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Dopo 6 anni di relazione lui non vuole figli

di monica1988

Buongiorno a tutti!
Scrivo perché sono in uno stato totale di confusione.. ho 34 anni e sto con il mio compagno da 6.
Ad oggi io vorrei un figlio, ma lui non se la sente, non ha proprio la minima idea di fare questo passo.
Non so più cosa fare, sto cercando risposte nel destino, ma non arriva nulla…
Cosa dovrei fare.. ‘’accontentarmi’’ di lui e passare una vita senza figli o cercare altrove?
Io lo amo, quindi non ci lasceremmo per tradimenti o amore finito, ma solo perché siamo due linee parallele.
E avendo 34 anni e non tutta la vita davanti per fare un figlio, ora che si conosce una persona, ci si fida e si crea qualcosa, passerebbero comunque tanti anni.
Voi cosa fareste? Ho bisogno di supporto morale, sono disperata e confusa. Grazie a chi mi aiuterà!

L'autore, monica1988, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore - Famiglia

163 commenti

Pagine: 1 2 3 4

  • 1
    Deluso58 -

    Capisco il tuo desiderio, ma se lui non se la sente, non puoi obbligarlo a condividere il tuo bisogno di avere un figlio.
    Tu dici di amarlo, eppure è come se trasmettessi l’idea di non sentirti completa, se non amando un figlio.
    È come se avessi paura che la vostra storia finisse e tu resteresti senza un “oggetto” da amare.
    Rifletti bene sul vostro rapporto, perché mi pare che tu non ti senta appagata e questo figlio dovesse colmare mancanze affettive.

  • 2
    MisterT -

    Sicuramente è un problema non da poco…ma non potevate mettere le cose in chiaro un pò prima? Nel senso patti chiari e amicizia lunga: mi sa che avete affrontato l’ argomento figlio in maniera un pò tardiva.

  • 3
    Ana -

    Tu facci sesso non protetto lo stesso. Se rimani incinta e lui il figlio non lo vuole, problemi suoi. Tieni il figlio e se lui non lo vuole, puoi fare la madre single e beneficiare di assegni.

  • 4
    Suzanne -

    No vabbé ma esistono anche i donatori di seme, senza dover ingannare un poveraccio che legittimamente sceglie di non volere figli. Facciamo tanto le donne emancipate e poi suggeriamo questi giochetti da Medioevo?

  • 5
    Golem -

    Ma che c.... di senso ha una vita di coppia senza figli? Se c’è una cosa che ad oggi (e in tempi di bilanci di una vita ormai lunghetta) ha dato senso alla mia esistenza, è proprio quella aver avuto figli. Mah, sempre più incomprensibile questa generazione…maschile.

  • 6
    nikolas -

    Secondo i miei principi un figlio va fatto da se, e poi gestito autonomamente, con il solo aiuto dello stato, di una tata, familiari, amici ecc.
    In nessun modo si dovrebbe coinvolgere un partner sentimentale “per sfangarla” con la crescita e l’educazione di un bambino.
    Attraverso la fecondazione assistita e la gestazione per altri, e’ possibile togliersi ogni desiderio di maternità o paternità.
    La relazione sentimentale potrebbe continuare con i suoi limiti, e l’erede porterebbe il cognome del solo genitore che se ne assumerà oneri e onori.

  • 7
    Tommy -

    Ma ti stai rendendo conto in che schifo di epoca stiamo vivendo, e vuoi mettere al mondo figli? Non ho parole.

  • 8
    Max -

    Io non mi permetto di giudicare né te che desideri un figlio, né lui che non lo vuole. Il desiderio di figli, in chi lo prova, è qualcosa di atavico, irrazionale, il desiderio di avere una prosecuzione di sé e di prendersi cura di qualcuno. Invece, chi non vuole figli avverte il peso di una responsabilità che al giorno d’oggi è molto maggiore rispetto a ieri, sia perché le esigenze dei figli sono molto aumentate, sia perché il mondo sta diventando sempre più difficile da abitare e il fatto di farci entrare una creatura innocente fa un po’ paura. Infine, chi non vuole figli teme che il loro arrivo determini una forte riduzione, se non addirittura un annullamento, della vita di coppia (e questo, ahimè, in moltissimi casi succede). Quindi, secondo me, ciascuna delle due posizioni concentra in sé elementi di altruismo e di egoismo (lo specifico perché si tende a dire che l’uomo che non vuole figli è un egoista mentre la donna che li vuole è un’altruista dal cuore d’oro). Continuo.

  • 9
    Max -

    Quanto a te, mi è difficile darti un consiglio poiché la situazione in cui sei non si basa solo su elementi razionali ma anche, e forse soprattutto, su fattori istintuali. Mi associo a chi rileva che sul punto avreste forse dovuto confrontarvi un po’ prima, non solo perché questo vi avrebbe permesso di regolarvi in futuro ma perché di queste cose, secondo me, si parla anche solo per conoscersi meglio. Ora ti conviene capire, secondo me, anzitutto per quali motivi lui non se la sente di aver figli e capire se: 1. Son motivi per te accettabili oppure 2. Se ci sono dei margini perché tu possa, pian piano, condurlo dalla tua parte. Se non ti riesce di convincerlo valuta se per te è più importante avere a fianco lui, pur restando senza figli, oppure trovare il modo, finché sei in tempo, di averli, da sola o con qualcun altro, tenuto conto che i figli, prima o poi, vanno per la loro strada ed è la persona che abbiamo scelto, soprattutto se è quella giusta, che rimarrà al nostro fiianco.

  • 10
    Eugen79 -

    Che discorsi tocca leggere…ma prendetevi un cagnolino! Lasciate stare gli altri esseri umani…

  • 11
    rossana -

    Monica,
    concordo con tutta l’analisi di Max, in particolare su: “la situazione in cui sei non si basa solo su elementi razionali ma anche, e forse soprattutto, su fattori istintuali”. Possibile che a questi si sovrappongano anche elementi culturali?

    Secondo me, per la donna scattano esigenze a carattere genetico, che ora trovano un’accoglienza meno entusiastica da parte dell’uomo, se questo non è incline a riversare tutto se stesso sulla famiglia, come finisce di fare gran parte delle donne.

    Per molti versi, un figlio può unire la coppia come può essere motivo di insanabile frattura. Chiediti se vuoi l’attuale compagno più ogni altra cosa o se egli è semplicemente il mezzo più affidabile per concretizzare quanto più desideri.

    Il progetto di famiglia dovrebbe essere al primo posto in una seria relazione amorosa. Non è che fra voi ci sia carenza di dialogo? Anche questo di grande importanza fra persone che si accingono a condividere l’intera vita.

    Cerca in te le risposte.

  • 12
    Max -

    Grande Suzie, per l’ennesima volta il tuo commento mi trova in piena sintonia!

  • 13
    Monica1988 -

    Grazie per i consigli.
    Tra di noi il dialogo non è mai mancato, ovvio lui è molto meno propenso al dialogo rispetto a me in quanto passatemi il termine è un po’ “orso”.
    Ciò nonostante, io sono sicura che lui mi ami oltre a vari difetti che ci sono, sia miei, che suoi (non si può essere perfetti) io sono davvero innamorata. Mio malgrado l’istinto mi dice che è arrivato il momento di creare qualcosa oltre la coppia (un figlio)
    Cosa che lui non vuole perché giustamente si definisce egoista e con la non voglia di occuparsi di qualcuno (specifico che non è una persona di ampie vedute e molto ostile al cambiamento, a lui andava tutto bene così come eravamo).
    Detto ciò, affranta, ho preso la decisione di andare via di casa.
    Nonostante questo comunque spero che lui possa sentire la mia mancanza e l’importanza che ho e ho avuto nella sua vita. Spero vivamente che un giorno lui possa tornare comprendendo la mia esigenza

  • 14
    Suzanne -

    Max, la cosa è reciproca, lo sai. Io piú che altro mi domando come una donna possa trovare realizzazione da una costrizione altrui su un punto cosí importante come avere figli. Ma davvero ci basta ottenere il giocattolino pur contro la volontà del nostro compagno? Ci dev’essere qualche problema di autostima o di eccessivo egocentrismo temo.
    Comunque, non credo che una coppia debba necessariamente avere dei figli per essere felice e realizzata, sicuramente è preferibile prendersi cura di un pesce rosso se uno dei due non è intenzionato.

  • 15
    white knight -

    Condivido pienamente il commento 11 di rossana.
    E aggiungo che, contrariamente a quanti ti dicono che “tu e il tuo compagno dovevate pensarci prima”, in realtà non avete nulla da rimproverarvi: mica vi siete sposati. Una relazione come la vostra non è un contratto di leasing dove sin dal principio deve essere definito il piano rateale e il riscatto alla scadenza.
    Figli, casa, cane, gatto e mensole dell’Ikea sono cose che si delineano “passo passo”, talvolta anche da sè.
    In più… pongo una domanda di riflessione (non vuole essere provocatoria): ma il figlio lo vuoi veramente o lo vuoi “perchè l’orologio biologico & company…”?

  • 16
    Golem -

    Suzy, sono convinto che allevando il cucciolo che porti in grembo, vederlo crescere e goderne dei suoi progressi ti farà cambiare idea. Anche io ero “preoccupato” prima di diventare papà, ma se my wife non l’avesse voluta la nostra bimba, oggi non avrei goduto di quei piaceri che questa mi ha regalato, che davvero mi fanno sentire realizzato molto più della carriera e di altri successi che ho potuto avere dalla vita. Certo, una coppia può essere felice anche figli, ma un bambino ci realizza infinitamente di più, sia come coppia che singolarmente, vedrai.
    Ieri ci ha chiamato via Skype una amica ucraina, di Karkiyv pensa, che per fortuna oggi vive in Canada. Sembrava una chiamata di routine, ma a un certo punto ha alzato un fagottino e ci ha mostrato Florence, una settimana di vita: meravigliosa, e mi ha pure sorriso. Io se potessi ne farei un altro di figlio, ma mi aspetto un nipotino, è lo stesso.

  • 17
    Suzanne -

    Caro Golem, purtroppo la vita non sempre va come dovrebbe. In ogni caso si cresce e si matura anche attraverso le batoste, spesso acquisendo una maggior lucidità su ciò che siamo e vorremmo essere. È stato un periodo complicato, ma, come dicono i saggi o gli stolti, ciò che non uccide fortifica. Credo comunque che un figlio debba essere una scelta di entrambi e non un’imposizione di una parte sull’altra. È già estremamente complicato essere buoni genitori, figuriamoci se nemmeno lo si è scelto liberamente e con cognizione di causa.

  • 18
    Max -

    Cavaliere Bianco, è vero, in teoria in un rapporto non ci si dovrebbe comportare come in un contratto, ma è altrettanto vero che se su una questione come i figli non c’è possibilità di intesa e lo si scopre quando si è insieme da tanto tempo, la situazione è molto complicata, perché ci si trova nel conflitto fra la consapevolezza di questa insanabile divergenza e, nel medesimo tempo, il legame che si è sviluppato e consolidato e che è assai difficile recidere, legame nel quale si è investito tempo, energie affettive e psicologiche e l’eventualità di trovarsi di fronte a anni buttati fa male. Quanto a Golem: non dovrei avere la presunzione di fare l’esegesi del pensiero di Suzie, ma a quanto ho capito lei è felicissima di diventar madre, così come il suo compagno o marito lo è altrettanto nel diventare padre. Ciò che lei dice, e con lei io concordo pienamente, è che i figli non vanno fatti per forza e non debbono essere il frutto del ricatto di un partner verso l’altro.

  • 19
    panegirico -

    Il discorso che ci si realizza veramente solo facendo un figlio è un discorso semplicistico quanto perbenista-puritano. C’è chi è felice, pieno e realizzato anche senza avere figli e c’è chi per avere un figlio a tutti i costi si è solo incasinato/a la vita ( pensiamo alle madri single ). La maggior parte delle persone non fa un bambino perché lo sente ma per convenzione sociale, per sentirsi come tutti gli altri. I risultati poi sono disastrosi e impattano soprattutto sui figli. Ma anche desiderando veramente un figlio, non è detto che si è portati ad essere bravi genitori, che non vuol dire perfetti, vuol dire sani ed equilibrati pur con le proprie imperfezioni. Le persone disequilibrate non si sentiranno mai serene e realizzate, con o senza figli, e in più se avranno dei figli trasmetteranno anche a loro i propri tormenti. Anch’io come Rossana ho constatato che non tutte le coppie si solidificano grazie ai figli

  • 20
    panegirico -

    molte volte è vero in contrario. Ammesso e non concesso che il tuo compagno sia un egoista perché non vuole figli, tu non sei certo da meno, primo perché lo giudichi per una scelta che ha tutto il diritto di esprimere, e secondo perché da quello che intuisco vorresti questo figlio solo per riempire i tuoi vuoti e questo è il presupposto più sbagliato da cui partire. Ci hanno instillato la convinzione che dobbiamo tutti obbligatoriamente riprodurci perché è giusto così e solo così siamo individui completi. Ma ne siamo proprio sicuri?

  • 21
    Golem -

    Semplicistico.Intanto non ho detto che tutte le coppie si “solidificano” con un figlio, ma che un figlio, se accettato, fa emergere la reale maturità (anche potenziale) di un individuo, oltre che di una coppia. Questo perchè la riflessione che ne dovrebbe derivare, di fronte alla responsabilità che ne consegue, ti fa diventare adulto o, se rifiutata, ti lascia nello stato in cui ti trovi. Come ho detto, anch’io avevo timore dell’incognita che è la responsabilità di una nuova vita, ma amando mia moglie non potevo impedirle di diventare madre, e avrei affrontato l’evento, e il futuro, richiamando tutte le mie forze non in una condizione da obtorto collo, ma per il sentimento che provavo per la mia compagna. È andata bene, anzi molto bene, abbiamo una figlia che è un regalo della vita, e per questo devo dire grazie a mia moglie, sia per l’esempio che mi ha dato per il modo col quale la allevata, ma soprattutto per avermi fatto essere un padre amato da una figlia che, per quello che mi riguarda, mi ha fatto diventare uomo con la sua venuta al mondo.

  • 22
    Golem -

    Suzy, era sottinteso che i figli si “fanno” in due, e ho spiegato a Panegirico come l’ho vista e la vedo al riguardo. Io credo che oggi convivano due visioni opposte -trascurando gli sconsiderati e i tradizionalisti- e cioè, chi i figli non ne vuole per cento motivi -i primi dei quali sono egoismo e paura- e chi li fa per le ragioni di spinta “vitale” (in senso lato) che mi (e ci) hanno mosso, e che ho citato nel post precedente. Lo dico perchè so i cambiamenti che sono intervenuti in me, le trasformazioni e la maturità che ne ho guadagnato con la paternità, e se la confronto con le illusioni della cosiddetta “libertà”, spesso richiamati dagli “scottoni” a vita (i piemontesi conoscono il significato del termine) non c’è partita. E non c’è mano a mano che passano gli anni, e non per una questione di età anagrafica, ma per “quella” esperienza genitoriale dove ti accorgi della futilità delle ragioni che ci illudevano, e di quello che in fondo ha davvero senso nella vita.
    Per la stima che ho per te so che tra qualche anno ne converrai con me. Ed è un augurio.

  • 23
    panegirico -

    Qui si continua a dire che chi non vuole figli è un egoista che vuol pensare solo ai fatti suoi, ma un figlio si può non volerlo per motivi che con l’ egoismo non hanno nulla a che fare, ad esempio perché ci si trova in una situazione nella quale non si può garantire al proprio figlio un’ esistenza tranquilla e serena, come perdita di lavoro, relazioni familiari e sentimentali difficili, problemi psicologici, ecc.. In questo caso è molto più altruistico secondo me risparmiare al bambino i patimenti di una vita sballata, evitando di farlo nascere. Ma anche chi non volesse figli perché non ci si sente portato, a non farne fa solo la cosa più ragionevole. Perché far soffrire inutilmente un bambino che non sarà mai amato e allevato nel modo più giusto? Mah io non capisco.. Sono concetti evidentemente troppo complessi da comprendere per chi è tutto concentrato nella sua convinzione di avere la verità in tasca.

  • 24
    panegirico -

    Io comunque alla famiglia del mulino bianco non ci ho mai creduto. Bisognerebbe capire quanto c’è di vero in certi racconti, di solito sono proprio i cattivi genitori che descrivono la loro vita familiare come quella ideale.

  • 25
    Golem -

    Panegì, mi sembra evidente che chi ha difficoltà oggettive di natura pratico-economica non debba essere annoverato tra gli egoisti. Io mi riferisco a quella vasta categoria che teme di perdere “la libertà”, pensando di restare “forever young”.
    Tu non credi al Mulino Bianco, come definisci le coppie sereno- felici, per tue esperienze soggettive dirette o indirette, o forse solo per la paura del fallimento, e così preferisci credere che si raccontino balle sul proprio menage familiare, autoconvincendoti che sia così mentre aggiri un’altra verità. Dì chiaramente che ti spaventano o ti pesano le responsabilità, senza arrampicarti sugli specchi, e siamo tutti contenti. Tu per primo, così non ti prendi in giro e non lo fai con noi.
    Sai cosa diceva l’ineffabile Eric Cantona? “Il marinaio che teme i rischi della traversata non lascerà mai il porto”.

  • 26
    Miss Parker -

    Cara Monica, hai fatto bene ad andartene, perché alcuni uomini, che non vogliono figli in una determinata situazione e con una donna in particolare, adducendo “lo star bene soli in due come si sta”, magicamente con altre riscoprono più o meno la volontà e il desiderio di paternità e tu donna che hai atteso per anni ti ritrovi con un pugno di mosche in mano. Spero non valga per la tua storia, ma nel dubbio meglio non rimanere ad aspettare. Non capisco perché si debba sempre pensare che ad un certo punto per una donna il desiderio di aver un bambino si riduca sempre ad un fatto di egoismo o noia. C’è la possibilità che sia una reale volontà, una forte spinta interiore e una scelta ben riflettuta dovuta al fatto che ci si senta pronte a questa esperienza, o no? Il come, il senso non il cosa. Dolorosamente il problema rimane sempre lo stesso: in passato le donne hanno dovuto far figli anche non volendo, oggi non possono averne se li vogliono infinitamente.Insomma non si può mai…

  • 27
    Trader -

    Panegirico, certo, nei casi da te menzionati è più altruista non fare figli. Ma se una coppia rientra nei casi da te menzionati e in più non vuole figli nemmeno se la sua situazione fosse migliore, allora è uno schifo di coppia.
    Ci sono anche persone che fanno figli per avere agevolazioni e congedi parentali, ma è triste. Conosco persone che hanno adottato un adolescente per avere agevolazioni, per poi rispedirlo in casa famiglia, quando non era più utile. Allucinante. Ma non stiamo parlando di queste persone, ma di persone normali, che hanno un reddito, ma non vogliono avere figli perché sono egoisti.
    La famiglia del mulino bianco è difficile trovarla, alti e bassi ci sono in tutte le famiglie, ma in una buona famiglia i problemi si risolvono.

  • 28
    Max -

    Cerchiamo, se possibile, di mettere un po’ d’ordine. Io so che per molte persone, soprattutto donne ma non solo, quello di aver figli è un desiderio impellente, che non si giustifica con motivazioni razionali ma da un fattore istintuale, da un desiderio di affetto e di prosecuzione di sé stessi che è più che legittimo; e tale desiderio è più che legittimo! Ciò che non riesco ad accettare è la tesi secondo cui le donne che vogliono figli sarebbero la quintessenza dell’altruismo e della generosità mentre gli uomini che non ne vogliono sarebbero degli egoisti, immaturi e eterni Peter Pan. Orbene: come ho appena detto, il desiderio di aver figli è un istinto, legittimo, nel quale la persona cerca – e trova – una propria soddisfazione, una propria realizzazione: affettiva, psicologica, biologica e quant’altro. Quindi, si ha il diritto al rispetto e alla comprensione massimi, ma cerchiamo, per cortesia, di non voler passare per delle Madri Terese di Calcutta.

  • 29
    Max -

    E cerchiamo di non far passare per dei disgraziati dei mariti che magari si preoccupano perché si rendono conto che per campare bisogna lavorare in due, che non ci sono nonni o parenti vari dai quali farsi aiutare, che i servizi di aiuto o non ci sono o hanno prezzi esorbitanti, che seguire i bambini, fra scuola, attività extrascolastiche, salute e quant’altro, è diventato assai più impegnativo di un tempo. In passato un bambino poteva andare a scuola da solo, poteva stare in cortile a giocare, la sua gestione era molto meno impegnativa di quanto non lo sia ora. E se magari non hai un lavoro stabile, o non sei pagato quanto dovresti, far fronte alle numerose esigenze rischia di diventare assai difficile anche sul piano economico. Ebbene, c’è chi riesce, nonostante tutto ciò, a fare il salto nel buio e c’è chi si scoraggia. E io credo che anche quest’ultimo vada compreso, rispettato e magari dolcemente convinto, senza subire giudizi sommari da persone che la fortuna ha reso cieche.

  • 30
    Max -

    Vorrei precisare che io ho due figlie, che quest’anno compiono 11 anni. Son lieto di averle avute, sia perché voglio loro tanto, tantissimo bene e mi danno tanta, tantissima gioia; e anche perché non ho conculcato il forte desiderio di maternità di mia moglie, rischiando di essere la causa della sua infelicità. Ma i problemi che ho enumerato nei miei precedenti contributi li avevo ben presenti e, ahimè, si son tutti realizzati, avendo come aggravante il fatto che: 1. Io son cieco, per cui a mia moglie ho potuto dare un aiuto pratico inferiore rispetto ad altri mariti; 2. Mio padre è anch’egli cieco, per cui dalla mia famiglia ho potuto avere aiuti sì, ma non così efficienti come nel caso di altri nonni; 3. Nella famiglia di mia moglie è rimasta solo la madre, che ha più di 80 anni e ha una salute malferma, nonché la sorella, con la quale però i rapporti non sono granché.

  • 31
    Golem -

    Ma Max, è ovvio quello che dici; laddove le difficoltà previste per il futuro sono oggettive non si discute. Ma il focus è incentrato su i non scarsi casi di quegli uomini, soprattutto, che non sono in grado di uscire dalla loro condizione di egocentrismo, spesso infantile, dove le ragioni sono solo soggettive. Certo che c’entra l’istinto in certi desideri, e meno male, perchè se non vogliamo iniziare un dibattito filosofico sullo scopo della nostra vita, l’unico che vedo sicuro mi pare proprio la riproduzione. Saranno pochi i casi se vuoi, ma un figlio che cresce in una famiglia, anche povera, e col mulini che è neri, ma che si ama, e che da questa è amato è quanto di meglio si può fare in un’esistenza, anche se il bambino fosse adottato. Lasciare un esempio di “amore” vero su questa terra, prima di andarsene, non ha niente che lo possa superare come valore umano. A mio parere, ovviamente.

  • 32
    Max -

    Quindi l’avvento delle bimbe ha sottoposto la nostra coppia a fortissime scosse, che hanno determinato momenti di crisi gravissima da cui siamo sì usciti, ma con forti e indelebili ammaccature sia individuali sia, appunto, di coppia. Per cui, pur non pentendomi affatto della scelta fatta, ribadisco che le preoccupazioni che molti hanno, e che io stesso avevo, di fronte all’eventualità della genitorialità sono più che fondate e andrebbero guardate con rispetto e considerazione.

  • 33
    Suzanne -

    Questa distinzione egoisti/altruisti è veramente senza senso. Ogni desiderio personale è una forma di egoismo, serve a soddisfare una nostra esigenza, mancanza o a realizzare un nostro personalissimo ideale di vita. Le motivazioni per non avere figli possono essere infinite e non giudicabili; definire “uno schifo di coppia” chi sceglie di vivere la propria vita a due in un modo diverso lo trovo inaccettabile e riflesso di una mente limitata. Detto ciò, anch’io come Golem penso che avere un figlio sia potenzialmente l’avventura piú straordinaria si possa vivere, fermo restando che non ci si ritrovi impelagati per decisioni o forzature altrui.

  • 34
    Golem -

    Max, converrai con me che la tua condizione è imparagonabile a qualsiasi altra dove le contingenze negative possono essere cambiate, e che per questo le potenziali difficoltà erano facilmente prevedibili. Io stesso non ho avuto una famiglia d’origine perfetta, anzi, mio padre al culmine della crisi consigliò a me, suo figlio, di non fare figli nel caso mi fossi sposato. Di fatto, solo i nonni materni sono stati un esempio di amore reciproco durato sino alla morte. Ma ad oggi, di tutte le soddisfazione che posso aver avuto nella vita, nessuna supera quella che mi ha dato vedere crescere mia figlia, e oggi, adulta, godere della sua stima e del suo amore. Sono le mie “ragazze” che mi fanno sentire utile e importante in questa mia vita, e che le hanno dato un significato.
    Chi si illude che ci si possa completare da soli, solo resterà in quel metaforico porto che ho richiamato nel post a Panegirico. Ma per quel timore di attraversare l’oceano della vita, si finisce per perdere emozioni che non hanno paragoni con quelle che si potranno mai avere nella rada di quel “porto sicuro”.

  • 35
    Max -

    Golem, ho letto il tuo ultimo contributo e, dal momento che fai salva la comprensione per i casi particolari, in merito al discorso che fai a livello generale posso dire che sono d’accordo con te, nel senso che al giorno d’oggi sembra avere il sopravvento la superficialità, non solo nella questione figli, ma un po’ in tutte le materie che richiedono un certo impegno e una certa perseveranza. Quanto a Suzie e Trader, non dovrei pronunciarmi perché il vostro dissidio non dovrebbe riguardarmi, ma voglio bene a entrambi e quando le persone cui voglio bene non vanno d’accordo fra di loro, la cosa mi dispiace davvero. Ritengo che abbiate due diverse tipologie di mentalità e di intelligenza, entrambe legittime e da rispettare, entrambe in grado di dare molto al mondo che le circonda.

  • 36
    Golem -

    Certo Max, ma mi sembrava superfluo dover sottolineare che delle condizioni oggettivamente “difficili” siano escluse dalla questione. Persino in natura, la scarsità di cibo o l’affollamento territoriale, per dire, inibiscono la fertilità della femmina. Ma oggi le ragioni in ambito umano sono molto diverse, se non addirittura opposte, considerando che le zone poverissime esplodono di neonatalità e in quelle ricche è il contrario. Chiaramente i fattori culturali, sia cognitivi che intesi come “mores” indotti dalla “modernità”, specie nel mondo occidentale, hanno modificato il senso di una genitorialità adulta, sia negandola per timore delle future responsabilità e perdita della “libertà”, ma anche, come ha fatto notare Suzy, come ultima spiaggia di una realizzazione quantomeno soggettiva. Di fatto una vera consapevolezza di quello che comporta avere un figlio la si potrà avere solo scegliendo di averlo, accettandone TUTTI gli aspetti di impegno e dedizione che questo comporta. E, salvo sfortune nere, arriverà il compenso, che per me non ha eguali in questa vita.

  • 37
    Asterix -

    Questo tizio evidentemente non era una persona molto completa, nonostante avesse moglie e figli:

    https://www.ilgiorno.it/varese/cronaca/samarate-strage-movente-1.7642283

    io invece sono un single senza prole, ho la stessa età dell’assassino, e non mi verrebbe mai in mente di fare una cosa del genere, cioè ammazzare qualcuno. Del resto non ne avrei motivo visto che, contrariamente a quanto afferma golem, sono felice e in pace con me stesso. E no, non mi sento incompleto, superficiale o carente in qualcosa perché non ho generato dei figli, sono molto più capace io di amare rispetto a tanti cosiddetti genitori che si vedono in giro. La mia esistenza è ricca di esperienze e di scoperte, la sento tutt’ altro che povera.
    Forse bisognerebbe cominciare a ragionare un po’ meno per stereotipi e un po’ più partendo dal concetto che a questo mondo ognuno ha il “suo” cammino e non ci può essere una regola fissa che vale per tutti.

  • 38
    Golem -

    min.... Asterix, ma in che lingua devo scrivere che la “singletudine” non esclude la felicità, o meglio, la serenità. Io sono stato sia single che sposato con prole, e sarò stato anche fortunato nel trovare la donna giusta, che mi ha dato una figlia la quale mi ha reso padre nel più ampio e completo dei sensi. Ma tu giudichi da un solo punto di vista ed esperienza, io da due, e posso assicurarti che non c’è paragone tra le due felicità o serenità comunque le chiami. Ti è chiaro mò?
    Poi, a proposito di stereotipi banali, che ci siano in giro spostati che sterminano la famiglia non significa necessariamente che sia stata la famiglia a renderli tali, ma soprattutto la loro condizione mentale ed emotiva, che in qualunque situazione della vita fosse applicata quasi certamente darebbe risultati da spostati. Pure da single, pensa.

  • 39
    Asterix -

    Golem tu non puoi fare paragoni, perché c’è chi è più felice in coppia che da single e allo stesso modo c’è chi è più felice da single per una serie di ragioni. Forse non leggi bene i commenti, o non riesci a capirne il significato. RIPETO: non c’è una regola fissa che valga per tutti, quindi stabilire principi assoluti in questo caso è solo un tentativo di autocelebrarsi e niente di più. Poi mica ho detto che quel tizio è diventato uno spostato a causa della famiglia, ho solo voluto far capire che non necessariamente è la famiglia a risolvere magicamente tutti i problemi di un individuo come tu invece continui a ripetere. E’ più chiaro adesso?

  • 40
    Golem -

    I paragoni li fai tu Asterix, visto che citi il tuo caso rispetto ad altri che non conosci. Perchè tu non hai provato le sensazioni che ho provato io, mentre io quelle che descrivi tu le ho provate. Quindi logica vuole che se non sai cosa significa essere padre in un certo modo, devi accettare il fatto che NON puoi esprimere un giudizio completo sul merito della questione. A proposito di capire un testo.
    Quanto a dire che basti una famiglia per risolvere tutti i problemi di un individuo, questa è una conclusione che trai tu, non io che ho solo detto quali siano le gioie di una paternità accettata e ben vissuta, e che il tizio era spostato di suo a prescindere che fosse sposato o meno. Quindi se non vale la mia citazione di risposta, ancora meno vale la tua con quell’esempio superfluo, non trovi?

  • 41
    Trader -

    Caro MAX, ti ringrazio. Ho molta stima di te, sei una persona di gran cuore ed equilibrata. È un piacere leggere i tuoi commenti, orientati al confronto e mai alla provocazione. Suzanne per l’ennesima volta mi ha provocato, io mi sono giustamente limitato a risponderle. Avrà avuto una brutta giornata, ma quell’accusa se la poteva risparmiare. È il colmo essere accusati di limitatezza da Suzanne Casa e Chiesa, tra noi c’è una differenza di quantità di esperienze e di percorsi di vita notevoli.
    Non ce l’ho con lei, anzi, spesso mi trovo d’accordo con le sue idee e ritengo che ognuno può imparare qualcosa dall’altro. È intelligente, colta, ha delle conoscenze e fa osservazioni interessanti. Il tuo giudizio su noi è corretto.

    ASTERIX:”sono felice e in pace con me stesso. E no, non mi sento incompleto, superficiale o carente in qualcosa…”
    Non è facile autogiudicarsi. Difficilmente si riconoscono i propri difetti. C’è chi si reputa un genio, ma ha conseguito a stento la terza media. Quello che crede di essere un latin lover, ma non batte chiodo.

  • 42
    Trader -

    Asterix, sei veramente ciò che credi di essere? La descrizione che fai di te stesso dimostra solo una grande autostima. Felicemente single? Ahi! Una conoscente riconobbe francamente di stare bene da sola perché era egoista. Essere felici da soli è segno di egoismo, quindi il primo elemento non depone a tuo favore. Analizziamo come vivi, per capire se sei un egoista, un meschino o una persona generosa e altruista. Fai volontariato, offerte per i poveri, che gesti di altruismo fai?

  • 43
    Asterix -

    Golem ma che cavolo ne sai di quello che ho provato o non ho provato? Magari in coppia ci sono stato invece, e ho capito che quella vita non fa per me. Il discorso figli è complesso, ne parli come se si trattasse di un test, di una prova che uno fa per vedere se ne esce vincente. Ma stiamo scherzando? Un bambino è una cosa seria, la sua nascita cambia tutta la tua vita, e se fin dall’inizio intuisci che quel tipo di responsabilità non fa per te, desistere è solo la cosa più saggia. Ma tu evidentemente nella tua boria non ci arrivi. Una paternità accettata e ben vissuta, per l’appunto. Qui invece si parlava di una donna che vorrebbe imporla al suo compagno il che è ben diverso.

  • 44
    Eugen79 -

    Asterix, per quanto belle siano le tue esperienze e felice la tua esistenza, non ti capita di pensare ogni tanto che sei un vicolo cieco genetico? Insomma, se sei vivo e felice di esserlo, è solo perché TUTTI quelli che ti hanno preceduto hanno messo al mondo nuova vita. Tu stai mettendo la parola fine a quella sequenza,per l’eternità. Oh, io sto come te,eh…

  • 45
    Golem -

    “Golem ma che cavolo ne sai di quello che ho provato o non ho provato?…”, posso non saperlo, ovvio, ma so per certo che non sei mai diventato padre, quindi so che sei tu che NON puoi sapere, al contrario di chi “un certo padre” lo è diventato. Poi: “Un bambino è una cosa seria, la sua nascita cambia tutta la tua vita…”. Appunto, è una cosa seria e la serietà si addice agli adulti.
    Caro Asterix, ma non è più facile ammettere che ti ha dato fastidio il mio richiamare un “certo rifiuto” come sindrome di Peter Pan? Non c’è niente di male a voler restare adolescenti e senza responsabilità, solo che non si può. È solo un’illusione che presto o tardi ti presenterà il conto della tua scelta distopica, anche solo come ” chissa se…”.

  • 46
    Asterix -

    Già il fatto che mi preoccupo di più del benessere di un ipotetico nascituro piuttosto che della mia prosecuzione genetica, denota che non sono un egoista. A figliare sono capaci tutti, è allevare un figlio nel modo migliore che è un po’ più complicato. Per rispondere a Trader: so chi sono e non devo dar conto a te. Non do corda a qualsiasi rompiscatole mi si presenti, questo non fa di me una persona abominevole. Fare volontariato o fare dei figli non significa di per sé che si è persone altruiste e generose. Ci sono persone che si dedicano a queste cose ma è solo una facciata, in realtà dentro di loro sono orribili. E la carità se si fa non si sbandiera. Comunque non credo che questo sia un processo nei miei riguardi per stabilire se sono buono o cattivo, innocente o colpevole. E siccome penso che i processi si debbano affrontare in un tribunale, abbandono la discussione. Saluti a tutti.

  • 47
    Golem -

    “Già il fatto che mi preoccupo di più del benessere di un ipotetico nascituro piuttosto che della mia prosecuzione genetica, denota che non sono un egoista…”
    Ma dai Asterix, prima hai scritto che non sei portato, mo invece tu preoccupi del futuro baby. Il fatto è che hai fifa, come tanti, per carità, ma la vuoi mettere su un altro piano. Sii sincero con te stesso, che qui di gente che si fa i castelli dei sogni ne abbiamo a sufficienza. Comunque sì, è vero che ci sono persone abominevoli che fanno figli e volontariato, ma non si sta parlando di questi.

  • 48
    Viola -

    La questione è complessa e credo che qui la si stia trattando in termini troppo riduttivi. Il discorso di Golem è condivisibile ma non tiene conto di un fattore preponderante: e cioè che il fatto che esista da qualche parte la persona giusta per ognuno di noi è un mito romantico, non corrisponde al vero. Non tutti siamo destinati all’ amore duraturo e questo va in qualche modo accettato. Escludendo i casi di pochi fortunati, che hanno la possibilità di stare con la persona dei loro sogni, cioè quella che risponde a tutti i loro standard ( estetici, caratteriali, socioeconomici, ecc… ) la stragrande maggioranza deve invece accontentarsi, cioè ripiegare su un compromesso tra quelle che sono le sue aspettative in un partner e quello che effettivamente può ottenere. In questa grande massa c’è chi – comprensibilmente – non è disposto ad accontentarsi e adattarsi e preferisce restare solo/a, ma non credo che si possa fargliene una colpa e mi sembra anzi una scelta preferibile rispetto a

  • 49
    Viola -

    quella di chi si accasa perché pensa che lo deve fare, per poi diventare un marito/una moglie infelice e di conseguenza un genitore frustrato. Conosco anche persone affascinanti e che hanno quindi molta scelta, che comunque preferiscono rimanere single. Non possiamo entrare nel merito delle ragioni altrui, perché appunto ognuno ha un suo percorso. Poi si, è vero che abbiamo questo istinto ancestrale di proseguire la nostra specie, ma come giustamente diceva Asterix, umanamente è opportuno anteporre le questioni razionali quando si tratta di dar luce a una nuova vita.
    Asterix non preoccuparti, si capisce che non sei un egoista e non hai nulla per cui doverti rimproverare. Purtroppo le persone tendono subito a giudicare se non rientri nei loro schemi.

  • 50
    Trader -

    Asterix, ti ho solo fatto una domanda, non un processo in tribunale. Domanda che evidentemente è scomoda. Dalla tua risposta stizzita, si capisce che ho colto nel segno. Abbiamo capito che non fai niente per nessuno. Sei egoista. Scappa, scappa.

    Asterix: “Un bambino è una cosa seria, la sua nascita cambia tutta la tua vita, se fin dall’inizio intuisci che quel tipo di responsabilità non fa per te, desistere è solo la cosa più saggia”

    Tradotto: se non hai voglia di dedicarti ad un bambino, perché sei troppo egoista o sei un incapace, meglio non farlo. Vero, Asterix. Dunque hai capito da solo che sei troppo egoista per avere un bambino.

    “Già il fatto che mi preoccupo di più del benessere di un ipotetico nascituro…”
    In altre parole, hai deciso di non fare un figlio perché non te ne frega niente. L’hai rigirata in una maniera, che il tuo menefreghismo per te in realtà è un gesto responsabile verso un bambino che non esiste. Sento stridere gli specchi.

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