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Una situazione dolorosa

Lettere scritte dall'autore  stukas
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254 commenti

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  1. 11
    Mister+T -

    Sono d’ accordo con Rossana…io fossi in te dato che questa persona comunque non la puoi cambiare, se ci tieni davvero, tenterei almeno di arrivare ad un compromesso con lei ossia chiedendogli di diradare le visite e le telefonate al suo ex. Insomma tu fai un passo verso di lei ma lei lo deve fare anche verso di te. Se invece riifiuta pure questa soluzione allora lasciarei perdere e volterei pagina il prima possibile.

  2. 12
    Suzanne -

    Ciao Stukas, forse ti servirà anche avere un parere contrario. Io credo invece che ciascuno di noi porti con sé un mondo con leggi proprie, spesso incomprensibili agli occhi altrui, frutto di esperienze ed elaborazione mentale di esse nel corso degli anni. Credo che quando ci si innamora e si sceglie di viversi appieno una persona, si debba accettare anche tutto il fardello che l’altro si porta dietro e, se non lo si vuole condividere, quantomeno rispettarne le dinamiche.
    Nessuna imposizione esterna cambierà questa dinamica, ma solo la volontà della diretta interessata. Fidati, più cercherai di ostacolarla e meno otterrai; piuttosto focalizzati nel rafforzare il vostro legame rendendolo sempre più prezioso e irrinunciabile. Parlo per esperienza personale…

  3. 13
    Golem -

    Sì Suzy, quindi tu accetteresti serenamente che l’uomo con cui “stai”, vedesse regolarmente un’altra donna, anzi ti avesse detto chiaramente che a lei non rinuncerà mai? Tu pensi che un rapporto possa funzionare anche con questa “geometria”?
    Io invece credo che persino tu, un giorno, di una “Paola” ne avresti sin sopra i capelli. Ma perchè è una reazione semplicemente naturale se non si vuol vivere nel solito meraviglioso mondo di Amélie.
    La persona di cui si sta parlando ha più di un problema relazionale, lo afferma lo stesso Stukas, che senza bisogno di dirglielo ha già fatto lo sforzo di “capire”, se è vero che è da otto anni in quello stato di “accettazione obtorto collo”, che di per sè è già un brutto inizio per una storia che si vorrebbe trasformare in un “romanzo” consigliando a quel poveraccio di sforzarsi ulteriormente di ingoiare il rospo .
    È bello proiettare le cose umane nel campo dei sogni, ma questi per il povero Stukas al momento stanno diventando incubi. Questa è la realtà.

  4. 14
    beetlejuice -

    Stukas, posso capirti molto bene in quanto ho vissuto una cosa simile.
    Ti dico subito che non esiste soluzione indolore. Se accetti il loro rapporto lei sarà felice, ma tu continuerai a stare male, perché già ora percepisci che c’è qualcosa di poco chiaro e ironia della sorte, lei cerca di tutelare più lui di te.
    Se non lo accetti, farai stare male lei.
    In ogni caso sono situazioni logoranti. Questi ex sono come un “cancro” che a lungo andare rende tutto marcio e privo di senso.
    E poi fidati che una situazione speculare lei non l’accetterebbe.
    La coppia ha bisogno di creare un terreno solido ed esclusivo ed è normale che i precedenti equilibri saltino.

  5. 15
    Suzanne -

    Golem, ciascuno di noi è libero di accettare o meno il vissuto altrui, ma sicuramente imporre cambiamenti radicali in virtù della nostra presenza non è la soluzione più proficua.
    In questa specifica situazione che sia uomo o donna non fa alcuna differenza, si tratta di un legame particolare, di cui solo i diretti interessati potrebbero delinearne i contorni ( ammesso che loro stessi ne siano in grado).
    Ritengo semplicemente che qualsiasi cambiamento debba essere frutto di una nostra libera scelta e non di un’imposizione esterna, per quanto la richiesta possa essere legittima.
    Ci sono uomini che vivono una vita attaccati alla gonnella della madre, questi non sono legami scomodi? O donne che vivono solo per i loro figli annullando completamente il partner. Ma non esiste costrizione che serva realmente. I veri cambiamenti partono sempre e soltanto dalla nostra volontà.

  6. 16
    stukas -

    Mi fa piacere dirvi che i vostri scritti sono esattamente le varie parti che si alternano dentro di me. Golem conosco molto bene questo spirito di salvatrice infermiera di cui tu parli perchè nella mia compagna questi aspetti sono molto evidenti, nei suoi precedenti rapporti è stata spesso attratta da persone in stato di bisogno.Paolo è uno di questi.Se ci aggiungi che lei non ha avuto figli è più facile capire.Oltre ad avere bisogno di quel disgraziato si avverte che sotto c’è puzza di conti aperti non saldati,qualcosa di non chiuso,di sensi di colpa,di perdoni,ma anche di non adulto. Il problema però è che lei si trincera dietro frasi che servono più a nascondere che a svelare. E’ come se la sua parte inconscia sa già che se “risolve” si rompe la catena. Andare a vedere qual’è la verità e non le menzogne-protezione che adduce.Mister il passo che abbiamo fatto reciproco è la scelta ODIERNA di andare a fare una psicoterapia di coppia perchè io credo che la verità è teapeutica.

  7. 17
    stukas -

    Rossana io penso che il cambiamento sia sempre possibile, se uno vuole evolvere come persona. Rimanere a marinare nella confortzone non porta da nessuna parte. Lei è consapevole della pesantezza che porta alla coppia ma non ha gli strumenti per affrontare sta matassa e il normale distacco.
    Suzanne io non parlo di imposizione esterna parlo di cambiamento dato da una presa di coscienza della verità (che sarà dolorosa)e naturale processo di cambiamento. Ecco perchè sto cercando una via morbida allo scontro. Il ns rapporto funziona, ma è come una bella torta con una mela marcia al centro.
    Beetlejuice penso che la situazione non è polarizzata, esiste un varco interno che è quello di andare a farsi aiutare per togliere sovrastrutture e maschere alla realtà, mediati da un competente esterno che prova a farci uscire dallo stallo dei comodi copioni. Il primo passo è ammettere di avere un problema. Ed è anche una dichiarazione di credere in questa coppia.
    Ps che palle sti mille caratteri!

  8. 18
    Golem -

    Suzy, certo che i mammoni sono “legami scomodi”, perchè hanno dei problemi che VANNO risolti, come per la Paola in questione. Stukas vuole una vita “normale”, non un romanzo da classici russi. La mia situazione con mia moglie era infinitamente più semplice, perchè si trattava di un imprinting adolescenziale, cresciuto nell’insoddisfazione di non aver completato un ciclo idealizzato, nel quale c’erano tutti gli ingredienti della tragedia (con un lui drogato e difficile…) per la quale era atteso il lieto fine con l’amore che trionfa e risolve tutto. Una favola praticamente. Ma la vita “vera” è tutt’altra cosa. Se io non l’avessi aiutata a rendersene conto che stava sognando, oggi la nostra storia sarebbe finita da almeno cinque anni, invece continua molto meglio di prima. Che dici, ho fatto male? Quindi bisogna sì valutare cosa è accettabile o meno nei termini del vissuto del partner affettivo e della retroattività che produce, ma è certo che non si vive in tre una relazione d’amore. Neppure tu lo faresti, lo sai.

  9. 19
    Golem -

    Stukas, quella della crocerossina è una sindrome frequente in molte donne e con diverse sfumature di intensità. Ma attenzione, non è il “bisognoso” l’oggetto del reale interesse del loro impegno, ma loro stesse. L’ho già detto qui: questo ossessivo bisogno di “aiutare” è un modo per sentirsi “indispensabili” con soggetti con i quali è facile esserlo, e così sentirsi “importanti” e di valore. È chiaro che dietro questi comportamenti c’è un passato psicologicamente traumatico, che toglie ogni valore morale all’azione apparentemente “umanitaria”. Ma questo sfugge alla maggior parte degli osservatori, perchè il gesto “sembra” troppo generoso per essere giudicato negativamente, e invece è proprio quel “troppo” che deve fare alzare le antenne, e nel vostro, come in altri casi, il “troppo” è evidente.
    Molte psicosi si celano dietro gesti dall’apparenza altruistica, e tanti “santi” del passato lo sono diventati perchè non avevano un Freud che gliele potesse riconoscere. A Paola interessa che lui stia… male. Se “guarisse”, per lei “è finita”.

  10. 20
    Suzanne -

    Stukas mi sembri una persona emotivamente intelligente. Quello che posso consigliarti, in base alla mia esperienza, è di porti in posizione “esterna” a questo particolare legame, cercando di far riflettere la tua compagna sul fatto che forse questo legame non sia un bene né per lei, ma neppure per il suo amico, che forse si è troppo adagiato un questa culla-comfort per non riprendere in mano la sua vita. Prova ad essere un amico, confidente, perché, ripeto, il cambiamento è possibile solo per se stessi e in virtú del proprio benessere. Non porti in contrapposizione perché da quello che ho capito, lui non è un tuo rivale, ma solo la manifestazione reale di un peso emotivo e psicologico significativo.
    Ecco, a me è mancato avere una persona che guardasse tutto con occhio esterno piuttosto che dall’interno ( ma la mia era una storia un tantino diversa).
    Golem, la situazione di tua moglie era ben diversa da questa.

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