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Laurea. Serve o non serve?

di maria grazia

Anche stavolta mi tocca rispondere con una lettera all’utente Suzanne, relativamente all’argomento “laurea” dibattuto in altro topic, in quanto non avrei potuto esporre adeguatamente il mio discorso per mancanza di caratteri, e comunque si stava andando fuori tema rispetto a quell’altra lettera. Secondo quanto afferma Suzanne, chi come me non ha una laurea non sarebbe degno di trovare un lavoro discreto. E Suzanne pensa che io per “formazione” intendo guardare video su YouTube. OVVIAMENTE non è così, formarsi non significa limitarsi a guardare video. Sicuramente però certi contenuti in rete sono infinitamente più interessanti e informativi delle stupidate che si ascoltano in televisione. L’ Italia abbonda di laureati, eppure è un paese che non progredisce. E credo dipenda anche dall’indottrinamento esercitato dai mass media sulle giovani generazioni.
Moltissimi uomini di affari di successo testimoniano che la laurea è pressoché inutile in molti percorsi professionali, i quali richiedono invece altre peculiarita’ come dinamismo, attitudine alla vendita, capacità di trattativa, senso pratico. In altre parole: problem solving. Ed è ciò che manca a molti laureati: una visione, che è frutto dell’esperienza pratica.

Prendere una laurea ha il suo valore, nessuno lo mette in dubbio. Allo stesso modo ha il suo valore l’aver svolto le più disparate mansioni, aver fatto lavori umili, essersi andati a cercare clienti porta a porta, essersi misurati con sfide e prove sul campo, aver viaggiato, aver dovuto affrontare situazioni fuori dall’ordinario, aver dovuto studiare informatica e grafica digitale come autodidatta perché i corsi di formazione in questo campo, oltre che relativamente inutili sono anche molto costosi. Da quello che vedo, la stragrande maggioranza dei laureati italiani sono ignoranti in materia tecnologica e digitale, moltissimi non sanno nemmeno usare PayPal e le cripto, per dire, e c’è tra loro un diffuso analfabetismo funzionale. Compresi quelli che come me hanno studiato informatica..

E in ogni caso non aver conseguito una laurea non significa non poter avere una valida cultura generale. Certo, lì dipende anche dalla propria indole. A me personalmente l’ignoranza non è mai piaciuta, forse anche perché ne sono stata vittima.

Dovrei sentirmi inadeguata rispetto a chi e rispetto a cosa? Ho tutte le competenze e le conoscenze necessarie per poter operare nei campi di attività che ho scelto – fermo restando che si può sempre migliorare – e sono stufa di questa storia che solo i laureati hanno diritto a un riconoscimento. In moltissimi lavori la laurea non serve, è la semplice verità. Gli imprenditori italiani che si lamentano di non trovare dipendenti, è perché non trovano laureati da pagare 1000 euro al mese, non perché non ci siano lavoratori in gamba e disponibili. Cominciamo ad abrogare certi falsi miti e a fare valutazioni più razionali. Poi basta con sta solfa che noi italiani siamo i migliori in tutto. Non è affatto così.

Sia chiaro che questa non è una lettera che vuole esortare a non laurearsi. Vuole solo invitare a fare delle riflessioni e ad abbandonare certi stupidi stereotipi.

La laurea serve? Nella mia personale esperienza lavorativa, sarebbe forse stata utile, MA DI CERTO NON INDISPENSABILE. Naturalmente la mia esperienza NON VALE PER TUTTI. Quindi, anche stavolta, ognuno deve valutare il proprio caso soggettivo.

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Categorie: - Scuola

426 commenti

Pagine: 1 2 3 9

  • 1
    white knight -

    Dipende dai campi.
    In alcuni, tipo il mio, la laurea è MOOOOOLTO UTILE sebbene non indispensabile.
    In altri campi (per esempio medicina&chirurgia o ingegneria aerospaziale) invece è addirittura NECESSARIA, sebbene NON sufficiente.
    Come esperienza personale posso dire che a me è stata molto utile, mi ha dato una marcia in più, sia sotto il profilo delle conoscenze/nozioni apprese nel percorso di studi che nella forma mentis, nella capacità di ragionamento e di autoapprendimento (una volta finita l’università non si smette di formarsi: chi si ferma è perduto).
    Molti colleghi lavorano bene anche se sono semplici diplomati, però devo dire che dopo un po’ ti rendi conto della differenza tra chi è laureato e chi no: è come se ai non laureati mancasse sempre qualcosa (senza per questo volerli criticare eh?).
    Invece chi, nel 2024, si ferma ancora alla terza media, non ha futuro…

  • 2
    maria grazia -

    “medicina&chirurgia o ingegneria aerospaziale”

    E’ scontato che in settori come questi la laurea è un requisito indispensabile, non mi sembrava necessario doverlo sottolineare.

    “è come se ai non laureati mancasse sempre qualcosa”

    A me cosa mancherebbe, ad esempio, rispetto all’utente medio che interviene in questo sito? Sono curiosa..

    Chi ha solo la terza media oggi è spacciato? Anche qui, non è detto. Dipende cosa andrai a fare, in quale paese e in quale contesto. Ci sono content creator non diplomati che hanno fatto fortuna. Ci sono imprenditori con la terza media che fanno i miliardi. Ripeto, ogni caso è a sé. Non è un titolo di studio che ti garantisce un brillante futuro.

    Il livello di autoapprendimento e di ragionamento non dipenda dal detenere un titolo accademico, ma dipenda dal mantenere il cervello in allenamento, continuando a studiare, formarsi, fare ricerca e approfondimenti, confrontandosi con situazioni in cui è richiesta la capacità di trovare soluzioni.

  • 3
    maria grazia -

    Ahh e comunque ti svelo un segreto: si possono benissimo studiare materie universitarie ( io ad esempio studio psicologia e psichiatria ) senza necessariamente frequentare l’ateneo o dare gli esami.

    Anche in virtù di quanto sopra mi sono resa conto che la maggior parte dell’umanità soffre di disturbi mentali. Sapere questo mi ha permesso di comprendere tante cose..

  • 4
    Ana Maria -

    Qui in Inghilterra l’approccio e’ piu’ pratico. Ho fatto il master in International Business qui a Londra e non si studiavano libroni di 2000 pagine. Si facevano presentazioni da esporre, reports, saggi, ricerche. E stato tutto utilissimo per il mondo del lavoro. Ho imparato a gestire il tempo, il gestire progetti, il public speaking, le discussioni, il lavoro di squadra, l’essere professionale. I professori e persino il preside ci trattavano da pari, come figli o nipoti, non come in Italia dove sono 4 scalini sopra e si credono degli dei. Ottima esperienza l’universita’ a Londra. Peccato non ci sono andata per la triennale. Ho avuto anche il supporto psicologico per l’autismo, professori informati. Al master con me c’erano altri 4 italiani laureati in giurisprudenza, economia, lingue, io in turismo + una rumena e una domenicana vissute precedentemente in Italia. Lavoravamo tutti, frequentavamo due sere e il sabato.

  • 5
    Ana Maria -

    Comunque Londra mi ha insegnato che l’esperienza vale piu della laurea. Sia quella di vita che quella lavorativa. Ho trovato persone laureate de sto caxxo analfabete funzionali, mentre gente con certificazioni e diplomi che sapevano fare piu cose dei laureati. Adesso continuo a qualificarmi come accountant e mi dedico all’arte come hobby. Mio marito non e’ laureato eppure e’ piu’ funzionale di molte persone laureate e sa cavarsela da solo senza rendere conto a nessuno. Secondo la mia madrina di battesimo non avrei dovuto sposarlo perche’ dislessico, ADHD, non laureato, non ricco, gia’ divorziato, di origine est europea, non parla italiano.

  • 6
    bet -

    Ormai la laurea è necessaria per qualsiasi cosa…. Se poi la massima aspirazione nella vita è fare la badante o la donna delle pulizie allora non ti serve a niente.

  • 7
    maria grazia -

    Bet, conosco personalmente professionisti, imprenditori e consulenti che non hanno alcuna laurea ma fanno soldi a palate e sono i numeri uno nel loro settore. Naturalmente si sono fatti strada con le proprie capacità e la propria determinazione, non sono stati lì a sperare nel posto da dipendente.

    Ana Maria, grazie per la tua interessante testimonianza!

  • 8
    white knight -

    “ conosco personalmente professionisti, imprenditori e consulenti che non hanno alcuna laurea ma fanno soldi a palate e sono i numeri uno nel loro settore. Naturalmente si sono fatti strada con le proprie capacità e la propria determinazione, non sono stati lì a sperare nel posto da dipendente.”… ora improvvisamente imprenditori & co. sono diventati i numeri uno. Cosa è cambiato dal nostro scambio di opinioni (relativo all’ultima tua lettera sul “complotto globalistahahahah”) dove li dipingevi come una manica di deficienti? Non mi dirai che sono tutti tedeschi vero? LOL!

  • 9
    maria grazia -

    White knight, si tratta di persone che avevo conosciuto in Italia e altre che ho avuto modo di incontrare qui in Germania. Ho contatti con professionisti sia dal vivo che a distanza soprattutto per via del mio lavoro online, che non ho mai abbandonato.
    È ovvio che non sono tutti incompetenti sfruttatori, ma su 100 imprenditori italiani ne trovi forse un paio che sono davvero sul pezzo. Il tuo ultimo commento dimostra ancora una volta la tua visione provinciale e superata e il fatto che non è una laurea di per sé ad aprirti la mente.
    Prima di vantarsi di un titolo bisognerebbe potersi confrontare con chi si è dimostrato intraprendente, con chi ha viaggiato all’estero, con chi ha dimostrato ( con i ragionamenti e con i fatti ) di sapere quello che dice.

    Perdonami ma non sono interessata ad altri scambi con te, come tra l’altro ti avevo già detto.

    Ti faccio i miei migliori auguri.

  • 10
    Argo -

    Ana Maria, grazie per la tua interessante testimonianza!

    Si soprattutto per averci fatto sapere il parere della sua madrina di battesimo 😀

  • 11
    CLAUDIO -

    Potrà essere importante sapere, quando e quanto sarà impattante nel quotidiano,la neonata”ia”che si presume necessiti di una specifica “laurea”per poterla usarla al meglio.
    Anche se avere una NATURALE predisposizione per l’alta tecnologia(senza il noto”pezzo di carta”) può essere Decisivo in tal senso,a mio modesto parere!!
    D’altronde questa”ia”naviga ancora in un clima tra belle speranze e varie incertezze e mi chiedo se riuscirà a “lavorare”,ad esempio ,in armonia con la NATURA che,secondo una battuta recitata nel film Rocky 5 con s.stallone, È PIÙ FURBA DI QUANTO L’UOMO CREDE!! e forse anche della stessa”ia”concepita dallo stesso uomo(o,comunque dal genere umano,maschio o femmina che sia)”LAUREATO”,ma,come spesso si dice,”MAI dire Mai”!!
    Buona serata!!

  • 12
    Suzanne -

    L’ultimo commentovè la precisa esemplificazione dei mali dei nostri tempi: pressapochismo ed eccesso di autostima. Assolutamente no: leggere libri universitari non è equiparabile a laurearsi. Primo perché i libri specialistici di ogni disciplina sono incomprensibili per chi non viene fornito dei giusti strumenti per maneggiarli e farli propri. Secondo, manca la componente IMPRESCINDIBILE del confronto con gli altri, dell’immersione in un ambiente di cultura che permea la nostra visione del mondo. Non basta mettersi davanti allo specchio e ripetersi “io sono un figo”, occorre qualcuno che ci spiattelli in faccia la nostra piccolezza. Vogliamo far credere che 7 anni di percorso per diventare psichiatra equivalga a leggiuccchiare roba a caso senza capirne un’accidenti. Vanity Fair non sostituisce i manuali diagnstici eh. Questo o è limite mentale o semplicemente malafede. Infine l’università, soprattutto se vissuta in modo indipendente, insegna a vivere e a sbambocciarsi.

  • 13
    white knight -

    @ Claudio: bravissimo, hai centrato il punto: l’imminente impatto dell’IA nella nostra società. Molti lavori spariranno (perchè fagocitati da IA e robotica) e verranno sostituiti da altri più qualificati (in grado di gestire e programmare sistemi complessi dove l’IA sarà predominante).
    Per rivestire tali ruoli sarà necessaria se non una laurea, almeno dei corsi di formazione altamente qualificati in tali materie.
    Poi l’elettricista che ti tira i cavi in casa sarà sempre umano… ma l’operaio che assembla pezzi, la Maria Grazia che passa i barcode in logistica, o l’impiegata che fa i conti potranno essere tranquillamente sostituiti da robot e algoritmi.
    Ma niente, c’è ancora gente convinta che “saperci fare”, “sapersi vendere” e possedere qualche piccola soft skill sia sufficiente.
    Per non parlare di quei trogloditi che si lamentano che “i giovani vanno tutti a studiare” e che “non vogliono più fare certi lavori”: che ci vadano loro a raccogliere pomodori!

  • 14
    maria grazia -

    Claudio io utilizzo l’AI abitualmente, non occorre alcuna laurea.
    Comunque non potrà mai sostituire l’essere umano in tutto e per tutto.

    Argo, che problemi hai?

  • 15
    Ana Maria -

    @bet la laurea è necessaria per qualsiasi cosa
    In Inghilterra no. Si valuta piu l’esperienza. Io non avendo una laurea o master specifico in Accounting, sto prendendo le certificazioni ufficiali con valenza di laurea/master AAT/ACCA.
    Io con la laurea in turismo in Scozia facevo le pulizie in hotel e la cameriera, perche’ non sapevo bene l’inglese, poi in Scozia non si capisce niente. Adesso a Londra lavoro in finanza. Qui si calcola l’esperienza perche’ ci sono laureati analfabeti.

    @Argo il parere della sua madrina di battesimo. Io non l’ho ascoltata. Le ho detto che mio marito vale molto di piu dei suoi pazienti e tirocinanti (e’ dentista) bamboccioni a cui avrei dovuto aspirare e che da divorziato sapeva affrontare meglio la vita e non si tira indietro davanti ai problemi.

    @maria grazia ma su 100 imprenditori italiani ne trovi forse un paio che sono davvero sul pezzo. Cosa intendi per sul pezzo?

  • 16
    Ana Maria -

    @white knight l’impiegata che fa i conti: Io non solo faccio fatture e conti, ma devo anche fare report/analisi accuratissime per il Credit Control, scrivere ai clienti e alle istituzioni in business communication in inglese, portoghese e spagnolo, rispondere alle chiamate dei fornitori, comunicare con il team finanziario, contabile e di assistenza clienti del Portogallo e del Brasile. Non e’ semplice.

    Per non parlare di quei trogloditi che si lamentano che “i giovani vanno tutti a studiare” e che “non vogliono più fare certi lavori”: che ci vadano loro a raccogliere pomodori! Qui hai colto in pieno. Qui sono d’accordo con te. Io in Italia ho raccolto le olive e l’uva prima di trasferirmi oltremanica. Ho venduto un po di olio e di vino per campare il primo mese a Londra in attesa di trovare lavoro. Senza pesare su quello che ora e’ mio marito. Una ex compagna di scuola che mi sfotteva dicendomi che sono ridotta peggio dei rumeni.

  • 17
    Gabriele -

    Sono d’accordo con Suzanne e con White knight, anche io leggo molti manuali sugli allenamenti in palestra, ma questo non fa di me un istruttore di sala o personal trainer, per quello ci vuole il titolo congruo. Anche perché altrimenti sapete si rischia, di avere a che fare con gente, che dichiara dei titoli, senza averli oppure senza aver mai varcato tal soglia di tal Ateneo, e saltano fuori scandali, nella migliore delle ipotesi, o si rovinano le persone, tipo chirurghi plastici che fanno interventi, avendo letto solo un libro e non avendo neppure la Laurea…
    E magari il chirurgo plastico bravo, nemmeno si sa che esiste perché quelli bravi e professionali, non fanno mai molta pubblicità di loro stessi.

  • 18
    maria grazia -

    A parte che si continua a distorcere quello che dico, ma ho letto così tante scemenze che davvero ci vorrebbe un trattato per replicare a tutto. E anche in quel caso, dall’altra parte si continuerebbe a non comprendere.

    Ci rinuncio, anche perché non ho né tempo né voglia di sgolarmi per spiegare cose a evidenti analfabeti funzionali.

    Grazie ancora ad Ana Maria per i suoi interventi.

  • 19
    CLAUDIO -

    Proprio nessuno tipo di problema,ho espresso solo semplici,”modeste”opinioni!!!

  • 20
    white knight -

    @gabriele: quoto! Stavo proprio pensando ai falsi medici e chirurghi.
    @Ana: a parte il solito polpettone sulla tua vita in UK che ormai conosco a memoria, il tuo ruolo (stando a come me lo hai descritto) sta già venendo sostituito da assistenti virtuali e traduttori on line. Mi dispiace.
    Da laureata in “turismo” facevi le pulizie? Mah, prima di tutto bisognerebbe capire che cos’è ‘sta laurea in “turismo”.
    Poi se sei andata in Scozia senza sapere l’inglese (e con una laurea in “turismo”???) che pensavi di fare? La project manager? La data scientist? La AI engineer? La primaria di cardiochirurgia?
    In più… “lavoro in finanza”… da come hai descritto il tuo ruolo sembri più un’impiegata di una piccola azienda che deve barcamenarsi tra amministrazione e commerciale…

  • 21
    Gabriele -

    Già sono gli altri che sono “analfabeti funzionali”, non tu che accampi argomentazioni fuori luogo, oltre che a tratti, a momenti offensive: nella lettera, precedente che hai scritto hai detto che ritieni la Laurea, e i titoli accademici “Massoneria”, per poi smentirti da sola in questa lettera dicendo che sí, dopotutto la Laurea, FORSE serve a qualcosa…
    Quindi non si sa davvero che tipo di pensiero ci sia alla base, e soprattutto che tipo di costruzione ci sia dietro. Certo che é vero quello che dici, sull’esperienza, e che le persone di esperienza sono importanti, però esattamente come pensano di procedere nella carriera professionale, se non hanno un titolo di studio effettivo? Coi corsi di tot. ore? Non sono la medesima cosa. In ogni caso, scendi giù dal piedistallo, che ti sei fatta, perché non sei l’unica che ha lavorato all’estero, quindi si sa benissimo che differenza c’è fra l’Italia ed il resto del mondo. Quindi tanto di capello per i risultati che hai raggiunto,

  • 22
    Gabriele -

    …ma una Laurea ha la sua importanza, che tu stia in Italia o che tu stia in Germania, altrimenti non si fa carriera. Sai quante persone, che la pensano come te, poi si riprendono, perché devono avere una promozione o sostenere un concorso e si rendono conto che il diploma non é sufficiente, e si laureano da adulti, magari con figli e mogli al quale pensare. Quindi si tratta di collegare un pò le cose con un minimo di COERENZA.

  • 23
    Suzanne -

    L’ultimo commento è la precisa esemplificazione del pressapochismo e della superficialità della società attuale, conditi da un eccesso di autostima imbarazzante.
    No, leggiucchiare un testo universitario non equivale a frequentare l’università e laurearsi, per motivi talmente banali che mi sembra ridicolo doverli elencare. In primis, l’università ti fornisce le chiavi di lettura ed interpretazione di testi specialistici, senza le quali non sono in grado di decifrare il contenuto. In secondo luogo, l’aspetto imprescindibile dell’essere studente universitario è il confronto con gli altri, professori e studenti, i quali non mancheranno di darmi delle belle tramvate sui denti per ridimensionare il mio ego. Inoltre, ti costringe a metterti seriamente in gioco per la preparazione e il superamento degli esami, ma anche per tutta una serie di competenze sociali che saranno molto utili nel mondo del lavoro. Il sapersi confrontare, il cooperare per un obiettivo comune, l’essere…

  • 24
    maria grazia -

    Non proseguirò oltre questa discussione, dare le perle ai maiali non è il caso. È un’ inutile perdita di tempo e di energie. A chi legge senza scrivere e a chi è intervenuto in buonafede: vi lascio con questo post, che secondo me spiega il concetto meglio di ogni altro:

    http://youtube.com/post/Ugkxc6K0y515EDmilI1K9_nmwL7DcOp4WROd?si=cov3nEUhC1LIn2G2

    Claudio non ce l’avevo con te, mi riferivo all’ UTENTE ARGO 🤦

    Buon proseguimento a tutti. Io ho altro da fare.

  • 25
    Suzanne -

    Infatti, puoi mangiarle tutte tu le tue fantastiche perle. Attenta a non fare indigestione 😁

  • 26
    maria grazia -

    Se si è dei mediocri non è un titolo di laurea che ti eleva da questa condizione, mi dispiace. Intelligenza, sensibilità, apertura mentale, uso della logica, capacità di comprensione di un testo scritto, capacità di argomentare. Sono queste le caratteristiche che qui non vedo, vedo solo interventi sconclusionati, dettati da emotività e infantilismo. Ciò si traduce in una sola cosa: mediocrità.

    Piuttosto se fossi in Suzanne mi chiederei perché sente spasmodicamente il bisogno di veder riconosciuti i propri meriti in un forum di sconosciuti, letto da un numero circoscritto di persone, e di fare la guerra a una tizia che non le ha fatto niente e che nemmeno ha mai incontrato. Sono questi secondo me i punti da indagare. Fermo restando che costei potrebbe benissimo essere una vecchia presenza di questo forum che si è riciclata sotto mentite spoglie.

  • 27
    maria grazia -

    Quando appare evidente che si è intrappolati in certe dinamiche egoiche, ci sono sicuramente ragioni che vanno ricercate nella propria esperienza familiare e nel proprio background di provenienza. E non c’è bisogno di sostenere un esame accademico per capirlo.

    Non vale ovviamente solo per Suzanne ma anche per chi le da man forte.
    A costoro: ritentate. Magari sarete più fortunati.

  • 28
    Golem -

    Tutto è possibile naturalmente, anche il fatto che vi siano laureati scarsamente dotati, e certamente la laurea non garantisce niente di per sè, ma è pur sempre un percorso che consente di acquisire un certo senso critico nella lettura delle situazioni, e con questo filtro consentire di avere una visuale più profonda dei fatti e dei problemi, anche e soprattutto alle cognizioni che si acquisiscono con studi indirizzati. Poi non è detto che anche un non laureato possa arrivare a certi livelli per doti e caratteristiche personali. Bisogna però stare attenti a non credere di sapere tutto pur non avendo una concreta preparazione accademica, perché spesso meno si sa e più si crede di sapere, proprio perchè non si sono acquisiti quei filtri critici di cui si accennava.

  • 29
    Gabriele -

    Maria Grazia, quando si espone un opinione bisognerebbe avere almeno il buon gusto, verso sé stessi, di perseguire i propri principi, secondo ciò che si vuole affermare.
    In altra lettera, hai esplicitamente dichiarato, che anche “gli imbecilli riescono ad ottenere la Laurea” e che il titolo accademico, é Massoneria, e che tu non ci credi.
    Adesso rivolti la storia, quasi negando ciò che hai affermato prima, dicendo che si, la Laurea serve, e che chi non la possiede può fare esperienza, acculturarsi autonomamente. Anche questo é vero. Però non puoi dire che in opinione autonoma e ponderata, sia per dare man forte a Suzanne, perché qui non ci sono parti da prendere, ognuno ha le proprie opinioni, ed é giusto chele esprima, senza essere tacciato di voler stare dalla parte di qualcuno, oppure utilizzare argomenti psichiatrici per dire che tal utente é narcisista oppure chissà quale disturbo possieda: poter affermare certe cose, ogni professionista ti dirà che bisogna ESAMINARE la…

  • 30
    Gabriele -

    …persona quindi piantala di atteggiarti ad esperta psicologa, perché l’aver letto un libro non fa di te una psicologa o psichiatra. Ci vuole un titolo accademico, e registrarsi all’albo per fare ciò che fai tu, ogni volta che qualcuno non é d’accordo con te. Iscriviti a Psicologia e Laureati, così diventi Psicologa e magari capisci che le persone vanno prima esaminate prima di dire certe cose, gravissime, senza capirne la gravità e sentirne soprattutto la responsabilità.
    La conoscenza é responsabilità

  • 31
    Suzanne -

    Esatto Golem, era proprio quello che cercavo di dire. Non è il pezzo di carta in sé, bensí il percorso a fare la differenza. Non sempre e con tutte le dovute eccezioni, banale dirlo, ma sicuramente una laurea aiuta a ridimensionarsi nel mondo e ad aver rispetto della professionalità altrui. E a non sentirsi dei fenomeni continuando a citare come fonti autorevoli video su youtube di gente ad cazzum. Esistono libri ehhhh. Calcolando che ho dato e superato una sessantina di esami, con una media di cinque libri ad esame (magari non tutti letti per intero, ma comunque in buona parte e soprattutto assimilati e compresi) ho letto almeno 300 libri specialistici. Questo mi è banalmente servito per sentirmi appunto sempre piú ignorante.

  • 32
    maria grazia -

    Golem, se fossi convinta di sapere tutto non mi metterei a studiare, fare ricerche, aggiornarmi costantemente su ogni cosa, non proverei gioia ogni volta che mi imbatto in chi può insegnarmi qualcosa. Qui non vedo tutto ciò, io qui non vedo persone mature in grado di DIALOGARE. Mi sembra solo il teatrino infinito delle vanità e della perenne gara a chi c’è l’ha più lungo. Mai una discussione portata avanti seriamente, cioè con propensione al confronto. L’asilo praticamente. Se questo è il livello medio dei laureati in Italia, penso proprio di non essermi persa nulla.
    La preparazione universitaria da quello che osservo è cultura nozionistica, non aggiunge e non toglie nulla a chi è già predisposto o formato per avere capacità di comprensione e di rielaborazione dei concetti.

  • 33
    maria grazia -

    Commento n.31: CVD

    Il consueto “Lei non sa chi sono io” che ho già visto tante volte. E tutte le volte dietro a queste esternazioni c’ erano tutt’ altro che grandi menti.

    Lo ripeto, leggere e studiare libri ( cosa che ho fatto anch’io e non di sfuggita, come dice la signorina ) non ti dà automaticamente la licenza di onnisciente.

    Così come non conta il mezzo ( carta piuttosto che internet ). Se un contenuto informativo è valido rimane valido.

    La verità è che non importa quanti libri si sono letti e quanti esami si sono dati se poi mancano cose come la capacità di confronto, di comunicazione, la capacità di comprensione e di analisi, il saper osservare la realtà circostante in modo lucido, l’uso della logica, l’empatia e il rispetto per il percorso altrui.

    Chi invece fosse interessato ad informarsi sulla situazione ( profondamente incancrenita ) della realtà lavorativa italiana, invito a guardare video come questi:

    https://m.youtube.com/watch?v=EhL0ymK3VLQ

  • 34
    maria grazia -

    Parlano di storie VERE, non come il tiggì.
    Possiamo star qui a raccontarcela quanto vogliamo, ma è chiaro che nel comparto dirigenziale delle aziende Italiane c’è qualcosa che non va.

    Lo dico UNA VOLTA PER TUTTE: i miei interventi non sono tesi a denigrare l’esperienza universitaria. Ma solo a mettere in luce i tanti falsi miti che aleggiano su questa tematica.

  • 35
    Golem -

    Perché non viene pubblicato? Cosa succede?

  • 36
    CLAUDIO -

    Ormai la risposta al quesito di questa lettera e’ chiara:SÌ,LA LAUREA SERVE per chi mette al centro della propria esistenza,il Costante e Impegnato Aggiornamento nel lavoro(e conseguente MIGLIORAMENTO dello stile di vita)e questo fino al termine dello stesso,giungendo al “tranquillo”&”meritato”(si spera,sia proprio così) Pensionamento.
    Per altre mansioni(tipo netturbino o badante citate precedentemente) alcuni “gradini sotto”,ma SOCIALMENTE UTILI si può dire di NO alla laurea,sperando sempre in una Pensione serena o almeno non condizionata dall’USURA psico-fisica che potrebbe derivarne!!!
    ULTIM’ORA:lo”zarino russo”sta ideando un decreto SPAZZA-DEBITI per chi combatterà l’Ucraina.Che dire: FOLLEMENTE GENIALE, giusto per discutere una “Tesi di laurea”da 110 e lode!🙄🤔che ne pensate??
    Lodevole, tranquilla Domenica a chi vorrà discuterne!!

  • 37
    Ana Maria -

    “con una media di cinque libri ad esame” In Inghilterra l’ho raccontato al preside della mia universita’, a momenti gli prende un infarto e mi ha detto: io non sarei in grado, siete rimasti all’epoca vittoriana? I professori e i presidi nel Regno Unito non sono come in Italia che sono 5 gradini sopra lo studente, anzi ci parlavamo normalmente come fossero nostri zii o nonni. Invece di 5 libri, dovevamo fare ricerche ed esporre saggi, presentazioni, reports. Qui lo studente non e’ un serbatoio da riempire di nozioni. Ho dovuto fare il premaster per imparare la ricerca, il pensiero critico e analitico, l’academic writing e altre skills che in Italia non si fanno. Magari ci fossi andata prima in Inghilterra. Qui si valuta l’esperienza e quello che una persona sa fare.

  • 38
    maria grazia -

    io non ho mai fatto né la badante né la netturbina, lavori che comunque considero nobili.
    Tutta l’intera discussione, che non avrai neanche letto, ha smentito a più riprese ciò che affermi. In realtà non dovrei nemmeno rispondere a certe stupide provocazioni, ma non posso fare a meno di mettere in evidenza quanto l’idiozia prescinde da un titolo.

    La laurea ti garantisce automaticamente un futuro sereno e una buona pensione? Beato a te! Continua a fare la nanna.

    Intanto nessuno ha ancora risposto alla mia domanda: cosa mancherebbe a me rispetto a un laureato?
    Nessuno ha ancora dimostrato NEI FATTI le sue presunte stratosferiche competenze in virtù del fatto di avere una laurea. È tutto un autoincensarsi e basta.

    Imparare a capire ciò che si legge sarebbe già un bel passo avanti, visto che non riesci nemmeno a distinguere quando ci si rivolge a un altro e quando ci si rivolge a te. Capisci, collione?

    Qui non si parla di Putin, non è argomento della lettera…

  • 39
    Suzanne -

    Maria, in primis finiscila di insultare tutti e comportati come un essere umano civile se ce la fai. Se fossi in Claudio ti avrei già mandato a fanculopoli, vista la tua arroganza. Poi, tu sei l’esatta negazione della tua tesi: sei una persona incapace di comprendere un testo scritto, che crede alle peggio porcate che circolano sul web, incapace di rapportarsi agli altri e di confrontarsi seriamente. Non sai citare fonti all’infuori di te stessa e sei dovuta fuggire all’estero (nella tua mente) perché non ti tenevano nemmeno a fare la cameriera stagionale. Ripigliate.
    Ana Maria, maronn, devo specificare l’ovvio. In ogni ambito, che io sappia, prima si studia e poi si reinterpreta. Altrimenti si rimane ignoranti e pure saccenti,perché come dice giustamente Golem, meno sai e piú ti credi furbo. E basta con questa esterofilia che l’Italia in quanto a cultura ha fatto scuola a tutto il mondo.

  • 40
    maria grazia -

    Ana Maria anche stavolta hai colto il punto. L’ acquisizione di competenze non è direttamente collegata all’infarinamento nozionistico. Poi, che una buona cultura generale sia sempre un arricchimento nessuno lo mette in dubbio. Ma se parliamo di formarsi in modo adeguato all’ ambiente lavorativo attuale, il contesto accademico italiano è appunto due secoli indietro rispetto ad altre realtà e i risultati li possiamo chiaramente vedere nell’ approccio di molti laureati nostrani, convinti che un titolo, da solo, ti da automaticamente la licenza di “quello che sa tutto”. Si, certo. Poi ti voglio vedere nella realtà aziendale, imprenditoriale e commerciale. O anche solo nella.. realtà. Qui in Germania per esempio nessuno si mette a conseguire una laurea per svolgere un lavoro comune, per la maggior parte dei quali esiste invece l’ ausbildung, che prepara anche a professioni ad alta qualifica come quelle nel settore informatico.

  • 41
    maria grazia -

    Il percorso prevede inoltre esperienze concrete in aziende, e l’accesso a questo tipo di formazione è offerto anche a persone di età avanzata. Così come in Italia c’è gente che con la sola terza media ha avviato imprese che fatturano miliardi. Tanto stupidi non erano, evidentemente.
    Ma qua si continua a cantarsela e a suonarsela da soli. Quando l’Italia collasserà completamente ne vedremo delle belle.

  • 42
    maria grazia -

    Ebbasta Suzanne! Ma lo vuoi capire che continui a fare una figura di m…a dopo l’ altra?? Ti trovi dove ti trovi per puro caso ( magari avrai leccato qualche sedere ) e non certo per meriti, anzi ti dovrebbe essere proibito di insegnare a chichessia visti i danni che puoi fare. Non sai più dove arrampicarti per non ammettere la tua inettitudine. Quello che scrivi è un’accozzaglia di deliri senza senso di una che è mossa da una sola cosa: UN GIGANTESCO SENSO DI FRUSTRAZIONE. Ti eri messa a fare volontariato solo per far vedere a tutti quanto sei brava ( narcisismo covert ). E infatti non è durata.
    Quelle che definisci “le peggio porcate che circolano sul web” sono i contenuti e le preziose testimonianze di persone preparate, competenti, esperte del loro ambito operativo e che conoscono la realtà, conoscono il mercato attuale e le sue modalità di interazione con il target, è gente con i controcaxxi a cui tu puoi solo lucidare le scarpe.

  • 43
    maria grazia -

    Oggi è normalissimo per un bravo professionista usare il web, usare youtube. Aggiornati, capra ignorante!

    E’ per questo che nessuno vi prende più sul serio ( tu e quelli della tua pasta ). Siete ammuffiti, superati. Siete vecchi. Non comprendete quello che oggi accade attorno a voi. NON SAPETE NULLA.

    Non si tratta di insultare e di essere incivili. Se uno dice collionerie gli va fatto presente, e se provoca gli si dice il fatto suo, molto semplice.

    Mi avrebbero tenuto ECCOME a fare la stagione, stanne certa. Sono io che me ne sono andata e con sommo piacere. Ho fatto la cosa migliore che potessi fare in quel momento visto che poi ho trascorso un’estate fantastica, a godermela, lontano da gente squilibrata. Hai capito, idiota?

    Ti vuoi ingraziare Golem perchè ora ti torna utile, dopo che mi hai fatto due palle così dicendo che ero la sua ancella. Falsa. E di sicuro sei anche una racchia paurosa, da qui verrà tutta la tua rabbia e il voler infangare chi è migliore di te da ogni punto di vista.

  • 44
    Suzanne -

    Vabbé dai, la mia etica mi impedisce di fare accanimento terapeutico su un individuo con l’età mentale di un treenne : ” Suzanne blutta e cattiva to to”. Ti lascio ai tuoi deliri, cantatela e suonatela da sola, è l’unica cosa che puoi fare, anche perché quando si va nel patologico alzo le mani e lascio spazio ai professionisti (a cui dovresti rivolgerti di corsa se non pensassi di essere pure psichiatra tu stessa ah ah ah).

  • 45
    CLAUDIO -

    Iniziamo:a parte insulti”chi si loda,s’imbroda”,in questo caso di quella materia,generalmente color Marrone,che esce dal deretano.
    Poi”iettatrice”nei confronti del”Bel Paese”(spontaneo il”a buon rendere”)ed infine,aggiungiamo, Grotteschi scontri verbali con pari genere femminile,che per quello che si celebra e, soprattutto,si COMBATTE proprio oggi,è tutto dire!!!😨😱
    Complim…ACCIDENTI A TE,mg!!!
    Il mio post dell’ ultimo commento 36 era incentrato, Esclusivamente,sul termine SPAZZA-DEBITI(cosa da discutere NON SOLO a livello di tesi universitaria),non certo verso quel”tizio”!!!

  • 46
    Golem -

    Comunico a chi ha interloquito con me ultimamente, che, per motivi ignoti, l’invio dei commenti dal telefono non viene registrato, e così le eventuali risposte. Insomma, la sequenza di scrittura e lettura è bloccata al 17 novembre, e poter accedere al sito posso usare solo il computer, cosa che però non mi è comoda sinceramente. Comunque, vedrò di risolvere se sarà possibile. Questo giusto per informare che non ignoro i commenti che mi riguardano.
    Ad maiora

  • 47
    Suzanne -

    Ehhh Claudio, la Maria è una femminista sui generis… L’unico insulto che riesce pedissequamente a ripetermi è che sono “racchia”, non avendomi nemmeno mai vista ovviamente. Questo il suo livello di acume. Ma da una che crede negli hamburger di carne umana cosa puoi aspettarti? Potrei insultarla scendendo nel personale ma onestamente non mi abbasso al suo livello.

  • 48
    maria grazia -

    La solita storia… io scrivo semplicemente il mio punto di vista argomentandolo. Dall’ altra parte non c’è la capacità di confrontarsi in maniera adeguata e mi si provoca sul personale. Io reagisco di conseguenza ( come è ovvio che sia ) e vengo poi accusata per le mie reazioni. Tutto già previsto. Tutto come da copione.
    Capisco che ci debba essere libertà di espressione, anche di postare fregnacce ( come in questo caso ) ma c’è un limite a tutto.

    Bengalone, non rigirarla. Non solo hai insultato chi non è laureato, dicendo che può solo andare a badare agli anziani o a spazzare le strade, ma hai anche cercato di farmi andare fuori tema, con un argomento che secondo te avrebbe dovuto mettermi in difficoltà evidenziando il mio “complottismo”. Disonesto, oltre che stupido. E pure sgrammaticato come un asino.

    Certo che se la CULtura serve a diventare come voi, a tanta gente passerà la voglia di aprire un libro per molti anni a venire..

  • 49
    maria grazia -

    Suzanne, non ti sei mai mostrata nemmeno a mezzo viso e nemmeno via email ( non è questione di privacy ), salti come una molla ogni volta che si parla di difficoltà legate all’ essere brutti, miglioramento della razza a livello estetico, ecc…Ed emani acredine da tutti i pori, sei perennemente incazzata col mondo. Dai, non ci vuole un genio a intuire che sei cozza.

    Il femminismo non centra. Si tratta di capire perché una persona si comporta in un modo piuttosto che un altro.

  • 50
    Gabriele -

    Risposta al commento 38: Maria Grazia, non si tratta di avere qualcosa in più o in meno, ma di avere il titolo per avere una carriera professionale. Ad un certo punto, per avere una promozione sul lavoro, per forza di cose, bisogna possedere la Laurea. Inutile pensare che si possa “galleggiare” in eterno, e poi spargere sentenze, dicendo che Suzanne “a leccato sederi” invece che aver sudato, ed aver conquistato meritatamente il suo posto. Questo non esclude che possa farlo anche tu. Anche tu ti puoi Laureare, anche in Germania già che ci sei, ci sono Università molto buone, e forse addirittura c’è pure qualche borsa di studio. Così ti prendi la Laurea, perché in Germania, dopo due anni ti danno la promozione, se non te la danno o ti cambiano di mansione o ti mandano altrove. Questa é la realtà. Poi liberissima di rimanere dove stai, ma fallo presente al titolare che non ti interessa laurearti per ottenere la promozione.
    Inutile anche esprimerti a detrimento di Suzanne, perché…

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