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Una situazione dolorosa

di stukas

Riferimento alla lettera: Non sono giovane, ed ho una compagna con cui sto insieme da 8 anni. non viviamo insieme e ci si vede solo nei week end, festività, e ferie o ritrovi con gli amici, Quando la conobbi ma ancora non stavamo insieme mi colpì una frase "toglimi tutto ma non mi...
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Data di pubblicazione: 27 Dicembre 2020

L'autore, stukas, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore

254 commenti

  • 51
    Golem -

    “Non siamo illuminati che vediamo la realtà oggettivamente ma la filtriamo attraverso il “setaccio” della ns storia delle ns credenze o stati d animo.” E se la nostra storia era inzuppata nella illusione si può ben immaginare quali “filtri” può offrire alla lettura di certe situazioni.

  • 52
    stukas -

    Rossana sono stati insieme 10 anni ma non ricordo di questi quanti di convivenza. Poi ci sono stati i sei anni di terapia. Poi hanno riprovato ma hanno fatto subito fiasco. Si certo, il ns format è ideale tra persone adulte. Ma lei ha dei pregressi irrisolti abbastanza forti col padre (non è sei anni di terapia dicono nulla, specialmente se la psicoterapeuta ha le armi spuntate) E Paolo è identico al padre. Che infatti non lo può vedere e lei non li fa piu incontrare. Sono convinto anch io che anche se è andata via lei, lui si è fatto lasciare, ci stanno mille modi per dire no e siccome a dialogo erano due sordomuti ha parlato il linguaggio non verbale. Si Rossana non siamo dei campioni della relazione, ma io stavo almeno sopra la sufficenza lei era una primipara. Sono partito in salita e con fatica, adesso qualche varco si aperto ma è rimasta la mia rabbia con cui fare i conti. In due parole la voglia e la paura di perderla. Ma almeno adesso ammette che Paolo è un nodo da sciogliere

  • 53
    rossana -

    stukas,
    grazie per il riscontro.

    sono contenta che tu abbia trovato qui alcune risposte alle tante domande che ti poni.

    mai come nei pochi casi affini al tuo sarebbe utile sentire anche l’altra campana. secondo me, da quanto hai scritto finora, l’analisi ha risolto abbastanza bene il problema della tua partner con Paolo. forse meno rispetto a quello con il padre, anche se i due mi sembrano sovrapposti, e considero il secondo meno importante nell’ambito del vostro rapporto.

    nella mia esperienza ci sono due tipi di legami di coppia: quello, sensuale ed emotivo, avviato dall’innamoramento, se ha modo di volgersi con il tempo in affetto/attaccamento; e l’affetto che permane quando la condivisione di modalità/obiettivi di vita rende impossibile la prosecuzione a due. se nel secondo caso permane stima per l’ex partner, nonostante tutta la negatività che possa essere derivata dall’unione con lui, l’affetto sussiste, sia con manifestazioni esteriori che in un cassetto della memoria.

    a condizione che il sentimento sia stato sincero e profondo.

  • 54
    stukas -

    In che senso Rossana L analisi ha risolto abbastanza bene il problema della tua partner con Paolo. Quale analisi? Quella che ci stiamo facendo in questi giorni io e lei con telefonate di oltre un ora? O quella che ha fatto per sei anni? Nella seconda il problema non l ha memmeno sfiorato. Con me dopo un ora rimaniamo tra i cocci ad aspettare questa prima visita che ci dia o delle chances o delle sentenze di morte. Io sputo fuori veleno che sputo fuori come un drago. Il rapporto col padre secondo me è inscindibile dal rapporto con Paolo. tratta con lui come col padre. Anzi con Paolo di qualche futilità parlano col padre no
    Il ns rapporto è nella fase affetto-attaccamento e in caso di rottura credo rimanga stima reciproca. Se l analisi invece intendi tra noi,lei a tratti si apre altre volte si richiude in trincea e riporta avanti la menzogna dell “amico”. Alta marea e bassa marea. Ogni chiamata un parto. E io che dormo 3-4 ore a notte nell attesa di venerdi

  • 55
    Golem -

    Stukas, a volte si parla perchè si ha la voce, non perchè si sa quello che si sta dicendo, lascia stare. Provate ‘sta analisi giusto per non lasciare niente di intentato, ma non farti illusioni, specie perchè lei mi sembra che voglia più accontentare te che non aver capito di dover affrontare quella situazione grottesca. Il mondo è pieno di soggetti che possono vivere solo attraverso anacronistiche certezze autocostruite. Come ho già detto, quella donna è ferma nel tempo, come fosse surgelata a un certo punto della sua vita. La sua è la cosiddetta “reazione post-traumatica” al dramma vissuto col derelitto. In questo senso i due sono simbiotici. Uniscono due debolezze e credono di fare una, sia pur piccola, forza.

  • 56
    stukas -

    Sono convinto del surgelamento. Ma tra la lei di uno due anni fa e quella di adesso sta succedendo qualcosa. Basta un piccolo disgelo nel permafrost che può creare dei cambiamenti. Altra cosa non di poco conto, tiene a me. Lei si è sempre tenuta a distanza dall affrontare questo iceberg perché non c è più nessun dubbio, c è da andare a mettere le mani nella merda. Si è vero lo fa per accontentare me, ma siccome gli anni passano è anche curiosa di andare a vedere qualcosa in più. Ha molta paura. E ce l ho pure io. Oggi mi ha detto “forse è inutile che andiamo a fare terapia di coppia, forse sono solo io che devo andare”. Piccoli spiragli poi l uscio si richiude pesantemente e se ne esce con qualche delirio dei suoi. Ma un varco s è aperto in quella discarica a porte chiuse. Lei ne sente il puzzo. Io ho paura di qualche rospo grosso del passato. Ma molto grosso. Spero che rimanga un pensiero. Grazie Golem

  • 57
    Golem -

    Stukas, lei non ha detto una sciocchezza dicendo che sarebbe meglio se andasse da sola dall’analista. Paradossalmente potrebbe tirare fuori più facilmente le cose che ha dentro che non in tua presenza. Sempre che non stia bluffando con sè stessa, ed evitare tuoi “controlli”. E poi c’è il fatto che, ammesso che si trovasse “uno bravo” in quel settore, cosa molto rara, servono, soldi fatica e anni, e più si è avanti con l’età più tempo ci vuole. Comunque quanto meno c’è un segnale da parte sua, e visto che a quanto pare a questa donna ci tieni, ti auguro che ti dia soddisfazione dimostrandoti la stessa cosa concretamente, cominciando a vivere nel presente e per il futuro, e non al contrario, come sta facendo.

  • 58
    rossana -

    stukas,
    quando ho precisato che, per me, l’analisi ha funzionato abbastanza bene, mi riferivo a quella di 6 anni, che l’ha allontanata dalla prospettiva di concretizzare uno stabile rapporto sensuale con Paolo. hai scritto che, al termine della terapia, per qualche tempo si è ripresa i suoi spazi, per approdare poi alla relazione con te. ma anche tornare a interagire con Paolo, in altra veste.

    molto più complesso risolvere in modo esaustivo il nodo con la figura paterna, ora trasposta su Paolo, che le è amico e, in alternanza, sia padre che figlio. non credo ci siano più in lei aspetti di coppia con Paolo. per me, è qualcuno da cui lei continua ad avere bisogno di essere accettata e apprezzata, come non è stato con suo padre.

    aspetto che riguarda molto più lei che te. fate comunque bene a riprenderlo fra voi nell’insieme, dato il momento che sembra per lei di apertura. smussare e diluire nel tempo la sua vicinanza a Paolo sembra una buona soluzione, se non sarà possibile trarre di meglio dalla terapia che state per iniziare.

  • 59
    Golem -

    “…mi riferivo a quella di 6 anni, che l’ha allontanata dalla prospettiva di concretizzare uno stabile rapporto sensuale con Paolo. hai scritto che, al termine della terapia, per qualche tempo si è ripresa i suoi spazi, per approdare poi alla relazione con te. ma anche tornare a interagire con Paolo, in altra veste.”
    Ha funzionato abbastanza bene? Chissà se non avesse funzionato cosa succedeva.

  • 60
    stukas -

    No Rossana quella terapia fu un flop come dice Golem.Lei c e andata perche dopo lo scisma con Paolo piangeva sempre.Ma la terapia non ha creato una emancipazione.E’ vero è tornata da Paolo in altra veste, ma disfunzionale che non da nulla a nessuno dei due. È un po’come quando si facevano i castelli con le carte.Una carta si appoggiava all altra e rimanevano in piedi entrambe ma se ne toglievi una cadevano entrambe.Fai centro quando dici che Paolo rappresenta sia il padre che il figlio, lei si sente realizzata in questa veste di sostegno che le da un identità. Mi disse un giorno che odiava gli uomini.Come poteva essere diversamente? Con quel padre!Io per lei sono stato uno tsunami che l ha trovata impreparata.La distanza logistica che abbiamo me l’ha chiesta anche come sentimenti.Giacché io mi sono presentato con una carta d identità di uomo un po’leggero e lei stava tranquilla perché era il suo format. Poi la relazione è maturata ed ha messo in crisi i suoi piani da badante

  • 61
    Suzanne -

    Stukas, però anche tu non mi sembra abbia le idee molto chiare, anche perché gli equilibri di questo rapporto li avete creati entrambi. Nei tuoi scritti vedo tanta analisi sulla tua compagna e ben poca su di te. Spesso i problemi degli altri sono la scusante per non affrontare i propri.

  • 62
    Golem -

    Suzy, è logico, tutti quelli che scrivono qui fanno come Stukas, hanno delle esigenze soggettive e cercano di vederle in maniera oggettiva. Lui vuole solo capire in quante scarpe vuole mettere il piedino “Paola”, visto che se a te sembra normale che una donna si trascini negli anni la “mummia” di una storia, normalmente non lo è. Per esempio, io non so come faccia a tollerare ancora, dopo tutto questo tempo, una situazione come quella che vive con quella donna. Io, come ebbi modo di dire a suo tempo, se nella mia pur differente situazione relazionale, avessi scoperto che mia moglie non poteva fare a meno del cadavere lusitano come riferimento della sua identità sentimentale, l’avrei accompagnata da lui, lasciata con qualcosa di soldi per i primi tempi, e oggi starei bene, come sto con lei, ma per altri motivi. Le “multi proprietà” non mi hanno mai convinto.
    Qualche tempo fa ti ho chiesto come reagiresti se il tuo lui si dedicasse settimanalmente, per anni, alla cura di una “Paola” del passato, nel presente. Puoi dirlo?

  • 63
    Suzanne -

    No, vabbé Golem, ovvio che questa situazione non sembra normale nemmeno a me, visto che in primis viene vissuta come limitante o comunque scomoda dagli stessi protagonisti. Però a Stukas andava bene un rapporto a distanza, con parecchi spazi di evasione e non troppo coivolgimento, per questo dico che le dinamiche del rapporto sono state decise da entrambi.
    Sicuramente una situazione proprio uguale a questa non l’accetterei, ma non sono una persona molto gelosa, quindi non risulta un problema mantenere un legame con donne “ex”, sempre se sono sicura di ciò che il mio compagno prova per me. Anzi, mi sono pure trovata ad incentivare la sua vicinanza all’ex in un momento di lutto e in generale non mi ha mai causato problemi il fatto che si sentissero o vedessero.

  • 64
    Golem -

    Suzy, un lutto può giustificare un momentaneo riavvicinamento all’ex, (specie se il morto è l’ex, hahaha), ma il caso di “Paola” è da psicosi, e con una situazione emozionale come quella non si va da nessuna parte. Io qui sono stato maltrattato per la situazione di Sally, ma ripeto, se si sono fatti dei progressi nel nostro rapporto è solo perchè lei ha saputo ridimensionare quella figura, che poi è realmente morta, anche fisicamente. Tu non sei gelosa, e vabbuò, però se le “esigenze” dell’una creano problemi nell’altro, la papera non galleggia. Sally ha un amico storico, sposato e che vive a San Diego, col quale si sente periodicamente, lui è stato da noi e noi siamo stati da lui, senza problemi, ma SI CAPISCE che è solo amicizia, e pur essendo un bell’uomo non c’è gelosia. Diverso era col de cuius, verso il quale c’era una parte di quei “sentimenti” di accudimento di cui ha parlato Stukas per il suo caso. Quelli sono fardelli nevrotici, come lo era probabilmente il rapporto tra i due quando era “ufficiale”.

  • 65
    Suzanne -

    Resta il fatto che ciascuno di noi deve liberarsi da solo dei propri fardelli emotivi. Poi, se si ha il mio carattere per indole in contrapposizione perenne, una forzatura non farebbe che spingermi ancor di più verso il mio impasse psico-affettivo.

  • 66
    Golem -

    È chiaro che se ci ci si libera da certi fardelli lo si fa da soli, altrimenti è solo una farsa. Tutti i nostri VERI cambiamenti sono voluti. Ma spesso non basta volerlo, che è la prima condizione fondamentale per il cambiamento, serve anche il supporto di qualcuno che ti offra un motivo è un punto di vista differente della situazione.
    Il mantenimento nella vita di figure “totemiche”, sono “rifugi” psicologici troppo comodi per rinunciarvi.
    Un partner che cerca chiarezza nella relazione che contiene una figura terza non credo che imponga alcunchè; una reazione come quella che paventi tu appare più puerile che matura.

  • 67
    rossana -

    Suzanne,
    concordo sull’enunciato che ciascuno di noi, QUANDO ne sente l’esigenza, deve “liberarsi da solo dei propri fardelli emotivi”.

    qualsiasi aiuto proposto in tal senso non dovrebbe essere che di stimolo a reagire e di eventuale supporto se questo viene colto, SENZA resistenze.

    diffido delle terapie fatte in casa, dove sussistono coercizioni, dirette o indirette, di vario genere, così come respingo analisi psicologiche e profili elaborati on line, sia da specialisti che da profani del settore. semplici deduzioni comuni, che confondono con estrema leggerezza termini e malesseri.

    fra l’altro, se si conosce a priori lo stato di cose in cui si trova il partner, diventa a mio avviso pretenzioso che nel tempo questo possa evolvere a proprio favore. ognuno ha i suoi equilibri e i suoi tempi. non basta essere “esperti” in relazioni amorose per conoscere, comprendere e voler modificare le realtà interiori ed esteriori altrui.

  • 68
    Acqua -

    Impasse psico-affettivo. Nostalgia del non vissuto.
    Desiderio vivere più vite e di moltiplicare la realtà.

  • 69
    beetlejuice -

    Concordo con l’intervento 64 di Golem. Infatti, a parte casi di gelosia patologica, si capisce istintivamente se c’è qualcosa che non quadra. Rapporti che cambiano radicalmente quando uno dei due o entrambi si fidanzano, esclusività per cui il partner nuovo non può conoscere quello vecchio, legami definiti borderline ecc..
    Quando si percepisce reale amicizia o che un rapporto tra ex si è esaurito, si è anche rilassati verso quel rapporto, è quando ci si sente minacciati che si vive sotto perenne tensione.

  • 70
    Golem -

    “…diffido delle terapie fatte in casa, dove sussistono coercizioni, dirette o indirette, di vario genere, così come respingo analisi psicologiche e profili elaborati on line, sia da specialisti che da profani del settore. semplici deduzioni comuni, che confondono con estrema leggerezza termini e malesseri…”

    La giustezza di un’azione la si valuta dagli obiettivi che si sono prefissi e dai risultanti che si sono raggiunti. Se i due punti coincidono è stato un successo. Il resto è solo retorica che riempie la bocca, ma nello stesso tempo la lascia asciutta di concretezza. “Facta sunt potentiora verbis».
    P.S. oggi altra speranza delusa.

  • 71
    rossana -

    Beetlejuice,
    per amor di chiarezza, secondo me l’impasse sta da entrambe le parti: di chi si apre a una nuova relazione amorosa senza aver davvero concluso la precedente e di chi accetta fin dall’inizio una situazione che percepisce come poco chiara o sgradita.

    con queste premesse l’evoluzione o l’involuzione non possono che essere onerose, da entrambe le parti, e con risultati finali incerti.

    già si fatica spesso a comprendere se stessi; a maggior ragione diventa difficile comprendersi a vicenda con un terzo ancora troppo vitale a rimorchio, sia in presenza che in assenza.

    senza contare che spesso un lato del triangolo, come nel caso di un amante, reale o immaginario, diventa quasi indispensabile per la prosecuzione del rapporto in corso.

  • 72
    Golem -

    Beetle, per la cronaca io non faccio alcuna fatica a comprendere me stesso e quello che voglio, mentre mi è incomprensibile “come… un amante, reale o immaginario, diventa quasi indispensabile per la prosecuzione del rapporto in corso”, essendo eventuale dente che se ti piace uno non ti piace l’altro. Tu sapresti spiegarti il perchè di quella “indispensabilità”? Io credo invece sia una scusa che ci si dà per giustificare il proprio lato del triangolo, con un’affettuosa tolleranza verso la propria incoerenza, o per l’opportunismo che lo muove attraverso una “consapevolezza” a senso unico.

  • 73
    beetlejuice -

    Condivido Rossana, in molti casi si finisce nella nebbia più fitta, senza più capire la direzione che si sta prendendo. Nel caso di stukas, come in molti altri, nessuno attribuisce alla compagna tutte le “colpe”, lui per primo, ma portare avanti rapporti nel limbo crea proprio questo. Al partner vengono date spiegazioni ma i conti non tornano, come quando si dice “è solo un amico/a” e poi quell’amico/a diventa il nuovo partner. È per questo che sarebbe importante fare chiarezza, spesso si chiede tempo, ma il tempo può rivelarsi un’arma a doppio taglio.

  • 74
    beetlejuice -

    Golem, a mio avviso, in molti casi il triangolo nasce anche per tenere in piedi il “tavolo”.
    Classico esempio è il marito che, spenta la passione per la moglie, la ritrova con l’amante, dando modo al matrimonio di proseguire.
    Molte donne fanno cosa analoga, scelgono razionalmente l’uomo che si presenta come potenziale “buon partito”, ma coltivano più o meno segretamente la passione per qualcun altro, che sanno però inadatto a vita e “doveri” di coppia. E l’altro può assumere le più disparate forme, anche quella di un disadattato/tossico/criminale..questo contrasto crea il maggiore sgomento, perché ci si chiede “cosa avrà più di me?” e solitamente la risposta è: “proprio niente”. Infatti quei personaggi sono legati ad emozioni, provate per una serie di motivi. Sono quelle emozioni, trasformate in immagini, a renderli “speciali” agli occhi di mogli e compagne. Un po’ come i figli, che per le mamme sono sempre un po’ più belli e speciali degli altri.

  • 75
    rossana -

    Beetlejuice,
    sì, quasi sempre il tempo si rivela un’arma a doppio taglio.

    non per niente, secondo me, in linea generale è consigliabile decidere sulla valenza e potenzialità di nuove relazioni in assaggi di circa sei mesi. se si va oltre, i rischi di restar intrappolati in rapporti incerti e conflittuali aumentano notevolmente.

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