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Una situazione dolorosa

di stukas

Riferimento alla lettera: Non sono giovane, ed ho una compagna con cui sto insieme da 8 anni. non viviamo insieme e ci si vede solo nei week end, festività, e ferie o ritrovi con gli amici, Quando la conobbi ma ancora non stavamo insieme mi colpì una frase "toglimi tutto ma non mi...
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Data di pubblicazione: 27 Dicembre 2020

L'autore, stukas, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore

254 commenti

  • 76
    Acqua -

    Beetle, corretto. Bisognerebbe tuttavia comprendere la “serie di motivi” che stanno alla base di quelle emozioni. Non serve a niente negarle o stupirsi dei contrasti che ne possono nascere. Tali motivi possono essere i più svariati e a volte nascono da traumi/esperienze relazionali negative accadute in passato, a volte si tratta invece semplicemente di istinti non razionalizzabili (es. materno, sessuale, di riproduzione, di protezione, di affetto ecc.) o di necessità di evasione o di allargare i limiti della nostra realtà. In alcune situazioni, cioè quando tali bisogni emotivi diventano controproducenti e dannosi per la persona o per le sue relazioni affettive, i motivi che ne stanno alla base andrebbero indagati e fondo e discussi, al fine di favorire la comprensione reciproca e la conseguente accettazione/sforzo comune di risoluzione.

  • 77
    Golem -

    Beetle, quella del marito annoiato che si trova la “stampella” per tirare avanti in un matrimonio spento, è il più banale dei triangoli: è solo sesso al 99%. Lo è molto meno al contrario, poichè le aspettative della donna sono molto più legate a evocazioni sentimental-istintivo-culturali che contengono molti ingredienti che si mescolano tra loro, dando un particolare sapore al cocktail finale, che il più “elementare palato” maschile non cerca quasi mai. Ho passato anni, fuori e dentro il forum, per cercare di capire quello che aveva “creato” la mia lei, e credo di esserci riuscito, ma potrei dirti che ognuna si “fa” il suo con i propri “ingredienti”, e riuscire a “isolarli” dopo che si sono mescolati è arduo, persino Freud si arrese. Detto ciò posso però confermare che tutti quegli ingredienti che danno luogo a rapporti disfunzionali sono IMMAGINIFICI, frutto di aspirazioni quasi sempre immature o di natura nevrotica, gli “shaker”, invece, sono fatti di istinto e ” cultura educativa”.
    Quante si innamorano del bello e dannato>

  • 78
    beetlejuice -

    Acqua, concordo. Personalmente non ho mai affermato che quel tipo di emozioni andrebbe negato, ma che farle passare per qualcosa che è frutto di una visione paranoica da parte del partner non è corretto.
    Spesso le coppie, a seguito di litigi che non portano a nulla (ma non necessariamente avvengono litigi), scelgono di tacere riguardo certi “motivi”, creandosi ognuno il proprio mondo, che mette distanza con il partner.
    Venerare come un semi-dio un partner, un ex, un figlio, ecc.. nasce da emozioni reali, ma genera una realtà “irreale”, che ostacola il presente. A volte umanizzando queste “divinità” si crede di fare un torto al vissuto, per quanto mi riguarda è esattamente il contrario.
    Ed è un passaggio necessario se si vuole tentare una risoluzione, che non preveda imposizioni dell’una sull’altro e viceversa.

  • 79
    Golem -

    > che nei fatti è solo un pirla belloccio? Quante sprovvedute di paese vengono affascinate dall’artista maledetto, e invece è solo uno scoppiato che come talento ha solo tanta presunzione, e quante di casi umani dove l'”io ti salverò” diventa la missione della loro vita? Dietro queste “scelte” si nascondono “lacune” e vuoti di identità che si pensa di colmare quando si è creduto di incontrare il tipo “speciale” che riscatti “favolisticamente” quei vuoti, forse dovuti a traumi nella fase evolutiva o forse per una banale alterata opinione di sè. Una cosa però è comune in questi casi, ed è che la protagonista si sente “importante” in modo “originale”, e la fase “masochista” che spesso si intravede in certe situazioni è solo apparente. La “crocerossina”, la scopritrice dell’artista incompreso, o la donna che “ama” il serial killer, non solo hanno un ruolo “epico” nelle vicende, ma si sentono le VERE protagoniste di queste. È una storia che due post non possono esaurire Beetle, dove è più interessante il non visibile del visibile.

  • 80
    Acqua -

    Beetle, ciò che crea la distanza è appunto una comunicazione non aperta, spesso frutto di una scelta basata sulla convinzione che non sia possibile comunicare al partner determinate emozioni o sensazioni che, pur essendo naturali, si ritengono inadeguate/inopportune. Forse per una questione di protezione del rapporto o anche di paura di non essere capiti, si evita di discuterne col risultato che piano piano nella coppia si crea una frattura.

  • 81
    Acqua -

    Golem, bisogna prendere atto che molte persone hanno bisogno di ricorrere all’immaginazione per compensare il mancato soddisfacimento di alcune esigenze sia fisiche che mentali. È probabile che chi si immedesima troppo nell'”eroina” di turno della sua “favola”, rischi di subire effetti allucinogeni simili a quelli prodotti dall’altra “eroina”. A questo punto si resta intrappolati interiormente nella trama e non si riesce ad abbandonarla, come se questa fosse predefinita e già scritta, anche se i fattori esterni indicano che è ora di svoltare pagina. Questa realtà parallela può costituire un rifugio temporaneo da situazioni opprimenti o semplicemente un modo per evadere dalla “noia quotidiana”. Tuttavia sono d’accordo che per alcune persone,soprattutto se legata a relazioni passate concluse o mai sbocciate, può diventare una prigione e impedire di vivere “al presente” le relazioni.

  • 82
    Suzanne -

    Tutto vero, ma entrare nella vita emotiva e psicologica dell’altro è sempre un’intrusione, per questo bisognerebbe farlo in punta di piedi. Forzare la serratura perché pensiamo di dover condividere tutto, rischia di far sbarrare definitivamente l’accesso. Le idealizzazioni sono sempre immaginifiche per definizione, ma le emozioni che le generano sono più che reali, e di queste bisognerebbe avere rispetto.
    Rossana, in sei mesi di relazione secondo me non si è nemmeno ancora arrivati a conoscere una minima parte dell’altro, difficile immaginare come potrebbe evolvere una relazione. Se si è molto coinvolti, si va tendenzialmente avanti a prescindere dalle circostanze, se si abbandona vuol dire che il fuoco di paglia si è spento.

  • 83
    Golem -

    “Io guarda, io non è che so’ contrario al matrimonio eh, che non so’ venuto… Solo, non lo so, io credo che in particolare un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi tra di loro, troppo diversi.”
    Acqua, Suzy. Questo celebre pezzo del compianto Troisi fa sorridere, ma non è…comica. Non lo è perchè contiene una verità assoluta che cerchiamo di “aggirare” da quando maschi e femmine sono diventati “uomo e donna”, per comparire, con ben distinte identità, in quella forma di regole che caratterizza praticamente tutte le società umane.
    Il problema della “comunicazione” tra i sessi all’interno della struttura sociale” è un fenomeno relativamente recente, e sappiamo il perchè, visto che sino a 100 anni fa, nessun “uomo” si sognava di “dialogare” con la donna, moglie compresa. Quando i due mondi hanno cominciato a “parlarsi”, era inevitabile che scoprissero di non capirsi, tanto diversa è la visione della “realtà” da parte di entrambi>

  • 84
    rossana -

    Suzanne,
    per me, sei mesi servono soltanto per comprendere quello che si presenta come seria frattura nell’evoluzione della relazione. non per conoscere tutto il positivo e il bene che ne può derivare.

    la difficoltà da affrontare è proprio l’accertamento di quanto non sarebbe possibile condividere, soprattutto se espresso a priori a chiare lettere.

    poi, è ovvio che si è umani e che si può lasciarsi trascinare in sentimenti che continueranno a includere, nella loro base, l’aspetto conflittuale iniziale, sia questo la presenza di figli d’altro letto ostili alla nuova unione di coppia o di diverse visioni di vita, di tempi o di valori.

  • 85
    rossana -

    Acqua,
    “bisogna prendere atto che molte persone hanno bisogno di ricorrere all’immaginazione per compensare il mancato soddisfacimento di alcune esigenze sia fisiche che mentali.” – per me questo è il comune denominatore della “stampella” di qualsiasi genere di rapporto di coppia che si regga sul triangolo.

    è impossibile trovare tutto quello che si vorrebbe in una sola persona: nell’unione a fine ricerca si deve scendere a compromessi, che possono rivelarsi abbastanza stabili e accettabili nel tempo, così come possono richiedere integrazioni, fin dall’inizio o nel prosieguo, per l’equilibrio psico-fisico di uno dei partner.

    ognuno rimedia come sa e può, a seconda dei casi. e qui iniziano le differenziazioni, legate a temperamenti e circostanze: eventi/legami nel passato, nel presente o proiettati nel futuro. non c’è grande differenza fra pensieri/azioni nascosti e totali/parziali trasparenze sui fatti.

    tutti aspetti che rientrano nell’irrazionale e pertanto, come affermato da Beetlejuice, non razionalizzabili, se non per libera e istintiva scelta degli interessati.

  • 86
    Adam -

    Credo  anch’io chiave sia la comunicazione di coppia (post 80) e sull’importanza del farlo nel non forzare la serratura (post 82)

    @Stukas,  che sia tramite terapia di coppia o dialogo interno , ti auguro il meglio.  Che sia una comunicazione  fatta di confronto e tanti momenti di ascolto, di domande ancor prima di risposte. 

    Ecco,vi auguro di entrarci  entrambi spogli da certezze, da pre-risposte che  invece mi sembra di intravedere leggendo l’analisi  da te fatta sulla tua compagna. 

    Solo cosi credo possiate cercarvi e trovarvi nel mezzo del cammino.
    Con pre-risposte di uno dei due l’unico lieto fino arriverebbe solo se è l’altro a fare tutta la strada, abbracciando l’altrui verità.

    Come hai ben scritto anche tu:”Non siamo illuminati che vediamo la realtà oggettivamente ma la filtriamo attraverso il “setaccio” della ns storia delle ns credenze o stati d animo. ” 
    Auguri

  • 87
    Golem -

    > Tutta la discussione che qui si è sviluppata sull’argomento, può solo constatare questa differenza di visioni e linguaggi, ma NON risolverla, in quanto neppure la volontà di “voler capire” può cambiare la “natura” di quelle differenti “letture” delle cose. Che si sono configurate nei soggettivi modi di genere in almeno tre milioni di anni di evoluzione, in quanto funzionali ai precipui “utilizzi” dei due sessi principalmente nell’ambito “dell’economia di sopravvivenza”, che non per altro, come oggi. Quindi non ci si deve meravigliare che dopo solo poco più di mezzo secolo di “presenza” femminile nella realtà sociale, si scopra un linguaggio sconosciuto al maschio, quando prima c’era solo un monologo di quest’ultimo.
    Io stesso ho dovuto sforzarmi di comprenderlo dopo aver scoperto -dopo ben più di sei mesi e con sconcerto- tutte le realtà (per me irreali) di cui, è con cui, può convivere una donna, a volte per sempre. Però, che piaccia o meno a noi maschi, è come col cinese negli affari: se non si vuole essere out, primo poi andrá imparato.

  • 88
    Golem -

    “bisogna prendere atto che molte persone hanno bisogno di ricorrere all’immaginazione per compensare il mancato soddisfacimento di alcune esigenze sia fisiche che mentali. Per me questo è il comune denominatore della stampella di qualsiasi genere di rapporto di coppia che si regga sul triangolo…è impossibile trovare tutto quello che si vorrebbe in una sola persona:”
    Questa affermazione contiene una contraddizione in termini, poiché il “triangolo” esclude il rapporto di coppia. Due non è tre, inutile girarci intorno. Una coppia che si “serve” di una “protesi” per restare in piedi è chiaramente mancante di quell’esclusività che appunto la “fa” coppia. Sarà forse una società, ma non una coppia, ammesso che lo sia mai stata. Questo perchè se è vero che l’amore si “fa” e non si riceve in regalo dal fato, essere arrivati a quel punto sottintende degli errori di valutazione che non sono stati chiariti, nè personalmente nè con l’altro. Quello del “terzo lato’ è un compromesso troppo grosso per essere accettato come plausibile in un rapporto sentimentale>

  • 89
    Golem -

    > che presto o tardi presenterà il conto.
    Io parlo per me, come uomo che ha potuto avere molte esperienze, più o meno profonde ma comunque utili a capire cosa voglio o non voglio da una compagna di vita, ma so che invece è stato possibile trovare chi soddisfa tutte le mie esigenze, ammesso che certi bisogni si possa definirli in quei termini, che appaiono egoistici in un rapporto d’amore che dovrebbe escludere questo aspetto. Certo è che desiderare che la mia compagna, che so di amare, NON divida il suo “cuore” con una terza figura maschile, non la posso considerare come una manifestazione di egoismo, ma una condizione necessaria per “fare” quella coppia. Se ho delle colpe per quell’esito devo riconoscerle e se possibile colmarle, ma giustificare la presenza di una terza figura, come quella di quel Paolo, o di un amante classico è impossibile se non lasciando che il triangolo torni coppia, sia pure con protagonisti diversi. Poi c’è sempre chi è indulgente verso sè stesso/a anche da “stampella”. Ma qui mi fermo.

  • 90
    beetlejuice -

    Leggo nei commenti discorsi sensati, non si possono imporre cambiamenti, bisogna dialogare, confrontarsi..tutto giusto, ma alla fine una direzione bisogna prenderla. È inutile dimostrarsi determinati nella vita, fare sacrifici immensi quando poi i passi nei confronti del partner, anche piccoli, vengono visti come prove insormontabili, che lasciano senza forze.
    Spesso infatti, il tutto si riduce ad una imposizione, da una parte o dall’altra, senza voler sentire ragioni. Insomma, non lamentiamoci poi se il risultato è una coppia che fa “schifo”.
    Ricordiamoci che, teoricamente, bisognerebbe adoperarsi tutelando il partner, non esponendolo alle più grandi sofferenze.
    Anche la famosa Verità, può dimostrarsi una comoda via per scaricare sull’altro la propria coscienza, per poter vivere indisturbati i propri “motivi”. Bisognerebbe chiedersi, verità a parte, se stiamo facendo del male alla persona che “amiamo” e quale sarà il prezzo da pagarne come coppia.

  • 91
    Golem -

    Beetle, i “teoristi” dell’amore sono sempre in agguato. Sono come quelli che hanno sempre vissuto al Polo Nord ma pensano di poter dare consigli su come si deve vivere all’Equatore.

  • 92
    rossana -

    Adam,
    – “auguro di entrarci entrambi spogli da certezze, da pre-risposte che invece mi sembra di intravedere leggendo l’analisi da te fatta sulla tua compagna.”
    – “Con pre-risposte di uno dei due l’unico lieto fino arriverebbe solo se è l’altro a fare tutta la strada, abbracciando l’altrui verità.”

    concordo al 100%. utilissimo il dialogo fra linguaggi diversi (uno fisico e possessivo, l’altro di sentimenti, aperto verso più di uno, con modi e intenti diversi) ma assolutamente da rifiutare la pre-risposta da far approvare al partner, per qualsiasi ragione finisca per accettarla. secondo me, vera e propria violenza pscicologica.

    avevo anch’io notato che Stukas ha già sia la sua posizione predominante (esperienza di relazioni, rispetto alla “primipara”) che gran parte delle risposte a cui vorrebbe che la sua partner potesse pervenire. attitudine comune nel maschio, che immagina di saperne di più sul rapporto di coppia per aver avuto un maggior numero di relazioni o di amplessi.

  • 93
    Golem -

    “avevo anch’io notato che Stukas ha già sia la sua posizione predominante…”
    Come ce l’ha la crocerossina che gli dice: “chiedimi tutto ma non di abbandonare Paolo”. Non si capisce perchè quella di Stukas sia predominante e l’altra -che suona come un imperativo- non lo sia. I soliti “teoristi” pontificano senza valutare il senso delle cose che si dicono.

  • 94
    Adam -

    @Rossana,
    Diciamo che io credo sia piu’ difficile ritrovarsi se uno dei due ha già preconcetto quale deve essere il punto di arrivo…
    ><

    "i “teoristi” dell’amore sono sempre in agguato. Sono come quelli che hanno sempre vissuto al Polo Nord ma pensano di poter dare consigli su come si deve vivere all’Equatore."

    Dai Golem! Apprezzo l'autocritica ma non essere cosi duro con te stesso, non sei cosi' fuori dal mondo, non ti ci vedo esquimese, diciamo da periferia di Malmö!

  • 95
    Golem -

    Vabbè Adam, a ironia sei messo male, non è mai stata il tuo forte. Ma sei un bravo ragazzo però.

  • 96
    stukas -

    Grazie a tutti.In questi due post voglio riportare l attenzione sui due elementi più presenti, come mi sento e cosa sta accadendo. In una scala da 1 a 10 dove 10 è il massimo del dolore quando ho scritto il primo post ero a 8. Ora sono a 2. Si vive di paradossi, io per primo:appena tornati nel format classico di distanza, lei da lei io da me con un pranzo insieme a settimana e il weekend intero, il problema Paolo si è dissolto come neve al sole. L insonnia se n è andata con le feste è tornata energia e buonumore.Sono d accordo con qualcuno di voi, Paolo c entra, ma è la relazione da sanare,che è fatta di tre ingredienti, io lei e l interazione tra noi. La prima dallo psicot. ha messo l occhio di bue proprio su Paolo, Paola, l invischiamento con la famiglia,me,e tutto l invisibile che continua a creare il visibile. Nota positiva:lei è curiosa vuole continuare non si è chiusa,era interessata.Ha paura certo.Come me del resto.Ma non siamo più due mosche sotto un bicchiere. Si respira.

  • 97
    stukas -

    Io ho poche certezze ma nelle dipendenze, droghe, compulsioni varie la prima cosa che fa un professionista non è portare il focus verso la droga, ma concentrarsi sul resto,sulla qualità della vita del fruente, e spesso si trovano dei vuoti agghiaccianti. Anch io sono “drogato” , la mia droga si chiama libertà. Ogni volta che la sfioro ne sento la vibrazione. Mi ha colpito una frase dello psicot. “Quanto ha combattuto per guadagnarsela questa libertà, dica la verità”. Da Paola mi è arrivato da sempre un grosso messaggio di solitudine, un vuoto e un’incapacità a reggerlo a stare in piedi da sola. Io mi sono sentito come travolto da questo compito e mi sentivo succhiato. Paolo ha lo stesso compito. Riempire un vuoto abissale. Forse lei lo riempie a lui ma che cambia? Paola a 50 anni vive con i suoi, non ha mai voluto crearsi un indipendenza una emancipazione. Capite la merda in cui c e da andare a pescare? Aggiungete la mia, che faccio parte del quadro, tutto fa parte del quadro.

  • 98
    Suzanne -

    Stukas, continua a piacermi molto il tuo modo di ragionare, perché tra i normali alti e bassi della vita, va a toccare anche le tue situazioni irrisolte, oltre che quelle della tua compagna. Tutto fa parte del quadro, è vero, ma siamo noi a decidere quali elementi siano in primo piano e quali sullo sfondo. A volte i fantasmi riprendono vita perché noi gli diamo più importanza del dovuto, credendo erroneamente che sia cosí per il nostro partner. Paolo è solo uno degli infiniti tasselli della vostra relazione, non attribuirgli il peso del vostro benessere di coppia, perché sarebbe una soluzione tanto comoda, quanto fallace.

  • 99
    stukas -

    Come gia detto la questione Paolo ritorna gagliarda e invadente nei momenti in cui convivo piu giorni con lei. E la cosa non può passare inosservata. Da settembre a metà dicembre ho vissuto senza questa cisti in testa, durante le feste a palla e adesso è tornata sullo sfondo. Non dico che non c è, dico il mio tollerometro è a 2 invece che a 8. È un po’ come se venendo a stare da me si portasse dietro anche lui, oppure potrebbe essere una rabbia che sta li dormiente e che si riattiva quando io non posso dire No a piu giorni insieme. Si sono d accordissimo che Paolo è uno dei tanti tasselli e che andando a colorare gli altri e prenderne consapevolezza il colore acceso di Paolo sbiadisce. Diventerà evanescente anche quando diverrà piu trasparente tutto ciò che gli da linfa. La verità è terapeutica. Sia per me che per lei. Stiamo facendo un operazione delicata, avvicinarsi al passato per riuscire a lasciarlo andare. Non ci si può mettere il vestito nuovo senza cambiarsi le mutande.

  • 100
    rossana -

    Stukas,
    anche a me piace molto il tuo modo di ragionare, che adesso mi sembra più equilibrato sui tre fronti: innanzitutto il tuo, poi quello di lei e, in ultima analisi, quello di Paolo.

    molto apprezzate l’osservazione sull’invisibile che crea il visibile, e l’attenzione su scelte e qualità di vita di entrambi i partner (aspetti integranti e caratterizzanti della situazione).

    mi fa piacere che la tua sofferenza sia diminuita e che entrambi siate interessati a risolvere almeno in parte questa difficoltà di coppia. con l’impegno e la buona volontà, senza che nessuno dei due si erga al di sopra dell’altro, grazie anche all’aiuto di uno specialista del settore, riuscirete certamente a trovare un equilibrio soddisfacente per entrambi.

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