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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006

L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Loredana.

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Categorie: - Amore

14.073 commenti

  • 5076
    Kikka -

    Grazie Luna per la lunga e attenta risposta.
    Devo essere breve perchè sono a lavoro
    Baci e buon week end a tutti voi

  • 5077
    gatto -

    Ciao Kikka,
    con estrema sincerità e schiettezza, se non vuoi piu’ vederlo perchè la cosa ti fa star male e non ha alcun senso tutto cio’, cosa aspetti, mandalo a quel paese, ora tu hai le tue esigenze, i tuoi bisogni, fregatene dei suoi, è lui che deve pensare alla sua vita, come ha fatto in passato con te quando ha deciso di liquidarti. Non si puo’ entrare ed uscire nella vita delle persone a secondo dei propri “umori”, questo non è amore, non affetto, è sbattersene le palle dei sentimenti altrui, prende in considerazione solo se stesso girandoti la frittata con il discorso del passato, str…o non una, ma due volte. Non farti calpestare, rispetta te stessa, un bacio

  • 5078
    Alonso Q. -

    @ Luna “Per il resto, se la rabbia è una forma di energia che ti serve a cambiare pelle, per stare meglio dentro di te, ognuno sa di quale carburante ha bisogno 🙂 e le sue fasi.”

    ti dirò Luna,dopo quello sfogo,la sera,mi sono sentito meglio,alla fine i miei discorsi sono sempre gli stessi, mi crogiolo nella malinconia per comodità,pigrizia,paura,ma tutto questo fa solo in modo di lasciarmi fermo,immobile e non camminare per il mio percorso.
    L’altra sera mi son detto di reagire e ho dato sfogo a qualche pensiero creativo che in alternativa sarebbe rimasto nel buio…il riattivare i miei neuroni è fondamentale per non perdersi nelle “seghe mentali” (da leggersi come pensieri non seguiti da azioni ma solo fini a se stessi positivi o ancor peggio negativi che siano) e riprendersi la propria vita.Detto questo il tagliare ogni ponte è fondamentale,quindi in qualche modo devo far sì che anche la “rete” non mi imprigioni più come ha fatto sino ad ora con le sue fitte maglie…anche perchè,se un giorno ci fosse nuovamente qualche suo gesto rivolto a me sarebbe solo ed esclusivamente fatto da lei per scaricare il suo senso di colpa,perchè nonostante tutto io son convinto che il ricordo di me le provochi ancora qualche fitta alla coscienza.
    ciao tutti e buon weekend…che spesso e volentieri è il momento più difficile…

  • 5079
    ANNA -

    Amici, vi leggo ed e’ bello davvero per me riconoscere tutto il “viaggio” nelle vostre parole…
    Sono le stesse che userei io, se dovessi descrivere tutte le parti del percorso.
    Alonso, sapessi quanto mi riconosco in te ! Torture mentali autoinflitte…
    E in Kikka, con quel cuore che sobbalza a distanza di mesi e mesi, quando loro sono ormai lontani anni luce e tu ti senti ancora li’ imbrigliato in un passato che non passa mai !
    E nella lucidita’ di Luna che per scrivere quel che scrive deve averle davvero passate tutte !!!! Un mare di sentimenti ed emozioni da fare invidia ad un novantenne 🙂
    Ciascuno ha avuto, o sta ancora avendo, il proprio viaggio tra la “morte” e la “rinascita” ma il leit motiv rimane lo stesso… Salite e discese repentine alla ricerca di se’.

    Io spero di aver concluso quel viaggio.
    Io sono innamorata e ricambiata.
    Io ora sono felice. Tanto felice, e mi sembra un miracolo.
    C’e’ un mondo che ti si riapre davanti e tu puoi portarci te stesso.
    Che possa andare male, gia’ lo sai. Quanto possa essere doloroso, anche.
    E’ ancora piu’ bello perche’ conosci la fragilita’ di quei momenti e li apprezzi di piu’.
    Dici GRAZIE cento volte.
    Mi commuove guardare indietro.
    Non posso dimenticare chi sono stata, cosa pensassi, cosa volessi e quanto abbia sbagliato. Mi conforta il sapere di aver fatto del male solo a me stessa e non ad altri.
    Spesso mi capita di dirmi : “Hai troppo”. Me lo dico da sola, come se fossi in attesa di catastrofe.
    Poi penso che ho sofferto piu’ di quanto meritassi, che non e’ stato giusto a livello universale quel che mi e’ stato fatto, che ho pagato i miei errori e che, forse, ora e’ il mio turno per essere in pace con me, con la vita e anche con l’ amore…
    Forse, all’ alba dei 34 anni, ce l’ ho fatta.
    Non lo sapro’ mai, se non vivendo, ed io mi sento viva. Molto viva.

    Ragazzi, a prescindere da come andra’, vi auguro tutto il bene che sto provando io.
    Non pensate che non vi accadra’ piu’.
    Vi accadra’ anche se non lo cercherete e non farete nulla di eccezionale per averlo.
    Lo state gia’ facendo ora, senza saperlo: state ricostruendo voi stessi per essere pronti ad amare di nuovo quando succedera’.

    Buon week end, ragazzi.
    A presto.
    ANNA

  • 5080
    Luna -

    ANNA: 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 !!!!!!!!!!! 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂
    Non ti meriti qualcosa di bello per quanto hai sofferto, Anna, te lo meriti e basta!!!
    Sottolineo, sottolineo e sottolineoooooooo 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 :DDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDDD

    @per scrivere quel che scrive deve averle davvero passate tutte !!!! Un mare di sentimenti ed emozioni da fare invidia ad un novantenne 🙂

    per questa ho riso 😉
    diciamo che in questo periodo sono bella carica di emozioni, sì, periodo particolare. Non le ho passate tutte 😉 grazie a Dio, ma vissute intensamente, forse quello sì.

    ALONSO: w il pensiero, e pure l’azione, creativi!!! :DDDDDDDDDDDDDDDDDD
    ottimo modo per investire le energie in esubero.

    E se tu saltassi un passaggio? cioè se quando sei malinconico tu saltassi direttamente al pensiero creativo o quel che è senza passare per l’analisi del motivo per cui ti stai crogiolando, o quel che è, nella malinconia?
    Forse non ti crogioli, sei malinconico e basta, talvolta. Succede.
    Ti dai la spinta di reni e ne esci. Ma non rimproverarti per la malinconia. E’ quel che è. Prova a riposarti e a divertirti un po’ (anche facendo una cosa banale), magari ti arrivano più risposte, su di te, che attraverso le pippe mentali. 🙂 🙂

    (imperativi da incitamento, ndr).

    bacioni bacioni

  • 5081
    Ant062 -

    ANNA, grandissima notizia la tua.. 😀
    Ti meriti tutto quello che stai vivendo per ciò che sei.

    Kikka questi personaggi si permettono di fare e disfare a loro piacimento, egosticamente. Se ne fregano altamente dei contraccolpi che portano e lo sanno…oh sì se lo sanno.
    Ne sono consapevoli.
    Classica l’immagine dell’elefante in un negozio di cristalleria. Ma l’elefante è un animale, lui dovrebbe essere un uomo e aver il bene dell’intelletto.
    La prossima volta il telefono in faccia attaccaglielo tu.

    Alonso, tagliare la rete è difficile, ma è l’unica possibilità per uscire da quella pigriziia di cui parli.
    “Se un giorno ci fosse nuovamente qualche suo gesto rivolto a me “.. Con i “se” e i “ma” non si va da nessuna parte.
    Non pensare ai suoi gesti, ma pensa ai tuoi. A ciò che DEVI fare per uscire da quella rete.

    Su Luna non dico nulla…se non che è’ una forza della natura..

    Abbrax a tutti.

  • 5082
    Luna -

    ANTO: chiaro e diretto come sempre 🙂
    e breve… meno male che mi compensi, ahahaha 😉 😉
    oggi sono un sonno della natura, in verità 😉 e scapperei al mare, anche se il tempo è da mare d’inverno…
    ma ho tremilasettecento cose da fare, che necessitano di neuroni vigili e attivi… e intanto spero di non mettere il sale nel caffè e di non lavarmi i capelli con il dentifricio, di non mettere le scarpe al collo (con i lacci uniti potrei riuscirci… una bella sciarpetta…) e l’orologio sulla caviglia, il gatto in lavatrice (non ce l’ho il gatto, fortuna sua oggi :P) e il legno della stufa dentro la borsetta, chiedendomi anche perché non riesco a farlo entrare…
    penso di aver reso l’idea 😉 😉 😉 😉

    sono un po’ stanchetta oggi, yawn yawn…

    bacioni a tutti e buon uikend 😀

  • 5083
    Ari -

    Luna, ti si è inceppata la tastiera?

  • 5084
    Luna -

    Ari: no, perché? Sei del pronto intervento?

  • 5085
    Alonso Q. -

    che bello leggere queste tue parole Anna!!
    primo perchè per tutti noi che abbiamo condiviso le notre pene e sappiamo quello che hai passato,sentirti completa e felice è veramente fonte di gioia…i frutti portati dal tuo cammino li meriti completamente!:)
    secondo perchè nel tuo intervento leggo molte risposte ai miei mille dubbi… ieri ho ripercorso in macchina la strada che mille volte mi ha portato dalla mia ex,(ovviamente per altri motivi) e non ho potuto fare a meno di ripensare al mio passato,in particolare a ciò che mi ha lasciato questa esperienza.Il timore di non riuscirsi più a fidare di nessuno è quello che più mi ha fatto pensare.L’essere tradito da una persona “amica” lascia sempre un buco enorme nell’anima…ma il tuo esempio regala una grossa speranza.
    Anche s ela paura di non riuscire più ad amare rimane…eccome se rimane… ma come tu stessa ben sai, le torture mentali sono difficili da far svanire.
    L’idea di Luna,di “saltare” qualche fase e passare dalla malinconia all’azione senza troppo stare a ragionare sui motivi in fondo è quella giusta,ho perso/sto perdendo troppo tempo ad analizzare,agire alla fine è sempre la cosa migliore…e agire per se stessi (come dice anto,grazie per le tue parole,sono una giusta scossa) perchè i se e i ma non mi portano da nessuna parte e grazie a voi,piano piano le maglie di quella rete sono a poco a poco un po’ più larghe.

  • 5086
    Luna -

    ALONSO: 🙂 🙂 🙂 però non farsi le pippe non significa agire per forza, si può anche galleggiare un po’ sull’acqua. e sentire quel che viene, senza analizzare troppo. Un eremo per sè, in cui far entrare altre cose di sè, che esulano con la pippa mentale.
    Perché c’è tutto un mondo dentro.
    Una sana meditazione no-sega mentale. Però lo sai tu di cosa hai bisogno 🙂 e per stare lì, sull’acqua, bisogna anche allenarsi un po’, probabilmente.
    L’azione è la prima cosa che viene naturale, perché rimette in moto le energie e la terra di mezzo, tra la pippa mentale e l’azione fa un po’ paura, forse, perché si teme che lo spazio faccia arrivare il dolore e la paura, quelli che spesso la mente tenta di scacciare-decodificare con il pensiero.
    Per me (per me) un buon connubio tra azione fisica scaricante e “meditazione libera relax” è una passeggiata.
    Troverai la tua via, sicuramente 🙂

    Bacini 😀

  • 5087
    Lilly -

    Ciao Alonso, ciao a tutti.
    Volevo solo dirti una cosa che agli occhi dei più sembrerà una enorme cretinata (chissà se almeno Luna mi capirà…..)!
    Parlo di “ricadute” (che ricadute non sono).
    Ieri l’ho visto. Non ho avuto rimpianti, non ho avuto attimi di sconforto, non ho avuto altro se non la sensazione che può provare un accecato che finalmente mette sul naso gli occhiali giusti.
    L’ho visto per quello che è e che è stato .
    Un cinquantenne annoiato e spaventato dallo scorrere del tempo che si è divertito con una persona molto più giovane di lui e ha recitato un ruolo.
    E già! Ha recitato un ruolo creando un personaggio con cui però il “lui” (quello vero) ha perso il confronto!!!!
    L’ho visto come uno che….chi lo sa……magari non ha sempre mentito, magari (almeno per un po’) ha creduto veramente in “noi” ma che poi, nei fatti, si è comportato in un modo talmente schifoso da vanificare tutto il buono che può aver fatto (volontariamente e per puro caso….).
    Anche oggi lo vedo così. Anche adesso. Anche mezz’ora fa.
    Anche mezz’ora fa……quando ho creato un account e gli ho inoltrato un e-mail di un ente benefico cancellando ogni riferimento al mio indirizzo di posta e richiedendo la conferma di risposta per vedere, ancora una volta, comparire una sua e-mail sul monitor del mio pc. (….l’avviso di lettura).
    Chiaro esempio dui ricaduta????????????????????????
    No! Non è una ricaduta, non è una perdita di tempo, non è un giochetto più maso che sado.
    E’ uno dei passi che devo percorrere per allontanarlo da me.
    E’ il mio modo. Sarà scemo, sarà cervellotico, sarà sconsigliabile, ma è quello che il mio IO in convalescenza mi suggerisce per riprendermi e buttare via le stampelle.
    E’ come una piccola vendetta-riscossa un tipo di “Tiè!!! Mi hai imposto di uscire dalla tua vita gridando come un orso e senza darmi spiegazioni ed io (tiè tiè tiè!!!!) ci rientro e ne esco quando c…..mi pare. E tu manco lo sai, imbecille di m…..!!! Mi hai imposto di non scriverti più? E io, invece, ti scrivo e tu mi mandi pure la conferma di lettura!!!”
    Lo so, è un giochetto infantile, ma serve a ridimensionarlo, fino a fargli assumerre la sua vera importanza!
    Questo per dirti che le ricadute a volte nascondono un modo per andare avanti
    E a volte lo nascondono così bene che non ce ne accorgiamo neanche noi…
    Fino ad un mese fa, leggendo la conferma di lettura, mi sarei disperata “ecco, vedi, non è malato, non è a casa, è in ufficio ma non mi chiama. Perchè? Che faccio? Lo chiamo, non lo chiamo. Nel dubbio piango e mi dispero”!!
    Ora sono “soddisfatta” perchè mi sembra di averlo gabbato. Lui così ombroso, così rigoroso, così imperativo ed intransigente!!!
    Il prossimo passo sarà immaginarlo seduto sul cesso in preda ad un attacco di mal di pancia olimpionico!!!
    Tutto questo per dirti: ti verrà in mente ancora mille volte! Ma non sarà grave se piano piano la metterai a fuoco sempre un pò di più fino a vedere oltre a come avresti voluto che fosse e che hai creduto che fosse. Fino a vederla per come è veramente!
    Io non ho la profondità di Anna né la capacità espressiva di Luna ma spero comunque di essermi spiegata.
    E se non ci sono riuscita…..se qualcuno mi ha capito mi traduca!
    Un bacione a tutti quanti.

  • 5088
    ANNA -

    Grazie, Alonso.
    Sono giorni felici e, come vi ho gia’ detto, spesso mi commuovo.
    Cosi’, senza un perche’, quando non sto facendo nulla.
    Non mi sembra possibile che di nuovo, io possa stare cosi’ bene…
    Non ci speravo piu’…
    E’ una sensazione strana. Non e’ che impazzisci e non capisci piu’ la realta’. La capisci benissimo, anche meglio di prima.
    E’ che a me meraviglia il ritrovare in me lo stesso entusiasmo e la stessa gioia di tanti anni fa, quando ero solo una ragazzina cresciuta bene e vissuta senza troppo dolore, in quel modo per cui essere felici e’ una condizione di diritto.
    Adesso no. Certo che no!
    Ora lo sai che il mondo e’ cinico, che non tutti sono essere meravigliosi solo perche’ non hanno scritto “bastardo” in faccia, che la vita non e’ una passeggiata in nessun campo…
    Che devi lottare per avere e che, a volte, nemmeno quello e’ sufficiente…
    Forse voi ricordate quante volte ho scritto che ero serena e soddisfatta di quel che avevo raggiunto negli ultimi anni.
    Vivere fuori da un incubo, per chi sa cosa significhi, e’ moltissimo.
    Gia’ respirare l’ aria senza pensieri angoscianti in testa fa gridare al miracolo.
    Quel poco ( o tanto ) che si ha e’ apprezzato molto di piu’. Anche le cose semplici e banali come leggere un bel libro con la mente libera o addormentarsi in pace.
    Cose semplici per davvero ma bellissime quando sai cosa implichi il perderle a causa di una delusione con annessi e connessi che ti rimbomba in testa.
    Una cosa ho imparato bene : il prezzo di un fallimento.
    E’ un insegnamento prezioso che non dimentichero’.
    E se saro’ infelice, saro’ io ad andarmene. Con lacrime e sofferenza ma non inerme ad attendere l’ ineluttabile.
    Non mi mentiro’ piu’. Saro’ che siano solo gli altri a farlo nei miei confronti e non io per prima.
    C’e’ solo un ombra lasciata dal passato: un po’ di paura…
    Questo si. Lo ammetto.
    A volte, mi passa una domanda subdola per la mente : ” ma io merito questo amore ? ”
    E’ una domanda terribile che nessuno dovrebbe farsi mai.
    Eppure io me la faccio e so che la risposta e’ si.
    Lo so ma non sempre riesco a sentire che e’ la verita’.
    Superero’ anche questa paura inconscia e sono gia’ contenta di percepirla come un retaggio e non come una realta’ di oggi.
    Mi capita di immaginare quello che proverei se, di nuovo, finisse tutto in scenari squallidi e umilianti e non solo finisse e basta…
    Mi sembra di sentire piu’ coraggio e piu’ forza in me ma il cuore mi batte ancora fino in gola al solo pensiero.
    E perche’ penso questo ? Non e’ un pensiero NORMALE. E’ un pensiero mio, di me che l’ ha gia’ vissuto, e’ frutto di un danno collaterale.
    Lo sconfiggo. Vi giuro che lo faro’…
    Voglio essere SERENA anche ora che ho di nuovo qualcosa da perdere…
    Bacio a tutti e, Alonso, credimi : ti fiderai. Quando sara’ ora, lo saprai fare…
    Un bacio speciale a te !

  • 5089
    Luna -

    ANNA: 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂 Non accadrà, ma se mai ti dovesse succedere di avere bisogno di una porta dalla quale uscire saprai trovarla senza andare a tastoni 🙂 andando dritta all’uscita. Dirtelo adesso forse suona brutto, ma io penso che saperlo, dentro di sè, possa fare la differenza.
    Anche se non se ne avrà mai bisogno 🙂
    Per me, almeno, farebbe la differenza.

    Lilly: hai la profondità di Lilly e la capacità espressiva di Lilly 🙂 suonerà ovvio però…
    e tutte le belle cose di Lilly 🙂
    Peraltro ho sorriso per tua ironia e autoronia 😉 e la vivacità di espressione 😀 come mi piace il fatto che, anche se siamo dietro uno schermo, e la scrittura è un mezzo espressivo che certamente mostra la parte della parte di ciascuno di noi, una parte, la personalità di ciascuno emerge, in qualche modo, insieme agli stati d’animo 🙂

    A parte che è ovvio che non hai nessun bisogno di un traduttore 😉 posso dirti una cosa, e cioè che è capitato anche a me di pensare che parlavo in ostrogoto perché la persona davanti sembrava non capire un cavolo di quello che dicevo, come in un episodio di “Ai confini della realtà”, se ricordo bene, in cui uno si ritrovava in un mondo in cui, all’improvviso, tutte le parole avevano un senso diverso… o di credere che non stavo riuscendo a spiegare uno stato d’animo, le mie ragioni, il mio punto di vista, perché l’altra persona pareva non capire proprio…
    o non voleva capire proprio…
    Non so se questo sia successo a te.
    Se ti è successo supererai anche questa 😉

    Lo sai tu perché hai fatto la cosa dell’email, e il valore che le dai. Se per te, onestamente, ascoltandoti, non è una ricaduta non lo è. Non esiste il prontuario delle ricadute e delle non ricadute, ovviamente.
    Solo tu puoi sentire se una cosa ti fa ricadere o ti fa uscire ancora di più 🙂
    Il fatto che non esiste un prontuario rende le cose più difficili?
    Anche no. Richiede il contatto e la sincerità con se stessi, per indossare… il vestito giusto per sè, non quello giusto per gli altri 🙂

    @il prossimo passo sarà immaginarlo seduto sul cesso in preda ad un attacco di mal di pancia olimpionico!!!

    😉
    e… pensa, cagava anche prima!!! 😉

    Bacioni 😀

  • 5090
    Alonso Q. -

    @Luna
    è vero,galleggiare è una possibilità ma è difficile quando le sensazioni che hai dentro ti parlano di tempo perduto,quando credi di aver buttato via già abbastanza “te stesso”,quando dentro di te prevale la voglia di recuperare… e attualmente poi il “relax” lo trovo quando riesco ad agire e quindi a non pensare…sicuramente la passeggiata che tu suggerisci è un’ottima soluzione,ti assicuro che ho fatto veramente centinaia di km…:D

    @Lilly:
    grazie per le tue parole,ti ho capito benissimo e non considero ciò che hai scritto una “cretinata”..:)
    anzi…concordo completamente con te…fare il proprio percorso per vedere l’altra metà con occhi nuovi per vedere realmente chi o cosa avevamo al nostro fianco.Il mio problema è che già prima della crisi pensavo che lei non fosse la persona adatta a me,dopo i fattacci ne ho avuto la conferma ma io non riesco a perdonarmi quel rimanere attaccato,quel resistere a tutto…quasi fosse una prova di forza e non invece una dimostrazione di assoluta debolezza.
    …e forse ancora ora sono impigliato nel ricordo di quel loop mentale in cui io per primo mi sono imprigionato,in cui io ho costruito castelli immaginando una persona diversa da quella che in realtà era.

    @Anna
    le tue parole mi regalano sempre speranza,già mesi fa,leggendoti qui pensavo ci fossero molte cose in comune…
    allora conservo i tuoi msg,ne faccio tesoro perchè il cammino che voglio compiere è come il tuo.
    nel frattempo mi permetto di citarti:”Mi conforta il sapere di aver fatto del male solo a me stessa e non ad altri.”

  • 5091
    Luna -

    ALONSO: non ne dubito 😉 (sui chilometri… e di buono c’è che comunque male non fanno).

    per sensazioni intendevo cosa primordiale tipo mi fa male la panza, mi si annoda lo stomaco, sto bene, sto male, ora la panza è serena…
    nel presente.
    non, appunto, decodificazione tipo “tempo perduto,quando credi di aver buttato via già abbastanza “te stesso”,quando dentro di te prevale la voglia di recuperare…”.

    non cosa semplicissima da fare. Mica dico che mi riesce sempre 😉 😉 però quando riesce è very good 😉

    io lancio spunti che servono anche a me 😉

    anche l’altra strada del relax è ottima e ognuno trova la sua, momento per momento. E’ anche quello il bello,no?

    baci

  • 5092
    ANNA -

    “io non riesco a perdonarmi quel rimanere attaccato,quel resistere a tutto…quasi fosse una prova di forza e non invece una dimostrazione di assoluta debolezza.
    …e forse ancora ora sono impigliato nel ricordo di quel loop mentale in cui io per primo mi sono imprigionato,in cui io ho costruito castelli immaginando una persona diversa da quella che in realtà era”.

    Perdonati, Alonso caro.
    Noi sappiamo che era, che e’ stata, grande debolezza.
    Sono stati, pero’, anche forza, determinazione, costanza e impegno.
    Dannatamente e consapevolemente incanalati nella direzione errata ma cmq parte di noi.
    Serve possedere queste caratteristiche perche’ l’ amore, una coppia, una relazione hanno bisogno anche di questo.
    Tu sai di averle e questo gia’ fa di te un uomo che sa, ha saputo e sapra’ amare…
    Ora AMA TE STESSO. L’ unico essere umano cui avresti dovuto amore e sicuramente non ne hai dato abbastanza.
    Tutto il resto e’ in te e, quando sara’ ora, sapra’ venire fuori per renderti una persona completa e felice di se’ e di cio’ che ha intorno.
    Te lo auguro con tutto il cuore perche’ lo meriti.
    Ti abbraccio forte dal web.
    ANNA

  • 5093
    margherita -

    Ciao carissimi amici, vi ricordate di me?
    Non scrivo da tanto, ma vi confesso che vi leggo, mi fa bene leggervi anche se ormai mi son liberata da tempo dall’oppressione …qualche “basso”…ancora persiste.
    ANNA un sorriso sincero e tantissimi auguri…
    Oggi scrivo perchè c’è questa frase di ALONSO
    “io non riesco a perdonarmi quel rimanere attaccato,quel resistere a tutto…quasi fosse una prova di forza e non invece una dimostrazione di assoluta debolezza.
    …e forse ancora ora sono impigliato nel ricordo di quel loop mentale in cui io per primo mi sono imprigionato,in cui io ho costruito castelli immaginando una persona diversa da quella che in realtà era”.
    Perdonarsi è la cosa che per me è la più difficile da fare.
    Oggi, a distanza di tanto tempo, rappresenta ancora un mio “basso”…ma come ho fatto?…ma cosa ho fatto?…ma cosa mi son fatta?…ma come ho potuto permettere di essere trattata così?….e mi esce un senso di rabbia e vendetta assurdo.
    Queste son le domande dei mei “bassi” ora a cui non so dar risposta, sinceramente non la so e non trovo scusanti nemmeno nel fatto che ho amato…
    un bacione a tutti

  • 5094
    Alonso Q. -

    riciao a tutti voi…
    avevo scritto un post lungo ma l’ho cancellato…rileggendolo mi son reso conto che le mie sono continue ripetizione qui come nel loop che attualmente è la mia vita.
    Rileggo le vostre parole e provo a tornare a respirare.
    alla fine tutto si riduce al mio fottuto egoismo.
    Era così anche nella mia storia d’annata e dannata.
    Non riesco ad accettare che lei probabilmente ora sia felice,mentre io,che mi son liberato del “mostro” continuo ad annaspare e rantolare nella mia esistenza.
    Il fulcro è che il problema non era lei.O meglio,solo lei.Il problema sono io.Nulla più.
    Il mostro alla fine è dentro di me,quando riuscirò a vomitarlo starò meglio.
    rispetto di me e sano cinismo saranno alla base della cura.
    grazie delle vostre parole non avete idea di quanto mi aiutino,ora prometto che per un po’ mi limiterò a leggervi così non monopolizzo la lettera..;)

    ps:luna…qualche consiglio di lettura??
    grazie in anticipo…:)
    ps2:ciao maegherita!!!

  • 5095
    Luna -

    MARGHE: forse la questione non è perdonarsi e non riuscire a farlo. Forse la vera domanda è:
    perché non ho potuto fidarmi di me stessa?
    e il chiedersi: in futuro potrò? Forse sono queste le vere domande che spesso abitano chi ha vissuto in mezzo ad un tornado. E si è guardato allo specchio chiedendosi in qualche modo: perché non riesco a difendermi? Perché mi spengo? Perché mi annullo?

    Rimproveri che rimangono, in termini di salvavita che, pare, non sia scattato.
    (anche se spesso quello spegnersi era proprio il salvavita che scattava. Perché altrimenti allo specchio una sarebbe stata sorridente. Scattava come poteva, urlando le sue ragioni).
    Guardando le cose con il punto di vista di oggi possiamo essere molto severi, ma dimenticando anche le contingenze, magari. Il fatto che si può anche essere così ubriacati dalle contingenze o presi a pugni da vedere fosco. Ecc ecc.
    Questo in generale e brevemente.
    E’ un discorso complesso, e ora vado di fretta.
    Però se c’è un tratto comune tra le persone che hanno vissuto storie magari diversissime ma con delle caratteristiche che riguardano la violenza (che sia verbale, fisica, circostanziale, sensi di colpa, autoinflitta semplicemente non spostandosi dai carboni ardenti, ecc) è la sensazione di rabbia e insieme di debolezza.
    Bassa autostima? l’autostima si recupera, ad un buon livello, si alza, spesso piano piano comincia a salire nel momento stesso in cui ci si allontana dai carboni ardenti. Ci vuole tempo, ma lavorandoci su e anche solo vivendo diversamente e riscoprendo una sana quotidianità si recupera.
    Ma a volte è il senso di debolezza e di confini che sono stati invasi senza saper mettere freno al pericolo che rimane.
    Accade a chi si è beccato un ladro di colpo dietro l’angolo alle volte (“perché quella sera non sono rimasto a casa?”, “perché non ho fatto un’altra strada?”), vuoi che non accada a chi si è sentito derubato da un volto amico, dove avrebbe dovuto sentirsi più al sicuro, e ha la sensazione di essersi fatto rubare qualcosa o se stesso, per un periodo?
    La parola perdono implica una severità con se stessi, la rabbia verso sei stessi.
    Il grande dentro di sè che se la prende con il piccolo. Che gli urla che avrebbe dovuto agire diversamente.
    Ma, ora: se avessimo potuto agire diversamente lo avremmo fatto. Perché nessuno di noi è stupido. Feriti, sì. Ingenui, allora. Con le strategia sbagliate, come no. Non abbastanza in grado di capire l’importanza dei propri sani confini. Non capaci di capire che se qualcuno ti urla nelle orecchie prima ti devi spostare, e poi puoi chiederti perché lo fa. Se non ti sposti sei ubriaco per le urla, e non capisci più un c.....
    Più che perdonarsi bisogna capire che c’è sempre tempo per sentirsi più al sicuro. dentro se stessi. Non più sicuri di sè, ma proprio più al sicuro. e non sono sfumature. Imparare o reimparare a fidarsi di se stessi. E’ quella alle volte l'”autostima” che piano piano bisogna ricostruire. Dandosi la possibilità di lavorare nel presente.
    Prendersela con se stessi è diverso da accogliere la propria fragilità, con una produttiva indulgenza.

    Baci.

  • 5096
    ANNA -

    Grazie, Marghe !!!! Grazie di cuore.

    Alonso, so che le parole non aiutano molto ma ci tengo a dirti che, nel guardare il passato, spesso, io riesco a sentire il valore dell’ opportunita’ che ci e’ stata data.
    Prova a sentirla anche tu…

    E’ un’ opportunita’ che non abbiamo saputo cercarci da soli ma che altri, con le loro scelte, ci hanno inconsapevolemente donato…
    Questa opportunita’ e’ proprio quella di ” vomitare il mostro “.
    In fondo, non ce l’ ha messo qualcun altro, ce lo siamo piazzato da soli dentro l’ anima.
    L’ abbiamo visto e sappiamo che c’e’…

    I perche’ possiamo chiederli all’ amico Freud o al primo analista che abbia il piacere di occuparsi di noi ma, spesso, sono ragioni banali, piccoli traumi di infanzie sostanzialmente normali che impattano su cuori un po’ troppo sensibili…
    Spesso e’ tutto li’…

    Io ricordo chiaro il terrore puro di essere abbandonata da mia madre. Di essere dimenticata a scuola o chissadove. Proprio io che ho una madre non lavoratrice che null’ altro ha fatto nella vita se non occuparsi di me ! Eppure io ricordo il cuore in gola al suono della campanella alle 12:30, nell’ ansia che lei non fosse sulle scale ad attendermi.
    E’ un ricordo forte di quando ero una bambina. Con gli anni la consapevolezza ha superato l’ istinto…cresci e capisci come si muove la tua vita e sai che tua mamma non ti lascera’ mai li’ su quelle cavolo di scale.
    Lo sai ma quella paura, evidentemente, ti si attacca da qualche parte per non svanire mai del tutto.

    Io e noi abbiamo ricevuto il dono del tempo per fermarci e pensare. Pensare al perche’ ci siamo fatti cosi’ male, alle paure che ci hanno dominato, alle cose che ci hanno terrorizzato, tanto da renderci incapaci di sentirci liberi di cercare il nostro stesso bene.
    Magari l’ abbiamo saputo fare con gli amici, a scuola, con il lavoro, ma quando si e’ messo in gioco l’ amore, ecco che viene fuori l’ anima disperatamente vagante alla semplice ricerca del “non dolore”.
    Un’ anima che mendica perche’ non osa chiedere ne’ tantomeno pretendere.
    O peggio ancora un’ anima che in fondo si aspetta di venire offesa per sentire confermato il proprio non valore e continuare a piangersi addosso o che spera di cambiare il copione per sentirsi vincente almeno una volta nella vita.

    Io credo che la cosiddetta FACCIA PER TERRA, nel fango piu’ totale, obblighi a prendere coscienza di se’ e crescere.
    E noi qui o l’ abbiamo fatto o lo stiamo facendo.
    Come fai a dirti che VA TUTTO BENE quando una persona ti umilia, abbandona, ferisce e tu, anziche’ reagire, senti il mondo che ti crolla contro e l’ unca rabbia che provi e’ verso te stesso ????
    Non puoi fingere. Devi accettare che c’e’ un problema dentro noi e non dentro “l’ altro”, che diventa solo un agente scatenante qualunque.
    Questa e’ l’ opportunita’ e tutti qui ce la siamo giocata bene !
    Ringraziamo la vita anche per questo. Forse, anche se non l’ abbiamo capito subito, e’ uno dei regali piu’ belli che potesse farci

  • 5097
    day -

    Grazie Luna.
    Grazie Anna.
    Grazie per aver permesso anche a me di condividere i vostri pensieri, vi sono molto grato. Il leggere questi ultimi post mi da una grande serenità. Che lungo percorso è stato!!
    Vi abbraccio e vi saluto con tanta stima.
    Mauro

  • 5098
    Luna -

    ANNA: com’è vero quello che dici.
    Penso che al di là che sia un’opportunità o no si tramuta comunque in un’opportunità, nel momento in cui decidi di uscire dal fango e lotti in modo costruittivo per l’istinto vitale, sano, che c’è in te. Ecco comunque che qualcosa di brutto che ti è capitato, visto che il passato non lo puoi cambiare, può diventare non un fardello da portarti dietro, per farti sentire “diverso”, anche da te stesso, per tutta la vita, ma un’opportunità.
    “Vomitare il mostro” rende così bene il concetto da fare impressione. E’ un’immagine fortissima, ma di mostri in effetti si tratta. Mostri che, nel momento in cui li affronti, spesso si sgonfiano come palloncini che avevano sopra disegnata una faccia brutta, spaventosa. Ma finché non li guardi e non li affronti non lo sai.
    Molto spesso le persone che hanno vissuto questo genere di inferni soffrono proprio anche del fatto di non riuscire a trovare un “vero” trauma nel loro passato.
    Mica mi hanno bruciato un braccio con una sigaretta.
    Mica mia madre andava a bere e mi lasciava a casa da solo.
    E altre cose che non elenco, per il rispetto di chi le ha vissute.
    E via, dicevo, a fare i confronti con i grandi numeri. Ma a fare i conti anche con un altro aspetto. e cioè che anche chi ha subito quelli che universalmente vengono considerati dei veri traumi (tutti sono veri, i traumi, per chi li prova, sennò non sarebbero traumi, ndr)probabilmente spesso nega e relativizza allo stesso modo il suo vissuto sofferente.
    E dimenticando che ciò che fa del trauma un trauma non è la sua grandezza secondo un parametro prestabilito, ma l’entità che una cosa ha avuto per noi, e come si è cristallizzata dentro di noi.
    Molto spesso poi si tratta di microtraumi, magari perpetrati, dei quali i genitori, o chi per loro, neanche se tu gli facessi la macchina della verità si renderebbero conto.
    O sono cose più grosse, che magari riguardano altre situazioni, ma che loro stessi hanno dimenticato togliendo loro significato per automatica difesa. Anche di non essere stati capaci di proteggere i propri figli, o di porre rimedio.
    Uno si sente ferito da qualcosa, va dalla persona che pensa lo abbia ferito, o che è stato testimone, e gli chiede conferma. Ma l’altro nega, in buona fede, o anche solo per difesa, come in guerra.

  • 5099
    Luna -

    Io – dice – non sono chi ha creato i tuoi mostri!!! O non ti ha protetto! E queste sono solo sciocchezze! C’è gente che ne passa di tutti i colori, io quando ero nel Klondike ho subito questo e questo, e tu ora vorresti venire a dirmi che il motivo per cui stai male è che quando eri piccola ti sentivi così? ed io che avrei fatto? io manco me lo ricordo quel giorno lì… secondo me te lo stai inventando… tutte scuse…

    per dire succede anche questo.
    ed ecco che uno si convince che forse non ha il senso della realtà, o è una lagna, una mezza cartuccia che si traumatizza per uno starnuto, quindi fragile, e pure ingrato, a prendersela per così poco con qualcuno che lo ha sempre amato. E gli viene da proteggere l’altro. E magari in futuro proverà la stessa sensazione, quando dirà a qualcuno “tu mi stai ferendo! Così mi fai male…” e quel qualcuno negherà la realtà che sente, e questo lui o lei cercherà continuamente l’oggettività. L’oggettività delle emozioni. Demandando fuori le risposte. E sentendosi dire: tu ti inventi… io non sono così… (perché se è uno è così avrà pure un motivo, e sicuramente si difende). Demanderà fuori, invece di ascoltarsi… di ascoltare ciò che sente e prenderne atto.
    Ma il punto è che il trauma, come il semplice sentire, è di base non un fatto oggettivo, ma è un fatto emotivo.
    E scusatemi se è poco… perché la differenza non è minima… ed è, nell’affrontare la cosa,o nel vivere il proprio sentire, una differenza che fa davvero la differenza!

    detto ciò, a parte questo fantaesempio (che poi tanto fanta non sarà) è anche vero che forse dietro ciascuna persona che ha subito violenza c’è un trauma, strategie sbagliate, un concetto di cosa sia il dare e il ricevere in qualche modo errato, inceppato…
    dico forse perché io non sono una psicologa, ovviamente, e quindi che parli chi sa.
    Però vorrei, per quanto ne so io, sfatare un mito negativo: la convinzione, spesso errata, che nel momento in cui si va da uno psicologo questi ti rivolta come un calzino e va a cercare, nei meandri del tuo passato, ogni cosa che sia andata storta…
    in realtà, per quanto ne so io, è del presente che ci si occupa, di come ci si sente nel presente. Magari rispetto al passato, certo.
    Se io provo rabbia oggi perché ieri qualcuno mi ha preso a schiaffoni sto parlando di quello che sento oggi. Anche rispetto a quello che sentivo ieri quando mi prendevano a schiaffi. Ma è sulle sensazioni del presente che lavoro. Sul senso di rabbia, di frustrazione, di paura, di fallimento…
    è un fallimento che ho già provato in passato?
    non sono scappato perché l’altro ieri la vita non mi ha dato le strategie sufficienti?
    Può darsi.
    C’è un mostro da vomitare, ancora dentro.
    Se si riesce a vomitarlo facendo da soli meglio, ma se si rischia di girare in tondo meglio farlo da soli, comunque, ma con qualcuno che può aiutare a leggere la mappa. Che è sempre la propria. Perché la vita è la propria. E il proprio sentire lo è.
    CIAO MAURO 😀

  • 5100
    Lilly -

    “Non capaci di capire che se qualcuno ti urla nelle orecchie prima ti devi spostare, e poi puoi chiederti perché lo fa. Se non ti sposti sei ubriaco per le urla, e non capisci più un c…..”

    ……..E quando le urla cessano, magari di colpo, e 99 su 100 non perchè ti sei spostata ma perchè si è spostato lui con una violenta indifferenza……ecco, quando le urla cessano provi la stessa sensazione che un agorafobico prova in mezzo ad un campo.
    Perchè quelle urla erano comunque un qualcosa di fermo, di sicuro, di certo, di così imgombrante da riempire tutto. Anche lo spazio che avremmo dovuto dedicare a noi stesse. Anche lo spazio della nostra autostima, dell’amore che dovremmo provare per noi prima di poter amare chiunque altro.
    L’eco delle urla ti rimbomba nelle orecchie per tutto il tempo che ti occorre per trovare dentro di te quel punto fermo che all’improvviso se n’è andato via.
    E quando lo trovi o almeno capisci che esiste ed è solo nascosto in qualche punto recondito del tuo animo, quando senti l’esigenza di trovarlo a tutti i costi….è in quel preciso istante che le urla diventano sempre più lontane, e che il contorno di quel viso che ci ha fatto tanto male ma che continuava a a stare lì, fisso nei nostri pensieri, comincia a sbiadire.
    Fino a sparire.
    A volte il punto fermo sono urla.
    A volte è l’ironia che offende ma affascina e a cui non sai, non vuoi, ribattere, a volte è il silenzio che raggela, a volte è la provocazione portata all’estremo, altre volte, invece, è l'”ingenuità” che intenerisce, che fa sentire importanti, imprescindibili.
    Sono tanti i modi in cui “loro” entrano dentro di noi e ci occupano.
    Io sto combattendo una lotta non che non è più per lui, non è contro di lui ma contro quella parte di me che all’epoca (e anche dopo….per parecchio tempo)ha preso una colossale svista, una gigantesca fregatura, un’emerita incul…..
    Ma è una lotta buona perchè quella parte non la voglio soffocare o uccidere ma solo curare, “riparare”, rimettere su strada con il motore completamente revisionato.
    Non voglio diventare dura, fredda ed egoista per paura di soffrire ancora.
    Voglio continuare ad essere me stessa, con la mia ingenua bontà, la mia voglia di dare. Ma voglio saper dare anche a me stessa.
    Quindi caro Alonso & co. (me compresa)….credo che nessuno di noi abbia nulla da perdonarsi, nulla di cui accusarsi, nulla da cui redimersi.
    Le nostre storie sono tutte diverse. Sono diverse le premesse, le circostanze, l’indole, le reazioni, i tempi di reazione (qualunque essa sia).
    Però credo che esista un minimo comun denominatore: ognuno di noi ha solo molto da capire e da conoscere di sè stesso.
    Credo che persone come Luna, Anna etc non abbiano cancellato il dolore, le cicatrici che i tipi ci hanno lasciato in loro ricordo.
    Credo che abbiano studiato sè stesse, il proprio dolore e che abbiano imparato prima a conviverci
    e, poi, addirittura a sfruttarlo.
    Come se fosse un bastardissimo trampolino duro come il marmo che distrugge le caviglie ma ti fa saltare verso l’alto.
    Dobbiamo imparare da loro il non darsi addosso, il non bastonare la sella (noi) perchè quel porco dell’asino (lui/lei) ha tagliato la corda scappando a gambe levate.
    Grazie Luna per essere come sei e per come sai trasmetterlo, per la tua foga, per il tuo esserci sempre.
    Grazie Anna perchè “ci sei riuscita” e non te ne sbatti le palle di noi poveracci che stiamo risalendo la china.
    Un bacio a tutti!

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