Il suicidio
di
beppino
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
Leggi tutto il testo a pagina 1
L'autore, beppino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.
Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Me stesso
14.953 commenti
Pagine: « Prec. 1 … 171 172 173 174 175 … 300 Succ. »
Pagine: « Prec. 1 … 171 172 173 174 175 … 300 Succ. »
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.
Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.
▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati alle ore 10, 14, 18 e 22.
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

BUCK: non lo so… intendo dire che non lo so, neanche a me piace molto la faccenda delle etichette che ti hanno rifilato nel ’78.
E’ ovvio che non posso sapere chi sei, e potresti essere pure uno stronzo con tanto di patente, per dire (non mi pare) però io credo che la mia strizzacervelli, quando io volevo delle etichette, mi abbia fatto un grosso favore a non darmele. “A che ti servono?”, mi disse.
Naturalmente io le dissi: “Non me le vuoi dare perché sarebbero tremende?!?”. Lei si mise a ridere. Non di me, con me, che c’è una bella differenza. Sai, Buck, io non sono una strizzacervelli e quindi di etichette non so nulla, e immagino che ce ne siano alcune che avranno pure un loro senso e una loro utilità, se sono connesse per esempio ad un tipo preciso di cura medica ecc. Però mi domando che etichetta sia “anafettivo”.Io all’epoca chiesi alla mia striz un’etichetta perché, in parte, le etichette erano proprio un mio problema. Nel senso che io, consapevolmente, contro le etichette messe da altri lottavo e le odiavo. Sei una figlia così e cosà, giusto è così e cosà, sei egoista così, sei egoista cosà, o, peggio ancora: hai fatto così perché in realtà volevi fare cosà…
Le etichette sono opinioni, e, interiorizzate in negativo, ci limitano. Ora, siamo nel 2011, tu guardi indietro, perché sei in un momento particolare della tua vita (sarebbe particolare già se tu non avessi avuto l’incidente, perché la pensione è un momento di cambiamento… non l’ho provato, ma insomma, penso sia abbastanza naturale) e nessuno può dirti se la stai leggendo per quello che è o attraverso i famosi occhiali della depressione e dell’eccesso di limite e di autocritica che si diceva… voglio dire, la tua vita è la tua e sai tu quella che è stata e come ti va di leggerla…
però mi fa specie che tu pensi adesso a quella cosa del ’78 e che forse tu ci abbia pensato anche troppo…
a me capita di leggere la mia vita e di vederci delle cose che mi servono, un po’ come diceva EME. Fai una rilettura ma in senso costruttivo. Poi ci sono dei momenti invece in cui guardi indietro con estrema severità, o guardando le cose da un lato solo, o magari dicendoti cose come: mi sono sempre… sono sempre stato…
Io temo che quando siamo depressi o comunque provati, come lo sei ora tu, rischiamo di rileggerci in maniera parziale e eccessivamente severa.
Tu lo chiami forse suicidio razionale perché stai valutandoti come se tu fossi diventato inutile e che lo sia il tuo futuro, ma mi chiedo
, e perdonami se me lo chiedo, quanto sia razionale quello che dici, e invece emotivo e filtrato dai tuoi pensieri negativi.
Perché il dato oggettivo è che hai un dolore fisico e che oggi, il 22 febbraio, non hai ancora trovato una soluzione. Ciò certamente ti può bastare a non poterne più. Ma tu ci dici altre cose, che denotano una grande severità verso te stesso in questo momento e anche guardando indietro.
Ora, Buck, seguimi: non sto dicendo che il pensiero e le emozioni non siano potenti. Sono cose potentissime, perché sono il filtro delle nostre intenzioni e della realtà per come la sentiamo e concepiamo. E non hai certo bisogno che te lo dica io questo. Solo che non ho mai sentito un depresso, qualunque età avesse, non entrare in queste vie chiuse di pensiero. Me compresa.
Tu ci racconti un tuo periodo di chiusura. In cui, peraltro, ti ringrazio di averci fatto entrare almeno un po’. Perché so quanto è difficile accogliere qualcuno quando siamo chiusi. Di cosa ti devi vergognare? Io non vedo di cosa. Mi rivedo in certe cose che dici: la soglia alta del dolore, la capacità di reggere molto (non per autodimostrazione consapevole, come dato di fatto), io sono un’estroversa che però ha una parte introversa sviluppatissima.
@A 11 anni , quando la nonna materna mori’…@
Perché avrebbero dovuto sospenderti? perché parlavi di suicidio e non si doveva, suppongo. Un’altra spiegazione non mi viene. Io leggo la tua affermazione di allora (io) come una prova di sensibilità fortissima, di un’empatia così alta da esserne travolto, con conseguente fuga nella razionalità “protettiva” di una “soluzione”, non una prova di anafettività. Avevi visto da vicino il dolore e ne eri stato turbato. Ti aveva portato a chiederti, a 11 anni, cose sulla vita, la morte, lo strazio. Ora io non leggo una persona anafettiva o dura, leggo una persona con una sensibilità accesa (consapevole o no che sia) e piena di stanchezza in un momento denso di cambiamenti importanti (pensione, separazione), e con le energie di quelle svolte in questo momento bloccate da un disagio fisico. E’ un mix che manderebbe in crisi chiunque, anafettivi, affettivi, sposati e singles. Datti una possibilità, Buck, di rielaborare tutto questo…
EME: nulla di ciò che hai detto è banale! Capisco e condivido, anche quella sensazione di… sospensione. Tipo: quando sono partito? azzo, sono tornato, e guarda come son cresciute le erbacce. E’ un flash notevole. Io lo chiamo effetto congelamentoallabuckrogers
Grazie a tutti voi, per le dolci parole che avete per me.
Ma purtroppo ora non credo in nulla; non credo nella vita, nella giustizia, non credo in Dio, non credo in nulla.
Credo solo nell’amore che ho per mio fratello.
Quando le persone mi dicono ” e sotto il manto il Dio e ti protegge” a me viene da ridere, perchè anche qui, nei miei 29 anni mi ha sempre protetta, anche dal suo star male.
Voglio dire una cosa a tutti coloro i quali la vita non ha colore, a coloro che camminano e respirano per inerzia, a chi non riesce a dare un senso a questa misera vita terrena: c’è sempre una speranza, c’è sempre un qualcosa che puo’ rialzarvi.
Mio fratello soffriva perchè era speciale, troppo sensibile.
c’è chi nasce ladro, chi nasce santo, chi nasce missionario, mio fratello è nato speciale.
e chi soffre è smpre speciale, perchè la sofferenza ci apre gli occhi su realtà sconosciute che spesso fanno paura.
vi voglio bene ragazzi, davvero.
@Dago:grazie per essere sempre cosi’ delicato nelle tue parole.ti abbraccio
Cavolo, ho scritto “ai 60 anni” anzichè “hai 60 anni” . Chiedo venia.
vorrei aprire il mio cuore per aiutare ognuno di voi a ritrovare la gioia della vita anche nel pieno della burrasca. Quella di andare a Dio e’ un aiuto grandissimo…è l’unica che conosco che mi abbia aiutato, i medici le medicine e tutte le altre cose sono palliativi, la pace e la serenita’ deve nascere da dentro il cuore, da dentro alla mente, e Cristo Gesu’ lo puo’ fare, credetemi!!! Vi amo dell’amore del Signore. Ai tanti amici che amano avere un linguaggio scurrile voglio dire che il tuo modo di esprimenti non ti rende piu’ addolorato degli altri, ricordati che abbiamo una dignita’ che non dovra’ mai essere messa sotto i piedi. Sii piu’ dolce, anche se sei arrabbiato. Esco da queste discussioni perche’ ho compreso che volete rimanere nei vostri pensieri
Marzia, spero che tu vada tarda “a Dio”, ma presto fuori di qui.
Non so che problemi hai avuto.
Se non ne hai avuti, non permetterti neanche di venirci qui.
Se ne hai avuti allora mi domando come fai ad essere così superficiale.
Non so se son di quelli che usano un linguaggio scurrile, ma per ora non mi sento di considerarmi tuo amico.
Mi sa che tu neanche la gioia della vita sai cos’è, altrimenti capiresti quanto ci sei lontana…
zau belli/e finalmente ho sistemato il pc … veramente avevo fatto da qualche gg ma ho fatto altro 🙂
cmq alla fine vedo che state dicendo sempre le stesse cose
daltronde non c e nulla di nuovo da dire
su una cosa siamo tutti daccordo
la vita fa skifo
poi ogniuno ha le sue opinioni io le mie le ho gia dette ma le ridico
per chi non le a lette
secondo me dio non esiste .. la bibbia che e l unika cosa reale che lega l uomo a dio e stata scritta da qualcuno che ha assuno qualche sostanza psicotropa ed ha scritto le sue allucinazioni
riguargo gli strizza cervelli … in molti casi aiutano com mi ha fatto capire andrea ma non in tutti
per chi ha dei problemi gravi al max che possono farti e rinkojonirti con psicofarmaci per farti credere che tutto va bene ma non e cosi …
dai un saluto a tutti
e un bacio alle fanciulle (:
@stanchissima
dove seii e un po che non ti leggo piu -.- smack 🙂
ma birillo che ne sai? d altronde la bibbia non è indispensabile..non è l’unica cosa credo. comunque certa gente parla del mondo e dell’universo come se avessero solo loro la verità in tasca. e mi riferisco anche ai tipi come birillo…ciauuuz
Bentornato Birillo, anche tu hai detto sempre le stesse cose, quelle che hai detto all’inizio. Cosa vuol dire dirne di diverse? sai che non lo so più? Alla fine c’è chi vuole uscirne e chi no e si capisce in fretta, chi lo vuole e chi no. Con chi non vuole si può parlare per una vita intera senza ottenere nulla, con chi vuole bastano poche parole per capirsi e andare oltre.
Eme, non è vero che quando vai oltre c’è solo una compensazione con quello che è mancato prima. E’ la prospettiva che cambia, la visione delle cose, di tutte le cose, è il modo di vivere che cambia, sebbene restino dei problemi.
Posso dirlo per me stesso. Ho sofferto tanto nella mia vita, anch’io credevo di voler morire, ma se penso a come tutte quelle esperienze mi hanno cambiato in meglio non credo che se potessi tornare indietro le cambierei. Anche perchè per poterle cambiare dovrei essere diverso io, e non potrei esserlo senza aver prima vissuto le stesse esperienze. Dovrei tornare indietro come sono adesso per cambiarle. Del resto, le persone che mi hanno fatto soffrire hanno potuto farlo perchè io glie l’ho permesso. Ora non avrebbero più presa su di me e questo è un grande traguardo. Un traguardo che ho raggiunto anche grazie a loro. E non è l’unico. Le cose succedono sempre per una ragione, mai a caso. Soprattutto quelle che non capisci subito.
E non pensare che non ci siano stati giorni in cui non capivo tutto questo neanch’io e mi chiedevo tutte le cose che vi chiedete ancora voi. Ma proprio tutte, esattamente le stesse. Ci sono cose che non ho avuto, altre si, ma sia il fatto di averle che non averle mi ha insegnato qualcosa di utile.
Marzia, anch’io avevo pensato di donare gli organi, nel caso. Ora vorrei donarli comunque, ma dopo la mia morte naturale.
Spero che i vostri problemi si risolvano al meglio. Sai, anch’io ho vissuto qualcosa di fuori dall’ordinario e anche altre persone che conosco bene. Molti considerano vita solo un corpo che respira e quando non respira più, sembra che la vita sia finita. Dio è visto in diversi modi, in diverse religioni e filosofie, ma molti si fissano sui difetti di una sola e questo non lo capisco. E’ come se dicessi che siccome una certa marca di automobili fa schifo, l’inventore di tutte le automobili è un incompetente. Allora perchè altre funzionano così bene? Forse bisognerebbe cercare la causa nel costruttore di quella specifica auto, oppure in chi la guida. Lo stesso vale per le tragedie della vita, penso.
Tracy, scusa il ritardo per il tuo post sull’amicizia. Se ti fa piacere questa è la mia pagina di fb
http://www.facebook.com/profile.php?id=1270112253
@tracy
io non lo so ho detto solo quello che penso
e quello che vedo tutti i giorni
e vero che la bibbia/corano sono quase le unike cose che legano l uomo a dio difatti se vai in chiesa il prete legge sempre un pezzetto del vangelo/bibbia
tu mi puoi parlare della fede ma come puoi credere in qualcosa che non sai bene se esiste o no ?
comunque rispetto le scelte di ogniuno ed e giusto che alcuni es marzia si aggrappano a dio x andare avanti
@andrea
ciau bello hai ragione c e chi vuole ascoltare e chi no ed e giusto che sia cosi
riguardo alla tua domanda
“sai che non lo so più? ” non la ho capita e vero anche io ho detto e continuo a dire sempre le stesse cose ma le penso ed e giusto che le dico mika posso pensare una cosa e dirne un altra 😀
bu dai un saluto a e un bacio alle fanciulle ^__^
ANDREA: “E’ meglio essere ottimisti e avere torto che essere pessimisti e avere ragione” Einstein 😉
Birillo: “Su una cosa siamo tutti d’accordo, la vita fa schifo”.
Come l’hai fatta questa tua indagine DOXA per ottenere questo risultato? 😉
Io non penso per niente che la vita faccia schifo, io penso che sia uno schifo stare come stai (tu generico) quando ti schifi della vita e la guardi con gli occhiali appannati versione “schifezza”. Allora, a parte quello che oggettivamente è il tuo problema, o sono i problemi, tutto quello che era uguale e scorreva intorno a te in un certo modo, anche buono, anche armonico, anche neutro, quando lo vedevi per quello che era, o con occhio positivo, diventa uno schifo e ogni benessere una bugia.
Io penso che sia uno schifo quando vivi un periodo di così grande dolore, per un problema tuo o per un problema di chi ami, che TUTTO diventa quel dolore.
Come ho già detto non giudico chi ha la manopola girata sul negativo. come potrei tantopiù visto che è capitato anche a me. Anche se, pure nei momenti più bui, non pensavo che la vita fosse uno schifo… pensavo fosse uno schifo che ci fosse un muro, un fossato che mi pareva pieno di squali, tra me e la vita. E che tutte le cose che mi erano parse sempre belle e importanti e armoniche fossero diventate “insufficienti” a farmi sentire meglio o a catturarmi realmente.
Il fatto è che l’essere umano ha un cervello, un cervello che rielabora degli stimoli e delle informazioni, e costruisce anche le sue tesi. Ma il cervello è collegato alla persona in toto. Una persona che ha un disagio non lo fa apposta a usare il suo cervello in una direzione di tesi negative e a cascarci dentro sempre più, come una melma. Non lo fa apposta e tanti sono i fattori che concorrono. Se pensiamo che basta un piccolo squilibrio ormonale o una carenza di qualche minerale (anche senza saperlo) a cambiare il nostro umore, e ci mettiamo vicino il fatto che l’umore, la percezione di noi stessi e del mondo, cambia anche a seconda che siamo in una fase di forte stress, stiamo rielaborando un lutto o una malattia nostra o di un congiunto, e stiamo cercando le difese adeguate per affrontarle, in un misto di paura, dolore, adattamento e difese e stress, che abbiamo magari recentemente subito un trauma o ne abbiamo altri, non rielaborati, che ci tormentano per anni o che sebrano sopiti ma che esplodono tutti insieme in una specie di disastro pirotecnico quando arrriva la classica goccia… se pensiamo
che oggettivamente anche il più forte, ottimista degli uomini (inteso come essere umano) prova emozioni e ha bisogno delle sue soddisfazioni, e quindi se si sente privato, magari a raffica, di cose importanti, cede. Se pensiamo che gli esseri umani spesso hanno dei problemi con la loro identità, a volte senza saperlo, finché qualcosa non provoca una forte crisi, e sono in genere troppo severi con se stessi, e pieni di etichette con le quali combattono, anche quando si nascondono in un’eccesso di indulgenza o sputano fuori per difesa aggressività…
Allora, mi dirai, lo vedi che è uno schifo? No, io intendo dire che alle volte finiamo con il pensare che sia la vita a essere uno schifo senza cercare più neanche di capire cos’è che veramente, umanamente, ci ha mandati in tilt, e cosa possiamo fare per tornare in equilibrio. Almeno tentare. Allora le persone che ci dicono cose diverse dalle tesi negative che il nostro cervello produce sono degli sciocchi, degli inconsapevoli, sono attaccati a convinzioni banali di luoghi comuni per tenersi a galla e si raccontano un sacco di bugie (quando spesso anche le tesi negative sono infarcite come paninazzi imbottiti di luoghi comuni e di opinioni date per oro colato), dicono un sacco di cazzate e li trattiamo magari anche con una certa sufficienza… oppure ci infastidiscono perché li percepiamo per supponenti mentre dicono che a loro qualcosa è servito. Oppure diciamo che parlano così solo perché non hanno sofferto davvero. Oppure chiudiamo la partita così: chemmefrega? tanto io sono irrecuperabile. Allora tiriamo morsi anche all’empatia, e non ci rendiamo neppure conto che non siamo solo noi ad essere fragili o sensibili, noi che stiamo male, ma che anche gli altri, quelli che ci scrivono delle cose e si mettono in gioco possono esserlo quanto noi.
MARQ: il tuo esempio del dolcetto non è per nulla banale, anzi. Ci sono persone che non riescono a concedersi i piaceri, e chi, per lo stesso motivo, riempie magari il vuoto prendendosi un’infinità di cose, ma senza goderne, che è uguale. In seguito al mio crollo e una serie di problemi contingenti io ho passato una fase stile “piccola fiammiferaia” nella quale son riuscita a vivere con niente, ma con l’angoscia della privazione e del buco nero economico che si allarga. Una fase in cui la banalità del che buon dolcetto da un euro me lo compro era fantascienza, non per volontà, ma per situazione. Più ciò mi deprimeva, più guardavo il buco nero invece delle risorse.
@ tracy
io sono realista vedo il mondo come sta andando avanti e purtoppo non va bene prendi rivoluzioni in africa e o in italia quelo che succede e traggo le mie conclusioni ^_^ anche oggi vedendo il tg hanno creanto un nuovo spot inutile per prevenire il consumo di droghe ma servira a ben poko difatti una ragazza e stata ricoverata in ospedae perche stava riskiando il coma etilico …
voi siete liberi di pensare come volete 🙂
dai un saluto a tutti
smack alle fanciulle ^___^
@LUNA
e inutile che mi dici che la vita e bella mi sa che ki vede con okkiali appanati sei tu
io vedo le cose come stanno esempio se vedi il telegiornale ti accorgi di quanto faccia skifo la vita
es una ragazza giovane non puo andare in giro tranquilla se no corre il riskio di essere violentata
su una cosa siamo daccordo purtoppo la vita e diventata piu stressante rispetto a molti anni fa adesso per nulla le persone fanno cazzate
es quello che ha pikkiato a morte il taxista perche ha investito il cane dell amika
forse lo avrei fatto anche io
penso che un animale da compagnia vale piu di mille persone oppure quel tipo della svizzera che sikkome la ex moje voleva trasferirsi in belgio e di conseguenza non le avrebbe piu permesso di vedere le bambine ha fatto che uccidersi lui e forse le bambine …
ti potrei raccontare altre mille cose che succedono e o sono successe ma basta che accendi la tv e vedi il telegiornale per capire quanto questa vita
non solo mia ma anche tua e di tutti faccia skifo
io ribadisco che sono realista e vedo il mondo che ci circona e traggo le mie conclusioni ^_^
dai questa non vuole essere una critica rispetto tutte le opinioni e se tu ci vedi qualcosa di bello in tutto il marcio che ci circonda sono felice per te
purtoppo io non lo vedo anzi secondo me lo stato non fa nulla per cercare di cambiare le cose
chi sta al governo pensa solo ad arrikkirsi e o scannarsi con l opposizione e o fare spot pubblicitari inutili 😀
dai un saluto ^^
un bacio alle fanciulle
Tutti coloro che formulano giudizi astratti sulla “Vita”, affermando che “la Vita è una cosa meravigliosa”, oppure che “la Vita fa schifo”, commettono un colossale errore di prospettiva. Questi giudizi sono testimonianze psicologiche di prima grandezza; ci dicono moltissime cose sullo stato d’animo di chi li pronuncia, ma dal punto di vista logico sono del tutto privi di significato. Sono giudizi sommari, frasi senza senso, generalizzazioni indebite. Sono la proiezione di esperienze personali e del tutto soggettive. Il pessimismo cosmico è altrettanto vacuo, unilaterale e superficiale dell’ ottimismo più sfrenato.
La “Vita”, di per sé considerata, non è né bella né brutta; né meravigliosa né schifosa, per il semplice motivo che la “Vita” (intesa in senso astratto, come esperienza universale ed oggettiva) non esiste affatto. Esistono tante vite quanti sono gli esseri viventi e ciascuna di esse è unica e irripetibile.
Ciò che sto dicendo è terribilmente ovvio, terribilmente banale, ma certe volte, alle persone intelligenti, sfuggono proprio le cose più banali.
@luna @athos , grazie,
mi confermate nella mia opinione che aprirsi a chi non conosci , per uno come me, è più facile.
Vorrei precisare : non ho scalato in himalaya , non ho superato i 5500 mt , ho visto molto , ma in Antardide ed in Australia non sono mai stato , e mai più ci arriverò.
Oltre che anaffettivo , probabilmente sono anche uno Stronzo Pastentato ( me l’ hanno testimoniato alcune volte , solo donne, guarda caso.)
Forse lo sono. Tuuttavia non intendo cambiare, o non posso cambiare ( è troppo tardi … eeh , bona là , non è mai troppo tardi , ma nel mio caso si). Oggi il dolore ha un poco mollato , sarà l’aria meno umida , è freddo ; il boschetto che circonda casa mia è gia’ brinato , scricchiola ai miei passi incerti. O forse devo rigraziare la (ex) moglie che stasera è fuori ( sia benedetto il Rotary).
E’ difficile affermare se ciò che ho in mente è filtrato da occhiali negativi: perchè mettermene dei positivi?.
( e siam sempre li)
Non c’ è nulla da fare , conscepisco la mia vita( solo la mia , non giudico gli altri) solo in termini attivi. Non mi iscriverò al club degli scacchi ( nulla contro gli scacchisti !).
E’ vero , solo io posso darmi delle risposte , ma non credo alle autocertificazioni , sono in genere false o falsate.
E’ vero , la vita spesso fa schifo ,ma è l’unica possibilità che abbiamo , questo è certo.
Ma parlo solo di me , accidenti , e non importa a nessuno . Non sto aiutando nessuno ( ma solo annoiando) -ma potrei ? siete una bella community ( si può dire?) anche se a volte i vostri discorsi sono per me “cerebrali “.
Non so più che dire: siete meglio di me , forse
Per ora ciao , siete giovani , e le possibilità di cambiamento-pos itivo-, statisticamente , sono dalla vostra parte. Non mollate , non ve lo potete permettere.
Per inciso , oggi ho seppellito il mio primo compagno di Corso di Laurea , il cancro se lo era trovato lui , a me è toccato confermarlo.
L’altra sera , prima che spirasse , sono quasi riuscito a farlo ridere ( non è un film): io di turno di guardia , lui al termine della vita. Ho invidiato la sua dignità. Lui non voleva , non doveva morire ( moglie e figli che lo adoravano.)Eravamo in due , è rimasto il più stronzo ( me l’ ha detto ridendo). La vita non fa schifo , non è ingiusta : la Vita è solo la Vita.
Un ciao a tutti.
@ Birillo!
ciao tenerone….sono sempre stata qui a cercarti ma non ti ho trovato x un po. sono felice di rivederti, non ho scritto nulla perchè non ho nulla da dire. parlo sempre con i muri, ed ogni sera quando smetto di lavorare, comincio il mio secondo lavoro….pensare bene a come scomparire!
Non ho nessuna emozione, non sento niente di niente. lavoro, penso e dormo. non interagisco con nessuno perkè parlare con la gente apparentemente sana mi da una rabbia per quanto è superficiale che la prenderei a schiaffi….tipo adesso proprio in questo momento ho ricevuto un sms….uhela’ domani ci facciamo un coffe?
ma va a ca.... te e il coffe e tutte le stronzate che vorra’ raccontarmi, che lei è bella, è fi.., è ricca, è una donna in carriera……ma t’immagini la mia faccia se mai l’ascoltassi? no, non puoi immaginarla perchè non mi conosci ma sono molto espressiva e non riuscirei a fingere.
Dunque birillo proseguo nel buio…..spero invece che a te vada meglio!!! ti bacio, un bacio a tutti tranne che a Marzia.
Ma vai un po in africa a far la missionaria, qui non c’e’ bisogno del tuo dio che t’aiuta a farti ridere i sensi!!!
ciao a tuttiiii
Birillo: ovviamente io non sto litigando con te.
E non era certo in senso offensivo che parlavo di occhiali appannati. E, se leggi bene, mi riferivo a me stessa dicendolo, non in questo momento, ma in altri momenti sì.
Per occhiali appannati io non intendo il fatto che si debba non vedere anche il male, l’ingiustizia o il dolore che c’è al mondo. Tutto questo esiste, ed è normale che ci causi anche indignazione, empatia, rabbia, che tocchi la nostra sensibilità. Inoltre dobbiamo vederlo. Dobbiamo vederlo perché altrimenti possiamo non essere in grado di difenderci quando la violenza ci tocca personalmente, o non possiamo fare qualcosa di costruttivo, nel nostro piccolo, per la violenza o la sofferenza.
Se le persone non si rendessero conto che esistono anche il dolore e la sofferenza o le ingiustizie non ci sarebbe nessuno che cerca di guarire o curare o lenire il dolore, nessuno che si batte per la giustizia, e non ci sarebbe stato neanche progresso rispetto a quando, per fare un’anestesia, si davano botte in testa invece di aver cercato degli anestetici o esisterebbe ancora la tortura in tutto il mondo come spettacolo simile ad andare allo stadio.
Quindi il mondo non si è solo involuto, ma si è anche evoluto. Non tutto il mondo purtroppo. Ma, tornando al discorso degli occhiali:
io non sono una persona che vede solo il bene, ma cerco di vedere anche il bene. E non in senso solo idealista, ma concreto.
Tu mi parli di tutto quello che non va, ma esiste anche ciò che va.
Esistono persone che ogni giorno, credendo davvero a quello che fanno, non solo per i soldi, lavorano nel sociale, aiutano le persone, cercano, di fronte a problemi concreti e gravi, di fare qualcosa. E fanno qualcosa. Tu neghi questa evidenza, parlando solo delle mele marce, ma non vedi quelle buone.
E per inciso posso anche dire che non vedo nulla di male nel fatto che persone che si occupano del sociale vengano pagate come altre persone che fanno altri mestieri. Non vedo perché un benzinaio o una commessa è giusto che siano pagate perché stanno lavorando, mentre chi si occupa di cose che riguardano altri settori dovrebbero lavorare gratis per dimostrare che credono in quello che fanno.
Tu mi parli di giovani che si drogano e sono problemi seri, ma ci sono moltissime persone che non fanno solo parole vacue, ma che cercano di fare informazione, di andare a cercare chi ha dei problemi, di offrire sostegno in un percorso di recupero. E questo te lo dico non perché voglio vedere ciò
che non esiste perché ho gli occhi foderati di buonismo, ma perché queste persone esistono, ne conosco, e non sono neanche poche.
Sono esseri umani, non ologrammi, hanno i loro pregi e i loro difetti, ma esistono anche persone che fanno delle cose concrete per migliorare se stessi e il mondo in cui vivono.
Io non voglio farti cambiare idea, ed è vero che la situazione politica è una schifezza… ma esistono ancora le persone, e mi sembra un paradosso rifiutare il tuo vicino di casa o la vita nel suo piccolo perché non puoi cambiare il mondo in grande.
Ovviamente non farai così, ma sarebbe come se nel momento in cui una persona anziana e malandata mi chiedesse un aiuto per attraversare la strada io dicessi:
no, scusi signora, ma non ho tempo e me ne frego, perché sono troppo incazzata e schifata per come va il mondo.
O come se entrassi in un negozio, in cui una persona mi sorride (e non perché mi vuole spillare dei soldi, ma perché è gentile e magari ama anche quello che fa), e io la mandassi a ca.... con uno sguardo ostile perché il mondo è uno schifo.
Anch’io sono indignata per le cose che non vanno bene al mondo, e sono preoccupata per le cose che non vanno nella mia vita, ma non è che per questo odio tutto e tutti.
Nè per questo sono miss bontà o buonismo 2011.
Semplicemente, come diceva Marquito, non è una questione di estremi.
Io spero non mi succeda di essere così ferita da avercela con tutto e tutti o rifiutare tutto e tutti, e la vita stessa. Non sono immune dal poter avercela con tutto e tutti, dal rifiutare tutto e tutti, da sentirmi rfiutata da tutti e tutti, e la vita stessa. Credo onestamente che nessuno lo sia. E dei traumi ravvicinati mi hanno messa a dura prova.
Però proprio per questo cerco di non nutrire le mie ansie e le mie paure dando loro, io per prima, bistecconi mentali che le ingrassano ancora di più.
Ciò non significa che io edulcori la realtà per vederla tutta buona, ma sto dicendo che ho imparato sulla mia pelle che la mia mente e la mia sensibilità hanno bisogno di incazzarsi e di soffrire quando è il caso ma anche di cercare di far entrare il buono che esiste e di investire le energie in modo creativo e costruttivo. Altrimenti il mio equilibrio si ammala. L’ansia antipatoria non evita i problemi, purtroppo, più grandi che possono presentarsi, o no, o altri, e sui quali non abbiamo alcun controllo, bensì spesso di distoglie dalla risoluzione di quelli presenti, bruciando energie più di una stufa costantemente accesa.
La vita il mondo che ci circonda fà schifo e quì siamo tutti d’accordo ma se si provasse a guardare in modo diverso forse e dico forse non è poi così.Quando io vedevo tutto buio nel tunnel senza via di scampo tutto ciò che mi circondava èra nero invece ora ho scoperto che può essere anche grigio,nè bianco ne nero ,e vivo la mia vita all’ombra di essa ,ho imparato ad amarmi , mi piaccio !!ho imparato a pesare le parole che mi vengono dette e altro .Mi sono data un’altra possibilità come te la puoi dare tu Buck ,non guardare più a quello che sei stato o hai fatto (non ne esci) guarda a quello che puoi fare oggi (non domani) .Dici che ormai hai quasi 60 anni .. e allora affronta questa nuova fase della tua vita con serenità non buttarti giù e vai avanti!!! io ne ho 55 ,ma ho deciso di rincominciare da zero , ci stò riusciendo… non è mai troppo tardi .Frase fatta. Io ho scalato una montagna più alta di tutte….la depressione,il suicidio e l’autodistruzione di me stessa !! ciao a tutti 🙂
@ stankissima
zau bella 🙂 io sto benino il dito sta passando piano piano ma fino al 7/3 saro a casa poi mi faranno radiografia e forse mi levano la stekkina nn vedo l ora mi so gia rotto di stare a casa …
anche io e un bel po che non vedo piu “amici” ma forse e colpa mia forse sono io ad averli allontanati ..
sono contento di averti rivisto 🙂
io non parlo con i muri ma con il pc a volte ci bisticcio anche ma alla fine vinco io 😛
@ LUNA
e vero ci sono anche le persone “buone” ma sono una minoranza rispetto alla societa che ci circonda non dico che siano tutti delinquenti ma la maggior parte pensa solo a se stessa senza curarsi del prossimo
riguardo alle associazioni di volontariato secondoo me sono solo un markio per farsi notare che loro sono speciali…
non occorre essere in un associazione di volontariato per aiutare il prossimo chiunque puo farlo basta essere altruisti e non pensare a se stessi
infine riguardo alle droghe oramai e una battaglia persa
finche vivremo nel proibizionismo
no si puo pensare di cambiare il corso degli eventi sentivo l altro giorno dopo avere creato il nuovo spot “inutile” l intervista a giovanardi dove diceva che il consumo di droghe e sceso nell ultimo anno ma non ha detto che e aumentato quello dei super alcoolici ma quelli sono legali e quindi va tutto bene se un ragazzino/a esce il sabato e si beve l impossibile riskiando il coma etilico
se vedi le statistike dell olanda dove non esiste il proibizionismo il consumo di sostanze stupefacienti/alcool e minore rispetto a quello dell italia e non vuol dire che i giovani italiani so piu rinkojoniti di quelli olandesi ma forse a monte di tutto c e qualche errore ^_^
dai un saluto a tutti/e
smack alle fanciulle
a stankissima 2 🙂
Non c’e’ nessun cieco peggio di chi non vuol vedere e che anzi ama stare nelle tenebre. Vi volevo portare un raggio di sole, ma ho compreso che non e’ il posto giusto. Volevo solo dirvi che nonostante in questi momenti io e la mia famiglia stiamo combattendo contro il mostro chiamato cancro improvviso e terminale, abbiamo in noi, attorno a noi e dentro di noi, la presenza di Cristo Gesu’. Questo volevo farvi capire, che ci possono essere dei problemi grandi o piccoli, che diventano montagne se li portiamo da soli. Si, sono una credente Evangelica, ma non e’ certamente la religione a darmi tanta pace, ma e’ la forza e la luce che mi viene, anzi ci viene dal Signore.Non v’inoltrate nel labirinto della morte, ma alzate i vostri occhi e il vostro cuore verso la luce e l’aiuto di Cristo il Risorto.Non mi aspettavo certamente abbracci e baci, ma se questa e’ una pagina aperta a tutti, m’aspettavo almeno l’educazione e il rispetto…ma purtroppo è molto lontano da molti di voi. Io vi ho annunciato chi puo’ liberarvi dalle catene del “male” ma voi non avete voluto. Spero che sia servito almeno a 1 persona. Dio vi benedica e vi aiuti.@ LUNA sei una persona educata ed equilibrata,brava!
BIRILLO: @riguardo alle associazioni di volontariato secondoo me sono solo un markio per farsi notare che loro sono speciali…
non occorre essere in un associazione di volontariato per aiutare il prossimo chiunque puo farlo basta essere altruisti e non pensare a se stessi
Ok. Parliamone. Posso farti una domanda? hai mai fatto volontariato per conto tuo, di qualsiasi genere (immagino di sì, da come parli) o in forma organizzata?
Per inciso io non faccio parte di nessuna associazione di volontariato con marchio, quindi non parlo a livello personale, ma ho avuto modo di vedere perché certe forme di volontariato hanno bisogno di essere organizzate. Molto banalmente anche perché l’iniziativa personale coordinata può portare a fare delle diverse cose altrettanto utili tra loro in modo coerente. e’ vero, tu domani puoi uscire di casa e fare una cosa per qualcuno, è importantissimo. Ma mettiamo che tu debba aiutare non in modo sporadico ma in modo coerente e organizzato una comunità di persone, che hanno diverse esigenze, diverse esigenze perché ciascuna persona ne ha in modo individuale, nonché perché servono varie cose. Inoltre accade che accanto ai volontari che offrono un aiuto importantissimo servano delle figure professionali, medici per esempio. Mettiamola così al di là dei marchi o dei non marchi il volontariato organizzato ha un senso. Anche perché altrimenti si può fare confusione, pur essendo animati dalle migliori intenzioni, quando si vorrebbe dare una mano.
Persino le persone che fanno volontariato ai gatti di una colonia, se se ne occupano in più persone, hanno bisogno di coordinarsi altrimenti i gatti potrebbero mangiare sei volte un giorno e l’indomani neanche una, perché le persone non si parlano e non si organizzano.
Poi che ci possa essere un magnamagna in qualsiasi settore sono d’accordo, ma onestamente a me sembra anche che a volte tu non approfondisci un tema quando ti fai un’opinione.
Per quanto riguarda le droghe, cosiddette leggere: è provato che le droghe leggere sul lungo (e neanche tanto lungo) termine provocano danni, deficit di memoria, ansia, e altri problemi. Soprattutto se assunte in giovane età. Inoltre le droghe leggere di oggi non sono erbe che nascono nel campo peace and love, ma sono zeppe di chimica. c’è chi fa uso di droghe leggere (magari dicendo che ha le palle piene di una società sbagliata e che quindi si toglie dal contesto fumandosi le sue canne) finge di non sapere che le droghe leggere fanno parte di un sistema
Marzia, mi ricordi una bimbetta capricciosa che si arrabbia e pesta i piedi se non ottiene attenzione e, sopratutto ragione.
Rassegnati.
Come “annunciatrice” evidentemente non vali una cicca.
Lascia questo compito all’Arcangelo Gabriele e ai suoi compagni.
Comunque, visto che vivi nella luce di Dio mi permetto di farti un paio di domande?
1) Giudichi gli altri: ma tu pensi di essere educata e rispettosa?
O meglio, pensi che dare dell’imbecille con un “scusate” in apice ed un “grazie, ciao” in pedice renda le tue considerazioni educate e rispettose?
2) Ti senti superiore a chi non condivide le tue opinioni. E’ evidente! Piombi qui e straparli pretendendo di attirare le masse. Parli parli ma, in fondo, non dici nulla di nuovo. Nulla di illuminante. Dici che Dio esiste e di esserne un’annunciatrice. Ti incazzi con chi non rimane folgorato dalle tue inesistenti rivelazioni……..Non è che pecchi vagamente di orgoglio?
Sono domande retoriche di cui conosco le possibili risposte (altrettanto retoriche).
Tua figlia ha un cancro.
Mi spiace.
Credo che spiaccia a tanti se non a tutti qui!
Ma questo non ti rende Santa subito, non ti attribuisce meriti, non ti rende attendibile.
Comunque, un consiglio. Se uno dei compiti che Dio ti ha attribuito è il proselitismo, bè, cambia tattica.
Quella che hai adottato, evidentemente, fa acqua da tutte le parti!
Almeno con quelli come me.
ben più ampio di criminalità organizzata che non si occupa certo solo di droghe leggere, ma con dei giri un tantino più merdosi e complessi e violenti.
Marina: 🙂 ciao 🙂
Buck: la scena non mi pare tratta da un film, mi pare insieme molto commovente e intensa e reale. ed evidentemente se il tuo amico ha avuto un qualche conforto in quel momento dalla tua vicinanza forse dai molto più di quello che pensi. Sì, sono giovane, ma conosco persone che pur avendo anche più di 60 anni, e non una vita dietro le spalle con il bollino della riuscita perfetta negli affetti, anzi, anche cose da rimproverarsi e dei problemi fisici come ad esempio una devastante artrite dopo aver avuto una vita diversamente attiva, si amano e hanno investito le loro energie in modo costruttivo. La verità è che si può “mollare” a qualsiasi età e in qualsiasi condizione. e se tu hai deciso di “mollare” nessuno potrà impedirtelo e sono (in senso buono, di libertà, non cattivo) affari tuoi.
I miei discorsi in particolare ti sembrano celebrali perché è chiaro che decodificare in linguaggio, in particolare su un forum, in cui il linguaggio verbale, seppure scritto, è il solo mezzo di comunicazione, porta inevitabilmente a dover organizzare e razionalizzare anche la parte emotiva e l’esperienza emotiva affinché possa risultare comprensibile.
STANCHISSIMA: @non interagisco con nessuno perkè parlare con la gente apparentemente sana mi da una rabbia per quanto è superficiale che la prenderei a schiaffi…
Sei sicura che la tua amica non volesse semplicemente stare insieme a te? stanarti perché si preoccupa che sei sparita e con un caffé fa quello che può? Certo la conosci tu! Ma cosa intendi per gente apparentemente sana?
gente che nega i propri problemi volendo dare, secondo te, un’immagine di invincibilità? scusa non ho capito bene. Secondo te (mi interessa la tua opinione) siamo sempre sicuri di sapere quali sono i problemi degli altri? A volte bisogna che ci siano anche le condizioni di giusta calma ed empatia perché le persone rivelino emozioni, paure, problemi che hanno sotto,magari così grossi che evadono parlando d’altro non per vergogna ma perché ci pensano e soffrono già così tanto. Parlano di ciò che funziona non per vantarsene, ma perché compensa dentro di loro quello che non va. Quando i problemi sono grossi il fatto di parlare ANCHE di banalità è anche un tentativo sano di cercare di mantenere un equilibrio, molto spesso, e non un segno di superficialità.
@ Marzia:
Vedi, Marzia, io potrei mettermi qui a discutere con te e polemizzare aspramente per i prossim trent’ anni. Potrei mostrarti quanta supponenza e quanta presunzione si celino dietro la tua apparente umiltà (voi siete gli eletti, voi siete gli illuminati, voi ci portate la luce, voi avete un filo diretto con Dio) … potrei ironizzare sul tuo evidente delirio di onnipotenza, sul feroce disprezzo che mostri per i tuoi simili (“ciechi immersi nelle tenebre”); sul modo enfatico e teatrale con cui ostenti la tua fede religiosa… potrei farmi beffe dei tuoi ridicoli dogmi, delle tue frasi imparate a pappagallo, della tua retorica da quattro soldi … ma in fondo in fondo a che servirebbe ? Sarebbe come sbattere contro un muro di gomma. Se tu fossi un po’ più evangelica e un po’ meno arrogante, se la smettessi di giudicare i tuoi fratelli e di lanciare strali infuocati contro chi non si genuflette davanti al tuo Dio, comprenderesti tante cose che adesso ti sfuggono. Comprenderesti che si possono aiutare le persone anche senza tentare di fare dei proseliti … che si può dare una mano a chi soffre anche anche senza cercare di convertirlo alla propria religione.
@ marzia
parli di educazione quando tu il commento numero 8546
hai detto “buttatevi con la faccia a terra e ringraziate Dio”
hai ragione questo e un forum che poi non e un forum comunque e un posto libero dove ogniuno dice quello che pensa poi vabbe c e ki crede e chi no io non credo non ho mai creduto e non credero mai al tuo Dio
ma spero che ti aiuti a superare tutti i tuoi problemi
e sono piu che sicuro che nessuno ci potra liberare dal male
soprattuto un entita invisibile ti diro di piu …
io in passato sono stato in molti posti sia in chiesa cattolica be li ogni tanto a mio malgrado devo andare quando si sposa qualcuno e o altre funzioni ma dopo 2 min devo uscire
alle sale dei testimoni di geova un amico mi aveva invitato ma quella la vedo piu come una setta che come una religione anche dagli evangelisti anche essa e quasi come i testimoni di geova anzi se nella prima credono che dio/geova sia il ” capo ” della barraka nella seconda ti danno solo il vangello trascurando l antico tesstamento quindi un pezzo di storia ( vera o no)
alla fine ho tratto le mie conclusioni se propio devo essere religioso sono piu propenso al buddismo cioe ogniuno ha un suo dio interiore che lo guida nel suo cammino ma magari mi sbaglio religione
comnque penso che una volta morti non esiste una seconda vita come dicono tutte le religioni
poi magari mi sbajo ^_^
dai un saluto a tutti/e
smach alle fanciulle
a stankissima 2 🙂
@LUNA Per quanto riguarda le droghe, cosiddette leggere: è provato che le droghe leggere sul lungo (e neanche tanto lungo) termine provocano danni, deficit di memoria, ansia, e altri problemi.
hai mai fumato una canna ??
la maggior parte dei miei amici e consumatore abituale di cannabis e nessuno o quasi ha manifestato i problemi che hai detto tu
riguardo alla criminalita se le legalizzassero eliminerebbero lo spaccio visto che chi vuole fumarsi una canna va nei coffie shop o in altri posti dove le vendono
comunque i giovani hanno trovato un metodo legale x sballarsi cioe l alcool 🙂
riguardo le associazioni di volontariato e vero forse ci vuole un organizzazione ma anche nel piccolo puoi fare tante buone azioni l importante e fare qualcosa
saluti a tutti/e
smack alle fanciulle
a stankissima 2 😀
Luna. Quella frase di Einstein è una delle mie preferite. Non sono pessimista, anzi, ma forse non sei andata indietro a leggere quante battaglie e contro-battaglie ho fatto quì e inizio assere stanco di parlare ai muri. Non è sempre stato così, con alcuni ci sono stati dei ragionamenti anche profondi, ma sono umano anch’io e non riesco sempre ad essere ottimista come vorrei. Ma poi passa subito e se non passa me lo faccio passare. Mi ci vedo molto in te, in tante cose.
Il fatto è che, come te, quando dico una mia opinione ne spiego sempre il motivo e se quella dell’altro è diversa cerco sempre di trovare dei punti in comune e di cercare di spostare l’attenzione dell’altro verso punti nuovi di osservazione. Come dice anche Marquito, la vita non è nè bella e nè brutta, la vita è vita e dipende da come la si osserva.
Birillo. Con “sai che non lo so più” intendevo dire che chi non vuole prendere in considerazione punti diversi di osservazione, senza neppure provarci, risolve tutto dicendo a chiunque dica cose che lui non pensa: “dici sempre le stesse cose”. Certo che è giusto che uno sia libero di non ascoltare, e anche tu lo sei, ma cosa te ne viene in tasca?
Si sono fatti tanti discorsi, si sono dette tante cose e non erano “sempre le stesse” per il fatto che se una cosa non la provi, non la metti in pratica, non ha senso dire che è sempre la stessa. Sempre la stessa cosa? Sempre la stessa cosa che non hai provato a fare? Ma se non hai provato a farla che ne sai? Saranno le stesse parole, ma quella cosa non la conosci comunque e se non vuoi conoscerla, mai la conoscerai. Per questo, pagine fa ho scritto che anche secondo me tu ti ammazzerai, e penso proprio che lo farai, perchè per te esistono le tue idee che non metteresti mai in discussione e non cambieresti per nulla al mondo, neanche per andare in meglio. E sai perchè il mondo fa così schifo? perchè ad essere così sono in tanti. Quindi, tu sei esattamente come chi fa andare il mondo in questo modo, contribuisci a renderlo così. E per farlo non serve essere un politico o un mafioso, ma basta opporsi a qualunque cambiamento in positivo. Ho detto che mi sei simpatico e lo ripeto, in te c’è molto di buono e si sente, ma non puoi sperare che gli altri cambino se non sei disposto a cambiare tu, per primo. Ovviamente puoi anche non farlo, ma allora non lamentarti se non lo fanno gli altri.
Non sai quanto desidero che sempre più persone riescano a provare QUANTO E’ BELLO NON ESSERE COME CHI CRITICHIAMO.
@marzia
“…Io vi ho annunciato chi puo’ liberarvi dalle catene del “male” ma voi non avete voluto…”
ma chi ti credi di essere, il messia?
…ok, hai fatto la tua opera di bene, assicurandoti così, un posto in tribuna(…leggi paradiso…)
Ora, volendo essere breve e conciso,dirò quello che penso di te…
-Parli di luce, di portare un raggio di sole, a “CHI AMA STARE NELLE TENEBRE”(!!!);eppure dovresti(…inizio od avere forti dubbi su questa cosa…) sapere cosa significa avere “problemi” che ti cambiano la pallette dei colori della vita, settandola inesorabilmente sul nero,che ti portano ad essere (…TUO MALGRADO, marzia,capisci il significato?…) un border line della vita, hai avuto o NO(…mah…) un figlio depresso che ha tentato di farla finita, salvato in calcio d’angolo da un miracolo? ci hai mai parlato? che cosa hai capito del suo male? nulla a quanto pare, dal momento che non hai la benchè minima idea delle problematiche di chi frequenta questi posti…
Vedi, Marzia, tu non ti discosti dall’archetipo medio di messia che di tanto in tanto si affaccia da queste parti…taluno sponzorizza “orazioni miracolose”, talaltri ammonisce sull’esistenza dell’inferno,ma tutti e sottolineo TUTTI(…te compresa…) si riempiono la bocca con la parola di Dio,senza sapere chi sia Dio, e quali siano i suoi veri insegnamenti, non di certo quelli filtrati dalle varie chiese, compresa la tua, non ti credere…
Parli di mancanza di rispetto da parte nostra, almeno di questo, sai di cosa di sta parlando?
Book, da appassionato alpinista non posso che ammirare uno come te, che sei stato in Himalaya. Anche se non hai scalato e non hai superato i 6000. Del resto, io non ho mai superato i 4000, ma in compenso ho arrampicato molto. Come ben saprai, la montagna insegna molte cose anche se non arrampichi. Impari come sopravvivere con poco a disposizione e impari a vedere il mondo da prospettive diverse. E se lo fanno le Alpi, figuriamoci l’Himalaya!
Ma l’arrampicata, in particolare, mi ha insegnato la calma e la concentrazione, l’introspezione, per non farmi prendere dal panico neanche nelle situazioni più complicate, come quando sei appeso ad uno spigolo nel vuoto e devi per forza salire, oppure rinunciare. Alcune volte puoi solo salire, ma devi comunque decidere cosa fare.
Io non posso sapere come ci si sente nella tua situazione e non posso avere consigli da darti in questo senso, ma so comunque che qualunque cosa uno faccia, viene per prima cosa da dentro e solo alla fine diventa fisica. Questo significa che tu sei sempre quello che è andato in Himalaya, anche se non puoi più esprimerlo nello stesso modo, cioè fisicamente. Forse è solo questione di trovare un modo diverso di esprimerlo e che ti dia comunque soddisfazione. Mi ricordo il buon vecchio Ambrogio Fogar che ebbe un incidente d’auto e restò completamente paralizzato. Si mise a scrivere libri e a raccontare le sue avventure. Poi s’imbarcò comunque sulla sua barca e tornò in mare, fregandosene della paralisi. Certo, era aiutato e non da solo come prima, ma intanto lo ha fatto ed è stato libero, come sempre, fino all’ultimo giorno.
Allora , Marzia io credo in Dio ,quì in questo sito come nella mia vita non ho mai obligato persone a crederci,ogniuno a libero di farlo a modo suo se vuole. Il mio Dio non vuole che si giudichino gli altri (scagli la prima pietra chi è senza peccato)e tu lo stai facendo perchè nessuno ti ascolta .Il mio Dio dice di amare gli altri anche se non ti amano ,il mio Dio dice di non peccare di presunzione e tu lo stai facendo .Sai chi si comporta come te ??? i testimoni di geova che se non li ascolti ti mandano mille imprecazioni .!!! Quindi evita almeno di parlare di Dio in questo sito perchè non siamo tutti aperti alle tue imprecazioni ,poi con me cadi male proprio male… io m’incazzo facilmente con tutti questi presunti profeti!!!!!La fede è una cosa astratta o si ha o non si ha ,non si può impone ,sono andata molto leggera ,perchè la mia malattia mi ha imparato a vedere le cose in un altro modo e quindi cerco di stare calma …. chiuso il discorso che può essere anche banale!!! ciao LUNA 🙂 mi piace come parli sei simile a eme che stimo molto 🙂 ciao Andrea e Mrquito mi piace leggervi 🙂 Birillo ti posso dire una cosa, mi sei proprio antipatico ,scrivi scrivi conclusione dei tuoi discorsi zero .zau ciao Buck ,come stai???
BIRILLO: allora, per essere davvero coerente, dovresti smettere di farti canne fino al momento in cui le droghe leggere vengono legalizzate e la criminalità organizzata non c’entra più (se così sarebbe), o sbaglio?
Fino a quel momento, purtroppo, a tuo modo contribuisci, seppure in modo indiretto, con la società che non va e le cose brutte che succedono.
@la maggior parte dei miei amici e consumatore abituale di cannabis e nessuno o quasi ha manifestato i problemi che hai detto tu
Birillo, non è che uno fuma una canna e dopo due minuti perde la memoria come lo smemorato di collegno… il discorso è che però è provato che bene non fanno, nè sono neutre, se usate sul lungo termine. Ora, non è neutro anche fumare (e io fumo), o bere 15 caffè al giorno (non ne bevo) o passarsi sul culo una carta vetrata (non lo faccio, uso carta igienica morbidella, ma mi pareva un esempio) e uno può scegliere (ma nella dipendenza c’è sempre un certo confine tra lo scegliere e il subire, e parlo da dipendente dalle sigarette) se fumare, bere 15 caffé o passarsi la carta vetrata sul culo, o se scegliere se affrontare perché fuma, ecc ecc, però da qui a dire che sono cose innocue o che fanno bene ce ne passa. Così, insomma, fumati le canne ma almeno sapendo che non sono acqua fresca montana o camomilla filtrofiore e che mentre fumi una canna non è cresciuta di solito nel giardino della nonnina con i capelli candidi che vuole migliorare questa società, ma ha fatto un po’ di giri ben più cazzuti prima di giungere fino a te.
Per il resto non sto facendo una crociata anticannica, l’ho detto perché siamo venuti in argomento. (sì, comunque, ho fumato qualche cannetta in gioventù, non le ho trovate esaltanti in senso positivo, nè calmanti, insomma, non mi hanno conquistata).
EME: a proposito delle sigarette. Per me è stato importante notare la compulsione. L’ho notata anche mentre c’era, ma non quando ero nel pieno della compulsione. ma ad un certo punto credo che il fatto che un po’ di cose nella mia vita si siano rilassate o che io le abbia affrontate (inclusi esami medici vari) abbia contribuito ad aumentare la mia voglia di benessere e quindi, se non a smettere, almeno di smetterla di vedere me associata a una me che ha una montagnetta di sigarette fuori dalla portiera. Credo insomma che sia scattato qualcosa dentro. Quando è scattato la volontà si è girata dal “devo comprare due pacchetti al giorno” a “ma che caz?”, e ho cercato di non perdere l’attimo fuggente. Detto ciò
continuo a fumare, però sono molto felice di notare lo spazio che intercorre tra una sigaretta e l’altra. In verità lo avevo già notato nel periodo peggiore, quando ero una ciccomane tremenda. In due occasioni, in situazioni di benessere e relax, non avendo la possibilità di fumare durante (ero ad una festa in casa non fumatoria molto bella, e un’altra volta ero in presenza di bambini e di gente che non fumava, quindi non fumavo con loro e chiedere “posso fumare?” ogni 5 minuti, era fuori luogo) avevo un po’ rotto l’automatismo compulsivo, un po’ non ci avevo pensato proprio (la sensazione di benessere spazzava via la sensazione di malessere ciccofera), un po’ rimandavo il momento della sigaretta veramente necessaria. Adesso, ripeto, fumo ancora, ma mi sono autolimitata le occasioni fumiche: mi sono trasferita da un posto in cui si fumava in casa (per me deleterio, ma mi facevo scrupoli anche per i polmoni della mia micia), ho cambiato auto e in quella ho deciso che non si fuma (non ci credeva nessuno che sarei durata più di una settimana, e invece per ora sono mesi), e ho ricominciato (perché la mia schiena sta meglio) a stare di più all’aria aperta, ho letto il libro di Karr… metà… ehm, metà non so se perché temo che non funzioni o perché temo funzioni (e non sono pronta a smettere del tutto)e quella metà a me è servita evidentemente almeno a… smettere per metà 😛 almeno a togliermi la parte veramente supercompulsiva. Va detto che io leggo velocissima, ma il libro di Karr lo avevo letto, un pezzo, e ci avevo messo tanto di quel tempo… all’epoca mi rendevo conto che fumavo troppo e non andava bene, ma era una… percezione superficiale, non so… poi, quando quel qualcosa è scattato, ho comprato la versione mignon del libro, e quella metà l’ho letta subito. Lo so, che azzo è sta volontà a metà? però davvero per me le sigarette fuori dalla portiera rappresentano una fase più composita di cose vissute, malessere e scelte non fatte. tra cui quelle di fare delle prove mediche che mi angosciavano.
E a ragione. Ma poi ho iniziato a fare… “il tagliando” tipo una ferrari 😉 e che stress!!!!! però almeno ho capito che quella cosa bruttabruttabrutta non c’era, e ho individuato, grazie al tagliando, perché mi faceva male la schiena in un punto, perché un’altra cosa ecc ecc. Lunga storia. Comunque sia: diciamo che ho iniziato a fare un po’ di ordine, dopo la fase “congelamentobuckrogers”, perché ho avuto maggiori possibilità di farlo rispetto a prima, è vero, ma anche perché io ho cercato quelle possibilità, e ho gestito dei conflitti in un certo modo. Così prendere quel libro mignon ecc per me è stato un po’ come il tuo concetto – mascara dritto. Smetterò veramente, ma questa smettitura in parte non è una bugia, vuol dire molto sul serio 🙂 Io so cosa rappresenta.
Quando stiamo male purtroppo di solito è perché oltre ad un problema grande, centrale, ce ne sono altri. E se sono grandi anche gli altri è un vero casino. Ma a volte non servono neppure che siano grandi, ma siamo così stanchi, talmente stanchi e talmente tutto è un calderone che non ne possiamo più. A volte accade proprio perché abbiamo, come si dice, tenuto botta a lungo. Abbiamo proprio fatto fuori le energie. Alle cose che non possiamo realmente controllare si mescolano quelle su cui avremmo un diretto controllo o su cui comunque potremmo agire, in qualche modo, scegliendo un sì, un no, o un modo diverso di guardare, fare le cose. Ma non riusciamo più a vedere la differenza. Anche perché ci sono cose che ci sembrano così grandi che una lieve differenza pare non serva a nulla.
Io non potevo più veramente, e avevo ragione di non poterne più. Quindi capisco chi dice che non ne può più. Però è anche vero che a volte rischiamo di non vedere neppure le possibilità che ci sono quando stiamo male e c’è troppa stanchezza e troppo casino. Purtroppo non riusciamo neanche più a dare noi, a noi stessi, le possibilità di fare delle cose che servono. La sensazione che il dispiacere e lo stress mi stavano ammazzando, il troppo mi stava ammazzando, e non potevo farci niente, l’ho provata per due anni,non per due giorni, con acuta consapevolezza. E’ stato devastante. Mi pareva che tutto mi mettesse in mano una pistola, anche se io non la volevo, attraverso la mia sensibilità che non ne poteva più, fino a cedere fisicamente.Ma,proprio perché ho visto cosa succede della mia sensibilità se prende fuoco forse devo starci attenta, averne cura, conoscerla di più.Quella ho in dotazione, qualsiasi cosa succeda.
@ LUNa
secondo me ci sono cose che fanno molto peggio degli spinelli e risaputo che fa piu male una sbronza di alcool che una canna xo purtoppo chi sta al governo non lo vuole capire
poi vabbe tutto a sto mondo fa male anche le polveri sottili che respiriamo ma allora che facciamo non facciamo girare piu nessuno in makkina x respirare mejo e la gente come va a lavoro prendi me io lavoro a 65 km da casa e non ci sono mezzi pubblici per arrivarci vedi alla fine proibiscono una cosa lasciandone altre ben peggiori
poi se mi parli di dipendenza ci sono mille cose che ti fanno venire dipendenza dal caffè alle sigarette alla ciokkolata
riguardo ai danni che provoca al cervello non so io conosco gente che fuma da 15-20 anni e sono persone normalissime che hanno una famiglia e sono integrate nella societa
quelli che dici tu sono solo luoghi comuni purtoppo i media inculcano le persone con discorsi senza senso dovresti documentarti in rete esistono molti siti che trattano l argomento e quasi tutti dicono che le droghe leggere non sono tutto quel male che i politici dicono ..
io saranno 3 mesi che non fumo piu non per mia scelta .. e ti devo dire che se prima fumavo 10 sigarette al gg piu una o 2 canne adesso mi fumo 30 siigarette al gg penso che per i miei polmoni ho fatto una cavolata …
comunque non incito nessuno a fumare ogniuno e libero di fare o non fare quelo che crede ^^
@marina
sono felice che non ti sono simpatico sinceramente non mi interessa 😀
forse dico delle cose che non apprezzi xo e un tuo problema non il mio 😛
fai un saluto a tutti/e
smack alle fanciulle tranne marina 😛
a stankissima 2 :_D
secondo me persone che fumano o comprano queste sostanza stanno solo facendo il gioco del governo e lo stato ci guadagna sopra di brutto….gli adulti son cosi…se non fumano non son contenti oppure se non prendono una qualche sostanza strana. piuttosto che non assumerle si suicidono. che gente deprimente.
Tracy. Ignoro quanti anni tu possa avere (personalmente ritengo che la tua età cerebrale oscilli tra i -5 ed i -6 anni) ma ti assicuro che certe tue considerazioni riescono ad essere più deprimenti della visione di un gruppo di adulti con otto sigarette in bocca e quattro flebo di psicofarmarci per braccio!
Ciao Birillo. In stato di emergenza potrei fumarmi persino il muschio finto del presepe però non ho mai toccato canne in vita mia. Ciò che so sulle canne, quindi, si riduce a quanto leggo sulle riviste di medicina spiccia allegate ai quotidiani. Credo che, però, il problema non stia tanto nella maggiore o minore potenzialità nociva di una canna rispetto ad una sigaretta. Credo che stia nel perchè si arriva a fumare 10, 20, 30, 40….100 sigarette/canne al giorno. Credo che stia nel compito, nel ruolo che si da a al gesto di portare una sigaretta alla bocca, respirare il fumo, buttare la cicca a terra e schiacciarla oppure scagliarla lasciando che si spenga da sè.
Ed è un problema generale. Perchè al posto della sigaretta ci puoi mettere una canna o una bottiglia di un qualsiasi superalcolico o un gigantesco cabaret di pasticcini o un mazzo di carte, una slot machine, l’acceleratore dell’automobile, flaconi di tranquillanti, le panche di una chiesa, la partecipazione frenetica ai riti di una setta, il vedere amore ed amicizia in chiunque, il dare tutto e di più per giustificare la propria esistenza sulla Terra, il rifiutarsi di mangiare, etc etc etc
Il problema sta nel fatto che poco a poco si diventa schiavi di qualcosa. E questa schiavitù, a volte, si sviluppa a diversi livelli.
Prima si brancola nel buio, nel vuoto e non si rende conto. Poi ci si rende conto e ci si accascia sull’impossibilità di fermarsi nonostante la consapevolezza. A volte si riesce ad andare oltre e ad allentare progressivamente la catena che rende schiavi riprendendo il controllo delle proprie azioni.
Il che non significa smettere e trascorrere il resto dell’esistenza rompendo le palle a chi si sta beatamente godendo una sigaretta o bevendo un cicchetto.
Significa riprendersi una parte di sé finita in balia di una compulsione che evidenzia un disagio.
Significa individuare (o, quantomeno, mettersi in movimento per cercare di individuare) il disagio. Per sé. Per porre un rimedio e vivere meglio. Oppure per crepare del proprio vizio ma in modo consapevole, controllato e non perché non si è riusciti a fermare la propria mano intenta a scavare nella borsa alla ricerca di un pacchetto o di un accendino.
Fino a qualche mese fa avrei preso a zappate chiunque si fosse messo a farmi una capoccia così sulle nefaste e nefande conseguenze del fumo. E quando (spesso) è capitato ho immediatamente messo le mani avanti stilando l’elenco di tutto ciò che è molto più lesivo del fumo di una sigaretta.
“Voglio crepare dei miei vizi!!!” sai quante volte ho pronunciato questa frase con un orgoglio che rasentava la protervia?
Difendevo la mia schiavitù (perché di schiavitù trattasi, ne sono consapevole) e realizzavo un doppio obiettivo: tacitare l’interlocutore e distrarre me stessa da un introspezione che avevo il terrore di fare.
A volte mi scappa da ridere quando sento dire che Tizio è ingrassato perché ha smesso di fumare. E’ un ridere amaro perché penso che, in realtà, Tizio non ha risolto una benemerita cippa di nulla. Tizio ha semplicemente modificato il centro di sfogo di un disagio senza affrontare, né, tantomeno, risolvere il disagio.
E’ un po’ come chi dichiara di essere stato illuminato e partecipa freneticamente alle attività di un gruppo di una qualsiasi religione ma poi, quando torna a casa, sta male. Non metto in dubbio che ci siano persone che, per davvero, sono state illuminate. Ma queste persone hanno la luce dentro di sé e se la portano appresso ovunque. A casa, nel luogo di culto, sull’autobus, al bar.
Non ho soluzioni né, tantomeno, consigli. Mi limito a riportare la mia esperienza. Sto cercando dentro me stessa con la stessa foga con cui cercavo l’accendino dentro alla borsa. E non ho più paura di ciò che vedo e di ciò che vedrò in futuro. Perché è pur sempre qualcosa di me. Ed io non sono più la mia peggior nemica.
Capisco perfettamente LUNA quando scrive “però davvero per me le sigarette fuori dalla portiera rappresentano una fase più composita di cose vissute, malessere e scelte non fatte”.
Capisco ogni tuo ragionamento, ogni tua considerazione. E la condivido.
Marina: ciao bellissima :-)! Com’è la vista da lassù? Non scendere, mi raccomando! Con tutta la fatica che fai fatto per raggiungere quella vetta…..
Non ho mai compreso bene la fascinazione che ha il suicidio, la morte è l’unica cosa certa della vita e toccherà uognuno di noi indistintamente. Quindi ne faremo esperienza diretta, la sofferenza non puo essere un invito a porre fine alla propria esistenza, guarda negli ospedali, nei reparti di oncologia infantile quante anime aggrappate alla vita fino all’ultimo. Se non riesci a dare un senso alla tua vita fa in modo che essa diventi aiuto, un sostegno per altri che hanno bisogno, scoprirai quanto valore essa possa acquistare. E’ pericoloso porsi in un’ottica di Epicuro ossia che quando ci siamo noi non cè la morte e quando cè la morte non ci siamo più noi e da tutta quella schiera di nichilisti la maggior parte di loro non si è suicidata e questo dovrebbe farti riflettere a lungo..
La vita è un dono e se non riusciamo a goderne come vorremmo facciamo in modo che altri possano beneficiare del nostro aiuto.
Auguri
Stefano
Vins,tesoro mio, oggi è il compleanno della nostra sorellina a 4 zampe.
La nostra cuoricina compie 6 anni, e stamattina le ho tirato le orecchie come facevamo sempre insieme.
la tua mancanza è piu’ di un vuoto, è un buio senza respiro.
Io ti amo e ti amero’ sempre perchè tu sei la mia vita.
Spero solo che tu possa aver trovato la pace che sognavi, pace che su questo misero e schifoso mondo e’ solo un’utopia.
Un bacio a tutti voi ragazzi
vi voglio bene
BIRILLO e TRACY: EME ha già detto delle cose molto importanti e in modo molto chiaro :), cose che condivido pienamente.
Solo una precisazione, Birillo:
@quelli che dici tu sono solo luoghi comuni purtoppo i media inculcano le persone con discorsi senza senso dovresti documentarti in rete esistono molti siti che trattano l argomento e quasi tutti dicono che le droghe leggere non sono tutto quel male che i politici dicono.
Come ho già detto la mia non è una crociata contro le droghe leggere, ti ripeto, che essendo venuti in argomento, rispetto anche al discorso più ampio sulle dipendenze (in cui appunto includo, e mi pare chiaro, anche quella dal fumo), l’individuo e la società ne ho parlato. Il fatto stesso che sostituisci 2 canne con 20 sigarette forse potrebbe farti riflettere dal punto di vista sottolineato da EME, anche sulle sostituzioni tra le dipendenze.
Quelli che chiami “luoghi comuni” miei e disinformazione sono considerazioni che nascono invece dall’informazione. Peraltro un’informazione che non ha un’impronta politica. Esiste, per esempio, una cosa chiamata chimica. La chimica non ha colore politico. L’atteggiamento politico può tendere verso il proibizionismo o il suo contrario, ma le considerazioni di base, se scientifiche, restano le stesse. Mi ricordavo le cose che lessi a questo proposito su diversi testi, tuttavia, per correttezza di informazione, sono andata a rileggerne uno, scritto da un tossicologo, che peraltro non ha un atteggiamento proibizionista. Il suo è un atteggiamento scientifico (certo, indaga anche le conseguenze sociali, ma di base nel parlare delle droghe e i loro effetti, sul breve o lungo termine, è appunto un atteggiamento scientifico). In quel famoso corso che frequentai all’università, sull’argomento, c’erano moltissime persone che ne facevano uso. Era un corso molto interessante, e appunto scientifico, per cui tutti rimasero fino alla fine dei sei mesi di corso, che facessero o non facessero uso di droghe, che fossero di dx, sx o centro o anarchici. Perché appunto le informazioni erano comunque interessanti.
Parlando del fumo di sigarette: il fumo è una droga, che non impedisce i rapporti sociali, di farsi una famiglia, di avere un lavoro, almeno fino ad un certo livello. Però rimane una droga. Una droga che crea dipendenza e che ha, ad ogni sigaretta, una serie di reazioni chimiche e non solo all’interno dell’organismo. E che comunque ha un’influenza sui nostri rapporti sociali, ecc. Fosse pure perché se stai
(osservazione banalerrima) se stai guardando un film che ti piace ma ti viene voglia (bisogno) di sigaretta ad un certo punto una parte del tuo cervello non segue più il film ma pensa a quando finalmente uscirai dal cinema e te la fumerai. anche se c’è il vento a 180 all’ora. E quindi anche il tuo rapporto con il clima cambia. Oppure perché se stai parlando con una persona che ti piace e ti interessa, e ti interessa anche l’argomento, ma sei in un posto dove non puoi fumare vuoi uscire a farlo. E se quella persona fuma condividete un rito, ma se quella persona non fuma percepisce in te che hai spostato il centro di attenzione. Fosse pure solo in maniera puramente istintiva e non codificata, ma è così. Spesso le dipendenze si dividono tra rito collettivo e solitudine. Io ho giocato al casinò (e mi piace, quindi riesco a capire perché si gioca) ma per fortuna quella non è una mia dipendenza. Ma il fatto che giocare sia anche bello non spiega di per sè la dipendenza. Ho conosciuto giocatori che vivevano il rito collettivo di andare con altri a giocare (e insieme si giustificavano/sostenevano a vicenda la dipendenza, come i fumatori) e al contempo giocavano anche da soli. Mi ripeto: io sono una fumatrice, e se non faccio crociate ora che fumo non le farò manco quando e se smetterò. Però è vero che abbiamo una dipendenza non per le ragioni per cui non dovremmo averla, ma perché l’abbiamo. Qualunque essa sia. E se decidiamo di tenercela, perché nessuno di noi è perfetto, cambia comunque l’atteggiamento verso noi stessi e la nostra dipendenza nel momento in cui la consideriamo per quello che è, e non una manifestazione di “carattere”. Ho un’amica che ha dei grossi problemi con l’alimentazione da sempre, l’ho vista passare dalla 42 alla 54 diverse volte nella vita, a seconda di come andava la sua vita e quale era l’impatto psicologico ed emotivo su di lei. Ha imparato a non darsi addosso, ma adesso quando la sua bulimia avanza si chiede: cosa non va nella mia vita? Adesso riconosce il segnale, invece di subirlo e basta.
Ho fumato per 20 anni, quindi ho sempre avuto una dipendenza. Ma è diventata estremamente lesiva quando io stavo più male, e ho dovuto ammettere che era un sintomo e che a sua volta mi condizionava la vita, sotto molti aspetti, anche a livello chimico (insonnia), che era un circolo vizioso, e che le modalità e i sintomi non erano molto diverse da un consumatore di eroina, o un giocatore d’azzardo, anche se i danni erano meno eclatanti.
@andrea ,Lo ammiro ,ma non sono Ambrogio Fogar , nelle luci ( tante) e nelle ombre ( alcune). Ripeto , concepisco la vita solo in termini di movimento – fisico-.
Delle mie esperienze ( cosette), rimane qualcosa in testa , molto confusa .
Ho rottamato nel pattume tutte le mie foto ( diapo) – a decine di migliaia – ho bruciato i miei appunti di viaggio.
Il rimanente l’ho regalato agli amici , congedandomi ( un pugnale amazzonico … frecce … fossili ,) da loro per sempre.
Mi rimangono schizzi , ritratti a matita … ma li brucerò stasera.
@Luna . se non riesco a trovare qualcosa di buono , una ragione valida … forse è perchè non c’è.
Per fortuna mia moglie se ne è andata : la casa è in silenzio.
Il telefono non squilla , perchè tutti coloro che chiamavano hanno accettato la mia richiesta del silenzio radio.
Ora la casa sembra più grande.
Che pace!Ma che stanchezza!
si ma luna..perchè non si puo vivere senza assumere questa sostanza me lo sai dire? che è comunque chimica. poco naturale. ed è cosi.. sono dipendenti senza di essa hanno crisi di ansia..secondo me qualcosa impedisce. per esempio di vivere in modo piu naturale assieme agli altri.
LUNA 🙂 Anche io ho un quesito da porti. C’é una tizia che da più di un anno girovaga per questa lettera dal titolo a prova di idiota “IL SUICIDIO” e, praticamente ad ogni intervento, si stupisce che ci sua gente con uno o più disagi e commenta con amenità del tipo “che gente deprimente”! Ora…..ci puo’ anche stare che “i bambini fanno ohhhh” ma, secondo te, c’é speranza che la tizia in questione la smetta di offendere con il suo stupore-presa per il c. e le sue uscite inopportune?
C’é una malinconica canzone di Vasco Rossi, si intitola “Vivere” ed esprime uno degli stati d’animo in cui i deprimenti adulti, a volte, rimangono ingarbugliati. In un passo dice “vivere….é un ricordo senza tempo, vivere….é un po’ come perder tempo”! E già, a volte capita. A volte la maturità fa strani scherzetti. E a volte le persone compiono sforzi mostruosi per uscire dal guazzabuglio e, nel compierli, si portano dietro qualche mania, qualche compulsione. Perché siamo esseri umani, siamo fallibili…..abbiamo (quasi) tutti una coperta di Linus.
Eme ,ti rispondo io se me lo permetti .NON LA SMETTERà è idiota e quando una persona è idiota hai detto tutto . Eme sopra la cima della montagna si stà benissimo ,ho visto tante cose nuove ,preciso non le vedevo prima o le vedevo ma con gli occhi foderati di prosciutto!! 🙂 ho lasciato il mio sacco in cima ,e stò scendendo ,non ho paura sento sollievo perchè ora sono più leggera ,più forte e se farò qualche scivolone lo saprò affrontare (spero )non ho più ne la maschera ne la corazza ora sono io Marina sola contro tutti stà, iniziando un’altra battaglia ma con la mia serenità riuscirò a vincere .Piano piano un passo alla volta ,e tu come stai???? dai tuoi post leggo che tutto stà procedendo bene e di questo ne sono felice .un bacio tesoro 🙂
EME: comprendo molto bene il tuo fastidio a riguardo. Perché si ha l’impressione che questo venga preso come un osservatorio sulla deprimenza, pure dando etichette e non capendo. Giudicando.
D’altra parte io girerei la questione a Tracy:
Tracy, come mai sei venuta in questa lettera, proprio in questa?
Che risposte stai cercando, esattamente?
Parli di loro, gli “essi” che vivono in un modo che non ti piace, che non capisci. Ma “essi” non sono degli alieni che stanno da un’altra parte. Hai parlato di loro pure quando ti rivolgevi a me, non hai detto VOI, posso chiederti perché?
EME: io non credo che capiti solo agli adulti. Capita persino ai bambini e in particolar modo agli adolescenti. Certo, con il tempo le domande cambiano, ma credo che sia naturale durante il corso della vita attraversare dei momenti in cui ci facciamo delle domande che prima non ci siamo fatti e magari poi non ci faremo più (avendo dato le nostre risposte), in cui domande che stavano in sordina, per una serie di ragioni, diventano più evidenti e preponderanti, e in generale a qualsiasi età si possono vivere dei periodi in cui qualcosa ci ferisce, ci fa mettere in discussione o traumatizza adirittura per cui per un certo lasso di tempo siamo in crisi.
Anche momenti in cui mettiamo appunto in discussione delle nostre “compulsioni” e “dipendenze” o “certezze”, su noi e gli altri, che davamo per scontate. Questo non significa che si stia sempre male, ma significa che essendo esseri umani dinamici, e no figurine dell’album panini, mi pare anche possibile che ciò avvenga. Abbiamo il mito, di solito, di quanto sia meraviglioso essere bambini e ragazzini. E in parte è vero. Ma al contempo anche i bambini e gli adolescenti hanno le loro crisi, di formazione, di crescita, e in cui misurano il loro rapporto con se stessi e gli altri, ma non solo. Lo so che dico una banalità, ma avendo avuto a che fare con gli adolescenti mi sono resa conto di quanto, seppure spesso non avessero i mezzi degli adulti per esserne consapevoli (insieme, certo, alle energie della loro età e del concetto di futuro, come no), attraversassero, con i loro mezzi di difesa, adattamento e la loro sensibilità, a volte cose più grandi di loro. Quindi più che di adulti io parlerei di persone, esseri umani. Ho detto “abbiamo il mito” ma in realtà, poi, se ascolti le storie di questo forum ti rendi conto di quanto molti parlino di sofferenze antiche, anche molto profonde, ricordino, anche se non ci sono stati grandi drammi,