La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia
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Buonasera Ambrogio raccontami la tua storia se ti va.
Già gli ex meritano solo indifferenza sante parole
Ambrogio!
Caro Rocher 😛
Come stai carissimo?
Qui i cretini non mancano,come avrai potuto notare…
è dura ragazzi, è molto dura anche per me. proprio stasera ho ricevuto l’ennesima doccia fredda dal mio pseudoamore con le sue solite modalità ovviamente. ma meglio così, meglio tagliare, troncare tutto e sparire per sempre. stavolta ce la farò, perché mi sento più forte, perché sono stufa di lui e dei suoi giochetti e perché lui ha perso ogni rispetto ai miei occhi. la novità non è che non mi vuole lui ma che non lo voglio più nemmeno io. via, via voglio prendere aria fresca, nuova. voglio disintossicarmi da lui e da tutte le sue fisime, narcisismi, sensi di colpa inculcati a me….mi ha dato anche felicità certo ma direi proprio che la bilancia pende troppo dalla parte negativa e che il gioco non vale la candela.
lo sapevo certo, era prevedibile forse…non so cos’altro dire. forse nelle cose bisogna andare fino in fondo per capirle davvero anche se ne avrei fatto volentieri a meno. questi uomini, anzi queste persone, sono molto brave a dare tanto, tantissimo in certi momenti..con passione, emozione, complicità, intimità, empatia, profondità… per poi tornare un attimo dopo o cmq nella quotidianità ad essere freddi, distanti, sprezzanti, enigmatici, inarrivabili e anafettivi. almeno questo è quello che è capitato a me in questa storia.
MARIA cara ti mando un abbraccio, credimi ti capisco bene e capisco le tue difficoltà nel chiudere questa storia. ma pensa che se lui ti fa soffrire, se lui ti fa stare male, se lui c’è, torna e scappa, solo quando fa comodo a lui..beh conosci già la risposta. segui i tuoi tempi e i tuoi modi ovviamente, ma allontanati da lui, allontanalo dalla tua vita. fallo per te, fallo per la tua serenità e il tuo benessere che è la cosa più importante !!! sempre.
un bacione a tutti 🙂
PS stasera LUI augurandomi di trovare la persona giusta mi ha consigliato di essere meno aggressiva perché gli ometti di oggi sennò si spaventano…ovviamente dopo avermi scritto che anche lui mi vuole bene, che gli ho dato emozioni e felicità (e lui a me) ma che non ricambia i miei sentimenti e non è l’uomo giusto..che cmq ha sì sbagliato giocando coi miei sentimenti ma che non era un segreto per me. e che lui per tutti questi motivi non è l’uomo giusto e bla bla..
TUTTO GIUSTO. però io non sono aggressiva, anzi – gli ho risp – lo sono con te perché con uno che mi dice che non vuole una storia, che torna e sparisce, e fa di tutto per essere quasi sempre distaccato e freddo con me..beh la dolcezza così spontanea non mi viene proprio. Sono piuttosto stupida e patetica lo so, a livello razionale lo so. ma non so neppure come spiegarlo, il fatto è che queste storie e questi partner manipolano, intrappolano, rendono ciechi e illusi e anche tristemente accattoni di elemosine di tempo, attenzioni, carezze, parole e amore. un amore che purtroppo non c’è.
MARIA: ma anche nel momento in cui tu potessi credergli potrebbe offrirti (e non nel mese di mai del giorno di poi) una vita diversa da quella che in precedenza ti ha fatto soffrire, frustrare, stare male?
E riusciresti ad avere fiducia comunque, davvero, in una persona che è sparita dieci mesi (mica tre giorni) e con quell’atteggiamento che dici, tornando poi farfugliando delle scuse che comunque non cambiano la sostanza di 10 mesi in cui tu ti sei ritrovata a stare male e senza un diretto confronto? (che ora, lui, mi pare, invece pretende, quando i giochi si devono comunque fare come dice lui?).
Maria, scusa se sono dura, chiaramente mi rendo conto anche che stiamo parlando di anni non di giorni o settimane, ma tanto più perché parliamo di anni mi pare ancora più naturale che tu possa averla avuta (e la abbia) anche dura a sciogliere del tutto uno stato di malessere che forse deriva più dall’essere stata con lui e in un certo modo che dal fatto di esserti ritrovata senza lui (seppure il modo in cui ciò è avvenuto, cioè zero empatico ed assertivo nei tuoi confronti avrà fatto il suo).
Dici che questo particolare momento potrebbe essere l’occasione per pensare di più a te. Mi pare che dovrebbe proprio più che potrebbe, perché tu ti meriti di poter occuparti di te come si deve, di prenderti cura di te, di cercare di stare bene, fisicamente, emotivamente, psicologicamente il più possibile.
Io nella vostra storia non c’ero, nè sono ovviamente nelle tue ragioni e nei tuoi sentimenti, emozioni, pensieri… però ho l’impressione che questa storia di cui ci parli non ti abbia dato molto. Nè mi pare che abbia risolto dei problemi, semmai mi pare te li abbia creati. Non si tratta nemmeno di dire “ce l’ho con quella persona”, di trovare dei demoni o dei santi. Si tratta forse di ammettere che però c’è qualcosa che non va nel momento in cui una storia, in tanti anni, non riesce a sfociare in qualcosa di veramente bello o possibile.
Io sono d’accordo con Lilly.
E lo so che è dura, credimi. Ma non è dura solo per com’è ora, ma per come è stato, anzi forse soprattutto per come è stato. a volte la cosa più difficile è rendersi conto di questo, anzi il più delle volte in questi casi. che la “depressione” e il senso di vuoto non sono dati tanto dall’assenza ma dal tipo di presenza o pseudo tale con cui si ha avuto a che fare, per quanto si avesse l’impressione che riempisse la vita.
per quanto anche le situazioni problematiche finiscono con il riempire i pensieri, e con il restringere il raggio emotivo, per quanto di provino emozioni forti, ma solo alcune. e molte delle quali non sono nemmeno positive, se non proprio la stra maggior parte, anche se a quelle positive, o pseudo tali, si finisce con il dare tantissima enfasi proprio per quanto quelle negative o frustranti sono grandi.
Capisco che vorresti credergli, ma la cosa più bella, mi sa, sarebbe se tu ricominciassi veramente a credere in TE, e a pensare SUL SERIO cos’è per te la serenità. Un abbraccio.
AMBROGIO: ciao 🙂
Ciao a tutte dolci e care amiche, oggi mi ha di nuovo contattata ci siamo visti per un caffè come ha ben detto LUNA farfugliano mi ha riproposto la stessa vita con qualche ristrettezza (sempre però con la speranza che un giorno……), inoltre mi ha detto che con la consorte ha rapporti intimi, che prima diceva che non c’erano, però ha tenuto a precisare che è sempre mezzo impotente( mi chiedo e gli ho chiesto forse solo con me? ha riso) e che riprenderebbe con me poichè mi ama ed io sola riesco a farlo sentire un vero uomo. Ho cercato di spiegargi che non sto molto bene, la mia sofferenza di questi mesi lo ho pregato di non farmi del male, di lasciarmi stare, che potrebbe trovare anche un’altra donna,La sua risposta: ti prego non mi lasciare, purtroppo credo di vivere una completa sudditanza verso questa persona come al solito sono turbata più da me che da lui
un bacio a tutte e grazie
Non sai quanto ti capisco…ho passato la stessa cosa dopo 4anni di amore,si litigava come tutte le coppie….ma non pensavo assolutamente che quel giorno lui mi lasciasse. Così..dicendo che non mi amava più!!mi dispiace tantissimo fatti forza anche se è difficile!!
MARIA: ti chiedo una cosa, banale: se lui volens o nolens è egoista o comunque ragiona in un certo modo e comunque si tiene in equilibrio nel suo inferno, vero o presunto, in un certo modo autoreferenziale (che evidentemente non intende cambiare (per lo meno per la parte che concerne te) credi davvero che tenere in considerazione quello che sarebbe meglio per te, come stai e cosa ti fa male, insomma chiedere a lui di non lederti invece di chiedere tu a te stessa di proteggerti, può servire a qualcosa?
Guarda caso, infatti, quando gli parlavi di te e di cosa hai bisogno tu lui ti ha risposto in modo autorefenziale. E mettendosi nel ruolo del debole, quando tu gli dicevi, in fondo: manco io so’ de fero.
Maria, più ti parli da sola di sudditanza e più hai l’impressione di essere alla mercè dei suoi tempi, modi, modo di essere. Non dico che non sia vero che lui ha ancora presa su di te, e che non l’abbia avuta a lungo, dico che a forza di ripeterti che ce l’ha però ti incastri di più, mentre forse è il caso che cominci a lavorare sulla tua parte che alla mercè dei suoi umori and co non è. In qualsiasi percentuale sia al momento.
Scusa Maria…..qui tu descivi un mostro di egoismo a 14 teste. Sparisce per 10 mesi sbattendosene di come tu potessi stare, riappare con argomenti discutibili:”riprenderebbe con me poichè mi ama ed io sola riesco a farlo sentire un vero uomo”.
Io non so se lui è un vigliacco, un egoista, un debole, un fragile, uno spaesato….. ciò che posso ipotizzare è che il senso di vuoto/solitudine/chissacosa che stai provando è tale da vedere una scialuppa di salvataggio persino in quell’individuo che tutto è (e ce ne sarebbe da commentare) tranne che un qualcosa a cui aggrapparsi (se non si vuole colare a picco, ovvio).
Quindi, come ti consiglia LUNA cerca di lavorare sulla parte di te che è fragile/infragilita ed in balia di un individuo che…….bè…..
MARIA, aggiungo qualcosa a quanto già detto da altr*. Sarò pure durissima, ma ti dico quello che penso: mollalo, DEFINITIVAMENTE. Prendi parte ATTIVA (non passiva) in una situazione. Non sentire più ragioni (sue), farfugliamenti vari. I fatti li ha già fatti a suo tempo e sono:
– umiliazioni per te (sono tue affermazioni);
– una storia parallela;
– assenza PER DIECI MESI senza la minima preoccupazione per i tuoi sentimenti.
– Un ritorno con una situazione, mi pare di capire, tale e quale a prima.
Adesso i fatti li dovresti fare tu, per la tua parte. E prenderti le TUE responsabilità: verso TE stessa e la TUA vita.
Se continui, e qui sono durissima, ti dico: sai quello a cui vai incontro e domani NON potrai dare responsabilità a lui di scelte tue precise. Lui è come è. Saranno ben affari suoi di come è. Ma tu, tu che uomo cerchi nella vita? Questa è la domanda che ritengo dovresti farti. Vuoi un uomo così o vuoi un uomo che ti ami e che sia pronto a prendere, ma anche a dare, nella stessa misura, e con il rispetto della tua persona?
A te la risposta.
PS: il rispetto non è chiacchiere. Farfugliamenti. Il rispetto è FATTI. Poi se sono contornati di bellissime e dolcissime parole, tanto meglio.
VALINDA cara, io per il poco che ti conosco posso dirti che ho sempre un’impressione così positiva di te… Di una ragazza così in gamba, piena di risorse, e anche forte. Aggressiva no. Dolce e forte, semmai. Le solite stronzate di un manipolatore… Mi dispiace. Forse sarai nervosa, capita, vorrei dire al tipo in quqestione. Anche io divento nervosa, se mi accorgo che uno mi sta prendendo per il culo e di me gli importa nulla. E allora? Bene, che vada per la sua strada a parassitare da qualche altra parte, se ci riesce.
Sull’andare fino in fondo, certe volte, per capire. A volte è proprio così, cara VALINDA. Soprattutto se si è giovani. Con il tempo, con le esperienze varie, arriverai (e ho la sensazione che tu ci sia molto vicina) al punto che NON AVRAI BISOGNO, non più, di dover esperire FINO IN FONDO, per capire che uno, semplicemente, o ti sta facendo male, o potrebbe fartene, o non ti ama, o non è l’uomo per te, o è uno che non ha alcuna intenzione (anche sotto a certi discorsi che ora così ora colì, vorrebbero confonderti…) di impegnarsi, e punto. E quindi si va: a gambe levate, e fine del discorso. Senza nessunissimo rimpianto. Anzi, ben consapevole del pericolo scampato.
Stai arrivando, secondo me, a una certa esperienza e maturazione tua interiore, e io mi sento molto serena per te.
AMBROGIO, un saluto a te e a tutt*
PS: per VALINDA. Naturalmente, andarsene a gambe levate, senza rimpianto, non significa non soffrire. Non provare dolore per la scelta che si compie. Eh, è proprio quello il difficile… Se non si provasse dolore, allora sarebbe facilissimo andarsene e lo farebbero tutti. Invece solitamente lo fanno solo quando LORO non sentono dolore, il che, almeno per me, come parametro per fare una scelta, è sbagliatissimo. I parametri devono essere non: eh, ma se lo lascio allora sento dolore. Non si può diventare schiavi della paura del dolore. Il dolore lo si affronta, secondo me, e lo si supera. Chi non riesce ad affrontare il dolore, voglio dire ad accettare il dolore, ha qualche problema: non ha raggiunto una maturazione sua interiore, non ha equilibrio suo. Non è diventato uomo o donna, nel senso di maturo/a. E’ rimasto bambino. Un bambino impaurito. Se tu mi fai del male, VALINDA, e io certo provo dolore, non soltanto perché mi hai fatto male, ma anche perché contemporaneamente mi deludi, cade la stima che avevo di te, perché dovrei restare con te? Perché dovrei RIMANDARE il distacco, solo perché dopo il dolore temo il dolore che potrei provare? Sono giochi della mente. Inutili. E’ stato un dolore? Amen. Io non capisco, veramente, certi arrovellamenti che sembrano dover diventare infiniti, quando il succo – per me, sia chiaro – è tutto lì. La paura del dolore. Del distacco. Le cose sono andate male e ci siamo dovuti distaccare? Ok, amen! Non è che posso perdere tipo cinque anni della mia vita a girare intorno a questo semplice FATTO. Che le cose non sono andate e mi hanno fatto male. Ho analizzato di perché e percome. E, ok, mi ha fatto male, ma Dio non posso stare lì a pensarci altri quattordici anni.
VALINDA: aggressività… o nervosismo, tensione per una serie di atteggiamenti che non piacciono, non si sentono compatibili ecc ecc?
Quando hai vissuto in tensione, più o meno latente o manifesta, nel tempo in cui lo hai frequentato? in fondo le “sue regole” e i suoi atteggiamenti ecc a te non sono mai piaciuti, lo hai sempre detto, ce lo hai sempre scritto.
Comunque sia questo tiraparaemolla mi pare stia andando avanti da parecchio e che, al di là di chi sia più o meno aggressivo, non abbia portato allo sbocciare di una storia vera e propria.
Insomma, capisco che ti sei stufata. E concordo con Naty sul concetto di capire e la sofferenza.
Si può stare anni e anni in un limbo per il timore di stare più male, il risultato è che si sta sempre male e che anche le risorse per un distacco e una rinascita nel limbo non riescono ad attivarsi.
Valinda, spero che tu possa presto uscire da questa asfittica situazione e aprire le finestre.
Un bacio
Vi racconta un episodio.
Molto tempo fà, un mio ex mi mandò una mail con scritto: oggi è primavera, ma io non posso vederla.
Li per li, non risposi e mi chiesi cosa significasse per lui, avermi postato stà cosa.
Morale: cambia strategia quando le cose non vanno bene e vedrai che otterrai il meglio in tutte le cose.
Oggi, sò più o meno, cosa volesse dirmi (almeno….interpretato da me)
che ogni soggetto come lui, non ha problemi a cambiarne 10 ogni settimana, ma trarre il meglio da ogni persona!!
A voi i commenti
buon w.e a tutti
Torno dopo un anno circa…torno ora che sono tranquilla.
E’ passato un anno e mezzo da quando ero disperata per la fine della storia di 10 anni.
Durante questo tempo non sono voluta uscire con nessuno, ho rifiutato ogni invito, ho avuto solo 2 flirt di una sera (ma più di un anno fa ovvero 2-3 mesi dopo che il mio ex se ne andò di casa).
Beh, è qualche mese che io e il mio ex (sempre lui) ci sentiamo e ci vediamo saltuariamente finchè ieri sera siamo andati a cena (era successo solo una volta questa estate) e mi dice che come stava bene con me non è mai più stato…nulla di che…solo una piccola soddisfazione anche se per me è stato e sarà sempre la stessa cosa!!!
Angi, ciao a tutte e tornerò a leggervi.
“….mi ha dato anche felicità certo ma direi proprio che la bilancia pende troppo dalla parte negativa e che il gioco non vale la candela”.
Valinda, queste parole dimostrano come tu sia una persona equilibrata e questo è importantissimo per la propria salute mentale e, di conseguenza, fisica.
“stasera LUI augurandomi di trovare la persona giusta mi ha consigliato di essere meno aggressiva perché gli ometti di oggi sennò si spaventano…ovviamente dopo avermi scritto che, che gli ho dato emozioni e felicità (e lui a me) ma che non ricambia i miei sentimenti e non è l’uomo giusto..che cmq ha sì sbagliato giocando coi miei sentimenti ma che non era un segreto per me. e che lui per tutti questi motivi non è l’uomo giusto e bla bla..”
A parte che l’augurio di trovare la persona giusta che , secondo me potrebbe comodamente essere usata dal tuo ex come supposta data la sua stessa ammissione di aver “giocato con i tuoi sentimenti” vorrei sottolineare ciò che, probabilmente, già sai.
“anche lui mi vuole bene”.
Epperò. Pensa se ti avesse voluto male…..gioca con i tuoi sentimenti e ti vuole bene? Bello!!!
Tu ne saresti stata consapevole e questo lo avrebbe autorizzato? Bellissimo!!!
“Mi ha consigliato di essere meno aggressiva”: Formidabile!!!!……e cos’altro voleva? La colazione a letto? Forse una persona è aggressiva o “aggressiva” proprio perché è consapevole di essere la parte innamorata in un rapporto in cui un balordo sta giocando ed in virtù di questa consapevolezza è incazzata sia con il giocatore che con sé stessa.
Scusami Valinda, ma i mattacchioni che giocano in un rapporto mi fanno imbestialire. Soprattutto quelli che, quando portano via le palle, lo fanno con una sorta di buonismo e si prodigano in auguri e miti consigli.
A me piace sia come scrivi che ciò che scrivi e sono certa che tu abbia sufficiente energia per non rimanere schiacciata dalla fine di questa storia. E mi auguro che tu (al di là dell’atteggiamento aggressivo, orgoglioso, fiero che potresti aver assunto durante la conversazione scritta) dentro di te, non abbia “abbassato le orecchie” sentendoti dire queste parole. L’autocritica è una sana abitudine. Destabilizzarsi di fronte alle considerazioni di chi vuole coprirsi le spalle durante la fuga no!
Chiedo scusa al Direttore che non ama i copia e incolla dei post e chiedo scusa a LUNA perchè violo il suo diritto di autrice ma vorrei lasciare a Maria le parole che Gatto (uomo: per questo il contenuto del post è al femminile) lasciò a me quasi tre anni fa e che lui raccolse proprio da LUNA.
Gatto wrote:” Ringrazio ancora una volta Luna, e ti lascio con delle parole che mi scrisse e che mi fanno sempre pensare tantissimo, pensaci, Ciao
“Lei non e’ un angelo caduto in volo.
Lei non e’ una persona che si e’ dimostrata stupenda fino ad un certo punto e poi, come se l’avessero rapita gli alieni facendole il lavaggio del cervello, e’ diventata egoista.
Se quello che hai scritto e’ vero lei e’ stata quella che e’ anche prima.
Sei tu che adesso sai che c’e’ una vera differenza tra una persona che e’davvero un cucciolo smarrito, ma che ha le potenzialita’ per crescere, e vuole crescere, e ha una base di autonomia, e una persona irrisolta, invece, che va avanti comodamente nella vita facendo il parassita.
La prossima volta che incontrerai un/una parassita lo/la riconoscerai. E anche se sei buono, generoso, e conosci cosa sia la sofferenza, saprai essere empatico con chi, come te, sa cosa sia la sofferenza, ma non ricatta gli altri attraverso la propria sofferenza, la propria mancanza di autonomia, non si crogiola in quella che chiama la propria debolezza, ma che debolezza non e’. E’ comodita’. E’ fancazzismo. E’ sbattersene i cog… Degli altri. “
Ci sono frasi che illuminano certe persone e restano totalmente indifferenti ad altre.
Ecco Maria, ti lascio delle parole che, a me hanno fatto bene.
Fanne buon uso 😉
Buon weekend a tutte/i!
LUNA: “Si può stare anni e anni in un limbo per il timore di stare più male, il risultato è che si sta sempre male e che anche le risorse per un distacco e una rinascita nel limbo non riescono ad attivarsi”.
Ecco volevo dire proprio questo, e tu lo hai detto molto meglio di me, cara LUNA. Un abbraccio. 🙂
LILLY, “gioca con i tuoi sentimenti e ti vuole bene?”. Grande LILLY. Questo tipo di persone si dedicano – sulla pelle degli altri – a uno sport, anche detto arrampicata sugli specchi eheheheh.
“Soprattutto quelli che, quando portano via le palle, lo fanno con una sorta di buonismo e si prodigano in auguri e miti consigli.”
Eh già… Come sono carini…
Poi, LILLY, mi ha dato da pensare questa: “(al di là dell’atteggiamento aggressivo, orgoglioso, fiero che potresti aver assunto durante la conversazione scritta)”. Ho pensato: fiera, ecco!
VALINDA per me è fiera, ecco. E a me le persone fiere piacciono. Sarà per quello che non sono preoccupata per nulla, per VALINDA. Al tipo bisognerebbe spiegare forse che se VALINDA è nervosa, o aggressiva, lui è un po’ confuso… E mi mantengo sul gentile, diciamo.
ELENA, difficile da interpretare quella frase, soprattutto se viene da un ex. Ho provato a estrapolarla da contesto, cioè dimenticare che si trattava di un tuo ex, e interpretare la frase alla lettera.
E alla lettera mi suona così: è arrivata la primavera, ma io non sono in grado di coglierla, di apprezzarla, di sentirla dentro di me.
ANGI non ho capito se non escludi un interesse rinnovato per il tuo ex, o se per te fosse importante solo sentirti dire quello che poi il tuo ex ha ammesso e la cosa per te finiva lì.
grazie a tutte di cuore è tutto giusto quello che dite. spero di farcela questa volta
NATY
penso che il senso di quella mail, la sappia solo lui.
Nel contesto ti posso dire che: lui se era andato, lasciandomi senza risposte. Almeno: la sua risposta era stata, che era rimasto fermo al palo con una sua ex. Però, però….. io mi chiedo che senso abbia, cercare così tante donzelle e cambiarne una ogni mese?
Non cerco più le sue risposte e sono mesi che non lo sento. Mi è bastato vivere un mese accanto a lui e più o meno capire, che non aveva intenzione di migliorare il suo malessere, almeno di affrontarlo.
Al cuor non si comanda, ma sulla ragione si.
Naty: il mio interesse non è mai morto…ma facemmo delle scelte tempo addietro e le sue erano dettate dal fatto che “credeva” che sarebbe stato meglio senza di me; è stato importante sentire che anche lui non è riuscito a ritrovare la magia che avevamo avuto insieme, prima di cominciare ad autodistruggerci, intendo…Comunque, ora sto bene senza nessuno, sono tranquilla così con i miei amici e la mia famiglia! Spero che ognuna di voi riesca a stare bene con se stessa, aldilà delle sofferenze e arrabbiature e a raggiungere la serenità che ho io, baci
ELENA: le frasi a effetto hanno in sè anche simboli e a volte pure poesia, soprattutto per chi le esprime… e magari chi le esprime crede di essere assolutamente chiaro o semplicemente aveva voglia di dirlo (dirselo) e basta. Però c’è qualcosa che non va se chi le legge dall’altra parte si trova a chiedersi “cosa avrà voluto dire?” e anche per un bel po’. Insomma, esistono modi più diretti e chiari di dire le cose se vuoi davvero che chi dall’altra parte ti capisca.
E che capisca anche se sta cercando davvero un interlocutore o se sta parlando da solo.
Il fatto che tu non gli abbia chiesto cosa volesse dire e che tu non abbia risposto mi sa (non è detto che sia così, mi dà questa sensazione) che tu fossi già stufa di certi suoi atteggiamenti e modalità. Perché se una persona per la prima volta fosse sibillina avrei tutta la pazienza di chiedergli ? e forse non sentirei neanche il bisogno di proteggermi dalla sua sibillinità.
Alla fine il fatto che tu abbia detto “NO THANKS” e non ti sia sentita di farti prendere all’amo da quel sms mi sembra molto più centrale e rilevante di cosa cavolo avrà voluto dire.
Anche perché mettiamo che abbia espresso malessere poteva essere chiaro. Invece la frase sibillina e il non chiedere attenzione in modo diretto (prendendosi anche la responsabilità di averlo fatto, esprimere e chiedere attenzione e di che tipo) mi sembra uno di quei barbatrucchi fastidiosi. Ovviamente non conosco il tuo ex. Ma mi ricorda (non per proiezione, per modalità) dei mr sibillini nauseanti che (certo, pur avendo anche altre qualità) ho incontrato.
Frase sibillina uguale: poter sempre dire ma io non volevo dire questo, ma io non ti ho chiesto niente, ma io blablablà.
NO THANKS.
MARIA: comincia a dirti che vuoi farcela questa volta, per te, per stare meglio tu, piuttosto che dirti “spero di farcela questa volta”. prova a pensare che questa non è una delle volte, ma una volta tutta nuova. Anche perché è vero che anche tu nel corso del tempo, per quanto lui possa sembrare immobile nelle sue dinamiche, dentro di te ti sarai evoluta e avrai fatto delle tue riflessioni emotive anche, persino quelle di cui non sei del tutto consapevole. Questi anni passati comunque non solo un monolite, e per quanto tu per adattarti o per varie ragioni li abbia vissuti tacendo tue sensazioni, fastidi, malesseri essi comunque ci sono stati. Così come ci sarà stata una voce dentro di te, non importa quando piccola e non importa con quanta raucedine, che avrà gridato: non ne posso più. Anche quando una parte di te avrà visto il mostro di egoismo con 14 teste come il più fragiluzzo degli uomini, un uomo adulto che però si nasconde sempre dietro i suoi problemi, che tanto tu sei così brava a reggere i tuoi problemi e pure i suoi. Grazioso che ti abbia attribuito una vocazione al martirio, ma così non è. E quella cosa “del farlo sentire veramente uomo” ecc ecc ha rotto le palle. Facile non comportarsi da uomini adulti e responsabili di qualcosa (e non parlo
ELENA, io penso che si possa rispettare quello che desiderano gli altri, ma anche quello che desideriamo noi stessi…
Se uno/una desidera cambiare partner ogni mese, liberissimo, è la sua vita. Basta sapere ciò che si vuole e COMUNICARLO, con chiarezza, al prossimo. Non mi sembra così complicato. Le cose, però, si complicano perché? Perché la maggioranza delle persone o non vuole essere giudicata (come uno/una che vuole cambiare partner ogni mese; e più spesso perché DICHIARANDOLO candidamente forse il numero dei partner potrebbe dimezzarsi e anche più… Ma se ciò non accade per questo, bisognerà pur prendersi la responsabilità di avere mentito, in qualche misura, o il “nervosismo” che ne consegue nell’altro, o come minimo di avere avuto una COMUNICAZIONE poco chiara, volutamente ambigua, e bisognerebbe che l’altra parte si prendesse la responsabilità di non aver voluto capire/vedere molto bene che quella data persona, di fondo, cercasse un partner al mese, perché – presuntuosamente? – sperava, desiderava, era innamorata eccetera) e invece di COMUNICARLO, viene per così dire LASCIATO TRAPELARE… Oppure viene comunicato anche, ma dopo avere dato segnali contrastanti: ecco perché in questi rapporti, come in quasi tutti gli altri, la responsabilità di un fallimento è di entrambi.
Credo che si possa cercare di rispettare tutti. Io un uomo – che considero profondamente insicuro, semplicemente, e io un uomo insicuro NON LO VOGLIO – che vuole cambiare partner ogni mese non lo voglio: semplicemente perché non voglio cambiare partner io ogni mese e ho un concetto diverso di “rapporto sentimentale”. Questi non cercano un rapporto sentimentale, mi pare evidentissimo. Non lo vogliono, e anche se lo volessero non sarebbero capaci di starci dentro (leggi=a una come me non potrebbero dare un beato nulla, e io questo lo so in partenza, e lo sanno anche loro, anche se alcuni di loro, presuntuosamente, ti vorrebbero “sedurre”, per avere la presunzione di dire: se volessi potrei; invece non è così e io, pure questa piccola soddisfazioncella narcisistica, di sicuro non gliela regalo… Che stiano e restino, al punto in cui sono…).
Se a lui questo lo riempie, gratifica, è questo ciò che cerca, ripeto: liberissimo, purché sia chiarissimo e non vada in giro a fare del male (sappiamo benissimo che la maggioranza di questi, purtroppo, lo fa, e gli viene dall’altra parte lasciato di fare…).
Fino a qualche tempo fa anche io restavo di stucco. Ora no. Mi dico, ci sono persone così e persone colà. E ripeto: l’amore è per pochissimi. Questo è il fatto per me. La maggioranza dei rapporti non hanno nulla a che vedere con l’amore. Sono assistenza psico-fisica, che so, reciproca. Perché se io sto con te, dichiarandomi innamorata, e tu si vede benissimo che non mi ami, e io piango e mi dispero, ma sto lì, a chiederti amore (che non puoi darmi), che cosa sto chiedendo, pure io, se non un’assistenza psico-fisica? E come io non sono una infermiera, non lo sono gli altri..
di erezioni mancate, difficili o alla rocco siffredi, ma mi riferisco al suo dare le responsabilità sempre fuori: lei è un’arpia, tu sei il suo 118. Lui è una canna al vento, che con la scusa della sua canna ha sempre diritto a gestire, per primo, comunque male la sua vita, o perlomeno a non affrontare i suoi problemi… non sto minimizzando il fatto che un problema sessuale possa condizionare la vita, nè manco di rispetto alla cosa in sè, quello che dico è che se un problema sessuale diventa la scusa per vessare il prossimo e sentirsi sempre in credito non vedendo però anche il fatto che l’altra persona pure ESISTE c’è qualcosa che non va al di là, e l’egoismo riguarda tutta la persona… chiedo scusa per il linguaggio, ma il fatto che costui si ripresenti come se niente fosse dopo 10 mesi continuando a fare la vittima e mettendoti comunque sempre di fronte ai suoi problemi e se stesso come centro e a te attribuendo una modalità 118 pure doverosa mi infastidisce alquanto).
LILLY: mi piacerebbe sapere come sta Gatto 🙂 davvero una cara persona. Ti ringrazio di avermi ripostata, perché sono cose che pensavo allora (e ci stavo lavorando) e penso oggi, ma fa bene pure a me tenere a mente che ci sono mille modi di essere fragili e anche di domandare sostegno. Devo dire la verità che notare quella differenza, in generale nei rapporti, sulla quale in precedenza non avevo riflettuto, è stato molto importante per me. Anche liberatorio. Ho anche istintivamente evitato una chiusura del tipo: “Per colpa di qualcuno non si dà più credito a nessuno”. Perché davvero ci sono modi e modi anche di interagire sul piano della fragilità, personale o dell’altro.
@Scusami Valinda, ma i mattacchioni che giocano in un rapporto mi fanno imbestialire. Soprattutto quelli che, quando portano via le palle, lo fanno con una sorta di buonismo e si prodigano in auguri e miti consigli.
aaaaaaagh, com’è vero. TERRRRRRIBBBBBBBBBBILI!!!
Tipo: ti ho accoltellato 56 volte, magari con il sorriso, ma io ho l’immunità paraculare. Ma poiché sono buono e assertivo (stocazzz), mentre tu potresti essere che sgorghi sangue da tutte le parti (meno male che sei forte, così invece no) ma ovviamente non ti puoi arrabbiare (“sono fatto così, so’ ragazzi”) ti auguro che la vita non ti riservi neanche un raffreddore. Però copriti bene e non essere aggressiva, eh, che non è mica bello. Ascolta me che ho preso lezioni di galateo sociale e emotivo dalla Parodi.
(mavvaffffancul, va)
VALINDA: scusa se non sono parente di Giak Prevert, però sto pensando: dai, che stavolta te lo levi finalmenta dai maroni, alè oh oh. Perché non sarà una cattiva persona, ma poiché tu sapresti stare benissimo con un uomo adulto non solo all’anagrafe mi dispiace tu perda tempo con modalità da terza media (quando ci sono 14enni molto più risolti, credo) passate per eccesso di profondità o lecita visione della vita o pubertà tardivis. Certo, basta che non venga a rompere a te con i suoi giochetti.
NATY: concordo! 🙂
Premetto: non stò rivangando il passato, oggi vivo il presente e se Dio vuole, costruirmi un futuro.
LUNA concordo, ma NATY sono d’accordo su ciò che scrivi, ma quando da una parte non si è proprio chiari su ciò che si vuole o comunque, mischiato bene le carte per non farti intuire, è ben difficile prendere posizioni.
Fosse perchè, ci sono poi stati atteggiamenti, parole e gesti univochi che mi hanno dato la possibilità di scegliere, se continuare a giocare o lasciar perdere.
LUNA ti ricordi che ne avevamo parlato? di questa sua modalità.
Comunque sia, ho scelto per me e ne sono fiera
Uahahahahha LUNA, ho riso tanto, grazie… Scusatemi, so che sono argomenti seri e dolorosi, ma fa bene anche sdrammatizzare un po’, e certe espressioni di LUNA mi fanno morir dal ridere…
Modalità 118 pure doverosa, modalità terza media, Giak Prevert! ehehheeheh, LUNA!
Senti… E la Gina Pina come sta? 🙂 Poi ce n’era un altro, un nome maschile, ma ora non me lo ricordo mannaggia… Anche tu LILLY non sei da meno: mostro di egoismo a 14 teste. Eheehhe, ma come vi vengono?
ELENA, e io sono d’accordo con te. Certo, è così come dici: “ma quando da una parte non si è proprio chiari su ciò che si vuole o comunque, mischiato bene le carte per non farti intuire, è ben difficile prendere posizioni”.
Però, come dicevo a VALINDA, quando inizi ad avere esperienza lo capisci lo stesso. O perlomeno, io personalmente se “da una parte non si è proprio chiari su ciò che si vuole o comunque, mischiato bene le carte per non farti intuire” prendo posizione eccome, CHIUDO, e non mi interessano i ritorni eventuali, che poi sono quasi CERTI, perché se tu stai a perdere tempo con uno anche poco tempo (diciamo venti giorni? Un mese? Due? Ognuno ha i suoi tempi per l’avvio di una storia, e c’è chi inizia, da subito, a stare in un limbo, in un tira e molla, e magari va avanti così per anni, non un paio di mesi, e a me francamente questo sembra assurdo e infine vedo che diventa LA NORMA, quando non è/dovrebbe essere così) costui/ei avrà anche la presunzione di tornare, riprovare, dirti cose tipo “non mi hai dato il tempo di spiegare”, “ma io avevo dei problemi”, eccetera.
Poi c’è un’altra cosa. Se tu (una persona a caso), come è capitato a me, hai avuto, nella vita, la fortuna di vivere l’amore, magari con problemi, ma un rapporto in cui era chiarissimo che tu lo amavi, lui ti amava… E’ un po’ difficile non fare paragoni… E, bisogna dirlo, se due si innamoreranno, già all’inizio si piacciono tantissimo, non ti pare? C’è un entusiasmo travolgente. Poi naturalmente questo entusiasmo si trasformerà in qualcosa di più pacato, di più profondo, ma continuativo, non credi? Se uno/una mi comincia a dire “non posso qui, non posso lì, ma mi è successo questo, ma quest’altra cosa non torna, e blablabla”, io ELENA, che cosa dovrei pensare? Insomma, oggi trovi persone che ti dicono robe assurde. Li conosci e ti dicono tipo: “Ti va di vederci?”, e poi “Ah, ma comunuque sappi che io odio il telefono, quindi non telefono e non mando messaggi mai”. E questo da persone mature… Ma che discorsi sono, scusa? Io che cosa devo pensare di uno, che peraltro è abbastanza impegnato, vive a una certa distanza, che mi dice così?
E come mai, quando ero innamorata io, non esistevano ostacoli di sorta? Sono partita, sono andata lontana, mi sono dovuta ambientare in altri posti, ho dovuto avere pazienza, fare un sacco di cose. Ma l’amore cos’è: un premio servito su un piatto d’argento? Oppure che tu sei un non-udente, io persino provo a imparare il linguaggio per non-udenti, e tu un giorno mi dici: ma sai, io non ho voglia di usare il linguaggio dei segni, anche se sono non-udente.
Insomma, su, se una persona è interessata a te, ma sul serio, si vede, si sente, si capisce.
E non dico che sia facile capire certe cose, ma bisogna sforzarsi, perché siccome si dà il caso che siano molto in aumento le persone così sopra descritte, è un bel casino, insomma si rischia di passare da un casino all’altro, o di accorgersi che sono passati anni, e tu sei sempre lì.
Sei sempre lì ad aspettare, per dire, la telefonata di uno che odia il telefono, oppure uno che nonostante conosca il linguaggio dei segni non lo vuole usare, oppure a “perdonare” uno che ti ha umiliato e tu pensi, ma guarda… Come è dolce oggi, forse cambia… Certo che quando è dolce come lui nessuno… Oppure: ma come ha voglia di parlare oggi… Si vede che gli interesso… Eccetera.
Io invece mi ricordo i rapporti in cui le cose, su un piano sentimentale, andavano bene. Ma come mai non c’erano mai tutti ‘sti casini di altre donne, sparizioni, scuse, cazzate, e la voglia di non fare nulla insieme, ma come mai? Le persone, oggi, sono molto più infelici, sono molto più smarrite, e interiormente bisogna essere stabili il doppio, oggi, perché qua si è persa la bussola… Si è proprio persa la bussola… E stai tranquilla che se un uomo, se una ragazza, una coppia (che abbiano appunto senno e stabilità), si trova, oggi, e col cavolo che ha voglia di perdersi…
NATY
ok ci siamo capite. Ti aggiungo altro. Recentemente ho conosciuto una persona, ci siamo scambiati i numeri di telefono. Ogni giorno mi mandava messaggi o chiamate anche brevi, direi, non insistenti.
L’ho invitato a cena settimana scorsa a casa, io sono una persona solare e amo le cene cucinate in casa. Tutto perfetto, cena, vino, argomenti. Ho chiesto moderatamente, durante l’incontro, che mi andava di frequentarlo e conoscerlo un pò di più, senza pretendere chissà cosa e lui accettò di buon grado. Il tono era di livello amichevole. Dalla cena, non l’ho più sentito. Non insisto nel cercarlo e ho mandato giusto giusto una piccola email dove chiedo spiegazioni di tale silenzio. Ancora ad oggi non ho risposta.
Non mi aspetto nulla, ma questo comportamento ancora una volta mi fà riflettere sulle responsabilità che certi soggetti non si avvalgano o delle parole che in quel momento escono dalla propria bocca senza essere collegate al cervello.
Mi chiedo se siano specie estinte oppure siano soggetti vari in cerca d’autore!!
Sorrido 🙂
NATY, LILLY, LUNA grazie davvero per i vostri commenti mi sono serviti molto e li ho letti e riletti. è utilissimo avere un punto di vista esterno perché quando si è troppo dentro a una situazione per forza di cose non si è obiettivi. e di sicuro io ero e sono troppo coinvolta. ma concordo in pieno con voi e a un certo punto è giusto e sacrosanto dire NO THANKS o forse anche adieu. a quelli che non sanno mai nulla, sono confusi, non si vogliono impegnare mai, oggi qua e domani chissà vedremo, perché creaturine sante millantano originalità e anticonformismo nella vita e nelle relazioni…che in realtà sono solo scuse per fare quello che vogliono sempre, senza scrupoli, né empatia e sensibilità verso il prossimo. Io alla libertà, nella concezione massima del termine, ci tengo molto la difendo e la condivido..però libertà non significa fare i propri porci comodi sempre e comunque fregandosene delle conseguenze e dei sentimenti altrui. La libertà per me è concetto un attimo più elevato e dignitoso ecco. è come dire io sono libero con il ghigno in faccia e pestare i piedi a tutti, fregandosene se qualcuno cade a terra ferito a causa di questa fantomatica liberà. e questo vale anche per i rapporti di amicizia e di lavoro, delle cosiddette “madonnine infilzate” di cui parlava LUNA.
false amiche sempre pronte a dare consigli anche fuori luogo, sprezzanti e spiazzanti solo quando stai male…Perché poi, se invece stai bene e hai successo nel lavoro, nell’amore e nella vita, questi pseudoamici spariscono nel nulla oppure diventato ingiustificatamente aggressivi, offensivi e indelicati. Quando ero più giovane mi lasciavo destabilizzare molto, ci soffrivo anche, mi sentivo io quella sbagliata e inadeguata. e credetemi ci sono stata davvero male. ma poi, anche grazie all’incontro con amici e colleghi che mi hanno voluto e mi vogliono bene davvero, ho capito… ho capito che forse non ero io quella sbagliata, non ero io la colpevole, e che forse avevo anche grandi qualità di sensibilità ed empatia, forse troppe..e per questo motivo, alcune persone insoddisfatte, infelici e frustrate (loro non io) facevano di tutto per affossarmi e rubarmi energia e positività. Io non sono nessuno ci mancherebbe, sono una persona normale ma sono convinta che queste “madonnine infilzate” (falsi amori o falsi amici che siano) hanno dentro di sé solo invidia e negatività per il prossimo. Perché evidentemente non avendo grandi qualità l’unico modo che hanno per farsi valere e stare al centro dell’attenzione è tentare di distruggere gli altri, in un perverso gioco di potere diciamo. e se un tempo stavo lì a spiegare, analizzare e andare a fondo alle questioni per capire e mettermi in gioco..adesso mi sono stancata, ho imparato a riconoscere i campanelli d’allarme..e siccome non sono né una psicologa né un’assistente sociale li lascio perdere e chiudo la porta.
ovviamente non è facile, ma che altro si deve fare?
baci a tutti!! 🙂
Del mio pseudoamore ho cancellato anche il numero di telefono, così non avrò più la tentazione di chiamarlo nei momenti di “debolezza”. Provo ancora dei sentimenti per lui e spesso mi prende male, malissimo. ma non voglio più elemosinare nulla, non sono un cane e non mi accontento più di un osso buttato là ogni tanto. e non voglio nemmeno più stare a sentire i suoi problemi, le sue paturnie, le sue frasi criptiche (ELENA cara anche a me messaggi tipo quello del tuo ex sono arrivati svariate volta) e le sue sboronate da grand’uomo che non deve chiedere mai. è lui che m’ha ricercato, lui che non ha mai saputo prendere una decisione che sia una in merito a questo rapporto (né in negativo né in positivo), lui che è tornato anche dopo mesi che io giustamente non mi facevo sentire..a chiedermi come mai non mi facevo più sentire, a mandare messaggi per chiedermi conferme dopo una notte passata insieme (perché se glieli mando io mi dice che lo presso, ma se non glieli mando li vuole) o a mandarmi sms in piena notte chiedendomi perché non lo avevo chiamato se avevo trovato qualcun altro…. questa non è vita, è follia pura!! 🙂
ovviamente nonostante tutto questo lui mi faceva sempre sentire un’ospite a tempo nella sua casa e nella sua vita…sembrava che fossi solo io l’artefice di tutto, che lui povero bambino santo fosse solo lì passivo a prendere quello che veniva e io invece la colpevole di tutto. poi magari io amplifico sia chiaro, perché il fatto che una persona metta sempre le mani avanti e non faccia che ripetermi che non vuole legami, che non devo affezionarmi e bla bla bla..alla lunga provoca frustrazione, insofferenza, nervosismo. è avvilente al massimo. insomma, io che amo la libertà e anche lui che la paventa tanto alla fine ero in gabbia in questo rapporto, ero imprigionata dai suoi schemi e dalle sue regole. e visto che non le condivido queste regole, visto che io ho dei sentimenti forti per lui e lui invece no, un bel giorno all’ennesimo “torno a novembre ma non so se ci vedremo” non c’ho visto più… e l’ho chiusa con buonismo la fine (via mail) ma solo per non dargli la soddisfazione di leggermi affranta per lui..altrimenti credo, il buonismo l’avrei buttato giù da un ponte con lui al seguito 😀 e per quanto lui mi manchi e sia affascinante, intelligente e interessante per tante cose..
per quanto io soffra non voglio tornare indietro stavolta. non voglio più vederlo, sentirlo, capirlo, perdonarlo, ascoltarlo, interpretare ogni suo piccolissimo gesto per elemosinare un amore che non c’è.. ADIEU, l’amore è altro..l’amore è quello tra la mia amica russa e il suo uomo: lei ha lasciato Mosca e il suo bel lavoro per lui. ha cambiato tutta la sua vita (e lui per lei)..con tutte le difficoltà del caso certo, e ora hanno un bambino di un anno bellissimo e gioioso..e si vede lontano un miglio che sono una famiglia felice!!! <3
VALINDUZZA cara, uomini (o ragazzi o donne o ragazze) affascinanti, intelligenti e interessanti ce ne sono, ma scusa, non basta. 🙂
Se io convivo, poniamo, domani, con un uomo affascinante, intelligente, interessante, ma con un pessimo carattere… O un bel po’ anche stronzo, o pieno di paturnie e fisime, o inaffidabile, instabile, incontentabile, incapace di sostenere la frustrazione (che tutti, ricordiamolo, abbiamo o avremo, a vario livello), perennemente insoddisfatto, incapace di progettualità di coppia eccetera, continuamente distratto perché inquieto, sai che cosa me ne faccio, vero? 🙂
Bisogna vedere, chiarire con noi stessi prima, di che cosa si stia cercando nella vita e in un eventuale rapporto di coppia. Ci sono persone che non si vogliono legare (peraltro legarsi non dovrebbe significare perdere la “libertà”, concetto su cui vi è molta confusione, e sono d’accordo con il tuo concetto di libertà VALINDA, ma non è così diffuso…) ma può capitare loro di trovare una persona speciale e quindi avere timore di rinunciarci, o tentano di averla in qualche modo (stile ora sì ora no ora sì ora no).
Non si tratta di mettere condizioni uno verso l’altro, secondo me, cosa sempre sbagliata in partenza. Si tratta, semplicemente, di avere molto chiaro che cosa NOI STIAMO CERCANDO, e dopo di dare l’opportunità SOLO a quel qualcuno che perlomeno su cose fondamentali la veda come noi. Altrimenti tutto diventa un’agonia, davvero, fin dall’inizio. Viste da fuori, molte storie che mi vengono descritte, mi appaiono così: non storie d’amore, ma agonie varie.
Eh insomma… Vogliamo davvero complicarci la vita così?
La maggioranza delle persone mi pare che vada un po’ così, a tentoni, come un cieco che giri per stanze senza bastone e appigli, finché non appoggia la manno su qualcuno, sente la sua faccia, la sua voce, e ci si aggrappa. Eh no, ragazzi, così non va, non può andare.
VALINDA, perché non cogli l’occasione questa volta di metterti a una scrivania, pensare, magari scrivere: CHE COSA VUOI TU. E dopo, perdio, cercalo! E se trovi qualcuno, anche per caso, domandati se è uno che, oltre a piacerti, possa essere uno con cui potresti passare la vita. E non iniziare, da subito, ad adattarti TU a questo e a quello. Quella deve essere una cosa che si fa ai fini di una, poniamo, convivenza! Non è che ti devi iniziare ad adattare, da subito, vedendo come è uno. Eh no! Domandati TU come lo vuoi, un uomo. Domandati tu, che vita vuoi con un uomo. E quando vedi che uno è diverso, troppo diverso, troppo lontano, da quello che cerchi tu, non devi chiudere, non devi semplicemente aprire un discorso!
Secondo me, uno dei tanti errori diffusi è questo: pensare, prima vedo se uno/una mi piace, poi tutto il resto viene.
E magari! No! Purtroppo non è così! Ho detto, è vero, che io per amore ho fatto questo e quello. Certo, in amore si fa tutto e di più. Ma posso dirti che ho sbagliato? Sì, ho sbagliato! Perché se tu devi fare per due, non ci siamo.
Pensavo di fare la mia parte (cioè il massimo) e che anche l’altra parte lo avrebbe fatto. Io affronto le cose in un rapporto con questo spirito. Se l’altra parte però vedo che la sua parte non la fa, arrivederci, anzi addio! La disponibilità, la capacità di adattamento, saper trovare compromessi, voler dialogare e ascoltare cosa dice l’altro, sono tutte qualità, ma attenzione, devono servire al rapporto, contribuire al benessere e alla crescita del singolo e di un rapporto, possono essere la base per un’ottima convivenza (vera, no convivenza così, per modo di dire…), non diventare la scusa per l’altro di sbatacchiarci di qua e di là come un pacco. Di diventare un oggetto. Di dimenticare le nostre esigenze, priorità e persino la nostra natura. Qua mi pare, in certi rapporti, ci si dimentica di noi stessi fin dall’inizio di un rapporto! Come si può pensare che un rapporto così crescerà? COme pensare che si potrà avere poniamo una convivenza con rapporti così? Come si può pensare, e minimamente, di COSTRUIRE qualcosa, di solido dico, dentro a un “rapporto” così? E’ semplicemente impossibile. E perché dico che si deve non aprire, o chiudere dopo poco che si sono avute certe per così dire “informazioni”? Ma è chiaro: dopo ci si coinvolge emotivamente, e sei bello che fregato. Te la trascini per chissà quanto. Quindi: aprire quando è il caso. E chiudere al più presto, quando è il caso.
ELENA, speriamo che a questa persona non sia successo nulla di male.
Però… Era per caso il vostro primo incontro? Te lo domando perché ho la sensazione che tu faccia qualche erroruccio, in fase di approccio e nella comunicazione. Ad esempio, CHIEDERE a una persona, mentre è lì con te, se in futuro potrete frequentarvi, mi pare sbagliato nonché controproducente. Può mettere una persona a disagio. Siete già lì: intanto vivi quello, poi si vedrà. Le ansie, quando si vive bene UN MOMENTO, si mettono da parte. Non ci sono. Forse tu gliele hai trasmesse, non so.
Poi: se era il vostro primo incontro, o uno dei primi, ma è solo la mia opinione, meglio un incontro fuori casa, meno impegnativo. Perché un uomo, mi spiace, ma per quanto “amichevole” possa essere il vostro incontro, recepisce un certo messaggio. Casa tua è la tua intimità massima. Il tuo mondo. E tu non ci devi, secondo me, fare entrare chicchessia, così. Non perché ci sia, di per sé, nulla di male. Siamo grandi… Ma perché, ripeto, dai un messaggio troppo prematuro a una persona che non conosci e che non ti conosce. Le cose, le persone, i rapporti, bisogna conquistarseli e meritarseli. Non averli serviti su un piatto d’argento. Vista da fuori da me, quest’uomo ha avuto troppo subito. Gli è mancata la giusta “tensione” che un rapporto (eventualmente futuro) d’amore deve sempre avere… Sennò siamo a giocare al fratello e sorella, o mamma e figlio, o amico e amica, eh.
VALINDA: sì, vero… cioè intendo vero, anche se non conosciamo le storie degli altri come i protagonisti stessi, e anche quella che può sembrare “la famiglia cuore” a volte può vivere conflitti, crisi e problemi, ma molto dipende anche dalla loro capacità e sinergia e complicità nell’affrontare le cose, in un mondo che pare pullulare di immense menate pazzesche anche sulla scelta del cinema o il fatto “mi invadi se mi chiedi se la mattina bevo caffè o the” o “sono confuso” e blablablà poi incontri le persone che dici tu e dici: azzo, ma guarda te quando mi stavo abituando a vivere in confusionland dove appunto la banconota in corso è la menata, in piccolo e grande taglio.
Intendevo persone che hanno fatto scelte normali/speciali vissute appunto come normali. Con entusiasmo, con volontà, con coscienza, con progettualità.
Ci sono degli amici di amici miei che hanno passato tutta la loro fase in cui hanno tentato di avere figli e hanno scoperto di non poterne avere e fatto pace con il lutto biologico si sono messi in lista per l’adozione. Adesso hanno tre figli, due sorelline e un fratellino.
C’è un’altra coppia che ha scelto di non ricorrere a bombardamenti di ormoni e tentativi e ha adottato una bambina.
C’è un uomo che conosco, che tra l’altro ha perso il fratello anni fa, che ha tre figli: la prima è la figlia della sua compagna, il secondo è nato dalla loro unione, la terza è stata adottata di recente.
L’altro giorno parlavo con due freschi sposi che insieme hanno deciso di trasferirsi. C’era una casa, piccola e malconcia, in un’altra regione che era della famiglia di lei e la usavano per le vacanze. Ad un certo punto quando lui è rimasto senza lavoro quasi per gioco ha cominciato a mandare curriculum in quella regione. Lo hanno chiamato alla sprovvista prestissimo, e per alcuni mesi lui è andato a vivere in quella casa, mentre lei cercava di ottenere il trasferimento. Ogni fine settimana correva da lei, lei da lui appena possibile. Ad un certo punto poiché il trasferimento non arrivava anche lei ha cercato lavoro in una fabbrica lì vicino e si sono trasferiti entrambi.
Quando parlano di queste cose lo fanno con la semplicità che alcuni non hanno nel dire: passo a prenderti alle otto.
Un mio amico italiano si è trasferito per un periodo in Svezia perché lei era svedese. Poiché lui era in difficoltà a trovare lavoro anche per via della lingua si sono trasferiti per un periodo in Italia. Poi hanno pensato all’Inghilterra, perché entrambi parlano bene l’inglese.
Si sono lasciati alla fine, non male comunque, però diciamo che per il tempo in cui sono stati insieme non è che sono stati a discutere tutto il giorno solo sull’acqua minerale liscia o gasata o a farsi le paranoie a vicolo cieco per fare delle scelte.
Le crisi possono capitare, per varie ragioni, anche a chi si prende un impegno, chi si sposa, ha dei bambini, si trasferisce o cambia lavoro. Ma qua stiamo parlando di ancora dei passi prima. Stiamo parlando di chi non riesce ad
essere stabile e deciso manco sulla base della base della base della base.
E gira pure la frittata per far vedere che lui è moderno o affascinante così o che ne so.
Può essere quello che gli pare ma per te è solo una perdita di tempo, Valinda, direi. E non perché tu possa desiderare di sposarti e avere dei figli, ma già a monte, molto molto prima ancora.
Saranno pure diversi l’amicizia e l’amore perché ci sono altre cose in gioco, a parte il sesso, intendo, anche.
Ma a parte il fatto che ci sono anche amicizie con cui ti può capitare di avere l’impressione di camminare sui chiodi, se parliamo invece di quelle in cui le cose sono spontanee, rilassate e non serve il libretto di istruzioni, e andare a bere un caffé è un piacere e non “filosofia teorica morale applicata della bevitura del caffé” e quando entri in casa e ti siedi sul divano ti sei seduta sul divano e ti rilassi, non è che c’è la paranoia del giorno “avrà piacere che io mi sia seduta sul divano”, “avrà cambiato idea da quando mi ha telefonato rispetto a quando ho suonato il campanello” ecc… beh, ma io dico che una relazione sentimentale non dovrebbe avere queste caratteristiche almeno e semmai meglio piuttosto che peggio?
Di per sè, proprio anche vedendo me stessa, non è che io pensi che per forza una persona che dice che ha una certa fase dica una bugia o lo faccia per comodo. Io sono una dal carattere free, nel senso che non vivo in base a schemi per cui bisogna fare una certa cosa in un certo momento per forza o che dirà la gente o sono fuori tabella. Però al contempo sente forte il valore dei progetti a due, che sia mettere i soldi nel salvadanaio per comprare le tende nuove o pensare a cosa fare per realizzare un progetto più importante.
Eppure ora sono in una fase piuttosto di autoricentratura e non lo nascondo. Tuttavia immagino che la mia base resti sempre quella che dicevo più su.
Penso che comunque qualsiasi fase uno abbia dipende anche da che rispetto hai per gli altri, e con quanto egocentrismo anche imponi il tuo punto di vista. Non è che puoi cambiare una rapa, però se a te non piacciono le rape e la rapa passa il tempo a dirti che non sei moderna tu perché ti piacciono le fragole o farti sentire in difficoltà come fosse dovuto, beh, è diverso.
E poi ho l’impressione che ci siano alcune persone che in una certa fase ci stanno tutta la vita, e anche con un certo autocompiacimento.
ELENA: a meno che costui non sia stato impossibilitato da vere imponenti ragioni mi pare alquanto cafoncello. Penso che tu abbia fatto bene a dimostrare interesse nel conoscervi meglio e a scrivergli chiedendo spiegazioni se era quello che ti sentivi di fare, perché giustamente non vedo perché una debba castrare la propria personalità, tanto più se senti un’atmosfera rilassata e spontanea. Io forse da parte mia avrei aspettato che si esponesse lui visto che già avevi fatto il passo della cena, e la mossa seguente toccava a lui. (non ne faccio una questione di tattiche, eh!
Ciao sono Daniele ho 29 anni ed è la prima volta che scrivo in un forum. Mi sono deciso a farlo per condividere questo malessere che ormai vive dentro me da 2 mesi a questa parte.
Non voglio tediare nessuno con la mia storia, in questo post tutti possono capire come mi sento quindi cercherò di riassumere in poche parole.
Ho conosciuto lei 10 anni fa, dopo una breve (stupenda) storia lei conobbe un altro e le nostre strade si divisero. Eravamo giovani e pieni di voglia di vivere e riiniziare. Qundi anche se con qualche difficoltà ripresi a vivere, fino a quel fatidico giorno di 7 anni fa. Lei mi suono alla porta e da quel momento la presi tra le mie braccia con la promessa di non farmela scappare più!
Passammo momenti indimenticabili, ricchi di passione e felicità fino a quando il mio amore per lei diventò incondizionato. Non uscivo più con i miei amici, non passavo più del tempo con i miei famigliari per passarlo con i suoi, uscivamo sempre e solo dove voleva lei e sempre soli per la nostra gelosia reciproca. Ma a me non importava. Con lei ero felice, perchè forse era l’unica persona che mi era rimasta. Una domenica mattina (giorno prima del suo compleanno con annesso regalo in macchina), prima di andarla a prendere, mi chiama…le rispondo “Ciao amore, che succede?”…lei non dice niente…Io risposi “Ho capito tutto,posso sapere il motivo?”…Lei (tra le lacrime): “No Dany, meglio che non sai niente”.
Tutto svanito nel nulla in pochi istanti, quei ti amo di una vita, buttati nel c….
Dopo questo bellissimo giorno della mia vita,dopo aver cambiato numero, email e quant’altro per non sentirla più, una settimana fa, mi si presenta all’uscita da lavoro. Mi blocca e iniziamo a parlare. Io tremante alla sua vista, con il cuore a pezzi, cerco di capire che vuole (forse con un po’ di speranza che tornasse). Beh, gente…era solo venuta a chiedermi scusa per avermi lasciato al telefono, per sapere come stavo e soprattutto (motivo principale) se mi sentivo con la sua amica?!
Questo è tutto!
In 7 anni ha distrutto il mio modo di essere, i miei interessi, il mio corpo e il mio spirito. Lei egoista, fredda, nevrotica, insensibile (e molte altre cose) riusciva a darmi quel poco per non farmene andare e sentirmi amato e credere di amarla follemente. Persino sua madre, il giorno dopo con gli occhi lucidi mi disse una frase che non scoderò mai finchè avrò vita: “Lei,semplicemente, non ti merita…6 un ragazzo d’oro”.
In cuor mio sapevo che non era la ragazza adatta a me, ma la vedevo come l’unica persona che sapeva darmi quei momenti di felicità nella mia triste vita.
Ora, sono qui…quasi solo, smarrito, ho perso 7 anni della mia vita, ho perso la voglia di amare e di essere amato. Credevo nell’amore unico, assoluto e incondizionato.
Scusate se mi sono dilungato, se ci sarà occasione parlerò ancora.
Volevo solo dire a coloro che hanno sofferto, che credo fermamente che tutto ciò che ci accade è per uno scopo ben preciso, ogni lato negativo ha sicuramente controparte positiva. E mi rincuora, leggere questo post, perché capisco che esistono ancora ragazzi e ragazze così sensibili da credere che l’amore esiste e possa durare una vita.
NATY
non sono d’accordo. Ansie trasmesse? ma per nulla, solo una serata amichevole di conoscenza reciproca. Siamo grandi, e quando una ti vuole invitare a cena, almeno per ciò che mi riguarda, non è che debba per forza far capire: cena uguale letto. A me piace invitare persone a casa.
Tensione? guarda: ho solo parlato chiaro. Non mi piacciono i giochetti del tira e molla.
LUNA concordo. Ho un pò lottato contro me stessa, ma dopo 3 giorni che non si faceva sentire, ho mandato semplicemente una mail. Siamo passati da 3/4 sms al di o telefonate, al nulla. Mi piacerebbe saperne il motivo. Anche quando era con i colleghi si faceva sentire. Non l’ho richiesto io, era un dato di fatto. E la cosa mi suona strana, perchè si è espresso bene quando cenavamo. Io ho chiesto, ma dall’altra parte c’è stata risposta!! se non fosse stato chiaro con se stesso e con me, almeno la mail che abbia valore nel rispondere.
Bhò….certa gente è strana!!!
Daniele: ciao 🙂 mi dispiace che tu stia male e per la sensazione di aver perso degli anni della tua vita (conosco…) però sono anche d’accordo con te che una controparte positiva c’è, un po’ perché spesso la fine di una storia ci porta a guardare in noi stessi scoprendo delle cose di noi che non sapevamo e risorse che potranno servirci in futuro e, come noti tu stesso, anche in cosa noi possiamo aver mancato, verso noi stessi, non solo verso l’altro, e son tutte cose che nella vita servono. Un po’ anche perché spesso quando una storia finisce con il tempo realizziamo anche che c’erano delle ragioni per cui è finita o perché è andata in crisi o una crisi è esplosa proprio in quel momento.
Incompatibilità o comunque per esempio degli equilibri forzati o che sono venuti meno ecc.
Tu stesso mi pare ti rendi conto che in qualche modo in quel rapporto tu eri anche imploso.
Non mi ricordo chi diceva che alle volte le persone ci lasciano ma anche noi volevamo inconsciamente che ci lasciassero.
Lo so, sembra una bestemmia in un forum in cui tante persone soffrono per abbandoni che sembrano inspiegabili, per bidoni pazzeschi, promesse venute meno, voltafaccia, traumi e sensi di vuoto.
E guarda che in queste righe più su mi ci metto pure io, nel fatto dello sgomento, del male che fa ecc.
Tuttavia alle volte accade che con il tempo ci diciamo e non razionalizzando ma perché sentiamo che è vero: è stato meglio così.
Che sia perché siamo usciti dal fosso dell’abbandono o perché effettivamente chi se n’è andato ha lasciato spazio a una storia altrettanto vera, ma più equilibrata, con una visione della vita veramente più condivisa, e in cui nessuno dei due si ritrovi a dire… mi dispiace ho finito le menthos… o lasciare al palo attraverso un telefono…
ti auguro di riavere presto la tua serenità, Daniele, che, credo, sia il primo passo per poter provare anche la felicità.
ELENA E NATY: sto riflettendo… mumble mumble… nel senso che non mi sento di dare del tutto “torto” a Naty (virgolettato perché non è che ci sia una regola ovviamente, è uno scambio di punti di vista) e al contempo capisco anche il punto di vista di Elena. Mi spiego: se per Elena invitare qualcuno a cena è una cosa simpatica, normale, informale lei non darà all’evento il carico di significato che può dargli qualcuno per cui invece aprire la porta ad una persona significa passare a cinque fasi successive. Poi dipende anche da un fatto di situazione e spontaneità, ci sono persone con cui possiamo ritrovarci a mangiare du spaghi anche improvvisati allegramente e mostrare dove teniamo lo stendibiancheria e altre con cui questo non avverebbe mai, per questo dicevo che non è questione di tattiche, ma di come siamo noi, di com’è la persona davanti e di quale atmosfera si crea. Sul presente concordo, nel senso che forse io in effetti non avrei chiesto di rivederci ancora, per il mio modo di essere, tuttavia chi può dirlo? dipende anche dall’atmosfera che si crea, dal tipo di dialogo. Voglio dire potrei invece chiederlo proprio perché non mi sembra sia una cosa eccezionale, e come potrei dire ad una mia amica: bella serata, dovremmo organizzarne più spesso.
Si perde davvero ad essere se stessi, fosse pure che l’altro possa leggere ansia dove non c’è? forse no. se elena è certa che non sentiva ansia forse essendo semplicemente se stessa si è fatta un favore comunque, perché ha visto la reazione dell’altra persona. Nel senso che magari una persona più compatibile a lei non avrebbe visto ansia nelle sue parole. Insomma, Elena, voglio dire magari tu hai bisogno di una persona più easy (no easy nel senso sessuale, easy nel senso di esprimere ciò che passa per la testa).
Quello che capisco è che ti possa dare fastidio il fatto che lui abbia fatto tanto il presente e quindi si sia comunque in qualche modo “lanciato” per poi nascondere la mano (speriamo appunto che non gli sia successo niente). Personalmente ammetto (ovvio che però non conosco il tenore e il contenuto dei messaggi e delle chiamate) diffido un po’ di chi mi fa troppe meraveje quando mi conosce da 5 minuti. Non per sfiducia in me stessa o perché penso che per forza debba essere un paraculo, ma perché di fatto, comunque, non ci conosciamo ancora, anche se può esserci sicuramente una spinta a conoscersi maggiore che verso qualcun altro. Però siccome io sono solare ed estroversa ma non sono il tipo che dice meraveje eccessive con leggerezza (anche se riconosco le sintonie e non amo i tira e molla manco io) diffido ammetto istintivamente di chi parte in quarta o comunque amo piuttosto essere certa di non fraintendere. Guarda che mi riferisco alla sua massiva messaggità, non al tuo invito a cena. Si può invitare qualcuno per conoscerlo, appunto. Non credo che tu abbia fissato una data di matrimonio mentre mangiava gli spaghetti 😉 e comunque lui ha accettato il tuo invito.
LUNA ti rispondo.
I messaggi erano del tutto innoqui, una piacevole persona che parlava del più e del meno, come trà persone civili che prima di conoscersi vogliono farti entrare nel loro mondo un pochetto.
Ed io ho risposto serenamente, senza equivoci.
Dalla cena, sembrerò retorica, ma ti assicuro (parlo al singolare ma vale anche per altri che vorranno intervenire) che nulla a fatto si, che si creassero aspettative. Semplicemente un dialogo, fatto di verità, spontaneo, se vuoi, anche divertente.
Mi è venuto spontaneo chiedere se fosse interessato a rivedermi e lui accettò. Ora: se non si è del tutto bevuti il cervello, credo che, comunque sia stata una libera scelta, come l’adesiano ad una cena.
Non ho chiesto la luna.
A queste risposte può solo rispondere chi è interessato (o forse) no.
Magari per senso di ineguatezza, alcuni ti rispondono: si certamente, ma poi voltati l’angolo, non si fanno più vedere.
Comunque sia, non piango….anzi la prendo con filosofia.
LUNA ti ringrazio per aver letto la mia storia ed aver risposto tempestivamente. Sinceramente, non so, quando e come riuscirò ad essere ancora felice. Tuttavia, ciò che ho compreso, è che non esiste l’amore verso chiunque altro se tu stesso non sai amarti. Cercherai sempre di colmare il tuo vuoto distruggendo l’altro. Ovviamente esistono persone insensibili…ma questo è un altro discorso.
Vorrei solo commentare l’uscita di ELENA, se mi è concesso come punto di vista maschile.
Per esperienza, strettamente personale, posso dirti che a volte gli uomini si comportano così. Non perchè cattivi,senza cuore ecc. Solo perchè dopo aver subito una grande umiliazione,si perde in autostima e si incomincia a pensare di essere inutili, non più virili. Ecco che scatta la trappola con la prima persona che conosciamo. Cerchiamo approvazione attraverso telefonate e messaggi, un po’ per riempire degli spazi vuoti, un po’ per sentirsi per così dire “amati”. Ma poi dopo aver passato una bella serata o giornata con lei, ti rendi conto che era solo illusione e ci si sente vuoti ed imbarazzati. A questo punto la lasci andare.
Io non so se è questo il caso…però se può darti una ragione per dimenticare, coglila.
Ciao…e scusate l’intromissione.
ELENA: da come ti conosco (intendo dire da queste pagine) mi sembra che tu sia una donna che ama le persone dirette (e che di indirette ne ha incontrate già troppe), dunque capisco che tu possa prendere con filosofia il fatto che evidentemente se non altro da questo punto di vista tu e la persona di cui parli non siete in sintonia. Poi, certo, solo lui può rispondere e dire eventualmente cosa gli sia successo o gli sia passato per la testa.
DANIELE: sì, vero, può accadere. Anche se insomma, non rispondere proprio e sparire è abbastanza infantile, anche se può essere una manifestazione di un proprio senso di inadeguatezza.
Anche perché non stiamo parlando di una donna che lo ha riempito di cinque vagoni di rose rosse e ha affittato un aereo per scrivere nel cielo “I LOVE YOU”, ma di una persona adulta che ha chiesto ad un’altra persona adulta “si potrebbe anche rivedersi” e a cui lui ha detto sì. Da ciò che ELENA dice – ovviamente non c’ero – pare che lei volesse rivedersi non che pensasse che per forza fosse scattata una scintilla che li avrebbe portati a letto o all’altare nei giro di 24 ore.
Si può anche avere il timore di essere fraintesi, tuttavia essere diretti non è meglio che sparire e caricare l’altro eventualmente di un proprio senso di inadeguatezza, o della propria paura di essere invasi o anche del fatto di dover dire: scusa, sei simpatica ma non vorrei che tu ti facessi strane idee. e affrontare anche il fatto che l’altra persona ti dica: no, guarda che ti sbagli, ti ho chiesto se ti andava di andare a bere un caffé, e sei tu che hai frainteso (ciò lo dico in generale, eh, Elena).
A un mio amico è successo questo. Tramite sua madre che abita nello stesso palazzo una nuova vicina gli dice che ha un problema con la tv, e lui le dà dei consigli sulla tv. Poi la sera di capodanno lui la vede sola con le borse della spesa e senza programmi poiché sta facendo una cena informale a casa le dice se vuole unirsi agli altri. Lui assicura che durante la serata, in gruppo e amichevole, non le dà modo di pensare che ci sia da parte sua uno speciale particolare interesse. Il che non vuol dire che lui sia scortese, ma insomma non ci prova minimamente.
Tempo dopo lei lo invita al cinema. Sono soli entrambi, potrebbe nascere anche un’amicizia, lei non gli è comunque antipatica, quindi perché no? Una serata senza infamia e senza lode, non spiacevole ma neanche esaltante. In cui peraltro lei parla anche troppo di lavoro. Dopo lei gli dice: andiamo a bere qualcosa? e lui dice: no, guarda, scusa ma mi devo svegliare presto.
A quel punto si potrebbe dire che lui dovrebbe dire: scusa cara ma non sono interessato ad approfondire questa conoscenza come tu forse vorresti.
Ma, sinceramente, non sembrerebbe megalomane? voglio dire, puoi essere diretto con chi è diretto. E’ chiaro che se lei gli avesse detto chiaramente: ho un interesse per te lui avrebbe potuto essere diretto. Ma lei non gli dice questo, ma da quel momento in poi comincia a mandargli
una serie di sms in cui gli dice “sabato sono libera, usciamo?” et similia. Lui non prende mai l’iniziativa in tal senso. Peraltro le risponde sempre, e in modo cortese ma niente di più, ma dicendo che è impegnato, che non esce, insomma è abbastanza evidente che non è interessato. Lei insiste, tanto che lui mi dice che si trova in forte imbarazzo. perché non vuole farla rimanere male, non gli sembra gentile sparire, ma che d’altra parte, appunto, non è che può dirle: senti, non voglio uscire con te perché non mi interessi. Non è abbastanza evidente, se abitano a un piano di distanza e lui non trova mai il tempo, che il suo interesse non c’è? Non è abbastanza evidentente che se ci fosse un interesse da parte sua si farebbe sentire a sua volta? peraltro lui non è per carattere un fuggitivo nè uno che si farebbe alcun problema se avesse un interesse (e tanto più se notasse una reciprocità) ad invitarla fuori. Lui dice che si trova sempre più in imbarazzo però, perché non vuole assolutamente che lei ci rimanga male (anche se sta cominciando ad essere un po’ troppo invadente) ma al contempo non può neanche sentirsi in colpa lui di aver illuso una persona per averla invitata all’ultimo momento in una situazione molto informale ad una cena di gruppo o per aver accettato un invito al cinema (non era escluso che potesse essere una bella serata e che ci fosse la sintonia per rivedersi, ma nota bene che prima non si conoscevano per nulla e che comunque la sola cosa che sanno l’uno dell’altra è che lei è separata da un anno e lui da diversi anni) ma comunque non aver manifestato qualcosa di diverso da una cortese educata conoscenza. Un giorno un amico di lui, che era alla cena di capodanno, e che è alquanto… esuberante e un po’ particolare, le lascia davanti alla porta un messaggio con il suo di lui numero di telefono scrivendole “se vuoi chiamami, mi piacerebbe uscire insieme”. Lei gli (a costui) manda un messaggio imbarazzato dicendogli in sintesi che evidentemente forse ha frainteso qualcosa. (cioè, in sintesi: credevo di piacere al tuo amico).
Al che il mio amico si sente ancora più in imbarazzo. D’altra parte visto che il “film” è suo di lei lui dovrebbe andare a suonarle il campanello e chiarire? Io capisco che lui si sia anche sentito un po’ “invaso” dalla modalità di lei. che comunque di fronte al suo educato e cortese distacco ha comunque continuato a farsi il suo film.
Poiché lo conosco so che veramente non ha fatto nè giochetti nè altro, e che veramente si è anche preoccupato di farla rimanere male, però comprendo anche che si sia sentito un po’ seccato di farsi carico del fraintendimento di lei.
Il caso di ELENA però mi sembra diverso, perché lui quando lei gli ha detto ci rivediamo avrebbe potuto, se non era interessato, dire di no. ci sono mille modi di dire di no. E immagino che Elena senza problemi avrebbe capito. perché la questione non era un “film” di cui aveva scritto la trama da sola. No, Elena?
Ciao a tutti.Rieccomi!!!
Ogni tanto vi leggo,compagni di dolore e sventure.
Io ora sto bene, veramente bene!Con la mia compagna trascorro ormai quasi tutte le sere ed i week end siamo praticamente sempre insieme.Tutto fila liscio e spero lo sara’ anche in futuro.
Finalmente una donne con la d maiuscola.Interessante, intelligente e matura.
Con lei parlo di tutto e non solo di cazzate come con la mia ex.
A proposito di ex, ho saputo da un amico che abita vicino a lei che si sta ributtando via facendosi accompagnare da personaggi squallidi e chiacchierati, mi riferisco a tossici,discotecari e gentaglia del genere, tipo grande fratello per intederci.Oltretutto il suo target ora e’ rivolto verso toy boy di almeno 6/7 anni minori di lei.
Poveretta!!!Dopo averla strappata dai rifiuti ci e’ tornata in un attimo.Si vede che la sua vita ed il suo futuro sono e saranno quelli!!!
Ragazzi/e non disperate, il dolore passa e quando ci si volta indietro,spesso, ci si accorge di avere sofferto per poca cosa e per individui che non erano all’altezza.Donate amore a chi lo merita.
Un abbraccio a tutti/e.
esatto LUNA
la mia cena era una maniera come un altra per dire: conosciamoci. Poi il resto, se ci sarà, possiamo stabilirlo insieme.
Ma molto terra terra, senza aspettative alcune da una parte e dall’altra.
Se è vero che da una parte, preferisco le maniere dirette a costo di sembrare scortese, vedasi come altri che ho visto e intrattenuto un semplice dialogo di correttezza, anche al punto di dire: no thanks o viceversa, mi sembra che qui, in questo ultimo caso, io sia stata chiara e lui di rimando che abbia accettato.
Può essere che al momento uno ti dica: si ci rivediamo e poi sparisca, giusto perchè non interessi. Io non sono nella mente di ogniuno, sò come mi comporterei io. Per questo la prendo con filosofia. Niente film o quant’altro.
Mi fa solo specie sentire che una persona non si prenda le proprie responsabilità.
Se non vuole più, la mail serviva proprio a questo, che con eventuale distacco che possa esercitare, proprio perchè non passano emozioni, poteva rispondere. Nulla di scritto che possa avergli procurato seccature, in quanto chiedevo come mai questo silenzio.
Quando una donna si offre,l’uomo fugge x paura di essere invaso!
È finito lo spirito di cacciatore e si sente cacciato!Lo meritate!!
ELENA: capisco, ma alla fine, mi ripeto, lo stavi conoscendo e hai conosciuto un lato di lui che non ti piace. Anche questo ha fatto parte degli step di una conoscenza in atto, no?
AMBROGIO: ciaoooo 🙂
sono contenta che tu stia bene!
Le vostre strade si sono divise, con la ex, e ciascuno fa le scelte che considera migliori per sè.
E’ lei che ha messo fine alla vostra relazione e tanto più per questo non hai responsabilità sul fatto che lei gestisca ora la sua vita in un modo o in un altro. anche se può dispiacere che una persona con cui abbiamo percorso un pezzo di strada si butti via.
D’altra parte se lei aveva i problemi di cui parli e non li ha mai affrontati realmente è più naturale che veda la vita in un certo modo, che ciò le procuri reale soddisfazione o no.
quando scrivi tolta dai rifiuti ecc sembra che ci sia in te anche un po’ della rivalsa non contro di lei quanto piuttosto di dire:
io comunque sono stato una cosa buona nella tua vita, e ti ho amata e rispettata, sei tu che non lo hai capito e anzi hai voluto chiudere e anche in malo modo con me.
tu hai ancora bisogno di dirti questo, Ambrogio mi pare, e la mia non è una critica. Non penso neppure che per forza tu debba ancora essere innamorato di lei o stare peggio nel presente per il tuo bisogno di fare queste considerazioni.
credo che lei ti abbia un po’ comunque ferito nell’orgoglio e che ricordi anche che il fatto di avere scaricato su di te tutte le responsabilità ti abbia parecchio destabilizzato allora. Così che il fatto di vedere la tua vita in equilibrio e di sentirti raccontare che la sua non lo è rappresenti per te quasi un rafforzativo nel dirti:
non ero io quello sbagliato.
e io sono stato accusato di avere mancato ma mi riconosco che ho fatto degli sforzi anche per sostenere una persona che aveva delle difficoltà
si può anche non essere sbagliati entrambi, si può anche essere semplicemente incompatibili. forse se la vostra storia non è evoluta in una certa direzione, anche se è durata degli anni e non eravate due ragazzini, nessuno dei due, è perché in fondo c’erano sempre delle cose che sotto sotto non funzionavano.
e comunque forse davvero quella relazione in cui tu saresti stato l’appoggio e il salvatore, che così fosse o che gli equilibri fossero comunque questi, non convinceva nessuno dei due. Forse una relazione più paritaria è meglio per te, e forse lei può frequentare delle persone con cui, anche, incarnare un ruolo diverso, in cui essere, per dire, lei colei che è quella più “forte”.
Dico per dire, comunque sia lo sai come la penso, in senso buono:
fatti i c.... tuoi 😉
bacio!
Ambrogio…conosci quella “cosa” chiamata Karma?
Se lo conosci,bene.
Se non lo conosci…ciò che ci viene dato di male gratuitamente,torna sempre indietro e pure con gli interessi… 🙂
Quindi alla tua ex,ben le sta!
Anche se non la conosco.
Pure la mia non si sta facendo matte risate 🙂
Ben le sta pure a lei!
Pizzico: forse ti è sfuggito che non si stava parlando del fatto che lei gli ha fatto un balletto da odalisca.
L’amore non è razionale è questo forse il più grande “problema”..cioè dico se fosse così semplice tradurlo in una formula sarebbe tutto più facile e scrittori, filosofi, poeti e quant’altro non starebbero a declamarlo e analizzarlo da millenni 🙂 nel senso che per rifarmi un po’ al discorso di NATY (ma non è una critica, anzi condivido ciò che dici e lo capisco) si possono anche incontrare uomini affidabili almeno apparentemente, interessati sia a noi che a una storia seria, a una relazione, che ci apprezzano, fanno complimenti ecc.. a me capita, ma insomma io ho bisogno anche di quell’attrazione, di quella scintilla, di passione insomma.. e forse è un errore, forse è superficialità, ma io proprio non ci riesco..non riesco neppure a frequentare questi uomini neppure per amicizia perché so che loro con la scusa dell’amicizia ci proverebbero cmq…ma so già che a me non piacciono in quel senso, mi piacciono come amici, interlocutori ecc ma non in quel senso. e allora prima di trovarmi in imbarazzo a rifiutarli, magari poi a dovermi sentire pure in colpa perché ho accettato un invito a uscire senza avere quell’interesse preferisco evitare in partenza. e magari sbaglio non lo so, magari se li conoscessi meglio le cose cambierebbero…ma trovo molto triste iniziare una frequentazione con questi presupposti, questo accontentarsi solo per non rimanere soli. (non è riferito al discorso di NATY parlo in generale) vedo molte coppie in giro che sembrano stare insieme solo per colmare la solitudine, solo perché arrivati a una certa età bisogna sistemarsi. e le capisco credetemi, perché essere single non è facile. fa strano in questa società non avere un partner arrivati a 30 o più anni…sembra quasi una colpa a volte, una mancanza… e per una donna è ancora più difficile forse.. anche perché si sa che arrivati a una certa età le amicizie si diradano, molti hanno famiglia e figli e le loro vite. io ad esempio ho quasi tutti amici più giovani di me e devo dire per quanto ci stia bene e tutto un po’ questa cosa comincia a pesarmi. perché sento che ho bisogno di altre cose, che ho altri interessi, che per certe cose non mi trovo con loro proprio perché ho un’età diversa, un altro percorso e altri obiettivi in questo momento….
e poi il problema è anche che certi amori pur travagliati e “sbagliati” che siano hanno anche caratteristiche positive, emozioni, profondità e complicità dalle quali è dura separarsi.. io con lui ho chiuso perché non posso fare altro ma mi manca, mi manca tanto. e non mi mancherebbe se non fosse, a modo suo e con tutti i suoi difetti, un uomo per certi versi fuori dal comune che cmq mi ha regalato tanti momenti di felicità.. 🙁
baci a tutti…