Laurea. Serve o non serve?
Views: 53 - Views e voti dal 14 agosto 2026.
Anche stavolta mi tocca rispondere con una lettera all’utente Suzanne, relativamente all’argomento “laurea” dibattuto in altro topic, in quanto non avrei potuto esporre adeguatamente il mio discorso per mancanza di caratteri, e comunque si stava andando fuori tema rispetto a quell’altra lettera. Secondo quanto afferma Suzanne, chi come me non ha una laurea non sarebbe degno di trovare un lavoro discreto. E Suzanne pensa che io per “formazione” intendo guardare video su YouTube. OVVIAMENTE non è così, formarsi non significa limitarsi a guardare video. Sicuramente però certi contenuti in rete sono infinitamente più interessanti e informativi delle stupidate che si ascoltano in televisione. L’ Italia abbonda di laureati, eppure è un paese che non progredisce. E credo dipenda anche dall’indottrinamento esercitato dai mass media sulle giovani generazioni.
Moltissimi uomini di affari di successo testimoniano che la laurea è pressoché inutile in molti percorsi professionali, i quali richiedono invece altre peculiarita’ come dinamismo, attitudine alla vendita, capacità di trattativa, senso pratico. In altre parole: problem solving. Ed è ciò che manca a molti laureati: una visione, che è frutto dell’esperienza pratica.
Prendere una laurea ha il suo valore, nessuno lo mette in dubbio. Allo stesso modo ha il suo valore l’aver svolto le più disparate mansioni, aver fatto lavori umili, essersi andati a cercare clienti porta a porta, essersi misurati con sfide e prove sul campo, aver viaggiato, aver dovuto affrontare situazioni fuori dall’ordinario, aver dovuto studiare informatica e grafica digitale come autodidatta perché i corsi di formazione in questo campo, oltre che relativamente inutili sono anche molto costosi. Da quello che vedo, la stragrande maggioranza dei laureati italiani sono ignoranti in materia tecnologica e digitale, moltissimi non sanno nemmeno usare PayPal e le cripto, per dire, e c’è tra loro un diffuso analfabetismo funzionale. Compresi quelli che come me hanno studiato informatica..
E in ogni caso non aver conseguito una laurea non significa non poter avere una valida cultura generale. Certo, lì dipende anche dalla propria indole. A me personalmente l’ignoranza non è mai piaciuta, forse anche perché ne sono stata vittima.
Dovrei sentirmi inadeguata rispetto a chi e rispetto a cosa? Ho tutte le competenze e le conoscenze necessarie per poter operare nei campi di attività che ho scelto – fermo restando che si può sempre migliorare – e sono stufa di questa storia che solo i laureati hanno diritto a un riconoscimento. In moltissimi lavori la laurea non serve, è la semplice verità. Gli imprenditori italiani che si lamentano di non trovare dipendenti, è perché non trovano laureati da pagare 1000 euro al mese, non perché non ci siano lavoratori in gamba e disponibili. Cominciamo ad abrogare certi falsi miti e a fare valutazioni più razionali. Poi basta con sta solfa che noi italiani siamo i migliori in tutto. Non è affatto così.
Sia chiaro che questa non è una lettera che vuole esortare a non laurearsi. Vuole solo invitare a fare delle riflessioni e ad abbandonare certi stupidi stereotipi.
La laurea serve? Nella mia personale esperienza lavorativa, sarebbe forse stata utile, MA DI CERTO NON INDISPENSABILE. Naturalmente la mia esperienza NON VALE PER TUTTI. Quindi, anche stavolta, ognuno deve valutare il proprio caso soggettivo.
Data di pubblicazione: 17 Novembre 2024
L'autore ha condiviso 19 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore maria grazia.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Scuola
426 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 1 link per commento.
▸ Mostra regolamentoI commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
I commenti devono essere pertinenti alla lettera e aggiungere un contributo alla discussione.
Non sono ammessi scambi personali o conversazioni tra utenti, né insulti o attacchi personali, contenuti futili, promozionali o di propaganda.
Non copiare articoli da altri siti né riportare integralmente testi protetti da diritto d'autore. Usa un solo nome.
Leggi l'informativa sulla privacy.

Dipende dai campi.
In alcuni, tipo il mio, la laurea è MOOOOOLTO UTILE sebbene non indispensabile.
In altri campi (per esempio medicina&chirurgia o ingegneria aerospaziale) invece è addirittura NECESSARIA, sebbene NON sufficiente.
Come esperienza personale posso dire che a me è stata molto utile, mi ha dato una marcia in più, sia sotto il profilo delle conoscenze/nozioni apprese nel percorso di studi che nella forma mentis, nella capacità di ragionamento e di autoapprendimento (una volta finita l’università non si smette di formarsi: chi si ferma è perduto).
Molti colleghi lavorano bene anche se sono semplici diplomati, però devo dire che dopo un po’ ti rendi conto della differenza tra chi è laureato e chi no: è come se ai non laureati mancasse sempre qualcosa (senza per questo volerli criticare eh?).
Invece chi, nel 2024, si ferma ancora alla terza media, non ha futuro…
“medicina&chirurgia o ingegneria aerospaziale”
E’ scontato che in settori come questi la laurea è un requisito indispensabile, non mi sembrava necessario doverlo sottolineare.
“è come se ai non laureati mancasse sempre qualcosa”
A me cosa mancherebbe, ad esempio, rispetto all’utente medio che interviene in questo sito? Sono curiosa..
Chi ha solo la terza media oggi è spacciato? Anche qui, non è detto. Dipende cosa andrai a fare, in quale paese e in quale contesto. Ci sono content creator non diplomati che hanno fatto fortuna. Ci sono imprenditori con la terza media che fanno i miliardi. Ripeto, ogni caso è a sé. Non è un titolo di studio che ti garantisce un brillante futuro.
Il livello di autoapprendimento e di ragionamento non dipenda dal detenere un titolo accademico, ma dipenda dal mantenere il cervello in allenamento, continuando a studiare, formarsi, fare ricerca e approfondimenti, confrontandosi con situazioni in cui è richiesta la capacità di trovare soluzioni.
Ahh e comunque ti svelo un segreto: si possono benissimo studiare materie universitarie ( io ad esempio studio psicologia e psichiatria ) senza necessariamente frequentare l’ateneo o dare gli esami.
Anche in virtù di quanto sopra mi sono resa conto che la maggior parte dell’umanità soffre di disturbi mentali. Sapere questo mi ha permesso di comprendere tante cose..
Qui in Inghilterra l’approccio e’ piu’ pratico. Ho fatto il master in International Business qui a Londra e non si studiavano libroni di 2000 pagine. Si facevano presentazioni da esporre, reports, saggi, ricerche. E stato tutto utilissimo per il mondo del lavoro. Ho imparato a gestire il tempo, il gestire progetti, il public speaking, le discussioni, il lavoro di squadra, l’essere professionale. I professori e persino il preside ci trattavano da pari, come figli o nipoti, non come in Italia dove sono 4 scalini sopra e si credono degli dei. Ottima esperienza l’universita’ a Londra. Peccato non ci sono andata per la triennale. Ho avuto anche il supporto psicologico per l’autismo, professori informati. Al master con me c’erano altri 4 italiani laureati in giurisprudenza, economia, lingue, io in turismo + una rumena e una domenicana vissute precedentemente in Italia. Lavoravamo tutti, frequentavamo due sere e il sabato.
Comunque Londra mi ha insegnato che l’esperienza vale piu della laurea. Sia quella di vita che quella lavorativa. Ho trovato persone laureate de sto caxxo analfabete funzionali, mentre gente con certificazioni e diplomi che sapevano fare piu cose dei laureati. Adesso continuo a qualificarmi come accountant e mi dedico all’arte come hobby. Mio marito non e’ laureato eppure e’ piu’ funzionale di molte persone laureate e sa cavarsela da solo senza rendere conto a nessuno. Secondo la mia madrina di battesimo non avrei dovuto sposarlo perche’ dislessico, ADHD, non laureato, non ricco, gia’ divorziato, di origine est europea, non parla italiano.
Ormai la laurea è necessaria per qualsiasi cosa…. Se poi la massima aspirazione nella vita è fare la badante o la donna delle pulizie allora non ti serve a niente.
Bet, conosco personalmente professionisti, imprenditori e consulenti che non hanno alcuna laurea ma fanno soldi a palate e sono i numeri uno nel loro settore. Naturalmente si sono fatti strada con le proprie capacità e la propria determinazione, non sono stati lì a sperare nel posto da dipendente.
Ana Maria, grazie per la tua interessante testimonianza!
“ conosco personalmente professionisti, imprenditori e consulenti che non hanno alcuna laurea ma fanno soldi a palate e sono i numeri uno nel loro settore. Naturalmente si sono fatti strada con le proprie capacità e la propria determinazione, non sono stati lì a sperare nel posto da dipendente.”… ora improvvisamente imprenditori & co. sono diventati i numeri uno. Cosa è cambiato dal nostro scambio di opinioni (relativo all’ultima tua lettera sul “complotto globalistahahahah”) dove li dipingevi come una manica di deficienti? Non mi dirai che sono tutti tedeschi vero? LOL!
White knight, si tratta di persone che avevo conosciuto in Italia e altre che ho avuto modo di incontrare qui in Germania. Ho contatti con professionisti sia dal vivo che a distanza soprattutto per via del mio lavoro online, che non ho mai abbandonato.
È ovvio che non sono tutti incompetenti sfruttatori, ma su 100 imprenditori italiani ne trovi forse un paio che sono davvero sul pezzo. Il tuo ultimo commento dimostra ancora una volta la tua visione provinciale e superata e il fatto che non è una laurea di per sé ad aprirti la mente.
Prima di vantarsi di un titolo bisognerebbe potersi confrontare con chi si è dimostrato intraprendente, con chi ha viaggiato all’estero, con chi ha dimostrato ( con i ragionamenti e con i fatti ) di sapere quello che dice.
Perdonami ma non sono interessata ad altri scambi con te, come tra l’altro ti avevo già detto.
Ti faccio i miei migliori auguri.
Ana Maria, grazie per la tua interessante testimonianza!
Si soprattutto per averci fatto sapere il parere della sua madrina di battesimo 😀
Potrà essere importante sapere, quando e quanto sarà impattante nel quotidiano,la neonata”ia”che si presume necessiti di una specifica “laurea”per poterla usarla al meglio.
Anche se avere una NATURALE predisposizione per l’alta tecnologia(senza il noto”pezzo di carta”) può essere Decisivo in tal senso,a mio modesto parere!!
D’altronde questa”ia”naviga ancora in un clima tra belle speranze e varie incertezze e mi chiedo se riuscirà a “lavorare”,ad esempio ,in armonia con la NATURA che,secondo una battuta recitata nel film Rocky 5 con s.stallone, È PIÙ FURBA DI QUANTO L’UOMO CREDE!! e forse anche della stessa”ia”concepita dallo stesso uomo(o,comunque dal genere umano,maschio o femmina che sia)”LAUREATO”,ma,come spesso si dice,”MAI dire Mai”!!
Buona serata!!
L’ultimo commentovè la precisa esemplificazione dei mali dei nostri tempi: pressapochismo ed eccesso di autostima. Assolutamente no: leggere libri universitari non è equiparabile a laurearsi. Primo perché i libri specialistici di ogni disciplina sono incomprensibili per chi non viene fornito dei giusti strumenti per maneggiarli e farli propri. Secondo, manca la componente IMPRESCINDIBILE del confronto con gli altri, dell’immersione in un ambiente di cultura che permea la nostra visione del mondo. Non basta mettersi davanti allo specchio e ripetersi “io sono un figo”, occorre qualcuno che ci spiattelli in faccia la nostra piccolezza. Vogliamo far credere che 7 anni di percorso per diventare psichiatra equivalga a leggiuccchiare roba a caso senza capirne un’accidenti. Vanity Fair non sostituisce i manuali diagnstici eh. Questo o è limite mentale o semplicemente malafede. Infine l’università, soprattutto se vissuta in modo indipendente, insegna a vivere e a sbambocciarsi.
@ Claudio: bravissimo, hai centrato il punto: l’imminente impatto dell’IA nella nostra società. Molti lavori spariranno (perchè fagocitati da IA e robotica) e verranno sostituiti da altri più qualificati (in grado di gestire e programmare sistemi complessi dove l’IA sarà predominante).
Per rivestire tali ruoli sarà necessaria se non una laurea, almeno dei corsi di formazione altamente qualificati in tali materie.
Poi l’elettricista che ti tira i cavi in casa sarà sempre umano… ma l’operaio che assembla pezzi, la Maria Grazia che passa i barcode in logistica, o l’impiegata che fa i conti potranno essere tranquillamente sostituiti da robot e algoritmi.
Ma niente, c’è ancora gente convinta che “saperci fare”, “sapersi vendere” e possedere qualche piccola soft skill sia sufficiente.
Per non parlare di quei trogloditi che si lamentano che “i giovani vanno tutti a studiare” e che “non vogliono più fare certi lavori”: che ci vadano loro a raccogliere pomodori!
Claudio io utilizzo l’AI abitualmente, non occorre alcuna laurea.
Comunque non potrà mai sostituire l’essere umano in tutto e per tutto.
Argo, che problemi hai?
@bet la laurea è necessaria per qualsiasi cosa
In Inghilterra no. Si valuta piu l’esperienza. Io non avendo una laurea o master specifico in Accounting, sto prendendo le certificazioni ufficiali con valenza di laurea/master AAT/ACCA.
Io con la laurea in turismo in Scozia facevo le pulizie in hotel e la cameriera, perche’ non sapevo bene l’inglese, poi in Scozia non si capisce niente. Adesso a Londra lavoro in finanza. Qui si calcola l’esperienza perche’ ci sono laureati analfabeti.
@Argo il parere della sua madrina di battesimo. Io non l’ho ascoltata. Le ho detto che mio marito vale molto di piu dei suoi pazienti e tirocinanti (e’ dentista) bamboccioni a cui avrei dovuto aspirare e che da divorziato sapeva affrontare meglio la vita e non si tira indietro davanti ai problemi.
@maria grazia ma su 100 imprenditori italiani ne trovi forse un paio che sono davvero sul pezzo. Cosa intendi per sul pezzo?
@white knight l’impiegata che fa i conti: Io non solo faccio fatture e conti, ma devo anche fare report/analisi accuratissime per il Credit Control, scrivere ai clienti e alle istituzioni in business communication in inglese, portoghese e spagnolo, rispondere alle chiamate dei fornitori, comunicare con il team finanziario, contabile e di assistenza clienti del Portogallo e del Brasile. Non e’ semplice.
Per non parlare di quei trogloditi che si lamentano che “i giovani vanno tutti a studiare” e che “non vogliono più fare certi lavori”: che ci vadano loro a raccogliere pomodori! Qui hai colto in pieno. Qui sono d’accordo con te. Io in Italia ho raccolto le olive e l’uva prima di trasferirmi oltremanica. Ho venduto un po di olio e di vino per campare il primo mese a Londra in attesa di trovare lavoro. Senza pesare su quello che ora e’ mio marito. Una ex compagna di scuola che mi sfotteva dicendomi che sono ridotta peggio dei rumeni.
Sono d’accordo con Suzanne e con White knight, anche io leggo molti manuali sugli allenamenti in palestra, ma questo non fa di me un istruttore di sala o personal trainer, per quello ci vuole il titolo congruo. Anche perché altrimenti sapete si rischia, di avere a che fare con gente, che dichiara dei titoli, senza averli oppure senza aver mai varcato tal soglia di tal Ateneo, e saltano fuori scandali, nella migliore delle ipotesi, o si rovinano le persone, tipo chirurghi plastici che fanno interventi, avendo letto solo un libro e non avendo neppure la Laurea…
E magari il chirurgo plastico bravo, nemmeno si sa che esiste perché quelli bravi e professionali, non fanno mai molta pubblicità di loro stessi.
A parte che si continua a distorcere quello che dico, ma ho letto così tante scemenze che davvero ci vorrebbe un trattato per replicare a tutto. E anche in quel caso, dall’altra parte si continuerebbe a non comprendere.
Ci rinuncio, anche perché non ho né tempo né voglia di sgolarmi per spiegare cose a evidenti analfabeti funzionali.
Grazie ancora ad Ana Maria per i suoi interventi.
Proprio nessuno tipo di problema,ho espresso solo semplici,”modeste”opinioni!!!
@gabriele: quoto! Stavo proprio pensando ai falsi medici e chirurghi.
@Ana: a parte il solito polpettone sulla tua vita in UK che ormai conosco a memoria, il tuo ruolo (stando a come me lo hai descritto) sta già venendo sostituito da assistenti virtuali e traduttori on line. Mi dispiace.
Da laureata in “turismo” facevi le pulizie? Mah, prima di tutto bisognerebbe capire che cos’è ‘sta laurea in “turismo”.
Poi se sei andata in Scozia senza sapere l’inglese (e con una laurea in “turismo”???) che pensavi di fare? La project manager? La data scientist? La AI engineer? La primaria di cardiochirurgia?
In più… “lavoro in finanza”… da come hai descritto il tuo ruolo sembri più un’impiegata di una piccola azienda che deve barcamenarsi tra amministrazione e commerciale…
Già sono gli altri che sono “analfabeti funzionali”, non tu che accampi argomentazioni fuori luogo, oltre che a tratti, a momenti offensive: nella lettera, precedente che hai scritto hai detto che ritieni la Laurea, e i titoli accademici “Massoneria”, per poi smentirti da sola in questa lettera dicendo che sí, dopotutto la Laurea, FORSE serve a qualcosa…
Quindi non si sa davvero che tipo di pensiero ci sia alla base, e soprattutto che tipo di costruzione ci sia dietro. Certo che é vero quello che dici, sull’esperienza, e che le persone di esperienza sono importanti, però esattamente come pensano di procedere nella carriera professionale, se non hanno un titolo di studio effettivo? Coi corsi di tot. ore? Non sono la medesima cosa. In ogni caso, scendi giù dal piedistallo, che ti sei fatta, perché non sei l’unica che ha lavorato all’estero, quindi si sa benissimo che differenza c’è fra l’Italia ed il resto del mondo. Quindi tanto di capello per i risultati che hai raggiunto,
…ma una Laurea ha la sua importanza, che tu stia in Italia o che tu stia in Germania, altrimenti non si fa carriera. Sai quante persone, che la pensano come te, poi si riprendono, perché devono avere una promozione o sostenere un concorso e si rendono conto che il diploma non é sufficiente, e si laureano da adulti, magari con figli e mogli al quale pensare. Quindi si tratta di collegare un pò le cose con un minimo di COERENZA.
L’ultimo commento è la precisa esemplificazione del pressapochismo e della superficialità della società attuale, conditi da un eccesso di autostima imbarazzante.
No, leggiucchiare un testo universitario non equivale a frequentare l’università e laurearsi, per motivi talmente banali che mi sembra ridicolo doverli elencare. In primis, l’università ti fornisce le chiavi di lettura ed interpretazione di testi specialistici, senza le quali non sono in grado di decifrare il contenuto. In secondo luogo, l’aspetto imprescindibile dell’essere studente universitario è il confronto con gli altri, professori e studenti, i quali non mancheranno di darmi delle belle tramvate sui denti per ridimensionare il mio ego. Inoltre, ti costringe a metterti seriamente in gioco per la preparazione e il superamento degli esami, ma anche per tutta una serie di competenze sociali che saranno molto utili nel mondo del lavoro. Il sapersi confrontare, il cooperare per un obiettivo comune, l’essere…
Non proseguirò oltre questa discussione, dare le perle ai maiali non è il caso. È un’ inutile perdita di tempo e di energie. A chi legge senza scrivere e a chi è intervenuto in buonafede: vi lascio con questo post, che secondo me spiega il concetto meglio di ogni altro:
http://youtube.com/post/Ugkxc6K0y515EDmilI1K9_nmwL7DcOp4WROd?si=cov3nEUhC1LIn2G2
Claudio non ce l’avevo con te, mi riferivo all’ UTENTE ARGO 🤦
Buon proseguimento a tutti. Io ho altro da fare.
Infatti, puoi mangiarle tutte tu le tue fantastiche perle. Attenta a non fare indigestione 😁