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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006

L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Loredana.

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Categorie: - Amore

14.073 commenti

  • 5126
    Lilly -

    Caro Cico, per te è sbagliato rinunciare.
    Ma lei lo ha già fatto, mi sa (dici:”ha deciso di troncare, dicendo che mi ama, ma che non c’è un futuro e che così è solo un’illusione e non viviamo veramente…che lei ha bisogno di farsi una vita, e non può continuare a soffrire e a illudersi…e che c’è la possibilità che un domani non ci sia nella sua vita “).
    Ed ha pensato solo a sè stessa visto che “lei ha bisogno di farsi una vita”!
    E tu?
    Se c’è una cosa che mi fa imbestialire sono quelli che sono sulla nostra stessa, identica, medesima barca ma…..magicamente soffrono di più e vanno più tutelati, o vanno più capiti, o vanno più protetti.
    Tu sei così preso, innamorato, cotto e stracotto che staresti ad aspettare fino FINE dei tuoi giorni o in alternativa la lasceresti andare soffrendo solo tu pur di non far soffrire lei.
    Lei in tutto questo contesto che fa?
    Molla gli ormeggi? Se ne va? Smette?
    Però ti ama…….
    Dimmi una cosa Cico……e, per favore dimmela (se la sai) perchè sarebbe la risposta ad una domanda che mi ha perseguitato per un anno…..: che tipo di amore è il suo visto i modi in cui si manifesta?
    A me sembra solo un chiarissimo esempio di amore, si,…..ma solo verso se stessa!!!!!!
    E così non va!!!!

    Ps. scusa se il mio tono sembra duro. Non lo è!
    E’ che io ho capisco (e conosco) fin troppo bene il tuo atteggiamento di partenza e so quanto (potenzialmente) potresti soffrire e stare male.

    Ti auguro che gli espertissimi in materia (Luna Gatto Anna etc) sappiano darti i buoni consigli che hanno dato e stanno dando (anche) a me e intanto li saluto tutti)!

    Ciao.

  • 5127
    Luna -

    LillY: @Quando partiva il pulman avevo fisso in testa lo sguardo preoccupato di mia mamma e dentro di me provavo un lacerante “magun” e dopo cento metri avrei potuto comodamente dire che ero nata e vissuta sotto un cavolo portata lì dalla cicogna…

    ;):) 🙂 🙂
    (ho sorriso, perché com’è vero… :DDD)
    e per tutto 🙂 🙂 🙂 🙂

    Più che studiare forse osservare, sentire, e anche scegliersi i compagni di viaggio, che sia per dieci minuti o “una vita”.
    ma ho capito il senso, e sono d’accordo 😀

    l’esempio del sistema dell’enalotto era fantastico!!!!!!!
    (ma pure il resto… bella energia 🙂 🙂 🙂

    🙂 🙂 🙂

    bacioni bacioni :DDDDDD

    e a tutti buona settimana prepasquale e BUONA PASQUA

  • 5128
    cico -

    @ Lily: alla tua domanda su che amore è…lo penso e l’ho pensato anche io, ma come una canzone di Eros
    “forse perchè ognuno vede
    solo ciò che vuol vedere
    e poi, un pò come la verità.”
    dover sopportare lunghe assenze, rinunce per aspettare di sentirla, rinunce a uscire per paura che mentre io ero fuori capitasse quell’ora in cui lei non fosse controllata..ogni istante passato a sperare di sentirla, fare pensieri per lei per la ricorrenza del nostro mese…eppure andavo avanti perché per lei sono cotto, ho scoperto una forza di volontà che non conoscevo…ma ancora oggi rinuncerei a vivere, scambierei tutta gli anni che mi restano da vivere per un altro istante con lei…lei si mi sa che ormai a scelto e mi sa che la cosa più ovvia e più semplice e tornare a vivere…forse non era destino o solo i tempi sbagliati…come ho scritto nel messaggio personale di msn “domani chissà cosa accadrà. Posso solo dire che avrai un posto speciale nel mio cuore!”…alla fine ho 24 anni, ne passerà di acqua sotto i ponti…

    Grazie!

    PS. parlo così per farmi forza e cercare una ragione…ma mentre scrivo ho gli occhi pieni di lacrime…

  • 5129
    Lilly -

    E’ tutta l’energia che usavo contro di me senza rendermene conto.
    Sai Luna, i tuoi interventi sono magistrali, sono un toccasana, sono fiumi che investono ma che ti regalano sempre qualcosa (tipo la pepita di Paperone nel Klondike…..).
    Ma vuoi sapere “l’assurdo”? Quali sono state le parole che mi hanno aperto gli occhi? Quelle che mi hanno consentito di capire tutte le altre migliaia dio parole successive?
    Le parole più semplici tra quelle che mi (ci) hai rivolto:
    “Lilly: è passato un anno e tu stai ancora male, e ti dai addosso, e quello che scrivi pare sia avvenuto stamattina.
    Quelle energie sono ancora in circolo, e ancora non le hai spostate convertite abbastanza”.

    Lilly è passato un anno, Lilly è passato un anno, Lilly è passato un anno…..sai quante volte queste parole mi sono passate dentro? Sono state come un ariete. Hanno sfondato una porta. Quella della mia apatia, del mio lasciarmi annegare in una pozzanghera di infelicità.
    A volte i concetti più semplici non vengono afferrati. O meglio a volte non siamo in condizione di poter afferrare i concetti anche più semplici.
    Persino il tempo.
    Un anno che passa è un anno. 365 giorni, 12 mesi, 1.314.000 minuti, 78.840.000 secondi.
    Caz……..
    Eppure a me sembrava ieri, sembrava dodici ore fa, sembrava un’ora fa….
    Quando i concetti più semplici non ti entrano più in mente perché c’è qualcosa di subdolo e negativo che ti succhia ogni forma di energia e di attenzione e la dirotta su di lui allora stai male.
    E se stai male devi chiudere con la situazione che genera quella reazione.
    Quando dico che tu sei un esempio e perché tu SEI un esempio!
    Un esempio di come distribuire tutta quell’energia che il nostro essere produce e a volte non sa come gestire.
    Anche i tuoi post di tre pagine, la tua foga, il tuo raccontare, spronare, bacchettare e consolare.
    Qual è la tua storia Luna?
    E’ la storia di una persona che per fortuna che c’è!!!
    E’ la storia di una persona tra le tante (e parecchie scrivono qui) che per fortuna che ci sono!!!!
    Bye Bye! Un bacione a tutti voi!

  • 5130
    Luna -

    Cico: e sbaglieresti. Perché a rinunciare a vivere si sbaglia sempre, per chiunque.
    E a cominciare e continuare a vivere non si sbaglia mai.
    E per vivere sai cosa intendo?
    VIVERE.
    Stare nel flusso della vita.

    Non perdi qualcuno perché vivi, ascoltami bene.
    E non riconquisti qualcuno che è in crisi rispetto a un sentimento perché rinunci a vivere.
    Se vivi non sbagli mai. Se quel qualcuno torna torna mentre stai vivendo.
    La vita va avanti lo stesso, anche se tu non la stai vivendo.

    Sembra estremamente romantico, come concetto, il discorso “per te rinuncerei a tutto, per te rinuncerei a vivere”. Ma non lo è per niente.
    E’ la più grande minchiata che i cuori innamorati feriti si raccontano. Non è romantico.
    Romantico, sono d’accordo, può essere fare 1500 km per incontrare qualcuno che ti ama, e che quella persona faccia lo stesso per vedere te.
    Romantico – ma anche molto concreto e reale – è condividere un sentimento, un progetto, venirsi incontro, trovare INSIEME un modo per portarlo avanti. Ma da soli non si può portare avanti una relazione, un amore, perché una relazione d’amore si fa in due.

    Puoi essere disperato, per la fine di un amore, e dover fare un grosso sforzo per rientrare nella vita. Dover andare a cercare dentro di te una spinta che credi davvero di aver perso.
    Ma il presupposto della rinuncia a vivere per amore di qualcuno o pensando che questo sacrificio farà sì che un cuore indeciso, freddo, in crisi, titubante, lontano, scazzato, possa illuminarsi per questo sacrificio… bhe, non funziona.
    Non funziona mai.
    Se funziona hai incontrato qualcuno che ha bisogno di vederti tirare testate contro il muro per misurare l’entità del tuo amore.
    Ma non c’è qualcosa di sbagliato nel fatto che qualcuno abbia bisogno di queste prove, di vederti stare male, per credere all’esistenza e alla forza del tuo amore?

    Non dico che sia il caso della tua ragazza, eh.
    Ma cerco di farti capire perché nel momento in cui sembra che il dimostrare la grandezza del proprio amore sia il farsi del male c’è qualcosa che non va.
    Magari non è il tuo caso, ma sperando che non diventi mai il tuo caso ti avverto prima 😉

    Se qualcuno ti ama… ti ama.
    Una cosa semplice che non piace per niente a chi vorrebbe che le cose, da questo punto di vista, fossero più complicate, ma quindi che fosse possibile usare qualche strategia per vincere questa verità tanto semplice quanto terribile quando gira per il verso contrario.

    Non c’è NIENTE e sottolineo NIENTE di romantico nel rinunciare a sentire pulsare la vita dentro di sè.
    Non lo è perché rinunciare a vivere presenta sempre un conto, alla fine.
    Perché quel conto possiamo anche presentarlo ad un altro, che continua a deluderci (anche solo dicendoci: guarda, non fare così, perché non cambierò idea), ma non cambia niente. Perché la verità forse è che siamo noi i primi a deludere noi stessi nel momento in cui rinunciamo a vivere.
    E quindi quel conto è a noi che lo presenteremo, in realtà.

  • 5131
    Luna -

    E poi capiremo che non è questione di darsi addosso facendo i conti con se stessi… e che la soluzione rimane ricominciare a vivere.

    Tu parli di difficoltà oggettive (che però rimangono anche in qualche misura sempre relative, perché dipende da come si percepiscono…) e del fatto che sono state pesanti anche per te, ma che qualcosa è sempre stato più forte di quelle difficoltà.
    Forse quel qualcosa, più forte di quelle difficoltà, la tua ragazza non lo ha più.
    E’ veramente egoista?
    Ok, può essere egoista nella misura in cui è normale pensare che se due persone si amano veramente insieme possono superare le più grandi difficoltà.
    Ma te la posso dire una cosa, in generale?
    Se una persona si ascolta e dice: io così sto male, io così non ce la faccio, io ho bisogno di vivere, non di stare nell’illusione… bhe, forse esprime solo quello che sente. E’ sbagliato questo? Ma se sente così che può farci? Raccontarsi e raccontarti balle?
    Qualcuno potrà saltarmi alla giugulare per quello che dico ora, ma alla fine se tu (generico) ti ascolti e senti che una situazione ti fa male e decidi di rinunciare il tuo atteggiamento è più sano (egoista o no che tu sia) di quello di chi è disposto a camminare sui chiodi e di dirsi “va tutto bene, va benissimo!” mentre continua a sanguinare.
    Le sensazioni sono qualcosa di primitivo. Se ne sbattono le balle se non è bello sentirsi così o colì. Uno sente quello che sente.

    La tua ragazza, mi pare di capire, sa che tu la ami. Sa che tu per lei eri disposto a fare tutte le cose che dicevi a noi, a continuare a farlo.
    Tu sei stato chiaro in tal senso.
    Altre soluzioni per cambiare le cose esterne che vi hanno causato disagi, mi pare di capire, non ce ne sono.
    Altrimenti, immagino, stareste lavorando sulle soluzioni, e non sul disagio della situazione.
    In modo concreto intendo.
    Lei dice che comunque ha scelto.

    Le carte, mi pare, al momento attuale, sono tutte in tavola.

  • 5132
    Lilly -

    Ciao Cico.
    La vita, a volte, trucca i dadi e capita che le occasioni giuste capitino nel momento sbagliato e quelle sbagliate capitino nei momenti giusti.
    Momenti giusti perchè sono quelli in cui siamo disposti a dare tutto il meglio di noi, tutto ciò che serve ad una storia per diventare una storia d’amore.
    E’ sempre brutto rimanere da soli o scoprire di esserlo sempre stati.
    Di aver vissuto in compagnia dei propri sogni, di aver proiettato su un corpo, su un viso, il nostro modo di amare e di sentirci amati.
    “Forse perchè ognuno vede solo ciò che vuol vedere”,
    come scrive Eros…..
    E’ brutto a qualsiasi età.
    Ma, a volte, capita. E quando accade bisogna tirare fuori tutta la forza che abbiamo dentro di noi e continuare a vivere.
    Io te lo dico da persona che ha perso un sacco di tempo a non fare, a non pensare, a piangere, a disperarsi, a raccontarsi tremila favole, ad apettare, ad attendere, a darsi addosso, a vedere una realtà inesistente.
    Ti parlo da persona che è ancora “in viaggio”, ben lontana dall’essere arrivata a destinazione.
    Lei avrà sempre un posto speciale nel tuo cuore.
    Fai in modo che quel posto non occupi tutto lo spazio che c’è.
    Un abbraccione.

  • 5133
    Luna -

    @La vita, a volte, trucca i dadi e capita che le occasioni giuste capitino nel momento sbagliato e quelle sbagliate capitino nei momenti giusti.

    Scusate, Lilly e Cico, se allargo il discorso.
    E’ vero, accade. Ma a volte capita anche di perdersi in congetture o in assurdi stand by pensando che la questione sia solo di tempi sbagliati e di contingenze. Mentre in realtà non sta lì.
    E non è la vita ad aver truccato i dadi, come non è l’amore ad averci imbrogliato. Ma sono semplicemente le persone ad essere quello che sono, in quel preciso momento. A reagire a quelle circostanze in un determinato modo. A fare una scelta invece di un’altra.
    Che a noi non piace. Allora preferiamo pensare che siano così ammalati, confusi, da non essere in grado di fare una scelta.
    Così feriti o lesionati in qualche modo da amarci, in realtà, ma non rendersene conto. Da voler dare tanto di più, ma non esserne capaci.
    Da dire un sacco di cose, ma parlando a vanvera.

    Ma che differenza c’è tra qualcuno che non mi ama e qualcuno che non sa che mi ama?
    Tra qualcuno che mi rende infelice perché è sadico e qualcuno che non mi rende felice perché non è in grado di sostenere una relazione sana?
    La differenza è che le cose potrebbero andare diversamente?
    ok, come?
    Se quella persona affrontasse le cose diversamente?
    Se quella persona affrontasse i suoi fantasmi diversamente?
    Ok. Ma lo sta facendo?
    no.
    Se gli ripetiamo cento volte che le cose non stanno così ma colì, che si sta perdendo la bellezza dell’amore e non la vede, non ci ascolta, cambia qualcosa?
    no.
    perché sta sentendo quello che sente, e sta scegliendo. sta scegliendo di restare com’è.

    Forse non riesco a farmi capire…
    Usciamo dal presente, dalle sensazioni che abbiamo in quel momento, e ci perdiamo…

    Giustifichiamo, relativizziamo…
    è in parte è anche giusto.
    Perché se amo qualcuno e quel qualcuno sta vivendo un brutto periodo non posso pensare che sia uguale a quando è sereno, che non sia stressato, non sia triste, che non sia emotivamente più turbato…
    però…
    però c’è chi quando sta male cerca di risolvere i suoi problemi, o chiede aiuto e chi invece implode o esplode.
    c’è chi comunque, anche quando ha un problema, si ricorda che gli altri esistono, in quanto persone che hanno il diritto di continuare a vivere e di conservare il loro equilibrio, e che, nel momento in cui il suo stare male arreca dolore agli altri, se ne accorge.
    c’è chi non pensa che gli altri siano lì per farsi vomitare addosso ingiurie.
    c’è chi quando sta male ed è egoista, nel momento in cui chi viene ingiuriato esce fuori dalla porta e dice: “io esco a prendere aria, perché così non ci sto” si chiede se non sta sbagliando.

  • 5134
    Luna -

    C’è chi invece ferisce e non guarda dove va a colpire.
    Chi pretende che siano sempre gli altri ad adattarsi.
    Chi quando va giù a piombo non cerca persone che gli dimostrino che si può tornare e stare su, ma persone da trascinare giù a piombo.
    Chi si lamenta che è tutto uno schifo ma concretamente cosa fa perché non lo sia?
    Chi si tiene la sua visione nera del mondo stretta come la coperta di Linus.
    Perché?
    c.... suoi. Avrà i suoi motivi. Saranno validissimi.
    Ma magari vuole far cambiare idea a chi è contento, e ha speranza, invece di permettere a chi è contento e ha speranza, di far cambiare idea a lui.
    E allora io dico: ciascuno sceglie per sè.

    Nessuno pretende che ci vive una difficoltà sia perfetto. Tutti, quando vivono una difficoltà, cercano comprensione. Dipende come. Dipende quale.
    Ma nessuno, neanche chi vive una pesante difficoltà, ha il diritto di maltrattare gli altri.
    Può provarci, può farlo senza rendersene conto, può farlo cercando disperatamente amore nel modo sbagliato, ma chi ha difronte deve spostarsi e dire il suo no. Perché alle “strategie” lesive bisogna dire no. Perché non aiuti nessuno facendoti fare male.
    Nessuno.
    Non gli dimostri più amore, o più spirito di sacrificio perdendo la tua capacità di vivere.

    Mi chiedo se, molto spesso, se tante storie terribili non comincino anche da questo malinteso.
    Da un’idea, distorta, del romanticismo e della passione. Che passa attraverso la passiva accettazione del dolore. Come prova d’amore.

    E non si tratta di abbandonare qualcuno perché sta male.
    Perché puoi aiutare chi ti ama e ha perso la sua gioia di vivere conservando e mostrandogli la tua, puoi accompagnarlo da venti medici, tenergli la mano quando piange, e comprendere.
    ma non lo aiuterai mai facendoti maltrattare, entrando nel circolo vizioso della sua crisi e del suo pensieri perdendo la tua lucidità.
    la tua vita.
    Se non preservi il tuo equilibrio sarete in due ad averlo perso. e basta.

    scusate questo discorso, che non c’entra, ma una cosa che è accaduta in questi giorni ad amici miei mi ha fatto pensare che conosco persone a cui ne sono capitate di tutti i colori. E che in tensione si sono anche mandate a quel paese. Hanno fatto errori. Hanno avuto bisogno di riassestarsi su un nuovo equilibrio.
    Ma si sono anche chieste scusa. E hanno cercato di lavorare in due sull’equilibrio.
    Entrambe dotate di abbastanza altruismo, sano egoismo e di capacità di spostarsi quando venivano investite dall’energia negativa dell’altro, e di difendersi, in modo sano, e di continuare a conservarsi uno spazio vitale (degno di tal nome) da non arrivare mai a distruggersi a vicenda, o che uno pensasse che l’altro era lì per farsi distruggere.

    Niente… pensieri in libertà 😉

    baci

  • 5135
    Lilly -

    Il problema (nel mio caso) è stata la presunzione di aver equilibrio per tutti i due. Il classico “tranki………ghe pensi mi”, tanto per intenderci.
    “Tu ciocchi? Ma io ti amo da morire e vedrai che ti tirerò fuori.”!
    Una sorta di “La cura” di Battiato con ruoli rovesciati.
    Invece cos’è successo?????
    Che lui ha dimostrato di avere un equilibrio stabilissimo, una forza incredibile ed un impressionante amore verso se stesso.
    Io NO!!!!!
    E dandomi un calcio nel c…. mi ha fatto prendere una solenne straccionata, questo si, ma mi ha anche fatto capire che era il mio (non il suo)equilibrio ad essere malato ed instabilissimo.
    Sono caduta malamente, va bene? Sono caduta dalla torre di babele delle mie convinzioni, delle mie presunzioni, delle mie certezze!!!!
    Ma mi sono rialzata e sono ripartita appoggiandomi alla ringhiera delle mie nuove certezze, delle mie nuove convinzioni, della consapevolezza dei miei limiti.
    Ed ora ho una sola presunzione.
    Quella di mollare prima o poi la ringhiera e andare avanti forte di un nuovo equilibrio che questa volta sarà equilibrio vero non una brutta copia fortemente voluta ma non posseduta.
    E per assurdo io ringrazio quello str…per avermi fatto capire che le cose stavano diversamente da come credevo, che ero instabile e fragilissima.
    Io…..che credevo di poter aiutare il mondo intero!
    Lo ringrazio perchè ha fatto fare detonare la bomba che c’era in me prima che esplodesse facendomi veramente male!
    Non mi ha portato giù a piombo con lui perchè lui non è andato giù.
    Ma neppure io. Mi sono incagliata nell’apatia e poi ho trovato la forza di annaspare fino alla riva.
    Ma col caz….che torno “indietro”. Col cavolo che mi risiedo nella mia malinconia.
    La prossima volta voglio ridere se c’è da ridere e piangere se c’è da piangere senza più aver paura di sbagliare, di far arrabbiare qualcuno, di scatenare chissà quale reazione.
    Il ghe pensi mi, mi spiace, non esiste.
    Ghe pensi ANCHE mi, cocco, ma solo se fai i tuoi buoni sforzi per aiutare te stesso (non sono un materasso, non ti stravaccare su di me!!!!!) e sopratutto se, a tempo debito, ricambierai il favore!!!!

    Ciao a tutti!!!

  • 5136
    Lilly -

    Errata corrige:

    “Lo ringrazio perchè ha fatto fare detonare la bomba che c’era in me prima che esplodesse facendomi veramente male!”

    Ps…..ho detto detonare ma volevo dire disinnescare…..

    Ariciao a tutti!!!

  • 5137
    wizard -

    ma ma ma ma Lilly e Luna uscite dalla mia testa!

    ho appena finito di fare tutte e due le cose insieme, seguire a spron battuto una persona trovando per ogni suo comportamento una giustificazione e pensare che io possa bastare per tutti.
    e ho i nervi a fior di pelle, non o meglio non solo, per il dispiacere di come è finita la relazione ma per il mio comportamento.
    giuro che non mi capisco, quando arrivano le tranvate sto lì fermo a prenderle, totalmente impassibile e facendo pure vedere poco all’esterno il loro effetto. Trovo diecimila giustificazioni per il comportamento degli altri mentre quando devo valutare i miei di comportamenti sono impietoso.
    ed infine pur avendo avuto prove in passato che non funziona così, mi convinco di poter bastare per tutti e due, che se io son solido lo diventerà anche l’altra persona.
    eh no cribbio, puoi aiutare chi vuole essere aiutato ma chi non si muove e chi sceglie di non scegliere è un muro di gomma, che nella stessa frase ti manda 8 messaggi contrastanti differenti, ed al grido di “sono confusa” si attribuisce la patente di poter sbandare a destra e a manca come un fuscello nel vento a danno di tutti quelli che stanno intorno.
    “sono confusa”? e chi non lo è? la differenza sta nel modo di gestirla questa confusione. chi è sicuro non è perchè non ha incertezze ma perchè è in grado di gestirsele con tutte le difficoltà che questo comporta.
    insomma alla fine mi son fatto una domanda: io cosa voglio?
    voglio essere una stampella? oppure voglio un rapporto fatto da due persone con un cervello e una spina dorsale?. non mi sembra una risposta difficile.
    poi, ampia fiducia nella possibilità che hanno le persone di trovare la propria strada, ma in autonomia però. non sono più disposto a fare il virgilio, anche un po’ rompiballe, guidando fuori gente che magari si scopre non ha nessuna voglia di uscire.
    bhe ciao!

  • 5138
    Luna -

    Ciao Lillina 🙂

    @Il problema (nel mio caso) è stata la presunzione di aver equilibrio per tutti i due. Il classico “tranki………ghe pensi mi”, tanto per intenderci.
    “Tu ciocchi? Ma io ti amo da morire e vedrai che ti tirerò fuori.”!
    Una sorta di “La cura” di Battiato con ruoli rovesciati.
    Invece cos’è successo?????
    Che lui ha dimostrato di avere un equilibrio stabilissimo, una forza incredibile ed un impressionante amore verso se stesso.
    Io NO!!!!!

    Conosco il problema. E penso che lo conoscano diverse persone che scrivono qui. Ed è effettivamente molto centrale. Perché individuarlo è importante 🙂
    Solo su una cosa “differisco” (e vedi se ti può essere utile, perché le storie sono diverse, ma magari…):
    sicuramente, come te, non mi sono difesa abbastanza, e questa è la cosa – e non di poco conto – che mancava al mio equilibrio di prima. Sapevo difendermi, istintivamente, ma non ero pronta ad alzare un livello di difesa così alto e nei confronti di una persona che amavo. e che, a modo suo, mi amava.
    Una persona però con delle strategie sbagliate. Mancava quello insieme ad altre cose. Per esempio io ho una forte capacità di resistere ad un forte stress sul lungo termine, e questo è un bene, nella vita mi è stato molto utile, perché io ho anche una buona capacità di compensazione dello stress. ma è diventato un male quando ne ho sopportate troppe nel momento sbagliato. Perché un’altra avrebbe alzato bandiera bianca molto prima. Io no.
    Inoltre avevo un po’ la tendenza del “risolutore”. Che, peraltro, nella vita non è un male, di per sè. Perché il “risolutore” ha anche delle qualità che, quando incontra delle persone “sane” e che sono capaci di prendere, ma anche di dare, sono utili. E creano un ottimo scambio. Perché il risolutore ha più sangue freddo, empatia, ecc ecc. Ma il risolutore, spesso, ha imparato ad essere un risolutore anche perché si è sentito responsabilizzato molto dal punto di vista emotivo, a monte, e quindi se incontra qualcuno che gli usa questa caratteristica contro sono un po’ c...., come dire…
    Perché a quel punto la sua capacità empatica può fargli sentire più l’altro di se stesso. O entrambi, ma con un senso di responsabilità globale che gli fotte quella primaria, individuale.
    ma a questo punto torniamo sempre al punto “a”, e cioè: dovevo difendermi di più. Non percuotendo qualcuno con una padella o chiudendomi in bagno, ma dovevo difendere di più la mia capacità di stare in equilibrio.
    Che possedevo.
    Solo che la mia capacitò di stare in equilibrio, istintivamente, facendo determinate scelte, era insopportabile per le sue dinamiche.
    Insomma, non funzionavo poi così male (e forse neanche tu, Lilly, anche se in futuro si può funzionare meglio, apprendendo nuove cose di sè), ma il mio modo di funzionare era incompatibile con le sue insicurezze.
    E me le ha scaraventate addosso. E io me le sono prese tutte. Sentendomi in colpa.
    Ora, come te, guardando indietro, mi dico che i tasselli che ho oggi mi possono permettere un

  • 5139
    Luna -

    equilibrio migliore, meno faticoso, e sapere cos’è successo (in parte lo sapevo già mentre ci stavo dentro, ma c’ero troppo dentro) fa la differenza. Però nel mio caso uno dei problemi è stato anche aver a che fare con qualcuno che gestiva il suo stress molto peggio di me in un momento in cui io avevo le difese basse.

    @Che lui ha dimostrato di avere un equilibrio stabilissimo, una forza incredibile ed un impressionante amore verso se stesso.

    Cosa intendiamo per equilibrio? Non fare il botto o avere una vita soddisfacente? Anche tu sei stata in qualche modo in equilibrio durante la tua storia. Con costi sempre più alti.
    Ci sono persone che stanno in equilibrio non facendo nessun botto, ma in realtà sono spente, amareggiate e non evolvono in direzioni che le porterebbero ad avere meno carichi e a sentire più livelli di emozioni. Persone che escono ogni mattina e vanno al lavoro, ma che in realtà hanno l’apparato gastrointestinale a puttane.
    Cosa intendiamo per amore per se stessi?
    Una chiusura incondizionata e un muro o il fatto di saper far entrare o non entrare le cose a seconda del loro effettivo benefico o meno?
    L’incapacità di mettersi in discussione è davvero una forma di amore verso se stessi?
    E’ una forma di protezione molto alta, e che può diventare anche una forma di aggressività verso l’esterno, o di eccessiva richiesta verso l’esterno, per soddisfare in maniera immediata determinati bisogni, ma è davvero una forma di amore verso se stessi? Intendo dire, sei sicura che lui si amasse davvero più di te? O era solo davvero più egoista intorno al suo nucleo e nel portare avanti le sue motivazioni rispetto a te?

    Quando è iniziata la valanga mia è iniziata perché la persona che avevo accanto stava vivendo un periodo di forte stress e me lo ha buttato addosso, in modo “disfunzionale”.
    Lo stress suo era dovuto ad un periodo di cambiamento, responsabilità e rotture di palle esterne molto invasive in un momento suo di debolezza. Ma ha gestito in maniera pessima la sua crisi, nel nome della protezione del suo nucleo, non da me, ma da se stesso. Tuttavia io sono diventata il nemico.
    Io uscivo da un periodo di forte stress, che avevo retto bene (inclusa una malattia in famiglia) perché comunque istintivamente avevo una capacità di tenere l’attenzione molto alta, di usare il motore con tutte le sue potenzialità qualora fosse necessario o facessi una scelta in base ai costi/benefici e di accettare la presenza dello stress (che non è solo negativo) ma anche di concedermi la compensanzione, mollando. In quel periodo c’erano state diverse variabili di stress, per me, anche non scelte, però ero consapevole del fatto di essere stressata e che dovevo compensare.E sapevo individuare delle priorità.
    Lui no.
    Lui era nel marasma, in chiusura e in attacco. Ogni mia compensazione era menefreghismo. E mi sballava le priorità. Se mi spostavo ero stronza, se restavo ero stronza. Avrei dovuto spostarmi definitivamente,ma ero troppo stanca per capirlo.

  • 5140
    margherita -

    LUNA, LILLy ma non vi sembra di dare troppa importanza a sti uomini?…Ma tutte ste cose sono stati in grado di farci?…Ma così bravi erano da squilibrarci in quel modo?…io me lo son chiesta tante volte, perchè prendendo il mio ad esempio, colui che chiamo il serial killer, io vedo che ho dovuto sfatare il mito che mi ero creata nella mia testa di “uomo migliore del mondo” trovando, con distacco ed obbiettività, un serie di difetti, mancanze, il cui risultato è stato “un misero essere impaurito e frustrato da una vita di sofferenza dove l’unica cosa che non andava era lui”, lui che non si acettava, che non si è mai accettato, per cui sbarellava a destra e manca, mentendo in continuazione, senza mai concludere nulla di buono…
    Va bene cercar ogni tipo di scappatoia analiticha per riprendere a vivere, va bene vedere la NOSTRA verità dei fatti e niente altro per scacciare la paralizzante malinconia che ti toglie il fiato , ma non va bene secondo me pensare che sti omuncoli possano aver avuto il potere di annientarci in quella maniera.
    La conclusione a cui io son arrivata con molta serenità e tranquillità è stata: NON MI AMAVA, ho tentato, son stata caparbia, ostinata, me le son prese tutte finchè ho potuto e poi son scappata quando son arrivata alla saturazione,- NON MI AMAVA e io invece SI. Punto.
    Saranno anafettivi, squilibrati loro e noi, problematici calcolatori ma non così bravi da annientarci in quella maniera.
    Secondo me è stata la situazione, il contesto, più semplicemente noi amavamo e loro no, che ci ha annientato nel tempo.
    Difficile forse da accettare allora ma unica vera, palapabile spiegazione.
    Notte carissimi….

  • 5141
    Luna -

    LillY: ho scritto quanto sopra non per dire che io avevo un idilliaco equilibrio perfetto, ma per dire che molto spesso quando capitano queste valanghe uno si ritrova a chiedersi:

    @era il mio (non il suo)equilibrio ad essere malato ed instabilissimo.

    ora, chiaramente lo sai tu quanto stavi male prima, ed è ovvio che neppure io ero una specie di budda metropolitano se ho permesso che la valanga mi travolgesse, non mi sono spostata, sono andata in blocco, e ho permesso che qualcuno entrasse con un coltello nei miei punti deboli…
    e sono, ripeto, contenta di tutto quello che ho dovuto guardare in faccia.
    però è anche vero che oltre ai punti deboli (che qualcuno, se ti vuol bene, non va a colpire sparandoci sopra come la mela di Guglielmo Tell, e facendoli infrangere in mille pezzi che non riesci più a ricomporre) c’erano anche delle cose in me che funzionavano. E con cui lui se l’è presa a morte.
    Non ero una depressa, nè una che amava l’aggressività. Nè ero una a cui piaceva soffrire. Non ero affascinata dagli stronzi e dagli uomini violenti.
    E questo lo dico perché questi luoghi comuni non aiutano in nessun modo chi ha vissuto queste “avventure”. E soprattutto non spiegano niente.

    Solo che non sapevo quanto ciò che dice Wizard possa essere deleterio:

    @che nella stessa frase ti manda 8 messaggi contrastanti differenti, ed al grido di “sono confusa” si attribuisce la patente di poter sbandare a destra e a manca come un fuscello nel vento a danno di tutti quelli che stanno intorno.

    Non sapevo che da queste cose bisogna spostarsi e basta. Perché sono deleterie veramente.
    Che, prima di tutto, ciascuno si salva da sè, e deve lavorare in prima persona sulla sua confusione, se vuole. Se non vuole non può ledere te per questo. E non sapevo altre cose. Molte altre cose.

    Lui mi ha “fregato” non perché era più forte di me, ma mettendosi in posizione di debolezza.
    Non importa se a me era appena passato uno tsunami nella vita, la malattia di una persona che amavo immensamente, e che in alcuni momenti pareva avrei perso, e stavo in piedi (stavo in piedi non solo per grazia ricevuta, ma perché ero disposta a faticare per stare in piedi)e dovevo gestire altre mille cose. Non importava, perché lui non era in grado di reggere molto meno. Non lo era mai stato. A conti fatti era vero.
    Ma perchè? Perché preferiva tenersi le sue strategie sbagliate, perdere me, perderci, creare situazioni stressanti e dire che odiava lo stress ma che la colpa stava fuori, nelle oscillazioni inevitabili del fuori, preferiva questo anche se ciò è in realtà faticosissimo (per quello che ti toglie della vita, della sua evoluzione,della serenità e delle emozioni che potresti provare) e preferiva dire “io sono in crisi” piuttosto che intervenire su quella crisi in modo costruttivo. si può stare in crisi tutta la vita, ripetendolo e basta. Mettendosi al contempo in posizione di debolezza e di controllo. Perché se uno non regge tu non puoi fare neanche uno starnuto.

  • 5142
    Lilly -

    Ciao wizard. Con il senno del poi posso solo dirti che cercare a tutti i costi una giustificazione per ogni comportamento è un bel sintomo di innamoramento altamente autolesivo.
    Probabilmente sei una persona generosa, ben disposto verso il prossimo o comunque verso quella/le “prossima/e” che ha/hanno diviso, sta/stanno dividendo, dividerà/divideranno la tua vita.
    E qui sta l’inghippo. Quello che (personalmente) mi ha fregato…..e ho i nervi a fior di pelle, non o meglio non solo, per il dispiacere di come è finita la relazione ma per il mio comportamento
    Dividere la vita, compartecipare, scambiarsi, “fondersi” (e ci sarebbero centinaia di altre espressioni).
    Anche solo per un periodo. Ma che sia per tutto quel periodo.
    Ci sono personaggi che, invece, invadono noi stessi, si allargano, si piazzano al posto nostro e vivono la nostra vita.
    O meglio, sovrappongono la loro vita alla nostra, la fagocitano, la mangiucchiano e poi la sputano via mezza masticata!!!
    E noi (dopo) dobbiamo pure stare zitti perchè da individui (presumo) maggiorenni, in teoria capaci di intendere e di volere siamo stati capaci:
    – non di intendere ma di stravolgere parole, urla, pianti, dimostrazioni di egoismo, di menefreghismo….nell’affannosa ricerca di una giustificazione,
    -di volere (come conseguenza) tutto ciò che alla fine ci ha fatto un male bestiale!!!
    Ciò che dobbiamo piazzare in testa a noi stessi per poi trasmettere il concetto agli altri è che non siamo bivacchi viventi, non siamo punti di ristoro dove fermarsi scaricare stress, tensioni, ricaricarsi di energia altrui e partire verso nuovi lidi!!!!
    Ma dobbiamo prima capirlo noi! Poi farlo capire agli altri.
    Il che non significa chiudersi in una fortezza pur di difendersi a tutti i costi da chi potenzialmente potrebbe farci male.
    Significa solo mettere dei paletti.
    Io sono qui, disponibilissima al dialogo, all’ascolto, all’appoggio. Ma lo sono nella misura in cui tu sei altrettanto disponibile.
    Perchè lo stress, l’ira, il caz….girato malamente, la malinconia, la depressione, non sono una prerogativa degli altri.
    Anche noi possiamo stare male. Abbiamo diritto di stare male. Ed il diritto di confrontarci con gli altri per dare una spiegazione al malessere (a volte anche una soluzione).
    Non abbiamo certo il diritto di aggredire un’altra persona urlando come forsennati, arrivando, a volte, anche alle mani, completamente in balia dell’istinto sepellendo quella ragione che dovrebbe essere il perno della civiltà.
    Così come non abbiamo il diritto di piangere disperatamente, farci consolare, imbalsamati in una malinconia struggente, con la pretesa assurda di essere protetti, difesi da tutto e da tutti.
    Anche perchè, tante volte, gli individui che si comportano così….un bel mattino….danno il benservito al “giustificatore-consolatore-tutelatore-riequilibratore” (a me non è neppure stato datonuovi polli da fregare…..
    Ed il problema è che noi gli abbiamo dato l’opportunità, come dicevo prima,

  • 5143
    Lilly -

    di arrivare, piazzarsi dentro di noi, bivaccare, riprendere nergia mangiandosi la nostra, saziarsi al punto di dover sputare quei brandelli di noi che non riescono proprio a mandare giù e portare via le palle dalla nostra esistenza lasciandoci immersi in un inquietante “ho i nervi a fior di pelle, non o meglio non solo, per il dispiacere di come è finita la relazione ma per il mio comportamento”!!!!
    Noi ci siamo comportati bene non fosse altro perchè lo abbiamo fatto senza un secondo fine.
    Abbiamo sbagliato a valutare.
    Non facciamolo più, facciamo tesoro delle nostre tranvate ed impariamo ad amare e a parlare con noi stessi almeno tanto quanto abbiamo amato e cercato un dialogo (inesistente) con loro!!!

    Luna….i tuoi preziosissimi post non meritano una risposta in quattro righe. A dopo!

  • 5144
    Lilly -

    Boh…..non so cosa abbiate potuto capire da quanto ho scritto sopra perché il web ha sbrindellato il mio post e l’ha ricomposto secondo un suo dio….(a frasi sparse ovunque….).
    Il concetto però mi sembra chiaro.
    Posto che abbiamo commesso un errore non dobbiamo autoflagellarci per averlo commesso, anzi, prendere spunto e tenerne conto per il futuro.
    Poi ci sono i casi in cui l’errore non c’è.
    Non può esserci perché……. @“se mi spostavo ero stronza, se restavo ero stronza”.
    Luna…Ti riporto un monologo. Uno dei tanti che vuole solo dimostrare quanto tutto ciò che hai scritto è vero anche per me.
    Questi monologhi erano ormai all’ordine del giorno. E non c’era un motivo scatenante. L’ira scoppiava così, dal nulla. Per uno sbadiglio, un sorriso, un attimo di indecisione, un intercalare “ehm” .

    “Siete tutti uguali. Anche tu, tu che sembravi diversa. Invece sei come loro. Uguale. Incapace di distinguerti. Perché gli hai stretto la mano, perche? Perché? Perché? Perché si fa così. Perché lo fanno tutti. Ma tu non sei tutti. Se vuoi stare con me devi diventare la migliore. E stringere la mano solo alle persone che vuoi veramente conoscere. E non dire mai più buongiorno. Buon giorno. Analizza questa frase, sforza il tuo cervello. Ti importa per davvero che quella persona sconosciuta passi per davvero una buona giornata? No! Non te ne frega niente. Niente. Niente! Hai il suo numero? Rispondi!!!Ha il suo numero? Chiamalo! Chiamalo e digli che non te ne frega niente della sua caz.. di giornata! Fallo ora e fallo davanti a me. Non lo fai? Io me ne vado, sparisco, straccio la scheda del telefono. Tu non meriti di stare con uno come me. Tu non sai distinguerti. Anche tu sei come loro. Siete una truppa. Tutti in marcia contro di me. Tutti armati contro di me. Io sono la vostra vittima. Vittima della vostra ignoranza, del vostro perbenismo, della vostra pochezza, della vostra meschineria, delle vostre mani tese, “Buona giornata”, “dimmi”. Ieri al telefono mi hai detto “dimmi”. Non farlo mai più. Dimmi si dice ad un collega, ad uno sconosciuto, è una frase svuota, una frase del distacco. E tu l’hai detta a me! A me. Ah già ma tu non pensi, tu vivi nel tuo mondo di frutta candita, nel tuo mondo di proverbi, di frasi fatte, incapace di distinguerti, di ribattere. Perché non mi rispondi? Eh? Dimmi perché? Ti faccio paura? O non capisci? Già non capisci. Non puoi capire. Il tuo cervello è pieno di conformismo. Sempre pronta dare il buon consiglio democraticocristiano, a perdonare,a capire, a giustificare. Stai studiando la risposta vero? La risposta da dare a questo scemo che sta straparlando. La risposta giusta. Ma io non sono scemo,. Non hai diritto di pensarlo. Non puoi competere con i miei eccessi. Si hai capito bene! Eccessi. Perché devo compensare le vostre carenze. Mi costringete ad essere eccessivo. Tu sei l’unica che mi conosce veramente. Aiutami tu. Per favore aiutami tu. Sei l’unica che può farlo. Non mi lasciare da solo. Parlami, parlami sempre (continua…)

  • 5145
    Lilly -

    parlami di continuo. E fammi vedere qual è la strada che devo percorrere. Tu sei migliore di me. Tu sei il mio puntino lassù. L’unica che resta. L’unica che c’è sempre. Ci sei sempre, sta sempre bene, sempre disponibile, sempre sorridente. Cosa caz.. c’è da sorridere? E adesso perché ti avvicini? Stammi lontano. E anche per colpa tua che adesso mi sento soffocare. Non sto bene. Chiedimi scusa, chiedimi perdono.”
    Etc etc etc.
    Il tutto gridando come un forsennato, sbracciando, buttando tutto all’aria.
    La stessa violenza che aveva nel “bene”. Quando piangendo mi abbracciava così forte da farmi male. E restava fermo così a piangere e a farsi accarezzare anche per ore.
    Anche io ero (sono ancora….) una “risolutrice”.
    Talmente risolutrice che non potevo non intervenire in un caso così!
    Uno che in un monologo dice tutto ed il contrario di tutto. Si appoggia, ti allontana e poi ti accusa di volerlo lasciare solo. Uno che ti vede nell’arco di tre secondi come la migliore e la peggiore?
    Pensavo stesse male e volevo aiutare a risolvere se stesso nella convinzione di essere così forte da non perdere per strada niente di me!

    Quando ho scoperto che la sua instabilità mentale era tutta una farsa messa in piedi nel momento in cui si era reso conto di aver finalmente trovato qualcuno che non lo mandava a quel paese quando sfogava i suoi nervi ormai mi ero lasciata succhiare via tutte le energie.
    Quando l’ho conosciuto non era così, si rideva, si scherzava, mi rispettava. Ci si confrontava e c’era un dialogo intelligente, ci siamo dati (devo ammetterlo) mille spunti
    Ma aveva un rancore sordo nei confronti di una platea di gente che, a suo dire, lo sottovalutava, lo scartava….
    In me ha visto il riscatto!!!
    Non era malato. Era solo incazzato e stressato! Non poteva sfogarsi con i suoi detrattori e “picchiava la sella”!!!!
    L’altro giorno ero ad un passo da loro (lui e sua compagna), sorridevano beatamente ad una coppia amica solo di lei a cui lui ha stretto la mano e che ha salutato con un buongiorno che nelle mie orecchie ha risuonato come lo stridio di una forchetta su un piatto riprodotto in un mega amplificatore.
    Stessa stretta di mano al congedo e conversazione approssimativa interrotta da uno squillo del cellulare (quello di lui). E lui che fa? Sorridendo (al telefono??????) spara un “Dimmi” a mille decibel….Alla fine se ne sono andati. Lui a testa bassa e lei che gli martellava nelle orecchie una serie di considerazioni negative sulla sua persona, sul suo abbigliamento, il suo comportamento troppo goffo. E lui a testa bassa a giustificarsi, a “subire”…..
    Chissà su cui sfogherà ora? Con chi griderà? Su chi piangerà?
    Q…..uando le urla cessano ti mancano perché hai lasciato che riempissero tuta la tua esistenza .
    Lo stesso vale per il pianto dirotto.
    Ora lo so, so anche io che in certi casi bisogna spostarsi e basta, che ciascuno si salva da sé, deve lavorare in prima persona sulla sua confusione e tutto ciò che hai scritto.
    Ora (solo ora, però)lo so.

  • 5146
    wizard -

    Ciao,
    avete ragione Lilly e Luna, è un’autoanalisi corretta che ho dovuto fare anche io e pensavo di non averne bisogno. Ma dopo la seconda volta che ricado negli stessi errori un paio di domande te le devi fare.
    e ho cominciato a pensare cosa voglio io.
    io so chi sono, da dove vengo, dove sto andando e come ci voglio arrivare. so anche di essere, evidentemente, attratto da donne nella tempesta e non ho mai pensato prima d’ora che c’è anche chi è nella tempesta perchè, di fatto, ci vuole stare. so che la sicurezza e l’equilibrio tendono ad attrarre persone che, diciamo, fanno più fatica. so anche che non sono capace di vivere le relazioni in punta di piedi, o zero o cento.
    so che quando la persona che ho di fianco si mette in una posizione di debolezza (crisi, non sta bene, è stressata ecc ecc) prendo e parto alla carica lancia in resta convinto che sia la cosa giusta da fare. ed è proprio qui che la faccenda diventa pericolosa perchè quella posizione di debolezza è invece di forza ed è il sistema migliore per farmi su.
    ma mi va tutto bene, non voglio cambiare
    solo che è la ricetta per il disastro se non sei capace di valutare chi hai di fianco. già, perchè purtroppo ci sono persone che fondamentalmente se ne sbattono, vivono una vita di sopravvivenza prendendo quello che serve come a un self service. e spesso per incapacità o malvagità non si rendono nemmeno conto di quello che combinano (o se ne fregano).
    Non ho nessuna voglia di sopravvivere, voglio vivere, voglio le responsabilità che una relazione comporta, voglio viverne anche le difficoltà, voglio superarle e crescere. ma voglio che siamo in due a farlo. se lavoro da solo, primo non è una rapporto ma (bho? cosa?), secondo non vado da nessuna parte.
    e quindi? bha se riuscirò ad imparare a valutare chi ho di fianco sarà tanto di guadagnato, in caso contrario potrà andare bene o male con la prossima ma per lo meno, porca miseria schifosa, vivrò non mi lascerò trasportare dalla corrente, arrivando tra vent’anni a guardare indietro un percorso di vita fatto di fughe, non scelte ed immobilismo.
    poi magari dall’alto arriverà un’occhiata benevola e la prossima sarà quella giusta.
    a presto

  • 5147
    Lilly -

    PER FINIRE……
    Ps……Luna, mi dirai: “e uno che a testa bassa non controbatte e subisce a testa bassa secondo te si ama e si autostima?”.
    Ed io rispondo di si. Che si ama. In un brutto modo che prima o poi gli farà veramente male ma….si ama.
    Perché per motivi un po’ economici ed un po’ personali deve subire certe situazioni. Ma quando la sua mente gli dice “stop! Ora basta! Vai e aggredisci per compensare e riequilibrarti!” lui, in una sorta di amore contemplativo per sé stesso va e fa tutto ciò che la sua mente gli suggerisce per ristabilire un equilibrio.
    Io, non ci riuscirei a dare una randellata sulla capoccia di un povero cristo perché il mio datore di lavore mi vessa/disprezza per compensare il male subito con una vendetta (io mi vendico e questo è il mio obbiettivo! Chi se ne frega se la randellata l’ho data a x anziché a y: Mi importava dare la randellata….e l’ho data!).
    Lui si.
    Un bruttissimo tipo di amore per sé. Un amore che prima o poi presenterà malamente il conto. Ma pur sempre amore (ed autostima)!

    …………Ciao a tutti!

  • 5148
    Luna -

    Ciao Marghe 🙂
    riguardo alle risposte che tu ti dai ovviamente non rispondo 🙂 le tue risposte sono le tue risposte, sono giuste per te 🙂
    però poni una domanda, forse più di una a me, e dunque ti rispondo a quelle 🙂
    @non ti sembra di dare troppa importanza a quest’uomo? Va bene cercar ogni tipo di scappatoia analitica per riprendere a vivere, va bene vedere la NOSTRA verità dei fatti e niente altro per scacciare la paralizzante malinconia che ti toglie il fiato , ma non va bene secondo me pensare che sti omuncoli possano aver avuto il potere di annientarci.

    Io ho già cominciato a vivere e non mi servono scappatoie analitiche 🙂 Sono ancora in viaggio,ma se osservi veramente quello che scrivo ti sembra che trasudi desiderio di rivalsa? o cristallizzazione nel passato? O autocommiserazione? Non credo. Non è quello che sento, almeno. Io non credo siano scappatoie, tutt’altro. Credo sia centrare il problema, o tentare di centrarlo (nel senso che ciascuno sa per sè quale sia per lui il problema centrale). Se il problema non sussiste non serve parlarne, ma se sussiste, se uno ha ancora delle domande, penso possa valere la pena di parlarne.
    Perché i risultati, i “sintomi” di queste dinamiche sono complessi, anche se molto spesso gli inizi che stanno al centro di queste dinamiche sono molto più “semplici”. Ma vederli non è così immediato.
    Quello che tu chiami “analisi” non è dire loro hanno-hanno avuto tanto potere… è invece secondo me sgonfiare dei “mostri”. Se i mostri si sgonfiano da sè tanto meglio. Se una persona guarda serenamente al proprio futuro tanto meglio. Ma se una persona continua a portarsi dentro dei miti all’inverso, come dei mostri, a credere che quello che è accaduto sia stato inevitabile (mentre “contigente” è diverso da inevitabile), che le cose ti capitino addosso come delle tegole da cui non puoi schivarti o a colpevolizzarsi, o a implodere in analisi a circolo chiuso… bhe, forse vale la pena parlarne.
    Io posso dirti che il potere a quelle persone si dava nel momento in cui si restava in determinate situazioni senza dare valore alle proprie sensazioni e alla propria capacità di scelta per il proprio bene. Parlarne come si fa in questa sede non è dare potere a loro, o a quanto hanno fatto, ma alle proprie sensazioni.

    se una persona dice che pensare a qualcosa gli fa ancora male esprime quello che sente.
    se tu dici che non ti fa male fai altrettanto.
    Il discorso è anche che ciascuno individua il suo problema e le sue fasi. E le sue soluzioni. se la tua funziona per te è ottima, e indiscutibile. Sei serena? perfetto 🙂
    Al momento quando ho letto “dare troppo importanza a loro” sono rimasta stupita perché invece mi sembrava che qui si parlasse delle sensazioni di chi scrive, con una centratura (sana, a mio avviso) sulla propria percezione e sulle proprie sensazioni, non su quelle di qualcun altro.
    Forse ho capito però ciò che intendi. Che può fare male continuare a pensare che loro abbiano potuto fare tutto questo…

  • 5149
    Luna -

    Infatti, non lo hanno fatto da soli. Queste cose si fanno sempre in due. Ma messa così suona come: te la sei cercata. te la sei meritata. è colpa tua che non ti sei spostata. E, mi dispiace, mi rifiuto di dirla così, perché così non è. Perché queste dinamiche sono più complesse di così. E sono anche molto individuali. Tu hai le tue domande, io ho le mie. Tu hai le tue risposte, io ho le mie. Ma io mi rifiuto di fare ulteriore violenza a chi ha sentito di subire violenza e si sente lacerato buttando là frasi che, messe giù così, possono causare altre analisi a circolo chiuso, e essere cagione di altra violenza. Piuttosto se faccio un’affermazione la spiego. Troppo? può darsi, ma meglio troppo, perché io penso che parlo con persone che sono ancora in viaggio, altrimenti non si farebbero domande. E non descriverebbero le proprie sensazioni perché sono in dubbio a riguardo. Mentre le loro sensazioni (primitive) valgono e basta. Ma si sono abituate a non dare loro sufficiente importanza. E, bada bene, non ti sto dicendo che ho delle risposte, dico solo che quando faccio delle affermazioni le spiego, perché ho rispetto della possibile fragilità di chi mi ascolta. se non c’è tanto meglio. io la metto in conto.
    Per quanto mi riguarda lui non mi ha annientato, perché altrimenti non sarei qui, e non vivrei una vita degna di tale nome. Ma che ci sia stato un periodo in cui c’è stato uno stato di sofferenza è, per me, vero. Il punto non sta nel negare che ci sia stato per togliere potere a qualcuno, o di darne dicendo che quello stato di sofferenza è esistito. Il mio problema non è dire che uno “è stato così bravo da annientarmi in quella maniera” o “non abbastanza bravo”. E sai perché? perché il problema per me non è lui. Il punto per me è un altro. Per me: che qualcuno ti ami o non ti ami, che sia una cozza o superfigo, che sia squilibrato o no (c.... suoi), sarebbe molto bello se nessuno arrivasse fino alla saturazione ostinandosi in un qualcosa che, comunque, e indipendentemente dal perché, gli causa malessere e non benessere. Uscendo da una miscela esplosiva, indipendentemente da chi sia la miccia e chi le dà fuoco.

    Lilly…
    io in realtà ti direi: sono c.... suoi quello che è, è quello che è, e per te era miccia esplosiva. Punto.
    Però mi rendo anche conto che, parlandoti di certe cose, giustamente, ho chiamato in causa una descrizione di questo tipo. Il punto è che io volevo descrivere che a volte è possibile che la stanchezza su più fronti renda le nostre difese basse per individuare le nostre sensazioni primarie.
    Una cosa però voglio dirtela, ciò che io (discutibilissimo) ho pensato leggendo quel monologo che hai riportato. La sensazione che, se tu avessi tolto l’audio mettendoti due tappi, avresti visto un’ondata di aggressività enorme, e forse, istintivamente, ti saresti spostata. Ma sei entrata nella “logica”. E lo fai ancora quando ti chiedi se lui ha più autostima di te. Per me non ce l’ha, ma comunque sia sono sempre c.... suoi.
    Baci

  • 5150
    Raganella3 -

    ciao ragazzi, è da un pezzo che manco da queste parti…come state?
    Io sto bene, a parte i tanti problemi sul lavoro, devo dire che nella vita privata va meglio. Dopo 8 mesi di solitudine comincio a respirare un’aria nuova.
    Una nuova conoscenza all’orizzonte e il passato è sempre piu’ lontano…è bello riprovare certe sensazioni quali quella di stare bene con qualcuno e ridere e sentirsi a casa.
    Spero davvero che questo stato di serenità continui perchè sto cominciando a ritrovare un po’ di fiducia nei sentimenti.
    Voglio dire a tutti coloro che ancora soffrono per qualche ex, che bisogna trovare il coraggio di chiudere col passato perchè la vita è sempre in avanti. Non buttatevi giu’ perchè dietro l’angolo potrete incontrare altre persone e vivere ancora belle emozioni.
    Un saluto particolare a Luna. Suny. Ant062. Anna.
    State bene ragà?

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