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Mi mancano 4 esami alla laurea e la paura cresce!!

Salve a tutti mi chiamo roberto ho 23 anni, sono uno studente di giurisprudenza mi mancano 4 esami alla laurea ma più passa il tempo e più mi viene l’ansia. Vi spiego la mia preoccupazione non è tanto dal punto di vista scolastico, so dentro di me di poter fare un buon lavoro con la tesi e prendere un bel voto finale ma è da un punto di vista emotivo, tutto ruota intorno a mio padre, o meglio sulla sua mancanza. Mio padre è scomparso 12 anni fa e dentro di me ogni volta che si avvicinava un evento importante c’era e c’è questa preoccupazione. Conoscendomi so che il giorno della laurea per me sarà brutto perché non riesco a non pensare che lui non c’è e qui viene la preoccupazione mi accorgo che giorno dopo giorno questo pensiero della sua mancanza mi potrebbe fare vacillare alla fine. Lo so che lui mi è vicino però quel giorno onestamente non mi basta vorrei (lo so che non è possibile) che ci fosse!! Tutti i giorni mi va bene che lui c’è ma non lo vedo diciamo così però quel giorno è difficile non pensarci è troppo importante come traguardo vorrei vi giuro festeggiare ma non ci vedo nulla di buono, il dolore, la rabbia della sua mancanza è più forte. È tutto un miscuglio di emozioni che è difficile da controllare, anche per tutto quello che la laurea si porta dietro, per esempio non vorrei festeggiare perché per me non ha senso dentro di me vedo quella sedia vuota e starei male ma poi pensi ai tuoi familiari che ci tengono che vogliono vederti felice e non sai cosa fare.
Ero partito all’inizio che quel giorno non volevo avere nessuno nell’aula al solo pensiero che qualcuno che mi vuole bene ci sia potrei non concentrarmi al meglio però proprio perché ho paura di bloccarmi sul più bello, l’ideale è che ci fosse una mia cugina che è una sorella per me, c’è una complicità particolare, è la persona con cui mi sfogo con cui riesco a sbloccarmi, tutto merito suo naturalmente. Però se viene lei poi devono anche altri e torniamo sempre punto a capo vorrei fare cose che però non posso perkè non vuoi che i tuoi familiari ci restino male però a me quando ci penso??
Vi prego di dirmi cosa ne pensate… grazie. Ciao!!

L'autore ha scritto 2 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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4 commenti

  1. 1
    uffastrauffa -

    condivido in parte la situazione (sto per laurearmi)! allora…secondo me, devi concentrarti e riflettere sul fatto che lui non c’è, non potrà esserci in tanti altri momenti importanti della tua vita, ma appunto è la TUA vita. porti con te tutto ciò che lui ti ha insegnato e lo fai rivivere ogni giorno, no pensandolo, ma vivendo e AGENDO. ognuno di noi porta con sè ciò che di bello i genitori ci hanno dato. fare un’ottima prestazione lì in seduta di laurea è il modo migliore per ricordarlo. è venuto il momento di occuparla quella sedia. o meglio…è venuta il momento di permettere a qualcuno o qualcosa di occuparla. per il resto? hai altre situazioni in cui ti senti particolarmente agitato o in cui il “ricordo” di tuo padre ti condiziona negativamente??

  2. 2
    roberto88 -

    Ciao uffastrauffa è vero quello che dici, devo vivere la mia vita agendo secondo i suoi insegnamenti, però credimi ci sono dei momenti in cui non è per niente facile, bisogna si fare in modo che i nostri genitori anche da lassù vivono sempre dentro di noi e tramite di noi continuano ad essere presenti, però a volte ti manca una guida, ti mancano tante cose che avresti voluto fare insieme a lui avevo solo 12 anni praticamente metà della mia vita l’ho passata senza di lui, e anche le piccole cose che non più fare con lui sembrano enormi, ora la laurea è un passo cosi importante che è difficile, in tutti i momenti belli c’è sempre come dire un momento in cui il pensiero va lui, capita come spesso si vede nei film che tutto rallenta che solo tu ci sei in quei momenti con la tua testa, e ci pensi che lui non c’è però poi ti dai un pizzicotto e vai avanti devo cercare anche questa volta di fare cosi, per la sedia vuota quella è difficile farla occupare da qualcun altro, è più una cosa dentro di me chiaramente…
    Per il resto no ho problemi il suo ricordo e la sua vicinanza per me sono importantissimi però proprio per questo quando sto per affrontare qualcosa di bello e di importante sento dentro di me che ci manca qualcosa, come ho scritto mia cugina che è più grande di me ha saputo scrutare dentro di me le ho confessato tante cose che altri non sanno anche i più cari, lei è quella che può fare in modo che quel girono tutto vada come deve andare, speriamo bene… ciaooo

  3. 3
    Rossella -

    La laurea per me era importante perché rappresentava quel tassello mancante per uscire dal clima di mistero in cui ho vissuto la mia vita da quando mio padre si è ritirato dal lavoro. Mi rendo conto che potrebbe sembrare strano, ma la laurea mi dava quella sicurezza per sentirmi accettata negli ambienti ecclesiastici e in quelli in cui il sacro dominava nonostante gli uomini avessero tentato invano di rimuoverlo. Non avendo niente di particolare da raccontare, a parte qualche bugia, ma siccome la menzogna mi danneggia ho sempre cercato di evitare l’occasione, dicevo… restavo avvolta in un alone di mistero e di malìa che ha portato delle persone a inventare tante cattiverie sul mio conto pur di allontanarmi. Quando ho perdonato mia madre è rimasta sbalordita. Non ne vuole sentire parlare. Comunque, quando ho provato ad accostarmi mi sono sentita emarginata perché non avevo una storia fatta di riconoscimenti personali, di amicizie, di premi e medaglie, non davo sicurezza.

  4. 4
    Rossella -

    C’è da dire che io non ho mai di dovermi giustificare facendo leva sul pietismo per ottenere la benevolenza di qualche signore. Quando mi è capitato di aprirmi, perché ritenevo che ormai ci fosse confidenza, mi sono accorta che l’entusiasmo iniziale si andava spegnendo perché non presentavo i problemi da risolvere e mi muovevo a fatica. Pretendevo di essere accettata come una salma da riconoscere e questo è capitato e la cosa mi ha dato tanto dolore proprio perché io sono una persona molto pudica e mi sento in colpa verso la mia famiglia. Dopo una notte passata a piangere decisi di cambiare vita. Mi ricordo che andai in una parrocchia che non era la mia e restai impalata per tutta la serata. Nessuno mi rivolse la parola, nonostante sapessero chi fossi. Non mi ricordo di preciso quanto camminai… poi ho avuto la grazia di conoscere alcuni religiosi e la mia vita è cambiata. Questo dico ai protestanti che non riconoscono il valore supremo di questa mediazione. Ho trovato la pace.

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