Secondo voi serve un Regolamento del forum?
di
gabrieleo
Riferimento alla lettera:
Premessa: Ho provato ad utilizzare il form “Contatta”, ma restituiva un messaggio “il presente modulo presenta un errore” e mi diceva che era impossibile fare il Google RETCHCA. Così ho scritto una lettera. Vorrei sottoporre la questione alla redazione di Lad, ed anche sapere le vostre opinioni in merito. Vi...
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Data di pubblicazione: 7 Gennaio 2024
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Categorie: - Archivio Interno

@trader, la nudità non e per forza qualcosa da relegare al porno, l’uomo ha sempre avuto senso dell’esteriore, vedi per esempio la Venere di Botticelli, oppure le sculture tipo il David, ancora più nude, ma mai volgari. Evidentemente lo ha fatto in un ottica esteriore di bellezza, contemporanea, che include l’utilizzo anche dell’intelligenza artificiale.
In ogni caso, l’Università, è di per sè sapere, Universale e dunque serve nella vita di tutti giorni, anche a sapere le fonti autorevoli, e non leggere solo titoloni sui giornali.
Trader ovvio, tecnicamente parlando basterebbe cercare in rete le immagini di una qualunque donna nuda. Ma chi si iscrive a certi siti non cerca solo questo.
Infatti di per sé il sistema non impone nulla in senso stretto. Rimane sempre e comunque una scelta che spetta al singolo individuo.
Golem, cerchiamo di essere obiettivi. Tantissimi si realizzano pur non avendo una laurea. Poi chi come me svolge un lavoro autonomo di castelli in aria ne può fare ben pochi visto che ne va della sua stessa sopravvivenza. Quindi è ovvio che, volente o nolente, impari a confrontarti con la realtà di ogni giorno.
Con il mio lavoro negli ultimi mesi ho ottenuto discreti risultati e ho aiutato mia madre. E tutto questo comporta un metodo, appunto. Ma non serve una laurea per arrivarci.
E comunque un progetto vincente nasce SEMPRE da un sogno. È la spinta propulsiva di ogni idea che porta a un cambiamento concreto.
Quando anni fa dissi a mio padre che volevo acquistare un appartamento a Berlino per 50.000 euro ( quelli erano i prezzi allora ) pensò che fossi matta e mi disse anche lui che mi faccio i castelli in aria. Ad oggi posso dire che invece quella mia intuizione si è rivelata vincente, come molte altre che ho avuto.
Se avessi fatto quell’ acquisto ( cosa che non feci perché frenata dalle opinioni in famiglia ) avrei realizzato un ottimo investimento. Oggi non mi faccio più influenzare da nessuno ( soprattutto da chi cerca di smontarmi ), e infatti è per questo che ottengo risultati. A proposito.. questo weekend l’ho speso a lavorare ai miei siti per espandere la mia attività e mi aspetta una settimana tosta. Altro che stare sulle nuvole.
MG, ci mancherebbe che non ci fosse chi si realizza anche senza laurea, ma è sempre più difficile, perché le cognizioni da avere in un mondo complesso come è quello odierno sono sempre di più. Ormai tutti i “territori” economicamente “liberi” sono occupati e gestiti da potentati economici di immenso potere. Non siamo più all’epoca di un Ferrari che partendo da un officina di fabbro ha creato un impero, oggi neppure l’ambito cibernetica c’è più tanto spazio. L’unico “aperto” é quello della “persuasione occulta” come la Ferragni ha dimostrato. Insomma, solo la capacità di indirizzare il consumatore in una certa direzione può creare un mercato, ma siamo nel campo delle illusioni, il resto dei consumi è saturato da tempo. Solo l’automobile, con la mobilità elettrica, ne ha aperto uno nuovo, ma ci è voluto un impegno politico a livello mondiale. Il singolo, il Bill Gates del Terzo Millenio, che progetta l’applauso per tutti, non c’è più. È finita l’epoca dei pionieri. Oggi sono le multinazionali a “inventare” il nostro futuro.
Golem, la Ferragni non è la prima e non sarà l’ ultima, i furbetti fanno parte di ogni epoca ed esistevano anche prima dell’ avvento di internet. Se parliamo invece di possibilità, ce ne sono anche oggi in modo sconfinato ma bisogna saperle vedere. Se si continua a ragionare come se fossimo ancora negli anni 80 di possibilità non se ne scorgeranno mai perchè quel mondo non esiste più. Oggi le cose funzionano molto diversamente, ma per comprenderlo occorre una mente aperta, o semplicemente avere la voglia o l’ occasione di approfondire determinati aspetti. Il punto è che tu parli di cose che non conosci ( il mondo dell’ informatica e dell’ e-commerce ). E’ come se io mi mettessi a parlare del tuo settore: l’ architettura. Farei una figuraccia, perché non è il mio campo di competenza. Fare i tuttologi non è mai una buona idea.
Certo, chi come te a suo tempo ha seguito un determinato percorso e si è dedicato a quello, è normale che oggi abbia una certa forma mentis
e capisco che non gli freghi nulla di trovare l’oro nella spazzatura ( come faccio io ) o di capire come funzionano determinate cose, perchè ormai sei a posto così. E’ giusto che tu ti tenga le tue convinzioni e la soddisfazione per i traguardi che hai raggiunto. E’ altrettanto giusto che io sfrutti le conoscenze e l’esperienza che ho acquisito nel mio cammino e che al mio futuro ci pensi da sola, senza permettere che me lo inventino gli altri.
Ti auguro una bellissima settimana.
Bè sì, non posso negare di essere “out” rispetto ai tempi che corrono. Io le consulenze informatiche le faccio sbrigare a mia figlia. Ieri era a pranzo con un suo amico che ha conosciuto a Berlino, e ha voluto fargli vedere delle foto che feci in America durante il viaggio di nozze, che lei, a sua volta amante della fotografia, trova molto belle. Quelle foto le feci con la mia Canon Ftb, classe 1977, quindi analogica e semiautomatica. Questo voleva dire conoscere il rapporto tra sensibilità della pellicola, apertura del diaframma e tempi di esposizione, tutto regolato a mano, quasi un lavoro artigianale, ma proprio per questo di grande soddisfazione quando vedevi il risultato. Bè, lo sai che con l’arrivo delle macchine digitali ho smesso di fare fotografie? Insomma, il processo tecnico creativo che mi dava un certo piacere non lo trovavo più, e ho smesso. Neppure col telefono le faccio, se non come fredda documentazione. E lo stesso col disegno architettonico che ho sempre e solo fatto al tecnigrafo. A mano.
Negli ultimi anni mi servivo di un disegnatore…digitale.
MG: “non gli freghi nulla di trovare l’oro nella spazzatura ( come faccio io )”
Mi hai fatto venire in mente quelle persone matte che rovistano nelle immondizie cercando di trovare un tesoro.
Secondo me signor Gabriele più che un regolamento serve un ripristinamento del forum, sa in certe circostanze le regole sono fatte per essere infrante a volte, quindi meglio attuare delle modifiche che sono più efficaci, intanto bisognerà sostituire le mele marce con quelle sane, solo così il forum potrà cambiare in meglio.
Spero di esserle stato utile, le auguro buona serata.
Golem, io amavo tanto le polaroid per esempio. Facendo però grafica digitale ho fatto molte scoperte davvero interessanti, e ammetto che le applicazioni di ultimissima generazione per editare foto e video mi hanno lasciata stupefatta per i risultati che ti consentono di ottenere. Diciamo che ogni cosa ha i suoi pro e i suoi contro. La fotografia analogica aveva indiscutibilmente il suo fascino romantico, così come le riprese con le vecchie videocamere. Però, diciamolo, i sistemi digitali sono di un comodo… E soprattutto non costano quasi niente. Il che non guasta.
Golem, aggiungo tra i vantaggi dell’aver conseguito una laurea anche quello, assolutamente fondamentale oggi, di saper discernere le fonti rigorose da quelle inattendibili. In una tesi, in particolare specialistica, ogni singola affermazione va supportata da argomentazioni e da riferimenti bibliografici seri. Questo significa fare un lavoro di ricerca SERIO. E, visto che si gioca a chi ce l’ha più lungo, una delle maggiori soddisfazioni intellettive mi deriva dalle parole della mia relatrice sulla mia tesi, che definí “a tratti geniale”. Ma ricordo che avevo svolto un lavoro certosino di ricerca e consultazione, prima di rielaborare il tutto in un modo originale (ovviamente un tesi deve dire qualcosa di innovativo su un qualsiasi argomento). Ora dovessi riscriverla non riuscirei manco a terminare l’indice.
P. S. Esiste un uso dei social valido.
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid02ap3gXXPvKGrW9nhgRUaroDtuP7w2y4NNq9uswS2M81qLmiVbYJLeK7Tv63jzG83Ml&id=100044513436168
P. P. S. Ma quanto è affascinante una donna colta e intelligente? Altro che la Ferragni.
È così Suzy. Una tesi come si deve è prima di tutto una palestra dove si mettono alla prova le capacità di saper “leggere” le informazioni, e quando qui ho indicato chi traeva “conclusioni sconclusionate”, è perchè vi si intravedeva quella carenza di metodo.
La mia tesi è durata un anno, ed eravamo in quattro. Un lavoro di raccolta dei dati gigantesca, che non so come siamo stati in grado di fare, una parte dei quali abbiamo avuto la soddisfazione di vederli usati dal nostro relatore, che ha lavorato al progetto della riapertura della rete dei Navigli di Milano. Ogni tanto mi rileggo l’abstract e mi compiaccio, perchè quello che si propose lo ritrovo nelle linee guida che sta indirizzando Milano nel nuovo millennio. Per la verità mi sono ritrovato
mie idee in un paio di progetti di gente più famosa di me, ma arrivati dopo. Si potrebbe pensare ad una coincidenza, ma “coincidenze” così precise nei concetti, mah. Certo che quando lasci i tuoi lavori universitari alla merce di tutti, senza un copyright, te lo devi aspettare.》
P.S. “Leggere e saper leggere non sono la stessa cosa. Professor X”
Sacrosanto.
÷÷÷÷
Ma certo MG, i grandi fotografi, come Salgado e McCurry, sono passati senza fatica al digitale, e con risultati fantastici, ma io non sono stato un grande fotografo, forse bravino, ma principalmente solo un appassionato di certi mezzi tecnici ed espressivi, e per di più, solo in un certo periodo della mia vita. E poi amo tutto ciò che è “manuale”, infatti ho una moto del ’70, una Vespa dell’81, sulle quali so mettere le mani. La macchina purtroppo no, infatti stamattina la mia, nuova di sei mesi, e tutta elettronica, mi ha fatto incazzare perché non si chiudevano più automaticamente i retrovisori esterni quando la spegnevo. Subito vado a pensare ai fusibili, li controllo, macchè. Prendo il manuale di istruzioni, e li mortacci loro, avevo schiacciato un bottone che esclude quella funzione. Sono sicuro che quella macchina la cambierò, quando sarà, e ancora non ne avrò conosciuto tutte le funzioni.
Sono vintage, fatto a “valvole”, modernariato umano, è inutile.
Suzanne: “saper discernere le fonti rigorose da quelle inattendibili”
Già. Anche la valutazione delle fonti è un lavoro non da poco. Credo che i complottisti facciano il seguente ragionamento fallace: ritengono che tutta l’informazione ufficiale sia falsa, dunque tutta l’informazione non ufficiale è sicuramente vera. Se una notizia lo riporta il telegiornale, è sicuramente falsa. La chiacchiera che ha riportato mio cugggino è vera a prescindere. Una volta si diceva a chi non seguiva i fatti di attualità:_”Ma li leggi i giornali?” Oggi c’è chi ti prende in giro perché leggi i giornali, invece di farti un giro su siti improbabili o canali youtube a leggere storie inverosimili che sembrano tratte dalla trama di un film fantascientifico.
Trad, la questione della qualità delle informazioni e la capacità di saperne discernere la validità è una delle cause di tante battaglie combattute su questo forum, ma ci accompagna anche fuori da LaD.
C’è una branca delle neuroscienze che tratta la cosiddetta “economia cognitiva”, come cioè noi ci “organizziamo” per giungere ad una conclusione e prendere una decisione.
Per esempio, per quale motivo le fake news trovano terreno fertile sui social, e perché a caderci siamo più o meno tutti, non solo i laureati all’università della vita?
Per capire come funziona la mente nel crearsi un’opinione è necessario che si sappia cosa sono le “euristiche”, che tutti utilizziamo inconsciamente per aiutarci a “decidere” quale sia la lettura “giusta” di una situazione. Più che quella “vera” quella che più si confà alla nostra “economia cognitiva”.
Tecnicamente le euristiche sono scorciatoie cognitive che semplificano la nostra elaborazione della realtà ed aiutano il nostro cervello a non sovraccaricarsi di informazioni.》
》Queste si basano, su teorie implicite che la nostra mente costruisce in base all’esperienza, alla cultura ed alle relazioni quotidiane e prende per assodate, quindi succede che utilizzeremo i nostri personali stereotipi per validarne l’attendibilità. Se una notizia ci sembra verosimile rispetto agli standard che abbiamo in mente questo basterà per considerarla attendibile.
Cioè, come ho spesso dichiarato, si ha già un’idea in testa e si va “a cercarne” le prove che la confermino. Insomma, più sentiamo ripetere una notizia tanto più aumentano le probabilità che diventi per noi reale. E se le nostre capacità critiche sono limitate ecco che quelle lacune cognitive si riempiono di grafene nei vaccini, di scie chimiche in cielo, come pure di fantasie in campo amoroso quando le esperienze nel settore sono state più teoriche che concrete.
Insomma, è come voler risolvere un equazione scegliendo le regole che ci fanno comodo e non quelle che servirebbero realmente. E con l’avvento del web di “genii matematici” ne nascono a milioni. Ogni giorno.
Vero Golem. Se una notizia, un informazione, una conoscenza che apprendiamo, corrispondono, sono coerenti con quanto già sappiamo, o crediamo di sapere, le acquisiamo, le capiamo. Ma se la nuova informazione è incoerente con le nostre conoscenze pregresse, lo rifiutiamo, facciamo fatica a comprenderlo. E’ più facile credere che sia la nuova informazione ad essere sbagliata che aver avuto fino a quel momento noi un’idea sbagliata.
Inoltre c’è anche una componente emotiva: se ci innamoriamo di una nostra idea, è difficile ammettere che sia sbagliata, anche di fronte a varie smentite. Oppure, ci sembra per forza fattibile, o sano, o necessario, ciò che è moralmente giusto e viceversa. Per esempio, un bigotto sarà portato a pensare che il sesso fa male alla salute.
Tornando al discorso di saper distinguere informazioni corrette dalle false, per il mio lavoro da trader devo informarmi costantemente. Le notizie possono essere false, esagerate oppure ininfluenti. Devo saper anche…
filtrare la mole di notizie che ho a disposizione, soffermandomi su quelle utili, altrimenti passerei tutto il giorno a leggere giornali.
Per quanto riguarda il ciclo della scienza, una volta partecipai alla lectio magistralis di un fisico che parlava del trattamento dei big data in economia. Ci disse che noi economisti tendiamo ad essere molto deduttivi e poco induttivi. Visto che la mole di variabili in economia è infinita, non possiamo prenderle in considerazione tutte, dunque ci facciamo la nostra bella teoria e poi scegliamo solo quelle variabili che la confermano, evitando quelle che la smentiscono (lo so che, più precisamente, l’analisi dei dati non conferma la teoria, perché si dovrebbero analizzare infiniti casi; la verifica può solo smentire la teoria. Ma semplifico il discorso parlando di conferma).
Invece i fisici tendono a partire dall’osservazione, non dalla teoria: osservando come cade un grave, elaborano una teoria generale
Golem, diciamo che sono “vintage” per alcune cose ( la musica, gli autoveicoli, e una certa concezione dei rapporti sociali ) e per altre cose no. Sicuramente non comprerò mai una macchina elettrica o elettronica, e sicuramente non condivido l’ uso esagerato della tecnologia anche per piccole banalità quotidiane. Ma questo è il mondo in cui viviamo oggi e volenti o nolenti bisogna farci i conti. Personalmente cerco di discernere tra ciò che veramente può migliorarmi e facilitarmi la vita tra ciò che è solo inutile e malato. Non sarò mai tra le persone che pagano ogni cosa con il QR code, che non possono vivere senza social, che seguono i profili Instagram patinati o che optano per un amante virtuale. Del ragazzo che mi piace ( che è naturale e in carne e ossa ) amo soprattutto le sue imperfezioni.
Per quanto riguarda il discorso “attendibilita’ delle fonti”, vorrei ricordare che ad esempio nella Germania nazista Hitler era considerato una fonte autorevole. Il che la dice lunga sulla qualità dell’ informazione ufficiale. Io penso che il discorso che ha fatto Golem si possa facilmente riassumere nel concetto: ognuno sposa la tesi che più si concilia con le proprie decisioni. Quindi chi si è vaccinato è naturale che voglia dare poco ascolto a chi dice che i vaccini sono pericolosi, perché istintivamente tendiamo a rifuggire ciò che ci fa uscire dalla nostra zona di confort e ci obbliga a riflettere. Ma tanto per quanto scappiamo da noi stessi, inevitabilmente prima o poi la realtà ci presenta il conto delle nostre scelte. Indipendentemente che si faccia parte di una fazione o di un’altra. Tutto quello che possiamo fare nel presente è seguire ciò che risuona con la nostra coscienza. Io penso che chi sa di essere nel giusto non ha bisogno di continuare a sottolinearlo.
Appunto, Hitler era considerato una fonte autorevole, perché la popolazione era ignorante. Non credo che il pensiero di Hitler faccia parte della bibliografia di qualche tesi di laurea.
Ieri Hitler, oggi qualche no vax che sproloquia asserendo che i medici ci vogliono uccidere con il vaccino.
A proposito, tre dosi e sto ancora qua a scrivere. Golem pure gode di ottima salute. Vabbè, ora MG affermerà con certezza che sono morto e sta scrivendo una chatbot al mio posto.
Bene, è chiaro che non si sappia cos’è una fonte. La propaganda di un politico, peggio ancora se un dittatore, ovviamente non può essere annoverata come fonte attendibile. Ripeto, chi ha speso mesi o anni a scrivere una tesi di laurea questo lo sa bene. Una fonte attendibile concerne un autore, una rivista, un sito web, una pubblicazione riconosciuti come autorevoli dalla comunità di riferimento. Una ricerca scientifica, epistemologica, storica, sociologica, deve innanzi tutto avvalersi di riferimenti bibliografici o sitografici seri, oltre ad argomentare in modo logico ogni singola affermazione riportata. Questo è il metodo rigoroso che si utilizza in ambito accademico ma sarebbe buona consuetudine cercare di applicarlo anche alla quotidianità. Vero, nessuno è esente dal bias cognitivo della ricerca di validazione per le proprie tesi, ma un minimo di onestà intellettuale dovrebbe porre argine a questo errato modo di ragionare.
Maria, tu vivi di virtuale e questo è molto pericoloso. Tutta la rabbia con cui ti rivolgi agli altri ti torna indietro come un boomerang e rischia di colpire le tue fragilità. Senza contare che vivere pensando di essere continuamente perseguitati sia sul web che nella vita reale non è il modo piú sereno di avvicinarsi alla vecchiaia ecco. Poi fai pure come ti pare, a me poco cambia.
Suzy, la diffusione e il successo delle fonti bufale è perchè sono “facili” da accettare, e per quanto riguarda quelle che di recente hanno riguardato il Covid, assecondano l’innata tendenza umana al sospetto per ciò che non si conosce, e come ho scritto di recente, il web ha diffuso più ignoranza che sapienza.
Lunedì, insieme a my wife abbiamo fatto il secondo richiamo anticovid, dopo l’antinfluenzale a novembre, perchè, anche se non se ne parla, ci sono ancora morti per entrambe le cause, spesso dovute al pneumococco, che approfitta dell’indebolimento delle difese immunitarie per devastare i polmoni di chi si è ammalato di qualcosa che si può evitare o comunque limitare con la vaccinazione. Quindi io sono alla quinta iniezione, sto bene, non mi sono ammalato e anzi, appena possibile farò quella contro l’herpes zooster, che a bocce ferme privò mia madre dell’uso di un arto.
Chi non si vuole vaccinarsi lo faccia pure, ma se poi dovesse ricorrere, magari a migliaia, alle cure pubbliche, potendolo evitare, bè, per coerenza dovrebbe pagarle.