Le pene d’amore sono un male reversibile!
Riferimento alla lettera:
Voglio condividere questa conquista con tutti quelli che hanno sofferto come me. Per la prima volta in sei mesi, passo una serata in casa completamente sola senza sentirmi soffocare. Nessun attacco di panico, nessun ricordo ossessivo, nessuna fobia degli incubi notturni che mi hanno tormentata sempre. Respiro. Fra tutte le...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 24 Agosto 2009
L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore marziav.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Amore
500 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 1 link per commento.
▸ Mostra regolamentoI commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
I commenti devono essere pertinenti alla lettera e aggiungere un contributo alla discussione.
Non sono ammessi scambi personali o conversazioni tra utenti, né insulti o attacchi personali, contenuti futili, promozionali o di propaganda.
Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi protetti da diritto d'autore. Usa un solo nome.
Leggi l'informativa sulla privacy.

Rossana, io non credo nelle differenze di genere, sebbene ci siano disuguaglianze biochimiche e d’istinto, ma credo che la differenza sostanziale nell’approccio amoroso, oltre al vissuto personale(stile d’attaccamento, ferite, etc.)sia data dall’influenza culturale.(in occidente e oriente, l’approccio diverge, quindi,non può essere tutto imputato al sesso)
Ai bambini non viene insegnato ad esprimere le proprie emozioni e non c’è un’educazione sentimentale. Gli uomini di oggi sono stati cresciuti con l’idea che esprimere i propri sentimenti, le proprie emozioni li renda vulnerabili. Che piangere sia un segno di debolezza, che il rifiuto di un’altra persona, faccia vacillare la stessa immagine che si ha di sé. Così, sin da piccoli si sono sentiti rifiutati nel loro essere (da qui,forse, la tendenza alla fuga dalle relazioni, ad un atteggiamento “narcisistico”, al controllo, alla rigidità, che da adulti, sfocia in tecniche inconsce di manipolazione, al ghosting, al silenzio punitivo. (…)
Continua per Rossana.
Spesso, i bambini hanno trasmutato e nascosto le emozioni e i sentimenti d’amore, o che facevano emergere la loro parte più fragile, con la rabbia. E, la rabbia, la chiusura, la freddezza, la rigidità, sono i modi con cui, chi ha subito questa educazione (quasi tutti in occidente), risponde alle situazioni.
Le bambine sono più fortunate perché hanno la possibilità d’integrare quella parte che viene, addirittura, incentivata.
Curiosa è anche l’incidenza della prevalenza delle ferite in occidente che negli uomini è quella del rifiuto e, nelle donne, quella d’abbandono. (Ovviamente in linea generale)
Chiaramente, è un discorso molto ampio che non può essere affrontato in un blog, ma spero di averti dato un’idea del mio pensiero a riguardo.
La soluzione è sempre una profonda conoscenza di sé e la scelta di tramutare quegli schemi che, ormai, non sono più funzionali per noi. Ma questo, apre le porte a tutto un altro discorso.
“La soluzione è sempre una profonda conoscenza di sé…”
Che per molti è semplicemente l’acquisizione di un’immagine di sè che si crede di avere o che si vorrebbe avere.
E questa è un’altra, se non la principale, ragione che porta a quei fallimenti.
Tommy, ma che prove sono? Mica è cambiata la natura umana. Certo, la società ha bisogno di essere rieducata ai sentimenti, ma ognuno può scegliere comunque chi essere, indipendentemente da dove cresce.
Golem. La mia sicurezza è data dalla consapevolezza che l’amore non viaggia su un unico binario che è il tempo, ma su altri elementi (intimità, passione, impegno, etc.etc.) e che le variabili sono infinite.
Prendiamo l’esempio fatto da te. Due che stanno insieme da 30 anni ma di cui uno dei 2 pensa all’ex. Quante volte e per quanto tempo i suoi pensieri sono volati all’altra persona? Quante volte, mentre facevano sesso il volto dell’amato lontano è stato sovrapposto a quello del coniuge? Quanti sospiri e quante lacrime sono state ingoiate per mascherare quella sofferenza?
Tutto questo tempo di effettiva lontananza emotiva, secondo te, è davvero amore? Basta stare vicini fisicamente per tutta la vita o, serve esserci totalmente per il periodo in cui si sta insieme?
Continua per Golem
Le illusioni servono a chi ha necessità di raccontarsi una storia per far quadrare dei conti che non tornano e, nel mio caso, non ho questa necessità. Ho vissuto 2 meravigliose esperienze d’amore che mi hanno fatto evolvere come persona e sono grata che la prima si sia conclusa, perché mi ha permesso di vivere la seconda che,a livello di consapevolezza mi ha dato moltissimo aiutandomi ad essere chi sono oggi.
Ognuno di noi vive esperienze d’amore diverse ma nessuna modalità può essere migliore di un’altra. Questo è il punto. Perché se guardi la storia da te descritta dal punto di vista del tempo credi sia un miracolo. Se la guardi dalla sincerità e dal coinvolgimento, per molto di quel tempo, è stata semplicemente una finzione.
Ricorda, ci sono infinite variabili. Molte più di quante ne riusciamo ad immaginare e l’amore, non può essere incasellato in alcun modo.
Detta in altri termini, nessuno ha la verità assoluta il che, rende ogni esperienza, valida e veritiera.
Ciao Passante. Alla luce dei fatti, mio malgrado, devo, probabilmente iniziare a prendere atto che, come dici tu mi son trovato di fronte a una donna senza scrupoli.
Certo sono andato con i piedi di piombo, soprattutto perchè mi rendevo conto che io, in una situazione zoppa e senza figli con la mia compagna mi facevo un mare di scrupoli, mentre lei sposata e con figli scrupoli, soprattutto verso il marito, non se ne faceva.
Purtroppo con l’amore non si fanno i conti e, nonostante mi fossi presentato con l’armatura ho iniziato a provare un sentimento vero (il mio). mentre il suo era il classico sentimento emozionale che lascia il tempo che trova.
O probabilmente, come tante donne di oggi, non sapeva nemmeno lei cosa volesse in realtà. In effetti si è troppo esposta con i sentimenti e con le parole. Diciamo che si è data a me in toto. Senza difesa alcuna. E questo mi lascia un po’ perplesso perchè continuo a non capire il suo comportamento. E soprattutto non capisco le parole di…
..quell’ultima frase. Quanto cioè io le chiedo se sapesse il motivo per cui ero stato male. E lei mi risponde: “per lo stesso motivo per cui prendo psicofarmaci”.
Ma che significa ?
laura
secondo me l’approccio amoroso che descrivi non è altro che una differenza di genere perchè non trova basi biologiche(maschio/femmina)ma deriva dalla cultura millenaria che nel tempo ha differenziato uomo e donna all’interno della società.
Lascia stare Tommy, è tempo sprecato. Hai presente quando si cerca di far ragionare i temerari amanti del brivido degli sport estremi sui pericoli che possono andare incontro?
È come cercare di cavare sangue dalle rape.
Laura, se ti ho parlato delle innamorate del Muro di Berlino e del lampadario, è proprio perchè so quante variabili vi sono in “amore”, e proprio per questo faccio dei distinguo. Certo, se mi parli del partner che pensa a un ex mentre è intimità con te posso riconoscere un “vulnus” fondamentale nel rapporto, ma pur non potendolo dimostrare sono certo che non era quello il problema che riguardava mia moglie, non c’era di mezzo il sesso, quanto piuttosto gli esiti di un imprinting “romantico” (quindi illusorio) dovuto a un rapporto che la vide rifiutata, ma nel quale aveva riposto certi suoi sogni adolescenziali essendo il primo.
Il tutto è stato superato e secolarizzato come ho detto, e oggi, ma ormai da tanti anni, riconosce quelle come “visioni” oniriche, e non come aspirazioni a qualcosa alla quale sperava di tornare, anche perchè il soggetto era fisicamente morto.
Laura, le variabili saranno tante, ma l’amore è uno, e sono certo che chi ha sposato il lampadario sia certa che il suo sia amore. Possiamo darle torto? No. Ma è VERO amore? No》
》Tu parli di “finzione” riguardo la storia che ho raccontato, e trai conclusioni generiche secondo un parametro di giudizio che si basa sulle limitate informazioni che ti ho dato. Ma è comprensibile, perchè non eri presente durante le discussioni che io e lei abbiamo avuto, per capire come la cosa non era così “automatica” come l’hai immaginata tu. Che pure riconosci mille variabilità nei rapporti, ma in quello ci vedi la magagna, e che invece alla fine ha dato luogo al rafforzameto del rapporto, e non a un divorzio.
Se invece dovessimo giudicare una storia che come esito ha avuto “un divorzio”, sia pure seguito da una “bellissima amicizia”, cosa lo renderebbe “migliore”? Solo il fatto che si trattava del tuo, o sbaglio? Perchè, come ho avuto modo di dire al riguardo, comprendendo anche il mio rapporto, ogni scarrafone è bello a mamma, soja, è inevitabile.
Però, se mettessimo su un tavolo due storie, di cui una ha avuto come esito un divorzio e l’altra un rafforzamento della relazione, tu quale sceglieresti come indicativa della presenza di un amore?
Giangi, è una differenziazione culturale ma solo in una parte del mondo. Quindi, in questo caso, latitudine e longitudine, fanno la differenza.
Golem, io parlo di una sincera e profonda conoscenza del sé e non dell’immagine che ci si crea. Quell’immagine, quasi sempre deve crollare, affinché si arrivi alla profondità dell’essere.
Un buon modo per iniziare a far sbiadire l’immagine “distorta” di noi (cioè costruita in base a cultura, famiglia, convenzioni sociali,etc.etc.) è non definirsi.
Per es.quando, mi chiedono chi sono,io non descrivo più la mia immagine o ciò che faccio, ma semplicemente rispondo:”sono un essere in divenire, in continua evoluzione”. Ed è ciò che, ora,sento davvero di essere. Vedete, nonostante ciò che c’hanno insegnato sulla perfezione, io credo che noi siamo già perfetti così. Nessuno di noi ha trovato nella culla, il libretto d’istruzioni della vita, quindi, è qui a fare esperienza e più si è liberi da sovrastrutture, più l’esperienza sarà utile.
Ascoltando il racconto di Golem viene spontaneo chidersi cosa sarebbe successo se l’ex di sua moglie non fosse fisicamente morto e se non l’avesse di fatto rifiutata. Troppi se in realtà ma diciamo che quella illusione può essere rimasta tale anche per la manifesta impossibilità di realizzarla.
Ma Laura, e cosa credi che sia accaduto durante le lunghe discussioni con la mia lei, se non una presa di coscienza di quelle sovrastrutture di cui parli, che le davano una visione delle cose, “ammore” compreso, costruita in base a “cultura, famiglia, convenzioni sociali,etc.etc.”
Ma hai idea di quanta gente proietti sugli altri, e non solo per ragioni sentimentali, un’immagine di sè che con la realtà di quel sè c’entra come i cavoli a merenda? Solo qui, dove si dovrebbero scambiare opinioni di ordinaria amministrazione, si sono scatenate guerre dei cent’anni con soggetti del genere, che ancora circolano sul sito.
Tu dici di essere in evoluzione? E chi non lo è. Tutti lo siamo, anche nostro malgrado, ma c’è chi per evolvere parte da presupposti critici corretti e lo fa nella direzione giusta, e chi “evolve” partendo da una valutazione di sé stesso assolutamente falsata per mille ragioni, che vanno dalla banale vanità alla semplice mancanza di confronti reali. Perchè sono quelli che ti dicono chi sei, non quello che noi si pensa di essere.
La parola mancante, era “utile”. Scusate.
Golem, non ci vedo la magagna, semplicemente, so che le donne, in genere, fondono amore e sesso, soprattutto se è una relazione romantica che ha lasciato un segno forte nell’immaginario. Poi, che siate riusciti ad andare oltre è una cosa bellissima, ma la variabile “tempo” per quel periodo, direi che è abbastanza illusoria.
L’amore non è uno, per questo in tutta la storia umana,una definizione definitiva non c’è. Ci sono tante ipotesi e teorie, ma nessuna definitiva certezza. E questo, perché le variabili sono tante e, ognuno, vive l’esperienza amorosa in base al proprio vissuto e alla propria percezione. E non è una gara ad esclusione cioè se è stato amore vero il mio, allora non lo è il tuo e viceversa. Semplicemente, sono due esperienze amorose differenti. Personalmente, nell’incertezza non vivo serenamente e anche per questo, all’epoca mi separai e, in quel caso, veramente chiudendo quella porta, mi si spalancò un portone.
Continua per Golem.
Ma c’è chi, invece, ci riesce e ne fa un punto di forza del rapporto e fa benissimo. È solo un modo diverso di vivere la relazione. Basta ricordare che il sentimento e la relazione, non sempre sono la stessa cosa. E credo che tu, non faccia questa distinzione. Ecco perché non ci comprendiamo.
Tatanka, sono punti di vista. Io trovo temerari coloro che scelgono una vita priva d’amore, perché temo che rimangano in superficie. E, personalmente, sono attratta dalla profondità. Ma anche questa, è una scelta personale.
Olindo,
credo anch’io che a 50 non dovrebbe più esserci voglia di giocare con i sentimenti. Così come immagino che anche tu, alla tua età, debba aver maggior esperienza nel percepire e comprendere il livello di maturità/responsabilità delle persone con cui entri in contatto.
Concordo che non si dovrebbe “scappare come una ladra”: di solito, lo fa chi si sente in colpa e non sa spiegare/giustificare il suo comportamento nemmeno a se stesso. Forse sperava di riuscire a uscire dalla gabbia in cui stava rinchiusa e poi non ce l’ha fatta a fare seguire l’azione a concretizzazione del suo desiderio.
Tutti i sentimenti meritano il massimo rispetto. Hai ragione a provare risentimento ma, allo stato dei fatti, è probabilmente meglio per entrambi che tu non abbia più modo di entrare in contatto con lei.
È interessante notare, come nel caso di Laura, ma soprattutto di Giovanni, quanto indirettamente la mia teoria della “formazione di un’immagine” sia verificata dalle interpretazioni immaginative che si ipotizzano sulla vicenda di mia moglie. Malgrado mi sia sforzato di dare la migliore descrizione possibile di una condizione che ho definito onirica, giusto per dare il senso della consistenza di quella condizione, Giò pensa a cosa sarebbe potuto succedere se il de cuius fosse stato vivo.
Il punto è, Giò, che non era il morto l’oggetto delle fantasie, ma quello che aveva “significato” nell’immaginario di quella ragazzina. Quindi da adulta non vaneggiava sull’oggetto in sè, ma su certi momenti della sua crescita, inoltre non sapeva nè se fosse vivo nè se fosse morto, perchè se le fosse interessato saperlo aveva il modo di scoprirlo. Lo si è saputo per caso, e ti dirò, non ci fu nessuna sua reazione. Ma a te piace pensare alla magagna, n’est pas? Strutturazioni psicologiche diverse non ne prevedi, o sbaglio?
Ciavò.
per chi non riesce a superare che sia l’inizio della rottura o che sia a distanza di mesi o addirittura anni. per chi si sente in colpa per aver sbagliato tanto nella storia e per chi ha poche colpe .. vi do un consiglio, se non riuscite a superarlo da soli fatevi aiutare, non vergognatevi non abbiate timore e il primo passo verso la consapevolezza… per attirare amore o magari chissà il proprio o la propria ex, dobbiamo prima amare se stessi. NON MOLLIAMO forza!
Laura, quindi ci saranno tanti amori per quanti siamo al mondo? Allora che ne parliamo a fare? Parliamo d’altro.
Laura, la sua è stata SOLO maturazione sentimentale, non incertezza. Oggi sappiamo di avere una tale complicità, e stiamo così bene insieme, arrivando a pensare persino le stesse cose nello stesso momento, che siamo tranquilli. E sai perchè lo siamo? Perchè sentimento e relazione coincidono. Hanno cioè trovato la dimensione comune che può farla stare in piedi. L’unica coincidente con l’amore.
E chiaro che se tu consideri “amore” un sentimento che non corrisponde alla relazione, ma a una “immagine” di questa, è inutile discutere, perchè non ci capiremo mai. Perchè tu riconosceresti come “amore” quello per il Muro di Berlino, quello della tipa cotta di Brad Pitt o quello di qualunque altro che non viene ricambiato, eppure “ama” disperatamente.
Se parliamo di “amore” quando parliamo di questi “ammori”, è meglio lasciar perdere. Siamo su dimensioni diverse. Una illusoria, l’altra reale.
Non può esserci “ascolto”. Sono “mondi” diversi.
Golem, mi fa piacere che ora siete felici, ma sognare qualcuno, avere fantasie, immaginare un amore passato, mentre si sta con qualcun altro, per qualsivoglia ragione, non va a connotare l’amore per il compagno. Se si ama, non si sogna nessun altro perché il sentimento concentra tutta la nostra attenzione sull’amato. (Può piacere o no,ma funziona così)
Quelle che descrive tu, sono infatuazione, cotte o al massimo, innamoramenti. Io ti ho parlato di una storia lunga 17 anni, con la scelta di un matrimonio, con anche la vita lavorativa condivisa, Con progetti, sogni, momenti difficili,dolori condivisi. E, il fatto che alla fine, abbiamo compreso che quel sentimento potesse trasformarsi in altro, non annulla l’amore che c’è stato prima.
Siamo su 2 pianeti diversi perché per me l’amore, può avere diverse sfumature ed è vero indipendentemente dalla durata della relazione e dall’esito finale, che, quasi sempre è condizionato dai nostri schemi mentali.
Ciao a tutti e grazie per questo scambio.
Sto in silenzio solo perché sto passando un momento davvero brutto.
Ho saputo da un’amica comune che il mio ex sta andando a convivere con la nuova fidanzata. La cosa mi ha ferita molto perché con me, non si è voluto impegnare seriamente e anche questo suo non sbilanciarsi, mi tratteneva dall’entrare totalmente nella storia. Lui diceva che ero io a non volermi impegnare, ma la verità è che non si è mai sbilanciato.
Probabilmente abbiamo sbagliato entrambi e per questo, tutto è finito. Ma ora ho un senso di vuoto e di abbandono fortissimi.
Appena starò meglio, risponderò a tutti voi.
Grazie per esserci, siete gli unici con cui posso parlare di questa storia e leggerci mi fa riflettere molto.
Golem, io non penso a nessuna magagna. Mi pare solo improbabile, che tua moglie, mia moglie, o chiunque altro che pensi costantemente ad un amore passato non lo faccia nel ricordo di lui ma per ciò che aveva significato in un ipotetico immaginario.
Così come mi pare probabile che di fronte ad un amore che non esista più fisicamente in quanto morto sia abbastanza facile lasciarsi convincere che il soggetto non rappresentasse nulla. Mi chiedo infatti chi lascerebbe il proprio partner, nella mezza età, dopo anni di matrimonio dove, bene o male, vige fedeltà rispetto e perché no, anche amore per un qualcosa vissuto anni fa e comunque non piu esistente.
Resta il fatto che, in ogni modo, quel qualcosa ha contato qualcosa nella vita di questa persona.
Oh no Laura, non temere coloro che rimangono in superficie, perché quella sarà la loro salvezza.
Vedi, devi sapere che nelle profondità dell’oceano c’è sempre il rischio di finire in bocca agli squali.
Meglio godere la bellezza di questo fantastico mare in superficie, si tratta di amor proprio, cosa che manca al 90% delle persone a quanto pare.
Certo Giò, ha contato perché era il primo, e per la morale di “quella” ragazza, aver “concesso” la virtù femminile (per le donne di un’altra generazione) per eccellenza, non essendo “ricambiata” come i sogni le raccontavano, ha lasciato il segno. Ma questo non significa che il soggetto fosse il suo amore, ma solo l’immagine di un’idea dell’amore. Ma poi, dove avrei scritto che pensasse al tizio continuamente? Piuttosto, ho scritto da qualche parte qualche giorno fa che almeno una decina di mie ex si sono fatte risentire a distanza di 20/25 anni, ma pensi che sperassero di tornare con me? Non credo proprio. “Tornavano” a quando avevano vent’anni, era un modo per fermare il tempo, una fuga dalla routine, una forma di nostalgia retroattiva che molti hanno, che io non ho, e che ho faticato a comprendere.
Le lunghe discussioni avute hanno chiarito sia il valore della figura che quelli dei momenti allora trascorsi. Puoi giurarci che se avessi scoperto di essere stato un ripiego, oggi lei piangeva la salma e io, boh. Forse stavo a Santo Domingo. Chi lo sa.