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Dopo 6 anni di relazione lui non vuole figli

di monica1988

Buongiorno a tutti!
Scrivo perché sono in uno stato totale di confusione.. ho 34 anni e sto con il mio compagno da 6.
Ad oggi io vorrei un figlio, ma lui non se la sente, non ha proprio la minima idea di fare questo passo.
Non so più cosa fare, sto cercando risposte nel destino, ma non arriva nulla…
Cosa dovrei fare.. ‘’accontentarmi’’ di lui e passare una vita senza figli o cercare altrove?
Io lo amo, quindi non ci lasceremmo per tradimenti o amore finito, ma solo perché siamo due linee parallele.
E avendo 34 anni e non tutta la vita davanti per fare un figlio, ora che si conosce una persona, ci si fida e si crea qualcosa, passerebbero comunque tanti anni.
Voi cosa fareste? Ho bisogno di supporto morale, sono disperata e confusa. Grazie a chi mi aiuterà!

Data di pubblicazione: 1 Maggio 2022.

L'autore, monica1988, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Famiglia

163 commenti

  • 1
    Deluso58 -

    Capisco il tuo desiderio, ma se lui non se la sente, non puoi obbligarlo a condividere il tuo bisogno di avere un figlio.
    Tu dici di amarlo, eppure è come se trasmettessi l’idea di non sentirti completa, se non amando un figlio.
    È come se avessi paura che la vostra storia finisse e tu resteresti senza un “oggetto” da amare.
    Rifletti bene sul vostro rapporto, perché mi pare che tu non ti senta appagata e questo figlio dovesse colmare mancanze affettive.

  • 2
    MisterT -

    Sicuramente è un problema non da poco…ma non potevate mettere le cose in chiaro un pò prima? Nel senso patti chiari e amicizia lunga: mi sa che avete affrontato l’ argomento figlio in maniera un pò tardiva.

  • 3
    Ana -

    Tu facci sesso non protetto lo stesso. Se rimani incinta e lui il figlio non lo vuole, problemi suoi. Tieni il figlio e se lui non lo vuole, puoi fare la madre single e beneficiare di assegni.

  • 4
    Suzanne -

    No vabbé ma esistono anche i donatori di seme, senza dover ingannare un poveraccio che legittimamente sceglie di non volere figli. Facciamo tanto le donne emancipate e poi suggeriamo questi giochetti da Medioevo?

  • 5
    Golem -

    Ma che c.... di senso ha una vita di coppia senza figli? Se c’è una cosa che ad oggi (e in tempi di bilanci di una vita ormai lunghetta) ha dato senso alla mia esistenza, è proprio quella aver avuto figli. Mah, sempre più incomprensibile questa generazione…maschile.

  • 6
    nikolas -

    Secondo i miei principi un figlio va fatto da se, e poi gestito autonomamente, con il solo aiuto dello stato, di una tata, familiari, amici ecc.
    In nessun modo si dovrebbe coinvolgere un partner sentimentale “per sfangarla” con la crescita e l’educazione di un bambino.
    Attraverso la fecondazione assistita e la gestazione per altri, e’ possibile togliersi ogni desiderio di maternità o paternità.
    La relazione sentimentale potrebbe continuare con i suoi limiti, e l’erede porterebbe il cognome del solo genitore che se ne assumerà oneri e onori.

  • 7
    Tommy -

    Ma ti stai rendendo conto in che schifo di epoca stiamo vivendo, e vuoi mettere al mondo figli? Non ho parole.

  • 8
    Max -

    Io non mi permetto di giudicare né te che desideri un figlio, né lui che non lo vuole. Il desiderio di figli, in chi lo prova, è qualcosa di atavico, irrazionale, il desiderio di avere una prosecuzione di sé e di prendersi cura di qualcuno. Invece, chi non vuole figli avverte il peso di una responsabilità che al giorno d’oggi è molto maggiore rispetto a ieri, sia perché le esigenze dei figli sono molto aumentate, sia perché il mondo sta diventando sempre più difficile da abitare e il fatto di farci entrare una creatura innocente fa un po’ paura. Infine, chi non vuole figli teme che il loro arrivo determini una forte riduzione, se non addirittura un annullamento, della vita di coppia (e questo, ahimè, in moltissimi casi succede). Quindi, secondo me, ciascuna delle due posizioni concentra in sé elementi di altruismo e di egoismo (lo specifico perché si tende a dire che l’uomo che non vuole figli è un egoista mentre la donna che li vuole è un’altruista dal cuore d’oro). Continuo.

  • 9
    Max -

    Quanto a te, mi è difficile darti un consiglio poiché la situazione in cui sei non si basa solo su elementi razionali ma anche, e forse soprattutto, su fattori istintuali. Mi associo a chi rileva che sul punto avreste forse dovuto confrontarvi un po’ prima, non solo perché questo vi avrebbe permesso di regolarvi in futuro ma perché di queste cose, secondo me, si parla anche solo per conoscersi meglio. Ora ti conviene capire, secondo me, anzitutto per quali motivi lui non se la sente di aver figli e capire se: 1. Son motivi per te accettabili oppure 2. Se ci sono dei margini perché tu possa, pian piano, condurlo dalla tua parte. Se non ti riesce di convincerlo valuta se per te è più importante avere a fianco lui, pur restando senza figli, oppure trovare il modo, finché sei in tempo, di averli, da sola o con qualcun altro, tenuto conto che i figli, prima o poi, vanno per la loro strada ed è la persona che abbiamo scelto, soprattutto se è quella giusta, che rimarrà al nostro fiianco.

  • 10
    Eugen79 -

    Che discorsi tocca leggere…ma prendetevi un cagnolino! Lasciate stare gli altri esseri umani…

  • 11
    rossana -

    Monica,
    concordo con tutta l’analisi di Max, in particolare su: “la situazione in cui sei non si basa solo su elementi razionali ma anche, e forse soprattutto, su fattori istintuali”. Possibile che a questi si sovrappongano anche elementi culturali?

    Secondo me, per la donna scattano esigenze a carattere genetico, che ora trovano un’accoglienza meno entusiastica da parte dell’uomo, se questo non è incline a riversare tutto se stesso sulla famiglia, come finisce di fare gran parte delle donne.

    Per molti versi, un figlio può unire la coppia come può essere motivo di insanabile frattura. Chiediti se vuoi l’attuale compagno più ogni altra cosa o se egli è semplicemente il mezzo più affidabile per concretizzare quanto più desideri.

    Il progetto di famiglia dovrebbe essere al primo posto in una seria relazione amorosa. Non è che fra voi ci sia carenza di dialogo? Anche questo di grande importanza fra persone che si accingono a condividere l’intera vita.

    Cerca in te le risposte.

  • 12
    Max -

    Grande Suzie, per l’ennesima volta il tuo commento mi trova in piena sintonia!

  • 13
    Monica1988 -

    Grazie per i consigli.
    Tra di noi il dialogo non è mai mancato, ovvio lui è molto meno propenso al dialogo rispetto a me in quanto passatemi il termine è un po’ “orso”.
    Ciò nonostante, io sono sicura che lui mi ami oltre a vari difetti che ci sono, sia miei, che suoi (non si può essere perfetti) io sono davvero innamorata. Mio malgrado l’istinto mi dice che è arrivato il momento di creare qualcosa oltre la coppia (un figlio)
    Cosa che lui non vuole perché giustamente si definisce egoista e con la non voglia di occuparsi di qualcuno (specifico che non è una persona di ampie vedute e molto ostile al cambiamento, a lui andava tutto bene così come eravamo).
    Detto ciò, affranta, ho preso la decisione di andare via di casa.
    Nonostante questo comunque spero che lui possa sentire la mia mancanza e l’importanza che ho e ho avuto nella sua vita. Spero vivamente che un giorno lui possa tornare comprendendo la mia esigenza

  • 14
    Suzanne -

    Max, la cosa è reciproca, lo sai. Io piú che altro mi domando come una donna possa trovare realizzazione da una costrizione altrui su un punto cosí importante come avere figli. Ma davvero ci basta ottenere il giocattolino pur contro la volontà del nostro compagno? Ci dev’essere qualche problema di autostima o di eccessivo egocentrismo temo.
    Comunque, non credo che una coppia debba necessariamente avere dei figli per essere felice e realizzata, sicuramente è preferibile prendersi cura di un pesce rosso se uno dei due non è intenzionato.

  • 15
    white knight -

    Condivido pienamente il commento 11 di rossana.
    E aggiungo che, contrariamente a quanti ti dicono che “tu e il tuo compagno dovevate pensarci prima”, in realtà non avete nulla da rimproverarvi: mica vi siete sposati. Una relazione come la vostra non è un contratto di leasing dove sin dal principio deve essere definito il piano rateale e il riscatto alla scadenza.
    Figli, casa, cane, gatto e mensole dell’Ikea sono cose che si delineano “passo passo”, talvolta anche da sè.
    In più… pongo una domanda di riflessione (non vuole essere provocatoria): ma il figlio lo vuoi veramente o lo vuoi “perchè l’orologio biologico & company…”?

  • 16
    Golem -

    Suzy, sono convinto che allevando il cucciolo che porti in grembo, vederlo crescere e goderne dei suoi progressi ti farà cambiare idea. Anche io ero “preoccupato” prima di diventare papà, ma se my wife non l’avesse voluta la nostra bimba, oggi non avrei goduto di quei piaceri che questa mi ha regalato, che davvero mi fanno sentire realizzato molto più della carriera e di altri successi che ho potuto avere dalla vita. Certo, una coppia può essere felice anche figli, ma un bambino ci realizza infinitamente di più, sia come coppia che singolarmente, vedrai.
    Ieri ci ha chiamato via Skype una amica ucraina, di Karkiyv pensa, che per fortuna oggi vive in Canada. Sembrava una chiamata di routine, ma a un certo punto ha alzato un fagottino e ci ha mostrato Florence, una settimana di vita: meravigliosa, e mi ha pure sorriso. Io se potessi ne farei un altro di figlio, ma mi aspetto un nipotino, è lo stesso.

  • 17
    Suzanne -

    Caro Golem, purtroppo la vita non sempre va come dovrebbe. In ogni caso si cresce e si matura anche attraverso le batoste, spesso acquisendo una maggior lucidità su ciò che siamo e vorremmo essere. È stato un periodo complicato, ma, come dicono i saggi o gli stolti, ciò che non uccide fortifica. Credo comunque che un figlio debba essere una scelta di entrambi e non un’imposizione di una parte sull’altra. È già estremamente complicato essere buoni genitori, figuriamoci se nemmeno lo si è scelto liberamente e con cognizione di causa.

  • 18
    Max -

    Cavaliere Bianco, è vero, in teoria in un rapporto non ci si dovrebbe comportare come in un contratto, ma è altrettanto vero che se su una questione come i figli non c’è possibilità di intesa e lo si scopre quando si è insieme da tanto tempo, la situazione è molto complicata, perché ci si trova nel conflitto fra la consapevolezza di questa insanabile divergenza e, nel medesimo tempo, il legame che si è sviluppato e consolidato e che è assai difficile recidere, legame nel quale si è investito tempo, energie affettive e psicologiche e l’eventualità di trovarsi di fronte a anni buttati fa male. Quanto a Golem: non dovrei avere la presunzione di fare l’esegesi del pensiero di Suzie, ma a quanto ho capito lei è felicissima di diventar madre, così come il suo compagno o marito lo è altrettanto nel diventare padre. Ciò che lei dice, e con lei io concordo pienamente, è che i figli non vanno fatti per forza e non debbono essere il frutto del ricatto di un partner verso l’altro.

  • 19
    panegirico -

    Il discorso che ci si realizza veramente solo facendo un figlio è un discorso semplicistico quanto perbenista-puritano. C’è chi è felice, pieno e realizzato anche senza avere figli e c’è chi per avere un figlio a tutti i costi si è solo incasinato/a la vita ( pensiamo alle madri single ). La maggior parte delle persone non fa un bambino perché lo sente ma per convenzione sociale, per sentirsi come tutti gli altri. I risultati poi sono disastrosi e impattano soprattutto sui figli. Ma anche desiderando veramente un figlio, non è detto che si è portati ad essere bravi genitori, che non vuol dire perfetti, vuol dire sani ed equilibrati pur con le proprie imperfezioni. Le persone disequilibrate non si sentiranno mai serene e realizzate, con o senza figli, e in più se avranno dei figli trasmetteranno anche a loro i propri tormenti. Anch’io come Rossana ho constatato che non tutte le coppie si solidificano grazie ai figli

  • 20
    panegirico -

    molte volte è vero in contrario. Ammesso e non concesso che il tuo compagno sia un egoista perché non vuole figli, tu non sei certo da meno, primo perché lo giudichi per una scelta che ha tutto il diritto di esprimere, e secondo perché da quello che intuisco vorresti questo figlio solo per riempire i tuoi vuoti e questo è il presupposto più sbagliato da cui partire. Ci hanno instillato la convinzione che dobbiamo tutti obbligatoriamente riprodurci perché è giusto così e solo così siamo individui completi. Ma ne siamo proprio sicuri?

  • 21
    Golem -

    Semplicistico.Intanto non ho detto che tutte le coppie si “solidificano” con un figlio, ma che un figlio, se accettato, fa emergere la reale maturità (anche potenziale) di un individuo, oltre che di una coppia. Questo perchè la riflessione che ne dovrebbe derivare, di fronte alla responsabilità che ne consegue, ti fa diventare adulto o, se rifiutata, ti lascia nello stato in cui ti trovi. Come ho detto, anch’io avevo timore dell’incognita che è la responsabilità di una nuova vita, ma amando mia moglie non potevo impedirle di diventare madre, e avrei affrontato l’evento, e il futuro, richiamando tutte le mie forze non in una condizione da obtorto collo, ma per il sentimento che provavo per la mia compagna. È andata bene, anzi molto bene, abbiamo una figlia che è un regalo della vita, e per questo devo dire grazie a mia moglie, sia per l’esempio che mi ha dato per il modo col quale la allevata, ma soprattutto per avermi fatto essere un padre amato da una figlia che, per quello che mi riguarda, mi ha fatto diventare uomo con la sua venuta al mondo.

  • 22
    Golem -

    Suzy, era sottinteso che i figli si “fanno” in due, e ho spiegato a Panegirico come l’ho vista e la vedo al riguardo. Io credo che oggi convivano due visioni opposte -trascurando gli sconsiderati e i tradizionalisti- e cioè, chi i figli non ne vuole per cento motivi -i primi dei quali sono egoismo e paura- e chi li fa per le ragioni di spinta “vitale” (in senso lato) che mi (e ci) hanno mosso, e che ho citato nel post precedente. Lo dico perchè so i cambiamenti che sono intervenuti in me, le trasformazioni e la maturità che ne ho guadagnato con la paternità, e se la confronto con le illusioni della cosiddetta “libertà”, spesso richiamati dagli “scottoni” a vita (i piemontesi conoscono il significato del termine) non c’è partita. E non c’è mano a mano che passano gli anni, e non per una questione di età anagrafica, ma per “quella” esperienza genitoriale dove ti accorgi della futilità delle ragioni che ci illudevano, e di quello che in fondo ha davvero senso nella vita.
    Per la stima che ho per te so che tra qualche anno ne converrai con me. Ed è un augurio.

  • 23
    panegirico -

    Qui si continua a dire che chi non vuole figli è un egoista che vuol pensare solo ai fatti suoi, ma un figlio si può non volerlo per motivi che con l’ egoismo non hanno nulla a che fare, ad esempio perché ci si trova in una situazione nella quale non si può garantire al proprio figlio un’ esistenza tranquilla e serena, come perdita di lavoro, relazioni familiari e sentimentali difficili, problemi psicologici, ecc.. In questo caso è molto più altruistico secondo me risparmiare al bambino i patimenti di una vita sballata, evitando di farlo nascere. Ma anche chi non volesse figli perché non ci si sente portato, a non farne fa solo la cosa più ragionevole. Perché far soffrire inutilmente un bambino che non sarà mai amato e allevato nel modo più giusto? Mah io non capisco.. Sono concetti evidentemente troppo complessi da comprendere per chi è tutto concentrato nella sua convinzione di avere la verità in tasca.

  • 24
    panegirico -

    Io comunque alla famiglia del mulino bianco non ci ho mai creduto. Bisognerebbe capire quanto c’è di vero in certi racconti, di solito sono proprio i cattivi genitori che descrivono la loro vita familiare come quella ideale.

  • 25
    Golem -

    Panegì, mi sembra evidente che chi ha difficoltà oggettive di natura pratico-economica non debba essere annoverato tra gli egoisti. Io mi riferisco a quella vasta categoria che teme di perdere “la libertà”, pensando di restare “forever young”.
    Tu non credi al Mulino Bianco, come definisci le coppie sereno- felici, per tue esperienze soggettive dirette o indirette, o forse solo per la paura del fallimento, e così preferisci credere che si raccontino balle sul proprio menage familiare, autoconvincendoti che sia così mentre aggiri un’altra verità. Dì chiaramente che ti spaventano o ti pesano le responsabilità, senza arrampicarti sugli specchi, e siamo tutti contenti. Tu per primo, così non ti prendi in giro e non lo fai con noi.
    Sai cosa diceva l’ineffabile Eric Cantona? “Il marinaio che teme i rischi della traversata non lascerà mai il porto”.

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