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Le pene d’amore sono un male reversibile!

di marziav

Riferimento alla lettera: Voglio condividere questa conquista con tutti quelli che hanno sofferto come me. Per la prima volta in sei mesi, passo una serata in casa completamente sola senza sentirmi soffocare. Nessun attacco di panico, nessun ricordo ossessivo, nessuna fobia degli incubi notturni che mi hanno tormentata sempre. Respiro. Fra tutte le...
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Data di pubblicazione: 24 Agosto 2009

L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore marziav.

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Categorie: - Amore

500 commenti

  • 151
    Dafne -

    Golem,potresti lasciar stare gli stereotipi e le verità assolute e restare sul mio quesito? Non è detto che se un amore finisca, allora non sia stato amore. Le variabili sono tante e prima di giudicare se sono mitizzazioni, attrazioni, se una è innamorata “dell’ammore”, come minimo bisognerebbe conoscere nel dettaglio le situazioni e, magari, essere esperti della materia.
    In tutto questo, ribadisco che sto andando avanti ma sto evitando di raccontarmi la bugia che sia effettivamente ciò che mi possa dare piena felicità e sto riflettendo proprio su quanto, troppo spesso, la gente si autoconvinca che quella che appare come la cosa giusta da fare, sia effettivamente la migliore e di come ci raccontiamo storie.
    Io credo che anche gli amori più profondi possano esser messi a rischio dalla poca consapevolezza che abbiamo di noi e che è alla base dei conflitti. Però, vorrei sapere da chi c’è passato se veramente, poi, tutto passa o,se c’è da temere che il dolore duri per sempre.

  • 152
    Golem -

    Ma se la consapevolezza di sè è poca, perdonami, da cosa “deduci” che quella “espressione” (di sè) che si data fosse “amore”? E soprattutto, ti chiedo, tu come immagini questo sentimento?
    Vuoi sapere se passerà? No se non ti “cambi”.
    Se dovessi parlarti delle mie esperienze “indirette”, come protagonista di “pseudo amori” ovviamente finiti, potrei dirti che c’è chi mi ha “cercato” dopo 25 anni dalla fine quel rapporto. E persino la mia adorata moglie, amante e amica ho scoperto avere “tenuto” in mente (come un parassita che stava divorando il nostro rapporto reale) l’immagine del suo primo “ammore”.
    Ci sono voluti tre anni di “amorevoli” discussioni perchè si rendesse conto di come fosse più la fantasia ad alimentare i suoi ricordi, che non i fatti.
    Ecco, quell’esperienza di crisi è sì stata importante per l’amore come lo intendo io, perchè si è VOLUTO “sistemare” quell’amore acciaccato, ma evidentemente vivo.
    Quello nella testa di chi mi pensava ancora dopo 25 anni, come pure di mia moglie, era nostalgia di emozioni giovanili, non di amore》

  • 153
    Golem -

    》Hai letto la lettera da cui nasce questo thread? Ti riporto uno stralcio significativo che contiene un ricordo di quella inconsapevolezza, che in poche righe mostra come certe emozioni ritornino spesso realtà inesistenti, che solo il calo degli ormoni riconducono alla loro vera consistenza. La frase è questa: “Penso con tenerezza alla ragazza che ha lottato e pianto per proteggere un sentimento illusorio.”
    Pensi che questa ragazza non fosse convinta che fosse amore quel rapporto? Figurati, in pieno trip si sarebbe fatta scannare piuttosto che negarlo. Ma poi è finito, ed è finito perché non lo era, perchè certamente rimasto circoscritto alle mille emozioni che ruotano intorno all’istinto sessuale e ben sdoganate dalla morale del romanticismo cattolico. Che però sono prodotte da potentissime droghe endogene che danno dipendenza, e che restano inscritto INDELEBILMENTE nella nostalgia memoria emotiva, almeno fino a che non si scopra che l’amore è quello che viene dopo. Se viene.

  • 154
    Passante -

    Dafne, tutto il sito sa quanto io possa essere in disaccordo con l’arroganza e la presunzione di Golem. Nonché sulla maggioranza delle cose che scrive. Ma stavolta non posso che essere d’accordo su quanto ha scritto nel suo post precedente.
    Cara Dafne se l’amore ė vero non finisce. Altrimenti si parla di innamoramento, infatuazione o attrazione fisica. Una persona si ama per quello che ė non per quello che si vuole sia.
    Per quanto riguarda il fatto che tutto passa…beh ė difficile rispondere. Dipende. Magari il ricordo si attenua. Ma se stiamo parlando di un amore vero, a mio parere, il rimpianto rimarrà sempre.
    Perche, parliamoci chiaro, l’amore vero esiste. Ma magari ė solo appannaggio di una persona. Mentre l’altra non prova tale sentimento. O crede di provarlo.

  • 155
    Golem -

    Io sarò ancora più drastico e arrpgante: l’amore vero può esistere SOLO se è ricambiato, altrimenti si può parlare solo di desiderio di amare.
    Il fatto è che per capire quando l’amore è vero bisognerebbe averlo provato, e siccome tutti attingiamo alle nostre esperienze, se quelle che lo riguardano non ci sono, si “favolizzano” quelle che ci provengono dalle emozioni del desiderio sessuale “moralizzato”, e questo succede anche a 70 anni.
    Questo spiega perchè chi ha perso fisicamente un partner col quale si era “fatto” quell’amore, molto raramente si riaccoppia, e non è difficile capire il perchè. La rarità dell’incontro fortunato – perché trovare il partner giusto è questione di fortuna- spiega perchè la forma dell’amore più conosciuta è quella delle bellissime emozioni dell’innammoramento, e pochissimo quella dell’amore compiuto, che trasmette emozioni talmente sottili e “personali” che pochi possono percepirle nella profondità del sentimento.
    Quell’amore parla la lingua dell’Universo, eppure SOLO dei due protagonisti.

  • 156
    Dafne -

    Scusate ma voi scambiate il restare insieme con l’amarsi.
    Il fatto che ci si separi, non vuol dire che anche il sentimento sia morto.
    Ed è proprio di questo che parlo. Non ho chiesto un parere sui miei sentimenti o se fosse amore o meno il mio. So di cosa parlo e soprattutto ciò che provavamo. Ho semplicemente chiesto a chi ha chiuso una storia con un amore vero, a distanza di tempo come sta e non parlo di nostalgie della gioventù ma di quel dolore profondo che forse,è chiaro solo a chi l’ha provato.
    Vorrei solo capire se chi c’è passato,dopo tanto tempo è stato e sta veramente bene.

  • 157
    Golem -

    Vabbè Dafne, vedo che sei ancora lontana dal comprendere le relazioni tra le cause e gli effetti che si verificano nelle situazioni emotivo sentimentali, e soprattutto la vera identità di queste .
    Comunque ti è stato risposto. C’è chi dimentica dopo tre mesi e chi dopo un quarto di secolo non lo ha ancora fatto. Ci vuole molto per capire che quell’aspetto dipende da te?

  • 158
    Passante -

    Buongiorno Dafne.
    Sono d’accordo con te, può accadere che ci si separi e il sentimento non sia morto. Per quanto riguarda cosa si prova a distanza di tempo si può parlare solo per se stessi, perche nessuno di noi può essere così certo dell’altra persona da sapere se anche lei possa aver provato un amore vero.
    E per quanto riguarda il dolore che si prova a distanza di tempo, posso dirti che la cicatrice resta sempre. Pian piano ovviamente ce ne facciamo una ragione, soprattutto se incontriamo un’altra persona verso la quale si possa possa provare lo stesso sentimento e stare bene. Poi tutto dipende dalla sensibilità di ognuno di noi.

  • 159
    Tommy -

    Dafne: “Vorrei solo capire se chi c’è passato,dopo tanto tempo è stato e sta veramente bene.”

    Si, quando pure io, come te, ho capito che difronte a queste cose è meglio preservare sè stessi.

  • 160
    Dafne -

    Tommy, quella è una presa di coscienza frutto di un ragionamento.Quello che in genere porta a lasciarsi.
    Io parlo di quel campanello in profondità che nonostante le ragioni continua a farti sentire che quella era la tua opportunità di amare ed essere amata. Certe volte, mi chiedo se seguire la logica mi abbia portata a prendere la decisione giusta.
    Tu, non te lo chiedi mai?

  • 161
    Laura -

    Cara Dafne, ho compreso di quale sensazione e di quale paura parli. Nel leggerti mi è venuto in mente il finale del film “Nuovo cinema paradiso ” e del libro “L’amante”. Accorgersi negli ultimi giorni di aver fatto tanto, ma di aver tralasciato la cosa più importante.
    Quella sensazione lacerante di qualcosa che è mancata per tutta la vita fa paura anche a me.

    Anche io credo che lo stare insieme e l’amarsi siano cose diverse. Ci sono persone che stanno insieme per via dei loro reciproci e disfunzionali stili di attaccamento e quelle che pur amandsi, non sono state in grado di costruire una vita insieme.
    Purtroppo, a volte,subentrano meccanismi difensivi tali, per cui chiudere, far saltare ponti o andarsene, diventano l’unica via possibile, ma non è detto che sia quella che rispecchia la volontà dell’anima ed è questo che potrebbe generare la sofferenza di cui parli.

    Io scrissi qui 11 anni fa e, nel prossimo commento, per questioni di spazio, risponderò al tuo quesito.

  • 162
    rossana -

    Dafne,
    – “voi scambiate il restare insieme con l’amarsi.
    Il fatto che ci si separi, non vuol dire che anche il sentimento sia morto.”

    Anche per me c’è differenza fra l’amarsi e lo stare insieme, magari più che bene e con affetto. Benché in molte culture ci sia una sola parola per i due diversi sentimenti, in quanto nella maggior parte dei casi in ambito amoroso finiscono con l’amalgamarsi.

    – “Non ho chiesto un parere sui miei sentimenti o se fosse amore o meno il mio.”
    Nei sentimenti più che in ogni altro contesto “ognuno sa per sé”, così come non è affatto difficile distinguere fra amore e vita di coppia.

    Per quanto mi riguarda, se ho amato, qualsiasi sia stata l’evoluzione o la conclusione del rapporto, una traccia di quel che ho provato non potrà mai essere cancellata.

  • 163
    rossana -

    Passante,
    scusa se mi permetto di dissentire: per me nessun sentimento, amoroso o meno, può essere paragonato ad altri.

    Odio chi, avendo un nuovo partner, mantiene presenti pregi e difetti del precedente per trarne paragoni. Da mondi differenti non si possono avere che situazioni e sensazioni differenti.

    Amare è sentire, dare o ricevere, appunto, con la propria individuale sensibilità.

  • 164
    Golem -

    Ognuno di noi di quello che ha vissuto fa di necessità virtù, è logico.
    Qui, a parte la curiosa richiesta di Dafne, per la quale nessuno può dare una risposta certa, nelle pieghe della discussione si è parlato del senso che dovrebbe avere il termine “amore” nell’ambito di una coppia. Ma una cosa è certa, ed è che un conto è un amore “compiuto” che perdura nel tempo, e anzi migliora negli anni, e un un’altro sono le sottospecie e le varie interpretazioni che a questi si danno soggettivamente.
    In questo senso quella donna che ha sposato un lampadario (cercate in rete) o l’altra che è innamorata persa del Muro di Berlino, possono vantare che il loro “ammore” non ha niente da invidiare a quello di nessun’altro, e dal suo punto di vista è così, ma solo da quello.
    Quindi chi si attacca a cadaveri di ammori, a lampadari o a muri di varia natura, pur di sentire di aver amato,
    lo faccia, ma nei fatti non sarà diverso dallo scarrafone che è bello a mamma soja.

  • 165
    Tommy -

    Dafne, si a volte me lo chiedo anch’io. Se avessi seguito la logica avrei troncato io per primo una relazione che poi era finita male.
    Perché non l’ho fatto?
    Perché sentivo anch’io ingenuamente quel campanello che mi faceva sentire l’opportunità di amare e di essere amato, proprio come te.
    Comunque è superfluo continuare a tormentarsi l’anima per questa cosa chiamata “amore” che tanto è solamente un paradiso artificiale illusorio e passeggero, proprio come una droga. Meglio evitare e stare alla larga, già il titolo della lettera la dice tutta. Guarda sono convinto che da adesso in poi camminerai con i piedi di piombo prima di andare a sbatterci il muso un’altra volta dato che sicuramente hai provato il “dente del lupo” sulla tua pelle, questo basta e avanza, no?
    Lascia stare quindi, fatti la tua vita da sola, vivrai meglio.
    Lo sai dove lo vediamo il vero amore?
    Nei film come quello di Romeo & Giulietta, nelle telenovela come quelle che guardava mia nonna, la realtà è molto diversa, nolenti o volenti bisogna guardarla in faccia.

  • 166
    Passante -

    Ciao Rossana, forse ti riferisci al mio commento n. 158 dove ho scritto “…pian piano ovviamente ce ne facciamo una ragione, soprattutto se incontriamo un’altra persona verso la quale si possa provare lo stesso sentimento e stare bene…”
    Ma io non ho parlato di paragoni. Intendevo dire che, forse, il fatto di incontrare un’altra persona verso cui si possa provare amore aiuti a mitigare il ricordo di una storia passata che ci ha fatto soffrire.

  • 167
    Laura -

    Eccomi,c’ho riflettuto un po’e credo che questa sensazione di cui parli, nasca dal senso d’incompiuto, dalla percezione di non aver fatto tutto il possibile, d’aver sbagliato, di non esser stati in grado di viversi un amore profondo, di non aver saputo portare
    i sentimenti nella quotidianità, nel non aver costruito nulla.
    Naturalmente, la mia è un’ipotesi perché le variabili sono tante, ma,in genere, ciò che abbiamo portato a compimento ci dona gioia nel ricordarlo. Io posso raccontare la mia esperienza: dopo aver scritto qui, mi separai. Il sentimento col mio ex si è trasformato in una splendida amicizia e siamo stati in armonia, fino alla sua morte. Mi manca, certo, ma come manca una persona cara deceduta a cui hai dato tutto, con cui hai vissuto pienamente e sai che nulla potrà intaccare quello che c’è stato. Lo sogno spesso e,a volte, sento che mi è accanto.Sai,io credo che nemmeno la morte possa separare veramente chi si ama,ma da qui, nasce il dolore di cui parlavi.

  • 168
    Laura -

    Perché è innaturale sentire il legame con qualcuno e non poter vivere l’amore. E credo sia questo a generare sofferenza.
    Quindi, il mio suggerimento è di valutare se c’è qualcosa di sospeso tra voi. Qualcosa in particolare che ti brucia ancora e, quando l’avrai scovato cerca di capire cosa smuove in te. Magari è il non accettare il rifiuto, o l’abbandono o l’autostima intaccata. Analizza tutto, disseziona ogni tua minima sensazione e,se alla fine sarai ancora convinta che sia davvero amore, alza il sedere e vallo a cercare.
    Dopo diversi anni, qualsiasi ragione o puntiglio, saranno scemati e se era amore, sarà rimasto solo quello.
    Certo, rischi di essere rifiutata ma se davvero sarà ancora così importante per te, forse ne varrà la pena. Almeno, non avrai più nulla in sospeso. Avrai la certezza di averle provate tutte o, magari, ti accorgerai che non lo ami più. Ma in questi casi,è meglio agire, fosse solo per mettere il punto. E quel punto, potrebbe essere il tuo nuovo inizio.

  • 169
    rossana -

    Laura,
    Concordo su “Ci sono persone che stanno insieme per via dei loro reciproci e disfunzionali stili di attaccamento e quelle che pur amandsi, non sono state in grado di costruire una vita insieme.”, aggiungendo che si riconoscono a prima vista le coppie che stanno insieme per le più diverse ragioni, ammantate da sentimenti amorosi. E sono molte, la maggior parte di quelle che conosco.

    “far saltare ponti o andarsene, diventano l’unica via possibile, ma non è detto che sia quella che rispecchia la volontà dell’anima” – a volte si fa per ragioni
    di raziocinio economico, desiderio di mantenere fede all’impegno di coppia per se stessi o per i figli, convenzioni sociali o religiose, con successivi rimpianti. Proprio perché l’amore non sempre si adatta a tutto, come appunto l’anima vorrebbe.

  • 170
    Laura -

    Caro Tommy, la realtà non è diversa, è come la creiamo coi nostri pensieri, convinzioni, atteggiamenti e azioni, tutte regolate da ciò che c’è nel nostro inconscio. Il guaio è che quasi nessuno sa come funziona davvero. Qual è il suo stile d’attaccamento, che ferite ha, che schemi difensivi usa.
    Come insegna Bowlby, :”il comportamento d’attaccamento caratterizza l’essere umano dalla culla alla tomba”
    Cioè tutta la vita! Ma non conoscendolo 1.si sceglieranno persone simili a noi o che riapriranno quelle ferite. 2. Si attiveranno schemi che andranno a distruggere la relazione per “convalidare” ciò che c’è nel nostro inconscio. (Detto in termini ridottissimi. Ma ti rimando a tutta la teoria sull’attaccamento e le ferite emotive).

  • 171
    Laura -

    Così,per es. se uno ha uno stile evitante, sarà convinto che nessuno potrà amarlo o prendersi cura di lui. E, quando troverà la persona adatta,farà del tutto per allontanarla. Eviterà l’intimità emotiva o la vicinanza fisica e la porterà all’esasperazione, fino alla rottura. Come scusa, dirà che non si sente compreso ma sarà lui/lei stesso a non farsi comprendere con distanza e silenzi. Quando l’altro se ne sarà andato, non osserverà il proprio comportamento ma dirà che l’amore fa male e che è meglio concentrarsi sulla materia, ma sarà infelice anche così. Perché “lo scopo della vita è vivere” e senza la componente emotiva, un’esistenza non può essere definita “vita”.
    Quasi sempre il vero lupo che c’azzanna, siamo noi stessi ed è necessario conoscersi per essere felici in amore (e non solo)

    Io spero che Dafne e chiunque altro, nonostante la sofferenza torni ad amare perché la vita non consiste nel fare, ma nell’essere e l’essere, è nutrito quasi totalmente dall’amore.

  • 172
    Golem -

    “Ci sono persone che stanno insieme per via dei loro reciproci e disfunzionali stili di attaccamento e quelle che pur amandosi, non sono state in grado di costruire una vita insieme.”
    E poi ci sono quelli che stanno insieme per le tante affinità, che hanno imparato ad amarsi e sono pure stati in grado di costruire una vita insieme. E sembrano essere i meno interessanti, vero?
    Io penso che questi casi, rari ma esistenti, non eccitino la fantasia di chi è vissuto con un idea idealizzata dell’amore, fatta di emozioni “innamoratofore” che inevitabilmente non possono durare nel tempo, e che non sono stati in grado di adeguare quella emotività a quella dell’amore compiuto, così come lo definisco io. E così, nel citare i casi sopracitati, cercano di trovarsi una giustificazione alla quasi ineluttabile realtà dell’impossibilità di “fare” un amore. Ecco quindi che…”quelli stanno insieme per inerzia o convenienza e quegli altri si “amano” ma non possono stare insieme…”.》

  • 173
    Golem -

    》Il termine amore viene usato impropriamente come comune contenitore di tutte le emozioni amorose, anche se queste non hanno dato luogo a nessun vero amore, ma solo a speranze, illusioni e desiderio d’amore.
    Due che si amassero VERAMENTE NON possono lasciarsi, perché se lo facessero sarebbe evidente quel non aver mai creato quella “lingua” universale, eppure unica, della coppia, che consente un dialogo che non può interrompersi, se non con la morte fisica di uno dei due. Come ripeto, se non si è raggiunta questa consapevolezza non si possono avere elementi per capire come tutto il resto, tutto quello che gira intorno a quel sentimento, spesso confuso con questo, siano solo mattoni, malta e intonaco per “fare” un amore, ma che ancora non c’è, forse solo un “progetto” che non raramente proviene da una idealizzazione dell’amore, frequentemente mutuata da immagini romanzesche di origine adolescenziale.
    Chi non ha altro a cui attingere non potrà che osservare quel mucchio di “materiale edile” e vederlo come fosse un “fabbricato”. Ma non lo è. Non lo è mai stato.

  • 174
    Olindo -

    Approfitto di questo spazio per condividere la mia esperienza.
    qualche anno fa, avevo 55 anni, conosco via telefono una collega per una informazione di lavoro. Senza averla mai vista mi sento attirato dalla sua voce, gentilezza e modo di porsi. Dopo altri due colloqui telefonici la invito a prendere un caffè, ma lei rifiuta dicendomi che è sposata e con una figlia e che ciò non sarebbe opportuno. Anch’io non sono libero all’epoca, vivevo una relazione con qualche problema. Passa quasi un anno la sento ogni tanto al tel, vedo la sua foto su whatsapp, ma nulla da fare, di caffè non se ne parla. Finchè un giorno la incontro per strada, lei non se ne accorge e io non le dico nulla. Il giorno dopo la chiamo al telefono di lavoro e le dico di averla vista. La invito di nuovo a prendere un caffè. Stavolta accetta. Prendiamo questo caffè, chiacchieriamo e iniziamo a sentirci con più frequenza. Iniziamo a vederci. Lei perde praticamente la testa. Io anche ma resto piu sulle mie perchè mi….

  • 175
    Olindo -

    rendo conto di avere una relazione e non mi va di tenere il piede in due scarpe. Arriva il periodo Covid intratteniamo videochiamate. Lei sempre più presa. Anche io comincio ad esserlo. Lei si mostra innamorata persa. Mi parla di vivere insieme. Rimpiange di non avermi conosciuto prima. Mi parla addirittura di figli. Io le chiedo se è sicura di tutto questo. Lei mi dice che ha 48 anni e sa di cosa sta parlando. Mi parla di suo marito, che vorrebbe divorziare. Mi racconta le sue vicende di vita e del suo matrimonio fallito. Comincio a provare un sentimento ogni giorno più forte. Mi rendo conto che forse sarebbe il caso di lasciare la mia compagna, ma al momento non ne sono capace. Sento di amare questa nuova donna. Siamo entrambi presissimi e ci troviamo bene insieme anche se lei fa fatica a trovare tempo da dedicare a noi tra impegni di famiglia. E a me questo pesa un po’ perchè vorrei conoscerla anche al di fuori di un certo rapporto. Non sta tanto bene di salute e io mi…(continua)

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