La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia
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MARIA: ciao, non vedo di cosa dovresti scusarti con me. Ma forse questi ultimi anni ti hanno fatto sentire una persona che deve scusarsi spesso, anche quando non serve, chissà.
Non conosco ovviamente le ragioni per cui sei ancora insieme a tuo marito, quale sia la vostra situazione. Non ne parli e quindi è probabile che in questo momento tu non voglia parlarne o non consideri centrale questo aspetto. D’altra parte mi pare di capire che la storia centrale, seppure teoricamente secondaria, e forse anche molto insoddisfacente sotto molti aspetti, in questi otto anni è stata quella con l’uomo a cui ti riferisci e che le vicende e i problemi con sua moglie sono stati anche un tuo problema (non so quanto le tue vicende e i tuoi problemi con tuo marito siano stati invece anche un suo problema… lo dico perché scrivi come se la funzione di andare verso, andare incontro, capire, pazientare, comprendere, reggere, consolare sia sempre stata più tua che sua in questa relazione… ma ovviamente è solo una mia impressione leggendo poche righe, non c’ero io nella vostra storia…).
Non so cosa ne sia stato della tua vita personale, in genere, in questi otto anni, se tu ti sia sentita “espandere”, realmente, o implodere, seppure nel nome di una cosa che hai vissuto come il grande amore, o di una forte legame di reciproca dipendenza.
Sarebbe facile dirti che forse in questo grande gioco di equilibri, o squilibri che siano, tenere le storie ufficiali ma barcamenarsi in una storia parallela che non mi pare comunque sia stata facile o serena, sia stato anche per te estremamente più faticoso che risolvere e affrontare dei problemi uno per volta, vivendo una vita piena che sia un posto o in un altro. Penso comunque che situazioni come quella che racconti siano faticosissime, che possano anche trascinarsi all’infinito. Quando dico “sarebbe facile” intendo dire che nelle situazioni però bisogna starci e quindi appunto non ho idea delle motivazioni per cui tu, almeno tu, per te, se lui è impossibilitato o incapace, non hai cercato di affrontare con maggiore chiarezza la possibilità di rifarti una vita, anche da sola, se il tuo matrimonio lo vivi così infelice e mancante da vivere un’altra storia. Così lunga da durare ben più di alcuni matrimoni, ma al contempo così smaccatamente incompleta, e peraltro così piena di problemi, e non problemi legati solo alla clandestinità del rapporto, ma intrinsechi alla relazione stessa.
Sicuramente in questi otto anni tu senti di aver investito, e avrai sicuramente investito un’enorme quantità di energie, emotive e non solo. Capisco quindi il tuo senso di sgomento, e anche di possibile vuoto, visto che dei casini del genere, pur togliendo spazio alla vita sicuramente anche ne riempiono (forse dovrei dire ne fagocitano) il tempo.
E forse quando si investe come hai fatto tu sia attende anche il giorno (che sia realmente possibile, o del giorno di mai del mese di poi) in cui arriva “il traguardo”, “il premio”. O forse ad un certo punto ci si dimentica anche di attenderlo.
Insomma, credo di capire il tuo senso di vuoto e sgomento. E, ripeto, non sono te e non conosco nè te nè tantomeno la tua storia, anche in senso più esteso. Le tue motivazioni, le ragioni delle tue scelte, il peso dei fattori, per come tu puoi averlo vissuto e viverlo.
A me verrebbe da dirti, per quanto possa suonare retorico e banale, che forse sarebbe bello che questo momento, che adesso sembra una botta del destino, riuscisse a diventare per te un attimo invece in cui fermarti e riflettere su cosa vuoi realmente dalla vita.
Perché certo è possibile che non sempre la vita ci regali proprio tutto quello che vogliamo, ma forse Maria non è stata esattamente proprio tanto felice nella storia che ora dice di rimpiangere. Visto che, le note dolenti di quella storia, le stai raccontando tu, per come le hai sentite.
Non so per quale motivo l’uomo di cui parli non abbia mai affrontato e risolto i suoi drammi coniugali, perché abbia vissuto otto anni o forse più in compensazione, dicendo di non poter vivere senza di te, ma di fatto non vivendo neanche con te. Lamentandosi di una moglie aguzzina, ma dicendo di restare con lei per i figli (quando molto spesso i figli, per quanto soffrano per una separazione, preferiscono vedere dei genitori separati e più sereni, che dei genitori che stanno insieme facendosi del male). Comprendo che siamo esseri umani, tutti, e che tu, in nome dell’amore, ti sia fatta carico dei suoi problemi, come lui forse si è fatto carico dei tuoi. Ma ciò che mi domando è: uno di vuoi due, almeno, ha risolto davvero qualcuno dei suoi problemi? O in questi otto anni non vi siete mossi di un millimetro per avere una vita davvero migliore, più serena, fosse pure in un impeto di reale, palese, pure bastardo egoismo verso le storie precedenti, difensivo o offensivo che fosse, oppure vi siete piuttosto affossati a vicenda, o uno ha affossato l’altra, o viceversa, chiudendovi in una macchina per OTTO ANNI?
Io ho sprecato sette anni della mia vita cercando di risolvere dei problemi che evidentemente erano irrisolvibili, anche se in una situazione completamente diversa dalla tua e per così dire alla luce del sole. Quindi di per sè non mi stupisce che si possa dedicarsi otto anni ad una causa, che sia clandestina o no.
Quello che vorrei dirti Maria è che mi auguro che quello che ti sta succedendo tu lo viva come uno sprone a vivere meglio, finalmente. A farti chiarezza tu, in primis, al di là del fatto che dall’altra parte ci sia un uomo indeciso, problematico, o enigmatico.
NATY: un bacione supergrande 😀 come hai fatto a trovare quei commenti tra 10000? 😉 anch’io penso con tenerezza a quel periodo, e a voi, a noi, ti capisco. E condivido il tuo pensiero su Lilly. VVB
Ciao NATY, anche io a volte ricerco i vecchi post, mi piace rileggerli. Proprio come qualche libro che mi ha particolarmente colpito, rileggendo scopro particolari che nella foga di leggere a volte mi sono perduta.
VALINDA quanta fatica ho fatto io a “spostarmi” e quanto tempo ci ho messo!!!! Ho battuto certe musate prima di capirlo, anzi a dire il vero lo avevo capito da un pezzo ma non riuscivo davvero a darmi la spinta giusta per farlo.
LUNA, tu dici a Maria che si tratta una botta del destino ed io credo sia davvero cosi’. E’ iniziata cosi’ la mia botta di c..o, anche se era una situazione un po’ diversa dalla sua ma per certi aspetti simile. Maria fermati un attimo a pensare se serve anche piu’ di un attimo, pensa a quello che ti fa stare bene e quello che invece ti fa soffrire. E’ questo tipo di relazione che vuoi? oppure credi di meritare di piu’. Non si vive di promesse, ma di fatti, scusa la mia franchezza.
L’amore a volte ti fa avvicinare a chi ti sembra abbia bisogno di te, ricorda tu sei la persona piu’ importante per te stessa, l’egoismo in questo caso e’ la prima cura. Guardati dentro e se credi che quest’uomo non valga un briciolo di cio’ che vali tu scappa, scappa a gambe levate, prima che “sia troppo tardi”….anche se in fondo MAI E’ TROPPO TARDI.
……AMBROGIOOOOOOO, dove sei, sei tornato qua’ in Toscana?…caspita, che freddooo in questi giorni.
Per fortuna che qui siamo sempre tutti pronti a riscaldarci il cuore quando necessario…. 😀
LUNA, tanti bacini a te 🙂
Eh sì, in effetti ci ho messo un bel po’ a ritrovare quelle cose nostre passate, ma ne è valsa la pena, anche perché come dicevo ho avuto modo di leggere quel post di LILLY che avevo perso, e che rivela tutta l’intensità di cui credo lei sia ricca.
LULU, “Non si vive di promesse, ma di fatti, scusa la mia franchezza”.
Quanto è vero… Io, che ormai inzio a essere vecchierella (scherzo), cerco sempre – vista l’esperienza ormai – sia di ascoltare le mie sensazioni (“Mah…”), sia – soprattutto – di guardare ai FATTI. Non è un caso che ormai io sia sola, sia per quanto riguarda i cosiddetti “amici”, “amiche”, sia per quanto riguarda il “fidanzato”. Ormai ho trovato una tecnica, che mi pare al momento pressoché infallibile: ascoltare le sensazioni, osservare e guardare i fatti. Bene: il risultato è che le sensazioni, coincidono (guarda caso?) con i fatti.
Come mai quella volta… Avevo la sensazione che una mia cara amica si stesse (si fosse) allontanata da me, che mi stesse facendo capire un qualcosa tipo “faccio finta di esserti ancora amica per un po’, prendo le distanze intanto, ma è chiaro che è già da un bel po’ che io mi sono distaccata, la capirai prima o poi… Però, siccome sono molto buona, e tutto sommato molto amica, ti mando un messaggino, una mail, e ti dico -per finta, si capisce -: quando ci vediamo? Adesso è un periodo un po’ così, ma ti chiamo settimana prossima, eh?”, come mai avevo quella sensazione?
E’ chiaro, le sensazioni COINCIDEVANO con i fatti (non ci vedevamo quasi più: questi i semplici fatti; non condividevamo IL TEMPO insieme, a lei di me non importava quasi più nulla: questi i fatti). Stessa cosa, guarda caso, succede nella coppia.
VALINDA, ho parlato dell’amicizia in riferimento anche a ciò che hai raccontato. Tu sei già lì a dirti: se lei fa un passo per prima… eccetera. So che sono molto dura ormai, ma ti dico: sei tu che devi dire, a te stessa, e di conseguenza a lei: io con te non ci voglio più avere a che fare. Nemmeno se lei, carina carina, torna domani a fare l'”amica”.
Per me la mia amica, come tutti gli altri che si sono “nobilmente” dileguati quando ero nella m****, ed erano bravissimi a chiedere quando nella m**** ci erano loro, o quando lo eravamo insieme e quindi si poteva avere a che fare con una in situazione “da pari”… Al momento che sono stati meglio, e io peggio: ciao, amica.
Se tornano? Una cordiale indifferenza: per me non sono più nessuno. L’amicizia, per me, non si differenzia molto dall’amore.
Non solo: rivela molto dell’essenza di una persona.
La mia ex amica, cui piaceva molto fare la “nobile” d’animo, si è solo rivelata per quello che era già prima: una persona senz’altro molto intelligente, ma fondamentalmente opportunista. E, ovvio, troppo deboluccia, per una come me Poi, per carità, tutto si è svolto civilmente… Ma stai certa, VALINDA, che lei non mi cercherà, se veramente – almeno – mi ha conosciuta, come io credo. Rimbalzerebbe.
ciao belle 🙂
VALINDA: sai che leggere dell’atteggiamento/modalità di interazione della tua amica mi ha dato la nausea? scusa se sono così sincera, ma davvero.
E’ osceno quando le persone agiscono aggressività e si nascondono dietro la scusa del senso dell’umorismo. Che ne siano convinte davvero o che si nascondano dietro un dito attraverso una negazione patologica chissenefrega. Che vadano appunto a farsi vedere o a farsi un corso di buone maniere.
Ironia e sarcasmo sono due cose diverse. Un corno “non hai il senso dell’umorismo”: una cosa per essere spiritosa e far ridere deve far ridere sia chi… la emette che chi la riceve. Ridere con e ridere di sono due cose assolutamente diverse. E aggredire (per propria invidia, frustrazione, ecc) ma tentare di far passare la cosa per “simpatia” è pessimo. Anzi PESSIMO.
io credo molto nell’amicizia e ho la fortuna di avere delle belle amicizie, alcune anche trentennali. Insieme si cerca di stare bene e farsi del bene, non di triturarsi i co… a vicenda. E ciò nella buona e nella cattiva sorte. Anzi, empatia reale e autoironia e capacità di sdrammatizzare sono un aiuto e conforto in più. Non è che con questo non possano anche capitare malintesi, risolvibili. Però diverso è un comportamento che nel tempo crea disagio costante ecc. Capisco il tuo 1,2,3,4… ecc, molto bene, perché mi è capitao di farlo e una volta, ti dico la verità, ero molto più di manica larga su questo. Ma da qualche anno no, posso dire che essermi spostata da chi percepivo come molesto mi ha fatto solo stare meglio!!! Di solito chi ha questi atteggiamenti il primo passo non lo fa, anzi si offende perché dici: NO, scusa, ma così non va.
Ma a volte è anche una fortuna, anche se può suonare brutto, perché ci permette di non dover per forza avere relazioni con persone che comunque ci sono incompatibili. Io non sento da 6 anni una persona che aveva atteggiamenti simili alla tua amica e ancora più fastidiosi e contorti. Enfatizzati (ma non creati) da un suo periodo difficile. Ci conoscevamo da 20 anni. Già dopo una decina c’era stato un episodio che mi aveva fatto pensare: ho la saziaaaaaaa. Poi da un suo primo passo c’era stato un riavvicinamento. E’ una persona a cui ho voluto bene e vorrò sempre bene e che comunque stimo per molti aspetti e a cui auguro il meglio dalla vita, però anche la seconda volta che ci siamo riavvicinate per anni comunque era un’amicizia “pesante”, perché lei riversava le sue insicurezze CONTRO me. L’ultima volta che l’ho sentita sei anni fa mi ha fatto una telefonata di 40 minuti in cui cercava il litigio ad ogni costo. Inventandosi cose e insultandomi. Io sono rimasta tranquilla, però alla fine della telefonata mi sentivo svuotata dalla stanchezza e come se avessi portato macigni di 100 chili.
Non avere a che fare con le sue dinamiche e modalità aggressive mi dà sollievo. Sarà brutto da dire, ma non mi manca. Se la incontrassi potrei bere un caffé ma sono più serena che lei non abbia mai fatto quel primo
Rimbalzerebbe perché io non la stimo più (ma non torna: lei è di quella razza che si allontana/chiude solo quando ha CERTEZZA di avere un sostituto/a… Da perfetta debole…). Non è un caso poi che io fossi involontariamente (è una ipotesi verosimile, ma non certa) una dei pochi testimoni di una sua nuova modo di vivere i sentimenti… Che io non approvavo, ma non gudicavo in maniera così cruda ancora (se lei non era capace di accettare che aveva due uomini contemporaneamente, perché – DI FATTO – lei amore, vero, da nessuno dei due, lo aveva, e voleva così prendere in giro lei stessa, facendo la parte della cinica opportunista: erano ben affari suoi/loro; dopo che le avevo detto quello che pensavo). Ma forse non era NUOVA, a quella vita. Forse, fino allora, lei, per qualche strana ragione, andava raccontando(si) che fosse una persona fedele, che volesse un uomo solo eccetera, quando invece, vedasi con l’amicizia, la sua natura era semplicemente opportunista. Una banalissima bugiarda e infedele, insomma. Una che s’accattava un po’ quello che trovava, dopo aver recitato (evidentemente), per anni, ruolo di persona superselettiva.
Lei, oggi, rimbalzerebbe con me: perché io gli amici me li scelgo. Non mi faccio, o almeno non solo, scegliere.
Tu VALINDA, ti poni in modo passivo: ti fai scegliere, in questo caso. Se la tua amica che si è comportata male torna gentile, tu ci ripensi. No! Sei tu che devi decidere che con persone che per qualsiasi sia la loro ragione (caratteriale, problemi psicologici ecc. , non ce ne può fregà de meno) ti hanno mancato di rispetto, di tatto, di sensibilità, e non hanno dimostrato un autentico desiderio di trascorrere il tempo con te, non vuoi avere nulla a che fare.
L’amicizia, come l’amore, ti deve far star bene. Non star lì su chi va là, oddio che cosa ho fatto, oddio adesso che cosa succederà… Oddio se ritorna… Oddio ma perché si comporta così…
Tira fuori la grinta, VALINDA!
So che l’hai.
Tira fuori la grinta e manda al diavolo un bel po’ di gente, senza timore di stare anche sola.
Io sono sola da anni, e me ne frego.
Mille volte meglio venire qui, ogni tanto, e scrivere a voi, che queste pseudoamicizie “dal vero”.
Mille volte meglio leggere libri o uscire sola a camminare o fare fotografie (a proposito: mi sto dedicando un po’ alla fotografia, meglio che chiacchierare con inetti…).
Tira fuori la grinta, VALINDA!
Anzi, sai che ti dico: butta fuori la tua “amica” da FB. Fai un atto di coraggio. 🙂
Quanto al tuo senso di inadeguatezza… E’ chiaro che c’è qualcosa da indagare fin dall’infanzia… Prova a cercarne le origini, le cause, ma poi vai oltre, non stare lì a piangere troppo di quello che ti può essere successo, vai oltre e reagisci, inverti la rotta!
passo perché comunque so come è fatta e quindi so che ricomincerebbe ad avere certi atteggiamenti.
Io il primo passo non l’ho mai fatto non perché sono incazzata o per orgoglio, ma perché la mia panza non ne ha mai sentito l’esigenza, anzi semmai contraria, sono onesta. Se lei restasse con la macchina in panne e mi chiamasse, anche dopo sei anni, andrei sicuramente ad aiutarla. Se mi dicessero che le è capitato qualcosa di bello nella vita sarei felice per lei. Ma quel rapporto era una catena che tirava giù me. Lei aveva (e l’ho capito in quella telefonata, ma se ne sono accorti anche gli altri) una idealizzazione nei miei confronti, mi metteva lei su un piedistallo e quindi però ogni tot doveva tirarmi giù. Una volta ha anche ammesso che questo era il suo problema. Bene, positivo ammetterlo, però poi quando era lei ad andare in aggressività e insicurezza proiettava su di me e mi attribuiva pensieri, atteggiamenti, intenzioni nei suoi confronti che non esistevano.
Può essere cambiata? io più che cambiata anche a distanza ho sperato per lei che fosse più serena, con se stessa.
In questi anni MAI ho parlato male di lei. Anzi, quando le persone l’hanno nominata io ho avuto un atteggiamento neutro e cordiale (e non per ipocrisia, come ho detto non penso sia una cattiva persona).
L’altro giorno un conoscente comune l’ha vista e non sapendo nulla le ha detto di avermi visto. Lei ha avuto una reazione per cui LUI è venuto da me a dirmi (traendo da solo le sue conclusioni senza che io aprissi bocca e senza che ne avessimo mai parlato): ha sempre avuto un carattere difficile.
Ciao LUNA, ciao LULU, grazie non potete capire quanto mi siete di aiuto. Come ben dice Luna in questi 8 anni, andavo verso,andavo incontro, capivo,pazientavo,comprendevo, reggevo, consolavo…e la mia vita al di fuori di questa storia? Praticamente inesistente, no non ne parlavo con lui, lui era la persona da aiutare io forse sono servita solo a quello.La mia vita l’ho vissuta da spettatrice, forse non mi interessava,non me ne preoccupavo per niente, anche se solo esteriormente mi sforzavo di rendere tutto apparentemente ma solo apparentemente a posto, con mio marito non avevo più nessuna intimità e non riesco ad averla neanche ora. Quello che mi rattrista di piu’ (questo tormento forse è solo dettato dal mio egoismo)è il sapere che lui ha affrontato e risolto i suoi drammi coniugali e che io ero di intralcio, visto che non mi ha dato nessuna spiegazione e quando mi vede guarda da un’altra parte. io non riesco ad uscirne sono rimasta chiusa ancora in quella macchina, senza riuscire a muovermi un millimetro, legata a quel bastardo egoismo che giustamente Luna cita, affossata e con il senso di colpa di aver affossato anche lui fin quando mi è stato possibile.E come dici tu Lulu non ce la faccio a scappare, ho creduto veramente, mi sembra ancora tutto impossibile.
grazie di cuore a tutte e due
ma quanta bella gente :DD
ciao NATY è da un pezzo che non ti facevi sentire, come stai bella?
ragazze, domani vado ad un incontro. Stiamo a vedere che succede.
Bacionissimi a tutte
LULU, ciao carissima.Sono stato via molto per lavoro (Puglia,Campania,Francia ecc.) e non ho letto gli ultimi interventi e non so nulla delle new entry. In Toscana ho comprato un appartamento in un bellissimo casale ristrutturato e faro’ li il natale con i miei figli e la mia ex moglie con la quale ho ricostruito,dopo 6 anni,un discreto rapporto di “rispetto”. Con la mia nuova compagna va tutto a gonfie vele,persino troppo, e siamo ormai praticamente una coppia.
Sto bene ed anche altre cose stanno andando in senso positivo,per cui questo per me e’ un periodo abbastanza positivo.
Col passare dei giorni mi sono sempre piu’ buttato in questa nuova storia e la mia ex e’ ormai un lontano ricordo.A volte ,pensandoci,provo rancore e pena,poiche’ alla fine e’ veramente una poveretta che probabilmente fara’ tutta la vita a cercare il suo equilibrio e la sua stabilita’.Penso sia rientrata nei giri squallidi da dove l’avevo tirata fuori per i capelli, ma questi sono fatti suoi.
La Toscana e’ un amore ed acquistare qualcosa da quelle parti e’ sempre stato un mio obiettivo, ed io sono caparbio ,per cui sono riuscito a finalizzare questo desiderio.
Ho molti amici da quelle parti ,e sicuramente ci verro’ spesso.
In questi giorni,tempo permettendo, leggero’ le pagine che ho trascurato e rientrero’ nelle discussioni.Anche se ora sono guarito ritengo giusto ,se possibile,dare qualche consiglio a chi sta male e sta affrontando il doloroso percorso della fine di un amore.
Ciao Valinda,Luna ,Manu e tutti gli altri.
Ma vete notato che i giudici inquisitori che condannavano Rocher al rogo ed alle pene eterne sono scomparsi???
Mah,io ho qualche presentimento,ma meglio lo tenga per me.
Ciao a tutti e tanti baci
Ciao ELENA, sto così così, forse per quello non vi leggo proprio sempre, e molto più spesso non ho molta voglia di scrivere… Ho poca energia.
Un incontro? Wow, allora auguri! 🙂
Ciao a tutt*
🙂
Mi sono commossa……
Io parecchie paginate me le sono stampate in pdf per averle a portata di mano.
Un bacione a tutte quante le mie belle amiche dei tempi non altrettanto belli. Anzi DAI tempi….perchè sarò scema-infantile chissenefrega ma le parole di conforto che ho letto qui le ho sentite pronunciare da pochissime persone, in vita mia.
E lo stesso vale per la sensibilità insita in tantissimi interventi. Per me siete delle vere amiche.
Valinda, hai fatto bene a tranciare quell’amicizia in FB. Il comportamento di quella tua “”””amica”””” (con quattro virgolette) è veramente nauseabondo.
Come quello di chi batte il record dei 100 mt se solo ha il minimo sentore di un tuo disagio e il lontanissimo dubbio che tu possa chiedere un miserrimo aiuto.
Nauseabondo.
Per non parlare di chi ti sfascia la porta sulla faccia quando sei nella m…..più nera. E accetta il rischio che tu faccia quattro metri e ti butti da un ponte facendo spallucce ed infischiandosene del tuo stare male/essere nei guai fino al collo.
…A quelli (sarò cattiva però….) auguro di non vedere un autobus il cui autista non li vede.
Ho tre amiche. Due le vedo, in media, ogni 5 anni (anche se abitano a 15 km da me) e le “sento” tramite sms alle feste comandate. Non ci frequentiamo ma ci siamo l’una per l’altra. E lo sappiamo, lo sentiamo. Non condividiamo tutto ma solo i momenti importanti. Belli o tragici che siano.
Bè….mi sento più sincera nel parlare di amicizia con queste “ragazze” (:-)che potrebbero sembrare “comparse” piuttosto che con persone che frequento abitualmente e che, come dice LUNA, non “ridono con” ma “ridono di” trasformando la risata da attimo in compagnia a attimo di disagio/scazzo (anche conto terzi).
Scappo….un abbraccio a tutte.
Condivido..anch’io ho trovato molta più empatia qui che in certe presunte amiche. io ho tante conoscenze ma le amiche le conto sulle dita di una mano e sono contenta così..e anche se alcune non le vedo tanto spesso, ci siamo sempre l’una per l’altra e quando ci rivediamo anche dopo tanto non è mai cambiato nulla..come se fossimo state sempre insieme.
la mia “amica” è tornata alla carica, in un evento creato su fb per una cena di classe ha approfittato subito per commentare. ho rimosso il post e le ho scritto in privato in tono indifferente e anche un po’sarcastico lo ammetto perché mi ha proprio rotto. io per natura analizzo, smusso, comprendo, mi metto in discussione però poi alla fine sbotto e divento uno schiacciasassi. anche perché in passato, quando ero più piccola, per la molestia di certa gente c’ho sofferto e anche parecchio. mi sentivo sbagliata io, inadeguata io e certo erano anche mie mancanze ma questi molesti ci mettevano del suo.
e purtroppo l’amicizia femminile non è molto diffusa, spesso si incontrano invidie, competizione scorretta, malignità e bassezze inaudite. io ho imparato e a queste bassezze non mi abbasso più, ma neppure mi lascio pestare i piedi. LUNA, NATY i racconti che avete fatto di queste vostre “amiche” rispecchiano molto la mia. non è cattiva e nemmeno stupida per carità, ma è aggressiva e maleducata con tutti spacciando questo suo modo di essere per sincerità, spiritosaggine, originalità. in realtà temo che sia una persona molto sola e insoddisfatta che accatta uomini che usa e che la usano, che parla di sè come una persona tanto speciale, forte e colta ma in realtà non lo è affatto. come dimostra la sua vita e come dimostrano i fatti. credo che come dice LUNA mi abbia messo su un piedistallo e poi mi faccia scendere quando più le piace per massacrarmi. io non sono niente di speciale figuriamoci ma la sua è solo invidia e frustrazione perché io ho quello che lei non è riuscita ad avere per mancanza di qualità, forza e doti personali. una laurea, un giro di amici, amori non perfetti ma sicuramente emozionanti, tanti interessi e attività. lei a cui passano compiti e consigli..solo ora capisco quanto sia stata falsa, maligna e opportunista. è una grande delusione ma credetemi ormai è indifferente. e mi fa pena perché lei è una poveretta che si sta facendo terra bruciata intorno. e so per certo (da sue parole) che molti amici l’hanno mollata proprio per questo suo modo di essere e di fare. tra un po’forse ci sarà una cena di classe e mi scoccia rivederla ma le starò a debita distanza con cortesia perché non voglio molestie e scenate!
VVB siete tutte fantastiche !!!!!!!!
Naty sono dispiaciuta, hai poca energia? allora usala e concentrati con quello che in questo momento ritieni ne valga di piu’ la pena…da noi tornerai appena puoi, anche io ho avuto momenti piuttosto lunghi di assenza da questo forum, capita.
Lilly, sai una cosa’?! anche io mi sono resa conto che qui nessuno ti snobba “il dolore” “lo sfogo”….a volte con gli “amici” succede che inizialmente ti stanno vicino, poi a lungo andare il malessere di un amico pesa…. e’ piu’ facile fingere che non sia successo nulla.
Elena in bocca al lupo per il tuo incontro.
Valinda, …e fai bene molto bene a stare a debita distanza, ti potrebbe disturbare la digestione! 😀
Luna un saluto speciale.
Ciao a tutt*
nulla di che, il mio incontro. Si è rivelato, uno di quegli incontri, dove riscontri sempre problemi, ed è meglio girare al largo :DD
sono molto autocentrata in questo periodo e molto in equilibrio ( che è già tanto)
NATY
forza dai…..i momenti peggiori passano e servono per far meglio chiarezza in noi stesse e su ciò che desideriamo. Una fatica, ma ci ripaga.
Abbraccio le altre
AMBROGIO
ti invidio un pochetto, nel senso buono. Mi piace la toscana e l’ho girata in lungo ed in largo.
Se riesci, fai un salto a San Galgano ne vale la pena
Ciao a tutt*
Cara LULU, ho poca energia dai tempi in cui ci siamo conosciute…
C’entra poco l’amore finito, c’entra che in questo paese per molti non è più vita, ma inutile parlarne, come si diceva i fatti sono fatti, e io sono stanca, se preferisci “alla frutta”, ma non è questo il tema del forum…
LILLY cara, anche con l’amica di cui ho parlato, ci si vedeva poco, d’altra parte io per un tozzo di pane ho sempre dovuto alzare il culo e fare chilometri e chilometri… Sono assolutamente d’accordo che non sia necessario (non del tutto) frequentarsi. Ci si può “frequentare” nel senso che, nonostante la distanza, gli impegni ecc. “ci si fa sentire vicini”, ecco tutto.
Poi, sai, per quanto riguarda le mie “amicizie” (virgolette, come dici tu, d’obbligo), ma anche in amore, con me è facile chiudere: se sto male, se passo un brutto periodo, è la volta che non ti cerco. Tendenzialmente ti cerco se so che sto bene e posso darti qualcosa.
Quindi è facilissimo chiudere con me: basta allontanarsi e il segnale, da parte mia, è recepito perfettamente.
Poi, che sia nauseabondo allontanarsi da chi ha bisogno (così come da chi, finalmente, è felice, e ciò, come abbiamo visto anche qui, succede eccome se succede: la felicità, o l’amore, o la realizzazione personale, o il talento altrui eccetera, a qualcuno, ma soprattutto alle persone negative, dà fastidio…), sono di nuovo d’accordo, ma la cosa, francamente, non mi riguarda… E’ sempre stato troppo importante, per me, avere la coscienza a posto. Gli altri si comportino come credono. Tuttavia certo non fa bene accumulare nausee varie, a destra e a manca…
VALINDA cara, il tuo intervento è uno di quei casi in cui mi dico – felicemente -: ammazza come ti eri sbagliata! E ne sono così contenta!
Mi sono, quindi, molto sbagliata.
Sei già arrivata (nelle analisi e nei fatti: ora in un fatto specifico, la tua ex amica) dove dovevi (per il tuo benessere, e giustamente) arrivare.
VALINDA, che dire? Sono orgogliosa di te. 🙂
AMBROGINO D’ORO, ma ciao!
Vedi, tutti che ti affibbiamo nomignoli! Lascia perdere i maligni, ormai qui ti è si è dato pure il premio, meritatissimo! 🙂
PS: io invece non ero mai andata a rileggere indietro nella lettera…
ciao a tutti
scrivo perchè ho bisogno di parlare con qualcuno di ciò che sto passando… non ce la faccio più a passare giornate tristi e vuote, notti insonni e il ricordo di Lei sempre presente !
Sono passati quasi 2 anni da quando ci siamo lasciati e la mia vita è ancora ferma a quel giorno in attesa che qualcosa succeda… sono stato speranzoso ho cercato di fare le scelte palesemente più giuste ma … nulla.
Ho provato a isolarmi, uscire con i soliti amici, cambiare amici, fare corsi, piscina, palestra… ma più passa il tempo e più la stima che ho di me scende.
Lo so che chiedere un consiglio lascia il tempo che trova ma da solo ho paura di non farcela, devo capire dove sta il limite del normale periodo nero “vedrai che passa” e il fatidico “forse è meglio che ti fai aiutare”
Se qualcuno ha avuto esperienze simili e magari ne è uscito sarei felice di scambiare due chiacchiere…
Naty capisco a cosa ti riferisci, a volte e’ davvero difficile “sopravvivere”.
Rispetto la tua intenzione di non voler parlare di cio’ qui.
Zello, scusa vado di corsa, prometto che torno!
ciaooooo
ELENA, ti ringrazio per l’incoraggiamento, davvero, ma temo di non avere bisogno di fare chiarezza in ciò desidero… Anzi, dovrei dire desideravo. E non solo perché se non sai quello che vuoi dalla tua vita a quaranta anni… Be’, insomma… Ma anche perché quello che volevo lo avevo chiaro da quando ero molto, ma molto più giovane… Tutto sommato, se almeno avessi potuto essere come tante persone che non sanno (per nulla: lo affermano e lo dimostrano) quello che vogliono, sarebbe stata già una (sia pure magra, magrissima) consolazione. Almeno avrei potuto dire: be’, ma se non sapevi mai quello che volevi, ma allora era quello che volevi!
Bel paradosso, eh? Invece no, eh no, troppo bello sennò… Devo fare una vita di merda non sentendo più, oggi, la benché minima reponsabilità della vita appunto di merda che faccio. Eh no, il giochino (mentale), il ricatto – dopo l’infinita beffa, cioè una beffa senza fine – è finito con me. La verità è che nella vita non c’è logica: non basta pensare, come pensavo io, da giovane, giovanissima (e caparbia come ero, ma dovrei dire de’ coccio, la cosa è durata fino a un paio d’anni fa, quando sono stramazzata al suolo e ho sostanzialmente detto “ok tutti quanti, mi arrendo, sono morta, contenti?”, non dando più segni di vita: non è un caso che ora più nessuno mi cerca, più nessuno mi “disturba”): vedrai, basta essere profondamente positivi, costruttivi, e onesti, lavorare seriamente, e vedrai che ce la farai.
Ahahahah!
Rido. Per non piangere. Come ero ingenua. Che povera bimba che sono stata…
ZELLO, ciao. Se sono due anni che sei fermo allo stesso punto, significa, secondo me, che hai bloccato l’elaborazione del lutto. Forse potresti cominciare col raccontare la tua storia, per iniziare a sbrogliare la matassa.
LULU cara, non ti preoccupare. Eh sì, è diventata dura “sopravvivere”. Aggiungo che per me, se si deve solo sopravvivere, sarebbe meglio non vivere (ovvio che se sono qui è perché non riesco/posso eliminarmi fisicamente…). Sopravvivere è un’offesa alla vita. Ti dicono: ecco, ti faccio sopravvivere, però guarda, fai schifo, perché hai perso la tua dignità. Si può fare finta di niente, come molti fanno, ma IL FATTO resta quello. La differenza tra me e chi fa finta di niente è solo in un certo gradino di consapevolezza raggiunto: gli altri credono, come me prima, di “star lottando ancora”. Ed è giusto che lo credano: si vede che sono più giovani di me. E che invece di 1000 tentativi e lotte, ne hanno fatti SOLO 500, magari. E’ giusto, poi, sperare nel “colpo di fortuna”, ci mancherebbe. Siamo a questo da un bel pezzo, d’altra parte, in questo paese.
ciao LULU e Naty, grazie x aver letto il mio post 🙂
Naty racconto brevemente la mia storia:
Io ho 30 anni circa e 2 anni fa è finita la splendida (e unica) relazione che durava da 10 anni…
Ebbene si credo che sia proprio una di quelle storie che senti sentenziare con: “quando ci si mette assieme cosi giovani…”
Non nego che negli ultimi tempi c’erano molti bassi e pochi alti, però LEI era la mia metà, ero IO al femminile.. la classica metà mancante della mela.
Era una storia per buona parte a distanza, vivevamo in città diverse e si stava assieme 3-4 gg alla sett… e 10 anni cosi sono tanti fidati, quindi mi ero convinto che i nostri problemi scaturuivano per gran parte da questa situazione, cosi feci il passo…
Non le chiesi di sposarmi (sapevo che era un passo tr lungo) le chiesi di convivere… cosi lei ha “capito” che NON MI AMAVA PIU’. (punto)
Finito l’idillio, ciò che mi addolora di più è il fatto che io ci ho voluto credere ! e fino in fondo… convincendomi che quella era la mia vita, avrei lasciato casa, famiglia, lavoro per Lei…
A quel punto credo di aver affrontato le fatidiche FASI al contrario
FASE 1 uscire a più non posso e fare tutto quello che prima non potevo
FASE 2 Isolamento e Crisi depressive
FASE 3 cercare nuovi amici “veri” e nuovi interessi (il risveglio)
Quando dici “vedrai, basta essere profondamente positivi, costruttivi, e onesti, lavorare seriamente, e vedrai che ce la farai” credo sia la mia FASE 3 e ci sto provando “DAVVERO”!! fare le scelte giuste, essere le persone migliori che si può in ogni situazione (per migliori intendo sensibili, disponibili, altruisti, non tirosi e palestrati)…
Insomma sto cercando di essere una buona persona convinto che il bene porta al bene, come dici tu se devo “sopravvivere” almeno cerco di farlo meglio che posso, però la tristezza e la solitudine non mollano, per tanti sforzi che io faccia dopo ogni iniziativa mi ritrovo SOLO, a guardare davanti a me solo una strada buia e dietro mi limito a dare sbirciatine solo per capire se quell’errore l’ho già fatto…
ZELLO, ciao, figurati.
Dunque, si inizia ad avere qualche dato in più.
– 10 anni insieme, ma a distanza…
– negli ultimi tempi, tu dici, c’erano più bassi che alti (ti inviterei a riflettere su questo).
Non pensi che la decisione di andare a convivere, sia stata presa nel momento SBAGLIATO? Ossia, al momento che TU eri consapevole che fosse in atto, da tempo, una vera e propria CRISI? Ipotizzo: hai fatto il passo della convivenza, che magari lei desiderava da tempo, e lo hai fatto quando hai capito che l’avresti persa?
Poi ti dico una cosa, anzi due. E’ solo una mia – generica – opinione:
Non credo nei rapporti a distanza (non si vive MAI una vera quotidianità nel rapporto, e moltissimi rapporti, nati e condotti a distanza, per ovvie ragioni, finiscono AL MOMENTO della riunione VERA della coppia) e non credo ai lunghi fidanzamenti. La giovane età conta fino a un certo punto. Io sono andata a convivere, per dire, che avevo poco più di venti anni.
ZELLO: ciao 🙂
a me ha colpito il fatto che hai scritto @Non le chiesi di sposarmi (sapevo che era un passo tr lungo) le chiesi di convivere…
posso chiederti perché sapevi e sentivi che era un passo troppo lungo?
sì, 10 anni sono molti per una relazione a distanza. Tuttavia dici che passavate insieme 3,4 giorni alla settimana, che non sono neppure pochi. C’è gente che ha lunghi rapporti a distanza condensati in periodi anche più lunghi, ma una tantum durante l’anno. Voi in quei 3, 4 giorni vivevate comunque una normale quotidianità di coppia, o no?
Con questo intendo dire che anche di relazioni a distanza ne esistono tanti tipi, e vissute in tanti modi, come coppia e come singoli. Anche nelle relazioni a distanza esistono degli equilibri e squilibri, banalmente anche se c’è uno dei due, ad esempio, che tende a pensare che non si sposterà mai e si aspetta che lo faccia l’altro, se la distanza fa sì che uno dei due o entrambi conservino una buona parte non solo di dipendenza ma anche di visione “individualista”, se si comincia a parlare presto o almeno ad un certo punto, non dopo secoli, concretamente di come fare a risolvere il problema della distanza ecc ecc- Banalità, sto dicendo, però ecco perché non mi sento di dire che non credo in senso assoluto alle relazioni a distanza. Il problema semmai è che a volte la distanza oltre che una sofferenza e una “fatica” può diventare anche una scusa per non guardare in faccia dei problemi o delle incompatibilità che si avrebbero anche stando nella stessa città. Allora la relazione non finisce per la distanza (che pure può logorare o comunque impostare la relazione, per una parte, in modo individualista) ma per la… vicinanza. Non solo, intendo, per il logorio dovuto alle difficoltà connesse alla distanza.
Io non sono andata a convivere a 20 anni però la mia relazione a distanza tipo la tua (ci vedevamo non poco, comunque, anche perché saltavamo in auto lui e in treno io, e spesso trovandoci in altri luoghi rispetto alla mia città e a quella in cui lavorava lui, perché lui da lì partiva per lavoro andando di qua e di là lungo lo stivale) ha preso subito in realtà un’impostazione molto “adulta” anche se è cominciata che io avevo 18 anni e lui 19, e io andavo ancora a scuola. Tuttavia appunto appena possibile prendevo treni come fossero bruscolini e anche se con tutte le difficoltà ogettive (pensa che non esistevano manco i cellulari, altro che internet! quindi si chiamava da cabine telefoniche e si aspettava la chiamata al telefono di casa… a pensarci ora è curioso come si facesse tutto lo stesso eccome) ci vedevamo e sentivamo parecchio. La distanza non avrà aiutato a risolvere delle crisi, ma poiché appunto credo fossimo molto bravi a gestirla per l’età che avevamo, e di comune accordo, ma le crisi non sono state dovute alla distanza. Non ci siamo lasciati per la distanza. Anche se certamente nel momento in cui ho potuto vivere una storia “quotidiana” da un certo punto di vista ero più serena.
E oggettivamente a 20 anni io non mi sarei sposata. Ma, comunque, il fatto di vivere una storia non a distanza non ha comunque fatto sì che non ci fosse nessun problema al mondo… anzi…
Però, Zello, ti dico la verità, anche se effettivamente ti chiedo di quel “passo percepito come troppo lungo” perché mi pare che qualcosa volesse dire quello stato d’animo o quella percezione da parte tua… e effettivamente parlare della tua storia, se non lo hai già fatto veramente oltre la nausea, ti può servire (a livello di… scarico)… beh, stiamo nel presente, vuoi? perché in fondo, appunto, la tua relazione è finita due anni fa, e i giochi sono fatti, da quel punto di vista, mi pare. Cioè, intendo, è evidente che comunque qualcosa non ha funzionato, allora, vi siete divisi, e insieme non siete tornati più. Non so in che rapporti siete rimasti e se la tua sensazione di attesa di basa su qualche elemento concreto o nebuloso che potrebbe farti pensare in un ritorno. Se così non è, secondo te, è veramente lei che ti manca o le sensazioni che provavi tu? Anche rispetto al fatto di vivere una storia importante? Non può che essere che tu non stia aspettando lei ma che ti senta un po’ giù perché dopo quelle fasi avresti voglia di innamorarti di nuovo?
NATY: mi dispiace che tu non stia bene e non voglio commentare il tuo stato d’animo e le contingenze che solo tu conosci. Ti parlo di me… perché mi sono riconosciuta, e non sai quanto!, in questo tuo passaggio @La verità è che nella vita non c’è logica: non basta pensare, come pensavo io, da giovane, giovanissima (e caparbia come ero, ma dovrei dire de’ coccio, la cosa è durata fino a un paio d’anni fa, quando sono stramazzata al suolo e ho sostanzialmente detto “ok tutti quanti, mi arrendo, sono morta, contenti?”, non dando più segni di vita: non è un caso che ora più nessuno mi cerca, più nessuno mi “disturba”): vedrai, basta essere profondamente positivi, costruttivi, e onesti, lavorare seriamente, e vedrai che ce la farai. Rido. Per non piangere. Come ero ingenua. Che povera bimba che sono stata”.
E tu sapessi quanto mi mancavo io, quel mio modo di pensare, essere, vivere la vita che onestamente è sempre stata la mia forza, non la mia debolezza. Perché, Naty, se ho fatto cose buone nella vita, anche per me stessa, è stato anche perché ero idealista, de coccio, sognatrice (ma pratica), un po’ bambina, ma nel senso che i bambini se ne fregano anche… di quanti anni hanno, vivono nel presente, e (a meno che non abbiano vissuto esperienze veramente devastanti) non hanno un carico di ricordi e frustrazioni che diventano più pesanti del presente e del futuro. La mia non è retorica, Naty, perché io pure sono andata giù come fanno le querce/idealiste quando vanno giù… e davvero ho pensato che ci fosse una linea di separazione netta e grande e grossa e impossibile da togliere, solo da considerare, tra il passato e il presente e il futuro. Si STA DI MERDA. (continua…)
e non quelle belle linee che tracci tu quando dici “adesso volto pagina”, intendo quella linea tra “io ero, io credevo, io sentivo, io potevo” e “io non sono, io non credo, io non sento, io non posso”. Una cosa TERRIBILE. Veramente terribile. Ti risparmio il riassunto minuto per minuto, posso parlarti di fatti, ma il problema è stata l’emotività connessa ai fatti.
Ti porto un esempio di un giorno, come tanti di quei giorni lì, e te ne riporto solo una parte della parte: camminare zoppicando per strada per dei problemi di salute, con l’idea che devi fare delle prove mediche per vedere se hai una malattia brutta, che potrebbe nel corso della vita invalidarti e comunque cambiarti la vita da subito (NON CE L’HO. Poi ho fatto un tagliando come la Ferrari). Ma non avere un soldo, oltre che le energie per dire: ora guardo se è vero e mi curo e prendo atto che forse la mia vita, anche fisica, è cambiata. Posso contare solo su di me e forse ho dei problemi seri… fantastico. Non avere una casa. Sul serio. Cioè, averne una ma che è come se non la avessi e non sai quando l’avrai davvero. Avere nel cuore un lutto che stai rielaborando, duro perché dall’oggi al domani è scomparsa una fonte d’amore reciproco eccezionale, unaparente vera anima gemella, e anche una malattia di una persona cara e molto vicina. Essere rimasta delusa nel profondo del profondo del profondo da una persona che pensavi fosse cmq stata parte di te, cosa che va a mettere in discussione (per il modo in cui ti ha deluso, che va al di là della fine di un amore) molto di quanto hai sempre creduto in generale sui rapporti umani (pur avendo vissuto altre storie e altre fini, ma si sta parlando di chi nel momento più duro per te ti morde la mano in più e sembra meno empatico di un estraneo). Comunque non farlo sapere, fuori, tranne che in uno stretto giro di persone, che è così che sta la tua vita, per riservatezza, carattere, lavoro, la tua identità, non per timore del giudizio. Avere dei problemi con la famiglia di origine, perché non capiscono perché sei a quel punto, come stai, cosa è successo e perché comunque pure loro hanno, davvero, un periodo duro e sono rinco. Scontrarti con la crisi globale mentre sei in questa crisi personale. Per cui non è che ti dici: vabbè, ma ora a me passa sto periodo di merda anche interiore e mi rimetto in careggiata, no…
Però Naty io, ma per me, una cosa di cuore te la voglio dire, ed è che la cose sono andate meglio non perché sono diventata più cinica e disincatata ecc… ma quando sono andata a riprendermi (e a fatica) qllo che ero prima, dentro di me, almeno una parte. Ciò che comunque avevo conservato.E non è l’isolamento che mi ha giovato, ma uscire di nuovo nel mondo. Spostandomi ma anche andando verso, a seconda. Non ho risolto tutti i miei guai, e tra 10 minuti può scoppiare il mondo. Ma va meglio. E sono comunque contenta di non pensare più a quella linea nera di separazione tra me e me. Perché avere “me” per me, in me cambia le cose. Comunque.
NATY un abbraccio, capisco cosa dici perché tante volte l’ho pensato anch’io. lavori, ti impegni, cerchi sempre di fare del bene, di comportarti bene e poi pam!! puntualmente ritrovarsi col sedere per terra.. e allora ti vuoi solo arrendere dire basta, basta a tutto e a tutti. fate quello che volete, andate a rotoli voi e il vostro mondo marcio..(mi permetto di enfatizzare un po’) io questa sensazione l’ho provata più di una volta. l’anno scorso quando in tempo zero il mio ex si mise allegramente con un’altra, andare in giro e vederselo mano nella mano con lei, presentata ai suoi amici nel posto che fino a 20 giorni prima era il mio.. o sul lavoro per le occasioni perse e i posti soffiati perché io magari non avevo le conoscenze giuste o non ero abbastanza scaltra o ruffiana o troppo idealista come dice LUNA. e ho toccato il fondo, stavo male, ero arrabbiata, ero delusa. avevo mollato, avevo smesso di lottare. non trovo il lavoro che mi piace? ok, smetto di cercarlo e mi accontento di questo. amore? non ci credo più, non provo più niente, non voglio più nessuno. per un periodo credo proprio di aver ragionato così. però non stavo cmq bene semplicemente perché non ero più io, senza i miei sogni, i miei progetti, i miei ideali (sia di amore che di lavoro) mi sentivo persa.
e allora mi sono detta che avevo il diritto e anche il dovere di rincorrere quella fantomatica felicità che avevo sempre desiderato..e di farlo a modo mio. e forse per la prima volta in tutta la mia vita ho cominciato ad essere me stessa: la ragazza che non sapeva parlare, non rispondeva alle domande e non le faceva solo per timidezza pian piano se n’è andata..per lasciare il posto a una donna che lavora sodo con la giusta grinta per farsi spazio nel lavoro e nelle relazioni.
e ti posso assicurare cara NATY che l’onestà e il lavoro duro danno sempre i loro frutti. confrontandomi con gli altri ho capito di avere qualità e competenze preziose che non pensavo minimamente di avere. il mio MR.Big non è perfetto e forse la storia finirà presto..però dopo tanti anni sono riuscita a parlargli davvero e a fargli capire certi suoi sbagli..e lui con mia grande sorpresa in questo è cambiato, ha ammesso i suoi errori, mi ha capito.. NATY per quello che ti conosco da qui sei una donna forte e intelligente..i momenti di solitudine e tristezza ci sono ma ricordati che non sei sola..ci siamo NOI !!! ma non perdere la fiducia e l’ottimismo, io in questo sono fatalista la ruota gira e il destino segue il suo corso..sempre! e sono sicura che ti riserverà molte cose belle come meriti! 🙂
baci a tutti
ciao di nuovo Naty, LUNA e grazie di nuovo per avermi risposto 🙂
non so spiegare quanto sia bello trovare qualcuno come voi che ti ascoltano cercano di capirti, consolarti e aiutarti… poi dicono che le nuove tecnlogie allontanano le persone !..
mi spiace solo di non riuscire a leggere interamente la Vs sorie (ci ho provato ma non ho trovato il Vs PRIMO POST) soprattutto mi spiace non esserci stato quando avevate bisogno anche solo di una buoa parola di conforto…
Naty mi dici qualcosa su cui riflettere… “Non pensi che la decisione di andare a convivere, sia stata presa nel momento SBAGLIATO?” poi “moltissimi rapporti, nati e condotti a distanza, per ovvie ragioni, finiscono AL MOMENTO della riunione VERA della coppia…
non sai qunto mi sono ripetuto queste domande prima di decidere di fare quel passo…
la situazione era questa (cerco sempre di riassumere):
Lei studiava e io ero un libero imprenditore (mediocre) cosi ho preso un appartamento in affitto dalle mie parti con la voglia di provare a stare assieme da parte di entrambi…
questo ha funzionato per circa 2 anni 3-4 giorni su 7 e poi cosa avrei dovuto fare? io l’amavo e volevo costruire un futuro… ci ho vuluto credere e ho sbagliato.
LUNA mi dici
“Non può che essere che tu non stia aspettando lei ma che ti senta un po’ giù perché dopo quelle fasi avresti voglia di innamorarti di nuovo?”
credo che tu abbia centrato la questione più importante ora come ora… il passato è passato e so che Lei rimarrà per sempre il mio primo amore 🙂
La risposta alla tua domanda è “SI” VORREI INNAMORARMI o meglio vorrei ritrovare quegli occhi, quella complicità e quelle sensazine di essere desiderato… credo che chi ha avuto una storia importante come la mia in un modo o nell’altro abbia amato e sia stato amato e questo non si dimentica, non si può sostituire con amici, sport, tatro, film, disco, lavoro, soldi…
Alla fine la vita che ci si trova ad affrontare è segnata dalla insostituibile sensazione di sentirsi desiderati derivante dal rapporto finito, sensazione che col tempo un pò si dimentica.
Poi bisogna fare i conti con il teribile presentimento che l’unico amore della tua vita te lo sei giocato e non ne troverai un altro migliore… cosa che per ora per me è cosi.
ZELLO: non te lo sarai giocato da solo quell’amore, no?
le storie finiscono, non tutte certo, ma quando finiscono di solito delle ragioni ci sono. Mi pare che tu, dal tuo punto di vista, anche se ti sarai rimproverato delle cose analizzando il passato e magari con molti “se”, giudichi comunque di aver fatto quello che potevi, in quel momento, e durante la relazione, perché le cose andassero per il meglio. Lei probabilmente penserà la stessa cosa. Quel “terribile presentimento” è assolutamente normale durante la rielaborazione del lutto e credo finché non veniamo stupiti da una nuova rivoluzione cardiaca. Certo, quando anche siamo pronti ad accoglierla.
Certo non si tratta di gettare via ricordi e sensazioni passate, solo, via via, di accettare che non possiamo cambiare il corso passato degli eventi. Se la vostra storia ha avuto un certo corso e non un altro è perché quelli siete stati in quegli anni.
Non si tratta neppure di cercare, ovviamente, un tappabuchi, un chiodo schiaccia chiodo, qualcosa di abbastanza simile o persino uguale. Ma la vita può semplicemente stupirti ancora, e in positivo. Facendoti mettere in gioco parti di te che ora magari senti assopite, e anche parti di te che magari non conosci ancora.
Oggi comunque cominceresti e vivresti la storia dal Zello che sei oggi.
Per il fatto che la storia sia stata lunga e cominciata quando eri molto giovane, la mia è cominciata a 20 anni ed è durata quasi altrettanto, quindi comprendo molte delle tue sensazioni, immagino.
Cerca di darti i tuoi tempi, ma senza indugiare troppo nel passato, cerca di rilassarti e di restare aperto agli stupori positivi della vita.
E se il tuo “lutto”, con le sue fasi, è stato lungo, e ciò ti causa anche preoccupazione, rispetta il fatto che questi comunque sono stati i tuoi tempi. Quelli di cui tu hai avuto bisogno, anche, forse, per non staccarti veramente dal passato del tutto. Ma anche il fatto che tu abbia cercato un forum in cui confrontare la tua esperienza, forse è un segnale anche di una nuova fase, no?
Non credo mi riprenderò mai 🙂
Soprattutto dovrei incontrarla a breve,ma ne ho paura,dato che il suo unico obiettivo dopo l’incontro è quello di essere lasciata in pace e che io me ne faccia una ragione.
Tra un pò saranno 6 mesi che mi ha lasciata,e io sto ancora al punto di partenza 🙂
E’ che non vorrei arrendermi anche la situazione è definita.
Zello, il tempo che serve e’ soggettivo, l’elaborazione dl dolore ognuno ha la propria, credimi io sono stata una davvero “difficile”, tre anni sono davvero tanti!!! tanti ne sono dovuti passare…
Adesso chiaramente temi di esserti giocato l’Amore della tua vita, vedrai ben presto non ragionerai piu’ cosi’. Certo ti rimarra’ dentro qualcosa, se non altro qualche ricordo qua’ e la’, ma sara’ giusto questo…oppure sara’ un’esperienza che ti aiutera’ nel tuo prossimo futuro. Forse in realta’ non ti manca lei, bensi’ quello che poteva essere, l’immagine del sogno che ti eri fatto, ascoltati bene, se sei pronto ad innammorarti di nuovo credo sia davvero questo.
e poi se mi posso permettere e’ brutto quell’aggettivo che hai usato di te stesso “mediocre”…non credi di meritarti qualcosa di piu’?! (non come imprenditore…visto che non ti conosco…ma certamente come persona si!).
Naty, Luna, Lilly, Valinda e tutt* gli altri buon inizio settimana…baci
Care LUNA e VALINDA, vi ringrazio delle vostre parole. Cose ne avete dette molte, ma avendo poca energia vi do una risposta abbastanza sintetica. Quando ho detto che ero onesta e costruttiva, non volevo dire che – inevitabilmente – essendo tali, le cose debbano andare a finire come sono finite per me. VALINDA, se le cose ti vanno ora abbastanza bene (e mi sembra di capire non solo nel lavoro, ma anche in amore) io ne sono contentissima, ed è giusto, alla tua età, che tu pensi che un onesto, inevitabilmente, otterrà quello che è giusto… Io non la penso più così, ma tant’è.
LUNA, tu credo che mi conosca meglio (sai che sono una persona forte, che tende all’armonia, pur con le mie umanissime fragilità: e di queste, agli altri, ti assicuro, importava ben poco… E allora è venuto il giorno che mi sono rotta le palle, semplicemente): se non avessi la situazione materiale, concreta, che ho, certo non starei così. Ergo: puoi comprendere quanto possa essere esasperante stare a contatto (forzato) con persone che ritengo negative, che nulla possono per me, se non influenzare, come è stato, negativamente la mia vita. Non è un caso che me ne sono andata a gambe levate, non appena ho potuto (ciò significa dall’età di diciassette anni…). Adesso non ci sono vie d’uscita, concrete, è tutta lì la questione più grave, cara LUNA. E discorsi “vedrai andrà meglio”, “tieni duro” e via discorrendo, ormai, mi danno la nausea, ergo sto da sola, che di discorsi, di chiacchiere, non ne voglio più sentire.
ZELLO, tu scrivi: “Lei studiava e io ero un libero imprenditore (mediocre) cosi ho preso un appartamento in affitto dalle mie parti con la voglia di provare a stare assieme da parte di entrambi…
questo ha funzionato per circa 2 anni 3-4 giorni su 7 e poi cosa avrei dovuto fare? io l’amavo e volevo costruire un futuro… ci ho vuluto credere e ho sbagliato”.
Scusa, ma non ho capito perché avresti “sbagliato” a prendere una casa e provare a iniziare una semi-convivenza.
M’interesserebbe, però, concentrarci proprio su quei “circa 2 anni”: che cosa è successo? Come è andata?
Te lo domando perché mi viene il dubbio che la tua ex possa (ipotizzo) aver molto sofferto di questo parti e torna. Ne so qualcosa… L’ho fatto per circa un anno, un anno e mezzo, e la cosa mi ha distrutta. E’ vero che per amore si fa tutto e che l’amore supera tutto, ma bisogna vedere per quanto. Ogni essere umano ha i propri limiti: fisici, psicologici. Eccetera. Dunque mi interesserebbe capire come viveva, ha vissuto, lei, questi due anni. Le cose che ti diceva. Le cose che magari desiderava e non erano. O, viceversa, le cose che la rendevano felice, particolarmente in quel periodo.
Naty, semplicemente un abbraccio. Ti voglio bene.
ciao a tutti:( i giorni trascorrono lenti i ricordi rimbombano nella testa è durissima….
Cara Naty, i discorsi sul futuro tendono a far imbestialire. Sia quelli che inneggiano al rosa che quelli che profetizzano il nero. Nessuno sa cosa ci potrà accadere. Si può solo sperare. Ed augurare a sè stessi e agli altri. Pochi giorni fa una delle mie tre amiche, una di quelle che sento nei momenti belli e nei momenti brutti (ossia quando si ha l’esigenza di condividere gioia o disperazione) mi ha scritto un sms per dirmi che era stata operata al seno, che ora ha dei problemi all’utero e che si sente depressa. Ed io….io non ho saputo cosa dire se non le solite frasi apparentemente retoriche ma concretamente sentite: in bocca al lupo-ti abbraccio-io ci sono se ti va di sfogarti. Troppo ignorante in materia per poter azzardare diagnosi sulla base di tre righe di sms, troppo consapevole che, in certe condizioni, anche una puntura di spillo può sembrare una sciabolata. Troppo e troppo poco per poter essere un aiuto concreto.
Ciò che abbiamo in mano è la nostra realtà.
Ciò che abbiamo in testa sono le nostre aspettative, le speranze.
Non abbiamo altro.
La retorica altrui, nera o rosa che sia, irrita così come può irritarci la nostra stessa tendenza ad essere cinici per “non portarci sfiga” o per cadere da un albero troppo alto.
Anche io non sopporto tante cose e, spesso, non faccio molto per nasconderlo. (non a caso ho tre amiche ;).
Non sopporto chi elenca la sfiga altrui per sminuire la tua, chi risponde con un “tu dici, dici ma pensa a me che…..” e vai con il blablabla di pseudo disgrazie, non reggo chi è stato illuminato dalla fortuna e si aggira a profetizzare che fratel colpo di culo beneficerà tutti.
In questi ultimi anni ho combinato un bel po’ di cazzate lavorative/finanziarie dagli esiti DISASTROSI.
E mi sto facendo un discreto sedere a capanna per tirarmene fuori. Un imbecille (perché di imbecille trattasi) ha avuto il coraggio di dirmi “bè…..sei fortunata…..hai forza, hai carattere, affronti la situazione……io mi sento un vermiciattolo senza futuro. Tra pochi giorni parto per l’Asia, un giretto di due settimane….spero non mi capiti di avere il panico come quest’estate in Austria. La mia ragazza mi stava appiccicata ed io mi sentivo soffocare…..che brutta sensazione”. Argh……sapessi com’è soffocante temere che il dlin dlon del campanello nasconda l’ufficiale giudiziario che ti pignora una sedia perché ne hai due ed un culo solo!!!!!
Cerco la compagnia e stimo chi non azzarda ipotesi ma ti guarda/parla/scrive con un sorriso che si può cogliere solo quando il cinismo (o la rassegnata incazzatura) è un atto dovuto a sè stessi per attenuare la botta delle bastonate che la vita riserva. Una facciata attraverso cui filtra la luce della positività che non è l’imbecillità del gaudente a prescindere. Un’armatura con cui ci si difende ma non si attacca.
Nessuno di noi sa cosa succederà domani. Ognuno di noi, però, può augurare a chi vuol bene che il domani porti almeno il minimo sindacale di serenità :-).
A volte accade. A volte tarda ad accadere. A volte non capita mai. Ma un augurio di felicità ed un abbraccio stretto stretto acchiappali al volo e tienili lì, a portata di mano. Certo…..non ti difenderanno dalle portate in faccia di chi potrebbe ma non fa, di chi si scorda di ciò che per te è vitale, di chi ti passa sopra come se fossi un’ombra o non si accorge che ti stai asciugando come una goccia d’acqua sotto il sole. Però…. A volte serve anche sapere che, da qualche parte, per vie completamente diverse, in tempi differenti, è arrivato al punto di poterti comprendere senza sapere le circostanze nei particolari. E non si può esimere dal dirti: non soffocare mai le tue speranze. Concrete o meno che siano sono parte di te. Un abbraccio.
Ho dato una lettura rapida ai vs scritti e sinceramente,con la mia vasta esperienza di vita,ho apprezzato e vi consiglio di ascoltare i suggerimenti validi e positivi di Valinda. Non si puó soffrire la vita intera per un uomo o una donna persa!Basta piangersi addosso!!La vita continua,solo con la morte non c’é rimedio! Una mia amiga in Brasile ripete sempre che:” moglie e marito neanche parenti sono “.Quindo,imma
ginatevi un fidanzato o fidanzata!!Certo,ammetto ceh la sofferenza per
chi é stato abbandonato/a é dura,ma bisogna procurare una soluzione!
Perché se rimango a piangermi addosso,senza reagire,senza per prima cosa pensare positivamente che Iddio mi ha fatto scoprire che quella persona non mi meritava,io debbo ringraziarLO,avendo scoperto prima di averci dei figli che quella persona non mi amava veramente.Il
vivere assieme da coniugi,é sempre piú difficile in un contesto sociale che ogni essere umano dimentica la responsabilitá che assume,quando si pronuncia la parola ” TI AMO”.Quando si decide di
entrare mentalmente,e fisicamente nella vita di un’altra persona.Ci sono persone abituate a prendere in giro e fare conquiste,uomini senza scrupoli e donne libertine.Ma una persona seria e matura,prima
di esporsi e dichiararsi,dovrebbe farsi un approfondito esame di coscienza.”Quello che non vuoi venga fatto a te,non devi farlo ad altro”Ah….come sarebbe diverso se queste persone praticasero una religione,se avessero nel loro animo il timore di Dio,il rispetto,la fedeltá,e maggiormente la spiritualitá.Quest’ultima manca completamente a molti,perció le storie finiscono!Quando non hanno le fondamenta solide in moralitá,esempio,spiritualitá,rispetto.Non voglio prolungarmi molto,ma consiglio a chi non riesce a superare il
dolore comprensibile di un abbandono,riscoprire la sua spiritualitá e procurare un’associazione di autoaiuto(ce ne sono tante in Italia e nel mondo).Riscoprire chi ” io sono” ” i miei pregi,qualitá, capacitá e volontá) per superare in breve tempo il periodo nero della vita,al quale nessun umano sfugge.Auguri e pensate bene in ció che ho scritto.Tony
Grazie LULU per avermi contestato il mio “mediocre”, in effetti in questo periodo ho l’autostima sotto i piedi, quando giro per strada, al lavoro, in palestra… mi sembra che gli altri siano tutti più bravi e più belli di me! credo che questo sia uno dei miei più grossi problemi da risolvere ora come ora.
Come si può pensare di stare bene con se stessi se non si è sicuri di se?, io penso che la sicurezza e la serenità vada prima trovata da soli e poi si condivide con qualcun altro.
Il fatto è che quando ci siamo lasciati credevo di avere amici, interessi, una vita stimolante che sicuramente mi avrebbe portato a nuove conoscenze… invece non è stato cosi.
Probabilmente il dolore che ho provato mi ha cambiato al punto che tutto ciò che era la mia vita oltre a lei è passata in secondo piano e non dandogli importanza, non alimentandola ho perso il contatto con una vita sociale “appagante”… infatti ora mi ritrovo il we in casa al pc o a guardare film e addirittura non vedo l’ora che venga lun, almeno in ufficio sono impegnato e non penso alla mia vita (bello schifo eh?!)
Naty ciao,
Dovrei raccontarti qlc altro particolare per inquadrare bene la situazione…
Lei studiava all’UNI e il fatto di andare avanti a indietro le pesava come pesava a me (a lei forse di più xchè usava il treno) … per farla breve il morale della Ns storia è che Lei ha avuto una adolescenza difficile (DAVVERO) e io le sono stato accanto (come ho potuto) probabilmente sostituendo la figura paterna, questo però se da un lato la aiutava, dall’altro le tarpava le ali, secondo me finchè durava la Ns relazione LEI NON POTEVA PRENDERE IN MANO LE REDINI DELLA SUA VITA.. e la cosa strana è che sono stato IO a spingerla a farlo, sentirsi appagata del suo lavorom, autosufficiente, sicura di se.
Lo dimostrano tanti piccoli particolari (es. in 10 anni NON è mai venuta da me in macchina, appena lasciati ha iniziato ad usarla per uscire con i nuovi amici…)
Comunque sia andata io SPERO CON TUTTO IL CUORE CHE LEI SIA FELICE.
Il problema è trovare il modo di essere felice IO o perlomeno sereno, xchè felice come lo sono stato con lei lo sarò solo nel momento in cui qualcun altro mi dimostri altrettanto amore.
ZELLO: perché lei non poteva prendere in mano le redini della sua vita finché stava con te? Dare sostegno ad una persona, esserci non significa necessariamente tarparle le ali o desiderare un rapporto di dipendenza e di non autosufficienza. Vero è, che a volte, si creano degli equilibri/squilibri in tal senso per cui una persona in realtà “gradisce” di legare sempre le scarpe all’altro, per il timore che se l’altro impara a legarsele da solo o a comprare delle scarpe… più adatte alla corsa possa fargli bye bye… ma a volte delle persone si inventano anche la scusa interiore che l’altro sia un freno (autogiustificazione) o semplicemente una relazione basata su determinati equilibri non è capace di evolversi nel momento in cui chi era più dipendente scopre una maggiore autonomia… Ma non sempre ciò avviene perché è quello che era già più indipendente che non accetta il cambiamento.
Un mio amico è stato per anni con una persona dipendente, che per esempio aveva la patente ma possibilmente la teneva nel cassetto, che se doveva fare i SUOI PROPRI esami all’università aveva continuamente bisogno che da fuori arrivasse chi dava la carica (a tutti noi può capitare di avere dei momenti così, ma quello era proprio un modo di essere), che pareva cadere dalle nuvole sulle questioni pratiche… e non so nemmeno se fosse davvero insicurezza congenita, visto che, comunque, alla fine, adagiarsi in quello stato di non autosufficienza mi sa le faceva anche comodo. Peraltro, se pure è vero che lui accettava questo genere di equilibri, conoscendolo sono anche portata a credere che lui spronasse una maggiore autonomia in lei. Certo, non c’ero. E ho sentito una sola campana. Ad un certo punto comunque è arrivato il momento in cui lei avrebbe dovuto metterci del suo maggiormente, prendersi delle maggiori responsabilità uscendo da una congenita passività. In sintesi: crescere.
E forse sentendosi tradita in questo, consciamente o no che fosse, lei se l’è presa. Da un lato mettendoci sempre del meno e aumentando la passività nelle questioni che riguardavano la vita di coppia (da comprare il pane ad andare qualche volta fisicamente a pagare una bolletta, pur avendo più tempo libero) dall’altro, visto che aveva cambiato lavoro (spronata da lui, ma nel senso di una maggiore autonomia per se stessa, in primis, e comunque un lavoro più soddisfacente di prima e non precario) scocciandosi probabilmente di dover usare quel maggiore denaro che aveva nelle sue tasche per delle scelte economiche fatte insieme.
La sicurezza nella vita aiuta, ma spesso più di sicurezza si tratta di autostima, e l’autostima non è “sono bravo, bello, fotomodello”, ma anche accettazione realistica delle proprie risorse e dei propri limiti, per esempio, o cercare di fare cose che fanno sentire a proprio agio piuttosto che a disagio. “Mediocre imprenditore” aveva colpito anche me.
NATY: ciao, ho premesso che sai tu per te, stati d’animo e contingenze. E, peraltro, il fatto “tu sei forte, beata te”, LILLY, è sempre stata una cosa che mi è stata sulle palle. Chissà poi perché si pensa che le cosiddette persone “forti” non possano soffrire d’ansia, depressione, attacchi di panico. Forse perché è comodo pensarlo.
E mi è capitato nella vita di avere a che fare con le cossidette “madonnine infilzate” (che possono essere sia maschi che donne), cioè i sensibili autoreferenziali, per esempio. Quelli che in nome della LORO sensibilità possono sempre dire, fare il c.... che pare a loro, senza mai prendersi la responsabilità delle loro azioni anche totalmente insensibili, o di zero buona creanza o rispetto e empatia pari a una cozza (mi perdonino le cozze), ma poi, se tu gli fai notare che hanno sbagliato, ferito, colpito, rotto le palle o degli equilibri, diventano improvvisamente cristallo puro. E tu, che sei più forte (dove sta scritto???) hai sempre torto. Tu sei il culturista che tanto se la cava sempre e non soffre mai e se soffre se la cava e loro vanno trattati con le molle o si sgretolano o finiscono alla neuro deliri. Comodo.
NATY, io ti ho scritto quello che ti ho scritto non per fare una relativizzazione stile c’è chi sta peggio o meglio, ma per una sincera empatia rispetto al fatto di come ci si può sentire quando ci si sente in trappola o in mezzo a casini che avverti come oggettivamente insormontabili. Che siano oggettivamente o soggettivamente insormontabili in quei momenti non fa alcuna differenza.
Quello per cui provavo forte empatia era anche la sensazione che tu descrivevi (così io l’ho letta) dell’aver perso una certa parte di sè. Di pensare che sia il caso di metterla da parte. Io, mi ripeto parlo per me, quando l’ho messa via sono stata malissimo perché quella parte non conteneva solo dei punti deboli, ma anche delle risorse. e senza quelle risorse io ero al palo. E non parlo di occhiali rosa con cui vedere il futuro. Ma forse, mi rendo conto, non riesco a spiegarmi.
Capisco molto bene che tu non sopporti nè un atteggiamento di compatimento, nè la relativizzazione, né come altro dicevi. Io, per evitare tutto questo, mi sono spostata e peraltro dei c.... miei non ho detto niente a nessuno. No, ripeto, perché temevo il giudizio degli altri, ma perché non avevo voglia nè energie di spiegare alle persone a che punto stavo e perché, quali fossero i miei problemi e perché, perché sentissi anche il diritto di essere pessimista e insieme di cercare delle mie soluzioni con i miei tempi ecc ecc. Ho avuto anche la sensazione onestamente che l’isolamento fosse la sola via possibile. Posso dirti che ancora oggi mantengo questo atteggiamento di riservatezza rispetto la moltitudine. Però per fortuna ci sono anche persone con cui ho il piacere di condividere. Perché apprezzo anche i loro silenzi, il loro parlare d’altro e fare gesti che non risolvono i miei problemi, ma che aiutano a vivere meglio.
Mi dispiace se mi dilungo, perché comprendo il tuo discorso sulle energie. Se fossimo state nella stessa stanza probabilmente sarei stata zitta. Qui l’empatia viene da trasmetterla a parole, anche perché sono quelle che abbiamo.
Anch’io ho ancora le energie molto basse. Se una volta potevo fare quindici cose in un giorno adesso ne faccio due e mi sento stanca morta. Lo accetto. Non so se tornerò come prima al cento per cento, ma è naturale che ora sia così.
Dopo un periodo di maggiore isolamento sono contenta di aver riaperto la porta a persone a cui non ho bisogno di spiegarlo, anche perché sono in grado di accettarlo, anche da loro stesse. Provo gioia nel vedere il loro “recupero” di una maggiore serenità, non scontato, come provo gioia nel vedere i miei recuperi. So benissimo che carico di stress a loro volta hanno dovuto sostenere nei loro percorsi. che disperazioni. certo, li so vedendo da fuori.
Frasi come “non piangerti addosso”, “c’è chi sta peggio” ecc capisco quanto e perché siano percepite come insostenibili. Io mi sono spostata da questo genere di frasi, indipendentemente dalle intenzioni, anche ottime, con cui venivano pronunciate, perché non mi servivano a nulla. Anzi spesso mi facevano solo stressare di più.
anch’io ti abbraccio forte. E, banalmente, ti dico: abbi cura di te.
per quello che puoi, in qualsiasi merdosa contingenza.
ti giuro, non voglio sembrarti retorica.
Ho provato una disperazione pazzesca ogni volta che mi rendevo conto che c’era un limite in quanto potessi prendermi cura di me, come io stessa avrei voluto. Una disperazione maggiore di quando non mi rendevo conto che non lo stavo facendo.
Io mi “perdo” ogni giorno, a momenti, nelle mie budella. Mi perdo ogni giorno in brutti ricordi, nelle mie malinconie, nello sgomento di cose che mi sono successe, nelle paure oggettive per il presente, paure oggettive per il futuro. A volte vado giù per qualche minuto o qualche ora come un ascensore a cui si sono rotti i fili. La differenza è che c’è stato un periodo in cui negavo, e un periodo in cui sono stata sempre nello scantinato. Queste cadute momentanee, ma non scontate oggi come oggi le accetto, perché sarebbe impossibile il contrario. Poi risalgo e proseguo il mio percorso.
Quando una fase sarà passata del tutto ho fiducia nel fatto che probabilmente non sarà così. Potrò smantellare anche una serie di cose che mi sono servite per reggere lo stress, emotivo, psicologico, fisico. Come quando a un palazzo tolgono le impalcature di un cantiere. O forse sarò sempre, in fondo in fondo, come la vecchina della casa di riposo che si metteva il pane sotto la maglia, per paura di restare senza cibo. O forse a volte metterò un metaforico panino sotto la maglia e poi dirò “ma che faccio? c’è una panetteria sotto casa, e ho il frigo pieno”, sorriderò delle mie debolezze. Non lo so. Step by step, un file per volta. Meglio sto, e sono più “me”, questo conta ora, perché mi serve, anche se del doman non v’è certezza. Bacino
MANU: scuasate la sfilza di commenti :S ma vorrei rispondere a MANU.
Io spero che tu possa presto cominciare a pensare a te, ma a te veramente. Visto che questo incontro dev’esserci (nei tempi e nei modi che lei ha stabilito, mi pare di capire), ti auguro ovviamente che tu possa avere dei riscontri positivi. Ma se invece c’è egoismo e autoreferienzialità dall’altra parte, veramente, se dall’altra parte ti becchi un sonoro “arrangiati” tanto più Manu (pur comprendendo quanto sia dura e anche il chiedersi “ma con chi sono stata? ma cosa è stato allora?”) io spero che presto tu cominci a trovare la tua via per stare meglio, pensarti “sola”, ma nel senso di una persona sola che si fa del bene. E che smette di usare tutte le sue energie per una persona che pensa solo a se stessa, invece.
In questi giorni, in un lavoro di pulizia e riordino, mi trovo davanti cose, scritti, rimandi che sono appartenuti non ai famosi sette anni orribilis, ma alla fase precedente, i dieci anni prima. Da un lato trovo anche cose che scrivevo allora e che mi fanno capire che certe caratteristiche sue c’erano già. Non così eclatanti, e mi amava, e anch’io avevo le mie, ovviamente, e siamo anche cresciuti insieme. Tuttavia certe cose che trovo mi fanno riflettere anche su certi miei stati d’animo di allora. E su quali erano cose che dovevano essere risolte e superate. Posso anche dire ci abbiamo provato e non ce l’abbiamo fatta. Comunque non cambia la sostanza che penso sia stato un grande amore. O perlomeno un legame molto forte e certamente intenso. Di cose ne abbiamo fatte, condivise tante. Certo è che la persona che mi sono trovata di fronte in seguito era molto diversa da quella di prima, anche quella di prima era comunque un po’ chiusa, umorale ecc. e che la “nuova persona” con il tempo non ha fatto altro che peggiorare, non migliorare nei suoi atteggiamenti comunque via via sempre più autorefenziali e contorti. Io penso di poter dire onestamente che se dall’altra parte ci fosse stato un modo più funzionale di gestire la crisi, anche la fine di un sentimento e anche le questioni meramente più pratiche, se ci fosse stata una maggiore empatia e il riconoscimento di un vissuto (pure anche finito che fosse) mi sarei risparmiata casini, dolori, stati confusionali, stress, a gogò. Comunque avrei sofferto per la fine di un amore, e avrei avuto una fase in cui mi sarei chiesta: ma cosa è successo? cosa ho vissuto? ma questo che mi sorrideva accanto nelle foto e mi faceva i regali di Natale o con cui ridevo chi è? ma è stata una grande presa per il cu…? ma vale la pena amare allora? ecc- comunque avrei attraversato incredulità ecc ecc tutte la fasi sacrosante…
però mi sa che mi sarei risparmiata qualche trauma che non avrebbe avuto ragione d’essere se solo lui fosse stato una persona più matura. Se solo avesse mantenuto comunque un… filino di logica, empatia, reciproco riconoscimento…
Detta così può sembrare che lui mi abbia “semplicemente” detto un giorno “non ti amo più” o “ti lascio” e che io mi sia ostinata a sbattere la testa contro il muro non volendo credere a quello che stava succedendo e all’evidenza. Certo che mi sono sfuggite delle evidenze, ma erano altre evidente sopratutto e cioè che il malomodo in cui gestiva la cosa era uno dei problemi da mettere in alto alla lista, perché fa molta molta differenza. Immagino che capiti a chiunque di non poter credere a quello che sta succedendo. Di pensare: forse non sa quello che dice o sono su candid camera. O di sperare che l’altro si ravveda. O cercare di capire cosa sta succedendo, se è recuperabile. Ecc. Tuttavia se lui fosse stato veramente chiaro, assertivo, coerente e anche responsabile, per la sua parte, del fatto che quella comunque era anche la sua storia, che pure finisse, le cose sarebbero andate diversamente. Invece lui è stato realmente contorto. Forse perché davvero mi amava ancora quando diceva di no, forse perché comunque non sapeva che c.... voleva da se stesso, da me, dalla vita. Forse perché non riusciva a sostenere il proprio senso di fallimento, forse perché non riusciva lui per primo a tollerare comunque che fossimo separati, forse perché separati sì ma io in un convento, forse perché comunque mi voleva anche bene e quindi sul serio gli dispiaceva farmi del male, forse perché era convinto che io non lo avessi mai amato abbastanza e aveva comunque vissuto con un suo pessimismo e un suo complesso di inferiorità e la convinzione che tanto prima o poi io sarei scappata con il postino o con qualcuno che avrei potuto trovare più interessante. Forse perché non ero la donna per lui, anche se proprio per quelle cose che lo spaventavano di me lui scriveva “tu mi riempi la vita”, perché lui era per certi versi in scala di grigi e io ero un arcobaleno e perché con me provava emozioni troppo forti mentre lui è uno che ha bisogno di tirarsi il freno a mano. forse perché si è convinto da solo che doveva farmi una guerra, ti distruggo prima che tu distruggi me, forse perché si è autoaccoppato nella sua introversione e dinamiche che mai ha affrontato. Forse perché comunque tanto quella forte ero io. Forse perché lo spaventava dover essere veramente uomo con me perché c’era bisogno che lui fosse per le mie fragilità. Non lo so… quello che so è che c’è stata tanta tanta sua autoreferenzialità. Nel dire “vattene” e nel dire “come puoi lasciarmi?”, in estremi pazzeschi in entrambi i casi. Qllo che so è che comunque non serviva tutto questo casino. E che il valore del passato e dell’affetto poteva comunque restare. Più andava avanti il tempo e più: “Ma chi è davvero?” anche perché da parte sua c’è ancora oggi la volontà di destabilizzarmi non facendomelo capire. E credo sarà così per sempre. Mi rattrista, ma in qualche modo quella è forse anche una sua vendetta. Di cosa esattamente non si sa. O forse è solo egoismo. Comunque sia è una cosa con cui devo fare i conti io.
@LUNA: Io ti AMO….tu sei nessuno. Come posso vivere senza di te…tu non porti niente. Ho fatto tutto per te…tu mi hai sempre sfruttato. Come te non c’è nessuna….sei come tutte, puttana falsa sfruttatrice. Vattene o ti avveleno…se te ne vai per me sei morta.
Che casino LUNA, che gran casino! Impossibile mettere ordine, eppure ci tocca farlo, tassello per tassello.
Ribadisco che è davvero incredibile come le sfumature della tua vita si possano confondere con quelle della mia.
Ciao a tutti, vecchi e nuovi!!!! E’ tantissimo che non scrivo più qui, ma vi leggo spesso; non so se qualcuno si ricorda di me, cmq ero finita in questa lettera (dove ho trovato persone dalla splendida sensibilità e brillantezza (quali ad es. Luna!!)) dopo che la mia storia lunga ben 16 anni era definitivamente finita, dopo mesi di alternanza tra “SI ti amo e non posso pensare di vivere senza di te …. e NO bisogna mettere fine a questa storia che ormai è finita” conditi da “sai l’amore non basta” (che questa ancora non l’ho capita), per poi scoprire che dopo circa sei mesi si è messo insieme ad una che conosco (non una mia amica, diciamo una conoscente), dimenticando di comunicamermelo nei nostri pur rari contatti telefonici del tempo (ormai interrotti del tutto da circa due anni).
Sono ormai passati poco più di 3 anni, sono stata malissimo, ho passato fasi alterne e ora anche se posso dire di stare bene ho la coscienza che tutto quello che è successo mi ha cambiato per sempre; anche volendo non potrei più tornare quella ragazza che credeva che “l’amore vince sempre su tutto”, nonostante mi sia innamorata di nuovo da circa un anno di una persona meravigliosa, sento che una parte di me rimane sempre lì a difendersi da eventuali delusioni, perchè se mi ha deluso colui con cui sono cresciuta e di cui mi fidavo come un fratello, cosa posso aspettarmi dagli altri??!!
Il fatto di non aver superato del tutto il trauma è evidente soprattutto la notte, perchè anche se sono trascorsi tre anni devo confessare che mi capita spesso ancora di sognarlo il mio ex e di svegliarmi con la tachicardia e di pensare a volte che sia stato un errore gettare via un amore così grande!
Cmq oggi scrivo qui per condividere con voi una enorme gioia perchè da questo nuovo amore sta anche per nascere qualcosa di meraviglioso e cioè il mio bambino :-)))))))) E chi lo avrebbe mai detto un anno fa!!!!!
Non sono qui per dire a tutti voi, dai sicuramente ce la farete, dopo il buio c’è sempre la luce etc etc, perchè purtroppo non ve lo posso assicurare, ma io sono stata molto fortunata e lo auguro anche a tutti voi!!!!!!!!
Sante parole Luna, il problema è proprio che i conti li deve fare sempre chi subisce le decisioni altrui…non sai quanto mi ritrovo in tutti i ma ed i forse che hai indicato…al momento vivo una situazione di stand by, il mio lui mi ha lasciato all’improvviso senza un perchè, in molte delle cose che hai scritto rivedo il suo carattere…il punto è che non saprò mai il perchè e ad oggi se ci penso divento matta!!!mi dicono che il tempo può alleviare il dolore, speriamo!!!
IL SOLE ESISTE PER TUTTI
🙂
Buona sera a tutti! Nel leggere gli ultimi commenti,cerco solo di suggerire e non consigliare,poiché consigli non si possono dare a nessuno.Ma senza sentire le due campane,di solito ci si sente di dare consigli o di sentir pena per i vari racconti,sinceri e non !Perció suggerisco a chi é riuscito a riacquistare e aumentare la sua AUTO STIMA,di suggerire cose buone da fare.Sono rimasto meravigliato invece di chi,pur aspettando un bambino dal suo ultimo relazionamento,ancora sogna l’ex ! Ma com’é possibile?Almeno non dichiararlo! Nel tuo subconscio,quella persona,ancora ha un dominio e non c’é cosa peggiore di iniziare altra relazione,senza aver messo la parola fine con tutta
la volontá e ripreso in pieno le sue facoltá mentali.In effetti i trauma non si cancellano facilmente,perció la kikka ancora sogna e pensa all’ex. È necessario l’aiuto di un psichiatra,altrimenti se l’ex tornerá all’attacco,la situazione diventerá peggiore di quando é stata abbandonata.Auguri!!Ma attenta,il nemico,se cosí lo possiamo qualificare,é sempre in agguato,dato che conosce le tue debolezze e sa quanto e come infierire nuovamente.Tony
NATY cara un abbraccio 🙂 credimi io ti capisco benissimo anch’io ho voglia di dire basta avete ragione voi, avete vinto, mi arrendo e ora lasciatemi in pace, basta tutto e tutti. oggi per esempio è una di quelle giornate. l’amore non mi va bene tutt’altro perché con Mr.Big è sempre un casino, la nonstoria probabilmente finirà e amen, perché lui non mi ama abbastanza, perché lui non mi ama e punto, perché lui non prova quello che provo io. faccio il lavoro che mi piace ma con mille difficoltà del mondo lavorativo precario e atipico di oggi e ingoio rospi giganti quasi quotidianamente. come oggi una strigliata durissima dal mio capo che lo fa dice per spronarmi, come segnale positivo, perché in me ci crede e bla bla…anche con le sue ragioni certo, ma con modalità aggressive e discutibili e senza riconoscere i miei meriti che sono oggettivi conquistati anche in poco tempo con ricompense (sempre legate al precariato di questo maledetto mondo del lavoro attuale) che non sono minimamente pari all’impegno che sto dando. Io sono una che lavora certo ma che per indole non fa mai il robot accondiscendente e dico la mia, faccio domande, rompo le balle se necessario e se penso di avere le ragioni per farlo. per questo non ho vita facile, perché chi tace e acconsente (davanti ma poi dietro magari fa le peggio cose) ha senza dubbio una vita più tranquilla e senza scontri. d’istinto oggi avrei pianto, ma non l’ho fatto. Non l’ho fatto perché so quanto valgo e non permetto più a nessuno di svilirmi né sul lavoro né nelle relazioni. e in questo mondo di facciata, di finzione anche nei rapporti io voglio essere diversa, voglio essere me stessa e sono disposta a pagarne le conseguenze. perché la soddisfazione di andare a testa alta sempre con correttezza e onestà ripaga da ogni fatica. sto divagando scusami ma è solo per dirti che ti capisco bene perché la voglia di mollare ce l’ho anch’io, praticamente ogni giorno. e l’ho anche fatto credimi ma come dice LUNA non ero più io, non mi sentivo io e in alcuni momenti ho anche toccato il fondo per depressione, angosce ecc. e allora mi sono detta che per risalire la china dovevo essere me stessa una volta per tutte perché proprio nella mia fragilità e difetti stava anche la mia forza e le mie risorse. Vedi NATY io dopo tanto soffrire sono arrivata a pensare che le persone più sensibili e intelligenti fanno paura al prossimo, suscitano invidie e aggressioni proprio perché sono persone pure, che non prendono ordini da nessuno e non si lasciano plasmare a piacimento. credo che persone così siano rare e preziose, che abbiano coraggio e qualità invidiate da tante madonnine infilzate come dice LUNA.. le stesse madonnine infilzate (uomini e donne) che dispensano sorrisi e moine a tutti ma che sotto sotto non hanno spessore e non valgono una cippa lippa.
in passato io ho sofferto molto per i giudizi negativi del prossimo e mi sfogavo su me stessa dandomi la colpa per tutto…(continua)…