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Una situazione dolorosa

di stukas

Riferimento alla lettera: Non sono giovane, ed ho una compagna con cui sto insieme da 8 anni. non viviamo insieme e ci si vede solo nei week end, festività, e ferie o ritrovi con gli amici, Quando la conobbi ma ancora non stavamo insieme mi colpì una frase "toglimi tutto ma non mi...
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Data di pubblicazione: 27 Dicembre 2020

L'autore, stukas, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore

254 commenti

  • 126
    Golem -

    Acqua, lasciamo stare le ipotesi campate per aria sulle “stampelle”. Un amante o il suo surrogato immaginifico di questo è solo la proiezione illusoria di una vita “migliore”. Il rapporto amoroso, specie nella donna, è sempre mitizzato, ed è inevitabile che la “normalità” quotidiana, se non è stata accompagnata da quella consapevolezza di cosa sia realmente quel sentimento, cui parlo spesso, porti ad illudersi di poterla compensare con certe emozioni che stimolano l’istinto sessuale e da questo sono stimolate. Prova ne sia che più frequentemente per gli uomini significa “femmina nuova, carne fresca” mentre per la donna assieme alla parte eminentemente sessuale si somma quella emotiva. Ma è appunto solo surrogato d’amore, fatto soprattutto di immaginazione e di quella adorata ansia “da mancanza” che rende così eccitante quei rapporti.
    È una vita immaginata, che per molti in mancanza d’altro, diventa vita.

  • 127
    Suzanne -

    Comunque l’amante che consente serenità al matrimonio continuo a non capirla, anche se si sente dal Paleolitico. Stare attenti a non farsi sgamare, tenere il cellulare sempre sott’occhio, non dare troppe attenzioni all’amante ma nemmeno poche, inventarsi un sistema complesso di palle per coprire le proprie assenze, trovare luoghi fuori da circuiti di conoscenti…A me sembra un lavoraccio ad alto stress che non varrebbe la pena nemmeno se pagato. Non so dove risieda questa serenità.

  • 128
    stukas -

    Per Rossana e dintorni. Scusami ma non mi riconosco in nessuno dei tuoi 4 punti. Tra l altro nei commenti degli altri leggo molto la parola Amante che non si confa’ ne alla mia situazione, ne a Paolo a cui non calza ne come personaggio ne tantomeno nel senso etimologico del termine. Qui c è dietro una ferita profonda, che sta all interno di un cruciverba i cui incroci sono Paolo, la famiglia di Paola, la mancata emancipazione di Paola, un “doppio legame” creato da genitori anaffettivi, la continua svalutazione subita in famiglia, un ingerenza cattolica pesante fuorviante e mi fermo qui perche c è di peggio. Se la consapevolezza illumina il sottobosco dei ganci Paolo cade come una pera matura. Nei ganci c è una colpa fortissima che è uno dei 5 irretimenti che non permette un evoluzione della persona, e per evoluzione intendo autorealizzare la propria natura, i desideri, avere una direzione. Questo torbido puzzolente (colpa) si conferma nell incapacità totale e dichiarata..continua..

  • 129
    Acqua -

    Golem, si’, diciamo che le stampelle, di per sé, servono solo ai claudicanti e, di certo, finché si usano, significa che la coppia è traballante e non gode di ottima salute. Forse possono servire solo temporaneamente per oltrepassare determinati periodi di crisi o stress o traumi ..Sono d’accordo con te sulle differenze tra uomo e donna sui motivi per cui si ricorre a tali surrogati.
    Suzy concordo pienamente sull’elevato livello di stress che comporta la gestione di una vita parallela: probabilmente il surplus energetico necessario viene fornito dall’ effetto dopante o compensativo delle emozioni ricercate e vissute che sono reali, a differenza dei “sentimenti” che sono probabilmente fittizi o potenziati dall’idealizzazione.

  • 130
    stukas -

    di Paola, nella sua miopia, nel non vedere cosa c è dietro. È perché si protegge da questa sofferenza profonda da questa ferita mai elaborata ma che prende le decisioni per suo conto. È un processo umano ci avviciniamo al piacere e ci scostiamo dal dolore. Non è un “tanto come la metti la metti io sto qui a fare il famoso Ed io tra di voi e la sofferenza rimane”. No.
    Mano mano che la conoscenza si fa strada, non si sente piu il bisogno di agganciarsi a nessun appiglio autolesivo della ns identità, ci si sente piu radicati in chi siamo senza perdere tempo e fiato in processi riparativi e segregativi che vanno contro la ns natura e contro la vita. Si chiama trasformazione. E questo porterà a vedere meglio la realtà, non ad “aggiustare” la coppia,e a contatto con la realtà e non con le bugie si valuterà in piena padronanza se lasciarsi o se continuare a stare insieme. Stiamo svelando muri e menzogne, per tornare a navigare. La nave si era arenata. Abbiamo chiamato i soccorsi

  • 131
    rossana -

    Suzanne,
    il rimedio a una carenza di coppia prevede di rado la serenità di chi s’impegna ad attuarlo.

    ai primordi, in molte società il matrimonio non era che un pubblico accordo di convivenza. nel diritto romano a lungo non è esistito il reato di bigamia. è stata la Chiesa a rendere continuo e legalizzato un accordo umanamente momentaneo o perdurante, com’è tornato a essere oggi.

    nell’antichità, alcuni dei erano sposati ma non si esimevano dall’avere numerose relazioni amorose, che non erano criticate. buona parte degli esseri umani non è incline alla monogamia. nella realtà dei fatti dovrebbe essere un concetto da accettare, che divide nettamente l’istintivo dal razionale. sentimenti emotivi e sensuali sulla persona per se stessa dalla stabilità di unioni per la condivisione di vita e di figli. aspetti che si cerca faticosamente di conglobare, spesso con scarsi risultati in uno dei due.

    la “stampella” è il denominatore comune per la serena continuità di molte coppie, in situazioni sempre diverse fra loro, per origine, evoluzione, involuzione o conclusione.

  • 132
    Golem -

    Acqua, le stampelle restano stampelle e non…arti, forse come tali possono avere una funzione momentanea, ma non sono parte “fisiologica” di una persona e confermano una “frattura” in atto. Poi, finché mi cassano quello che scrivo non mi sarà possibile spiegare fino in fondo i concetti e quanto questo thread sia “adulterato” da certe teorie “pret a porter” autoassolventi. Comunque l’ultimo intervento di Stukas, nella prima parte ha toccato i punti che ho cercato di esprimere prima della “cassazione”, mentre l’ultimo dei post ha confermato gli intenti di soggettivizzazione che volevo mostrare.
    Ma non si può discutere se tagliano parti importanti.

  • 133
    rossana -

    Stukas,
    niente di male se non ti ritrovi in un approfondimento molto generico, che esula dalla situazione di Paola, che lei sola conosce e che lei sola può voler modificare, magari con l’aiuto dello psicoterapeuta di coppia.

    come già espresso da altri utenti, ti suggerisco uno sguardo più approfondito anche alla tua modalità d’unione con lei, soprattutto per quanto riguarda il fondamento, la forza e la valenza della vostra relazione.

  • 134
    Golem -

    Stukas, sei giunto alle stesse conclusioni cui giunsi io quanto cercai di analizzare le dinamiche di mia moglie, che facevano sì che si tenesse legata ad un “fantasma” che le impediva di evolversi in maniera matura. Cosa che stava minando l’evoluzione del nostro rapporto. Molti dei fattori che hai citato erano presenti in quella pur intelligente donna, che tuttavia non riusciva a collocare certi episodi e certe figure in una prospettiva storica che ne mostrasse il vero valore relativo. Di fatto però io ero un “io tra di loro”, in uno spazio che mi era precluso, una specie di rifugio misterioso nel quale lei si “ricoverava”, un po’ come fanno gli “hikikomori” che si chiudono in un mondo virtuale “più bello” di quello reale, ma che la rendeva incapace di regolare la sua emozionalità all’età che stava vivendo. Il “fantasma” non era un amante in senso tecnico ma lo era in termini immaginari, solo perché la SITUAZIONE le ricordava sensazioni idealizzate, tipiche di una certa età. Tre anni circa di fatica per rimuoverle. Ma oggi mi ringrazia che sia stato fatto.

  • 135
    Suzanne -

    Paola non ha a che fare con fantasmi, ma con una persona in carne ed ossa a cui è legata sia in virtú del passato, che nel momento presente. Evidentemente prova qualcosa di vero, profondo e insindacabile dal mondo esterno. Il tuo unico obiettivo, Stukas, se è quello che vuoi perché non l’ho ancora capito, è di focalizzarti sulla vostra relazione, renderla più salda, importante, indispensabile al benessere di entrambi.

  • 136
    Golem -

    Suzy, hai mai sentito parlare del bias dei “costi sommersi”? È quel meccanismo che fa sì che laddove si è fatto un importante investimento, per il quale si è speso tempo e impegno, tendiamo a portarlo avanti ad ogni costo pur di non avere la sensazione di avere sprecato risorse inutilmente. Non è un comportamento razionale, poiché il costo di una scelta andrebbe valutato rispetto al futuro e non ad un passato che non si può modificare, eppure tu tendi a vedere in Paola la profondità di chissà quale nobile sentimento, quando sembra chiaro che sia il frutto di una dissociazione psicologica che ho richiamato con l’esempio del “cucciolo morto”.
    Tu consigli a Stukas di focalizzarsi sulla loro relazione, ok, ma secondo te la relazione potrebbe portarsi appresso il “cadavere” di quella storia solo perché Paola “sembra” che provi “qualcosa di vero, profondo e insindacabile dal mondo esterno”? E se fosse solo una banale nevrosi, che tu escludi a priori solo perché “sembra” piena di altruismo, quando forse Paolo gli è solo uno “strumento necessario”? Può essere?

  • 137
    rossana -

    Stukas,
    sembri persona gentile d’animo, e corretta nei modi. Ma… anche tu, come forse la maggior parte degli uomini, forse vorresti che la tua donna fosse razionale, come un amico maschio, con l’aggiunta dell’apporto sensuale che caratterizza la relazione fra i due sessi.

    purtroppo di solito non è così: la donna è diversa dall’uomo. la sua diversità attrae ma poi talvolta deve essere modellata sul modo di essere che si desidera da lei.

    grande sofferenza procura il non essere compresi, che a volte finisce con il sentirsi rifiutati. difficile anche adeguarsi, senza propria spontanea volontà, alla visione di vita e di sentimenti altrui.

    se si ha la percezione che una donna sia legata più della norma a un ex, a mio avviso, si deve lasciare o accettare, incidendo, magari, sul rafforzamento del proprio rapporto, non nell’annichilimento del precedente. cosa che avverrà nell’intimo solo se e quando i diretti interessati, di entrambi i sessi, lo vorranno.

    opinione personale, ovviamente.

  • 138
    Suzanne -

    Golem, io non ho mai parlato di altruismo. Se si condividono anni con una persona, mi sembra incomprensibile che non rimanga affetto e stima. Per me, dopo una relazione durata 13 anni, è stato proprio cosí. Poi,sicuramente c era anche la componente che dici tu, di mancato obiettivo, ma in realtà per me è stato sempre più importante il “mentre” piuttosto che il raggiungimento di un fine. Ho interrotto io la relazione, ma io stessa mi sono battuta a lungo per continuare ad averlo nella mia vita. Lo farei per chiunque sia stato importante, amico, ex o qualsiasi ruolo abbia avuto perché sono fatta cosí.

  • 139
    Golem -

    Suzy, quindi tu ti aspetteresti che il tuo “reale” compagno di vita accetti la presenza di un tuo ex nella vostra relazione. Perchè è chiaro che sarebbe “ufficiale”, no? Ammettiamo per assurdo che anche lui faccia altrettanto, con una ex cui tiene, e questa ex abbia un ex nel cuore, il quale ha una ex che non vuole perdere, e che questi ex abbiano degli ex pure loro in quelle condizioni, che casso avete alla fine, una cooperativa o una relazione? I termini sono apparentemente assurdi lo so, ma potrebbe accadere no? In realtà tu puoi anche avere quelle esigenze, che personalmente trovo inspiegabili (per le ragioni che come sai attengono a quello che io considero essere l’amore), ma sono pronto a sottoscrivere che il tuo lui in corso d’opera non le gradirà, e francamente non potrei dargli torto. Qui c’è chi vive di illusioni, anzi ha un’esperienza fatta solo di illusioni, ma tu che hai dimostrato anche razionalità e cultura, lo dovresti sapere che quelle tue aspirazioni appartengono all’ambito dei sogni. Vuoi sognare per sempre?》

  • 140
    Golem -

    》Tu sei così dici, ma pensi che questo “patrimonio” affettivo che credi di mantenere possa realmente mantenersi nel tempo? Io a naso penso che tu sarai tra i 30 e i 40, ed è ovvio che 13 anni siano una vita, ma se vi siete lasciati, a fronte di un rapporto che si presume essere stato “serio”, qualcosa di importante si è “spezzato” no? Quindi immagino si siano ridimensionate molte visioni più o meno idilliache se il rapporto aveva aspetti passionali, come immagino; e a maggior ragione si saranno ridimensionate se si è spento per esaurimento da illusione vs realtà. Insomma, se finisce un “amore” (non oso scriverlo con due emme) cosa si mantiene di importante se quelle cose che si crede di mantenere dovevano essere proprio quelle che l’amore dovevano aiutare a farlo, ricordi di illusioni? Non so se mi sono spiegato.
    A me pare che l’ipotesi dei “costi sommersi” abbia più peso che qualunque altra, anche se si vuole pensare che non sia così. Resta il fatto che Stukas vede la sua vicenda come io ho vista la mia. E una retta…

  • 141
    Suzanne -

    Tutto vero quello che scrivi. Finisce l’idealizzazione della relazione ( in parte, perché io detesto le persone che ripudiano il proprio passato; se l hai vissuto significa che lo volevi), cambia la prospettiva con cui guardi la persona che hai amato, ma per me non cambia l’affetto e la stima che ci hanno legato. Mi rendo conto che sia una visione ben poco condivisa, tant’è che il mio nuovo compagno l’ha sempre ben poco tollerata ( e lo capisco, in parte), e pure il mio ex si è comportato in base alle proprie esigenze del momento. Ma non mi importa, io agisco in base ai miei ideali e non mi aspetto che siano compresi o condivisi. In questo sono piuttosto individualista, è vero, ma alla fine lo siamo tutti, solo che a volte pensiamo che gli individualismi simili creino un coppismo ( non so quale sia l’opposto del termine).
    Per me è una questione di essere fedeli a se stessi, altrimenti non saprei guardarmi allo specchio al mattino.

  • 142
    beetlejuice -

    Su questo tema, come sulla maggior parte, si potrebbe davvero discutere all’infinito, ognuno tirando l’acqua al proprio mulino, poiché il discorso resta su un piano ipotetico e astratto. Non capisco però perché bisognerebbe scegliere tra rinnegare il passato o rispettarlo, si potrebbe benissimo serbare un bel ricordo di ciò che si è vissuto, prendendo coscienza però che la situazione è cambiata. Così come si può mantenere un ex nella propria vita, alla luce del sole, senza sacrificare il presente per il passato. Significa essere emotivamente maturi.
    Accettiamo continuamente le regole della vita, ma quando si tratta di coppia, si vorrebbe idealmente vivere come più ci piace.
    Poi va bene tutto, in fondo c’è gente che perdendosi in questi meandri, perde anche tappe importati della propria vita, come la genitorialità ad esempio.
    contenti loro..

  • 143
    Golem -

    Bè, Suzy, è chiaro che tu puoi fare quello che vuoi di te e dei tuoi ideali, ma con quelli che hai descritto ti aspetta una vita amorosa di “lotte”, perchè è pressoché impossibile realizzare un rapporto profondo con un compagno “presente”, avendo un “pacchetto di azioni affettive” da gestire. Che poi è un “pacchetto” virtuale, fatto di “bitcoin” emotivi, che non puoi “spendere” nella vita quotidiana. È solo da “osservare”. Perchè, siamo seri, non puoi viverlo se ne stai vivendo uno dello stesso genere con un partner ufficiale. Sally logicamente lo celava, sapeva inconsciamente che quello era un rifugio illusorio, ma chi come te vorrebbe viverlo “onestamente”, come pensa di conciliarlo in una relazione dove l’aspetto emotivo e il peso del singolo ruolo all’interno della storia incide tantissimo sulla qualità di quest’ultima? Se ci riuscite sarò felice per voi; io, lo sai, se lei mi avesse detto che l’oggi defunto era era fondamentale per la sua vita interiore, ero già da un’altra parte. Lei non so, perchè non ne sarei rimasto in “contatto”.

  • 144
    rossana -

    Suzanne,
    condivido: “Per me è una questione di essere fedeli a se stessi.”

    a volte diventa terribilmente difficile restare coerenti con i propri valori, ma può capitare di dover mediare, cioè di non rinunciarvi troppo ma anche di non far troppo male a chi viene a essere coinvolto nella situazione.

    anch’io non apprezzo “le persone che ripudiano il proprio passato”, e in esso parti di sé, magari importanti ed edificanti. anche per me un sentimento amoroso non dovrebbe avere mete ma, inizialmente, solo il piacere del reciproco totale accoglimento.

    visioni di vita soggettive, forse di chi prova forti affetti, anche quando i destinatari non fanno più parte della quotidianità. meglio sarebbe, però, tenerli segreti.

    meglio ancora evitare di affiancarsi a chi non può accettarli, così dovrebbe tenersene lontano chi ne trae, invece, patimento. temperamenti affini in alcuni aspetti possono trovare impasse, noti a priori o scoperti in seguito, difficili se non impossibili da superare, senza pressioni ben poco amorevoli.

  • 145
    Golem -

    Beetle: “Non capisco però perché bisognerebbe scegliere tra rinnegare il passato o rispettarlo, si potrebbe benissimo…Così come si può mantenere un ex nella propria vita, alla luce del sole, senza sacrificare il presente per il passato”. Dici davvero? Tu quindi accetteresti che la tua donna si vedesse e “socializzasse” con un suo ex? Vivresti la tua relazione come in un kolkoz sentimentale? Un kibbuz? Una…comune? Perchè guarda, te lo dico papale papale, che se una mia eventuale ex volesse tenermi nella sua vita , essendo io libero da impegni, prima o poi la ri-trombo, puoi contarci, e il suo idealista compagno si troverà l’onor della fronte essendosela cercata. Perchè è bello teorizzare tutte quelle ipotesi idealistiche, quanto irreali, ma la realtà è che Suzy (e quelle come lei) sarà sicuramente in buona fede e vuole tenersi il bel ricordo nel cuor, ma dall’altra parte non è detto che si voglia stare solo “nel cuor”, non so se mi sono spiegato. Qui si favoleggia troppo per mancanza di esperienze. Chi invece le ha fatte sa cosa è lasticata di buoni propositi.

  • 146
    Suzanne -

    Come già ripetuto a Stukas, credo che il tempo appiani le situazioni nella maggior parte dei casi, perché ovviamente sarebbe impossibile mantenersi duri e puri e cristallizzare la propria vita in una mancanza di cambiamento.
    Io credo di aver fatto notevoli aggiustamenti nel mio modo di ragionare e vivere, ma non sono disposta a modificarmi per nessuno senza essere io ad aver preso la decisione in totale libertà. Del resto, mi domando quale persona possa essere felice e soddisfatta di aver forzato la volontà altrui. Quanta onestà ci sarebbe in tale scelta? Quanta finzione? Quanto desiderio di “quieto vivere”? Io, a parti inverse, non mi sentirei affatto tranquilla di scelte non volute.
    E comunque è ovvio che i ruoli e i coinvolgimenti debbano essere diversi, ma non capisco perché una persona viva che fino a ieri faceva parte degli affetti più cari e ci era indispensabile, debba essere relegata in un cassetto.
    Boh, beati voi che ci riuscite, ma ricordate che potreste essere voi a…

  • 147
    Suzanne -

    A finire nel cassetto, dimenticati da un giorno all’altro.
    Un’identità intellettiva costituita da un continuum ben riconoscibile non può prescindere da un continuum emotivo. Forse allora si vive con davvero troppa leggerezza se da un giorno all’altro si riescono a cancellare le persone come se non fossero mai esistite.
    Io non lo so fare.

  • 148
    Golem -

    Suzy: “Del resto, mi domando quale persona possa essere felice e soddisfatta di aver forzato la volontà altrui”. Parli di Stukas? Se sì non mi pare che lui voglia forzare niente, si é solo rotto le scatole del fardello che lui NON ha scelto, e gli è imposto ob torto collo. Suzy, posso dirti che il tuo voler (immaginare) di conservare degli affetti “provenienti” da relazioni sentimentali terminate sia piuttosto atipico? Io sono esagerato all’inverso, perchè non ho mai mantenuto nessun rapporto finito, perchè se è finito non vedo cosa debba conservare, il “vuoto”? Ho contatti sporadici con delle ex che mi hanno cercato loro su FB, ma come si potrebbe fare con un commilitone o un compagno di scuola, ma non mi sognerei mai di avere altro di più essendo “felicemente” impegnato con la persona che amo e da cui sono riamato “bene”. A me non sembra egoismo, anzi. Sally, come ho detto, ha questa amicizia con Scott di San Diego, ma è una “normale” amicizia che lei sa gestire adeguatamente, e l’ho visto di persona. Si mandano gli auguri a Natale, qualche mail spiritosa》

  • 149
    Golem -

    》per sapere come stanno e stop. Lui all’epoca era davvero un bel ragazzo, sicuramente all’altezza della statuaria ballerina, ma tra i due non scoccò mai la scintilla, e a lei, allora, piacevano gli sfigati. E se non avrei accettato nella mia vita un ex superfigo, lo avrei mai fatto per uno sfigato? Ma manco scannato. Quindi io sono tutto per lei, può contarci, e senza ex tra le scatole, e così gradirei da parte sua. Se vuoi avere ancora rapporti “intimi” (non in “quel” senso, ci mancherebbe altro) con uno con cui è finita, “abbili”, ma senza di me. Quando anni fa lessi il famoso diario, scoprii con rabbia che lei, approdata a Lisbona 2 giorni prima di incontrarmi, si aspettava di “trovare” lui al porto, che non si presentò. Se mai fosse successo, magari con un risvolto erotico da “ex e amici: (succede, come per la sua collega che invece il suo di “amico” lo trovò) la storia finiva lì, con figli, casa e patrimoni compresi. Dopo che quell’estate avevo fatto la figura del ricchione negandomi a 5 bonissime pretendenti il mio “coso”? In cosa avrei sbagliato Su?

  • 150
    minimalista -

    Scusate ma chi l’ha detto che terminare una storia e voltare pagina sia negare il proprio passato? Io non rinnego proprio nulla di quello che ho vissuto, nel bene e nel male. Ma oggi riconosco che quelle storie e quelle situazioni sono finite, sono state superate per ragioni ben precise e in quanto non c’è più un legame amoroso non avrebbe molto senso continuare a tenerle in essere. E’ nell’ordine delle cose evolversi e cambiare man mano si fa un percorso e sono d’ accordo con Golem sul fatto che se si vuole vivere pienamente un rapporto oggi, dobbiamo chiudere del tutto con ciò che si è vissuto ieri. Altrimenti significa che teniamo il piede in due scarpe, che il nostro partner passato è una specie di riserva ( anche solo emotiva ) se le cose attuali dovessero andar male. Non ci vedo niente di poetico in tutto ciò, ma solo di utilitaristico.

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