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Laurea. Serve o non serve?

di maria grazia

Riferimento alla lettera: Anche stavolta mi tocca rispondere con una lettera all'utente Suzanne, relativamente all'argomento "laurea" dibattuto in altro topic, in quanto non avrei potuto esporre adeguatamente il mio discorso per mancanza di caratteri, e comunque si stava andando fuori tema rispetto a quell'altra lettera. Secondo quanto afferma Suzanne, chi come me non...
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Data di pubblicazione: 17 Novembre 2024

L'autore ha condiviso 19 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore maria grazia.

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Categorie: - Scuola

426 commenti

  • 176
    Trader -

    Non credo che un capo sia necessariamente più intelligente di un sottoposto, anzi, credo che in certi casi l’attività lavorativa è più difficile per il sottoposto che fa, piuttosto dell’imprenditore che ordina di fare.

    Insomma, intendevo che per fare la prostituta o commissionare delitti occorra un livello di intelligenza minore di un ingegnere che ha studiato e applica l’analisi matematica per il suo lavoro. Certo, la prostituta deve saper usare il telefonino per rispondere ai clienti, ma usare programmi di calcolo e di grafica comporta un altro livello di difficoltà.
    E’ vero che anche per fare la cassiera al supermercato bisogna saper battere gli scontrini ma per imparare a usare la cassa basta poco, non occorre essere degli scienziati.

  • 177
    Trader -

    Ha ragione Golem nel commento 161.
    Suzanne avrebbe affermato che la mancanza della laurea preclude uno sbocco lavorativo discreto. Non credo proprio che Suzanne abbia mai detto questo.
    Poi apri una parentesi fuori tema sulla presunta maggiore qualità della formazione sul web rispetto ai media ufficiali, confondendo peraltro formazione con informazione.
    Prosegui sostenendo che esistono uomini d’affari non laureati. Che novità. Banale. Ma mediamente quanti con la terza media hanno un lavoro retribuito meglio, di maggior qualità e più soddisfacente di un laureato in facoltà come ingegneria o medicina? Bill Gates non ha finito l’università, ma quanti Bill Gates ci sono? Esistono più manovali alla catena di montaggio che si spezzano la schiena per millecinquecento Euro al mese che Bill Gates. Sopra di loro i periti e sopra i periti gli ingegneri. Si, quelli con la laurea, quel pezzo di carta che lavorativamente parlando definisci inutile.
    Poi affermi che

  • 178
    Trader -

    aver fatto lavori umili e quant’altro ha lo stesso valore di una laurea. Cioè, cosa intendi? Un valore morale? Certo, tutti i lavori sono dignitosi, e allora? Un valore per la crescita personale? Ovvio, mica solo studiare ti eleva personalmente, e allora?
    Oppure ha valore per migliorare la propria vita lavorativa? Boh, torno a chiedermi quanti Bill Gates ci sono rispetto a quanti onesti e volenterosi manovali che nonostante ciò restano manovali tutta la vita.

    “Gli imprenditori italiani che si lamentano di non trovare dipendenti, è perché non trovano laureati da pagare 1000 euro al mese”
    Le aziende non trovano nemmeno ingegneri, o comunque tecnici diplomati e personale qualificato, oltre a non trovare operai. Quindi questo non dimostra che una laurea in ingegneria sia inutile. Si può fare l’operaio anche con la laurea, ma non si può fare l’ingegnere senza laurea.
    Per la tua esperienza lavorativa, la laurea non era indispensabile. Vabbè, hai fatto la cameriera

  • 179
    Ana Maria -

    @Trader
    Qui in UK chiamano Engineer operai qualificati/specializzati che hanno fatto corsi professionali, pero’ e’ ingegnere nel senso tarocco della parola. Chiamano Electrical Engineer mio cognato che ha una qualifica di 4-5 livello di elettricista.

  • 180
    Trader -

    Secondo MG la laurea ha il suo valore, ma si può ovviare alla sua mancanza compensando in altri modi. Se ne può fare a meno per farsi una cultura e per avere uno sbocco lavorativo di qualità. Sul fatto di farsi una cultura, bisogna specificare cosa si intende per cultura. Uno studente di matematica che non va a teatro, non legge un libro che non sia di analisi numerica, non ha altri interessi, saprà tutto di matematica, ma si può definire colto? Colto in matematica, ma non colto in generale. Va bene lo stesso o gli assegniamo un livello di cultura inferiore ad un diplomato a cui piacciono la Traviata e le poesie di Carducci?
    Vabbè, ma cosa vogliamo dimostrare con queste masturbazioni mentali? Che MG è colta come un laureato, anzi, è colta come Suzanne, nonostante non abbia frequentato l’uni. Vuole dimostrare che non le manca niente rispetto a Suzanne. Mi sembra che il problema sia questo, che dite? Il problema di MG è Suzanne, non la laurea. Ma Suzanne non le fa pesare il fatto di…

  • 181
    Trader -

    di non essere dottoressa, bensì sostiene che MG sia limitata, che dica fesserie. E MG cerca di dimostrare il contrario. Lei non ha studiato all’uni, ma fa un lavoro di successo e intellettivamente difficile, nonostante non richieda il titolo accademico. Non ha niente da invidiare a Suzanne.
    Aveva detto che sarebbe diventata milionaria vendendo l’app che ha programmato. E dopo si sveglia tutta sudata.
    MG fa un lavoro di concetto. Per questo Suzanne la chiama Concettina!

  • 182
    maria grazia -

    Giusto per mettere in chiaro i fondamentali a cui arriverebbe anche un bambino di tre anni: il lavoro che uno svolge nella vita non è connotato di intelligenza. Si può ritrovarsi ai margini della società pur avendo un’ intelligenza elevata, così come si possono ricoprire ruoli di prestigio pur essendo dei perfetti idioti. Di esempi anche pubblici potremmo farne tanti, ci sono ingegneri che progettano da cani. Una prostituta che invece dovesse essere vittima di tratta o di abusi ( gestita da qualcuno, come diceva trader ) deve avere un’ intelligenza pazzesca per riuscire a sopravvivere e poi a togliersi da quella situazione. Altro che “basta sdraiarsi”. Ormai la scempiaggini hanno superato il livello della decenza. 

  • 183
    maria grazia -

    È chiaro che chi ha avuto la possibilità di studiare, mediamente può accedere a lavori migliori, non c’è bisogno del genio di turno che ce lo dica. Se invece il genialone che scrive qui avesse dovuto vivere come ho fatto io oggi sarebbe già sottoterra, idiota come si ritrova. E continua a parlare senza sapere un accidente di cosa faccio nella mia vita, perché ancora gli rode il culo che ho descritto semplicemente ciò che è: una persona con problemi, che ha bisogno di aiuto. Non importa quante lauree possa avere, i problemi psicologici sono una cosa a parte. Senza contare che di analfabetismo funzionale ( connotato tipico di chi manca di intelligenza ) qui ne vedo a go go.

  • 184
    Golem -

    MG, una laurea fornisce una cosa principalmente: “strumenti”. Che si tratti di cognizioni umanistiche o tecniche, questi sono mezzi con i quali un’intelligenza può “creare” un prodotto originale.
    La particolarità che fornisce l’Università rispetto ad un esperienza autodidatta, è quella di “abbreviare” l’esperienza che porta alla acquisizione di quegli strumenti, tutto qui. Come posso spiegare, sia pure estremizzando al massimo livello. Se tu per fare un lavoro, non so, di Fisica Astronomica, hai bisogno di fare dei calcoli che richiedono la conoscenza delle equazioni ellittiche e non le conosci, non puoi aspettare di impararle da te, ma ti devi affidare alle centinaia di esperienze di matematici che vi sono arrivati, pensa un po’, basandosi, sugli sforzi di altri matematici che uno dopo l’altro vi si sono dedicati per arrivare a quel punto. L’Università ti risparmia quella fatica, per quella come per altre “conoscenze”, poi saranno le nostre capacità a usarle come strumenti con risultati direttamente proporzionali》

  • 185
    Golem -

    》Ma l’Università oltre a quelle dotazioni fornisce un mezzo fondamentale, ed è quello di insegnarti a ragionare in maniera critica, perchè ogni esame ti obbliga a una logica di ragionamento che deve convincere un giudice “tecnico” del fatto di aver operato scelte corrette e non aver inventato regole tutte tue. La tesi finale dovrebbe essere la summa di quel percorso di “formazione” dove, peraltro, si dovrebbero fondere tutte le acquisizione culturali e metodologiche acquisite durante il percorso di studi. Se dovessi parlare del mio, posso dire che una delle ragioni che mi spinsero a scegliere Architettura e non Ingegneria, è perche la prima è una facoltà “orizzontale”, e l’altra “verticale”. La prima spazia dalle Costruzioni alla Sociologia o dalla Storia dell’Arte alla Statica, mente l’altra è concentrata “verticalmente” su una “scienza”. Ed è forse per questo che gli architetti diventano archistar e gli ingegneri molto meno, per la cultura più ampia che È NECESSARIO che abbiano.
    Più cultura più strumenti più soluzioni a parità di intelligenza.

  • 186
    Trader -

    A proposito di analfabetismo funzionale, non ho mai parlato di lavori prestigiosi. Il prestigio non è una caratteristica che ho contemplato per definire un lavoro intellettivamente difficile, quindi richiedente maggior intelligenza di altri. Tra l’altro cosa intendiamo per “lavoro prestigioso”? Il Presidente della Repubblica? Non è richiesta la laurea. L’imprenditore? Ho già detto che spesso l’imprenditore è un lavoro meno difficile intellettivamente del suo ingegnere. Dunque non ho mai detto che i lavori prestigiosi richiedano più intelligenza.
    Per contro ci sono professioni anonime, che però richiedono intelligenza.
    Fare il trader non è prestigioso, ma richiede intelligenza, infatti è un lavoro che MG non sarebbe in grado di fare.
    Beh, che fare la prostituta richieda doti intellettive maggiori di uno scienziato è un’affermazione veramente idiota.

    Eh, si, io non so niente di MG, ma lei sa tutto di me. Mi sembra scappata dal manicomio.

  • 187
    Trader -

    MG “il lavoro che uno svolge nella vita non è connotato di intelligenza. Si può ritrovarsi ai margini della società pur avendo un’ intelligenza elevata, così come si possono ricoprire ruoli di prestigio pur essendo dei perfetti idioti.”

    Insomma, questo per dire che tu sei intelligentissima, ma non ti fanno progettare space shuttle, perché la società non ti ha capito.

  • 188
    maria grazia -

    Golem, la superiorità di un percorso formativo rispetto ad un altro racchiude in sè tante di quelle variabili e di questi aspetti, a volte nemmeno evidenti, che stabilire a priori quale sia superiore e quale di minore livello, credo che sia un immenso azzardo. Inoltre, l’attitudine ad apprendere velocemente è una caratteristica oggettiva di un individuo, non centra il fatto di frequentare o meno un corso di laurea. Non per niente c’è gente non laureata che impara tutto in pochi mesi ( io sono una di queste persone ), gente laureata che ci ha messo anni, e gente che frequenta l’università ma è abbondantemente fuori corso. Così come c’è chi si laurea in tempi brevissimi e con risultati eccellenti. Il raffronto è da fare in questo senso, secondo me. Non tra chi ha la laurea e chi non ce l’ ha.

    “Se tu per fare un lavoro, non so, di Fisica Astronomica, hai bisogno di fare dei calcoli che richiedono la conoscenza delle equazioni ellittiche e non le conosci, non puoi aspettare di

  • 189
    maria grazia -

    impararle da te, ma ti devi affidare alle centinaia di esperienze di matematici che vi sono arrivati, pensa un po’, basandosi, sugli sforzi di altri matematici…”

    Ma questo vale anche per chi studia per conto proprio. Il materiale didattico è lo stesso. Cambia solo che chi non frequenta l’ università non deve tenere degli esami. Che poi non è nemmeno del tutto vero, perché se come autodidatta studi qualcosa che è finalizzato al tuo lavoro, ad esempio, la valutazione te la farà il tuo probabile futuro datore di lavoro oppure il tuo probabile futuro cliente. Gli “esami” ci sono SEMPRE. Per tutti.

    “ogni esame ti obbliga a una logica di ragionamento che deve convincere un giudice “tecnico” “.

    Nella vita di tutti i giorni non c’è una giurìa che ti sta valutando, perché il giudice è la vita stessa. Se fai un errore di valutazione, di qualunque tipo, ne paghi le

  • 190
    Golem -

    MG, infatti ho scritto che una laurea fornisce strumenti “giá pronti” per raggiungere certi obiettivi. Per le equazioni ellittiche, che servono per calcolare certe funzioni astronomiche, tanto per restare in tema, si dovrebbe partire da zero dalla trigonometria, poi algebra, analisi matematica e proseguire, sino alle equazioni dei vari gradi, le differenziali e infine a quelle ellittiche. Pensi che sia facile rispetto ad avere un tutore che ti indirizza, e ti corregge? Grosso modo è come partire da un martello e dei chiodi e lentamente arrivare a costruire un aereo, strumenti compresi. Quel percorso tecnologico ha richiesto a occhio e croce due millenni per passare dal martello all’aeroplano, e tu pensi che si possa scoprire, imparare da soli e utilizzare uno strumento matematico di quella portata in una normale vita?
    Una delle cose che ricordo del mio percorso universitario è che all’inizio mi mettevo a fare critica architettonica senza saperne niente, ed è normale, perché curiosamente meno si sa e più si crede di sapere. Col tempo, molto tempo, e con le cognizioni》

  • 191
    Golem -

    》apprese, le indicazioni dei docenti e le infinite letture mi sono reso conto di come con la mia visione limitata -ma non ritenuta tale in buona fede- giudicavo e il giudizio mi sembrava giusto!
    Oggi, dopo 30 anni dalla laurea, 5 di cultore della materia e l’acquisita capacità di orientarmi in modo mirato nelle letture, rido ripensando a quando da matricola mi sentivo già critico dell’Architettura, e se oggi dovessi leggere la mia tesi con l’attuale bagaglio di conoscenze, forse la troverei ingenua.
    Per carità, sarai certo una persona che impara in fretta, si vede che non sei stupida, ma a meno che non si sia dei Mozart o uno Srinivasa Ramanujan per la matematica, non si diventa come loro, neanche se butti il sangue h24 per tutta la vita. Perchè se lo si fosse, per qualunque campo dello scibile, quelle qualità sarebbero già emerse. Ma come quelli, se va bene, ne nascono uno al secolo MG.
    Io, 98 (pare) di Q.I. ho dovuto studiare duro, seppure con piacere, ma malgrado una discreta e variegata cultura resto solo l’architetto Golem
    n°14milaxxx della Provincia di Milano.

  • 192
    Trader -

    MG: “Non per niente c’è gente non laureata che impara tutto in pochi mesi ( io sono una di queste persone )”

    Si, che impara una pagina di un libro di cucina in pochi mesi.

    MG: “Cambia solo che chi non frequenta l’ università non deve tenere degli esami”.

    Dici niente!
    Lo sforzo di preparazione ad un esame allena il cervello. Chi si è mai divorato testi interi di formule matematiche per conto proprio? Chi si è mai preso la briga di scrivere un libro, non un romanzo, ma una tesi universitaria? Inoltre si assorbe cultura stando nell’ambiente universitario, ci si confronta con persone e professori.
    Si può entrare nelle aule dell’uni e assistere alle lezioni senza essere iscritti, ma chi lo ha mai fatto?
    MG crede che leggere la cucina di Suor Germana sia come laurearsi in ingegneria.

  • 193
    Suzanne -

    Quante scemenze. Semplificato al massimo, cosí magari capisci:
    se fossi laureata in fisica non saresti terrapiattista;
    se fossi laureata in geopolitica non parleresti della Russia senza saperne una cippa;
    se fossi laureata in medicina non crederesti al grafene nei vaccini;
    se fossi laureata in psichiatria non faresti diagnosi da rivista di parrucchiere su tre righe scritte da sconosciuti;
    se fossi laureata in psicologia non bolleresti l’intera umanità(esclusa te stessa) di narcisismo patologico;
    se fossi laureata in sociologia e storia non crederesti ai gomblotti mondiali;
    Se fossi laureata in filosofia riusciresti a fareun discorso logico senza cadere in contraddizione ogni due minuti (e sapresti cos’è la logica) ;
    se fossi laureata in lingue forse saresti meno stupidamente razzista;
    e, in generale, se fossi laureata in qualcosa avresti molte meno probabilità di sparare puttanate su tutto ciò che non sai.

  • 194
    maria grazia -

    Quindi insomma l’istruzione ufficiale servirebbe a bersi tutte le balle dei mass media, ad accettare passivamente che extracomunitari arretrati e violenti invadano i nostri territori e a non sapersi difendere da chi ci vuole abusare/manipolare? A saperlo, mi sarei fermata alla terza media!
    Come ho detto nel commento precedente, nella vita di tutti i giorni non c’è una giurìa che ti sta valutando, perché il giudice è la vita stessa. Se fai un errore di valutazione, di qualunque tipo, ne paghi le conseguenze nella tua esistenza. Ed è anche peggio che fallire un esame. Chi per esempio ha creduto ciecamente nel sistema ha fallito, in un modo o in un altro. Ed è questo che probabilmente qui non si vuole accettare.

  • 195
    Golem -

    Ma MG, ma dov’è il nesso in quello che dici? Il teorema di Pitagora non è una balla dei mass media, come non lo è il Terzo Principio della Termodinamica. L’osservazione del fenomeno migratorio è una tua visione, che come minimo è inevitabilmente parziale come le altre. Quali prove hai che il grafene sia stato presente nei vaccini o che la Terra sia piatta come una pizza Quattro Stagioni, e soprattutto cosa prova che la una laurea faccia “bere” certe cose?

  • 196
    Trader -

    Suzanne, MG subisce l’effetto Dunning Kruger:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_Dunning-Kruger
    Chi sa poco di una materia, crede che sia tutto facile.

    Interessante il suo ultimo commento. In parole povere, MG dice che ha esperienza. Non ha studiato, ma ha fatto la scuola di vita.
    Ecco, era presumibile che arrivasse a dire questo. Mi è successo più volte di sentire da chi non ha né arte né parte:”Non ho studiato, ma ho esperienza.”
    Una volta chiesi ad un impiegato nullafacente, utile solo a scaldare la sedia dove era seduto:”Ma tu sai fare qualcosa, hai qualche competenza?”
    Mi rispose: “Eh… Ma io ho esperienza!”
    Se non avesse avuto quella scrivania, manco lo spazzino avrebbe potuto fare.
    Mi domando che esperienze abbia avuto una persona che non ha mai fatto niente. Solo perché una persona ha una manciata di anni più di me, non significa che possa vantare un maggior numero di utili esperienze. MG è anziana, ma la sua veneranda età non l’ha resa saggia.

  • 197
    Trader -

    Non si capisce nemmeno perché una persona che ha fatto l’università automaticamente non debba avere esperienza. Noi laureati abbiamo forse fatto errori di valutazione nella vita, pagandone le conseguenze? Boh, tutti sbagliano qualche volta, ma nel mio caso errori gravi che mi hanno compromesso la vita, no.

  • 198
    maria grazia -

    Golem non era quello che intendevo dire. Rispondevo a Suzanne. Comunque il teorema di Pitagora e il Terzo Principio della Termodinamica li ho studiati alle scuole superiori.

  • 199
    Trader -

    Io il teorema di Pitagora l’ho studiato alle scuole medie e i principi della termodinamica alle superiori.

  • 200
    Gabriele -

    Maria Grazia, li avrai anche studiati alle scuole superiori, ma quello che cambia é il LIVELLO di APPROFONDIMENTO, che la tal nozione o sapere ha. Alle Scuole superiori, si studia in una certa maniera, ad un livello da scuola Superiore. L’errore classico che fa una persona ignorante, che non ha mai varcato la soglia di un aula Universitaria, é proprio fare l’affermazione che hai fatto tu “l’ho già studiato alle Scuole superiori”, l’altro errore madornale, é quello di pensare che tale argomento lo si possa studiare, dai libri delle superiori, errore classico anche questo. Se così fosse, allora tanto varrebbe fermarsi al diploma, no?
    Invece il libro di Chimica inorganica con elementi di Chimica Fisica, dalla quale ho studiato aveva 1500 pagine, all’Università, col Docente che disse proprio “ragazzi non commettete l’errore di studiare dai libri delle superiori, perché qui conta il livello di approfondimento”. Il libro delle superiori invece, aveva 650 pagine, indice incluso…

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