Salta i links e vai al contenuto

Dopo 6 anni di relazione lui non vuole figli

di monica1988

Riferimento alla lettera: Buongiorno a tutti! Scrivo perché sono in uno stato totale di confusione.. ho 34 anni e sto con il mio compagno da 6. Ad oggi io vorrei un figlio, ma lui non se la sente, non ha proprio la minima idea di fare questo passo. Non so più cosa fare,...
Leggi tutto il testo a pagina 1

Data di pubblicazione: 1 Maggio 2022.

L'autore, monica1988, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

Lettere che potrebbero interessarti

Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Famiglia

163 commenti

  • 101
    Gabriele -

    Immagino che sia una gioia al quale tu vorresti aspirare è normale, stando sul punto, ovvero che tu sia confusa e sconfortata dal fatto che lui non vuole avere figli, non significa che non ci siano modi per soddisfare le vostre aspirazioni di coppia. Potreste proporvi come genitori affidari, oppure se conoscete qualche coppia amica che ha figli, magari piccoli, potete eventualmente “aprire” per seguire qualche bambino, così da avere un anteprima su come sia avere un figlio in casa. Ci sono due possibilità: la prima che possa cambiare idea, la seconda che la sua idea si possa radicare ancora di più, a te scegliere, se vuoi correre il rischio.
    Leggendo i commenti, comunque se vuoi avere almeno tu un anteprima potreste proporvi a coppie che hanno figli, per seguirli qualche ora quando potete. Io l’ho fatto, con la figlia di una mia amica, ed ho concluso, che era più la paura dell’incertezza di non dare il tutto per tutto al figlio o figlia ipotetica, che non volontà di diventare…

  • 102
    Trader -

    Per dimostrarvi che Viola è in malafede quando sostiene che mi interessa solo provocare, vi ammetto tranquillamente che potrei rivedere la mia tesi. Devo approfondire. L’indagine va fatta sociologicamente e demograficamente. Ovviamente non significa che le cattiverie di Viola siano corrette, ma c’è qualcosa che devo correggere anche nella mia visione.
    Come ben sa chi mi conosce, su LaD mi interessa imparare qualcosa di nuovo. Se riesco a capire che mi sbaglio, sono contento.

    MAX “Grazie a Golem, Rossana e Viola per le gentilissime risposte, nonché a tutti coloro che hanno la pazienza di leggermi.”

    MAX, figurati, è sempre un piacere leggere i tuoi commenti!

  • 103
    Golem -

    Ecco, lupus in fabula: oggi la mia 29enne aveva un colloquio di lavoro ed è stata assunta da una nota scuola di Moda milanese (per chi studia moda e abbigliamento, per intenderci) e pure con un buon stipendio iniziale. Mo’ vediamo come sarà il futuro, ma temo che se desidero un nipote dovrò adottarlo, scommettiamo?
    Io sono convinto che i soldi c’entrano sì, ma sino a un certo punto, se così non fosse oggi saremmo quattro gatti al mondo. In questo senso, gli immigrati, poverissimi, ma che si fanno meno problemi di noi, lentamente erediteranno la Terra. Poi diventeranno “ricchi” e avranno problemi per il futuro dei figli, e smetteranno di farli, e li sostituiranno gli alieni poveri del terzo universo. Curioso, no?

  • 104
    Gabriele -

    …la volontà di diventare padre, poi ovvio che ci debba essere il conforto di una vita professionale stabile per pensare ad un progetto familiare. Segue al commento 101.

  • 105
    Gabriele -

    Golem, scusami, la caratteristica del primo mondo, ovvero delle economie avanzate, è la spiccata denatalità, sia per la qualità della vita elevata, sia per le comodità a cui, una volta fatto figli, si debba rinunciare o rivedere, aggiungi anche la difficoltà di accedere ad una posizione professionale stabile, vedi tipologie contrattuali di ogni tipo, che quando eri giovane tu, forse nemmeno esistevano, ed avanti così. Le economie del terzo mondo invece, basano la loro sussistenza proprio sulle braccia fornite dalla famiglia, quindi normale avere tanti figli, che poi diventano forza lavoro, autentica disgrazia, avere figlie, poiché poi bisogna fornire la dote, sembrano discorsi da 1800, ma ci sono aree del mondo in cui funziona ancora così, e dove la natalità è alle stelle, vedi la Nigeria per esempio, tanto più in economia di un paese è precaria tanto più le famiglie sono numerose.

  • 106
    Suzanne -

    Viola, ignora deliberatamente gli attacchi di cyberbulli de no artri, la cui età mentale si è bloccata ai 15 anni ( stimata per eccesso). Ahhh le gioie del web, però poi mi raccomando, “bello confrontarsi”, “tutti apportano contributi interessanti” e “volemose bene”. Tu Golem che detesti tanto l’ipocrisia non trovi tutto ciò squallidamente ipocrita?
    Comunque Viola, distinguo gli individui in due categorie : coloro i quali scivolano in una vita di “si deve”, “si fa cosí”, e chi si interroga su ogni singola scelta della propria vita, figuriamoci per quella piú naturale ma allo stesso tempo importante, estrema e irreversibile, cioè avere figli. Ringrazia di essere un individuo pensante e non un coniglio che si accoppia per semplice istinto; la capacità introspettiva e metacognitiva è una gran faticaccia ma prima o poi torna utile, quando si fanno i conti con sé stessi.
    Max, spiegami il segreto della tua calma, perché io a leggere certe frasi ho i brividiiii

  • 107
    Viola -

    Trader non barare, avevi iniziato tu ad assumere toni provocatori. Sei il classico soggetto tossico che vuole solo drenare energie altrui quindi non starò qui a rispondere alle innumerevoli sciocchezze che hai scritto su di me. Non devo giustificarti le mie idee e le mie scelte. Stammi bene. E vai da uno psicologo.

    Golem, anche un tempo, quando ci si sposava e si facevano figli più facilmente, la novella coppia beneficiava di quello che veniva lasciato loro “in eredità”, una stessa casa il più delle volte veniva tramandata di generazione in generazione e spesso i figli continuavano a vivere con genitori e nonni anche dopo essersi creati una famiglia tutta loro. Oggi questo non sarebbe più pensabile, nessuna coppia vuole convivere con tutta la parentela, ed è anche giusto. E ci si adattava anche su svariate altre cose, non c’erano le esigenze della società di oggi. Si, come giustamente dici tu la vita era complessivamente molto più dura

  • 108
    Viola -

    ma il sistema di allora ti permetteva:
    A: di trovare più facilmente un lavoro stabile, cosa che io e il mio compagno, nonostante le nostre competenze, non abbiamo ancora trovato ( per dire ). E quindi di fare piani per il futuro e mantenere una famiglia.
    B: di avere più solidarietà e più inclusione sociale, quindi tuo figlio o tua figlia non si sarebbero sentiti degli emarginati solo perché non hanno l’Iphone nuovo modello o le scarpe all’ ultima moda. Per noi adulti queste cose sono sciocchezze, ma per un ragazzino che va ancora a scuola può essere traumatico ricevere certi trattamenti dai suoi coetanei, essere isolato perché considerato alla stregua di uno zingaro.
    Per non parlare del fatto che un disoccupato cronico dei tempi di oggi, se avesse figli, sarebbe costretto a farli digiunare spesso come fa lui, e a tenerli al freddo e al buio ( vedi caro bollette ) per arrivare a fine mese.
    E’ chiaro che l’egoismo non centra nulla.

  • 109
    Max -

    Golem, comincio con il complimentarmi per il felice esito del colloquio di lavoro di tua figlia. Spero che le condizioni stabili e l’eventuale incontro con l’uomo giusto le suscitino il desiderio di maternità, ma dovrà essere un desiderio, non un dovere e nemmeno una scelta richiamata dal desiderio, peraltro legittimo, di un padre di diventare nonno. Ultime precisazioni in merito al passato: 1. Al giorno d’oggi, se anche si volesse lavorare da giovanissimi non si potrebbe, perché se uno non è maggiorenne nessuna dita si assume la responsabilità di fargli far qualcosa, perché ha troppa paura di eventuali rogne che potrebbero piovergli sul capo se il pargolo/apprendista dovesse riportare un qualche incidente; 2. Rispetto al passato, sembra che qualunque tipo di lavoro, anche il più umile, richieda delle competenze ben superiori, che un tempo non erano necessarie; 3. I tanti figli dei vecchi tempi non erano dovuti a una consapevole scelta procreativa. Continuo.

  • 110
    Max -

    I figli, a quei tempi, arrivavano, per così dire, portati dalla natura, e molti si ammalavano e morivano. Non si conoscevano gli strumenti di contraccezione che si utilizzano oggi e che fanno sì che la gravidanza sia una scelta, entro certi limiti, programmata e consapevole. È vero che di figli se ne fanno di meno, ma quelli che si fanno, proprio perché frutto di scelta, spesso sono molto seguiti e curati, sia perché i genitori che li hanno tanto voluti attribuiscono loro un grande valore, sia perché la società richiede per il loro allevamento e per la loro educazione degli standard molto più elevati rispetto al passato. Che una certa quota di egoismo nella gestione dei rapporti, al giorno d’oggi ci sia, son’io il primo ad ammetterlo, ma credo che non solo ad essa vada ricondotta la spiegazione dei fenomeni cui assistiamo. Suzie, grazie per l’apprezzamento. Posso dirti che l’abito mentale obiettivo e sereno l’ho acquisito in parte con una non facile vita, in parte con gli studi.

  • 111
    Trader -

    Ops… Suzanne è ancora arrabbiata con me perché l’ho smascherata su un’altra lettera. A proposito di cyberbullismo, cerca di screditarmi con gli altri, evitando di confrontarsi direttamente con me.
    Ogni tanto sbotta per niente, ma nessun problema, la conosciamo.
    Viola, io sto discutendo tranquillamente, non agitarti e non offendere. Non vuoi rispondere, va bene, così, non ti forzo. Ma l’astio che nutri per il tuo prossimo non ti fa bene.
    Torniamo al discorso, sperando che non scateni l’ira delle due predette.
    È risaputo che in una società opulenta, come quella occidentale, si crei un andamento demografico a forma di piramide rovesciata, a causa dell’aumento di longevità, dovuto alla diminuzione della mortalità, e alla diminuzione delle nascite. Ma non so a cosa sia dovuto questo fenomeno. Perché i poveri fanno figli e i benestanti no, con la motivazione della precarietà economica? È un fenomeno strano. È pur vero che le condizioni economiche sono relative all’ambiente che…

  • 112
    Trader -

    Ci circonda. Vero quindi il punto B.
    Per quanto riguarda i disoccupati cronici, non ci sono così tante persone che muoiono di fame e stanno al freddo e al buio in Italia.
    Competenze? In cosa?

  • 113
    Golem -

    Certo che se volessimo trarre delle semplici conclusioni da questo dibattituccio, vien da chiedersi perchè più ci “sviluppiamo” economicamente e meno felici diventiamo.
    Domenica ho fatto il “ragù della domenica” di quand’ero bambino, e mi svegliavo con un profumo che oggi mi commuove, com’è successo con quello che ho cucinato. Con una sostanziale differenza però, che quello di ieri vedeva nonni, mamme, zii e nipotini schiamazzanti intorno a quella tavola, in un clima di festa che non si dimentica. Noi domenica eravamo in due.
    Bello certo, tagliatelle al ragù buonissime, ma quelle domeniche erano tutt’altra cosa. Eppure era una casa di contadini e verdurai, gente semplice, povera, col televisore comprato a rate con la copertina a fiori e la Madonna con in braccio il Bambinello sul letto.
    Cos’abbiamo sbagliato? Oppure è “logico” che sia così, non riesco a capirlo. È possibile che la “ricca” solitudine di oggi la si cerchi di compensare anche su questi mezzi, finendo spesso -pur di mostrare una certa identità- per “esagerare”, come sottolinea Suzy? Chissà.

  • 114
    Golem -

    Grazie Max, ma per la 29enne è il primo contratto di lavoro a distanza di 5 anni dalla laurea. Per quanto riguarda il “nipotino”, non credo che quel desiderio le arriverà mai, questo perchè vedo questi nostri figli perennemente figli, anche quando dovrebbero non esserlo più, almeno in termini di indipendenza identitaria.
    Non so Max, io ho di buono che se qualcosa non dipende da me non mi fisso, poi sai, alla fine voglio il bene di mia figlia, e se lei è serena noi genitori siamo contenti, e lei è serena. Inoltre riconosce a noi e a sè stessa di essere stata fortunata, non solo per quello che ha ricevuto in termini pratici, ma per il bel rapporto che ha con noi, è questo è un segno di maturità. Direi che una famiglia non può chiedere di più come risultato di aver messo al mondo un figlio.

  • 115
    Trader -

    Come considerate le tutele per la maternità in Italia?
    Vista la bassa natalità, sembrerebbero insufficienti ad incentivare le nascite. Alcune donne che quasi non lavorano per anni facendo tre figli di fila uno dopo l’altro, ma evidentemente tante altre non vogliono.

    GOLEM commento 113. In effetti è dimostrato che il PIL non è un indicatore esaustivo per misurare il benessere né tantomeno la felicità di una popolazione.
    Interessante la tua ultima riflessione, considerando che qua ci sono due esagerate che avrebbero bisogno di darsi una calmata.

  • 116
    Gabriele -

    Le misure per tutelare la maternità in Italia sono praticamente assenti, perché ogni volta che una donna rimane incinta, viene lasciata a casa, con un migliaio di scuse differenti, ma a casa rimane. In una società dove regna l’ipocrisia delle pari opportunità o il supporto al genere, alle donne, quando alla prima denuncia o difficoltà vengono isolate, lasciate sole, e soprattutto, nessuno pensa di scendere in piazza per tutelare ora quella ora quell’altra. Poi ci sono le discriminazioni, di ogni tipo, la realtà in Italia mi dispiace dirlo, è fatta di stereotipi, e soprattutto di provincialismo. Vogliamo fare un paragone con uno stato, dove i diritti civili e le discriminazioni non vengono tollerate? Ce l’ho.
    Nel 2018, sono andato a trovare parenti a Pasadena, in California “vicino”, ma nemmeno troppo a Los Angeles, mia cugina venne a prendermi all’aereoporto, e andammo in una specie di pub-tavola calda, come ce ne sono tanti lì, specialmente in California, io naturalmente…

  • 117
    Gabriele -

    …totalmente rincoglionito per il viaggio, aspettiamo l’ordinazione, ed arriva la titolare del pub, che dice “ragazzi tra poco però, devo chiudere il locale, che vado a partecipare alla manifestazione per sostenere X”, mia cugina guarda lo smartphone e vede che ha messaggi vari e chiamate, e mi dice “Gabriele, dobbiamo andare anche noi”, cioè dava per scontato che io andassi con lei, dopo tot. ore di viaggio…
    Andiamo, e troviamo gente di tutte le età, ragazzi, uomini, donne, famiglie, anziani, istituzioni, parata della polizia e vigili del fuoco, delegazione del comune di Pasadena ed avanti così e veniamo a sapere, o meglio io vengo a sapere che tutto quel casino è stato mobilitato perché, una ragazza in stato di gravidanza, ricercatrice di un istituto universitario lì vicino, è stata spostata dal suo ufficio al primo piano, al piano terra senza essere consultata, dal suo diretto superiore. Ora ditemi se in Italia capitano cose di questo tipo.

  • 118
    Trader -

    Suzanne: “Tu Golem che detesti tanto l’ipocrisia non trovi tutto ciò squallidamente ipocrita?”

    Suzanne, la risposta la sai già: l’ipocrita sei tu!
    Se rispetto le IDEE degli altri, non ti va bene.
    Se non rispetto le FESSERIE che dicono gli altri, non ti va bene.

    Tornando al discorso, avete visto un grafico di piramide demografica italiana? E’ preoccupante.

  • 119
    Max -

    Caro Golem, anch’io commento il tuo 113. Non credo che abbiamo sbagliato qualcosa, semplicemente abbiamo guadagnato alcune cose al prezzo di perderne altre. Il progresso ci ha regalato un benessere assai maggiore rispetto al passato, con mezzi di soddisfacimento e di miglioramento del nostro status prima inimmaginabili, ma per procurarceli e mantenerli abbiamo perduto quei ritmi più lenti e quello stile più semplice che è rappresentato dal pranzo della domenica nella casa rurale di quei tempi. Inoltre, spostandoci e trovando lavoro in luoghi diversi rispetto ai borghi natìi, abbiamo avuto la possibilità di conoscere e amare persone molto diverse da noi, non facenti parte della nostra cerchia di paese, persone di cui prima non sapevamo nulla e che, come background di origine hanno assai poco in comune con le nostre famiglie. Questo ci ha portato a un arricchimento e a un ampliamento di orizzonti, ma ha reso assai meno facili i rapporti la convivenza con le famiglie di origine.

  • 120
    Max -

    Ebbene, due persone che si sposano essendo molto diverse e provenendo da contesti molto diversi, magari fra di loro riescono ad andare d’accordo, ma temo che quelle domeniche in famiglia tutti insieme sarebbero tutt’altro che armoniose, poiché essendo diverse le tradizioni, i modi di vedere le cose, magari, per chi ce l’ha, anche le fedi religiose, le occasioni di incomprensione e di scontro sarebbero moltissime. Ecco uno dei motivi della prevalenza di famiglie nucleari su quelle allargate ed ecco perché quelle domeniche all’insegna del ragù rischiano di trasformarsi in serene ma un po’ malinconiche sessioni a due. Credo che non si possa dire in assoluto se era meglio la situazione tradizionale o se è meglio quella attuale, ma la risposta dipende dal giudizio soggettivo di qualcuno. Ciò che è innegabile è che ogni cosa ha un suo prezzo e che la conquista di qualcosa provoca la perdita di qualcos’altro e solo il singolo può giudicare quale dei due elementi è per lui più…

  • 121
    Golem -

    Mah, io credo che ormai il trend natalità in Occidente sia ormai tracciato inesorabilmente, e punti verso il basso più o meno per tutti noi europei, non solo per l’Italia. Qualsiasi siano le ragioni di questa tendenza, prima o poi saremo sostituiti da chi i figli li fa. Ma ripeto non è questo il vero problema a mio parere, ma il senso che i figli danno alla vita, la meraviglia di vederli crescere, diventare sempre più capaci, mostrare i loro talenti e soprattutto godere della loro innocenza, anche quando combinano macelli, do cui ero uno specialista
    Certo, quando dico queste cose un po’ è perchè ripenso alla mia felice infanzia, almeno sino a 10 anni, quelli vissuti al sud, e mi sarebbe piaciuto riviverla prima dalla parte del “pa”, e poi da quella del “grandpa”, visto che se ci va bene sono momenti che arrivano per tutti. E mi sarebbe piaciuto viverli con uno stuolo di mocciosi che litigano tra di loro mentre i genitori chiacchierano con un bicchiere in mano, e il “cuoco” prepara il ragù della domenica, che ha iniziato alle 8 del mattino.
    Sarà per un’altra volta.

  • 122
    Golem -

    Ma sì Max, in fondo cerchiamo tutti di rivivere i momento felici, e per me quelli lo erano, anche se li ho riconosciuti tali solo dopo, quando pian piano sono venuti a mancare i principali protagonisti. Per me sono durati sino a sei mesi fa, quando le due ultime zie -entrambe senza figli- una paterna, di 97 anni e una materna, di 87, se ne sono andate, portandosi con loro tutti quei momenti. Io per loro, nonostante la mia età senatoriale, ero sempre “lu piccinno”, come loro per me erano figure materne, che mi dimostravano preparando piatti che non solo mi riportavano indietro nel tempo, ma erano di una bontà davvero d’altri tempi. Forse sì, alla fine provavo un po’ di tristezza mista a nostalgia, pensando alla loro età e alla solitudine nella quale erano costrette per i casi della vita, ma so che la mia presenza le faceva sentire vive e importanti, non meno quanto loro lo sono state per me. Ecco, io questo intendo per le gioie della famiglia, sentirsi parte di un microcosmo nel quale si ha un ruolo che ti fa e fa sentire vivi e amati, perchè no, chi vi partecipa.

  • 123
    Solnze -

    Max, io e mio marito veniamo da culture diverse (latina io, slava lui). Non cambia niente, di Domenica si fanno lo stesso i pranzi dai miei, con tanto di ragù. Anzi, a lui piace un sacco andare a mangiare da mia madre. Ora che ha scoperto la cucina italiana casereccia chi lo schioda più?

  • 124
    rossana -

    Max,
    vero: “la risposta dipende dal giudizio soggettivo” che, a sua volta, dipende dalle condizioni di salute, dai propri vissuti, dalla situazione economica attuale con le sue proiezioni nel futuro e, infine, sia dalla solidità dei rapporti di coppia instaurati che dai propri temperamenti.

    Tutto a mio avviso banale e scontato. Se non si ha vocazione intima di maternità/paternità e non si è certi di poterla affrontare con più o meno pesanti sacrifici personali di vario genere, meglio non mettere al mondo dei figli, nell’illusione di paradisi famigliari di altre epoche, ora sempre più rari.

  • 125
    Golem -

    Caro Max, per mancanza di spazio non ho potuto continuare la mia riflessione al tuo commento relativamente all’ampliamento delle conoscenze legate alla diversa “dinamicità” dei nostri tempi, con i guadagni e le perdite che conosciamo bene. È vero anche questo, ma la tua considerazione si scontra di nuovo con la “mia” realtà, che è quella di aver spostato una “ragazza” inglese, che ti assicuro più inglese non si può. Eppure, caro Max, nonostante la mia pregressa non scarsa frequentazione dell’altra metà del cielo, lei è quella che si integrata nella mia cultura (e viceversa) meglio di chiunque altra, e questo succede da oltre 30anni. Se il cibo, di cui parlo spesso, può essere un indicatore di quella integrazione, ti basti sapere che non solo gradisce la maggior parte dei cibi pugliesi-salentini, soprattutto quelli di base vegetariana, ma alcuni è arrivata a cucinarli meglio della mia adorata mamma. Insomma, credo che sia sempre questione di intelligenze che si incontrano e si “vogliono” capire, e se ci riescono è la felicità.

Lascia un commento

Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.

Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.


▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire commenti offensivi, futili, promozionali o di propaganda (politica, religiosa o di altra natura), né contenuti eccessivamente ripetitivi. Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi di canzoni, poesie o altre opere protette da diritto d'autore. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili