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Ho deciso di rinunciare ad avere figli

di eglevittoria

Riferimento alla lettera: Ho 41 anni e finora ho solo collezionato delusioni su delusioni. Ho anche convissuto per 3 anni con un uomo col quale non ci siamo più capiti ad un certo punto. Adesso vivo sola perchè non ho più i genitori. Dopo l'ultima delusione ho capito che probabilmente sbagliavo partner perchè...
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Data di pubblicazione: 17 Luglio 2014.

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Categorie: - Me stesso

1.066 commenti

Pagine: 1 9 10 11 12 13 22

  • 501
    M. -

    “in merito al tuo post n. 492 posso dire solo questo: è alquanto singolare che se noi donne decidiamo di astenerci dal matrimonio ( a fronte di tutto quello a cui assistiamo ) dobbiamo sentirci in colpa, mentre se lo fa un uomo ( ad esempio perchè non vuole rischiare di farsi rovinare economicamente e psicologicamente da una moglie ) va giustificato e compreso… ma così è. ne prendo atto e, come sempre, RIFIUTO E VADO AVANTI !”

    Mai scritto una cosa così.

    E com’è il modello familiare dei paesi del nord?
    Non avendo, io, mai vissuto in quei paesi e non conoscendone quindi, le caratteristiche, se non per sentito dire o per racconti mitologici, mi riesce difficile farmi un quadro preciso e fondato su cose che non hanno nulla a che vedere con una visione costruita su articoli di giornale e tv, quindi lo chiedo a te.
    Se prendi ad esempio una realtà significa che la conosci in maniera approfondita e diretta. Per esperienze tue.
    Altra domanda: in che cosa consiste la visione cattolica della donna?

    Golem,
    è vero che la storia fa il suo corso, inesorabilmente, ma la storia è fatta dagli uomini e dalle loro scelte.
    Secondo me tra un centinaio di anni, magari meno, la relazione tra uomo e donna passerà soltanto attraverso una provetta. Già adesso è possibile montare una famiglia solo con “padre” o “madre” e figli, prendendo uteri in affitto o sparare spermatozoi là dove capita.
    Se vogliamo, a livello proprio naturale, uomo e donna servono solo per la procreazione e basta.
    Per tutto il resto si può esseri liberi di andare per la propria strada.
    È fantastoria questa, ma non più fantascienza, e se ci si adeguerà a tutto, perché si crede che storia e scelte umane non siano legate tra di loro, questa fantastoria diventerà realtà.

  • 502
    M. -

    Golem,
    io mi trovo già ad avere a che fare con la donna nuova.
    Nel mio caso specifico la mia compagna ha costruito tutta la sua vita su scelte che ha fatto in maniera liberissima.
    Ha studiato e portato a termine tutti gli studi ed ha fatto della sua passione il suo lavoro. Perché è anche una donna lavoratrice. Avvocato e docente universitario.
    Quindi incarna in pieno la donna moderna. Compagna, madre e lavoratrice che si confronta con me, compagno, padre e lavoratore, su un piano di perfetta parità.
    Non solo è cambiata la donna, ma è cambiata anche la visione maschile della donna, che non viene più considerata come un oggetto, come un essere inferiore rispetto a noi. Parlo della donna in Italia.
    Per me è questa la donna nuova, non altre tipologie.
    Sono quelle donne che possono e accettano di confrontarsi con il nostro tempo, sviluppandosi a 360º: compagna o moglie (dipende dalle aspirazioni) madre e lavoratrice.
    È tutto questo è avvenuto e avviene senza urlare quote rosa, senza presentarsi come rivoluzionarie, spacca mondo.

  • 503
    Hurin -

    @ giampaolo

    Spesso dici cose corrette e logiche, vai tranquillo.
    Lascia stare quei due: la povera pazza… e l’altro che risponde solo quando e con il tono che gli fa comodo!

    Perchè ti ostini!??! Perchè!?
    Ma guarda che certe loro risposte date, sembrano barzellette… ma te ne sei accorto?!

    @ rossana

    Ok. Ho capito tutto. Mi sembrava strano in effetti!
    Sei anche brava. 😉

  • 504
    Steve -

    Maria Grazia
    Prima dai del possibile omicida a una persona che nemmeno conosci e poi quando ricevi una risposta in linea con la tua diffamazione hai pure il coraggio di dare dell’infantile?
    Il bue dice cornuto all’asino…
    Complimenti.
    E tanto per la cronaca. Stai collezionando figure di cacca in tutti i thread. Io mi limito a leggere e intervengo di rado semplicemente quando certe tue uscite interrompono le mie grasse risate che mi faccio leggendoti. Metti zizzania ovunque.

  • 505
    maria grazia -

    “E com’è il modello familiare dei paesi del nord?”

    Lo sanno anche i muri !

    “in che cosa consiste la visione cattolica della donna?”

    LA VISIONE ITALIOTA-CATTOLICA della donna consiste in questo: la potenziale moglie ideale non deve aver avuto nessuna ( o quasi ) esperienza sessuale prima di incontrare quello che sarà il suo futuro marito. deve essere sobria nei modi e nell’ aspetto, dimessa nel parlare e passiva nella vita, delegando al maschio ( padre, fratello o marito ) il compito di provvedere all’ affermazione sociale e al rifornimento di beni materiali per sè e per i propri cari. La visione catto-italiota prevede che l’ uomo possa avere invece quante più esperienze sessuali possibili, preferibilmente con donne più giovani e più belle di lui, mentre la donna dev’ essere una creatura quasi “asessuata”, poco incline al sesso e alle gioie della vita, in quanto si presume che una donna “godereccia” non possa ricoprire dignitosamente il ruolo di madre e di moglie, o anche solo di semplice compagna di vita. certo, il maschio-italiota, dovendo trovare una moglie casta e al contempo soddisfare il suo bisogno impellente di chiavare, si trova a vivere un dilemma… dal quale nascono parecchi equivoci, ragionamenti contorti e frustrazioni. Da tutto ciò scaturisce che una ragazza o donna italiana che viva il sesso liberamente e senza paranoie, venga marchiata come p…..na e ritenuta NON IDONEA alla costruzione della famiglia secondo i parametri del maschio italiota. misteriosamente però lo stesso metro di giudizio non viene applicato a bellissime ragazze straniere, che se assumono i medesimi comportamenti vengono invece elogiate dal maschio italiota e considerate EVOLUTE E DISPONIBILI ( invece che FIGHE DI LEGNO come le femmine italiche, le quali di solito si comportano da “fighe da legno” proprio per non passare per puttane ). ovviamente non tutti gli uomini italiani sono ITALIOTI, ma una certa percentuale si ( che resta, purtroppo, la maggioranza. e lo si evince anche da questo forum ). Le femmine italiane MA NON ITALIOTE ( come la sottoscritta ) OPTERANNO PER L’ UOMO ITALIANO NON ITALIOTA, mentalmente aperto, con il cervello perfettamente funzionante. opteranno cioè per un uomo sullo stile di Golem, unico vero imperatore di saggezza in questo forum.
    spero di aver chiarito in modo soddisfacente i quesiti posti da M.
    rimango comunque a disposizione per eventuali ulteriori domande…

  • 506
    Golem -

    M. Ti capisco perfettamente e lo apprezzo: vivo anch’io con una donna così. Anche se non è certente “nuova” come la tua compagna per ragioni anagrafiche. Questo per dire che non c’è bisogno di essere giovani per essere “nuovi”, tanto quanto non basta essere “vecchi” per aver capito come va la vita.
    Un saluto

  • 507
    maria grazia -

    “Stai collezionando figure di cacca in tutti i thread”

    Steve, hai ripetuto la stessa identica frase che ti ho scritto io qualche giorno fa riferita ai tuoi interventi. in quanto a INFANTILISMO, tu li superi tutti !!!

    “Metti zizzania ovunque”

    io NON METTO ZIZZANIA. irrito le persone mentalmente limitate con le mie VERITA’. E’ DIVERSO !

  • 508
    Dottor -

    maria grazia io sono sempre incazzato,ma positivo e non violento!questo è il prezzo che si paga quando non si è addormentati, ti ringrazio del tuo commento positivo verso di me 🙂

    volevo solito dirti pero’ e non dimenticarlo mai:CHE LA LOGICA APPARTIENE AL MONDO MASCHILE!! mhuauhaha 🙂 ciao

    p.s. maria grazia non ne sono sicuro,ma penso che tu vada molto d’accordo con il sesso maschile piu che quello femminile! chissà perche?? 😉 ariciao

  • 509
    maria grazia -

    “io sono sempre incazzato,ma positivo e non violento!questo è il prezzo che si paga quando non si è addormentati”

    CONCORDO CON TE DOTTOR 🙂

    “non dimenticarlo mai:CHE LA LOGICA APPARTIENE AL MONDO MASCHILE!! ”

    vedrò di ricordarmelo … 🙂

    “ma penso che tu vada molto d’accordo con il sesso maschile piu che quello femminile! chissà perche??”

    confermo queste tue supposizioni Dottor. Nella vita reale ho molti più AMICI che AMICHE. ma non per un fattore sessuale ( come alcuni potrebbero pensare ) ma semplicemente per un fattore umano ed empatico.

    un caro saluto 🙂

  • 510
    rossana -

    M.,
    “Per me è questa la donna nuova, non altre tipologie.”

    Golem,
    “vivo anch’io con una donna così.”

    se queste sono le donne ammirevoli sia nel recente passato che nel presente, molto probabilmente i valori d’impegno e di buona volontà, sia al maschile che al femminile, saranno fondanti in un rapporto di coppia anche nel futuro, a scapito di guerre continue fra i sessi, inutili e distruttive.

    sembrano cambiate soltanto le condizioni al contorno mentre la sostanza umana principale, capace di costruire, resta la stessa. qualcuno ha evidenziato che fa più rumore un albero che cade dell’intera foresta che rimane salda nelle sue radici…

    buona giornata a tutti!

  • 511
    M. -

    Golem,
    sono donne “nuove” per mentalità,e ovviamente queste “nuove” propensioni femminili riescono a manifestarsi là dove trovano terreno fertile. In questo caso relazionandosi con persone (noi due e chi la pensa come noi) che riconoscono e valorizzano il loro essere donne a 360° e non solo femmine.
    Sinceramente non mi è mai passato per l’anticamera del cervello pensare la donna in maniera diversa, in maniera più limitante.
    Però……c’è ancora un “nuovo” tipo di donna che mi fa un po’ impressione: la donna-pugile!!!!

    Un saluto a te e a tutti.
    Ciao

  • 512
    Giampaolo -

    Golem, M.
    In sintesi, in due parole, mi descrivete com’è questa “donna nuova” ?

    Graqzie

  • 513
    M. -

    Rossana,
    anch’io sono del parere che un albero che cade sia più rumoroso dell’intera foresta che cresce.
    Di giovani che costruiscono relazioni importanti, e su queste relazioni vogliono mettere radici, ci sono ed ho molti amici e conoscenti che mettono su famiglia, e lo fanno consapevoli di tutti i problemi che ci sono oggi, come ieri, ma non per questo si tirano indietro.
    Io la vedo così: se una persona ha dentro di sé dei valori forti, ed ha la forza di rispettarli e seguirli sempre, allora il contesto non potrà influire più di tanto sulla sua persona.
    Non mi è mai piaciuto essere una bandiere che gira in base al vento. Se la società di oggi è precaria e senza una meta, io me ne frego e non mi adeguo. Le mie certezze me le creo.
    A me le cose senza capo né coda, senza sostanza, non mi sono mai piaciute. Ribadisco che una società liquida è molle, adagiata, accetta tutto e non si ribella a niente.
    A me non piace e mi comporto in base a ciò che credo.
    Poi, potrà andare bene, male, non posso saperlo questo, ma intanto ci provo e semino. Poi si vedrà.

    Sicuramente un aiuto di buon senso da parte del legislatore DEVE arrivare. In una società sana i bambini non devono rappresentare un problema, invece da noi lo sono. Maternità, asilo nido che ti costa come una rata di mutuo, prodotti alimentari per bambini che costano come oro.
    Bisogna costruire una rete di aiuto attorno alle figure del papà e della mamma. E questo lo deve fare lo Stato.
    Dovrebbe imporre la costruzione di asili nido nei luoghi di lavoro, nelle aziende private, in cambio di sgravi fiscali.

    Che libro stavi leggendo?
    Ciao ciao

  • 514
    M. -

    Giampaolo,
    personalmente per donna “nuova” non intendo una donna che prima non c’era ed oggi c’è, per questo ho scritto nuova tra virgolette.
    Comunque per donna nuova intendo una donna che, anche grazie ad una nuova visione che l’uomo ha nei suoi confronti, riesca a vivere e ad esprimersi in un contesto di parità, cosa che, magari, prima mancava.
    Per donna nuova intendo una donna che diventa sempre più partecipe in tutti gli ambiti della società: politica, lavoro, scuola eccetera.
    Io intendo questo per donna nuova. Una che vuole partecipare e non prevaricare.
    La prevaricazione è vecchia quanto il mondo, altroché rivoluzionaria.
    Donna nuova = parità.
    Tutto questo è reso possibile anche grazie alla collaborazione dell’uomo che, anche lui, è cambiato e di molto.
    Non sono d’accordo nel dire che l’uomo è rimasto sempre uguale a se stesso.

  • 515
    Golem -

    Buongiorno a tutti. Rossana e M. Qualcuno ha scritto che è la capacità di adattamento il segreto della “sopravvivenza. Che si tratti di quella fisica o di quella intellettuale, da sempre la “vita” sul nostro pianeta si è evoluta con quella caratteristica. Chi non si adatta muore, chi non è flessibile scompare, chi non allarga i propri orizzonti e’ destinato all’isolamento.
    La donna o l’uomo nuovi hanno queste caratteristica: quella di “adattarsi ” ai cambiamenti e volgerli a loro favore, e l’età’ anagrafica non conta niente quando si possiede questa visione della vita.
    Chi pensa di cambiare il mondo per adattarlo alle proprie esigenze non potrà che lamentarsi della delusione che ne derivera’, e il richiamo al ” si stava meglio una volta” suonerà come una dichiarazione di sconfitta annunciata.
    Donne casalinghe o pugili che siano non importa se saranno soddisfatte di esserlo. Quello che conta e’ che finalmente uomini e donne possano SCEGLIERE, e sbagliare se sarà il caso, ma mentre cercano di realizzare se’ stessi da persone LIBERE.

    Ciao Giampaolo. Ho letto il tuo post dopo aver scritto la prima parte di questo. Credo di aver dato la mia indicazione di cosa intendo per “una donna nuova” ( ma pure di uomo nuovo). Lo sono tutti coloro che sono sintonizzati sul tempo che vivono sapendo coglier i cambiamenti e adattarsi a questi.
    Quello a cui stiamo assistendo in questa epoca è l’emergere della figura femminile svincolata dai cliché cui l’avevano relegata norme etiche e sociali discutibili allora e anacronistiche oggi. Questa liberazione va accettata come inevitabile, quanto quella di nazioni che sono state colonizzate e che più tardi hanno conquistato la loro indipendenza. Ma per quanto riguarda il rapporto che si potrà realizzare tra queste donne e uomini del futuro dobbiamo dimenticare quello che ha caratterizzato i nosti genitori o i nostri nonni. Non sarà mai più così. Ma questo non significa necessariamente che sarà peggiore. Come dice giustamente Rossana, la differenza la farà sempre la QUALITÀ della persona, come succedeva cento anni fa e come succederà tra cent’anni.
    Giampaolo tu sei un’ottima persona, in buona fede, e lo sai, ma devi essere più “aperto” verso i cambiamenti, e soprattutto non cercare ” copie ” di femminilità idealizzate. Lascia ” aperto” il tuo cuore, SERENAMENTE. senza fretta, e vedrai che prima o poi qualcuna di quelle donne che ti piacciono farà il nido. Ma faglielo fare LIBERAMENTE, e poi deciderete voi se chiamarlo amore

  • 516
    maria grazia -

    M
    io penso che tutti, bene o male, abbiamo dei valori saldi di riferimento. e a tutti noi, in cuor nostro, piacerebbe trovare il compagno/a ideale di vita. cambiano forse il modo di vedere le cose e l’ indole caratteriale, ma bene o male tutti puntiamo a una qualche stabilità nella nostra vita. in termini materiali, lavorativi o sentimentali. il problema non è tanto quello che vogliamo noi, MA QUELLO CHE VOGLIONO GLI ALTRI ! se io ad esempio COME VALORE DI RIFERIMENTO ho il rimanere salda al mio principio di rifiutare il maschilismo, lo rifiuterò IN TOTO. questo significa non comportarsi nella logica dell’ uomo maschilista ( cioè essere casta e pura mentre lui può fare tutto quello che vuole ) nell’ intento di trovare un “fidanzato”. I miei valori e i miei parametri io li ho mantenuti fino all’ ultimo e sono sempre stata coerente con me stessa. anche se questo per me significa stare da “sola” ( in quanto la maggior parte degli uomini, nella scelta di una compagna ufficiale, preferisce ancora donne non emancipate, perlomeno da un punto di vista sessuale ). Non mi si può quindi dire che non ho mai rispettato alcun principio di riferimento. Diciamo invece che forse i miei principi non sono in linea con la maggior parte dei miei connazionali. Ma questo può succedere, quando si ha uno spirito rivoluzionario. e per una donna accettare di restare sentimentalmente sola pur di rimanere FEDELE A SE STESSA, non è sempre facile !
    Ora, la stessa coerenza e linea di principio io non la vedo nelle coppie di oggi che si fidanzano e si sposano, e che poi finiscono per tradirsi a vicenda o per lasciarsi per futili motivi. questo mi fa pensare che io ho molta più struttura morale di quanta ne abbiano queste persone che, si presume, siano migliori di me ! perchè ho accettato una vita in solitudine e piena di difficoltà – sopratutto da un punto di vista emotivo – pur di non piegarmi al maschilismo o ad altre convenzioni che ritengo aberranti ( come ad esempio accettare un lavoro dipendente in cui vieni sfruttata e sottopagata ). questi invece non accettano di fare il benchè minimo sacrificio per tener fede ai loro “valori”. e allora ti ( E VI ) chiedo: dove sta la VERA COERENZA ? in queste persone o in gente come me ?

  • 517
    L. -

    M., totalmente d’accordo con il tuo ultimo commento.

  • 518
    rossana -

    Golem, M.,
    il libro che ho portato con me ieri è “La storia dell’arte raccontata da Flavio Caroli”, accattivante non solo per la conoscenza che l’autore dimostra su un tema vastissimo ma anche per la sintesi e le parole (innovative nella loro ricercata originalità) con cui la esprime.

    facile, sintetico, profondo: da suggerire senza riserve a chi ama l’arte.

    buona serata a tutti!

    PS: incredibile come in una discussione così accesa si sia raggiunto un punto d’equilibrio abbastanza concreto fra più visioni, in fondo neppure troppo contrastanti ma solo percepite con sfumature d’entità diverse. mi verrebbe da concludere, parafrasando Shakespeare: “molto rumore per nulla”. in realtà, mi sembra che QUASI tutti i partecipanti siano stati indotti da una personalità forte e assertiva a fare uno o due passi indietro, nel rispetto del punto di vista altrui, motivo d’arricchimento piuttosto che di scontro, soprattutto per quanto si è pronti a recepire.

  • 519
    M. -

    Golem,
    imporre a se stessi e poi perseguire il principio della parità, significa fare un bel passo avanti nella strada verso la libertà individuale, ma questa nuova visione, a parer mio, non nasce dall’adattamento ad una realtà calata dall’alto, ma è il frutto di scelte prima personali e poi collettive. Il processo di adattamento al quale hai fatto riferimento è, come giustamente hai detto, antico, ed opera una selezione.
    Sopravvive che si adatta. Ma questo processo ha sempre funzionato e funzionerà per questioni legate alla natura. Se nasco in un paese dove c’è tanto sole, mi ci adatto, e avrò la pelle nera. Se nasco dove fa tanto freddo, mi adatto, e avrò una folta pelliccia.
    L’adattamento così inteso, nei processi storici e sociali, non esiste, perché società e storia sono sempre stati lo specchio di SCELTE politiche, personali, eccetera. Galileo, Leonardo e compagnia, sono stati dei grandi intellettuali proprio perché non si sono adattati. Ma non si sono limitati a dire “io non mi adatto”, ma hanno proposto altre vie di pensiero basate sulla propria esperienza, sui propri studi.
    Se molti intellettuali si fossero adattati sarebbero sì sopravvissuti a teste decapitate e a roghi, ma per fortuna non l’hanno fatto.
    A molti sociologi piace usare il termine tolleranza come sinonimo di accettazione ed adattamento a tutto.
    Intanto il termine tolleranza è di origine metallurgica ed indica la capacità di un oggetto a subire pressioni esterne prima di arrivare a rompersi.
    Quindi una società ha sì un margine di tolleranza, ma superato il quale si spezza.
    Quindi, sempre secondo me, accettare tutto senza tener conto che prima o poi il margine di tolleranza finisce, non significa voler piegare il mondo a propria immagine e somiglianza, ma soltanto non essere dei pozzi senza fondo nei quali buttare di tutto e di più.
    Se poi si accetta di farsi trascinare dalla corrente perché tanto così è, e poi si supera il famoso punto di rottura, allora non bisognerà sentirsi delusi.
    Il valore della famiglia può convivere benissimo con il principio di parità. Esistono fiumi e fiumi di esempi concreti, noi due compresi.

  • 520
    M. -

    Quindi, se ammettiamo che lo spirito di adattamento e di selezione naturale è finalizzato alla sopravvivenza, ed ha come scenario operativo Madre Natura e basta, perché nel mondo intellettuale molti personaggi intellettuali hanno dimostrato che l’adattamento culturale sarebbe stato deleterio (pensa se Galileo si fosse adattato al pensiero della Chiesa) e se ammettiamo che la società, che poi passerà alla storia, è il frutto di scelte, allora lo spirito di adattamento in queste due sfere, sociale ed intellettuale, non esiste.
    Personalmente nel modo di vivere stile “mi faccio trasportare dalla corrente” non vedo spirito di adattamento, né rivoluzioni, ma incapacità o paura o scelta di mettersi in gioco

  • 521
    Golem -

    Ciao Rossana. Conosco il libro e l’autore che è stato mio professore di Storia dell’Arte al Politecnico di Milano, ed è talmente coinvolgente che ne ho seguito le lezioni anche dopo la laurea, tanto che alcuni studenti in corso, che seguivo come cultore della materia in Laboratorio di Urbanistica, non “capivano”. Quest’ultimo dettaglio dice molto su quanto dei luoghi comuni condizionino i giudizi. Il ragionamento che facevano è: “se segue delle lezioni non è laureato, quindi, come può fare l’assistente di un corso?”. Nessuno si “apriva” alla possibilità che si poteva seguire una lezione per il solo…piacere.
    Anche questo particolare mi serve per spiegare meglio il senso di “apertura” agli eventi della vita di cui accennavo in precedenza. Un bacio.

    Ciao M. E’ corretta la tua analisi, ma l’adattamento intellettuale non potrà mai fare a meno del mantenimento della propria identità ovviamente, altrimenti sarà una supina accettazione subordinata alle circostanze. Forse non sono stato abbastanza chiaro in questo senso, ma quando citi Galileo e Leonardo porti esempi concreti di “adattamento” non subordinato. Di Galileo conosciamo le vicende che lo hanno portato a “dover” abiurare, senza abbandonarle, le sue tesi rivoluzionarie, e ci è voluto Woitila e quattrocento anni di attesa perchè fosse completamente rivalutato come scienziato e le sue teorie accettate completamente.
    Ma anche Leonardo ha “sofferto” durante l’adattamento alle condizioni di “contorno” con le quali era costretto ad operare, scontrandosi con la burocrazia gretta e ottusa che ne ostacolava il lavoro, e che contrariamente alla Chiesa dello scienziato pisano non ha mai cambiato “visuale” nei secoli. A questo proposito, esasperato dalle assurdità che era costretto a subire da certi personaggi, pronunciò una frase che suona come una sentenza:
    “Ecco alcuni che non altramente che transito di cibo, e aumentatori di sterco e riempitori di destri* chiamarsi debono, perché per loro non altro nel mondo apare, alcuna virtù in opera si mette, perché di loro altro che pieni destri non resta.
    Ecco un modo arguto per definire molte persone che capita d’incontrare nella nostra vita, e solo un genio come Leonardo poteva descrivere l’inutilità delle stesse, in una sintesi perfetta di significato e causticità.”
    Credo che di fronte a questa dichiarazione, inattaccabile per la fonte da cui proviene, aggiungere qualcosa a quello che più modestamente intendo per “adattamento” sia del tutto superfluo. Ciao

    *Latrine

  • 522
    Cris -

    Scusate… ma la donna da voi descritta, del futuro, per me è la donna comune e presente, io conosco solo donne così, amiche, colleghe o ragazze che siano!
    Ma nn vivo su marte ehhh! Vivo in Italia!

    A me sembra, che solo una persona nn abbia ancora capito che le donne di oggi sono così, forse perchè questa persona nn riesce ad esserlo! 😉

  • 523
    rossana -

    Golem,
    sei stato fortunato a poter seguire le lezioni di un tale Maestro!

    buona serata!

  • 524
    maria grazia -

    “A me sembra, che solo una persona nn abbia ancora capito che le donne di oggi sono così, forse perchè questa persona nn riesce ad esserlo! ;)”

    Cris
    so che ti riferisci a me. quindi ti rispondo tranquillamente. IO SONO RIUSCITA E RIESCO TUTTORA AD ESSERE LA DONNA CHE VOGLIO ESSERE. questo non significa riuscire ad avere tutto ciò che desidero. questo è impossibile PER CHIUNQUE, uomo o donna che sia. ma significa rimanere me stessa e restare fedele ALLA MIA IDENTITA’, senza accettare compromessi pur di avere qualcuno vicino, come invece molti fanno. Certo per me è una SORPRESA scoprire in questo forum che ci sono tutti questi uomini moderni e aperti che hanno pienamente capito chi sia la DONNA NUOVA e l’ accettano in toto. perchè gli uomini che A ME sono capitati nella vita, sia che fossero innamorati sia che non lo fossero, non hanno mai compreso le mie esigenze di donna emancipata, e mi hanno sempre messo di fronte ad una scelta: O ACCETTI DI DIPENDERE DA ME E DI FARE QUELLO CHE DICO IO ( RINUNCIANDO ALLE TUE ASPIRAZIONI ), O FAI A MENO DI ME. io ho scelto di fare a meno DI LORO, e non me ne pentirò mai! ma trovo triste che una donna al giorno d’ oggi sia ancora costretta a scegliere tra l’ amore e l’ emancipazione ( e per emancipazione non intendo LIBERTA’ DI TRADIRE !!! ). mi fa piacere apprendere che invece le vostre donne siano così fortunate, a differenza di me, e che abbiano trovato sul loro cammino uomini tanto illuminati come voi… 😉 😉 😉 😉

  • 525
    Golem -

    MG: arriverà anche per te, come per Giampaolo, e anche per chi non l’aspetta più. Lascia aperta “quella” porta e qualcuno entrera’, e farà il nido anche da te. Ciao

    Rossana, come la racconta lui non ho trovato nessuno. Ma ti consiglierei anche Philiippe Daverio.
    Ciao

  • 526
    M. -

    Cris,

    infatti io e Golem parlavamo della donna nuova e non del futuro, specificando che una donna del genere è già presente nella nostra vita, quindi nel presente.
    Anche tu hai notato che questo genere di donna è già presente ed hai amiche e colleghe fatte così, così come l’ho notato anch’io.
    Per questo rifiuto la tesi che propone la società italiana come retrograda ed ammazza femmine.
    È la società che traspare dai servizi di Studio Aperto ed altre schifezze analoghe.

    Golem,
    i personaggi che hai citato sono stati capaci di proporre una nuova visione, ed il loro “adattamento” culturale è stato solo formale e non per convinzione, tant’è che secoli dopo, noi uomini di oggi, ne conosciamo e rispettiamo l’opera.
    Non erano persona che si lasciavano trascinare dalla corrente. Questo intendo.
    Ciao e buona serata a te e a tutti

  • 527
    Cris -

    @ mg

    “questi uomini moderni e aperti che hanno pienamente capito chi sia la DONNA NUOVA”

    No! Nn hai capito. Nn l’hanno capito, ma la frequentano regolarmente, è una donna comune, appunto la donna dei ns. giorni.

    Come ha già detto qualcuno, mi sembra tu sia chiusa in un mondo tutto tuo, dettato dalle sfortunate esperienze che hai avuto. Certo, mi sembra strano, che tu nn abbia visto veramente come gira la vita qua in Italia, quasi che mi pare impossibile!

    Per fare un esempio banale, è come se andassi per tutta la vita al mare a Jesolo e per tutta la vita dicessi a tutti, che il mare in Italia fa schifo. Senza sapere che ci sono mari come in sardegna, sicilia etc etc… cioè…?!?!? Ma è possibile?!? E sopratutto, ma ti rendi conto?!?!

    Tu sei rimasta ferma alla donna, che si può paragonare alle ns. nonne. Ma parliamo di quasi cent’anni fa… ne è passata d’acqua sotto i ponti, sopratutto qua al nord! Potrei quasi capire se mi scrivessi da un remoto paesino dell’entroterra siciliana… ma se la memoria nn m’inganna, siamo nel vivace ed operoso nord est! :O

  • 528
    maria grazia -

    “MG: arriverà anche per te, come per Giampaolo, e anche per chi non l’aspetta più. Lascia aperta “quella” porta e qualcuno entrera’, e farà il nido anche da te. Ciao”

    golem … sai che c’è ?? che a furia di lasciare porte aperte mi sono venuti i reumatismi per tutte le correnti d’ aria che sono entrate ! si perchè qui l’ unica cosa che finora ho rimediato da questi FANTASTICI MASCHI DI OGGI E’ SOLO UN ENORME E SCONFINATO DESERTO DI GHIACCIO… e no ! mi dispiace ma adesso basta ! il prossimo, SE MI VUOLE, dovrà imparare a scassinare la serratura ! perchè di porte aperte e spalancate ( cioè una donna “frescona” che crede che l’ amore puro e disinteressato possa ancora esistere ) qui non ce ne sono più !!…

    “Tu sei rimasta ferma alla donna, che si può paragonare alle ns. nonne. Ma parliamo di quasi cent’anni fa… ne è passata d’acqua sotto i ponti, sopratutto qua al nord! Potrei quasi capire se mi scrivessi da un remoto paesino dell’entroterra siciliana… ma se la memoria nn m’inganna, siamo nel vivace ed operoso nord est! :O”

    cris.. evidentemente non sono rimasta io ferma a cent’ anni fa, ma gli uomini che ho incontrato. e ti assicuro che il fenomeno del maschilismo italico non è una questione regionale. è purtroppo un cancro profondo che ha messo radici in tutto il territorio del nostro paese, dalle alpi altoatesine all’ isola di malta, dalle grandi metropoli alle più recondite zone rurali. Te lo posso dire con certezza dal momento in cui ho vissuto per lunghi periodi in varie zone d’ Italia ( Lombardia, Veneto, Emilia, Lazio ) oltre ai brevi e fugaci viaggi al nord, come al centro, come al sud. Il vantaggio delle grandi città è solo quello che ti senti più libero di vivere e di muoverti e non sei sempre sotto la lente degli abitanti locali. ma il problema della cultura italiota riemerge comunque ogni qualvolta cerchi un rapporto profondo con un uomo.

  • 529
    Dottor -

    maria grazia!! CIAO 🙂

  • 530
    maria grazia -

    Dottor
    il tuo “CIAO” non so come interpretarlo…. presumo sia ironico e riferito al mio post 528… se vuoi sarai tu a spiegarmelo. io da parte mia ti posso solo dire che ogni volta che ti leggo mi viene in mente Alex Delarge 😀

  • 531
    rossana -

    M.,
    se hai tempo e voglia, mi delinei negli aspetti essenziali l’attuale situazione legale in Italia di una convivenza (ai tempi di Carlomagno definita “matrimonio d’amore”)?

    ciao!

  • 532
    M. -

    La convivenza more uxorio è una realtà sociale che sta prendendo sempre più piede,ma nonostante questo, non esiste una legislazione generale e specifica che ne disciplini i vari aspetti. Ciò che è stato fatto fino adesso ha avuto come fine quello di fornire tutela ai figli nati da una convivenza e non da un matrimonio.
    Passi avanti sono stati fatti grazie alla giurisprudenza ed ai notai che, attraverso il contratto di convivenza, riescono a fornire tutele a coppie non sposate, coppie omosessuali e transessuali.
    Allora, nei confronti dei figli, conviventi o coniugi hanno gli stessi obblighi e diritti. I conviventi separati con figli hanno l’obbligo di provvedere al loro mantenimento. Del resto, funziona così anche in caso di separazione e divorzio.
    Tra i conviventi non esiste una legge che li obbliga a versare un assegno di mantenimento all’ex compagno.
    In caso di morte del convivente, il convivente superstite, in caso di mancanza di un testamento, non rientra nella categoria dei legittimari. Questo non vuol dire che non possa ereditare o essere designato come legatario, ma tutto questo è possibile soltanto dopo aver rispettato la quota di legittima.
    Non esiste una comunione legale tra i conviventi. I beni sono di proprietà di chi li compra, salvo la possibilità dell’altro convivente di dimostrare di aver partecipato all’acquisto e quindi ha il diritto di proporre l’azione per indebito arricchimento verso l’ex.
    In caso di figli, la casa, indipendentemente dalla proprietà, viene assegnata al convivente che vive con loro.

    Da poco tempo esistono questi contratti di convivenza che hanno come fine quello di disciplinare e tutelare le questioni patrimoniali tra conviventi, ossia quell’aspetto che godeva di meno tutele.

    A grandi, ma grandi linee, le differenze sono queste.
    Se ho usato dei termini specifici, me ne scuso, ma il diritto è così 🙂
    Vorrei fare 2 considerazioni: ccc

  • 533
    M. -

    I legittimari sono una categoria che è presente soltanto nel nostro ordinamento.
    I legittimari sono il coniuge, figli ed ascendenti legittimi, quindi quella categoria di persone che, in via teorica, hanno condiviso più cose con il defunto.
    A loro, per legge, è riservata una quota di tutta la massa di eredità, proprio perché considerati come persone più vicine ad de cuius.
    Qui nasce il problema: se tu sei moglie ed hai convissuto con tuo marito per 30 anni (sparo un numero a caso), allora potrai rientrare nella categoria dei legittimari, con tutti i benefici che ne derivano.
    Se tu sei una convivente ed hai convissuto per 30 anni, questo diritto non ti viene riconosciuto.
    E tieni sempre presente lo scopo della creazione della categoria dei legittimari.

    Altra considerazione: il termine matrimonio.
    Il termine matrimonio significa dono della madre, ossia la prole, che si contrappone al patrimonio, dono del padre, ossia i frutti che derivano dal suo lavoro, i soldi.
    A questo punto mi chiedo perché c’è gente che si ostina a chiedere il matrimonio (dono della madre – figli) per le coppie gay.
    Certa gente, certi legislatori, non sono neanche in grado di utilizzare le parole per quelle che sono e ne ignorano il significato.

  • 534
    rossana -

    M.,
    grazie delle delucidazioni, sulle quali mi riprometto di riflettere.

    un paio di domande a caldo:
    1) quanto può costare all’incirca un contratto di convivenza?
    2) con questo tipo di contratto si ha accesso all’assistenza in ospedale di un coniuge in gravissime condizioni di salute, e si può eventualmente prendere delle decisioni in sua vece, se non è più in grado di farlo da persona?

    quanto ai gay, temo che a loro non importi proprio per niente il significato di una parola. a mio avviso, si battono per veder riconosciuto un diritto sociale, che si estende poi a raggera su parecchi altri.

    buon pomeriggio!

  • 535
    maria grazia -

    “Il termine matrimonio significa dono della madre, ossia la prole, che si contrappone al patrimonio, dono del padre, ossia i frutti che derivano dal suo lavoro, i soldi.
    A questo punto mi chiedo perché c’è gente che si ostina a chiedere il matrimonio (dono della madre – figli) per le coppie gay.
    Certa gente, certi legislatori, non sono neanche in grado di utilizzare le parole per quelle che sono e ne ignorano il significato.”

    Le coppie gay chiedono di potersi sposare per avere alcuni diritti che sono loro negati in una comune convivenza, come ad esempio quello di assistere il partner durante una degenza in ospedale, se le circostanze lo richiedono, o come quello di far sì che al partner venga elargita una pensione di reversibilità, in caso di morte di uno dei due nella coppia. Penso che i gay e le lesbiche se ne strafreghino della semantica, caro M. Loro rivendicano semplicemente dei diritti. Ricordo a tutti che l’ omosessualità NON E’ UNA SCELTA, come pensano molti italioti, nè tantomeno una malattia che va curata. Ma è una tendenza INNATA dell’ orientamento sessuale.

  • 536
    M. -

    Rossana,
    non c’è un costo fisso per questo tipo di contratto, in quanto non ha un contenuto standard, ma sono contratti che vengono tagliati su misura sulle esigenze di chi vi ricorre.
    Tieni conto che si tratta di atti notarili, e quindi non te li regalano.
    In questi contratti è possibile inserire la facoltà di assistenza reciproca in caso di malattia e la possibilità di chiedere istanza per amministratore di sostegno.

    Per quanto riguarda i gay, hanno il diritto di esseri presi in considerazione dal legislatore, ma sarebbe bene usare le parole per il loro reale significato.
    Non si può chiamare matrimonio, inteso nel suo senso più profondo, una unione che naturalmente non può portare nessun dono della madre.

    Sui patti di convivenza non so dirti altro.

  • 537
    Giampaolo -

    Golem, M
    Ho letto le vostre definizioni di “donna nuova”.
    Mi viene da dire….niente di nuovo !
    Come dice giustamente Cris, sono donne che ormai esistono da decenni.

    Il fatto che una donna partecipi a questioni di politica, lavoro, scuola e quant’altro non mi pare nulla di speciale e innovativo.

    Ero bambino e gia le donne lavoravano. Golda Meir era premier israeliano già nel 1969.

    Nilde Jotti in Italia fu eletta alla Camera dei Deputati già nel 1948. Ed è stata Presidente della Camera stessa dal 1978 al 1992.
    Figuriamoci quanto è “nuova” questa “donna nuova” !!!

    Quindi credo che un uomo si sia già “ampiamente adattato” a questo tipo di donna. Alla donna che lavora.

    Il problema del “disadattamento”, nasce a mio avviso dai cambiamenti diciamo “caratteriali” della donna stessa. Quello che vado ripetendo da quando sono entrato in questo forum, già in un’altra discussione. E cioè aggressività, continui e repentini cambiamenti, estrema umoralità.

    L’uomo, e io in particolare, fa fatica ad adattarsi a ciò. E onestamente non vedo neanche perchè debba farlo.

    Qualcuno ha citato la famosa teoria di Darwin, secondo la quale non è la specie più forte, nè quella più intelligente che riesce a sopravvivere. Ma quella che meglio si adatta ai cambiamenti.

    Che non vuol dire, come spesso molti sostengono, che i cambiamenti siano giusti. Vuol dire semplicemente che per sopravvivere bisogna adattarsi a questi cambiamenti.

    Ma, in questo caso, adattarsi al cambiamento “caratteriale” della donna non è vitale.
    Se non mi adatto sopravvivo lo stesso. Io e chiunque altro.

    Così come giustamente ha citato M., i vari Galileo, Leonardo e compagnia, non si sono adattati. E hanno proposto altre vie di pensiero.

    Così l’uomo. Ecco perchè spesso molti uomini “scappano” dalla possibilità di creare una famiglia o una storia impegnativa.
    Proprio perchè mal si adattano ad una compagna con le caratteristiche che ho descritto. Proponendo automaticamente, in alternativa, storie di breve durata e senza alcun impegno.

    E non mi pare che desiderare una donna non aggressiva e più stabile emotivamente sia sinonimo di maschilismo.

  • 538
    maria grazia -

    giampaolo
    tu non desideri la donna non aggressiva. tu desideri la DONNA REMISSIVA, che è ben altra cosa. nessuno ti sta dicendo che devi PER FORZA adattarti ai cambiamenti sociali e al nuovo modo di essere delle donne, ma certamente, non facendolo, rischi di rimanere solo per il resto della tua vita, proprio come io rischierò di rimanere sola se non smusserò certi miei lati MOLTO ESTREMI. oggi creare un rapporto vuol dire venirsi incontro A VICENDA, giampaolo, e non pretendere UNILATERALMENTE il soddisfacimento dei propri parametri ( e, fino a non molto tempo fa, questi parametri da soddisfare erano unicamente quelli dell’ uomo ).

  • 539
    Golem -

    Giampaolo, desiderare una donna che non ti rompa le scatole è un’aspirazione di tutti. E lo stesso credo valga per le donne. Io sono stato fortunato, lo ripeto per l’ennesima volta, ma di scassapalle ne ho conosciute anch’io. Tuttavia, se dovessi interrogare mia moglie e chiederle: “ma se tu NON fossi innamorata di me, come mi giudicheresti dal punto di vista caratteriale?”. Risposta: “un rompicoglioni, disordinato, incazzoso, attaccabrighe, un pò puttaniere e… maschilista” (sì, hai letto bene).
    Allora Gian, la discriminante tra “mi piace/non mi piace” sarà sempre il sentimento che si è venuto a creare tra i due nella coppia.
    Ovviamente anche lei ha dei difetti, (molti meno dei pregi) ma quello che ci fa superare questi aspetti è il bene che ci vogliamo e la stima che c’è tra noi, oltre alla simpatia reciproca, come ho detto più volte.

    Il discorso sulla nuova donna è legato alle possibilità di esprimere sè stesse che oggi sono infinitamente superiori a ieri, ma le donne, (come gli uomini) NON hanno cambiato carattere con una mutazione genetica, semplicemenete oggi lo MOSTRANO per quello che è, quando ieri dovevano stare più attente.
    Esistono le stronze oggi come ieri, quelle dolci e romantiche oggi come ieri, le bugiarde patologiche oggi come ieri, e le “zo......”, oggi come ieri (tanto quanto i puttanieri, sia chiaro).
    Se io ho trovato alla fine una donna “femminile”, secondo la descrizione che hai fatto tu in più occasioni, è perchè probabilmente, quanto inconsapevolmente, il fatto che sia innamorata la rende così CON ME. Ma ti assicuro, che quando è in “azione” e deve farsi valere per qualunque motivo, non ha niente da invidiare a MG.

    Non vorrei che te la prendessi, ma forse, semplicemente non hai avuto ancora la fortuna che ho avuto io, quella cioè di trovare la famosa metà della mela. Quella di cui ti innamori e che si innamora VERAMENTE di te. Forse il modo per tirar fuori da una “gladiatrice” la parte dolce e femminile che CERTAMENTE AVRA’, sta solo in quel magico momento durante il quale entrambi riconoscono nell’altro L’ANIMA GEMELLA. Ma ripeto, ci vuole pazienza, fortuna e…fiducia nelle donne (nel tuo caso).
    Ciao, sto scappando. A presto

  • 540
    M. -

    Giampaolo,
    mi accodo a quanto detto da Golem nello spiegare che cosa si intende per donna nuova.
    La donna ha messo piede in politica dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e l’entrata in vigore della Costituzione che stabiliva il suffragio universale. Non sono cose accadute 5 minuti fa, ma in un arco di tempo limitato. Stessa cosa per la scuola. Di donne docenti universitarie se ne vedono sempre di più solo da qualche decennio. Donna a capo di multinazionali iniziano a vedersi adesso, così come stanno prendendo sempre più piede nei ruoli dirigenziali nella P.A.
    Il giro politico si completerà quando vedremo una donna Presidente della Repubblica Italiana.
    Per donna nuova si intende quella donna che ha la possibilità di confrontarsi con realtà sociali che prima la vedeva esclusa, e questo percorso di ascesa è iniziato alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
    Eventi tragici nei quali è maturata la consapevolezza che, forse forse, siamo tutti meritevoli di avere le stesse possibilità, e queste possibilità le stanno sfruttando anche le donne.
    Questo intendevo per donna nuova. Se poi ti vuoi mettere a ridere, ridi pure. La risata fa bene allo spirito ed al corpo.
    Tu e Maria Grazie siete entrambi estremisti, ma su fronti opposti. In fondo siete uguali.
    Provate a rivedervi

  • 541
    maria grazia -

    “Tu e Maria Grazie siete entrambi estremisti, ma su fronti opposti. In fondo siete uguali.
    Provate a rivedervi”

    M.
    sono molto meno “estrema” di quanto si creda. e comunque, pur riconoscendo in giampaolo delle qualità, preferisco condividere il mio tempo con persone che mi somigliano molto di più. sono sicura che giampaolo la pensa come me.

  • 542
    Giampaolo -

    M. Golem
    Scusate, ma io non ho detto donna “rompiscatole” o “rompicoglioni”.

    Io ho parlato di donna aggressiva, soggetta a repentini cambiamenti, estremamente umorale.

    Ragazzi, ho detto completamente un’altra cosa.

  • 543
    Giampaolo -

    Maria Grazia
    Faccio un’ecceziobe e rispondo al tuo post solo perché stavolta mi hai risposto in modo più pacato. Anche se non dimentico le tue offese e soprattutto ciò che mi hai scritto in quel famosi post.

    Io non voglio la donna remissiva. Io voglio una donna non aggressiva e possibilmente stabile emotivamente e poco incline a repentini cambiamenti.

    E con la quale riesca ad amagamarni in fatto di gusti, attrazione ed interessi.

    Se la trovo bene, altrimenti non é che me lo ha ordinato il dottore che per campare devo per forza vivere in coppia.

    Non posso rovinarmi la vita oggi per paura di rimanere solo a 70 anni.

    In merito al tuo post n. 541 non so se la penso come te. Non mi hai dato ne il tempo ne il modo di capire nulla. Hai fatto le tue deduzioni e mi hai costantemente aggredito.

  • 544
    M. -

    Maria Grazia,
    la mia era una battuta.
    E comunque lo so che tu, sotto sotto sotto sotto sotto sotto sotto, sei una buona.

    Giampaolo,
    in nessuno dei miei scritti è riportato un riferimento ad una donna rompi co...... o giù di lì, così come non faccio riferimenti a lati caratteriali di una persona.
    Lì va a gusti.
    Ho amici che hanno come obiettivo quello di farsi dilaniare i co...... (non rompere, ma proprio dilaniare) da certe donne, probabilmente con la speranza, poi, di essere proclamati martiri.

    Golem,
    per caso tu hai scritto da qualche parte nel forum la tua storia?
    Se c’è, vorrei leggerla. Ho letto di te, tua moglie inglese ed un certo pirata, ma mi mancano i pezzi per chiudere il cerchio.

    Ciao a tutti

  • 545
    Dottor -

    mariagrazia

    il mio CIAO era un semplice saluto sincero per te!:)

    alexander de large dici?
    mi hai beccato! cavolo…

    vieni dallo zio dottor per sentirti bene,ho gli arcangeli con le trombe e i diavoli con i tromboni!!! 🙂

    ahhahaha 😉 ciao mariagrazia

  • 546
    rossana -

    M.,
    “non ha un contenuto standard, ma sono contratti che vengono tagliati su misura sulle esigenze di chi vi ricorre.
    Tieni conto che si tratta di atti notarili, e quindi non te li regalano.” – è quello che supponevo, soprattutto in merito al contenuto. abbastanza costosi ma sempre meno di un matrimonio. l’importante è sapere bene cosa scriverci, per evitare le solite controverse interpretazioni legali, quindi avere accesso a un professionista abbastanza esperto nel settore. cosa non proprio semplice per la gente comune.

    Giampaolo,
    ha quasi certamente ragione Golem: ora le donne sono più libere di mostrarsi caratterialmente per quello che realmente sono, che in fondo è meglio che avere intorno delle simulatrici “a vita”.

    è più che logico che ci siano aspetti, sia delle persone che delle situazioni, che possono essere più o meno accettabili. forse, nell’orientarti verso una nuova compagna, ti dovresti sforzare di non fermarti all’apparenza. i cambiamenti repentini possono appartenere più ai capricci del momento che al temperamento, ed è bene classificarli nell’ottica giusta fin dall’inizio di una conoscenza. sull’umoralità, non saprei proprio cosa dirti, in quanto in me è sempre stata quasi del tutto assente…

    avere idee chiare su cosa piace e cosa non è possibile accettare non può che essere d’aiuto ma, poi, soprattutto in amore, bisogna essere anche capaci di “lasciarsi dondolare”, soprattutto lasciandosi alle spalle il passato, se questo non è stato all’altezza delle aspettative.

    si è delusi quando ci si attende più di quanto umanamente sia possibile ricevere da una determinata persona. se sposti l’attenzione non sui risultati (nel tuo caso pure a lungo termine) ma su quanto ti sia, invece, illuso, ti sarà più facile riacquistare maggior fiducia nelle donne e… minor fiducia nella tua eventuale idealizzazione delle stesse.

    le persone sono tali e tante che sembra impossibile che non si possa scovare quella adatta. è senz’altro difficile e faticoso ma, con un po’ di fortuna e d’attenzione, ci si può riuscire se si media il sogno con la realtà.

    un abbraccio

  • 547
    Golem -

    Giampaolo, non penserai veramente che TUTTE le donne siano psicolabili e umorali come quelle che ti è capitato di incontrare? Traendo così le conclusioni che oggi “sono cambiate”. Esistono ovviamente persone di ogni tipo e carattere, sia donne che uomini, e probabilmente certe reazioni da te interpretate per come le descrivi, riguardano il fatto che non si è verificata quella “magia” della quale ho accennato nel post precedente. Poi non dimentichiamo che la crisi economica e culturale che stiamo vivendo in occidente non aiuta la qualità dei rapporti interpersonali, con le prospettive future che si intravedono, soprattutto dopo la scorpacciata di (finto) benessere degli anni 70/90. C’è poca allegria e fiducia in giro. Ma ripeto: quando incontri una donna che ti piace, lascia che le cose “scorrano” naturalmente e senza forzature. Se deve essere sarà. Le storie nascono per caso, non si costruiscono a tavolino. Crescono da sole se “semi e terreno” sono compatibili per far germogliare la “pianta”. Ciao

    Si M, ho trattato qualche anno fa la parte “femmina” di mia moglie e certi suoi comportamenti non riconoscibili nel nostro rapporto, ma non ricordo più il thread sul quale ho scritto. Il pirata era Samuel Bellamy, un mio eteronimo. Un personaggio molto simile a me per ideali e temperamento. Un saluto

  • 548
    Giampaolo -

    Ciao M.
    Si in realtà non hai usato i termini “rompiscatole, scassapale ecc.”. Li ha usati solo Golem.

    Ma leggendo che ti accodavi al discorso di Golem sulla “donna nuova” ho pensato che intendessi anche il lato caratteriale.

    Cosi non è e ne prendo atto.

    Rossana, io credo che anche prima le donne fossero libere di mostrare il loro lato caratteriale.
    Solo che l’aggressività, l’instabilità emotiva, e i repentini cambiamenti mi sembrano fossero più rari.
    Mi ricordo comunque anche all’epoca donne così.

    Solo che oggi sono la maggior parte.

    Credimi non è solo un mio pensiero. Ma tanti uomini (e donne) con cui ho modo di parlare quotidianamente sostengono questa cosa.

    Tu stessa mi pare che hai citato la compagna di tuo figlio.

    Da come scrivi non mi sembri umorale.

    Sai Rossana, quando hai superato da un pezzo i 20/30 anni e sai per certo cosa ti piace e, soprattutto cosa non sopporti, difficilmente accetti di lasciarti “dondolare”.

    O meglio, forse puoi anche riuscire a farti “dondolare”. Ma non reggi molto.

    Comunque non credere che pretendo la luna. Sono un tipo estremamente tranquillo. Del tipo vivi e lascia vivere. E mi adatto anche a diverse situazioni.

    Ma ad alcune proprio non riesco. Non è neanche colpa mia credo.

    Credo che molto sia anche dovuto all’ambiente in cui vivo. Dove tutti vivono sotto stress. Le donne in particolare. Che, a mio parere, senza forse neanche accorgersene accusano molto questa cosa.
    Il caos e la vita frenetica di una grande città mi pare “esagerino” questi lati caratteriali che ho messo in evidenza.

  • 549
    maria grazia -

    Dottor
    HAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHA

    indimenticabile ! mito !! 😀 😀

  • 550
    maria grazia -

    giampaolo
    penso che golem e rossana ti stiano dicendo cose molto giuste. non è che le donne di oggi siano DIVERSE da quelle di ieri. semplicemente, quelle di ieri ( a differenza di quelle di oggi ) non potevano mostrarsi per ciò che sono! poi certo sta agli uomini accettare o meno queste dinamiche. chi come te non le accetta ( perlomeno da quello che scrivi ) vuol dire che vorrebbe tornare a un modello di società che oggi non esiste più, e che non credo nemmeno tornerà in futuro. anch’ io sono come la moglie di golem: sono una gladiatrice e mi difendo come una tigre da chiunque voglia prevaricarmi, ma poi se mi innamoro di qualcuno sono fregata 🙂 perchè CON LUI mi trasformo nella più accondiscendente delle creature. La vita nella società però E’ UN’ ALTRA COSA, e le dame ottocentesche o le materne casalinghe anni 50 nel mondo ESTERNO di oggi non farebbero molta strada, PURTROPPO. dico PURTROPPO perchè anche per noi non è bello dover assumere spesso atteggiamenti aggressivi per farci rispettare, ma la realtà è questa ! a volte è proprio una questione di “sopravivvenza” alla cattiveria altrui: anni fa – per esempio – vivevo in un paesino di mare, dove c’è una mentalità per cui qualsiasi ragazza carina viene automaticamente definita “puttana”. quando abitavo lì ho dovuto rinunciare all’ abbigliamento che piace a me ( vestiti femminili, trucco e tacchi alti )per vestirmi e assumere modi da maschiaccio, proprio come le ragazze del posto, pur di non continuare a subìre le calunnie degli abitanti locali, che mi attribuivano cose fuori dal mondo. quando venivano a riferirmele, rimanevo sbalordita dalla fantasia che la gente riesce a tirar fuori quando si lascia andare alla cattiveria gratuita. Anche in molti ambienti di lavoro la dolcezza e la disponibilità vengono percepite come DEBOLEZZA. io lo trovo sbagliato, ma così gira il mondo. Le donne di oggi giampaolo non fanno altro che ADATTARSI al contesto in cui si trovano, e lo fanno per una questione di convenienza pratica, proprio come le donne di ieri FINGEVANO remissività allo scopo di trovare un buon marito. Anch’ io sono sicura che ci sarebbero tante donne ( magari anche in questo forum ) disposte a vivere una storia d’ amore con te, perchè oggettivamente sei una persona apprezzabile! ma per quanto riguarda me, ti vedo troppo intriso di vecchie concezioni e di “vecchie immagini”, ecco perchè ti ritengo non adatto A ME. un saluto.

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