Le pene d’amore sono un male reversibile!
di
marziav
Riferimento alla lettera:
Voglio condividere questa conquista con tutti quelli che hanno sofferto come me. Per la prima volta in sei mesi, passo una serata in casa completamente sola senza sentirmi soffocare. Nessun attacco di panico, nessun ricordo ossessivo, nessuna fobia degli incubi notturni che mi hanno tormentata sempre. Respiro. Fra tutte le...
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia
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-Siete davvero tanti, e qui lo spazio è di soli 2000 caratteri.
Laura, non fare giochi dialettici con me, perchè saprei giocarci a mia volta come con immagini neppure. Anche a me pare che tu non legga, nè capisca, quello che scrivo, e vedi (con un certo disprezzo) quella storia come una fiaba, dimostrando così che letture non sono bastate a colmare la conoscenza dell’animo umano e ciò che ne consegue, ecco il perchè del mio appunto nel merito. Infatti sei l’unica ad usare il termine fiaba, quando è solo una storia che si è risolta bene perchè si sono usati cuore, cervello e realismo, e senza cognizioni di alta psicologia, ma solo cercando di capire l’animo dell’altro. A corollario della tua dotazione letteraria, ti consiglierei, se lo trovi, la visione di “Les amours immaginaires” di Xavier Dolan. Chissà, forse potrebbe aprirsi qualche spiraglio nelle tue affollate cognizioni sull’argomento.
-Giovà, capìto. Le dirò che ora c’è chi la conosce meglio di quanto oggi essa stessa non si conosca.
-Where, non rispondo a chi usa quella orrenda stenocacografia.
Ciavo
in passato ebbi modo di discutere con golem di amore e pur essendo una visione lontana anni luce dalla mia sono arrivato alla conclusione che se il suo approccio funziona,relativamente al suo rapporto,allora quello è il modo giusto.
tempo fa mi imposi di non discutere più con lui non perchè non fosse in grado di capire ma perchè le sue convinzioni nascono esattamente come le mie e quelle di chiunque altro e se nel tempo queste convinzioni gli hanno dato ragione a me fa solo piacere per lui pur non condividendo per nulla.
le mie esperienze sono diverse dalle sue ed un’approccio come il suo non solo non avrebbe funzionato su di me ma data la dolcezza,a me incomprensibile,con la quale affronta certi problemi mi avrebbe causato il diabete oltre ad una sensazione di passività insostenibile.allo stesso modo un’approccio come il mio nel suo rapporto con la moglie lo avrebbe portato al divorzio,ma per golem il divorzio non è contemplato anzi è un fallimento quindi è stato meglio così
certo,dopo aver letto i commenti della discussione se ripenso alla diatriba che abbiamo avuto mesi fa ci sono parecchie cose che non mi tornano però come detto in precedenza se ti è andata bene è stato meglio così.
golem,non esiste un’unica regola in amore così come non tutti amano la pizza margherita o gli elio e le storie tese.vedila un pò come i proverbi antichi..si dice che abbiano sempre ragione..ma c’è sempre un proverbio che dice contrario di quello stai pensando in questo momento.
Perdonata Suzy.
È vero: ogni scarrafone è bello a mamma soja. Già detto.
Ma vediamo da cosa è nata questa bella chiacchierata. Dagli esiti di certi “amori” che evidentemente sono stati male interpretati. E lo sono stati spesso per visioni illusorie della realtà, indotte sia da fattori endogeni (ormonali) che esogeni culturali e morali.
Proprio Laura, che è esperta del settore, accenna al ruolo delle varie culture e della loro influenza in ambito sentimentale. Vuoi che questo non abbia un peso nelle scelte e nei condizionamenti che ne derivano?
Chi nega che ognuno veda le varie storie con i propri occhi, ma questi non vedono… sè stessi. Mi capisci no? Ora, se si sta parlando di amore, richiamando Calder, di cosa stiamo parlando? C’è un epistemologia dell’amore? Esiste un si e un no? Se un rapporto, pur risintonizzato, funziona, dura nel tempo ed è felice, è la stessa cosa di uno che non ha funzionato? E qual’è quel “quid” che distingue i due momenti?
Si può non rinnegare niente, ma se un “amore” finisce, per me non era amore. Era altro, come accenni tu.
Bye
Laura, se hai letto bene i miei interventi ho fatto un distinguo tra storie d’ amore e storie che vanno avanti per convenienza, incapacità di stare soli, ecc.. e queste ultime a mio avviso sono la stragrande maggioranza. Il punto su cui riflettere secondo me è che tutti noi nella vita dobbiamo necessariamente fare delle scelte, ciò che alla fine scegliamo è ciò che ci appartiene di più. Può essere una persona così come una passione, un’ attività lavorativa, un genere musicale, uno stile di vita. Fatto sta che quello che davvero risuona con noi, sicuramente ci accompagnerà per tutta l’ esistenza. Per esempio nelle mie scelte di vita, prima o poi in un modo o in un altro ha sempre prevalso il senso di libertà, perché per me è la cosa più importante in assoluto. Ma lo stesso concetto potremmo trasporlo nella coppia quando decidiamo di stare con qualcuno. Se rimarremo con qualcuno ( escludendo, ripeto, i rapporti di comodo ) è perché quel qualcuno fa parte di noi, è la NOSTRA metà.
Poi certo gli “amori” che non abbiamo vissuto fino in fondo lasciano sempre quell’ alone di mitizzazione tipico che hanno le cose che non abbiamo potuto avere. Ma se non le abbiamo ci sarà un motivo, e l’ amore c’entra poco.
Sul fantasticare, posso garantire che lo fanno tantissimo anche gli uomini, ma lo danno meno a vedere.
Tatanka, quello spot lo trovo di un cringe pazzesco 🙂 oltre che mistificante.
Giangi, dici bene: con te non avrebbe funzionato, perché non sei lei. Infatti ho scritto più volte che ho dovuto studiare, o meglio percepire certi aspetti della sua personalità per capire come affrontare la questione, che, come giustamente hai detto, è stata risolta brillantemente. E attenzione, non perchè io non preveda il divorzio come possibilità, perchè questo ci sarebbe stato se mi fossi percepito come un piano B, ma così non era. Ma se chiudo, chiudo per sempre.
Resta il fatto che tutta la tiritera del “ci amiamo ma è meglio divorziare” suona davvero curiosa, per non dire altro, perchè ripeto, se ami una persona il tempo lo conti solo quando lo passi con lei. Il resto, per me, sono elucubrazioni non diverse da quelle riscontrate in mia moglie, che essa stessa ha poi riconosciuto come parassiti dell’anima.
Ti riporto una frase tratta dal libro di Calder, che mi sembra dica tutto sull’argomento, anche se non mi aspetto venga compresa pienamente.
“E tutto questo, tutto questo amore di cui parliamo, diventerebbe solo un ricordo. Forse neanche quello”.
Un link sull’argomento.
È un po’ lungo, ma chi ha i mezzi per capire capirà.
https://www.psicologionline.net/articoli-psicologia/articoli-psicologia-dintorni/78-dalle-illusioni-dai-sogni-alla-realta
Golem, se vuoi diglielo pure a tua moglie che la conosco meglio di te. Ma sai benissimo che io non ho mai detto una cosa del genere. A questo punto ha ragione Laura quando sostiene che leggi solo ciò che ti fa comodo. Nel mio caso ti inventi proprio le cose.
Quello che noto, invece, è che siamo arrivati a cinque/sei, se non erro, che non sono d’accordo con le tue teorie.
A questo punto o sbagliamo tutti o sei in torto tu.
Ovviamente tu ritieni di aver risolto la tua problematica e noi siamo contenti per te.
Ma non convinci nessuno sulla questione sogno/educazione/cultura.
E nella sostanza sembra apparire chiaro, e non solo a me, che tu voglia convincere gli altri per convincere te stesso.
D’accordissimo Maria Grazia, in parte l’ho notato pure io, ma se ci pensiamo bene è così che va a finire la maggior parte dei matrimoni, no?
E poi con tutti gli altri problemi ben più gravi che ci sono devono scassarci le palle con questi inutili spot.
Vabbè…
Giovanni, se avessi dato retta alle logiche come la tua, e dei cinque o sei, oggi sarei separato da mia moglie, perchè avrei seguito pedestremente quello che insegna il “main stream” dei luoghi comuni.
Fammi capire come puoi essere sicuro di quello che dici, quando io e lei, sia pure non giornalmente, abbiamo impiegato quasi tre anni per chiarire la situazione. E durante tutto questo tempo non puoi immaginare quanto mi sia informato su cose di cui ignoravo l’esistenza, e quanti aspetti “curiosi” ho scoperto essere presenti nelle coppie, anche in situazioni “normali”.
Giovà, oltretutto sei contraddittorio. Di cosa dovrei convincere me stesso se tutto è andato e va bene? Ti ho anche scritto che se il de cuius ha fatto questo effetto, benedetto sia tra il de cuius, ma per te sono io che voglio capire quello che mi pare, no?
Vedi forse pensi che l’illuso sia io, ma quando sento gente che divorzia ma si amava, e anzi si è amata pure dopo, mi chiedo come fa un acuto osservatore come te a non vedere anacronismi non diversi da quelli che trovi nella mia storia》
》oppure trovi plausibile un racconto del genere? E se sì, perchè? Sai perchè? Perchè non ti soffermi ad analizzare i fatti. Non c’è la “magagna” della terza figura e in più una “visione” da “vissero felici e contenti”, e quindi tutto ok, no? Anche se a te non dirà nulla, il tuo è un condizionamento pregiudiziale, il famoso bias come li chiamerebbe Laura, che frequentemente si applicano per comodità nel giudicare gli altri. Perchè come ho scritto, l’occhio vede tutto ma non sè stesso; ma un divorzio è e resta un fallimento, un chiarimento migliorativo è tutt’altro, punto.
Io non devo convincere nessuno Giò, è saltata fuori con Dafne la questione della lettura dei sentimenti e il reale valore di questi e io ho detto la mia. E te lo ripeto, se le cose stavano come credete voi, oggi ero regolarmente divorziato. Oppure non sarebbe cambiato niente nella ipotetica evenienza fossi rimasto, invece è andata come sai a memoria.
Quindi: analisi, diagnosi, “cura”, “guarigione”, tutto giusto. Cosa c’è che non va, che non ci credete? Ecchisene… Giò, scusa eh.
Tatanka, sono le tipiche armi di distrazione di massa. Quello spot però è interessante a livello della comunicazione, dal mio punto di vista vuole dare un messaggio sottinteso, che arriva al pubblico a livello subliminale, cioè il normalizzare del tutto la coppia separata, la famiglia disunita, come se al giorno d’oggi dovesse essere quasi la regola. E in effetti come dici tu spesso lo è. Ma è da notare come si cerchi in qualche modo di far passare come obsoleti quei matrimoni che invece reggono.
Allo stesso tempo lo spot è mistificante nel senso che distorce i fatti, dà un’ immagine romantica a romanzata delle coppie separate, immagine che non corrisponde alla realtà di questo tipo di famiglie.
Ciò non vuol dire che chi non si separa è sempre felice. I miei per esempio non lo erano anche se sono rimasti insieme. Le mie sono solo considerazioni.
“E tutto questo, tutto questo amore di cui parliamo, diventerebbe solo un ricordo(?).Forse neanche quello”.
se sto calder finiva la frase magari si capiva.
ora torno a star zitto,hai già 4/5 persone che ad occhio e croce ti stanno scrivendo da 10 giorni quello che avrei potuto scrivere io.
una cosa però te la dico,la frase corretta è”ci siamo amati ma ora è meglio divorziare”perchè non esite amore se uno dei due non ricambia quei sentimenti allo stesso modo.un sentimento non ricambiato per me è una croce sulle spalle del povero cristo che deve farsi carico di problemi che non dovrebbero nemmeno esistere.
ps:sei impegnato in una relazione stabile e felice portata avanti con le unghie,con i denti e non senza rinunce,hai la tua idea di amore che tutti rispettano e che nessuno vuole portarti via ma non mettere in discussione chi non la pensa come te perchè se lo fai devi a tua volta metterti in discussione e non puoi semplicemente ignorare la”stoccata”di laura o del sig…
signor “la k di casa”.(che ha dimostrato una delicatezza paragonabile solo ad un bulldozer alle 7:00 di domenica mattina)
Golem caro, dove vedi giochetti dialettici?
L’esempio dei bimbi, non ti è chiaro?
Sai, ti do ragione sull’amore duraturo quando è una coppia che nonostante le difficoltà della vita, continua ad amarsi, ma in questo caso, non rientra una coppia in cui uno dei 2 sogna un altro e, mi spiace, ma te la puoi girare come ti pare tanto la realtà resta quella. Ed è proprio il tuo voler per forza sottolineare che il tuo è l’unico vero amore,a denotare una tua insicurezza inconscia.
Sicuramente, avrete trovato un vostro equilibrio, ma è chiaro che quello non è un rapporto che altri desidererebbero.
Accettalo Gomem, perché nei canoni dell’amore da te descritti, non rientra la tua storia che è una storia, sì sopravvissuta al tempo, ma non alla purezza dei sentimenti.
E leggi autori accreditati e studi consolidati, non solo le cose che possono lenire la tua realtà.
Laura, con tutto il rispetto per i non vedenti, perchè qui ne abbiamo uno che è un gran signore, parlare con te di certe cose, di cui pure saresti edotta, è come parlare di colori con un cieco. E la cosa che mi sorprende è che ti sei presentata con un palmares di mille e una notte di libri.
L’esempio dei bambini calza con la tua e di altri visioni, che non si staccano dai canoni “ordinari” a dispetto delle conoscenze che dovresti avere con la biblioteca che ti saresti letta. Se ti ho fatto l’esempio del Colosseo, come del Muro di Berlino, è perchè il soggetto in questione aveva quel tipo di significato,una specie di parafilia per farla breve, ma tu, niente, onusta di sapienza mi dici cosa c’entra il Colosseo.
Ti informo che la storia con il tizio non è andata molto oltre il primo rapporto sessuale, e non c’era nessuno “stiamo insieme”, cominci forse a capire cosa si è innescato? Conosci la poesia di Gozzano “Cocotte”? Ecco, vattela a rileggere, noterai una frase che richiama il fenomeno a cui mi riferisco, e che sto cercando di spiegare senza usare paroloni》
》Guarda, Laura, la purezza dei sentimenti e annessi, non è di questo mondo, ammesso ve ne sia un altro. A me basta di aver, con lei, fatto emergere i veri sentimenti di un amore adulto, con i risultati di cui godiamo. Io forse non leggerò autori importanti, visto che sul comodino ho i “Tre Porcellini”, ma se mi permetti, con le modeste conoscenze di chi non ha fatto neppure le medie, ma l’Avviamento al Lavoro, ho risolto, assieme alla mia lei, una fase relazionale che impediva lo sviluppo di un amore, che oggi, e da parecchi anni ormai, è completo, maturo, e felice.
Tu vieni a dire che come la giro e come la volto la MIA “realtà resta quella”. Mentre se giro e volto la tua realtà cosa salta fuori, al di là dell’indoratura che gli vuoi dare, che è un divorzio. Ed è questo che richiama la tua alata dialettica, che vuol far passare il tuo divorzio come un successo e il mio successo come un mezzo fallimento. Sei forte o no?
Lascia stare la mia realtà, che se la vedessi forse la invideresti. Invece degli autori accreditati leggiti “I tre porcellini”. Magari ti giova.
No, perché se avessi dato retta a logiche come la mia saresti divorziato? Chi lo ha detto ? È pieno il mondo di matrimoni che restano in piedi anche dopo un tradimento. Perché mai il tuo avrebbe dovuto tramutarsi in divorzio per un ricordo giovanile ?
La magagna probabilmente non esiste. Ma la terza figura esiste, eccome se esiste. Poi che tu ti ostini a pensare che sia un fantasma e tutto sia sostituito da cultura ed educazione ė una tua convinzione. Ma non convinci noi, almeno a me no di sicuro.
Sei felice con tua moglie ? Io son contento per te come lo sarei per chiunque risolva un problema di coppia. Sono a favore delle coppie che si rinsaldano piuttosto che a favore di quelle che si sfasciano.
Olindo ha tracciato un altro esempio, perché la donna con cui ha avuto una relazione alla fine ha scelto il marito e la famiglia. Magari torneranno ad essere felici come te e tua moglie. O forse no, anche perché potrebbe essere una situazione completamente diversa.
“Poi che tu ti ostini a pensare che sia un fantasma e tutto sia sostituito da cultura ed educazione ė una tua convinzione…”
Caro Giò, sei una brava persona, si capisce, ma mi rendo conto che non riesci ad andare oltre il consueto.
Senza rendertene conto, mentre neghi il peso dell’educazione e della cultura nel delineare la forma mentis di ognuno di noi, proprio tu dimostri come ne sei condizionato.
Non riesci ad immaginare che certe “presenze’ hanno appunto lo stesso peso dei “sogni”. Una specie di coperta di Linus da utilizzarsi alla bisogna quando non s’è trovata la via per superare certi condizionamenti che tu non riesci ad immaginare pur usandolo inco sapevolmente. È l’esempio dell’occhio che non vede sè stesso. E che, come dice il famoso detto, vuole la sua parte.
Non preoccuparti Giò si campa lo stesso, e io lo faccio benissimo, felice, sereno, innamorato e ricambiato. Vivo così nonostante l’angustia di non avervi convinto sull’esistenza dei fantasmi.
Ciavo immota semper.
“Poi che tu ti ostini a pensare che sia un fantasma e tutto sia sostituito da cultura ed educazione ė una tua convinzione…”
Caro Giò, sei una brava persona, si capisce, ma mi rendo conto che non riesci ad andare oltre lo scontato.
Senza rendertene conto, mentre neghi il peso dell’educazione e della cultura nel delineare la forma mentis di ognuno di noi, proprio tu dimostri come ne sei condizionato.
Non riesci ad immaginare che certe “presenze’ hanno appunto lo stesso peso dei “sogni”. Una specie di coperta di Linus da utilizzarsi alla bisogna quando non s’è trovata la via per superare certi condizionamenti che tu non riesci ad immaginare pur usandoli inconsapevolmente. È l’esempio dell’occhio che non vede sè stesso. E che, come dice il famoso detto, vuole la sua parte.
Non preoccuparti Giò, si campa lo stesso, e io lo faccio benissimo, felice, sereno, innamorato e ricambiato. Vivo così nonostante l’angustia di non avervi convinto sull’esistenza dei “fantasmi”. Tra l’altro, oggi più che mai reali, data la “de cuità” del de cuius.
Semper immotus ciavo.
Golem, continui a proiettare le tue modalità su di noi.
Devi deciderti. Vuoi “ragionare” dall’immagine canonica dell’amore o riesci finalmente a vedere le variabili in cui è incluso anche il tuo caso?
È dal I messaggio che cerco di farti comprendere che non esiste una sola via che va a connotare l’amore e non ho mai paragonato la mia o altre esperienze alla tua, proprio perché so che ci sono innumerevoli variabili. Sei tu che dall’inizio cerchi di screditare le esperienze altrui, “spacciando” la tua per l’amore idilliaco, cosa, che a ogni tuo messaggio diviene sempre più evidente non essere.
Da sogno, ora emergono anche ricordi di un rapporto fisico.
Onestamente, se qualcuno ti descrivesse questa storia,penseresti che ne vorresti una uguale?
Ora, non voglio sindacare perché sicuramente avrete trovato la quadra, ma non venire a raccontarci la fiaba che questa tipologia d’amore è quella “vera”. Accetta che è vera per te e rispetta le esperienze altrui, perché ognuno vive le esperienze in base ai fattori già citati. (Continua)
…
Personalmente, da una storia così io sarei fuggita immediatamente perché un sogno è tale se non si è mai concretizzato.
Ma se c’è un rapporto, diventa un RICORDO!
Quindi, lei ricordava l’unione fisica con “il fantasma”.
Questo sì, che io l’avrei vissuto come un fallimento. Anni con una persona che ancora sogna i rapporti fisici con l’ex amante.
Perdonami, ma questo è lontano anni luce dall’idea d’amore che ho io e che prevede l’esclusività fisica ed emotiva nel periodo che si sta insieme.
Ma non siamo tutti uguali.
Per te è un fallimento il divorzio per me lo sarebbe sentirmi un ripiego. (E a questo porta una situazione del genere).
Per ciò che riguarda la conoscenza, ti ricordo, appunto, che la mia apertura mentale è data anche da quella e che non sono io ad insistere cercando di screditare gli altri. La tua storia, la stiamo analizzando perché hai insistito dicendo che era l’unica vera perché durata nel tempo.
Ma per me è la qualità del tempo a contare, non la durata.
Olindo,
in qualsiasi contesto sia avvenuto il primo rifiuto, per me già è un segnale di non voler cambiare la propria situazione famigliare.
Ti do atto che 3 anni di relazione sono un periodo molto lungo, per una 50enne che avrebbe dovuto ben sapere cosa stava facendo e a cosa mirava.
Vero che l’amore di una donna per un figlio non è paragonabile a quello che può provare per un uomo. Mi sono espressa frettolosamente. Sarebbe stato più corretto dire che è una questione di priorità. Nel mio caso, ad es., ho privilegiato me stessa e l’uomo che più ho amato rispetto al mio unico figlio, che tanto ne ha sofferto. Ma la mia situazione famigliare e di coppia era senz’altro molto diversa da quella della tua amante.
Ci hai provato. Ne valeva la pena ma, alla fine dei conti, mi sembra evidente che questa donna è stata attirata fuori dalla gabbia ma si è poi troppo spaventata dalle conseguenze che avrebbe dovuto fronteggiare a carte scoperte. Con i suoi limiti, ti ha amato. Forse continuerà a farlo ma… non abbastanza per mettere in gioco il suo equilibrio d’insieme.
Giovanni,
volendo superare un tradimento, basta che il fedigrafo confessi, si penta, racconti alla moglie le sue frustrazioni sessuali, sia compreso e accolto con ammirevole disponibilità, metta ordine a modo suo nel rapporto di coppia, e poi tutto può procedere, a tarallucci e vino, nella più perfetta e sfavillante delle unioni.
Peccato che da una decina d’anni questa musica trionfale echeggi qui di continuo, avvilendo e umiliando quasi ogni utente che si affacci in cerca di confronto o di conforto in ambito amoroso.
Tutti brutti, sporchi e cattivi. Nonché ciechi, autoreferenziali, carenti di esperienze e di conoscenze e, magari, pure provinciali.
Questo è per me l’aspetto più triste di questo caso umano. Laura ha ammesso di aver trovato qui supporto e di essere tornata per ricambiare. Prima della favolosa storia dell’aviatore, che dopo un breve lutto per la perdita d’un Amore, viene travolto dalla passione per la ballerina, nessuna storia era mai durata così a lungo, a danno di persone sofferenti, a conferma di sé e del proprio concetto del “per sempre”.
Laura, se non comprendi “la proiezione onirica” con relativo “ologramma”, di cui ti ho dato qualche empirica indicazione parlandoti con fatica delle parafilie come ambito in cui cercare, è inutile continuare.
Come ho detto in precedenza non parliamo la stessa lingua. Lo dimostri quando dichiari che “…io sarei sarei fuggita immediatamente”. Certo perchè ti sei fatta un’idea senza sufficienti elementi, attingendo alla genericità, come fa la tua parigrado, caso disumano, Rossana (e i decenni di contatti. Trovati?). Ma mentre quest’ultima è relativamente scusabile perchè ha una formazione inferiore alla tua, tu che hai letto la Biblioteca di Alessandria, e sei promotrice di aperture mentali, ti chiudi in visioni stereotipate, dove il rapporto sessuale (era il primo ammore, lo ricordi?) diventa un amplificatore della tua visione miope e partigiana.
Per te il divorzio non sarà un fallimento, ma a proposito di giudizi, prova a spiegarlo ai famosi ragazzini ai quali hai parlato della mia storia, e vediamo cosa ne pensano.》
》Ti piace pensare che io mi sia sentito un ripiego? Certo, l’ho temuo fintanto non ho capito quell’aspetto di lei, che tu, da studiosa dell’ammore, con la tua sopracitata simile, non capirete mai, pure essendo donne ed “esperte” di cose di sentimenti. Forse perchè in fondo non vi conviene, preferendo vedere una separazione come un successo.
Ti ho fornito alcune indicazioni biblio e filmografiche che tu definisci “tout court” “non accreditate”, malgrado la tua apertura mentale.
Potrei parlarti anche di Alain de Botton, che tu non avrai mai sentito nominare, presa come sei da Freud e altri ultra centenari della Psicanalisi. La storia di cui parlo è il successo di un amore e non il contrario, e se me la raccontassero da auditor, con gli esiti che sappiamo, perchè mai non dovrei desiderarla con un risultato come quello che ho? Tu no, preferisci un bel divorzio? Divergere non è come convergere, e in amore la “convergenza” è più importante che in ambito automobilistico, sai?
Rossana cara, nulla può essere di maggior contributo a chi legge, di comprendere che non esiste un canone fisso dell’amore e che se non ti avvicini ad esso, allora non è o non è stato amore il tuo.
Per questo si sta protraendo la conversazione con Golem.
Gli assolutismi, coi sentimenti umani hanno poco a che fare e bisogna imparare a comprendere che esistono innumerevoli realtà e variabili, tutte rispettabilissime.
L’Analisi della storia raccontata da Golem, l’ha voluta lui.
Ha proposto un modello spacciandolo per quello perfetto e, per comprendere se effettivamente era vicino a tale perfezione, andava analizzato dai vari punti di vista, obiettivi e personali e ne è emersa una visione molto lontana dalla perfezione .Ed è questo il messaggio importante: non esiste la perfezione in amore, esiste l’esperienza che ognuno vive in base a chi è.
Non può essere scontata una persona che ha avuto dei rapporti con un’altra.
Lo ha sottolineato anche Laura, non si tratta piu di un sogno, bensì di un ricordo. E non potrebbe essere altrimenti.
Hai riportato dei link per andarci a documentari. Si tratta di situazioni assimilabili all’infanzia. Non credo che il tipo abbia avuto una storia con tua moglie quando lei era bambina. Sei troppo convinto che il tipo rappresenti la proiezione di una cultura/educazione che secondo te l’ha fatta da padrone e abbia relegato la storia quasi come non fosse mai esistita. Come ti ho già scritto, sono sicuro che se l’ex di tua moglie non avesse fatto breccia nel suo cuore non ci sarebbe stato nessun “sogno” a ricordarlo. Si dà il caso che invece 20 anni di “crisi” e tre di colloqui siano più che sufficienti, e ci mancherebbe altro, a far si che l’ex sia da considerarsi un tantinello importante nella vita di tua moglie. Poi la crisi ė stata superata e non si ė sfociati nel divorzio, ma…
… perché no ? E staremmo qui a raccontarci tutta un’altra storia.
Come ha scritto Rossana, anche un tradimento potrebbe essere superato. Perché non potrebbe il ricordo costante di un amore passato ?
Alla fine di tutto poi chi glielo farebbe fare ad una donna di mezza età di mollare tutto per il ricordo di qualcosa che materialmente non esiste più? In fondo se ti ha sposato vuol dire che prova per te qualcosa di forte. Quindi perché non lasciare andare un ricordo che nulla ti potrà dare se non un….ricordo per un qualcosa di reale e tuttora esistente ? Le emozioni passate hanno avuto un peso, ma anche la vita attuale ha il suo peso. In positivo ovviamente. Per cui meglio chiarire e mettersi alle spalle un passato che non può ritornare. Ma che ė esistito. Che lo si voglia accettare o no
Ok ragazzi. Voi godetevi le vostre certezze, io ho le mie, consistenti e concrete, e questo risultato, lo ripeto, è l’unico che conta veramente, non le vostre illazioni nè la mia lettura. Ma che mi si voglia spacciare un divorzio come “un passaggio utile per migliorare le proprie conoscenze”, e una “riconvergenza” di successo, come sinonimo di univocità di visuale sul tema amore, a me fa sorridere. E arrivo a dire che ammesso e non concesso le vostre miopi tesi fossero vere, il risultato finale le rende del tutto superflue. Il fatto che non vi interessi approfondire l’esistenza degli “ammori olografici”, dove oltre alla letteratura di cui ignoravate l’esistenza, ci hanno fatto pure un film, la dice lunga sulla “profondità” delle vostre idee.
Guardate, oggi c’è stata una festa in casa, eravamo noi tre, felici, allegri e spensierati. È stato bellissimo, la figlia è appena uscita e io mi sento l’uomo più fortunato del mondo. Non basta per credere che è questo che deve “fare” l’amore? Voi “divorziate” e sarete felici. Ognuno ha il suo metodo, no?
Ah: ciavo
Si Rossana, il primo rifiuto, che si ė protratto a lungo, testimonia il fatto che nonostante vivesse male il suo matrimonio, voleva evitare di trovare appigli per farlo fallire definitivamente.
Poi quando ci siamo incontrati, per lei ė scattato il classico colpo di fulmine, che l’ha fatta vacillare parecchio.
Parlava di divorzio, di vivere insieme a me, mettendomi come importanza alla pari di suo figlio.
Poi cosa sia realmente successo non lo so, perche di punto in bianco ė avvenuto il dietrofront. Quando ci siamo incontrati, pochi giorni fa, l’ho vista molto in difficoltà. E ammetto che inizialmente l’ho attaccata duramente, senza che comunque lei potesse ribattere qualcosa di valido. Mi ha solo detto che lei si ė fatta convinta che io non avrei mai lasciato la mia compagna poiché troppo legato a lei. Vero che ero legato a lei, ma cosa c’entra. Non ė facile comunque interrompere di botto un rapporto. A volte ci sono situazioni che possono determinare sofferenza estrema che,
secondo me, devono essere affrontate con la dovuta cautela.
In tutta sincerità non sono riuscito a capire se mi abbia davvero amato. Se mi ami ancora o cosa. Di certo ha rischiato parecchio con questa relazione, e tuttora mi ha parlato dei continui problemi con il marito. Mi aveva detto che il sesso era zero con lui e che con me aveva scoperto lati del suo essere donna finora oscuri. Ammetto di aver sempre fatto fatica a credere una cosa del genere. Mi ha detto comunque che mi avrebbe sbloccato i contatti. Al momento ancora non l’ha fatto. Non riesco a capire cosa realmente pensi al momento. Certo ė che secondo me ha diversi problemi in questo momento. Fisici e non
Estratto da una mappazza sull’argomento.
“…Chi si rifugia in amori impossibili si crea inconsapevolmente alibi per non vivere la bellezza e la reciprocità di una relazione d’amore, mettendo in atto un automatico meccanismo inconscio di coazione a ripetere di comportamenti disfunzionali che attivano sentimenti di inadeguatezza ed esperienze frustranti di fallimento.
Gli amori impossibili sono tentativi di mantenere una distanza in amore, di non sentirsi invasi nella propria intimità”
“Di non sentirsi invasi nella propria intimità…”.
Se manco leggendo questo estratto da un trattato di psicologia relazionale, non dico di capire.-ormai non ci spero più- ma almeno non intuiate quanto la figura del “fantasma” era di fatto secondaria rispetto a quanto “abbisognante” a quella “lei” è al suo background emotivo, fino a quando non s’è ne è “liberata”, grazie alle nostre “sedute psiscocasalinghe”, allora fatevi una cassa. Che posso dirvi di più.
Ciavo, immota fides.
Golem, con questo atteggiamento passivo aggressivo che sposta il tema dall’argomento alla persona, hai leggermente scocciato.
Il testo da te citato, “psicodinamica degli amori impossibili…” ricalca ciò di cui ti ho parlato e che trovi in dettaglio nei libri che ti ho suggerito. In un vecchio commento ho proprio indicato la fantasia come fuga dalla realtà.
Ma bisogna smetterla di alimentare le illusioni.
Un ex amante è un ex amante e le probabilità che il sogno sia dato dai sentimenti è molto alta.
Nel caso specifico, non so le problematiche psicologiche della signora ma, in linea generale, una storia così è molto più semplice di quello che andiamo a crearci per non guardare la realtà.
Non facciamo come quelle donne che trovano mille giustificazioni a comportamenti indecenti dei loro uomini. O a quelle che credono che se le trattano male e sono gelosi è perché le amano. Poi, se uno è masochista o ha una ferita d’abbandono, queste diventano storie magnifiche, ma restano sempre disfunzionali.
(Continua)
…
Magari siete stati bravi a “convergere” e ci sta, come nelle altre variabili (tradimenti, incomprensioni,etc.etc.) ma certo non è un esempio d’amore idilliaco. E di quello parliamo, del tuo concetto di amore vero nel quale vuoi infilare a forza la tua storia come se fosse la fiaba bellissima escludendo le altre possibilità. Non hai ancora compreso che ciò che è andato bene a te, ad altri fa rabbrividire.
Infatti, ho scritto che io sarei fuggita e che mi sarei sentita un ripiego, non che ti ci senti tu
Vedi, le motivazioni per i comportamenti possono essere molteplici ma alla fine,bisogna restare nella realtà dei fatti e che ti piaccia o no, questo non è qualcosa da desiderare, ma lo ripeto, in linea generale, che nulla toglie al vostro rapporto.
Per il divorzio,io non lo vedo come un fallimento, proprio perché so che siamo esseri in evoluzione ma non ho nemmeno detto che sia “la fiaba”.È una variabile ed ho precisato che l’epilogo, non annulla tutto l’amore che c’è stato.
Giangi io lo so che sono stato poco delicato ma ora rispondi alla mia domanda.lui la meritava la delicatezza?ha giudicato tutto e tutti neanche fosse gesù cristo e fa il finto tonto con tutti quelli che gli dicono una cosa che non gli va bene e tutto questo perchè?perchè non accetta una verità diversa da quella che si è costruito.
se non sei tu è un’altro ma secondo me il gran signore cieco cioè che non capisce un c.... che ha nominato sei tu,e lo sai perchè?perchè possibilmente non te ne fotte niente e non vedi l’ora di chiudere il discorso anche facendogli credere che ha ragione ma per lui sei e resterai uno che non vede le cose per come è giusto vederle.mi da fastidio?non a livello personale perchè il cieco sei tu per lui,però mi da fastidio che una persona parla come se fosse il papa.
io l’ho comprato il diploma e l’unico libro che ho comprato è pieno di polvere in un cassetto quindi cultura zero ma ho imparato altre cose dalla vita
ora inizia la settimana lavorativa e non ho tempo per internet ma sono curioso di vedere le risposte che da alla gente che parla dei suoi problemi perchè immagino che anche agli altri suggerisce di perdonare o comunque di ricucire in nome dell’amore come ha fatto lui,no?non posso pensare che lui si concede questo lusso e gli altri sono degli idioti che non sanno nemmeno scegliere con chi stare e nel dubbio non è vero amore.il prossimo weekend ci guardo
Giangi così va meglio?a grammatica faccio schifo ma almeno non ho usato la k
Hai descritto perfettamente l’Italia che va alla rovescia, Maria Grazia.
Non credo che le tue sono solo considerazioni ma dati di fatto, al giorno d’oggi sono molto pochi i matrimoni stabili e duraturi, poi non è detto che sono sempre felici anche se non si separano, vero.
l’apparenza inganna!
Olindo,
concordo che non si dovrebbe mai credere alle parole: solo i fatti ne possono dare prova.
Soltanto questa donna sa cosa ha provato e cosa ancora prova per te. Per me, l’affermazione di aver fatto un passo indietro temendo che non lasciassi mai la tua ragazza è una scusa. Anche perché ora l’hai lasciata e questo sembra non aver ancora riaperto nemmeno la possibilità di ripresa delle comunicazioni fra voi.
Un aspetto davvero importante nel lasciare sarebbe l’essere totalmente sinceri sulle ragioni della scelta. La verità aiuterebbe molto l’altro a comprendere e a farsene una ragione. Ma questo tratto del carattere appartiene alle persone forti, in grado di essere sempre se stesse, ammettendo anche i propri limiti.
Chi è sicuro di sé e dei suoi sentimenti lascia, magari anche soffrendone. Chi non lo fa spontaneamente non dovrebbe essere forzato a farlo. I sentimenti e la quotidianità possono raramente essere sovrapposti in totale armonia e piena gratificazione, a meno che uno dei due non sia talmente grande da inglobare l’altro.
Senti Laura, te l’ho già detto di smetterla di parlare “come un telegiornale” con me, perche ti seppellisco di retorica se voglio. Tu non sai un casso di mia moglie, non sai come si sono svolti i fatti tra di noi, non sai cos’è emerso e sei un trionfo di contraddizioni. Parli del fatto che ogni storia fa storia a sé, di fughe dalla realtà, presenti in questo o in quel testo, e nel contempo affermi che “la possibiltà che il sogno sia dato dai sentimenti è molto alta”.
Ma se il sentimento nasce da una fuga dalla realtà, di che qualità sono quei sentimenti? Non ti rendi conto di quello che scrivi, e di come i concetti che esprimi non seguano un filo coerente, e in questo sei seconda solo ad un’altra espertessa.
Il fatto che abbiano scopato tre volte, non significa niente, il fenomeno da cui si è liberata è quello vagamente riportato nell’estratto che ho pubblicato. E il fatto che dopo tutto si è risolto al meglio, è LA PROVA DEL 9 che il problema era quel blocco.
Del tuo divorzio e di quelli altrui, non mi frega niente. Godeteveli, io mi godo il mio “convergenzio”.
Senza offesa, ma le corna sono corna e chi le subisce e non lo sa (siamo in molti eh…) è un “cornuto”. Chi lo sa e ne è felice è un “gran cornuto”. Punto!
Golem, di sicuro tu sei un giovane uomo moderno, vai su Tik Tok, ascolti quel teddy boy di Fedez e magari voti pure i 5 stelle. Quindi riesci a passarci sopra.
Io no, ho una certa età e per me se una donna tradisce lo farà ancora. Posso anche perdonarla, aiutarla se ha bisogno, ma ha perso la mia fiducia e la storia finisce lì… per sempre!
Vito: non hai capito un c..... È inutile che trai conclusioni generiche pure tu, che mi appari ancora meno a fuoco degli altri. Continua con le ricette bolognesi, insieme ai tuoi
Un ciavo preventivo.
Golem, la qualità dei sentimenti li conosce solo chi li prova, a prescindere se siano originati da una fuga della realtà o meno
Poi se quelli di tua moglie verso il tipo non siano stati di vero amore cambia poco. Magari si tratta semplicemente di emozioni che dopo venti anni aveva ancora celate dentro di sè.
Il fatto che tutto si sia risolto al meglio non è la prova del 9. E’ semplicemente una risoluzione che può aver fatto comodo ad entrambi. A te perchè alla fine vuoi bene a tua moglie e a lei perchè sicuramente ti vuole bene, e non avrebbe avuto senso da parte sua troncare un matrimonio dove esiste una figlia e dove alla fine ci si sta anche bene. Posto che col tipo non ci sarebbe stato futuro considerando due cose importanti, la prima è che lui l’ha rifiutata e la seconda che è ormai defunto.
Alla luce di tutto ben venga la risoluzione della questione, che però non può nascondere l’esistenza di una terza persona che si vuole a tutti costi relegare alla stregua di un
fantasma o addirittura cancellato da una forma culturale e di educazione dell’epoca.
Ora che il divorzio possa essere considerato un fallimento della coppia posso anche essere d’accordo ma un matrimonio dove per venti anni uno dei due pensa segretamente ad un’altra persona non mi sa tanto di situazione idilliaca.
Ciao Rossana.
In effetti durante la nostra relazione mi ero riproposto di usare cautela nel credere alle sue parole, tanto erano forti. Lei però si è esposta molto a rischi che potevano essere per lei molto pericolosi, per cui ho vacillato un po’.
Sembrava sincera, considerando anche il fatto che non era più una bambina.
Io non so se sia una scusa la storia del lasciare la mia ragazza. Certo è che lei non riusciva a capire il fatto che nei confronti delle persone, si debba usare un certo tatto. E ciò vale anche nei confronti delle persona che si pensa sia il caso di lasciare.
Continuo a non capire il suo comportamento. Avrebbe potuto chiarire a voce. Perchè via messaggio ? E poi perchè continuare la storia con il marito quando appena ci siamo rivisti la prima cosa che mi ha detto è che con il marito le cose sono diventate insostenibili ?
Giovà, ovviamente non ci crederai, ma leggendo le tue interpretazioni sulla presa di coscienza della mia lei, specialmente tu confermi la mia tesi di come la fantasia, in mancanza d’altro, riesca a creare fantasmi che appaiono figure reali.
Le tue interpretazioni delle ragioni che avrebbero “conciliato” la mia coppia sono di una mediocrità così banale che possono essere giustificate, senza offendere la tua intelligenza, solo da un trauma sentimentale, dove tu potresti esserti identificato nel de cuius.
Il fatto di non andare oltre quelle ordinarie interpretazioni, intanto dimostra che tu di amore ne sai quanto quello del quadro di Picasso, ma anche come sensibilità non vai oltre, laddove le tue capacità di astrazione si fermano al “mi conviene/non mi conviene”, mostrando un provincialismo intellettuale che segna un limite invalicabile per te, che Dante ha scolpito con una delle sue tante icastiche frasi. Questa nel tuo caso:
“Or tu chi sé che vuoi sedere a scranna /per giudicare da lungi mille miglia / con la veduta corta d’una spanna.”
Ciavo più che mai.
Io invece sono sempre piu convinto caro Golem che tu voglia convincere gli altri per convincere te stesso. E ti da fastidio che gli altri non si convincano al punto tale che hai praticamente offeso tutti quelli che abbiano un punto di vista diverso dal tuo.
Adesso oltre a sapere tutto della psiche di tua moglie sai persino che chi sta dall’altra parte del pc ha avuto traumi sentimentali nonché difetti di sensibilità.
Direi che la frase di Dante sia più adatta a definire te che me.
Io non ho giudicato nulla. Sei tu che offendi e giudichi. Io ho semplicemente detto che la tua tesi non mi convince. Cosi come pare non convinca nessuno qui dentro. E non ė un dramma. Ma tu lo ritieni tale proprio perché vorresti che gli altri accettassero la tua tesi.
Sai cosa Golem ? Sei tu che alla fine vai a cercare a tutti i costi delle giustificazioni fuori logica quando si, banalmente, ė tutto molto semplice.
A te alla fine fa comodo pensare che sia tutto riconducibile a questioni di cultura ed…
educazione, al punto tale da voler cancellare in toto l’esistenza di una persona fisica. Ci mancherebbe altro che tua moglie abbia pensato ad un altro uomo per venti anni. Meglio pensare che sia tutto retaggio di una cultura che ha fatto si che quell’uomo sia solo una proiezione. Poco importa se ci ha fatto sesso tre volte. Che poi una o tre non conta. Conta l’intensità di ciò che si lascia. Ma va beh, troppo semplice. Meglio pensare ad altro. Solo che l’altro lo pensi solo tu. Ma a noi non importa ciò che pensi. E, almeno io, son contento che nella tua testa hai risolto e sei felice. E te lo dico con sincerità. Però non puoi convincerci che Cristo ė morto di freddo perché portava le pantofole di pelliccia.
Hasta la vista Golem altro che ciavo !
Golem, abbassa i toni che come già detto, questa forma aggressivo passiva è seccante e non riuscirai comunque a prendere il sopravvento in questa tranquilla conversazione, cercando di screditare gli altri interlocutori.
Poi:
1.Io parlo così. È italiano e comprensibilissimo.
Quindi, fattene una ragione.
2.Asserire che ci sono varie possibilità non è una contraddizione perché come detto, tra le varie possibilità citate, la più quotata, trattandosi di un ex è proprio quella dei sentimenti celati e perpetrati nel tempo.
Ma come ti ho precisato, stiamo dialogando del “caso” non della storia in particolare, proprio perché non conosciamo la signora.
Il fatto che 2 abbiano avuto rapporti fisici, conta e come. Un sogno può essere Momoa, non uno con cui ci si è accoppiati.
Cmq, torno a ripetere che non c’è una scelta giusta o sbagliata, basta star bene con l’altro/a e soprattutto, con sé stessi.
Se siete felici è sicuramente una cosa bellissima ma non è l’idillio che altri desiderano.