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Laurea. Serve o non serve?

di maria grazia

Riferimento alla lettera: Anche stavolta mi tocca rispondere con una lettera all'utente Suzanne, relativamente all'argomento "laurea" dibattuto in altro topic, in quanto non avrei potuto esporre adeguatamente il mio discorso per mancanza di caratteri, e comunque si stava andando fuori tema rispetto a quell'altra lettera. Secondo quanto afferma Suzanne, chi come me non...
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Data di pubblicazione: 17 Novembre 2024

L'autore ha condiviso 19 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore maria grazia.

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Categorie: - Scuola

426 commenti

  • 151
    Trader -

    MG: “Trader, mai detto di essere un’esperta di economia e nemmeno mi interessa esserlo. Ma una cosa è certa: di sicuro ne so più di te.”

    MG, non lo hai mai detto, ma credi di esserlo.
    “…di sicuro ne so più di te”.
    Caspita MG, certe volte ti esprimi in maniera così puerile da essere imbarazzante, sembri una bambina dell’asilo.
    Vuoi sapere come ti rispondo? Così:
    “E invece no, io ne so più di te. Io, hai capito? Gne, gne, gne!”

  • 152
    Agostino -

    Come dice la Comi: Se siete brutte vi serve la laurea, non troverete mai un uomo di valore che vi mantiene

  • 153
    maria grazia -

    La Comi non ci crede neanche lei alle cose che dice. E’ evidente che cerca solo visibilità.

    Dipendere da qualcun altro è la cosa più idiota che una persona possa fare, a prescindere da chi è questo altro.

    Resta la domanda di fondo. Per mantenersi è necessaria una laurea? La mia risposta è: Si, se vivi in un paese di idioti.

  • 154
    Trader -

    Propongo una domanda simile, per far capire che il discorso di questa lettera è insensato.
    Intelligenza: serve o non serve? Per mantenersi è necessario essere intelligenti?Evidentemente no, visto che ci sono tanti stupidi al mondo, che bene o male vivono. Tuttavia preferisco essere intelligente, piuttosto che stupido.

    E faccio notare un’altra cosa. Nella lettera si dice che ad alcuni laureati manca una visione, ecc. La visione manca anche a molte persone che non hanno studiato; ce l’hanno anche molti laureati. Allora chi ha una marcia in più tra una persona che ha solo una visione e una persona che ha una visione e anche una laurea? E tra una persona che non ha niente e una che ha la laurea, ma non la visione? E una che non ha niente e un laureato con visione?

  • 155
    Golem -

    La laurea per chi ha i mezzi per saperla usare è uno strumento in più, e comunque in linea di massima dà una dotazione normalmente superiore rispetto a chi non la ha, anche nel momento in cui cerchi un lavoro. Questo tutto in teoria ovviamente, con esempi contraddittori sia da un lato che dall’altro.
    Io avevo una specie di “superiore” che per la sua insipienza avevo soprannominato “l’ingegnere orale”, nel senso che lo era solo a parole per quanto fosse incapace di fare il proprio lavoro, al quale col mio noto carattere non riparmiavo umilianti figure quando le meritava scaricando le sue responsabilità su di me. Poi c’è gente come Mies van de Rhoe, (“Less is more” era il suo motto) un immenso architetto de facto, che proveniva da scuole professionali ma che ha lasciato un segno nella Storia dell’Architettura.
    Insomma, sì può trovare tutto e il contrario di tutto, per quanto mi riguarda la laurea mi ha dato moltissimo, e certo non sarei quello che sono oggi se non avessi fatto l’università.

  • 156
    sherazade -

    In merito al valore della laurea, per me vale il concetto che tale percorso di studi apporti qualcosa in più soprattutto a chi sa oppure ha occasioni di farlo fruttare in ambito sociale.

    Ovvio che da sola non significa granché. Ho conosciuto molti laureati con migliori stipendi ma con capacità operative di parecchio inferiori ad altri con livelli di studi meno elevati.

    È scontata la linea generale che è preferibile averla, anche per l’addestramento mentale che comporta ottenerla.

    La differenza sta spesso non solo nell’intelligenza ma anche nel temperamento di chi può metterla a frutto, nonché nel tipo di preparazione che ha permesso di raggiungerla. Di scarso valore se più che altro mnemonica o se favorita da supporti scorretti.

    L’emergere senza adeguati studi rappresenta l’eccezione, che talvolta brilla di luce prestigiosa, come nel caso di Einstein, Edison e altri… Ma anche persone meno dotate, prive di laurea, possono raggiungere ottimi risultati in ambito economico.

  • 157
    Golem -

    Come si fa a sapere quanto serva e cosa apporta una laurea se non la si é conseguita? È ovvio che anche non laureati possono raggiungere vette economiche elevate, ma un percorso guidato e testato in modo autorevole, oltre a fornire un evidente bagaglio cognitivo, fornisce un metodo di studio e affina la capacità critica, che chi non ha avuto “correzioni” didattiche raramente potrà acquisire per ovvi motivi di autoreferenzialitá. A meno che non sia un Leonardo da Vinci, che al momento non si intrave in circolazione.
    Per la verità Einstein si laureò prima al Politecnico di Zurigo, e nel 1906 conseguì un dottorato in Fisica all’Università di Zurigo. Proprio autodidatta non era.

  • 158
    maria grazia -

    Lo dico per la miliardesima volta: si può benissimo studiare e quindi allenare la mente, senza frequentare gli atenei. Per quanto riguarda l’ utilità della laurea nei contesti lavorativi, mi sembra che ormai si sia ampiamente dimostrato che in tanti casi del titolo di laurea se ne potrebbe tranquillamente fare a meno.

    Golem, se è per questo nemmeno io vedo delle grandi menti tra i laureati che ci sono qui. Vedo solo gente ottusa ed egoriferita, incapace di argomentare in maniera logica. E.. scusa… ma su questa decantata capacità critica di cui parli avrei tanto da dire… Se queste sono le punte di diamante dell’ accademia italiana siamo messi maluccio.
    Comunque dare un giudizio rispetto a quello che si osserva qui è riduttivo, perché nessuno di noi può sapere come altri utenti passano le loro giornate e cosa realizzano o non realizzano nella vita. Quindi le insinuazioni sono del tutto fuori luogo.

  • 159
    maria grazia -

    Ti faccio anche notare che io – non laureata – ho capito subito come si trovavano gli ultimi commenti quando c’è stato il famoso assestamento del forum. Tu invece, scusami, ma non ci avevi capito una cippa, malgrado i tuoi pomposi titoli. Evito di dilungarmi parlando di tutte le mie competenze tecnico-informatiche, o del fatto che ho imparato a comporre musica in tempi record, o del fatto che – da sola – sto preparando un procedimento in autotutela per ragioni fiscali. E di tante, tante altre cose. Eh… ma non ho capacità cognitive!..

  • 160
    sherazade -

    Per Golem

    Grazie per l’opportuna correzione all’errato accenno alla preparazione scolastica di Einstein. Freudianamente, la mia memoria era rimasta ancorata al ricordo di quanto, da bambino, fosse insofferente al rigido ambiente di una scuola elementare tedesca.

    Hai ragione anche nell’affermare che non basta aver osservato per più di 20 anni le prestazioni di un centinaio di ricercatori, tutti dirigenti e tutti laureati, per capire in cosa consiste in concreto la differenza fra chi ha seguito studi universitari e chi, come me, si è fermato molto prima…

    Pur non essendo essenziale, utile, sempre, avere qualcosa in più nel proprio bagaglio di conoscenze e di esperienze!

  • 161
    Golem -

    MG, con tutto il rispetto, ma non puoi arrivare tu e mettere in discussione un’istituzione millenaria come l’Università. E poi sì, sono un tarello in informatica, ma perchè non mi attrae, e non mi ci sono mai impegnato per capirla. Uso questi mezzi in modo elementare, ma se avrai seguito Montalbano ricorderai l’esperto informatico della nota serie tv: era Catarella, e con uno come lui mi sembra chiaro il messaggio di Camilleri riguardo quel dettaglio che mi rimproveri. Eppure, malgrado la mia ignoranza l’ho risolto, quindi che esempio è il tuo scusa, cosa dimostrerebbe? Se adesso ti dicessi di calcolare un banale solaio 4×5 cosa mi risponderesti?
    Tu MG fai una questione personale di tutto, e devo dire che quel tuo insistere su certi argomenti fa notare un certo problema al riguardo. Hai le tue capacità, lo sai, a che ti serve portare avanti una crociata antilaurea in quel modo, perchè per come lo fai SEMBRA emergere più il disagio di non averla che altro. A me non frega niente di sapere il titolo di studio di chicchessia, mi interessa quello che ha da dire e come lo dice.

  • 162
    Suzanne -

    Non è una banale differenza economica, bensí di crescita personale e di capacità interpersonali. L’università è una immensa risorsa esperienziale in ogni ambito dell’esistenza, non solo culturale, se sfruttata nel giusto modo. Mi sembra anche banale ripeterlo omestamente.

  • 163
    Trader -

    MG:”si può benissimo studiare e quindi allenare la mente, senza frequentare gli atenei.”

    Teoricamente si, ma difficilmente qualcuno si è mai messo a studiare quattro-cinque libri universitari per saperli ripetere in una volta.
    Questo sforzo di preparazione ad un esame allena il cervello. Chi si è mai divorato testi interi di formule matematiche per conto proprio? Chi si è mai preso la briga di scrivere un libro, non un romanzo, ma una tesi universitaria? Inoltre si assorbe cultura stando nell’ambiente universitario, ci si confronta con persone e professori.
    Si può entrare nelle aule dell’uni e assistere alle lezioni senza essere iscritti, ma chi lo ha mai fatto?
    MG crede che imparare a suonare la chitarra o a fare il 730 sia come conseguire una laurea.

  • 164
    Trader -

    MG: “in tanti casi del titolo di laurea se ne potrebbe tranquillamente fare a meno.”

    No, sta accadendo il contrario. Vengono richiesti sempre più titoli di studio per accedere alle professioni. Non si può più esercitare professioni come il consulente del lavoro, il commercialista, ecc.
    Per accedere a vari concorsi per cui bastava il diploma, oggi è richiesta la laurea, o comunque avere la laurea fa punteggio.

    È ovvio che si può vivere senza laurea. Se è per questo si può vivere anche senza una gamba. Ma questo non significa che la laurea sia inutile, qualcosa di neutro, acqua.
    MG ne fa un vile discorso economico? La laurea come mero investimento, per avere uno sbocco lavorativo maggiormente remunerato? Per quanto riguarda il ritorno economico, anche in questo caso ci sono mestieri ben retribuiti che non richiedono il titolo, ma in un lavoro bisogna vedere anche altre condizioni, oltre allo stipendio. Un lavoro puo essere o non essere pulito, dove si lavora con il pensiero, affascinante, prestigioso, pericoloso, ecc.

  • 165
    Trader -

    Un mercenario forse guadagna come un laureato che sta al sicuro dietro una scrivania, certo.

  • 166
    Golem -

    “…Si può entrare nelle aule dell’uni e assistere alle lezioni senza essere iscritti”
    Bè, Trad, io ho seguito “Storia dell’Arte” del professor Flavio Caroli che ero già laureato e pure cultore della materia per il Laboratorio di Progettazione Urbanistica.
    Ricordo che una ragazza che seguiva quel corso mi riconobbe in quanto ero appunto assistente, e si sorprese di quella mia presenza, ma le spiegai che quel corso, che non avevo potuto seguire durante la frequenza “regolare”, era cosi affascinante che se Caroli avesse voluto far pagare il biglietto lo avrei pagato volentieri.
    In una città come Milano ci sarebbero, e ci sono, decine di opportunità come quelle, e pure gratuite, per trascorrere un’ora di puro piacere.
    Uscivo dal lavoro alle 16 e 30, 20 minuti di metro, e alle 17 ero seduto al Poli per la lezione, una volta a settimana sino alle 18. Alle 18 e 30 ero a casa dopo una lezione gratuita e incredibilmente arricchente tenuta da uno come Caroli. Si fa, basta volerle le cose.

  • 167
    maria grazia -

    Golem, nell’ esprimere apprezzamento verso una persona tu guardi a una sola cosa: che ti dia ragione su tutto. Se così non è, cerchi sistematicamente di distruggere l’ altro ridicolizzandolo. Evidentemente sei tu ad avere un disagio. Si possono avere idee diverse, si può non concordare su alcune cose. Ma le insinuazioni non le accetto, è qualcosa di meschino, e non vuol dire farne una questione personale. Io sono sicura dei miei mezzi ( pochi o tanti che siano ). Tutto il resto sono banali tentativi di destabilizzarmi ma è tempo sprecato.

    Io non sto screditando l’ Università, sto solo riportando quello che osservo tutti i giorni tra molti laureati, per quanto dovrò ancora ripeterlo? Può darsi che molti di loro abbiano sfruttato male questa opportunità, non lo so. So solo che la maggior parte di loro non ha chissà quale superiorità mentale e strutturale, almeno da quello che dimostra.

  • 168
    maria grazia -

    Il fatto che per “respirare cultura” bisogna a tutti i costi frequentare gli atenei e dare un esame universitario è un’ emerita puttanata e lo sapete pure voi.

  • 169
    maria grazia -

    Trader non ne facevo un discorso puramente economico. Comunque anche fare tanti soldi richiede una dose elevata di intelligenza. E’ chiaro che chi ci riesce ne è provvisto, a prescindere dal suo grado di istruzione. Ovviamente non sto parlando di attività illecite o cose del genere. E’ un fatto comunque che i più grandi malavitosi avessero un’ intelligenza superiore, che hanno purtroppo usato nel modo sbagliato.

  • 170
    Trader -

    Golem, anch’io assistetti a qualche lezione delle materie della mia futura moglie anni fa (lei non ha fatto economia), quando eravamo iscritti. Ma erano, come dici tu, ore di puro piacere, passate disinvoltamente senza l’impegno di dovere prendere appunti, capire perfettamente, al fine di prepararsi all’esame.
    Seguire una lezione universitaria o leggere un libro per diletto è diverso dal farlo per prepararsi ad un esame. Allenarsi per giocare a calcetto con gli amici è diverso dall’allenarsi come chi gioca in serie A. Chi gioca a calcetto non ha il livello di un calciatore professionista, altrimenti andremmo tutti a giocare in serie A.

    MG, nessuno ha mai detto che per “respirare cultura” bisogna a tutti i costi frequentare gli atenei e dare un esame universitario, ma è ovvio che essere in un certo di giro ti dà determinate conoscenze, in questo caso cultura.
    Neanch’io ne ho fatto un discorso meramente economico.

  • 171
    Trader -

    Non sono d’accordo sull’affermazione che per fare tanti soldi richieda una dose elevata di intelligenza. Per esempio il mestiere della prostituta non richiede tanta intelligenza e la prostituzione non è un’attività illecita.
    Chi ti ha detto che i più grandi malavitosi siano particolarmente intelligenti? Sono spietati, anaffettivi, si ritrovano a capo di una gerarchia che gli permettere di godere dei frutti maggiori dell’organizzazione criminale, ma non per questo sono per forza più intelligenti dei loro sottoposti.
    Un imprenditore normalmente guadagna più dei suoi dipendenti, ma non fa necessariamente un lavoro che richieda più competenze. Per esempio un imprenditore edile non è necessariamente più intelligente degli architetti o degli ingegneri che lavorano per lui, ma normalmente guadagna di più.

    Insomma, credere che si possa facilmente fare a meno dell’apporto fornito dall’inscrizione all’uni, apporto che deriva anche dall’ambiente, è come pensare che pagando un maestro di sci in settimana bianca poi si possa arrivare al livello di vincere il Super G.

  • 172
    maria grazia -

    Dunque vediamo un po’.. così a occhio e croce, la prostituta deve:
    1. selezionare bene chi ricevere, incontrare, e via dicendo, per non mettere a rischio la propria sicurezza.
    2. preservare la propria reputazione facendo attenzione a non divulgare in giro la propria attività, a meno che non voglia fare quel lavoro anche a 50/60/70/80 anni.
    3. trovare un modo per regolarizzarsi con il fisco ( cosa non semplice )
    4. fare attenzione a non essere indagata per riciclaggio di denaro
    5. proteggersi da eventuali grattacapi con il vicinato, che potrebbe mal digerire quel tipo di attività nel condominio
    6. saper gestire i clienti a livello psicologico-emotivo ( cosa non semplice, visto tutto il materiale umano che le capiterà ogni giorno )
    7. saper gestire il rapporto con i familiari o con i figli ( se ce ne fossero )
    E potrei andare avanti. Già solo questi punti fanno capire che per quel tipo di mestiere l’ intelligenza serve eccome. Infatti, non è per tutte.

  • 173
    maria grazia -

    Forse tu intendevi che non richiede specifiche competenze professionali, ma anche qui avrei da ridire, perché una prostituta oggi deve saper gestire un sito web, una pagina social e qualsiasi altra cosa è oggi indispensabile per qualunque attività commerciale.

    L’ intelligenza non centra con l’ essere anaffettivi. Si può essere intelligenti e al tempo stesso spietati, così come si può essere intelligenti e buoni, oppure si può essere buoni e dei perfetti idioti. L’ intelligenza prescinde dal grado di umanità di una persona. Ed è ovvio che i boss della mala debbano essere più intelligenti dei loro sottoposti, non c’è bisogno di spiegare il perchè. Il paragone con architetti e imprenditori è fuori luogo. Anche qui, come nel caso della prostituta, tu confondi l’ intelligenza con le competenze professionali.

    Io non leggo e non studio tanto per passare il tempo, mi serve anche per ragioni di lavoro. E il lavoro presuppone delle scadenze, proprio come gli esami.

  • 174
    Ana Maria -

    Come dice la Comi: Se siete brutte vi serve la laurea, non troverete mai un uomo di valore che vi mantiene

    A me lo dicevano gia’ da molto prima dell’avvento di Michelle Comi.
    A parte che Michelle Comi cerca solo notorieta’.
    Poi non e’ famosa per chissa’ quali competenze.
    Se non c’erano tutti sti morti di fi.. che gli corrono dietro, si sarebbe tenuta il posto da impiegata. Dice che non e’ fatta per lavorare.

  • 175
    Trader -

    Ovvio che ogni lavoro richieda competenze professionali. Ma le competenze professionali necessarie possono essere complesse o meno e si può essere in grado di acquisirle o meno, in base a vari fattori, carattere, attitudini, ma a volte anche intelligenza. Servono competenze anche per tagliare il prosciutto al banco della gastronomia, ma si acquisiscono facilmente rispetto a professioni più complesse.
    Anche per fare la prosti ci vuole qualche competenza, ma meno intelligenza rispetto ad un ingegnere. Ci vuole più intelligenza per laurearsi in architettura e progettare un palazzo di dieci piani che per pubblicare un annuncio su internet, rifiutare i clienti che puzzano ed essere riservati sulla propria professione di sex worker. Se ti gestisce qualcuno, non occorre nemmeno quelle competenze, basta sapersi sdraiare sul letto.

    L’ intelligenza non centra con l’essere anaffettivi, si, appunto, per questo ho detto che per gestire attività criminali occorrono anaffettività e cattiveria, più che intelligenza.

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