Le pene d’amore sono un male reversibile!
di
marziav
Riferimento alla lettera:
Voglio condividere questa conquista con tutti quelli che hanno sofferto come me. Per la prima volta in sei mesi, passo una serata in casa completamente sola senza sentirmi soffocare. Nessun attacco di panico, nessun ricordo ossessivo, nessuna fobia degli incubi notturni che mi hanno tormentata sempre. Respiro. Fra tutte le...
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia
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Vabbè, Laura, forse sono io che non mi sono spiegato. L’ho fatto poco fa con Giovanni, e forse puoi attingere a quel post se vuoi integrare la conoscenza del caso.
Ma ripeto, mi sorprende che la tua dichiarata vasta conoscenza dell’amore ti riduca a quella ristretta visione della situazione che ho cercato di spiegare.
Come ho detto a Giovanni, se fosse emerso qualcosa di serio al riguardo, e non una fuga onirica, non si sarebbe “aggiustato” un bel niente, e sarebbe finito in un divorzio. Che, checché se ne dica, se non è un fallimento è quantomeno la dimostrazione di un errore di valutazione.
Per me amarsi e voler stare insieme è un binomio inscindibile.
Ti ricordi il film “Harry ti presento Sally”? Quando lui, capendo di amare la bionda amica, si precipita alla festa di Capodanno, e alla domanda di lei del perchè fosse lì, lui risponde:
“Sono venuto qui stasera, perché quando ti rendi conto che vuoi passare il resto della tua vita con una persona, vuoi che il resto della tua vita inizi il prima possibile”
Ma come non vi siddiò?sembra di leggere un estratto da un film di woody allen.
Vedi Golem, io la penso come Laura. Se amo davvero la mia compagna non penso ad un’altra donna.
Io non credo proprio che sia un modo per fermare il tempo. Semplicemente questa persona fece breccia nel cuore di tua moglie. Poi le cose non sono andate e lei ha trovato un’altra persona, in questo caso te.
Ora non significa che lei non ti ami, ci mancherebbe altro. Però il tipo ha contato qualcosa nella sua vita. Su questo non penso ci siano troppi dubbi.
Golem, è un film bellissimo.
Naturalmente, stiamo disquisendo sul sentimento dell’amore e, se vogliamo restare nella definizione fissa del sentimento, per essere “amore vero”, non dovrebbe esserci nessuna “attività onirica”, di nessun tipo, verso qualcuno estraneo alla coppia.
Quindi, direi che anche il caso da te esposto, esce dai canoni diffusi dell’amore vero, tra cui fedeltà fisica, emotiva, mentale,(e l’attività onirica genera emozioni) finché morte non separi i coniugi e rientra pienamente nelle variabili.
Per il divorzio posso dirti per esperienza che non è un fallimento o frutto di un’errata valutazione, ma una delle tante evoluzioni a cui si può arrivare attraverso l’esperienza amorosa.
Tatanka, avere amor proprio e amare, non si escludono a vicenda. In più, ricordati che gli squali arrivano anche in superficie.
Ed è andando in profondità che si possono scoprire meraviglie nemmeno immaginate.
Cari Giò, e Laura, forse, e lo ripeto, non mi sono spiegato bene. Se ho citato quella “condizione” che definisco onirica, con il passaggio a quella reale, è perché ho voluto sottolineare una delle innumerevoli situazioni nella quali si può trovare una coppia, che, se ci si ama, possono essere affrontate e risolte. Oppure no, e in questo caso sì arriva alla separazione o al divorzio, che possono essere gestite col più indifferente disinteresse o con una serena “amicizia” di civile livello.
Laura parla di evoluzione della persona, giusto, e quel passaggio tra il sogno e la realtà quella è stata, un’evoluzione, una maturazione alla condizione di adulto e a una visione realistica del rapporto d’amore.
Caro Giò, è la terza volta che dico che è evidente che quella storia ha rappresentato qualcosa di importante per quella ragazza e poi donna, e ho cercato di spiegare il perché, richiamandone l’educazione e i principi morali con la quale è cresciuta, ma vedo che non vengono afferrati nel ruolo che hanno svolto nella vicenda》
》nè viene considerata la presa di coscienza di quella condizione “onirica”, e degli esiti in termini di salto di qualità del rapporto.
Io immagino la presenza di chissà quante condizioni analoghe a quelle di cui parlo nelle relazioni sentimentali, sentite da chi le vive come una specie di ingenuo “rifugio” da quelli che sono i problemi della vita, e se ci analizzassimo tutti con onestà non credo che vi sia nessuno che ne sia esente in misura piu o meno importante. Il vero problema è quanto queste possano influire in quella evoluzione che un rapporto di vita in comune comporta.
Io so solo una cosa, ed è che se la “redde rationem” di una qualunque crisi di coppia si risolve in un divorzio significa qualcosa di diverso che se da quella crisi si ha un salto di qualità di quel rapporto.
In entrambi i casi si saranno chiariti dei lati oscuri o poco chiari del rapporto, ma messi in luce questi, quel “divergere” o continuare insieme, e meglio, lungo il percorso “vita”, ha un peso diverso all’interno di quella parolina di 5 lettere di cui parliamo.
Laura,
grazie per avermi espresso il tuo punto di vista sulle differenze di genere. La tua visione è molto più ampia della mia, poiché include culture orientali che conosco poco.
Restando all’Occidente/Italia, concordo che le possibili differenze derivano molto più dalla cultura e dal modo in cui vengono cresciuti i figli che non dalla genetica sessuale.
Mi è però sembrato di notare, in linea generale, una maggior razionalità e una maggior stabilità affettiva nei maschi rispetto alle scelte più complesse e più emotive delle femmine. Argomento in continua evoluzione sociale, che devo approfondire.
Quanto al confronto sulla veridicità dell’amore, la tua visione, che è anche la mia, include i rarissimi casi in cui una coppia resta felicemente unita fino alla morte di uno dei due mentre visioni più assolute escludono la maggior parte dei sentimenti amorosi che animano l’esistenza di gran parte degli esseri umani, di tutte le età, in tutte le culture e in tutte le epoche. Niente di vero se manca la perfezione di un improbabile “per sempre”!
Laura, io penso che non sia umanamente possibile non pensare MAI a nessun altro nel corso di un’ attuale relazione, soprattutto se con questo altro abbiamo condiviso un pezzo di vita o abbiamo provato sentimenti molto forti. Questo secondo me non vuol dire che non amiamo la persona con cui stiamo adesso, a meno che naturalmente il rapporto che abbiamo ora non si basi sul ripiego, sulla convenienza o sul calcolo. Ma se così non fosse, l’ amore vero è quello che si concretizza in una relazione ufficiale che prosegue nel tempo. Se ci si ama perché ci si dovrebbe lasciare? Ecco, forse molti non accettano la risposta a questa domanda.
Semplice ma efficace MG: chi si ama non si lascia. Poi sai, come ho detto più volte è umanamente comprensibile che ognuno cerchi di vederci ANCHE del “buono” nel fallimento di una storia sentimentale. ANCHE raccontandosi qualche pietosa bugia per riuscirci.
Maria Grazia, il “per sempre” è un bias cognitivo dovuto alla cultura e alle troppe fiabe. La nostra stessa vita non durerà per sempre. Noi cambiamo e ci evolviamo negli anni e, se la stessa evoluzione non avviene nel partner, le storie possono finire, ma ciò non invalida il sentimento che c’è stato.
Il fatto è che di amori veri ce ne sono pochi ma solo perché la maggior parte delle unioni non sono date dal sentimento spontaneo, ma indotto dallo stile d’attaccamento e dalle nostre ferite.
Ecco perché ci sono tantissime coppie infelici e relazioni disfunzionali.
Sul pensare ad altri,non concordo.Ti posso parlare della mia esperienza e nei 17 anni col mio ex marito, non ho mai pensato a nessun altro, come nemmeno nei 10 con l’altro amore. In genere, il pensare a qualcun altro è il primo scricchiolio del rapporto.
Ma ribadisco, per poter parlare veramente di Amore, bisogna prima conoscersi perfettamente, altrimenti, i legami, saranno tutt’altro natura.
Dafne cara, mi spiace che tu abbia avuto questa notizia ma forse, vista la situazione, ti aiuterà a lasciar andare definitivamente questa persona.
Dici che non si voleva impegnare con te e questo é già un enorme elemento da valutare.
Dobbiamo smetterla, noi donne, di giustificare ogni comportamento o di cercare ragioni recondite che spieghino i comportamenti freddi di alcuni uomini. La verità, parafrasando il film è che quando fanno così, non gli piacciamo abbastanza da volerci davvero portare nelle loro vite. E questo vale anche quando a parole, ci dichiarano amore eterno o fanno promesse sul futuro. Non bisogna ascoltare le parole ma osservare i fatti, perché sono solo quelli a contare.
E ricorda che le persone cambiano solo se vogliono farlo davvero e per un moto interno, mai per qualcun altro.
So che può far male, ma questo, potrebbe far crollare il tuo castello di rimpianti e permetterti di ricominciare a vivere.
Ciao Rossana,
diciamo che questa donna mi sembrava piuttosto matura, anche se molto fragile a livello emotivo/nervoso. Ma questa è una costante che ho riscontrato nella maggioranza delle donne che ho incontrato, e non solo a livello di rapporti interpersonali. Sono un po’ troppo figlie dell’epoca che stiamo vivendo.
Comunque la tipa l’ho incontrata casualmente pochi giorni fa. Inaspettatamente facevamo la stessa strada. L’ho fermata e le ho chiesto un po’ di spiegazioni. Anche adesso non si sa bene cosa voglia dire. Farfuglia che io non avrei mai lasciato la mia compagna e che si è sentita oppressa dal marito che la seguiva ovunque. Mi ha ribadito di amarmi e di trovarsi di fronte a scelte obbligate. In tutta onestà non si capisce bene cosa voglia dire e, soprattutto cosa voglia dalla vita, visto che non mi pare così felice nella situazione che sta vivendo. Mi ha detto che si è sentita ferita dalla frase che le ho scritto, ma che mi sbloccherà i contatti, anche se
finora non lo ha ancora fatto.
La amo ancora ma, onestamente dopo tutti questi sviluppi non saprei bene cosa farmene di una donna così. Sembra la fotocopia di una lunga serie di donne estremamente emotive e fragili e che non sanno bene cosa vogliono nè dalla vita nè da loro stesse.
Golem, ognuno ha il suo punto di vista, tu ritieni che il sogno di tua moglie si ponga sulle basi culturali ed educative nelle quali è vissuta….va bene. Io faccio fatica a pensarlo.
Sono più propenso a pensare che, a prescindere da cultura ed educazione. quel tipo abbia rappresentato qualcosa di emotivamente importante nel cuore di tua moglie per ciò che era lui e non per ciò che rappresentava.
L’importante è che in un modo o nell’altro abbiate raggiunto un equilibrio che, in un rapporto di coppia, è sempre difficile da ottenere.
Giovà, sarà quello che vuoi, tanto non cambia niente, perchè il risultato è che viviamo una vita felice, stiamo bene insieme, ci divertiamo, oltre a tutto il resto siamo i migliori amici l’uno dell’altra, non litighiamo mai (è difficile con lei. Con me meno) e l’amore reciproco è percepibile ogni giorno. Sai a questo punto quanto mi interessa se il defunto può essere stato importante? Se non si capisce che le “importanze” possono essere frutto anche di illusioni, e che queste, una volte accertate e comprese, prendono tutt’altro peso nel vissuto dell’illusa, ripeto, non cambia nulla.
Quello che invece trovo interessante, in queste discussioni, è che scopro esperti ed espertesse che conoscono mia moglie meglio di me, e in certi casi persino meglio di lei. E impossibile ovviamente, ma questa è una chiara indicazione di come le visioni vengono spesso indirizzate da pre-visioni personali e non oggettive. Forse utili a “spiegarsi comodamente” una storia che riguarda esperienze personali, più che a voler capire quello di cui si discute. Chi lo sa.
Giovanni,
“Sono più propenso a pensare che, a prescindere da cultura ed educazione. quel tipo abbia rappresentato qualcosa di emotivamente importante nel cuore di tua moglie per ciò che era lui e non per ciò che rappresentava.” – questa è stata da sempre la mia opinione, che mi è costata esautorazione e boicottaggio pressoché continui, da quasi dieci anni.
E tu non hai letto tutti i dettagli che ora sono accantonati, altrimenti saresti ancor più convinto del tuo punto di vista, così come lo erano quasi tutti gli utenti che hanno seguito qui la storia fin dall’iniziale esposizione del “problema di coppia”, che si è protratto per 20 anni e che ha richiesto 3 anni per essere risolto.
Per me è stata soprattutto coerenza non voler cambiare opinione per evitare di essere presa di mira in continuazione.
“Dimmi di cosa ti vanti e ti dirò di cosa sei privo.” (C. Ruiz Zafón)
Essendo direttamente coinvolti, la certezza non si potrà acquisire ripetendo all’infinito la propria visione di parte di rapporti/fatti che riguardano sensazioni e sentimenti del/la partner.
Laura, io penso invece che la “fiaba” stia nel credere che se siamo stati con qualcuno con cui poi è finita, in quel rapporto deve “per forza” esserci stato amore. Deluderò qualcuno, ma purtroppo non è così. Che poi si siano provati sentimenti ed emozioni ed è stato comunque un momento di crescita, non lo metto in dubbio. Quello su cui devo dissentire è l’ estrema facilità con cui oggi si mette la parola amore in molti rapporti che viviamo sul nostro cammino e che sono solo fasi, momenti. Il fatto è che ci hanno abituato a pensare che l’ amore vero è un qualcosa che nasce come “per magia” e si mantiene vivo nel tempo in virtù della passione. Niente di più falso. I legami profondi vanno costruiti e alimentati ( come qualsiasi altra cosa ) e le difficoltà del quotidiano sono il banco di prova per sondare la tenuta di una relazione nel lungo termine. Spiace doverlo dire, ma se la coppia non regge a questo “test” vuol dire che le sue fondamenta non erano poi così solide.
E te lo dice una che non crede nel matrimonio.
Golem, del buono ci sarà anche stato ma non come viene comunemente inteso. Come ben sai la chiusura di un rapporto deve servirci di lezione, non a vivere di illusioni.
Già il titolo della lettera fa paura quindi chi dice di evitare ha pienamente ragione!!
Golem, ti ricordo che sei stato tu a riportare pubblicamente su questo sito la situazione tra te e tua moglie. Per cui è ovvio che ti troverai a fronteggiare opinioni diverse dalla tua. Nessuno, tantomeno io, si sogna di conoscere tua moglie meglio di te, ci mancherebbe altro. Ma se racconti che tua moglie “sogna” ancora un amore passato, giocoforza, significa che questa storia ha avuto la sua importanza nella vita di questa donna.
Qui nessuno ė esperto. Tantomeno io. Siamo comunque in tre a non essere convinti di ciò che sostieni. Probabilmente avrai ragione tu. Ma poi scusa, che ti frega ? Tu sei felice, la tua signora anche…quindi ?
A me non sorprende che la maggioranza non comprenda certe dinamiche sentimentali, riprendendo il commento di Rossana, che si appoggia alla “vox populi” per sentirsi certa di saperne più di me e mia moglie rispetto al nostro rapporto.
Tralasciando il fatto che chi ha avuto un paio di storie, dell’amore può saperne quanto me di taglio e cucito dopo essermi attaccato qualche bottone alla camicia, resta il fatto che se il risultato del rapporto è quello di oggi, vuol dire che la lettura della questione è stata giusta, e ancora di più lo è stata la soluzione. Sfido chiunque a dimostrare il contrario.
Poi, ripeto, nelle vicende altrui ognuno ci rivede le proprie, specie se sono state fallimentari, e cerca di farsi tornare i conti in qualche modo, immaginandosi le vite degli altri come preferisce, quando spesso non conosce bene veramente neanche la propria.
Non a caso una che la vita la conosce bene, ha spiegato con semplicità che fiaba e amore non è un connubio automatico.
Vabbè, farsi una ragione a dispetto dei fatti e un modo come un altro per sopravvivere. Va compreso.》
Rossana mi pare assurdo che un’opinione diversa possa essere causa di un boicottaggio decennale, immagino su queste righe.
Poi se ė vero che questo problema di coppia si sia protratto per oltre 20 anni, altro che importante la storia con il tipo !!!
A maggior ragione resto convinto della mia opinione ma a prescindere da ciò sono contento che Golem abbia risolto il problema.
》Aggiungo, per segnalare l’intento di certe esposizioni “partigiane”, che la crisi NON si è protratta per 20 anni, perché il rapporto andava bene, ma emergevano nel tempo difficoltà di certe “espressività” in ambito intimo, che erano retaggio di quella educazione di cui ho accennato, che riguardava la visione dei rapporti di cui credo di aver parlato a sufficienza, ma che evidentemente chi legge non ha sufficienti mezzi per comprendere, pur credendo di farlo.
Ed è questo il punto: la carenza di esperienza sul campo, che non si acquisisce leggendo un libro, come non si impara a volare leggendo il libretto di istruzioni di un aereo.
Quindi, le mie reazioni verso chi giurava di saperne più di me sulla vicenda che mi riguardava, erano direttamente proporzionali ad una reazione letteralmente “ignorante”, cioè di carenza di conoscenza diretta di certi “fenomeni”.
Questo comportamento è spiegato proprio dai bias citati da Laura, in particolare dal bias di conferma. Dove si va a cercare nelle pieghe di un argomento SOLO le parti che confermino le proprie pre-visioni.
Maria Grazia, se leggi i miei interventi, noterai che appunto parlo di pochissimi veri amori e di unioni dovute a ferite e stili di attaccamento.
Concordo sul fatto che l’amore si costruisce scegliendosi ogni giorno e concordo perché l’ho vissuto col mio ex, nei 17 anni insieme in cui abbiamo affrontato gioie ma anche grandi difficoltà(la morte di mia sorella, il suo gravissimo incidente, la chiusura dell’attività e tante cadute e risalite tipiche di una vita) e negli anni successivi quando, con amore, abbiamo affrontato il suo cancro pur non stando insieme. In tutto abbiamo condiviso 23 anni di vita e, se non fosse morto, le nostre vite sarebbero ancora legate, pur non essendo più sposati. Per questo riconosco l’amore in questa storia e non nelle mie altre relazioni.
Ma tra le unioni che durano tutta la vita, Maria grazia cara, sono rarissime quelle d’amore. Le coppie stanno insieme per convenienza, per paura, per solitudine, per bassa autostima, per i figli, per non ammettere di aver sprecato la vita, etc.etc.
E non è una mia teoria, ci sono tanti studi a riguardo e nella mia esperienza lavorativa, incontro spessissimo situazioni del genere.
Golem, io non conosco tua moglie, ma i meccanismi della psiche umana, sì.
Infatti Carla, dalle mie parti si dice “se lo conosci lo eviti, se non lo conosci ti uccide”, adesso che lo sai di che ti preoccupi?
Basta non andare a cercarsele, tanto semplice.
Certo Laura, gli squali possono arrivare anche in superficie, ma non possono mica entrare in una nave da crociera. 🙂
Maria Grazia, hai superato te stessa. 🏅
Ma chi ci crede più al matrimonio ormai in questi tempi di merda che stiamo vivendo?
Basta guardare la pubblicità della pesca di Esselunga per chierersi se ne vale davvero la pena.
Caro Giovanni, mi sono preoccupato in ogni modo di articolare nella maniera più dettagliata possibile il significato di quei “sogni”, ma vedo che l’interpretazione è letta sempre nello stesso e, lasciamelo dire, banale modo. Ma forse sono io che non so spiegarmi a sufficienza.
Eppure ho parlato anche degli esiti di quel chiarimento riguardo i “sogni”, e una persona che non avesse pregiudizi capirebbe almeno il peso concreto che questi potevano avere relativamente ai sentimenti profondi che la legavano a me. Macchè.
Vedi, a me vengono in mente esempi di altra natura per spiegare certe reazioni, peraltro talmente automatiche che le posso considerare in buona fede, ma non per questo meno approssimative.
Hai presente quelli che vedendo un quadro di Picasso se ne escono con un “ma questo ero capace di farlo anch’io”? Ecco, per chi non capisce quale significato ha avuto per l’arte quel cambio stilistico, l’unico giudizio non può che essere quello. E non li sfiora neppure l’ombra del dubbio che ci siano possibilità che la “storia” sia diversa.
Credo serva un ciavo
Laura, con tutto il rispetto per le tue cognizioni, manco Freud, che i “sogni” li interpretava, ha mai fatto una dichiarazione come la tua sulla psiche umana.
Quello di trarre “utili” conclusioni su vicende viste dall’esterno, è una soluzione che usa proprio i bias di cui hai parlato.
Io temo che tu, come molti altri, altre e soprattutto “altresse”, nascondiate dietro le statistiche sul funzionamento delle relazioni i vostri insuccessi, in modo che le ragioni di questi vengano, come dire, diluiti dalla probabilistica.
In ogni caso sono lieto di dire a te e agli scettici, che il mio è uno di quei rari rapporti d’amore di lunga data, e ogni giorno migliora. Ogni giorno non vedo l’ora che lei torni dal lavoro, ogni giorno siamo felici di rivederci, ogni giorno ci divertiamo insieme, e ogni giorno facciamo progetti, e nostra figlia lo vede. Siamo felici, insomma.
Se questo risultato è dovuto al “sogno” e al ruolo del defunto nel “sonno” di lei, sia benedetto colui che fu e non è più, e che Cupido lo accolga tra i suoi consulenti migliori.
Un ciavo anche a te.
Olindo,
anche a me la donna di cui affermi di essere ancora innamorato ha dato l’impressione (per quanto hai raccontato) di essere una persona emotivamente fragile e impulsiva. Soprattutto non pronta o non particolarmente motivata a lasciare la zona di comfort a cui sembrava rassegnata. Tanto che ha respinto il tuo primo invito a prendere un caffè.
Di questi due aspetti non sarebbe corretto non tenere conto.
Non ricordo quanto è durata la vostra relazione e non ho voglia di andare a cercare questo dettaglio fra i post. Ti va di dirmelo?
Fermo restando che ti sei assunto il ruolo dello sfasciafamiglie. Immagino che per te valesse la pena tentare ma già sei partito in salita. Di conseguenza non mi sembra così sorprendente la ritirata frettolosa e scorretta della topolina che ha voluto evitare di farsi catturare. Temo non provasse per te un amore più grande di quello che la lega al figlio.
Ultima curiosità: cosa intendi per figlie della nostra epoca?
Golem, è interessante osservare come proietti il tuo modus operandi su di noi.
Dall’inizio dei messaggi, senza conoscere le esperienze altrui hai asserito che l’unico vero amore è quello che resiste alla variabile tempo.
Come se ti fosse possibile sapere ciò che dall’origine della nostra specie, l’uomo cerca di comprendere.
Per questo parlo di variabili.
Perché l’amore non è un binario fisso per tutti ma un’esperienza che porta all’evoluzione in primis come persona e poi, come coppia. E, per questo, non è detto che sia la variabile tempo, quella determinante. Proprio perché la maggior parte delle persone, non sta insieme per il sentimento ma per altre, già elencate circostanze.
Naturalmente, non è riferito alla tua situazione che se avete saputo gestirla va benissimo, ma converrai con noi che se vuoi per forza rimanere nel binario rigido da te sostenuto inizialmente, nemmeno il tuo caso rientra nella perfezione/veridicità dell’amore. (Continua)
Giovanni,
anche a me fa piacere che Golem abbia risolto il suo spinoso problema di coppia.
Resto però della mia idea sul passato amoroso della moglie, ed è questo che ha fatto sì che in ogni caso qui esposto e quasi in ogni post continui a esautorare o a ridicolizzare le mie idee, la mia esperienza e i miei approfondimenti in ambito amoroso (come puoi constatare anche dagli ultimi commenti per quanto velatamente a me rivolto).
Se non ho valutato correttamente, come lui, il suo caso, ovvio che non ho capacità di analisi e di comprensione in nessun altro. Pur restando sempre opinioni soggettive.
Ci ho fatto il callo e la sua malevolenza a malapena mi sfiora. Anzi, a volte gli sono persino grata, per avermi indotta a sostenere ad oltranza un punto di vista in cui credo e che in tutta evidenza continua a essergli indigesto.
… il mio punto di vista sin dall’inizio abbraccia proprio questa teoria delle infinite variabili che non è subentrata in età avanzata, bensì dai tempi del liceo. Dalle prime letture di filosofia/psicologia.
E mi spiace ma devo dissentire con te sul discorso dei libri e dello studio in generale e, dato che possiamo riconoscere esclusivamente ciò che conosciamo già, conoscere diventa vitale.
In più la conoscenza apre la mente e permette all’idea di un binario unidirezionale di divenire un orizzonte d’infinite possibilità.
Per la tua storia, sei stato bravo.Io, non avrei accettato una cosa del genere. E, infatti, ho divorziato per molto meno. Ma questo, dipende dal nostro diverso modo di funzionare e non c’è una modalità più giusta dell’altra. Basta esser felici.
Tatanka, la vita in crociera è bellissima ma “finta” e restando in superficie non si arriveranno mai a conoscere le meraviglie della profondità degli altri, ma soprattutto di noi stessi.
dafne
intanto mi dispiace per la notizia che hai appreso.
io ti consigliai di fare qualcosa,di non stare con le mani in mano e rivendico ciò che ti ho detto perchè al netto della brutta notizia questo deve diventare il primo passo verso quella serenità tanto anelata.
prenditi tutto il tempo necessario per riflettere ma sii sincera con te stessa altrimenti tutto questo non sarà servito a nulla.se non si è voluto impegnare con te il motivo principale è la resistenza che hai sempre opposto e che solo qualche giono fa hai ammesso.chiunque,uomo o donna che sia,se messo alle strette va sulla difensiva e quando attacca lo fa senza chiedere il permesso.inoltre hai anche imparato che il ferro si batte da caldo e che 3 anni non è un tempo ragionevole per ammettere che in fondo qualche errore è stato fatto.
quando ti sentirai meglio facci sapere…
ti auguro il meglio.buona fortuna
Golem, ti sei spiegato benissimo, però ti ripeto fino alla noia, che io, come pare anche altri su questo sito, faccio fatica a credere che il “sogno” di tua moglie sia condizionato da elementi culturali e di educazione.
Tant’è che penso che se invece del tizio in questione, si fosse trattato di un altro che non avesse fatto breccia nel suo cuore, gli elementi culturali e di educazione potevano benissimo farsi andare a benedire e magari il “sogno” non sarebbe mai esistito.
Quindi lascia stare il paragone con il quadro di Picasso che non c’entra nulla soprattutto perchè nessuno, in questo caso io, non è che non venga sfiorato dalla possibilità che esista un’altra spiegazione. Semplicemente credo che, in questo caso, ne esista un’altra.
Poi scusa Golem, ma non devi convincere nessuno. L’importante è che tu abbia raggiunto lo scopo e che con tua moglie viviate felici e contenti. E’ questo ciò che conta.
Golem caro, qui, l’unico che cerca di autoconvincersi che il suo sia l’unico tipo d’amore possibile e che svetti sopra gli altri, sei tu.E già questo tuo bisogno,la dice molto lunga.
Da Freud, sono stati fatti enormi studi e adesso c’è chiarezza sulle dinamiche mentali. Come già detto, sono il nostro stile d’attaccamento e le nostre ferite a determinare prevalentemente i nostri rapporti. E gli schemi sono quelli, che ti piaccia o no.
Ma dimmi, onestamente, se raccontassi una storia come quella da te descritta a dei ragazzini, pensi che ne sognerebbero o vorrebbero una uguale?
Io ne dubito fortemente,perché tutti vogliono i pensieri dell’amato, esclusivamente per sé.
Poi, che da questa esperienza nella vostra coppia ci sia stato un rafforzamento, ci sta. Ma non “venderci” questa storia come la favola, perché non lo è.
Per le storie, credo in generale che il loro valore sia personale e che abbia molto a che fare con quanto ci aiutino ad evolverci.
E qui entra la consapevolezza.
@Rossana.
La storia è durata circa tre anni. Il rifiuto a prendere un caffè è avvenuto quando ci conoscevamo solo telefonicamente. Che sia fragile ed emotiva mi sembra un dato di fatto, l’impulsività non so.
Si certo, mi sembrava ne valesse la pena, anche in forza di una estrema attrazione che inizialmente ha fatto da padrona.
Non credo di conoscere una donna per la quale l’amore per un compagno valga più di quello per un figlio.
Però, nel corso della relazione, ha manifestato più volte l’idea di essere una donna estremamente innamorata. Si è esposta molto anche rischiando parecchio.
Figlie della nostra epoca, cioè figlie di un’epoca dove tutto va di corsa, dove non esistono certezze e dove è la norma il mordi e fuggi, dove si vogliono fare troppe cose insieme e non ne riesce bene nemmeno una. E dove non si pensa agli altri.
Io alla fine ho pensato alla mia ex compagna e a lei cercando di non ferire nessuno. Lei ha ferito tutti, marito, me e, probabilmente, anche il figlio.
No Laura, non sono stato bravo, ma razionale, perché io, al contrario di voi, conoscevo mia moglie avevo mille motivi per non dubitare dei suoi sentimenti, ma sino a un certo momento non ho voluto approfondire certo aspetti caratteriali e il peso illusorio che contenevano per le ragioni che mi sono stancato di ripetere.
Tu parli di aperture mentali, di infinite possibilità, ma quella situazione la vedi solo in una maniera, tu come altri e altresse.
Come ripeto, e sottolineo, non vi bastano gli esiti per capire che sbagliate e sbagliavate. Se solo avessi sospettato e accertato che il futuro de cuius era il fiore mai colto della bionda e procace albionica, l’avrei accompagnata ai suoi piedi e ivi l’avrei lasciata. Perché se ami una persona devi accettare che possa essere felice anche con un altro. Tutte balle. Avrei accettato di essermi sbagliato e avrei cambiato strada. E invece felici lo siamo insieme.
Guarda oggi ho fatto un sugo con la ‘nduija che si è scofanata con gioia assieme a me. Piccole cose, ma sono quelle che fanno le “storie”》
》Poi Laura, non so come tu trovi curioso che io applichi dei criteri “collaudati” con successo alla vostra vicende, quando fate altrettanto verso quelli che racconto io, senza che vi venga il dubbio che siano sbagliati. Perché io sarei unidirezionale verso le vostre “visioni” e tu e gli altri no verso le mie? Cosa vi fa così sicuri?
Io credo banalmente che l’amore sia una cosa semplice da interpretare se si hanno le idee chiare su cosa si voglia e se si hanno i mezzi per raggiungerla. Le mille prospettive di cui parli hanno solo UNA ed una sola interpretazione per raggiungere la felicità: amarsi VERAMENTE. Ma dietro quella parola di nove lettere, si nascondono altre mille aberrazioni della realtà, non escluse illusioni, onirismo, scarsa cognizione di sè e di chi si sia, ambizioni esagerate, scariche ormonali, e quant’altro può alterare la lucidità dei giudizi. Sia in dare che in avere.
Per cui non puoi dirmi che ciò che ha avuto come esito la felicità in amore sia solo uno dei tanti modi per raggiungerla. Smentiscimi con argomenti validi e ne conoscerò altre.
Laura,
“è interessante osservare come proietti il tuo modus operandi su di noi.” – lo fa sempre, senza nemmeno rendersene conto.
“se vuoi per forza rimanere nel binario rigido da te sostenuto inizialmente, nemmeno il tuo caso rientra nella perfezione/veridicità dell’amore.” – ma… il tempo e 3 anni di amorevoli discussioni sul defunto (di cui la moglie aveva continuato per decenni a chiedere notizie) hanno reso questo Amore talmente perfetto da farne un caso più che speciale, da proporre e riproporre, con note altisonanti, come unico esempio di assoluto, confermato dagli anni che hanno fatto seguito ai primi 20, sui quali lasciar calare l’oblio. Come se fosse indispensabile convincere, per essere convinti.
Anche per me, a conferma dei miei vissuti amorosi, come nell’amicizia “l’amore non è un binario fisso per tutti ma un’esperienza che porta all’evoluzione in primis come persona e poi, come coppia.”
Continua…
… segue
Le mie convinzioni derivano da una formazione culturale molto meno consistente della tua e da meno di mezza dozzina di esperienze sul campo (due in sequenza, da 12 anni caduna, e le altre, molto meno incisive,
una prima e due dopo le più importanti).
Nel mio modo di sentire c’è un “per sempre”, nel senso che so molto bene quali sono stati i miei sentimenti nei diversi rapporti, in diverse età e circostanze, così come so che, essendo stati autentici, resteranno intatti, esattamente con l’intensità e la profondità con cui li ho vissuti, fino alla fine dei miei giorni.
Certo non posso paragonarmi agli avvenenti Don Giovanni dalle mille avventure galanti, che ruttavia non mi sembra possano arricchire di molto le esperienze dell’animo e l’insieme delle conoscenze sul tema. Ma nemmeno sarei orgogliosa di un tal vanesio e superficiale approccio al rapporto di coppia.
Laura, a volte mi sembra un semplice, banale problema di significati diversi attribuiti allo stesso termine. Immagino che ciascuno abbia la propria definizione di “amore”, destinata nella maggior parte dei casi a cambiare insieme a noi. A vent’anni ho vissuto una bellissima storia d’amore durata 13 anni, che ha rappresentato la perfetta realizzazione di ciò che per me era amore in quella fase di vita. Un sentimento puro, basato soprattutto sulla stessa visione del mondo e della sua rappresentazione. Finita per mia volontà perché ad un certo punto ci siamo trovati impantanati in una immobilità che iniziava a starmi sempre piú stretta. Rivivrei quegli anni splendidi mille volte e non ho alcun dubbio sul fatto di aver amato ed essere stata ricambiata appieno. Ma se quel sentimento profondo e intensissimo dovessi chiamarlo con un altro nome, non cambierebbe certo la sua essenza… Continua
Sono altresí contenta che sia finita, perché la decisione soffertissima allora di porre fine ad una storia nonostante il sentimento fosse ancora vivo, mi ha portato a legarmi allo splendido papà del mio piccolino. È stata dura cambiare paradigma, perché in parte ero ancora legata ad un’idea di amore estrapolato dal quotidiano diciamo. Ma si cresce, si cambia e questo ci permette di fare esperienze diverse all’interno della stessa vita. Che noia sarebbe passare un’esistenza sempre uguali a sé stessi?
Laura, mi dici quando avrei parlato di fiaba? Non l’ho mai detto, ma la citazione dimostra ingenuamente il tuo pregiudizio al riguardo, e non faccio fatica a capirne il perchè.
Ci sono milioni di donne “innamorate” di Brad Pitt, pure serenamente accasate, fino a quella del Muro di Berlino, ma se parlo di un’altra che ha vissuto una storia analoga come consistenza, macchè: era amore. E quelli citati cosa sono? Quindi se la mia lei fosse invaghita del Colosseo, dovrei preoccuparmi, dell’Anfiteatro Flavio, che ha duemila anni di età?
Hai ragione Laura quando citi l’esempio dei ragazzini e delle loro risposte, perchè da chi ha letto mille libri, e nonostante ciò ha divorziato, e da un’altra che ha avuto due più tre cinque storie, ma si sente esperta del ramo, o di Giovanni che è molto sicuro di sè ma non spiega da cosa le provenga questa sicurezza, mi aspettavo qualcosa di più.
Allora, visto che ve ne intendete più di me, e sembrate conoscere mia moglie meglio di come la conosca io, spiegatemi cos’è successo tra me e lei per arrivare ad oggi.》
》Non scherzo, sono curioso di leggere le vostre “visioni”.
Rossana contesta che dichiari il mio come il rapporto perfetto, quando ho parlato per anni del lavoro che c’è stato per arrivare al punto in cui si trova oggi. Ma oggi è felice, sereno, allegro; e non che prima fosse grigio, ansioso e deprimente, al di là delle rogne che una coppia che lavora e deve gestire una figlia senza aiuti esterni può avere.
Ad oggi con quell’equilibrio che abbiamo in casa, cosa dovrei aspettarmi di più perché sia migliore, che si assurga entrambi al soglio pontificio?
Mi contestate visioni unidirezionali e intanto usate le stesse visioni per giudicare degli aspetti che non sono rari nella psicologia umana, specie quella femminile, più portata a fantasticare di quella maschile, o sbaglio Laura?
Infine mi piace chi fa ironia sul “Don Giovanni”, immaginando, per comodità, che le esperienze arricchenti siano solo le sue. E si inventa che la sognante chiedesse notizie del “sogno” per decenni, quando solo sentendo amici comuni erano questi a dargliele. Come apostrofare una così?
nn ti diranno nulla,e sai xkè?non capiresti.
ma dato ke e la mia è una visita one shot te lo dico io con le parole ke gli altri non vogliono usare per rispetto.
vivere nelle favole significa credere ke tutto sia risolvibile in nome dell’amore quando in nome dell’amore ci possiamo pure tirare addosso piatti e bicchieri,possiamo tradire una persona in nome dell’amore xkè ricorda ke la distanza fra innamoramento e amore è di circa 20cm,20 fottuti cm ke 9 volte su 10 rendono invisibile tutto quello ke fai per una persona e se disgraziatamente non reggi il confonto la cosa migliore ke puo succedere e ke cambi nome in bancomat,possiamo mentire a noi stessi in nome dell’amore e autoconvincerci ke è tutto ok quando in realtà siamo nella merda fino al collo ma siamo così ipocriti ed egoisti ke invece di prendere provvedimenti preferiamo insabbiare tutto.quello che tu chiami amore è un riflesso della tua personalità e dato ke al mondo siamo 7miliardi esistono 7 miliardi di amori diversi.
Golem, perdonami, ma io semplicemente non credo alla questione cultura ed educazione per giustificare un ricordo amoroso. Sono molto piu propenso a pensare che un sogno ricorrente su un amore passato sia piu frutto dell’altra persona che lo ha rappresentato piuttosto che di una cultura e/o educazione.
Purtroppo la seconda ipotesi non mi convince. Ma non perché si tratti di tua moglie, che assolutamente non conosco. Sarebbe la stessa cosa per chiunque. E non ė questione di essere sicuri di se stessi. Siamo in tre qui dentro a pensare la stessa cosa.
una persona ke pensa al suo ex per così tanto tempo ha dei rimpianti e sivuramte non riguardano te.
puoi rigirala come ti pare,sta di fatto ke probabilmente sei una delle persone più fortunate del mondo xkè quella persona non c’è più e xkè tua moglie non ha avuto il coraggio di prendersi quello ke voleva(?).
parli tanto di amore e poi non riesci a vedere ke sei stato umiliato sentimentalmente all’interno del matrimonio e non x una questione di sesso ma di testa.ke ti piaccia o no sei stato il numero 2 successivamente promosso a numero 1.
cmq l’importante e essere felici e se questo è il tuo amore sono sicuro ke lo sei.
quello ke conta alla fine è il finale
Golem, inizio a chiedermi se leggi i commenti per intero o solo ciò che ti pare.
Di fiaba ne parli ogni volta che sottonei che solo il tuo è amore vero, solo perché duraturo. Ma è la qualità del tempo che conta,non la quantità
E, sinceramente, un altro uomo non lo paragonerei al Colosseo.
In più,spesso, ho scritto “l’esempio da te citato” proprio per generalizzare perché è in generale che la situazione non è piacevole. Chi al mondo vorrebbe un compagno/a che per anni ha sognato un altro? E l’esempio semplice dei bimbi è perfetto. Perché loro sono senza filtri e super partes e al 1000% non vorrebbero una situazione del genere nel loro futuro.
Non conosco voi, ma se addirittura è diventato un tema di discussione, vuol dire che era un fardello enorme per lei, altrimenti, non sarebbe stato nemmeno necessario parlarne e non sarebbe servito lavorarci.
E te lo stiamo facendo notare, solo perché c’hai stancato con st’assolutismo degrinatorio verso le esperienze altrui che risuona un po’ come la parabola della pagliuzza e della trave.
(Continua)
…
Le donne fantasticano quando non sono felici o innamorate. È un modo per sfuggire a una realtà non soddisfacente (me l’hai chiesto tu, quindi, adesso, non risentirti). Se amano e sono felici, restano centrate sul loro uomo.
Mi spieghi quale sarebbe il nesso tra ” ha letto 1000 libri e nonostante ciò ha divorziato”?
Secondo te, chi legge deve restare per forza sposato?
Sai,è con la conoscenza che arriva anche la consapevolezza e si può scegliere e guardare oltre. Io scelgo di essere felice e di evolvermi e se per farlo è necessario un cambiamento, non ho paura di farlo.
Il primo e più grande amore della mia vita, sono io e non mi accontento o temo la solitudine.
E se tutti facessero così, forse, ci sarebbero più divorzi, ma molte più persone felici.
Suzanne,se leggi i miei precedenti commenti, troverai riscontro con le tue parole.
Però Golem perdonami ma come giustamente saprai tu cosa hai vissuto con tua moglie e se state insieme per amore o altro, perché non dovrebbero avere la stessa capacità di analisi anche gli altri sul proprio vissuto? Sono sette anni che ti leggo qua e non riesco ancora a comprendere questa cosa. Non so, c’è un premio a chi dimostra di essere il detentore di Amore Vero? Non credo poi onestamente che per capire i propri sentimenti verso qualcuno si debbano prima avere tremila frequentazioni sessuali o prive di rilevanza ; quale sarebbe il nesso logico tra le due cose? Il fattore tempo in parte sicuramente è determinante per comprendere se un innamoramento maturi in un amore, ma non credo sia necessaria tutta la vita per capirlo, altrimenti anche tu dovresti aspettare di essere morto per constatarlo. Poco pratico, non ti pare?