Ho deciso di rinunciare ad avere figli
Riferimento alla lettera:
Ho 41 anni e finora ho solo collezionato delusioni su delusioni. Ho anche convissuto per 3 anni con un uomo col quale non ci siamo più capiti ad un certo punto. Adesso vivo sola perchè non ho più i genitori. Dopo l'ultima delusione ho capito che probabilmente sbagliavo partner perchè...
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Data di pubblicazione: 17 Luglio 2014
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Cris,
infatti io e Golem parlavamo della donna nuova e non del futuro, specificando che una donna del genere è già presente nella nostra vita, quindi nel presente.
Anche tu hai notato che questo genere di donna è già presente ed hai amiche e colleghe fatte così, così come l’ho notato anch’io.
Per questo rifiuto la tesi che propone la società italiana come retrograda ed ammazza femmine.
È la società che traspare dai servizi di Studio Aperto ed altre schifezze analoghe.
Golem,
i personaggi che hai citato sono stati capaci di proporre una nuova visione, ed il loro “adattamento” culturale è stato solo formale e non per convinzione, tant’è che secoli dopo, noi uomini di oggi, ne conosciamo e rispettiamo l’opera.
Non erano persona che si lasciavano trascinare dalla corrente. Questo intendo.
Ciao e buona serata a te e a tutti
@ mg
“questi uomini moderni e aperti che hanno pienamente capito chi sia la DONNA NUOVA”
No! Nn hai capito. Nn l’hanno capito, ma la frequentano regolarmente, è una donna comune, appunto la donna dei ns. giorni.
Come ha già detto qualcuno, mi sembra tu sia chiusa in un mondo tutto tuo, dettato dalle sfortunate esperienze che hai avuto. Certo, mi sembra strano, che tu nn abbia visto veramente come gira la vita qua in Italia, quasi che mi pare impossibile!
Per fare un esempio banale, è come se andassi per tutta la vita al mare a Jesolo e per tutta la vita dicessi a tutti, che il mare in Italia fa schifo. Senza sapere che ci sono mari come in sardegna, sicilia etc etc… cioè…?!?!? Ma è possibile?!? E sopratutto, ma ti rendi conto?!?!
Tu sei rimasta ferma alla donna, che si può paragonare alle ns. nonne. Ma parliamo di quasi cent’anni fa… ne è passata d’acqua sotto i ponti, sopratutto qua al nord! Potrei quasi capire se mi scrivessi da un remoto paesino dell’entroterra siciliana… ma se la memoria nn m’inganna, siamo nel vivace ed operoso nord est! :O
“MG: arriverà anche per te, come per Giampaolo, e anche per chi non l’aspetta più. Lascia aperta “quella” porta e qualcuno entrera’, e farà il nido anche da te. Ciao”
golem … sai che c’è ?? che a furia di lasciare porte aperte mi sono venuti i reumatismi per tutte le correnti d’ aria che sono entrate ! si perchè qui l’ unica cosa che finora ho rimediato da questi FANTASTICI MASCHI DI OGGI E’ SOLO UN ENORME E SCONFINATO DESERTO DI GHIACCIO… e no ! mi dispiace ma adesso basta ! il prossimo, SE MI VUOLE, dovrà imparare a scassinare la serratura ! perchè di porte aperte e spalancate ( cioè una donna “frescona” che crede che l’ amore puro e disinteressato possa ancora esistere ) qui non ce ne sono più !!…
“Tu sei rimasta ferma alla donna, che si può paragonare alle ns. nonne. Ma parliamo di quasi cent’anni fa… ne è passata d’acqua sotto i ponti, sopratutto qua al nord! Potrei quasi capire se mi scrivessi da un remoto paesino dell’entroterra siciliana… ma se la memoria nn m’inganna, siamo nel vivace ed operoso nord est! :O”
cris.. evidentemente non sono rimasta io ferma a cent’ anni fa, ma gli uomini che ho incontrato. e ti assicuro che il fenomeno del maschilismo italico non è una questione regionale. è purtroppo un cancro profondo che ha messo radici in tutto il territorio del nostro paese, dalle alpi altoatesine all’ isola di malta, dalle grandi metropoli alle più recondite zone rurali. Te lo posso dire con certezza dal momento in cui ho vissuto per lunghi periodi in varie zone d’ Italia ( Lombardia, Veneto, Emilia, Lazio ) oltre ai brevi e fugaci viaggi al nord, come al centro, come al sud. Il vantaggio delle grandi città è solo quello che ti senti più libero di vivere e di muoverti e non sei sempre sotto la lente degli abitanti locali. ma il problema della cultura italiota riemerge comunque ogni qualvolta cerchi un rapporto profondo con un uomo.
maria grazia!! CIAO 🙂
Dottor
il tuo “CIAO” non so come interpretarlo…. presumo sia ironico e riferito al mio post 528… se vuoi sarai tu a spiegarmelo. io da parte mia ti posso solo dire che ogni volta che ti leggo mi viene in mente Alex Delarge 😀
M.,
se hai tempo e voglia, mi delinei negli aspetti essenziali l’attuale situazione legale in Italia di una convivenza (ai tempi di Carlomagno definita “matrimonio d’amore”)?
ciao!
La convivenza more uxorio è una realtà sociale che sta prendendo sempre più piede,ma nonostante questo, non esiste una legislazione generale e specifica che ne disciplini i vari aspetti. Ciò che è stato fatto fino adesso ha avuto come fine quello di fornire tutela ai figli nati da una convivenza e non da un matrimonio.
Passi avanti sono stati fatti grazie alla giurisprudenza ed ai notai che, attraverso il contratto di convivenza, riescono a fornire tutele a coppie non sposate, coppie omosessuali e transessuali.
Allora, nei confronti dei figli, conviventi o coniugi hanno gli stessi obblighi e diritti. I conviventi separati con figli hanno l’obbligo di provvedere al loro mantenimento. Del resto, funziona così anche in caso di separazione e divorzio.
Tra i conviventi non esiste una legge che li obbliga a versare un assegno di mantenimento all’ex compagno.
In caso di morte del convivente, il convivente superstite, in caso di mancanza di un testamento, non rientra nella categoria dei legittimari. Questo non vuol dire che non possa ereditare o essere designato come legatario, ma tutto questo è possibile soltanto dopo aver rispettato la quota di legittima.
Non esiste una comunione legale tra i conviventi. I beni sono di proprietà di chi li compra, salvo la possibilità dell’altro convivente di dimostrare di aver partecipato all’acquisto e quindi ha il diritto di proporre l’azione per indebito arricchimento verso l’ex.
In caso di figli, la casa, indipendentemente dalla proprietà, viene assegnata al convivente che vive con loro.
Da poco tempo esistono questi contratti di convivenza che hanno come fine quello di disciplinare e tutelare le questioni patrimoniali tra conviventi, ossia quell’aspetto che godeva di meno tutele.
A grandi, ma grandi linee, le differenze sono queste.
Se ho usato dei termini specifici, me ne scuso, ma il diritto è così 🙂
Vorrei fare 2 considerazioni: ccc
I legittimari sono una categoria che è presente soltanto nel nostro ordinamento.
I legittimari sono il coniuge, figli ed ascendenti legittimi, quindi quella categoria di persone che, in via teorica, hanno condiviso più cose con il defunto.
A loro, per legge, è riservata una quota di tutta la massa di eredità, proprio perché considerati come persone più vicine ad de cuius.
Qui nasce il problema: se tu sei moglie ed hai convissuto con tuo marito per 30 anni (sparo un numero a caso), allora potrai rientrare nella categoria dei legittimari, con tutti i benefici che ne derivano.
Se tu sei una convivente ed hai convissuto per 30 anni, questo diritto non ti viene riconosciuto.
E tieni sempre presente lo scopo della creazione della categoria dei legittimari.
Altra considerazione: il termine matrimonio.
Il termine matrimonio significa dono della madre, ossia la prole, che si contrappone al patrimonio, dono del padre, ossia i frutti che derivano dal suo lavoro, i soldi.
A questo punto mi chiedo perché c’è gente che si ostina a chiedere il matrimonio (dono della madre – figli) per le coppie gay.
Certa gente, certi legislatori, non sono neanche in grado di utilizzare le parole per quelle che sono e ne ignorano il significato.
M.,
grazie delle delucidazioni, sulle quali mi riprometto di riflettere.
un paio di domande a caldo:
1) quanto può costare all’incirca un contratto di convivenza?
2) con questo tipo di contratto si ha accesso all’assistenza in ospedale di un coniuge in gravissime condizioni di salute, e si può eventualmente prendere delle decisioni in sua vece, se non è più in grado di farlo da persona?
quanto ai gay, temo che a loro non importi proprio per niente il significato di una parola. a mio avviso, si battono per veder riconosciuto un diritto sociale, che si estende poi a raggera su parecchi altri.
buon pomeriggio!
“Il termine matrimonio significa dono della madre, ossia la prole, che si contrappone al patrimonio, dono del padre, ossia i frutti che derivano dal suo lavoro, i soldi.
A questo punto mi chiedo perché c’è gente che si ostina a chiedere il matrimonio (dono della madre – figli) per le coppie gay.
Certa gente, certi legislatori, non sono neanche in grado di utilizzare le parole per quelle che sono e ne ignorano il significato.”
Le coppie gay chiedono di potersi sposare per avere alcuni diritti che sono loro negati in una comune convivenza, come ad esempio quello di assistere il partner durante una degenza in ospedale, se le circostanze lo richiedono, o come quello di far sì che al partner venga elargita una pensione di reversibilità, in caso di morte di uno dei due nella coppia. Penso che i gay e le lesbiche se ne strafreghino della semantica, caro M. Loro rivendicano semplicemente dei diritti. Ricordo a tutti che l’ omosessualità NON E’ UNA SCELTA, come pensano molti italioti, nè tantomeno una malattia che va curata. Ma è una tendenza INNATA dell’ orientamento sessuale.
Rossana,
non c’è un costo fisso per questo tipo di contratto, in quanto non ha un contenuto standard, ma sono contratti che vengono tagliati su misura sulle esigenze di chi vi ricorre.
Tieni conto che si tratta di atti notarili, e quindi non te li regalano.
In questi contratti è possibile inserire la facoltà di assistenza reciproca in caso di malattia e la possibilità di chiedere istanza per amministratore di sostegno.
Per quanto riguarda i gay, hanno il diritto di esseri presi in considerazione dal legislatore, ma sarebbe bene usare le parole per il loro reale significato.
Non si può chiamare matrimonio, inteso nel suo senso più profondo, una unione che naturalmente non può portare nessun dono della madre.
Sui patti di convivenza non so dirti altro.
Golem, M
Ho letto le vostre definizioni di “donna nuova”.
Mi viene da dire….niente di nuovo !
Come dice giustamente Cris, sono donne che ormai esistono da decenni.
Il fatto che una donna partecipi a questioni di politica, lavoro, scuola e quant’altro non mi pare nulla di speciale e innovativo.
Ero bambino e gia le donne lavoravano. Golda Meir era premier israeliano già nel 1969.
Nilde Jotti in Italia fu eletta alla Camera dei Deputati già nel 1948. Ed è stata Presidente della Camera stessa dal 1978 al 1992.
Figuriamoci quanto è “nuova” questa “donna nuova” !!!
Quindi credo che un uomo si sia già “ampiamente adattato” a questo tipo di donna. Alla donna che lavora.
Il problema del “disadattamento”, nasce a mio avviso dai cambiamenti diciamo “caratteriali” della donna stessa. Quello che vado ripetendo da quando sono entrato in questo forum, già in un’altra discussione. E cioè aggressività, continui e repentini cambiamenti, estrema umoralità.
L’uomo, e io in particolare, fa fatica ad adattarsi a ciò. E onestamente non vedo neanche perchè debba farlo.
Qualcuno ha citato la famosa teoria di Darwin, secondo la quale non è la specie più forte, nè quella più intelligente che riesce a sopravvivere. Ma quella che meglio si adatta ai cambiamenti.
Che non vuol dire, come spesso molti sostengono, che i cambiamenti siano giusti. Vuol dire semplicemente che per sopravvivere bisogna adattarsi a questi cambiamenti.
Ma, in questo caso, adattarsi al cambiamento “caratteriale” della donna non è vitale.
Se non mi adatto sopravvivo lo stesso. Io e chiunque altro.
Così come giustamente ha citato M., i vari Galileo, Leonardo e compagnia, non si sono adattati. E hanno proposto altre vie di pensiero.
Così l’uomo. Ecco perchè spesso molti uomini “scappano” dalla possibilità di creare una famiglia o una storia impegnativa.
Proprio perchè mal si adattano ad una compagna con le caratteristiche che ho descritto. Proponendo automaticamente, in alternativa, storie di breve durata e senza alcun impegno.
E non mi pare che desiderare una donna non aggressiva e più stabile emotivamente sia sinonimo di maschilismo.
giampaolo
tu non desideri la donna non aggressiva. tu desideri la DONNA REMISSIVA, che è ben altra cosa. nessuno ti sta dicendo che devi PER FORZA adattarti ai cambiamenti sociali e al nuovo modo di essere delle donne, ma certamente, non facendolo, rischi di rimanere solo per il resto della tua vita, proprio come io rischierò di rimanere sola se non smusserò certi miei lati MOLTO ESTREMI. oggi creare un rapporto vuol dire venirsi incontro A VICENDA, giampaolo, e non pretendere UNILATERALMENTE il soddisfacimento dei propri parametri ( e, fino a non molto tempo fa, questi parametri da soddisfare erano unicamente quelli dell’ uomo ).
Giampaolo, desiderare una donna che non ti rompa le scatole è un’aspirazione di tutti. E lo stesso credo valga per le donne. Io sono stato fortunato, lo ripeto per l’ennesima volta, ma di scassapalle ne ho conosciute anch’io. Tuttavia, se dovessi interrogare mia moglie e chiederle: “ma se tu NON fossi innamorata di me, come mi giudicheresti dal punto di vista caratteriale?”. Risposta: “un rompicoglioni, disordinato, incazzoso, attaccabrighe, un pò puttaniere e… maschilista” (sì, hai letto bene).
Allora Gian, la discriminante tra “mi piace/non mi piace” sarà sempre il sentimento che si è venuto a creare tra i due nella coppia.
Ovviamente anche lei ha dei difetti, (molti meno dei pregi) ma quello che ci fa superare questi aspetti è il bene che ci vogliamo e la stima che c’è tra noi, oltre alla simpatia reciproca, come ho detto più volte.
Il discorso sulla nuova donna è legato alle possibilità di esprimere sè stesse che oggi sono infinitamente superiori a ieri, ma le donne, (come gli uomini) NON hanno cambiato carattere con una mutazione genetica, semplicemenete oggi lo MOSTRANO per quello che è, quando ieri dovevano stare più attente.
Esistono le stronze oggi come ieri, quelle dolci e romantiche oggi come ieri, le bugiarde patologiche oggi come ieri, e le “zo......”, oggi come ieri (tanto quanto i puttanieri, sia chiaro).
Se io ho trovato alla fine una donna “femminile”, secondo la descrizione che hai fatto tu in più occasioni, è perchè probabilmente, quanto inconsapevolmente, il fatto che sia innamorata la rende così CON ME. Ma ti assicuro, che quando è in “azione” e deve farsi valere per qualunque motivo, non ha niente da invidiare a MG.
Non vorrei che te la prendessi, ma forse, semplicemente non hai avuto ancora la fortuna che ho avuto io, quella cioè di trovare la famosa metà della mela. Quella di cui ti innamori e che si innamora VERAMENTE di te. Forse il modo per tirar fuori da una “gladiatrice” la parte dolce e femminile che CERTAMENTE AVRA’, sta solo in quel magico momento durante il quale entrambi riconoscono nell’altro L’ANIMA GEMELLA. Ma ripeto, ci vuole pazienza, fortuna e…fiducia nelle donne (nel tuo caso).
Ciao, sto scappando. A presto
Giampaolo,
mi accodo a quanto detto da Golem nello spiegare che cosa si intende per donna nuova.
La donna ha messo piede in politica dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e l’entrata in vigore della Costituzione che stabiliva il suffragio universale. Non sono cose accadute 5 minuti fa, ma in un arco di tempo limitato. Stessa cosa per la scuola. Di donne docenti universitarie se ne vedono sempre di più solo da qualche decennio. Donna a capo di multinazionali iniziano a vedersi adesso, così come stanno prendendo sempre più piede nei ruoli dirigenziali nella P.A.
Il giro politico si completerà quando vedremo una donna Presidente della Repubblica Italiana.
Per donna nuova si intende quella donna che ha la possibilità di confrontarsi con realtà sociali che prima la vedeva esclusa, e questo percorso di ascesa è iniziato alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Eventi tragici nei quali è maturata la consapevolezza che, forse forse, siamo tutti meritevoli di avere le stesse possibilità, e queste possibilità le stanno sfruttando anche le donne.
Questo intendevo per donna nuova. Se poi ti vuoi mettere a ridere, ridi pure. La risata fa bene allo spirito ed al corpo.
Tu e Maria Grazie siete entrambi estremisti, ma su fronti opposti. In fondo siete uguali.
Provate a rivedervi
“Tu e Maria Grazie siete entrambi estremisti, ma su fronti opposti. In fondo siete uguali.
Provate a rivedervi”
M.
sono molto meno “estrema” di quanto si creda. e comunque, pur riconoscendo in giampaolo delle qualità, preferisco condividere il mio tempo con persone che mi somigliano molto di più. sono sicura che giampaolo la pensa come me.
M. Golem
Scusate, ma io non ho detto donna “rompiscatole” o “rompicoglioni”.
Io ho parlato di donna aggressiva, soggetta a repentini cambiamenti, estremamente umorale.
Ragazzi, ho detto completamente un’altra cosa.
Maria Grazia
Faccio un’ecceziobe e rispondo al tuo post solo perché stavolta mi hai risposto in modo più pacato. Anche se non dimentico le tue offese e soprattutto ciò che mi hai scritto in quel famosi post.
Io non voglio la donna remissiva. Io voglio una donna non aggressiva e possibilmente stabile emotivamente e poco incline a repentini cambiamenti.
E con la quale riesca ad amagamarni in fatto di gusti, attrazione ed interessi.
Se la trovo bene, altrimenti non é che me lo ha ordinato il dottore che per campare devo per forza vivere in coppia.
Non posso rovinarmi la vita oggi per paura di rimanere solo a 70 anni.
In merito al tuo post n. 541 non so se la penso come te. Non mi hai dato ne il tempo ne il modo di capire nulla. Hai fatto le tue deduzioni e mi hai costantemente aggredito.
Maria Grazia,
la mia era una battuta.
E comunque lo so che tu, sotto sotto sotto sotto sotto sotto sotto, sei una buona.
Giampaolo,
in nessuno dei miei scritti è riportato un riferimento ad una donna rompi co...... o giù di lì, così come non faccio riferimenti a lati caratteriali di una persona.
Lì va a gusti.
Ho amici che hanno come obiettivo quello di farsi dilaniare i co...... (non rompere, ma proprio dilaniare) da certe donne, probabilmente con la speranza, poi, di essere proclamati martiri.
Golem,
per caso tu hai scritto da qualche parte nel forum la tua storia?
Se c’è, vorrei leggerla. Ho letto di te, tua moglie inglese ed un certo pirata, ma mi mancano i pezzi per chiudere il cerchio.
Ciao a tutti
mariagrazia
il mio CIAO era un semplice saluto sincero per te!:)
alexander de large dici?
mi hai beccato! cavolo…
vieni dallo zio dottor per sentirti bene,ho gli arcangeli con le trombe e i diavoli con i tromboni!!! 🙂
ahhahaha 😉 ciao mariagrazia
M.,
“non ha un contenuto standard, ma sono contratti che vengono tagliati su misura sulle esigenze di chi vi ricorre.
Tieni conto che si tratta di atti notarili, e quindi non te li regalano.” – è quello che supponevo, soprattutto in merito al contenuto. abbastanza costosi ma sempre meno di un matrimonio. l’importante è sapere bene cosa scriverci, per evitare le solite controverse interpretazioni legali, quindi avere accesso a un professionista abbastanza esperto nel settore. cosa non proprio semplice per la gente comune.
—
Giampaolo,
ha quasi certamente ragione Golem: ora le donne sono più libere di mostrarsi caratterialmente per quello che realmente sono, che in fondo è meglio che avere intorno delle simulatrici “a vita”.
è più che logico che ci siano aspetti, sia delle persone che delle situazioni, che possono essere più o meno accettabili. forse, nell’orientarti verso una nuova compagna, ti dovresti sforzare di non fermarti all’apparenza. i cambiamenti repentini possono appartenere più ai capricci del momento che al temperamento, ed è bene classificarli nell’ottica giusta fin dall’inizio di una conoscenza. sull’umoralità, non saprei proprio cosa dirti, in quanto in me è sempre stata quasi del tutto assente…
avere idee chiare su cosa piace e cosa non è possibile accettare non può che essere d’aiuto ma, poi, soprattutto in amore, bisogna essere anche capaci di “lasciarsi dondolare”, soprattutto lasciandosi alle spalle il passato, se questo non è stato all’altezza delle aspettative.
si è delusi quando ci si attende più di quanto umanamente sia possibile ricevere da una determinata persona. se sposti l’attenzione non sui risultati (nel tuo caso pure a lungo termine) ma su quanto ti sia, invece, illuso, ti sarà più facile riacquistare maggior fiducia nelle donne e… minor fiducia nella tua eventuale idealizzazione delle stesse.
le persone sono tali e tante che sembra impossibile che non si possa scovare quella adatta. è senz’altro difficile e faticoso ma, con un po’ di fortuna e d’attenzione, ci si può riuscire se si media il sogno con la realtà.
un abbraccio
Giampaolo, non penserai veramente che TUTTE le donne siano psicolabili e umorali come quelle che ti è capitato di incontrare? Traendo così le conclusioni che oggi “sono cambiate”. Esistono ovviamente persone di ogni tipo e carattere, sia donne che uomini, e probabilmente certe reazioni da te interpretate per come le descrivi, riguardano il fatto che non si è verificata quella “magia” della quale ho accennato nel post precedente. Poi non dimentichiamo che la crisi economica e culturale che stiamo vivendo in occidente non aiuta la qualità dei rapporti interpersonali, con le prospettive future che si intravedono, soprattutto dopo la scorpacciata di (finto) benessere degli anni 70/90. C’è poca allegria e fiducia in giro. Ma ripeto: quando incontri una donna che ti piace, lascia che le cose “scorrano” naturalmente e senza forzature. Se deve essere sarà. Le storie nascono per caso, non si costruiscono a tavolino. Crescono da sole se “semi e terreno” sono compatibili per far germogliare la “pianta”. Ciao
Si M, ho trattato qualche anno fa la parte “femmina” di mia moglie e certi suoi comportamenti non riconoscibili nel nostro rapporto, ma non ricordo più il thread sul quale ho scritto. Il pirata era Samuel Bellamy, un mio eteronimo. Un personaggio molto simile a me per ideali e temperamento. Un saluto
Ciao M.
Si in realtà non hai usato i termini “rompiscatole, scassapale ecc.”. Li ha usati solo Golem.
Ma leggendo che ti accodavi al discorso di Golem sulla “donna nuova” ho pensato che intendessi anche il lato caratteriale.
Cosi non è e ne prendo atto.
Rossana, io credo che anche prima le donne fossero libere di mostrare il loro lato caratteriale.
Solo che l’aggressività, l’instabilità emotiva, e i repentini cambiamenti mi sembrano fossero più rari.
Mi ricordo comunque anche all’epoca donne così.
Solo che oggi sono la maggior parte.
Credimi non è solo un mio pensiero. Ma tanti uomini (e donne) con cui ho modo di parlare quotidianamente sostengono questa cosa.
Tu stessa mi pare che hai citato la compagna di tuo figlio.
Da come scrivi non mi sembri umorale.
Sai Rossana, quando hai superato da un pezzo i 20/30 anni e sai per certo cosa ti piace e, soprattutto cosa non sopporti, difficilmente accetti di lasciarti “dondolare”.
O meglio, forse puoi anche riuscire a farti “dondolare”. Ma non reggi molto.
Comunque non credere che pretendo la luna. Sono un tipo estremamente tranquillo. Del tipo vivi e lascia vivere. E mi adatto anche a diverse situazioni.
Ma ad alcune proprio non riesco. Non è neanche colpa mia credo.
Credo che molto sia anche dovuto all’ambiente in cui vivo. Dove tutti vivono sotto stress. Le donne in particolare. Che, a mio parere, senza forse neanche accorgersene accusano molto questa cosa.
Il caos e la vita frenetica di una grande città mi pare “esagerino” questi lati caratteriali che ho messo in evidenza.
Dottor
HAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHA
indimenticabile ! mito !! 😀 😀
giampaolo
penso che golem e rossana ti stiano dicendo cose molto giuste. non è che le donne di oggi siano DIVERSE da quelle di ieri. semplicemente, quelle di ieri ( a differenza di quelle di oggi ) non potevano mostrarsi per ciò che sono! poi certo sta agli uomini accettare o meno queste dinamiche. chi come te non le accetta ( perlomeno da quello che scrivi ) vuol dire che vorrebbe tornare a un modello di società che oggi non esiste più, e che non credo nemmeno tornerà in futuro. anch’ io sono come la moglie di golem: sono una gladiatrice e mi difendo come una tigre da chiunque voglia prevaricarmi, ma poi se mi innamoro di qualcuno sono fregata 🙂 perchè CON LUI mi trasformo nella più accondiscendente delle creature. La vita nella società però E’ UN’ ALTRA COSA, e le dame ottocentesche o le materne casalinghe anni 50 nel mondo ESTERNO di oggi non farebbero molta strada, PURTROPPO. dico PURTROPPO perchè anche per noi non è bello dover assumere spesso atteggiamenti aggressivi per farci rispettare, ma la realtà è questa ! a volte è proprio una questione di “sopravivvenza” alla cattiveria altrui: anni fa – per esempio – vivevo in un paesino di mare, dove c’è una mentalità per cui qualsiasi ragazza carina viene automaticamente definita “puttana”. quando abitavo lì ho dovuto rinunciare all’ abbigliamento che piace a me ( vestiti femminili, trucco e tacchi alti )per vestirmi e assumere modi da maschiaccio, proprio come le ragazze del posto, pur di non continuare a subìre le calunnie degli abitanti locali, che mi attribuivano cose fuori dal mondo. quando venivano a riferirmele, rimanevo sbalordita dalla fantasia che la gente riesce a tirar fuori quando si lascia andare alla cattiveria gratuita. Anche in molti ambienti di lavoro la dolcezza e la disponibilità vengono percepite come DEBOLEZZA. io lo trovo sbagliato, ma così gira il mondo. Le donne di oggi giampaolo non fanno altro che ADATTARSI al contesto in cui si trovano, e lo fanno per una questione di convenienza pratica, proprio come le donne di ieri FINGEVANO remissività allo scopo di trovare un buon marito. Anch’ io sono sicura che ci sarebbero tante donne ( magari anche in questo forum ) disposte a vivere una storia d’ amore con te, perchè oggettivamente sei una persona apprezzabile! ma per quanto riguarda me, ti vedo troppo intriso di vecchie concezioni e di “vecchie immagini”, ecco perchè ti ritengo non adatto A ME. un saluto.