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Una situazione dolorosa

Lettere scritte dall'autore  stukas
La lettera è pubblicata a Pagina 1

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

254 commenti

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  1. 21
    beetlejuice -

    Stukas, dalle tue parole emerge tutta la conflittualità che provi e la speranza che un aiuto esterno possa salvarvi, ma come prima cosa devi capire se e quanto lei voglia essere salvata, qualcosa mi dice che non abbia il tuo stesso desiderio di terapia di coppia. Anche io sentivo le “mille voci” e alla fine stavo male ugualmente, perché percepivo istintivamente (come percepisci tu), che c’era qualcosa di poco nitido.
    Se l’ex trovasse una donna(cosa impossibile essendo un derelitto) lei ne sarebbe contenta? Non credo proprio. Questo dimostra che tra loro c’è qualcosa di irrisolto.
    Mentre in una coppia non dovrebbe esistere l’idea dell’ “immane sacrificio” per far stare bene l’altro, mentre dovrebbe nascere il reciproco desiderio di non ferire l’altro.
    Lei non pare avere questa premura nei tuoi confronti, per cui credi davvero ne valga la pena?
    Non ho capito inoltre perché non siete conviventi, anche questa mi sembra una modalità da disimpegno.

  2. 22
    Golem -

    Suzy, l’ho detto che la situazione di mia moglie era diversa, con in comune la sola fase dell’accudimento “stoico”, se si può usare questo termine, dove “sofferenza” e autocompiacimento si sommavano in quel mix dolce-amaro di cui molte donne amano spesso inebriarsi.
    Non dimentico la definizione che l’inglesina diede della storia con quell’altro disgraziato ormai defunto, definendola “una missione”. Non credo serva uno psicologo per capire che c’era qualcosina (in quel caso) da risintonizzare in quella visione “troppo” epica delle relazioni sentimentali che aveva Sally, e fu in quel momento che capii che bisognava agire.
    Il caso di Paola è molto più serio, e per me, irrisolvibile. Trattandosi di una nevrosi “antica”, e intuendo che non sia giovanissima, non rinuncerà facilmente a quella “soluzione” che sembra dare senso ad vita bisognosa di espiazione.

  3. 23
    rossana -

    stukas,
    “Lei è consapevole della pesantezza che porta alla coppia ma non ha gli strumenti per affrontare sta matassa e il normale distacco.” – la domanda è: lei vuole affrontare la matassa e il distacco?

    se sì, perché in otto anni non l’ha fatto, nonostante le tue richieste e i conseguenti attriti? le illazioni stanno a zero. solo lei, volendo, potrebbe rispondere.

    per me, l’inghippo sta a monte. hai accettato questa donna con la speranza che a poco a poco il legame con Paolo si allentasse ma non è avvenuto. non è che, per caso, lei trovi in Paolo qualcosa che in te manca e di cui le sarebbe difficile fare a meno?

    concordo sia con te (i cambiamenti da adulti possono avvenire, anche se molto raramente), sia con chi afferma che ogni storia è diversa e che ogni sincero cambiamento può derivare soltanto dalla propria volontà di porlo in atto. di solito, inutili, quando non controproducenti, le pressioni contro le resistenze.

    ottima l’idea della terapia di coppia. spero ci terrai aggiornati e vi auguro il miglior risultato.

  4. 24
    Trader -

    Stukas, lei sta assistendo un disadattato, portando via tempo a lei e alla vostra relazione. Non ha senso, deve tagliare definitivamente.

    Golem: che bel nome Sally!

  5. 25
    Golem -

    Stukas non deve decidere sulla base di cosa presuma faccia lei, ma su quello che VUOLE lui da quella storia. E dal momento che lei sta applicando una gestione egotica della relazione, lui deve vedere la cosa negli stessi termini se vuole evitare continue frustrazioni. Le illazioni staranno pure a zero, ma l’autore della lettera è qui per sentirle, visto che lo stesso, che pure conosce Paola meglio di tutti, le fa a sua volta su questa donna. In ogni caso le storie umane sono diverse per i protagonisti ma le trame sono sempre le stesse. Non è un caso che 2600 anni fa i tragici greci ne hanno fatto il caposaldo della Storia del loro Teatro, per quanto in quelle tragedie si ritrovino, ancora oggi, i paradigmi della Cultura (emozionale) Occidentale. Agamennone, Antigone, Medea, Edipo Re e tante altre, propongono le eterne emozioni umane, riscontrabili ancora oggi e per sempre, nelle quali possiamo identificarci tutti. Forse quella in argomento è più simile a una sceneggiata di Mario Merola, ma il succo è lo stesso. Insomma il classico “Isso, Essa e o Malamente”.

  6. 26
    stukas -

    Rossana. In otto anni non l ha fatto perché nella sua comoda cecità lo riteneva un “io non faccio niente di male”. Ma non tornavano molti incroci del cruciverba, tra cui la procrastinazione nel dire o no a Paolo che aveva un compagno. Il fatto che lui all inizio non volesse conoscermi. L intreccio non facile da sciogliere è :una sorta di gestalt non chiusa tra loro, il vuoto che lei sente dentro e che la porta a cercare consensi compagnia e assistenzialismo, il rapporto vacuo che ha avuto con gli uomini per cui si è ritrovata per la prima volta con me in una Relazione. Un rapporto col padre grottesco e anaffettivo, tale e quale a Paolo. In casa sua il dialogo non è mai esistito. All inizio pensavo fosse sordomuta. Quando si parlava di Paolo dovevo fare il dentista.Paolo la fa sentire accudente.Una volta in un momento di verità mi disse Tu non sai quant è pesante per me.E all inizio mi disse che sperava che io la aiutassi a redimerlo dalla sua ruota del criceto. Risponderò agli altri

  7. 27
    stukas -

    Beetlejuice. Tana! Lei ierisera aveva l’angoscia perché sente che questa p.terapeuta gli porterà via Paolo. In un suo angolo segreto sa che Paolo risponde a un disegno suicida ma non sa come venirne fuori e sceglie la strada piu comoda dell esecutrice pedissequa. All inizio andare dalla psicot.e’per lei una forzatura ma è anche un messaggio che tiene al nostro rapporto e che è curiosa di se. Impensabile anni fa. Tana di nuovo: se lui trovasse una missionaria che se l accatta lei andrebbe in crisi. Ma nessun pericolo tranquilla. Lei è dispiaciutissima che io sia ferito ma non sa come uscirne. Non viviamo insieme perché ci siamo sempre trovati bene in un format di spazi e distanza. Perche lei è abituata bene e io ho spazi stretti. Lei vuole il giardino io ho i palazzi. e chissà che tutti questi pretesti siano “Paolosalvanti”. io comunque non gliel ho mai chiesto. All inizio è stato un accordo reciproco. Non sarenmo durati 8 anni ma la questione Paolo sarebbe stata da subito sul palco

  8. 28
    Golem -

    “…il vuoto che lei sente dentro e che la porta a cercare consensi, compagnia e assistenzialismo…”
    Analisi corretta Stukas. È tipico di chi ha vuoti di “identità” da colmare cercare di riempirli con quelle forme di “dedizione” verso i “disadattati”. Dal gesto “umanitario” ricevono, sia dall’assistito che da eventuali osservatori esterni, una indiretta posizione di relativa “superiorità” morale, ma senza rischiare che questa appaia come uno dei veri scopi della dedizione che profondono -in maniera apparentemente “gratuita”- verso gli altri, e in parallelo si fanno una identità attraverso il consenso che deriva dalla “bontà” che “dimostrano”. Lo ripeto ancora, sono personalità nevrotiche irrisolte, che hanno trovato un metodo “facile” per non affrontare i loro fantasmi. Hanno bisogno dei “Paoli” più di quanto questi abbiano bisogno di loro. E seppure in modo diverso sono entrambi “Paoli” insomma. Uno complementare alle nevrosi dell’altro .

  9. 29
    Adam -

    In due giorni si è passati da:

    “ Magari avesse frequentato un amica! Il problema per me è che lui è un uomo.
    Come ti dicevo razionalmente non c è nulla da obiettare. Lei ha la sua vita, i suoi interessi, i suoi affetti, i suoi amici”

    a

    “In un suo angolo segreto sa che Paolo risponde a un disegno suicida ma non sa come venirne fuori e sceglie la strada piu comoda dell esecutrice pedissequa”

    Mah… foste veri mi spiace per Lei, che avrebbe bisogno di un compagno e non di un improvvisato psichiatra giudicante mosso dalla gelosia, anch’essa pilastro e fondamenta di questa situazione.

  10. 30
    rossana -

    stukas,
    “… sa che Paolo risponde a un disegno suicida ma non sa come venirne fuori e sceglie la strada piu comoda dell esecutrice pedissequa.” – se è lei ad affermarlo, nel concetto c’è senza dubbio un fondo di verità.

    positiva l’accettazione della terapia di coppia, che si pone a favore della conservazione e del rafforzamento del vostro rapporto.

    per me, la riflessione sul caso pone una domanda: si tratta di carenza di maturazione emotiva e di perdurante instabilità d’identità o di una caratteristica relazionale insita in alcuni temperamenti, talvolta più affidabili e più profondi di altri?

    nel primo caso, se ne può uscire con l’analisi e l’auspicabile superamento del problema relativo alla crescita in senso lato; nel secondo, si corre il rischio di arrecare danno a una personalità fragile ma capace di forti legami affettivi.

    a mio avviso, è capace di sincera empatia solo chi ne ha avuto grande bisogno e ne conosce l’importanza. cosa che credo lei sappia meglio di tanti altri.

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