Le pene d’amore sono un male reversibile!
di
marziav
Riferimento alla lettera:
Voglio condividere questa conquista con tutti quelli che hanno sofferto come me. Per la prima volta in sei mesi, passo una serata in casa completamente sola senza sentirmi soffocare. Nessun attacco di panico, nessun ricordo ossessivo, nessuna fobia degli incubi notturni che mi hanno tormentata sempre. Respiro. Fra tutte le...
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia
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Ciao Rossana,
poco più di una settimana fa, dopo quel fortuito incontro, con una scusa, sono andato a trovarla al lavoro. Quando sono arrivato, davanti agli altri colleghi, che conosco, ho fatto finta di nulla con lei, poiché nessuno sa niente. Le ho portato un piccolo regalo, facendo finta che le fosse stato offerto da un’altra persona. Ma lei sapeva benissimo che era un mio pensiero. Ha ringraziato. Poi ho salutato tutti e sono andato via.
Non si ė fatta sentire né mi ha sbloccato i contatti, anche se durante il casuale incontro, mi aveva detto che lo avrebbe fatto. Neanche io l’ho piu cercata da allora.
Olindo,
mi ha fatto piacere leggere l’aggiornamento della situazione.
Approvo il tuo comportamento, di “presenza” emotiva, senza pressioni invasive.
Secondo me, che non ho coinvolgimenti diretti in parole, fatti e sentimenti, sembra preferibile che tu attenda ora una sua contromossa.
Pur essendo consapevole che, se tieni davvero molto a questa donna, non potrai che continuare a cercarla, con i modi e i tempi che ti sembreranno più opportuni.
A tuo rischio e pericolo, s’intende.
Si hai detto bene Rossana, se tengo veramente a questa persona debbo continuare a cercarla.
Ed io lo sto facendo senza “pressioni invasive” cosi come hai sottolineato tu.
Anche se ammetto che il suo atteggiamento, non dico che mi sta facendo disamorare, ma certamente mi fa riflettere. Perche’ francamente faccio una certa fatica a comprendere. Non ha provato amore ? Ok, me lo dicesse, di certo farebbe una figura migliore di quella che sta facendo. Oppure mi ama ancora così come ha sempre sostenuto, però ha dovuto fare una scelta ? Ok ma non scappasse come una ladra e non facesse la ragazzina quindicenne che chiude i contatti per non essere cercata. Un confronto a voce chiarirebbe ogni cosa. E anche se con dolore ma si accetterebbe diversamente ogni relativa conseguenza.
Maria Grazia, il punto è che la stessa unione tra 2 persone nella maggior parte dei casi avviene dalle ferite, da parti “disfunzionali” o sofferenti di noi che vanno osservate e la tossicità non è esclusivamente nascosta nel tradimento o nei maltrattamenti. Tossici sono soprattutto quegli atteggiamenti manipolatori di cui la maggior parte delle relazioni è permeata. Il silenzio punitivo, il controllo, la possessività, etc.etc. Dietro la parola “amore”, in realtà, si celano le più grandi e peggiori manipolazioni che nulla hanno a che fare col sentimento.
Il problema è che le persone non si conoscono ed agiscono dai propri meccanismi inconsci e, mi spiace contraddirti ma la l’egoico e il dignitoso possono variare i comportamenti nelle relazioni.
Il bias cognitivo che continuo a riscontrare qui è la generalizzazione, anche perché,spesso, è proprio chi tiene alla dignità che interrompe rapporti non appaganti.
(Continua)
E chi è nell’ego potrebbe fare di tutto per mantenere vivo un rapporto, per uno status sociale, perché ha un coniuge bellissimo che appaga, appunto, il suo ego, etc.etc.
E, lo stare insieme, come accennato, può essere sintomo di problematiche irrisolte, sindromi abbandoniche,paura di restare da soli,di non innamorarsi più,
dipendenza affettiva o economica e niente di tutto questo è amore.
E, scgliere diversamente non vuol certo dire che ciò che c’era prima non è mai esistito, semplicemente è finito perché noi ci evolviamo e anche i nostri sentimenti e ci vuole molto più coraggio a rivoluzionare tutto e rimettersi in gioco che ad accettare di tutto e pur di restare nel proprio “stagno” calmo.
L’amore non viaggia su un unico binario ma è un insieme di variabili e infinite possibilità.
Laura,
ancora complimenti per la tua capacità di argomentare su un tema così difficile da comprendere, persino quando riguarda se stessi.
“L’amore non viaggia su un unico binario ma è un insieme di variabili e infinite possibilità.”
“Dietro la parola “amore”, in realtà, si celano le più grandi e peggiori manipolazioni che nulla hanno a che fare col sentimento.”
A ognuno la sua storia, i suoi tempi evolutivi, le sue capacità di dare amore, i suoi obiettivi primari, il suo temperamento, il suo vissuto amoroso e i suoi sentimenti.
Il tuo contributo è prezioso e spero sia d’aiuto a chi si trova in difficoltà in questo importantissimo aspetto di vita.
Laura, avevo già chiarito la differenza tra relazioni basate su un amore autentico e relazioni tossiche, nelle quali si innescano tutti quegli insani meccanismi che hai elencato.
Ovvio che ci sono rapporti che vanno avanti pur essendo fondati su dinamiche disfunzionali, e alcuni di essi possono durare tutta la vita per motivi che con l’amore non hanno niente a che vedere. Ma non è di questo che si stava parlando. Non vorrei che si facesse confusione, la persona dignitosa non è quella che accetta di buon n grado di proseguire una relazione tossica. Evidentemente mi sono espressa male.
Laura, permettimi. Nella tua descrizione delle possibilità di evoluzione del rapporto amoroso, le soluzioni della “permanenza” in sito suonano tutte come compromessi. Mentre l’eventuale rottura sembra quasi foriera di una “bellezza” che non esclude addirittura l’esistenza di un grande amore, che tuttavia non è sopravvissuto. Se così fosse, tutti i lasciati e “lasciatesse” dovrebbero sentirsi appagati come e più di quei “trattenuti”. Per questo altrove parlo di come una abile retorica possa dare un’immagine diversa di un logos, invertendone persino le polarità.
La cosa interessante è che non intravedo nel tuo ragionamento la possibilità che un rapporto si mantenga e continui meglio di prima, semplicemente avendone migliorato la comunicazione e chiarito, per amore, gli aspetti che la ostacolavano.
Sembra si preferiscano considerare come auspicabili le eccezioni alla buona regola, che per me invece (per me: cosi evitiamo polemiche) vede l’amore come qualcosa che, se vero, non può esaurirsi come fosse la benzina della Panda.
Maria Grazia, come ti ho già scritto non esistono assolutismi e chi ha dignità può restare con qualcuno per altre motivazioni ma che sempre sono lontane dall’amore. Il guaio è che quasi nessuno si conosce in profondità e pensa che sia amore, qualcosa che non lo è. Prima di poter parlare di coppie che stanno insieme e che quindi, è perché il loro è vero amore, bisognerebbe osservarli insieme, conoscere loro, i loro stili d’attaccamento, ferite,eventuali disturbi e soprattutto bisognerebbe avere la certezza che essi stessi si conoscano nel dettaglio. Quando le persone incontrano il proprio dolore, poi, quasi sempre, escono da quelle relazioni.
Quindi, i casi in cui è effettivamente un amore puro e sincero, si riducono ad un numero bassissimo.
Spero questo chiarisca anche i dubbi di Golem.
Considerate che volendo ragionare per assolutismi,allora bisognerebbe considerare un fattore determinante…
… e cioè, che “l’amore vero”, in quanto tale, dovrebbe fluire con facilità, quindi, non ci dovrebbe essere nulla da aggiustare, da rattoppare, nessuno da convincere, niente da rivalutare. Fluirebbe e basta.
Quando,invece, si entra nella necessità di “sistemare” le cose per continuare a stare insieme, allora, secondo il vostro ragionamento ci si allontana dall’amore vero.
Diventa un qualcosa di corrotto e a cui si può reagire in 2 modi: lasciarsi o provare di tutto per restare insieme e qui,
bisogna comprendere le motivazioni interiori che spingono ad agire in uno o l’altro senso.
Ma che tutto sono, eccetto st’amore perfetto che in quanto tale, non può conoscere crisi, tradimenti, etc.etc.
Decidetevi: o è vero e quindi, è rarissimo e lontanissimo dai casi da voi citati,o sono variabili e ognuno lo vive a modo suo.
Rossana, grazie. Sì,aiuto le persone anche con la divulgazione nelle dirette o nei podcast.
Olindo, “le 5 ferite e come guarirle” di L…
Eh però Laura non ė che evoluzione debba fare rima con cambiamento dei sentimenti.
Il vero amore vuol dire il bene dell’altro e se un sentimento cambia, probabilmente vuol dire che non ė mai esistito.
Un conto sono le evoluzioni/involuzioni della vita e un conto sono i sentimenti.
O si ama o non si ama. Dopo il primo step dell’innamoramento, ci sarà un periodo nel quale si capirà se l’amore è amore o è solo frutto di attrazione/passione/fette di prosciutto sugli occhi.
Il tempo sarà galantuomo nel far capire alla coppia se ci sia compatibilità e amore. Fermo restando che l’amore di coppia nasce sempre da un qualcosa di fisico che si definisce inganno della natura. Poi però, o si continua nell’inganno scaturito dalla natura o l’attrazione fisica evolve e si associa ad un sentimento destinato a durare nel tempo. Perché se poi subentrano cambiamenti interni che fanno si che si rompa il presunto idillio allora probabilmente l’amore c’entrava ben poco.
Olindo,
secondo me, nei tre anni di relazione con te quella donna ha provato amore nella sua fase nascente, quella più spontanea che non ha altri obiettivi che di essere vissuta e condivisa.
Poi, quando è arrivato il momento di decidere per una svolta di vita, ha avuto paura delle conseguenze. E si è defilata per evitare che il marito scoprisse il tradimento.
Certo che sarebbe meglio per te se avesse il coraggio di dirti la verità guardandoti negli occhi ma forse, in questo momento, ancora deve fare chiarezza in se stessa.
Non la vedo bene per un vostro futuro di coppia ma non si può mai dire che con il tempo e la pazienza non si possano verificare piacevoli sorprese.
Scusa se mi ripeto, non avendo voluto rileggere, prima di risponderti, i commenti che ti ho scritto in precedenza.
Tienici aggiornati sull’evoluzione della storia, che non riguarda ragazzini…
Vedi Laura, con tutto il rispetto per le tue letture, ma se, come dice l’altra esperta, neppure i poeti hanno trovato la quadra riguardo una definizione di amore, e sua conseguente “applicazione”, non è che se ci dici che “ci sono troppe variabili per…” etc etc, risolvi gran che, perchè in un certo senso è come avvicinarsi al mondo dell’elettronica e per riparare il televisore che fa le bizze gli dai ‘na botta e speri che si aggiusti.
Giò dice bene: non è che con l’evoluzione dei due debbano cambiare i sentimenti, perchè se cambiano allora scatta l’esempio di natura matematica che ho fatto. Che è a sua volta una allegoria di quella evoluzione, perché una funzione richiede dei passaggi per essere risolta, ma la si può “vedere” solo se i “calcoli” intermedi sono esatti. E non per ricordarlo, ma miei, i nostri, lo erano.
Guarda, quell’argomento è così “discutibile” che, come per l’oroscopo, con un po’ di impegno e un forum si può diventare “love expert” e dettare soluzioni, mai verificate, secondo i casi. Io invece ne conosco una sola. Verificata.
Laura, niente. Continuiamo a non capirci, e credimi mi dispiace. Il concetto di amore vero che hai espresso nel tuo ultimo intervento, e secondo il quale tutto fluisce facilmente e spontaneamente come per magia, è quello che ci è stato trasmesso dai romanzi, ma quella non è la realtà delle relazioni concrete. Nelle quali si, a volte ci si deve impegnare per farle proseguire. Fa parte del gioco ed è ciò che succede tra persone adulte, che hanno un’ idea matura dell’ amore.
Lungi da me dire che chi sta in relazioni non di amore è una persona senza dignità. Ma sicuramente è una persona poco consapevole o con una bassa autostima, visto che si accontenta di così poco. E su questo dovrebbe lavorarci su.
Da precisare che per me l’ amore vero non è quando l’ altra persona mi idealizza, o si mostra bisognosa nei miei confronti o si lascia andare a zerbinismi e moine eccessive. Mi piace avere un dialogo paritario con l’ altra persona,
mi piace percepire l’altro come una figura con cui posso confrontarmi a tutto tondo e non come un ammiratore sbavante o un povero sfortunato in cerca di affetto. Presupposto per me indispensabile per costruire un rapporto autentico, destinato a durare nel tempo. Si trovano facilmente uomini così? Assolutamente no. Ma io non mi accontento.
Golem, non ho detto che tutte le coppie che resistono siano figlie di compromessi inaccettabili, ma che lo sono la maggior parte di esse. Perché, purtroppo, non conoscendo se stesse, le persone, agiscono in base a maschere e schemi difensivi che quasi sempre sono alla base delle unioni, anche se loro lo chiamano “amore”. E ti sbagli se pensi ch’io non conosca esempi, rientra nel mio lavoro insegnare proprio la comunicazione nelle relazioni e, per farlo, naturalmente, mi è necessario comprendere come funzionano le persone, singolarmente e in coppia. In più i 17 anni col mio ex marito i 10 con l’altro,sono stati un tempo sufficiente per fare esperienza sul campo.
Maria Grazia, l’amore che fluisce esiste e non è solo frutto dell’immaginario romanzesco. Conosco molto coppie così, oltre ai miei genitori ed è quella l’immagine dell’amore idilliaco. Non quelle descritte in questa chat…
Fai bene a non accontentarti. Una relazione è sana quando rappresenta un valore aggiunto alla nostra già appagante vita. E per esserlo, deve contenere le caratteristiche già citate da te.
Ma è questo il punto. Quanti per esempio, già solo in questa chat, si conoscono davvero? Quanti sanno come funzionano nelle relazioni, che stile d’attaccamento, ferite, maschere gestiscono ogni loro rapporto interpersonale? Quali meccanismi difensivi usano e quale parte sofferente li fa legare alla persona che li attrae?
Se non si conosce la risposta a queste domande la probabilità di scambiare per amore qualcos’altro è altissima.
Nosce te ipsum. Ricordiamocelo.
Giovanni, quando ci evolviamo, difficilmente,restiamo fermi in una situazione se non ci rispecchia più. E ciò avviene,in genere, quando prendiamo consapevolezza e sappiamo rispondere alle domande appena scritte. Il BIAS cognitivo è che l’amore debba durare per sempre per essere tale.
Olindo, il titolo era “le 5 ferite e come guarirle” vol. 1 e 2 della Bourbeau e “Amore e attaccamento” dell’Attili.
Laura, l’amore di una madre per un figlio dura per sempre e, anche se il paragone può sembrare strano, anche l’amore di un vero tifoso per la propria squadra di calcio dura per sempre.
E non ci sono evoluzioni che tengano.
Questi sono gli unici due esempi di amore vero. Non ci sono inganni della natura né bias cognitivi.
L’amore di coppia nasce quasi sempre grazie ad una forte attrazione fisica che poi dovrebbe tramutarsi in amore. Ma non sempre accade. Spesso questa unione termina con l’affievolirsi della passione.
Ma se l’attrazione fisica si completa con l’amore per quale motivo un’evoluzione dovrebbe mutare il sentimento? Mica l’evoluzione muta l’amore verso un figlio o una squadra di calcio. Tali sentimenti restano immutati. Cosi come dovrebbero restare per il partner se di sentimento vero si tratta.
L’amore verso l’altra persona ė tale e vero quando l’altra persona la si ama per quello che ė non per quello che si vorrebbe fosse.
E se io muto e annullo il…
sentimento, probabilmente non ė mai esistito.
Spesso le coppie si sposano per formare una famiglia o per paura di restare soli. Si accettano compromessi, e tutto ciò fa si che prima o poi i nodi vengano al pettine e, o si continua ad andare avanti come in forza di una spa oppure ci si lascia. Non per nulla il 60% dell coppia sfocia in separazioni. L’altro 40% si divide tra chi accetta passivamente di continuare tra compromessi e sopportazioni e chi realmente si ama per davvero.
Laura, mi sa che non c’è niente di “idilliaco” a questo mondo, che si tratti di amore o altro. Qualsiasi cosa, bisogna impegnarsi per farla funzionare e la coppia non fa eccezione. Poi se parliamo di sentimenti nel senso più stretto del termine, possiamo osservare che l’ amore per i propri genitori, o per i propri figli, o per i propri animali domestici, salvo casi eccezionali non ha mai una fine. Dura per sempre. E sai perché? Perché è un amore puro, profondo, solidificato e radicato in ognuno di noi. E lo stesso può avvenire nella coppia: si può cioè creare tra due partner un legame talmente forte che si spezza solo con la morte. Non è un bias, è solo l’ ordine naturale delle cose. Forse bisognerebbe chiedersi perché ad alcuni da’ tanto fastidio ammettere che se una storia finisce è perché evidentemente non ha retto alla prova della vita che sancisce o meno il vero amore, ma credo che le risposte le possano trovare solo dentro di loro.
Lsura: “…mi è necessario comprendere come funzionano le persone, singolarmente e in coppia. In più i 17 anni col mio ex marito i 10 con l’altro, sono stati un tempo sufficiente per fare esperienza sul campo dell’immaginario romanzesco. Conosco molto coppie così, oltre ai miei genitori ed è quella l’immagine dell’amore idilliaco…”
Scusa Laura, tu ci hai fatto una capa tanta sul fatto che io non posso giudicare cosa sia l’amore letto nella mia vicenda, e poi te ne esci che le tue esperienze le ha maturate con le tue due storie e l’amore di mamma e papà? Secondo te le tue rispettabili esperienze contengono la summa maxima di quel, da te definito, ineffabile sentimento che è l’amore, e quindi da quelle che citi dovremmo attingere alla “verita”?
È così?
La cosa che mi colpisce è il candore col quale parli di quelle fonti come fossero le Tavole di Mosè, e non ti ha neppure sfiorato la contraddizione che contenevano. Non so se questa è una caratteristica delle esperte o è una coincidenza, spero di scoprirlo un dì.
Golem, arrivare a stravolgere, decontestualizzare e ad accorpare frasi di diversi argomenti, per cercare di accusare e screditare l’interlocutore oltre che un tentativo ridicolo di manipolazione, denota anche la disperazione. Ma se hai sto bisogno, fattele 2 domandine sul perché arrivi a tanto e, nel frattempo, rileggiti il mio vero commento e così come l’ho scritto.
Che i discorsi erano 3:
1. Ti rispondevo spiegandoti che insegnando comunicazione anche nelle relazioni, devo riconoscere il funzionamento delle persone prese sia singolarmente che in coppia
2. Ti rispondevo sul fatto che avendo esperienza di vita anche io, so personalmente come si svolgono dall’interno le relazioni a lungo termine.
3. Quello dei genitori e di altre coppie era un esempio in risposta a Maria Grazia alla quale, appunto, dicevo che ne esistono di coppie “idilliache” in cui tutto fluisce con facilità.
Ora ti è più chiaro?
Giovanni e Maria Grazia, voi confondete l’amarsi con lo stare insieme.
E,come detto in altri interventi, non sempre chi si ama sta insieme e chi sta insieme, si ama. Questo proprio per via dei famosi irrisolti personali.
È chiaro che le relazioni vadano nutrite e curate ogni giorno per far vivere i rapporti,ma il discorso che stavamo facendo era un altro e cioè l’incidenza elevatissima di problematiche personali che gestisce e regola anche le relazioni e i sentimenti.
L’amore è intrinso di bias cognitivi e condizionamenti.
Una madre può essere anaffettiva e non amare veramente il proprio figlio. Per il calcio non si può parlare d’amore ma di passione. E,spesso, rientra nelle caratteristiche del dipendente affettivo,che sposta il focus da sé ed ha bisogno di qualcosa “da amare” e in cui credere per non sentire la propria solitudine.
Ragazzi,quando dicono che la conoscenza rende liberi,sappiate che è vero e tutto può mutare, anche i nostri sentimenti, perché mutiamo noi.
Maria Grazia, io sono felice delle mie scelte, perché mi hanno portata ad amare ed essere me.
Il mio suggerimento è di leggere qualche libro sull’argomento.
Ve ne indico qualcuno:
1. “Le 5 ferì e cone guarirle” vol. 1 e 2 della Bourbeau (considerate che le maschere, generate dalle ferite, sono schemi difensivi e la mente, tende a proteggerli, quindi, leggeteli più volte)
2. “Guarire le ferite del passato” della Rainville. (Mostra benissimo le dinamiche do coppia e ne spiega le motivazioni.
3.”Attaccamento e Amore” dell’Attili.
4. “Alla ricerca delle coccole perdute” di Giacobbe
5.” Illusioni d’Amore” di J. Barbaro Verde
6.”la ferita dei non amati” di Shellembaum
In generale gli scritti di Bowlby, (in particolare “costruzione e rottura dei legami affettivi”) i libri di Nardone, Watzlawick e Carotenuto.
E ricordatevi, come diceva Saba, “anche l’amore muore”. L’unico amore immortale è quello incondizionato, ma per arrivarci bisogna prima conoscersi e guarire i propri “irrisolti”
Ciao Rossana. Mi riesce difficile capire cosa abbia realmente provato, perchè il suo comportamento lascia adito a molti dubbi.
Non ha senso sparire così come una ladra e attraverso dei messaggi. Un confronto a voce sarebbe stato la cosa più normale e, anche se con dolore, avrei capito.
Ma questo modo mi scatena un senso di rabbia nei suoi confronti che spesso mi spinge a volerla prendere a male parole.
Poi questo suo chiudere i contatti che mi sa tanto da 15enne boh.
Sai Rossana, forse te l’ho già detto, ma questi tre anni sono stati piuttosto intensi sotto certi aspetti e conditi da parole piuttosto importanti e ripetute che non si addicono ad una quasi 50enne con una certa cultura.
Poi il continuo parlar male del suo rapporto con il marito. Mi ha detto cose di una certa gravità e anche compromettenti. Per cui continuo a non comprendere il suo comportamento. Senza che io, lo ripeto, non le abbia mai fatto nulla di male sotto nessun aspetto.
Mi chiedo adesso quale senso possa
avere il suo matrimonio dopo una storia del genere. Mi viene da pensare ai commenti che si sono fatti negli ultimi mesi su questo sito riguardo all’amore vero.
Come potrebbe essere etichettato il suo matrimonio verso il proprio marito ? Magari durerà per tutta la vita e non sfocerà nel divorzio ma….che senso avrebbe ?
Laura,
ciò che prova un vero tifoso di calcio per la propria squadra non è assimilabile a passione. La passione è qualcosa di irrefrenabile e che generalmente si esaurisce. Nel sentimento del tifoso propria squadra non si esaurisce nulla. Neanche, paradossalmente, se la società fallisse e non esistesse più. Nessun altra potrebbe sostituirla nè l’amore conoscerebbe la parola fine. E chi ama la propria squadra può essere tranquillamente una persona realizzata nella vita che in amore.
Per quanto riguarda le madri, si esistono quelle che non amano i propri figli. Ma come tutto si parla di eccezioni. Nulla è totalmente assoluto nella vita. Ma mentre nella coppia è straordinariamente facile trovarne di “senza amore” è quasi impossibile trovarne nelle madri. Fermo restando che l’eccezione conferma la regola.
D’accordissimo con te sul fatto che non sempre accade che chi sta insieme si ama e chi si ama non sta insieme: Ma resta il fatto che chi sta insieme e si ama non dovrebbe far…
far si che, a causa, di un’evoluzione/involuzione personale il sentimento svanisca.
Se l’amore è intriso di bias e condizionamenti a mio parere non è amore.
Vale il discorso di chi si accoppia per formare una famiglia e avere dei figli. Quello non è amore, ma la realizzazione di uno scopo.
Fondamentalmente il vero amore non ha uno scopo. Se non quello di stare insieme, amarsi e condividere.
Laura, mi è più chiaro solo che vuoi ciurlare nel manico, perchè nei punti 2 e 3 hai ribadito solo che le tue esperienze di vita sono “più meglio” di quelle altrui e ti consentono di usarle come parametro di riferimento. Cosa decontestualizzo, sei tu che lo scrivi, rileggiti.
Io, se sommo gli anni che vivo con mia moglie ne ho quasi dieci più di esperienza dei tuoi coi tuoi due mariti, cara dona Flor.
Senza contare quelli trascorsi con altre donne prima di lei. E l’esperienza dei tuoi genitori cosa ti dice rispetto a quella dei miei nonni e di qualche milione di altri nipoti?
Io non so se sei psicologa o cosa, e con quale titolo insegni, ma certo è che se le tue fonti sono quelle, troverai certamente qualche disperato che ascolta i consigli dell’esperta, ma è come dare da bere a uno che ha appena attraversato il deserto, e per quello si butterebbe in gola qualunque cosa per quanto è assetato.
Fammi sapere dove insegni, così ti chiederò in incognito qualche dritta, tipo ricetta della nonna. Hai visto mai che non diventi un expert love anch’io
Ciavo pure a te.
Giovanni, a prescindere da quanto è successo nei nostri precedenti incontri/scontri, mi fa piacere poterti dire che mi trovo d’accordo con te sul concetto base che l’amore, se c’è, non si esaurisce. Non può. La nostra esperta cita Saba e dimentica Dante col suo “amor c’ha nullo amato amar perdona”, richiamando un amore, tra Paolo e Francesca, che sfida l’eternità, pur condannandoli all’inferno. Quasi una metafora di come la forza dell’amore vero sfida qualunque difficoltà, anche quella della peggiore delle punizioni.
A me Laura fa venire in mente certi colleghi architetti, che forti di un’esperienza didattica, una volta in cantiere non sanno con quali percentuali si impasta la malta, e pretendono di costruire una casa, salvo poi ricorrere al capo mastro, che lontano dai voli pindarici dell’esperto, tira su i muri con la reale esperienza delle cose concrete.
Se la costruzione di un amore ha seguito le regole dell’opera d’arte, la costruzione cresce solida, e se arriva un terremoto che fa cadere un cornicione, lo si ricostruisce, non si abbandona la casa.
lancio una provocazione:il vero amore(o meglio quello che più si avvicina a quell’ideale)è quello delle coppie aperte.
due persone che per il bene reciproco assecondano le fantasie ed i bisogni del partner con lo scopo di rafforzare il loro legame senza interferire per non privarlo della sua libertà è qualcosa che,almeno per me,è inaccettabile per principio.
quel tipo di amore non ammette il possesso ne l’esclusività quindi è lontano da alcuni condizionamenti che seppur inconsapevolmente fanno ormai parte della parola amore e che la maggior parte di noi accetta senza nemmeno rendersene conto.
i compromessi riguardano le robe materiali quindi la naturale evoluzione dei sentimenti/delle persone in questione non intacca allo stesso modo quanto costruito in precedenza.
non dico che una coppia aperta sia perfetta,anzi,però è innegabile che quello che molti(io)vedono come inconcepibile potrebbe essere in realtà il modo migliore di prevenire una crisi e salvare la coppia
Giangi, personalmente non sono d’accordo perché per me l’amore di coppia è esclusività, altrimenti a mio parere non ha molto senso. Ma ovviamente rispetto qualunque scelta.
Non aggiungo altro a quanto già detto da Giovanni e da Golem, che hanno spiegato il tutto nella stessa maniera in cui l’avrei espresso io.
Giovanni,
mi fa piacere che tu e Passante sosteniate l’opinione di Golem e MG, nel ritenere vero solo l’amore che dura per sempre.
In contrapposizione a Laura, Giangi, me e, forse, un’altra forumista.
Diversamente al pesante squilibrio che si è venuto a creare, per almeno 5-6 ANNI, dopo il primo confronto-scontro sul tema del 2O14, spero che ora gli interscambi non tendano a prevaricare o sminuire, per esautorare. Nel rispetto delle opinioni di tutti, non avendo nessuno la verità in tasca in questo ambito, così complesso e soggettivo.
Al termine dei miei approfondimenti in materia c’è un aspetto, che condivido volentieri con te:
“Una relazione è veramente feconda quando cammina verso l’ignoto e non sa dove arriverà.” (Arturo Paoli)
(feconda – non vera)
Centinaia di aforismi affermano il contrario, ma io così ho amato, nel modo più intenso e profondo.
Senza nulla togliere al legame con il mio ex marito, a cui ho continuato a dare stima e residuo affetto fino alla fine dei suoi giorni.
Buongiorno Rossana.
Chiaramente neanche io ho la verità in tasca, ma penso che se un amore sia vero non possa finire.
Ho citato due esempi di amore: per un figlio e per una squadra di calcio. Questi amori, cascasse il mondo non finiscono. E vanno oltre la morte, anche se con modalità diverse. Perché mai dovrebbe finire un amore di coppia se ė anch’esso vero ? Ci si evolve/involve in tutti e tre i casi. Io sostengo che, probabilmente, l’amore di coppia è molto influenzato dall’attrazione fisica e, calata quella, cala pure il sentimento. Ma allora non si può parlare di amore vero. Cosi come quando l’amore di coppia ė intriso di progetti. In quel caso sembra essere una società per azioni. L’amore di coppia, quello vero, non chiede nulla, solo di stare insieme alla persona amata. E per questo ė raro.
E vabbè, alla fine ognuno si fa il “nido” con quello che ha trovato.
Mi piace pubblicare una lettera che Johnny Cash scrisse a sua moglie, con la quale visse 34 anni di un “tipo” di amore (così sono contenti tutti) che solo chi ha provato può capire, nel quale io mi ritrovo, come ritrovo quei dettagli che solo una coppia che si ama può vedere.
“Buon compleanno principessa, ormai siamo vecchi e ci siamo abituati l’uno all’altra. La pensiamo nello stesso modo. Leggiamo la mente dell’altro. Sappiamo quello che l’altro vuole anche senza dirlo. A volte ci irritiamo anche un po’. Forse a volte ci diamo anche per scontati. Ma ogni tanto, come oggi, medito su questo e mi rendo conto di quanto sono fortunato a condividere la vita con la più grande donna che abbia mai incontrato. Continui ad affascinarmi e ad ispirarmi. La tua influenza mi rende migliore. Sei l’oggetto del mio desiderio, la prima ragione della mia esistenza. Ti amo tantissimo. Buon compleanno principessa, John”.
“I piaceri sensuali passano e svaniscono in un batter d’occhio, ma l’amicizia tra noi, la reciproca confidenza, le delizie del cuore, l’incantesimo dell’anima, queste cose non periscono, non possono essere distrutte. Ti amerò fino alla morte.”
(Voltaire)
P.S. direi che “feconda” e “vera” sono sinonimi. I frutti nascono dai semi che si sono piantati, e tutto il processo è VERO
Laura,
hai sempre la stessa mail temporanea che hai dato negli anni scorsi su questa lettera? Oppure, in alternativa, puoi dare un link per poter interagire in modo più diretto con te e con il tuo gruppo?
Qualche giorno fa ti ho chiesto un’opinione sulla diversità in amore fra uomini e donne, e non ho condiviso totalmente il tuo riscontro.
Mi piacerebb sapere ora se ritieni che il bias dell’amore per sempre possa essere
– più frequente in persone che hanno superato la cinquantina
e
– più frequente nei maschi o nelle femmine.
Grazie fin d’ora per l’attenzione.
Ho chiesto a Laura dove insegni, se è psicologa e quanto abbia appreso di fondamentale dalle sue due esperienze per definire i confini dell’amore, ma no reply. Devo essere incorso in qualche casso di bias, putt…
Eccomi Golem, come mi sembra d’aver già detto, non faccio la psicologa,mi occupo della mente e delle sue potenzialità. Coaching, PNL, comunicazione efficace, etc.etc. Il mio indirizzo specifico, o forse dovrei dire preferito, è la negoziazione e tengo corsi sulla comunicazione nelle relazioni. (Spero d’aver soddisfatto la tua curiosità.)
Giovanni, l’amore materno, per un animale o la passione per una squadra di calcio sono forme d’amore differenti rispetto a quella di coppia in cui l’altra persona non l’abbiamo generata noi e che, in genere fa riemergere il nostro lato oscuro (Hillman docet).
Va tenuto in considerazione che ,forse, ci sono varie forme d’amore, come sostenevano i greci, e l’eros differisce dall’agape (credo che nel web ci siano riferimenti alla suddivisione dei vari tipi d’amore secondo i greci ed è una visione interessante).
L’Amore di coppia raramente è incondizionato. Magari può esserlo ma solo dopo aver raggiunto la consapevolezza di sé.
Rossana, non possiamo tenere un trattato qui e generalizzare, non è mai veramente utile. Posso dirti che in linea di massima, credere nell’amore per sempre non è una questione di età ma di convinzioni (ferite, stili d’attaccamento,esempi del vissuto nella famiglia d’origine, etc.etc.) che sicuramente sta attecchendo in maniera meno evidente nelle nuove generazioni.
Le donne hanno questa idea più radicata rispetto agli uomini almeno secondo alcuni studi di qualche tempo fa.
Per contattarmi, non credo che la mail scritta a suo tempo sia più attiva.
Puoi usare laviadelcambiamento23@gmail.com. Metti nell’oggetto che è diretta a me, così poi, da lì, ti potrò dare il mio numero.
Sarebbe sicuramente piacevole parlarne a voce.
Grazie Laura. Tutto chiaro.
Laura,
grazie per i riscontri.
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Giovanni,
la mia linea di pensiero condivide le opinioni di Laura sulla diversità di sentimenti fra madre e figlio e per una squadra di calcio rispetto a quello, molto più complesso, che lega le coppie.
Personalmente, in tal caso, continuo a insistere su 2 aspetti, che non sempre si possono compenetrare.
L’innamoramento e la sessualità ne sono la base mentre il tipo di vita e la possibilità di integrarvi i temperamenti ne sono la stabilizzazione sociale, non sempre concretizzabile, a beneficio soprattutto dei figli.
Per me, c’è quasi sempre uno dei 2 partner che ama di più o che ha maggiori interessi a conservare l’unione, così come di un SOLO amore si può essere del tutto sicuri: il PROPRIO, cioé quello che si prova per il/la partner.
Nell’interagire con te sono tornata al 2014 e ho avuto la soddisfazione di veder confermato un sospetto di cui non avevo mai trovato prove. Resta da capire come ho potuto suscitare tanto odio ma, prima o poi, troverò anche questa risposta.
Rossana, Laura
Ritengo che l’amore per un figlio così come per la propria squadra di calcio non necessitano di condizionamenti. Direi che proprio non esistono. Ed è questa la reale differenza.
L’amore di coppia nasce da un inganno, un trucco della natura per far sì che l’essere umano si riproduca. Dopodichè se caratteri, punti di vista ed interessi in comune collimano almeno al 70/80% si può andare avanti paventando l’idea di un amore vero. Altrimenti tutto sfocia in abitudine e divorzi nel peggiore dei casi. Si continua a vivere insieme per i figli, se esistono, per la paura di restare soli e, appunto, per abitudine.
Rarissimi sono i casi in cui la coppia incastra tutti i punti e fa si che si viva in armonia fino alla fine dei propri giorni.
Altro esempio è l’amicizia. Anche se non si può parlare di amore in questo caso. Ma si tratta di un sentimento che non ha condizionamenti. Persino due amici completamente distanti come vedute posso rimanere tali per tutta la vita.
Mi trovo perfettamente in linea con Giovanni. Nel mio piccolo, la mia storia è un esempio di quanto lui sostiene. La donna, con cui ho avuto una relazione per alcuni anni, ha continuato la storia con il marito. Ma in realtà non ama nessuno. Nè il marito visto che ha avuto una storia con me mentre stava con lui, nè me, visto che è tornata con lui. In tutto questo “dovrebbe” aver vinto il suo amore verso il figlio che, come scrive Giovanni, sarebbe il vero unico amore.
D’accordo anche sulla squadra del cuore. Ti può tradire, scendere in serie B e addirittura fallire, ma l’amore verso di lei non si spegnerà mai. E’ un amore diverso ma è quello che dovrebbe essere un amore vero, incondizionato !
Olindo e Giovanni, state in guardia, perché potreste essere scambiati per Golem, che si sforza di usare un linguaggio più…”corrente”, diciamo, per attaccare, sotto mentite spoglie, chi non la pensa come lui. L’automa di argilla è capace di tutto, avendo scritto in fronte la parola ebraica “Emet”.
Olindo,
tu e Giovanni mi avete indotta a riflettere sull’aggettivo incondizionato. Pur continuando a ritenere diverse le sfumature dei tre sentimenti in questione.
Materno, che reputo direttamente collegato all’istinto. Benché in generale sia considerato incondizionato, per me non è sempre così. Come sta ora emergendo da frequenti notizie di madri che non amano affatto incondizionatamente e come da sempre si riscontra nelle diverse intensità affettive destinate a fratelli e sorelle.
Amoroso, che coinvolge l’istintivo collante della sessualità, la difficoltà di armonizzare i caratteri e di mantenersi entrambi nel tempo orientati alla stessa visione/obiettivi di vita.
Sarò poco romantica ma per me in entrambe le situazioni subentra l’interscambio, il dare per avere.
Mi avete invece convinta sul sentimento incondizionato per la squadra del cuore. Benché anche in questo ci sia una forma di guadagno nell’essere integrati in un gruppo, in cambio del sostegno alla squadra.
Rossana, nel sentimento incondizionato per la squadra del cuore posso assicurarti che non c’è nessuna forma di guadagno. L’unico guadagno è quello eventuale delle vittorie della tua squadra che possono darti un’emozione unica e incredibile.
Per quanto riguarda le madri che non amano incondizionatamente i propri figli credo che succeda ma sia riferibile ad una percentuale piuttosto esigua. E come mi pare scrisse anche Giovanni, la classica eccezione che conferma la regola.
Quello di coppia giustamente ha come collante la sessualità. Trascorsa quella è molto difficile che subentri un interscambio equilibrato. Molto d’accordo con Giangi anche se, come ho scritto nell’altra lettera non riesco a comprendere il perchè sia terminata la mia storia.
“Quello di coppia giustamente ha come collante la sessualità. Trascorsa quella è molto difficile che subentri un interscambio equilibrato.”
Olindo, premetto che quell’aspetto non riguada ancora la mia coppia, ma prima o poi la riguarderà, capita quando la convivenza diventa ultradecennale e l’età avanza. Ma se a quel punto nelle coppie che si amano dovessero subentrare problemi di relazione, ci sarebbe da chiedersi cosa mai hanno costruito i due nel frattempo, e la risposta inevitabile sarebbe: “niente”.
Come al solito intravedo grande ignoranza nel merito della questione, e questo non mi sorprende, perchè se non si “vivono” certe esperienze non si percepisce cosa in realtà tenga insieme una coppia “storica”. Il sesso è importante, ma a parte la fase riproduttiva che sottende, mai e poi mai potrà essere “il” solo collante di una coppia che si ama. Se lo si pensasse, così come ho detto in un’altra occasione si deve immaginarlo come un fallimento annunciato. Che arriverà, senza dubbio. Ma le coppie che si amano, solo quelle, lo sanno, e sono tranquille.
IlGolem, infatti ho scritto che ė molto difficile che subentri un interscambio equilibrato.
Ho detto difficile non impossibile.
Chiaramente se si sono superati decenni e si sta ancora insieme magari si sono accettati certi compromessi. Ritengo difficile soprattutto al giorno d’oggi vedere una coppia che si fondi su vero amore. Finita la passione e magari esistono dei figli tante coppie vanno avanti per convenzione. Cosi come pare sia accaduto alla donna con la quale ho avuto una relazione. Ora i due stanno insieme. Magari ridono e scherzano insieme, ma ė amore ?Eppure sono decenni che sono sposati. Ma dopo aver avuto una relazione extraconiugale come quella avuta con me di che amore si può parlare ? E come questa quante altre coppie esistono su questa falsariga ? Dove magari la relazione extra non ė avvenuta.
Olindo, massacrarti di ipotesi e speranze non ti aiuterà. I fatti sono quelli che descrivi: lei ha avuto una storia con te e poi è tornata a “cuccia”. I motivi li conosce solo lei, ma se ti avesse amato oggi stava con te. E con questo non voglio dire che sia tornata dal marito perchè ha scoperto di amarlo. Dalle dinamiche che hai descritto del vostro e del suo rapporto matrimoniale non mi è parso che fosse una donna con le idee chiare al riguardo, ma piuttosto una specie di Madame Bovary odierna. Una condizione tutt’altro che rara.
Le coppie che dopo decenni stanno insieme bene, senza compromessi e amandosi persino meglio di prima, ce ne sono, ma non fanno notizia come le “altre”, dove molti, ricordandole, vanno a cercare le ragioni delle loro sfortune sentimentali, chiamiamoke così.
Ripeto, forse questa donna che tu aneli in modo così intenso, forse è come la protagonista di questa bellissima canzone napoletana, “ca distrattamente penza a te”
https://youtu.be/PkZW2cjRUCY?si=DFEroy_1m_vWfz-z