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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006

L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Loredana.

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Categorie: - Amore

14.073 commenti

  • 5226
    Naty -

    Iris, il mio parere.
    Vuoi dargli un segno, perché lo aspetti da lui.
    Ma il segno, da lui, non c’è stato. Anzi, c’è stato (il segno che tu non vuoi accettare, “imponendo” qualcosa a un altro e, infine, a te stessa): ti ha fatto capire in tutti i modi, mi pare, che è finita.
    Mi pare evidente che è finita. Da tempo.

    Quindi: no contatti.

    Vedrai che trascorso il suo compleanno (senza auguri da parte tua) ti sentirai meglio: avrai superato una prova per te importante (sembrano sciocchezze, ma per chi sta male e si sente innamorato, non lo sono).

    Dopo questo, inizierai a pensare: non devo più pensare alle SUE riccorrenze. Anzi, penserai: ah, sono libera dalle sue ricorrenze! Così inizierà la tua libertà.

    Le sue riccorrenze non ti riguardano più.

    Perdonami la mia durezza, ma sono sette mesi, accidenti. Affronta la “prova del compleanno”: per te è una grande prova, io ho la presunzione di saperlo.

  • 5227
    LULU -

    Ciao Iris, Naty ha perfettamente ragione, non farti viva, ti fai solo del male. So per esperienza che se lo fai poi speri che ti risponda, se non lo fa ci rimani male, se lo fa credi di stare meglio? Magari ti risponde con un semplice e freddo “grazie”.
    Oggi ho iniziato la mia giornata ponendomi una domanda, ma sarei davvero stata felice se lui, “l’Innominato” non mi avesse lasciata? Oppure avrei continuato a soffrire a strisciare, a camminare con la testa bassa sbirciando il suo viso per comportarmi di conseguenza? Per non offenderlo mai, rispettarlo sempre, con amore, dedizione, annientando annullando la mia persona per la sua ? Di certo so che la mia decisione di non permettergli piu’ neppure un saluto per telefono ogni tanto e’ stata davvero sofferta da parte mia, ma era davvero inevitabile. Perche’ mi chiedo e’ possibile diventare dipendenti da una persona che in realta’ non ti ama? Perche’ piu’ mi ha fatto del male e piu’ mi sono aggrappata a lui? Me lo sono chiesta tante volte, piu’ mi ponevo questa domanda e meno trovavo una risposta, un giorno qualcuno con delicatezza di un elefante mi disse che o ero masochista oppure mi piaceva piangermi addosso….belle parole. Mi sono servite a chiudermi ancora di piu’ in me stessa, ho creduto di non avere scampo, nessuno mi avrebbe mai capita, mi sono addirittura vergognata del mio stupido carattere, della mia insicurezza, del mio star male. Non credo di essere in grado di….. dipanare il bandolo della matassa…scusate il mio eufemismo, ma forse ho capito che sto cercando di punirmi per qualche cosa, la sofferenza e’ come se fosse un espiare le mie colpe, solo cosi’ potro’ avere un giorno un futuro decente… lo so sono molto molto complicata. Non penso di meritarmi questo, non ho ucciso nessuno, non ho fatto del male a nessuno volontariamente, se l’ho fatto credo di essere stata punita abbastanza credo sia giunto il momento di dire BASTA! Voglio prendere spunto da tutti VOI, sono felice di avervi INCONTRATO, Voglio stringere i denti, i pugni ed andare avanti, anche se qualche volta dovro’ ancora battere su qualche muro, anche se a volte mi verra’ voglia di mollare, anche se a volte QUEI fantasmi torneranno e mi faranno piangere…..ma in realta’ cosa mi manca di LUI? MI MANCA L’ILLUSIONE di quello che speravo che fosse ma che non e’ mai stato….allora puo’ mancarmi lui, come un’altro,o un’altro ancora…non fa differenza! Tutti e nessuno potevano essere stati cio’ che avevo SOGNATO!!!!!Sono pazza? Forse, oggi mi sento cosi’,se serve per ricominciare a vivere ben venga! Se piu’ tardi o domani non saro’ cosi’, comprendetemi se potete, cerco di reagire, devo farcela, per chi mi vuole bene, per mia figlia, MA SOPRATTUTTO PER ME. GRAZIE A TUTTI VOI, mi state aiutando tantissimo. LULU

  • 5228
    LUNA -

    Franz: quello che intendevo dire è che (non riesco a spiegarmi bene, forse) lo sai già com’è andata a finire. E’ andata a finire com’è finita.
    Il resto sono “se”, comunque. Anche la sbirciatina. (normali pensieri, comunque).
    A meno che due non vengano separati da uno scollamento dei continenti, dalla morte o da poche cose veramente esterne di solito se due si separano è perché la storia non funzionava – tante possono essere le ragioni, ma tant’è – o perché l’amore è finito, da parte di uno dei due o di entrambi. Se la storia avesse funzionato ci sarebbe ancora. Detto semplicisticamente, e mi rendo conto che il concetto magari non è semplice come sembra e non riesco ad esprimerlo. Ma in sintesi è:
    stare nella realtà.
    Cosa che, peraltro, mi pare tu abbia fatto. E quindi non è questione di essere eroi, ma ci sono sicuramente dei modi di affrontare le separazioni che possono farci stare meglio e prima. E così, mi pare, è stato per te, che hai deciso (o sei riuscito comunque) a stare nella realtà. Prendere atto del presente e vivere il presente. E non mettere da parte la vita.

    @Quel che mi ha salvato, non è stata una persona ma la curiosità per le cose del mondo che mi ha consentito di conservare la lucidità necessaria per uscirne.

    Penso che questo sia importantissimo, e che sia anche un messaggio importante che dai.
    Penso che in questi casi (ma è la mia opinione) si conserva quella che chiami lucidità necessaria anche perché appunto non ci si dimentica di se stessi, di tutto quello che comunque continua a vivere intorno, e quindi della vita in generale.
    Si resta ancorati alla vita, invece che al dolore, e le energie continuano a fluire, ad essere investite, si rimane aperti e quindi ci si anche autocura.
    Non ci si fissa… che non è una cosa da poco.
    Si riesce a mettersi sulla strada per sciogliersi da un rapporto di dipendenza emotiva, che sia pure unilaterale, come quello che ha Iris nei confronti di una persona che è uscita di fatto dalla sua vita, da mo’, ma con la quale cerca di tenere aperto un filo.
    Non è un giudizio, Iris, questo meccanismo è molto frequente. Il problema è che, come ti accorgi tu stessa, non ti porta a nulla, se non alla frustrazione di non voltare pagina e di sentirti dipendente.
    Concordo con Naty: se non fai quegli auguri (li faresti per te, non per lui, credendo che ti servano, ma non ti servono) poi starai meglio, e ti sentirai anche più forte rispetto alla tua indipendenza nei confronti di una porta chiusa.

    Credo che Lilly (credo) parli di ridimensionamento perché in storie in cui c’è stato molto “potere psicologico”, persino manipolazione a volte, ridimensionare diventa forse sinonimo di “riconquistare l’indipendenza” emotiva e psicologica, rendendosi conto che chi si era messo in posizione di potere in realtà non era così “imponente” e necessario ecc.
    Sgonfiare, insomma. Ma certamente e sempre la “guarigione” è un fatto interno, non esterno.
    Parte da noi, non da chi erano o sono loro.

  • 5229
    LUNA -

    Tuttavia alle volte certe dinamiche,molto complesse, che si instaurano in certe relazioni, portano davvero ad una percezione molto sfalsata di se stessi, delle proprie risorse, possibilità, ecc ecc.
    Ecco perché non è così semplice, da subito, fare quel lavoro che hai fatto tu, e cioè rimetterti (o continuare a stare) nel flusso della vita.
    Attenzione, non sto dicendo che il malessere sia un alibi per non starci, e rimanere ancorati invece a quelle percezioni sfalsate, ai pensieri tagliagola sintomatici, ad un rapporto di dipendenza emotiva fortissimo ecc ecc.
    Tanto è vero che nel momento in cui uno/una si rende conto che non sta soffrendo per amore, ma per ciò che rimasto in dote a causa di quelle dinamiche, fa un passo importante per uscirne. Ma molto spesso non è così immediato rendersi conto che il problema è quello, oltre al mal d’amore.
    E alcune persone continuano a inanellare non semplicemente storie che finiscono (e mille possono essere le ragioni) ma storie che si somigliano nella tipologia di frustrazione e nelle dinamiche. Pur rimettendosi in carreggiata ogni volta continuano a scegliersi persone con cui sembra inscenarsi sempre un dramma simile.
    Ecco perché

  • 5230
    Lilly -

    Beh Franz.
    Ci sono casi e casi. Ognuno di noi porta la sua esperienza e quindi riferisce commenti che rispecchiano la propria situazione. Nel mio caso io ho dovuto ridimensionare il tipo che mi ha mandato in crisi.
    E ho dovuto farlo perchè (spero di spiegarmi) se non lo avessi ridimensionato:
    1) come dice Luna, non sarei riuscita a riconquistare la mia indipendenza psicologica ed emotiva (il cervello chiuso in mille gabbie incastonate come le matrioske)
    2)nel momento (il più duro) in cui devi elaborare la perdita….ecco…se l’elaborazione (intesa come “consapevolizzazione” )contempla un qualcuno che nel frattempo è stato ridimensionato il dolore che si prova sarà direttamente proporzionale alla sua nuova dimensione. Ma anche se fosse più grande non sarebbe mai così grande come lo sarebbe se ci si ostinasse a credere di aver perso una sorta di dio caduto in terra per colpa di un vuoto d’aria….
    Scusa l’esempio banale e di certo improprio….ma mi incazzo di più a perdere 100 euro che a perderne 10 (fermo restando che in ogni caso mi incazzerei).

    Iris, non ti dico nulla sul perchè e sul per come. Ti dico solo (in maiuscolo sottolineato grassetto): NON FARLO per carità……io l’ho fatto e ci sono stata di mer.. stratificata con una mer …..sopra come cappellino e un’ altra davanti come papillon….

    Ciao Luna, cosa mi sono fumata???? Non lo so ma appena lo scopro lo rifaccio! E lo consiglio! E spero di avere tanto discepole/i che riescano a sorridere almeno tanto quanto pianto!
    Penso che chi è sempre in lotta, sempre pronto ad ascoltare ed a parlare, chi apporta ed esporta, chi bacchetta e consola, chi mette tutta l’energia che può avere in quel momento (che sia tanta o poca), chi ha il coraggio di dire “aiutoooo” e di dare aiuto……….sia un traguardo mobile.
    Nei tuoi (megasimpaticissimi) interventi Luna c’è tutto questo e tutta la profondità che certi argomenti meritano.

    Ciao Luna, Ciao Tina, ciao Naty, Ciao Lulu (chissà perchè mi ostinavo a mettere l’accento sull’ultima u, Ciao Frnz ciao a tutti/e saràmegliochevadaoiltrenomilasciaperstrada…

  • 5231
    LUNA -

    possono avere bisogno di rispondersi ad alcune domande. E’ la loro voglia di stare bene a far nascere quelle domande.
    Che non riguardano una storia, riguardano se stessi. Domande costruttive, però.
    Le domande costruttive non ti portano mai indietro, ti portano sempre avanti.
    Sciolgono i nodi, non ne creano altri.
    Non ti randellano, ti aprono.
    Non nascono dal disprezzo di se stessi, o dal rancore, ma dalla costruittività.

    Se la cosa importante è saper voltare pagina, e stare nel flusso della vita, sempre, e usare, convertire le energie in senso costruttivo, invece di farle girare in tondo, la parola importante è anche autonomia. E libertà. Dentro.
    E’ quello, credo, lo scatto che fa la differenza.
    E te ne accorgi. Perché ti apri.
    E ti accorgi che a salvarti è sì una persona… ma sei tu. tu stesso/a.
    Perché alla fine ci si salva sempre da soli.
    Ci si salva da soli anche cercando ciò che ci fa stare veramente meglio e ci apre. Anche attraverso gli incontri o le parole, ma perché siamo andati a cercarceli, ed eravamo aperti perché potessero raggiungere la nostra voglia di vivere e stare meglio/bene.

    Quell’autonomia, e quella libertà, cara Lulu, di cui ci hai parlato oggi 🙂 🙂 🙂

    Iris: io ricordo perfettamente, ancora, dopo tanti anni il giorno in cui invece di andare (con aria indifferente firullì firullà, ma in realtà ovviamente un cavolo indifferente) a vedere una partita di pallone del mio ex invece di andare a destra, dove c’era il campetto, sono andata a sinistra, a fare tutt’altro. Sembra una stupidaggine, ma non lo è. Davvero è stato un bivio in cui mi sono messa sulla strada della libertà.
    O perlomeno per me non lo è stata, una stupidaggine, se ricordo ancora perfettamente la sensazione.
    Nel corso degli anni, quando la questione riguardava storie più importanti, quando al bivio ho scelto di andare dall’altra parte (cioè di non mandare quel messaggio di compleanno, in sintesi…) ha sempre fatto la differenza, e ho riconosciuto quella vecchia sensazione. Non è sempre stato facile, e non l’ho sempre fatto. Ma quando l’ho fatto la differenza l’ho sentita.
    Era la strada dell’autonomia, e della libertà.

    Baci e saluti a tutti :DDDD

  • 5232
    Naty -

    LULU ciao!
    Guarda che hai fatto delle domande a te stessa che secondo me sono molto, molto importanti (e che a farsele, quando si soffre per un “amore impossibile” danno un effetto immediato. Almeno a me: ah, che leggerezza! mi dico). Queste:

    “Oggi ho iniziato la mia giornata ponendomi una domanda, ma sarei davvero stata felice se lui, “l’Innominato” non mi avesse lasciata? Oppure avrei continuato a soffrire a strisciare, a camminare con la testa bassa sbirciando il suo viso per comportarmi di conseguenza? Per non offenderlo mai, rispettarlo sempre, con amore, dedizione, annientando annullando la mia persona per la sua ? Di certo so che la mia decisione di non permettergli piu’ neppure un saluto per telefono ogni tanto e’ stata davvero sofferta da parte mia, ma era davvero inevitabile. Perche’ mi chiedo e’ possibile diventare dipendenti da una persona che in realta’ non ti ama? Perche’ piu’ mi ha fatto del male e piu’ mi sono aggrappata a lui?”.

    T’interessava una vita così? No, vero? Ma c’era qualcosa che te lo ha impedito…
    Quelle domande e quei ragionamenti, secondo me, avendole molto chiare in testa (pur nella naturale confusione e sofferenza), e riproponendocele continuamente sono una CHIAVE per uscire DA UN RAPPORTO che non va bene e DA UNA DIPENDENZA.
    Guarda, mi permetto di consigliarti ancora, se puoi, se non lo hai letto, di leggere “Donne che amano troppo”, Ti aiuterà tantissimo. Ti aiuterà a capire tantissime cose.

    Luna, questo m’interessa molto. Dici:

    “E alcune persone continuano a inanellare non semplicemente storie che finiscono (e mille possono essere le ragioni) ma storie che si somigliano nella tipologia di frustrazione e nelle dinamiche. Pur rimettendosi in carreggiata ogni volta continuano a scegliersi persone con cui sembra inscenarsi sempre un dramma simile.”

    Eh… E da questo come se ne esce? 🙂

  • 5233
    Maya -

    Non è che mi ripeto che non lo dimenticherò mai e che ci sono delle situazioni giornaliere che per un motivo o per l’altro il mio pensiero va a lui, solo che ora quando questo capita mi do un forte pizzicotto per ricordarmi che non lo devo ricordare ne pensare ne qualsiasi cosa mi porta a lui. Il problema è sorto quando dopo mesi l’ho rivisto e lì mi sono veramente persa nei miei pensieri nelle mie lacrime nel mio dolore inconscio, questo non significa che nn ho accettato la situazione ci ho messo un bel pò ma alla fine l’ho lasciato in santa pace come lui voleva.
    Iris sono sicuramente la persona che in questo campo nn può dare consigli quindi il mio è solo un parere: non mandargli nessun msg, per esperienza ti dico che nn arriverà mai la risposta che tu ti aspetti sempre se questo si degnerà di risponderti.

  • 5234
    Lilly -

    Ciao a tutti.
    Iris: 13 Gennaio 2009. Resistevo baldanzosamente da ben 42 giorni quando all’improvviso, (in preda ad uno di quegli attacchi di nonsocosasia, ossia uno di quegli attacchi che , a post si maledicono) acchiappo il telefono, lo chiamo e mi azzardo in un “come vaaaaaa?” a 72 denti!Dall’altra parte: UNA BELVA! Ho avuto paura che sbucasse fuori dai forellini della cornetta. Urlava talmente a squarciagola che la voce era….non so come dire…… larga, detonata …….come se rimbombasse all’ interno di una cavità orale deformata dall’ira. Un “rohar” leonino vivente….Si…vabbè…..ero abituata alle sue scenate. Ma così dopo solo 2 (due nel vero senso della parola) parole..NO!
    Trenta secondi di puro terrore/sbigottimento/idiotismo. Poi il Clic (anzi SBAAAM!) del telefono sbattuto giù ed il …tu tu tu…..rassicurante…. A quel punto è successa una cosa strana. Io ero lì con il telefono in mano ed i lacrimoni agli occhi quando mi sono sentita come se mi stessi vedendo nello specchio del castello stregato. C’erano altre tre o quattro Lilly oltre me che si guardavano l’un’altra e tutto intorno con uno sguardo che non saprei definire.
    Lo sguardo spalancato del “cos’è succeeeeeesso??????”.
    Poi si sono messe a parlare, a litigare, a puntarsi il dito, ad accusarsi “sei stata tu”, “no tu”, “io non c’entro…ero quella che segnava i giorni di resistenza sul calendario”, “figuriamoci se io…..”. C’erano tutte ed erano tutte in conflitto.
    Lilly testa, Lilly panza (mitica Luna), Lilly frutta candita, Lilly “è questione di tempo e poi lo so che lui….”.
    Poi ci siamo guardate bene e abbiamo visto che tutte avevamo le stesse occhiaie, gli stessi lacrimoni appesi, la testa espressione malconcia. Lo stesso dolore.
    Non dovevamo prendercela tra di noi. Dovevamo farci forza…….e uscirne. E’ cominciato da lì, da quell’ aggressione inutile (come dare una randellata sulla capoccia di un figlio dei fiori “armato” di chitarra e sorrisone) la mia consapevolezza.
    Prima (nei 42 giorni precedenti) il mio era un orgoglio costruito, cucito addosso, auto imposto ma portato con la stessa naturalezza con cui si porta in pieno pomeriggio un abito da sera della nonna che pesa 50 kg più di te.
    Ho cominciato a capire che qualcosa non andava e mentre lo negavo con me stessa e mi ostinavo a tenermi ben stretta il mio scafandro di malinconica astenia fisica e mentale una delle Lilly ha cominciato a mettere il becco fuori nel mondo, a dire “aiutooooo”. E a riceverlo. Qualche passo avanti l’ho fatto in questi mesi….. Iris, tu sei ancora all’inizio della batosta. Sembra strano, lo so. 7 mesi…..eppure sei all’inizio!
    A questo punto scrivo un “credo che tu” grosso come una casa e riferito a tutto il post nelle parti in cui parlo di te per evitare che si pensi che io dia per scontato che il mio pensiero valga per tutti, te per prima.
    CREDO, ritengo, che tu sia in quella fase in cui subisci una situazione e se non reagisci è perché speri ancora in un ritorno che non vuoi vanificare con qualche comportamento che potrebbe essere mal interpretato. Nel dubbio su cosa fare stai ferma. E aspetti, aspetti, aspetti. Ogni tanto ti fai viva ma solo per mandargli un messaggio subliminale “io sono qui è! Torna pure se vuoi, se sto in silenzio è solo per non disturbarti.Non è che me ne sono andata…..”
    Aspetti e speri (come nel proverbio).Parlare di orgoglio con te, in questo momento, è come parlare di alimentazione ad un anoressico e pensare di ottenere da parte sua interesse, dialogo e magari un bel risultato “mangereccio” dopo la terza frase….No! Non mi sembra di esagerare (qualcuno lo penserà, lo so). Sto descrivendo qualcosa che conosco benissimo. L’ho appena vissuto…… Nel momento che stai vivendo si è incapaci di valutare razionalmente le cose, le situazione e le persone. Quindi, in questa fase, il porre in essere un comportamento razionale è più un colpo di fortuna che un gesto voluto.

  • 5235
    Lilly -

    Non sto dicendo che sei scema (perché darei della scema alla me stessa di appena tre mesi fa), né che tu sia irrecuperabile, né tanto meno che tu sia masochista.
    Sei chiusa in una gabbia di melan/malinconia, confusione, instabilità!
    Ti senti innamorata di lui (o del sogno a cui hai dato la sua faccia???? Eh?!!!). Ma non sei innamorata di te.
    Ed è questo il punto!!!! Il punto di partenza e quello di arrivo!
    Guardati un po’ intorno, Iris. Le vedi anche tu?
    La vedi Iris testa? E Iris panza? E Iris frutta candita? Non ti fanno tenerezza? Non ti viene voglia di abbracciarle un po’? E di amarle un po’???L’orgoglio verrà dopo, quando avrai recuperato la te stessa che hai perso per strada per fare spazio a lui, solo lui, sempre lui.
    Ieri ti ho scritto di non scrivergli nulla perché staresti di mer…
    Vorrei precisare (non si sa mai).
    Ho sempre scritto che (secondo me) è meglio vivere il dolore. Farlo proprio per non averne paura e sconfiggerlo senza più subirlo. Ma parlo del dolore che abbiamo dentro e che si è generato in un momento in cui eravamo talmente in confusione da non rendercene neppure conto. Ed è quel momento che comincia a finire (COMINCIA a finire) quando iniziamo a porci delle domande, a cercare delle risposte e trarre delle conclusioni (e magari a giracchiare per internet alla ricerca di siti in materia) perchè la nostra mente ci picchietta sulle spalle per comunicarci: “Uhei cumpà….io non mi sento tanto a mio agio in questa situazione! E se cercassimo qualche strada alternativa?” E’ il momento in cui sei tu Iris?????
    Se la risposta fosse SI… e beh.. scrivergli sarebbe andarsi a cercare (viste le premesse che tu stessa fai) un surplus di dolore, anzi, uno stato di mer.. inutile. Un roditore di tempo! Solo tempo??’ Eh no!
    Quanta energia ti ciuccerebbe questo stato di mer..? Quante occasioni non ti lascererebbe vedere? E quante (altre) risate andrebbero perse? Quanti abbracci a te stessa e agli altri? Quante lacrime UTILI? Quanti autocalci in culo bonariamente rieducativi?
    A me ha fatto fuori 1 anno e rotti ‘sta mer.. di mer…..a Lulu due…..a tanti altri mesi e mesi a volte anni.
    E a te Iris? 7 mesi direi che possono bastare? O no?!
    Lui è stato molto chiaro nella sua stitica dichiarazione di the end.
    A beh…….potresti anche dire: “Voglio sbattere il grugno e fracassarmi la dentiera contro la realtà per poter poi affermare : azz…fa male ma così male che dopo non potrò stare che meglio……”.Un po’ truculento come sistema…..forse esiste una terapia più dolce…..
    Anziché scrivergli concentrati su di te, studiati bene, imparati a memoria, guardati attraverso i tuoi occhi e parlati. Raccontati tutto di te e continua finchè ti sarai conosciuta come ciascuno di noi dovrebbe conoscersi.
    Innanzitutto la mefistofelica giornata a quel punto sarà passata (e one) e poi avrai fatto i primi tentativi per poterti dare quella spinta che ti alzerà da terra (e two) e…. poi, piano piano verrà il resto. L’autostima, l’orgoglio, pranzi/cene da sola o in compagnia , ricchi premi e cotillons…….(o yeah). E alla fine vedrai te stessa in primo piano e lui in lontananza, e scoprirai che è diventato una delle tante figurine di quell’album che è la nostra vita.
    (Io questo obbiettivo non l’ho ancora raggiunto….ma l’ho individuato, me lo sono posta e sto zompando alla ricerca del traguardo).
    LULU/Maia/ ……vedi sopra.
    Francesco. Hai fatto bene a ridere/ piangere. Ma non per il fatto in sé di ridere o di piangere. Avrei detto lo stesso se avessi o solo pianto o solo riso o fatto una corsa nudo in mezzo ad un prato…
    Il bene sta nell’aver fatto qualcosa che in quel momento sentivi di dover fare per far star bene te stesso.
    E secondo me in quel momento ti sei messo in primo piano. Lei e la canzone sono state solo una coreografia.
    Luna. Tutte le volte leggo e rileggo i tuoi commenti perché vorrei sfruttare la mia ansia scribacchina per scriverti qualcosa di diverso dal semplice “grazie Luna, brava Luna” . Poi scopro che le mie risposte sarebbero, tante volte, un solenne taglia e incolla dei tuoi post perché ciò che scrivi rispecchia il mio pensiero.
    Poi ci sono le volte in cui mi accorgo che ciò che scrivi è ciò che penso ma non sapevo di averlo pensato e con la stessa espressione che poteva avere l’ homo pitecus davanti ad una novità salto sulla sedia perché mi sento scoperta ………………
    Dato che sono ancora in fase di reinergizzazione cerebrale ti ringrazio per tutta l’energia che mi fai risparmiare pensando anche in mia vece e girandomi il lavoro già bello confezionato……..
    Ironia a parte. ……Tu come stai? Com’è che ti sembra di girare con mezzo pistone rispetto alla tua media energetica?

  • 5236
    Ale -

    Buongiorno,mi intrometto in questa interessantissima discussione per tentare di rispondere alla domanda di Naty sul come fare per nn ricadere nella stessa tipologia di storia.
    Personalmente mi trovo ad affrontare esattamente questo problema. Tre mesi fa la ragazza con cui stavo da tre anni decise di troncare ogni contatto con me: sentimento finito, voglia di cambiamento, le solite cose insomma, motivi conclusivi anche se non supportati dagli atteggiamenti (le poche volte che ci siamo visti per parlare almeno un po’, è sempre andata in crisi scoppiando a piangere e dicendo le solite frasi “non sei tu sono io” oppure “mi dispiace un sacco per come è finita”..).Ho passato questi mesi ad analizzare la nostra storia, a cercare dei perchè, a cercare di capire come mai non ero stato in grado di accorgermi di nulla.
    Ma ora capisco che non devo concentrarmi sulla fine della nostra storia, ma su di me.Infatti, e vengo al punto, è la seconda volta di fila che subisco la fine di una storia che ha avuto modalità molto simili, ovvero: essendo deluso da una precedente esperienza, mi tuffo in una nuova storia. All’inizio non sono preso, perchè ripenso al passato. Passano i mesi, e mi ostino a stare con persone che non mi prendono subito. Poi decido di concentrarmi su di loro, e magicamente l’amore sboccia. Chiaramente sono persone che mi piacciono, e anche molto, ma all’inizio non mi prendo. Poi il tempo solidifica il sentimento che all’inizio è represso, e io finisco col lanciarmi nella storia, fino a saturarla diventando insicuro, a volte pressante. Così loro da innamorate perse di un ragazzo sempre solare e divertente (ma non lanciato) si stufano e finiscono col lasciarmi.
    Quindi il mio problema è il seguente: all’inizio so gestirmi, non essendo perso della persona con cui sto “sono presente” nella storia col giusto equilibrio. Per carattere tendo ad essere un diesel, e credo che vada bene non lanciarsi subito perchè per farlo bisogna essere sicuri di ciò che si prova.. Poi inevitabilmente mi prendo e nascono improvvise paure di perdere la persona con cui sto, fino a che queste paure non rompono gli equilibri che ho faticosamente creato nel corso degli anni, e vengo lasciato…

    Prima pensavo di aver sempre incontrato persone sbagliate. Ora so che non è esattamente così. So che finchè non imparerò prima di tutto a stare bene con me SENZA di una lei che colmi i vuoti che sento, finirò sempre con l’aggrapparmi alle storie e alle mie stesse paure.

    La soluzione, dunque, è stare soli, abituandosi a ricorrere alle proprie risorse personali che esulano dagli altri. Bisogna imparare a gestire i momenti di solitudine, e lo si può fare solo abituandosi a stare soli. Nel mio caso sono dipendente dalle donne intese come completamento, come appoggio, al di là di qualsiasi riferimento sessuale o sociale. ci sono persone che da sole stanno bene, si bastano. Magari hanno problemi a relazionarsi con gli altri, ma almeno sono indipendenti. Ecco la soluzione:l’ìndipendenza

  • 5237
    franz -

    Cipicchia quanto scrivete; personalmente lo trovo positivo, è salutare che ci si senta liberi di esprimersi, ma mi vien da sorridere confrontandolo con gli stilemi delle chat cui mi sono rivolto nella fase iniziale del percorso di elaborazione del lutto per dimenticare e stordirmi; in quella sede la gente parla a monosillabi. Capivo che i fini eran differenti, capivo meno la banalizzazione della comunicazione, pareva di star all’asilo….comunque anke quella è stata un’esperienza antropologicamente interessante e sotto certi aspetti utile.
    Care Luna e Lilly, si ho capito cosa intendete dire e son ben consapevole che i sentimenti sono così ondivaghi e vengono vissuti in maniera così personale che è impossibile generalizzare. In questi giorni mi tocca “assistere” una mia amica che si trova in una situazione spinosa; ebbene non mi permetto di darle consigli, ma solo di esporre la mia esperienza, il modo in cui mi son sottratto alle spire del dolore dovuto ad un tracollo sentimentale. Come dicevo sono fiero di esserne uscito senza far cavolate, senza assumere schifezze o ubriacarmi e in tempi ragionevoli. Non ho fatto nulla di eccezionale, ma viste le premesse, l’esito è stato meno devastante di quel che mi aspettassi. Certo la mazzata è stata una delle più pesanti che io ricordi e il fatto di aver chiuso a doppia mandata e non averla più sentita o “sbirciata” senza cedimenti ed eccezioni è servito nn poco, proprio per prender le distanze. Non credo che sia stato il volere divino ad aver fatto andar le cose così; certo c’eran delle incompatibilità caratteriali ma spesso sono i contesti ambientali o gli incontri a condizionare pesantemente l’andamento di una storia. Ci sono fattori esterni e interni, insomma e il caso ha la sua parte nel mescolarli…Di fatto che dovesse o non dovesse finire così, è finita e continuare a interrogarsi sul perchè e sul percome, sul ruolo di altre persone o sulle lacune dell’amata, sarebbe esercizio ozioso. Questo nn significa che ogni tanto non facciano capolino i ricordi; ti fan marameo, ti sbeffeggiano; quel che col tempo bisogna imparare è di rispondere a questi motteggi con il sorriso e non serrando le mascelle…Ecco in quest’opera son riuscito solo in parte anche se la storia è finita 9 mesi fa. Con questo nn ho nessuna intenzione di ritornare indietro, nè vagheggio un impossibile ritorno all’idillio iniziale, nè rimpiango ciò che era e che non è più ma è altro, diverso e non raffrontabile.

  • 5238
    LULU -

    Buongiorno a tutti, e’ strano a volte leggere i commenti di coloro che si affacciano a queste pagine. Cio’ che scrivono gli sembra, anzi lo e’, identico identico a cio’ che abbiamo vissuto, sofferto, provato noi. Le stesse paure, gli stessi pensieri, a volte pensati ma non osati scrivere….per vergogna, per timidezza, oppure semplicemente ci accorgiamo di aver pensato e vissuto solo quando gli altri ne parlano….e’ tutto questo che ci fa capire che non siamo soli, che non sempre, come in realta’ spesso vogliono farci credere i nostri EX EX EX…( l’ho scritto con la maiuscola non per dimostrare che sono dei grandi, tutt’altro, bensi per enfatizzare la parola…)siamo delle persone strane, fatte male, additittura M A L A T E, per soffrire cosi’ tanto. Io l’ho pensato per molto tempo, anche se ancora devo dire non superato completamente, mi aveva convinta talmente tanto di cio’ che guardandomi allo specchio mi facevo davvero schifo. Mi dicevo e’ giusto, non mi merito questo amore, e’ giusto che mi tratti cosi’, in fondo non valgo nulla eccetera eccetera…e’ giusto che soffro, forse e’ una punizione per qualcosa che ho fatto (anche se non sapevo cosa…). Non era vittimismo, era prostrazione, annientamento, le donne dei talebani in realta’ rispetto a me erano trattate come delle vere regine….
    Eppure niente serve a volte a farci capire in che realta’ in quale situazione siamo, sembra addirittura che …adesso uso un termine forte…(parlo per me…) sia l’unico modo di vivere la vita che mi sia stato concesso…(oggi faccio discorsi contorti, spero di essere capita).
    Con questo non voglio usare il detto “mal comune mezzo gaudio”..sono certa che ne faremmo tutti a meno di questo gaudio…cerhiamo di usare il gaudio che ci consiglia Luna, quella che in questo momento riesce forse meglio a darci consigli utili perche’ ha superato il primo e forse anche il secondo scoglio…

    Molto spesso mi capita di dimenticare il dolore, di ricordare solo i pochi momenti belli, cerco di scacciarli ma non funziona, allora mi concentro.. ma quali sono stati e soprattutto quanti sono stati in dieci anni….si contano forse nelle dita di una mano. Ne vale la pena soffrire ancora cosi’ tanto per cosi’ poco che ho avuto?

    Vorrei avere raggiunto la tua saggezza, il tuo equilibrio Luna, ma soprattutto vorrei averlo anche perche’ avendo vissuto e vivendo ancora in prima persona questo G R A N D E dolore vorrei dare una mano come fai tu a noi in questo momento…

    Naty tu come stai? Sei molto riservata pur partecipando a questi dialoghi, spero che nonostante ti apri cosi’ poco queste “chiacchiere” ti aiutino lo stesso. Rispetto la tua riservatezza ma se hai bisogno ti ascoltiamo ben volentieri senza pretendere di avere la soluzione in mano. Io non ce l’ho neppure per me stessa, figurati per gli altri!
    Rispondo a Lilly riferita a qualcosa che ho scritto qualche tempo fa , e’ vero mi sento stanca, e spesso vecchia, ma non parlo solo di eta’ anagrafica, quella e’ la

  • 5239
    LULU -

    parte minore. Mi sento vecchia dentro, e’ come se la parte che riguarda l’amore si sia atrofizzata con la fine di quella storia. Troppo spesso anche io al mattino mi sveglio, accendo il telefono e spero, troppo spesso vado in ufficio e spero, troppo spesso esco la sera dopo una faticosa giornata di lavoro e spero….ma cosa spero…che si faccia vivo, che mandi un messaggio, che mi dica ho sbagliato, ho sbagliato tanto, e’ stato un errore, ho lasciato la ragazza, mi faro’ perdonare….eppure so che non lo fara’, al massimo la sua Offerta Speciale (tipo supermercato) sara’ come quella dell’ultima volta, vorrei che io e te, di nascosto dall’altra, continuassimo a vederci, perche’ in realta’ e’ solo te che amo e non posso fare a meno completamente di te….ehi rincoglionito, ma cosa ti credi che io faccia la vecchia babbiona amante dopo dieci anni che sono stata con te perche’ vuoi mantenere la tua relazione con la ragazzina?

    Ecco questo e ‘ stato l’ultimo dialogo un paio di mesi fa che ho avuto con lo str…o, credi che mi abbia umiliata abbastanza??????
    Non credo piu’ nell’amore, non credo piu’ nella felicita’, non ne ho piu’ il tempo. Ma voglio vivere serena, voglio ritrovare quella parte di me che mi ha rubato, anzi che mi sono fatta rubare. Voglio ritrovare il sorriso, voglio che i miei colleghi mi vedano arrivare al mattino come una volta, con la faccia riposata e distesa, non piu’ con gli occhi gonfi e tristi. Devo ritrovarmi costi quello che costi, ho toccato davvero il fondo, adesso esiste solo la R I S A L I T A. Grazie a tutti quanti, anche se non ci conosciamo VI VOGLIO BENE, LULU.

  • 5240
    Naty -

    Lilly, con la telefonata e le quattro Lilly allo specchio, m’hai fatto morì.
    Spero che Iris ti legga o ti abbia già letta.

  • 5241
    LUNA -

    Ciao ragazzi, meravigliosi tutti 🙂 🙂 🙂

    purtroppo ho poco tempo adesso, ma intanto volevo dire che:

    Lilly: l’ho detto io che di me ti piace quello che ti piace di te 🙂 🙂 🙂 che ci sia o non ci sia poco importa, sono contenta che tu ti piaccia :):):)
    – perché l’hai appena detto 🙂 🙂 🙂 🙂 e fai benissimo 🙂 🙂
    per inciso – a parte che mi fai morire dal ridere 🙂 – quando qualcuno mi dice:
    “ma cosa ti sei fumata?” mi sta sulle scatole, e rispondo che io, così, sono tutta naturale 😉 😛 😛 😛

    Giravo a mezzo pistone perché obiettivamente ero nell’occhio del ciclone (fa pure rima!). Due lutti a due giorni di distanza, uno personale, l’altro comunque vicino. Entrambi improvvisi.
    E altre cose che hanno rivoltato come calzini me e due mie carissime amiche, contemporaneamente.
    Abbiamo tenuto botta, come si dice.
    Sarebbe stato meglio non averne avuto bisogno, ma alla fine ci sono tappe del viaggio che non puoi proprio sceglierle, puoi viverle e basta, tenendo stretto il timone, e cercando di imparare anche dall’acqua che entra in barca.
    Ora, tranq, direi che i pistoni hanno bisogno di una lucidatina, ma son messi abbastanza bene 🙂 🙂 🙂

    Maya: non hai lasciato in pace lui, hai lasciato in pace teeeeee 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂
    e guarda che non sono sfumature 🙂 🙂 🙂

    Lulu: di tutto cuore spero che la tua speranza, quella che lui faccia un cenno, torni, non si realizzi mai 🙂 in senso buono, penso che ci siamo capite.

    Naty: tornerò con più calma sul tema, scusa, ora non riesco!
    a me pare che tu stia facendo un ottimo lavoro, comunque. Intendo dire che le cose che dici mi sembrano “assimilate”, e non sono cose da poco, proprio per niente. Questo ovviamente puoi saperlo, sentirlo, solo tu, ma la mia impressione è questa. Non so se sono cose che hai acquisito di recente, o se facevano già parte di te, o che hai ritrovato. Rendersi conto della serialità, cercando una risposta dentro, e non fuori, è già un passo importante, comunque.
    Capire – sentire – a che bisogno risponde il fatto di reiterare dei comportamenti, che non si rivelano “funzionali” fa la differenza.
    Facendo l’esempio del mandare messaggi ecc, i consigli che si danno a Iris: un conto è dire “non manderò più messaggi” e basta, un conto è capire (sentire!) perché si mandano, cosa si cerca mandandoli, e perché ciò, per noi, si rivela controproducente, disfunzionale in quel senso.
    Dire che un comportamente è sbagliato di solito non serve a granché. Sbagliato è un’etichetta, che spesso corrisponde sì alla sensazione che dà di disfunzionalità, intesa come scarsa come scarsa efficacia, malessere, sensazione di essere intrappolati, non aderenza con il sentire, ma “sbagliato” è solo un giudizio.
    “Non mi serve”, “Non mi fa sentire bene”, “Non mi porta vantaggio”, per dirla semplicisticamente, è già diverso. Tanto il giudizio chiude, tanto il discorso della funzionalità invece può aprire.

    Baci a tutti, ho letto 🙂

  • 5242
    Lilly -

    Bè, Lulu, se dopo un esperienza che mi ha fatto un male cane genere fossi già pronta, aperta, disponibile all’amore, pronta a balzargli incontro ridendo fasciata in un abitino rosa….. e beh…. domanderei a me stessa se una parte del cervello ha fatto dei suoni del tipo bzzz bzzzz BAAM ssssst prima di spegnersi completamente.
    Lulu, sei diffidente in materia di nuove storie? E ci credo!!!! Con quel che hai raccontato di come ti ha trattata, di ciò che ti ha proposto……Questa “chiusura” è più che giustificata.
    OGGI! E sottolineo OGGI!
    Se continuasse ad oltranza anche in futuro, però, significherebbe (opinione mia ed opinabilissima) che non ci siamo riprese veramente, che abbiamo solo assunto un portentoso medicinale in grado anestetizzare il dolore senza eliminare il male che lo provoca!
    E parlo di OGGI perché….si che magari è passato un bel po’ di tempo da quando è finita, ma quel tempo non conta perché non è stato vissuto, non è stato mentalmente realizzato. E’ come se non fosse passato….vero?
    E’ ora, adesso che si comincia ad affrontare il problema.
    E’ ora, adesso che la frase “è finita” , la parola “ex” non è più un tabù!!!
    Tu scrivi: “come se la parte che riguarda l’amore si sia atrofizzata con la fine di quella storia”
    Credo che ciò che tu chiami atrofizzazione sia la stessa identica cosa che io chiamo “un bello” spavento, un’ insana paura”.
    Non è che tu, come me, sei spaventata sia dall’idea di ripetere l’esperienza (e su questo non ci piove! vorrei vedere……) che dall’idea che di punto in bianco quella te stessa che si è lasciata, in passato, umiliare in quel modo possa saltare fuori?
    Umiliare in un modo talmente squallido che quel non voler vedere, quel restare nonostante tutto, quel subire mi ha reso in qualche modo compartecipe al male che ho ricevuto (ossia: mi ha fatto male ma mi sono fatta male anche da sola e non per masochismo…..com’è complicato spiegarsi).
    In due parole: a me si è posto il problema della paura di reinterpretare quel ruolo criminogeno che, a volte, ha la vittima scopre di aver interpretato talmente bene da meritare l’Oscar.
    Mi gira sempre in testa il dubbio che ha Naty(“storie che si somigliano nella tipologia di frustrazione e nelle dinamiche. Pur rimettendosi in carreggiata ogni volta continuano a scegliersi persone con cui sembra inscenarsi sempre un dramma simile: COME SE NE ESCE?”)
    Eh!!! Bella domanda!
    Pensa e ripensa giungo sempre alla stessa conclusione: in primis bisogna conoscersi (aridaje, chissà quante volte l’ho scritto)!!!!. In secundis bisogna apprezzarsi, volersi bene, dedicarsi spazio e tempo e poi, solo poi, cominciare ad affrontare il tema del nuovo amore (nuova la persona e nuova la modalità).
    Il gobbo che ho piazzato di fronte a me recita così:
    1) impara a conoscerti
    2) impara a volerti bene
    3) impara a voler bene agli altri.

  • 5243
    Lilly -

    Come faccio a volermi bene se non mi conosco?
    E’ evidente che non mi conoscevo. Pensavo di conoscermi, ero certa di conoscermi ma non era così.
    Se ho lasciato che capitasse ciò che è capitato o ero abbelinata o ero masochista o ero sottoposta ad un bombardamento di stress di altro genere (e quindi ero già debole) o non mi conoscevo veramente e pensavo di poter reggere la situazione e di reagire diversamente da come, invece, ho reagito o (cos’altro? Ditemelo voi…..).
    Ora: abbelinata non mi pare di esserlo nè di esserlo stata, masochista nemmeno, bombardata manco (un pò di stress, si, ma niente di devastante)….. Rimane la quarta ipotesi (più il mucchio di altre ipotesi che mi stanno sfuggendo e che spero che qualcuno tra voi mi dica…..).
    E a quel punto si apre la porta dei perché e della meravigliosa conquista delle risposte (magari ovvie ma non per me).
    E se ciò che mi è capitato dipendesse dal fatto che tutto quell’amore che provavo dentro di me non potendolo rivolgere ANCHE a me stessa (per forza….non mi conoscevo….. ecchè ‘so scema? …..amo uno sconosciuto???) l’ho buttato tutto solo sull’altro nella presunzione di conoscerlo bene e partecipando alla creazione di un disequilibrio che, alla fine, mi ha fatto prendere una solenne chiappata per terra (e che chiappata….) complice l’ingorda subdola meschina bastardaggine dell’altro????
    Ma se io riesco a fare un bel lavoro su di me comincio a mettere tanti bei paletti a tutela della mia persona senza dovermi trasformare nel dobermann che mi difenderà…..

    Pensieri in libertà solo per dire: non so che gioia o serenità può dare l’ipotecare il futuro chiudendo a priori la porta all’amore.
    E se cercassimo di tenere la porta accostata per evitare intrusioni indesiderate e la aprissimo con la dovuta cautela e nel massimo rispetto di noi stessi senza metterci così tanta foga da non avere nemmeno il tempo di spostarci autofracassandoci il naso???

    Ciao a tutti un bacione.

  • 5244
    LUNA -

    LULU: mi sa che “voglio vivere serena” è un’ottima partenza. anche perché alla fine parte tutto da lì. Anche perché dire “voglio” non so se l’hai notato è differente da dire “vorrei”.
    “Voglio” è già stare dentro, in qualche modo, alla cosa che vuoi 🙂
    Se sei serena e in equilibrio cosa desideri nella tua vita? cose che sono in sintonia con l’equilibrio e la serenità.

    La speranza che qualcuno torni, spesso, è legata all’illusione che torni a rimettere lui (o lei) a posto delle parti che sentiamo rotte. Lui le ha rotte lui solo può ripararle. Lui le ha rubate, lui solo può restituirle. Lui ha trasformato la cosa in incubo, lui solo può trasformarla in un sogno… o almeno in una realtà vivibile.
    Balle. E paradosso, ovviamente.
    In realtà a parte che è parecchio difficile che chi ha rotto/rubato ecc, perché funzionava in un certo modo (a meno di non fare un lavoro serio su se stesso) possa essere chi ripara e restituisce (altrimenti non avrebbe rubato e rotto…) – funzionano così – la riparazione è interna, no esterna. Tra l’altro, appare forse anche in modo abbastanza evidente, che pensare che possa essere l’altro a riparare ciò che ha rotto ecc non fa che mantenere vivo quel legame di dipendenza psicologica ed emotiva che era alla base proprio… della rottura…
    e di quel senso di spaesamento, mancanza di risorse…
    nel momento in cui ci si comincia a “riparare” da soli, in cui ci allontana da quella fonte di dipendenza (possibilmente non cercandone un’altra sostitutiva!… ecco, Naty, per esempio, perché alle volte c’è la serialità…), si riscopre la propria autonomia e nel momento in cui si scopre la propria autonomia ci si ripara da soli…
    Riparare, molto spesso, è semplicemente riaprire il flusso di certi canali che prima erano stati chiusi.

    Nelle tue parole oggi c’è meno ragionamento e più sentire. Meno analizzarti e più volere. Meno passato e più presente. Meno implosione e più spinta. Meno etichettarti e più ascoltarti.

    A poco a poco si comincia ad aver meno bisogno di dire chi si era e chi non si è stati e chi si sarebbe voluti essere, e più voglia di raccontare ciò che si sente, in apertura, e in generale di cosa si ha voglia.

    Si ha meno bisogno di parlare di quando si stava male, e viene spontaneo dire cosa fa stare bene.

    A poco a poco si comincia a parlare meno di lui, o di lei, e più di se stessi, in senso buono, non accusatorio, colpevolizzante, in analisi in circolo chiuso, ma come si parlerebbe di un amico che, poiché ci piace, abbiamo voglia di presentare a qualcun altro (che altrettanto ci piace).

    FRANZ: non avrai fatto nulla di eccezionale, ma se hai fatto qualcosa di salutare ti pare poco??? 😉

  • 5245
    tina -

    Lilly promettilo!!!!
    Appena capisci che ti sei fumata dai a noi tutti precise indicazioni!!!
    Io non ho mai fumato in vita mia ma non vedo l’ora di cominciare :):):):):):)
    Sei una forza! E se ripenso ai tuoi primi post, mi viene proprio da dire: ringrazia il cielo che quell’im…lle è uscito dalla tua vita perchè finalmente puoi essere te stessa: una persona meravigliiosa, assolutamente sprecata vicino a lui!
    La scenetta della me…a con cappellino e papillon non mi si leva dalla testa! Peccato che non posso raccontarla ai bambini che mi assillano per sapere il motivo per cui mi sto sbellicando dalle risate!!
    Ma sia chiaro, il tuo umorismo e la tua autoironia sono solo una parte delle cose che mi piacciono di te; la tua profondità e la saggezza che stai mostrando di aver acquisito (ad un prezzo salato, mi rendo conto) sono davvero ammirevoli. Questa lettera sta diventando un cielo incantevole in cui rifugiarsi tra amici: visto che una Luna meravigliosa ce l’abbiamo già, se tu volessi un giorno cambiare nick, io ti suggerirei Sirio, che è la stella più luminosa di tutte, sempre che la memoria non mi inganni (speriamo, sennò sai che figura! cmq…da qualche parte dovrei avere cappellino e papillon ;))
    Ora scappo, mi dispiace di non aver tanto tempo, non sono nemmeno riuscita a leggere tutto (ha ragione Franz: ‘mmazza e quanto scrivete!)
    Un bacio a tutti.
    (Anto62 a te due 😉

  • 5246
    Lilly -

    Luna. Beccato mi hai!!! Ebbene si. Sto cominciando (o ritornando?) a volermi bene e a starmi simpatica….
    E vorrei che le sensazioni che sto provando io le provassero un po’ tutti.
    Non sta capitando nulla di particolare al di fuori di me.
    Anzi ci sono in atto tutte le situazioni della solita routine, quelle che mettono addosso lo stress metropolitano, dal lavoro alla famiglia, dalla salute al conto corrente.
    Eppure. Eppure ho tanta voglia di non mettere la testa in un buco come uno struzzo (gesto inutile tanto le chiappe resterebbero fuori…….no comment).
    Evidentemente il qualcosa di particolare sta capitando dentro di me.
    E vai!!!!Il primo gradino è stato scalato.
    Ho voglia di non lasciare il timone (proprio come te) e di affrontare il bello ed il brutto in modo cosciente imparando da tutti, assimilando informazioni, stati, concetti, come se fossi un ape imbottinatrice, senza tutto quel brutto soffrire inutile e distruttivo.
    Mi spiace che tu abbia dovuto passare un così brutto periodo.
    Ma fermo restando che certe situazioni capitano senza che ci sia nessun intervento da parte nostra (magari si potesse intervenire…) sono contenta che il tuo mezzo pistone abbia continuato a funzionare a dovere e che tu sia rimasta ben dritta in mezzo alla tempesta.
    Lulu dice che hai superato non uno ma due scogli.
    Secondo me…… anche qualche scoglio in più nella tua vita.

    Franz.
    Parlo per me….La prima parola che ho detto è stata mammamammamammamamma.
    E questo la dice lunga sull’origine della mia prolissità…….
    Ma mi sa che sono in buona compagnia di tanti altri che devono aver detto papàpapàpapàpapà o zioziozioziozio.
    E per fortuna…..come si fa a comunicare in quattro righe?!?
    Sto male stop è finita stop aiuto stop.
    Però hai ragione, sono tutte esperienze antropologicamente interessanti.
    Tutte le esperienze sono diverse ed i consigli….. forse si…….i consigli lasciano il tempo che trovano.
    Anche perché fondamentale è la disponibilità all’ASCOLTO dell’orecchio che ci “ascolta”.
    Nel senso….magari ti ascolto nel senso che il timpano registra dei suoni articolati in parole ma in realtà non ti ascolto perché non me ne frega un tubo della tua corazzata potemkin dei buoni consigli ereditati dalla nonna della nonna……
    Il consiglio te lo può dare chiunque. Anche chi non ha vissuto una determinata situazione e parla con la voce dell’ovvietà (se Tizio si è comportato così con Sempronia è uno str.; lo str..non merita nulla; il nulla vale 0 ; stronzo X 0=0. Tizio= 0 ossia cancellalo…)
    Bella logicità……peccato che siamo esseri umani e non logaritmi ambulanti!!
    L’esperienza invece attira. Perché parlare con uno che in tempi, modi, circostanze magari diversissime ha vissuto una situazione simile nel contenuto ti da quel senso (non so come dire) di calore, di umanità, che non è l’acida soddisfazione che sta dietro al concetto di mal comune mezzo gaudio, è solidarietà tra chi ha sofferto e nel darti qualche spunto magari ne cerca uno da te.

  • 5247
    Lilly -

    Ciao Naty. Spero anche io che Iris abbia letto e sono felicissima di averti fatto ridere.

    Buona serata a tutti voi…..

  • 5248
    Naty -

    Ciao LULU, ciao Ale, ciao tutti

    LULU, io sto abbastanza male. Soprattutto perché vivo una fase della vita in cui, su tutti i piani, si dovrebbe iniziare a raccogliere un po’ i frutti di quello che si è fatto: invece niente. Niente di niente.
    Dieci anni di lavori precari mi hanno massacrata, tolto ogni forza di ricominciare e sono veramente stanca: di farmi prendere in giro da tutti quanti. Per una miseria. L’amore… Lasciamo perdere: dare, esserci, comportarsi in modo rispettoso, e poi? Arrivederci e grazie.
    Un figlio che pure avrei voluto, avendo sempre aspettato (la persona giusta e le condizioni economiche almeno decenti), niente.
    La passione che avevo e per cui ho fatto tanti sacrifici? Ora più niente, visto che ho problemi più importanti a cui pensare.
    Insomma, sono un groviglio di amarezza, delusione, sconforto.

    So che le persone mi stimano, ma più che darmi una pacca su una spalla, per come sono, e sono stata, nella mia vita difficile (ma che è come quella di tanti altri) non possono darmi.
    Sei in gamba, Naty. Sei forte, Naty. Sei bella, Naty. Sei intelligente, Naty: un ritornello che oramai mi nausea. Perciò non dico più niente. Ho poco da dire. Non mi piace girare a vuoto.

    A me occorrerebbe che almeno una cosa, una cosa sola, mi andasse bene: risalirei immediatamente. Come è sempre stato. Ma per ora niente. Niente di niente. E non sto bene, è naturale. Ringrazio che fino ad ora, a differenza di tanti, non sono impazzita: e ti assicuro che ci vuole molto impegno (i soprusi, i maltrattamenti, i profittatori, esistono anche nel mondo del lavoro…). Diciamo che cerco di stare molto, ma molto calma.
    Nel frattempo mi guardo intorno. E cosa vedo? Tanta, ma tanta infelicità. E pochi di quelli che stanno “meglio” con la voglia di dare qualcosa (si vede che non stanno poi così “meglio”: sono aridi, quindi già mezzi morti).
    E mi fa rabbia di avere i miei problemi, perché so che stando bene io potrei dare anche agli altri. Così la mia energia se ne va… Nell’immondizia.

  • 5249
    Iris -

    grazie per i tanti consigli, grazie soprattutto a Lilly, la cosa brutta delle storie che finiscono non è il tempo trascorso insieme ma il tempo che si da o si perde per una storia finita. Sicuramente il tempo serve per ripensare e capire, per trovare delle scuse e per colpevolizzare lui o noi stessi, penso che le cose vanno come devono andare anche se facciamo del nostro meglio per far si che vadano bene, ma nn sempre quello che vogliamo coincide con quello che possiamo avare o volere

  • 5250
    LULU -

    Ciao Naty, ciao a tutti, hai perfettamente ragione i soprusi esistono anche nel mondo del lavoro, molto spesso e’ una giungla nella quale la gente si fa spazio a colpi di macete. Per prima cosa ti dico quello che qualche giorno fa tu hai detto a me, non pensare agli altri, non ti preoccupare di stare bene per gli altri, devi pensare a te stessa. Ti capisco perche’ anche io per questo sono come te, il mio pensiero primario era sempre stato quello di aiutare gli altri. Conosco anche io quei ritornelli che a volte a forza di sentire ti nauseano…ma non credi che se ti vengono detti e’ vero? Allora non tutto fa schifo, tu sei una bella persona, (parlo interiormente, ma sicuramente lo sarai anche come aspetto) gli altri, quelli giusti, quelli che “capiscono” qualche cosa lo sanno e lo sentono non ti sembra tanto? So benissimo che di complimenti non si vive, soprattutto non si mangia, ma non ti senti orgogliosa della tua persona?
    Tempo fa, un giorno nel quale ero tremendamente demoralizzata e la mia vita mi sembrava piu’ nera della pece, mi capito’ una cosa stupenda alla quale cerco di pensare ogni volta in cui mi sento male, molto male. La mia amica, la mamma di Chiara,(la ragazzina scomparsa) mi mando’ un messaggio dicendomi “grazie di esserci, grazie di essere sempre e comunque nel posto giusto ogni volta che ne ho bisogno…ti voglio bene..” Il giorno precedente l’avevo trovata mentre usciva dal cimitero, era distrutta, io non ho fatto nulla di speciale l’ho semplicemente abbracciata forte in silenzio, poi si e’ appoggiata sulla mia spalla e cosi’ e’ rimasta per circa dieci minuti. Poi ci siamo salutate. Non avevo fatto niente di speciale, eppure….Vedi Naty, tu sei una persona speciale, anche se non ti conosco bene e non ti ho mai vista, soprattutto perche’ come dici tu, nonostante tutto non sei impazzita, e’ vero ci vuole tanta forza e tanto coraggio. Io non ce l’ho fatta, sono arrivata all’orlo della pazzia, soprattutto quando ho tentato un gesto al quale difficilmente si torna indietro, ebbene me ne vergogno, adesso me ne vergogno…e tu devi essere orgogliosa di questo, di non esserci arrivata. Mi dicono, sono buona, sono comprensiva, sono sempre disposta ad aiutare…ma cosa mi ha portato? Dolore, sofferenza, pazzia…eppure sai nonostante tutto sono orgogliosa di me stessa(e’ vero sono pazza) mi piace essere cosi’, non cambierei me stessa con nessun altro, anche se a volte ho pensato di essere una fallita, una larva, io, come tu del resto, hai la coscienza a posto e la sera quando vai a dormire si e’ vero, spesso sarai demoralizzata, ma non avrai alcun senso di colpa….ti prego non far andare la tua energia nell’immondizia, a noi serve. Un grande bacio, un abbraccio, e un mondo di bene a chi del bene ne fa davvero: LULU

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