Il suicidio
di
beppino
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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ciao, …giuly, non tenterò di dissuaderti, ma penso che se nella tua vita non hai fatto nulla di cui tu debba vergognarti o hai fatto del male a qualcuno, non ci sono presupposti per far si che una persona in tutto e per tutto spicchi il volo.
al contrario penso che persone come te e molte altre di questo forum possano essere molto d’aiuto, verso altre che hanno smarrito la strada e purtroppo non riescono a vedere le indicazioni per prendere quella giusta, poichè prive di luce.
tu come altre persone potreste essere in grado di accendere un minimo di luce che potrà servire ad altre.
è vero quello che scrisse alessandra, che nonostante il benessere le persone sono sempre più infelici, perchè in effetti i beni materiali non possono colmare il vuoto interiore se non apparentemente.
questo è veramente triste, perchè ogni volta che vado in giro e percorre le strade delle città penso sempre che tutte quelle cose non servono a nulla, non per colmare il nulla…si vive in una società che consuma, consuma e consuma e sempre più indifferente.
l’indifferenza uccide…io in primis non sono contento di come questa stupida società avanzi, anzi… l’unico fattore positivo è la medicina che aiuta le persone.
per il resto non veod nulla che possa aumentare la felicità della persone.
macchine,…gioielli, soldi?
mah caxxate…
ciao
Ciao Alessandra, innanzitutto un’ovvia quanto doverosa premessa: tutto quello che scrivo è solo il mio pensiero, basato sulla mia esperienza personale, non ho alcuna pretesa di generalizzazione. Non credo che le parole siano del tutto inutili altrimenti avrei seri problemi visto che anch’io continuo a frequentare questo posto (dove le parole sono l’unico mezzo che abbiamo per stare insieme). Credo altresì che in certi momenti sia molto difficile tirare fuori una persona dal suo stato depressivo per mezzo di ragionamenti logici o di incoraggiamenti di vario tipo. Quando stavo molto male mi capitava di ascoltare (o leggere) tanti discorsi, tutti assolutamente condivisibili; a volte si trattava di ragionamenti quasi ineccepibili, riuscivo a comprenderlo chiaramente grazie alla parte razionale del mio cervello. Accadeva però che tutti questi discorsi avessero l’effetto di irritarmi; in poche parole risucivo a comprenderli con la ragione ma non con il sentimento ed il mal di pancia non solo non passava ma addirittura rischiava di aumentare. Questa è la grande paura che ho quando mi accingo a scrivere qualcosa di positivo, qualcosa che in questo momento sento tremendamente vero ma che mi sembra non possa essere veramente compreso da chi di fronte a sé vede solo tenebre. Ora, a mio avviso, facciamo benissimo a frequentare questo posto perché con le nostre reciproche parole risuciamo a sentirci meno soli, e questo sì credo possa fare molto bene alla nostra anima sofferente. Ricordo di aver ricevuto molto conforto in certi momenti da questo forum. Un altro aspetto importante riguarda il poter raccontare la propria storia in modo anonimo e a persone che probabilmente sono in grado di capirci. In questo caso, le parole, ci aiutano molto e come dice dago condividere con gli altri un po’ del nostro dolore può avere un buon effetto lenitivo. [continua]
Per quanto riguarda i bei discorsi, quelli infarciti di ottime parole, quelli che ogni tanto mi rendo conto di fare anche io, da quseti ho cominciato a trarre giovamento solo quando la mia anima era già meno sofferente e riuscivo a far lavorare il mio lato razionale con maggiore serenità. Sto per dire una cosa che molti non condivideranno, probabiblmente sto per dire una grande stupidata, però io credo che l’abbraccio di un vero amico possa valere più di mille sedute di psicoterapia. Non sono un esperto del campo, quindi sono sicuro di sbagliare facendo questa affermazione però è ciò che la mia ignoranza mi porta a credere.
Ciao arabafenice, che cosa intendi per guadagnarsi la pagnotta? Credi forse che le persone che soffrono su questa pagina non abbiano duri impegni lavorativi, una loro vita? Se pensi questo sei veramente fuori strada. Per il resto sottoscrivo in pieno il ragionamento di Alessandra sul collegamento tra benessere e disagi esistenziali. Ovviamente quando il tuo primo pensiero è mangiare non hai tempo per deprimirti, i tuoi isitini primari pensano per te ma ciò non ci permette di trarre affrettate conclusioni morali sul conto di chi soffre. Un saluto.
Ciao Giuly, un abbraccio.
FLEXO, molte grazie della risposta, penso di capire, sì, sono d’accordo… E’ solo che… Vedendoti più volte ripetere che “la parola non può nulla” mi veniva un po’ di sconforto. 🙁
buon giorno a tutti vi sento parlare di soldi di pagnotte di pane non sono queste la felicità ragazzi che renndono la vita migliore ma sono ben altre che la rendono peggiore un bacio Flezo e tu Alessandra …………….un saluto a tutti
GIULY, un bacio anche a te…
Non vuoi proprio rimandare almeno di un po’ e passare piuttosto quel giorno insieme a noi?
Mi accorgo che questa tua determinazione risoluta, questo tuo conto alla rovescia mi angoscia e blocca, tanto da togliermi le forze per dire qualche cosa che sia un minimo sensato e insieme positivo.
D’altra parte, al di là di questo, dipenderà da me: oggi mi sento un po’ uno straccio pure io. E vabbè…
un ciao agli amici qui che non scordo di certo, solo ora ho nuovamente la connessione nella nuova casa, mi siete mancati molto ma il pensiero a voi è volato ogni giorno, sono andata a ritroso ma non ho letto tutto ciò che è stato scritto nel periodo di assenza purtroppo il tempo è sempre mio nemico ma lo farò.
Dago mi spiace molto per la perdita che hai subito non riesco a dire molto se non solo che ti sono vicino, scusami se non ho più risposto al tuo sms ma come sempre sono senza soldi sul cel.
Gilda piccolina ancora una prova al tuo essere, spero tanto che tu stia meglio ora, ti lascio un grande bacione.
Massimoriserbo sono contenta che ogni tanto tu ti affacci a questa finestra, come stai?
Un saluto a tutti e un abbraccio di luce e calore
a presto
Mai
Amici, solo per salutare tutti e dire che vi leggo. Qualcuno parlava di lavoro, di pagnotta, ecc. Appunto, va fatto anche questo, e per questo motivo ho pochissimo tempo per scrivere. Solo un cenno di vita ed un saluto a tutti. Mi mancate, vorrei stare molto più tempo con voi.
TANCAMALA, il mio carretto stasera é proprio tanto pesante.
Fanny
Ciao Alessandra, forse la mia risposta è stata un po’ un lunga (e noiosa), però ci tenevo a precisare; a volte, quando scrivo, tendo a diventare un po’ logorroico (solo quando scrivo però :-).
Ciao Mai, bentornata. Giuly, un bacio anche a te.
buonanotte a tutti
Non ho nulla da scrivere,però lascio un saluto e un augurio di buona domenica.DAGO44
FLEXO, solo per dirti che a me la lunghezza degli interventi, tuoi o di altri, non dà alcun fastidio. Anzi, spesso, la lunghezza denota particolare impegno nel volersi spiegare.
Un saluto a tutti
Credo che chi voleva capire abbia capito… gentile Flexo, e io ripartirei proprio dalle tue parole: “…Ovviamente quando il tuo primo pensiero è mangiare non hai tempo per deprimirti, i tuoi isitini primari pensano per te ma ciò non ci permette di trarre affrettate conclusioni morali sul conto di chi soffre…”!!! (post n.5253).
Dalle tue parole, Flexo, (ed in parte da quelle di Alessandra) si può dedurre che l’eccessivo benessere (ovviamente effimero e materiale, consumistico e “usa e getta”) sia almeno una grave concausa allo scatenarsi della depressione e dell'”ansia di vivere”?
Pongo una domanda reale: quanti di voi sarebbero disposti domattina a trasferirsi in una sorta di “comunità autogestita” dove vi fossero garantiti i bisogni essenziali, e dove tutto fosse ridotto al minimo (intendo nel senso dei bisogni materiali primari ed alimentari per vivere sani)? Saresti disposti a rinunciare a tutto il superfluo per essere accolti in un luogo “comune” dove i veri ed unici diritti/doveri sono quelli di lavorare per autosostenersi e per dare/ricevere comprensione, affetto ed ascolto?
Ciao Alessandra mi dispiace che anche tu sia sentita una straccio giorni addietro,ti ringrazio che ti preoccupi per la mia determinazione ma è proprio questa che mi tiene in vita fino al quel benenedetto giorno e mi fa stare un pò più serena un bacioooooo Flexo un un bacio anche a te ,e tu Dago non mi devi dire niente non devi obbiettare qualcosa ,un saluto a tutti
Vorrei a volte guardare la gente dall’alto verso il basso.Vorrei altre volte vedere te che guardi la gente dall’alto verso il basso.Vorrei un sorriso da te che so che puoi donarmelo senza chiedermi nulla in cambio.Vorrei io darti un sorriso in cambio e niente ti chiederò.Vorrei veramente prendervi ad ognuno di voi per mano,camminare insieme,per vincere insieme questa nostra cosa comune.Vorrei forse troppo….non sò dimmelo tu se sbaglio.
Ciao GIULY, grazie del pensiero, ti penso.
E vi penso tutti. PEPPE, NOBODY, MARINA, ANDREA,TANCAMALA, FLEXO, KEVIN, FANNY, DAGO, tutti.
buona sera a tutti.
cara arabafenice, sai io, non ho ancora capito quale sia il tuo problema, non ho capito dove punti.
se qua tu vuoi, ragione, hai trovato il posto sbagliato, se invece pensi che ci sia gente che scrive tanto per riempire di parole un blog, beh io non saprei che dirti.
se parli per tue esperienze si più chiara.
ciao
Ciao Giuly, un abbraccio. Un caro saluto anche a tutti gli altri. Arabafenice ora non ho tempo, appena posso ci penso un po’ e ti do il mio parere sulle tue considerazioni. Un saluto.
buonanotte a tutti
Dago sei sempre qui ad aiutare chi ne ha bisoGno?? Standing ovation per te. Un abbraccio Elise, spero che ti ricordi di me io non vi ho mai dimenticato…Ebudae scrivi ancora?Un ciao anche a te.Carissimi io sono qui perchè sto male davvero in questo periodo, ho un malessere che non mi fa vivere felicemente, attacchi di panico come se non sapessi più che strada prendere, strano che lo dica proprio io che mi sentivo cosi sicura e certa di me. La vita piano piano ti porta a capire molte cose, spero di riemergere dall’abisso nel quale mi trovo …e il senso di pesantezza che sento dentro.Come se respirare essere sana non servisse a nulla ormai, ma voglio guarire voglio tornare quella di prima ma con una consapevolezza in più…con cognizione di causa perchè quando si cade poi piano piano bisogna pur cercare di rialzarsi. Un saluto speciale a tutti…
Cari tutti, stiamo male un poco tuti quanti. Io in questo periodo sto malissimo e non so con che prendermela: dò calci e pugni a oggetti della casa piango e sono preda di profonda disperazione. La mia vita sta finendo così. E’ stata bella nel complesso ma adesso è purtroppo finita. Non si torna indietro e gli erori fatti rimangono e ti consumano l’esistenza. Ho sbagliato tutto e anche se non avessi sbagliato adesso alla mia età avanzatissima non c’è tempo per rimediare. Devo rassegnarmi e non ci riesco per questo mi sento così nervoso che non ce la faccio più a resistere. non so più che fare. altre volte ho scritto parole di incoraggiamento per gli altri ma adesso proprio non ci riesco
ARABAFENICE non chi sei e neanche lo voglio sapere perchè non mi interessa,passiamo di qui tutti per un stessa causa ,chi più chi meno .Ma tu come ti permetti di giudicarci comme se noi fossimo delle persone che hanno bisogno di una comunità per lavorare per mangiare per stare bene.Certo qualcuno forse entrerebbe ma ne dubito ,noi portiamo una soffernza dentro che non abbiamo chiesto a nessuno ,è venuta forse non sei al corrente che le comunità esistono ma noi abbiamo fame di sentirci uniti per scambiarci le nostre sensazioni i nostri bisogni che vanno al di la di ogni cosa .Parlando ci sembra di alleggerire i nostri problemi,ma lo sai tu cosa significhi soffrire ,sentirti vuota dentro sensa un anima sensa un cuore VUOTIIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Ciao Alessandra finalmente ci siamo capite èra ora un bacio Speranza anche a me capita la stessa cosa e non mi sò dare una risposta…….un saluto a tutti
ELISE, stai tranquilla, leggi più su. Adesso ARABAFENICE ci darà una mano… Sbatterà tutti gli aspiranti suicidi, tutti quelli che hanno attacchi di panico, depressioni e simili, nella sua “Novissima Comunità di Recupero Aspiranti Suicidi”, dove finalmente la smetteranno di soffrire, purché naturalmente senza automobile, merendine Kinder, Baci Perugina, e purché naturalmente sappiano come si fa un fuoco senza accendino.
Io leggo sempre i vostri post, e mi fanno tanto male, io sto male, anche mio padre se ne è andato…….la gente piange negli ospedali, con tumori vari, malattie inguaribili, problemi enormi…………..ma mi chiedo perchè…….vorrei avere una bacchetta magica per fare stare bene tutti anche voi…..tuttavia, nel mio dolore, mi guardo intorno e vedo che ci sono tante persone che soffrono tantissimo, e penso che non sia giusto togliersi la vita anche se non ce la facciamo più, ma c.... ragazzi siamo tutti giovani! Ma perchè abbandonare il mondo? Forse ci riserverà qualcosa anche a noi, deve ESSere così, dobbiamo crederlo, Giuly ti prego non farlo….pensa a Dio che ti ha donato la vita, Lui soltanto può toglierla! E non ditemi dove è! C’è esiste e io ne ho le prove, bisogna solo avere tanta fede e tanta SPERANZA altrimenti io non sarei qui a scrivere, ti prego Giuly pensa bene a tutto c’è una soluzione, e non finire sottoterra dentro una bara, se vuoi possiamo parlare o forse non ti va non so, ma credi ho 38 anni, ma ne ho passate troppe, ed ora anche la morte di mio padre….sto male, ma prego, e spero, questo mi fa tirare avanti, poichè è scritto….dopo tante tribolazioni ci sarà un premio copioso…..questo è un passo della Sacra Bibbia. Ciao carissima Giuly e ciao a Dago Fanny, e tutti gli altri se vorrai ti do la mia e-mail per poter parlare magari più libere, solo se vorrai ciao ciao a tutti e nonostante stia malissimo il mio pensiero è anche con voi……….Dio è Luce, Speranza, e VITA,ascoltatelo, parlate con Lui prima o poi farà cambiare le cose, so che molti di voi non approvano questo ma io la penso così e sono sicura che Dio Ci ama ama tutti noi!
Stamattina le gocce di pioggia cadevano pesanti sulla mia giacca. Scendevano lungo il casco e bagnavano i pantaloni. Prima poche, poi, all’improvviso, lo scroscio è diventato più violento. Ho lasciato che continuassero a bagnarmi, noncurante della sensazione di freddo e di umido. Ho lasciato che le mie mani scivolassero sul motorino, non più salde nella presa. Per un attimo, solo per un attimo, mi sono vista per terra. Sull’asfalto, immobile, ma con lo sguardo vigile. La gente intorno, la sirena di un’ ambulanza in lontananza. E poi una stanza d’ospedale, bianca e asettica. Tubi, flebo, medici. La mia mente ha vagato per un po’, perdendosi in pensieri poco luminosi, mentre le ruote del motorino continuavano a correre. E’ bastato poco e mi sono resa conto che dovevo riprendere il controllo dei miei pensieri. Concentrarmi su quello che stavo facendo, perchè veramente potevo finire per terra. Non lo volevo. A mente lucida non volevo finisse così. Mi sono fermata, ho aspettato di tornare in me e sono ripartita. Tutto questo preambolo per dire che io non ce la faccio a pensare al suicidio in modo premeditato. Per me è un gesto istintivo. L’impulso di un momento. L’unico modo, a volte, per porre fine al dolore. L’unico modo, a volte, di riuscire a vedere una fine a tutte le sofferenze. Mi vedo con un coltello in mano, pronta a tagliarmi le vene. Sono flash che mi accompagnano spesso nelle giornate più nere. Nelle giornate in cui mi sento persa nel mio dolore, chiusa nella mia mente impazzita. Poi ascolto le parole di KEVIN e quelle di GIULY. Una data, una fine prestabilita. Un piano per togliersi di mezzo. Veramente vorrei poter dire loro qualcosa. Sento in loro una determinazione che a me, forse, e forse per fortuna, manca. Per me sarebbe un gesto di follia. Per loro un gesto razionale. Mi accorgo della mia impotenza di fronte a questa spietata risoluzione. Rimango così, senza parole. E mi dispiace. Posso solo dirvi che comprendo la vostra sofferenza e so (continua)
quanto sia difficile il cammino. Soprattutto so quanto sia difficile il cammino quando ci si sente soli e sembra che nessuno capisca. Il dolore non va di moda, mi dispiace. Fa paura, non si sa come affrontarlo. Soprattutto il dolore di una persona cara. Provoca rabbia, risentimento. Altro dolore. Oggi mi verrebbe da dire:” siate pronti a perdonare, ad accettare i limiti di chi vi sta vicino”. La sofferenza appartiene a tutti, anche a chi è bravo a mascherarla dietro un sorriso. KEVIN, tu hai il grandissimo dono di una sensibilità eccezionale. A volte può rivelarsi anche un problema, lo so bene. Anzi, forse il più delle volte questa sensibilità ti porta a soffrire. E, come dici tu, non è una sofferenza localizzata, non si può estirpare. A me molte volte viene voglia di strapparmi il cuore. Una volta, in una situazione per me molto dolorosa, mi sono strappata con le mani la maglietta sul petto e mi sono tagliata dalla gola al seno, pensando di poter arrivare al cuore e fermare tutto il dolore. Non ha funzionato. Il dolore è ancora qui, ancora oggi.
FLEXO, quando parlavo di non essere una persona non mi riferivo assolutamente alla percezione di me rispetto agli altri. Non credo in una normalità statistica, come non credo che tante persone si possano definire tali. Per me essere persona significa essere consapevoli di se stessi, di chi si è veramente e intimamente. Essere persona presuppone, per me, un’integrazione totale delle componenti fisiologiche, di quelle cognitive e di quelle affettive che risiedono in uno stesso individuo. Un essere pieno e completo e cosciente. Io non so chi sono. Non so qual’è la mia realtà. Mi guardo allo specchio e non mi riconosco. Sento una profonda scissione fra i miei comportamenti, i miei pensieri e le mie emozioni. Sto male e rido. Vorrei parlare e sto zitta. Sai dov’è che riesco a sentire tutta me stessa intera e non a pezzi? All’interno di un abbraccio. (continua)
ciao a tutti come vedete ancora non è arrivato il grande giorno ,però non mi sento di di scrivere un salutone a tutti
Sono i momenti in cui riesco ad entrare in contatto con le mie parti più profonde e dimenticate e a farle mie. E’ proprio come hai detto tu: è l’abbraccio di una persona cara che può più di mille parole. E’ il sentirsi vicini, in unione intima e profonda. Sentire che c’è qualcuno che capisce e comprende e non giudica. Le sedute di psicoterapia non le liquiderei in modo così sbrigativo. Ti assicuro che è un percorso che, per quanto doloroso e complesso, porta a riappropriarsi di parti di sè a cui nessuno aveva dato spazio. Servono a curare un Sè sofferente, spesso straziato. A volte inesistente. Non solo attraverso le parole, ma anche con uno sguardo, un abbraccio, un gesto. Questa, almeno, è la mia esperienza. Poi, spesso, la psicoterapia non basta. E ti parlo sempre per esperienza. Spesso bisogna ricorrere a dei farmaci. Spesso questi farmaci sembra che facciano più male che bene. Spesso si prova rabbia di fronte al proprio malessere, che è così forte e resistente che niente sembra riuscire a ridurlo. Spesso questa rabbia diventa rabbia verso se stessi. Verso un modo sbagliato di sentire, di percepire il mondo. Verso un dolore che non si riesce ad eliminare. E poi viene il discorso sul cercare di diventare una persona. E’ un discorso molto complesso, almeno per me. Mi affascina pensare alla mente, ai meccanismi che portano alla costruzione dell’identità. E al perchè mi sento così smarrita. Mi sembra di impazzire. Ma rimane un discorso interiore, non riferito in alcun modo ad un paragone con il mondo esterno. Come vedi anche io sono un po’ logorroica quando scrivo. Ma, di persona, ti assicuro che faccio una gran fatica a parlare di questi temi. Un abbraccio.
DAGO, sì, lo sto facendo. Sto cercando di aprirmi con chi so che ha la sensibilità giusta per capire. Come ho scritto già nel precedente post, sto cercando di rendere il mio ragazzo partecipe del mio mondo interiore. Ti assicuro che non è facile, perchè ho sempre paura di una sua reazione.
Ho paura che possa giudicarmi male. Ho paura che possa spaventarsi. Ho paura che possa pensare che sono troppo fragile. Dentro di me, però, so bene che lui non mi giudicherà, non si spaventerà, non mi abbandonerà. Già condivide il mio quotidiano, fatto di giornate a volte molto difficili. Fatto di pasticche che mi fanno crollare dal sonno. Fatto di rabbie apparentemente immotivate. Fatto di dolori inspiegabilmente acuti. Mancano solo le mie parole, a rendere un po’ più comprensibile il tutto. E ci sto provando a tirarle fuori. Un caro saluto.
CRISTIANO, grazie delle tue parole. Da quello che hai scritto mi sembra che tu abbia tutte le risorse per poter superare il tuo momento di difficoltà. Sei consapevole degli ostacoli che hai davanti a te, ma non ti lasci abbattere tanto facilmente. Sai, con una frase sei riuscito a centrare il punto. E’ proprio così. Chi mi sta più vicino è anche chi riesce con pochissimo a farmi morire dentro. Grazie della tua comprensione e vicinanza e fatti sentire.
ALESSANDRA, come stai tu? Tu che sei sempre pronta a rivolgerti a noi sostenendoci e facendoti carico di tutti i nostri dolori. Tu che non dimentichi mai di lasciare anche solo una riga per ribadire la tua presenza. Che sentimenti ci sono ora nel tuo cuore?
ARABAFENICE, il tuo nick mi fa pensare che hai superato qualche bruttissimo momento e ora, come l’uccello mitologico da cui hai preso il nome, sei rinato. Ma davvero pensi che la tua idea di comunità autogestita possa essere un rimedio per le sofferenze dell’anima? Davvero pensi che stiamo qui a farci prendere dalle nostre elucubrazioni mentali? Davvero pensi che chi soffre non sia in grado di rinunciare a qualche bene materiale? La sofferenza, io credo, appartiene a tutti: a chi ha le ville al mare come a chi vive in una casa popolare. C’è gente che lotta per arrivare a fine mese e gente che ha uno stipendio dignitoso. In entrambi i casi possono esserci dei dolori tanto grandi da far desiderare la morte. Spazio finito.
ciao a tutti.
cara Nobody, triste chiamarti cos’, quindi cara amica, ho letto le parole che hai scritto e a mio parere trapela molta lucidità in ciò che dici.
capisco e comprendo il convivere che hai con il cupo stato d’animo ed è veramente difficile e snervante.
penso che tu sia un concentrato di emozioni… una persona che darebbe stimoli di vita a chiunque; forse come me riesci più ad essere sensibile verso gli altri che con te stessa, virtù che a volte mi si è rivelata a doppio taglio poichè sono stato usato.
hai ragione quando dici che ho parlato del mio suicidio con molta decisione e razionalità, conseguenza del fatto di uno stato d’animo pessimo di un pensare sempre e costantemente negativo.
il punto triste di tutto ciò che agli amici, non si può chiedere aiuto, altrimenti il comportamento nei tuoi confronti muterebbe e sarebbe peggio.
in questo periodo stò già meglio di prima, grazie anche alle sedute che faccio che mi aiutano a togliere un pò di massi sopra di me.
cara nobody, datti un nome, così non è giusto, sei una persona in tutto e per tutto e al contrario di altre persone hai dei sentimenti molto forti che ti contraddistinguono dalla massa.
sai una cosa non ho capito, che massi hai sulle spalle, ovvero che problemi hai?
ciao
MARINA, hai ragione, era ora, ti do un bacio anch’io, con tanta tenerezza. Coraggio MARINA, coraggio… Siamo qui tutti insieme, almeno questo.
NOBODY, come sto… La mia situazione, su tutti i piani, è immobile per cause che paiono di forza maggiore, dopo di che cerco di tenermi sempre su, ma ovviamente ci sono i giorni in cui uno non è che abbia molta voglia di raccontarsela… Quindi, niente, ho solo l’umor nero, in mezzo al niente di normale amministrazione. Non penso al suicidio, quindi qui sarei fuori tema a parlare dei miei problemi, mia cara. 🙂
Come sempre sei a mio avviso eccezionale nello spiegare quello che vivi, che è così difficile da vivere, figurarsi da spiegare: e come potrei dubitare, con la tua lucidità, che un giorno quella stessa lucidità non possa portarti a stare sempre meglio? Anzi, già ti aiuta. Oltre che dotata, ti vedo molto, molto attiva nella tua lotta. Ti vedo resistere, e ti vedo resistente. Vedo che cerchi di essere sempre vigile, di tenere a bada quelle parti che “ti fanno impazzire”.
Ti avevo scritto, giorni fa, lunghe cose per dirti che per me sei sulla buona strada. Stai facendo un grande, grandissimo lavoro. NOBODY, perdonami se mi permetto anche tu stando molto male adesso, ma io sento questo: che ce la farai a uscirne, ce la farai. Piano piano, NOBODY, piano piano. Se tu arrivassi entusiasta qui con il tuo problema risolto così, dall’oggi al domani, ne sospetterei. Quindi, coraggio, mia cara, stai facendo tanto, tantissimo. A questo devi pensare, come già sono certa che fai.
Un saluto a tutti
GIULY conosci benissimo il mio pensiero.Non obietto nulla e non dico nulla,lo scrivo spesso qui,intrevengo solamente se vengo tirato in causa direttamente.Un caro saluto GIULY.
ELISE,ciao,certo che mi ricordo di te,piuttosto fa molto piacere che ogni tanto passate di qua.Ho letto che non ti senti bene.Facci compagnia per un po.
un saluto a tutti DAGO44
Buona sera a tutti…. vi leggo sempre ma tante volte non ho molto da dire…mi sono operata sto bene non ho avuto il ciclo per 7mesi ora che mi sono operata il ciclo e riapparso sabato almeno questa operazione e servita a qualcosa ho i punti che mi fanno un pò male come cambia il tempo ma passerà il 14 di ottobre devo fare un altra visita per vedere se tutte le cisti sono andate via speriamo bene….
GIULY perchè stai cosi io non ho ancora capito cosa ti e successo tante cose che dici le rivedo in me… perchè non provi ad andare da uno psicologo? ti potrebbe aiutare, io ci vado sto diciamo bene…. certo anche io ho dei forti momemti di crisi tante volte mi sveglio di soprassalto come ieri pomeriggio alle18 dormivo solo che il “terremoto” del mio cervello mi a svegliato come anche questa mattina il “terremoto” nel mio cervello mi a svegliato e piangevo tanto, tante cose non sono facili da superare tanti ostacoli che DIO ci manda ce chi riesce a superarli e chi no…. io ne ho passate tante solo che non ho più voglia di piangermi sopra penso che per tutti noi arrivera la nostra occasione che potremmo tornare a vivere a sorrire…
Quando sono stata in ospedale ci stavano delle signore in stanza con me che stavano DAVVERO MALEEEEE una ragazza 32anni con una figlia di 19mesi malata di cancro in quel momento pensavo hai miei tentati suicidi pensavo al dolere di quella mamma che dovrà lasciare la sua piccola purtroppo non sono DIO senno gli avrei donato la mia vita a quella mamma per farla stare con quella povera piccola che crescerà senza di lei sono impotente non posso fare nulla per nessuno vorrei tanto aiutare gli AQUILANI vorrei tanto donare a tutti la felicità vorrei donare a tutte quelle persone una casa vorrei tanto che quel benedetto 6aprile quella notte orrenda vorrei che non fosse mai successo vorrei cancellare dalla mente di tutti anche dalla mia mente quella notte ma non si puo dobbiamo conviverci dobbiamo andare avanti anche se con la paura di altre….
scosse anche con la paura di perdere altre persone anche con la paura di perdere altri amici altri ABRUZZESI.
Ormai sono passati 7mesi ma io ancora oggi mi metto nel letto e guardo il soffitto ho la tremenda paura che tutto mi cada dormo con l telefono in mano mi sveglio piangendo mi sento il terremoto a volte non e facile per noi che stiamo un pò distanti figuriamoci per chi la vissuto per chi lo vive…. io non ho mai pregato in vita mia però adesso la sera prima di dormire chiamo il SIGNORE gli chiedo di fare stare tutti bene di non far sopportare più a nessuno questo tipo di perdite atroci e senza fine…..
MAI cara sono qui vedi ormai riesco a sopportare quasi tutto….. spero solo che prima ho poi il mio cervello non espoda…..
FANNY come stai?? il lavoro???
FLEXO tu stai bene??
PAPI PAPI GRAZIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
UN BACIO RAGAZZI
VI VOGLIO BENE….
lascio il mio contatto se qualcuno vuole parlare a_petta_86@htmail.it
UN BACIO GILDA
Ciao Nobody, al solito post bellissimo, l’ho letto tutto d’un fiato perché un po’ come Tanca tu sei bravissima a trasmettere le tue emozioni e le tue sensazioni. Ancora una volta le tue prime parole mi fanno venire alla mente stupendi versi di De André: “C’è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo”. E’ vero, a volte ci si sente come dei vasi di coccio andati in pezzi, si lavora tanto per rimettere tutto insieme e solo per brevi istanti si ha la sensazione di godere di quell’unità che sembrerebbe spettare di diritto al nostro io. In fondo credo che valga un po’ per tutti: l’essere umano non è un qualcosa d’unico ed indivisibile ma è probabilmente costituito da tante parti che spesso lavorano in maniera scorrelata l’una dall’altra. Non volevo liquidare la psicoterapia, lungi da me quest’idea, forse ho esagerato un po’, a volte ho il gusto dell’iperbole, però mi viene da pensare che tutta la psicoterapia di questo mondo alla fine valga poco senza quell’abbraccio a cui tutti in fin dei conti agogniamo. Continua a parlare con il tuo ragazzo, è importante che tu lo renda partecipe della tua vita, dei tuoi problemi, dei tuoi disagi; se fossi al suo posto io vorrei questo perché vorrei avere la possibilità di aiutarti, è fondamentale che tu glielo consenta. Ciao cara Nobody, un grande abbraccio.
Sai Giuly, tempo fa avevo tanta paura di non farcela. In qualche modo avevo l’impressione che a breve, da un momento all’altro, sarebbe successo qualcosa di irreparabile, qualcosa che volente o nolente mi avrebbe obbligato a “rivoluzionare” la mia vita. Avevo deciso che, nel caso avessi raggiunto il punto di non ritorno, allora avrei preso una decisione radicale come andare a fare del volontariato in Africa o in qualche altro posto dimenticato da Dio. Ciò mi avrebbe consentito di “riavviare” la mia vita senza compiere nessun atto irreparabile. [continua]
Hai mai pensato di cambiare radicalmente vita piuttosto che suicidarti? So che è una soluzione che richiede molte energie ma in fondo se non hai proprio niente da perdere… Ciao Giuly, un abbraccio.
Elise ciao, anche io mi ricordo di te, bentornata ma mi dispiace che tu stia così. Come dicevo qualche tempo fa a Nobody, da quel poco che ne so io gli attacchi di panico possono essere curati, forse dovresti rivolgerti ad uno specialista. Un caro saluto.
Ciao Gilda, sto bene grazie, anch’io ovviamente vado avanti un po’ tra alti e bassi ma tutto sommato me la cavo. Un bacione, ci sentiamo presto.
Arabafenice, innanzi tutto credo che il benessere materiale sia una concausa del disagio esistenziale, quanto l’assenza di vaccinazione per il morbillo sia una concausa dell’insorgenza di quest’ultimo. Da un punto di vista di pura correlazione statistica puoi anche sostenere una tale tesi ma credo che ogni medico ti spiegherebbe che l’eziologia della patologia è tutt’altra. Quindi non penso che il benessere materiale sia necessariamente un male e che porti inevitabilmente ad una società di nevrotici. Piuttosto la ricerca spasmodica di quest’ultimo, come unica ragione di vita, può avere serie ripercussioni sulla nostra serenità. E’ indubbio che viviamo in una società in cui il profitto e la produttività contano più di qualsiasi valore umano. E’ anche vero però che società del passato in cui tale benessere non esisteva non possono essere considerate migliori della nostra. Vi erano soprusi di ogni tipo e la società era organizzata in una maniera tale che il benessere di pochi (pochissimi) era tutto a carico di tanti altri. Queste persone avevano sicuramente meno tempo rispetto a noi per studiare, pensare e ragionare, e da questo punto di vista erano sicuramente maggiormente immunizzati rispetto ad alcuni disagi che invece noi tendiamo a sperimentare frequentemente. Sinceramente non me la sentirai di scambiare il mio posto con loro. [continua]
Per quanto riguarda la tua domanda, se mi stai chiedendo se io accettassi di appartenere ad una comunità dove qualcuno, in cambio di lavoro, mi offra di diritto affetto e comprensione ti risponderei no, per almeno tre motivi. Il primo è di ordine puramente pratico: generalmente, nella vita di tutti i giorni, posti di questo tipo sono solo apparentemente autogestiti ma il più delle volte vi è dietro qualcuno che si arricchisce sul lavoro altrui. Il secondo motivo è che credo che affetto e comprensione non possano essere considerati un diritto che per definizione spetti a chiunque. Non si può creare una comune di questo tipo dall’oggi al domani. Preferirei che la nostra società potesse evolversi autonomamente e naturalmente verso una configurazione di questo tipo e in questo è racchiusa la terza motivazione del mio no. Un saluto. Ok, anche questa volta credo di aver scritto un po’ troppe parole, buonanotte a tutti.
buno giorno a tutti ,sono sconfortata oggi sarà il tempo il vicinarsi di mio figlio che sposa ,non l’ho sò dovrei essere contenta ma non lo sono, non per il matrimonio è che molto propabilmente dovrò quel giorno mettermi una bella maschera da non staccarsi……….un saluto ragazzi
ciao a tutti.
cara marina, non fare così non pensare a cosa dovrai mettere quel giorno, anche perchè l’unica cosa che devi fare in quel giorno sarà indssare il vestito ed essere felice per aver cresciuto dei figli che hanno fatto un percorso.
per quel che ne so io, forse quel giorno potresti trovarti a disagio, ma potresti anche “dimenticare” tutto il discorso della maschera e respirare.
mi permetto di darti un consiglio, almeno per te stessa quel giorno si una persona e i cattivi pensieri lasciali a casa.
ciao
MARINA, mi dispiace che tu sia sconfortata oggi. Io in generale non sopporto i matrimoni. Feci un grande sforzo (nonostante non avessi alcun problema di depressione o simili) per partecipare al matrimonio di una mia cara amica e giurai a me stessa (si fa per dire) che non avrei più partecipato a nessun matrimonio. Quindi cerco di immaginare, nel tuo stato, l’agitazione che può scatenarti. E’ un evento comunque, tra l’altro, molto emozionante, immagino poi se si tratta del matrimonio del proprio figlio… Ma non hai, per esempio, una cara amica, che conosca bene la tua situazione, e possa accompagnarti e starti vicino quel giorno?
GIULY, oh GIULY… Vedo che FLEXO è riuscito a dirti qualcosa… Il suo ragionamento, a volte, è stato anche il mio, e mi sembra molto valido, anche a me è servito quando ne ho avuto bisogno. Cosa ne pensi?
ELISE, anche qui FLEXO ha già detto quello che avrei voluto dirti io. Non so se ti curi già, ma ho letto che per questo disturbo (così come per altri), prima si interviene, meglio è. Ho ascoltato testimonianze di vittime di questo disturbo. Per quello che mi ricordo, raccontavano di quanto impedisse loro una normale vita e di come, rimandando a curarsi, i loro attacchi diventassero più forti e frequenti. Alcuni hanno aspettato anni a curarsi, dicendo di avere sofferto moltissimo, e dopo sono guariti. Invitavano quindi tutti quelli che iniziano ad avere questi disturbi a non rimandare la cura..
GILDA, hai veramente reso l’idea delle traumatiche conseguenze del terremoto. Spero che col tempo tu possa riprendere a riposare tranquilla.
Un pensiero e un saluto a tutti… KEVIN, SPERANZA, MAI, FANNY, tutti
Ciao, come dicevo a Gilda anch’io vado avanti un po’ tra alti e bassi. Stasera è una serata di bassi e mi sento molto stanco e leggermente depresso. Domani andrà ceramente meglio. Un caro saluto a tutti… Buonanotte.
buon giorno a tutti ,si Flezo ci avevo pensato anchio andomene lontano girare voltare paggina,ma è tutto un sogno perchè non posso ………………………………………………vi saluto tutti
Volevo solo salutarvi tutti. Questi sono giorni non negativi, e me li gusto assai, come l’acqua che spegne la sete. Ma non ho grandi discorsi da fare, ne’ dolori ed angosce da raccontare. Il mio meteo prevvede calma stabile da quà a Natale, e la mia anima mediocre si mediocrizza efficacemente. Però vi leggo sempre. Non sono quà per dare lezioni a nessuno, ma perchè avevo un disperato bisogno di recuperare da una posizione quasi persa. Così è stato, e la mia gratitudine ed il mio affetto per voi è senza confini.
Ciao KEVIN. A me va bene che mi chiami “cara amica”, se non riesci a chiamarmi Nobody. Il mio nick riflette quello che sento ed è per me una realtà. Un realtà fatta di indefinizione e di paura. Sai, il mio vero nome è molto bello, ha un significato profondo. Ma per riservatezza ne ho scelto un altro che per me ha un significato altrettanto profondo. La mia concezione dell’essere persona l’ho espressa e per me è ancora una meta lontana. So bene che ho delle emozioni e che le esprimo pienamente, ma sono così forti che spesso mi distruggono. E allora non resta niente di me, così come non resta niente quando gli altri con le loro parole o i loro gesti mi feriscono profondamente. Non sono nessuno. Non sono più nessuno. Sono alla ricerca della vera me stessa. E non sai quante volte mi perdo e non sai quanta fatica, quanto dolore, quanta angoscia. Ma vado avanti. Ogni tanto aggiungo un tassello, ogni tanto lo tolgo. Così, fra conflitti insanabili, fra parti di me che vogliono cose diverse, fra sentimenti che premono e pensieri che vagano, cerco di definire chi sono. Forse hai ragione tu, Nobody non è un bel nome, ma veramente è quello che spesso sento di essere. Mi hai rivolto una domanda molto complessa, a cui darò una risposta forse troppo poco esaustiva. I problemi che ho non credo siano definibili in poche e semplici parole. Quello che porto qui, su questo forum, sono le mie angosce, le mie paure, i miei desideri, le mie rabbie. E’ quello che mi fa soffrire, quello che amo, quello che mi getta nella disperazione. Sono tutti i sentimenti che vivo quotidianamente. Sono le reazioni a quello che mi succede e al mio modo di interpretare gli eventi. Non mi piace raccontare troppo i fatti, quanto, piuttosto, quello che mi capita internamente. Come non mi piace parlare di alcuni aspetti della mia vita. Sicuramente mi porto dentro dei segni indelebili, sicuramente ci sono stati elementi reali di sofferenza. E ci sono anche oggi delle situazioni oggettive che mi fanno
star male. In alcuni casi posso farci qualcosa, in altri no, devo solo imparare a gestire la mia sofferenza in modo tale da non farmi abbattere. Non è un dolore riconducibile a un problema specifico, o meglio, i problemi specifici ci sono ma sto cercando di affrontarli. Il resto è legato molto al mio modo di essere, alla mia sensibilità esagerata che mi porta a star male e a vivere male. Ho passato fasi depressive e fasi maniacali. So bene cosa vuoi dire quando affermi di pensare sempre negativo. Ma so anche cosa vuol dire l’opposto, essere sempre fuori di casa, reagire sempre al massimo, negare ogni evidenza. Ora è qualche anno che prendo dei farmaci. Prima antidepressivi, da un paio d’anni un antipsicotico atipico. Il mio umore si è un po’ stabilizzato. Le mie crisi autodistruttive si sono rarefatte in frequenza. Posso dire di star meglio? Non lo so, non è essere sedata quello che voglio. Voglio imparare a gestire le mie emozioni. Voglio imparare a sostenere il peso dei miei sentimenti. Voglio imparare a convivere con i dolori della vita. Senza impazzire. Senza dover ricorrere a tagli o altro. Senza dover morire ogni volta. Sono contenta se tu ce la stai facendo. Se riesci a trovare giovamento dalle tue sedute. Posso dirti che ti sento particolarmente vicino e so quanto è difficile il percorso. Non mollare!
Ciao ALESSANDRA. Qui puoi parlare liberamente di tutto. Delle tue difficoltà, dei tuoi sentimenti, dei tuoi pensieri. Anche se non hai in mente di toglierti la vita. Non c’è bisogno di meditare il suicidio per stare male. Prenditi un po’ di coccole, quando ne senti il bisogno. Lascia che anche il tuo dolore, che non è nè più nè meno di quello degli altri, possa allentarsi un po’. Grazie di credere il me e nel mio futuro. Io riesco a vivere solo l’oggi, ma sentire che c’è qualcuno che vede oltre le tenebre è un grande aiuto.
FLEXO, volevo condividere alcuni miei pensieri con te, ma lo spazio è finito.
FANNY, come stai? Spero meno pesante.
NEVE, ti penso.
ciao a tutti…
mi rivolgo a te cara amica, mi dà rabbia e dolore sapere che ci sono persone che ti hanno ferito, molta…
sai questo tipo di azioni in una persona come me fanno passare il limite di sopportazine, in poche porole sarei in grado di torturarla, di farla soffrire.
non è giusto che persone che scrivono all’interno di questo forum come te e me, debbano sempre avere la peggio perchè più comprensive.
anche io ho passato un periodo sedato, pillole e tranquillanti, ma il tutto è servito a preservarmi integro dai giorni in cui ero in preda all’ira e spaccavo i mobili di casa mia e litigavo con gli amici.
brutti momenti.
comunque non avere paura, il fatto che tu sia cosciente dei tutoi pensieri e sentimenti è una gran cosa.
ciao
Lascia che la speranza si accenda in te,non muorire inultilmente,non ha senso per nessuno sopratutto per te.No…non muorire, muorirei anche io se tu mi lasciassi cosi inultimente,per favore non vogli che anche tu mi abbandoni,aiutami ad aiutarti per favore,aiutami.
Grazie Flexo,
nel tuo post nr.5285 hai tradotto molto meglio di me quello che io intendevo!
Cioè, che quella che è sembrata a tutti una insopportabile provocazione era una metafora che voleva dire quello che hai detto tu, nè più nè meno.
Non ho mai voluto offendere nè negare la vostra sofferenza esistenziale (che, non l’ho certo scoperto io, molte volte è genetica o familiare!) ma soltanto volevo gettare un sasso che provocasse un qualche risveglio in questo luogo di… desolazione e di prevaricazione che molti di voi si ostinano a considerare intoccabile ed inaccessibile!
Senza accorgervi, la comunità “virtuale” di disagiati e di malati esistenziali la avete creata VOI proprio in questo luogo e con questa vostra chiusura verso chiunque (a torto od a ragione) provi a stimolarvi, a dissentire, persino ad attaccarvi!
Senza accorgervene fate già parte di questo “confino” e guarda caso, caro Flexo, esiste tra voi anche qualcuno che si sente più in alto e che cerca di “dirigervi” e di lucrarci. Non in termini di tornaconto economico o materiale, sia chiaro. Ma esistono moltissimi altri tipi di pericolose dipendendenze come esistono altri modi di “lucrare” sulla pelle degli altri, oltre a quello che mira a tornaconti in denaro! Per fortuna vostra ci riesce poco e male.
Grazie della tua civile attenzione, Flexo, e proprio da te può partire una sorta di “rivoluzione” anche se forse non te ne sei ancora reso conto!
Del resto, ti ho apprezzato moltissimo anche quando hai detto “…Hai mai pensato di cambiare radicalmente vita piuttosto che suicidarti? So che è una soluzione che richiede molte energie ma in fondo se non hai proprio niente da perdere… Ciao Giuly….” (tuo post nr.5284).
Forza Flexo, credimi, sei sulla strada giusta (detto con molta umiltà e senza pretesa alcuna di sentenziare o di ergermi sopra anche uno solo di voi). E chissà che certe parole sagge, dette da te, aiutino chi davvero cerca di nuovo un punto di riferimento che TUTTI, alla fine, ricerchiamo. Ciao
Oggi riflettevo su una cosa, pensavo al fatto che in qualche modo mi sia abituato al dolore come unico modo per sentirmi veramente vivo. A quanto pare è l’unico mezzo che ho a disposizione. Per questo motivo ritengo che il dolore psicologico non possa essere estirpato dalla mia esistenza. E’ ormai è una costante che devo accettare, integrare e controllare. Non mi è possibile farne a meno. Non so se questo possa essere considerato patologico, sicuramente non è perfettamente normale. In questo periodo purtroppo vedo mia mamma soffrire (anche psicologicamente) e di fronte a questo sono impotente. Spero che il tutto possa passare tra un po’ di tempo. Ciao Nobody, non ti preoccupare, abbiamo tempo per condividere i nostri pensieri. Un abbraccio.
Ciao Giuly, lo so che è difficile ma credimi non è impossibile. Esistono molte associazioni che hanno bisogno di volontari, certo tra il dire il fare c’è di mezzo il mare ed io lo so bene. Un abbraccio anche per te.
Ciao kevin. Alessandra, un caro saluto. Fanny e Dago, come state, a questa pagina mancano i vostri interventi. Un caro saluto anche a Gilda, Marina, Elise, Tancamala e a tutti gli altri. Buonanotte.
Allora arabafenice, che dire? Innanzitutto non credo proprio di poter essere un punto di riferimento per nessuno visto che non riesco neanche a far funzionare la mia vita. Secondo rifiuto la visione di questo posto come comunità coesa e inaccessibile. E’ da tanto tempo che scrivo qui e credimi a parte pochissimi ormai le persone che scrivevano un anno fa sono altre rispetto a quelle che scrivono ora. Se vai a rileggere i messaggi di tre mesi fa ti renderai conto del ricambio che c’è stato, io sono una delle pochissime eccezioni. Molti vengono qua e dopo un po’ risolvono i propri problemi e se ne vanno, altri se ne vanno senza averli risolti e forse qualcuno ha veramente provato a togliersi la vita. Io in fondo sono un corpo estraneo da queste parti perché non ho mai avuto tendenze suicide. Credo di sapere a chi ti riferisci quando parli di persone che “lucrano” su questo sito, lo so anche perché non è la prima volta che intervieni e da questo probabilmente deriva il tuo nick. Io credo che nessuno lucri sul dolore in questo posto, chi prova ad aiutare gli altri lo fa in buona fede, poi può riuscire più o meno bene ma questo è un altro discorso. Sempre molto civilmente posso aggiungere che non sono d’accordo con la maggior parte delle tue affermazioni, un saluto.
Significato e ragioni. Tancamala vuoldire, nelle mia lingua nativa, mal-chiusa. E’ anche una dedica al posto che forse amo di più, (Terra mala), un posto di mare e montagna, un posto impreciso e mal fatto, un abbozzo storto di porticciolo, un ammasso di rocce nell’acqua, però con una lunghissima stagione di luce e sentimento, protetto come è dalle colline piene di eucalipti e sderupate villettine di grigi mattonacci. La ragione è che coltivo quel sentimento di luce e acqua, di montagne e fiori, in piena solitudine. Come un ragazzino che scappa di casa. Sono un essere intimamente profondamente solitario, e vedo gli altri da un po’ di lontananza. Come Fanny, faro lontano nella notte, Dago, Aquila pronta ad ogni battaglia, che volteggia sugli abissi, e Flexo, Mago Merlino saggio, profondo scrutatore, asciutto ragionatore, ma sopratutto saggio. Chi transita da questa pagina, può essere sicuro che troverà le loro voci, e, di tanto in tanto, anche la mia. E’ chiaro, o tu che risorgi dalle tue ceneri, che ognuno di noi è egoista. Tu hai le tue ragioni, io le mie, e gli altri hanno buone ragioni di essere così come sono. Ancora sui giornali, e alla Tv, altre tristi notizie di solitudine e morte, e quanto ci sarebbe bisogno di più. Di più!!! Morti assurde, ingiuste e dolorose, che lasciano tracce e ferite dentro me, che sò che bisognerebbe fare di più. Essere di più. Nessuno và via di quà senza avere avuto di più. Cerca di essere più egoista, e di prendere di più, per te stesso. Non siamo censori od aprofittatori, ma di passaggio. Dal meno-meno, al più. E non basta ancora.
ciao a tutti ,anche a quelli che non mi conoscono ,lunedi psicologo,ieri pschiatra mi hanno dato molto interiormemente e non è poco!!!!!!!!!!!!!!!Con una vocina che dentro ti dice che non vali niente e la Marina che vuole emergere da questo stato di pura ipnosi,si perchè così lo chiamo io oggi dopo tanto tempo sono uscita da casa a piedi senza macchina non sò quanto durerà e non voglio neanche saperlo .Ma su questo male che ti distrugge fino in fondo voglio èssere io a comandare voglio èssere io a comandare i miei sentimenti e tutto il resto.E vero prendo le medicine ma piano piano riuscirò a comandare anche su di esse,voglio ritornare ad essere Marina………………………………scusatemi per lo sfogo ma ne avevo proprio bisogno