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Una situazione dolorosa

di stukas

Riferimento alla lettera: Non sono giovane, ed ho una compagna con cui sto insieme da 8 anni. non viviamo insieme e ci si vede solo nei week end, festività, e ferie o ritrovi con gli amici, Quando la conobbi ma ancora non stavamo insieme mi colpì una frase "toglimi tutto ma non mi...
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Categorie: - Amore

254 commenti

Pagine: 1 2 3 4 6

  • 51
    Golem -

    “Non siamo illuminati che vediamo la realtà oggettivamente ma la filtriamo attraverso il “setaccio” della ns storia delle ns credenze o stati d animo.” E se la nostra storia era inzuppata nella illusione si può ben immaginare quali “filtri” può offrire alla lettura di certe situazioni.

  • 52
    stukas -

    Rossana sono stati insieme 10 anni ma non ricordo di questi quanti di convivenza. Poi ci sono stati i sei anni di terapia. Poi hanno riprovato ma hanno fatto subito fiasco. Si certo, il ns format è ideale tra persone adulte. Ma lei ha dei pregressi irrisolti abbastanza forti col padre (non è sei anni di terapia dicono nulla, specialmente se la psicoterapeuta ha le armi spuntate) E Paolo è identico al padre. Che infatti non lo può vedere e lei non li fa piu incontrare. Sono convinto anch io che anche se è andata via lei, lui si è fatto lasciare, ci stanno mille modi per dire no e siccome a dialogo erano due sordomuti ha parlato il linguaggio non verbale. Si Rossana non siamo dei campioni della relazione, ma io stavo almeno sopra la sufficenza lei era una primipara. Sono partito in salita e con fatica, adesso qualche varco si aperto ma è rimasta la mia rabbia con cui fare i conti. In due parole la voglia e la paura di perderla. Ma almeno adesso ammette che Paolo è un nodo da sciogliere

  • 53
    rossana -

    stukas,
    grazie per il riscontro.

    sono contenta che tu abbia trovato qui alcune risposte alle tante domande che ti poni.

    mai come nei pochi casi affini al tuo sarebbe utile sentire anche l’altra campana. secondo me, da quanto hai scritto finora, l’analisi ha risolto abbastanza bene il problema della tua partner con Paolo. forse meno rispetto a quello con il padre, anche se i due mi sembrano sovrapposti, e considero il secondo meno importante nell’ambito del vostro rapporto.

    nella mia esperienza ci sono due tipi di legami di coppia: quello, sensuale ed emotivo, avviato dall’innamoramento, se ha modo di volgersi con il tempo in affetto/attaccamento; e l’affetto che permane quando la condivisione di modalità/obiettivi di vita rende impossibile la prosecuzione a due. se nel secondo caso permane stima per l’ex partner, nonostante tutta la negatività che possa essere derivata dall’unione con lui, l’affetto sussiste, sia con manifestazioni esteriori che in un cassetto della memoria.

    a condizione che il sentimento sia stato sincero e profondo.

  • 54
    stukas -

    In che senso Rossana L analisi ha risolto abbastanza bene il problema della tua partner con Paolo. Quale analisi? Quella che ci stiamo facendo in questi giorni io e lei con telefonate di oltre un ora? O quella che ha fatto per sei anni? Nella seconda il problema non l ha memmeno sfiorato. Con me dopo un ora rimaniamo tra i cocci ad aspettare questa prima visita che ci dia o delle chances o delle sentenze di morte. Io sputo fuori veleno che sputo fuori come un drago. Il rapporto col padre secondo me è inscindibile dal rapporto con Paolo. tratta con lui come col padre. Anzi con Paolo di qualche futilità parlano col padre no
    Il ns rapporto è nella fase affetto-attaccamento e in caso di rottura credo rimanga stima reciproca. Se l analisi invece intendi tra noi,lei a tratti si apre altre volte si richiude in trincea e riporta avanti la menzogna dell “amico”. Alta marea e bassa marea. Ogni chiamata un parto. E io che dormo 3-4 ore a notte nell attesa di venerdi

  • 55
    Golem -

    Stukas, a volte si parla perchè si ha la voce, non perchè si sa quello che si sta dicendo, lascia stare. Provate ‘sta analisi giusto per non lasciare niente di intentato, ma non farti illusioni, specie perchè lei mi sembra che voglia più accontentare te che non aver capito di dover affrontare quella situazione grottesca. Il mondo è pieno di soggetti che possono vivere solo attraverso anacronistiche certezze autocostruite. Come ho già detto, quella donna è ferma nel tempo, come fosse surgelata a un certo punto della sua vita. La sua è la cosiddetta “reazione post-traumatica” al dramma vissuto col derelitto. In questo senso i due sono simbiotici. Uniscono due debolezze e credono di fare una, sia pur piccola, forza.

  • 56
    stukas -

    Sono convinto del surgelamento. Ma tra la lei di uno due anni fa e quella di adesso sta succedendo qualcosa. Basta un piccolo disgelo nel permafrost che può creare dei cambiamenti. Altra cosa non di poco conto, tiene a me. Lei si è sempre tenuta a distanza dall affrontare questo iceberg perché non c è più nessun dubbio, c è da andare a mettere le mani nella merda. Si è vero lo fa per accontentare me, ma siccome gli anni passano è anche curiosa di andare a vedere qualcosa in più. Ha molta paura. E ce l ho pure io. Oggi mi ha detto “forse è inutile che andiamo a fare terapia di coppia, forse sono solo io che devo andare”. Piccoli spiragli poi l uscio si richiude pesantemente e se ne esce con qualche delirio dei suoi. Ma un varco s è aperto in quella discarica a porte chiuse. Lei ne sente il puzzo. Io ho paura di qualche rospo grosso del passato. Ma molto grosso. Spero che rimanga un pensiero. Grazie Golem

  • 57
    Golem -

    Stukas, lei non ha detto una sciocchezza dicendo che sarebbe meglio se andasse da sola dall’analista. Paradossalmente potrebbe tirare fuori più facilmente le cose che ha dentro che non in tua presenza. Sempre che non stia bluffando con sè stessa, ed evitare tuoi “controlli”. E poi c’è il fatto che, ammesso che si trovasse “uno bravo” in quel settore, cosa molto rara, servono, soldi fatica e anni, e più si è avanti con l’età più tempo ci vuole. Comunque quanto meno c’è un segnale da parte sua, e visto che a quanto pare a questa donna ci tieni, ti auguro che ti dia soddisfazione dimostrandoti la stessa cosa concretamente, cominciando a vivere nel presente e per il futuro, e non al contrario, come sta facendo.

  • 58
    rossana -

    stukas,
    quando ho precisato che, per me, l’analisi ha funzionato abbastanza bene, mi riferivo a quella di 6 anni, che l’ha allontanata dalla prospettiva di concretizzare uno stabile rapporto sensuale con Paolo. hai scritto che, al termine della terapia, per qualche tempo si è ripresa i suoi spazi, per approdare poi alla relazione con te. ma anche tornare a interagire con Paolo, in altra veste.

    molto più complesso risolvere in modo esaustivo il nodo con la figura paterna, ora trasposta su Paolo, che le è amico e, in alternanza, sia padre che figlio. non credo ci siano più in lei aspetti di coppia con Paolo. per me, è qualcuno da cui lei continua ad avere bisogno di essere accettata e apprezzata, come non è stato con suo padre.

    aspetto che riguarda molto più lei che te. fate comunque bene a riprenderlo fra voi nell’insieme, dato il momento che sembra per lei di apertura. smussare e diluire nel tempo la sua vicinanza a Paolo sembra una buona soluzione, se non sarà possibile trarre di meglio dalla terapia che state per iniziare.

  • 59
    Golem -

    “…mi riferivo a quella di 6 anni, che l’ha allontanata dalla prospettiva di concretizzare uno stabile rapporto sensuale con Paolo. hai scritto che, al termine della terapia, per qualche tempo si è ripresa i suoi spazi, per approdare poi alla relazione con te. ma anche tornare a interagire con Paolo, in altra veste.”
    Ha funzionato abbastanza bene? Chissà se non avesse funzionato cosa succedeva.

  • 60
    stukas -

    No Rossana quella terapia fu un flop come dice Golem.Lei c e andata perche dopo lo scisma con Paolo piangeva sempre.Ma la terapia non ha creato una emancipazione.E’ vero è tornata da Paolo in altra veste, ma disfunzionale che non da nulla a nessuno dei due. È un po’come quando si facevano i castelli con le carte.Una carta si appoggiava all altra e rimanevano in piedi entrambe ma se ne toglievi una cadevano entrambe.Fai centro quando dici che Paolo rappresenta sia il padre che il figlio, lei si sente realizzata in questa veste di sostegno che le da un identità. Mi disse un giorno che odiava gli uomini.Come poteva essere diversamente? Con quel padre!Io per lei sono stato uno tsunami che l ha trovata impreparata.La distanza logistica che abbiamo me l’ha chiesta anche come sentimenti.Giacché io mi sono presentato con una carta d identità di uomo un po’leggero e lei stava tranquilla perché era il suo format. Poi la relazione è maturata ed ha messo in crisi i suoi piani da badante

  • 61
    Suzanne -

    Stukas, però anche tu non mi sembra abbia le idee molto chiare, anche perché gli equilibri di questo rapporto li avete creati entrambi. Nei tuoi scritti vedo tanta analisi sulla tua compagna e ben poca su di te. Spesso i problemi degli altri sono la scusante per non affrontare i propri.

  • 62
    Golem -

    Suzy, è logico, tutti quelli che scrivono qui fanno come Stukas, hanno delle esigenze soggettive e cercano di vederle in maniera oggettiva. Lui vuole solo capire in quante scarpe vuole mettere il piedino “Paola”, visto che se a te sembra normale che una donna si trascini negli anni la “mummia” di una storia, normalmente non lo è. Per esempio, io non so come faccia a tollerare ancora, dopo tutto questo tempo, una situazione come quella che vive con quella donna. Io, come ebbi modo di dire a suo tempo, se nella mia pur differente situazione relazionale, avessi scoperto che mia moglie non poteva fare a meno del cadavere lusitano come riferimento della sua identità sentimentale, l’avrei accompagnata da lui, lasciata con qualcosa di soldi per i primi tempi, e oggi starei bene, come sto con lei, ma per altri motivi. Le “multi proprietà” non mi hanno mai convinto.
    Qualche tempo fa ti ho chiesto come reagiresti se il tuo lui si dedicasse settimanalmente, per anni, alla cura di una “Paola” del passato, nel presente. Puoi dirlo?

  • 63
    Suzanne -

    No, vabbé Golem, ovvio che questa situazione non sembra normale nemmeno a me, visto che in primis viene vissuta come limitante o comunque scomoda dagli stessi protagonisti. Però a Stukas andava bene un rapporto a distanza, con parecchi spazi di evasione e non troppo coivolgimento, per questo dico che le dinamiche del rapporto sono state decise da entrambi.
    Sicuramente una situazione proprio uguale a questa non l’accetterei, ma non sono una persona molto gelosa, quindi non risulta un problema mantenere un legame con donne “ex”, sempre se sono sicura di ciò che il mio compagno prova per me. Anzi, mi sono pure trovata ad incentivare la sua vicinanza all’ex in un momento di lutto e in generale non mi ha mai causato problemi il fatto che si sentissero o vedessero.

  • 64
    Golem -

    Suzy, un lutto può giustificare un momentaneo riavvicinamento all’ex, (specie se il morto è l’ex, hahaha), ma il caso di “Paola” è da psicosi, e con una situazione emozionale come quella non si va da nessuna parte. Io qui sono stato maltrattato per la situazione di Sally, ma ripeto, se si sono fatti dei progressi nel nostro rapporto è solo perchè lei ha saputo ridimensionare quella figura, che poi è realmente morta, anche fisicamente. Tu non sei gelosa, e vabbuò, però se le “esigenze” dell’una creano problemi nell’altro, la papera non galleggia. Sally ha un amico storico, sposato e che vive a San Diego, col quale si sente periodicamente, lui è stato da noi e noi siamo stati da lui, senza problemi, ma SI CAPISCE che è solo amicizia, e pur essendo un bell’uomo non c’è gelosia. Diverso era col de cuius, verso il quale c’era una parte di quei “sentimenti” di accudimento di cui ha parlato Stukas per il suo caso. Quelli sono fardelli nevrotici, come lo era probabilmente il rapporto tra i due quando era “ufficiale”.

  • 65
    Suzanne -

    Resta il fatto che ciascuno di noi deve liberarsi da solo dei propri fardelli emotivi. Poi, se si ha il mio carattere per indole in contrapposizione perenne, una forzatura non farebbe che spingermi ancor di più verso il mio impasse psico-affettivo.

  • 66
    Golem -

    È chiaro che se ci ci si libera da certi fardelli lo si fa da soli, altrimenti è solo una farsa. Tutti i nostri VERI cambiamenti sono voluti. Ma spesso non basta volerlo, che è la prima condizione fondamentale per il cambiamento, serve anche il supporto di qualcuno che ti offra un motivo è un punto di vista differente della situazione.
    Il mantenimento nella vita di figure “totemiche”, sono “rifugi” psicologici troppo comodi per rinunciarvi.
    Un partner che cerca chiarezza nella relazione che contiene una figura terza non credo che imponga alcunchè; una reazione come quella che paventi tu appare più puerile che matura.

  • 67
    rossana -

    Suzanne,
    concordo sull’enunciato che ciascuno di noi, QUANDO ne sente l’esigenza, deve “liberarsi da solo dei propri fardelli emotivi”.

    qualsiasi aiuto proposto in tal senso non dovrebbe essere che di stimolo a reagire e di eventuale supporto se questo viene colto, SENZA resistenze.

    diffido delle terapie fatte in casa, dove sussistono coercizioni, dirette o indirette, di vario genere, così come respingo analisi psicologiche e profili elaborati on line, sia da specialisti che da profani del settore. semplici deduzioni comuni, che confondono con estrema leggerezza termini e malesseri.

    fra l’altro, se si conosce a priori lo stato di cose in cui si trova il partner, diventa a mio avviso pretenzioso che nel tempo questo possa evolvere a proprio favore. ognuno ha i suoi equilibri e i suoi tempi. non basta essere “esperti” in relazioni amorose per conoscere, comprendere e voler modificare le realtà interiori ed esteriori altrui.

  • 68
    Acqua -

    Impasse psico-affettivo. Nostalgia del non vissuto.
    Desiderio vivere più vite e di moltiplicare la realtà.

  • 69
    beetlejuice -

    Concordo con l’intervento 64 di Golem. Infatti, a parte casi di gelosia patologica, si capisce istintivamente se c’è qualcosa che non quadra. Rapporti che cambiano radicalmente quando uno dei due o entrambi si fidanzano, esclusività per cui il partner nuovo non può conoscere quello vecchio, legami definiti borderline ecc..
    Quando si percepisce reale amicizia o che un rapporto tra ex si è esaurito, si è anche rilassati verso quel rapporto, è quando ci si sente minacciati che si vive sotto perenne tensione.

  • 70
    Golem -

    “…diffido delle terapie fatte in casa, dove sussistono coercizioni, dirette o indirette, di vario genere, così come respingo analisi psicologiche e profili elaborati on line, sia da specialisti che da profani del settore. semplici deduzioni comuni, che confondono con estrema leggerezza termini e malesseri…”

    La giustezza di un’azione la si valuta dagli obiettivi che si sono prefissi e dai risultanti che si sono raggiunti. Se i due punti coincidono è stato un successo. Il resto è solo retorica che riempie la bocca, ma nello stesso tempo la lascia asciutta di concretezza. “Facta sunt potentiora verbis».
    P.S. oggi altra speranza delusa.

  • 71
    rossana -

    Beetlejuice,
    per amor di chiarezza, secondo me l’impasse sta da entrambe le parti: di chi si apre a una nuova relazione amorosa senza aver davvero concluso la precedente e di chi accetta fin dall’inizio una situazione che percepisce come poco chiara o sgradita.

    con queste premesse l’evoluzione o l’involuzione non possono che essere onerose, da entrambe le parti, e con risultati finali incerti.

    già si fatica spesso a comprendere se stessi; a maggior ragione diventa difficile comprendersi a vicenda con un terzo ancora troppo vitale a rimorchio, sia in presenza che in assenza.

    senza contare che spesso un lato del triangolo, come nel caso di un amante, reale o immaginario, diventa quasi indispensabile per la prosecuzione del rapporto in corso.

  • 72
    Golem -

    Beetle, per la cronaca io non faccio alcuna fatica a comprendere me stesso e quello che voglio, mentre mi è incomprensibile “come… un amante, reale o immaginario, diventa quasi indispensabile per la prosecuzione del rapporto in corso”, essendo eventuale dente che se ti piace uno non ti piace l’altro. Tu sapresti spiegarti il perchè di quella “indispensabilità”? Io credo invece sia una scusa che ci si dà per giustificare il proprio lato del triangolo, con un’affettuosa tolleranza verso la propria incoerenza, o per l’opportunismo che lo muove attraverso una “consapevolezza” a senso unico.

  • 73
    beetlejuice -

    Condivido Rossana, in molti casi si finisce nella nebbia più fitta, senza più capire la direzione che si sta prendendo. Nel caso di stukas, come in molti altri, nessuno attribuisce alla compagna tutte le “colpe”, lui per primo, ma portare avanti rapporti nel limbo crea proprio questo. Al partner vengono date spiegazioni ma i conti non tornano, come quando si dice “è solo un amico/a” e poi quell’amico/a diventa il nuovo partner. È per questo che sarebbe importante fare chiarezza, spesso si chiede tempo, ma il tempo può rivelarsi un’arma a doppio taglio.

  • 74
    beetlejuice -

    Golem, a mio avviso, in molti casi il triangolo nasce anche per tenere in piedi il “tavolo”.
    Classico esempio è il marito che, spenta la passione per la moglie, la ritrova con l’amante, dando modo al matrimonio di proseguire.
    Molte donne fanno cosa analoga, scelgono razionalmente l’uomo che si presenta come potenziale “buon partito”, ma coltivano più o meno segretamente la passione per qualcun altro, che sanno però inadatto a vita e “doveri” di coppia. E l’altro può assumere le più disparate forme, anche quella di un disadattato/tossico/criminale..questo contrasto crea il maggiore sgomento, perché ci si chiede “cosa avrà più di me?” e solitamente la risposta è: “proprio niente”. Infatti quei personaggi sono legati ad emozioni, provate per una serie di motivi. Sono quelle emozioni, trasformate in immagini, a renderli “speciali” agli occhi di mogli e compagne. Un po’ come i figli, che per le mamme sono sempre un po’ più belli e speciali degli altri.

  • 75
    rossana -

    Beetlejuice,
    sì, quasi sempre il tempo si rivela un’arma a doppio taglio.

    non per niente, secondo me, in linea generale è consigliabile decidere sulla valenza e potenzialità di nuove relazioni in assaggi di circa sei mesi. se si va oltre, i rischi di restar intrappolati in rapporti incerti e conflittuali aumentano notevolmente.

  • 76
    Acqua -

    Beetle, corretto. Bisognerebbe tuttavia comprendere la “serie di motivi” che stanno alla base di quelle emozioni. Non serve a niente negarle o stupirsi dei contrasti che ne possono nascere. Tali motivi possono essere i più svariati e a volte nascono da traumi/esperienze relazionali negative accadute in passato, a volte si tratta invece semplicemente di istinti non razionalizzabili (es. materno, sessuale, di riproduzione, di protezione, di affetto ecc.) o di necessità di evasione o di allargare i limiti della nostra realtà. In alcune situazioni, cioè quando tali bisogni emotivi diventano controproducenti e dannosi per la persona o per le sue relazioni affettive, i motivi che ne stanno alla base andrebbero indagati e fondo e discussi, al fine di favorire la comprensione reciproca e la conseguente accettazione/sforzo comune di risoluzione.

  • 77
    Golem -

    Beetle, quella del marito annoiato che si trova la “stampella” per tirare avanti in un matrimonio spento, è il più banale dei triangoli: è solo sesso al 99%. Lo è molto meno al contrario, poichè le aspettative della donna sono molto più legate a evocazioni sentimental-istintivo-culturali che contengono molti ingredienti che si mescolano tra loro, dando un particolare sapore al cocktail finale, che il più “elementare palato” maschile non cerca quasi mai. Ho passato anni, fuori e dentro il forum, per cercare di capire quello che aveva “creato” la mia lei, e credo di esserci riuscito, ma potrei dirti che ognuna si “fa” il suo con i propri “ingredienti”, e riuscire a “isolarli” dopo che si sono mescolati è arduo, persino Freud si arrese. Detto ciò posso però confermare che tutti quegli ingredienti che danno luogo a rapporti disfunzionali sono IMMAGINIFICI, frutto di aspirazioni quasi sempre immature o di natura nevrotica, gli “shaker”, invece, sono fatti di istinto e ” cultura educativa”.
    Quante si innamorano del bello e dannato>

  • 78
    beetlejuice -

    Acqua, concordo. Personalmente non ho mai affermato che quel tipo di emozioni andrebbe negato, ma che farle passare per qualcosa che è frutto di una visione paranoica da parte del partner non è corretto.
    Spesso le coppie, a seguito di litigi che non portano a nulla (ma non necessariamente avvengono litigi), scelgono di tacere riguardo certi “motivi”, creandosi ognuno il proprio mondo, che mette distanza con il partner.
    Venerare come un semi-dio un partner, un ex, un figlio, ecc.. nasce da emozioni reali, ma genera una realtà “irreale”, che ostacola il presente. A volte umanizzando queste “divinità” si crede di fare un torto al vissuto, per quanto mi riguarda è esattamente il contrario.
    Ed è un passaggio necessario se si vuole tentare una risoluzione, che non preveda imposizioni dell’una sull’altro e viceversa.

  • 79
    Golem -

    > che nei fatti è solo un pirla belloccio? Quante sprovvedute di paese vengono affascinate dall’artista maledetto, e invece è solo uno scoppiato che come talento ha solo tanta presunzione, e quante di casi umani dove l'”io ti salverò” diventa la missione della loro vita? Dietro queste “scelte” si nascondono “lacune” e vuoti di identità che si pensa di colmare quando si è creduto di incontrare il tipo “speciale” che riscatti “favolisticamente” quei vuoti, forse dovuti a traumi nella fase evolutiva o forse per una banale alterata opinione di sè. Una cosa però è comune in questi casi, ed è che la protagonista si sente “importante” in modo “originale”, e la fase “masochista” che spesso si intravede in certe situazioni è solo apparente. La “crocerossina”, la scopritrice dell’artista incompreso, o la donna che “ama” il serial killer, non solo hanno un ruolo “epico” nelle vicende, ma si sentono le VERE protagoniste di queste. È una storia che due post non possono esaurire Beetle, dove è più interessante il non visibile del visibile.

  • 80
    Acqua -

    Beetle, ciò che crea la distanza è appunto una comunicazione non aperta, spesso frutto di una scelta basata sulla convinzione che non sia possibile comunicare al partner determinate emozioni o sensazioni che, pur essendo naturali, si ritengono inadeguate/inopportune. Forse per una questione di protezione del rapporto o anche di paura di non essere capiti, si evita di discuterne col risultato che piano piano nella coppia si crea una frattura.

  • 81
    Acqua -

    Golem, bisogna prendere atto che molte persone hanno bisogno di ricorrere all’immaginazione per compensare il mancato soddisfacimento di alcune esigenze sia fisiche che mentali. È probabile che chi si immedesima troppo nell'”eroina” di turno della sua “favola”, rischi di subire effetti allucinogeni simili a quelli prodotti dall’altra “eroina”. A questo punto si resta intrappolati interiormente nella trama e non si riesce ad abbandonarla, come se questa fosse predefinita e già scritta, anche se i fattori esterni indicano che è ora di svoltare pagina. Questa realtà parallela può costituire un rifugio temporaneo da situazioni opprimenti o semplicemente un modo per evadere dalla “noia quotidiana”. Tuttavia sono d’accordo che per alcune persone,soprattutto se legata a relazioni passate concluse o mai sbocciate, può diventare una prigione e impedire di vivere “al presente” le relazioni.

  • 82
    Suzanne -

    Tutto vero, ma entrare nella vita emotiva e psicologica dell’altro è sempre un’intrusione, per questo bisognerebbe farlo in punta di piedi. Forzare la serratura perché pensiamo di dover condividere tutto, rischia di far sbarrare definitivamente l’accesso. Le idealizzazioni sono sempre immaginifiche per definizione, ma le emozioni che le generano sono più che reali, e di queste bisognerebbe avere rispetto.
    Rossana, in sei mesi di relazione secondo me non si è nemmeno ancora arrivati a conoscere una minima parte dell’altro, difficile immaginare come potrebbe evolvere una relazione. Se si è molto coinvolti, si va tendenzialmente avanti a prescindere dalle circostanze, se si abbandona vuol dire che il fuoco di paglia si è spento.

  • 83
    Golem -

    “Io guarda, io non è che so’ contrario al matrimonio eh, che non so’ venuto… Solo, non lo so, io credo che in particolare un uomo e una donna siano le persone meno adatte a sposarsi tra di loro, troppo diversi.”
    Acqua, Suzy. Questo celebre pezzo del compianto Troisi fa sorridere, ma non è…comica. Non lo è perchè contiene una verità assoluta che cerchiamo di “aggirare” da quando maschi e femmine sono diventati “uomo e donna”, per comparire, con ben distinte identità, in quella forma di regole che caratterizza praticamente tutte le società umane.
    Il problema della “comunicazione” tra i sessi all’interno della struttura sociale” è un fenomeno relativamente recente, e sappiamo il perchè, visto che sino a 100 anni fa, nessun “uomo” si sognava di “dialogare” con la donna, moglie compresa. Quando i due mondi hanno cominciato a “parlarsi”, era inevitabile che scoprissero di non capirsi, tanto diversa è la visione della “realtà” da parte di entrambi>

  • 84
    rossana -

    Suzanne,
    per me, sei mesi servono soltanto per comprendere quello che si presenta come seria frattura nell’evoluzione della relazione. non per conoscere tutto il positivo e il bene che ne può derivare.

    la difficoltà da affrontare è proprio l’accertamento di quanto non sarebbe possibile condividere, soprattutto se espresso a priori a chiare lettere.

    poi, è ovvio che si è umani e che si può lasciarsi trascinare in sentimenti che continueranno a includere, nella loro base, l’aspetto conflittuale iniziale, sia questo la presenza di figli d’altro letto ostili alla nuova unione di coppia o di diverse visioni di vita, di tempi o di valori.

  • 85
    rossana -

    Acqua,
    “bisogna prendere atto che molte persone hanno bisogno di ricorrere all’immaginazione per compensare il mancato soddisfacimento di alcune esigenze sia fisiche che mentali.” – per me questo è il comune denominatore della “stampella” di qualsiasi genere di rapporto di coppia che si regga sul triangolo.

    è impossibile trovare tutto quello che si vorrebbe in una sola persona: nell’unione a fine ricerca si deve scendere a compromessi, che possono rivelarsi abbastanza stabili e accettabili nel tempo, così come possono richiedere integrazioni, fin dall’inizio o nel prosieguo, per l’equilibrio psico-fisico di uno dei partner.

    ognuno rimedia come sa e può, a seconda dei casi. e qui iniziano le differenziazioni, legate a temperamenti e circostanze: eventi/legami nel passato, nel presente o proiettati nel futuro. non c’è grande differenza fra pensieri/azioni nascosti e totali/parziali trasparenze sui fatti.

    tutti aspetti che rientrano nell’irrazionale e pertanto, come affermato da Beetlejuice, non razionalizzabili, se non per libera e istintiva scelta degli interessati.

  • 86
    Adam -

    Credo  anch’io chiave sia la comunicazione di coppia (post 80) e sull’importanza del farlo nel non forzare la serratura (post 82)

    @Stukas,  che sia tramite terapia di coppia o dialogo interno , ti auguro il meglio.  Che sia una comunicazione  fatta di confronto e tanti momenti di ascolto, di domande ancor prima di risposte. 

    Ecco,vi auguro di entrarci  entrambi spogli da certezze, da pre-risposte che  invece mi sembra di intravedere leggendo l’analisi  da te fatta sulla tua compagna. 

    Solo cosi credo possiate cercarvi e trovarvi nel mezzo del cammino.
    Con pre-risposte di uno dei due l’unico lieto fino arriverebbe solo se è l’altro a fare tutta la strada, abbracciando l’altrui verità.

    Come hai ben scritto anche tu:”Non siamo illuminati che vediamo la realtà oggettivamente ma la filtriamo attraverso il “setaccio” della ns storia delle ns credenze o stati d animo. ” 
    Auguri

  • 87
    Golem -

    > Tutta la discussione che qui si è sviluppata sull’argomento, può solo constatare questa differenza di visioni e linguaggi, ma NON risolverla, in quanto neppure la volontà di “voler capire” può cambiare la “natura” di quelle differenti “letture” delle cose. Che si sono configurate nei soggettivi modi di genere in almeno tre milioni di anni di evoluzione, in quanto funzionali ai precipui “utilizzi” dei due sessi principalmente nell’ambito “dell’economia di sopravvivenza”, che non per altro, come oggi. Quindi non ci si deve meravigliare che dopo solo poco più di mezzo secolo di “presenza” femminile nella realtà sociale, si scopra un linguaggio sconosciuto al maschio, quando prima c’era solo un monologo di quest’ultimo.
    Io stesso ho dovuto sforzarmi di comprenderlo dopo aver scoperto -dopo ben più di sei mesi e con sconcerto- tutte le realtà (per me irreali) di cui, è con cui, può convivere una donna, a volte per sempre. Però, che piaccia o meno a noi maschi, è come col cinese negli affari: se non si vuole essere out, primo poi andrá imparato.

  • 88
    Golem -

    “bisogna prendere atto che molte persone hanno bisogno di ricorrere all’immaginazione per compensare il mancato soddisfacimento di alcune esigenze sia fisiche che mentali. Per me questo è il comune denominatore della stampella di qualsiasi genere di rapporto di coppia che si regga sul triangolo…è impossibile trovare tutto quello che si vorrebbe in una sola persona:”
    Questa affermazione contiene una contraddizione in termini, poiché il “triangolo” esclude il rapporto di coppia. Due non è tre, inutile girarci intorno. Una coppia che si “serve” di una “protesi” per restare in piedi è chiaramente mancante di quell’esclusività che appunto la “fa” coppia. Sarà forse una società, ma non una coppia, ammesso che lo sia mai stata. Questo perchè se è vero che l’amore si “fa” e non si riceve in regalo dal fato, essere arrivati a quel punto sottintende degli errori di valutazione che non sono stati chiariti, nè personalmente nè con l’altro. Quello del “terzo lato’ è un compromesso troppo grosso per essere accettato come plausibile in un rapporto sentimentale>

  • 89
    Golem -

    > che presto o tardi presenterà il conto.
    Io parlo per me, come uomo che ha potuto avere molte esperienze, più o meno profonde ma comunque utili a capire cosa voglio o non voglio da una compagna di vita, ma so che invece è stato possibile trovare chi soddisfa tutte le mie esigenze, ammesso che certi bisogni si possa definirli in quei termini, che appaiono egoistici in un rapporto d’amore che dovrebbe escludere questo aspetto. Certo è che desiderare che la mia compagna, che so di amare, NON divida il suo “cuore” con una terza figura maschile, non la posso considerare come una manifestazione di egoismo, ma una condizione necessaria per “fare” quella coppia. Se ho delle colpe per quell’esito devo riconoscerle e se possibile colmarle, ma giustificare la presenza di una terza figura, come quella di quel Paolo, o di un amante classico è impossibile se non lasciando che il triangolo torni coppia, sia pure con protagonisti diversi. Poi c’è sempre chi è indulgente verso sè stesso/a anche da “stampella”. Ma qui mi fermo.

  • 90
    beetlejuice -

    Leggo nei commenti discorsi sensati, non si possono imporre cambiamenti, bisogna dialogare, confrontarsi..tutto giusto, ma alla fine una direzione bisogna prenderla. È inutile dimostrarsi determinati nella vita, fare sacrifici immensi quando poi i passi nei confronti del partner, anche piccoli, vengono visti come prove insormontabili, che lasciano senza forze.
    Spesso infatti, il tutto si riduce ad una imposizione, da una parte o dall’altra, senza voler sentire ragioni. Insomma, non lamentiamoci poi se il risultato è una coppia che fa “schifo”.
    Ricordiamoci che, teoricamente, bisognerebbe adoperarsi tutelando il partner, non esponendolo alle più grandi sofferenze.
    Anche la famosa Verità, può dimostrarsi una comoda via per scaricare sull’altro la propria coscienza, per poter vivere indisturbati i propri “motivi”. Bisognerebbe chiedersi, verità a parte, se stiamo facendo del male alla persona che “amiamo” e quale sarà il prezzo da pagarne come coppia.

  • 91
    Golem -

    Beetle, i “teoristi” dell’amore sono sempre in agguato. Sono come quelli che hanno sempre vissuto al Polo Nord ma pensano di poter dare consigli su come si deve vivere all’Equatore.

  • 92
    rossana -

    Adam,
    – “auguro di entrarci entrambi spogli da certezze, da pre-risposte che invece mi sembra di intravedere leggendo l’analisi da te fatta sulla tua compagna.”
    – “Con pre-risposte di uno dei due l’unico lieto fino arriverebbe solo se è l’altro a fare tutta la strada, abbracciando l’altrui verità.”

    concordo al 100%. utilissimo il dialogo fra linguaggi diversi (uno fisico e possessivo, l’altro di sentimenti, aperto verso più di uno, con modi e intenti diversi) ma assolutamente da rifiutare la pre-risposta da far approvare al partner, per qualsiasi ragione finisca per accettarla. secondo me, vera e propria violenza pscicologica.

    avevo anch’io notato che Stukas ha già sia la sua posizione predominante (esperienza di relazioni, rispetto alla “primipara”) che gran parte delle risposte a cui vorrebbe che la sua partner potesse pervenire. attitudine comune nel maschio, che immagina di saperne di più sul rapporto di coppia per aver avuto un maggior numero di relazioni o di amplessi.

  • 93
    Golem -

    “avevo anch’io notato che Stukas ha già sia la sua posizione predominante…”
    Come ce l’ha la crocerossina che gli dice: “chiedimi tutto ma non di abbandonare Paolo”. Non si capisce perchè quella di Stukas sia predominante e l’altra -che suona come un imperativo- non lo sia. I soliti “teoristi” pontificano senza valutare il senso delle cose che si dicono.

  • 94
    Adam -

    @Rossana,
    Diciamo che io credo sia piu’ difficile ritrovarsi se uno dei due ha già preconcetto quale deve essere il punto di arrivo…
    ><

    "i “teoristi” dell’amore sono sempre in agguato. Sono come quelli che hanno sempre vissuto al Polo Nord ma pensano di poter dare consigli su come si deve vivere all’Equatore."

    Dai Golem! Apprezzo l'autocritica ma non essere cosi duro con te stesso, non sei cosi' fuori dal mondo, non ti ci vedo esquimese, diciamo da periferia di Malmö!

  • 95
    Golem -

    Vabbè Adam, a ironia sei messo male, non è mai stata il tuo forte. Ma sei un bravo ragazzo però.

  • 96
    stukas -

    Grazie a tutti.In questi due post voglio riportare l attenzione sui due elementi più presenti, come mi sento e cosa sta accadendo. In una scala da 1 a 10 dove 10 è il massimo del dolore quando ho scritto il primo post ero a 8. Ora sono a 2. Si vive di paradossi, io per primo:appena tornati nel format classico di distanza, lei da lei io da me con un pranzo insieme a settimana e il weekend intero, il problema Paolo si è dissolto come neve al sole. L insonnia se n è andata con le feste è tornata energia e buonumore.Sono d accordo con qualcuno di voi, Paolo c entra, ma è la relazione da sanare,che è fatta di tre ingredienti, io lei e l interazione tra noi. La prima dallo psicot. ha messo l occhio di bue proprio su Paolo, Paola, l invischiamento con la famiglia,me,e tutto l invisibile che continua a creare il visibile. Nota positiva:lei è curiosa vuole continuare non si è chiusa,era interessata.Ha paura certo.Come me del resto.Ma non siamo più due mosche sotto un bicchiere. Si respira.

  • 97
    stukas -

    Io ho poche certezze ma nelle dipendenze, droghe, compulsioni varie la prima cosa che fa un professionista non è portare il focus verso la droga, ma concentrarsi sul resto,sulla qualità della vita del fruente, e spesso si trovano dei vuoti agghiaccianti. Anch io sono “drogato” , la mia droga si chiama libertà. Ogni volta che la sfioro ne sento la vibrazione. Mi ha colpito una frase dello psicot. “Quanto ha combattuto per guadagnarsela questa libertà, dica la verità”. Da Paola mi è arrivato da sempre un grosso messaggio di solitudine, un vuoto e un’incapacità a reggerlo a stare in piedi da sola. Io mi sono sentito come travolto da questo compito e mi sentivo succhiato. Paolo ha lo stesso compito. Riempire un vuoto abissale. Forse lei lo riempie a lui ma che cambia? Paola a 50 anni vive con i suoi, non ha mai voluto crearsi un indipendenza una emancipazione. Capite la merda in cui c e da andare a pescare? Aggiungete la mia, che faccio parte del quadro, tutto fa parte del quadro.

  • 98
    Suzanne -

    Stukas, continua a piacermi molto il tuo modo di ragionare, perché tra i normali alti e bassi della vita, va a toccare anche le tue situazioni irrisolte, oltre che quelle della tua compagna. Tutto fa parte del quadro, è vero, ma siamo noi a decidere quali elementi siano in primo piano e quali sullo sfondo. A volte i fantasmi riprendono vita perché noi gli diamo più importanza del dovuto, credendo erroneamente che sia cosí per il nostro partner. Paolo è solo uno degli infiniti tasselli della vostra relazione, non attribuirgli il peso del vostro benessere di coppia, perché sarebbe una soluzione tanto comoda, quanto fallace.

  • 99
    stukas -

    Come gia detto la questione Paolo ritorna gagliarda e invadente nei momenti in cui convivo piu giorni con lei. E la cosa non può passare inosservata. Da settembre a metà dicembre ho vissuto senza questa cisti in testa, durante le feste a palla e adesso è tornata sullo sfondo. Non dico che non c è, dico il mio tollerometro è a 2 invece che a 8. È un po’ come se venendo a stare da me si portasse dietro anche lui, oppure potrebbe essere una rabbia che sta li dormiente e che si riattiva quando io non posso dire No a piu giorni insieme. Si sono d accordissimo che Paolo è uno dei tanti tasselli e che andando a colorare gli altri e prenderne consapevolezza il colore acceso di Paolo sbiadisce. Diventerà evanescente anche quando diverrà piu trasparente tutto ciò che gli da linfa. La verità è terapeutica. Sia per me che per lei. Stiamo facendo un operazione delicata, avvicinarsi al passato per riuscire a lasciarlo andare. Non ci si può mettere il vestito nuovo senza cambiarsi le mutande.

  • 100
    rossana -

    Stukas,
    anche a me piace molto il tuo modo di ragionare, che adesso mi sembra più equilibrato sui tre fronti: innanzitutto il tuo, poi quello di lei e, in ultima analisi, quello di Paolo.

    molto apprezzate l’osservazione sull’invisibile che crea il visibile, e l’attenzione su scelte e qualità di vita di entrambi i partner (aspetti integranti e caratterizzanti della situazione).

    mi fa piacere che la tua sofferenza sia diminuita e che entrambi siate interessati a risolvere almeno in parte questa difficoltà di coppia. con l’impegno e la buona volontà, senza che nessuno dei due si erga al di sopra dell’altro, grazie anche all’aiuto di uno specialista del settore, riuscirete certamente a trovare un equilibrio soddisfacente per entrambi.

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