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Ho deciso di rinunciare ad avere figli

di eglevittoria

Riferimento alla lettera: Ho 41 anni e finora ho solo collezionato delusioni su delusioni. Ho anche convissuto per 3 anni con un uomo col quale non ci siamo più capiti ad un certo punto. Adesso vivo sola perchè non ho più i genitori. Dopo l'ultima delusione ho capito che probabilmente sbagliavo partner perchè...
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Data di pubblicazione: 17 Luglio 2014.

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Categorie: - Me stesso

1.066 commenti

Pagine: 1 6 7 8 9 10 22

  • 351
    maria grazia -

    M.
    per come la vedo io Rossana ha fatto indubbiamente scelte coraggiose PER L’ EPOCA IN CUI E’ STATA GIOVANE. e ha dimostrato di essere una donna di grande tenacia e con un forte spirito di resistenza e di sacrificio. MA NON E’ QUESTO IL PUNTO ! il concetto a cui io mi riferivo, e che parla di un cambiamento che le donne di oggi DOVREBBERO ESSERE CAPACI DI FARE, è quello di abbandonare l’ idea che noi donne dobbiamo sempre in qualche modo essere “angeli che si sacrificano per la causa”, immolate all’ abnegazione. ma dobbiamo invece riprenderci un pò di SANO EGOISMO come hanno sempre fatto gli uomini, e preoccuparci sopratutto per noi stesse e per il nostro futuro, prima ancora che per gli altri. Le donne di oggi secondo me non sono affatto da buttare via, come non lo era nemmeno rossana. E hanno grandi potenzialità pratiche e intellettive ( proprio come le aveva rossana ) ma troppo spesso, purtroppo, sacrificano questo loro potenziale e queste loro capacità per dedicarsi interamente alle altre persone ( i figli, il compagno, la famiglia di origine, o anche solo persona amiche ). Beh, se permetti, trovo che non sia giusto. penso che le donne la devono smettere di fare sempre le crocerossine e gli angeli custodi della situazione, e che debbano cominciare a svegliarsi se vogliono ottenere qualcosa dalla vita, liberandoci una volta per tutte di questa odiosa e fottuta paura di dover fare le “cattive bambine”. perchè altrimenti poi, come dice anche Rossana, è inutile lamentarsi.
    Come ho detto anche in un altro post, sono contraria anch’ io – a livello “astratto” – al concetto delle quote rose. MA NELLA PRATICA mi rendo conto che quello era L’ UNICO MODO per le donne italiane di imporsi di più nella vita pubblica. e anche in altri ambiti, essendo l’ Italia ancora molto maschilista, le donne non arriveranno mai da nessuna parte se non fanno qualche “sgambetto”.. mi dispiace ma la realtà è questa ! e in fondo forse è anche normale. perchè la vita è una lotta, e in questa lotta – a volte – bisogna essere un pò “figli di buona donna” per raggiungere i nostri obiettivi. ricorderò sempre le parole di un mio insegnante di matematica alle scuole superiori, che una volta mi disse:” la parità tra uomo e donna non esisterà mai. se vuoi che l’ altro non si approfitti di te, dovrai in qualche modo DOMINARLO “. finora, per quanto mi riguarda, i fatti non hanno mai smentito quella sua affermazione…

  • 352
    M. -

    Maria Grazia,

    Dominarlo in che modo?
    Qual è quell’elemento che ti permette di passare da una situazione di parità con una persona, a un livello di dominio, e quindi di superiorità?
    La forza? L’intelligenza? Che cosa?

    Tu vedi di buon occhio le donne che decidono di dedicarsi alla cura della famiglia, dedicandosi ai figli?
    Il lavoro non è che una delle tante vie che permette ad una persona di realizzare se stessi, di stare bene nel sentirsi utili. Se una donna trova nella famiglia il mezzo che le permette di trovare un equilibrio che ben venga.
    Prima di tutto per lei e poi per le persone che le stanno accanto.

  • 353
    maria grazia -

    “Dominarlo in che modo?”

    non so cosa intendesse esattamente il mio professore di matematica con questa frase, ma ha usato esattamente questo termine. io non mi sono mai trovata del tutto d’ accordo con questa sua teoria, e difatti ho sempre cercato di impostare i miei rapporti su un livello paritario, e anzi direi che tendenzialmente, fino adesso, ho acconsentito di ritrovarmi addirittura in “sudditanza”. E sai cosa ho capito ? CHE NON FUNZIONA ! Le donne che conosco e che da un punto di vista sentimentale SONO ANDATE AVANTI, non sono quelle che hanno “giocato lealmente”, come me, ma sono quelle che in qualche modo sono riuscite a piegare il partner ai propri voleri. quindi, alla fine, mi sa che il mio professore aveva ragione. anche per questo ho rinunciato ad avere legami ( a meno che qualcuno non mi faccia cambiare idea ). Io aborro il concetto secondo il quale qualcuno debba dominare l’ altro ( uomo o donna che sia ).

    “Tu vedi di buon occhio le donne che decidono di dedicarsi alla cura della famiglia, dedicandosi ai figli?”

    generalmente non le vedo di buon occhio. perchè di solito sono donne che usano il paravento della famiglia per trovare un uomo che le mantenga da un punto di vista finanziario. La donna che decide di dedicarsi esclusivamente alla famiglia e di rinunciare al lavoro fuori casa e alla vita sociale, è una donna DEBOLE, rinunciataria, pigra e che manca di spirito combattivo. è una persona psicologicamente ed emotivamente dipendente dagli altri ( dal compagno o marito in particolare ) e quindi non in grado di trasmettere ai figli ( sia maschi che femmine ) la sicurezza e la forza necessarie per affrontare la loro vita di adulti. Non a caso molti figli maschi disoccupati o eccessivamente mammoni, e molte figlie femmine fragili, insicure o sfortunate in amore, hanno avuto in famiglia madri “chiocce” e che facevano solo le casalinghe.

    “Se una donna trova nella famiglia il mezzo che le permette di trovare un equilibrio che ben venga.”

    La famiglia è solo il nucleo composto dalle persone a noi care, ma non può essere il MEZZO attraverso il quale una donna si “realizza”. questa è un’ assurdità ! una persona ( uomo o donna che sia ) si realizzano solo e unicamente facendo una vita piena e appagante e dedicandosi a un lavoro che piace e alle proprie passioni. i figli e il compagno di vita rappresentano i nostri affetti, le persone che amiamo. Ma la REALIZZAZIONE PERSONALE E’ UNA COSA DIVERSA.

  • 354
    rossana -

    Cara Valinda,
    riflettendo sul caso che, con caratteristiche simili ma diverse, ci accomuna, sono pervenuta a una conclusione che mi soddisfa pienamente, e che può essere esplicativa e consolatoria anche per te. Considerando l’amore privo di connotazioni sessuali, spesso definito affetto ma che sempre ricade sotto l’egida dell’amore, ho rilevato che nemmeno questo è sempre adeguatamente corrisposto: a volte non è ricambiato per niente, oppure lo è in modo carente o imperfetto. Quanti sono i figli adulti che amano un genitore che li ha lasciati o che, pur essendo presente, non si cura minimamente di loro oppure li ama meno di altri perché meno rispondenti alle sue aspettative? In senso opposto sono forse di meno i genitori che continuano ad amare, magari più di prima, figli, più o meno scapestrati, che hanno voltato loro definitivamente le spalle? Sono relativamente poche le persone capaci di chiudere le porte del cuore a seguito della verifica di un bilancio in passivo.

    I sentimenti non si comandano e non fioriscono sempre e soltanto su presupposti favorevoli d’equilibrato interscambio. Secondo me, fanno parte del bisogno UMANO d’amare, per alcuni più importante e più vitale che non per altri. Sempre in assenza di vere e proprie patologie. Per alcuni temperamenti la vita può essere considerata piena soltanto in presenza di sentimenti forti, che gli adulti orientano, com’è giusto che sia, su persone di loro scelta, proseguendo la via emotiva per tutti tracciata che inizia con l’amore dipendente dei bimbi piccoli, prosegue nell’espansione sociale con la selezione affettiva di amicizie adolescenziali (vero e proprio abc dei sentimenti) , per concludersi e concretizzarsi nel suo stadio maturo in un amore di coppia, il più ricco e fecondo di tutti, se è quando si realizza.

    E se non si realizza nella persona che si riterrebbe di poter meritare oppure in una persona disposta a ricambiare? Si può essere ugualmente condannati a non amare? Lunedì mattina, tornando dai cassonetti dell’immondizia, un attraente coetaneo mi ha fatto un complimento sensuale passandomi accanto in bicicletta. Ieri ha suonato alla mia porta e abbiamo scambiato due chiacchere in casa, avendo egli rifiutato la mia proposta di prendere un caffè nel vicino bar. La sintonia tra noi è stata fin da subito istintiva e profonda, mentalmente quasi perfetta. […]

  • 355
    rossana -

    […] Peccato che abbia moglie e tre figli, e che di conseguenza non proseguirò l’“amicizia” non volendo finire con il diventarne l’amante, per sopperire alla “crisi nervosa” della sua signora. Superata la soglia dei 25-35 anni le persone migliori sono di solito sistemate e non sono molto numerosi i single di ritorno che non racchiudano qualche pecca. Sesso sì, quanto se ne può volere ma sempre meno amore, con relativa anche parziale condivisione di tempo e di interessi…

    Per me va bene così, sia per la mia situazione familiare che per la scarsissima propensione alla vita sociale, che fa sì che le opportunità d’incontro siano quasi nulle. Ciò non toglie, però, che io non possa dedicare pensieri e attenzioni a chi mi piace, ampliando in tal modo il “corpo emotivo” della sua e della mia esistenza. Quando si è vissuta la passionalità dell’amore, finisce con l’apparire scialba anche la più completa e la più soddisfacente delle amicizie.

    Così, se credi, puoi fare anche tu, senza sentirti troppo legata a un rapporto ibrido, da tenersi nella considerazione e nella collocazione emotiva che gli compete, se questo ti può essere di sostegno, senza arrecarti sofferenza. A ogni scorrere di ventennio cambia la vita e la consapevolezza e con esse cambiano le aspettative e le motivazioni delle scelte amorose, calibrate sulle proprie esperienze, sulla conoscenza di sé e sui propri prioritari bisogni.

    un abbraccio.

  • 356
    M. -

    Cosa intendi con la frase “Le donne che conosco e che da un punto di vista sentimentale SONO ANDATE AVANTI…”?
    Avanti per arrivare dove?

    Quindi, se ho capito bene, hai provato ad impostare i rapporti sia a livello di sudditanza e sia a livello paritario, ed hai capito che non funziona.
    Il livello di dominanza, che è l’opposto della sudditanza (che non ha funzionato) lo aborri….quindi?
    Se i due opposti, sudditanza e dominanza, non ti vanno bene, e non va bene neanche la parità, che ti rimane?
    Sudditanza no
    Parità no
    Dominanza no

    Non è vero che la famiglia non possa essere uno dei tanti mezzi di realizzazione di una persona, così come non è vero che lo è solo il lavoro inteso in senso stretto.
    Ho amici ed amiche che sono cresciuti in una famiglia con una mamma che ha scelto di fare la mamma a tempo pieno, e né le loro mamme, né i miei amici, né le mie amiche che hanno fatto la stessa scelta, soffrono di tutte queste menomazioni affettive della quale hai scritto.
    Anzi…
    Per il tipo di lavoro che faccio ho avuto modo di vedere con i miei occhi che molte aziende, e molte persone, riescono a sopravvivere a tutto quello che sta succedendo, grazie alla famiglia che non rappresenta SOLO il centro di raccolta delle persone alla quale vogliamo bene, così come non è vero che la realizzazione personale non possa passare dai legami con compagna/o e figli o sia altra cosa da questi.
    Le relazioni personali sono, per me, la cosa più importante della mia esistenza.
    Saranno le relazioni personali che sceglierò di avere e come sceglierò di coltivarle, che lasceranno qualcosa di me quando non ci sarò più.

  • 357
    maria grazia -

    M.
    ti invito a leggerti questo commento postato in un altro thread da una forumista che si firma “luciana”. secondo me il suo post DICE TUTTO ( fermo restando che tra gli uomini italiani ci sono LE RARE ECCEZIONI )… ti riporto anche il link del thread di riferimento. come vedi non è solo la “famigerata maria grazia” a parlare male della famiglia tradizionale italiana !…

    http://www.letterealdirettore.it/famiglia-marito-suoceri-cognate/comment-page-13/#comments

    129
    luciana – 20 agosto 2014 13:00
    “queste cose succedono perché gli uomini italiani sono dei cagasotto,mammoni, infantili, medievali e arroganti! Sono strafottenti con le moglie e fidanzate e cagasotto se devono affrontare la vita seriamente. Io ho mandato a ca.... lui, la mamma,il padre e tutti quanti che si sono permessi di rompermi il cazz* per il loro divertimento, ho preso mia figlia, ho fatto i nostri bagagli e me ne sono data e tutto questo durante un pranzo di merda che ero costretta ad organizzard ogni domenica per sfamare le merdacce anche quando ero incinta. Quando l’idiota ha visto che ho fatto sul serio m’ha riempito il tel sms romantici, mi chiamava 1000 volte al giorno. Che soddisfazione quando l’ho chiamato un giorno con la voce mielosa il fesso i è presentato al ristorante credendo chissà cosae invece gli ho consegnato le carte per la separazione. Per la prima volta gli ho visto piangere. Poi ho deciso di non volere più uomini nella mia vita e invece ho conosciuto mio attuale marito: un tedesco meraviglioso, calmo, responsabile, presente, un amore. La sua famiglia è discretta ed educata,una favola. Quando vado nei confini per fare incontrare mia figlia a mio ex per le vacanze lui mi dice sempre di essere stato un co...... e ionon faccio altro che dargli ragione. Con questo vi consiglio di dare preferenza agli uomini stranieri e sopratutto quelli del nord europa! Quelli si sono uomini com la U maiuscola.”

  • 358
    M. -

    se la signora Luciana si fosse sposata con un africano avrebbe detto di scegliere gli africani perché loro sì che sono uomini con la U maiuscola.
    Se avesse sposato un brasiliano avrebbe detto di scegliere i brasiliani, perché loro sì che sono uomini con la U maiuscola.
    Quel post non dice nulla se non la solita storia degli ALTRI che sono stronzi, degli ALTRI che sono cagasotto.
    Se nella nostra vita falliamo in qualcosa, questi fallimenti trovano origine solo negli ALTRI.
    Ma come mai nessuno fa cadere su se stesso i risultati delle PROPRIE scelte??
    Perché Luciana non dice che aver vissuto con quello che lui chiama co......, è stata la conseguenza di una SUA scelta? Perché non dice che aver legato la sua famiglia e lei stessa con una famiglia che lei considera delle merde, non è stato il risultato di una SUA scelta?
    Perché quello che deriva dai propri comportamenti deve essere sempre scaricato sugli altri?
    Perché non impariamo ogni tanto a scaricare una badilata del letame, nato dai nostri comportamenti, addosso a noi stessi e basta?
    A volte farsi un bagno nella propria merda sarebbe molto salutare. Farebbe bene allo spirito. Dalla merda nascono i fiori, dallo scarica responsabilità non nasce niente.
    Uno decide di stare solo perché GLI ALTRI non vanno bene.
    Il mondo è una schifezza perché il mondo non va bene.
    Io non riesco a costruire dei rapporti interpersonali duraturi perché GLI ALTRI non vanno bene.
    Molto comodo parlare degli uomini italiani come dei cagasotto, ma come mai non si parla mai di quelle femmine buone a nulla, che fanno espodere famiglie per inseguire pruriti vaginali? Queste dove le lasciamo?
    La famiglia tradizionale italiana che tanto viene denigrata, è la stessa che c’è dietro a molte “famiglie” di adesso.
    Ci sono nonni e genitori che hanno costruito una famiglia italiana tradizionale sulla quale si sputa, che passano soldi a figli e nipoti senza lavoro o sommersi di debiti. Quando si decide di parlare male di qualcosa bisogna tener conto anche di questo, e non soltanto generalizzare.
    Non parlate male DEGLI ITALIANI, ma parlate male di voi stesse per aver scelto uomini di un certi tipo.
    Non parlate male della FAMIGLIA TRADIZIONALE ITALIANA, ma parlate della vostra famiglia “new age” che avete costruito, se ne siete stati capaci, perché altrimenti non si sa di cosa si parla se non si provano le cose DIRETTAMENTE sulla PROPRIA pelle.
    Si parla tanto di mancanza di responsabilità degli UOMINI ITALIANI, ma parlare della vostra responsabilità.

  • 359
    M. -

    nell’aver SCELTO determinati soggetti anziché altri?
    E poi perché bisogna sempre rendere eccezionale ciò che funziona? Perché le cose che funzionano devono essere l’eccezione?
    Perché l’eccezione non può essere il marcio?
    Perché l’eccezione non possono essere quelle situazioni che si sceglie di vivere?
    Perché?

    Perché questo continuo generalizzare?
    Generalizzare non significa avere larghe vedute, ma significa essere miopi, imprecisi, pressapochisti.
    Che ognuno impari a rendere se stesso, e non altri, il responsabile dei propri fallimenti e delle proprie mancanze.
    Che ognuno accusi prima di tutto se stesso per la propria rabbia, solitudine, incapacità.
    Una volta fatto questo allora si potranno accusare gli altri, ed il mondo intero, ma prima accusiamo noi stessi. E già qui c’è un mucchio di lavoro da fare.
    La famiglia tradizionale italiana è una merda?
    Benissimo! Fatene un’altra voi, di altro tipo, non tradizionale, e poi vediamo come andrà.
    Ma fatela però, perché accusare chi ha fatto ed ha fatto male (secondo certi pensieri) e poi non mettersi in gioco a fare bene (sempre secondo certi pensieri) è troppo facile.
    Fate vedere alla famiglia tradizionale italiana come si fa una vera famiglia funzionante.
    Ma fatelo però! Sputate su una tipologia di famiglia avendone una “alternativa” sulle spalle.
    Altrimenti non si è credibili, ma si parla solo di scoregge fritte.
    La famiglia tradizionale fa schifo, fa schifo, fa schifo, fa schifo….ma la vostra dov’è?
    Quello che voi schifate lo combattete con il nulla?
    Uomini italiani, uomini italiani, uomini italiani……però siete sempre qui in Italia. Andate a scegliervi i VERI UOMINI in giro per il mondo. Andate, andate, andate pure. Fatevi questo viaggio. Ne riparleremo al vostro ritorno.

  • 360
    maria grazia -

    “Perché Luciana non dice che aver vissuto con quello che lui chiama co......, è stata la conseguenza di una SUA scelta?”

    perchè nessuno di noi ha la sfera di cristallo, M., e per cui nessuno di noi è perfettamente in grado di prevedere a cosa lo condurranno le sue scelte.

    “Molto comodo parlare degli uomini italiani come dei cagasotto, ma come mai non si parla mai di quelle femmine buone a nulla, che fanno espodere famiglie per inseguire pruriti vaginali? Queste dove le lasciamo?”

    peccato M. che il numero di uomini che mandano all’ aria coppia e famiglia per i loro pruriti PENALI siano molto, MA MOOOOOOOLTO più numeroso….

    “La famiglia tradizionale italiana che tanto viene denigrata, è la stessa che c’è dietro a molte “famiglie” di adesso.”

    vuoi dire quelle famiglie in cui si compiono stragi ? in cui c’è totale incomprensione tra coniugi e tra genitori e figli ? quelle famiglie che si trasformano in gabbie per chi ne fa parte ? ti riferisci a queste famiglie M. ? perchè E’ QUESTA LA TIPICA FAMIGLIA ITALIANA DI OGGI !

    “Non parlate male della FAMIGLIA TRADIZIONALE ITALIANA, ma parlate della vostra famiglia “new age” che avete costruito”

    La famiglia italiana TRADIZIONALE in cui sono cresciuta, mi ha talmente TRAUMATIZZATA che finora non ho avuto voglia di costruirmene una mia !

    “Si parla tanto di mancanza di responsabilità degli UOMINI ITALIANI, ma parlare della vostra responsabilità.”

    Caro M. io sono una persona e una donna concreta e responsabile, e che nonostante il destino a lei avverso, è riuscita a costruirsi qualcosa nella vita. gli uomini che ho incontrato ? tutti diversissimi tra loro, ma identico risultato: FUGA TOTALE DI FRONTE AL SACRIFICIO, ALL’ IMPEGNO E ALLE RESPONSABILITA’. ASSURDE PRETESE E IDEE INFANTILI.

    “Perché questo continuo generalizzare?”

    ma io ho ammesso che ci sono anche LE ECCEZIONI !

    “La famiglia tradizionale italiana è una merda?
    Benissimo! Fatene un’altra voi, di altro tipo, non tradizionale, e poi vediamo come andrà.
    Ma fatela però”

    E dove sta scritto che bisogna per forza farsi una famiglia ???….

    “ma si parla solo di scoregge fritte.”

    😀 😀 😀

    “La famiglia tradizionale fa schifo, fa schifo, fa schifo, fa schifo….ma la vostra dov’è?”

    per ora è qui dove è sempre stata: nel mio cuore.

  • 361
    maria grazia -

    “Uomini italiani, uomini italiani, uomini italiani……però siete sempre qui in Italia. Andate a scegliervi i VERI UOMINI in giro per il mondo. Andate, andate, andate pure. Fatevi questo viaggio. Ne riparleremo al vostro ritorno.”

    A me personalmente piacerebbe uno scozzese 🙂

    certo, la famiglia media italiana di oggi fa proprio ca.... ! è un concentrato di ignoranza, opprimenza e conformismo puri. perlomeno la famiglia tipica di 20/30 anni fa qualcosa aveva di buono: ti faceva crescere con questi cartoni animati 🙂

    https://www.youtube.com/watch?v=R-IGd3oMXyA

  • 362
    M. -

    Ma come fai a credere, anche solo per scherzo, che le famiglie fatte da persone della mia e tua generazione, siano delle polveriere, stragiste, nella quale prima o poi ci si ammazzerà a vicenda???
    Capisco che la tua famiglia ti abbia traumatizzata, e questo si capisce da quello che pensi, ma non è che un trauma personale possa essere usato come metro di misura per la maggioranza delle famiglie italiane.
    È follia, è una visione folle, traumatica appunto.
    Dove sta scritto che una persona debba per forza farsi una famiglia? Non c’è scritto da nessuna parte, ma se io mi costruisco una opinione così totalizzante come lo è la tua, sarebbe saggio, ed intellettualmente onesto, usare come base le proprie esperienze personali, e visto che parliamo di famiglia contemporanea, l’esperienza personale coincide con l’avete una propria famiglia sulle spalle. Allora sì che, DOPO aver provato di cosa si parla, si possono trarre conclusioni.
    Le conclusioni si traggono su cose reali, non sulle idee.
    Che senso ha?
    E non è neanche vero che non si possono capire PRIMA di fare figli, famiglia e sposarsi, certi comportamenti di alcune persone. I segnali ci sono sempre, ma spesso si fa finta di non vederli. Per tanti motivi.
    Io sono un uomo italiano, con una mia famiglia e ti posso assicurare che di tutto ciò che pensi tu, non c’è nemmeno l’ombra, ed io non sono una eccezione alla regola. Stessa cosa per la famiglia dei miei genitori e quella dei miei nonni, che sono le due famiglie nella quale sono stato cresciuto ed educato.
    Hai avuto uomini diversissimi all’inizio ed uguali alla fine?
    Ti sei chiesta perché alla fine della fiera ti ritrovavi sempre con la stessa tipologia di uomini?
    Se siamo d’accordo nel dire che certi segnali saltano fuori durante un rapporto, e tu già avevi esperienza, perché hai continuato a SCEGLIERTI la stessa tipologia di uomo?
    Comunque non hai risposto alla mia domanda: perché la colpa è sempre degli altri?

  • 363
    M. -

    Ti do una bella notizia: le famiglie sane e gli uomini sani esistono e non sono una eccezione.
    Famiglie malsane esistono, come sono sempre esistite, e sempre esiteranno, ma non sono le uniche.
    Quindi il paravento dietro al quale si nascondono le proprie paure, le proprie fragilità ed il proprio immobilismo, salta via.
    Se vuoi puoi farti una famiglia SANA.
    Inizia da stanotte. Anche con William Wallace se ti piace.
    Il trauma che hai subito è tuo, è personale, spiacevole, brutto, ma non darla vinta a lui.
    I traumi annientano, fermano, rasano tutto al suolo, sono il niente. Ma si possono superare, se realmente si vuole farlo, e se non si vogliono usare come scuse.

    Prima di dire che cioccolato fa schifo, andrebbe assaggiato. Giusto per sapere di ciò che si parla.

  • 364
    Steve -

    M.
    Ma ancora perdi tempo con Maria Grazia? C’hanno rinunciato tutti. Dagliela anche te sta soddisfazione dai! Cosicché lei possa ripetere a tutto il mondo che le persone come lei sono scomode e danno fastidio perché diverse dalla massa. Quale massa poi?
    Damme retta…non sprecare tempo. Non c’è niente da fa!

  • 365
    maria grazia -

    @M.
    PRIMO: non mi sposerò mai !
    SECONDO: non credo nella fedeltà e nella monogamia. nel senso che secondo me NESSUN UOMO ( anzi nessun essere umano ) a questo mondo può essere ETERNAMENTE fedele alla persona che gli è vicino. e già per me questo basta a non credere ai dogmi su cui si fonda il concetto di famiglia “tradizionale”. E RIBADISCO CHE NON PARLO PER ME STESSA ! perchè io sono stata fedele ai miei fidanzati ( quando li ho avuti ), ma essendo storie che si sono concluse in pochi anni o in pochi mesi, non posso affermare se io ( o loro ) saremmo stati ETERNAMENTE FEDELI. capisci ?…
    TERZO: la famiglia tradizionale si basa sul concetto di “proprietà”: la donna/moglie è proprietà dell’ uomo/marito e deve sottostare alle sue decisioni. per me questo è un dogma inaccettabile perchè io credo solo nell’ autodeterminazione di ogni individuo ( uomo o donna che sia ! )
    QUARTO: ciò che più mi ha demotivato nel costruirmi una famiglia mia, non è stata tanto l’ esperienza che mi hanno trasmesso i miei genitori ( seppur abbastanza pesante ), ma sopratutto l’ estrema superficialità, immaturità e inconsistenza che ho visto finora negli uomini di oggi.
    QUINTO: sono una donna sessualmente disinibita, e questo spaventa qualsiasi potenziale marito o fidanzato. anche per questo penso di essere destinata a stare “sola”.
    SESTO: sono una rivoluzionaria in tutto e sono disposta a cambiare radicalmente vita dall’ oggi al domani, se la situazione non mi va più bene. stando così le cose, o trovo un uomo che la pensa come me, o sono dolori !..
    SETTIMO: mi spaventa la violenza degli uomini di oggi, la loro intolleranza nei confronti dell’ emancipazione femminile e i fatti di cronaca che sento ogni giorno su fidanzate e mogli che vengono uccise. quindi, come si suol dire… MEGLIO PREVENIRE CHE CURARE, ANZI … SOTTERRARE !…

    spero di essere stata esaustiva.

  • 366
    rossana -

    Golem,
    “se dovessi dire la mia quando lo ritenessi opportuno, mi auguro comprenderai che l’intento che mi prefiggo e’ analogo al tuo, anche se diametralmente opposto nel giudizio finale che ne deriva.” – in un forum è ovvio che sia così, anche se, per mia esperienza di vita, personalmente tendo a essere cauta, sia con le parole che con i giudizi perentori, che potrebbero, in alcuni casi, difficili da individuare da quanto scritto in pochi post, fare più male che bene, nonostante i migliori intenti. inoltre, ci sono quasi certamente persone che leggono, ancora più fragili di quelle che scrivono, a cui si potrebbe arrecare danno.

    mi sono appassionata a controbattere la tua tesi, che in termini di “distinguo” è di sicuro interesse, e quasi certamente continuerò a farlo in modo indiretto, non tanto per difendere il mio sentimento, a cui pure tengo abbastanza, ma per essere di supporto a chi è emotivamente molto più coinvolto di me in situazioni simili e potrebbe patire più di me il tuo atteggiamento distruttivo.

    Valinda,
    il tuo non è affatto un discorso patetico: è l’esposizione di una realtà che appartiene a molti, nella quale ognuno si destreggia come meglio sa e può. ricade in situazioni personali nelle quali bisogna trovarsi, o essercisi trovati, per poterle minimamente comprendere. anzi, dal mio punto di vista è apprezzabile il tuo coraggio nell’esporre un parere personale su qualcosa di vissuto e di doloroso, che in questo momento ti sta travagliando.

    non dubitare: uscirai, prima o poi, dalla tua attuale condizione d’incertezza e di sofferenza, con i tuoi tempi, le tue soggettive elaborazioni e le tue libere scelte.

    un caro saluto a tutti e due.

  • 367
    rossana -

    M.,
    grazie per i dati riportati sulle percentuali di aborti negli altri Paesi.

    hai ragione: è sorprendente quello relativo alla Svezia. a mio avviso, si potrebbe spiegare con le seguenti considerazioni:

    1) a quanto so, la vita sessuale è molto più libera e più precoce lì che da noi, spesso svincolata dal sentimento, e quindi può essere maggiore l’incidenza d’imprevisti.

    2) in una cultura relativamente “sollevata” da pressioni religiose, può essere più semplice considerare un embrione per quello che è e non per quello che a breve diventerà. la trafila storica in questo contesto è ricchissima, corroborata, anche, non soltanto dal progredire delle fattezze graduali di un corpo ma anche dall’indentificazione, ancor più complessa, del momento in cui nelle varie epoche si è ritenuto che in esso venisse infusa l’anima.

    3) premesso che credo che umanamente non ci sia nessuna decisione liberamente assunta dolorosa e in alcuni casi indelebile nella memoria quanto quella di abortire, può darsi anche che un popolo meglio strutturato in quanto ad aiuti statali sia nel contempo consapevole che un figlio ha bisogno soprattutto d’amore, per cui, se l’amore non c’è o è limitato fin dall’inizio, meglio è non nascere affatto. il riconoscimento economico e sociale non può compensare una crescita portata avanti alla meno peggio, con relativa indifferenza o, in alcuni casi, persino con repulsione.

    con tutto il rispetto per chi crede nei dettami della Chiesa, in questo contesto più che mai si dovrebbero avere idee chiare, non soltanto sulle proprie capacità di assumersi responsabilità pratiche ma soprattutto su quanto si è realmente in grado d’offrire emotivamente.

    sul pillolo, non era esattamente alla tua risposta che miravo ma a una carenza d’assunzione di responsabilità, visto che l’uomo è stato finora più propenso della donna ad avere una vita sessuale più intensa e più libera. tuttavia, la tua considerazione sull’importanza della virilità, anche soltanto percepita, è del tutto convincente.

    il criterio di scelta in base al merito non fa una grinza come principio. se, però, lo cali nell’attuale nostra realtà, non mi sembra più così lineare. non pensi anche tu che oggi, soprattutto ai vertici sia del Paese che delle grandi aziende soprattutto pubbliche, le scelte avvengano, come nella scuola a livello universitario, non propriamente basate sulle effettive capacità? in tal caso, corruzione per corruzione, potrebbe essere preferibile che questa sia equamente suddivisa.

  • 368
    Joshua -

    Steve, permetti anche a me di perdere tempo in questa discussione, che è effettivamente deviata dal post iniziale e in quanto tale diventata deviante, considerando che non ne ho perso prima né ne perderò ulteriormente dopo (quindi, per le ‘talebane’: non c’è bisogno di rispondere!).
    Uno dei massimi scrittori e pensatori di ogni tempo scrisse della ‘piattezza’ delle vite di chi ‘tutto può e nulla vuole’.
    Un altro pensatore, di tutt’altra cultura e continente, disse invece: ‘chi non vuole quando può, non potrà quando vorrà’.
    Tic-tac, care ‘talebane’… Tic-tac…
    Onore alle altre e agli altri, ovviamente, a quelle e a quelli che molto vorrebbero, poco potrebbero e per questo tantissimo lottano.

    PS: Cicerone (pre-Cristiano): id (familia) autem est principium urbis et quasi seminarium rei publicae.

    PPS: Anch’io spero di essere stato esaustivo… anzi, ‘maschiamente’ SO di esserlo stato!

  • 369
    M. -

    Sei stata esaustiva sul niente.
    Ribadisco: scoregge fritte le tue.
    È questa l’emancipazione femminile?
    È questo che significa essere rivoluzionari?
    Dici che non hai avuto storie abbastanza lunghe per poter affermare una cosa, però questo non ti impedisce di affermare il suo contrario.
    Ora, se per affermare bianco ho bisogno di esperienza, per affermare il suo contrario, il nero, avrò bisogno della stessa esperienza. Esperienza che tu non hai.
    La donna/moglie PROPRIETÀ dell’uomo?
    Ma vivi nel 2014 oppure no? Forse hai un ritardo di almeno 1000 anni.
    Le donne di una volta valevano poco (non per me), ma lasciavano molto.
    Quelle di adesso valgono molto, ma non lasceranno nulla.
    È questo il risultato dell’emancipazione come la intendi tu? Il nulla? Il vuoto?
    Dovresti guardare meno i Tg visto che ti devastano la mente in questa maniera, ma sappi che ci sono persone che vedono e ascoltano le stesse tue cose, ma poi, le cose, LE FANNO, non si parano dietro scoregge fritte, ma costruiscono e cercano di mantenere.
    Le tue sono tutte scuse dietro al quale vuoi riparare tutta la tua ENORME fragilità. E hai voglia ad indossare la maschera della combattente, della forte, di quella che spacca il mondo.
    Inizia a combattere con te stessa, e poi vedrai che il mondo, quello vero, non è fatto di giudizi basati su IDEE, ma è fatto di cose concrete.
    Mettiti in gioco, fai figli, fatti un giudizio su cose REALI e non su idee che hai nella tua testa, confrontati con cose vere, e vedrai che non è poi così male.
    Sicuramente ci vuole responsabilità e testa, ma stando a quanto dici, tu, sono cose che non ti mancano.

    Ciao

    Ciao Steve.
    So che Maria Grazia viene considerata come una difficile sul forum, ma chi sputa merda su cose che non ha mai provato, mi infastidisce. È un modo di fare che purtroppo dilaga. È una falsità, una ipocrisia, un insulto a tutti i cervelli funzionanti, sani, senza abrasioni cerebrali.

  • 370
    rossana -

    M., Joshua,
    leggere e considerare punti di vista derivanti dalla logica maschile è una delle principali ragioni per cui mi piace questo forum.

    grazie!

    M.,
    sei stato fortunato a crescere in una famiglia che ti ha insegnato l’autonomia in tutti gli aspetti della vita (così ho cercato di fare anch’io, con mio figlio, con un successo che reputo parziale ma comunque abbastanza soddisfacente). come te era anche il mio ex marito, il marito di mia sorella e, guarda caso, pure il mio amante (da tutti all’epoca considerati mosche bianche). così tendono ad essere ora due miei nipoti, che hanno intorno ai cinquant’anni. segno evidente che la cultura in questo ambito sta cambiando.

    ma… a tutt’oggi, a mio avviso, sono ancora troppi gli uomini che reputano avvilente occuparsi di faccende di casa, da condividersi con la compagna che lavora, e troppe anche le donne che vedono questa attitudine come svilente la virilità. a mio avviso, è necessario che le forme mentali collettive cambino, e anche rapidamente, se possibile, per il bene della coppia media.

    resto, comunque, dell’opinione che ognuno deve rispettare soprattutto la sua indole di fondo, da realizzarsi nel modo che più gli è congeniale. e che questa deve affiancarsi in modo armonioso, mai costrittivo, a quella del partner che si sceglie.

    non ho grande senso materno, perchè si potrebbe dire che mai ho conosciuto la tenerezza di una madre. sono stata cresciuta come un maschio, e tale per certi versi ritengo di essere. tuttavia, sono stata lacerata dal dover lasciare il mio piccolo in mani altrui per riprendere il lavoro a meno di un mese dal parto.

    niente può sostituire l’amore di una madre, se questa ama, per cui vedrei molto positivamente almeno tre anni “sabbatici” da lasciare come possibilità a ogni donna che mette al mondo un figlio, con integrazione successiva nel proprio posto di lavoro. se fossi giovane e trovassi il consenso di altre donne, per questo tipo di scelta mi batterei, indipendentemente dal fatto che sia gradita o meno alle donne in carriera. non si può, e non si dovrebbe, costringere nessuna donna a optare per la famiglia o per il lavoro.

    anche se questo non sarebbe il mio caso, concordo con te che una donna può sentirsi perfettamente realizzata in famiglia. anzi, ammiro molto chi lo è e sa dare in ambito privato contributi anche più importanti di quelli che potrebbe dare in ambito pubblico.

    buon pomeriggio!

  • 371
    rossana -

    Maria Grazia,
    “molte donne sono poco propense a lottare e a cambiare le cose perchè ormai sono STANCHE E RASSEGNATE. un pò come i disoccupati” – comprendo il tuo punto di vista, dilagante, purtroppo, anche in altri contesti.

    “rimango nel mio piccolo, faccio la “brava ragazza”, BASTO A ME STESSA” – non è stato per fare la “brava ragazza” che non ho aspirato ad avere di più. ho semplicemente seguito la mia indole, che non è prevaricante, e il mio sentire, sulla falsariga di quello di San Francesco, pur sfruttando tutto quello che avevo a disposisione e sporcandomi le mani quanto è stato sufficiente per provvedere alla mia famiglia. sono più che soddisfatta di essermi procurata lo stretto necessario e non vedo quali ragioni avrei potuto avere di contrappormi alla competitività maschile più bieca, che non approvo. giusto per chiunque, uomo o donna che sia, perseguire il meglio possibile per sè e per i propri cari, possibilmente, però, senza troppo calpestare i più deboli e i meno dotati.

    come reputo nefasta la rivalità femminile per ottenere la preferenza di un uomo, considero negativa la competitività maschile per essere socialmente riconosciuto come il migliore.

    come Marisa Bellisario, e Adriano Olivetti, il mondo che avrei voluto veder realizzato con il contributo femminile è diverso da quello che tuttora vivo, in cui sono predominanti l’aggressività e l’egoismo maschili. è l’uomo che arma le guerre. avrei voluto vedere l’animo femminile in azione per fermarle, non solo nel subirne nella carne della loro carne le conseguenze. non so se mi sono spiegata: vorrei che le donne si sforzassero di contribuire a migliorare la vita di tutti sul pianeta, senza per questo necessarimente sottomettere o esautorare l’altra metà del cielo. forse questo avverrà in futuro. almeno voglio continuare a sperarlo…

  • 372
    Golem -

    Ciao Rossana. Permettimi di dire che non condivido la tesi della “cautela” nei confronti di chi sta vivendo certe esperienze come quelle di Valinda, essendo convinto, come sai, che gli amori non corrisposti siano il corrispettivo di un binario morto. Alimentare, anche con le migliori intenzioni e la sensibilità’ del caso, illusioni riguardo una storia che non è mai iniziata e mai lo farà, ritengo sia peggio che mettere la protagonista di fronte alla realtà dei fatti, che al momento mi pare siano quelli che ho appena esposto. Anzi, una visione chiara e oggettiva delle cose, che prima o poi si evidenziera’ con chiarezza, può portare piu velocemente anche ad una accettazione più serena della vicenda, come quella che mi pare abbia raggiunto tu.
    Un saluto.

  • 373
    maria grazia -

    M.
    Tu continui a parlare come se farsi una famiglia FOSSE UN OBBLIGO. ma devi capire che non è così, che non tutti hanno questo destino ( per circostanze di vita, per indole, per convinzioni personali ). e mi stupisce che proprio tu ( che lì per lì sembravi tanto aperto mentalmente e tanto cosciente delle cose ) ora mi cadi così ! comincio a credere che tu sia un troll. e mi auguro che IL VERO M. riprenda il “comando”, o che torni in sè ! … te lo chiedo seriamente: ma davvero credi alle stronzate che dici ? ma non ti rendi conto di quanto le tue esposizioni siano frutto dei pregiudizi e dei luoghi comuni ? affermare che una donna non lascerà NIENTE al mondo solo perchè non ha fatto dei figli ( figli che magari poi diventano delinquenti, drogati, assassini o stupratori ) significa davvero tornare indietro di 1000 anni ! e gli uomini che ho incontrato finora nel mio cammino sentimentale la pensavano come te, e cioè che una donna che non si riduce a serva dell’ uomo e della sua prole, è una donna che non vale niente. ecco perchè ho deciso di non sposarmi e di non avere figli. io non credo nel matrimonio e mai ci crederò ( dire che due persone si ameranno per sempre perchè si fa un CONTRATTO è una cazzata ) però ammetto che mi sarebbe piaciuto avere un figlio. MA AVERLO CON L’ UOMO GIUSTO! E non con uomini che fanno i tuoi ragionamenti, che mi accusi di fragilità e inconsistenza solo perchè ho OSATO criticare gli uomini italiani. QUI QUELLO FRAGILE E INFANTILE SEI TU ! Cosa potrebbe mai trasmettere un uomo come te a mio figlio ? L’ intolleranza verso le diversità e il pensiero altrui, il non rispetto della donna ( denigrare una donna in quanto emancipata E’ GRAVE, caro M., è segno di NON RISPETTO ), l’ ignoranza e la banalità della sottocultura piccolo-borghese ? MA PER CARITA’ ! faccio a meno di creare una famiglia del genere ! e sono invece FIERA di portare avanti la mia vita anche così com’è, facendo ogni giorno quello che mi piace e facendo scoperte interessanti. Le mie porte rimangono aperte per l’ eventuale arrivo di un uomo DAVVERO ADATTO al mio modo di essere e di interpretare la vita, ma se questo continuerà a non accadare, io non darò luogo alla creazione di una “macchina infernale”, di una gabbia invisibile in cui io e i miei ipotetici figli ci troveremmo incastrati SOLO PERCHE’ ABBIAMO DOVUTO SODDISFARE IL PRECETTO COMUNE DELLA FAMIGLIA ITALIOTA ! ti è chiaro o no ? UOMO PATRIARCALE ?

  • 374
    maria grazia -

    “vorrei che le donne si sforzassero di contribuire a migliorare la vita di tutti sul pianeta, senza per questo necessarimente sottomettere o esautorare l’altra metà del cielo.”

    Cara rossana
    le donne questo lo stanno già facendo. parlo di tutte quelle donne che per andare avanti e svolgere il proprio compito ( qualunque esso sia ) non mendicano la presenza di un uomo nella loro vita e non pretendono una sorta di “mutuo soccorso” in quanto donne. Sono le donne NUOVE di oggi, le donne che hanno compreso che la VERA REALIZZAZIONE non nasce dal compiacere gli altri, ma dall’ appagare se stesse. SOLO COSI’ poi ci si potrà aprire e dedicare anche “al mondo”. queste donne hanno inoltre capito che la VERA EMANCIPAZIONE non significa sposare un uomo per poi dilapidarlo, ma significa raggiungere i propri scopi sfoderando le proprie personali abilità.

    “come reputo nefasta la rivalità femminile per ottenere la preferenza di un uomo, considero negativa la competitività maschile per essere socialmente riconosciuto come il migliore.”

    purtroppo a questo mondo tutto ha un prezzo. SONO SCELTE INDIVIDUALI, OVVIAMENTE. non dettami ASSOLUTI.

    “è l’uomo che arma le guerre. avrei voluto vedere l’animo femminile in azione per fermarle, non solo nel subirne nella carne della loro carne le conseguenze.”

    purtroppo rossana noi donne, da sole, non possiamo fare MIRACOLI, e non è facile porre rimedio a tutte le cazzate che gli uomini combinano ! …
    un caro saluto

  • 375
    Sentenza -

    Ma come fate a perdere tempo con lei?

    Donna sola, paurosa della vita, insicura, asociale… ormai persa nel suo mondo di TG5 e youtube. Vive una realtà sua, nel suo mondo si riflette e nel suo mondo se la canta.

    Ha bisogno d’aiuto, ma mai lo capirà. Un pò il suo carattere immaturo, un pò il suo passato non troppo fortunato. Difficile salvarla oggi, difficile che comprenda.

    Chissà quante come lei! Troppo fragili per far si che il passato non influisca il presente.

  • 376
    rossana -

    Sì, Golem,
    ma l’ “accettazione serena” non l’ho raggiunta perchè qualcuno mi ha in tal senso orientata. e non l’ho fatto nemmeno in un mese o due, senza patire quanto necessario per trovare un MIO equilibrio nella “vicenda”.

    secondo me, sono percorsi personali, sui quali è bene esprimersi in modo schietto, se un parere viene chiesto (come ho fatto anch’io, più in privato che in pubblico) ma non mi sembra utile insistere più di tanto, sparando a zero su sensazioni che non si conoscono, in quanto anche troppo soggettive. soprattutto se non ci si sta rivolgendo a ragazzini (l’indefinito è voluto)!

    punto di vista di sensibilità “al femminile”, che può essere in netto contrasto con la logica maschile. non è che procedendo più velocemente si soffra meno. ognuno ha i suoi tempi, soprattutto in questo genere di cose…

    saluto ricambiato.

  • 377
    rossana -

    Maria Grazia,
    mi fa piacere che nella tua personalità sia emersa a tutto tondo l’ombra dell’imprinting nefasto (raramente identificabile con chiarezza) della famiglia in cui sei cresciuta, com’è successo anche a me e a molti altri esseri umani, sia maschi che femmine.

    una nipote ha “sperimentato” ben 5 compagni prima di raggiungere la stabilità con l’ultimo, con cui ora convive serenamente da anni, a causa essenzialmente di intralci emotivi derivanti da un insieme perverso di cattivi vissuti familiari. se non avessi avuto un crollo totale di presunzione nel mio primo tentativo di coppia, e non fossi stata aiutata a rinascere, forse mai avrei avuto la gioia di vivere felicemente una seconda opportunità. banale ma vero: alcuni percorsi emotivi sono molto più accidentati di altri.

    renditi conto, però, come ho fatto anch’io, che nella famiglia e nei genitori non tutto è mai del tutto negativo o positivo. ogni persona e ogni nucleo di persone esprime luci e ombre, con l’aggravante che positività e negatività non sono percepite in egual modo e in egual misura da un qualsiasi essere umano, ed è proprio questa complessità che rende l’uomo così diverso da tutte le altre creature.

    l’inconveniente più serio che vedo in te, che ti ostacola nel cammino a ritroso di comprensione e assoluzione di quanto non ti ha dato quello che sarebbe stato più utile per una crescita equilibrata, è paradossalmente, a mio avviso, la tua intelligenza, che ti porta a una carenza d’umiltà. c’è chi accetta di mettersi in discussione e di provare a ricostruirsi e chi no, favorendo così un lento scivolare nella carenza di concretezza, isolandosi involontariamente, a poco a poco, dalla realtà.

    sei ancora molto giovane. se vuoi, puoi lasciar cadere almeno in parte le rivalse esasperate, orientandoti su un maggior adattamento a quanto ti circonda, anche se è grazie alle persone come te, che pagano di tasca propria prezzi salati, che il mondo cambia più rapidamente.

    scusa se mi sono permessa “una tantum” un’osservazione così invadente, a fini amichevoli, quasi materni.

    un abbraccio.

  • 378
    maria grazia -

    “Difficile salvarla oggi”

    scusa ma da COSAAA dovrebbero salvarmi ?? … 😀 😀

  • 379
    M. -

    Io non credo nell’OBBLIGO di farsi una famiglia, ma credo nell’OBBLIGO di sapere, per esperienza DIRETTA, di cosa si sta parlando! Di muovere accuse, di per sé legittime, ma solo ed esclusivamente se sono basate su cose concrete e non su idee campate per aria.
    “ma non ti rendi conto di quanto le tue esposizioni siano frutto dei pregiudizi e dei luoghi comuni ? ”
    IO ho pregiudizi e mi baso su luoghi comuni? Io? Non tu?
    Il pregiudizio è una opinione ANTERIORE alla DIRETTA conoscenza dei fatti, e non lo dico io questo, ma lo dice il dizionario.
    Quindi sarai ben tu quella che parla usando pregiudizi, sarai ben tu a parlare di cose che non sai.
    Ripeto la domanda: è questo il risultato di ciò che tu intendi per emancipazione? Sei tu il risultato di tutto questa grande battaglia che invochi sempre?
    Sei tu che dovresti rappresentare la donna MODERNA che considera le donne sposate come OGGETTI di proprietà del marito? Perché questa è l’idea (anche qui, idea e non sostanza) che hai scritto tu in qualche post fa.
    Pensa un po’ , sei la paladina delle donne, eppure le reputi incapaci di essere in grado di farsi trattare come esseri umani, e non come oggetti di proprietà. Però, complimenti!!!
    Se io critico qualcosa dicendo che è sbagliata e che così non funziona, come minimo, come minimo, come MINIMO, devo essere in grado di mettere sul tavolo, con esempi concreti e non con idee fuffa, un’alternativa.
    Dovrei essere in grado di far vedere a quelli che io considero dei poveri idioti, schiave ed usurpatori, in che modo le cose possono essere fatte meglio.
    Ti piace sputare merda sulla famiglia piccolo borghese italiota? Benissimo! Dov’è la tua alternativa? Indica a me e a tutti quelli come me, che hanno raccolto la sfida di farsi una famiglia, la retta via.
    Qui di schiava ce n’é una sola e sei tu. Sei schiava dei tuo pregiudizi, sei schiava del tuo passato e della tua paura. Abbi rispetto per persone che, a differenza tua, sono davvero dei combattenti, abbi rispetto per quelle persone che a differenza tua, raccolgono le sfide e non si nascondo dietro ai propri parti anali, come fai tu.
    Abbi rispetto per quelle persone che nonostante tutti i problemi che ci sono, li affrontano ed hanno il coraggio di andare avanti.
    Tu sei la rivoluzionaria del niente perché non proponi nulla a ciò che critichi. Non proponi una nuova evoluzione sociale.
    Maria Grazia, la rivoluzionaria UN TANTO AL CHILO!

  • 380
    M. -

    Quella famiglia che a te fa tanto schifo, é la stessa che da millenni crea e porta avanti l’intera umanità, la società, ha fatto nascere te, ti ha permesso di imparare a leggere, a scrivere, ti ha dato la possibilità di vivere ecc…
    E non credere che le realtà difficili accadano solo in qualche famiglia.
    Ogni famiglia ha il proprio bagaglio di tragedie da portarsi dietro, ma le tragedie sono tragedie, non sono alibi, né luoghi in cui appartarsi a non fare niente, se non giudicare. Leggi Joshua

    Rossana,
    la fortuna, per me, non esiste, ed è statisticamente impossibile veder riproposta la stessa fortuna in 3 famiglie diverse (nonni, genitori ed io). Sarebbe come vincere tre volte il Superenalotto. Bello, ma impossibile.
    È più che altro un discorso di educazione culturale.
    Tra i miei nonni e le famiglie dei loro fratelli, c’è sempre stato un rapporto di rispetto. Tranne in una famiglia.
    Mio nonno mi diceva sempre che “gli alberi vanno raddrizzati da piccoli” e se si inizia ad educare i bambini al rispetto, allora sarà più facile non creare stupide tensioni e luoghi comuni in futuro.

    Riguardo al post 367 non mi trovi tanto d’accordo.
    Il tradimento maschile era ritenuto più accettabile rispetto a quello femminile, ma gli uomini con chi tradivano? Se tradivano con donne, allora le donne sono traditrici tanto quanto gli uomini. La differenza sta nel fatto che un uomo tradito pesava di più di una donna tradita. Le corna in testa ai maschi era meglio nasconderle; erano un attacco alla virilità, alla dignità sessuale di un uomo. Dignità sessuale che alle donne non era riconosciuta. Forse è per questo che è passato il messaggio che gli uomini siano più traditori. Io poco ci credo, comunque.

    Che le scelte non siano tutte basate sul merito è vero, ma quali risultati stanno dando? Che risultati danno scelte che utilizzano un criterio di selezione diverso da quello del merito?
    Il criterio sessuale non è garanzia di merito.
    Per garantire il merito nei concorsi pubblici basterebbe iscriversi con un codice a barre, senza specificare il proprio nome e cognome. A selezione avvenuta si saprà quanti maschi e femmine avranno passato MERITATAMENTE il concorso. Tutto qui.
    A volte per scoprire l’America non c’è bisogno di attraversare mezzo mondo, ma basta girare l’angolo.

  • 381
    maria grazia -

    “Sei tu il risultato di tutto questa grande battaglia che invochi sempre?”

    ovviamente no ! io sono solo il risultato di un’ epoca di transizione tra la sottomissione della donna e la sua completa liberazione.

    “Sei tu che dovresti rappresentare la donna MODERNA che considera le donne sposate come OGGETTI di proprietà del marito?”

    in un matrimonio attuale la donna è PROPRIETA’ dell’ uomo, tanto quanto l’ uomo è PROPRIETA’ della donna, a causa di leggi sul divorzio pericolose e incastranti. quindi, il matrimonio è deleterio tanto per la donna quanto per l’ uomo ! per la donna perchè ne limita la libertà di azione. per l’ uomo perchè mette a rischio il suo patrimonio economico.

    “Se io critico qualcosa dicendo che è sbagliata e che così non funziona, come minimo, come minimo, come MINIMO, devo essere in grado di mettere sul tavolo, con esempi concreti”

    è quello che faccio amore mio ! 🙂

    “Ti piace sputare merda sulla famiglia piccolo borghese italiota? Benissimo! Dov’è la tua alternativa? ”

    La famiglia del Nord Europa ! quello è un vero modello SANO di famiglia !

    “Qui di schiava ce n’é una sola e sei tu. Sei schiava dei tuo pregiudizi, sei schiava del tuo passato e della tua paura”

    Le uniche cose di cui sono veramente schiava sono l’ uomo che amo ( quando mi innamoro ) e la cioccolata 😀

    “Abbi rispetto per persone che, a differenza tua, sono davvero dei combattenti”

    e tu saresti un combattente perchè hai trovato una che sta a casa invece di lavorare e che ti lava regolarmente le mutande ?? HAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHA 😀 😀
    ragazzi ! è bello leggervi… vi prego non smettete di scrivere queste boiate!.. siete il mio antidepressivo 😀 😀 😀

    “Maria Grazia, la rivoluzionaria UN TANTO AL CHILO!”

    e ogni mio chilo vale ORO ! SIORE E SIORI !! hihihihihihi 😀

  • 382
    maria grazia -

    “Quella famiglia che a te fa tanto schifo, é la stessa che da millenni crea e porta avanti l’intera umanità”

    e i risultati sono sotto gli occhi di tutti…

    “ti ha dato la possibilità di vivere ecc…”

    NO ! ha fatto sì che io mi ADATTASSI ( seppur molto bene ) a un’ esistenza che non mi appartiene. E’ diverso !

    “E non credere che le realtà difficili accadano solo in qualche famiglia.”

    ma la famiglia, così come è impostata in Italia, NE AGGRAVA GLI EFFETTI.

    “Per garantire il merito nei concorsi pubblici basterebbe iscriversi con un codice a barre, senza specificare il proprio nome e cognome. A selezione avvenuta si saprà quanti maschi e femmine avranno passato MERITATAMENTE il concorso. Tutto qui.”

    Salvo poi escludere le vincitrici di sesso femminile, o sottoporle a ricatti sessuali per conservare il posto, una volta scoperta la loro identità ! …

  • 383
    M. -

    Quello che io non accetto non è la tua mancata costruzione di una famiglia.
    Di quello non mi interessa perché sono cose che riguardano te e basta. Ognuno è artefice del proprio destino.
    Ma quando tu identifichi la famiglia come un centro di sterminio, composto da donne-oggetto/schiave e uomini cerebrolesi, a me questa cosa non sta bene, perché io rientro nella categoria che tu tanto attacchi, ed io non sono disposto ad essere etichettato nel modo in che hai scritto tu, che sono altro che idee frutto del niente.
    La discussione poteva vertere sulla famiglia, così come sul modo in cui ci si alla le scarpe, non ha importanza.
    Quello che a me infastidisce è chi sentenzia a tuttotondo su cose che non sa. La critica fatta tanto per criticare è fastidiosa.
    Tu, Maria Grazia, proponi un’antitesi estrema ad una tesi estrema raggiungendo un solo risultato: l’uguaglianza estrema. Dire che le famiglie sono pezzi di paradiso e dire che le famiglie sono pezzi di inferno, significa dire la stessa cosa: una bugia.
    Essere di larghe vedute significa riuscire a cogliere quante più sfumature possibili, altrimenti si è solo miopi.

  • 384
    M. -

    “e tu saresti un combattente perchè hai trovato una che sta a casa invece di lavorare e che ti lava regolarmente le mutande ?? HAHAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHA 😀 😀
    ragazzi ! è bello leggervi… vi prego non smettete di scrivere queste boiate!.. siete il mio antidepressivo 😀 😀 :D”

    E quando mai ho scritto una cosa del genere?
    un’altra tua idea campata per aria. Un’altra tua visione.
    Cara mia io le mie mutande me le lavo da solo da quando avevo 16 anni e di certo non ho bisogno di nessuna schiava per sopravvivere, e quella “una” alla quale ti riferisci lavora eccome. Lavoratrice, mamma e compagna.

    Tu sei buona solo a fare la “ciuccia di fatica” perché per fare altro, per fare di più, non sei in grado. Deserto totale intorno a te. Potrai anche essere carina e abbastanza giovane, ma aspetta ancora qualche anno e poi te ne accorgerai di cosa significa essere state solo belle.
    Rimarrai con un pugno di peli pubici in mano.
    Ad majoram bella di notte! Fai pace con il tuo passato cara.
    GUERRIERA dell’armata Brancaleone.

    Vai a leggerti il bellissimo articolo sulla famiglia DEL NORD EUROPA, la tanto divinizzata Germania, e vedi un po’ che cosa hanno scritto sui BAMBOCCIONI TEDESCHI.
    Ciao solitudine.

  • 385
    ... -

    “Essere di larghe vedute significa riuscire a cogliere quante più sfumature possibili, altrimenti si è solo miopi.”

    Completamente d’accordo su questa frase.

  • 386
    maria grazia -

    M.
    francamente non so cos’abbia di così estremistico e falsato il mio discorso… ho solo detto che – NELLA MEDIA – la tipica famiglia italiana presenta molte falle, a danno sopratutto della componente femminile. Mentre sarebbe auspicabile emulare il modello familiare dei paesi nordici, dove, guarda caso, i femminicidi e le stragi familiari sono quasi inesistenti. mentre da noi ormai sono un fatto quasi quotidiano, e questo a mio avviso è TRAGICO E PREOCCUPANTE. se poi vogliamo fare della demagogia e negare l’ evidenza ( cioè che la “cultura italiana – maschilista e fallocentrica – ha prodotto tutto questo ) ok fate pure ! ma poi non stupitevi se sempre più donne italiane opteranno per il nubilato vita-natural-durante, oppure sceglieranno partners stranieri ( specialmente tedeschi, inglesi e americani ).

  • 387
    Sentenza -

    “siete il mio antidepressivo”

    Veramente questo forum è la tua vita… visto che la tua esistenza è vuota! Povera stolta… ovvio che hai trovato solo poveri uomini, sfortunati e falsi!

    Devi aver vissuto proprio una vita squallida!

  • 388
    M. -

    Per Maria Grazia e per tutti quelli che leggono:

    “francamente non so cos’abbia di così estremistico e falsato il mio discorso… ho solo detto che – NELLA MEDIA – la tipica famiglia italiana presenta molte falle, a danno sopratutto della componente femminile. Mentre sarebbe auspicabile emulare il modello familiare dei paesi nordici, dove, guarda caso, i femminicidi e le stragi familiari sono quasi inesistenti. mentre da noi ormai sono un fatto quasi quotidiano, e questo a mio avviso è TRAGICO E PREOCCUPANTE. se poi vogliamo fare della demagogia e negare l’ evidenza ( cioè che la “cultura italiana – maschilista e fallocentrica – ha prodotto tutto questo ) ok fate pure ! ma poi non stupitevi se sempre più donne italiane opteranno per il nubilato vita-natural-durante, oppure sceglieranno partners stranieri ( specialmente tedeschi, inglesi e americani ).”

    Allora ho fatto una ricerca su questo femminicidio e questa cultura degradata italiana.
    I dato sono dell’OMS , Organizzazione Mondiale della Sanità e riguardano i tassi di donne uccise per mano del partner o ex partner nei principali Paesi d’Europa, ed i risultati mi hanno lasciato a bocca aperta!!! Se sulle parole possiamo scannarci, sui numeri no!
    E allora, questi sono i dati:

    per ogni 100.000 abitanti le donne uccise sono:

    Italia: 0,5
    Gran Bretagna: 0,8
    Francia: 0,9
    Germania: 0,8
    Svizzera: 0,7
    Spagna: 0,6
    Norvegia: 0,5
    Olanda: 0,5
    Austria: 1,3
    Finlandia: 1,3
    Russia: 8,7

    Questi dati INCONFUTABILI dicono che l’Italia è uno dei Paese europei più sicuri per una donna.
    Nelle CIVILISSIME Finlandia e Austria, il tasso delle donne uccise è TRIPLO rispetto a quello italiano!!!!!
    La Germania ha un tasso di 0,8 contro lo 0,5 italiano.
    Solo la Grecia è il paese europeo più sicuro, con un tasso pari allo 0,3.

    Sempre secondo l’OMS negli anni ’80 in Germania si uccideva il doppio rispetto che in Italia, e teniamo conto che noi, in quegli anni, dovevamo fare i conti con omicidi legati a stragi mafiose e terroristiche.

  • 389
    maria grazia -

    Sentenza
    e va bene lo ammetto ! … ebbene si !! ho vissuto una vita squallida, non ho un caxxo da fare tutto il giorno e questo forum è il mio unico riempitivo, ho incontrato solo omuncoli, ho avuto solo delusioni ed esperienze avvilenti e tristi. e ora, MAGICAMENTE, ho trovato in questo forum personaggi ILLUMINANTI come te… che mai un’ umile e sciocca donna qualunque quale io sono avrebbe sperato di intravvedere nel tunnel della sua gretta esistenza ! quale incredibile miracolo, quale mirabile accadimento… poter interloquire con SENTENZA qui su LAD !! Ora si che la mia vita cambierà. ora si che posso attingere anch’ io alla mia fonte di gioia, di verità e di conoscenza…. ragazzi !!! C’E’ SENTENZA !!! …..

  • 390
    M. -

    Nel 2012, dati ufficiali del Viminale e dell’EURES, nel 2012 in Italia sono morte per mano di uomini, 75 donne.
    I morti per cause legate ad incidenti stradali sono stati pari a 1987.
    Parlando dell’omicidio in generale, in Italia muoiono più uomini che donne, ma nel complesso il dato è in calo da vent’anni, ed è minore che negli altri paesi europei, soprattutto rispetto alla Finlandia.

    La domanda da farsi adesso è una sola: a chi giova far passare i maschi italiani come degli assassini, sterminatori di donne, quando lo sono in maniera minore rispetto ad altre civili realtà sociali europee????
    Perché si parla di EMERGENZA FEMMINICIDIO quando in Italia si muore più di cancro, morti sul lavoro ed incidenti stradali?
    Per non parlare, poi, del numero di donne che si suicidano o muoiono per cause legate al lavoro, ad esempio per via di malattie create da condizioni di lavoro inaccettabili.
    Perché non si para di emergenza di donne che muoiono di cancro per colpa dell’ILVA o per le fabbriche di amianto chiuse non molto tempo fa????

    I numeri non mentono mai e non possono essere interpretati in maniera differente da quello che sono.
    Quello 0,5% di tasso di omicidio verso le donne per mano maschile, parla chiarissimo!!!!
    Non siamo un paese meno civile degli altri, anzi!!!!!
    Perché nessuno parla di tutti quei suicidi, soprattutto di anziani, per MANCANZA di famiglia?
    Perché???
    Sei ancora così sicura che femminicidi e stragi familiari nel nord Europa non ci siano???
    La Finlandia è la patria dei movimenti femministi e si trova nel nord d’Europa. Quindi?
    Guardiamo sempre Studio Aperto e ci facciamo prendere per il sedere? Vogliamo continuare a fare demagogia e terrorismo psicologico?
    Come giustifichi l’ 1,3 di femmnicidi in Finlandia?Lì non c’è la cultura italiota e schivistica. Lì le donne non sono oggetto, sono libere, rispettate, quindi non puoi usare le stesse giustificazioni per il nostro 0,5%. O forse non è tutto oro ciò che luccica e tutta merda ciò che puzza?
    Perché in Finlandia, patria del femminismo nella quale c’è parità tra i sessi, si ammazzano più donne che da noi?
    Maria Grazia sai darmi il motivo di questa cosa?
    Qualcuno sa dirmi perché in Italia si ammazzano meno donne che in Finlandia o Germania o Svizzera o Austria?
    Qualcuno sa spiegarmi perché abbiamo lo stesso tasso della NORVEGIA?!
    Qualcuno sa spiegarmi perché siamo più rispettosi della donna rispetto ai finlandesi?
    In Italia muoiono più maschi che femmine,perché non si parla di maschicidio?

  • 391
    Giampaolo -

    M., anche io non credo che la famiglia italiana sia fallita.

    Sono solo cambiati gli interpreti, che a mio parere, oggi fanno fatica a far funzionare la famiglia come si dovrebbe.

    Ed é cambiata anche la società e soprattutto il modo di vivere.

    Troppo di corsa, e poco spazio alla famiglia. Troppo tempo dedicato al lavoro, genitori sempre fuori casa, figli allo sbando. Tempo ristretto soprattutto nelle grandi città.

    La famiglia, per forza di cose impazzisce.

  • 392
    maria grazia -

    M.
    non so dove tu abbia raccolto i dati da te riportati, ma anch’ io mi sono adoperata a fare una piccola ricerca in rete sull’ argomento, e le informazioni che ne ho tratte differiscono alquanto dalle tue. di seguito riporto uno spezzone dell’ articolo cui faccio riferimento e il relativo link:

    http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/otto_marzo_femminicidi_femminicidio_donne_uccise_omicidi/notizie/560649.shtml

    “Il 2013 segna un incremento dei femminicidi rispetto agli anni precedenti, con 134 donne uccise. In occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale delle donne, la Casa delle donne di Bologna, ha reso pubblica l’8/a indagine sul femmicidio in Italia, condotta per l’anno 2013, da un gruppo di volontarie mediante l’esame della stampa nazionale e locale. La media annuale per i 9 anni in cui sono stati condotte le indagini, segna 116 casi per anno. Nel 2013 – in base all’indagine – restano confermati i dati dei femminicidi risultanti dalle indagini degli anni precedenti: i femminicidi riguardano per lo più donne italiane (70%), sono commessi da uomini italiani (70%), interessano tutte le fasce di età pur se si riporta quest’anno una incidenza maggiore nella fascia di età tra i 36 e i 45 anni, mentre l’anno scorso si registrava nella fascia 46-60. «Trovano origine – spiega la Casa delle Donne – nella relazione di genere, posto che nel 58% dei casi l’autore è stato il partner attuale o ex della donna».

    L’uguaglianza: Le donne italiane pensano che non riusciranno ad avere eguali opportunità nel campo dell’istruzione, della salute e della giustizia per almeno altri 10 anni. Questo è quanto emerge da una recente ricerca commissionata e presentata oggi da Special K Europa.

    Le violenze nel Lazio: «Nel 2013, i pronto soccorso del Lazio hanno accolto 140 denunce da parte di vittime di violenza, donne di età compresa tra i 15 e i 44 anni. Di queste, l’80% sono italiane».”

    M., mi sembra che il quadro che ne emerge sia inconfutabile. e tutt’ altro che dignitoso e incoraggiante per le donne italiane. noi donne italiane non abbiamo alcun interesse a passare davanti al resto del mondo come le vittime di uomini retrogradi e violenti. ma purtroppo, data l’ incidenza sempre più frequente di questi episodi di violenza, nei paesi stranieri più evoluti non possono fare a meno di considerarci tali.

  • 393
    maria grazia -

    @M.

    Sempre per quanto riguarda i dati da te riportati, sono evasivi, non viene riportata e linkata alcuna fonte informativa di riferimento ( e questo mi crea molti dubbi… ); hai infine citato la Russia, e a mio avviso l’ hai citata impropriamente, dal momento che la Russia – in quanto paese arretrato, sia economicamente che culturalmente – non può essere equiparato a nessun paese occidentale. E’ normale che nei paesi poco avanzati ci sia una fortissima incidenza di violenza e sopraffazione a danno delle donne. E la Russia rientra tra questi paesi ! quindi non la puoi prendere ad esempio !

    voglio farti notare che, in merito all’ argomento che stiamo trattando, le violenze domestiche e le uccisioni di donne per mano di mariti e fidanzati, sono cosa BEN DIVERSA dall’ uccisione per mano di aggressori sconosciuti ( magari durante un tentativo di rapina ). e ho come l’ impressione che molti omicidi di donne in paesi europei rientrino in quest’ ultima casistica, che con il maschilismo e la violenza di genere centra poco, in quanto si tratterebbe in questo caso di criminalità comune, e non di omicidio a sfondo passionale indotto dalla cultura maschilista. dico questo perchè i dati da te riportati riferiti all’ OMS non indicano nè un termine temporale nè una fonte precisa di attribuzione. quindi, per quanto mi riguarda, potresti benissimo esserteli inventati tu ! scusami, ma in queste cose bisogna essere metodici e precisi e non si possono dare notizie così… a caxxo ! ….

    “Per non parlare, poi, del numero di donne che si suicidano o muoiono per cause legate al lavoro, ad esempio per via di malattie create da condizioni di lavoro inaccettabili.”

    Bene… quindi confermi la mia tesi secondo la quale in Italia c’è ancora una fortissima discriminazione sociale e professionale a danno delle donne ! costrette ancora – in molti casi – a svolgere lavori dequalificanti, poco dignitosi, o pericolosi per la propria salute e la propria incolumità fisica !

  • 394
    Sentenza -

    E’ inutile che giochi a fare la povera vittima con un pizzico di comicità!

    In questo forum, nn ci sono i poveretti che hai conosciuto nella tua vita!

    Cristo Santo, ma datti una guardata, nn c’è un povero cristo che ti sopporta, e nn perchè tu sia DIVERSA o guardi oltre… ma solo xchè sei una povera sfortunata! Ma lo vuoi capire?!!?
    Ma guardati allo specchio! Domandati perchè! Piangi, urla, sfogati… ma esci da questa dimensione da te creata! Gesù Santooo!!!
    Nn puoi andare avanti così! Nn ci credo!
    All’inizio pensavo tu fossi un troll per scadere le donne, ma sei realtà e questo sta spaventando tutti!

    Cristo! Hai una paura fottuta… hai paura di tutto, hai creato solo scuse, un mondo di scuse e falsità per giustificarti! Vai da uno psicologo, sei ancora in tempo!

    Nn voglio neanche che tu mi ringrazi, fallo e basta!

    HAI SERI E GRAVI PROBLEMI!

  • 395
    poiu -

    oddio una donna diversa dalle altre che paura!!!!! ho i brividi!
    “ci sta spaventando tutti” uuuuuuu mamma mia stai attento che le parole possono uscire dallo schermo e mangiarti!
    ci manca solo il fantasma formaggino e poi mi becco un infarto.

  • 396
    M. -

    Io non ho inventato niente. Sei tu che gonfi la realtà per comodità tua.
    Intanto c’è stata una grossissima polemica sui giornali e telegiornali che hanno pubblicato dati a casaccio, PRIMA della pubblicazione dei dati UFFICIALI dell’ONU (ONU Maria Grazia, l’ONU e non M. per sparare invenzioni, ma L’ONU).
    Alcuni giornalisti se ne sono accorti, sia di “destra” che di “sinistra” ed hanno svelato tutto.

    Qui riporto sia il link (che a te piacciono tanto) di alcuni giornali, sia il link che collega direttamente alla tabella dell’ONU che ha raccolto dati in tutto il mondo legati ad omicidi di donne per mano maschile.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/24/femminicidio-ma-siamo-sicuri/390514/

    E poi c’è questo link che riporta sul sito della Global study on homicide, dati riportati dall’ONU:

    http://www.unodc.org/gsh/en/data.html

    Altro link dal quale prenderò un pezzetto, ma che ti leggerai con calma:

    http://www.notizieprovita.it/filosofia-e-morale/femminicidio-i-dati-allarme-inventato/

  • 397
    M. -

    Spezzone preso dall’ultimo link postato:

    L’ITALIA NON È “UN PAESE PER DONNE”?

    “Ancora una volta occorre consultare i dati. Ebbene, quelli ufficiali delle Nazioni Unite, che prendono in esame il numero di donne assassinate negli anni 2008 e 2010, mettono in luce un fatto quanto meno sorprendente: l’Italia, col suo 23,9% di vittime femminili di omicidi, si colloca in una posizione più favorevole rispetto a tanti Paesi Svizzera (49,1%), il Belgio (41,5%), la (49%), ed in linea con gli Stati Uniti (Cfr. Unodc, Homicide Statistics, 2011).

    Che l’Italia non sia un Paese dalla violenza record; è confermato anche da un confronto fra dati del 2001 e del 2008 delle donne morte per omicidio: nel 2001 l’Italia aveva una percentuale pari allo 0,5 di questi omicidi ogni 100.000 abitanti contro lo 0,6% di Germania, Francia e Svezia e addirittura l’1,8% della Finlandia; nel 2008 l’Italia ha fatto registrare un’analoga percentuale dello 0,5%, la Svezia pure col suo 0,6%, mentre la Germania è salita allo 0,8%, la Francia allo 0,9%, e la Finlandia è calata leggermente, facendo comunque registrare un preoccupante 1,3%: più del doppio del dato italiano. Quanti ritengono che il nostro non sia “un Paese per donne” farebbero dunque bene a dirci sulla base di quali evidenze empiriche lo affermino.”

    “Per non parlare, poi, del numero di donne che si suicidano o muoiono per cause legate al lavoro, ad esempio per via di malattie create da condizioni di lavoro inaccettabili.”

    “Bene… quindi confermi la mia tesi secondo la quale in Italia c’è ancora una fortissima discriminazione sociale e professionale a danno delle donne ! costrette ancora – in molti casi – a svolgere lavori dequalificanti, poco dignitosi, o pericolosi per la propria salute e la propria incolumità fisica !”

    Già, peccato che in Italia muoiano sul lavoro più uomini che donne……

    E per finire, ecco un link che riporta ad un video fatto per scherzo, per dimostrare che non tutte le vittime di violenza sono uguali. Invito tutti a guardarlo.
    http://video.ilmessaggero.it/mondo/ecco_perch_c_la_violenza_contro_gli_uomini_non_viene_denunciata-33257.shtml

  • 398
    harry -

    Ecco la definizione di Maria Grazia, mitomane, come qualcun altro sul forum le ha scritto:

    “Mitomania

    Tendenza a mentire e ad accettare come realtà, in modo più o meno volontario e cosciente, i prodotti della propria fantasia. Nel bambino normale, entro certi limiti, il fenomeno è frequente come alterazione della realtà dovuta soprattutto al prevalere dell’immaginazione, o all’inesperienza, o al desiderio di evitare un castigo. Nell’adulto, e talora anche nel bambino, ha invece significato patologico, come espressione di una personalità anomala, generalmente isterica, che, mediante la falsificazione della realtà e con racconti fantastici, cerca di attirare su di sé l’attenzione di quanti lo circondano allo scopo di soddisfare l’esagerata vanità e il bisogno di stima (pseudologia fantastica). Mentre alcuni di questi soggetti sanno perfettamente di abbandonare il terreno della realtà, altri al contrario non hanno piena consapevolezza delle proprie menzogne.”

    Come molti le hanno scritto ha un problema e dovrebbe farsi curare.

  • 399
    maria grazia -

    evito di rispondere alle assurde accuse di mitomania, o di essere una poveretta senza speranza che vive in suo mondo creato per sfuggire alla realtà, e passo a controbattere alle tesi di M.

    posto innanzitutto questo sunto che ho trovato sempre in rete, e di cui riporto un pezzo:

    http://autori.fanpage.it/la-violenza-sulle-donne/

    “La violenza sulle donne
    Una donna italiana su tre subisce violenze. È ora di fare qualcosa.

    La violenza sulle donne.
    Venerdi 25 novembre si è celebrata nel mondo la “Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne”, un evento importante a cui ha aderito la quasi totalità dei paesi. Tra questi l’Italia che, assieme ad altri stati europei, ha firmato all’inizio del 2011 una Convenzione che li obbliga giuridicamente a proteggere e prevenire le vittime di aggressioni, perseguendo i colpevoli con punizioni esemplari. Tuttavia, come fa notare Amnesty International, le nazioni impegnate nella lotta alla violenza sono ancora poche, e la strada per la tutela definitiva dei diritti delle donne sembra ancora lontana.

    Secondo i dati ISTAT (Istituto nazionale di statistica), soltanto nel nostro paese, sono circa 100 le donne che ogni anno anno vengono uccise dal marito, e più di 700 mila quelle che hanno subito violenza ripetuta dal partner. Le rilevazioni indicano inoltre che sono le giovani dai 16 ai 24 anni (16,3%) e dai 24 ai 25 anni (7,9%) a presentare i tassi più alti di violenza subita. Insomma, in Italia almeno una donna su tre, tra le intervistate, ha subito chi più, chi meno, un’aggressione.

    Una piaga dunque, che ci vede coinvolti più di quanto crediamo. Sì perchè a subire i traumi maggiori sono non solo le donne (che si trovano spesso a dover tenere nascosti i soprusi), ma anche i bambini, spettatori ignari di violenze nei confronti di madri o sorelle (si calcola che nel 63% dei casi l’aggressione sia stata compiuta in presenza dei figli). Gli adulti del futuro rischiano in questo modo di crescere in modo erroneo, convinti magari che la violenza, sia essa fisica o verbale, sia l’unica arma per imporsi sull’altro.”

    come potete vedere i dati sono molto recenti, in quanto riferiti al 2011.
    per il resto, non sto a riportare altri articoli, perchè chiunque voglia fare una ricerca similare basta che digiti su google le frasi : violenza sulle donne in Italia o condizione delle donne in Italia per farsi un’ idea precisa, MA SOPRATUTTO OBIETTIVA, sull’ argomento, aldilà delle fesserie di maschi incattiviti.

  • 400
    maria grazia -

    invito infine le donne che leggono questo forum a fare lo stesso “esperimento” che ho fatto io ( e che hanno fatto molte altre donne di mia conoscenza, con il medesimo risultato.. ), cioè quello di sviluppare specifiche competenze tecniche in lavori molto qualificati, o tipicamente maschili. e poi, sempre come ho fatto io, di proporsi presso aziende per svolgere mansioni attinenti a questi lavori ( che prevedono normalmente una paga più alta dei lavori ritenuti tipicamente femminili ), per poi raccontare qui le vostre esperienze. vediamo se ricevete lo stesso NON-RISCONTRO che ho ricevuto io, oppure se, come dice Sentenza, il mio è solo il caso estremo di una donna incredibilmente sfortunata e in preda a turbe mentali ! …
    voglio puntualizzare che nello svolgere queste mansioni per cui mi sono proposta, l’ essere di un sesso piuttosto che di un altro, NON AVREBBE IN REALTA’ COMPORTATO ALCUNA DIFFERENZA SULLA QUALITA’ FINALE DEL LAVORO SVOLTO !

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