifo poi per un motivo o per l’altro si producono più endorfine e ci si sente euforici..personalmente non credo nella determinazione di chi dice di aver tentato il suicidio più volte..infondo non è cosi difficle procurarsi la morte..ma che senso ha?
    è un anticipare-peraltro di poco-un qualcosa di inevitabile..la vita e come un giro di giostra in un luna park..un teatro in cui vieni guardi e te ne vai..ebbene lo spettacolo inizialmente può essere noioso..ma una volta che ci sei andato e che hai pagato il biglietto tanto vale aspettare fino alla fine..non si sa mai che sorpresa possa capitare 😉 ps tutto ciò lo dice una specie di disperato squilibrato incapace di trovare un equilibrio fra le colossali contraddizioni di tutto ciò..essere o non essere individualismo socialità ricchezza miseria etc etc..è davvero un sogno tonto..incontrollabile..il destino mescola le carte..ma siamo a noi a giocarle! in bocca al lupo a tutti nel proprio unico dannato viaggio su questo pianete nella via lattea nell’universo

  • 9167
    Elena (ex Io91) -

    mancano pochissimi giorni agli esami, la paura cresce sempre di più la cosa più opprimente è che non faccio nulla non studio non preparo nulla, non mi và. già sò come potrebbe andare a finire e sò già dove andare se andasse male…mi sento di nuovo in quel periodo nero nero nero che ho passato tempo fà. fino a qualke giorno fà stavo bene, e adesso non lo sò perchè stò di nuovo cosi. ho voglia di parlare con qualkuno che mi ascolti ma che mi ascolti veramente e che non mi dica che “stò facendo una cazzata, di non dire stupidaggini, o che la vita è bella” sarà bella la tua! la mia mi fà schifo, ho quasi 20 anni e la sera non posso uscire neanche dopo il lavoro posso andare a prendere qualkosa da bere con i colleghi di lavoro, c***o! non posso fare nulla, qualsiasi cosa faccia loro hanno sempre qualkosa da ridire e mi opprimono mi bloccano mi “chiudono le ali”. sapete quantè odioso quando mi dicono “dai andiamo a prenderci qualkosa da bere tutti insieme” e io devo dire “no, non posso devo tornare a casa” la mia amica dice che non c’è niente di male, ma per me è imbarazzantissimo! addirittura il figlio del mio principale che ha 17 anni mi mette a disagio! Un paio di giorni fà la mia amica mi fà “dai stasera vieni anche tu con noi, ah no!! lei non può venire perchè deve tornare a casa da mamma che non la fà uscire, anzi no! è lei che non vuole uscire” cosa che se fosse per me starei sempre fuori casa. mi fà schifo tutto ciò xkè sò che sarà x sempre cosi e le persone che mi stanno adesso vicino prima o poi si stuferanno e mi manderanno a quel paese! e non voglio che accada!

  • 9168
    Eme -

    Ciao Elena, per risponderti torno indietro di 20 anni esatti, al giugno del 1991, al mio esame di maturità. E con la mia testa di allora ti rispondo che se tu, in questi giorni, fossi tranquilla, serena, fiduciosa probabilmente penserei che hai fumato o ingurgitato qualcosa di veramente PESANTE! In genere, a 4-5 giorni dall’esame, ti passano davanti i fantasmi beffardi di tutte le pagine che non hai letto, di tutti i libri che non hai aperto e ti senti inesorabilmente fottuta. Non ho la sfera di cristallo e non posso sapere come andrà il tuo esame. Posso semplicemente dirti che la sensazione di terrore rassegnato e di rassegnazione terrorizzata é comune al 95% degli studenti di qualsiasi generazione. Punto secondo: ci sono genitori che sembrano nati con il solo scopo di rompere i co...... ai propri figli. È inutile tentare di far entrare nelle loro teste il concetto di libertà e di ali tarpate. Sono programmati per rompere e lo fanno con una sistematicità inquietante. È inutile pensare che si rassegnino e, quantomeno, la smettano di lamentarsi. Spendono ogni grammo di energia per abbattere ogni anelito di libertà con la precisione di un tiratore scelto. Sono persone che si lamentano a prescindere. Se stai in casa, se esci, se lavori, se sei disoccupato, se studi, se non studi. Non sono necessariamente cattivi. Sono dei gran rompipalle. L’unica soluzione é smettere di voler raddrizzare le gambe ai ragni, di combattere con i mulini a vento ed organizzare la propria vita secondo le proprie esigenze. Certo…..lo farai con, in sottofondo, il lamentoso/fastidioso/irritante/urticante coro delle loro lagnanze. Rompono sia che tu stia a casa sia che tu esca no? E allora, tanto vale……esci. Vivi. Sbattitene. Non fai del male a nessuno andando a bere qualcosa con gli amici. Fai del male a te stessa non andandoci. In bocca al lupo per la maturità.

  • 9169
    Eme -

    Mercoledi’, ore 19, mi é capitata, tra capo e collo, una mazzata tremenda. Un colpo basso che, se mi fosse stato inferto un anno fa, mi avrebbe portato in casa, sul terrazzo e poi in strada. Spiacciccata. E non lo dico per scherzo o per esagerazione. Lo scorso anno, quella stessa situazione, avrebbe rappresentato la classica goccia di merda che fa traboccare un vaso stracolmo di merda. Completamente sola in mezzo a persone indifferenti al mio tipo di disagio, incazzata con gli altri, con me stessa, con la vita. Delusa, demotivata, priva di autostima e di stima. Diffidente, rancorosa, terrorizzata, preda di incubi reali e virtuali, vittima del senso di impotenza e di ineluttabilità di un destino rigorosamente schifoso destinato a peggiorare istante dopo istante. Ero cosi’ un anno fa. E non avrei resistito alla tentazione di non vedere un ulteriore scempio di quei giorni inanellati che sembravano tutto tranne che vita. Pero’, come ha scritto Epicuro, c’é sempre tempo per il riscatto. Ed io, mercoledi’, ore 19, quando ho visto il mio piccolo mondo tremare pericolosamente e non ho potuto non pensare: “ora crolla tutto!”! Poi ho ardato oltre la batosta del momento, ho visto la serenità ed ho avuto voglia di raggiungerla. La serenità nella vita, non nella morte. Ho scelto di correre ai ripari anziché aspettare che il mondo mi crollasse addosso. E non mi sento né un’eroina né una folle. Ci vuole corsggio sia a vivere che a morire. Mi sento una persona che ha scelto e non ha subito una scelta. E mi basta cosi’! Ciascuno sa da sé qual’é il proprio sprone a vivere. Tutto sta nel concedersi il tempo che occorre affinché quello sprone salti fuori e ci lanci una corda a cui aggrapparci. E bisogna curarsi nella mente e nel corpo, volersi bene e smetterla di prendersela con noi stessi, spostarsi dalle persone che non capiscono e ci fanno stare peggio, cercare un rifugio (anche nei cartoni animati…perché no?) in cui ripararsi e riprendere forza, riprendere respiro. Marina, LUNA, ciao belle, un bacio. Un abbraccio a tutti.

  • 9170
    Eme ps. ;-) -

    Periodico problema dei post immodificabili…….non ho “ardato” da nessuna parte quando ho visto il mio mondo tremare ed ho pensato: “ora crolla tutto!!”! Ho GUARDATO oltre la batosta del momento. Ed ho visto una vita a cui non voglio rinunciare e per cui vale la pena lottare anche se a volte ci si sente colibri’ in guerra con aquile reali. . Ed é cio’ che auguro a tutti coloro che stanno male. Ciao.

  • 9171
    tracy -

    IO spero solo che un giorno conoscerô qualcuno ..amico o amica..che mi salverà da tutto questo..che mi darâ la sua compagnia volentieri senza giudicarmi o trattarmi male.

  • 9172
    virgola -

    mi sto chiedendo se dal 2005 a oggi beppino ce l’abbia fatta o no nel suo proprosito di suicidio.
    No perché uno che dice che ci ha provato 4 volte e non ci è riuscito mi sa di bufala. Che gioca a freccette con se stesso? 4 tentaivi falliti mi sanno di grande imbranato o di persona che vuole attirare l’attenzione su di sé.

  • 9173
    barbye -

    hai fatto 4 tentativi e hai fallito? allora si vede che tu nn vuoi morire..vuoi solamente ferire a chi ti sta intorno,sei un tipo riservato,ma vuoi attenzioni,nn sei capace di dimostrarlo e tenti in questo modo..secondo me con questi tentati suicidi ti rendi solamente ridicolo

  • 9174
    birillo -

    tracy gli amici sono semplici da trovare basta non chiudersi in se stessi

    Elena zau bella cm va ??
    dai tranquilla per la maturita e una cosa normale avere paura ma alla fine ci dirai che era una cavolata

    riguardo al fatto di uscire coincordo con quello che ha detto Eme esci lo stesso magari il pomeriggio la serA forse si preokkuperebbero anche se … oramai sei maggiorenne

    fai una bella cosa 😀 passa l esame tranquilla poi vai un week end al mare con il tuo ragazzo :=) vedi che almeno finche non rientri a casa starai mejo ^^

    dai un saluto a tutti

    smack alle fanciulle

    ps: virgola zau beppino da quello che so non e rIuscito a fare quello che aveva scritto e forse non lo vuole piu in6 anni cambiano moltissime cose

    zau ex andrea come va ??

  • 9175
    Piergiorgio -

    Cari depressi, care depresse, fate come me, le medicine prendetele. Gli antidepressivi servono, i neurolettici servono, credetemi.
    Secondo me è saggio rendersi conto che si è malati, che si ha bisogno di cure. Altrimenti cresce la paura, cresce la disperazione e vien voglia di farla finita. Forza fratelli/sorelle di sventura, non mollate.

  • 9176
    Elena (ex Io91) -

    stò in piena presa a male! che succede cavolo!? :'(

  • 9177
    marina -

    un bacio LUNA e EME :-))) .Eme posso capirti a me è successo la stessa cosa circa 2 mesi fà .. 🙁 ,sono soddisfatta di come ho saputo affrontare la situazione. Sono scesa dalla montagna ,non porto più i scarponi ma ciabbatte ,sono più leggere ,certo la paura è tanta e da lassù il panorama è molto bello ,ma ora sono con i piedi per terra e non è poi tanto male stare quì . C’è soltanto un piccolo tassello ancora da superare ,ma sono forte riuscirò anche in quello ,purtroppo mi è capitata una cosa che non doveva capitare ,un incidente del mio percorso molto bello ,ma allo stesso modo da eliminare ,mi sono innamorata ,assurdo alla mia età? eppure è così ! un amore molto importante per me ,ma riuscirò ad andare avanti anche perchè non voglio dimenticare questa persona è troppo importante per me !! 🙂 ma ragazzi sono serena e stò bene ,prendo le pillole puntualmente il psicologo ogni tanto (sono in prova) lo spichiatra purtroppo per le medicine lo devo vedere :-(( Elena succede che ogni tanto purtroppo è così ,ma tu devi cercare di poter eliminare queste prese a male ! Forza dai !! Un bacione a tutti

  • 9178
    Ele -

    Buongiorno a tutti, e un grazie particolare a Luna. Leggendoti mi sembra di capire un po’ meglio quello che mi sta succedendo e leggendo tutti voi, non mi sento più tanto sola. Ho intorno persone molto razionali, amiche che pensano che il Modo più giusto di aiutarmi sia dire: so che preferisci stare sola, ma se hai bisogno chiamami, ma non c’e n’è una sola che mi abbia chiesto cosa sto provando, di cosa avrei bisogno in particolare, sono tutte un po’ lontane.. Quasi pensano che sia meglio aspettare che passi. Magari ho dato io questa sensazione non parlando in continuazione di quello che provo, ma certamente non ho mai finto con loro di stare bene, non ho mai fatto la splendida anche quando mi sentivo una schifezza. Però qui intorno non ci sono. Ed io mi sento incompresa e appunto … ALIENA… Leggervi mi emoziona, mi fa anche piangere.. Ma non è un pianto brutto, è un pianto di gratitudine e di commozione. Ieri è stata un’altra giornata da catalogare tra quelle tristi in cui la mia fragilità ha vinto su tutto, ma non mi sono ridotta una schifezza come succede spesso, ho solo singhiozzato.. Mi sono sentita tremendamente sola, ma non mi sono fatta altro male, se non considerarmi una debole perdente, incapace di chiedere aiuto agli altri. Poi ho preso la bici e sono andata in centro, e poi in palestra come al solito senza parlare con nessuno, occhi bassi e musica nelle orecchie. Ma ero in mezzo ad altri e ho superato una giornata che buttava davvero male. Superato? forse è solo finita prima che mi facessi del male.. La terapia va avanti, ma per ora mi sembra solo di scoperchiare altre debolezze, e di sentirmi ogni volta più vulnerabile. Ok, stacco che sto entrando in un vortice di pensieri neri.. Scusatemi, volevo trasmettere un segnale positivo.. L’ho perso per strada, mi sa.

  • 9179
    Sfree -

    purtroppo anche a me sembra che nessuno riesca a capirmi,nonostante ne parlo fino alla nausea e non so neanche più cosa dire…
    anche io sto pensando a questa soluzione….anche se il mio lavoro mi porterà a fare di tutto per evitare che questa sia l’unica delle persone che curo!!
    eppure a volte non si vede altra via d’uscita,si è in quel tunnel nero che non finisce mai….
    non riesco a trovare qualcuno che mi aiuti veramente,è un mese ormai…
    non mi voglio arrendere,ma ho bisogno d’aiuto…non so a chi chiedere…molti mi dicono che l’aiuto lo devo trovare dentro di me,che l’esterno può fare solo relativamente,se non sono io che lo voglio veramente….tante parole….ma di fatto ancora niente….

  • 9180
    Elena (ex Io91) -

    Stasera è stata la mia notte prima degli esami…sono uscita con delle compagne di classe ma la stessa senzazione di sempre mi ha trapassata suiperando il ponte di Ariccia…avevo voglia di sporgermi un pò di piu e andare giù..la compagnia mi avrebbe dato il coraggio che non ho. e già!

  • 9181
    marina -

    Elena ,hai fatto bene ad uscire .Il ponte di Ariccia bè quello ci sarà sempre ,lascialo lì ,tu vivi ,vivi tesoro tienici al corrente di come ti vanno gli esami giorno per giorno se ti fà piacere almeno condividiamo con te le paure e le difficoltà !! un bacio :-)))

  • 9182
    Elena (ex Io91) -

    ciao marina bè si lo sò che stà sempre li, purtroppo lo so! è questo il problema! cmq gli esami sono ufficialmente iniziati. oggi la prima prova speriamo bene!!

  • 9183
    marina -

    Elena,voglio sdrammatizzare un pò la situazione non prendertela :il ponte è brutto e per il momento pensa agli esami!!! ma la porchetta……..eh !!! non per questo è nominata la porchetta di Ariccia!! un bacio tesoro 🙂

  • 9184
    tracy -

    Quando si è depressi l’unica cosa che si vuole è eliminare il dolore il più velocemente possibile: è insopportabile trovarsi faccia a faccia con la tristezza. lo sconforto continuo colpisce le risorse della persona che deve aver forza sufficente per tornare a credere nella vita. per questo deve sapere quali sono i suoi bisogni più intimi, i suoi desideri, i suoi sentimenti e anche i limiti.consapevolezza di chi siamo, cosa ci spaventa, cosa vogliamo nella vita e che faremo per ottenerlo. putroppo..per chi è pigro come me non è facile…

  • 9185
    Eme -

    A volte non si é pigri. Si é stanchi, demotivati, confusi. Magari sappiamo chi siamo e cosa vorremmo per noi ma, poi, ci convinciamo di non meritare nulla, di non avere diritto a nulla. E, qualche volta, gli altri non fanno altro che rafforzare questa convinzione. Quantomeno nella nostra testa. Poi passa il tempo, non capita nulla e se capita qualcosa é frutto della nostra smania di vedere cio’ che non c’é ma ci piacerebbe che ci fosse. Amici, amore, occasioni di lavoro, persino i nemici da odiare e da abbattere. Frutti della nostra fantasia perché la realtà non é che un brutto incubo da combattere con un sogno di vita oppure occorre provare odio per scaricare i nervi e la tensione. Finché le illusioni cadono ad una ad una e non si ha più voglia di nulla. Solo di dormire. E, magari, non svegliarsi più. Uscirne non é facile ma non é impossibile. E non esiste un rimedio collettivo. Ognuno sa per sé. C’é chi crede nella medicina, chi nella fitoterapia, chi nella meditazione. E smettere di credere che gli altri ci odino o siano depositari del motivo per cui siamo al mondo. A volte, gli altri, si fanno semplicemente i fatti propri. “Ognuno col suo viaggio, ognuno diverso, ognuno in fondo perso dentro ai fatti suoi” , come cantava Vasco. A volte esaltiamo gli altri in un modo incredibile. Li esaltiamo nel bene e nel male , li facciamo diventare giganteschi, li vediamo ovunque. I migliori, imprescindibili amici oppure i peggiori, inarrestabili nemici. Se si riparte da sé e si raggiunge una propria serenità interiore allora si….si puo’ stare in mezzo agli altri, si puo’ valutarli, si puo’ decidere se starci insieme oppure prendere le debite distanze. Altrimenti si diventa bambole di pezza in balia di chiunque passi. L’errore peggiore.

  • 9186
    camper -

    Io non voglio pensarci più al suicidio. La vita mia non mi piace e mi va stretta. Ma è l’unica cosa che ho e dopo, comunque, finirebbe tutto.
    Dopo la vita non c’è più nulla. Non esiste un posto bello dove chi ha sofferto sempre potrà gioire e starsene bene sorridendo. Dopo la vita non c’è niente.
    Cerco di circondarmi delle persone che mi fanno stare bene e di non essere sempre un peso per loro.
    Cerco di fare qualcosa per me e per loro.
    Ma è fuori dubbio che capitano sempre i momenti in cui non vuoi far nulla e ti senti inadeguato e, soprattutto, del tutto indifferente a qualsiasi cosa succeda.
    Dobbiamo aiutarci da soli. E prendere quello che viene senza aspettarci nulla dagli altri. Loro sono un altro mondo e ognuno di loro è un mondo diverso.
    Nessuno può portare in braccio qualcun altro per sempre. Possono aiutarti a rialzarti. Possnono farti pensare ad altro, farti uscire dalla tua logica che tutto fa schifo e non ce la farai mai ad alzarti appunto. Purtroppo non possono fare la via per te. E nmmeno puoi tirare giù anche loro. Io tante volte ho paura di tirare giù le persone buone e piene di gioia che mi vogliono bene.
    Anche se non possono mai capire del tutto quello che ti passa per la testa.
    Devi aiutarti da solo. E cercare di stare il meno peggio possibile. E devi sforzarti di metterti nella condizione di tirare su gli altri, che tante volte stanno peggio di te ma lottano per farti vedere che è tutto a posto. Devi tirarli su e camminare mano nella mano con loro e sorridere guardando il sole e le nuvole e il cielo azzurro. Col vento che ti sfiora. E sentirti felice almeno un po’ e fiero di avercela fatta a rialzarti.
    E sperare nella semplicità e nella serenità più lunghe possibili, prima che ti succeda un altro pasticcio che ti toglie il sorriso. Perchè così è la vita. Il pasticcio più grande è sempre ancora da arrivare. Ma forse, forse, magari riesci a essere più forte anche del pasticcio dietro l’angolo e a tornaree di nuovo in forma.
    E’ difficile. Ma devi almeno cercare di farlo.

  • 9187
    roberto -

    Detto in poche parole: c’è chi (come me) nasce inadatto a vivere e chi invece ci si trova a suo agio.
    E per chi è inadatto, non ce n’è: può sopravvivere finché ha un qualche stimolo importante, ma dopo, se resta solo, sbatte continuamente contro la sua ‘tara’.
    Perché è solo un poveraccio, inutilmente nato e tardivamente morto.
    Una prece.

  • 9188
    Elena -

    Quattro giorni fa mi hanno chiamato perchè mia cognata ha tentato il suicidio. E’ in ospedale che lotta tra la vita e la morte, di certo c’è solo che se si sveglerà resterà cieca. Quella sera sono dovuta andare prima da mio marito e poi dai suoi genitori a dirgli che sua sorella, la loro figlia era in fin di vita per essersi sparata alle tempie. Quella sensazione quando ti dicono una cosa del genere è inspegabile, non riesci più a respirare, vorresti urlare ma l’aria nei polmoni sembra che ti finisca, ti sembra di soffocare senti un tale dolore al petto che neanche la più terribile ferita riuscirebbe a provocarti. Poi ti chiedi cosa non hai capito, che significava quel silenzio, come sarebbe finita quella frase che aveva lasciato a metà.
    Non senti solo il dolore, senti la colpa di non averlo evitato. Mio padre è morto di cancro, con lui abbiamo combattuto, abbiamo provato a resistere ma non avevamo modo di salvarlo, ma lei, avremmo potuto salvarla e non l’abbiamo fatto. Lo so che chi pensa al suicidio non vede via d’uscita , forse sbaglio ma fermatevi a pensare un po’ anche a noi che restiamo, a quanto dolore sente una madre che perde un figlio, o un figlio,perchè mia cognata ne ha due, che perde la mamma. Immagino che la vostra solitudine vi isoli da noi che vi circondiamo ma vi prego permetteteci di aiutarvi, tutto si puo’ affrontare insieme tranne la vostra a morte,a quella non c’è riparo.Pensate anche a noi

  • 9189
    roberto -

    Cara Elena,
    è proprio a ‘voi’ che pensiamo tutti i giorni. Intensamente, a volte ossessivamente. Ma è vero che è difficile notarlo.

    Perché chi entra nella sindrome dell’isolamento e si avvita nel senso di sofferenza per la vita, manda segnali smorzati, a volte contrari a quel che vorrebbe: vorremmo affetto e spariamo contro, vorremmo ascolto e ci allontaniamo, vorremmo un abbraccio nel quale trovare rifugio e non ci facciamo neppure toccare.
    E dopo, sentiamo il freddo del rimorso per il nostro stesso comportamento e la rabbia verso chi non ha capito che avrebbe DOVUTO leggerci oltre.

    Una bella pretesa, mi dirai. Ed è vero: in fondo, a stare o sentirsi soli si diventa sempre più egoisti e sempre più lontani e difficili da interpretare.
    Ma così è.

    Ancora adesso, se ripenso al mio passato, mi flagello per non aver saputo esprimere a chi all’epoca mi ‘stava accanto’ tutto il mio malessere di vivere. E lo pago con la mia totale solitudine di oggi.

    Ma un po’ mi addolora e mi stupisce anche il fatto che neppure chi mi conosceva da 22 anni abbia avuto la voglia o sia riuscita a superare lo ‘sbarramento’ degli atteggiamenti distorti di chi, in fondo, aveva conosciuto e amato (amato?) in condizioni ‘normali’.

    Chissà se sono riuscito a spiegarmi.
    Ma se tua cognata si sveglierà, correte ad abbracciarla e coccolarla per ore. Le parrà di rinascere e questa sensazione andrà oltre persino al suo dolore fisico.

    Ciao

  • 9190
    Clementine -

    Elena, quello che ti é successo é terribile, affrontare un evento del genere in una famiglia é si drammatico, ma non pensare mai, che chi arriva a fare una scelta del genere…. non abbia pensato a chi gli sta intorno. Anzi, probabilmente il senso di colpa provocato dal pensiero di non poter neanche togliersi la vita senza provocare altro dolore ha rafforzato la sua decisione. Mai mai mai fare pesare ad una persona depressa quanta sofferenza provoca, é il colpo di grazia.
    Non pensare che il suicidio sia un atto egoistico, anzi… solo che la mente di un depresso… funziona in modo diverso. Impossibile cercare di comprendere o giustificare o capire, cercate solo di non farla sentire peggio, non colpevolizzatela e non colpevolizzatevi…. non é neanche colpa vostra. 🙂

  • 9191
    Marina -

    ciao :-)) naturalmente cara Elena mi associo a quanto scritto da Roberto e Clementine,soprattutto ora cercate di non colpevolizzarla del gesto che ha fatto si sentirà peggio ,perchè non è riuscita nell’intento.Io ho ancora le parole di mia madre impresse nella mente come un sogno “disgraziata cosa hai fatto?” Bè da quella volta ne sono seguiti altri di tentativi ,appunto,forse per dispetto? non lo sò !Cari amici virtuali,compagni di questa lotta continua contro la vita,per completare la mia strada di serenità mi mancava un piccolo sogno .Ebbene ora che è finalmente arrivato ho paura ,ho tanta paura ,tanta malinconia,tanto malessere: è veramente quello che volevo?

  • 9192
    Massimo -

    Nessuno ti obbliga a dover vivere necessariamente. Puoi terminare la tua vita quando lo desideri. Non ci sono regole. La vita è una sola, ma se ogni giorno è come una malattia, se devi vivere senza onore e dignità, allora è meglio la morte. La vita di ciascun essere vivente è legata alla dignità con la quale viene vissuta. Se non c’è più dignità, puoi terminarla con orgoglio per recuperare l’onore perduto. Io la penso così. Ti auguro di ritrovare l’onore e con esso la pace che desideri, quasiasi cosa decida di fare. Ci vediamo.

  • 9193
    roberto -

    Ciao Marina,
    non ho compreso (spero) l’ultima parte della tua lettera …
    Cos’è il ‘piccolo sogno’ che ti mancava? E per fare cosa?

  • 9194
    Eme -

    Come si può colpevolizzare chi arriva al punto di togliersi la vita o tentare di togliersi la vita?
    Colpevole di che? Di una vita che ti si rovescia addosso? Di una serenità non vissuta? Di fortune capitate sempre e solo agli altri? Di disgrazie attirate come se si fosse calamite? Di fregature in cui ci si è autoimpiccati per la sola smania di far contenti agli altri, perchè ci si vede contenitori vuoti e, a volte, si passa l’esistenza a cercare un “perchè!” che ci dia sostanza?
    Si….è vero….bisognerebbe pensare a chi resta. Pensarci almeno nella misura in cui quelli che restano hanno pensato al suicida.
    Quando capitano certe cose non c’è mai solo torto o sola ragione.
    Ci si sente soli ed isolati.
    Sarà vero? Sarà solo frutto di una mente che ormai traduce in negativo ogni singolo evento?
    Ma dov’erano gli altri mentre si arrivava a questo punto.
    Il suicidio cresce dentro come un tumore. Ha tutto il tempo di nascere, maturare , aumentare a dismisura fino all’atto finale, quello ecclatante, quello per cui si viene giudicati e, a volte condannati.
    Dov’erano gli altri mentre tutto questo capitava? Cosa facevano, come si atteggiavano, che parole usavano, che violenza trasmettevano a gesti e a parole.
    Forse erano lì, presenti, forse no! Aci si isola, forse si indossa una corazza? Ma è una colpa questa? O è un ultimo tentativo di alzare una difesa, una barriera verso quell’esterno che ha portato di tutto tranne che serenità. E perchè solo in pochi hanno il coraggio di guardare sotto quella corazza a costo di prendersi insulti ed accidenti fino al momento di quel crollo dei nervi, delle barriere, dell’ostruzionismo che porta verso la vita e non verso la morte. Perchè per certe persone il crollare significa rinascere. Se si crolla bene. Se si crolla da quelle certezze negative si cui si nutre la voglia di morire.
    Perchè chi “vuole bene” spesso fa spallucce e poi cade dal pero quando l’ambulanza si ferma sotto casa e magari ferma la sirena perchè è inutile che suoni?
    Troppi perchè che rimangono appesi nell’aria. Pro e contro suicidi e superstiti.
    Certi gesti dovrebbero portare a riflettere. Voi, familiari, amici, superstiti non dite cazzate mentre scrivete: “pensate a noi ”, “lasciatevi aiutare”, “alla morte non c’è rimedio”. Ma è la vostra verità………Chi arriva al suicidio ha un’altra verità davanti a sé, brutta, deformata, Alla morte non c’è rimedio? Chi arriva al suicidio non vede un rimedio alla vita che sta vivendo! Chi arriva al suicidio, a volte, ama la vita più di tanti altri che la mettono a repentaglio di continuo con gesti imbecilli. Non accetta che la vita, quella che ama così tanto, lo maltrattti in questo modo.
    E la morte diventa un rimedio. Un rimedio a qualcosa che va stretto e che non si sopporta più.

  • 9195
    Eme -

    Ps. a te che magari “sei in linea”, a te che mi vedi come una mentecatta, una vipera che non sa che strisciare e buttare fuori la merda che la riempie, a te che spari sentenze di matto fascista a chi ha l’ardire di dirti “guarda che ti stai sbagliando di persona” perchè in quel momento ti stai sbagliando di persona, a te che ti piace sentirti dire saggio, brava personcina, e che, magari, chi lo sa….forse lo saresti se non fossi vittima delle tue manie di persecuzione che ti fanno vedere il babao ovunque e di manie di grandezza che ti fanno sentire come il depositario della verità assoluta. A te che se ti metti in testa di avere un nemico lo vedi ovunque, persino nella tazza del cesso mentre stai pisciando….bè…a te auguro, come sempre, buona vita. Ma smettila di vederti protagonista delle incursioni di squadroni fascisti sempre pronti ad attentare alla tua libertà. Ognuno ha i c.... propri (oltre alle proprie opinioni che ha centomila diritti di esprimere), e, a volte, sono c.... molti amari e, sai com’è…..si ha altro da fare.
    Sai dove puoi metterteli i tuoi insulti se veramente li hai pensati?
    Ecco…..io li ho archiviati proprio lì. Al posto giusto!

    Ps.2
    Buona vita comunque!

  • 9196
    duecalzini -

    sono per caso in linea. E dato che sono in colpa ti chiedo scusa anche qui. Erano cose che pensavo di chi mi stava scrivendo. Le penso. Non eri tu e quindi le cose che ho scritto non ti riguardavano.
    E i messaggi sono arrivati stai tranquilla. Mi spiace se ho colpito anche te ma qualche dubbio ce l’avevo. Ora non ne ho più.
    Scusami.
    Non voglio fare altre polemiche.
    Mi spiace tanto.

  • 9197
    Eme -

    Nessuna polemica neppure da parte mia.
    Solo una considerazione, se me lo permetti. A tutela del tuo fegato.
    Non conta che a scriverti sia stata io, Pinco Pallino o Caio su consiglio di Tizio e avallo di Sempronio.
    Conta l’animo con cui assimili le considerazioni altrui.
    Avere un’opinione discordante dalla tua non significa odiarti, prenderti in giro, perseguitarti, darti dell’idiota, ignorante, bimbo non cresciuto gnegnegne.
    Io non penso veramente (anche se l’ho scritto) che tu sa un fascista impositore di opinioni. O meglio l’ho pensato, l’ho scritto e poi, ripensandoci a mente fredda, sono giunta ad una conclusione diversa.
    Penso che tu sia quasi terrorizzato dall’idea del complotto, dell’essere isolato, dell’essere messo da parte deriso, calpestato, sputtanato e reagisca esplodendo in un modo, però, che gli altri non possono capire. Perchè nessuno di noi conosce a fondo la storia della persona con cui sta parlando/litigando/sbranandosi.
    Si, lo so, dovrei essere l’ultima persona a parlare dato che sono tutto tranne che la paciosa interlocutrice che cinguetta sorseggiando un tè e mangiando pasticcini.
    C’è stato un periodo in cui ho cercato, alimentato, provocato e, a volte, trovato la polemica anche dove non ve n’era ombra solo perchè, in quel momento, mi nutrivo di polemica, prendevo forza dalla polemica.
    Salvo, dopo, stare male perchè se non sei uno stronzo prevaricatore di natura e ti ci atteggi solo per soddisfare l’esigenza del momento dopo stai male. Ma ormai hai quel personaggio da interpretare e da “difendere” e non sai più come toglierti dal gioco.
    Questo per dire: al di là del tono usato (che può piacere non piacere, urtare, non urtare) ciò che scrivo va preso per ciò che è e non come una polemica a tutti i costi.
    Se scrivo: non la penso come te non sto scrivendo: pezzo di cretino che hai il cervello più piccolo di un chicco di grano e la maturità di un feto cambia immediatamente opinione.
    Ecco cosa ho sempre inteso magari non spiegandomi.
    Non sono così polemica come ho fortemente voluto che si credesse che fossi.
    A volte vorrei solo scambiare opinioni non abbattere il piattello che mi vola sopra la testa.
    A volte “parlo con” e non “mi mangio la ” persona che mi trovo di fronte.
    …..Solo a volte, però. I predicatori fanno caso a sè.

    Marina: non ho capito molto del tuo post. In ogni caso credo che la serenità, quando è un evento raro, sgomenti e spaventi molto più del dolore che, invece, si conosce tanto bene. Fino al terrore di non saperla gestire, di maltrattarla, di perderla. Quindi…..credo che lo stare male stando bene ci possa stare 😉

  • 9198
    duecalzini -

    si hai ragione…ma che ne so quando non mi piacciono i modi o i toni di una persona reagisco male, indipendentemente (forse) dai toni miei. Nella lettera famosa della statura non c’eranp diversità do opinioni, si tentava solo di stuzzicarmi e screditarmi, già a partire dal nick.
    Ah il mio fegato non è un problema, ha retto a cose più pesanti.
    I miei pensieri lo possono essere…forse mi sarà successo già abbastanza volte che mi hanno calpestato, umiliato, deriso e isolato nonostante non avessi fatto mai del male a nessuno. Quindi ormai forse sarò prevenuto.
    Però quando mi fanno notare le cose con dolcezza e affetto reagisco diversamente. E tu sei stata gentile ora. Anche se io ho sbagliato con te.
    Grazie. Cercherò di ri-ri-ri-rivedermi ulteriormente. Risalgo sul mio camper 🙂

    ciao a tutti.

  • 9199
    marina -

    Il mio sogno una volta era quello di andare a letto chiudere gli occhi e non svegliarmi più e questo chi mi conosce lo sà.Quel tempo credo sia ormai lontano dato che con molta fatica sono riuscita a girare l’angolo per vedere cosa ci fosse ,ed era anche giunto il momento di vivere da sola ,avevo bisogno di libertà (non che non ce l’avessi)mi sentivo comunque stretta in casa mia .In questa enorme casa mi sentivo e mi sento si serena ma prigioniera ,io sono uno spirito libero.Ora ho trovato una casina più piccola e lascio a mio figlio e alla sua ragazza questa grande e quì nasce la mia paura :paura di cosa? di ricominciare un’altra volta? Ma era il mio sogno!!! ciao Eme ciao Roberto

  • 9200
    LUNA -

    MARINA: forse non ho capito niente, ma mi pare di aver capito che stai vivendo… una rivoluzione cardiaca. Cioè nella tua serenità di donna single, che ha ritrovato/scoperto tante cose di sè, che ha percepito la sua salute, un’armonia, è arrivata una rivoluzione emotiva. (mi ripeto: forse non ho capito!!!).
    Spero di non parlare a vanvera, anche perché non conosco la situazione. Mi verrebbe da dire che il fatto di aprirsi all’idea, anche più concreta, di un sogno, sia un segno di salute, di un terreno emotivamente fertile dentro di sè. Detto ciò se il sogno sia compatibile con la realtà, se sia una cosa possibile, se sia la persona giusta, se la situazione sia positiva, e come ti senti quello puoi saperlo solo tu. Però mi verrebbe da dire, di per sè, che il sentire dentro di sè una rivoluzione cardiaca sia positivo, comunque osservando la realtà.

    EME: condivido il tuo post 9186. in particolare:
    @E smettere di credere che gli altri ci odino o siano depositari del motivo per cui siamo al mondo. A volte, gli altri, si fanno semplicemente i fatti propri. “Ognuno col suo viaggio, ognuno diverso, ognuno in fondo perso dentro ai fatti suoi” , come cantava Vasco. A volte esaltiamo gli altri in un modo incredibile. Li esaltiamo nel bene e nel male , li facciamo diventare giganteschi, li vediamo ovunque. I migliori, imprescindibili amici oppure i peggiori, inarrestabili nemici.

    ELENA post 9189: mi addolora ciò che racconti di tua cognata. Spero possa riprendersi, fisicamente e dentro di sè anche grazie al vostro sostegno e alla vostra sana comprensione.
    Io non ho letto nelle tue parole una colpevolizzazione a tua cognata, nè una non comprensione del fatto che chi arriva ad un gesto così estremo sia putroppo in qualche modo già altrove mentre ti cammina accanto. Io ho letto un senso di impotenza. Purtroppo l’incontro tra una persona depressa e chi sta intorno (non con indifferenza) è così spesso un incontro tra due sensi di impotenza, differenti, e sensi di colpa, come si notava. E’ vero che c’è chi non vede e non vuole/riesce a vedere, ma è anche vero, come notava qualcuno, che è difficile anche leggere dei segnali e fare la cosa giusta.
    @immagino che la vostra solitudine vi isoli da noi che vi circondiamo ma vi prego permetteteci di aiutarvi, tutto si puo’ affrontare insieme tranne la vostra a morte,a quella non c’è riparo.Pensate anche a noi

    Comprendo che quel “pensate anche a noi” può sembrare un’aggiunta di un carico per chi vive il suo incubo di non riuscire a sentire se stesso e il circostante in modo armonico. ed è necessario spiegare che sì, proprio quel sentire gli altri, paradossalmente, può portare a pensare che andarsene sia meglio per tutti. Ma nelle parole di Elena vedo disperazione, una disperata preghiera di chi sta fuori, lecita quanto quella di chi sta dentro. “aiutami anche se dico di no e non sono in grado di aiutarti ad aiutarmi” e “aiutami a fare il possibile per aiutarti”… due mondi che, nel momento in cui non riescono ad

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