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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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Categorie: - Me stesso

14.953 commenti

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  • 8751
    Marquito -

    @ Athos:
    Innanzitutto devo darti una notizia. A partire da oggi dovrai fare a meno della tua balia. Non prendertela a male; approfitta di questa occasione per crescere un po’.
    Prima di porre fine a questa ridicola farsa mi sembra giusto precisare alcuni punti:
    1) Il tuo dissenso non ha mai riguardato le mie affermazioni. Il tuo dissenso riguarda affermazioni che non mi sono mai sognato di pronunciare.
    2) Quando si accusa qualcuno di essersi contraddetto, è necessario fornire le prove di queste sue contraddizioni.
    3) Quando si accusa una persona di delirare, è necessario dimostrare la totale assurdità delle tue tesi.
    4) Sei stato tu che hai avviato questa diatriba rispondendo ad un mio post, e non viceversa.
    5) Tu non hai mai risposto in modo congruo a nessuna delle mie argomentazioni.
    6) Le tre persone a cui mi riferisco sono Luna, Eli e la mia fidanzata, di cui non posso fare il nome per evidenti motivi di privacy.
    7) Fra queste tre persone, è proprio la mia fidanzata che non riesce a farsi una ragione della tua ottusità.
    8) Il significato di una frase si evince ANCHE dal contesto in cui è stata pronunciata.
    9) Se veramente non sai chi sono, allora non puoi neanche sapere che ho cambiato nick.
    10) Quando ho cambiato nick l’ho fatto alla luce del sole, ne ho subito informato gli altri utenti e ne ho perfino spiegato il motivo.
    E adesso veniamo a noi:
    Contrariamente a quanto pensi (e a quanto speri dal profondo del cuore), io non ho la minima intenzione di abbassarmi al tuo livello. Sei liberissimo di venire su internet a sfogare la tua aggressività, la tua rabbia e le tue gigantesche frustrazioni. Attaccarti sul piano della dialettica sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Mi sono sforzato di fati ragionare; sono perfino passato sopra alla famosa figuraccia che sai, ma a questo punto non vedo più nessun motivo per risponderti. 7 mesi fa mi hai attaccato con una violenza inaudita, sforzandoti in tutti i modi di ferire i miei sentimenti. Non contento del male che mi avevi fatto, mi hai dato ripetutamente del visionario, del folle e del mitomane. Tutti sappiamo com’è andata a finire. Se dopo una simile figura da peracottaro hai ancora la faccia di venire qui a blaterare, si vede proprio che hai perduto ogni senso del ridicolo. Io, fortunatamente, un po’ di senso del ridicolo ce l’ho ancora. Di conseguenza, a partire da questo momento, non risponderò più alle tue provocazioni.
    Buona fortuna, piccolo.

  • 8752
    Athos -

    Hai talmente tanto senso del ridicolo che lo elargisci con spassosa liberalità.
    La mia balia non so chi sia e non ne ho. Ho un’amica e mi pare che sia tu a nasconderti vigliaccamente dietro di lei, partendo dall’assunto che qui si risolvono questioni personali, mentre invece ho sempre e solo contraddetto le tue ridicole e sbugiardate tesi. E pensa che all’inizio, se mi rileggi, l’ho fatto anche senza polemica.
    E’ vero, ho risposto io ad un tuo post, ho controllato, chiedo venia. Ma l’ho fatto d’istinto senza sapere che fossi tu. Anzi, ti do una notizia: chi sei tu mi importa poco. Io rispondo raramente senza prima essere stato direttamente richiesto e se l’ho fatto è stato per porre in essere una serie di domande su ciò che avevi scritto. Si chiama forum ed è normale, ti pare? Ma non tutti coloro che scrivono sono normali, me ne rendo conto.
    Povero Marquito eh eh…la scorsa volta sei stato tanto tanto male eh eh…Dai dai, che questa volta forse ti passa prima 🙂
    Il punto 3 è totalmente assurdo e non l’ho capito.
    Il punto 2 l’ho ampiamente dimostrato riportandoti frasi che tu stesso avevi scritto e poi smentito.
    Il punto 8 è nuovamente assurdo perchè il mio unico contesto è il forum stesso. Il tuo, nella tua testa confusa, chissà qual’è…?
    Il punto 9: non lo sapevo, ma ora lo so, anche perchè riconosco il NON-stile e il delirio di chi si sente perseguitato.
    Vabbè, che posso dire? Io non ho mai dato a questo forum la valenza di Giudizio di Dio. Ci scrivo perchè mi piace scriverci, parlare e perfin polemizzare. Ma senza piagnistei, sentirmi offeso, urlare al complotto, mettermi a starnazzare come un tacchino bagnato.
    Devo ammettere che hai molta creatività. E’ il Senso che ti manca.

  • 8753
    marina -

    @ Marquito : Urraaaa bravo, sei stato molto gentile forze troppo ,io stavo per rispondere di peggio .. 🙁 mi hai preceduto !!!! ..;-)))) ciao tutti

  • 8754
    Eli -

    @Athos e Marquito: mi dispiace che vi state attaccando in questo modo, perche’ ora non vi stringete la mano (almeno virtualmente)??
    Volevo chiedervi un’altra cosa a proposito di amore: vi e’ mai capitato di notare, come la gente a volte cerca di affondare in tutti i modi qualcuno che si vuole bene (o almeno ci prova)? chiamandolo “insensibile” (ma a cosa poi?). Perche’ e davanti a chi una persona che cerca di volersi bene, debba sentirsi in colpa? Ovviamente, sto parlando di persone che per volersi bene non hanno fatto del male agli altri. La conclusione logica sarebbe che si tratti semplicimente di invidia. Perche’ alcuni, piuttosto che migliorare la propria vita, si impegnano ad affondare gli altri. Cari amici del forum, non fatevi rovinare la vita da queste persone, non ne vale la pena, rialzatevi e andate avanti, e se dovete allontanare qualcuno fatelo.. Io sono per il perdono, perche’ il perdono fa parte dell’Amore, ma il perdono a volte significa semplicemente allontanare qualcuno senza vendicarsi, per salvare voi stessi con la vostra sensibilita’.. Altrimenti rischiate di essere schiacciati dal giudizio degli altri.

  • 8755
    Marquito -

    @ Eli e Marina:
    Ho promesso di non rispondere più al moschettiere e siccome sono una persona leale manterrò sicuramente la mia promessa. La sua evidente mala fede, la sua paurosa disonestà intellettuale, il suo patetico arrampicarsi sugli specchi, sono talmente palesi che non ho più nessun bisogno di commentarli. L’unica cosa che vorrei dirgli (ma la dico a voi, non a lui) è che nel suo ultimo intervento ha commesso una svista colossale. Ha affermato di avere ancora un’amica mentre in realtà, a partire da stasera, sa benissimo di averla perduta.

    Marina, sono io che devo farti i complimenti. Se avessi seguito i tuoi consigli, e avessi ignorato le provocazioni del moschettiere, mi sarei risparmiato un’inutile polemica.
    Eli; tu mi sembri una bravissima figliola, ma non sei al corrente di quello che è accaduto 7 mesi fa. Se lo sapessi comprenderesti tante cose che adesso ti sfuggono.

    Prima di augurarvi la buona notte permettemi di mandare un bacione alla mia fidanzata. E’ una persona meravigliosa che non ha uguali; è la mia unica e sola ragione di vita. E a partire da stasera (Marina lo sa bene)si è liberata da un pesante fardello.

    Un abbraccio a tutti e a risentirci.

  • 8756
    Cate -

    Ciao Luna sai io mi sento come tu stessa alle volte hai descritto, anche io ho vissuto con persone che mi hanno voluto poco bene oppure bene in modo sbagliato. Ora sto cercando di farmi aiutare. spero di essere ancora in tempo, solo che devo anche pensare a mio figlio nel frattempo

    Marquito, ma non credi di esagerare un poco? ho letto la vostra “litigata” con athos e devo dire che mi sembra davvero un po’ troppo quello che hai detto.

  • 8757
    LUNA -

    Athos: Insomma, io preferirei un mondo degno di essere vissuto. Amore e Conoscenza dovrebbero esserne il Senso primo e ultimo. Ma dove sono?

    Andrea: “Ma dove sono?”
    Ovunque, se li cerchi, anzi, se li dai tu per primo, invece di cercarli solo dagli altri, saranno ancora più evidenti per gli altri. Poi saranno gli altri a cercarli da te, quegli altri che cercano amore e conoscenza come tu ora da loro.

    Athos: Mai fatto il goliardo qui sopra. Ho solo espresso, con sarcasmo, il mio disprezzo per taluni interventi. Forse sono altri che somigliano a Madre Teresa e sono “i buoni a prescindere”. Io sono umano, chiedo scusa.

    Marquito: Quando parlo di “creatività” mi riferisco alla facoltà più preziosa che ciascun uomo reca in sé: quella di imprimere alle cose la propria personale prospettiva; il proprio personale punto di vista, la propria personale interpretazione del mondo e di inventarsi, in totale autonomia, il proprio personalissimo senso della vita.

  • 8758
    LUNA -

    Fermo restando che preferisco l’armonia al vedere delle persone litigare, mi sembra umano, penso che due persone abbiano il diritto di aprire e chiudere una discussione quando lo ritengono opportuno, che sia per abbandono del campo di uno o entrambi, o perché la cosa si esaurisce da sè. Il fatto che una discussione accesa si realizzi in una stanza aperta come un forum fa sì che si possa avere la sensazione di dover assistere per forza ad una discussione, e quindi di caricarsi in qualche modo anche del nervosismo che la riguarda, o dell’empatia per le persone coinvolte, anche quando la questione è molto uno a uno e manifesta quindi la libertà individuale di due persone di dirsi, tra loro, quello che sentono di dirsi e di scegliere individualmente una strategia nell’affrontare la cosa.Penso anch’io che una forma di libertà sia anche quella di non dover frequentare, nè nella vita nè in un forum persone con cui riteniamo di sentirci assolutamente o troppo incompatibili. Ammetto di non aver capito completamente un sottotesto della discussione che però non c’è neanche ragione che io capisca, e ammetto inoltre di non aver capito altri riferimenti, cioè se fossero personali oppure no.
    Per quanto mi riguarda credo che il vostro litigio sia cosa vostra.
    Però su questa questione dell’insensatezza ecc una mia opinione ce l’ho e la questione prima era aperta, e non chiusa.
    Parliamo di concetti astratti e quindi è ancora più facile che ciascuno attribuisca all’astratto un proprio valore simbolico e significato. Non mi interessa fare filosofia, ma se vogliamo fare speculazione filosofica allora al di là di cosa possano aver detto tizio o caio parliamo di concetti comunque indimostrabili. Paradossalmente ciascuno potrebbe affermare una sua filosofia ed essa potrebbe essere valida, per lui o lei. Ciò non significa che le prove portate, e anche sorrette da un’ottima dialettica, potrebbero rendere questo concetto assoluto.
    Personalmente ho una mia opinione, che è più vicina a quella di Marquito che a quella di Athos. Penso anche che Marquito e Athos si trovano, da quello che ho capito, in due fasi diverse del loro percorso emotivo, e che sia con lo sguardo inerente al percorso, oltre che per una questione di base caratteriale, che si pongono anche di fronte all’astratto. Naturalmente questa è solo una mia sensazione. Personalmente mi sembra di aver colto nelle parole anche precedenti di Athos la sua sensazione di essere in blocco, e nelle affermazioni di Marquito la

  • 8759
    LUNA -

    sensazione di essere tornato a percepire se stesso e la vita in forma dinamica.
    Personalmente ho letto nelle affermazioni di Marquito riguardati l’insensatezza della vita (cioè, suppongo, il fatto di non poter attribuirle un insindacabile senso in senso assoluto, di non possedere un copione scritto e insindacabile che ci spieghi per quale motivo veniamo al mondo e perché un giorno ce ne andiamo e perché viviamo, e vivendo in realtà un costante presente senza avere la possibilità di conoscere con assoluta certezza cosa avverrà un secondo dopo con un completo controllo sulla realtà personale e universale ecc) e la creatività un concetto attivo e non di totale passività rispetto all’esistenza. Fuori dall’astratto l’esistenza p una cosa che effettivamente si costruisce secondo dopo secondo, che pure, arrivati alla fine si possa avere la percezione che sia passata in un attimo. Ma nel frattempo è di cosa riempiamo quei secondi che fa la differenza. E’ ovvio che la nostra possibilità di essere attivi e incisivi rispetto all’esistenza, oltre ad una serie di fattori esterni, che possono essere molto pesanti anche, dipende anche da una serie di fattori interni. Parliamo di massimi sistemi, ma alla fine magari ci perdiamo su quelli minimi. Nel momento in cui non riesco a cogliere un sorriso che una persona mi sta rivolgendo o più banalmente non riesco a sentire il gusto di un cibo, nel momento in cui sono così impegnato a perdermi nell’insensatezza globale ed astratta dell’esistenza al punto da non ascoltare una persona che mi vuole bene e cerca di condividere emotivamente il suo presente con me dimostro di essere più intelligente di chi è comunque anche sintonizzato sul presente?
    Quello che non capisco è perché per forza, per alcuni, l’essere intelligenti e sensibili dovrebbe significare automaticamente notare solo il negativo ed essere implosi in domande che sembrano poste apposta per non trovare risposta, mentre il fatto di provare ANCHE delle emozioni positive o di cercare di recuperare la capacità di farlo debba essere una farsa patetica. Tipo: se ti capita di sentirti sereno o di ridere sei un cretino che si accontenta o si anestetizza. se vivi rapporti decenti o positivi è perché sei superficiale. se di fronte un dolore soffri ma cerchi di vedere ancora le cose belle della vita è perché non soffri veramente. Però se invece ti spari nei co...... cento volte al minuto sei un essere dotato di intelligenza superiore

  • 8760
    Marquito -

    @ LUNA
    Buongiorno Luna. E’ sempre un grande piacere poter discutere con te. Spero di poter leggere già oggi la conclusione del tuo intervento. Mi fa molto piacere che tu abbia compreso il senso delle mie parole, e questo lo dico a prescindere dal fatto che tu mi dia ragione. Quello che conta non è essere d’accordo; quello che conta è capire veramente cosa ha detto il tuo interlocutore.
    In questi giorni non ho fatto altro che ribadire, in modo perfino insistente, sempre il solito e medesimo concetto. L’insensatezza della vita (la mancanza di un senso ben preciso, prestabilito e imposto all’uomo dall’esterno una volta per tutte), permette a ciascun individuo di esercitare la sua creatività; di attribuire alla realtà i suoi personali valori e la sua personale visione del mondo. Questo è ciò che ho ripetuto incessantemente dall’inizio alla fine; dove diavolo mi sia contraddetto è una domanda che rimarrà per sempre senza risposta. Come avrai sicuramente compreso, la mia prospettiva è una prospettiva umanistica, nel senso che valorizza l’individuo e lo responsabilizza all’estremo come “portatore di senso” all’interno di un universo insensato. Questo pensiero, che qualcuno qui dentro ha definito “risibile”, si trova formulato (con diversi accenti)nelle opere di eccelsi pensatori quali Nietzsche, Sartre, Heidegger e Stirner.
    Mi interessa molto quello che stavi dicendo; mi auguro che tu ci faccia avere presto la conclusione del ragionamento. Buona giornata !

    @ Cate:
    Ti rimando a ciò che ho scritto ad Eli. Buona giornata anche a te.

  • 8761
    Marquito -

    @ L:
    Sarebbe bello utilizzare la tua creatività come antidoto contro la depressione e il male di vivere. Scrivere un libro (o anche soltanto delle poesie, dei racconti brevi, degli aforismi) può essere molto gratificante e molto terapeutico.
    Fantasticare è un’attività sterile; scrivere un libro è un’attività creativa.

  • 8762
    Eme -

    Ciao Giu, capisco perfettamente il tuo sentirti fragile come una bambina a dispetto dell’età.
    La depressione è una malattia terribile. E’ una malattia che va affrontata perchè, da sola, difficilmente sparisce. Ti entra dentro e, piano piano, ti corrode.
    Va affrontata con le sedute, con i farmaci ma, soprattutto, prendendo coscienza e consapevolezza di esserne affetti.
    Nell’arco della propria esistenza, prima o poi, tutti asseriscono di esserne affetti.
    Basta un momento di stanchezza o un qualcosa che va storto ed ecco che salta fuori la frase più abusata del mondo: “sono depressa/o”.
    Una frase talmente abusata da aver perso la sua potenza intimidatoria nei confronti di chi ci circonda. Su cento persone autodichiaratesi depresse 90 sono sconfortate e 10 sono malate (butto giù cifre a caso, ovvio).
    E quei poveri dieci malati rischiano di portare la loro pena dentro di sè ed in giro per il mondo circondati dall’incomprensione di chi non capisce o non vuole capire.
    Avere una famiglia che ti sta accanto vuole dire molto, credimi.
    Non c’è niente di peggio che avere accanto delle persone che non sono in grado di capire quanto si è stanchi, quanto si è spaventati, quanto si perde, progressivamente, il contatto con realtà fino al punto di vedere mostri ovunque o di non vederne più.
    Non c’è niente di peggio che avere accanto persone che si ostinano a non capire, che pretendono che tu sia forte, abbia energia, risponda alle aspettative, ti faccia carico di mille problemi magari ricordandoti che la bis-bisnonna rimasta vedova a 30 anni con dieci figli piccoli sul gobbo si è tirata su le maniche e si è spaccata la schiena zappando nei campi.
    Non c’è niente di peggio stare male e non poterlo dire per non sentirsi rispondere qualcosa che potrebbe far star peggio.
    Alcuni pensano che la depressione nasca da fatti concreti, pratici. Dal fatto che non si ha un lavoro o si è soli.
    Non è sempre così….la depressione è molto peggio, è una goccia di acido corrosivo che, piano piano, distrugge tutta la piattaforma su cui si poggia la nostra esistenza fino ad intaccare l’esistenza stessa.
    Una goccia che, non so come, un giorno compare dentro di noi e la cui opera corrosiva è facilitata dai fatti della vita, dal carattere, dal temperamento.

  • 8763
    Eme -

    Adorare la vita può essere un’arma a doppio taglio.
    Può essere l’appiglio a cui attaccarti con tutte le forze per restare a galla e nuotare fino a riva.
    Può essere un qualcosa che, un giorno, ti fa sentire presa in giro, sbeffeggiata, tradita, delusa proprio da ciò che adoravi: la vita stessa.
    E in quel momento senti l’esigenza di scaricarla, di mandarla via, di cacciarla. Come se fosse un compagno infedele che ti ha riempito di bugie o un amico fanfarone che ti ha fatto mille promesse infondate.
    Dietro a ciascuno di noi ci sono mille storie, mille vicende, mille ripercussioni psicologiche e fisiche che ci rendono unici nella nostra esperienza.
    Unici al punto di non poter essere compresi fino in fondo da chi non ci assomiglia.
    Scambiarsi le proprie esperienze, i propri punti di vista, le proprie opinioni è, comunque, importante.
    Ogni tanto qualcuno ci si riconosce, almeno in parte.
    Un piccolo inciso personale: La rabbia, l’odio, la violenza hanno fatto parte di me per tanto tempo. La voglia di distruggersi e di distruggere è uno dei tanti aspetti che può assumere una depressione lasciata in balia di sè e dei propri effetti nefasti.
    Chi mi conosce, realmente o virtualmente, sa che non sono la persona aggressiva e persino maleducata che, ogni tanto (spesso?), ha fatto capolino in questo forum.
    E per un mio bisogno mentale chiedo scusa a Patty 🙂 che mesi fa scriveva in questo forun mettendo tre cuoricini accanto al nome e citando frasi sdolcinate e che ho aggredito in un modo esagerato.
    Ps. ai predicatori, però, non chiedo scusa!
    Anzi…..colgo l’occasione per ribadire tutto ciò che ho scritto.

  • 8764
    Patty ♥ -

    Avevo deciso di non scrivere più su questo forum, ma non posso farne a
    meno ora che le parole di una persona mi hanno toccata e commossa. Non
    ci avrei fatto caso se non me lo avesse fatto notare un caro amico che
    ho conosciuto qui…

    Cara Eme, mi hai davvero fatto sorridere l’anima rivolgendoti a me
    dopo tanto tempo, non per le scuse, perchè non è di quelle che mi
    importa, non ce n’è bisogno, in quanto passata la rabbia poi ho
    capito…Mi importa quello che mi trasmetti, e cioè che non è mai
    troppo tardi..che bisogna saper aspettare e che delle cose arrivano
    quando meno te lo aspetti..Sono piccole cose è vero, ma il sorriso che
    mi hai regalato, rimane sempre un SORRISO e per me che sono
    ”sdolcinata” ha il suo valore.. Per questo ti dico GRAZIE di CUORE
    EME <3 ( scusa per il cuoricino, ma mi vien spontaneo metterlo!! ;D )

    In base a queste Piccole e Dolci cose che la Vita ci regala quando
    meno ce lo aspettiamo,mi va di lasciare un video, che io trovo
    significativo, in quanto la canzone (STUPENDA) parla proprio di
    questo..

    http://www.youtube.com/watch?v=0qHWFbD6sCc

    (Ovvio che lo guardi chi se la sente).
    L'ho appena lasciato ad un ragazzo che ho conosciuto qui e che sta
    passando brutte giornate. A lui è rivolto il mio pensiero forte in
    questi giorni. Anche se ci scriviamo in privato, voglio mandargli un
    abbraccio anche da qui..capirà che mi rivolgo a lui..

    Un abbraccio anche a te Eme e a tutti quanti passano da qui…
    Ciauuu ^.^

  • 8765
    LUNA -

    MARQUITO E L: vediamo se riesco a spiegarmi (è possibilissimo di no) non so se di per sè fantasticare sia un’attività sterile, nel senso che sognare, la notte, non è un’attività sterile, anche quando abbiamo gli incubi in realtà la cosa ha un senso.
    Il problema è che alle volte abbiamo però un esubero di energia mentre pensiamo di non averla affatto. Quella energia, se non incanalata, può diventare solo pensiero. Essendo esseri pensanti se si crea un mix tra inquietudine e pensiero che parte a palla e al contempo non incanaliamo (non riusciamo) a incanalare le energie in modo fisico, o comunque che percepiamo come costruttivo, poiché non siamo fatti di puro pensiero, ma anche di azione, quella energia va… in esubero. Mi rendo conto che come spiegazione non è granché, e non dico che necessariamente bisogna sempre fare… alle volte abbiamo veramente solo bisogno di riposarci e non fare, anche di accogliere il vuoto che ci sta in realtà dicendo qualcosa… spesso ci sono persone che nel momento in cui sono state male, hanno smesso di fare delle cose abituali, hanno accolto la sensazione di vuoto e di caos sono riuscite a comprendere che forse dovevano prendere una strada diversa. Però accade anche questo: quando abbiamo una preoccupazione o abbiamo l’ansia o stiamo male il nostro cervello (non dico che sia sempre così e ovviamente non è così semplicistico) può partire in quarta in analisi, associazioni negative, ci spremiamo le meningi fino a farci male e a pensare che vorremmo non avere una testa… più cerchiamo una soluzione al problema o ai problemi e meno la troviamo e più ci sentiamo in balia. Anche perché ovviamente non siamo comunque solo testa. Siamo comunque un sistema collegato. Tuttavia, anche se la razionalità decodifica e ci permette di trovare soluzioni pratiche (cioè, se voglio iscrivermi ad un esame all’università devo rispettare un iter che la mia razionalità conosce e metterlo in pratica) spesso è la nostra parte creativa, quella dell’intuizione, dell’istinto che ci dà le risposte… anche perché lavora in maniera più primitiva e senza grandi sovrastrutture. Non è una caso, comunque, se molte delle persone che hanno avuto intuizioni riguardanti l’arte, la scienza, la tecnologia ammettono di averle avute quando, invece di snervarsi per cercarle, pur avendo impostato un lavoro anche di tipo pratico e razionale, ovviamente, si erano concesse, anche involontariamente, un… vuoto razionale, in cui l’intuizione era andata più a fondo

  • 8766
    marina -

    ciao a tutti,chi conosce la mia storia chi no !! Ebbene in questa settimana sono accadute parecchie cose che non mi aspettavo . La mia psicologa mi ha detto che ora posso continuare a camminare da sola ho meglio incomincio a farlo senza di lei .. 🙂 la pschiatra stamane mi ha detto che è orgogliosa di me ,dei miei risultati e di quello che sono diventata e che piano piano … :-).Fra poco andrò ad abitare da sola (il tassello che mancava per chiudere il cerchio).Io come mi sento ? Bene rilassata e serena ,sò perfettamente che non sempre ci sarà il sole ,ma qualche volta pioverà ma ho imparato ad affrontare le situazioni ,cioè ho imparato a gestirle .Ora io mi chiedo però può una persona che ha maledetto la sua nascita che non ha mai festeggiato il suo compleanno (anzi si come un funerale) e che non voleva neanche che le facessero gli auguri,che non vedeva l’ora di morire ,amava la morte e non aveva paura pur di farla finita ,amare ora così tanto la la vita ??? Desiderare di colgliere ogni attimo di essa per rifarsi di tutto il tempo perduto,non vergognarsi di amare una persona anche se sà che non la potrà avere mai ? Io mi rispondo si si può, ho 55 anni sò che la mia vita sarà stare da sola ,non m’importa io mi amo e questo basta .Forze dietro l’angolo ho trovato la possibilità che cercavo…..Non datevi spacciati c’è sempre una possibilita che ci aspetta vero Marquito,Emme ,Andrea e altri un bacione a tutti ,vi leggo sempre e qualche volta sparerò qualche stupidaggine ,ma non abbandonerò mai questo forum.

  • 8767
    LUNA -

    Simbolicamente pensiamo al classico blocco dello scrittore con il foglio bianco davanti, pur foglio di word che sia. Lo scrittore pensa a cosa scrivere, sale anche l’ansia da prestazione. Si tira metaforiche testate sul pc o la macchina da scrivere cercando un incipit… ma è in blocco. Comincia a pensare che scrivere non era la cosa che sapeva fare? bene, invece non è più così. Non pensava di avere tante cose da dire? E invece non più. Non ha conosciuto altre volte la magia per cui le dita scorrono sulla tastiera? Non più. E comincia a immaginare con ansia sempre maggiore le conseguenze del suo blocco ormai disbloccabile. Finché, basta, esce a prendere aria. E se di distrae, magari è proprio quando si rilassa o perlomeno pensa ad altro che l’intuizione arriva. A volte siamo in esubero di pensieri, sensi di colpa, analisi che invece di portarci alla soluzione di un problema sembrano allontanarci dalla soluzione e anche dalla nostra capacità di risolverli. Allo stesso modo, quando magari ci impegniamo in un’attività banale, come mettere a posto qualcosa, come dicevi tu, L., ci sentiamo meglio. Perché? magari perché un’azione meccanica o distrattiva ha dato tregua al nostro cervello, un po’ perché ci siamo sentiti attivi in un periodo in cui ci sentiamo in un momento di globale passività, abbiamo mosso dei “muscoli” atrofizzati, e abbiamo visto un risultato, un po’ perché se il disordine esterno esprime il nostro disordine interno mettere un po’ in ordine fuori ci rasserena un po’ dentro. Ci dà un po’ di soddisfazione. Un po’ perché se dobbiamo fare una cosa e non la facciamo mai, ma ci ricordiamo che dovremmo farla, ci rimane un file aperto in testa che ci stressa, mentre quando la portiamo a termine ci sentiamo più leggeri. Un po’ perché il depresso anche se non ce la fa quando riesce a concludere delle piccole cose si sente meglio. Un po’ perché smettiamo di giudicarci, ma ci viviamo nel presente in quello che stiamo facendo.
    Sono d’accordo con Marquito sul fatto che indirizzare le tue energie creative potrebbe farti bene, sia scrivere o altro. D’altra parte comprendo perché quando metti in ordine e ti dai un po’ di ordine, anche delle mete minime, ti senti meglio. A volte quando siamo in crisi sulle mete massime ci aiuta un po’ metterci un po’ in ordine le idee e le energie o a tornare a riconoscerci senza giudicarci e basta partendo dalle piccole cose, anche “meccaniche” che magari ci riposano anche un po’ la mente.

  • 8768
    Damiano -

    Ciao, ho deciso di scrivere un commento qui perchè ho raggiunto un limite,forse dire in modo anonimo il problema mi aiuterà.Da qualche anno penso di suicidarmi,all’inizio era solo un pensiero sporadico, indotto da un mio compagno di classe il quale aveva tentanto il suicido ma non si prendeva sul serio con il passare del tempo però ci ho pensato anchio.Ho sempre avuto difficoltà a relazionarmi con gli altri ero timido e mi prendevano in giro dalle scuole medie,ero sempre molto triste ma avevo qualche amico.Invece per tutta la durata del liceo nn ho più avuto nessuno vicino ogni giorno avevo un mucchio di pensieri ed ero sempre più triste,gli ultimi anni sono stati i più terribili perchè qualcuno mi offendeva pensantemente andando oltre il fatto che parlavo poco e non avevo amici ad esempio dicevano che dovevo morire,a me ferivano molto.Ho sempre cercato di avere un rapporto di amicizia soprattuto con le donne,qualcosa di totalmente diverso dall’attrazione fisica,volevo e voglio segni di affetto come abbracci ma anche solamente del contatto fisico con tutti, ma soprattuto con loro, provo una sensazione bellissima se per sbaglio o per caso ho un contatto fisico.Ho 19 anni e da quando è finita la scuola sono sempre chiuso in casa,sono decisamente peggiorato perchè non riesco nemmeno più a dormire la notte,a dormire senza sveglarmi e nn riesco a stare sereno a non pensare che ciò che mi hanno sempre detto sia vero, perchè fino adesso avevano ragione.Durante il giorno ho spesso attacchi di ansia e altre cose che nn so descrivere.Non avendo ancora scelto l’università semplicemente perchè sono stato ogni singolo giorno dopo la fine della scuola a piangermi adosso per la vergogna di ciò che sono diventato, attualmente frequento un corso di inglese nel quale ho conosciuto delle persone,una in particolare a cui mi stavo avvicinando ma recentemente si è allontanata da me.Volevo ricorrere al suicidio già molto prima ma questa persona sembrava che mi stesse dando affetto e perciò ho sperato ma senza troppe illusioni.Ci sono state piu volte in cui stavo per suicidarmi ho desistito vorrei anche adesso ma nn ho la forza di uccidermi,a meno che nn accada qualcosa di terribile che mi dia questa “forza”.Sono anche una persona molto sensibile anche troppo nei confronti degli altri.Nella mia vita nessuno sa questa cosa che scrivo,neanche la mia famiglia che per me non vale nulla.Voglio vivere ma nn sn felice,avevano ragione.Vi ringrazio di cuore per avermi ascoltato

  • 8769
    Andrea -

    Marina, alla fine, dopo una meritata sosta rivitalizzante, la discesa dal tuo monte è andata benissimo!
    Ma io non ne sono tanto sorpreso. Ricordi la vista che c’era lassù? si che te la ricordi, lo si capisce da quello che dici! Ora puoi tornarci quando vuoi, ma il tuo monte, ormai conquistato, è sempre con te, non ti lascia mai perchè tra di voi si è creato un legame solido. Ormai siete una cosa sola. Ora sai cosa significava la salita, cosa significa quella strada fatta vista dall’alto, il panorama che hai visto da lassù, a 360 gradi, e conosci tutto ciò che prima, da giù e salendo, non potevi nè vedere nè capire. Ora capisci tutto e tutto inizia ad avere il suo posto. Hai capito finalmente l’altra faccia delle difficoltà, quella “bianca” che contiene le soluzioni e le risposte che, cercando con impegno, hai trovato. Non sai quanto sono felice di leggere quello che scrivi 🙂

  • 8770
    Marquito -

    @ Marina:
    Sono contentissimo per te e ti ringrazio di tutto cuore per averci trasmesso tanta vitalità, positività ed energia.

    @ LUNA:
    Fra le tue ultime osservazioni ce n’è una che mi ha particolarmente colpito. E’ quando affermi che molte persone nevrotiche confondono il loro male di vivere con una sensibilità accentuata. Io mi spingerei un pochino oltre e direi che molte persone nevrotiche SPACCIANO la loro nevrosi per sensibilità accentuata. Non dico che lo facciano in mala fede; probabilmente non si rendono minimamente conto di questo pietoso autoinganno. Sta di fatto che siamo di fronte a una colossale mistificazione. La nevrosi non può essere in alcun modo confusa con una sensibilità accentuata. In molti casi è vero esattamente il contrario. La nevrosi, con tutta la sua carica di rabbia e frustrazione, ottunde pesantemente la sensibilità dell’individuo, la sua capacità di empatizzare e la sua creatività. Ci sono persone che si dichiarano estremamente sensibili, mentre in realtà sono profondamente egocentriche, narcisiste e ripiegate su sé stesse. Queste persone possiedono una sensibilità subiettiva. Sono straordinariamente ricettive quando si tratta di cogliere il male che gli altri fanno a loro, ma sono spaventosamente insensibili nei confronti del dolore che loro arrecano agli altri. Un’altra tipica impostura (e tu l’hai giustamente rilevato) è quella secondo cui soltanto le persone pessimiste sarebbero veramente intelligenti, sensibili e profonde. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a un pericoloso autoinganno. Il male di vivere, il dolore, la sofferenza non ci rendono affatto migliori; al contrario … generalmente ci caricano di odio, di risentimento e di invidia. Sicuramente non sono indizio di una sensibilità accentuata, né tanto meno di un’intelligenza superiore. Ci ho messo molti anni per comprendere tutto questo ma dopo un lungo e faticoso travaglio ne sono definitivamente venuto fuori.

  • 8771
    Eme -

    Cara Marina, é sempre piacevole leggere i tuoi post. Quest’ultimo in particolare. Solo tu sai con quanta energia e con quanta tenacia hai affrontato la scalata della tua montagna. Solo tu puoi sapere quante volte ti sei sentita trascinare in salita contro la tua volontà e quante volte hai avuto voglia di fermarti o di buttarti di sotto. Noi conosciamo la tua Odissea attraverso le tue parole. E le ultime che hai scritto sono veramente belle, piene di speranze, piene di progetti e di voglia di vivere una vita che ti sei riconquistata con le unghie e con i denti. Tanti auguri per il tuo presente e per il tuo futuro Marina. Patty, ricambio il tuo abbraccio (e sostituisco “sdolcinata” con dolce 🙂 LUNA, carissima LUNA, imparare ad incanalare le proprie energie in qualcosa di positivo, smettere di pensare che sensibile é solo chi é in grado di cogliere e di calamitare su di sé tutto il male del mondo é un passo importantissimo. Io credo che tu abbia il dono di trasmettere energia positiva, che tu faccia venire voglia di leggere e di provare a verificare se il disagio é un muro di cemento armato contro cui ci si puo’ solo sfracellare o se é una parete con una porta da varcare non appena si ha abbastanza forza per vederla. È un dono importantissimo e raro. Spero che continuerai ad usarlo (e poi sei simpaticissima, il che non guasta mai)! Mesi fa ho conosciuto una persona dotata di questo dono. Una persona che ha preso la mia vita dal fondo di un pozzo e me l’ha rimessa tra le mani senza pretendere nulla in cambio. Il mondo non fa sempre e solo schifo, non é sempre e solo una fregatura, non é sempre un qualcosa che non dipende da noi, su cui non possiamo intervenire in nessun modo. Ho predicato per anni il contrario, lo so. Ora so che possiamo fare molto per chi ha bisogno di una mano per uscire dal fango che paralizza. Per quegli altri che vogliono uscire per davvero. Poi c’é chi sguazza allegramente in un fango che si trasforma in un comodo alibi. Ma “questa é un’ altra storia”…..buona domenica a tutti.

  • 8772
    buck -

    Marina , sono contentissimo per te .Un grande abbraccio

  • 8773
    marina -

    Grazie ragazzi ,grazie a chi mi ha avuto la pazienza di sopportarmi in tutti questi mesi ,grazie a chi in primo a creduto in me e anche con parole molto cattive in privato ( DAGO 44 )dall’ultimo mio tentativo di suicidio ,grazie a questo forum .Buk la mia depressione mi aveva reso molto cattiva con me stessa e con gli altri ,pensa,in fondo al tuo cuore proprio giù in una parte piccolissima c’è una parte di te che è buona e che vuole un’altra possibilità falla uscire impara ad amarti anche ora che stai così .Io non credo che tu voglia morire ,sei soltanto disperato. :-)un bacio a tutti .e continuate a scrivere mi raccomando questo forum può dare tanto !!!!

  • 8774
    LUNA -

    DAMIANO: 🙂 ciao, sono contenta che ci hai scritto. Cioè, ovviamente mi dispiace che ci hai scritto perché non stai bene, ma sono contenta che tu abbia individuato un canale attraverso cui aprirti un po’ e toglierti un po’ del carico di pensieri e sensazioni negative in questo momento in circolo vizioso. Anche se da quello che scrivi, forse non te ne rendi del tutto conto, ma traspaiono anche i semi di quello che ti fa stare bene. Di chi in potenza sei, anche se magari non te ne accorgi del tutto, e parli di sensazioni di vergogna su te stesso che la tua ansia acuisce, anche se non hai nulla di cui vergognarti. Può capitare, purtroppo, nella vita anche di incontrare persone che per un LORO bisogno di aggressività (dovuto anche all’insicurezza, il che non è una giustificazione all’aggressività, ma intendo dire che l’insicurezza a volte porta a scatenare all’esterno la propria aggressività o il proprio non sentirsi risolti, cercando dei “nemici”) dicono cose pesanti, usano toni sgradevoli, cercano di mettere addosso agli altri etichette spiacevoli. Se in quel momento ci sentiamo meno difesi o ci stiamo formando un’idea di noi possiamo dare un peso eccessivo a quelle parole, a quei toni, vivere delle affermazioni che in realtà non vogliono di dire nulla come se fossero delle… sentenze.
    Il fatto che qualcuno sia aggressivo con noi, che ci troviamo a sostenere un’atmosfera sgradevole, che quando desideriamo armonia ci troviamo di fronte alla rabbia degli altri o ad una loro disarmonia può certamente ferirci. Siamo umani. Non piace a nessuno, neanche a chi riesce ad alzare una barriera più alta. Peraltro non è detto che tutti nascano con quella barriera. Spesso la barriera, che permette di far entrare ciò che è bello e non far passare quello che è sgradevole si costruisce nella vita, anche attraverso l’esperienza.
    In questo senso mi pare naturale anche che tu sia ad un punto d’inizio del percorso e certamente non alla fine. Hai parlato di come riesci a far entrare le sensazioni di affetto, anche proprio grazie alla tua sensibilità. Devi probabilmente lavorare un po’ su te stesso per filtrare ciò che invece, se prende troppo spazio, ti fa male. Hai detto che vuoi vivere, ma che stai male. Io leggendoti ho percepito una persona che ha voglia di sbocciare, di lavarsi di dosso parole cattive ecc per poter essere più leggero per trovare una sua dimensione dentro di sè e nel mondo, anche attraverso un positivo contatto e scambio con gli altri.In momenti di passaggio

  • 8775
    LUNA -

    come quello che stai vivendo tu, la fine di una fase, quella della scuola, come in altri momenti di passaggio della vita (ciascuno ha i propri vissuti con più evidenza) non è raro che si possa avvertire una crisi o che una crisi preesistente possa momentaneamente acuirsi. Io personalmente l’ho sentito quel passaggio dalle superiori all’università, anche se la mia storia era diversa dalla tua. Più che aspettare un evento terribile che ti dia la “forza” di farla finita, forse tu stai aspettando un evento positivo che ti dia la forza di credere che hai il diritto di andare avanti e di vivere delle cose belle, di trovare il tuo posto nel mondo, e di seguire le tue inclinazioni e i tuoi desideri (anche quelli che forse, in questo momento, non hai ancora scoperto). La cosa bella è che questo diritto tu ce l’hai già, perché tutti lo abbiamo, anche quando eventi, persone, situazioni sembrano poter convincerci del contrario. Ma lo hai anche tu, come tutti. E, anche se tutti sappiamo il valore importante degli eventi positivi (è indubbio) il bello è che non hai nemmeno bisogno, in realtà (anche se comprendo cosa sia una crisi) di quella conferma per il tuo diritto ad esistere.

    MARINA: sono contentissima per te e ti ringrazio per il fatto che ci rendi partecipi 🙂 posso capire il discorso che fai sul forum. Si parla della virtualità come distacco, nel momento in cui la virtualità diventa meramente sostitutiva o illusoria, ma c’è sicuramente un lato di vicinanza e scambio in questo tipo di canale di comunicazione che, mettendo comunque in gioco parti di noi, spesso importanti, permette alle persone di incontrarsi e di regalarsi, reciprocamente, molto, in termini di idee, riflessioni, sensazioni, empatia. Personalmente non avevo mai frequentato un forum, poi una sera, anni fa, ho avuto modo di incontrarlo, con la mia parte più “de panza” che razionale. Avevo evidentemente bisogno di questo forum, e ne ho ancora bisogno, non in senso dipendente, per esprimere, ascoltare, nel senso che, pure se non mi faccio troppe domande razionali a riguardo, riconosco appunto il senso di questo mio esserci. Come fruitore, in ogni momento, anche quando apparentemente mi rivolgo verso l’esterno o lo accolgo o meno. Questo è un rapporto basato certamente sulla libertà e sull’istinto e quel lato creativo di cui si parlava.

    EME: dove ci siamo conosciute tu hai portato un’energia positiva straordinaria, hai veicolato tanto attraverso il tuo modo di essere.

    BUCK: ciao 🙂

  • 8776
    Eli -

    Ciao a tutti..

    ho notato che questo forum ha piu pagine degli altri.. e mi rivolgo a tutte le persone che hanno intenzione di suicidarsi. La vita e’ meravigliosa, e NOI siamo al centro del mondo, con il nostro libero arbitrio che ci fa distinguere il bene dal male. Voletevi bene e allontanate quelli che dicono “tanto non cambia mai niente”, perche’ loro sono i primi a non voler cambiare..

    per quanto riguarda la nevrosi.. Secondo me, la nevrosi puo essere una reazione normale e logica di una persona sensibile di fronte alle ingiustizie subite. Ma questo e’ un problema che gli insensibili non conoscono. Ciao a tutti.

  • 8777
    LUNA -

    ELI: ciao 🙂 sono d’accordo con te sulla prima parte, e concordo con il fatto che spesso è così, le persone non vogliono cambiare, alle volte.
    Ma non ne sono consapevoli, anche. Stanno male e quindi non riescono a vedere i margini di cambiamento personale ed implodono nel loro malessere.
    Questo, per inciso, può capitare a tutti.
    Si può persino pensare di cercare di cambiare, ma è come se il margine in cui effettivamente te lo concedi sia estremamente ristretto, perché non ti accorgi di quanto possa essere più ampio. O si prende il concetto di “cambiamento” per il verso sbagliato. Allora combatti sempre, è vero, sei stanchissimo, non hai fatto altro che combattere. Ma hai sempre pisciato contro vento, dentro di te.

    per quanto riguarda la nevrosi come reazione al dolore sono d’accordo. il discorso è complesso, ma è vero che in vari modi i nostri meccanismi di difesa rispondono al dolore, ai traumi di vario genere. Solo non sono d’accordo con il discorso che agli insensibili non succede, ma nel senso che condivido il pensiero di Marquito:

    @In molti casi è vero esattamente il contrario. La nevrosi, con tutta la sua carica di rabbia e frustrazione, ottunde pesantemente la sensibilità dell’individuo, la sua capacità di empatizzare e la sua creatività. Ci sono persone che si dichiarano estremamente sensibili, mentre in realtà sono profondamente egocentriche, narcisiste e ripiegate su sé stesse. Queste persone possiedono una sensibilità subiettiva. Sono straordinariamente ricettive quando si tratta di cogliere il male che gli altri fanno a loro, ma sono spaventosamente insensibili nei confronti del dolore che loro arrecano agli altri.

    beninteso non è un giudizio (io non lo leggo così) nè universale nè critico nel senso di dire che le persone fanno apposta a cadere nel tranello dell’egocentrismo, del narcisismo e del ripiegamento su di sè. è una delle caratteristiche del malessere.
    C’è una ragazza che conosco che è assolutamente convinta di essere estremamente sensibile, e lo è anche, per alcuni versi certamente. Però una sera stiamo parlando sotto casa e passa una ragazza che lei non conosce e io sì. Questa si ferma un attimo e al come va mi dice che è stanca perché ha lavorato tutto il giorno e le fa male la schiena. Poche parole che esprimono un SUO stato d’animo, ma in modo aperto. Quando se ne va sorride e saluta entrambe. Per inciso io conosco i suoi problemi, anche alla schiena, e quelli del bar in cui lavora. l’altra no.

  • 8778
    LUNA -

    Tuttavia ciò non ha alcuna importanza, nel senso che la ragazza passando (e non in maniera autocommiserante nè “competitiva” ha semplicemente detto la sua verità di quel momento alla domanda: tutto ok?) ha espresso un suo stato d’animo. L’altra non sa nulla di lei e non l’ha mai vista prima. Fatto sta che come questa ragazza se ne va lei esplode, rabbiosa, e dice: “ma come si permette questa qua di dire che è stanca??? lei? vorrei proprio vedere! Chissà che lavoro fa! prenderà anche un sacco di soldi magari per non fare un c! e cosa dovrei dire io che lavoro in una casa di riposo, lavoro anche dodici ore al giorno e sono sempre che mi preoccupo per tutti quanti???!!!”.
    Per inciso non è la prima volta che la sento fare così. Lei è assolutamente convinta di essere altruista, generosa e di essere l’unica a comportarsi bene con tutti. Ma il suo atteggiamento è come se solo lei avesse dei problemi, come se solo lei fosse generosa e quando parla degli altri è sempre come se tutti gli altri non facessero un c dalla mattina alla sera e non avessero nessun problema al mondo e fossero aridi e ottusi. Lei è l’incompresa. Se le dici che magari ginapina non è riuscita a riponderle al telefono perché ha sua madre che non sta bene lei non assimila nemmeno l’informazione. Parte a dire: e io allora? Anch’io ho i miei problemi, ma rispondo sempre a tutti!
    Il punto è che non si rende assolutamente conto i fare così.Se le viene fatto osservare con empatia lei comunque lo assimila come un attacco. Ha davvero avuto dei problemi con la sua famiglia, sia lei che sua sorella. Lei è cresciuta con la convinzione però che sua sorella è sempre stata considerata quella che stava peggio, e quindi continua a mettersi in competizione inconscia anche con la tipa che passa e dice che ha mal di schiena. Quasi che l’altra le dicesse: guarda che io sto peggio di te. Così, insieme ad altri meccanismi, scatta il suo rancore.
    Io non lo so se agli insensibili queste cose non succedono, Eli, quello che penso è però che alle volte di fronte a traumi certi canali possono gelarsi o bloccarsi in noi e farci pisciare controvento. Dobbiamo essere fieri di noi, della nostra sensibilità e della nostra intelligenza, ma nel momento in cui pisciamo contro vento non è più una questione di sensibilità e intelligenza, anche se è dalla nostra sensibilità che il problema è partito. Il problema diventa il malessere. Sotto c’è la nostra sensibilità, ma che chiede di “volare” non di nasconderci odiarci odiare

  • 8779
    Eli -

    Luna,

    non so cosa intendi con “pisciare contro vento”.. Forse, ragionare in modo un po diverso dagli altri? Se si, benvenga questo. Lo sai, che si dice, il mondo e’ bello perche’ e’ vario? Dove c’e omologazione non ci puo essere creativita’ ne liberta’ di autoespressione. Il senso del giusto o sbagliato, pero’, dovrebbe essere uguale x tutti a prescindere. Proprio come la legge. un comico diceva: nella mia vita ho sempre cercato di comportarmi bene, di non passare sopra gli altri. Conclusione? L’unica cosa che ho e’ la mia decenza. A.A.A. Vendesi decenza usata pochissimo, in buone condizioni. In un mondo dove si dice “buono vuol dire fesso”, “meglio a te che a me”, “la ragione si da ai fessi” chi e’ che sta piu male? Il fesso o quello che gli passa sopra? Di sicuro non il secondo, perche’ per farlo vuol dire che non ha problemi di coscienza, no? A volte si, ti viene una rabbia perche’ si vive in un mondo dove comportarsi bene NON CONVIENE e il “fesso” di turno viene “portato sulla croce” con tanto di ideologia. non credo che “i fessi” odiano qualcuno semmai potranno essere insoddisfatti della propria vita, questo si.. sono troppo fessi x odiare :)))

  • 8780
    Eme -

    Bè, Eli, considerando gli esiti di uno svuotamento della vescica (soprattutto maschile) mentre imperversa un vento contrario…..presumo che Luna intendesse: fregarsi da soli.

  • 8781
    LUNA -

    ELI: no, non intendevo assolutamente questo concetto.
    Sono la prima a pensare che la creatività sia una ricchezza, così come la varietà.
    Per inciso poi è tutto molto relativo: se nasci in una famiglia di pianisti, per fare un esempio scemo, se decidi di fare l’impiegato magari sarai quello strano, se nasci in una famiglia di impiegati potresti essere quello “strano” perché invece ti senti e vuoi essere un pittore e così via. Ma in realtà le nostre “differenze”, che rappresentano delle ricchezze, si trovano in cose molto più minime già, anche nel fatto di mettere uno o due cucchiaini di zucchero nel caffé, di amare un colore rispetto ad un altro, di come ci piace stare vestiti in casa, e di una serie di cose di cui non ci rendiamo neppure conto.
    Inoltre non sono neanche convinta che chi segue una propria etica, di rispetto nei confronti degli altri, passi per fesso. Mi sembra un luogo comune pure questo. E’ vero che in taluni casi puoi ritrovarti ad avere a che fare con delle persone che cercano di usare questo contro di te o che ragionano con schemi mentali totalmente diversi, ma ciò non significa che in senso generale tu passi per fesso. Puoi avere dei problemi con un collega paraculo, o usare le tue difese per cercare di non farti fregare, ma avere un’infinità di buoni rapporti con altre persone, con cui puoi stare rilassato seguendo i tuoi valori.

    Per pisciare contro vento io intendo per esempio il fatto di vivere secondo le compulsioni pensando che siano reali desideri, implodere in false etichette e in sensi di colpa e autocritica distruttiva e non costruttiva, implodere in autolimitazioni, andare avanti credendo di combattere contro delle paure e invece il mettersi in continuazione nelle situazioni che più le accendono: esempio il fatto di continuare a vivere relazioni disastrose cercando di piegarle ad un proprio ideale, ad ogni costo, per cercare una conferma della propria autostima. Difendere strenuamente in noi stessi (inconsapevolmente) degli atteggiamenti, nostri, che ci cagionano infelicità, senza rendercene conto e altro.

    Per quanto riguarda l’essere controcorrente: un conto è andare in cieca opposizione, perennemente il lotta contro se stessi, pensando di dimostrare qualcosa agli altri o a se stessi dicendo sempre di no, un altro è andarsi verso e concedersi serenamente la libertà di essere, di fare, seguendo le proprie inclinazioni con amore.
    La differenza io penso sia notevole. Quando la percepisci in te te ne accorgi eccome.

  • 8782
    Marquito -

    @ Eli:
    A me il post di Luna pareva estremamente chiaro. “Pisciare contro vento” significa assumere un atteggiamento autolesionistico, esporsi consapevolmente a dei pericoli, farsi più o meno inutilmente del male da soli …
    A parte questo, sei diventata insolitamente acida e non riesco proprio a capirne il motivo. Qualcuno di noi ti ha ferito ? Se quel qualcuno sono io spiegami dove ho sbagliato e cercheremo senz’altro di chiarirci. Non mi sembra di avere offeso nessuno a parte una persona a cui mi lega una feroce antipatia reciproca e che alcuni mesi fa si è comportata nei miei confronti in modo abominevole (chi semina vento raccoglie tempesta). Io comunque leggo sempre con interesse le cose che scrivi. Fermo restando che la simpatia e l’antipatia sono un fatto totalmente soggettivo, se fra di noi c’è stata qualche incomprensione spero vivamente che la possiamo chiarire.
    Buona serata.

  • 8783
    Eli -

    @Luna: forse, ho frainteso io.. Pero’ credo che a volte essere controcorrente e pisciare contro il vento sia la stessa cosa :))) (intendo con lo stesso risultato).. Io difenderei l’essere controcorrente, non per dimostrare qualcosa a qualcuno, ne tantomeno a se stessi, ma perche’ si e’ convinti di cio che si fa, ovviamente, assumendosi le proprie responsabilita’… Sulle cosiddette relazioni disastrose.. A volte, le cose appaiono disastrose da fuori mentre in realta’ (nostra) non lo siano. Non ti e’ mai capitato di pensare: cosa ci fanno insieme quei due, ma come fanno due persone cosi diametralmente opposte a stare insieme? Se i cervelli umani fossero condivisibili come i dati dei computer, forse, riusciresti ad avere una risposta precisa.. Ma, siccome ogniuno costruisce (per quel che puo) una propria realta’, alla fine tutto e’ soggettivo. Ipotesi: stanno insieme, perche’ vogliono stare insieme?

    @Marquito: no, da parte mia nessuna antipatia o incomprensione, sono solo riflessioni di carattere generico..Non mi ritengo una persona “acida”, ho solamente espresso un mio pensiero.. Sai, anche a me e’ capitato di dare addosso a qualcuno sul forum, ma mi sono puntualmente pentita x averlo fatto..

  • 8784
    LUNA -

    EME e MARQUITO: sì, quello era il senso 🙂

    ELI: nello scrivere mancano le espressioni e i toni di voce, per cui si dice che si possono confondere i toni, può esserci un problema di comunicazione tra mittente e ricevente. Ciò accade con più facilità negli sms, ad esempio. In un forum, con il fatto che c’è più spazio per costruire in un certo modo, attraverso la scelta delle parole e il loro ordine, un concetto e un senso, è più facile invece riuscire a trasmetterli e trasmettere, volontariamente o meno, uno stato d’animo. Le parole parlano, banalmente, anche attraverso l’ordine in cui sono posizionate. E non si tratta di psicologia o grafologia, ma di segni convenzionali. Ciò non significa comunque che non possano nascere dei fraintendimenti e che possa essere necessario tornare su un concetto per spiegarlo o per capirlo meglio. Ciò non significa che due persone debbano essere d’accordo, ovviamente. Ma se uno parla di cavoli e l’altro dice che non è d’accordo di come parla delle banane converrai che la questione si è incasinata a monte e bisogna tornare a capire che si parlava di cavolo e non di banana. E andare a capire dove si è perso il riconoscimento del senso, se da parte del mittente, del ricevente, di entrambi o quel che è.
    Per quanto riguarda i toni diciamo che esistono delle strutture abbastanza convenzionali per trasmettere un’intenzione.

    “Luna,non so cosa intendi con “pisciare contro vento”.. Forse, ragionare in modo un po diverso dagli altri? Se si, benvenga questo. Lo sai, che si dice, il mondo e’ bello perche’ e’ vario?”.

    Se la tua prima frase è aperta (ovvero diamo lo stesso significato alla stessa espressione?) e il “forse” lo è anche, e “ragionare in modo un po’ diverso dagli altri” è un’ipotesi e “se sì benvenga questo” è un’opinione, l’ultima frase suona invece più polemica, perché dai per scontato che io abbia detto ciò che ipotizzi nella seconda riga, che io sia in antitesi rispetto al tuo pensiero espresso dal benvenga, e quindi aggiungi:

    Lo sai che si dice il mondo è bello perché è vario?

    Questa frase suona un po’ polemica. Perché? Perché l’espressione “il mondo è bello perché è vario” è talmente di uso comune che la tua suona come una domanda retorica, che dà per scontato che io pensi che il mondo debba essere omologato e che io abbia formulato un giudizio in tal senso. Cosa che invece non è. E l’aggiunta di quel “lo sai che si dice” trasmette un tono più aggressivo.

  • 8785
    LUNA -

    Ora, io non mi sono scomposta per questa frase anche perché mi era evidente che il fraintendimento era a monte e che per te era importante sottolineare il concetto che non ti piace chi crede che l’omologazione sia un “valore” e, nel mio caso, dirlo a me perché ti era parso che io l’avessi detto. Cosa che appunto non è.
    Però, se ho scritto tutto ciò, è perché quel tono un po’ acido non se l’è sognato Marquito. Ciò ovviamente non significa che tu sia una persona acida, infatti lui ti ha detto: “insolitamente” e ti ha anche chiesto se era effettivamente così, se c’era un sottotesto che gli sfugge e con atteggiamento aperto.

    Tornando a bolla:
    comincio a capire da dove nasce il fraintendimento, forse. Dal punto di osservazione. Il mio punto di osservazione non è esterno (guarda sta gente che va controcorrente rispetto ad un mio schema! guarda sta gente che vive storie disgraziate rispetto a cosa per me è normale!) ma mi riferisco ad un punto di vista interno: io (generico) sto male o bene, io provo serenità o disagio, io mi rendo conto di fare delle scelte funzionali o disfunzionali, io mi sento soddisfatto di questa relazione o meno ecc.

    @Io difenderei l’essere controcorrente, non per dimostrare qualcosa a qualcuno, ne tantomeno a se stessi, ma perche’ si e’ convinti di cio che si fa, ovviamente, assumendosi le proprie responsabilita’…

    Qui mi sembra che abbiamo detto la stessa cosa. secondo me, peraltro, se una persona fa quello che si sente in quel senso positivo, probabilmente se ne frega anche abbastanza del concetto “controcorrente”, che poi, appunto, come dicevo, dipende anche dal contesto.

    @Sulle cosiddette relazioni disastrose.. A volte, le cose appaiono disastrose da fuori mentre in realta’ (nostra) non lo siano. Non ti e’ mai capitato di pensare: cosa ci fanno insieme quei due, ma come fanno due persone cosi diametralmente opposte a stare insieme? Se i cervelli umani fossero condivisibili come i dati dei computer, forse, riusciresti ad avere una risposta precisa.. Ma, siccome ogniuno costruisce (per quel che puo) una propria realta’, alla fine tutto e’ soggettivo. Ipotesi: stanno insieme, perche’ vogliono stare insieme?

    Come dicevo il punto di vista di cui stavo parlando era interno e non di giudizio esterno. Mi riferivo a coloro che SENTONO di avere avuto o avere delle relazioni disastrose, o lesive, ecc.
    o comunque, anche se non ne sono del tutto consapevoli, ne patiscono gli effetti lesivi emotivi. Soggettivi, certo.

  • 8786
    birillo -

    zau belli come va ??

    io benino o riniziato a lavorare e da 2 settimane che sto lavorando … il dito sta passando e ancora gonfio ma almeno mi hanno levato stekkina che mi stava rompendo …
    meno male che domani e festa inteso giovedi almeno dormo un po di piu 😀

    @stanchissima

    zau bella ho letto il tuo messaggio ma era un po che non passavo di qua … tra il lavoro e poi ho avuto problemi con il programmino per vedere la tv comunque in parte l ho risolto 😛

    ti lascio la mail cosi se vuoi mi scrivi qualcosa magari solo come stai ^__^

    birilo22@libero.it

    ekkila

    dai scappo a ninna alle 4.10 suona la sveglia … 🙁
    maledetto lavoro e ki lo ha inventato XD

    dai un saluto a tutti/e
    e un bacio alle fanciulle

    ps: visto che e successo in giappone … mi dispiace ma a volte la natura e piu forte anche del uomo … anzi l uomo quando puo la rovina solo.. prendio le centrali nucleari…

    dai alla prox ziau

    2 bacioni a stanchissima ^^

  • 8787
    Marquito -

    @ Eli: Per quanto riguarda il fatto di attaccare gli altri utenti, io credo che ti sia completamente sfuggito il senso di quello che è accaduto. L’apparenza può facilmente ingannare, soprattutto quando non si conosce la storia delle persone coinvolte.
    A parte questo:
    Vorrei chiarire, una volta per tutte, che quando uso termini come “egocentrismo” o “narcisismo”, non sto in alcun modo formulando un giudizio morale. Tutt’al più sto formulando un giudizio clinico, basato sulla mia lunga e personale esperienza in fatto di nevrosi e di disagio psichico 🙂
    Io noto, in molte persone nevrotiche, quegli stessi atteggiamenti che un tempo sono stati anche miei, e che ovviamente, in alcune circostanze particolarmente stressanti, possono ancora riaffiorare anche in me. Tipici sono il vittimismo, la sensibilità subiettiva e la tendenza a usare sempre due pesi e due misure, utilizzando criteri completamente difformi quando si tratta di valutare il proprio operato e quando si tratta di valutare quello degli altri.

    @ LUNA: Condivido pienamente tutto quello che hai detto. Io non escludo che, in alcuni casi, all’origine della nevrosi ci possa essere una sensibilità accentuata; ma quello che conta non è l’origine del male; quello che conta è il risultato finale. I nevrotici, nella grande maggiuoranza dei casi, non sono affatto più sensibili degli altri. Magari un tempo lo sono stati ( e questo fatto ha contribuito a farli ammalare) ma allo stato attuale, purtroppo per loro, brillano spesso per infantilismo e egocentrismo.

  • 8788
    marina -

    LUNA ,scusami è tanto che ti leggo e mi piace anche quello che scrivi ,sono anche d’accordo con te su molti punti di vista.Però c’è un fatto , io devo leggerli almeno 2 volte per capire,ora non sò con quale tono pensi che io abbia scritto, ma qusta è la mia espressone , meglio non sò esprimermi .Quindi è molto facile nelle tue parole capire fischi per fiaschi ,il mio non vuole essere un rimprovero ,ma far capire bene cosa si scrive forze si eviterebbero un pò di discusioni che non c’entrano nulla con il significato del forum !! un abbraccio a tutti… 🙂

  • 8789
    LUNA -

    MARINA: ciao 🙂 ho l’impressione che a te abbia dato fastidio (correggimi ovviamente se sbaglio) che io abbia spiegato perché effettivamente il tono di quella frase era provocatorio, se non nell’intenzione nella forumalazione. E che lo abbia spiegato non prendendomela dicendo: ehi, ma come ti esprimi! Ma spiegando perché una frase formulata in un certo modo può sembrare provocatoria. Il che è un fatto. In realtà, se me lo concedi, ero io che potevo restarci male avendo scritto una cosa non personale (non mi rivolgevo ad un utente in particolare dicendo: tu pisci contro vento, ma esprimevo un concetto generale), mentre, al di là di un eventuale fraintendimento di senso, era a ME, personalmente, che veniva fatta una critica su come io la vedrei sul senso dell’omologazione ecc attribuendomi cose che, in effetti, non c’erano sulla “carta”. Mi dirai: eri tu che l’avevi detto e quindi la critica o l’opinione era rivolta a te. Tuttavia il mio era un discorso generale, che c’entrava con il tema del forum (il disagio personale) ed era un discorso che aveva un senso costruttivo (è un peccato pisciare contro vento, quando possiamo venirci incontro) mentre il fatto di andare in opposizione su una cosa che non avevo detto ha semmai scatenato l’andare avanti con argomenti che, volendo, possono non c’entrare una cippa. peraltro secondo me c’entrano:
    nel senso che una delle cose che là fuori, nella vita, creano disagi è il problema di comunicazione, tantopiù come il fatto di interpretare un tono o un altro in un certo modo, di vedere un riferimento personale in un discorso generale, di partire con la propria tesi senza ascoltare realmente cosa l’altro sta dicendo, di “attaccare” in opposizione prima di essere certi che l’altro ci abbia effettivamente detto una cosa invece di un’altra, ecc. Inoltre, poco prima, Damiano aveva scritto quanto le parole lo abbiano ferito nella vita, e quindi non mi sembra che l’argomento “parole/comunicazione” esuli da un discorso più generale sul disagio. Chi per esempio si occupa, a diversi livelli, di violenza morale o psicologica sa non solo quanto le parole abbiamo una valenza che diventa fortemente emotiva in negativo, perché ad esempio dire ad un bambino (ma non solo):
    tu sbagli SEMPRE o SEI SBAGLIATO è totalmente diverso da dire “Hai sbagliato a fare questa specifica cosa perché…”.

  • 8790
    LUNA -

    ma anche quanto sia importante riportare le parole a non essere soltanto un’arma di offesa o difesa, bensì ad essere quello che sono: un mezzo, un mezzo attraverso cui veicoliamo concetti ed emozioni, incontriamo gli altri o no, accogliamo gli altri o no, facciamo entrare gli altri ed entriamo o no.
    Ecco perché può diventare importante osservare che una frase formulata in un certo modo piuttosto che in un altro, pur contenendo le stesse identiche parole, può trasmettere un’intenzione o un’altra. E in realtà rendercene conto ci rende più liberi, e anche più consapevoli se abbiamo detto vaffanculo all’altro pensando di dirgli “ti accolgo”.
    Il concetto non è di bagaglio culturale, tipo devi esprimerti così o colà per avere 10 in pagella, ma è un concetto legato all’emotività. Non è uno scrivere bene o scrivere male, chissenefrega, è ovviamente non è neppure una questione di stile o calligrafia, è un avere un collegamento tra intenzione e comunicazione.

    Nel caso specifico il fraitendimento era sull’espressione “pisciare contro vento” che ha un senso comune e che non ha il significato, nel senso comune, di andare controcorrente. E’ possibile che non tutti conoscano l’espressione, ma rimane il fatto che il suo significato è quello. Se io non conosco il significato di un’espressione (non c’è nulla di male, capita frequentemente a tutti) chiedo il suo significato o vado a cercarmelo. Se capisco fiaschi per fiaschi il problema può essere nel mittente ma anche mio. Non metto in dubbio che sia possibile dover leggere i miei post due volte o anche non avere palle di leggerli, visto che spesso sono lunghi proprio perché, per svolgere in modo più chiaro, in realtà, dei concetti più complessi, e con l’intenzione di comunicare e non di raccontarmeli e basta, spesso li riprendo più volte o uso delle metafore. Concetti complessi perché TUTTI noi in questo forum abbiamo a che fare con concetti complessi allorché ci si addentra, come appunto accade qua, con questioni che riguardano un territorio come quello della nevrosi e dell’emotività e le sue dinamiche.

    Personalmente osservo (in modo neutro) che da un’espressione banale e generale come “pisciare contro vento” è scaturita tutta questa emotività mettendo in luce in realtà un sottotesto emotivo nelle persone che è andato al di là del caso specifico. E nel contesto del forum, tutto sommato, mi sembra anche utile.

    ciao a tutti 🙂

  • 8791
    Ei -

    @Luna: per quanto mi riguarda, non do molta importanza all’ordine delle parole oppure al tono con il quale sono state dette, in quanto credo che siano solo espressione dello stato emotivo, forse sarebbe meglio cercare di concentrarsi piu sul senso della frase, che sullo stato emotivo del mittente. Credo che sia molto piu facile dare giudizi su una singola persona (a volte riguardanti piu l’apparenza che il contenuto), che magari, su di un evento, un concetto, perche’ un evento o un concetto potrebbero coinvolgere piu di una persona.. Sono d’accordo, che le frasi che ho detto possono sembrare scontate, ma una percezione individuale e di consequenza i modi di agire non lo sono affatto. Alcune percezioni individuali, purtroppo, possono distorcere il senso delle frasi stesse..

    @Marquito: secondo me l’egocentrismo (positivo, cioe’ quello che non intacca gli altri) sia una forma di difesa delle persone sensibili dalla nevrastenia..

  • 8792
    LUNA -

    MARQUITO: ciao 🙂
    io, mi ripeto, penso che non… pisciarsi più contro vento sia bellissimo 🙂 che percepisci proprio la differenza, anche nelle piccole cose, che poi spesso stanno alla base di quelle grandi.
    Tempo fa facevi l’esempio della persona che va in pasticceria e non riesce a comprare qualcosa per sè, ed è una metafora (che poi non è solo una metafora, succede anche concretamente) molto vera, e in molti campi della vita.
    Il giorno che entri… in pasticceria in modo diverso da prima te ne accorgi.
    Io non vedo un giudizio in quello che scrivi perché colgo il fatto che stai parlando per esperienza, il tuo prima e dopo, cosa ha significato per te il prima e cosa significa il dopo (o meglio forse un percorso che ha preso una differente direzione, anche se non è mai, ovviamente, finito). Come nelle parole di Marina percepisco la gioia e la serenità che viene dalle proprie conquiste, non in senso di medaglie, ma di tasselli in più appunto… come posso dire? di serenità e possibilità? I meccanismi di difesa che citavi li abbiamo tutti, e possono scattare nella vita. Non si tratta di giudicarli, ma di accorgersi quando sono scattati oltre misura non fungendo più da semplice protezione o adattamento, ma ledendoci, limitandoci e anche rendendoci sgradevoli pure se non vorremmo ecc…

    salutino a EME 🙂

  • 8793
    marina -

    @ LUNA io ci sono passata con i fraitendimenti quì,perchè spiegare a voce è una cosa scriverla è un’altra .Ti faccio un esempio stupido molto importante : io ho scritto ti amo ad una persona ,quando è stato il momento di dirlo a voce non mi usciva dalle labra ,eppure io amo questa persona .Così è all’incontrario!! Ti ringrazio che nelle mie parole hai percepito tutto quello che provo ,perchè è la verità . Comunque io ho capito quello che volevi dire e per me non è poco 🙁 sò benissimo che pisciare contro vento cosa significa purtroppo… ,io proporrei di deviare il discorso da un’altro argomento sempre di suicidio ,ma che possa poter salvare o almeno essere di aiuto a qualcuno ,se nò finiamo come il cane che si morde la coda e gira sempre su se stesso ,non se ne esce più. un bacio tesoro … :-))))

  • 8794
    Marquito -

    @ Eli:
    Io credo che l’egocentrismo sia un gravissimo errore prospettico e per quanto mi sforzi non riesco a vederci proprio niente di positivo.
    L’egocentrico ragiona come se tutto il mondo ruotasse attorno alla propria persona; il che può essere perfettamente vero, ma solamente dal suo punto di vista … il problema è che l’egocentrico pretende di applicare questo punto di vista anche agli altri. Una caratteristica tipica delle persone egocentriche è quella di “take for granted” … l’egocentrico dà per scontato che gli altri si preoccuppino sempre del suo benessere e delle sue personali esigenze.
    Tu parli di un egocentrismo positivo che non intacca gli altri. A me sembra molto difficile che una persona egocentrica interagisca con gli altri in modo equilibrato, senza risultare in qualche modo urtante e fastidiosa.

    @ LUNA:
    Nella mia vita piena di sbagli ho avuto un unico grande merito: non ho permesso alle avversità di cambiare la mia natura. Avrei avuto tutti i motivi per diventare scettico, pessimista, cinico, misogino … Avrei avuto tutti i motivi per essere incazzato con il mondo intero. Sarebbe stata una reazione sbagliata ma umananente comprensibile. Io invece, a parte un breve periodo di totale collasso psicofisico, non ho mai smesso di inseguire i miei sogni. Non ho mai smesso di credere nei miei ideali. Con un’ostinazione incredibile, e a prima vista del tutto immotivata, ho continuato a credere che il sogno della mia vita si potesse realizzare. Quando stavo veramente per gettare la spugna, il mio piccolo grande sogno è divenuto realtà. Adesso mi devo meritare questa colossale fortuna. E per farlo devo continuare a combattere, a lottare con ferrea determinazione per le cose in cui credo.

  • 8795
    Eme -

    Salutone affettuosissimo a LUNA 🙂
    Da esperta nel pisciare contro vento con la foga di Benigni nel Piccolo Diavolo non posso che condividere le parole di LUNA.
    Darsi addosso, colpevolizzarsi, annegare in ipotetici sensi di colpa universali quando non c’è una colpa specifica su cui buttarsi a pesce, arrovellare le meningi nei pensieri (rigorosamente bui) più disparati senza alcuna intenzione di analizzarsi ma semplicemente per argomentare una sentenza (naturalmente) di condanna, riconoscersi in tutti i difetti che un’enciclopedia universale può elencare e, ultimo ma non ultimo, stare attaccati come koala a situazioni (sentimentali, lavorative etc)che ci sfiancano, che ci fanno stare male, in cui non ci riconosciamo o non ci riconosciamo più solo perchè hanno il “pregio” della sicurezza…….ecco cos’è, per me, il pisciare contro vento.
    Mesi fa ero “contenta”.
    Una situazione sfiancante (ma mentre la stavo vivendo non mi rendevo conto di quanto fosse dannosa) si era risoltà da sè ed io, per un pò di tempo, ho beneficiato di quell’energia che ti regala la sparizione nel nulla di una molestia (nel mio caso morale).
    Dopo aver provato la sensazione che può provare un agorafobico lasciato solo nel centro di un immenso campo ho riacquistato la mia autonomia.
    Mi sono accontentata di questo. Sono stata “felice”. E mi sono fermata.
    Senza degnarmi di fare un minimo di autoanalisi, senza fare un minimo di autocritica costruttiva.
    E quando l’ebbrezza provata nello scoprire che ero ancora in grado di formulare un pensiero senza dover essere imbeccata o senza doverlo modellare per non incorrere in ritorsioni è svanita…..ecco che sono implosa.
    Non basta accendere un cero Pasquale per lo scampato pericolo. Occorre capire perchè si è corso quel pericolo, perchè si è caduti in quella situazione, perchè non ci si è resi conto di averla vissuta.Ma è un compito che richiede ancora più energia dello spostarsi un pò più in là rispetto ad una situazione che provoca disagio.
    E spesso si diventa pigri quando si tratta di fare qualcosa per sè stessi. Pigrissimi quando il livello di autodistruzione e di autodistruttività raggiunge il livello di guardia.
    E’ molto più facile e comodo chiudersi in un “è così e basta”, attaccarsi all’ineluttabilità di un destino che (naturalmente) non promette nulla di buono e trovare mille certezze tutte negative ad una “cosa” che, di per sè, è incerta, multiforme, variegata nel bene e nel male: la vita stessa.

  • 8796
    Eme -

    Non paghi, si diventa anche ciechi, sordi, muti e ottusi!
    E non mi si accusi di essere una bestia senza cuore e priva di comprensione nei confronti di chi soffre perchè, mentre scrivo, parlo (anche) di me!
    Come per dire……conosco l’articolo 😉
    Nel mio piccolo, per quanto stia facendo qualche passetto in avanti, continuo ad avere quei momenti in cui devo mettere le mani avanti e frenare anche il più piccolo complimento.
    Esempio scemo/iperscemo: persino il complimento per la scelta di un paio di pantaloni può far scattare l’artiglieria. Sento subito la necessità di dire che, però, la maglia mi sta da schifo e che in realtà i pantaloni sono un regalo di mia sorella e la maglia è una scelta mia. Anche se non è vero….
    E’ un esempio scemo, lo so. Ma rappresenta me ed una parte residua del mondo di Eme a tutti i livelli.
    E’ una sorta di vergogna residuo di un istinto di autodemolimento che non sento più mio ma che fa parte di me. Sbaricentrandomi.
    Ma sono situazioni sporadiche e, soprattutto, me ne rendo conto. Alcuni penseranno che non c’è nulla di che esaltarsi nel rendersi conto di una situziane ovvia e banale.
    Dipende dal livello da cui si parte. Dipende da quanto si è scesi nel pozzo. Dipende dai danni che hanno provocato sia l’infierire contro sè stessi che il lasciare che altri infierissero solo per creare una ragione alla propria esistenza su questa Terra.
    A volte mi do dell’imbecille da sola!
    Già, lo faccio spesso!
    Proprio come in passato.
    Ma è l’atteggiamento sottostante che fa la differenza.
    Se prima pensavo “sono un imbecille che non potrà far altro che provocare guai e vivere una vita che è tutto tranne che vita….tanto vale farla finita” ora sorrido della mia dabbenaggine e penso a cosa c’è sotto.
    Prima mettevo una pezza per coprire il buco e salvare la facciata per il bene di tutti ora cerco di andare alla ricerca di cos’è che provoca il buco e salvare il fondoschiena per il bene mio e degli altri.
    Non è facile. Non è assolutamente facile. E’ un percorso lungo, pieno di insidie, pieno di radici nascoste che mi fanno inciampare e cadere di continuo.
    Però, per lo meno, ho imboccato il percorso.
    E, per adesso, va bene così.

  • 8797
    birillo -

    Luna

    @”Poco importa se per terapia si intendonoo psicofarmaci, sedute dallo psichiatra, tisane, partecipazioni a gruppi di pensiero new age etc etc etc. Ognuno ha il proprio modo e, logicamente, umanamente, difende il modo in cui ha raggiunto una sorta di serenità”

    “BIRILLO: la frase “essere liberi di avere una dipendenza” è un paradosso, perché di una dipendenza si è comunque e sempre in qualche modo schiavi, anche se si lotta per la libertà di farne quel che si vuole, e si mette quel concetto in primo piano, essa rimane pur sempre una DIPENDENZA, lo dice la parola stessa. Non si chiamano LIBERTA’”

    c e qualcosa che non mi torna …

    anche gli psicofarmaci ti creano dipendenza ma dici che e una cosa positiva prenderli mentre le droghe leggere no …

    sara mica una crociata contro le droghe ?

    io lo gia espresso il mio pensiero sia sugli psicofarmaci sia sugli pichiatri/psicologi quindi non mi ripeto

    ma concordo con quello che ha detto tracy ti danno solo una sensazione di falso benessere ma io direi piu che ti rincojiniscono …

    riguardo alla depressione sapete gia come la penso cioe e una questione psicologica vivendo un periodo di m…. il tuo cervello inizia a buttarsi giu nel senso che vedi tutto sempre piu nero e molti non riescono a superare il periodo brutto visto anche la societa in cui viviamo intesa come stato/politici/instituzioni che non si interessa a nulla solo a cazzate tipo costruire 4 centrali nucleari dopo il casino che sta succedendo in giappone

    dai sto scrivendo un poema 🙂

    saluti a tutti smack alle fanciulle

    stanchissima dove sei ? come stai fatti vedere

    2 bacioni ^__^

    zauu

  • 8798
    Eme -

    Dai, su Birillo…..non mischiamo le carte. Tutto puo’ creare dipendenza. Persino le gomme da masticare. E tutto puo’ far male, persino le barbabietole. Credo ci sia una confusione di fondo quando si affronta l’argomento MOTIVAZIONI! Se assumi psicofarmaci solo per rimbambirti e sentire in modo attutito i colpi della vita oppure per arrivare alla morte, allora si, hai ragione, gli psicofarmaci, nel lungo periodo, possono rincoglionire. “Se li assumi a scopo terapeutico, se appartengono alla tipologia in grado di aiutarti nella gestione del tuo personalissimo pio piano nell’assunzione fino a smettere quando é ora di smettere, bé, in questo caso gli psicofarmaci possono rincoglionire solo chi é già rincoglionito di suo! Hai mai assunto psicofarmaci a scopo terapeutico? Io non ho mai fumato canne, quindi non so quale sia la loro effettiva portata “rimbambente” nel lungo termine. Mi astengo dai giudizi e non mi spiego come si faccia ad avere tante certezze su cio’ che non si é mai assunto e non si conosce! Tu e Tracy vi basate sui testi scientifici? Bé, allora, caro Birillo, ho una notizia per te: anche le canne rimbambiscono……stando ai testi. Mi sembra che questa sia una polemica sterile che potrebbe andare avanti all’infinito (e poi contestiamo le liti ridicole dei politici…..lasciamo stare). Tu vuoi essere libero di fumarti la tua cannetta. E hai ragione. Vuoi l’approvazione generale? Non potrai mai averla, lo sai. È pura statistica…..l’approvazione plenaria é tipica dei regimi in cui per uno che acclama c’é uno che gira con il manganello e il copione che indica come acclamare e cosa dire durante l’acclazione. Tutto puo’ far male, tutto puo’ dare dipendenza, tutto puo’ farti rimbambire e persino crepare. Io assumo psicofarmaci in bassa quantità per aiutarmi nell’affrontare i miei disagi, per ristabilire equilibri chimici alterati e per affrontare con lucidità i miei problemi. Tu, Birillo, perché fumi canne? È una domanda senza polemica 🙂 Un saluto a te e a tutti.

  • 8799
    Eme -

    Bé, c’é un pezzo di post rosicchiato che non riesco a modificare, ma credo che il senso sia chiaro. Comunque….le paroli mancanti sono: “se assumi psicofarmaci per aiutarti nella gestione del tuo disagio, se rallenti piano piano fino a smettere quando é il caso di smettere e se é il caso di smettere del tutto”! Ri-ciao.

  • 8800
    LUNA -

    EME: ciao 🙂 direi che il senso è chiarissimo. (a parte che rido tanto per la barbabietola… è verissimo quello che dici, ma barbabietola mi fa ridere perché ti adoro anche per la tua vivacità di scrittura anche nell’esprimere concetti molto seri, e già sai :DDDD).
    Prima che arrivasse il tuo post, avendo letto quello di Birillo, stavo per dirgli che la prima frase mia che ha citato è in realtà tua (ma la quoto completamente!) ma che l’ha estrapolata da un post in cui tu dicevi anche altro, appunto, e cioè quello che ribadisci anche qui, aggungendo appunto anche la parte sulle canne con cui sono perfettamente d’accordo.
    Per inciso anche Marquito, @Birillo, mi pare abbia spiegato molto bene il suo punto di vista sul perché Tracy ha buttato lì una frase che vuol dire tutto e niente e spiegando anche la propria esperienza personale con gli psicofarmaci in senso no dipendenterincoglionente.

    Birillo, io parlo di molte cose, e sono collegate, perché parliamo di disagio, e di esperienze nel disagio con le sue varie correlazioni, o di percorso per uscirne, ma tu sei particolarmente colpito solo dall’argomento cannico e quindi a te pare che io faccia una crociata, che tipo se vedo uno che si fuma una canna gli faccio un pistolotto.
    Per inciso ci sono molte persone che non si fanno canne e non perché fanno crociate contro le canne, ma perché delle canne non gli frega un tubo. Io un paio di canne in gioventù gioventurerrima le ho fumate, per provare, come si dice, per curiosità, come si dice (anche se ammetto, non mi fregava niente neanche prima… ma ero andata contro il fatto che non mi fregava e le avevo provate) e provarle mi ha dimostrato ancora di più che non me ne poteva fregar di meno. Non ho passato gli ultimi 21 anni a dirmi: non fumo una canna perché…
    semplicemente non mi è venuto in mente. Questo dal punto di vista personale. In compenso fumo, che non è una gran cosa. Non faccio crociate contro il fumo, non faccio crociate pro-fumo. Però non posso neanche dire che fumare sigarette sia una dimostrazione della mia intelligenza o della mia libertà. O meglio, se vivo come una dimostrazione della mia libertà il fatto di fumare forse sono io che mi devo sganciare dal fatto che le prime sigarette mi davano un senso di libertà, ma perché avevo 16 anni e quindi molte cose per me rappresentavano una rottura (non di palle, nel senso rottura di schema)

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