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Ho deciso di rinunciare ad avere figli

di eglevittoria

Riferimento alla lettera: Ho 41 anni e finora ho solo collezionato delusioni su delusioni. Ho anche convissuto per 3 anni con un uomo col quale non ci siamo più capiti ad un certo punto. Adesso vivo sola perchè non ho più i genitori. Dopo l'ultima delusione ho capito che probabilmente sbagliavo partner perchè...
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Data di pubblicazione: 17 Luglio 2014

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Categorie: - Me Stesso

1.066 commenti

  • 301
    sarah -

    tranquilla maria grazia non bevo né fumo e questo è già’ una gran cosa.

  • 302
    Giampaolo -

    Maria Grazia non vedo come tu possa far vedere altro se non ne sei dotata.

    Sarah, Maria Grazia ha detto chiaramente che sei maschilista. Vatti a rileggere uno degli ultimi post in cui ha parlato di te.
    É tipico di lei rigirare le cose. Ma soprattutto essere cobtraddittoria.

    Rossana, ma perché Maria Grazia, Golem e M. sono la punta più progressista riguardo i rapporti uono/donba ? Ma in base a cosa?

  • 303
    Golem -

    Rossana, non sono riuscito a capire in quale maniera mi sarei posto in modo conflittuale con le dichiarazioni del mio post 296, che mi sembrano invece banali nella loro evidenza. Caso mai servivano a ricordare una base di partenza dalla quale NON si dovrebbe prescindere nel discutere di cos’è’ un uomo o una donna. Giudizi che comunque avranno sempre una visuale soggettiva, anche nel massimo tentativo di oggettivizzarne la lettura. Ma sul fatto che l’intelligenza non ha sesso non credo sia neppure il caso di discuterne. Anche se ieri sera a cena una nostra cara amica neuro psichiatra comportamentale ha buttato li, tra lo scherzoso e il serio (la faccia era da…serio) che sono le donne più intelligenti. Dimostrando così, forse, il contrario. Ma si porta dentro il risentimento di una storia venticinquennale finita male, e la posso capire.
    Forse è il fatto che ho riproposto l’istinto come discrimine delle differenze di genere a far apparire il post provocatorio? Spero di no, considerando le mie arcinote idee al riguardo.
    Comunque non c’era nessuna intenzione conflittuale in quel mio intervento, credimi, ma come ripeto solo una banale constatazione sulla quale non credo tu dovresti avere dei dubbi. Ciao.

  • 304
    maria grazia -

    giampaolo ! ma piantala una volta per tutte che sei ridicolo !
    mi attacchi di continuo solo perchè in sede privata ci hai provato con me e ti è andata male. e ti andata male perchè ho capito subito chi eri: cioè una persona retrograda, noiosa e pedante !
    cosa ho o non ho oltre alla bellezza non è affar tuo ! perchè non è A TE che devo dimostrare le mie qualità. e non ti permettere più di dire che non ho altro da offrire oltre ad un aspetto gradevole, perchè non mi conosci perniente e non sai niente di me e della mia vita ! l’ unico interscambio che c’è stato tra noi ( forum a parte ) sono state poche email ( durante le quali hai ribadito concetti banali, e la presunzione di avere ragione! ) e una telefonata della durata di un paio d’ ore, in cui – per quanto mi riguarda – era emerso chiaramente che non sei la persona per me ! nonostante tu mi avessi detto che avevo una voce dolce e sensuale e che per come mi ponevo al telefono non sembravo affatto quella del forum. quindi tu avresti voluto proseguire la nostra conoscenza, MA IO NO ! e adesso ti rode. è un problema tuo ! perciò ti prego di non buttarla più sul personale e di non fare affermazioni campate per aria ( come quando scrivi che avrei detto che sarah è maschilista..! ). io non mi sono mai permessa di giudicare IN TOTO la tua persona, non conoscendoti. quindi tu non hai il diritto di farlo con me ! CHIARO ????!!

  • 305
    rossana -

    Giampaolo,
    secondo me, oltre un certo limite, il tiro alla fune diventa non soltanto sterile ma anche noioso. se si è convinti della propria opinione, si rimane arroccati ad essa e non si fa che ripetere gli stessi concetti. come Kid aveva a suo tempo intuito, il continuare a discutere si rivela a lungo andare tempo perso per tutti.

    già avevo esitato prima d’intervenire in questi ultimi post. spero in futuro di limitarmi a confrontarmi su altri temi, se di mio interesse. non è detto che chi ha l’ultima parola o ripete incessantemente la stessa canzone sia per forza dalla parte della ragione…

    buona serata a te e a tutti gli altri utenti!

  • 306
    rossana -

    Golem,
    in un post sul thread “Uomini e donne che non si capiscono” hai riferito che ti era stata attribuita una “sensibilità femminile”, che ti riconosco, in positivo. a mia volta, immaginavo che potessi intuire il senso attribuito a “un’intelligenza di stampo maschile”, con la quale intendevo una tendenza alla concretezza, alla stabilità e alla logica più pronunciate che nella maggior parte delle esponenti del mio sesso.

    magari non è così ma mi ha colta di sorpresa la tua immediata osservazione in merito, a mio avviso abbastanza gratuita. niente di male, pur restando un intervento che contiene i suoi significati.

    ricambio il tuo ciao!

    PS: essendomi sorti dei dubbi, ho fatto un test su RIZA, con i seguenti risultati di sintesi:
    – Pratico e organizzativo: detesti la fantasia. Punti solo sull’esperienza
    – Il punto di forza: La concretezza

    è poco più che un gioco e, ovviamente, non contiene colorazioni di sesso ma conferma la mia autoanalisi, in netto contrasto con la sensibilità e l’emotività che ritengo di possedere come caratteristiche femminili.

    quanto all’affermazione della tua amica sulla superiorità dell’intelligenza della donna rispetto all’uomo, forse non aveva tutti i torti: http://www.style.it/news/dal-mondo/2012/07/16/le-donne-sono-piu-intelligenti-degli-uomini-lo-dice-uno-studio-sul-qi.aspx

    inoltre, esistono differenze standard uomo-donna sia nella composizione che nell’utilizzo del cervello, di cui riporto quest’ultima parte:

    «Sono evidenti anche differenze sull’impiego delle aree del cervello – spiega Federico – le donne utilizzano in maniera dominante il lobo frontale, area legata ai processi decisionali, molto connessa alle cosiddette aree “limbiche”, sede dell’emotività, mentre l’uomo è tendenzialmente portato a coinvolgere, nel processo di ragionamento, una zona più vasta di corteccia. Il processo decisionale delle donne è quindi influenzato dall’area emozionale in misura maggiore rispetto a quello degli uomini: l’uomo tende ad elaborare la realtà basandosi soprattutto sull’emisfero sinistro, razionale, logico e rigidamente lineare, al contrario la donna utilizza in misura maggiore l’emisfero destro che permette di compiere operazioni mentali in parallelo.». (http://www.lastampa.it/2013/03/08/scienza/benessere/cervello-femminile-vs-cervello-maschile-il-parere-del-neurologo-z9V0YrL3TtjpC6AZgwBqhI/pagina.html)

    spero ora sia chiaro che non avevo nessuna intenzione di ritenere il cervello maschile superiore a quello femminile.

  • 307
    Golem -

    Ciao Rossana. Finalmente tranquillo sul terrazzo a godremo il fresco serale, con il paese che torna a rianimarsi dopo la fuga sulle spiagge che io, come faccio da sempre, ho accuratamente evitato. Ora posso risponderti.
    Ti chiedi se io tranquillo e appagato con laia ragazza ho coscienza delle difficoltà che oggi si riscontrano nelle relazioni sentimentali.
    Be’, intanto conosci bene la mia ” difficoltà ” di cui abbiamo discusso privatamente e non, per cui, almeno per quella, qualcosa ho percepito, ma ho capito anche che ogni difficoltà relazionale e’ un fenomeno a se, caratteristico SOLO di quella coppia. Il resto lo vedo attraverso le storie di amici , conoscenti e su questo forum.
    Ma anch’io ho avuto situazioni come quelle di cui leggo su queste pagine in una vicenda precedente a Carmen, e a mia moglie. Ma avevo a che fare con una persona che è stata definita ” border line” da uno psicologo, quindi non può far testo in termini di difficoltà relazionali nell’ambito della normalità.
    In realtà la ” normalità” e’ un termine contenitore, dentro il quale ognuno di noi ci mette il proprio concetto di normalità. Cosa facilmente comprensibile osservando i vari caratteri che si stanno avvicendando su questo forum, tanto per fare un esempio..per cui le mie opinioni riguardo all’eventuale conoscenza del problema saranno inevitabilmente parziali, e lo sarebbero anche se fossi nelle condizioni di molti dei partecipanti di questo forum, e privo della compagnia della mia donna e delle sue caratteristiche, che hai citato nel post col quale mi ponevi la domanda.
    Ross, le difficoltà di relazione tra i sessi ci sono sempre state e sempre ci saranno, perché i due generi esistono SOLO per la riproduzione della specie e no per capirsi e amarsi. Quello dell’amore e’ un “dettaglio” di natura socio culturale che ha assecondato l’evoluzione umana ( occidentale in questo caso) e l’etica morale fornitaci dai dogmi religiosi. Per duemila anni il prototipo della famigli era quello che vediamo rappresentato a Natale all’interno della grotta di Betlemne. E che si sia credenti o meno, tutti noi, italiani in testa, abbiamo nel nostro DNA quegli indicatori basici cui rifarsi.
    Ma tutto si secolarizza, e lo stesso vale per la famiglia, gli amorì e le passioni, e la “solitudine” che osserviamo qui come altrove non è altro che la constatazione che ” Dio e’ morto”, portato sul piano del sogno d’amore che tutti abbiamo dentro, ma che difficilmente realizziamo,…

  • 308
    Golem -

    …. perché trascendiamo l’amore ad un livello che umanamente NON potrà mai raggiungere.
    Se io sto bene con la mia lei è solo perché ha un carattere affine al mio, e non perché sia una donna. Questo l’ho già detto e lo ribadisco. È chiaro che alcuni aspetti della SUA femminilità mi piacciono e si integrano piuttosto bene con quella della MIA mascolinità. Le due cose, personalità e femminilità, per un caso FORTUNATO funzionano bene e quindi la storia va avanti abbastanza serenamente. Ma come sai, la storia della sua passione tocca le mie corde istintuali più antiche, e qualche difficoltà la vivo anch’io,
    Maschi e femmine non sono fatti per andare d’accordo ma per i motivi che ho spiegato. Uomini e donne si, può capitare che possano ” trovarsi ” , ma in quel caso il sesso c’entra poco. C’entra il cervello e l’intelligenza che come ho detto e ribadisco, come gli angeli non ha sesso. Un abbraccio.

  • 309
    rossana -

    Golem,
    grazie per il riscontro. mi fa piacere che tu e la tua donna stiate bene insieme in virtù del fatto che avete un carattere affine. alla fine della fiera, questo è quello che conta per qualsiasi coppia, che desideri vivere unita, al di là di tutto il resto.

    scontato, anche, il perenne attrito fra i sessi. guai se non fosse così!

    capisco che, come me, non ami i contrasti; tuttavia, a volte contraddire, almeno negli aspetti più macroscopici e non sempre le stesse persone, potrebbe aiutare qualcuno ad avere una maggior conoscenza realistica di sè, anche senza magari nemmeno suscitare la minima idea di mettere in atto cambiamenti.

    buonanotte!

  • 310
    Golem -

    Rossana, ho letto il tuo post 306, ma ancora non capisco dove poteva esserci un eventuale provocazione alle tue precedenti considerazioni relative all’intelligenza maschile o femminile che fosse. Ho citato l’esempio della ragazza iraniana Nobel per la matematica, solo per segnalare che certi cliché sulle prerogative di genere sono facilmente smontabili. La mia sensibilità femminile che mi venne attribuita è forse semplicemente…sensibilita’, che di solito viene collocata nel vasto quadro delle caratteristiche femminili stereotipiche. Io lavoro con ingegnere straordinarie, mentre oggi sono andato a casa di uno zio professore che non sa letteralmente svitare una lampadina, avendo lasciato l’attacco all’interno del lampadario staccando il vetro della prima, a rischio di restare folgorato..
    Le connotazioni di genere si sono realizzate su basi non eque dal punto di vista delle potenzialità intellettuali, e degli eventuali talenti personali. Io sono certo che nel Rinascimento se ci fossero state le possibilità avremmo potuto avere più di una sola Artemisia Gentileschi , e molte teste maschili sarebbero state ” tagliate” , non solo come quella del suo famoso quadro dove il povero Oloferne rappresentava tutti i “maschi” che avevano violentato lei è le donne come lei.
    Rossana, se non mi piacciono gli stronzi come quello che ha ” violentato consensualmente” la mia donna, mi piacciono ancora meno quelli che lo fanno con la presunzione di una superiorità che in quel caso e’ solo fisica. Ma se si vuole essere uomini, le donne vanno conquistate con la forza del carattere e dell’intelligenza. La virilità e’ la somma di queste due caratteristiche, ma allo stesso modo, dall’altra parte, si potrà chiamare femminilità.
    Ciao più un bacione.

  • 311
    M. -

    Questa mia frase “Secondo me ti sarà impossibile dare delle definizioni oggettive ed assolute” era scritta in seguito, e quindi collegata, alla frase precedente, ossia “Secondo te una donna femminile e dolce si alza dal letto alla mattina, e poi? Come dovrebbe essere e cosa dovrebbe fare?”.
    E la tua risposta è stata questa “Sinceramente non sono in grado di dirti quale possa essere la giornata tipo di una donna dolce e femminile così come non saprei fare altrettanto relativamente ad una donna che non sia tale”.
    La mia domanda era evidentemente pretestuosa, e retorica, ed aveva come scopo proprio quello di portarti ad una non risposta in merito, proprio per dimostrare l’impossibilità di mettere dei paletti fissi a certe cose.
    Allora, se il punto di partenza del mio ragionamento è che non esistono elementi umani oggettivi, validi per tutti nello stesso modo, ma tutto viene modellato in base ai propri gusti, visioni ed aspettative, il fatto che io è te abbiamo opinioni divergenti in merito, non fa altro che confermare la mia posizione.
    Dire “di me decido io” non è un rimprovero, ma una specificazione di me stesso, di come sono.
    Se io voglio dire una cosa di me stesso, quella cosa la scriverò io, non ho bisogno che lo faccia, fantasiosamente, qualcun altro.

    Comunque, visto che io e te, abbiamo una base ed un metodo di ragionamento completamente opposti, inconciliabili, non mi rimane altro da fare se non mettere un punto.
    Dipendesse da te, staremmo ancora a parlare del “ti passo a prendere domani alle 8”.
    E poi, ancora con ‘ste partigiane….era un paragone riferito a quanto scritto da Hurin. Avrei potuto scrivere anche “le donne ai tempi di Cleopatra”, ma solo per dire che la realtà donna-combattente/soldato donna-guerra è sempre esistita.
    Il mio riferimento alle partigiane non c’entra con questa tua nostalgia delle donne del passato.

    Tu ed io non abbiamo molti anni di differenza; gli aspetti culturali e sociali nei quali siamo nati e cresciuti sono sostanzialmente uguali, eppure non capisco da dove derivi tutta questa differenza abissale.
    Mi trovo molto più affine con la mente di Rossana e di Golem che sono più grandi di me, rispetto a quella di un mio coetaneo.
    Mistero…

  • 312
    M. -

    Maria Grazia,
    l’unica imposizione veramente efficiente è quella dell’intelligenza. Per me il femminismo è la negazione di questo.
    In tutti i periodi storici le donne con un cervello fuori dal comune si sono “imposte” sugli uomini.
    Non nego che abbiano fatto più fatica, ma ce l’hanno fatta.
    Ti faccio un esempio italiano: Rita Levi Montalcini, ebrea, nata nel 1909.
    Ora, essere donna, essere ebrea, nascere in Italia agli inizi del ‘900 con il fascismo ed il nazismo alle porte, sulla carta significava una sola cosa: non valere nulla. Essere destinate al fallimento.
    Eppure non è andata così. Sappiamo tutti chi era e che cosa ha fatto Rita Levi Montalcini, sappiamo come si è “imposta”, e di certo non le sono venute in soccorso leggi in stile “quote rosa”.
    Ti riporto due sue dichiarazioni: «Credo nelle donne, ma non credo nei movimenti femministi».
    E ancora: «una volta inserita nel mondo accademico, non ho mai avuto problemi con i colleghi maschi».

    Spesso la società, pur con delle piaghe, corre più veloce e meglio della politica.
    Che si dia spazio al merito e vedrai che non ci sarà una gara all’imposizione. La forza non serve. Ci vuole cervello, intelligenza, e le quote rosa non garantiscono una scelta basata su delle capacità, ma è basata solo su un attributo sessuale. Tutto a danno vostro, ovviamente.

  • 313
    M. -

    Golem e Rossana,

    sarò crudo, ma preciso nell’esprimere la mia idea sul rapporto uomo-donna: a penetrare le donne con un fallo sono capaci tutti i maschi, ma solo gli uomini riescono a penetrarle con il cervello.
    La vera sfida, il piacere della lotta, la sana esaltazione delle differenze tra uomo e donna, sta proprio qui.
    Il fisico è solo la manifestazione di una bellezza, diversa per ognuna, ma la vera femminilità sta tutta nel cervello, nell’intelligenza. Ad ognuna la sua.
    Per accoppiarsi, e fare ciò per cui realmente serviamo (mandare avanti la specie umana) basta l’attrazione sessuale, l’istinto, ma per nobilitare ed esaltare il tutto, ci vuole testa.
    Questa è una battaglia bellissima, lo scontro di cervelli maschili e femminili, è una guerra stupenda, e non riuscirei a rinunciarci. C’è poco da star tranquilli in queste cose. Chi dorme non piglia pesci. In questo caso non piglia farfalle!!!

    Ciao a tutti e buon ferragosto in ritardo!

    P.s.
    Rossana….so per certo che tutte le decisioni prese per conto tuo e per tuo figlio, non sono state prese a cuor leggero. Hai accettato la lotta e la fatica di ricominciare. Tanto di cappello a te.

  • 314
    rossana -

    M.,
    sono sostanzialmente d’accordo con quanto affermi nei tuoi post 312 e 313, con una leggera variante sul femminismo. a mio avviso, è stato, e forse può ancora essere utile, proprio per smuovere la massa, a grandi linee maschile, che difende i propri privilegi. un’azione d’urto in questi casi può essere necessaria per creare una falla nella diga, come avvenne a suo tempo nel mondo del lavoro tramite il sindacato.

    resta, invece, validissimo il concetto che dove e quando ci sono state donne in gamba, queste hanno conquistato il posto che a loro competeva a tutti i livelli, nonostante l’ostruzionismo con cui si sono dovute misurare. oggi, purtroppo, non vedo nè uomini nè donne validi, se non nell’arte di appropriarsi, come sempre, di beni materiali o finanziari, defraudando il prossimo.

    MOLTO interessante per me il tuo far riferimento alla testa in amore. da qualche tempo noto che il linguaggio maschio-femmina in ambito amoroso è spesso contrassegnato da un accenno al cervello per il primo mentre la seconda preferisce far capo al sentimento. inizialmente ritenevo che questa fosse una caratteristica espressiva di chi rasenta l’inaffettività ma con il tempo mi sono resa conto che è invece parte del linguaggio, che ha i suoi reconditi significati.

    ti sono grata per la comprensione umana che mi hai dimostrato ma anche per la chiarezza e la modalità con cui esprimi le tue idee, fermo nei concetti ma non prevaricante.

    un caro saluto.

  • 315
    M. -

    Rossana

    “oggi, purtroppo, non vedo nè uomini nè donne validi, se non nell’arte di appropriarsi, come sempre, di beni materiali o finanziari, defraudando il prossimo”.
    E quindi l’onda d’urto dovrebbe creare una breccia per far passare che cosa? La mancanza di spessore, di cultura, più in generale, la mediocrità?

    La Montalcini non ha usato onde d’urto, né ha utilizzato il femminismo, eppure….
    E poi, solita sottolineatura, le donne vogliono affermare la donna chiamandola femmina? Femminismo?
    Chi ha doti per spiccare, spicca.
    Per incoraggiare questa cosa ci vuole un aiuto politico, ma questo aiuto non può consistere nell’obbligare a fare scelte in base al sesso, esempio, le quote rosa.
    Il femminismo che cosa ha portato? Ad affermare che la donna è padrona del proprio corpo? Rivendicazione legittimissima a mio parere, ma questo vi ha portato a diventare merce, il vostro corpo è diventato merce, pubblicità, fonte di profitto, come lo era, in forma meno appariscente, anni fa.
    Sia chiaro, se una donna decide di usare e mostrare la propria bellezza, fa bene a farlo, ma deve essere una scelta consapevole, e a volte non lo è.
    A me la pubblicità in stile “Saratoga, che per vendere il suo silicone e renderlo più accattivante, fa salire la signora Giovanna per guardarle in sedere, mi crea il vomito.
    Io sono a favore della parità di opportunità tra uomo e donna, fermo restando che riconosco delle differenze. Differenze che apprezzo.

    Buon appetito a tutti

  • 316
    rossana -

    M.,
    concepisco l’onda d’urto come rottura di schemi a livello di massa, per far passare un concetto di parità altrimenti respinto quasi da tutti con troppa forza e arroganza, soprattutto in carenza di leggi adeguate, che sarebbero le più utili, quelle che hanno permesso in altri Paesi veri cambiamenti.

    sempre stupisco approfondendo la condizione della donna nell’Egitto di cinquemila anni fa. lì sì che c’era davvero una volontà politica a favore di un complessivo, ammirevole equilibrio umano fra i sessi. esisteva addirittura il matrimonio a tempo, con accordi prematrimoniali sui beni da definirsi liberamente, senza intervento nè dello stato nè della religione, se non per analizzare controversie legali che potessero sorgere in seguito, in merito all’interpretazione degli stessi. mi sembra tuttora alluncinante che in Grecia e in Roma la situazione fosse del tutto diversa, così come, paradossalmente, resta diversa da noi, ORA.

    forse, non essendo donna e non avendo vissuto la gioventù prima della legge sull’aborto, non puoi immaginare cosa significasse allora una gravidanza indesiderata. l’orrore di mammane che agivano su tavoli da cucina e le emorragie successive che, se denunciate dal medico, potevano portare a grane giudiziarie, non solo ingiuste ma anche socialmente vergognose…

    secondo me, un primo passo collettivo s’imponeva. adesso, invece, mi sembra che le rivendicazioni siano diventate forse troppo individualistiche e scarsamente costruttive nell’ottica di un dialogo sereno, privo di eccessive acrimonie da entrambe le parti. al di là delle capacità delle singole donne, su cui concordo totalmente con te, per le altre, quelle che non hanno abbastanza forza o cultura per difendersi da prevaricazioni di tutti i tipi, un gruppo, composto indifferentemente da uomini e donne, che fosse in grado di portare avanti e di far approvare leggi adeguate potrebbe, a mio avviso, essere ancora utile.

    buon pomeriggio!

  • 317
    M. -

    Rossana,

    di che cosa è fatta l’onda d’urto della quale parli?
    Quali comportamenti pratici? Quali azioni?

    La legge sull’aborto è stata una concessione giuridica dolorosa, per ciò che comporta, ma necessaria.
    Si è portata a galla una pratica che è sempre esistita, concedendo alla donna di uscire dalla clandestinità, e darle tutele maggiori in fatto di salute.
    Il diritto della donna di decide di sé e della sua salute, prevale sul diritto a nascere.
    Anche queste sono decisioni che non si prendono a cuor leggero, perché il valore che riconosciamo alla vita rientra nel ventaglio di tutti quei diritti che fanno parte della nostra cultura, e ce ne sono tanti.
    La nostra cultura riconosce un sacco di diritti, noi siamo la culla del diritto, e per questo credo che non sia così retrograda come superficialmente si tende a dire, dando un giudizio immeritevole alla nostra società.
    Ci possono essere delle difficoltà nel capire e scegliere quali meccanismi riescano a garantire meglio questi diritti, ma la politica serve proprio per questo. Serve a scegliere, ed in questa operazione di scelta un ruolo fondamentale ce lo abbiamo noi cittadini, prima ancora che i nostri politici, perché molte leggi non fanno altro che far emergere e fissare delle consuetudini sociali già praticate da tutti noi.
    Il valore della donna, il riconoscimento a lei di pari diritti, sono concetti presenti nella nostra cultura. Ci sono. Tocca soltanto continuare il cammino che abbiamo intrapreso che, per me, non può che migliorare.
    In fin dei conti noi italiani, tanto per parlare di noi, abbiamo tutta la base necessaria, tutta la cultura giuridica necessaria per arrivare a modellare una società femminile in stile nordico.
    Io sono fermamente convinto di questo.
    Ci vorrà tempo, ma una volta individuata la meta, non ci resta che continuare a camminare.
    Io sono più che fiducioso e convinto.

  • 318
    M. -

    “sempre stupisco approfondendo la condizione della donna nell’Egitto di cinquemila anni fa. lì sì che c’era davvero una volontà politica a favore di un complessivo, ammirevole equilibrio umano fra i sessi. ”
    A volte la donna non si trovava in un punto di equilibrio con gli uomini, ma ad un livello superiore.
    La donna faraona, e quindi divina, era nettamente superiore all’uomo “semplice”.
    Ma non per tutte era così.
    Le donne (e uomini) ridotti in schiavitù erano concepiti come oggetti, seppur avevano dei diritti.
    Sembra quasi un paradosso, ma è così.
    Quindi un punto di notevole squilibrio tra uomo e donna c’era in quel tipo di società.
    La differenza con la nostra società di adesso, è che questa forbice si è ridotta.
    L’idea di donna-oggetto, nel vero senso della parola, non fa più parte della nostra cultura occidentale.
    Per fortuna

  • 319
    rossana -

    M.,
    intendo “onda d’urto” (che la politica non ha potuto fare a meno di accogliere) le numerose manifestazioni di piazza fine anni ’60-inizio anni’70 a favore dell’aborto, composte quasi esclusivamente da donne. quelle più famose restano le seguenti: 1975, Firenze, 10.000 partecipanti; 1976, Roma, 50.000, inframmezzate e seguite da altre che raggiungevano in media le 20.000, mentre, in alcune città del sud ancora si sputava addosso alle femministe per strada, non solo da parte di uomini…

    il germe della consapevolezza, e della successiva rivolta, nato durante le occupazioni delle università a partire dal ‘68 nella mente e nel cuore delle giovani più colte e più determinate, si diffuse abbastanza rapidamente. nel 1974 esistevano in sessanta città italiane più di cento gruppi consolidati, a matrice anarchica, di autocoscienza, coordinamento e “propaganda”, a cui appartenevano donne comuni, che non si erano mai impegnate in politica o per i diritti civili. il numero complessivo delle militanti non era quantificabile a causa di un’ulteriore diffusione capillare non codificata sul territorio. a titolo indicativo, la rivista che maggiormente le sosteneva, “Effe”, aveva una tiratura di 50.000 copie.

    è soprattutto grazie alle femministe se la legge sull’aborto, che doveva fronteggiare la potenza della Chiesa più di ogni altra approvata in quegli anni (1969: abolito il reato di adulterio, che puniva la donna, ma non l’uomo, con il carcere; 1970: introdotto il divorzio, poi confermato con referendum popolare nel 1974; 1971: abrogato l’articolo del codice civile che vietava gli anticoncezionali; 1975: approvato il nuovo diritto di famiglia, che sancisce la parità dei coniugi; 1977: legge sulla parità di trattamento nel lavoro), riuscì a diventare realtà nel 1978, dopo essere stata affossata nel 1974, suscitando le reazioni di massa di cui sopra.

    […]

  • 320
    rossana -

    […] fin qui ho integrato i miei stupendi ricordi di “sorellanza” di allora con alcuni dati prelevati da “Il secolo delle donne” (E. Doni e M. Fugenzi) e da “Italiane” (P. Wilson). non posso, però, esimermi dal ricordare l’azione attiva sul territorio espletata per anni da piccole “unità d’azione” composte da donne (medico + infermiera) del Partito Radicale, che, rischiando il carcere, praticava aborti clandestini con una dolcezza e un’attenzione che allora fu, fra le donne, dirompente.

    ti ho risposto esaurientemente? per buona misura, e per onorare le donne che prima d’allora hanno dato ben di più, sia pure indirettamente, alla “causa femminile”, riporto alcuni dati di sintesi, rilevati dal primo libro sopracitato: “Le partigiane combattenti, riconosciute ufficialmente per aver preso parte ad almeno 3 scontri armati, sono 35.000. a 16 di loro è stata attribuita la medaglia d’oro al valor militare, 623 sono state fucilate o sono cadute in combattimento, 4.635 sono state arrestate, torturate e condannate durante la guerra. ma infinitamente più alto fu il numero di donne che fecero parte di quella che venne chiamata Resistenza non armata…”

    i numeri possono apparire piccoli, in entrambi i casi, ma grande è stato di certo lo spirito che ha sostenuto l’azione di tutte queste donne, a cui molto si deve, anche da parte degli uomini.

    domanda provocatoria: sai dirmi che fine ha fatto la pillola maschile, messa a punto dall’Università di Munster nel 1993, priva di effetti collaterali e capace d’inibire al 100% la fertilità nell’uomo?

    buon pomeriggio!

  • 321
    rossana -

    M.,
    tornando a quello che, in base alle mie attuali conoscenze, ritengo il miglior esempio di società antica, ampia e consolidata, per equilibrio e rispetto della donna, confermato dalla stabilità di una durata di oltre 30 secoli, il testo su cui baso la mia convinzione, “Le donne dei faraoni – il mondo femminile dell’antico Egitto” (C. Jacq, saggio di più di 300 pagine) non si limita a rilevare la condizione delle “Donne al potere” ma analizza anche “Innamorate, spose e madri”, “Donne al lavoro”, “Iniziate e sacerdotesse”. particolarmente importanti queste ultime per il loro accesso alla sacralità, tuttora negato dalla religione maggiormente diffusa nel mondo e da molte altre di minor rilevanza.

    esistevano sì schiavi nell’antico Egitto, ma si trattava quasi sempre di stranieri (come in quasi tutti gli altri agglomerati umani dell’epoca, persino presso i pii ebrei,; e hanno purtroppo continuato a esistere in seguito, per tantissimi secoli ancora, in società per altri versi molto più civilizzate). in ogni caso le condizioni che li riguardavano erano, se non proprio uguali, abbastanza simili sia per gli uomini che per le donne. non sull’eccezione ma sulla generalità si fonda il criterio di valutare il grado di civiltà di un popolo dai trattamenti riservati alle donne in generale, ai vecchi, ai prigionieri e ai bambini, all’interno di un’organizzazione sociale. la condizione della donna non era perfettamente paritaria nemmeno nell’antico Egitto, pur restando avanzatissima, non soltanto per l’epoca; è per lo meno confermata da fonti scritte originali e non soltanto ipotizzata come quella di una ancestrale civiltà matriarcale (quasi sempre negata dai principali antropologi). nell’antichità qualcosa di simile dev’essere esistito a Creta, su cui si hanno dettagli quasi soltanto visivi, e forse, se mai un giorno si riuscisse a decifrare per intero la scrittura etrusca, potrebbe prendere corpo anche nella nostra Italia pre-romana, preannunciato, anche in questo caso, da affreschi e opere scultoree…

    sulle quote rosa sono spesso in conflitto. da una parte le ritengo persino offensive ma nella visione opposta mi sembrano quasi giustificabili. non ho letto tutte le brevi biografie delle italiane che si sono distinte in vari campi riportate sui tre volumetti “Italiane”, editi dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2004 (a cura di Eugenia Roccella e Lucetta Scaraffa), che spaziano dagli inizi dell’Ottocento a…

  • 322
    rossana -

    … a fine Novecento, ma ho rilevato, fin dalle prime letture, come, ad eccezione di affermazioni in campo artistico (premio Nobel a Grazia Deledda nel 1926, in un momento storico in cui la femminiltà era ridotta a puro utero dal regime fascista), il resto delle donne che hanno potuto esprimere i loro talenti sono state quasi sempre favorite o da un ambito familiare particolarmente colto e ricco oppure, anche più spesso, direttamente o indirettamente, dall’ombra protettiva di qualche maschio potente, padre, fratello, amico, collega, amante o coniuge che fosse.

    Rita Levi Montalcini, secondo e ultimo Nobel assegnato a una italiana nel corso del Novecento, proveniva da una famiglia agiata e aveva studiato medicina a Torino con altri due futuri premi Nobel italiani, Renato Dulbecco e Salvatore Luria, nel 1930, quando la maggior parte delle sue coetanee ancora risentiva di larghe sacche d’analfabetismo. senza nulla togliere al suo impegno e alle sue capacità, che ammiro, la scoperta che le è valso il Nobel nel 1986 è stata raggiunta insieme a Stanley Cohen. sfavorita, (alla luce dei risultati forse nemmeno del tutto) dalle leggi razziali, che l’hanno spinta a operare all’estero, è stata comunque favorita da tre importanti fattori di base: la cultura e la sicurezza della famiglia borghese d’origine, la possibilità di frequentare l’università quando ancora questa era più che formativa e la vicinanza, più o meno fecondatrice o stimolante, di elementi maschili, con i quali misurarsi.

    escludendo, come già accennato, l’ambito artistico, che per sue intrinseche valenze opera quasi sempre in modo, almeno inizialmente, scollegato dal sistema di potere preponderante, mi sa che non è per niente facile penetrarvi senza poter contare di qualche appoggio, che per ora continua a essere elargito, al di là dei reali meriti, preferibilmente ai maschi.

    ho molto apprezzato l’osservazione che hai fatto sulla connotazione negativa delle parole femminismo e femminicidio. sono davvero poche, ormai, le persone che prestano tanta attenzione ai contenuti del linguaggio… anche quando non siamo allineati nelle idee, è piacevole confrontarsi con te (quasi altrettanto di quanto è stato in passato con altri uomini, con cui ho condiviso molto, non solo mentalmente).

  • 323
    Giampaolo -

    M, post n. 235. Non per fare il polemico ma…mi scrivi:

    “Giampaolo: quali sono quegli elementi caratteriali che, secondo te, vanno a comporre le caratteristiche delle femminilità e della dolcezza?
    Parliamo proprio in termine semplicissimi, terra terra.
    Prova a dirmi una giornata tipo della donna femminile e dolce.
    Secondo te una donna femminile e dolce si alza dal letto alla mattina, e poi? Come dovrebbe essere e cosa dovrebbe fare?”

    E dopo le domande mi scrivi:

    “Secondo me ti sarà impossibile dare delle definizioni oggettive ed assolute.”

    Quindi sono tre domande che mi poni.
    E a due di queste non so darti una risposta precisa. Perché non posso proprio immaginare quale possa essere una giornata tipo di una donna dolce e femminile. Così come non potrei immaginare una giornata tipo di una donna aggressiva.
    Ti ho risposto invece alla prima domanda. Quella in cui mi chiedi quali sono gli elementi caratteriali che vanno a comporre le caratteristiche di femminilità e dolcezza.

    Tre domande quindi. Separate e distinte. E alla prima, quella fondamentale non ti ho dato una “non risposta”. Tutt’altro.

    Quindi, perdonami, ma non mi hai portato da nessuna parte. Ne’ mi hai dimostrato nessuna impossibilità a mettere dei paletti fissi su certe cose.
    Perché la mia risposta in base al fatto che esistono elementi OGGETTIVI che vanno a comporre le caratteristiche di femminilità e dolcezza IO TE L’HO DATA!

    E tu hai “supposto” per me dicendomi che mi “sarà impossibile dare delle definizioni oggettive ed assolute”

    La stessa cosa che ho fatto con te. Niente di drammatico no? Pero’ entrambi abbiamo fatto la stessa cosa!

    Il discorso del “ti passo a prendere alle 8”, lo abbiamo chiuso da un pezzo. Anche perche’, se non ricordo male, qualcuno ti fece notare, Rossana per prima, che probabilmente non avevi compreso bene il senso della mia frase.

    Nel riferimento delle donne partigiane può darsi invece che tu stessi facendo un discorso diverso. Impostato appunto sulle donne soldato.

    P.S.: credo comunque di avere qualche anno più di te.

  • 324
    M. -

    Rossana,

    “non sull’eccezione ma sulla generalità si fonda il criterio di valutare il grado di civiltà di un popolo”.
    Sono i particolari che fanno la differenza, e le eccezioni, messe tutte insieme, vanno a creare quella generalità della quale parli.
    Se si vuole individuare un criterio, si devono considerare quanti più elementi possibili, altrimenti, si rischia di avere una visione parziale.
    Fermo restando che visioni complete su fatti storici accaduti millenni fa, è impossibile crearli.
    Comunque non si può negare che la civiltà egizia fu una civiltà molto ben strutturata.
    Questo dimostra che la condizione della donna (schiave escluse) anche anticamente ha raggiunto livelli di rispetto ed attenzione molto elevati.
    È tutto un fatto culturale.

    Vero che Rita Levi Montalcini ed altre donne vincitrici di premi Nobel, erano istruite e, ai tempi, quando non c’era un’istruzione di Stato e aperta a tutti come quella di oggi, solo chi aveva la possibilità economica poteva accedere a studi “alti”, ma anche qui, non mancano le eccezioni.
    Sicuramente i soldi hanno sempre rappresentato, e ancora rappresentano, degli apri porte, ma ci sono donne che sono riuscite a spiccare senza essere nate in famiglie facoltose, senza aver fatto studi particolari, e senza aiuti maschili.
    Esempio: Madre Teresa di Calcutta ha vinto il premio Nobel per la Pace. Era povera e non si è “imposta” con aiuti maschili.
    Così come Caterina Benincasa, più nota come Caterina da Siena.
    Facoltosa non lo era, ma santa sì.
    Rosa Parks si è “imposta” decidendo di non cedere il proprio posto sull’autobus ad un bianco.
    Rossana, chi ha gli attributi per spiccare, spicca. Non ci sono montagne che non possono essere scalate se ci sono le capacità.

    Per quanto riguarda il discorso “pillolo” nemmeno lo sapevo, e da questa mia risposta puoi capire tutto, ma tra non molto ne sarà pronto un altro.
    Su questa questione ho fatto una ricerca e ti riporto qui i dati.
    A degli uomini è stato domandato: “per quale motivo utilizzeresti il pillolo?”
    Risposte:

    44% per avere il controllo sul concepimento (cosa che noi uomini di fatto non abbiamo, andiamo sulla fiducia)

    39,5% per un principio di parità tra uomo e donna

    16,5% per nessun motivo particolare

    Alle donne è stata posta questa domanda: “Ti fideresti di un uomo che prende il pillolo?”

    36,5% ha detto di no

    23,5% ha detto di sì

    40% ha detto non so

  • 325
    M. -

    Tu sei stata una femminista, o comunque hai preso parte a quelle manifestazioni che mi hai detto?

    Qual è il tuo pensiero sull’aborto?
    Se fossi donna, per il tipo di visione che ho io della vita, non lo farei mai, mai, mai, ma non giudico quelle donne che invece lo fanno.
    Come detto qualche post fa, capisco che sono scelte che non si fanno a cuor leggero.
    In proposito, ho scoperto che l’Italia è uno dei Paesi tra i più industrializzati che ricorre all’aborto. Siamo attorno al 17%.
    Dietro a questa percentuale c’è tanto da dire.
    Magari inizia tu.

    Vorrei chiederti un’altra cosa: mi interesserebbe sapere la tua opinione sul caso dei gemellini scambiati (quando ancora erano in provetta) e partoriti da un’altra donna
    Buona notte

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