Una situazione dolorosa
Riferimento alla lettera:
Non sono giovane, ed ho una compagna con cui sto insieme da 8 anni. non viviamo insieme e ci si vede solo nei week end, festività, e ferie o ritrovi con gli amici, Quando la conobbi ma ancora non stavamo insieme mi colpì una frase "toglimi tutto ma non mi...
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Data di pubblicazione: 27 Dicembre 2020
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Categorie: - Amore
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“È un po’ come se venendo a stare da me si portasse dietro anche lui, oppure potrebbe essere una rabbia…”
Stukas, come la giri e come la volti, coi tasselli che compongono la vostra storia multitasking, e la successiva retorica buonista che li ha fissati sulla bacheca della Teoria, Charles Aznavour che canta mestamente “Ed io tra di voi”, aleggia nell’aria di questo thread, e non posso fare a meno di ricordare l’irresistibile interpretazione satirica di Vianello e la Mondaini. Scusami ma a me continua ad apparire tutto comicamente grottesco, e l’esempio delle mutande lo conferma splendidamente.
E vabbé Golem, però tu leggi solo quello che vuoi, cosí non vale!!
E daje Suzy, è facile fare teorie idilliache col bofice degli altri. I tasselli, i “propri vissuti”, gli equilibri. Il fatto è che non si può vivere un rapporto in tre, dai. Non lo farebbe nessuno, neanche tu nè l’altra opinionista.
Quella donna ha un brutto problema irrisolto con ‘sto Paolo. È un po’ come certi accumulatori seriali, che non buttano niente perchè chissà, può sempre servire, e alla fine riempiono la casa di puttanate che gli impediscono una vita normale. Nessun rapporto può trovare una soluzione con un “io tra di voi’, se non per un opportunismo che non mi sembra ci sia nel caso in questione. Con tutto il rispetto per i due protagonisti ufficiali, a me sembra che a causa di quel “fardello” un rapporto “importante” non sia neppure iniziato con quel “criceto” psicologico che gira nella capa di lei, restando sempre nello stesso punto. Poi oh, magari sbaglio e alla fine i due “adottano” Paolo, vivendo tutti insieme felici e contenti. Come si addice all’happy end delle favole.
Stukas, stai compiendo un’autoanalisi approfondita, complimenti. Mi limito a due “alert”: libertà e rabbia. Spesso la voglia di libertà cela anche il desiderio di svicolare nei momenti cruciali, spesso vogliamo essere liberi, ma non digeriamo la libertà altrui.
Altro aspetto la rabbia, non sottovalutarla. È sempre la punta dell’iceberg.
Golem, credo non sia un problema di “teorici”, chi ne sa di più o di meno, ma di “sentire”. Sappiamo se qualcosa ci fa stare male o meno e anche perché, altrimenti tutto sarebbero davvero possibile, la moglie che ti stira la camicia per fare bella figura con l’amante e “mi raccomando, divertiti!”. La verità è che con i giusti presupposti Paolo sarebbe stato ridimensionato, senza far torto a nessuno.
Beetle, possiamo stare a discuterne per mesi, ma la presenza di una terza figura “sentimentale” in una relazione sentimentale dà fastidio a tutti, uomini e donne. Possiamo fare tutte le illazioni filosofiche ma non se ne viene fuori, perchè una buona parte della persona cui tieni è impegnata “altrove”, e questo non piace a nessuno, neppure a lo chi lo teorizza possibile pensando alla realtà del solito Meraviglioso Mondo di Amelie. Quella presenza, seppure giustificata con la “ragione” verrà presto o tardi sopraffatta dal tarlo dell’istinto, e quello lavora maledettamente bene. La prova la fornisce lo stesso Stukas, che ha tollerato sino ad un certo punto, ma oggi è ovviamente stanco. I due possono spendere un capitale dal “terapeuta” senza venirne fuori, perchè a 50 anni sanno tutti che non è facile, se non impossibile, cambiare certi parametri emotivi.
Io e mia moglie abbiamo speso quasi tre anni per fare sparire un fantasma molto meno presente di questo Paolo. Paola c’è la può fare anche da sola, ma solo se lo vuole fortemente. Ma lo vuole? Io ne dubito.
Comunque Beetle, questo é l’ultimo thread con un minimo di spunti di interesse. Il sito é diventato una RSA.
Golem, infatti basta prendere come termine di paragone quando si è innamorati. È un’energia potente, che porta a cercare di vedere felice il partner e soprattutto si ha voglia di trascorrere più tempo possibile con lei/lui. È anche molto difficile non provare gelosia, così come è molto difficile che si voglia dare spazio ad altri/e. Quello che succede dopo lo sappiamo tutti, è fisiologico, si passa a qualcosa di diverso ed è a questo punto la vera sfida. Noto molte persone che per “giustificare” proprie “debolezze”, argomentano anche in modo molto efficace, ma come evidenzi anche tu, nel profondo qualcosa resta, istintivamente qualcosa non va.
Qual è il confine? Ogni coppia si da il proprio limite. Andare dall’ex ogni giorno? 3 volte a settimana? Una? Di certo non esiste solo il “tradimento” fisico e si può benissimo essere gelosi di una condivisione emotiva esclusiva.
“alla realtà del solito Meraviglioso Mondo di Amelie”
Golem chissà se riuscirai mai ad esprimere un opinione senza storpiare quella altrui,eppure non è così complicato.
Scopriresti che nessuno ha consigliato a Stukas di stappare una bottiglia di Champagne e di adottare Paolo(direi il contrario) ma molti sono state i consigli di cercare uno sguardo d’insieme della situazione.
Guarda, tornando al paragone (per me non completamente calzante) di Stukas:
Mutande (Rapporto Vecchio) vs Vestito Nuovo che tanto ti è piaciuto.
Nessuno ha gridato viva le mutande sporche, ma c’è chi ha fatto notare che il vestito (rapporto Stukas/Paola) cosi nuovo non è (8anni)
Per di + se lo sono cucito su misura a 4 mani e probabilmente entrambi senza cambiar d’intimo.
Ecco,magari semmai serve una bella gita di coppia alla lavanderia “dialogo”da entrarci spogli e non vestiti da pre-risposte.
Insomma nessuna campagna d’adozione pro-Paolo.
Al solito, cosa c’entrava Amelie?
Nulla
Secondo me il punto di svolta cruciale nelle risoluzione di questi problemi e’la volonta’ di mettersi a nudo davanti al partner e l’assunzione, da parte di quest’ultimo, di un atteggiamento di totale apertura mentale, ascolto e accantonamento di sentimenti di gelosia/fastidio/superiorita’. Non ci devono essere pressioni, ma solo una dimostrazione che l’obiettivo comune e’ stare meglio insieme. Golem, probabilmente nel caso tuo e di Sally, nonostante il percorso sia stato lungo, c’era in entrambi questa volonta’ di fondo di risolvere una situazione che era vista da entrambi come un ostacolo. Nel caso di Stukas non e’ chiaro se Paola voglia realmente staccarsi dal suo “oggetto” di gratificazione personale. Se non c’e’ questa forte motivazione anche da parte sua tempo che le sedute con lo psicot servano poco.
Adam, ma mi vuoi dire con semplicità quale sguardo d’insieme si può trovare in una relazione fatta di tre “angoli acuti”? Guarda che avevo capito benissimo i vostri discorsi, ma suonano come concessioni retoriche del tutto impraticabili sul lungo periodo. I due si saranno pure cuciti addosso il vestito senza cambiare le mutande, lui avrà abbozzato per compensare il suo bisogno di “libertà”, ma oggi Stukas si è rotto i maroni di fare il Raimondo Vianello di quella irresistibile scenetta,(https://www.facebook.com/musicultura/videos/864320240575493/) e sta ponendo una questione a lei che prima o poi suonerà “o lui o me”. Questo è il distillato della situazione, o ne vedi altri? Adesso chiedo a te come ti comporteresti se ti trovassi nelle sue condizioni, o nelle più modeste mie dell’epoca, quando scoprissi che c’è un fantasma nella vita di lei che interferisce con la vostra. Il Mondo di Amelie è quello che propone qualunque possibilità di trasformare un triangolo in due rette parallele, come dovrebbe essere in tutte le coppie degne di questo nome》
》Beetle “Noto molte persone che per “giustificare” proprie “debolezze”, argomentano anche in modo molto efficace, ma come evidenzi anche tu, nel profondo qualcosa resta…” certo: il famoso tarlo. Di giustificazionisti qui ne ho trovato tanti, d’altra parte questo sito è il posto ideale per farsi le “proprie” ragioni, e tra tutti spicca chi di giustificazionismo ha fatto una ragione di vita, facendo le somme con una “matematica” tutta sua. Ma la vita è l’unico giudice attendibile, e non è affascinata dalle argomentazioni autoindulgenti, e i risultati che hai in mano sono quelli che contano.
Ripeto, nessun rapporto a due può sopravvivere in tre, puoi fare tutte le autoanalisi che si vuole, ma è solo tempo perso.
Ciao Acqua. Nel caso di Sally è emersa proprio quella visione della vita che cito spesso e che Adam mi rimprovera. Quando si è resa conto che sia il prima che il dopo con l’ex era solo un film, aveva due scelte: o continuare a “guardarlo” senza di me, o con me dopo aver letto i titoli di coda e aver accettato il The End. Lo ha accettato. CAPENDO.
Beetle, tutti giustifichiamo le nostre debolezze, sicuramente lo fai anche tu. Anche attribuire sempre le responsabilità dei problemi di coppia a “terzi”, è un modo per sentirsi sempre giusti e infallibili, o quantomeno, per sembrare tali.
Golem, tu non puoi sapere cosa tua moglie pensi davvero del suo passato, e non hai banchi di prove per verificare visto che il fantasma è morto e sepolto da tempo. Quindi, alla fin fine, pure tu potresti vivere nel favoloso mondo di Amelie che tanto detesti. Possiamo essere sicuri a malapena dei nostri pensieri, figuriamoci di quelli di un altro! Ennesima illusione anche questa…
Suzanne, non contesto che ognuno abbia le proprie debolezze, ma l’utilizzo di un linguaggio volto a far perdere spessore, in modo che quelle debolezze non siano attribuibili a terzi, ma a “nessuno”. In questo modo, non ci si sente infallibili, ma nemmeno responsabili di ciò che accade.
Tu stessa nei tuoi commenti appari piuttosto netta e orientata, probabilmente perché le debolezze che sono distanti da noi sono anche più facilmente condannabili?
Ritorno a quanto espresso da golem, se si vive in “tre” è perché si è scelta quella modalità oppure c’è qualcosa che non va. E se c’è qualcosa che non va c’è un problema.
Costruzioni verbali articolate, servono, a mio avviso, unicamente a confondere e confondersi, ma il problema resta.
Concordo con Suzy sul fatto che spesso siamo a malapena sicuri dei nostri pensieri e che quindi non possiamo far altro che fidarci di quello che ci viene riferito dai diretti interessati, per quanto riguarda i loro pensieri. Se, di fatto, nelle coppia si ristabiliscono un clima sereno e una comunicazione aperta, questo significa che quel “vincolo” col passato non esiste più o è passato in secondo piano o comunque non incide più nella relazione attuale.
Suzy, facendo quella considerazione sui pensieri di mia moglie, si capisce che non hai vissuto per un tempo sufficiente con una persona che ami. Dopo oltre trent’anni riusciamo a pensare le stesse cose nello stesso momento, e ad anticiparci a vicenda senza neppure parlare. Posso non conoscere un dettaglio di quello che ha in testa, ma il generale lo conosco, stai tranquilla. È una dote quella che mi fa capire cosa passa per la testa della gente, figurati di mia moglie. Se non avessi questa qualità non mi sarei accorto di quanto covava- “ingenuamente” diciamo- riguardo certe “visioni”.
Suzy, il mio “mondo di Amelie”, nel momento in cui mi ritorna il risultato che mi aspetto -relativamente alle azioni intraprese alla luce di un’analisi di una situazione- diventa la mia realtà, non so se mi sono spiegato. E “quella” situazione l’ho letta bene evidentemente: REALMENTE. Il fatto che poi l’abbia compresa anche lei, dimostra che non mi sbagliavo sull’intelligenza della donna, intuita da subito》
》per poi però scoprirne un lato che in mezzo secolo di vita non sapevo esistere nelle menti femminili, per quanto è assurdo. Quell’aspetto non conoscevo, ma nel momento in cui l’ho scoperto mi sono sforzato di capire il vero peso che aveva nella sua vita, con i risultati che sai. L’anno scorso in febbraio siamo andati in Portogallo, a Cascais, per un matrimonio, le ho chiesto serenamente se volesse visitare la tomba del “trapassato remoto” (per la verità ero curioso anch’io) ma non se n’è fatto niente. Acqua passata.
Vedi Suzy, tornando al core (ingrato) della discussione, quelle giustificazioni che alcuni si danno, spesso sono solo razionalizzazioni arronzate, fatte con argomenti che si sforzano di essere razionali ma spesso sono solo impulsi emotivi istantanei e inspiegabili con il tentativo di ingannare noi stessi e il caos in cui annaspiamo ogni giorno, fingendo un ordine che non esisterà mai, neppure tra le quattro mura di casa. Se si comprende il peso di questo nostro aspetto si fanno grandi passi avanti, sennò…Amelie and is wonderful World wait for you.
Beetle”spesso la voglia di libertà cela anche il desiderio di svicolare nei momenti cruciali, spesso vogliamo essere liberi, ma non digeriamo la libertà altrui”. È vero, ma la libertà è una condizione essenziale per chiunque e quindi bisogna lavorare su come migliorare questa “digestione” proprio partendo dal concetto che anche noi vogliami sentirci liberi, almeno per quanto riguarda “il pensiero”. Un tradimento emotivo di fatto non è controllabile/verificabile e quindi non vale proprio la pena di esserne “gelosi”. Meglio concentrarsi sulla cause e sul presente per colmare eventuali lacune nel rapporto che potrebbero aver innescato questi meccanismi di rifugio nel passato o nei meraviglioso mondi immaginari di Amelie.
La storia di stukas è esplicativa in tal senso. Entrambi trovano un equilibrio, lui può avere libertà, coltivare i suoi spazi e svicolare dai “doveri” che una relazione impone, lei può coltivare il suo rapporto speciale con Paolo. Il tutto entra in crisi quando la relazione “evanescente”, si trasforma in qualcosa di più concreto. Stukas sa che in quel caso sorgerebbero problemi.
Non a caso le amicizie speciali, i rapporti “atipici”, sono spesso legate a relazioni dai contorni sfumati, con tanta idealizzazione e poca quotidianità.
Suzanne,
concordo con il post 112. dipende dalla compagna di Stukas volere o meno allontanarsi da Paolo.
se le verranno poste pressioni, deciderà per la scelta d’insieme più adatta a lei, qualsiasi essa sia, mantenendo in se stessa, se lo vorrà, e fino a quando lo vorrà, i ricordi che preferisce e i sentimenti utili al suo equilibrio interiore, su cui nessuno ha diritto di esprimere valutazioni o giudizi.
ci sono stati uomini che hanno amato e condiviso la vita con una donna senza essere riamati e avendo ben chiaro di non esserlo. quanto è accettabile da alcuni non può essere adottato da tutti ma non può nemmeno essere negato a priori.
“dipende dalla compagna di Stukas volere o meno allontanarsi da Paolo….ci sono stati uomini che hanno amato e condiviso la vita con una donna senza essere riamati e avendo ben chiaro di non esserlo…”
E quindi? Fatti loro.
Se è per questo c’è anche gente che frequenta i cessi per incontrare altra gente sconosciuta e con questa accoppiarsi in loco. Non riescono a vivere senza soddisfare quei certi bisogni, ma fanno schifo. Se si vogliono vivere rapporti “particolari” lo si faccia pure, ma qui si sta parlando di “normali” relazioni di coppia uomo-donna, che convivono con un “morto” in casa, che “puzza” sempre di più. Non serve un genio della psicologia umana per capire capire quanto sia disfunzionale un rapporto del genere, e quanta “nevrosi” c’è nel comportamento di quella donna che si trascina nella vita il “cadavere” di un rapporto finito e lo piazza dentro un altro rapporto.
Che equilibrio è mai questo, quello del disagio forse, non del benessere.
È ovvio che quanto è accettato da alcuni può non esserlo da altri. È proprio questo che succede a Stukas.
Acqua, “Un tradimento emotivo di fatto non è controllabile/verificabile e quindi non vale proprio la pena di esserne “gelosi”.”
Vero, fino a quando non causa assenze del/della partner e ingombranti terze presenze. La libertà personale nel pensiero e nell’agire è sacrosanta, per carità, ma si scontra con dinamiche di coppia, lo sappiamo tutti.
La storia di stukas la sento vicina più di altre, poiché simile a qualcosa che ho vissuto personalmente. Credimi, puoi discutere, confrontarti, razionalizzare, filosofeggiare, ma quando senti che qualcosa non va,è perché è così.
Beetlejuice, quando qualcosa non va, è sempre dentro alla relazione che va ricercata la causa. Forse insicurezze, mancanza di comunicazione efficace, equilibri sballati, tanta emotività e poco raziocinio, necessità del tempo giusto, naturale, affinché tutto si appiani.
Le forzature distorcono ciò che, secondo me, sarebbe comunque un naturale evolversi della relazione, in un senso o nell’altro.
Un’analisi più approfondita della situazione “stampella”, che pare presentarsi abbastanza spesso, nel presente come nel passato, ora soltanto meno nascosta, per me si articola come segue.
1) amante, che consente serenità al matrimonio, completando le carenze dello stesso (attitudine prettamente maschile);
2) rimpianto o ricordo di qualcuno del passato con cui non si è potuto o non si è voluto proseguire nel futuro (miglior appagamento sensuale, miglior intesa mentale o miglior condivisione di temperamenti o vissuti pregressi);
3) integrazione di un/a partner immaginario/a, che consente di portare avanti, magari mentalmente anche a letto, un completamento interiore delle proprie esigenze in ambito di coppia;
4) prosecuzione di una relazione sensuale che si è trasposta in amicizia speciale, come accade a molte coppie dopo decenni di convivenza (accudimento di tipo materno, sostegno reciproco, bisogno di continuare un interscambio mentale).
ovvio che nella vita reale nessuna di queste integrazioni è accettabile dal/la partner escluso/a, se ne è o ne viene a conoscenza.
“Amante che consente serenità al matrimonio, completando le carenze dello stesso (attitudine prettamente maschile)”. Prettamente maschile? Per personale esperienza, e non per comode ipotesi teoriche, se sapeste quante “femmine” maritate attingono a queste “attitudini” prettamente maschili non ipotizzereste per luoghi comuni.
È un problema procurarsele tutte e quattro e usarle in modo alternato? Un bel po’ di stampelle… più sono e più diventa difficile nasconderle…