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Ho deciso di rinunciare ad avere figli

di eglevittoria

Riferimento alla lettera: Ho 41 anni e finora ho solo collezionato delusioni su delusioni. Ho anche convissuto per 3 anni con un uomo col quale non ci siamo più capiti ad un certo punto. Adesso vivo sola perchè non ho più i genitori. Dopo l'ultima delusione ho capito che probabilmente sbagliavo partner perchè...
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Data di pubblicazione: 17 Luglio 2014.

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Categorie: - Me stesso

1.066 commenti

Pagine: 1 5 6 7 8 9 22

  • 301
    sarah -

    tranquilla maria grazia non bevo né fumo e questo è già’ una gran cosa.

  • 302
    Giampaolo -

    Maria Grazia non vedo come tu possa far vedere altro se non ne sei dotata.

    Sarah, Maria Grazia ha detto chiaramente che sei maschilista. Vatti a rileggere uno degli ultimi post in cui ha parlato di te.
    É tipico di lei rigirare le cose. Ma soprattutto essere cobtraddittoria.

    Rossana, ma perché Maria Grazia, Golem e M. sono la punta più progressista riguardo i rapporti uono/donba ? Ma in base a cosa?

  • 303
    Golem -

    Rossana, non sono riuscito a capire in quale maniera mi sarei posto in modo conflittuale con le dichiarazioni del mio post 296, che mi sembrano invece banali nella loro evidenza. Caso mai servivano a ricordare una base di partenza dalla quale NON si dovrebbe prescindere nel discutere di cos’è’ un uomo o una donna. Giudizi che comunque avranno sempre una visuale soggettiva, anche nel massimo tentativo di oggettivizzarne la lettura. Ma sul fatto che l’intelligenza non ha sesso non credo sia neppure il caso di discuterne. Anche se ieri sera a cena una nostra cara amica neuro psichiatra comportamentale ha buttato li, tra lo scherzoso e il serio (la faccia era da…serio) che sono le donne più intelligenti. Dimostrando così, forse, il contrario. Ma si porta dentro il risentimento di una storia venticinquennale finita male, e la posso capire.
    Forse è il fatto che ho riproposto l’istinto come discrimine delle differenze di genere a far apparire il post provocatorio? Spero di no, considerando le mie arcinote idee al riguardo.
    Comunque non c’era nessuna intenzione conflittuale in quel mio intervento, credimi, ma come ripeto solo una banale constatazione sulla quale non credo tu dovresti avere dei dubbi. Ciao.

  • 304
    maria grazia -

    giampaolo ! ma piantala una volta per tutte che sei ridicolo !
    mi attacchi di continuo solo perchè in sede privata ci hai provato con me e ti è andata male. e ti andata male perchè ho capito subito chi eri: cioè una persona retrograda, noiosa e pedante !
    cosa ho o non ho oltre alla bellezza non è affar tuo ! perchè non è A TE che devo dimostrare le mie qualità. e non ti permettere più di dire che non ho altro da offrire oltre ad un aspetto gradevole, perchè non mi conosci perniente e non sai niente di me e della mia vita ! l’ unico interscambio che c’è stato tra noi ( forum a parte ) sono state poche email ( durante le quali hai ribadito concetti banali, e la presunzione di avere ragione! ) e una telefonata della durata di un paio d’ ore, in cui – per quanto mi riguarda – era emerso chiaramente che non sei la persona per me ! nonostante tu mi avessi detto che avevo una voce dolce e sensuale e che per come mi ponevo al telefono non sembravo affatto quella del forum. quindi tu avresti voluto proseguire la nostra conoscenza, MA IO NO ! e adesso ti rode. è un problema tuo ! perciò ti prego di non buttarla più sul personale e di non fare affermazioni campate per aria ( come quando scrivi che avrei detto che sarah è maschilista..! ). io non mi sono mai permessa di giudicare IN TOTO la tua persona, non conoscendoti. quindi tu non hai il diritto di farlo con me ! CHIARO ????!!

  • 305
    rossana -

    Giampaolo,
    secondo me, oltre un certo limite, il tiro alla fune diventa non soltanto sterile ma anche noioso. se si è convinti della propria opinione, si rimane arroccati ad essa e non si fa che ripetere gli stessi concetti. come Kid aveva a suo tempo intuito, il continuare a discutere si rivela a lungo andare tempo perso per tutti.

    già avevo esitato prima d’intervenire in questi ultimi post. spero in futuro di limitarmi a confrontarmi su altri temi, se di mio interesse. non è detto che chi ha l’ultima parola o ripete incessantemente la stessa canzone sia per forza dalla parte della ragione…

    buona serata a te e a tutti gli altri utenti!

  • 306
    rossana -

    Golem,
    in un post sul thread “Uomini e donne che non si capiscono” hai riferito che ti era stata attribuita una “sensibilità femminile”, che ti riconosco, in positivo. a mia volta, immaginavo che potessi intuire il senso attribuito a “un’intelligenza di stampo maschile”, con la quale intendevo una tendenza alla concretezza, alla stabilità e alla logica più pronunciate che nella maggior parte delle esponenti del mio sesso.

    magari non è così ma mi ha colta di sorpresa la tua immediata osservazione in merito, a mio avviso abbastanza gratuita. niente di male, pur restando un intervento che contiene i suoi significati.

    ricambio il tuo ciao!

    PS: essendomi sorti dei dubbi, ho fatto un test su RIZA, con i seguenti risultati di sintesi:
    – Pratico e organizzativo: detesti la fantasia. Punti solo sull’esperienza
    – Il punto di forza: La concretezza

    è poco più che un gioco e, ovviamente, non contiene colorazioni di sesso ma conferma la mia autoanalisi, in netto contrasto con la sensibilità e l’emotività che ritengo di possedere come caratteristiche femminili.

    quanto all’affermazione della tua amica sulla superiorità dell’intelligenza della donna rispetto all’uomo, forse non aveva tutti i torti: http://www.style.it/news/dal-mondo/2012/07/16/le-donne-sono-piu-intelligenti-degli-uomini-lo-dice-uno-studio-sul-qi.aspx

    inoltre, esistono differenze standard uomo-donna sia nella composizione che nell’utilizzo del cervello, di cui riporto quest’ultima parte:

    «Sono evidenti anche differenze sull’impiego delle aree del cervello – spiega Federico – le donne utilizzano in maniera dominante il lobo frontale, area legata ai processi decisionali, molto connessa alle cosiddette aree “limbiche”, sede dell’emotività, mentre l’uomo è tendenzialmente portato a coinvolgere, nel processo di ragionamento, una zona più vasta di corteccia. Il processo decisionale delle donne è quindi influenzato dall’area emozionale in misura maggiore rispetto a quello degli uomini: l’uomo tende ad elaborare la realtà basandosi soprattutto sull’emisfero sinistro, razionale, logico e rigidamente lineare, al contrario la donna utilizza in misura maggiore l’emisfero destro che permette di compiere operazioni mentali in parallelo.». (http://www.lastampa.it/2013/03/08/scienza/benessere/cervello-femminile-vs-cervello-maschile-il-parere-del-neurologo-z9V0YrL3TtjpC6AZgwBqhI/pagina.html)

    spero ora sia chiaro che non avevo nessuna intenzione di ritenere il cervello maschile superiore a quello femminile.

  • 307
    Golem -

    Ciao Rossana. Finalmente tranquillo sul terrazzo a godremo il fresco serale, con il paese che torna a rianimarsi dopo la fuga sulle spiagge che io, come faccio da sempre, ho accuratamente evitato. Ora posso risponderti.
    Ti chiedi se io tranquillo e appagato con laia ragazza ho coscienza delle difficoltà che oggi si riscontrano nelle relazioni sentimentali.
    Be’, intanto conosci bene la mia ” difficoltà ” di cui abbiamo discusso privatamente e non, per cui, almeno per quella, qualcosa ho percepito, ma ho capito anche che ogni difficoltà relazionale e’ un fenomeno a se, caratteristico SOLO di quella coppia. Il resto lo vedo attraverso le storie di amici , conoscenti e su questo forum.
    Ma anch’io ho avuto situazioni come quelle di cui leggo su queste pagine in una vicenda precedente a Carmen, e a mia moglie. Ma avevo a che fare con una persona che è stata definita ” border line” da uno psicologo, quindi non può far testo in termini di difficoltà relazionali nell’ambito della normalità.
    In realtà la ” normalità” e’ un termine contenitore, dentro il quale ognuno di noi ci mette il proprio concetto di normalità. Cosa facilmente comprensibile osservando i vari caratteri che si stanno avvicendando su questo forum, tanto per fare un esempio..per cui le mie opinioni riguardo all’eventuale conoscenza del problema saranno inevitabilmente parziali, e lo sarebbero anche se fossi nelle condizioni di molti dei partecipanti di questo forum, e privo della compagnia della mia donna e delle sue caratteristiche, che hai citato nel post col quale mi ponevi la domanda.
    Ross, le difficoltà di relazione tra i sessi ci sono sempre state e sempre ci saranno, perché i due generi esistono SOLO per la riproduzione della specie e no per capirsi e amarsi. Quello dell’amore e’ un “dettaglio” di natura socio culturale che ha assecondato l’evoluzione umana ( occidentale in questo caso) e l’etica morale fornitaci dai dogmi religiosi. Per duemila anni il prototipo della famigli era quello che vediamo rappresentato a Natale all’interno della grotta di Betlemne. E che si sia credenti o meno, tutti noi, italiani in testa, abbiamo nel nostro DNA quegli indicatori basici cui rifarsi.
    Ma tutto si secolarizza, e lo stesso vale per la famiglia, gli amorì e le passioni, e la “solitudine” che osserviamo qui come altrove non è altro che la constatazione che ” Dio e’ morto”, portato sul piano del sogno d’amore che tutti abbiamo dentro, ma che difficilmente realizziamo,…

  • 308
    Golem -

    …. perché trascendiamo l’amore ad un livello che umanamente NON potrà mai raggiungere.
    Se io sto bene con la mia lei è solo perché ha un carattere affine al mio, e non perché sia una donna. Questo l’ho già detto e lo ribadisco. È chiaro che alcuni aspetti della SUA femminilità mi piacciono e si integrano piuttosto bene con quella della MIA mascolinità. Le due cose, personalità e femminilità, per un caso FORTUNATO funzionano bene e quindi la storia va avanti abbastanza serenamente. Ma come sai, la storia della sua passione tocca le mie corde istintuali più antiche, e qualche difficoltà la vivo anch’io,
    Maschi e femmine non sono fatti per andare d’accordo ma per i motivi che ho spiegato. Uomini e donne si, può capitare che possano ” trovarsi ” , ma in quel caso il sesso c’entra poco. C’entra il cervello e l’intelligenza che come ho detto e ribadisco, come gli angeli non ha sesso. Un abbraccio.

  • 309
    rossana -

    Golem,
    grazie per il riscontro. mi fa piacere che tu e la tua donna stiate bene insieme in virtù del fatto che avete un carattere affine. alla fine della fiera, questo è quello che conta per qualsiasi coppia, che desideri vivere unita, al di là di tutto il resto.

    scontato, anche, il perenne attrito fra i sessi. guai se non fosse così!

    capisco che, come me, non ami i contrasti; tuttavia, a volte contraddire, almeno negli aspetti più macroscopici e non sempre le stesse persone, potrebbe aiutare qualcuno ad avere una maggior conoscenza realistica di sè, anche senza magari nemmeno suscitare la minima idea di mettere in atto cambiamenti.

    buonanotte!

  • 310
    Golem -

    Rossana, ho letto il tuo post 306, ma ancora non capisco dove poteva esserci un eventuale provocazione alle tue precedenti considerazioni relative all’intelligenza maschile o femminile che fosse. Ho citato l’esempio della ragazza iraniana Nobel per la matematica, solo per segnalare che certi cliché sulle prerogative di genere sono facilmente smontabili. La mia sensibilità femminile che mi venne attribuita è forse semplicemente…sensibilita’, che di solito viene collocata nel vasto quadro delle caratteristiche femminili stereotipiche. Io lavoro con ingegnere straordinarie, mentre oggi sono andato a casa di uno zio professore che non sa letteralmente svitare una lampadina, avendo lasciato l’attacco all’interno del lampadario staccando il vetro della prima, a rischio di restare folgorato..
    Le connotazioni di genere si sono realizzate su basi non eque dal punto di vista delle potenzialità intellettuali, e degli eventuali talenti personali. Io sono certo che nel Rinascimento se ci fossero state le possibilità avremmo potuto avere più di una sola Artemisia Gentileschi , e molte teste maschili sarebbero state ” tagliate” , non solo come quella del suo famoso quadro dove il povero Oloferne rappresentava tutti i “maschi” che avevano violentato lei è le donne come lei.
    Rossana, se non mi piacciono gli stronzi come quello che ha ” violentato consensualmente” la mia donna, mi piacciono ancora meno quelli che lo fanno con la presunzione di una superiorità che in quel caso e’ solo fisica. Ma se si vuole essere uomini, le donne vanno conquistate con la forza del carattere e dell’intelligenza. La virilità e’ la somma di queste due caratteristiche, ma allo stesso modo, dall’altra parte, si potrà chiamare femminilità.
    Ciao più un bacione.

  • 311
    M. -

    Questa mia frase “Secondo me ti sarà impossibile dare delle definizioni oggettive ed assolute” era scritta in seguito, e quindi collegata, alla frase precedente, ossia “Secondo te una donna femminile e dolce si alza dal letto alla mattina, e poi? Come dovrebbe essere e cosa dovrebbe fare?”.
    E la tua risposta è stata questa “Sinceramente non sono in grado di dirti quale possa essere la giornata tipo di una donna dolce e femminile così come non saprei fare altrettanto relativamente ad una donna che non sia tale”.
    La mia domanda era evidentemente pretestuosa, e retorica, ed aveva come scopo proprio quello di portarti ad una non risposta in merito, proprio per dimostrare l’impossibilità di mettere dei paletti fissi a certe cose.
    Allora, se il punto di partenza del mio ragionamento è che non esistono elementi umani oggettivi, validi per tutti nello stesso modo, ma tutto viene modellato in base ai propri gusti, visioni ed aspettative, il fatto che io è te abbiamo opinioni divergenti in merito, non fa altro che confermare la mia posizione.
    Dire “di me decido io” non è un rimprovero, ma una specificazione di me stesso, di come sono.
    Se io voglio dire una cosa di me stesso, quella cosa la scriverò io, non ho bisogno che lo faccia, fantasiosamente, qualcun altro.

    Comunque, visto che io e te, abbiamo una base ed un metodo di ragionamento completamente opposti, inconciliabili, non mi rimane altro da fare se non mettere un punto.
    Dipendesse da te, staremmo ancora a parlare del “ti passo a prendere domani alle 8”.
    E poi, ancora con ‘ste partigiane….era un paragone riferito a quanto scritto da Hurin. Avrei potuto scrivere anche “le donne ai tempi di Cleopatra”, ma solo per dire che la realtà donna-combattente/soldato donna-guerra è sempre esistita.
    Il mio riferimento alle partigiane non c’entra con questa tua nostalgia delle donne del passato.

    Tu ed io non abbiamo molti anni di differenza; gli aspetti culturali e sociali nei quali siamo nati e cresciuti sono sostanzialmente uguali, eppure non capisco da dove derivi tutta questa differenza abissale.
    Mi trovo molto più affine con la mente di Rossana e di Golem che sono più grandi di me, rispetto a quella di un mio coetaneo.
    Mistero…

  • 312
    M. -

    Maria Grazia,
    l’unica imposizione veramente efficiente è quella dell’intelligenza. Per me il femminismo è la negazione di questo.
    In tutti i periodi storici le donne con un cervello fuori dal comune si sono “imposte” sugli uomini.
    Non nego che abbiano fatto più fatica, ma ce l’hanno fatta.
    Ti faccio un esempio italiano: Rita Levi Montalcini, ebrea, nata nel 1909.
    Ora, essere donna, essere ebrea, nascere in Italia agli inizi del ‘900 con il fascismo ed il nazismo alle porte, sulla carta significava una sola cosa: non valere nulla. Essere destinate al fallimento.
    Eppure non è andata così. Sappiamo tutti chi era e che cosa ha fatto Rita Levi Montalcini, sappiamo come si è “imposta”, e di certo non le sono venute in soccorso leggi in stile “quote rosa”.
    Ti riporto due sue dichiarazioni: «Credo nelle donne, ma non credo nei movimenti femministi».
    E ancora: «una volta inserita nel mondo accademico, non ho mai avuto problemi con i colleghi maschi».

    Spesso la società, pur con delle piaghe, corre più veloce e meglio della politica.
    Che si dia spazio al merito e vedrai che non ci sarà una gara all’imposizione. La forza non serve. Ci vuole cervello, intelligenza, e le quote rosa non garantiscono una scelta basata su delle capacità, ma è basata solo su un attributo sessuale. Tutto a danno vostro, ovviamente.

  • 313
    M. -

    Golem e Rossana,

    sarò crudo, ma preciso nell’esprimere la mia idea sul rapporto uomo-donna: a penetrare le donne con un fallo sono capaci tutti i maschi, ma solo gli uomini riescono a penetrarle con il cervello.
    La vera sfida, il piacere della lotta, la sana esaltazione delle differenze tra uomo e donna, sta proprio qui.
    Il fisico è solo la manifestazione di una bellezza, diversa per ognuna, ma la vera femminilità sta tutta nel cervello, nell’intelligenza. Ad ognuna la sua.
    Per accoppiarsi, e fare ciò per cui realmente serviamo (mandare avanti la specie umana) basta l’attrazione sessuale, l’istinto, ma per nobilitare ed esaltare il tutto, ci vuole testa.
    Questa è una battaglia bellissima, lo scontro di cervelli maschili e femminili, è una guerra stupenda, e non riuscirei a rinunciarci. C’è poco da star tranquilli in queste cose. Chi dorme non piglia pesci. In questo caso non piglia farfalle!!!

    Ciao a tutti e buon ferragosto in ritardo!

    P.s.
    Rossana….so per certo che tutte le decisioni prese per conto tuo e per tuo figlio, non sono state prese a cuor leggero. Hai accettato la lotta e la fatica di ricominciare. Tanto di cappello a te.

  • 314
    rossana -

    M.,
    sono sostanzialmente d’accordo con quanto affermi nei tuoi post 312 e 313, con una leggera variante sul femminismo. a mio avviso, è stato, e forse può ancora essere utile, proprio per smuovere la massa, a grandi linee maschile, che difende i propri privilegi. un’azione d’urto in questi casi può essere necessaria per creare una falla nella diga, come avvenne a suo tempo nel mondo del lavoro tramite il sindacato.

    resta, invece, validissimo il concetto che dove e quando ci sono state donne in gamba, queste hanno conquistato il posto che a loro competeva a tutti i livelli, nonostante l’ostruzionismo con cui si sono dovute misurare. oggi, purtroppo, non vedo nè uomini nè donne validi, se non nell’arte di appropriarsi, come sempre, di beni materiali o finanziari, defraudando il prossimo.

    MOLTO interessante per me il tuo far riferimento alla testa in amore. da qualche tempo noto che il linguaggio maschio-femmina in ambito amoroso è spesso contrassegnato da un accenno al cervello per il primo mentre la seconda preferisce far capo al sentimento. inizialmente ritenevo che questa fosse una caratteristica espressiva di chi rasenta l’inaffettività ma con il tempo mi sono resa conto che è invece parte del linguaggio, che ha i suoi reconditi significati.

    ti sono grata per la comprensione umana che mi hai dimostrato ma anche per la chiarezza e la modalità con cui esprimi le tue idee, fermo nei concetti ma non prevaricante.

    un caro saluto.

  • 315
    M. -

    Rossana

    “oggi, purtroppo, non vedo nè uomini nè donne validi, se non nell’arte di appropriarsi, come sempre, di beni materiali o finanziari, defraudando il prossimo”.
    E quindi l’onda d’urto dovrebbe creare una breccia per far passare che cosa? La mancanza di spessore, di cultura, più in generale, la mediocrità?

    La Montalcini non ha usato onde d’urto, né ha utilizzato il femminismo, eppure….
    E poi, solita sottolineatura, le donne vogliono affermare la donna chiamandola femmina? Femminismo?
    Chi ha doti per spiccare, spicca.
    Per incoraggiare questa cosa ci vuole un aiuto politico, ma questo aiuto non può consistere nell’obbligare a fare scelte in base al sesso, esempio, le quote rosa.
    Il femminismo che cosa ha portato? Ad affermare che la donna è padrona del proprio corpo? Rivendicazione legittimissima a mio parere, ma questo vi ha portato a diventare merce, il vostro corpo è diventato merce, pubblicità, fonte di profitto, come lo era, in forma meno appariscente, anni fa.
    Sia chiaro, se una donna decide di usare e mostrare la propria bellezza, fa bene a farlo, ma deve essere una scelta consapevole, e a volte non lo è.
    A me la pubblicità in stile “Saratoga, che per vendere il suo silicone e renderlo più accattivante, fa salire la signora Giovanna per guardarle in sedere, mi crea il vomito.
    Io sono a favore della parità di opportunità tra uomo e donna, fermo restando che riconosco delle differenze. Differenze che apprezzo.

    Buon appetito a tutti

  • 316
    rossana -

    M.,
    concepisco l’onda d’urto come rottura di schemi a livello di massa, per far passare un concetto di parità altrimenti respinto quasi da tutti con troppa forza e arroganza, soprattutto in carenza di leggi adeguate, che sarebbero le più utili, quelle che hanno permesso in altri Paesi veri cambiamenti.

    sempre stupisco approfondendo la condizione della donna nell’Egitto di cinquemila anni fa. lì sì che c’era davvero una volontà politica a favore di un complessivo, ammirevole equilibrio umano fra i sessi. esisteva addirittura il matrimonio a tempo, con accordi prematrimoniali sui beni da definirsi liberamente, senza intervento nè dello stato nè della religione, se non per analizzare controversie legali che potessero sorgere in seguito, in merito all’interpretazione degli stessi. mi sembra tuttora alluncinante che in Grecia e in Roma la situazione fosse del tutto diversa, così come, paradossalmente, resta diversa da noi, ORA.

    forse, non essendo donna e non avendo vissuto la gioventù prima della legge sull’aborto, non puoi immaginare cosa significasse allora una gravidanza indesiderata. l’orrore di mammane che agivano su tavoli da cucina e le emorragie successive che, se denunciate dal medico, potevano portare a grane giudiziarie, non solo ingiuste ma anche socialmente vergognose…

    secondo me, un primo passo collettivo s’imponeva. adesso, invece, mi sembra che le rivendicazioni siano diventate forse troppo individualistiche e scarsamente costruttive nell’ottica di un dialogo sereno, privo di eccessive acrimonie da entrambe le parti. al di là delle capacità delle singole donne, su cui concordo totalmente con te, per le altre, quelle che non hanno abbastanza forza o cultura per difendersi da prevaricazioni di tutti i tipi, un gruppo, composto indifferentemente da uomini e donne, che fosse in grado di portare avanti e di far approvare leggi adeguate potrebbe, a mio avviso, essere ancora utile.

    buon pomeriggio!

  • 317
    M. -

    Rossana,

    di che cosa è fatta l’onda d’urto della quale parli?
    Quali comportamenti pratici? Quali azioni?

    La legge sull’aborto è stata una concessione giuridica dolorosa, per ciò che comporta, ma necessaria.
    Si è portata a galla una pratica che è sempre esistita, concedendo alla donna di uscire dalla clandestinità, e darle tutele maggiori in fatto di salute.
    Il diritto della donna di decide di sé e della sua salute, prevale sul diritto a nascere.
    Anche queste sono decisioni che non si prendono a cuor leggero, perché il valore che riconosciamo alla vita rientra nel ventaglio di tutti quei diritti che fanno parte della nostra cultura, e ce ne sono tanti.
    La nostra cultura riconosce un sacco di diritti, noi siamo la culla del diritto, e per questo credo che non sia così retrograda come superficialmente si tende a dire, dando un giudizio immeritevole alla nostra società.
    Ci possono essere delle difficoltà nel capire e scegliere quali meccanismi riescano a garantire meglio questi diritti, ma la politica serve proprio per questo. Serve a scegliere, ed in questa operazione di scelta un ruolo fondamentale ce lo abbiamo noi cittadini, prima ancora che i nostri politici, perché molte leggi non fanno altro che far emergere e fissare delle consuetudini sociali già praticate da tutti noi.
    Il valore della donna, il riconoscimento a lei di pari diritti, sono concetti presenti nella nostra cultura. Ci sono. Tocca soltanto continuare il cammino che abbiamo intrapreso che, per me, non può che migliorare.
    In fin dei conti noi italiani, tanto per parlare di noi, abbiamo tutta la base necessaria, tutta la cultura giuridica necessaria per arrivare a modellare una società femminile in stile nordico.
    Io sono fermamente convinto di questo.
    Ci vorrà tempo, ma una volta individuata la meta, non ci resta che continuare a camminare.
    Io sono più che fiducioso e convinto.

  • 318
    M. -

    “sempre stupisco approfondendo la condizione della donna nell’Egitto di cinquemila anni fa. lì sì che c’era davvero una volontà politica a favore di un complessivo, ammirevole equilibrio umano fra i sessi. ”
    A volte la donna non si trovava in un punto di equilibrio con gli uomini, ma ad un livello superiore.
    La donna faraona, e quindi divina, era nettamente superiore all’uomo “semplice”.
    Ma non per tutte era così.
    Le donne (e uomini) ridotti in schiavitù erano concepiti come oggetti, seppur avevano dei diritti.
    Sembra quasi un paradosso, ma è così.
    Quindi un punto di notevole squilibrio tra uomo e donna c’era in quel tipo di società.
    La differenza con la nostra società di adesso, è che questa forbice si è ridotta.
    L’idea di donna-oggetto, nel vero senso della parola, non fa più parte della nostra cultura occidentale.
    Per fortuna

  • 319
    rossana -

    M.,
    intendo “onda d’urto” (che la politica non ha potuto fare a meno di accogliere) le numerose manifestazioni di piazza fine anni ’60-inizio anni’70 a favore dell’aborto, composte quasi esclusivamente da donne. quelle più famose restano le seguenti: 1975, Firenze, 10.000 partecipanti; 1976, Roma, 50.000, inframmezzate e seguite da altre che raggiungevano in media le 20.000, mentre, in alcune città del sud ancora si sputava addosso alle femministe per strada, non solo da parte di uomini…

    il germe della consapevolezza, e della successiva rivolta, nato durante le occupazioni delle università a partire dal ‘68 nella mente e nel cuore delle giovani più colte e più determinate, si diffuse abbastanza rapidamente. nel 1974 esistevano in sessanta città italiane più di cento gruppi consolidati, a matrice anarchica, di autocoscienza, coordinamento e “propaganda”, a cui appartenevano donne comuni, che non si erano mai impegnate in politica o per i diritti civili. il numero complessivo delle militanti non era quantificabile a causa di un’ulteriore diffusione capillare non codificata sul territorio. a titolo indicativo, la rivista che maggiormente le sosteneva, “Effe”, aveva una tiratura di 50.000 copie.

    è soprattutto grazie alle femministe se la legge sull’aborto, che doveva fronteggiare la potenza della Chiesa più di ogni altra approvata in quegli anni (1969: abolito il reato di adulterio, che puniva la donna, ma non l’uomo, con il carcere; 1970: introdotto il divorzio, poi confermato con referendum popolare nel 1974; 1971: abrogato l’articolo del codice civile che vietava gli anticoncezionali; 1975: approvato il nuovo diritto di famiglia, che sancisce la parità dei coniugi; 1977: legge sulla parità di trattamento nel lavoro), riuscì a diventare realtà nel 1978, dopo essere stata affossata nel 1974, suscitando le reazioni di massa di cui sopra.

    […]

  • 320
    rossana -

    […] fin qui ho integrato i miei stupendi ricordi di “sorellanza” di allora con alcuni dati prelevati da “Il secolo delle donne” (E. Doni e M. Fugenzi) e da “Italiane” (P. Wilson). non posso, però, esimermi dal ricordare l’azione attiva sul territorio espletata per anni da piccole “unità d’azione” composte da donne (medico + infermiera) del Partito Radicale, che, rischiando il carcere, praticava aborti clandestini con una dolcezza e un’attenzione che allora fu, fra le donne, dirompente.

    ti ho risposto esaurientemente? per buona misura, e per onorare le donne che prima d’allora hanno dato ben di più, sia pure indirettamente, alla “causa femminile”, riporto alcuni dati di sintesi, rilevati dal primo libro sopracitato: “Le partigiane combattenti, riconosciute ufficialmente per aver preso parte ad almeno 3 scontri armati, sono 35.000. a 16 di loro è stata attribuita la medaglia d’oro al valor militare, 623 sono state fucilate o sono cadute in combattimento, 4.635 sono state arrestate, torturate e condannate durante la guerra. ma infinitamente più alto fu il numero di donne che fecero parte di quella che venne chiamata Resistenza non armata…”

    i numeri possono apparire piccoli, in entrambi i casi, ma grande è stato di certo lo spirito che ha sostenuto l’azione di tutte queste donne, a cui molto si deve, anche da parte degli uomini.

    domanda provocatoria: sai dirmi che fine ha fatto la pillola maschile, messa a punto dall’Università di Munster nel 1993, priva di effetti collaterali e capace d’inibire al 100% la fertilità nell’uomo?

    buon pomeriggio!

  • 321
    rossana -

    M.,
    tornando a quello che, in base alle mie attuali conoscenze, ritengo il miglior esempio di società antica, ampia e consolidata, per equilibrio e rispetto della donna, confermato dalla stabilità di una durata di oltre 30 secoli, il testo su cui baso la mia convinzione, “Le donne dei faraoni – il mondo femminile dell’antico Egitto” (C. Jacq, saggio di più di 300 pagine) non si limita a rilevare la condizione delle “Donne al potere” ma analizza anche “Innamorate, spose e madri”, “Donne al lavoro”, “Iniziate e sacerdotesse”. particolarmente importanti queste ultime per il loro accesso alla sacralità, tuttora negato dalla religione maggiormente diffusa nel mondo e da molte altre di minor rilevanza.

    esistevano sì schiavi nell’antico Egitto, ma si trattava quasi sempre di stranieri (come in quasi tutti gli altri agglomerati umani dell’epoca, persino presso i pii ebrei,; e hanno purtroppo continuato a esistere in seguito, per tantissimi secoli ancora, in società per altri versi molto più civilizzate). in ogni caso le condizioni che li riguardavano erano, se non proprio uguali, abbastanza simili sia per gli uomini che per le donne. non sull’eccezione ma sulla generalità si fonda il criterio di valutare il grado di civiltà di un popolo dai trattamenti riservati alle donne in generale, ai vecchi, ai prigionieri e ai bambini, all’interno di un’organizzazione sociale. la condizione della donna non era perfettamente paritaria nemmeno nell’antico Egitto, pur restando avanzatissima, non soltanto per l’epoca; è per lo meno confermata da fonti scritte originali e non soltanto ipotizzata come quella di una ancestrale civiltà matriarcale (quasi sempre negata dai principali antropologi). nell’antichità qualcosa di simile dev’essere esistito a Creta, su cui si hanno dettagli quasi soltanto visivi, e forse, se mai un giorno si riuscisse a decifrare per intero la scrittura etrusca, potrebbe prendere corpo anche nella nostra Italia pre-romana, preannunciato, anche in questo caso, da affreschi e opere scultoree…

    sulle quote rosa sono spesso in conflitto. da una parte le ritengo persino offensive ma nella visione opposta mi sembrano quasi giustificabili. non ho letto tutte le brevi biografie delle italiane che si sono distinte in vari campi riportate sui tre volumetti “Italiane”, editi dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2004 (a cura di Eugenia Roccella e Lucetta Scaraffa), che spaziano dagli inizi dell’Ottocento a…

  • 322
    rossana -

    … a fine Novecento, ma ho rilevato, fin dalle prime letture, come, ad eccezione di affermazioni in campo artistico (premio Nobel a Grazia Deledda nel 1926, in un momento storico in cui la femminiltà era ridotta a puro utero dal regime fascista), il resto delle donne che hanno potuto esprimere i loro talenti sono state quasi sempre favorite o da un ambito familiare particolarmente colto e ricco oppure, anche più spesso, direttamente o indirettamente, dall’ombra protettiva di qualche maschio potente, padre, fratello, amico, collega, amante o coniuge che fosse.

    Rita Levi Montalcini, secondo e ultimo Nobel assegnato a una italiana nel corso del Novecento, proveniva da una famiglia agiata e aveva studiato medicina a Torino con altri due futuri premi Nobel italiani, Renato Dulbecco e Salvatore Luria, nel 1930, quando la maggior parte delle sue coetanee ancora risentiva di larghe sacche d’analfabetismo. senza nulla togliere al suo impegno e alle sue capacità, che ammiro, la scoperta che le è valso il Nobel nel 1986 è stata raggiunta insieme a Stanley Cohen. sfavorita, (alla luce dei risultati forse nemmeno del tutto) dalle leggi razziali, che l’hanno spinta a operare all’estero, è stata comunque favorita da tre importanti fattori di base: la cultura e la sicurezza della famiglia borghese d’origine, la possibilità di frequentare l’università quando ancora questa era più che formativa e la vicinanza, più o meno fecondatrice o stimolante, di elementi maschili, con i quali misurarsi.

    escludendo, come già accennato, l’ambito artistico, che per sue intrinseche valenze opera quasi sempre in modo, almeno inizialmente, scollegato dal sistema di potere preponderante, mi sa che non è per niente facile penetrarvi senza poter contare di qualche appoggio, che per ora continua a essere elargito, al di là dei reali meriti, preferibilmente ai maschi.

    ho molto apprezzato l’osservazione che hai fatto sulla connotazione negativa delle parole femminismo e femminicidio. sono davvero poche, ormai, le persone che prestano tanta attenzione ai contenuti del linguaggio… anche quando non siamo allineati nelle idee, è piacevole confrontarsi con te (quasi altrettanto di quanto è stato in passato con altri uomini, con cui ho condiviso molto, non solo mentalmente).

  • 323
    Giampaolo -

    M, post n. 235. Non per fare il polemico ma…mi scrivi:

    “Giampaolo: quali sono quegli elementi caratteriali che, secondo te, vanno a comporre le caratteristiche delle femminilità e della dolcezza?
    Parliamo proprio in termine semplicissimi, terra terra.
    Prova a dirmi una giornata tipo della donna femminile e dolce.
    Secondo te una donna femminile e dolce si alza dal letto alla mattina, e poi? Come dovrebbe essere e cosa dovrebbe fare?”

    E dopo le domande mi scrivi:

    “Secondo me ti sarà impossibile dare delle definizioni oggettive ed assolute.”

    Quindi sono tre domande che mi poni.
    E a due di queste non so darti una risposta precisa. Perché non posso proprio immaginare quale possa essere una giornata tipo di una donna dolce e femminile. Così come non potrei immaginare una giornata tipo di una donna aggressiva.
    Ti ho risposto invece alla prima domanda. Quella in cui mi chiedi quali sono gli elementi caratteriali che vanno a comporre le caratteristiche di femminilità e dolcezza.

    Tre domande quindi. Separate e distinte. E alla prima, quella fondamentale non ti ho dato una “non risposta”. Tutt’altro.

    Quindi, perdonami, ma non mi hai portato da nessuna parte. Ne’ mi hai dimostrato nessuna impossibilità a mettere dei paletti fissi su certe cose.
    Perché la mia risposta in base al fatto che esistono elementi OGGETTIVI che vanno a comporre le caratteristiche di femminilità e dolcezza IO TE L’HO DATA!

    E tu hai “supposto” per me dicendomi che mi “sarà impossibile dare delle definizioni oggettive ed assolute”

    La stessa cosa che ho fatto con te. Niente di drammatico no? Pero’ entrambi abbiamo fatto la stessa cosa!

    Il discorso del “ti passo a prendere alle 8”, lo abbiamo chiuso da un pezzo. Anche perche’, se non ricordo male, qualcuno ti fece notare, Rossana per prima, che probabilmente non avevi compreso bene il senso della mia frase.

    Nel riferimento delle donne partigiane può darsi invece che tu stessi facendo un discorso diverso. Impostato appunto sulle donne soldato.

    P.S.: credo comunque di avere qualche anno più di te.

  • 324
    M. -

    Rossana,

    “non sull’eccezione ma sulla generalità si fonda il criterio di valutare il grado di civiltà di un popolo”.
    Sono i particolari che fanno la differenza, e le eccezioni, messe tutte insieme, vanno a creare quella generalità della quale parli.
    Se si vuole individuare un criterio, si devono considerare quanti più elementi possibili, altrimenti, si rischia di avere una visione parziale.
    Fermo restando che visioni complete su fatti storici accaduti millenni fa, è impossibile crearli.
    Comunque non si può negare che la civiltà egizia fu una civiltà molto ben strutturata.
    Questo dimostra che la condizione della donna (schiave escluse) anche anticamente ha raggiunto livelli di rispetto ed attenzione molto elevati.
    È tutto un fatto culturale.

    Vero che Rita Levi Montalcini ed altre donne vincitrici di premi Nobel, erano istruite e, ai tempi, quando non c’era un’istruzione di Stato e aperta a tutti come quella di oggi, solo chi aveva la possibilità economica poteva accedere a studi “alti”, ma anche qui, non mancano le eccezioni.
    Sicuramente i soldi hanno sempre rappresentato, e ancora rappresentano, degli apri porte, ma ci sono donne che sono riuscite a spiccare senza essere nate in famiglie facoltose, senza aver fatto studi particolari, e senza aiuti maschili.
    Esempio: Madre Teresa di Calcutta ha vinto il premio Nobel per la Pace. Era povera e non si è “imposta” con aiuti maschili.
    Così come Caterina Benincasa, più nota come Caterina da Siena.
    Facoltosa non lo era, ma santa sì.
    Rosa Parks si è “imposta” decidendo di non cedere il proprio posto sull’autobus ad un bianco.
    Rossana, chi ha gli attributi per spiccare, spicca. Non ci sono montagne che non possono essere scalate se ci sono le capacità.

    Per quanto riguarda il discorso “pillolo” nemmeno lo sapevo, e da questa mia risposta puoi capire tutto, ma tra non molto ne sarà pronto un altro.
    Su questa questione ho fatto una ricerca e ti riporto qui i dati.
    A degli uomini è stato domandato: “per quale motivo utilizzeresti il pillolo?”
    Risposte:

    44% per avere il controllo sul concepimento (cosa che noi uomini di fatto non abbiamo, andiamo sulla fiducia)

    39,5% per un principio di parità tra uomo e donna

    16,5% per nessun motivo particolare

    Alle donne è stata posta questa domanda: “Ti fideresti di un uomo che prende il pillolo?”

    36,5% ha detto di no

    23,5% ha detto di sì

    40% ha detto non so

  • 325
    M. -

    Tu sei stata una femminista, o comunque hai preso parte a quelle manifestazioni che mi hai detto?

    Qual è il tuo pensiero sull’aborto?
    Se fossi donna, per il tipo di visione che ho io della vita, non lo farei mai, mai, mai, ma non giudico quelle donne che invece lo fanno.
    Come detto qualche post fa, capisco che sono scelte che non si fanno a cuor leggero.
    In proposito, ho scoperto che l’Italia è uno dei Paesi tra i più industrializzati che ricorre all’aborto. Siamo attorno al 17%.
    Dietro a questa percentuale c’è tanto da dire.
    Magari inizia tu.

    Vorrei chiederti un’altra cosa: mi interesserebbe sapere la tua opinione sul caso dei gemellini scambiati (quando ancora erano in provetta) e partoriti da un’altra donna
    Buona notte

  • 326
    Giampaolo -

    Maria Grazia, (post n. 304). Ora ho potuto anche constatare che oltre ad essere aggresiva, presuntuosa, offensiva ed arrogante, sei anche una persona sulla quale non si può fare il minimo affidamento.

    Quando ci siamo scambiati e-mail privatamente ti eri raccomandata di non riportare qui in pubblico ciò che ci scrivevamo in privato.
    Ed io ho rispettato i patti.

    Tu invece, non sapendo più a cosa appigliarti, hai mancato alla parola data.

    Ben inteso, non ho nessun problema a confermare che avrei voluto proseguire la conoscenza, ma da qui a dire che mi rode e ti attacco perché mi é “andata male” ce ne corre.

    D’altra parte non ho mai fatto mistero ad ammettere che sei una bella ragazza. E lo scrissi pubblicamente più volte. Ma se ricordi bene ti avevo chiesto la mail ben prima di aver visto le tue foto.
    Per cui non potevo minimamente sapere come fossi fisicamente. E se la memoria non ti inganna dovresti ricordare altresì che volevo conoscerti meglio proprio perché mi sembrava strana questa tua continua contraddizione e aggressività. Volevo cercare di capirti. Nonostante molti, nel forum, mi avevano consigliato di lasciar perdere perché “non era cosa”, poiché ti vedevano come un personaggio troppo strano, contraddittorio e dal quale non si poteva cavare un ragno da un buco.

    Ammetto a questo punto di aver sbagliato a non prendere in considerazione i consigli di questi utenti, perché in effetti avevano ragione.

    Dopo quanto hai scritto nel tuo ultimo post sono sempre più convinto che, probabilmente, oltre ad un gradevole aspetto, non hai granché da offrire.
    Si é aggiunto anzi il fatto di essere una persona poco affidabile e corretta che sinceramente non mi aspettavo.

    La classica goccia che fa traboccare il vaso.

    Ora seguiro’ quanto, a suo tempo fece anche Rossana, che stanca delle tue continue offese, penso’ che non fosse più il caso di continuare alcun dialogo con te.

  • 327
    Hurin -

    @ giampaolo

    L’importante è arrivarci, chi prima chi dopo.

  • 328
    Valinda -

    Ciao a tutti,
    Riprendo un po’il discorso sugli amori non ricambiati per GOLEM..ti consiglio il libro “donne che amano troppo” della psicologa norwood che affronta proprio questo tema. Forse lo conosci già perché è piuttosto famoso. Io lo sto scorrendo un po’adesso e dà molte indicazioni utili. A mio avviso però estremizza e patologizza troppo certe dinamiche, ma trattandosi di psicologia è ovvio che sia così. Di sicuro è un testo prezioso per capire e per capirsi di più. Vero per esempio nel mio caso che mi è mancato calore affettivo ed emotivo dei miei – pur avendo una famiglia sana e unita – e che non ho mai avuto un grande autostima. L’autrice sostiene inoltre che chi soffre di depressione tende ad avere storie tormentate e passionali perché più stimolanti e eccitanti…insomma la droga di cui si è sempre parlato. E io come forse ho già detto qua combatto da anni con la depressione. Le sue teorie danno sostanzialmente ragione a te GOLEM, in un passo c’è proprio una distinzione tra eros e agape che è l’amore stabile e duraturo.
    Una mia amica, tra l’altro persona bella dentro e fuori, ha avuto una storia simile alla mia. Adesso però finalmente lui si è deciso e loro stanno insieme..ma lui continua a dirle che non è innamorato di lei..e lei ovviamente ci soffre. Io le auguro che vada tutto bene e cmq lui di fatto è il suo ragazzo e tutto..però è una strana situazione.

    Un saluto a Rossana e a tutti gli altri

  • 329
    Golem -

    Ciao Valinda. Si, conosco bene il libro della Norwood, anzi credo di averlo citato in altre occasioni. Ma già il fatto che vi siano dei testi scientifici al riguardo, come in parte lo è quello che in italiano titola ” donne che corrono coi lupi”, ti dimostra come sia un problema eminentemente femminile quello degli amori non ricambiati che, sottolineo, E’ LA DIRETTA CONSEGUENZA di quell’ amare troppo, che la Norwood ha giustamente sintetizzato nel titolo del suo libro.
    È un mondo femminile interessante ed inquietante allo stesso tempo, di cui molti uomini ignorano l’esistenza e le nefaste conseguenze che uno sbilanciamento affettivo come quello che si verifica in questi casi comporta.
    Per quanto strano possa apparirti si tratta di una patologia. Si fa a fatica a ritenerla tale solo perché si esprime attraverso un moto “positivo “, com’è ” l’amore”, ma in realtà e’ una forma compulsiva di natura…egoistica, dove in realtà non si vuole il bene dell’oggetto d’amore, ma solo una sua presenza nella nostra vita, di cui necessitiamo come una droga.
    Si è disponibili sino al masochismo, come un tossicodipendente lo è per procurarsi una dose, per la quale è disposto a tutto durante le crisi di astinenza. Crisi che comunque sono pilotate nello stesso modo anche nel caso dell’innamorata non ricambiata, che HA BISOGNO di quei “deliziosi” ormoni della felicità che si producono SOLO con la presenza dell’oggetto “amato”: ossitocina, noradrenalina e altri cocktail analoghi.
    Cara Valinda, mi tendo conto che tutto il romanticismo legato al l’innamoramento va a farsi benedire, ma siamo fatti di reazioni elettrochimiche, e le nostre emozioni fondamentali, che hanno come scopo la solita riproduzione della specie, sono mosse dai quei messaggeri ormonali, che si attivano quando la nostra “natura” percepisce l’altro come l’ideale “riproduttore” , a cui una donna SENTE di poter affidare i relativamente scarsi ovuli che ha a disposizione nella vita per la riproduzione della prole e dell’allevamento della stessa. Per un maschio questo e’ un problema irrilevante, ma la femmina HA BISOGNO di garantirsi la sua presenza durante il lungo periodo di gravidanza e allevamento dei piccoli che si prospetta, per il cibo, la protezione e l’aiuto che quelle operazioni richiedono. Ecco perché molte donne sono disposte a tutto pur di avere QUEL maschio, mentre per ques’ultimo “questa o quella per me pari sono” come si dice
    L’ amore e’ tutta un altra cosa. Comunque ti percepisco più serena. Bene.

  • 330
    Giampaolo -

    Giusto Hurin. Meglio prima magari. Ci rimani meno male.

  • 331
    rossana -

    Valinda,
    “A mio avviso però estremizza e patologizza troppo certe dinamiche” – che possono essere simili ma graduate quanto a intensità e sottomissione (a volte, pure inesistente) privilegiando il lato piacevole e costruttivo della situazione (niente in una relazione apporta solo bene o solo male – vedi il caso di stimolo per chi ha bisogno di essere stimolato). forse, persino l’amore che dura per sempre potrebbe finire in una situazione patologica di disturbo ossessivo compulsivo, più o meno come la cosiddetta “follia a due” o i casi lampanti di simbiosi.

    quasi tutto sta diventando malattia ma, per fortuna, non sempre è così. se qualcosa non ti fa star male in modo invalidante, meglio evitare il più possibile di finire in mano agli psichiatri, perchè c’è il rischio che ti giudichino più malato di quanto siano loro stessi e che si rivelino poi relativamente incapaci di curarti, con farmaci che tendono ad omologare. un bravo psicologo, invece, anche in ambito di assistenza mutualistica, può aiutare a capirsi meglio e a realizzare quanto effettivamente necessario alla propria psiche, per essere più consapevoli e più sereni nelle proprie scelte.

    secondo me, può accadere più facilmente d’innamorarsi di persone che non ricambiano il sentimento in casi in cui chi ne rimane intrappolato, senza rendersene conto, non è a tutti gli effetti incline a una stabile vita di coppia, più o meno come nell’attrazione del giovane Werther per Carlotta, descritta da Goethe con gli accenti romantici dell’epoca ma ispirata da una storia vera. fra l’altro, Goethe era persona che d’amore s’intendeva parecchio, anche a seguito di numerose esperienze sul campo di diversa natura.

    gli amori non corrisposti capitano più frequentemente a persone dal temperamento inquieto e molto sfaccettato, come ad esempio ai creativi, più portati per il sogno che per la realtà. mentre l’amore duraturo, quello che diventa agape coinvolge maggiormente individui più concreti e più capaci di calarsi nella routine della quotidianità. forse, nei soggetti più realizzati, le due modalità rappresentano stadi diversi di maturazione, quando questa è emotivamente possibile.

    Golem,
    nei miei post su questo tema NIENTE è più rivolto a te. entrambi ci basiamo su esperienze personali ma il mio intento è di discutere la questione guardandola con un ottica il più possibile ampia, svincolata dal mio attuale “rapporto d’amore non corrisposto” ma a me gradito.

    un caro saluto a entrambi.

  • 332
    rossana -

    M.,
    sono stata (e tuttora ritengo di essere) una “femminista moderata”, sostenitrice della parità di diritti nell’ambito della diversità di genere, non di ruoli. nel mio matrimonio (fine anni ’60) all’inizio ero incapace di preparare una minestrina ma ero io a portare a casa con regolarità uno stipendio. per me questi non sono aspetti importanti, basati come dovrebbero essere su un’armonia d’insieme, che non dovrebbe essere creata a tavolino. ho conosciuto un uomo che, pur essendo responsabile dell’attività di ricerca di più di mille persone, si metteva in ferie quando sua moglie, che aveva a disposizione personale di servizio, era anche soltanto influenzata. queste sono le cose che contano in un rapporto!

    ho partecipato ad alcuni cortei di protesta all’inizio degli anni ’70 ma, avendo un bambino piccolo e un lavoro impegnativo, non ho partecipato a circoli femminili di autocoscienza. alcune colleghe mi riferivano l’atmosfera che in essi si respirava, dove anche la più banale osservazione veniva accolta con rispetto da donne di estrazione sociale e cultura diverse, che lasciavano cadere l’atavica rivalità. questo era lo spirito prevalente di allora, che ci definiva tutte sorelle, tutte tese a obiettivi condivisi!

    quanto alle sante che hai citato, più che ammirevoli, devo però puntualizzare che la Chiesa, se da una parte, sull’onda di San Paolo è decisamente misogina (cosa che Gesù non era affatto), dall’altra è pronta ad accogliere e a osannare, con i dovuti distinguo, casi di santità sia al maschile che al femminile. gli ostacoli in tal senso, che risalgono a tempi non troppo lontani, sono uguali per uomini e donne. basti vedere l’enorme strumentalizzazione che è stata fatta di Maria, per venire incontro alla devozione popolare delle donne. prima del IV secolo le comunità cristiane degli inizi non ne riportavano quasi nemmeno il nome mentre nel Concilio Vaticano II Papa Paolo VI è stato quasi costretto a invitare teologi e predicatori “ad astenersi con ogni cura da qualunque falsa esagerazione (…) nel considerare la singolare dignità della Madre di Dio”, per arginarne la portata, che avrebbe potuto nuocere in popolarità all’immagine di Cristo stesso.

    d’accordo che ogni vera eccellenza finisce con l’imporsi e con l’affermarsi, a partire dalle doti iniziali, indipendentemente dagli ostacoli che può incontrare sul cammino, che comunque possono avere maggior o minor influenza sui risultati finali. […]

  • 333
    rossana -

    […] ma non si deve guardare soltanto a personalità eccezionali, che pure sono esistite al femminile anche in passato, spesso però eclissate, più o meno volontariamente, nelle pieghe della storia. uno degli esempi più moderni di eccezionalità è stata negli anni ’80 Marisa Bellisario, che da piccola aspirava a fare la lavandaia e da grande ha diretto un insieme di 30 aziende operanti in tecnologia avanzata e raggruppanti quasi 30.000 addetti. Marisa, che vestiva Armani e cambiava colore ai capelli da una riunione del mattino alla successiva del pomeriggio, soprannominata in America “the legs” (gambe), nell’ottica di risanare con pieno successo le aziende decotte che le erano state affidate sostituì 180 dirigenti su 300 ma guardò ai suoi dipendenti come a collabortori, tutti, dai livelli più bassi fino ai vertici dell’azienda. per lei era importante nella correttezza una profonda rivalutazione dei rapporti umani.

    quanta influenza ebbe nella sua breve vita l’aver avuto come collega di lavoro Franco Tatò, il “manager filosofo” noto per la sua durezza nel risanamento economico di molti gruppi aziendali?
    quanto la favorì la fiducia dell’allora ministro De Michelis, che conosceva la sua professionalità?
    quanto fu importante per la sua formazione professionale il periodo in cui lavorò in America, all’inizio degli anni ’60, quando qui si era ancora immersi in un’era quasi bucolica? quanto le fu di supporto l’amore incondizionato di un uomo che lasciò la moglie per unirsi a lei?

    molti eventi, prevedibili, cercati o fortuiti compongono il successo o l’insuccesso di qualsiasi persona! resta da notare, tuttavia, che in quasi tutti i casi più eclatanti di eccezionalità in qualsiasi campo, le donne che ne sono protagoniste non hanno avuto modo, per scelta o per sorte, di vivere la maternità.

    quando accennavo alla persistente difficoltà per le donne d’inserirsi nei centri di potere, che in qualche modo giustifica le controverse quote rosa, mi riferivo alla normalità di persone adatte a ricoprire incarichi a livello medio alto, capaci di conciliare il lavoro con la vita famigliare. in questo aspetto, a mio avviso, le donne hanno ancora parecchio filo da torcere. a volte mi chiedo, per esempio, perché non si uniscano e non facciano valere nei fatti, una volta per tutte, la legge che prevede uguaglianza di salario a parità di mansioni. non basta che i diritti siano scritti sulla carta, dovrebbero essere consolidati anche nell’attuazione pratica. […]

  • 334
    maria grazia -

    salve a tutti
    vi comunico che d’ ora in avanti intendo portare avanti la discussione di questo thread solo con golem, valinda, rossana, M., sarah, e con chiunque altro non si ponga in maniera aggressiva nei miei riguardi. pregherei quindi gli altri partecipanti ( avvezzi a continui attacchi alla sottoscritta per motivi di antipatia personale ) di astenersi dall’ interagire con me e dal continuare a tirarmi in ballo. ormai è ovvio e palese che questo forum pullula di misogini che hanno un SERIO PROBLEMA con le donne forti, ma io non intendo continuare all’ infinito questa diatriba fine a se stessa. vi prego quindi di lasciarmi stare. grazie !

    “a volte mi chiedo, per esempio, perché non si uniscano e non facciano valere nei fatti, una volta per tutte, la legge che prevede uguaglianza di salario a parità di mansioni. non basta che i diritti siano scritti sulla carta, dovrebbero essere consolidati anche nell’attuazione pratica. […]”

    te lo spiego subito rossana. perchè le donne tra la loro sono troppo divise e troppo competitive, non hanno l’ atteggiamento solidale e cameratesco che invece hanno gli uomini tra di loro. e questo è uno degli aspetti che impediscono maggiormente alle donne di progredire e di raggiungere il pieno riconoscimento dei propri diritti. credo che sia questo IL VERO DEFICIT delle donne, e non la mancanza di attitudini e capacità, come invece qui avallava qualcuno. le donne competono tra loro in maniera feroce e senza regole per avere le attenzioni degli altri uomini ma anche per mettersi in buona luce con il datore di lavoro o con chiunque altro possa garantire loro dei vantaggi, e così facendo tralasciano di lottare INSIEME E DI FARE SQUADRA. ma non bisogna pensare che in tutto questo le donne SIANO COLPEVOLI. questo modo di fare ( comune alla maggior parte delle donne, anche se non a tutte ) è stato loro trasmesso da una millenaria cultura fallocentrica che ha messo l’ uomo al centro della società e la donna ai margini ( il ruolo di madre e di moglie non conferisce alle donne ALCUN POTERE !). per cui le donne si sono ritrovare a dover competere tra loro per aggiudicarsi “il miglior partito”. questo comportamento che le donne mantengono ancora oggi è solo il riflesso INNATO di quell’ antica concezione. tanto più verrà raggiunta una REALE PARITA’ tra i due sessi in termini di diritti civili e individuali, tanto più le donne saranno meno propense a rinunciare alle loro rivendicazioni per farsi la guerra tra di loro.

  • 335
    rossana -

    […] perché limitarsi ai mugugni e non continuare a battersi in modo concreto a partire dalle piccole cose, relativamente facili, per ottenerne poi altre più difficili e più complesse sulla stessa scia? La legge sull’aborto forse non sarebbe stata possibile a tempi così brevi, nonostante tutte le pressioni, senza il processo nel 1973 in cui da teste divenne imputata Gigliola Perobon, ex operaia e ex dipendente Upim, che ebbe pure il torto di “non essere pentita”, e venne assolta con “perdono giudiziale”, espressione di ambiguo paternalismo, che implica colpevolezza.

    a mio avviso l’aborto, come l’eutanasia, dovrebbero essere totalmente lasciati alla coscienza individuale, la sola che può avere un’esatta conoscenza dei propri eventi, nella loro specifica successione e misura, e delle proprie capacità a farvi fronte. a quanto so, la religione protestante è l’unica in un gruppo abbastanza numeroso di fedeli che così fa in merito all’aborto mentre in Italia, prima della legge che ne ha sancita la liceità civile, il codice penale prevedeva dai 2 ai 5 anni di galera per azioni illegali, perpetrate senza anestesia né igiene, il più delle volte con l’introduzione in un corpo femminile di un ferro di varia natura.

    non conosco dati sull’incidenza di pratiche abortive legalizzate in altri Stati. da noi, e forse anche in altri Paesi a matrice cattolica, l’incidenza potrebbe restare più alta della media a causa del freno posto da sempre alla diffusione di una cultura anticoncezionale da parte della Chiesa, che quasi certamente limita molto anche la pubblicità, per molti versi salvifica, del profilattico. questo è più che mai, a livello umano, il caso in cui un qualcosa d’indesiderato dovrebbe assolutamente essere evitato. anche perché un figlio, se non voluto in misura più o meno uguale da entrambi i genitori, può finire con il rompere definitivamente equilibri di coppia magari già precari, portando spesso nella solitudine e nel vuoto in particolare la donna e il suo bambino. un figlio ha bisogno soprattutto di amore ma anche di un minimo di attenzioni pratiche e di possibilità economiche per crescere senza troppi traumi. se la madre si ritrova sola, sarebbe auspicabile che potesse amarlo anche per il padre assente ma, per in gamba che sia, le sarà molto difficile concretizzare nella vita del figlio l’apporto di equilibrio nell’inserimento sociale che solitamente deriva da una personalità maschile. […]

  • 336
    Golem -

    Ciao Rossana. Grazie per la precisazione, ma mi era chiaro. D’altra parte i forum non sono altro che uno scambio di idee, che possono essere arricchite da quelle altrui, ma difficilmente essere cambiate. Anzi, per quanto mi riguarda mi convinco sempre più che in fondo siamo solo delle meravigliose “macchine” fisiologiche dotate di coscienza. Ed e’ quella che ci porta verso le vette e i precipizi che l’animo umano ci ha fatto conoscere. Se l’ Eros e’ una emanazione dell’istinto, l’Agape lo è della coscienza. È il rapporto tra questi due “mondi” che crea molti dei problemi che leggiamo su queste pagine.
    Un caro saluto anche a te
    P.S. Ross, forse capisco perché puoi essersi risentita, come mi è parso, durante il dibattito sugli amori non corrisposti e la mia opinione al riguardo: io ignoravo che tu ne stessi vivendo uno. Quindi capirai facilmente che non c’era (ne’ comunque avrei mai osato farlo) alcun intento critico per quelle che sono le scelte di vita di chicchesia, men che meno le tue, stante la stima che ho nei tuoi confronti. Le mie valutazioni nascono appunto dalle esperienze indirette di mia moglie, ( e non solo, ormai) che ovviamente stimo a sua volta, pertanto se dovessi dire la mia quando lo ritenessi opportuno, mi auguro comprenderai che l’intento che mi prefiggo e’ analogo al tuo, anche se diametralmente opposto nel giudizio finale che ne deriva. Ciao.

  • 337
    rossana -

    […] per la questione dei gemellini scambiati, avremmo forse bisogno della saggezza di Salomone, che ha saputo individuare chi amava di più in rapporto a chi era maggiormente incline alla rinuncia, piuttosto di arrecar danno alla persona amata. non possesso, quindi, ma amore disinteressato!

    sarò tradizionalista ma non sono a favore di affitto di uteri o di fecondazioni grazie a elementi che non sono parte della coppia. si afferma che un embrione trae aspetti del suo divenire anche dall’utero in cui cresce ma per me non è questo ad essere di particolare importanza. se una coppia desidera un figlio e non ne può avere, ci sono tanti bambini soli che si possono scegliere quasi come si fa con un cagnolino al canile. il desiderio di dare amore non dovrebbe essere confinato ai propri figli genetici o ad animali di razza ma al mondo intero, se si fosse davvero capaci d’amare. tutto il resto, artificiale e arbitrario, che si contrappone alla natura, decadrebbe di conseguenza.

    mi pare di aver risposto a tutte le domande. grazie per i dati che mi hai dato sull’accettazione maschile e femminile del pillolo. mi piacerebbe, però, sapere perché, secondo te, questo anticoncezionale. oppure qualcosa di simile, forse è esistito e perfezionato in seguito, non è tuttora né conosciuto, né messo sul mercato, né adottato da parte di uomini.

    concludo precisando che i dati riportati su Gigliola Perobon e sulla vita di Marisa Bellisario, morta a 53 anni, esempio di donna di grande successo, che rimpiangeva di non aver avuto tempo e modo di dedicarsi maggiormente alla “causa femminile” nel suo cruciale momento storico, sono stati liberamente tratti da testi pubblicati sul già citato libro “Italiane”, III volume, pubblicato nel 2003 dal Dipartimento per le Pari Opportunità. Mi manca il II volume, che ho chiesto senza successo al competente ministero…

    Marisa asseriva che “per ottenere successo nella vita, era necessario avere fiducia in se stessi, pensare positivo e avere tanta voglia di lavorare”. A Gigliola e a Rosa Parks, in misure diverse, per ragioni diverse e in tempi e culture diversi, sono state invece necessari coraggio, tanta forza psichica ma soprattutto l’assoluta convinzione di essere nel giusto. humus diversi per risultati diversi, tutti ugualmente altrettanto importanti!

  • 338
    rossana -

    Maria Grazia,
    grazie per il riscontro, che però non condivido: “tanto più verrà raggiunta una REALE PARITA’ tra i due sessi in termini di diritti civili e individuali, tanto più le donne saranno meno propense a rinunciare alle loro rivendicazioni per farsi la guerra tra di loro.”

    chiunque faccia la guerra a chiunque altro, dal mio punto di vista lo fa per superare una sensazione d’inferiorità; così come chi diventa arrogante lo fa per nascondere insicurezza. il concetto che mi hai esposto mi sembra il serpente che si morde la coda, che inoltre i tempi e i costumi avrebbero dovuto di gran lunga far superare.

    a mio avviso, è l’indivualismo e il relativo benessere, sia fisico che economico, che fanno sì che si abbia poca voglia di lottare davvero. forse mancano ora anche ragioni vere, pesantissime da sopportare, la cui assenza induce a ritenere che in fondo vada bene anche così. ma, allora, si dovrebbe evitare di lamentarsi.

    stessa cosa vale per me anche per i discussi amori non corrisposti. se te ne lamenti, fai qualcosa per cambiare, almeno come sforzo mentale di volontà, al fine di lasciartelo alle spalle. altrimenti, se ti sta bene così e ne trai quanto ti basta per volerlo continuare, anche solo per te soltanto, evita di lamentarti…

    senza chiarezza di idee e impegno non si va da nessuna parte!

  • 339
    rossana -

    ciao Golem,
    mi dispiace che non ricordi di quanto a suo tempo ho scritto in merito alla particolare relazione a distanza che intrattengo da quasi quattro anni con un uomo che, dopo aver dichiarato di amarmi, ha fatto marcia indietro e ora fa coppia con una donna molto più giovane di me, che, a suo dire, lo bistratta.

    forse non sono in grado di definirla nelle sue linee più oggettive, nè m’importa particolarmente di farlo. quello che è certo è che a me sta bene così. credo di saper amare incondizionatamente ma sono anche sicura, per quanto mi riguarda, che non faccio parte della schiera di “donne che amano troppo” e che se ne lamentano.

    un caro saluto.

  • 340
    Valinda -

    ROSSANA mi trovo molto d’accordo sul fatto che certe persone siano semplicemente più inquiete di altre e fatichino a stabilire e mantenere storie “normali”…ma non per questo dietro ci deve essere per forza qualcosa di patologico o di torbido. L’unico metro di giudizio in questi casi credo sia il proprio sentire e non necessariamente la solita etichetta sociale del giusto e dello sbagliato a priori. Bisogna secondo me conoscere a fondo se stessi, capire cosa si vuole, accettarsi e trovare il proprio equilibrio…senza farsi condizionare troppo dal prossimo e dal pensiero comune. Ti ho scritto una mail in privato e spero che stavolta ti sia arrivata senza disguidi. 🙂

    GOLEM serena non sono ma consapevole e lucida abbastanza credo. a momenti tuttavia la tristezza mi assale non solo per lui ma per vari motivi..però riesco a non farmi abbattere. vedi tu hai una relazione appagante e felice da 20 anni e penso che la solitudine e il vuoto emotivo che può attraversare una persona (non parlo di me ma in generale) non possa veramente capirlo e tendi magari a “condannare” gli amori non ricambiati anche per questo motivo…rischio di fare un discorso patetico ma spero si comprenda cosa voglio dire. naturalmente Golem non è un attacco verso di te ma solo un ulteriore spunto di riflessione e discussione..

  • 341
    maria grazia -

    “per ottenere successo nella vita, era necessario avere fiducia in se stessi, pensare positivo e avere tanta voglia di lavorare”

    a queste cose rossana ci devi aggiungere furbizia, scaltrezza, faccia tosta, disponibilità talvolta ad eludere i regolamenti, propensione al rischio e anche – se necessario – al pericolo .. 😉

  • 342
    Giampaolo -

    Chiarimento:

    Per gli evidenti motivi che ho spiegato nel post n. 326 ho pensato sia giusto, da parte mia, non interloquire più con Maria Grazia.

    La sua aggressività, arroganza, presunzione e le sue continue offese, rivolte, nel tempo, non solo verso la mia persona, mi hanno davvero stancato.

    Fermo restando la mia completa disponibilità verso tutti gli altri partecipanti a questa e a qualunque altra discussione del forum.

    Nessun problema verso nessun altro utente del forum. Ma solo una evidente constatazione di fatto degli atteggiamenti scorretti di UNA SOLA PERSONA ripetutisi più volte nel tempo, e che hanno avuto il loro culmine nel sopracitato post n. 306.

    Grazie.

  • 343
    rossana -

    Maria Grazia,
    “ci devi aggiungere furbizia, scaltrezza, faccia tosta, disponibilità talvolta ad eludere i regolamenti, propensione al rischio e anche – se necessario – al pericolo .. ;)” – forse proprio per questo, pur essendo ambiziosa, non sono mai stata veramente interessata al successo in ambito economico o sociale. anche questo è un modo, se pur parziale, di bastare a se stessi.

    sono soddisfatta di aver ottenuto di che vivere decorosamente con il mio lavoro e di aver raggiunto (grazie in particolar modo all’aver vissuto gioventù e maturità in un momento storico in cui il lavoro c’era quasi per tutti) più di quanto la mia licenza di media inferiore avrebbe avuto modo di offrirmi. a volte capacità e volontà non bastano: bisogna trovarsi nel momento giusto al posto giusto e nella famiglia giusta, meglio ancora se “incoraggiati” da un qualche tipo di protezione, anche soltanto mentale…

  • 344
    M. -

    Ciao tutti,

    Rossana,
    i dati risalgono al 2010 e, ovviamente, non tengono conto del sommerso.
    Tra Romania, Ucraina, Svezia Olanda, Germania e Italia, il paese con il tasso di aborti più alto è la
    Romania: 34,4%
    Ucraina: 26,2%
    Svezia: 26,4%
    Italia: 17%
    Germania: 14%
    Olanda: 12,7%

    Con un’incidenza maggiore di aborti tra le minorenni e le donne immigrate.
    Il dato della Svezia mi ha colpito! Ho sempre pensato che la percentuale di aborti sia legata anche al tipo di aiuti statali che riceve una donna, e più in generale, una famiglia.
    In Svezia il rapporto Stato-famiglia è migliore rispetto al nostro, lì lo Stato è più presente. Per questo non mi spiego il 10% in più di aborti!!!

    Sulla questione gemellini scambiati mi trovi perfettamente d’accordo con te, in tutto! La penso esattamente come te.

    Per quanto riguarda l’anticoncezinale maschile ed il suo insuccesso.
    Ti dico la mia idea: secondo me non avrebbe molto successo, ma per una semplice questione culturale.
    Lo scopo dell’anticoncezionale è quello di non fare figli. Si diventa come sterili. Per retaggi culturali la sterilità di una donna pesava, e ancora oggi, pesa meno della sterilità dell’uomo. E questo lo sai, perché è qui che volevi portarmi con la tua domanda 🙂
    L’uomo sterile è visto come uomo non virile, e la mancanza di virilità è una catastrofe, la sterilità anni fa era motivo di vergogna ed esclusione sociale.
    Per questi motivi, secondo me,il pillolo non avrà tanto successo nei paesi mediterranei, e chi lo utilizzerà lo farà soltanto per non ritrovarsi padre senza volere, e non per altro.

  • 345
    rossana -

    Valinda,
    la tua mail mi è pervenuta. ti risponderò presto.

    sai quanto sia d’accordo con te nel non ritenere patologico o negativo tutto quello che non finisce a tarallucci e vino. ognuno conosce la sua realtà e dovrebbe saper decidere per se stesso. a volte persino gli adolescenti, se sufficientemente sani, sanno farlo in amore meglio degli adulti.

    le etichette sono molto spesso tanto sbagliate quanto inutili. si può esprimere a chi immaginiamo ci possa capire un eventuale disagio, ascoltarne i pareri per poi decidere come meglio sembra al momento positivo per noi. poco importa se in alcuni casi la sofferenza può superare di qualche linea la gratificazione: tutto fa parte del vivere, se questa è una nostra consapevole scelta di vita.

    un abbraccio.

  • 346
    maria grazia -

    “a mio avviso, è l’indivualismo e il relativo benessere, sia fisico che economico, che fanno sì che si abbia poca voglia di lottare davvero. forse mancano ora anche ragioni vere, pesantissime da sopportare, la cui assenza induce a ritenere che in fondo vada bene anche così. ma, allora, si dovrebbe evitare di lamentarsi.”

    rispetto questo tuo pensiero rossana, ma non lo condivido. secondo me il benessere e il “progresso” raggiunto centrano ben poco. direi invece che molte donne sono poco propense a lottare e a cambiare le cose perchè ormai sono STANCHE E RASSEGNATE. un pò come i disoccupati che smettono di cercarsi un lavoro e si adagiano a vivere di espedienti. Le lotte femministe dei decenni appena trascorsi, qui in Italia non hanno portato quei grandi cambiamenti e quelle grandi migliorìe che le donne italiane si aspettavano, sopratutto a livello culturale. e le donne, tendenzialmente, rimangono DA SOLE ad affrontare la loro battaglia. per “DA SOLE” intendo dire che non hanno il sostegno nè degli uomini, nè delle altre donne. appunto perchè, come dicevo, noi donne siamo troppo divise tra noi, e si tende ad isolare ed emarginare quelle che hanno un temperamento particolarmente ribelle, trasgressivo e rivoluzionario, anche all’ interno della stessa comunità femminile. atteggiamento, questo, ereditato da quella cultura fallocentrica cui accennavo prima.

    mi complimento con Valida per il post n. 340, nel quale ha riportato un’ esposizione assolutamente lucida e impeccabile.

  • 347
    Golem -

    Rossana hai ragione. Forse non ho considerato nei giusti termini il valore che tu davi al tuo rapporto. Ovviamente sono felice per te se la relazione ti soddisfa, anche se sono convinto che una persona come te meriterebbe e dovrebbe pretendere di più, cosa che e’ sempre presente nelle storie non ricambiate, proprio per l’impegno sentimentale ed emotivo che caratterizza chi da’ e non riceve. Allora scusarmi per l’involontario attacco che hai percepito. Come ripeto ho le mie idee che nascono da una storia che conosco meglio di quanto non posso fare con la tua, in questo caso. Un abbraccio.

    Valinda, ma chi non capirebbe la tua desolazione? Ma qual’e’ l’alternativa? Continuare ad amare chi non ti vuole? Chi comunque ha deciso che tu non fai per lui?
    Non credi che, come ho detto a Rossana, a mia moglie e a tutte le donne che hanno vissuto o vivono queste storie, meriteresti di più? È il caso di accontentarsi è non cercare, VOLENDOSI BENE PER PRIMI, di aspettarsi di più quando si è così pieni d’amore e di sentimentalismo sincero?
    Non credo che la tua autostima migliorerebbe continuando a vivere in una condizione che, al di la’ delle eccezioni che hai potuto leggere oggi stesso su queste pagine, temo sia quella di “subordinata”.
    Tra le altre cose, su questo forum si sta parlando di parità di diritti tra i sessi, della dignità delle donne e del riconoscimento del loro valore, e poi a certi uomini si da’ la possibilità di sentirsi quello che si sta cercando di combattere? In questi sacrosanti riconoscimenti delle parità di diritti tra i sessi, io per primo credo fermamente, convinzioni che ho messo in pratica con mia moglie, con il risultato che ho abbondantemente descritto in questi forum, e che ci ha portati ad essere chi siamo proprio in ragione della reciprocità e del riconoscimento della rispettiva dignità sentimentale.
    Certo non capiro’ forse mai perché una donna come la mia possa aver conservato il ricordo di un ladro di sentimenti, che comunque ne ha umiliato la sua persona, e per questo che sto studiando da dilettante la psicologia amorosa femminile. Ma ciò non toglie che per me, ma anche per lei, quella è stata una storia inutile. Fai in maniera che non accada anche a te, e soprattutto che un giorno tu non debba dire che avevo ragione, come hai già detto a proposito della recente lettura del libro della Norwood, perché non sono qui per questo.
    Ti saluto affettuosamente.

  • 348
    maria grazia -

    “ci devi aggiungere furbizia, scaltrezza, faccia tosta, disponibilità talvolta ad eludere i regolamenti, propensione al rischio e anche – se necessario – al pericolo .. ;)” – forse proprio per questo, pur essendo ambiziosa, non sono mai stata veramente interessata al successo in ambito economico o sociale. anche questo è un modo, se pur parziale, di bastare a se stessi.”

    Vedi rossana, gli uomini ( al contrario di noi donne ) sono abituati a confrontarsi con la realtà VERA del mondo degli affari e delle professioni e a “sporcarsi le mani”, pur di raggiungere un certo livello. La maggior parte delle donne invece la pensa come te ( io rimango nel mio piccolo, faccio la “brava ragazza”, BASTO A ME STESSA ). e questo atteggiamento, per quando ammirevole da un punto di vista etico, non permetterà mai alle donne di raggiungere traguardi più elevati, sia socialmente, sia professionalmente, sia economicamente. credo che questa epoca stia mettendo le donne di tutto il mondo di fronte ad una scelta: una vita modesta costellata di “scrupoli”, contro una vita soddisfacente e piena ma che preveda il dover tirar fuori gli artigli, come gli uomini HANNO SEMPRE DOVUTO FARE prima di noi per affermarsi nel mondo e provvedere alla propria famiglia. Lascio a ogni donna la libera scelta tra queste due vie. ben sapendo che ognuna di esse, a suo modo, comporta delle rinunce ( la prima strada comporta la rinuncia al successo e alla ricchezza, la seconda strada prevede la rinuncia agli sciocchi sentimentalismi – ATTENZIONE, HO DETTO SENTIMENTALISMI, NON RINUNCIA ALL’ AMORE E ALLA PASSIONE ! )rinunce delle quali le donne devono essere BEN CONSAPEVOLI fin dall’ inizio !

  • 349
    M. -

    Maria Grazia,

    guarda che Rossana, se ho ben capito la sua storia, non ha affatto vissuto una vita all’angolo, in ombra, anzi.
    Ha vissuto in prima persona i moti femministi, chiamiamoli così, ed ha cresciuto un figlio da sola, decidendo di rimettersi in gioco dopo varie vicende sgradevoli.
    Avrebbe potuto scegliere di farsi scivolare tutto addosso, invece non l’ha fatto.
    Quante donne accettano l’inaccettabile rimanendo ferme attaccate al palo?
    Rossana non l’ha fatto. Rossana ha avuto quel coraggio che ad alcune donne del presente manca, seppur ci sono i fari puntati su vicende di violenza, seppur adesso si cerca di far passare la violenza come un qualcosa di ingiustificabile, e viene per questo punita.
    Non è una cosa da poco quello che ha fatto Rossana, soprattutto se teniamo presente il periodo in cui lo ha fatto.
    A volte fare rumore non significa fare qualcosa, significa soltanto far rumore.

  • 350
    M. -

    Rossana,

    tu ritieni le quote rosa un male necessario, io un male e basta. E dico così per il semplice fatto che non si basano sul merito.
    Ti faccio un esempio: immagina di avere davanti 7 uomini e 5 donne e di dover scegliere soltanto 10 persone da far entrare a lavorare in una tua azienda.
    Le quote rosa ti imporrebbero di scegliere 5 maschi e per forza 5 donne. E se magari i due maschi che devo scartare fossero più bravi delle due donne che ho dovuto scegliere al loro posto?
    Perché tu devi essere costretta a fare una scelta basandoti sulla sessualità e non sul merito? Chi pagherà le conseguenze che deriveranno da questo deficit di capacità, di merito?
    Stesso discorso in caso di quote azzurre.

    A me un meccanismo di scelta IMPOSTO che si basa sul quello che c’è nelle mutande, e non su quello che c’è nella testa, mi sembra assurdo. Non è accettabile.

    I veri cambiamenti sono culturali e nascono nelle famiglie.
    Io sono cresciuto in una famiglia in cui mio padre, quindi uomo, faceva le stesse cose che faceva mia madre.
    La spesa, cucinare, lavare i piatti, aspirare e lavare i pavimenti, far andare la lavatrice e stendere i panni.
    Mio padre ha 63 anni fa tutto, tranne che stirare.
    Ed io uguale. Mi occupo di me stesso e della mia casa da quando avevo 18 anni, età in cui mi sono allontanato dalla famiglia per studiare, e quindi ho dovuto imparare a fare tutto.
    In casa mia, sia io che la mia compagna, facciamo le stesse cose. Io stiro anche. Non tanto perché non mi piace, però se devo stirarmi una camicia lo so fare.
    Io non sento la differenza tra uomo donna nell’ambito famigliare, perché sono stato educato così, con gli esempi.
    L’imposizione a suon di battaglie non c’è stata.
    Non serve

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