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Mi manca mio padre

di PATTY1982

Riferimento alla lettera: Ciao a tutti, scrissi qualche mese fa per raccontarvi della morte di mio padre avvenuta cosi improvvisamente.. è morto il 7 giugno colpito da un infarto improvviso e ora dopo quasi 4 mesi non so dare un senso a tutto questo.... mi manca da morire in ogni istante... mi sento...
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Data di pubblicazione: 19 Settembre 2007.

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Categorie: - Famiglia - Me stesso

350 commenti

Pagine: 1 2 3 4 5 7

  • 101
    Valy -

    Cara Patrizia, come ti capsico…Io dico che quando mi alzo la mattina, vado al lavoro, sto con i miei figli è un’altra Valeria a farlo,perchè quella di prima non c’è più…Forse, come tu dici, la cosa più crudele è continuare a coltivare una speranza che non esiste…Ogni giorno, quando squilla il mio telefono, spero sia Lui, ogni giorno quando suona il mio citofono, spero sia Lui, e ogni giorno in ospedale, dove lavoravamo insieme, quando sento dei passi che si avvicinano alla mia porta, mi illudo che sia Lui…Vorrei trovare conforto in una fede che non ho…e per sentirLo più vicino cerco di trascorrere il poco tempo libero a leggere i libri che a Lui piacevano di più…

  • 102
    patrizia -

    sono passati quasi 4 mesi dalla morte di mio padre ed io ancora continuo a non crederci. Ne parlo sempre al presente come se fosse ancora qui con me. E’ stato triste passare la pasqua senza di lui. Niente ha più senso ed è inaccettabile andare al cimitero e pensare che ormai quella è la sua casa. Vorrei tanto averlo ancora accanto a me, raccontargli le mie cose e vederlo sorridere. Vorrei poter non piangere più e stare meglio ma senza di lui questo non è possibile. Non riesco più a pregare e non riesco a guardare le sue foto ma soprattutto non riesco a rassegnarmi a vivere la mia vita senza di lui.

  • 103
    violino -

    Cara Patrizia
    queste feste sono state brutte anche per me. Ho trascorso le giornate pensando a quello che avevo fatto con lui la pasqua precedente anche se in partciolare non avevamo fatto nulla perchè il mio papino era in casa e non poteva uscire ed io decisi di trascorrere le feste con lui soprattutto il giorno di pasquetta rimanemmo soli in casa. La cosa non mi pesò minimamente anzi ero contenta perchè ero con il mio papa’ e pensavo che in quel momento c’era e che me lo dovevo godere.
    Infatti, alla pasqua successiva il mio papa’ non c’è stato.
    A te sono passati 4 mesi e a me 9 mesi ma il dolore è uguale anzi a volte peggiora. Mi manca tanto.

  • 104
    Roberta -

    Ciao Patrizia…non so se la mia testimonianza ti aiuterà…tu dici che dopo nove mesi…”ormai” gli altri si annoiano a sentirti…beh intanto nove mesi sono dcisamente pochi per pensare che il dolore per la perdita di un amore grande come il tuo, possa affievolirsi così presto. E poi diciamocelo…in realtà non vogliamo smettere di provare quel dolore, perchè ci ricorda quanto ancora lo amiamo…e ci fa ancora sentire il ns papà vivo dentro di noi. Cmq sappi che in realtà nessuno si annoia a sentirti…(anche se anch’io mi sento mooolto ripetitiva e mi faccio i tuoi stessi scrupoli)è che gli amici che ti vogliono bene vorrebbero aiutarti ma più passa il tempo e più per loro diventa meno forte il ricordo..non lo fanno apposta! è che non è successo a loro! ma in realtà non si annoiano, è solo che non sanno come aiutarti, si sentono inermi. E invece tu non hai bisogno di soluzioni ma solo di ricordare ed essere ascoltata.
    Io ho perso mio padre da quasi quattro anni e non ho alcun parente che lo pianga con me..sono figlia unica e ho perso mamma due anni prima di lui. Unisciti molto al resto della tua famiglia e condividi il tuo dolore con loro. Non passerà mai del tutto…si trasformerà…almeno così dicono. Per me insieme a lui sono andati via anke i più importanti punti di riferimento che avevo, ma in effetti…col tempo..lottando e grazie ai suoi insegnamenti…sento che riuscirò a diventare la donna che voglio diventare, conservando anche quella bambina amata tanto dal suo papà….abbi fiducia, è il ciclo della vita e purtroppo lei non cambia, dobbiamo maturare noi e saperla prendere. Cadrai ancora ma poi ti rialzerai. A volte ripetiti anche questo…tu come anche io….abbiamo avuto la fortuna di avere una vera famiglia con amore sincero…che ci hanno lasciato quel tesoro di ricordi insegnamenti ed emozioni senza prezzo.

  • 105
    patrizia -

    Mi manca, mi manca tanto! Ogni giorno che passa è un giorno in più senza di lui ed il dolore si fa a volte così intenso da sembrare di non farcela ad andare avanti. Guardo le sue foto e ancora lo vedo li vivo davanti a me e ancora non riesco a crederci che sia accaduto proprio a me!!!! Voglio abbracciarlo, voglio sentirlo, voglio parlare con lui ma le mie parole si perdono nel vento e il mio papà non mi risponde perchè non può più farlo. Mi manca terribilmente

  • 106
    pasquale -

    Penso a mio padre e i miei occhi si bagnano di lacrime,quante cose non ci siamo dette,

  • 107
    patrizia -

    Ciao Roberta, grazie di aver parlato con me. Hai ragione ho avuto la fortuna di avere una vera famiglia alle spalle e quella che sono diventata adesso lo devo soprattutto ai miei genitori. Io sono orgogliosa di aver avuto un papà così speciale! Hai ragione su tutto quello che hai scritto e mi rispecchio molto nelle tue parole. Mi dispiace però sapere che tu sei sola a soffrire per un dolore così grande, non è facile da superare (anzi forse non si supererà mai). E’ vero che il ciclo della vita è questo ma ognuno di noi spera sempre che la morte di un genitore arrivi il più tardi possibile ed io avrei voluto godermi il mio papà ancora un bel po’ di anni ed invece è andato via così in fretta che ancora non ho realizzato veramente cosa sia accaduto!!! So solo che mi manca terribilmente come manca terribilmente a tutti voi che in questo momento state leggendo queste poche righe. Un abbraccio

  • 108
    Roberta -

    Sai Patrizia, leggere quella frase…”mi dispiace sapere che tu sei sola a soffrire per un dolore così grande”….mi ha fatto molto effetto. Spesso le persone che abbiamo accanto tendono a sdrammatizzare, per non farti pensare troppo a quello che è successo o meglio perchè credono che “commiserarti” sia un modo per non farti reagire. Grazie, mi sono sentita compresa.
    Ecco il brutto di quando si è soli….che tutti intorno a te tendono ad entrare in questo meccanismo..e tu per reazione tendi a reagire, a volte a fingere per non farli preoccupare e io per carattere un pò a minimizzare i miei bisogni. Invece a volte è proprio necessario dare il giusto valore a quello che accade…anche se negativo. Non bisogna avere paura di stare male perchè stare male è il modo + naturale per metabolizzare prima…e se ogni tanto abbiamo voglia di urlare…”MA CHI SE NE FREGA CHE SUCCEDE A TUTTIIIIII!!!! CHI SE NE FREGA CHE E’IL CICLO DELLA VITAAAAA!!!! IO STO DA CANIIIIIIII”…beh…dovremmo farlo 😉

  • 109
    Valy -

    Ho letto un libro in questi giorni “Diaro di un dolore” di Lewis. Credo di essermi rispecchiata nella metafora che Lui usa per descrivere il proprio dolore per la perdita della moglie. E’ come se ci venisse amputata una gamba…Dopo un pò la ferita cicatrizza, il dolore non è più acuto come prima…Ma ogni tanto il dolore torna nel moncone e, comunque, anche nei momenti in cui il dolore non è lancinante, resta il fatto di dover vivere per sempre con quell’amputazione…Il dolore si può modificare, ma l’amputazione resterà per sempre…
    Sono passati quasi tre mesi dalla morte improvvisa di mio padre e, anche se ora posso alzarmi, andare a lavorare, riuscire ogni tanto acnhe a combinare qualcosa di buono, il dolore è sempre lì accanto a me, e penso che rimarrà una presenza che non mi abbandonerà mai, nel pensiero costante di come avrebbe potuto essere…
    Sono d’accordo con Te, Roberta, bisognerebbe riuscire a viverlo il dolore…E io so che non ne uscirò facilmente proprio per questo…ho due bimbi piccoli e non posso mai abbandonarmi davvero al dolore…E poi il mondo attorno a noi non vuole vedere il nostro dolore…Il dolore dà fastidio, imbarazza…Io sento il bisogno di parlare, ma sono gli altri che mi frenano…Il mio dolore li intimidisce…Nessuno è davvero interessato a questo; nessuno che non abbia avuto la sfortuna di provarlo. Non capiscono; superato il primo mese pensano che tutto per magia per te si sia risolto…e quando non hai voglia di farli vivere in questa ilusione, e accenni al fatto che per te non è cambiato niente rispetto a quel giorno tragico, non ti capiscono…
    La morte mon esiste per nessuno di noi fino a quando non ci tocca averla vicina…

  • 110
    maty7 -

    Ciao Valy, anche io tempo fa avevo letto il piccolo libro di cui parli e mi aveva molto colpito il modo in cui il marito descrive il dolore totalizzante della perdita della moglie come di una parte di sè.
    I vostri post sono molto toccanti, non importa l’età, qualsiasi sia la stagione della vita non si smette mai di essere figli..la cosa veramente triste è vedere quanto oggi spesso manchi il rispetto verso i genitori che vengono abbandonati, ignorati, derisi, visti come un peso, utilizzati come bancomat o babysitter.
    Tutto questo amore che emerge dalle tue parole (e da quelle degli altri intervenuti qui) è così vivo che mi fa venire in mente due versi della Bibbia “l’amore è forte come la morte” e “le grandi acque non potranno spegnere l’amore”, ed è proprio questo che continua a sopravvivere immutato dopo il distacco, tragico, inaccettabile, seppure così normalmente connaturato al ciclo della vita degli esseri viventi.
    Si dà un significato alla vita, più difficile attribuirlo alla morte, quali discorsi possono mai servire ad alleviare tanto dolore, chi ruota attorno è impreparato, a disagio, non riesce a portare una parte peso con chi ha subito la perdita, però la semplice condivisione, anche in un luogo virtuale come questo, può essere di grande aiuto.

  • 111
    Valy -

    Cara Maty7, grazie per le Tue parole…mi hanno fatto commuovere e mi hanno fatto sentire compresa…Lo so nessuno può alleviare il dolore, però il sentirsi capiti, il sentire che gli altri sanno che soffri anche se non vesti di nero, anche se vai al lavoro, anche se la vita continua, è importante…Grazie

  • 112
    francesco -

    Sai patrizia,anche mio papa’ non c’e’ piu’,se ne’ andato in punta di piedi,senza lamentarsi,io ero al lavoro,e ricordo ancora la sua voce al telefono prima che se ne andasse,non ero un campione di figlio,ma sono sicuro di aver messo a frutto tutti i suoi insegnamenti ,sai,ogni giorno sento la sua presenza vicino a me. la sento,cosi’ come devi sentirla tu. ne devi essere certa,perche’ la vita non finisce su questa terra,ne sono sicuro,il tuo papa’ e’ con te,e con tua mamma. in ogni momento ed in ogni luogo,lui ti guida,ti guarda,ti accarezza,stanne sicura,parlagli,e lui in qualche modo ti rispondera’,a me solo pensarlo mi fa’ sentire tranquillo…. mi guida….. fallo anche tu.

  • 113
    roberta -

    Ho scritto su questo sito perche pensavo di poter essere di aiuto e invece alla fine voi tutti avete aiutato me.. ne è passato di tempo ma quel buffo intelligente e grande uomo continua a far sentire la sua assenza.. grazie di cuore a tutti. Alcuni post sono stati davvero toccanti..siamo tutti diversi gli uni dagli altri.. ma certe emozioni sono cosi identiche da far paura. Buonanotte a tutti

  • 114
    maty7 -

    Cara Valy, anche non ci conosciamo sono felice di sapere che in qualche modo le mie parole sono state un piccolo raggio di sole nel buio di tanto dolore, come vedi la mancanza di contatto reale, fisico non impedisce una comunicazione anche di valore. Questo per dire che sicuramente tuo padre ti ha lasciato una eredità di pensieri, insegnamenti, emotiva, spirituale su cui puoi rifondare la tua felicità, una serenità vera ritrovata e rinnovata. Ho letto poi nei commenti precedenti che hai perso non solo un genitore molto amato ma anche un uomo di grande spessore accademico, così in un istante senza preavviso..tutto questo rende la perdita ancora più ingiusta, traumatizzante e inaccettabile. Purtroppo non siamo abituati per cultura a “fare amicizia” con la morte, ma è necessario piano piano seppure nella disperazione, dare un senso alla morte che è un processo umanamente tragico ma estremamente naturale e trasformare questo dolore in immagini di vita, in onore di tuo padre. Condivido questa parabola che ho letto in un libro la quale credo comunichi meglio di mille bei discorsi quello che intendo dire.
    “Un re aveva un diamante grande, bello e puro e di cui si vantava molto perché sosteneva che al mondo non ce n’era uno eguale. Accadde che un giorno, per errore, il diamante subì un graffio profondo. Il re mandò a chiamare i migliori intagliatori di diamanti e propose una grande ricompensa a chi fosse riuscito ad eliminare il difetto dal diamante, ma nessuno di loro fu in grado di farlo. Il re se ne rattristò molto.
    Trascorso un certo tempo, si presentò al re un artigiano che sosteneva di essere specializzato nella raffinazione delle pietre prezione. Egli si impegnò a riparare il raro diamante, tanto da renderlo ancora più bello di quanto fosse prima dell’incidente. La sua sicurezza impressionò il re che consegnò nelle sue mani la pietra preziosa. L’uomo mantenne la sua parola. Con un’arte davvero raffinata egli incise un bellissimo bocciolo di rosa intorno alla graffiatura, con la graffiatura che faceva da stelo alla rosa”.
    Bella vero? Io la trovo molto significativa, e mi viene in mente..visto che mi sembra di aver capito che lavori anche tu in ospedale o se hai a che fare con l’ambiente universitario potresti adoperarti per una iniziativa in suo ricordo e onore, intitolargli un’aula, uno spazio o una borsa di studio..qualcosa che sia importante per te e perpetui il suo ricordo e la sua persona, un gesto di questo tipo potrebbe aiutarti molto più di quanto tu creda, risollevandoti e dandoti forza, e riuscire in ciò che al momento ti sembra impossibile..trasformare un graffio in immagine di vita. Ciao:-)

  • 115
    Valy -

    Cara Maty,
    grazie ancora una volta per le tue parole. La parabola che hai scritto è molto bella e l’ho letta oggi, 14 maggio, in occasione dei tre mesi dalla scomparsa di mio padre. Sicuramente l’aver condiviso con Lui il lavoro, e, soprattutto la passione per il lavoro, è una grande opportunità. So di avere la possibilità di continuare a farlo vivere in quello che faccio, in quello che trasmetto agli studenti, che erano anche i Suoi studenti, nei progetti di ricerca, che abbiamo anche pensato e condiviso insieme, e nelle pubblicazioni già scritte insieme che nessuno potrà cancellare…Spero di potergli fare intitolare il nostro Dipartimento Universitario, alla cui nascita e crescita Lui ha contribuito…
    Tutto questo mi aiuta a far sì che Lui non venga dimenticato…ma è il senso di irreversibilità di questa condizione che mi tormenta. Nella mia vita ho sempre cercato di vedere il sole anche in mezzo alle nuvole e penso sempre che le cose, anche negative, possano cambiare…Ma questa non può cambiare…Il senso di impotenza è terribile…Però da quando il dolore fisico, lancinante, è diminuito, per lasciare posto ad un dolore più razionale, ho cominciato a sentirlo più vicino…E’ come se, per la prima volta nella mia vita, vedessi davvero alcune cose, chiare, senza nebbia e riuscissi a distinguere quello che conta veramente dalle cose futili…
    Penso che la perdita prematura di un genitore lasci una macchia, un “graffio” che non si può cancellare, nella nostra animo; ma quel graffio, quel dolore, ci rende, se lo sappiamo vedere, più simili agli altri che soffrono e, forse, più propensi ad aiutare il prossimo…Così il graffio si può trasformare in una rosa…
    Grazie per il tuo tempo e per i tuoi pensieri…

  • 116
    maty7 -

    Io dico grazie a te per rendere possibile questo scambio. Certamente l’irreversibilità di certe condizioni ci mette di fronte alla nostra impotenza e rende tutto ancora più difficile da metabolizzare, perchè accanto alla necessità di venire a patti con la morte e darle un senso si impone la necessità di ridare un senso alla nostra esistenza, riconsiderarla per quello che è realmente e non per come noi la abbiamo sempre pensata. Vedi le riflessioni che hai espresso specie nel tuo ultimo commento sono molto preziose, e dimostrano come anche tu stai ricavando la tua rosa, il capolavoro, da uno sfregio, il graffio inaccettabile, perchè distinguere le cose importanti da quelle futili, vedere il prossimo con occhi nuovi, accorgersi realmente della sofferenza che sta intorno è parte di quella ricchezza interiore che rende le persone speciali, una risorsa di grande valore che porti sempre con te e nessuno può rubare, che ti renderà a tua volta un genitore ancora più speciale agli occhi dei tuoi figli e Te la figlia di cui tuo padre sarebbe stato ancora più orgoglioso, assolutamente professionale nel suo lavoro ma anche profondamente umana, un meraviglioso connubio che raramente si trova in giro. Sono sicura che dopo aver vissuto il tuo dolore fino in fondo risorgerai manifestando una rinnovata forza che anche gli altri non potranno fare a meno di notare e da cui trarranno ispirazione..

  • 117
    Elena -

    Buona sera a tutti! Purtroppo ė successo anche a me, ho 25 anni.. Mio padre ė morto da quasi 2 mesi… Un infarto improvviso e fulminante me lo ha portato via a 58anni!!! È davvero difficile… Io sto cercando di prendere l’abilitazione per diventare Avvocato.. E guardate il caso anche lui ė…era un brillante avvocato con 33 anni di esperienza!!! Ė davvero difficile…. Ho ripreso il lavoro.. E sto gestendo anche i clienti di mio padre, sto gestendo anche tutte le pratiche burocratiche pur di sollevare mia madre. Dentro mi sento morire… Ho ripreso la pratica legale.. Sto tornando nel suo studio… Sto gestendo le pratiche successorie… Cerco di fare la dura di casa solo perché sò che ė giusto così e solo perché lui lo avrebbe fatto. Ma purtroppo non mi sento capita da nessuno.. Ovviamente la mia mamma e mia sorella mi capisco Ma a loro risparmio i miei sfoghi.. Tranne quelli incontrollabili! Grazie per la vostra attenzione.. Abbraccio tutti coloro hanno il gelo nel cuore come me. Elena

  • 118
    Valy -

    Cara Maty, scrivere su questo sito dando conforto agli altri, riempendosi del dolore degli altri, non è facile…grazie ancora una volta…Anche se non ci conosciamo e le parole spesso sembrano inutili, le Tue sono riuscite a farmi sentire compresa…Sei davvero una bella persona…

    Cara Elena, capsico bene il Tuo dolore…Avere l’eredità della vita lavorativa del proprio padre non è semplice…Però è un dono che altri non hanno, e anche se ci fà sentire di più il dolore, ci avvicina anche ai nostri papà…Se non ci fossi Tu, il Suo studio, le Sue pratiche, il Suo lavoro, sarebbero nelle mani di altri, di estranei…e invece Tu, come me, hai la fortuna di poter continuare a far vivere quello che Lui aveva fatto, con una dedizione ed un amore che nessun altro potrebbe avere…

  • 119
    Elena -

    Valy … Grazie! Hai ragione, me ne rendo conto.. Ė una fortuna, anche se mi toglie costantemente il fiato. Non sono riuscita ancora a distanza di due mesi ad avere il tempo di sfogarmi e sentir,i piu leggera! Non so sė avverá mai. Mi consola molto sapere che non sono solaio questa triste situazione! Il rapporto con chi vi sta accanto com’ė???? Spesso la mia frenesia e il mio essere sommersa e immersa nelle cose da fare di mio padre infastidìsce la mia famiglia.. E poi ultimamente sempre perché non mi sito capita quasi da nessuno anche la lontanalnza del mio ragazzo NON mi pesa… Grazie, e buona giornata a voi. Vi abbraccio

  • 120
    patrizia -

    Grazie Francesco, forse hai centrato il punto. Credo che a parte il dolore fortissimo che comunque si continuerà a provare per aver perso il proprio padre il mio dolore sia dovuto al fatto di non riuscire a sentirlo vicino a me e probabilmente perchè ho perso la fede. Non credo più a niente e sono arrabbiata perchè il mio papà mi è stato portato via. Dovrei ricominciare ad avvicinarmi a Dio e quindi credere che il mio papà sia in un’altra vita e che mi guardi e mi assista tutti i giorni. Non sarà facile ma ci proverò grazie.

    Volevo dire ad Elena che posso capire esattamente come ti senti (come tutti quelli che leggono questi post) anche io ho la responsabilità di curare tutte le sue pratiche per la successione e che dolore leggere il suo nome sopra quei fogli!!! Bisogna fare i duri in famiglia per non far soffrire troppo la mamma ma poi di nascosto magari ti chiudi in bagno e cominci a piangere come una disperata. E non ti senti capita perchè a parte chi sta soffrendo il tuo stesso dolore nessuno può capire cosa vuol dire restare senza un padre. Io ogni volta che leggo un nuovo post su questo sito comincio a piangere perchè ognuno di noi soffre per lo stesso motivo dell’altro e quindi può ben capire. Sfogati Elena lascia uscire tutto quello che hai dentro, noi siamo qui!! Un abbraccio

  • 121
    maty7 -

    Grazie Valy, anche tu lo sei:-)

  • 122
    Valy -

    Cara Elena,
    Ti capsico bene. Il rapporto con mia madre e le mie sorelle non è facile. Loro vivono insieme. Io ho una mia famiglia con due figli piccoli. Tutti mi dicono che sono la più fortunata perchè ho una famiglia mia, ma in realtà Loro sono insieme nel dolore, io sola. Anch’io come te ho avuto il carico delle pratiche per la successione. Non appena nomino la questione si irrigidiscono tutti, come se mancassi di sensibilità…ma certo gli obblighi di legge non li stabilisco io…
    Anch’io come te non posso mai sfogarmi…Al lavoro devo fingere di essere forte, perchè devo essere all’altezza di mio padre; in famiglia, devo essere forte, perchè ho la responsabilità di due bimbi e ormai anche di mia madre…E così tengo tutto dentro e mi sto isolando dal mondo che mi circonda…
    In realtà anche se, come tu dici, lavorare dove prima si era insieme toglie il fiato, il lavoro è la cosa che mi sta aiutando di più…E’ una delle pochissime cose che riesce a darmi qualche soddisfazione…
    Anch’io non sempre mi sento capita da mio marito, ma non è colpa Sua…Lui prova a starmi vicino e fa anche tanto per me, ma il dolore non può provarlo con la stessa inetnsità…
    Un abbraccio a tutti e scusate la risposta/sfogo

  • 123
    margherita -

    Ciao a tutti, anch’io ho perso il papà a Luglio dopo una lunga malattia, e l’ho assistito io da sola, perchè anche la mia mamma è molto male. Ho letto alcune cose davvero molto toccanti in questi post: quella che mi ha colpito di più è stata quella che ha scritto Roberta.. anch’io sono sola e spesso mi chiudo in me stessa, perchè i miei amici che hanno più o meno 25 anni come me si spaventano di certe situazioni e cercano di sminuire.. MA IO SENTO UN GRANDE BISOGNO DI ESPRIMERE IL MIO DOLORE, DI DIRE A TUTTI QUANTO MI MANCA!!…vorrei tanto poterne parlare con qualcuno.. vorrei qualcuno che condividesse con me il mio dolore…sono immensamente triste, anche quando sembro allegra e cerco di non pensarci e distrarmi…
    Vi ringrazio per i vostri post e per la possibilità di scrivere.
    un abbraccio a tutti, soprattutto a Roberta, che sento molto vicina a me!!
    Margherita

  • 124
    Roberta -

    Ciao Margherita, essere figli unici è un bel casino eh! ti racconto un po come mi è andata..Ho assistito mio padre e a casa..con l’ausilio di un hospice che mandava medicinali tramite infermieri e una volta al giorno un dottore. L’assistenza domiciliare è una gran cosa per chi sta male e vuole passare i suoi ultimi giorni in casa sua…ma è una vera tortura per chi deve assistere e poi vedere il proprio caro spegnersi nelle mura della stessa casa in cui dovrà poi continuare a vivere da solo. Io devo dire che sono stata fortunata perchè aiutata dal mio ragazzo e dai miei amici. Quindi sola sola non ero…ma di certo…quel dolore l’ho provato sola soletta, non ho potuto condividerlo con nessuno che soffrisse alla stessa maniera, come invece è successo quando mamma ha lasciato me e papà.
    Cmq..almeno per me..si puo dire che il momento piu brutto non è stato proprio il giorno della sua morte..xkè quando arriva a portarceli via ci trova sfiancati dalla loro malattia e li per li una parte di noi si sente quasi sollevata …sollevata xkè loro finalmente staranno meglio..e anche perchè ogni volta che posavamo gli occhi su quell’uomo che una volta era per noi un gigante e ormai solo uno scricciolo irriconoscibile, morivamo piano piano anche noi. So che non è facile per te e in effetti come potrebbe esserlo…nn lo è per nessuno..e quando la morte ti passa così vicino, ti cambia un po, ti lascia un segno nel cuore. Ma tu devi ricordare sempre che i tuoi amici ti vogliono bene e come abbiamo ripetuto tutti in questo blog, sono solo spaventati, inermi, impreparati. Vorrebbero aiutarti ma non sanno come. Allora puoi fare una cosa…spiegaglielo tu. Non hai bisogno di soluzioni da parte loro…perchè l’unica soluzione a te utile ora sarebbe far tornare tuo papà..ma lo sai, non funziona così. Quindi hai solo bisogno andare dalla persona con cui ti senti più a tuo agio..chiunque sia..e spiegarle che l’unica tua necessità ora è sfogare il tuo dolore, così potrai metabolizzare davvero quello che è accaduto e poi…rimetterti in piedi per cercare di colmare quel vuoto con qualche altra felicità che puoi essere certa la vita prima o poi ti darà. Ma per poterla vedere, dovrai aver tirato fuori tutta la rabbia che porti con te…io non l’ho fatto quando dovevo e le cose sono andate MOLTO a rilento. La solitudine è una cattiva consigliera…fai in modo di non sentirti sola..e il modo peggiore sarebbe quello di fingere di stare bene. Non farlo..fingere significa vivere in un mondo irreale che ti allontana da tutti, (ANCHE DA TE)non fisicamente ma emotivamente..quindi sii te stessa, riparti da te, lotta per trovare i tuoi spazi e il tuo percorso. Vedrai che se tu sarai te stessa sarà tutto piu semplice. Fidati di te, perchè noi siamo, per noi stessi, il primo sostegno che abbiamo, prima di tutti, persino prima dei nostri cari papà… UN ABBRACCIO e non fare le mie stesse caxxate!!!!!

  • 125
    Elena -

    Roberta… Le tue parole sono molto sagge… E molto vere,verissime..ma non ė semplice trovare qualcuno che sappia e sia disposto ad ascoltare… Io per tutti voi ci sono… Margherita.. Ti capisco..: davvero ti sono vicina…anche io devo spesso…spessissimo “recitare” la parte della figlia che reagisce..: quando invece vorrei solo poter spaccare tutto… O semplicemente essere libera di fissare il vuoto senza dover dare spiegazioni…
    Forza noi siamo qui!
    Grazie a tutti voi. Un abbraccio Elena!
    Valy … Come ti capisco… Con il mio ragazzo è davvero difficile… E come ti capisco… Ti sono tanto tanto vicina! Davvero.. Immagino quantimè dura… Sì il lavoro inizia un po’ a darmi soddisfazione ma è davvero difficle… Ed ė altresì allucinante dover sempre essere “composti”…. Prima o poi scpierò! Vi RI abbraccio

  • 126
    roberta -

    Ciao Elena..hai ragione non è facile soprattutto xke chi ti vuole bene e spesso non è pronto a vederti in quello stato.. io ho sempre cercato infatti x non preoccupare nessuno a minimizzare il mio dolore razionalizzando anche troppo la morte dei miei. Diverso era quando dopo la morte di mamma c era papà.. dovevo pensare a non intristirlo é vero ma sapevo che a condividere quel dolore con me c era lui.. le mie parole.. piu che sagge sono l ennesimo tentativo di vedere le cose un po meno nere e di provarle tutte.. pensa che voi tutti avete perso il papà da poco.. io da quasi 4 anni. E purtroppo i primi due anni li ho passati fingendo un po troppo e reprimendo x reagire.. odio questa parola! E col tempo ho capito che tutti ti invitano a farlo ma nessuno sa cosa significa davvero!!. Mi piace venire qui a leggervi e a parlare con voi.. l unione fa la forza! un grande abbraccio sincero a tutti e a Margherita

  • 127
    patrizia -

    Ciao ragazze, buongiorno. Oggi è una brutta giornata per me. Non riesco a smettere di pensare agli ultimi giorni di vita di mio padre… e sono così triste!! Mi manca tanto. Sono passati 5 mesi eppure per me è come se fosse passato un giorno dalla sua morte. Mi sembra ieri che parlava con me e mi sorrideva… ed invece non c’è più!!

  • 128
    marilena -

    Mio padre è mancato il giorno dopo il suo compleanno 28 dicembre e anche se sono passati solo cinque mesi mi sembra una vita che non lo vedo e non gli parlo e non lo abbraccio…….
    Un’infarto così veloce che non ho fatto in tempo ad arrivare!
    Una cosa mi conforta, l’essere stata per lui il suo punto di riferimento ed essere considerata una buona figlia di cui vantarsi.
    Coraggio a tutte.

  • 129
    roberta -

    Mio padre è morto il 22 aprile 2011. Mia figliaè nata il 19 febbraio 2011.
    Hanno fatto in tempo a vedersi, toccarsi…ma quanta tristezza in un evento così bello..e quanta disperazione repressa per nascondere a tua figlia il dolore che ancora oggi provi ed esprimi di nascosto con pianti improvvisi.
    Mio padre mi manca, era un punto di riferimento silenzioso ma fermo.
    i suoi sguardi di approvazione mi hanno sempre instradato nella giusta direzione.abbiamo scoperto la sua malattia a maggio 2009, era una di quelle senza scampo..lui ha accettato la notizia col sorriso ripetendo a me , mia sorella e a mia mamma che sapeva che ce l’avrebbe fatta.
    Ha combattuto, sempre a testa alta fino alla fine..il giorno della sua morte ancora sperava che il peggio fosse passato.
    Negli ultimi mesi però si era chiuso, ipercritico e teneva le distanze..non ha mai espresso le sue preoccupazioni solo una volta a mia mamma chiese se sapeva quanto ancora gli rimaneva da vivere. Ha girato mezza Italia, sempre guidato lui, sempre sul fronte a voler sapere il procedere della sua malattia. Poi il tracollo, in 10 giorni papà se ne è andato e ancora non mi passa questa tristezza, questo pianto che mi prende all’improvviso ovunque..mi sento morta dentro nonostante la mia vita sia andata avanti con una bimba che cresce giorno dopo giorno. Ho paura di dimenticare la sua voce, i suoi sorrisi.
    E’ mancato con noi tre che gli tenevamo la mano..una crisi respiratoria, il suo sguardo spegnersi ed un immenso sorriso comparire sul suo volto..poi più niente, solo il silenzio e il rumore del mio pianto.Mi manchi papà, non trovo tregua a questo dolore straziante. Vedo che molte esprimono gli stessi miei stati d’animo, a volte mi sembra che forse sto esagerando, ma vedo invece che la cosa è più che normale. Ho motivo di non preoccuparmi per la mia salute mentale. Capisco come questo dolore sia troppo grande per poter essere superato in poco tempo. Amici che hanno vissuto la mia stessa tragedia mi invitano ad eleaborare il dolore e renderlo una cosa “confortante” e non distruttiva. Mi dicono di cercare di sentire la sua presenza come protezione per la mia bimba, ma ancora non riesco a dare ad una perdita così grande un significato positivo. solo il tempo farà la sua parte.un abbraccio a tutte

  • 130
    Elena -

    Ciao a tutti di nuovo! 😉
    Come state??? Vi abbraccio tutti!!!
    Torno a scrivervi per chiedervi aiuto.. Sto entrando in un circolo vizioso credo.
    Oltre alla mancanza del mio babbo.. Perenne e lacerante ora ho un altro “problema”
    Non ė un problema visto che dopo quello che abbiamo passato.. Siamo anche diventati
    Amaramente piu razionali da capire e classificare i problemi.. Diciamo che ora spesso
    Non sono lucida nell’affrontare la vita.. Mi sento alcune volte travolta.. Persa…
    Sento che l”unico vero appagamento mi deriva dall’essere utile alla mia famiglia!
    Ma il disagio è che non riesco piu a continuare la storia con il mio ragazzo.. Stiamo
    Insieme da quasi 4 anni.. Viviamo insieme.. Io sono molto giovane.. Non ho figli per cui
    Anche la convivenza tra noi era molto “libera”, nel senso che quando volevo dormivo a casa con i miei e quando voleva lui faceva lo stesso…
    Ora pero non riesco piu a dormire fuori casa.. Non riesco piu a lasciare mia madre da solaio quanto percepisco seriamente che la mia presenza le fa bene e serve a risolvere parecchie cose.. Per cui non riesco piu a dedicare del tempo al mio ragazzo, che di per se è un pochino immaturo e molto piu “leggero” di me caratterialmente.. Ma dopo la perdita di mio padre.. Bè il mio ragazzo è nettamente peggiorato.. Lo trovo sempre piu bambino e immaturo.. Per cui sono ad un bivio.. Non riesco piu a starci insieme.. Egoisticamente sò che lui non sarà mai perfetto.. Come nemmeno io.. Pero non riesco davvero a gestirlo.. Ė troppo impegnativo divisersi tra tutto e tutti e dovermi porre in relazione ad un compagno e passare sempre per la pazza pesante che ingrandisce tutto.. Non lo so.. Lo amo ma è difficile… Scusate lo sfogo… GRAZIE!

  • 131
    robertac -

    Cara Elena, il momento è senza dubbio difficile. Ma fai attenzione che la perdita di papà non diventi un circolo vizioso e alla lunga di progionia , con tua madre. E’ vero che oggi siete le uniche che si capiscono vicendevolmente, ma è anche vero che siete entrambe troppo coinvolte e che reciprocamente continuerete a travolgervi nel tunnel della disperazione e del pianto.
    Devi cercare di tenere un pò le distanze da tutto, per cercare di rialzarti un pò alla volta.
    Te lo dico col cuore perchè anch’io, le volte che parlo con mia mamma di papà, mi ritrovo ad affrontare momenti di didperazione pura a cui non so reagire perchè sembra quasi che il dolore si ingigantisca all’ennesima potenza. la distanza, le pause al dolore sono necessarie. Se anche tu come me, hai perso il sorriso, comunque ci saranno momenti che spontaneamente nasce , ma non puoi creare un mondo fatto solo di te e tua mamma. se il tuo ragazzo ha la pazienza di capirti allora aspetterà e si adatterà al tuo cambiamento che inevitabilmente è avvenuto. sei diventata adulta, un dolore simile ti cambia. Ma non è detto che lui sia necessariamente immaturo, se entrambi ci tenete , può essere un momento di reciproca crescita. Lui è tranquillo, non ha dolori strazianti da gestire, la sua vita non è cambiata improvvisamente. Quella che deve capirsi sei principalmente tu, ma non compiere passi affrettati. un rapporto di 4 anni comunque si sarà basato su qualcosa di importante no? parla con lui, fagli capire di cosa hai bisogno…ciao!(sono quella del messaggio dell’11 giugno)

  • 132
    patrizia -

    Elena, come ti capisco!! Oggi sono esattamente 6 mesi che è venuto a mancare il mio adorato padre!! E posso dirti che “purtroppo” mi è capitata la tua stessa cosa. Io anche non ho figli ed ero andata a convivere con il mio compagno ma poi dopo la morte di mio padre non sono riuscita più ad abbandonare la casa di mia madre per stare con lei e magari farci compagnia a vicenda. Anche per il mio compagno la perdita di mio padre è stata forte però mai quanto me!! Nonostante tutte le mia amiche mi hanno detto di ritornare a casa con lui perchè era giusto così, io invece ho agito come avevo voglia di fare e sono rimasta con mia madre (a volte si fermava anche lui a casa con noi). Oggi dopo 6 mesi sto ricominciando a tornare a casa mia ma la mia vita insieme a lui non è più la stessa perchè comunque mi manca mio padre e non riesco a vivere come se niente fosse successo!! Però Elena stai attenta a non confondere il tuo dolore e l’amore verso tuo padre con l’amore per il tuo fidanzato!! Dici che dopo la morte di tuo padre lui è anche peggiorato ma forse non è così. Probabilmente lui è sempre lo stesso solo che a te è venuto a mancare uno dei pilastri della tua vita e magari (inconsciamente) pensavi che lui potesse in un certo senso sostituire la figura di tuo padre. Elena, nessuno purtroppo potrà mai ridarci quello che la vita ci ha tolto e i nostri ragazzi non saranno mai all’altezza dei nostri padri ne tantomeno saranno il pilastro delle nostre vite (al massimo il bastone della vecchiaia). Però un domani anche loro diventeranno papà e diventeranno il pilastro dei nostri figli. Mio padre mi manca terribilmente come so che manca a te. Ti abbraccio forte forte Elena e mando un saluto anche a Roberta che a volte sembra mi legga nell’anima.

  • 133
    Elena -

    Ciao a tutti!!!!
    Grazie infinite di cuore.. Grazie Roberta…e grazie patrizia.. Grazie avete tanto ragione.. Sapete spesso penso che una psicologa potrebbe aiutarmi.. Non lo so!!!!
    Forse ė vero che cerco il surrogato di mio padre.. Ma spesso per orgoglio non riesco a passare sopra alle “superficialità ” del mio ragazzo…
    Marilena… Anche mio padre ė stato portato via in un soffio da un infarto… Un arresto cardiaco che in meno di un minuto…
    GRAZIE.. È bellisssimo avervi… È bellissimo essere finalmente CAPITE! 🙂

  • 134
    roberta -

    Ma quante roberte siamo qui? 🙂 io non vi scrivo da un po.. ma vi seguo sempre..e mi ha fatto trasalire l ultimo argomento.. quanto si siano accentuati almeno ai miei occhi i difetti del mio lui.. soffro soffro tanto e non riesco a uscirne.. a domani. Notte a tutti

  • 135
    elena -

    heheheh Roberta ( del 19 Giugno ore 23.48) !!! ti ha fatto trasalire? bè allora deduco che anche per te il tuo lui sta diventando pnon solo pieno di difetti.. ma di una superficiaità davvero INGESTIBILE.
    non so se , pur avendo affrontato più e più volte il problema della sua immaturità, sia il caso di far passare dell’ulteriore tempo… non lo so; di certo se per un periodo potesse allontananrsi fisicamente da me forse egoisticamente starei meglio.. non lo so!
    Capita lo stesso anche a te?.. a voi??
    UN abbraccio forte a tutti.. e buoona giornata.
    FORZA!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 🙂
    Elena

  • 136
    patrizia -

    Elena e Roberta, quello che leggo nei vostri messaggi mi da ancora più la certezza di quello che pensavo. I nostri “lui” sono sempre stati pieni di difetti ma con la morte dei nostri padri abbiamo riversato in loro tante responsabilità che loro non sono in grado di gestire. Non sono i nostri padri ma i nostri compagni!!! Un compagno ti ama ma un padre lo fa più della sua stessa vita perchè sei una parte di lui, perchè ha il tuo stesso sangue, perchè ti ha cresciuto e ti ha fatto diventare quella che sei, perchè IL SUO AMORE non cambierà mai. Ecco perchè adesso stiamo così male, perchè questo grande amore è andato via e vive solo in noi. Un abbraccio

  • 137
    roberta77 -

    Ecco..comincio a risolvere il problema delle Roberte…io sarò Roberta77! Ciao Elena…si è come dici tu!!! Non lo reggo!! E’ ingestibile nella sua superficialità…parlo proprio delle cose pratiche. Mio padre era uno che NON aveva grande memoria x le cose da fare infatti si scriveva tutto..come me!! Ma ecco..si adoperava per essere efficiente, presente. E ci riusciva alla grande. Era stato un autodidatta pur avendo solo la terza media e aveva una cultura considerevole!! Aveva lavorato per 40 anni in una società privata come coordinatore dell’assistenza sanitaria per i dipendenti e gli stessi medici con cui si relazionava..a volte lo scambiavano per uno di loro…Disegnava anche e si divertiva a partecipare a concorsi letterari..l’italiano era la sua passione e anche essere sempre informato su tutto. Era una persona con una mente molto sveglia e fantasiosa. E’ la persona che in assoluto mi ha insegnato l’ironia..e lo spirito…ridevamo sempre e adoravamo gli sfottò. Considera che ogni volta che qlcn mi dice che ho un grande senso dell’umorismo mi fa il complimento più bello del mondo..anche perchè so chi me l’ha trasmesso. Era troppo forte..un personaggio! Ovviamente gli errori li fanno tutti e li faceva anche mio padre…ma vedevo nel suo comportamento che lui ci teneva ad essere un uomo vero. Di difetti anche non mancava..come tutti..ma la ricchezza che ti trasmetteva era tale da far sparire le cose negative. Vedevo che per lui era questione d’onore essere in un certo modo. Il mio lui è approssimativo…a volte non si capisce proprio dove vuole arrivare con certi discorsi…sa fare delle cose ma quello che mi infastidisce è che quando sbaglia tende a non approfondire cosa ha sbagliato per poi migliorarsi..nn è dispiaciuto perchè ha sbagliato…cerca solo il modo per giustificarsi e non essere criticato. E spesso soprattutto in passato,nn ammetteva di avere torto nemmeno di fronte all’evidenza,a costo di sembrare stupido!!!! Mentre secondo me mettersi in discussione è segno di maturità e sicurezza personale. Ora il problema è…che …1) vorrei parlare con voi per telefono o in chat…xkè ogni volta che vi scrivo dimentico qlc particolare saliente…nonostante i fiumi di parole! 2) io nn ho perso mio padre da poco come voi(a ottobre saranno 4 anni!!)…quindi credo di nn esservi di molto esempio 3) mi sono messa con lui poco prima che mio padre morisse..e ci sono andata a convivere dopo 6 mesi ke l’avevo perso. Mi trascino qst problemi da tempo..xkè i primi due anni come avevo già detto in altri post..non ho vissuto bene il mio dolore, nn l’ho affrontato, forse xkè con papà finiva tutta la mia famiglia..essendo anche figlia unica, e quando sono tornata un po in me ho cominciato a vedere e ora si è tutto amplificato. In + lui ha una figlia e qlc casino ke si porta dal suo passato. Io sono diventata poi troppo intransigente..e nn mi piaccio mica Anche io penso all’allontanamento..l’ennesima separazione..nn so se la reggo. Elena..come facciamo? 🙂

  • 138
    Valy -

    Care ragazze,
    ho riaperto oggi questa pagina dopo un pò di tempo, perchè anche per me i “problemi” con la morte di papà si sono estesi anche ad altri campi, anche se non a quello in questione…
    Personalmente credo che per quello che è successo a tutte noi siano necessarie persone un pò speciali per starci vicino…persone che sappiano vivere accanto a noi assorbendo tutto questo dolore…
    Non è il momento migliore per troncare dei rapporti, perchè non si è abbastanza lucidi, ma per pretendere di ricevere un pò più di quello che si riesce a dare, sì…
    Un abbraccio a tutte

  • 139
    robertac -

    Cara Valy,
    sono pienamente d’accordo con te. E’ ora di chiedere un pò più di attenzione e aggiungerei anche molta delicatezza in tutto.
    baci a tutte

  • 140
    roberta77 -

    Ciao ragazzi! Sono arrivata alla frutta….chissà se dopo c’è anche il dolce.
    Ho crisi d’ansia (non attacchi di panico) quando sono in certe situazioni con gli altri….soprattutto famiglie (di amici) numerose e molto affiatate (COS’è sono invidiosa o mi sento un extraterrestre in mezzo a loro???).
    Non mi sento piu parte di niente….sono felice e rilassata solo quando impegno la mente DA SOLA in qualcosa di interessante…lettura, pittura…
    E ora la crisi, di cui parlavo il 20/06, col mio ragazzo con cui convivo…sta diventando davvero importante…sapete quando nell’aria si respira solo tristezza e amarezza?….lui è stanco di tutte le paranoie che gli faccio e delle critiche ….e non ha piu quella luce negli occhi…luce che nemmeno lui vede in me…credo stia finendo..
    AIUTO…possibile che nn ci sia altra via di uscita?????

  • 141
    Elena -

    Cara Roberta77.
    Ebbe sì ti capisco.. capisco bene a che crisi ti riferisci, io infetti in quei momenti mi rendo conto che niente è più regolare, che 2 piu 2 non fa piu 4.. vedo tutto distorto e reagisco e penso in modo surreale, distorto e plateale.
    Insomma non sò misurare bene le mie reazioni.
    Per cui ogni tanto mi aiuto con qualcosa omeopatico per rilassarmi.. ma niente di miracoloso, putroppo!
    Con il mio ragazzo con cui anche io convivo.. ci sono state e ci sono grossi litigi e sopratutto critiche e appunti che gli faccio sul suo modo di fare e pensare.. lo “giudico” sempre superficiale.. immaturo.. e approssimativo.. e tante volte mi chiedo se sia gusto tagliare le ali ad un ragazzo di 26 anni.. è sempre stato un po piu frivolo di me, ma ora lo precepisco fuori dalla norma, a parere mio è troppo svampito,e anche questo non aiuta il nostro rapporto! anzi, io sono spesso agitata, irrequieta, e mai serena.. e lui mi sembra invece sempre in vacanza.
    Anche a me le famiglie numerose.. o adddirittura la famiglia del mio ragazzo inizio a “detestare”.. perchè perfetta.
    Provo tutto quello che hai descritto tu Roberta77… infatti sto seriamente valutando la possibilità di farmi aiutare da uno psicologo.. perchè spesso vedo la vita, le cose, i comportamenti altrui in modo non reale e offuscato.
    Un Abbraccio a tutti!!!!!!!!!!!
    GRAZIE,
    Elena

  • 142
    patrizia -

    mi manca così tanto ……………

  • 143
    eleonora -

    ho 32 anni.mio padre è morto da poco più di dieci giorni ed io mi sento smarrita. è morto all’improvviso. un incidente. non c’è stato tempo per salutarsi. non ho potuto vederlo. solo una bara chiusa.ancora non credo che sia vero. mi sembra un incubo. sono arrabbiata con lui per averci lasciato nella disperazione… mi sento il cuore pesante di dolore. dovrei dar conforto a mia madre ma non ho la forza. penso a tutte le parole non dette e ai gesti non fatti..e penso alle mie parole di figlia contro mio padre in perenne conflitto..cosa darei per poterci ancora litigare… non so come riprendere a vivere

  • 144
    Francesca76 -

    Io invece mio padre lo odio, non mi ha maivoluta non mi ha mai cercata anche se abitava vicino a me.nNon andrò mai neanche in cimitero.

  • 145
    Elena -

    Ciao a tutti!!!
    Come sempre ė difficle… Sto piano piano chiudendo lo studio di mio padre.. Ė davvero quasi finita.. In un soffio se ne ė andato quasi 4 mesi fa.. Tutto intorno è piu difficle…
    La soglia della ma sopportazione alla gestione dei suoi affari lavorativi è alta… Per il resto ė difficle… ,i manca tantissimo,, e poi piu passa il tempo piu mi accorgo che il mondo è pieno di brave persone…. Ma è altrettanto stracolmo di carogne che nemmeno di fronte Alla morte si fermano… Anzi è li che fanno l’affermazione… Che schifo… Tengo sempre piu dura.. Me è un impresa titanica,,, che amarezza.
    Eleonora: ti capisco.. Nemmeno io ho potuto.. Forse è meglio così.. Amaramente ho i miei ricordi… Amaramente in un soffio se ne è andato.. Per tua mamma ira per te è troppo presto.. Mio padre se ne ê andato 3 mesi e mezzo fa… Mi sembra ieri, come Ltre volte mi sembra una vita fà! Vedrai che la grintA la forza o quantomeno la voglia di aiutare tua mamma verra.. Io vivo quasi solo per la mia famiglia,. Vivo anche per mio padre che non c’è piu.. E ho 25 anni.
    Francesca 76: mi dispiace… Non posso immaginare come tu stia,,cerca solo di volerti bene.. Cerca di scaricare e non farti domande a cui non puoi dare risposte!
    Un abbraccio a tutti.. Grazie’

  • 146
    patrizia -

    Ragazze buongiorno, nonostante siano passati 7 mesi la mia sofferenza è sempre tanta. Alterno giorni allegri ad altri tristissimi. Il mio papà è sempre nei miei pensieri ed ogni cosa che faccio mi ricorda lui. Non riesco ad accettare il fatto che non ci sia più nemmeno dopo tutto questo tempo. Trovo che tutto sia stato ingiusto e che non era il suo momento perchè aveva ancora davanti tanta vita da fare. Io non so se a voi è capitata la stessa cosa ma io davanti alla sua tomba non ho mai detto una preghiera. Io vado a trovarlo regolarmente tutte le settimane ma vado li per cambiargli i fiori, per sistemare le piante e basta. Non riesco a restare lì a guardare quella foto con lui così bello e sorridente che mi guarda, non riesco a stare davanti alla sua tomba. Il pensiero di saperlo la dentro mi fa troppo male. Come posso riuscire a sopportare questa cosa? Voi come fate? Un bacione a tutte voi

  • 147
    Roberta77 -

    Ciao Patrizia, x me il 16 ottobre saranno 4 anni…e ieri andando all’ospedale dove papà è stato per un mese circa, prima di tornare a casa e poi andarsene…mi sono rivista li…quando parlavo coi dottori, con gli amici, quando aspettavo, quando piangevo disperata dando i pugni al muro…mi sembrava di guardare un film, dove la protagonista ero io, ma una “io” diversa. E ho risentito tutte le mie sensazioni di angoscia e di impotenza di fronte ad una malattia che minuto dopo minuto toglie prima la speranza, poi la dignità…e solo in ultimo la vita. La verità è che quando loro soffrono tanto il momento della morte (so che sembra brutto dirlo) sembra una liberazione…e poi comincia l’altro calvario, l’assenza totale..il non ritorno. Cara Patrizia, te lo dissi già tempo fa..7 mesi non sono tanti!!! Fidati…è tutto normale. Io al cimitero ci andavo tutte le settimane come te, poi ho capito che cominciava a farmi troppo male e ho scelto di andarci meno…i fiori appassiscono e la gente che passa mormora??? E vabbè…in fondo lo so io quanto soffro, non loro!!! Lo sanno anche la mia mamma e il mio papà, solo qst conta!!! Ora quando ci vado sono piu serena…piango sempre eh…ma ci chiacchiero.. ad alta voce.. per sentire di nuovo la mia voce che si rivolge a loro (se nn ho nessun altro vicino!!)E poi si Patrizia, è ingiusto.. perchè il tuo papà era giovane, perchè anche tu lo sei! Perchè avevate tante cose da vivere insieme e lui era una brava persona..ma la morte è sempre ingiusta e soprattutto per chi resta, perchè soffre, si domanda il motivo di tanta sofferenza..e non si da pace, perché non può esserci un motivo ragionevole che possiamo accettare. Posso dirti che con il tempo le cose cambiano, la vita è fatta così..la mancanza ci sarà sempre…ma certe cose cambiano, soprattutto cambi tu per abituarti alla nuova condizione. Ma adesso abbi pazienza con le tue brutte sensazioni, ti servono per elaborare il lutto. Assecondale quando puoi e non ti violentare troppo. Servono soprattutto a chi, come te, ha perso un caro all’improvviso..xkè devi metabolizzare quello che è successo. Tu pensa che nonostante siano passati anni…e quando fu, ebbi due mesi per capire che papà se ne sarebbe andato…(x me sempre troppo poki, per la roccia che era), l’altro giorno ho incrociato sulla corsia opposta alla mia, una bravo color carta da zucchero e chi la guidava aveva i capelli grigi..e una polo azzurra addosso..Tante volte mi è sembrato di intravedere la camminata di papà o le sue scarpe da ginnastica incrociando una persona qualsiasi, ma l’altro giorno è stato impressionante, piu si avvicinava e più mi dicevo no nn è possibile!!! Eppure..nonostante io sappia bene come stanno le cose, per un micro secondo, l’istinto di chiamarlo è stato fortissimo…e poi di colpo, la realtà. La morte nn ci va giu, perché non c’è una 2° chance è il “the end” per eccellenza..e purtroppo per poter vivere bene dobbiamo riuscire ad accettarla, almeno in parte. [continua!!!!]

  • 148
    Roberta77 -

    …….[continua da sopra]…Non per smettere di soffrire, ma per non provare piu rabbia o quel sentimento di ingiustizia che purtroppo nasce dentro di noi e a volte ci paralizza nella vita. Io la vedo così! Ora lo so che sembrerò tetra a tutti voi e spero di riuscire a farmi capire.. a volte sono riuscita ad accettare meglio questa idea, quando mi sono resa conto (anche se in fondo tutti pensiamo di saperlo) che per la morte passerò anch’io e ci passeremo tutti..questo passaggio ci appartiene proprio come la vita. E proprio come la vita arriva quando deve arrivare. I nostri papà l’hanno vissuta prima di noi solo che a loro non interessa più, stanno bene, in qualsiasi posto siano e di sicuro un pezzo di loro è proprio dentro di noi. Nella nostra società si parla poco di trapasso…cresciamo con le storie di supereroi..parliamo di vampiri…di highlinder…compriamo l’ultimo telefonino..l’ultimo modello di scarpe…tutto per esorcizzare il pensiero, che siamo mortali. Pensare che “non doveva accadere” è un pensiero normale ma è quel pensiero che abbiamo soprattutto per i primi mesi..o anni e che poi col tempo (ognuno coi suoi tempi) se ne va, lasciando posto ai ricordi più dolci o divertenti e mantenendo cmq dentro di noi quella malinconia o quel nodo in gola che spesso ci assale ma che ci ricorda quanto abbiamo amato e quanto siamo stati amati.
    Cmq grazie a tutti per esserci sempre…a turno cadiamo e a turno cerchiamo di aiutare gli altri a rialzarsi..Un abbraccio forte a tutti e a te Pat! E stai tranquilla ce la faremo tutti insieme!!!! P.S. scusate, lo so, sono logorroica 😉

  • 149
    Eleonora -

    Per patrizia : anche io come te non riesco a guardare la sua tomba. papà è morto da venti giorni ed io ci sono andata tre volte. vado, cambio i fiori e vado via. ne una preghiera ne una lacrima. non riesco a guardare la foto.. non mi sembra vero.. la mia mente non riesce ad accettare la sua morte improvvisa e senza ragione. non l’ho visto ammalato o anziano o ferito. è uscito di casa e non l’ho visto più. anche a me sembra di vedere la sua macchina che incrocia la mia.. è una sensazione brutta

  • 150
    Eleonora -

    … a volte mi capita dimenticare che non c’è più.sono dei momenti.. mi spaventa il futuro e non so come ne usciremo. in quella terribile notte dell’incidente la mia vita è cambiata. mi sento invecchiata di anni. ed è svanita la mia spensieratezza. vorrei ritornare indietro nel tempo.

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