La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.
L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Loredana.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Amore e relazioni di coppia
14.073 commenti
Pagine: « Prec. 1 … 200 201 202 203 204 … 282 Succ. »
Pagine: « Prec. 1 … 200 201 202 203 204 … 282 Succ. »
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.
Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.
▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

LUNA@ hai colto nel segno ancora una volta. Leggere chi sta male mi fa ripiombare ,anche se per poco, nella stessa condizione di qualche tempo fa.Questo succede a tutti, e’ ovvio, ogni lutto,in presenza di lutti di altri, si ripresenta , e certe sensazioni e dolori non si dimenticano piu’.
LELE@ Bruttissima storia,chi scrive qui ci e’ passato e ne sa qualcosa.Devi farti forza e continuare a vivere.Lo so che e’ difficilissimo, e lo scoramento ,la delusione e la voglia di piangere tiu attanaglia in ogni istante, ma tu devi volerti bene.Devi pensare prima di tutto a te stesso, alla tua persona, e poi piano piano ,col tempo, riuscirai a “guarire”.
Saranno mesi dolorosissimi, e l’angoscia prendera’ il sopravvento,penserai di non farcela e che lei era ed e’ l’UNICO scopo di vita, ma non e’ cosi’, credimi.
Il mio consiglio di amico “virtuale” e’ quello di zerbinare il giusto, di cercarla per un certo periodo e poi sparire, interrompere i contatti,su tutto e tutti.Solo cosi’ puoi avere la mente un po ‘piu’ libera ,altrimenti e’ un dolore ancora piu’ terribile.Basta un piccolissimo segnale della tua ex per ripiombare nell’ansia e nell’illusione.Meglio troncare di netto tutti i possibili contatti.
Tu scrivi che la vorresti riconquistare, ma la mia esperienza mi ha ,purtroppo,insegnato che e’ un’impresa impossibile.
La mia ex mi disse che se fosse rimasta con me lo avrebbe fatto solo per pena (tre giorni prima mi diceva di amarmi alla follia e se leggi i miei post di marzo aprile lo verifichi) e questa e’ la cosa piu’ cattiva ed infame che avrebbe potuto dirmi.
Ti capisco caro LELE, stai affrontando una durissima prova e dopo 11 anni ,cio che ti e’ successo, sembra inaccettabile.
Qui potrai trovare un po’ di conforto e di solidarieta’, ma la forza devi trovarla dentro di te.Coraggio. Ambrogio
Ambrogio è bello rileggerti 🙂
La tua ex è una di quelle persone da non considerare minimamente,e se hai trovato di meglio è perchè in te de buono c’è.
Purtroppo certi soggetti riescono a calpestare il nostro ego,ma fortunatamente e anche x merito di chi sei, se hai trovato una nuova e brillante luce.
Dirti che sarebbe rimasta con te per pena è pietoso.
Scusa il gioco di parole.
Ma arrivare a dire certe schifezze verrebbe voglia di tirare un calcio in bocca a chi le pronuncia o solo le pensa.
Io mi sono dovuta sentir dire di non essere mai stata amata 🙂
Vedi tu 🙂
Quindi tutto ciò che mi è stato dato,che sentivo e che sentiva erano tutte cazzate 🙂
Dalle stelle alle stalle dunque.
Mi sono ritrovata ad interagire con una persona che non so più nemmeno chi cavolo sia,oppure è sempre stata così e ho avuto sugli occhi fette spesse 50 cm di salame?
Non credo.
Ormai ho un’età che mi permette di vedere le cose col cervello oltre che col cuore.
Cmq ti auguro tanta felicità Ambrogio.
A discapito di ciò che dicono certi soggetti,e anche se non ti conosco,ho conosciuto il tuo dolore su queste pagine,e basta per capire che uomo sei 🙂
ciao a tutti, mi sono messo a rileggere le storie di questo forum… mi ero ripromesso di non farlo.. almeno finchè non sarei stato abbastanza bene da poterle affrontare , non che quel momento sia arrivato però vorrei condividere questa cosa..
Ho trovato scritto da qualcuno di veramente grande cose tipo “sii felice adesso, non aspettare di sposarti, innamorarti, di trovare il lavoro giusto…. Non c’è il momento migliore di questo per essere felice, la felicità è un percorso non una destinazione…”
Io penso che la felicità esiste solo in quanto condizione transitoria, sei felice nel momento in cui tutto fila liscio, la tua vita prende la piega che vorresti, ti senti amato e voluto. Io credo che dopo che si è voluto bene ad una persona cosi tanto da pensare di non poter vivere senza, stare bene da soli sia impossibile e che che vivere con la paura di restare soli non potrà mai trasformasi in felicità. Credo che ci siano comunque persone migliori di me che trovano la felicità su strade più buie della mia…
Credo che alla fine possiamo solo vivere il tempo che ci è dato nel miglior modo possibile accettando ciò che viene come un dono, qualsiasi cosa ci aspetti…
LELE: ciao 🙂 non lo so cosa succede a certe persone nel momento in cui il rapporto – anche se già apparentemente piuttosto consolidato – sta per fare un nuovo passo di crescita… se il problema è che si accorgono che il rapporto non è in grado di crescere – almeno secondo loro, ma possono anche cogliere dei segnali che l’altro ignora o non giudica sufficienti ad una rottura, almeno in quel momento – o se sono loro a non voler crescere e quindi attribuiscono la colpa al rapporto… nel caso potremmo caricarci di una responsabilità o almeno di una parte di responsabilità che in realtà non è nostra, sta dentro l’altra persona, e non possiamo farci niente. E, tutto sommato, sarebbe onesto anche che l’altra persona ammettesse con noi e con se stessa che il punto sta lì: non sono pronto io a questo passo.
tu dici che vale la pena di lottare per qualcosa in cui si crede e a cui si tiene. ed io su questo di base ti do assolutamente ragione, tanto più perché capisco che dopo undici anni (a me è successo dopo 10, e idem con il cambiamento/casa/convivenza) si sta evidentemente in qualcosa che “ragionevolemente” sembrava avviato ad essere forever. Un matrimonio, non importa se con carte bollate ed un prete davanti a cui dire sì. Non sto dicendo che sia una questione di tempo, non sto dicendo che la stessa sensazione non si possa provare dopo un anno o due… e si possono vivere superficialmente 20 anni e con quell’idea del per sempre 2… però diciamo che ti capisco, insomma.
Capisco anche che tu cerchi di analizzare le tue responsabilità, che tu possa avere un’autocritica che in ogni caso può essere costruttiva, anche solo per te stesso. Però, per mia esperienza ti dico: si lotta in due. Si lotta in due anche quando uno cerca di rimediare e l’altro permette di rimediare, lascia la possibilità, lo spazio, ci tiene.
Sennò… sennò è la lotta contro il mulini a vento.
Io ti auguro di metterci tutto l’impegno che senti di volerci mettere per sentirti in pace con te stesso, comunque vadano le cose, innanzitutto. Ma se è il caso di smettere di renderti conto che è il caso.
PAOLA: mi dispiace per quello che racconti. Scusa se, non conoscendo comunque la tua storia e i protagonisti, mi permetto di osservare una cosa, e anche in modo piuttosto aspro: di scuse per non prenderci delle responsabilità delle nostre scelte possiamo trovarne molte, ma dire che si è tornati, ci si è sposati, si è deciso di avere dei figli, si è stati insieme un decennio perché si era tornati per non far soffrire l’altro/a diventa patetico. Per chi lo dice, intendo.
Io di cazzate ne ho sentite tante per non prendersi la responsabilità di dire: “Ho scelto di esserci/non esserci, male o bene che fosse, ho scelto”. E quindi sono un po’ stufa, lo ammetto.
Non so se sia il caso del tuo lui, ma comunque sia dipingersi come bambini di 5 anni, ma quasi incapaci di intendere e di volere, e sulle scelte fondamentali della vita, non mi pare uno sconto reale fatto a se stessi, mi sembra un’offesa
fatta a se stessi oltre che alla persona che si sente dire cose del genere. Io nella mia storia (17 anni giù di lì) mi sono sentita dire cose simili e il loro contrario assoluto, a seconda. L’importante è che la “colpa” fosse sempre mia, in posizione di debolezza o forza che fosse. Come se le relazioni, poi, fossero delle partire a braccio di ferro. Come se non si potesse prendersi la responsabilità anche di dire: IO non ho saputo fare chiarezza in me stesso. Per me non era evidentemente così importante.
Milioni sono le ragioni per cui possiamo tornare e stare con qualcuno. Possiamo anche temere seriamente di ferire qualcuno con la nostra assenza, non sapere come gestire i rimbalzi emotivi del nostro abbandono… ma possiamo ragionevolmente, seriamente, empaticamente credere che una persona abbia bisogno più di costruire la vita su una finzione che di vivere uno strappo violento ma poi ricominciare a vivere sul serio? Lui è tornato all’epoca perché gli andava bene tornare da te, indifferente perché.
MANU: tu devi fare ovviamente quello che ti senti. A me dispiace l’idea di vederti salire su un treno già con una persona di supporto perché sai che potresti stare male. Che questo confronto che cerchi da mesi sia però come una specie di attesa del patibolo.
Che tu le ricordi la sua ex, sua zia Pina, o il lattaio della quinta strada che vendeva yogurt scaduti, MANU, se posso permettermi (e anche se non posso mi sto permettendo lo stesso… mandami pure a cag…) non ti meriti questo. E questo forse a te stessa non dovresti farlo. Indipendentemente da cosa lei è in grado di fare in questo momento, o per indole, carattere, crisi sua personale o semplicemente perché a modo suo ha deciso di riprendere la sua strada.
Ciascuno di noi ha le sue ferite, tu riconosci le sue, e conosci le tue. Ma se lei non è in grado di capire le tue, indipendentemente perché, TU ti stai facendo male. Alla ricerca di un’empatia, e forse anche di una maturità emotiva, che non è in grado di dimostrare e di darti.
Io continuo a non capire se lei continua anche a girare il coltello nella piaga con un’autoreferenzialità che fa sì che abbia bisogno anche lei di dirti che è stata innamorata ma non era amore e che tu le ricordi questa cosa o l’altra.
Certo che sono anche proiettiva, e lo ammetto: io ho cercato di capire che azzo gli passava per la testa per anni. Mi diceva che non mi amava ed era tutto una nebbia e impossibilità di reale confronto (e lo avevo a dieci centimetri, capiamoci, nella stessa casa. ma mi erano concesse mie lettere a cui non rispondeva) e poi quando mi spostavo io (comunque con il cuore a fette e il trauma cocente e fetente della fine di un amore, anzi dell’Amore e del ricominciare da zero) e se non mi guardavo intorno ma qualcuno vedeva me… beh, ero io che lo uccidevo, ferivo, e non sapevo amare e non buttavo giù quei muri che mi affannavo a buttare giù da ANNI ma dovendo sentirmi la povera scema che non si rassegna. Insomma, sempre colpa mia.
MANU@ Grazie!!!
Purtroppo le persone non si conoscono mai abbastanza, e certe esperienze ti impediscono di rituffarti serenamente e pienamente in una nuova storia.
Io ci sto riuscendo, ma ogni tanto mi freno per non farmi coinvolgere troppo.
La sofferenza e’ una brutta bestia e certi dolori rimangono nel tuo animo anche a distanza di anni o forse per sempre.
Un amico che tradisce, un ex che dice certe cattiverie o un lutto sono esperienze della vita e segnano, altro che se segnano.
Ti auguro un pronto riscatto, te lo meriti.
Un abbraccio
Luna,grazie per le tue parole.
Macche mandarti a cag…!
Ci mancherebbe.
Non è facile trovare qualcuno che ti ascolti e ti dia il proprio punto di vista e supporto,senza nemmeno conoscerti.
Leggo e rileggo ogni cosa che scrivi,perchè mi fa bene.
E credo faccia bene anche a molti.
E questo piccolo spazio virtuale non sarebbe così senza la tua presenza.
Stai facendo del bene a molti con le tue riflessioni,idee,argomenti.
Sono sicura che qui ognuno di noi ha una grande stima di te 🙂
Grazie anche ad Elena…ti ho letta sai 🙂
E non mi sono scordata di te…sono solo in una fase così.
Ciao,
possibile che lui fosse così falso da non darti nessun segnale sul suo cambiamento? Poi non ci credo che non ti ha mai amato…siete stati insieme così tanto che penso te ne saresti accorta.
Fra persone che si amano ci sono certi gesti e certe attenzini che vengono spontanee e naturali.
Mi sono lasciata da qualche mese con mio marito…o meglio io me ne sono andata via…dopo tanti anni lui è cambiato e ho cominciato a dubitare del suo amore. Lui continua a dire di amarmi ancora…ma francamente … penso che se due persone si amano entrambe…quando poi viene a spezzarsi qualcosa te ne accorgi.
Forse io sono troppo orgogliosa…non so..ma se un uomo mi venisse a dire che non mi vuole più non gli correrei dietro.
Poi così su due piedi dal giorno alla notte…io avrei pensato subito che c’è un’altra. Io non avevo un’altro ma proprio per questo gli ho fatto presente che c’erano dei problemi e c’era tutta l’intenzione di risolverli…ma per queste cose bisogna essere in due. Dopo circa 6 mesi me ne sono andata di casa. Probabilmente anche io ho smesso di amarlo nel frattempo…e quindi è stato più facile prendere una decisione, certo poi quando ti guardi indietro e ripensi a bei momenti fa male. Ma bisogna guardare avanti. Se ti chiudi nel tuo dolore lo trasmetti agli altri.
Voltare pagina non è facile per niente…ma nemmeno per me che sono stata io ad andarmene. Ma è vero che è solo questione di tempo…e comunque se riesci ad avere una vita sociale abbastaza impegnata vedrai che ti innamorerai di nuovo di un’altra persona. E in quel momento passerà davvero il dolore che hai dentro per lui che ti ha lasciata in questo modo.
Io continuo ogni giorno ad avere nuove e strabilianti rivelazioni.
Cose mai sentite.
Balle galattiche, cazzate strepitose.
Ma sapete cose tipo che fuori c’è il sole,tutti vedono che è una bella giornata, e lei invece dice che piove?
Questo x darvi un’idea.
Sono stata con una bugiarda, o semplicemente una pazza tanto da negare fatti e parole?
E non è che se dice di aver sbagliato tutto ciò mi possa rallegrare o rendere il boccone meno amaro.
Non riesco a concepire chi scrive “ti innamorerai di un’altra persona”,ma non perchè questa frase sia sbagliata.
Ma o ti capita un caso su un milione come è successo ad Ambrogio,oppure chi riesce a ributtarsi in un’altra storia?
Io non credo ci riuscirò proprio.
Io devo stare sola.
Principalmente perchè non mi fido più di nessuno.
Dopo aver ricevuto schifo dalla persona che più credevo logica e normale,cos’altro potrò ricevere in futuro?
E come potrò fidarmi ancora guardando negli occhi qualcuno e credere che dica e pensi il vero?
Se ti fidi sei stupida,se non ti fidi stai troppo sul chi va la e le persone pensano che soffri di manie di persecuzione.
vi propongo un monologo di giole dix
http://ilricordoperduto.wordpress.com/2009/09/16/quando-finisce-un-amore/
Ciao a tutti miei cari 🙂
AMBROGIO sei stato in Toscana? dove? Chianti, Maremma? ti è piaciuta? Io sono toscana e amo molto la mia terra 🙂
LUNA grazie le parole che hai scritto per MANU le ho lette e rilette perché valgono anche per me. Io sto chiudendo la mia storia perché non ne posso più, lui mi piace molto, forse lo amo non lo so, ma se continuo a stargli dietro mi autodistruggo. così, come dici tu, io mi sto spostando. proprio stasera (lui è all’estero per lavoro) mi ha scritto l’ennesima mail distaccata dicendo che il nostro non è amore ma il giusto compromesso tra libertà e piacere. un divertimento insomma. e per me queste parole sono macigni, già sapevo come la pensa ok ma sono macigni lo stesso. sono macigni in risposta alle mie mail sempre di complimenti, tenerezza e amore. sì, maledetto amore per lui che continua da anni. è vero lui nell’ultimo periodo è cambiato molto ma sono briciole, è elemosina. la realtà fa male ma devo guardarla in faccia e andare avanti. quel poco che è in grado di darmi (parole sue) è bello, appassionato, superlativo, toccante, emozionante. ma non mi basta, perché non è giusto e non va bene. non va bene per me.
sono stanca di stare ad aspettare i suoi umori, i suoi tempi, i suoi messaggi, i suoi desideri. sono stanca dei suoi silenzi, il suo dire e non dire, le sue assenze e le sue improvvise ricomparse, il suo sfuggire quando io mi avvicino e viceversa. il suo ricomparire proprio quando io sto andando avanti con la mia vita, quasi che lo avvertisse così da confondermi di nuovo. forse lui è il mio grande amore, forse non lo dimenticherò mai ma io non voglio più piangere per nessuno, neppure per lui. le storie si fanno in due e sono fatte di tutto non solo di notti di passione, non solo di esserci solo quando piace a lui. lui mi controlla in un certo senso, ad esempio se gli mando un sms dopo che ci siamo visti magari risponde sempre con i suoi muri o non risponde…ma se non glielo mando me lo manda lui dicendo “beh non mi dici niente?” per poi – dopo la mia risposta – scomparire di nuovo. ma è vita questa ragazzi? era già un po’ che scalpitavo dentro ma ora mi è crollato tutto addosso come un castello di carte. e mi chiedo come sia stata così stupida a stargli dietro così, a elemosinare, a capire, a perdonare, a ritornare, ad aspettare, a non avere mai risposte chiare, ad accontentarmi delle briciole, a dare, dare, dare senza mai avere lo stesso in cambio……
Cara MANU ti capisco molto bene ma credimi si soffre, si sta da cani, ma è la cosa migliore è tagliare, alzare i tacchi e andarsene per sempre. è la scelta migliore perché significa volersi bene, proteggersi e andare avanti con la propria vita. non starle più a sentire le sue balle, sparisci dalla sua vita e non cercarla più. lo so che sei innamorata ed è durissimo da fare, ma è l’unica soluzione possibile. non perché io ho la verità in bocca ma perché è la cosa che ti farà (e mi farà) stare meglio.
scusate lo sfogo 🙂 VVB
Manu: secondo me si sbaglia a non voler riprovare.
Le brutte esperienze devono servirci a fortifarci ed essere piu’ prudenti. Ma rimanere da soli no.
Se non provi non lo saprai mai. Di delusioni magari ce ne saranno tante o altre…nessuno puo’ saperlo…ma come non si puo’ sapere che magari trovi subito quello giusto…quello adatto a te. Io ci credo ancora in queste cose.
Non avrei mai pensato che un giorno io e mio marito ci saremmo lasciati..per me eravamo fatti uno per l’altro…pero’ a volte le cose cambiano. E ci ho sofferto davvero tanto…vivere sotto lo stesso tetto con una persona che ti fa capire che non ti vuole piu’…bruttissimo. Me ne sono andata per amorproprio… Vivere cosi’ ti distrugge dentro… A quelo punto li si che è meglio stare da soli. Ma sono pronta a ricominciare. Se ti chiudi avrai la certezza che non troverai mai la dolce meta’… Se invece ci riprovi non si puo’ sapere.
Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio. Prendilo a meta’…fidati ma con attenzione.
E comunque rimango sempre del parere che se hai dei dubbi sull’amore che l’altro prova per te è perchè non ti ama.
Ne sono straconvinta. Perchè quando una persona ti ama veramente te lo dimostra…e questi dubbi non ci vengono.
Poi sbagliero’ io non so. Ma penso sia giusto riprovarci e lasciare le porte aperte.
Ciao amici/amiche vecchi e nuovi.
Vi leggo sempre,dopotutto anche nella felicità c è sempre da imparare.
Mi dispiace molto per le nuove arrivate.Se penso a come stavo qualche mese fa stento a credere come sia potuto arrivare fin qui.Non sono la persona giusta per dare consigli…infondo io e la mia compagnia dopo 6 mesi di rottura ci siamo ritrovati.Il mio percorso di guarigione quindi ha preso un altra strada, non quella del ” dimentico , vado avanti e mi innamorerò di un altra persona”.Tuttavia sono d accordo con quelli che dicono Luna e le altre: se una persona ci fa star male,non ci rispetta , ci. Tradisce anche solo moralmente. Beh allontaniamoci subito… È dura, durissima,ci sono giorni in cui nn avremo voglia neanche di alzarci dal letto, di ridere di mangiare di vivere.Ma piano piano le cose cambiano…. Bisogna avere fiducia. Nel futuro….la vita può stupirci alle volte….un abbraccio.
P.s Valinda anche io son Toscana.E adoro questa terra!!!!
ciao, anche io sono Toscana…..
verissimo Valinda, quella e’ l’unica cosa che fa stare meglio. Delle briciole giusto i passerotti ne sono contenti. E’ difficile ma non impossibile, da quando ne facciamo chiarezza nella nostra testa e nel nostro cuore siamo già per la buona strada. Capiterà di voler tornare indietro, di voler riririritentare, ma e’ sicuramente l’inizio “della fine” di un calvario, lungo a volte davvero una vita.
Sembra facile parlarne con il senno del poi, non lo e’ altrettanto al momento in cui lo si vive. Credo che comunque qualcuno ci dimostri (Ambrogio…) quanto in realtà sia possibile, ritrovarsi, rinascere ed essere anche felici.
Io sono serena, non ho un compagno, per il momento non mi interessa, forse rimarrò sola (con i miei gattini…) o forse trovero l’amore, sono aperta a tutte le prospettive anche se non ne vado alla ricerca. Se capita bene, se non capita bene lo stesso.
Manu anche io non mi fidavo piu’ di nessuno, come te del resto, credo sia normale credo sia un percorso obbligato…adesso non e’ piu’ cosi’. Non tutte le persone sono uguali, io ad esempio non lo sono, non credo di essere l’unica in questo mondo…
Luna, verissimo si lotta in due, purtroppo io non me ne accorgevo, anzi non volevo accorgermene, e facevo tutto da sola…credevo che avrei avuto la forza di riuscirci…povera illusa. In fondo avevo altro che “fette di salame” negli occhi, ne avevo anche nelle orecchie..non volevo ne’ sentire ne’ vedere…allora adesso cosa deduco facendomi un profondo esame di coscienza.
Ho sbagliato strasbagliato ma spero mi serva da lezione!!!
ciao
VALINDA@ Ciao cara toscana, sono stato a Montaione, sopra Castelfiorentino, a visitare un casale ristrutturato dove comprero’ un appartamento.Poi ne ho approfittato per fare una capatina a Punta Ala, sempre bella e particolare.
Un abbraccio
@Cuoreeanima,dici cose giuste.
E sulla frase particolare che hai scritto,cioè se una persona ti ama non ti chiedi se ti ama perchè te lo dimostra,io posso risponderti che non mi sono mai fatta questa domanda,perchè i fatti parlavano da sè.
Oggi però vengo a scoprire che non sono stata lasciata prima perchè aveva paura di farmi male,perchè aveva capito che io avevo trovato la mia completezza,mentre lei no.
Che se non ci fosse stata la distanza,la storia sarebbe finita molto prima.
Che alla fine lei ha scelto la sua vita.
E io a tutte queste frasi buttate li dopo 5 mesi, mi sono resa conto di aver vissuto un inganno.
Oppure la persona con chi sono stata è una folle.
E’ stato come dire che con me è stata quasi 3 anni per pietà.
Detto con altre parole,ma il senso è questo.
Sono stata quasi 3 anni con la buona samaritana? Con una che faceva beneficenza di amore e sesso?
Possibile? Possibile non me ne sia mai accorta? Oppure la verità è tutto fuorchè questa,e viene offesa la mia intelligenza?
Non ho più parole.
Se non solo una,follia,follia e follia!
MANU
mettila così: a volte meglio tardi che mai.
Si dicono cose, che magari al momento nemmeno si pensano veramente, oppure si pensano e si dicono strampalate, giusto per il gusto di ferire.
Se fossi stata tu a lasciare, cosa sarebbe successo?
Quello che ora lei ti stà chiedendo, è di lasciarle un pò di respiro.
Forse riprenderete il discorso più in là, forse non lo riprenderete affatto e la storia finisce qui, ma continuare ad insistere non fai che peggiorare il tuo malessere.
Io ho avuto una relazione di 10 anni con una convivenza. Il giorno stesso che mi accorsi che così non poteva più andare, ho semplicemente messo le carte in tavola e cercato di parlare il più possibile prima di chiudere. Ma quando ti accorgi che stai parlando con un sordo che non vuole sentire ragioni, o che non vuole ammettere i propri torti, non fai altro che pensare: io le ho provate tutte….ma veramente tutte, e non mi sento in colpa se stò parlando ad uno che se ne era andato molto tempo prima, chiudendo la relazione anche se convivevamo. Si è più estranei, vedendosi ogni giorno, che, frequentandosi da morosi. Ed il perchè, ancora oggi non lo sò, credimi.
Ma c’è stato un tempo in cui, le prime volte da lontano, piangevo come un gorilla, metre lui era li, bello e pulito a farsi gli affari suoi. C’è stato anche un tempo in cui, ho chiuso e lasciato andare, consapevole che avrei buttato via 10 anni di vita, ma il problema non era mio. Capisci che intendo?
Eppure, sebben sola ancora oggi, dopo ben 7 anni di distanza l’ho rivisto, anzi mi cercò lui, ma ti dico che, le cose sono e rimarranno sospese in lui perchè non ha capito o non vuole capire (che è ben diverso) perchè me ne andai allora, come me ne andai oggi.
Ma non per questo mi sono chiusa, anzi. Da allora, ho preso tutto il mio tempo, impegno e rispetto verso me, per far si, che questo non accadesse più. Ho imparato che se le cose non devono andare con quella persona, non è detto che non devono andare con tutti. Ci sarà, in qualche parte del mondo, qualcuno in grado di parlare la mia lingua.
ELENA
mi hai praticamente letto nel pensiero. A me è accaduta praticamente la stessa identica cosa….
Anche io me ne sono andata di casa…ma in fondo lui mi aveva lasciato molto tempo prima anche se vivevamo sotto lo stesso tetto.
E ancora adesso mi chiama per dirmi che mi rivuole a casa…e che ancora non capisce la necessità di volermene andare.
Andare via di casa mi ha fatto soffrire…e anche a volte adesso ci penso e soffro ancora…ma soffro per i bei momenti passati insieme…non gli ultimi periodi dove sembravamo due estranei.
E da quando sono uscita di casa…mi sono riempita i polomoni di aria buona…perchè quando vivi con qualcuno che non sa farti star bene…piano piano anche tu muori dentro… ma te ne accorgi di più quando volti pagina.
@Elena,
grazie per il tuo punto di vista, sul quale concordo abbastanza.
Posso dirti che in vita mia mi è capitato di lasciare.
E anche se la personalità di ognuno di noi è differente e non si può sovrapporla a quella degli altri,ti dico che io ho sempre avuto motivazioni x finirla.
Non sono mai stata ossessionata od odiata,perchè io non mi sono mai limitata a dare segni di rottura.
Ho sempre esposto i miei disagi o situazioni che da una o entrambe le parti non andavano.
Ho chiuso con una persona per totale incompatibilità di carattere (ovvero le volte in cui andavamo d’accordo non si contavano perchè non c’erano,e a forza di essere trattata dalla fidanzata di turno come l’ultima delle mer..,ho detto stop,anche se ci tenevo ancora).
E’ stata dura,ma ho sempre saputo e lei aveva sempre saputo che non sarebbe durata.
Ce lo dicevamo.
Ne eravamo coscienti e consapevoli.
Con un’altra ho chiuso perchè non ci univa più nulla. Idem per lei. Nessuna novità per entrambe.
Per un pò siamo rimaste anche in amicizia perchè la cosa era possibile non avendo nessun interesse sentimentale.
Poi nel mezzo ci sono state simpatie,ma nessuna storia.
Arrivo ad oggi,con una ragazza con cui vivo bellissimi momenti,con cui c’è complicità,serenità,risate,momenti no nella norma,difficoltà superabili.
Tutto ciò non solo a mio modo di vedere le cose,ma anche a modo suo.
Confermato con gesti,parole,tutto.
Per poi arrivare a dire non ti amo più,al non ti ho mai amata,al non provavo emozioni e non volevo chiudere perchè tu eri troppo presa.
Io ero troppo presa? E tu?
Facevi la Madre Teresa di Calcutta della situazione?
Ok,sono stati “solo” 2 anni e mezzo,ma ci conoscevamo già da molto prima.E non posso credere di aver vissuto tutto nella mia testa.
E quando le dico che non posso essermi sognata tutto,ecco spuntare la frase da 2 soldi:
“Ero SOLO innamorata”.
Questo è sputare nel piatto dove si mangia,non come chi ha detto ciò di Ambrogio solo perchè ha ritrovato se stesso e una donna che ora tiene a lui,rendendosi sempre più conto che la ex,pur avendola amata,è stata la prima a sputargli addosso. Ma io? Sono stata completamente rinnegata,sminuita e sputazzata. Lasciare deve implicare ciò? Eppure ci sono persone che si lasciano riconoscendo che l’amore c’era. Invece ora vengo a scoprire di aver vissuto una storia nell’inganno e nell’illusione. Possibile? No,ci sono cose che non vanno. Non sono idiota.
CUOREEANIMA
capisco sai, quanta sofferenza c’è nel prendere una decisione che non è sola tua, ma anche dell’altro.
Perchè quando si è in due, si pensa per due. Anche se vedi che, dall’altra parte, non c’è ne per nessuno.
ok MANU
ho compreso il tuo punto di vista, ma permettimi di dirti ancora una volta, che purtroppo, ci sono persone che non riconoscono i loro sentimenti. In definitiva: non si ascoltano. E non sanno nemmeno cosa vogliono da una relazione.
Con questo, non ti stò dicendo che mentono, ma non lo sanno neppure loro. E’ come dire: ti amo, ma forse non lo sò nemmeno io, perchè non conosco cosa vuol dire questa parola, ma siccome tutti lo dicono, allora lo dico anch’io. Poi, se ti tiro due cartelle in faccia…. stai sicura che io ti amo e te lo giuro che questo è il mio modo di amarti….anche se sono manesco. Capisci che intendo? sono andata per estremi 🙂
Allora tu, che sei sempre stata dalla parte che ama veramente e vivi il tuo modo di relazionarsi in maniera differente, ti autoconvinci che sia vero e ti domandi spesso: si, lui mi ama e me lo dimostra in questa maniera.
Manca la funzionalità e la centralità del rapporto
IO non conosco te, non conosco lei, e non conosco il vostro rapporto quindi non vorrei sembrarti, un’intrusa.
Ma ciò che mi fà riflettere, sono le parole che scrivi.
C’è da mettere anche in conto, che si cresce, si cambia e modifichiamo il modo di rapportarci con gli altri, non solo in amore.
Se quello che ci stava bene anni fà, ora non lo sentiamo più come nostro vestito, non dobbiamo per questo chiuderci, ma cercare di capire quello che in questo momento ci fa più bene.
Ora, secondo me, avete troppa carne sul fuoco. Tu vuoi delle risposte, lei te le dice a seconda di come si alza la mattina….ma un pò di silenzio per ascoltarvi no?
Ti abbraccio
Quando leggo testimonianze come quella di LUNA, di LULU, di tanti altri mi rendo veramente conto di aver vissuto, per anni, in una bolla di falsità. Bugie che ho raccontato a me stessa e che ho sparso per “il mondo” involontariamente.
Anche io ho avuto una storia lunga.
17 anni.
Una storia in cui, per anni, ho creduto, in cui ho investito e per cui, a modo mio, con le armi in mia dotazione , ho combattuto.
Una parte di me era consapevole di essere da sola in questa lotta ma “l’insieme Lilly” non se ne voleva rendere conto, non lo accettava. Mi sono creata un sogno di coppia e, per un po’, mi ci sono cullata dentro.
Ero da sola ……………… Da sola perché io per prima, in questa storia, non ho mai creduto pur volendo crederci con tutte le mie forze.
Da sola perché lui, in questa storia, non hai mai creduto pur affermando il contrario.
Per 17 anni, una buona fetta di vita.
Poi, però, ci sono momenti in cui la vita frana addosso.
Crolli naturali, che non possono non esserci quando tutta la propria esistenza si basa su delle manovre di emergenza per arrivare al giorno dopo e garantire serenità a chiunque al costo di calpestare sé stessi.
Non per sola generosità, non per atteggiarsi a novelle Madre Teresa ma, spesso, per trovare una giustificazione al fatto di essere qui , in una vita in cui non si trova uno spazio in cui rifugiarsi e che sembra non avere un perché. Senti il bombardamento, cerchi il buco in cui nasconderti, non lo trovi. Non c’è. Non c’è per te. Non vorresti morire ma qualcuno si è dimenticato di darti la tua bottiglietta di vita quando sei nato e così, a mani vuote, entri in un limbo e cominci a stagnarci.
Vorresti quella bottiglietta di vita ma non ce l’hai.
Vorresti vivere ma non ci riesci.
Non vorresti morire ma non sai come evitarlo. E allora ti agiti, ti attacchi a tutto. Per lo più sbagliando.
C’è chi prova una sensazione di straniamento ed impara a stare con sé stesso passando attraverso mille difficoltà e chi, invece, si arena nelle proprie insicurezze , nelle proprie lacune, si sente un abusivo, un clandestino, un “errore di percorso” e si mette a disposizione del mondo affinché l’errore possa essere corretto in alternativa alla cancellazione.
Un crollo non può non esserci, prima o poi. E mentre sei lì, viva ma schiacciata dalle macerie, fai il conto di chi è rimasto e di chi è scappato dopo il crollo.
E, dopo ancora, fai il conto di chi è rimasto a curiosare o per rimanere inquadrato nella foto ricordo degli eroi e di chi è rimasto per starti accanto.
Il mio “compagno per 17 anni” era nella foto ricordo degli eroi, in prima linea, con elmetto, piccozza, sguardo fiero ma ben lontano da me che, intanto, stavo crepando soffocata dalla polvere.
Non ho perdonato il suo non esserci pur essendoci. E, in qualche modo, mi sono “vendicata” . Lo ammetto senza vantarmene. Semplicemente lo ammetto.
La storia ha proseguito la sua lenta e lunga agonia anche quando ho conosciuto il “ lui “che mi ha portato in questa lettera due anni fa. Lui era (probabilmente è ancora) un manipolatore incazzato con il mondo alla ricerca di una vittima. Ed io una preda invitante ma talmente insicura da rendergli il compito troppo facile. E così il manipolatore se n’è andato dopo avermi letteralmente affondata e resa più fragile della statuina di vetro soffiato che già ero…
Lo scorso anno ho messo a ferro e a fuoco la mia vita. Basta con le storie inutili. Basta con le storie inventate per soddisfare le proprie fantasie. Basta!
Quando ho pensato al suicidio, due anni fa, non è stato per i tanti anni di relazione inutile buttati nel cesso, non è stato per i giochi di prestigio psichici del manipolatore ma perchè di tutta una vita non avevo un giorno da salvare. Un giorno che non fosse intriso di bugie, di disillusioni, di speranze rimaste tali o tritate dalla realtà. Lavoro, affetti, portafogli. Tutto era stato intaccato dal marcio di troppi errori.
Non avevo nulla, mi sentivo le mani legate ed ero spaventosamente sola. Ed avevo paura di me stessa perché il grosso del marcio stava li. Dentro di me. Gli altri si limitavano a buttarci il loro marcio dentro.
Il senno del porta alla ribalta tutto ciò che avremmo dovuto ma non abbiamo voluto vedere e che avrebbe dovuto illuminarci sull’opportunità di mettere la parola fine ad una storia o a non cominciarla mai.
Ma il senno del poi, se si limita a portare congratularsi con sè stessi per essere ancora in carreggiata nonostante tutto, non serve a molto.
A volte le circostanze ingannano. Finire sotto le grinfie di un manipolatore, per esempio, può distogliere l’attenzione dal nucleo del problema. Si può cascare nel facile inganno di trovare nel manipolatore e nella propria sensibilità/ingenuità/caparbieria tutte le cause del proprio personalissimo tonfo. A volte, invece, il problema ha radici molto più lontane. Radici che possono saltare fuori dal terreno e far inciampare quando si crede che tutto vada per il meglio.
Ora non mi sono più sola a combattere contro le difficoltà e contro i mulini a vento che l’esistenza ci mette in mezzo ai piedi. Ora non mi sento più sola a dividere le gioie dell’esistenza. Ho incontrato la persona che cercavo, che fa per me. E non ho più bisogno di altro. Ma non ho messo una pietra sopra il passato. Scavo ancora in mezzo alle macerie per capire cos’è successo .
Perché non voglio che una stupida radice sottovalutata mi faccia, di nuovo, inciampare. Anche se so che, se inciampassi, avrei accanto chi mi sostiene.
LILLINA, ciao cara 🙂
capisco la cosa delle radici e penso che ognuno sente il suo tempo per smettere di guardare indietro per vedere se ha perso e come un pezzo di sè ecc o smettere di guardare a terra per essere certo di non inciampare su una propria radice o su una cacca di cane.
Forse non si smette anche mai, ma forse il punto è anche con quanta frequenza e con quanta intensità.
Cosa vuol dire mettere una pietra sopra il passato?
Non perdere la memoria. Forse anche come ci si confronta con la memoria, però? in fondo avere ricordi ci serve. ci serve quando qualcosa ci fa salire su una sensazione da petite madelaine, e ci ricordiamo che la nonna ci cucinava i biscotti, ma ci serve anche per un archivio che ci permette, attraverso l’esperienza, di integrare, in modo naturale (oltre che analitico, o in seguito) delle informazioni. Ti faccio un esempio banale. Ho una carissima amica che, pure lei, in questi anni ha affrontato delle battaglie e ha anche incontrato (in un caso ci abbiamo avuto a che fare contemporaneamente) dei, chiamiamoli, “fenomeni”, molesti. oltre ad una persona molto vicina, una sedicente amica (in realtà una specie di animale mutante che, non sto scherzando, si voleva ciucciare la sua identità e la sua vita quasi a poterne fare un vestitino da poter indossare) che si è comportata con lei con una trama e delle dinamiche degne di uno sceneggiatore di thrillers psicologici. Una cosa, questa, che a ripensarci ancora oggi dà i brividi, ti confesso, pure a me. L’istinto comunque c’è e in qualche modo anche si affina. Dico che l’istinto c’è perché all’epoca quando la mia amica viveva un periodo di crisi forte e pure io non scherzavo (e quindi eravamo anche abbastanza rincoglionite) “il mutante” sembrava maria goretti mentre la manipolava (e ancora non mi ero fatta una cultura, anche più… tecnica, sull’argomento… cioè, manco mi domandavo se la manipolazione avesse un nome)
ma un giorno mentre lei mi raccontava un’apparente mariagorettata di costei (chiedo scusa per l’utilizzo blasfemo del termine, ndr, ma per rendere l’idea dell’atteggiamento) anche se nulla in apparenza stonava mi suonò un campanello “qui c’è qualcosa che non va”. e tempo dopo, quando mai si sarebbe potuto credere che era lei, la tipa, l’artefice di una serie di orrori, lei, la mia amica, mi chiamò, con il cuore a mille e disse: “è lei”. E lo aveva capito vedendola dall’altra parte della strada, dal modo in cui l’aveva salutata. Giuro, non è una cazzata. Aveva raccolto istintivamente una serie di dati, senza rendersene conto, e quel giorno, in un incontro casuale, lei sentì.
a quel punto anch’io mi ricordai dei piccoli episodi, apparentemente banali, che chissà perché avevo registrato. perché, appunto, banali non erano, anche se razionalmente non li avevo interpretati in alcun modo. La cosa banale a cui mi riferivo, Lilly, però non è il thriller. E’ un episodio da niente di ieri che mi fa pensare però a quanto noi, anche con naturalezza, integriamo dei dati, e li usiamo, idem naturalezza. Ieri mi chiama e mi dice: senti, ho conosciuto tale Ginetta (nome di fantasia), la conosci? – Ed io: “…”. E lei: ok. ho avuto la stessa sensazione anch’io. – E da notare che io Ginetta la conosco da anni, e non mi piace perché ha avuto un paio di atteggiamenti… dejavù. Istintivamente io da Ginetta mi sposto. Ma con la mia amica non ne ho mai parlato. Io e la mia amica conosciamo un sacco di gente, e non è che tutti “…” ovviamente. Ma l’ha sgamata pure lei. istinto, non condizionamento alcuno. Ginetta non è il mostro di lokness, ma è una a cui non direi manco che ho il mal di denti e al massimo le parlerei del clima. Sempre se non andassi troppo di fretta…
Quello che voglio dire è viviamo nel presente, sempre, ma che il passato ci serve. Il passato non è solo qualcosa che ci ha triturato, ci ha fatto fare un giro su un ponte o in un lungo tunnel. Non è solo ciò che ci ha fatto sentire di merda quando ci siamo chiesti quali fossero i nostri nodi, al di là di quelli degli altri, e ci siamo fatti sangue alle mani per scioglierli, e scoprendo magari anche cose che avremmo preferito non ricordare. Il passato non è solo quello che a volte ti fa sentire tipo bruce willis con cicatrici, avviliti, incazzati o redivivi. Il passato è anche una cosa che puoi tenerti guardandolo con occhi interiori diversi. E che integri. Anche perché a volte rimuovere e basta significa toglierti anche ciò che invece vuoi tenere. Non so cosa vuol dire mettere una pietra sopra sul passato. So che sensazioni dà quando il passato ti tormenta davvero o è veramente irrisolto di domande al punto che te lo trovi il mattino nel caffé. E non tutti i giorni sono uguali. Però conosco un’altra sensazione rispetto al passato che non spiegare, ma che è naturale, e non è male. Quando c’è la senti. Anche se sei impegnato a viverti meglio la vita, e non la fermi, la sensazione, e passa e va.
Non sto’ a spiegare i brivdi che ho provato nel leggerti Lilly, capisco benissimo il tuo stato d’animo ed il tuo passato dolore.
Io per quello che mi riguarda ancora ricordo tutto, il brutto ed il bello (ammesso che ce ne sia stato) della mia storia. Ma mentre all’inizio mi faceva male molto male adesso ricordo tutto con molto piu’ distacco.
Vivere quei momenti di continua ansia, apprensione per cio’ che avrebbe detto o non detto, per come mi avrebbe parlato. e quindi io comportarmi di conseguenza…credo neppure le donne delle caverne lo facessero con i loro uomini. Elemosinare amore, affetto era tutto quello che riuscivo a fare ormai.
Annientare la propria vita, la propria personalita’ per un uomo che non mi vedeva piu’. Credo mi avesse vista pochissimo in tutti quegli anni. Avevo perso addirittura l’istinto materno tanto mi ero rdotta a vivere solo per lui. Vedevo mia figlia che ormai mi guardava sempre piu’ perplessa, non mi riconosceva piu’.
Ho fatto tanti errori certamente io ho fatto il piu’ grande tra noi due, gli ho permesso di tornare quando mi aveva gia’ lasciata una volta con la bambina piccola. Gli ho creduto, forse era cambiato, ed ho sbagliato. Adesso tutto questo lo ricordo bene, a volte se mi concentro e’ come vedessi ogni scena davanti agli occhi….ma e’ cosi’ che la vedo, come in un film, ed io sono li’ che guardo ma non faccio piu’ parte del cast.
Non parlo male a mia figlia di suo padre, un giorno se lei vorra’ le raccontero’, solo se lei vorra’…per adesso vive quello che vede con lui, o meglio quello che ha visto, sono tre anni che non ha piu’ contatti. Le ha fatto una misera telefonata il giorno del suo diciottesimo compleanno, lei non si e’ scomposta lo ha ringraziato epoi e’ andata in camera, l’ho sentita piangere. Quando e’ tornata da me era di nuovo serena, mi ha solo detto,” mamma grazie per non avere mai infierito ho capito da sola….”mi ha abbracciata e credo non ci sia bisogno di altre parole tra di noi….
LULU: un grande bacio. Non puoi controllare l’egoismo del tuo ex, ma ti sei spostata, per ciò che era nel tuo “potere”, (e scoprendo che non era poco) da quell’egoismo e dagli effetti che aveva, non solo su di te. Da un rimbalzo di effetti.
Comunque ne hai annullati molti, delle sue dinamiche, che sono cosa sua.
Io credo che a tua figlia tu abbia mostrato, proprio attraverso questo tuo agire, oltre che attraverso il tuo grande amore per lei, qualcosa di importantissimo. Un qualcosa che comunque la protegge.
Hai una figlia sensibile e molto intelligente, anche dal punto di vista emotivo (da chi ha preso? direi che non ci sono dubbi :PPPP vedi te… ;D ). Lei ha a sua volta una grande mamma. Una bellissima persona. Sono tanto felice, LULU, che tu sia andata a… prenderti nel casino in cui eri, per riportarti “a casa”. Non riesco a dirti quanto. Ma qualunque sia stato l’inferno, dentro e fuori, ti sei spostata dalle fiamme e hai imparato anche a spegnerle dentro di te. Non è una cosa da poco, no.
Il passato è passato e abbiamo già detto. Però tu a te stessa e a tua figlia hai mostrato e mostri il valore del presente. Che si costruisce anche dando valore al proprio modo di essere, sentire e alle proprie scelte.
Io sono molto grata al caso di averti conosciuta, anche se sulle pagine di un forum. Tanto più quando giravamo entrambe con le ustioni e cercando di capire da dove partivano le fiamme e dove stavano gli estintori e l’uscita di sicurezza 😉
Un abbraccio grande.
ELENA: ciao 🙂
@ho compreso il tuo punto di vista, ma permettimi di dirti ancora una volta, che purtroppo, ci sono persone che non riconoscono i loro sentimenti. In definitiva: non si ascoltano. E non sanno nemmeno cosa vogliono da una relazione.
Con questo, non ti stò dicendo che mentono, ma non lo sanno neppure loro.
Sono d’accordo. E penso anche che il punto sia pure che in questo “?” sono capaci di starci. Altrimenti sentirebbero l’esigenza profonda, improcrastinabile, di vederci chiaro, cioè di imparare ad ascoltarsi meglio e di più e di dare risposte di qualsiasi tipo ma pur sempre realmente aderente al loro sentire.
Per altri, al di là del fatto che si possa amare, smettere, andare in crisi, sentirsi confusi, il “non sapere” e non riuscire ad ascoltarsi bene, rappresenta un’autentica sofferenza invece.
MANU: in questo momento è chiaro che ti venga da andare in protezione e dire: basta, solo al pensiero di stare così un’altra volta non ne voglio più sapere di relazioni. Ma la sua incapacità di relazionarsi non è il mondo.
VALINDA: non so a che punto stai. Spero onestamente che tu ti sia spostata e che abbia ripreso in mano la tua vita e il tuo tempo. Hai troppo da dare (e anche da ricevere, traendone un positivo e costruttivo frutto) per perdere il tempo dietro ‘ste minchiate anche puerili. Pure che lui fosse AlenDelon quando era nel suo massimo splendore ha rotto i maroni. A livello relazionale si dimostra un’autentica fetecchia. Scusa la franchezza
LILLY: 17 anni anche io. Lilly, un abbraccio forte forte. Un abbraccio che va oltre le braccia, oltre i corpi e non perchè è un abbraccio virtuale, ma perchè sento di poter dire che è la mia anima che ti abbraccia e ti dona quel calore che finalmente sta recuperando. Abbraccio te e abbraccio forte LUNA. Non importa quanto tempo ci abbiamo impiegato per diradare la nebbia, per inquadrare il problema. Vi ringrazio, nonostante le persone siano ognuna diversa dall’altra, le affinità che riscontro nelle vostre parole portano i viveri nella mio cuore. Grazie grazie grazie.
La serenità non ha prezzo.
Luna,non è tanto autoprotezione,è proprio l’essere schifata.
Sono in uno stato di completa indifferenza verso le relazioni sentimentali.
In questi mesi la mia testa e il mio fisico sono stati messi a dura prova.
Ad oggi ho ancora il sonno disturbato.
Sapere che non sarà più nella mia vita mi disturba,e al tempo stesso mi disturberebbe riaverla (anche se non succederà mai).
Apro un quotidiano,e mi ritrovo su una pagina la pubblicità del posto dove abbiamo trascorso la nostra prima vacanza da sogno insieme,e x cui non pensavo solo io fosse tale,ma ora x lei si vede che era solo un modo x riposarsi (dal niente che faceva ai tempi).
Ho la nausea della situazione che è stata,che è e che sarà.
Soprattutto ho la nausea di me stessa,che dopo essere stata consapevolmente con donne sbagliate,credevo di aver trovato quella giusta,che oggi si rivela peggio delle altre.
MANU@ accidenti come ti capisco.Pensa che quando la mia ex mi lascio’, dopo un paio di mesi andai in Sardegna per lavoro e vidi un cartellone con una pubblicita’ che riportava il suo cognome (peraltro raro) e la settimana dopo, mentre lavoravo mi trovai in un paese e c’era l’inaugurazione di un locale che ,ancora una volta,riprendeva il suo cognome!!!
Sempre in quel periodo una sua amica “sbaglio'”ed a notte fonda mi chiamo ‘al cellulare.
Tutte situazioni che mi riportavano indietro e non mi permettevano di fare passi avanti.
E’ una cosa terribile,ti senti intrappolato in questo labirinto e certe cose banali ti sembrano succedano per farti male.
Anche io credevo fosse la donna giusta ed invece cosi’ non era……
Oggi quando ripenso a certi momenti e situazioni mi viene una rabbia ed un senso di schifo che mi fa ancora male.
ciao
Ricambio l’abbraccio Aleba 🙂 E lo allargo a LUNA e a LULU e a Naty Tre persone che in questa lettera mi hanno dato veramente tanto. Spesso si cerca la complicità in chi ha vissute situazioni perfettamente identiche nella speranza di essere capiti.
Invece, a volte, si trova sostegno ed affetto in chi ha vissuto situazioni totalmente diverse accomunate da un’unica “nota”: l’essere state male, essersi rimesse faticosamente in carreggiata e aver voglia di dirlo al mondo per aprire la porta alla speranza e non per sbattere in faccia la propria serenità.
In questo sito, utilizzando un altro nick, ho conosciuto persone che si sono mostrate amiche solo momento del disastro emotivo.
Ma, poi, non mi hanno perdonato di essere stata meglio.
Lo so, bisognerebbe dire a sè stessi che il mondo di internet è solo un mondo virtuale e “chissenefrega di abbracci e voltate di spalle intanto è tutto finto nel bene e nel male, la vita reale è un’altra cosa”.
Forse bisognerebbe ripeterselo come un mantra…..però….io agli abbracci, ai bacini, e alle frasi affettuose virtuali ci credo :-)così come le voltate di spalle mi toccano nel profondo.
Grazie per l’abbraccio Aleba.
MANU: forse erano sbagliate per te, nel senso che il tuo compatibile reale è altro. Forse queste persone sbagliate sono passate anche per farti capire cosa non va bene per te.
…beh, parli con una che ha pianto come un vitello per il concetto “fare la spesa” e altre cose ben ben ben più banali. Qualcosa tipo: non potrò mai più mangiare perché mi ricorda che mangiavamo? non potrò più pisciare perché anche lui piscia e ha un gabinetto? mi viene da piangere se mi pettino perché anche lui ha i capelli? 😛 Sdrammatizzo (ma non è che sia poi così lontana dalla realtà… :PPP)
Non è che devo sempre avere la sindrome di pollyanna, Manu. Voglio dire: ho capito. Ho capito benissimo quello che intendi. Quello che intendevo dire è che alle volte penso sul serio che quell’abisso di pensieri e sensazioni in cui cadiamo non sia solo un segnale di dolore, frustrazione, ma anche di protezione.
Non la “banale” protezione “ho paura di soffrire”, ma anche proprio una bella fasciatura. Sto male, non sono pronto. Mi viene la nausea, come se mi parlassero di lasagne e filetto quando sto ancora a vomitare e ho lo squaraus di uno sconvolgimento profondo.
Peraltro io non credo che serva mettersi un tappo. Al chiodo schiaccia chiodo non ho mai creduto. Il teorico chiodo schiaccia chiodo (non dico che per altri non possa anche funzionare, che ne so) a me sembra solo una cosa che ti fa sentire peggio. Perché non ci sei e sai benissimo che non ci sei. Puoi persino pensare che quello nonsarai tu tutta la vita. Mentre semplicemente non ci sei. Con ciò non intendo che una debba chiudersi in un monastero o girare con lo spray al peperoncino se una persona chiede che ore sono. Penso che stare nella vita faccia bene. Uscire e magari provare anche delle simpatie per qualcuno. Ristabilire i livelli di distanza e vicinanza con il mondo e con se stessi. Sentirli. Non è che bisogna innamorarsi il giorno dopo, non è escluso che qualcuno, anche al momento giusto, non possa riuscire ad entrare, un po’ più degli altri. Ecco perché io ad Ambrogio ho creduto. Perché non poteva gradire di stare con una persona che gli piace? Ed essere contento di essere invece che non essere, qualsiasi fosse e sia la percentuale?
Tornando alla nausea: ti capisco. Molto bene. Vedi, io le penso davvero le cose positive che penso. Anche perchè mi rendo conto che adesso sto male. Magari meglio, ma non bene. Non rispetto anche alla mia visione stravolta dei temi “amore” “relazioni” “potersi fidare” ecc ecc. Insomma, voglio dire, mi ha travolto uno tsunami, se pensassi che ho voglia di farmi un tuffo forse sarebbe alquanto strano…
E mi ha travolto davvero uno tsunami, e non solo perché 17 anni sono un bel po’ (ce lo giochiamo questo numero, ragazze? a sto punto…) o perché una relazione può cambiare-non funzionare più-può finire… chiaro che stai male e per certi versi ti pare che ti hanno levato un organo vitale e ci sta pure il fatto di attraversare una fase di lutto ecc
e nemmeno solo perché sei sradicato da una vita che avevi, anche in termini di spazi ecc.
Ma credo molto dipenda anche da come si susseguono e terminano le cose, ovvio. Immagino che siano ben pochi i casi in cui due di mettono al tavolo della cucina e tipo dicendo unduetretoccaaté sorridenti e beati si dicono all’unisono: non ti amo più, è finita, tirano un sospiro di sollievo e via.
Accade. Accade anche in maniera meno “unisona” e meno diretta. la bomba ha da scoppia’ o lo scazzo trascinato ha da finì… ci pensa uno dei due a far scoppiare il detonatore, si prende una responsabilità per due, l’altro magari si incazza, protesta e parla di cianuro… anche se in realtà, con il senno di poi, sentirà che anche lui o lei non ne poteva più.
Non voglio dire che accada sempre, ma spesso, passata la fase del lutto cociente e fetente, le persone si ritrovano ad ammettere che non era la persona giusta o che la situazione era diventata davvero pessima, invivibile… e non credo proprio che sia solo razionalizzazione. come non credo che sia sempre solo amore infinito quando qualcuno, a distanza di secoli, continua a tirare craniate contro il muro. La rielaborazione ad un certo punto non ti porta a rinnegare una cosa importante se senti di averla vissuta, ma a riprenderti la vita sì.-
MANU, guarda che non sto sottovalutando l’importanza di un grande amore, nell’economia dell’esistenza. Non penso neanche che ci si innamora tre volte alla settimana. Penso che la fine di un amore sia una cosa devastante (guarda caso scrivo in questa lettera :P). In un abbandono riecheggiano altri abbandoni, la paura stessa dell’abbandono. E penso sia sacrosanto pensare: non amerò mai più, non voglio amare mai più (anche quando questo pensiero è un misto di sollievo e mutilazione), o anche pensare, magari in seguito, che solo per una vera propria rivoluzione cardiaca che appare ben riposta si sarebbe disposti a riconsiderare questo “sano” proposito (virgoletto perché sentirsi innamorati è una delle più belle sensazioni che ci sia, e fa ringiovanire di 20anni anche se ne hai 19, finché, certo, non ti arriva un tir in faccia, come no. Ma capita anche che non avvenga) pensando però: non ho voglia comunque di suicidarmi o confrontandosi con delle paure…
Che dire, MANU? se dovessi scriverti l’elenco di certi pensieri che mi vengono sull’amore, me riguardo l’amore, l’amore riguardo me, la persona che ho amato, domande sull’esistenza degli ufo (attinente a concetto precedente) ecc ecc non mi basterebbero duecento post. Aggiungi la sensazione orrenda di sentirsi abbandonati, rinnegati durante un periodo veramente difficile. cosa che rischia di cambiarti la visione del mondo. Però non sono solo pensieri da trauma, sono anche pensieri che servono a scaricare il trauma. Una parte di me lo sa. Ha da passa’ nuttata.
LILLY: idem 😀 tvb 😀 vuvuvùmipiacitù 😀
ALEBA: bacio 🙂 sono contenta /per la tua presenza, bella di suo/ che sei passata anche qua 😀
Abbraccione LULU e NATY 😀
Manu immagina un po’ se addirittura non solo tutto ci fa ricordare la nostra storia, ma se siamo noi stessi a “rifrequentare” i luoghi che abbiamo vissuto con “loro”…io lo facevo. Era come se da strarincoglionita volessi stare ancora piu’ male.
E adesso? ultima novita’. Certamente mi ha colpita il giusto, non per me ma per nostra figlia, e’ nato il fatidico erede maschio!!!Ho visto giusto l’altro ieri il fiocco azzurro.
Ho avuto un attimo di perdita di equilibrio, mi sono analizzata bene, era gelosia per mia figlia!!! Poi piu’ tardi mi sono sorpresa addirittura ad essere quasi felice per loro…sono impazzita davvero? forse..
Lilly e’ certo che siamo felici e ti abbiamo “perdonato” il fatto che stai meglio. Ce lo auguriamo tutti, e sai credo diventi contagioso guarire. Anch’io ci credo ai bacini e agli abbracci virtuali…in certi terribili momenti mi hanno davvero aiutata, insieme alle vostre parole che mi davano una svegliata dal mio torpore.
Luna visto che siamo in tema, voglio dirti che anche io sono grata al destino per averti incontrata, ti leggo davvero ogni volta con gli occhi spalancati, i consigli che spesso hai dati ad altri li ho seguiti pure io e mi hanno aiutata moltissimo…per cio’ che riguarda i numeri da giocare…proviamo, vediamo se le nostre brutte storie ci fanno vincere qualcosa. A parte gli scherzi, io credo di aver gia’ vinto molto, sono uscita da quell’inferno, magari un po’ bruciata qua’ e là…ma viva e questo e’ davvero tanto.
E’ certo che certe storie ci fanno sentire abbandonate, inutili, vecchie specialmente nel mio caso, visto che la donna con la quale mi tradiva e sua attuale compagna ha 20 anni meno di me. Adesso io mi sono ripresa la mia vita non rinnego il mio passato,altrimenti non ci sarebbe la mia principessa, ma non dipendo piu’ da una storia che mi ha sconquassata l’anima, dipendo solo ed esclusivamente da me stessa.
Baci a tutti!!!!!
Possiamo metterla così LUNA:
a volte gli tsunami, ci permettono di ascoltarci meglio. Capire cosa ci può piacere oppure no. Se oggi ho voglia di passeggiare e prendermi un gelato, oppure ho voglia di altro.
Spesso, lo stare in due, comporta una serie di circostanze, dove prima o poi qualcuno deve cedere, per esigenze altrui.
Spesso il più forte, schiaccia il più debole, ma non lo dico in senso negativo, intendetemi.
Spesso, si cresce nella relazione, pensando che quella attuale, sia giusta e si sottovalutano i desideri, le aspirazioni o quant’altro.
Invece, si possono scoprire lati, che magari, non pensavamo nemmeno di vedere, perchè credavamo che nel complesso, bastasse solo voler bene.
Io ho scoperto lati di me in una relazione specifica, che mi hanno reso forte e il saper dire di no, davanti a pretese assurde o comportamenti poco corretti. E il no l’ho ribadito anche a distanza di anni con la stessa persona.
ELENA: ciao 🙂 sì, ho presente e assai cosa intendi. E’ vero che si imparano un’infinità di cose su se stessi e sui rapporti ecc quando succedono queste brute fazende. Capisco bene cosa intendi e cosa intende LULU (bacino ad entrambe).
Sono sincera però quando (è ovvio, certo) dico però che, poiché in me la tendenza all’ascolto e a voler stare bene e a capire le cose (so, può sembrare un paradosso) c’era da sempre comunque trovo sconvolgente l’aver attraversato certe cose. Insomma, credo che avrei potuto vivere bene anche senza che il dito venisse messo nella piaga o mi venisse fatta una piaga bella grossa. Credo che avrei potuto capire delle cose attraverso delle esperienze positive, invece che tanto negative. Anche perché le esperienze positive, sin da quando ero grande come un fagiolino, mi hanno insegnato molto. Per quanto c’è sempre un motivo, e per quanto è vero che ho imparato da e che al contempo non mi sono difesa adeguatamente per certe cose che non sapevo e che, nello stesso momento, “sono qua” proprio per com’ero di base, anche. Cioè, se non fossi stata in un certo modo quello che mi è capitato mi avrebbe disintegrata. Ringrazio dunque (e chiedo scusa se può sembrare milodomiimbrodo, ma è proprio invece dire grazie ai farmaci interiori salvavita) il fatto di aver avuto delle “qualità”: una resistenza allo stress da studio scientifico, un certo tipo di cervello che mi ha portato a indagare le cause e conseguenze di un fenomeno anche veramente con piglio “scientifico”, un’intelligenza emotiva e sociale che hanno fatto sì che cercassi in ogni modo di mantenere un rapporto con la vita anche quando il rischio di isolamento sarebbe stato alto, l’aver saputo dirmi: vai dallo striz (senza vergogna), l’aver accolto il casuale incontro con il forum, anni fa, per continuare a coltivare e mantenere in modo costruttivo una parte di me, l’aver continuato – finché non è stato troppo troppo troppo, e infatti lì mi sono preoccupata sul serio – a coltivare la parte creativa e ottimista e solare, scavando progetti anche quando il privato era devastante…
tuttavia è chiaro che la resistenza allo stress mi ha giocato anche contro. Qualcuno, cedendo fisicamente e psicologicamente prima, forse avrebbe chiamato un’ambulanza e avrebbe detto “non ce la faccio più”. Il problema è che io ero anche in condizioni contingenti per non poterlo dire. Ovvero se non avessi avuto una resistenza allo stress disumana sarebbero stati c.... miei. Mentre, anche se pompavo adrenalina e cortisolo come una machina de guera, non potevo fare altrimenti, o non sarei riuscita a trovare delle soluzioni. (leggi: dove vivere per determinati periodi, e continuare a lavorare, pensare, agire, cioè non perdere TUTTO). Tuttavia ogni volta che faccio una prova medica (ad un certo punto mi son cuccata un tagliando come una Ferrari) tremo all’idea di che danni possa aver prodotto l’autoproduzione di ormoni contro lo stress. Perché già quando producevo mi preoccupavo, ma se non avessi prodotto
nessun altro avrebbe potuto, al posto mio, salvare il salvabile. Della mia vita, della mia salute mentale, della mia salute emotiva, del mio lavoro, dei miei rapporti umani, della mia sensibilità. Nessun altro avrebbe potuto dire, al mio posto, quando mi trovavo a vivere a casa di altre persone: qui è ok, qui poi stare, oppure “qui no, c’è qualcosa che non va”, anche quando il mio solo desiderio sarebbe stato svenire e mettermi una flebo e fregarmene di tutto. Dormire e basta. E “voglio la mamma”. Nessuno avrebbe potuto impedirmi di fumare 40-60 sigarette (e infatti spesso non sono riuscita ad impedirmelo io, e altra cosa che mi fa tremare nel tagliando Ferrari), nessuno sarebbe riuscito a darmi un calcio in culo se il mio culo non era disposto a farsi dare un calcio in culo (positivo, intendo). Non voglio fare l’eroa, dico cosa purtroppo comporta il fatto di attraversare queste cose. E che capisco perché l’inferno non è solo quello che succede. Anche perché, se non stai attenta/o, gli effetti valanga diventano “espansi”. Più hai le difese basse, più sei confuso/a più rischi di andare in compulsione, anche semplicemente da stress, e non riuscire ad ascoltare te stesso, l’istinto, o valutare adeguatamente le situazioni in cui ti trovi. Io insisto sempre che queste cose non capitano solo ai masochisti o a coloro che hanno sempre cercato le persone “sbagliate”, non nel senso in cui intendiamo. Persino il mio primissimo ragazzo, che sulla carta era tutto fuorché un buon partito, con me ha condiviso il meglio, non il peggio di sè. Il secondo era incompatibile con me ma sono cose che capitano e comunque ad un certo punto è finita, e prima di danni. personalmente so di non essere mai stata masochista e il mio passato sentimentale anche mi prova di non aver cercato persone “sbagliate”. Anzi, so pure di averle evitate. Semmai il mio problema è stato quello di non reagire con immediata fermezza di fronte a certe tipologie di persone. Di metterci un po’ per inquadrarle al di là di un armonico buonismo o di un’empatia però anche fuorviante. Anni fa avevo un fidanzato con cui stavo bene, su questo non ci piove, e con cui il rapporto era sereno. Fu sua madre a fare a me (e a lui) molestia morale, e quanta! Io non sapevo cosa fosse all’epoca la molestia morale. Mi difesi come può una persona di 18 anni. Mi stressò, feci tutto il possibile, ad un certo punto me ne andai di fronte a qualcosa che io non potevo risolvere, ma che era distruttivo. Quindi di fatto, “primitivamente” credo che sapevo delle cose che poi ho dimenticato, paradossalmente. Non sto dicendo, Elena, che io non avessi (e non ho) i miei nuclei nevrotici, le mie strategie sbagliate, di non aver fatto errori, di essere buona, di non aver fatto cazzate, che non ci fossero cose che potevano essere viste, sciolte, indagate, migliorate. però, come diceva la mia striz, avevo trovato una mia strategia per stare in equilibrio, anche nei “difetti” della mia sensibilità. Lei mi ha sempre detto che
(continua) la mia parte creativa, emersa quando ero ancora un fagiolino, era stata una riequilibratura naturale, e positiva, che io stessa avevo trovato. Anche per la parte più parosa o più nera o cervellotica. In sintesi (e non riguardo la storia contingente, ma riguardo il passato, le dinamiche famigliari, ecc): sei quello che sei anche perché ti sei confrontata con delle cose. Vale anche oggi, e quindi sono d’accordo con te. E’ vero che quello che mi è successo mi ha permesso di “vedere” cose che non avevo visto, di me. E che, seppure mi sono trovata in guerra veramente in 24 ore (cosa che mi ha mandata in tilt, perché ha sconvolto la mia sensibilità in primis) non erano adeguate le strategie che si sono attivate in me se non sono scappata subito, fosse pure dormendo sotto un ponte. E’ chiaro che se la cosa è riuscita a minare la mia autostima c’era qualcosa che non andava anche nelle mie difese. E’ chiaro anche che erano giusti i valori che mi hanno tenuta lì, e lo penso ancora, ma che bisogna saper anche osservare in cosa li stiamo usando, cosa l’altro sta mettendo in atto ecc.
Vale anche fortissimamente però il fatto che spesso quando capitano cose come queste oltre che quello che si è imparato, visto, scoperto, utilissimo, vale quello che si è ritrovato di sè. Cose che c’erano PRIMA, che funzionavano e facevano stare bene, e che ad un certo punto sono state come interrotte, “deviate”, stravolte.
E’ bello anche per questo uscire a mangiare un gelato con se stessi come non succedeva da tempo. E ritrovarsi allo specchio.
(non sto dicendo che tu non l’abbia detto, stavo riflettendo con te).
Il problema di situazioni come quelle da noi citate è anche il carico di stress da smaltire, i ricordi brutti di cui va scaricato il peso emotivo (come diceva LULU, anche), il disturbo post-traumatico da stress che, quando c’è, e c’è spesso, richiede il suo tempo per passare.
Accettare il fatto che certe cose siano successe, ma non farne la propria croce per sempre. Neanche nel guardare il mondo, il presente, il futuro.
Insomma, spesso c’è un “bel” lavoro da fare. Io posso dire che mi sono ritrovata a non andare più dalla striz (anche per ragioni economiche) proprio nell’apice della schifezza e del disastro globale. Forse, ti dirò, avevo anche bisogno di affrontare le cose da sola. (però degli strumenti li avevo, lo specifico perché sono convinta che sia difficilissimo invece venire fuori e dipanare matasse simili non avendo i mezzi per capire cosa sta succedendo o le proprie reazioni ecc). E mi sono accorta però di come tutto il lavoro fatto ha continuato e continua ad… agire.
Qualunque sia stato il passato, che in qualche modo è capitato, quello che conta è il presente. E la percezione dell’esistenza di un futuro. Per chi ha vissuto certe cose un futuro come orizzonte ampio non è una percezione banale. Tutt’altro. Se è vero (ed è vero) che non lo è neanche mangiare un gelato sentendo il gusto e sentirsi bene per sapersi in grado di dire no
ti posto questo LUNA
e ti ascolto 🙂
http://www.script-pisa.it/rivista/script_riflessioni_14/aspetti_della_relazione_narcisistica.php
Mi ritrovo in te LUNA….quanta speranza mi danno le tue parole per il futuro. Quanta forza per vivere il presente, questo presente che mi vede finalmente fuori da quel tetto e quindi distante dalle dinamiche. Faccio fatica ma mi sto ritrovando. Sono in una casa non mia al catasto, ma è mia nella psiche. Vivo la mia casa, anche se poche ore al giorno. Persino le piantine sul tavolino sembrano sorridermi, e al mattino quando faccio colazione con il mio caffè caldo e i gatti, mentre mia figlia dorme ancora, mi sento io…in contatto con la mia anima. Anche io ho perseverato convinta che avrei trovato in me le forze per mantenere in vita la mia relazione. Ora ho capito che a volte, per rinascere, bisogna accettare che una parte di noi muoia e lasciarla andare. Vivere l’oggi scrutando l’orizzonte. Qualche spiraglio lo vedo, ma per me l’importante è vivere la mia giornata, con tutti gli inghippi, i contrattempi e con tutte le piccole gioie che parlano di me. LUNA mi piacerebbe conoscerti.
LUNA
mi sono trascinata per anni, in un rapporto specifico mal sano, il desiderio di evasione. Anche se capivo che c’era quel qualcosa che mi legava e complice il fatto di riuscire a salvare il salvabile e tutto quello che c’era di buono in questa relazione.
Ma la comprensione di me, l’essere più forte di alcune dinamiche devastanti, il solo fatto di stare con me anche quando non mi era concesso tutto questo, che di per se, per chi legge, risulta magari incomprensibile, a prevalso l’uso corretto del mio cervello.
Anche se sò di essere capace di starci, di mettere sul mio groppone, situazioni, idee, uso del proprio donare agli altri, che alla fine, altro non è che demolirsi a favore di altri.
Anche il solo venirsi incontro, è stato letteralmente distrutto e mi ci sono voluti secoli per ritrovare un pò della mia serenità interiore. Anche se, le persone che mi conoscono, per loro sono e sarà sempre una di quelle che sorride ed è propositiva verso chi incontra e che frequenta. Anche a rischio, di apparire piuttosto che di essere.
Ora di quello che ho passato, resta un ricordo. E per quanto doloroso possa essere stato in quei anni di lotta, i miei ricordi non appaiono oggi, nel presente, mai neri, ma solamente esperienza in cui ritrovarmi per non caderci più.
Ti abbraccio forte
ALEBA: 🙂 non avevo capito che ti eri spostata da lì 🙂
sapevo che ti stavi muovendo per farlo (e lo si evinceva anche quando non lo dicevi chiaramente, da dimostrazioni d’amore che offrivi a te), ma non sapevo della tua nuova casa.
Posso immaginare la maggiore serenità che provi, e in poche righe sei riuscita a dire moltissimo.
Immagino la sensazione di “nido” tuo, non importa che ne dica il catasto.
ELENA: penso che una serenità interiore conquistata o riconquistata sia una cosa che ha un peso ben più grande di qualsiasi ricordo possa rimanere, comunque, a livello strettamente biografico. L’altro giorno guardavo, tra tante, in particolare una foto di una mia amica che ne ha passate molte, e pesanti, una foto fatta durante un suo recente viaggio. Guardavo i suoi occhi luminosi e il suo sorriso. Gioioso, ma sopratutto sereno. Anche lei è di quelle persone che hanno saputo sorridere anche quando l’epoca era nerissima. Tanto che per molto nessuno ha saputo quanto fosse nera.
E’ bello vederle, oggi, però quella luce reale negli occhi. Che non le viene solo dal fatto che ora sta con un uomo con cui è veramente serena, con cui convive senza battaglie e con cui ha preso la decisione di cercare casa.
Quella luce le viene da un viaggio lungo, suo, con riequilibrature al millimetro. E anche dal fatto di essere riuscita a concederselo.
Da poco, anche se presto è andata a vivere con naturalezza con il suo lui, ha messo in affitto il suo appartamento minuscolo, ma che aveva rappresentato sia la libertà che il luogo in cui sfogare il dolore. Ma anche la sua personalità, prima schiacciata, in tante piccole cose.
Sono felice per lei che ad un certo punto (ma non è un caso, vero?) si sia trovata vicino un uomo capace non solo di accettare/sostenere il fatto che aveva ancora delle cose dentro da risolvere, e il suo bisogno di scoprire a poco a poco che la vita può essere anche semplice talvolta o semplicemente non estrema (in un’altra epoca tutto era stato difficile, anche pensare, lavorare, essere, starnutire, avere un pregio, un difetto, semplicemente una personalità, anche sbagliare, tutto era stato estremo), ma per esempio anche di non vivere il fatto di tenere ancora quel “rifugio” non come una mancanza di amore nei confronti di lui o che.
Può sembrare banale ma non lo è.
Lei in quella casa, il “salvagente”, so che ha messo pochissimo piede da quando sta con lui. ma comprendo che significato possa avere avuto per lei darsi il tempo di scegliere di darla in affitto. Dopo una lunga violenza psicologica, legata tantissimo anche al concetto “casa”, sempre minacciata e anche passando ai fatti di ritrovarsi per strada.
Dopo la viol. psic. ha avuto non per tantissimo un uomo che è stato cmq importante. Con cui ha condiviso del bene. Ma con lui il passo di andare a vivere insieme non lo ha fatto. Per una questione di tempistica di percorso? in parte sì, ma non solo, non credo. Se tu li vedessi, lei e l’uomo con cui sta oggi, si vede quanto stanno bene
Nessuno è perfetto, e capiterà pure a loro di litigare. Però vedi che si son scelti de panza oltre che di cuore. E’ nelle piccole cose che te ne accorgi, prima che in quelle grandi. Anche da una casa che hanno “contaminato” insieme. Non sarà tutto, ma non è neanche una banalità. Anche nelle cose in cui sono diversi, per quanto ne so, si rispettano. Lei mi raccontava che l’uomo precedente insisteva tanto con la faccenda della casa, ma poi, ogni qualvolta lei esprimeva un’idea, lui la bocciava, andando in ansia per un colore, un tessuto, uno spostare un tavolino o cambiare una credenza. Non ai livelli della sua esperienza precedente ma la panza di lei diceva: no…
E non è che con questo voglio dire che i gusti di lei fossero giusti e quelli di lui sbagliati, però c’era qualcosa che stonava…
Un giorno lui le ha mandato un’email aggressiva in cui le diceva che lei non voleva lasciare la sua piccola casa perché non voleva crescere, che si rifiutava di fare una scelta adulta, che era una vera egoista. che si lamentava tanto di aver sofferto in vita sua, ma che in fondo se ne fregava quando si trattava di non ferire gli altri. Che per lei il lavoro comunque veniva sempre prima perché in realtà voleva primeggiare, che quando lei voleva spronarlo era chiaro in realtà che voleva umiliarlo…
lei è rimasta sconvolta quando ha letto. e ha tentato di parlare con lui. Ma quello di lui era un autentico, rabbioso soliloquio. Lui le ha detto solo: vieni a prelevare le tue cose che hai portato qui. Poi è sparito per un mese, forse più, senza mai rispondere ai suoi messaggi.
Lei oscillava tra il chiedersi dove avesse sbagliato e stare comunque male per la rottura e come era avvenuta e il fatto comunque di avere dei campanelloni che dicevano “NO”. No alla modalità prima che alla persona. Capendo pure che lui potesse essere rimasto male per il fatto che lei non mollasse “il piccolo nido” dandogli delle valenze di rifiuto, ma che comunque di fatto lei, ascoltandosi, sapeva che non era il momento per lei di fare quel passo. Quello che voglio dire è che comunque il viaggio fatto sino a quel momento era servito. Ad ascoltarsi.
So che tempo dopo quando ha incontrato quest’altra persona le cose sono avvenute in modo molto più panzifero e naturale, vuoi pure per la fortunata coincidenza di un tempo diverso, ma non solo. Un esempio: si frequentavano da poco ed erano però già come cip e ciop quando lei è partita per un viaggio di un mese e mezzo, tipo all’altro capo del mondo, che aveva già prenotato e sognava da anni. Avessero avuto le ferie compatibili sarebbero partiti insieme. Ma comunque lui l’ha accompagnata con un sorriso a prendere l’aereo. E quando è tornata le ha organizzato una festa a sorpresa insieme agli amici più cari di lei. Una cosa tenerissima.
Il futuro, ovviamente, non lo sa nessuno. Però lei sorride veramente e ha la serenità negli occhi. Anche se talvolta le capita ancora di inciampare in qualche antico incubo notturno. Ma sempre meno, mi dice
Corpo del messaggio
sono disperata ho avuto una relazione extraconiugale che tra alti e bassi è durata 8 anni, lui aveva gravi problemi sessuali ( a suo dire generati dalla moglie che lo offendeva) ed ho fatto di tutto, purchè di renderlo felice, diceva di amarmi e che prima o poi avrebbe lasciato tutti (aspettava che i figli crescessero un po) visto che il suo matrimonio era finito, mi riempiva di msg e telefonate riuscivamo a vederci solo durante le ore di lavoro e dentro la sua macchina, mai un prenzo una cena. circa 8 mesi fa sua moglie scopre un msg e sospetta che abbia una relazione con un uomo, lui mi dice di stare tranquilla che non è finita e che vuole me dopo di che mi invia altri sporadici msg e poi scompare, torna al lavoro e fa di tutto per non incontrarmi e non si fa piu’ sentire. io rimango atterrita anche perchè sua moglie era in possesso del mio numero di cell. al quale mi ha chiamato insistentemente per un po e mi ha lasciato msg alla segreteria, dopo di che sparisce anche lei. Dopo 4 mesi per caso lo incrocio con la macchina lo fermo, è imbarazzatissimo mi dice che non mi ha fatto sapere più nulla perchè non aveva voglia di discutere, mi dice che sta malissimo (l’aspetto non era dei migliori) si congeda dicendomi io voglio te. Passano altri 4 mesi ci incontriamo fa finta di non conoscermi. Sono disperata
Si cara LUNA, sono fuori. Non vedrò il mio cane per molto tempo, forse per sempre. Mi conforta sapere che però il cagnolino vede mia figlia. Io sono serena nei miei passi, so che il percorso è ancora in salita e che le violenze da parte sua non si estingueranno, anzi mi aspetto che subiranno un’impennata, ma ora sto cominciando ad affinare il senso di orientamento che avevo smarrito. L’ho recuperato, non mi fa paura la strada. Per quanta fatica dovrò fare, so che la mia scelta mi ha salvata e so che ha salvato la bambina. Il periodo che ha preceduto la mia sofferta presa di coscienza rispetto alla relazione, mi sentivo come se stessi per morire. Mi vedevo, di notte al buio nel momento che precede il sonno profondo, in attesa di esalare l’ultimo respiro. Ma non era il mio corpo che moriva, era la mia anima. Avevo la sensazione di tenerla fra le mani e di rendermi conto che era come una nebbiolina che defluiva fra le dita, svaniva lentamente disperdendosi. Mi interrogavo sul significato di questo pensiero ricorrente e il senso si è rivelato nel tempo. Ho compreso che dovevo aver cura, dovevo amare la mia anima dovevo curarla perchè non solo sopravvivesse, ma avesse la possibilità di rinvigorirsi e nutrirsi di vita autentica. LUNA, la serenità non ha prezzo.
MARIA: ciao, ci sono alcune parti che non capisco nel tuo post (mi rendo conto che è difficile riassumere i passaggi e gli stati d’animo in poche righe). Per relazione extraconiugale intendi dire che la sua con te era una relazione extraconiugale o che anche tu sei sposata? scusa, lo chiedo per capire meglio.
Se posso immaginare che un comportamento di sparizione etc ti abbia destabilizzata, mi viene da dire però che pure otto anni di relazione clandestina, per l’equilibrio psicofisico, non devono essere proprio una bellezza. Soprattutto alle condizioni che riporti. Otto anni sono davvero un’enormità da vivere a pezzi e sacrificando la propria identità oltre che il proprio tempo e i propri sentimenti in attesa del giorno di poi del mese di mai. Il resto della tua vita com’è andato in questi otto anni?
Mi pare di capire (posso sbagliare ovviamente) che la vostra non fosse neanche una relazione propriamente sessuale, e che anzi caraterizzata forse di più dal problema inverso, visto che dici già alla seconda riga “gravi problemi sessuali”. In otto anni (o anche precedentemente) questa persona non ha mai affrontato questi problemi e/o quelli della moglie che a suo dire lo offendeva in una sede “adeguata” chiedendo solo il tuo appoggio e la tua comprensione o che tu lo aiutassi?
Tu hai fatto di tutto pur di rendere felice lui, lui cosa ha fatto per rendere felice te?
8 mesi fa (dopo quasi 8 anni?) sua moglie ha un sospetto e pensa che l’amante sia un uomo? Non che mi sembri impossibile che un uomo possa avere un amante uomo, ma come mai la moglie ha creduto che la figura su cui nutrire sospetti fosse maschile? Non ho capito se il messaggio che ha trovato era tuo.
E poi si è licenziato anche dal lavoro, quando è sparito?
Perchè tutta questa vicenda, al di là dell’aspetto extraconiugale, mi sembra un tantino contorta?
ciao Luna grazie che mi hai risposto, si anche io sono sposata, la moglie ha trovato il msg ma non ha mai parlato con me io non ho mai risposto, non so perchè sospetti di un uomo? dopo che lei ha trovato il msg lui mi ha cercata per qualche giorno dopo di che non l’ho piu’ sentito. Lavoriamo nello stesso posto ma volendo c’è la possibilità di non vedersi (l’ambiente è vasto)la prima volta l’ho incriciato per strada e l’ho costretto a fermarsi e in quella sede mi ha detto che lo aveva fatto anche per me. nella nostra storia c’era anche il sesso (principalmente per lui, io avevo solo tanta pazienza) durante i nostri incontri non faceva latro che parlarmi della moglie che lo accusava, che lo ricattava che lo maltrattava…… Tante volte ho tentato di smetterla ma lui mi implorava: ti prego senza te non posso vivere….non riesco a rassegnarmi mi sembra un incubo ancora aspetto. che triste storia!
Luna, scusa il modo in cui mi esprimo sto molto giu’ grazie
Ciao a tutt*, scusate ma non ho letto molte cose in questo periodo. Ho letto però LILLY… Lilly, sei commovente. Sai, poco tempo fa, non so perché, ma invece di seguire gli interventi recenti sono tornata indietro nel tempo… A quando ci siamo incontrate, con te, LUNA, LULU che in quel periodo soffriva molto… Insomma, vado indietro, e ti trovo un tuo commento, anche questo emozionante, commovente, e ti riferisci ad alcuni in particolare, tra cui anche me. Ecco, io non so come mai, forse mi ero assentata in quel momento, ma non ricordo di averlo letto allora. E mi hai emozionato. Penso che ti avrei scritto qualcosa allora, se lo avessi letto. Cara, dolce, spiritosa, grintosa, intelligente, speciale Lilly, credimi, io non so chi fossero le persone che non erano felici per te quando hanno saputo che stavi meglio (anche questa cosa, terribilmente triste in sé, amareggia, molti fra noi l’avranno sperimentata…), ma voglio dirti che io sono stata davvero contenta di rivederti, di rileggerti, e sapere che adesso hai una persona, finalmente, accanto. Sii felice, cara Lilly, sei una persona – per me – davvero speciale.
VALINDA: poco tempo fa, ho letto, ora non ricordo di preciso quando, anche di te… E di nuovo di un ex.
VALINDA, Valinda… Io, ora, qui, da qui in poi, con i miei magici poteri… Abracadabra… Ti proibirò e impedirò di avere a che fare con qualsiasi, e dico qualsiasi, ex… 🙂
E ora che mi combinerai?
Un saluto a te LUNA, a te LULU, e a tutti voi…
Ciao NATY e ciao a tutti 🙂 vi leggo sempre anche se non ho scritto più perché ho avuto settimane stancanti per lavoro ecc.. LULU, LILLY, LUNA i vostri post sono davvero oro colato per me, mi ci riconosco moltissimo nelle vostre parole mi sembra di rivedere me stessa..ho vissuto anch’io tante cose simili, tante sofferenze anche a causa di altre persone. io mi sono sentita sbagliata e inadeguata per tutta la vita e di fronte alle critiche, cattiverie e malignità del prossimo mi mettevo in discussione io magari facendomi anche del male, avvilendomi, svilendovi e mortificandomi. io me la prendevo con me stessa, sempre e solo con me stessa. se rivedo quella bambina e adolescente mi viene un po’ di amarezza e anche di rabbia. vorrei prendere per mano quella bambina e dirle che lei sì aveva certo i suoi difetti come tutti ma non era sbagliata..perché agiva sempre e cmq in buona fede cercando di fare sempre del suo meglio. LULU tu parli del marcio degli altri e del tuo in un tuo post. ecco io penso che il marcio in questi casi sia solo quello degli altri…certo è pur vero che una persona può essere insicura, fragile e avere scarsa autostima ma se il prossimo ferisce e mortifica solo per invidia gratuita e frustrazione repressa beh il marcio è solo lui.
io ci ho messo 29 lunghi anni per capirlo e ho vissuto anche momenti molto difficili e di crisi ma non permetto più a nessuno di superare certi limiti di educazione e rispetto verso di me. chi ha invidie, frustrazioni, repressioni e company vada dallo psicologo o li risolva in separata sede. io, a costo di sembrare brusca e dura, mi sposto e taglio tutti i ponti. proprio di recente mi sono spostata da un'”amica” che passava le sue giornate a fare commenti velenosi, maleducati e inopportuni sulla mia bacheca di Fb. la stessa amica che pur abitando poco distante da me non riusciva mai a vedermi, che con una scusa ha sempre disdetto tutti i miei inviti, che ha sempre criticato in modo cafone ogni mio ragazzo..e tutto questo dicendo di “scherzare”.. io giuro con lei non ho mai avuto queste modalità di comportamento anzi..da parte mia non sono mai mancati apprezzamenti ed empatia per ogni sua cosa. eppure lei era aggressiva con me. l’istinto mi aveva avvisato già, ma ho aspettato…1,2,3,4 volte. poi alla fine sono sbottata e le ho detto chiaramente di piantarla con questi commenti molesti nei miei confronti e per giunta in un posto “pubblico” come fb, sulla mia bacheca (io nella sua non commentavo mai nulla o quasi e cmq sempre educatamente). ebbene lei mi si è scagliata contro offendendomi, dicendomi che io l’avevo delusa e non meritavo la sua amicizia, che non sapevo scherzare ecc. empatia e messa in discussione da parte sua zero. io non le ho più risposto, ho chiuso i ponti e non torno indietro almeno non per prima. educata ed empatica sì ma bersaglio NO. sai LUNA ho pensato a te e a questo forum, quando si parla di spostarsi…. VVB