Salta i links e vai al contenuto

Secondo voi serve un Regolamento del forum?

di gabrieleo

Riferimento alla lettera: Premessa: Ho provato ad utilizzare il form “Contatta”, ma restituiva un messaggio “il presente modulo presenta un errore” e mi diceva che era impossibile fare il Google RETCHCA. Così ho scritto una lettera. Vorrei sottoporre la questione alla redazione di Lad, ed anche sapere le vostre opinioni in merito. Vi...
Leggi tutto il testo a pagina 1

Data di pubblicazione: 7 Gennaio 2024

L'autore ha condiviso 10 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore gabrieleo.

Lettere che potrebbero interessarti

Categorie: - Archivio Interno

111 commenti

  • 26
    maria grazia -

    Suzanne, ah quindi tu sei ancora convinta che i partecipanti abituali di questo forum vengano qui per cercare realmente “spunti di discussione e confronto”?..
    Maddai su! 😀

  • 27
    Trader -

    Suzanne: “nell’ultima eri intervenuto anche tu a sproposito”

    Ammetto che avevo sbagliato. Ti chiedo scusa. Pubblicamente, ufficialmente e irreversibilmente. Passami il fatto che nessuno è perfetto, anch’io faccio delle azioni sbagliate, ma almeno me ne rendo conto successivamente.

    Suzanne, il problema è attirare utenti decenti su questo spazio virtuale pieno di utenti che non hanno intenzione di fare discussioni serie. Per fare un paragone, è come entrare in un bar frequentato da persone grezze e ubriaconi, aspettando che entri qualcuno con cui discutere di massimi sistemi, ma un potenziale interlocutore di questo tipo evita quel bar, quindi la clientela non cambia. È più facile che abbandono io il bar. Proverò a scrivere un paio di lettere per vedere se riesco a stimolare un dibattito con interlocutori adatti, ma ormai non ho molta fiducia. Dovremmo mettere insieme le nostre forze.

    Per quanto riguarda il sonno, se non lo hai già fatto, crea un ambiente tranquillo e silenzioso di sera,

  • 28
    Trader -

    per fargli percepire che è il momento di dormire. Noi non abbiamo avuto problemi di sonno.

  • 29
    Martina -

    Quindi Trader vai a dormire, anzi torna in letargo!

  • 30
    Trader -

    Martina, in effetti con i miei investimenti guadagno anche mentre dormo, a differenza tua che non guadagni per rosicare.

  • 31
    Suzanne -

    Trader sulle scuse stavo scherzando, non ce n’era bisogno. Io credo che mai come oggi ci sia stato uno svilimento delle competenze, uno stupro della cultura e un’ostentazione priva di vergogna di ignoranza e pressapochismo. Anche la svalutazione della laurea è una tendenza diffusa che mi fa molto arrabbiare. Essersi laureati non significa banalmente possedere un pezzo di carta, ma presuppone l’aver investito tempo, denaro e fatica in cultura. Significa ad esempio essere rimasti in casa il weekend a preparare un esame, aver rinunciato a viaggi per pagarsi le tasse universitarie, aver speso il proprio tempo seguendo corsi, confrontandosi con altri studenti, annusando e masticando cultura. La vivacità intellettiva che possedevo durante i miei anni a filosofia ora me la posso scordare. Molto meglio perdere il proprio tempo a leggere e scrivere scemenze su Internet, o contribuire ad arricchire personaggi senza alcuna capacità.

  • 32
    Suzanne -

    Siamo nell’epoca in cui il sommo esemplare di intellettuale è un sottosegretario alla cultura accusato di aver rubato e danneggiato opere di inestimabile valore. Dove sono i
    Gaber, Pasolini, Eco, De
    André? Io per mio figlio
    non vorrei un mondo
    migliore (che non c’è mai
    stato e forse mai ci sarà), bensí vorrei la speranza di poter lottare per averlo. Oggi non c’è piú nemmeno questo.

  • 33
    Golem -

    Suzy, in realtà è sempre stato così, ma a proposito di Eco, le ragioni del decadimento sono solo dovute alla diffusione di idee che in altri tempi erano relegate al Bar dello Sport. I social diffondono la sottocultura, questo è certo, perchè sono collegati a un meccanismo economico che di recente ha visto la Ferragni come esempio di questo, con tutto il “vuoto” di contenuti e di etica che si porta appresso. Ma la massa è sempre la stessa, ignorante e, proprio per questo, pilotabile.
    Mia figlia a 30 anni usa la rete regolarmente, ma lo fa in modo intelligente, sapendo trovare canali che la arricchiscono, oltre ad essere iscritta ad un book club che frequenta da anni. È appena tornata da Berlino, dove ha incontrato amici conosciuti su quella radio di cui ho parlato tempo fa, che trasmette musica di altissima qualità, seguita da persone di pari livello. Conosce Pasolini, Gaber, DeAndré, Paolo Conte, Lou Reed e cento altri, e va alla Scala. È che oggi la nebbia dell’ignoranza è più fitta, più diffusa, ma se sai alzartici sopra, il “sole” lo vedi.

  • 34
    maria grazia -

    A parte il fatto che quello che propinano gli atenei massonici non è detto che sia cultura, potrebbe pure essere disinformazione.. ma non capisco dove sta scritto che solo chi ha una laurea abbia investito il proprio tempo allo studio e alla formazione. Qualcun altro può averlo fatto benissimo per i fatti propri, e pur non avendo titoli riconosciuti può comunque mostrare conoscenze e capacità. Per quanto riguarda gli influencer, personalmente sono figure che non seguo e non ho mai seguito, ma se vogliamo essere obiettivi e fare un discorso scevro da qualsiasi giudizio morale, anche fare tantissimi soldi è un’ abilità non di poco conto. Che poi qualcuno in quel mondo si faccia prendere la mano e fuorviare dall’ avidità è un altro discorso e lì penso che giocano molto la giovane età, l’ inesperienza e una scarsa crescita spirituale intesa come cammino personale.
    Io non sminuisco la laurea in se, ma in molti laureati vedo limitatezza mentale, scarsa capacità di ragionamento logico,

  • 35
    maria grazia -

    poca visione d’insieme, manca quel tipo di prospettiva che solo l’ esperienza pratica ( di cui molti laureati sono carenti ) può conferirti. E poi questo loro inutile e polveroso nozionismo che, diciamolo, ha rotto un po’ le palle. A che mi serve sapere tutti i nomi dei filosofi del 900 se poi non so nemmeno capire quello che leggo da un post su internet e lo interpreto a cavolo? L’ ascolto e il confronto. Questi sconosciuti.
    A me invece piacerebbe un mondo dove il serio e il serioso sono due cose ben distinte e separate, dove sono libera di essere DONNA e di curare il mio aspetto, senza che questo venga scambiato per frivolezza. A proposito… oggi ho guadagnato online creando una modella con l’ intelligenza artificiale e vendendo le sue foto in rete. Lo so.. è un modo un po’ becero di sfruttare le mie conoscenze informatiche. Però sai che c’è? Chissenefrega.
    Insomma Suzy dobbiamo rassegnarci. Il mondo là fuori vuole più cul e meno tura.
    https://www.dailymotion.com/video/x8o8ld7

  • 36
    Golem -

    Suzy, di prove di quanto la rete possa fare disastri se non è “usata” con cognizione di causa ne abbiamo a decine. Le ultime sul Covid e i vaccini ne sono una prova, quando la marea degli “infettivologi” da tastiera si sono convinti che ci vogliono sterminare, creando una valanga di panico più “infettiva” del Covid stesso. Ma succedeva anche mille anni fa, quando si diffuse il timore che dopo l’anno Mille sarebbe finito il mondo.
    Ma tra tutte le idiozie ignoranti che mi tocca leggere, chi mi fa imbestialire è quella sulle scie chimiche. C’è una quantità sconfinata, e anche soggetti che dovrebbero essere insospettabili almeno a livello accademico, che sono “CERTI” che le scie di condensazione dei jet contengano sostanze venefiche non meno dei vaccini, che vengono sparse per sterminarci o per cambiare il clima (?). Insomna, non capiscono un c.... di meteorologia e ignorano che il traffico aereo si è decuplicato negli ultimi 30 anni, e che oggi, con 30mila aerei in volo in ogni momento del giorno, i vapori di scia condensati saranno centinaia. 》

  • 37
    Golem -

    》Riempitesi le orecchie di questa leggenda metropolitana, vedono gli incroci delle scie delle centinaia di aerei, e non sanno che un motore a reazione, che emette il fluido caldo della combustione a 10mila metri, con -50°, questo si condensa, non diversamente dal loro fiato quando fa freddo.
    Ma non basta. Non considerano il fatto che gli “erogatori” e le loro famiglie sarebbero comunque coinvolte nell’avvelenamento. Macchè, ti dicono che…”sono gli americani a farlo in Europa”… “e in America? Chi irrora”… “Eh, gli europei. Si sono accordati”. “Cioè, scusa, ci avveleniamo a vicenda?”…”Sì, che tanto i potenti hanno gli antidoti, è logico”.
    Capito Suzy? Cosa vuoi dire a “cefali” del genere? Che si moltiplicano in modo esponenziale proprio grazie alla comune ignoranza.
    Se cerchi in rete troverai associazioni e movimenti popolari che si battono contro le “scie chimiche”, cioè contro le leggi della fisica atmosferica.
    Capisci perchè non ho pazienza con questi miliardi di chilometri di tubi digerenti? Ne farei tutte stigghiole palermitane. Alla brace

  • 38
    Suzanne -

    Maria, ti consiglio vivamente di leggerti bene le fallacie argomentative prima di replicare. Asserire che tendenzialmente una laurea è un valore aggiunto in termini di
    cultura e competenze
    equivale a sostenere che
    senza di essa non si
    possa essere ugualmente
    colti? Ovviamente no. Ma
    attenzione : leggere le
    scritte sui muri dei
    cessi pubblici non
    equivale ad informarsi.
    Il Web è per una discreta
    parte una gigantesca
    latrina con miliardi di scritte becere o inutili sui muri. Inoltre, ciascuno di noi tende ad entrare per comodità sempre nello stesso bagno e leggerà quindi sempre le stesse scritte pensando siano l’unica realtà esistente (la cosidetta bolla social e non solo). Questo vale sia per i complottari, quattro gatti spelacchiati che però frequentandosi sempre in questo microuniverso credono di essere un vero esercito, ma anche per chi frequenta i salotti letterari e poi si stupisce se la gente ha votato la Meloni.

  • 39
    Suzanne -

    Per quanto concerne Filosofia, se ne avessi un minimo di contezza, sapresti che essa è la chiave che apre i cassetti della nostra mente e ci permette di fare le pulizie
    primaverili, togliendo
    polvere, riordinando e
    facendo spazio al nuovo.
    Il pensiero dei filosofi
    serve a permettere un uso piú critico e consapevole del proprio pensiero, cosí come i grandi classici della
    letteratura permettono di
    comprendere sé stessi e l’essere umano nella sua universalità. Questo è lo scopo ultimo della cultura. Infine, tanto per rimanere in metafora, il mondo partorito dalla tua mente per me rappresenta il peggiore degli incubi kinghiani, il mostro che Lovecraft non ha avuto il coraggio di creare, l’estremizzazione del 1984 orwelliano. Ah, anch’io ho guadagnato vendendo il mio sogno dove volavo sul minipony viola. A ciascuno i suoi introiti.
    Golem, tua figlia non è molto distante anagraficamente da me. Ma anche mio figlio, tra 20 anni, dovrà staccarsi da un presente desolante per rivolgersi al…

  • 40
    ARGO -

    Mitico Camillo Langone: La laurea è un vero marchio di infamia. Le peggiori sono quelle umanistiche, che ti attaccano una prosopopea e una presunzione insopportabili. Il simbolo era Umberto Eco, presuntuosissimo. Un personaggio ridicolo, sembrava il dottor Balanzone, da commedia dell’arte. Un avanguardista, uno sterile erudito. E umanamente un trombone incredibile. Mi ricordo a una conferenza a Bologna dove faceva continuamente battute e rideva prima di averle concluse. Si sbrodolava e si piaceva tantissimo. Insopportabile.

  • 41
    Golem -

    Suzy, tuo figlio attingerà prima di tutto a quello che “vedrà e sentirà” intorno a sè, e saranno quegli stimoli, già dai primissimi anni della sua vita, che ne indirizzeranno le scelte future, non ho bisogno di dirtele io queste cose. Poi saranno le sue specifiche caratteristiche a trasformarle in cultura, ma io non sono particolarmente pessimista per il futuro. Certo, per me è pesante convivere con l’ignoranza che ci circonda, ma questo fa parte del mio temperamento, e seppure per ragioni diverse, sono insofferente sin dalla nascita.
    Quanto alla formazione accademica, questa, almeno per quanto mi riguarda, mi ha aiutato a saper discriminare il valore di una cognizione, oltre a fornirmene di nuove e disciplinarmi nella formulazione di una decisione. Ma io sono sempre stato curioso, e ricordo con quale avidità leggevo i tomi dell’Enciclopedia Curcio, che mio padre, pur spesso assente nella mia vita, volle in casa, pagandola a rate. Quella fu una miniera d’oro per la mia curiosità infantile, quando di canali TV ce n’era uno solo.
    Di quell’oro hanno bisogno i figli.

  • 42
    maria grazia -

    Suzy, ho parlato di mancanza di senso logico che vedo in molti “saputi”, quando invece lo studio e la cultura dovrebbero aprire la mente. Aprire la mente vuol dire appunto saper usare la logica. E se l’ ignoranza della casalinga bigotta di Voghera è accettabile, lo è un po’ meno quella della plurilaureata.
    Ho fatto un esempio a caso con i nomi dei filosofi ma avrei potuto farne tanti altri. Il punto non è quello. E infatti io i filosofi li conosco tutti, così come apprezzo la filosofia. E sono una che legge libri veri, compresi quelli cartacei, per capirci.
    Il mio mondo non è peggiore di tanti altri. È solo un mondo dove non c’è spazio per i diktat imposti dal sistema ( fai un lavoro fisso, ripetitivo e mal pagato, consuma, ammalati e muori ) né per la cosiddetta informazione ufficiale, dove quasi tutto è falsato. Ma non servivano i “complottari” per farlo capire. Chiunque sia un minimo sveglio lo intuiva da sé. Credo invece che chi ha fatto scelte conformi al sistema negli…

  • 43
    maria grazia -

    ..ultimi tre anni, si sia reso conto di avere limiti e fragilità ( come l’ipocondria ossessiva ) con cui non riesce a confrontarsi, e preferisce proiettare i propri demoni in un nemico immaginario esterno che funga da colpevole ( il “novax” untore e ignorantone in questo caso ).
    E fidati che il vero problema non sono gli influenzzzer che si arricchiscono raggirando la massa di collioni ( per quanto ciò sia moralmente deplorevole ). Tanto, influencer o no, i collioni resteranno tali.
    Sono d’ accordo con ARGO che i soggetti del tipo “so tutto io” alla fine risultano solo ridicoli. Sia al maschile che al femminile.

  • 44
    Max -

    Senza polemica verso nessuno, condivido ampiamente quanto detto appena adesso da Suzie, al netto delle frecciate personali in cui non mi piace mai entrare. Argo, è vero, Umberto Eco aveva un carattere impossibile, era un presuntuoso pieno di sé e profondamente intollerante con chi non la pensava come lui (io non l’ho conosciuto, ma ho avuto testimonianze dirette di persone che con lui hanno avuto a che fare). Ciò assodato, vorrei precisare che: 1. Al netto delle sue forti pecche caratteriali, molti dei suoi scritti dicono cose valide, che possono essere condivise o meno ma che comunque ci inducono a riflettere; 2. I caratteri di cacca non sono la logica conseguenza delle lauree umanistiche, tant’è che trovo persone simil-Eco anche fra chi ha fatto studi tecnico-economico-scientifici. È ovvio che se uno ha un carattere impossibile, lo manifesta nei campi in cui opera, quali che si siano.

  • 45
    Trader -

    Suzanne: “La vivacità intellettiva che possedevo durante i miei anni a filosofia ora me la posso scordare”
    Fai un lavoro che ti permette ancora di esercitare ancora le sinapsi e confrontarti con i colleghi docenti, che sono ad un certo livello intellettuale. Non stai tutto il giorno a fare la commessa con colleghe che leggono solo Donna Moderna. Certo, all’epoca dell’università esercitavi al massimo il cervello, imparando tre, quattro, cinque libri per un esame. Ma era stressante.
    Alle superiori un mio amico stava contestando l’utilità dello studio del latino. Gli risposi che era un’ottima ginnastica mentale. Mi ribattè che filosofia stimolava i ragionamenti, il latino semmai poteva essere una ginnastica mentale, ma nell’aspetto tecnico.
    Da adolescente preferivo le materie umanistiche, ma poi ho rivalutato quelle tecnico scientifiche, più utili per trovare una professione e risolvere tanti problemi. Per curarmi mi serve un medico, per costruire la casa un ingegnere e un…

  • 46
    Trader -

    un architetto, per le questioni fiscali sul mio lavoro mi serve un commercialista. Questo non significa che gli studi umanistici siano inutili. Servono per capire come è fatto il mondo che ci circonda, per ragionare. Ragionare serve per prendere decisioni corrette, per votare, per scegliere come vivere, per non seguire complottisti terrorizzati da fantasiosi veleni inoculati con il vaccino. Ci migliorano.
    L’ignoranza e la povertà sono due fattori correlati alla commissione dei reati. A fronte di un aumento dei reati, si alzano le pene, ma se si potesse agire aumentando cultura e benessere, si otterrebbero risultati migliori.

    MG, con tutti i siti porno gratis, chi ti avrebbe pagato per una foto di una donna nuda? Ma dai.
    Ma poi chi ha detto che il sistema impone una vita posto fisso, consuma muori? È una tua percezione, ma non è così. Forse è uno stile di vita che naturalmente molti perseguono per comodità, ma non è imposto.

  • 47
    Golem -

    Con l’abissale distanza che può dividermi da un Umberto Eco, posso dire di capirlo, immaginando gli sforzi cui è stato costretto dalla massa di “cefali” con cui inevitabilmente sarà venuto a contatto. E non solo, dico anche di apprezzarlo per il fatto di non essersi abbassato al punto di dover ricorrere all’ipocrisia per fingere ciò che non sentiva solo per bon ton, e magari illudere così qualche fesso di sentirsi stimato da una mente come la sua.
    Eco aveva una cultura sconfinata e non solo nell’ambito della sua specializzazione in semiotica, e potrebbe aver avuto il peggior carattere del mondo, ma resta uno dei massimi studiosi e intellettuali italiani dello scorso secolo. E il solo fatto di aver previsto la prevalenza del cretino con l’avvento di internet, lo pone prossimo al vertice della piramide.

  • 48
    maria grazia -

    Max, però non confondiamo il saper rispondere a tono con l’essere ignoranti o con l’avere un cattivo carattere. Io vedo troppa gente che non sa reggere un confronto perché non ha argomentazioni, e in quel caso si accusa il proprio interlocutore di essere aggressivo e difficile anziché ammettere le proprie carenze. Non parliamo poi di quando un narcisista mi provoca ( anche in modo velato ) e io so rimetterlo al suo posto, perché ormai certi meccanismi li colgo all’ istante. E mi sono resa conto che i narcisisti sono tantissimi, anche tra persone apparentemente del tutto insospettabili..
    Certamente il non sapere mi rendeva più aperta e fiduciosa e socialmente meno sola, ma anche molto più vulnerabile.
    Siamo immersi in una società egoica, dove conta molto di più apparire i migliori ( i più buoni, i più colti, i più giusti, ecc… ) piuttosto che apprendere e ASCOLTARE. Che è sempre un arricchimento.

  • 49
    Golem -

    La faccenda “istruzione” ha molte facce, alcune luminose e altre inquietanti. Sempre parlando di me, oggi mi rendo conto di quanto sia stato “fortunato” nello studiare da adulto per quella che è stata la mia formazione da architetto. Avendo fatto una scuola professionale da disegnatore meccanico dopo la scuola media (che in realtà era avviamento al lavoro) che mi ha dato una modesta ma importante formazione ingegneristica, dopo geometra serale, non dico che Architettura sia stata una passegiata ma siamo lì, visto che in 5 anni ho fatto 30 esami.
    Quell’esperienza pratica, da disegnatore è stata FONDAMENTALE, perchè oltre ad aver studiato la scienza meccanica ho imparato ad usare le macchine utensili e a saldare. E non c’è come l’esperienza diretta per imparare. Molti miei colleghi archi li vedevo sconsolati quando affrontavano le strutture metalliche, mentre io me le calcolavo da me, e arrivavo da studi di “secondo” livello, non i licei. Insomma, è vero quello che dice Suzy ma lo è pure quello che intende MG. Poi è la qualità del soggetto a fare la differenza.》

  • 50
    Golem -

    》Ne divo uno? Mies van der Rohe, (Mies il cognome del padre e Rohe quello della madre). Uno dei più importanti architetti e designer del ‘900.
    Era figlio di un marmista, e egli stesso aveva fatto lo scalpellino e l’operaio, con una formazione didattica (serale) di natura tecnica, ma è diventato quello che è diventato partendo da quelle basi poco più che
    “essenziali” senza MAI laurearsi in Architettura. Quindi tutto si può se si “è” e se si vuole. Ma è anche vero che quelli sono casi rari se non unici.
    Come ho già detto, l’università, oltre le ovvie nozioni, mi ha insegnato il “metodo” cioè il mezzo per organizzare quelle nozioni nel modo migliore per raggiungere un’obiettivo, come fossero mattoni tenuti insieme dalla malta dell’esperienza che alla fine fanno una costruzione.
    Qui spesso ho visto “menti” allo sbaraglio, dove si percepiva la mancanza di metodo e esperienza, che pur strasicuri del fatto loro costruivano con quei pochi mezzi solo castelli in aria. Per l’autodidatta il rischio è quello. E i più infatti restano lì, sulle nuvole, a sognare.

© 2000 - 2026 Letterealdirettore
Gestito da VALEXA s.r.l.s. | P.IVA IT09022550967