Salta i links e vai al contenuto

Una situazione dolorosa

di stukas

Riferimento alla lettera: Non sono giovane, ed ho una compagna con cui sto insieme da 8 anni. non viviamo insieme e ci si vede solo nei week end, festività, e ferie o ritrovi con gli amici, Quando la conobbi ma ancora non stavamo insieme mi colpì una frase "toglimi tutto ma non mi...
Leggi tutto il testo a pagina 1

Data di pubblicazione: 27 Dicembre 2020

L'autore, stukas, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

Lettere che potrebbero interessarti

Categorie: - Amore

254 commenti

  • 26
    stukas -

    Rossana. In otto anni non l ha fatto perché nella sua comoda cecità lo riteneva un “io non faccio niente di male”. Ma non tornavano molti incroci del cruciverba, tra cui la procrastinazione nel dire o no a Paolo che aveva un compagno. Il fatto che lui all inizio non volesse conoscermi. L intreccio non facile da sciogliere è :una sorta di gestalt non chiusa tra loro, il vuoto che lei sente dentro e che la porta a cercare consensi compagnia e assistenzialismo, il rapporto vacuo che ha avuto con gli uomini per cui si è ritrovata per la prima volta con me in una Relazione. Un rapporto col padre grottesco e anaffettivo, tale e quale a Paolo. In casa sua il dialogo non è mai esistito. All inizio pensavo fosse sordomuta. Quando si parlava di Paolo dovevo fare il dentista.Paolo la fa sentire accudente.Una volta in un momento di verità mi disse Tu non sai quant è pesante per me.E all inizio mi disse che sperava che io la aiutassi a redimerlo dalla sua ruota del criceto. Risponderò agli altri

  • 27
    stukas -

    Beetlejuice. Tana! Lei ierisera aveva l’angoscia perché sente che questa p.terapeuta gli porterà via Paolo. In un suo angolo segreto sa che Paolo risponde a un disegno suicida ma non sa come venirne fuori e sceglie la strada piu comoda dell esecutrice pedissequa. All inizio andare dalla psicot.e’per lei una forzatura ma è anche un messaggio che tiene al nostro rapporto e che è curiosa di se. Impensabile anni fa. Tana di nuovo: se lui trovasse una missionaria che se l accatta lei andrebbe in crisi. Ma nessun pericolo tranquilla. Lei è dispiaciutissima che io sia ferito ma non sa come uscirne. Non viviamo insieme perché ci siamo sempre trovati bene in un format di spazi e distanza. Perche lei è abituata bene e io ho spazi stretti. Lei vuole il giardino io ho i palazzi. e chissà che tutti questi pretesti siano “Paolosalvanti”. io comunque non gliel ho mai chiesto. All inizio è stato un accordo reciproco. Non sarenmo durati 8 anni ma la questione Paolo sarebbe stata da subito sul palco

  • 28
    Golem -

    “…il vuoto che lei sente dentro e che la porta a cercare consensi, compagnia e assistenzialismo…”
    Analisi corretta Stukas. È tipico di chi ha vuoti di “identità” da colmare cercare di riempirli con quelle forme di “dedizione” verso i “disadattati”. Dal gesto “umanitario” ricevono, sia dall’assistito che da eventuali osservatori esterni, una indiretta posizione di relativa “superiorità” morale, ma senza rischiare che questa appaia come uno dei veri scopi della dedizione che profondono -in maniera apparentemente “gratuita”- verso gli altri, e in parallelo si fanno una identità attraverso il consenso che deriva dalla “bontà” che “dimostrano”. Lo ripeto ancora, sono personalità nevrotiche irrisolte, che hanno trovato un metodo “facile” per non affrontare i loro fantasmi. Hanno bisogno dei “Paoli” più di quanto questi abbiano bisogno di loro. E seppure in modo diverso sono entrambi “Paoli” insomma. Uno complementare alle nevrosi dell’altro .

  • 29
    Adam -

    In due giorni si è passati da:

    “ Magari avesse frequentato un amica! Il problema per me è che lui è un uomo.
    Come ti dicevo razionalmente non c è nulla da obiettare. Lei ha la sua vita, i suoi interessi, i suoi affetti, i suoi amici”

    a

    “In un suo angolo segreto sa che Paolo risponde a un disegno suicida ma non sa come venirne fuori e sceglie la strada piu comoda dell esecutrice pedissequa”

    Mah… foste veri mi spiace per Lei, che avrebbe bisogno di un compagno e non di un improvvisato psichiatra giudicante mosso dalla gelosia, anch’essa pilastro e fondamenta di questa situazione.

  • 30
    rossana -

    stukas,
    “… sa che Paolo risponde a un disegno suicida ma non sa come venirne fuori e sceglie la strada piu comoda dell esecutrice pedissequa.” – se è lei ad affermarlo, nel concetto c’è senza dubbio un fondo di verità.

    positiva l’accettazione della terapia di coppia, che si pone a favore della conservazione e del rafforzamento del vostro rapporto.

    per me, la riflessione sul caso pone una domanda: si tratta di carenza di maturazione emotiva e di perdurante instabilità d’identità o di una caratteristica relazionale insita in alcuni temperamenti, talvolta più affidabili e più profondi di altri?

    nel primo caso, se ne può uscire con l’analisi e l’auspicabile superamento del problema relativo alla crescita in senso lato; nel secondo, si corre il rischio di arrecare danno a una personalità fragile ma capace di forti legami affettivi.

    a mio avviso, è capace di sincera empatia solo chi ne ha avuto grande bisogno e ne conosce l’importanza. cosa che credo lei sappia meglio di tanti altri.

  • 31
    Golem -

    Sì Adam: Stukas è geloso. Perchè ha, come “Paola”, le proprie esigenze umane, che sono lecite quanto quelle della accuditrice, e ci si chiede se tu al posto di Stukas accetteresti serenamente una relazione come la sua. Ma mentre le personalità romantico-“ameliste” vedono in quella ossessione accuditrice un aspetto “buono” -che addirittura eleverebbe la protagonista a portatrice “di sincera empatia che solo chi ne ha avuto grande bisogno ne conosce l’importanza”- la reazione di Stukas è letta quasi come inopportuna dai soggetti di cui sopra: “come ti permetti di giudicare le emozioni altrui”. Tutto questo mentre la “salvatrice” in argomento sulle emozioni di Stukas ci piazza il caso umano perfetto con cui soddisfare i suoi bisogni di “bontà”, rendendo sempre più “dipendente” da sè l’assistito, perchè mantenendolo psicologicamente in cattività non ne perda i dolceamari benefici. Un po’ quello che le formiche fanno con gli afidi. Empatia? Vabbè.
    Quanti “buoni” disastri ha fatto questa “empatia” perbenista. E quanti continua a farne, nel 2021.

  • 32
    beetlejuice -

    Stukas, ho indovinato perché in questo genere di cose non ci si inventa nulla.
    La vostra modalità di “non convivenza” a me non convince, mi sembra un espediente comodo per entrambi, soprattutto per lei.

    Adam, l’autore sta analizzando la propria vicenda, le sue paure ed emozioni, non è semplice ed è normale che abbia diverse prospettive, anche contrastanti.
    La gelosia, non dimentichiamoci che è un sentimento umano, come la felicità, la tristezza, la rabbia. Va analizzata, a volte si basa su percezioni reali, a volte no.
    Non si può negarla o demonizzarla a prescindere perché ci si sente superiori “alle cose del mondo”.
    Non tutti sono in grado di vivere come “santoni”.. e meno male aggiungerei..

  • 33
    Jack90 -

    Stukas

    Sono passato anche io da una storia con una ragazza problematica, seppur completamente diversa.

    Ad essere onesto, non mi stupirebbe se tra qualche settimana scrivessi “la mia lei non è più voluta andare in terapia, dice che bla bla bla”.

    Spero per te di sbagliarmi, ma la questione è torbida e se si è protratta per anni significa che lei questo cordone proprio non lo vuole tagliare. Se noti ulteriore recitenza e riluttanza da parte sua, ti consiglierei di valutare un distacco definitivo. Purtroppo dovrà essere definitivo perché quando tornerà piangendo dicendo di aver capito e di non volerti perdere, una volta ripresa la situazione tornerà come prima, Anzi peggio perché probabilmente inizierà a mentirti riguardo la questione.
    Credo che la psicoterapia sarà il crocevia, ma personalmente penso che le probabilità di fallimento siano più alte di quelle del successo. È comunque l’unico tentativo da fare a questo punto.

  • 34
    Suzanne -

    La gelosia è un’emozione umana, certo, sicuramente comprensibile se posta al di fuori del concetto di “possesso” dell’altro, ma sposta il focus della discussione.
    Stiamo parlando del benessere psico/emotivo di Paola o dell’impossibilità da parte dell’autore di accettare questo rapporto esterno alla coppia? Si è posto l’accento su quanto fosse problematica questa donna, con tanto di traumi infantili che la relegano nel ruolo di crocerossina a vita, e ora il tutto si limita ad una banale ed egoistica gelosia?
    Golem, cavolo, esistono anche persone che si affezionano e si legano agli altri, lo sai? Non è sempre tutto cosí squallido, disumano, freddo. Probabilmente questa donna nutre un reale e profondo affetto verso Paolo, ma per qualche ragione non riesce a gestirlo se non attraverso queste dinamiche soffocanti. Gli esseri umani non sono solo casi clinici!

  • 35
    Acqua -

    “La gelosia, non dimentichiamoci che è un sentimento umano, come la felicità, la tristezza, la rabbia. Va analizzata, a volte si basa su percezioni reali, a volte no.
    Non si può negarla o demonizzarla a prescindere perché ci si sente superiori “alle cose del mondo”.

    Infatti non si tratta negarla, ma, come tutti i sentimenti negativi, di ponderarla, di farla fluire senza drammatizzare eccessivamente. Una possibile soluzione è quella di parlarne spesso e apertamente e sviscerare cosa realmente fa stare male. Se è davvero il comportamento dell’altro o se è la nostra pretesa di sentirci sempre unici, insostituibili e meritevoli di ricevere, sempre, ed in modo totalizzante ed esclusivo, tutte le attenzioni della persona che amiamo.

  • 36
    Golem -

    Certo Suzy, esistono persone che si affezionano, succede persino a me, pensa, ma qui siamo nel campo della nevrosi ossessiva, e non serve uno specialista per intuirlo. Quella donna avrà passato chissà quali traumi, è chiaro, e avrebbe bisogno di essere resettata e ricominciare da zero, ma è anche evidente che vive un loop psicologico dal quale non vuole uscire, ben sapendo che è durissima, perché, come dice Stukas, Paolo gli fornisce una zona di comfort che le consente una sopravvivenza “statica”, dove quella condizione offre una scusa per non impegnarsi realmente. Otto anni di “sterile” assistenza (perchè Paolo non fa un passo avanti) non li farebbe neppure una badante professionale, e ancora meno una affezionata in “equilibrio”. La gelosia di Stukas è normale, anzi, è sin troppo tollerante, e nessuno può ragionevolmente sostenere che il suo sia un desiderio di possesso.
    Ripeto, qui si tratta di due psicotici che si “sostengono” in simbiosi, non è squallido, ma tragico sicuramente, mentre Stukas sembra lui il terzo incomodo. Vediamo le cose per quelle che sono.

  • 37
    stukas -

    il format del ns rapporto fa comodo a lei ma anche a me (beetlejuice)non sono esente da responsabilità compreso di non aver fatto una scelta e accettato questa situazione perché dava molto spazio anche a me pur se non ne fruivo per frequentazioni extra. Un po’come se Paolo assolvesse al compito di farle compagnia. L assenza totale della componente sessuale mi teneva tranquillo.la gelosia che invece si manifesta è perché l appuntamento è ridondante tanto che io l ho ribattezzata gelosia affettiva.Per mesi interi la cosa non mi tange e il rigurgito insieme ad insonnia mi torna piu forte in prossimita di giorni in cui sto con lei piu tempo (ferie,feste,ponti,non weekend).sono felice della scelta della terapia di coppia perché Paolo potrebbe essere la punta dell iceberg e quello che fa acqua è il ns rapporto per esempio l accordo reciproco di distanza, per motivi diversi ma strategici-immaturi.ho sofferto sempre in passato con altre donne la convivenza per dinamiche di territorio.

  • 38
    stukas -

    La sofferenza è stare in questa strettoia fatta di sentimenti antitetici:accettazione e rifiuto (nel rifiuto c è anche Paolo) Voglia di stare con lei e voglia di libertà. La voglia e la paura della solitudine. La mia gelosia in passato è stata messa poco alla prova per cui mi sono ritrovato un po’impreparato peraltro con una situazione paradosso non facile da ritrovare in amici e conoscenti. C è un “altro” un po’farlocco un derelitto che non toglie nulla al ns rapporto. Non c è una paura della serie “Paolo mi porta via Paola” o lei fa cose con lui che con me non fa, oppure con lui si confida piu che con me. Lui è un analfabeta emotivo che appena il cursore si posa su temi come essere-sentimenti-emozioni-psiche-amore sposta il discorso ed è a disagio. Mi fa piacere dire che i vs scritti diversi e contrapposti mi danno una varietà cromatica che mi apre nuovi spazi di consapevolezza. Quel parlarne spesso, anche qui, alleggerisce e chiarisce. Troppe cose avrei da raccontare

  • 39
    rossana -

    stukas,
    se la tua partner dovesse rifiutare o interrompere la terapia di coppia , considerando la peculiarità del lungo legame in case separate, potrebbe forse esserci un’altra via, molto semplice, per equilibrare il rapporto. cioè che tu provassi, per finta o per davvero, a coltivare relazioni alternative abbastanza intense, di varia natura, con altre donne.

    una specie di cartina tornasole, per appurare meglio quanto lei tenga a te e, nell’ambito del suo modo di essere, se e come possa accettarti a sua volta in un contesto relazionale affine al suo con Paolo.

    per me, nessuno ha diritto on line di fare diagnosi, magari senza nemmeno conoscere di persona gli interessati. solo uno/a specialista può tentare, ragionevolmente, di provare a districare matasse complesse, che hanno a che fare con i vissuti intimi di persone amate, che meritano libertà e rispetto, in tutti i sensi.

    valido anche il suggerimento di parlarne spesso, per affievolirne in entrambi la portata, che però non considero risolutivo.

  • 40
    beetlejuice -

    Acqua, infatti l’autore della lettera si sta ponendo più di un interrogativo, come accade a quasi tutti.
    Come sai bene tutto ciò che è irrazionale non è facile da imbrigliare in giusto/sbagliato o farlo sparire con facilità.

    Stukas, avevo compreso che la vostra modalità di coppia fosse della serie “un piede dentro e uno fuori” e spesso nasconde altre problematiche.
    È vero, la gelosia non è solo sessuale e tra l’altro è presente nelle dinamiche più disparate (tra parenti, nipoti, amici..). Da quello che dici vorresti la tua libertà, lo spazio per stare solo, ma dall’altra parte che lei impegnasse il suo tempo come vuole, senza Paolo però. Come hai notato tu stesso, il vostro rapporto si basa su di una struttura piuttosto fragile, credo anche io che l’unico modo per andare avanti sia che entrambi facciate i conti con i numerosi non detti.

  • 41
    Golem -

    “per me, nessuno ha diritto on line di fare diagnosi…”
    Quindi le soluzioni che si propongono su quali basi si fanno se non su una diagnosi, anche psicologica?
    La richiesta implicita di Stukas sul forum è quella di avere opinioni sull’argomento, e l’opinione in questo caso nasce da un’analisi dei soggetti in gioco che è inevitabilmente una “dia-gnosis”, che significa “separare le conoscenze”, fare cioè un discrimine tra le informazioni e quindi dare un giudizio. Se on line è impossibile fare diagnosi e dare giudizi, zitti tutti allora.

  • 42
    stukas -

    Considero ogni vs scritto come una voce diversa. Ho scritto a questo sito proprio per avere punti di vista diversi. Che poi uno li chiami giudizi sentenze o opinioni non è importante. Non siamo illuminati che vediamo la realtà oggettivamente ma la filtriamo attraverso il “setaccio” della ns storia delle ns credenze o stati d animo. Beetlejuice i non detti sono più i miei che i suoi e mi sono accorto che il più pavido sono io, lei ha un funzionamento abbastanza basico e trasparente pur se sul caso paolo adotta la tecnica dello struzzo. Per autoprotezione e di Paolo.In questi giorni però se non altro lei si è avvicinata al fatidico “io ho un problema”. Io invece ho dinamiche piu contorte piu censuranti. Mi apro meno agli altri soprattutto le mie parti più vulnerabili. Sono d accordo che i piedi in due staffe nascondono altri problemi. E il paradosso di questi giorni è che le botte d ansia per andare dalla terapista di coppia stanno venendo soprattutto a me.Dormendo quattro ore a…

  • 43
    stukas -

    Rossana per “pareggiare”la situazione o provocare la gelosia di lei e frequentare anch io qualche donzella, lei mi ha detto (giocando sempre in difesa sua e di Paolo) che se io andassi ogni settimana dalla mia ex moglie ,sono separato da una vita, a vedere un film e parlare del piu e del meno, ma piu del meno direi, lei non avrebbe nulla da ridire. Manca l onere della prova e sopratutto sono io che non ci andrei. La cosa singolare è che ha specificato che sia la mia ex moglie e non le altre due venute dopo perché per lei la famiglia è sacra. E poi c è un analogia: Paolo mille anni fa sarebbe stata la persona da sposare. Ma lui non ne ha mai voluto sapere. Una famiglia peggio mi sento. E quindi il rapporto fini per necrosi sotto OGNI punto di vista e lei andò in depressione ed entro in sei anni di analisi dove non concluse una mazza. Io credo che la terapeuta non avesse metodi e strumenti per arrivare a dama.esistono tanti tipi di terapia. E dopo sei anni per me sei in stallo totale

  • 44
    Golem -

    Pensare che la frequentazione di altre donne da parte di Stukas possa disturbare “Paola”, significa non aver compreso la condizione psicologica di quella donna. A lei interessa, al contrario, che non vi sia nessuna figura femminile nella “non vita” di Paolo, perchè, come ho accennato in precedenza, il suo ruolo e la sua identità dipendono dalla condizione statica del derelitto che “assiste”, e che le ricorda quello che lei “poteva” essere. Una identità ferma nel tempo e nello spazio al momento della “morte” di quel matrimonio di cui ha parlato Stukas. Quella donna si tiene dentro quel “cadavere” emotivo come certe madri del mondo animale tengono con sè il corpo del loro cucciolo morto. Un corpo…necrotizzato, come lo è il rapporto che vive con Paolo, e quello che “non” vive con Stukas. Thanatos senza eros. Fosse la prima che vive nel passato o nell’illusone di un futuro che non c’è stato e non ci sarà, ma non lo è.
    La cosa curiosa è che è più facile che queste condizioni anacronistiche le intraveda un uomo che non le donne stesse.

  • 45
    Gloria -

    Stukas vi e’ mai capitato di fare un viaggio insieme, soli tu e lei?

  • 46
    Acqua -

    Stukas, secondo me, per qualche ragione, lei era convinta che Paolo fosse “il predestinato” per un progetto di vita insieme. Resasi conto dell’impossibilità oggettiva di costruire una relazione sana con lui, eppure incapace di rinunciare al suo progetto iniziale, ha trovato questo strambo compromesso per tenere in piedi “il sogno crollato” che, allo stesso tempo, soddisfa il suo bisogno umano di ricevere attenzioni (le tue) e il suo bisogno umano di dare attenzioni (a Paolo). Vive in un limbo, prigioniera di una visione “errata” del suo futuro che non riesce a separare da questa persona, la quale, in qualche modo, DEVE far parte della sua esistenza. Ritengo che la scelta di non convivere da parte vostra agevoli la “distorsione” e le renda difficoltoso tagliare il cordone ombelicale. Forse l’unico compromesso è quello di chiederle di provare a ridurre visite e telefonate. Secondo me si tratta di una dipendenza pseudo- affettiva dalla quale vorrebbe uscire, ma non ci riesce.

  • 47
    stukas -

    Assolutamente Si Golem. Centro perfetto. Poi lei dopo Paolo ha avuto una sorta di rimbalzo di vita che l ha portata ad andare a prendersi la vita che le era mancata. Insomma si è un po’ “divertita”. E meno male. E guardacaso Paolo li non esisteva. Era piu leggera. Si credo proprio che sia il suo cucciolo morto e a volte, ma proprio a volte, la rabbia cede il posto alla compassione, come per un drogato che non riesce a uscire dal suo tunnel, ora c e un piccolo spiraglio nel senso che accettando questa psicoterapia di coppia è come se fosse il primo passo per un drogato “cioè decidere di chiedere aiuto”.
    Si Acqua è un centro anche il tuo, è come tenere in piedi un cadavere per far vedere che è vivo. Diminuire telefonate e visite? si ma dovrei mettermi li a fare il controllore. Abitano a due chilometri. Da me a 6. Dovrei controllarle il cell, non ce la posso fare. Preferisco giocare a carte scoperte. E come diceva qualcun altro qui dentro lei su questo è stata sempre trasparente.

  • 48
    stukas -

    Si Acqua ha proprio un nome si chiama Codipendenza e si tratta di eleggersi salvatore di qualcun altro annullandosi in questo servizio. Ed è in crescita esponenziale. È piu un problema femminile. E come dice golem se lui si trova una compagna a lei gli si rompe il giocarello. Si acqua l ho detto, in una Codipendenza la scelta di non convivere è una trappola. In questo periodo ci stiamo parlando molto e lei mi ha detto “tu nemmeno ti rendi conto di quanto mi sia allontanata da Paolo” ed a me effettivamente questo scollamento mi manca, forse lo vede solo lei. O magari prima gli mandava 10 messaggi adesso gliene manda 5. Boh! Ha ammesso comunque la “tragicita” di alcuni episodi chiave con Paolo che hanno macchiato la ns relazione.
    Certo Gloria che abbiamo fatto dei viaggi insieme io e lei. Pure tanti. Ma spiegami meglio però.
    Pur con la mancanza della componente sessuale con Paolo ho sempre sentito come se non fosse mia, nonostante tutta la sua dedizione a me e la sua affettività

  • 49
    rossana -

    stukas,
    grazie per il chiarimento sulla possibilità che ti sarebbe accordata di frequentare abbastanza spesso la tua ex moglie… MA NON ex amanti. forse è solo per la sacralità della famiglia, pari alla sacralità di Paolo, che quasi certamente considera parte della sua famiglia, come se fosse un ex con cui si è condivisa una significativa parte di vita, che non necessita di ufficializzazione sociale per restare importante e impossibile da annullare, nel passato come nel presente e nel futuro.

    per quanto personalmnte non leghi affatto la sincerità e la profondità di un qualsiasi sentimento alla sua durata temporale, ti va di precisare, se lo sai, per quanto tempo la tua partner è stata fidanzata con Paolo?

    per me non è che si sia resa conto che proseguire con Paolo sarebbe stato poco sano, in quanto i simili si attraggono e spesso, se le reciproche carenze non sono troppo grandi, stanno bene insieme (completamento e compensazione, in entità diverse, rientrano pienamente in un rapporto di coppia).

    continua…

  • 50
    rossana -

    … segue

    è stato Paolo a rifiutare di legarsi indissolubilmente a lei nel modo in cui forse lei avrebbe a ogni costo voluto. riprova ne è che sei anni d’analisi non l’hanno distolta dall’affetto, dal bisogno di presenza o di qualsiasi genere di residua attrazione lei provi per questo ex partner.

    spezzo una lancia a favore del vostro tipo di rapporto. dal mio punto di vista il migliore che da adulti si possa avere quando non ci sia o si sia superato il desiderio di metter su famiglia. può darsi che siate voi a essere entrambi fragili nell’ambito di una relazione amorosa, a seguito dei precedenti che hanno lasciato il segno nei vostri vissuti; non il rapporto in sé, che ben coniuga, per entrambi, libertà, solitudine e timore d’imbarcarsi di nuovo in qualcosa che possa arrecare più sofferenza che gioia.

    concordo al 100% sul: “Non siamo illuminati che vediamo la realtà oggettivamente ma la filtriamo attraverso il “setaccio” della ns storia delle ns credenze o stati d animo.”, tutti egualmente degni innanzitutto di rispetto.

Lascia un commento

Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 1 link per commento.

▸ Mostra regolamento

I commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.

I commenti devono essere pertinenti alla lettera e aggiungere un contributo alla discussione.

Non sono ammessi scambi personali o conversazioni tra utenti, né insulti o attacchi personali, contenuti futili, promozionali o di propaganda.

Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi protetti da diritto d'autore. Usa un solo nome.

Leggi l'informativa sulla privacy.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili