La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.
L'autore ha condiviso 4 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Loredana.Lettere che potrebbero interessarti
Categorie: - Amore e relazioni di coppia
14.073 commenti
Pagine: « Prec. 1 … 193 194 195 196 197 … 282 Succ. »
Pagine: « Prec. 1 … 193 194 195 196 197 … 282 Succ. »
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.
Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.
▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

Si, lo so che lui ti ha fatto molto male. Ognuno e’ diverso ma, nella nostra unicita’, credo sia molto simile al male che il mio lui ha fatto a me. Ci siamo fude e confuse e ritrovate sole quando, guarda caso, eravamo anche particolarmente indifese. Penso tante cose, Lunina, sai? Penso che forse, se non sei assolutamente speciale perche’ non vuoi che si dica, senza dubbio non sei nemmeno nella “media”. Non e’ che tutto il mondo possa arrivare a tante consapevolezze o profondita’. Se volete, io lo dico, ma non lo penso per niente. Passi tempo e tempo ad aiutare persone qui su questo forum e aiutando ( o provandoci ), aiuti te stessa. Lo faccio spesso anche io e non solo qui. Cerco di “salvare” ( passami il termine ) qualcuno o qualcosa come per espiare la colpa di non saper salvare me.
La canzone di Jovanotti, quella che dice “mi hai lasciato da solo davanti al cielo e non so leggere, vieni a prendere, arriva subito, mi vien da piangere”? ecco, e’ questa la mia canzone. Luna anche io, sento che non ce la faro’ piu’ ad andare fino a “la’”, fino a riaprire il cuore del tutto ad un altro uomo. Fino ad aprire il bagaglio della mia vita passata e raccontargliela e dargliela come dono per la nostra vita futura. Io sento che non lo faro’. Non l’ avevo mai fatto prima di lui per X ragioni, eta’, mancanza di ascolto, voglia mia, istinto e tante altre cose. Con lui l’ ho fatto, mi e’ uscito tutto come l’ acqua e, al solo pensiero di rifarlo, mi viene il vomito. Come se tradissi tutti. Non so se sono aggrappata al dolore, ci ho pensato. Ti attacchi al male perche’, se va via, perdi ancora piu’ cose amate di quelle che hai perso. Ho scavato anche li’, anche in quello schifo, e non ne sono uscita con delle risposte. Anche io penso che eravamo “troppo speciali”. Lo ritengo con ogni viscera del mio corpo e non mi posso segare in due per questo. Peccato che fosse prima di tanto altro che tu sai e che e’ vero quanto quello che era proprio “prima”. Ma dove andremo a finire di questo passo???? La tua conoscente che si e’ sposata 3 volte ha tutta la mia ammirazione e invidia ma, ci posso giurare, non e’ una mia simile. E’ gente che viaggia “leggera” e viaggia bene. Non ha addosso il mondo e il cosmo. Il Signore l’ ha risparmiata.
La nostra bevanda salvifica si chiama ensure plus, io lo scrivo e chissene. Se non trovo il post alle tre, so il perche’ e te lo riscrivero’ senza spot pubblicitario…
A dopo, Lunina, stasera torno…
ANNINA: grazie tesoro, abbiamo passato le maglie della censura 😉 ho segnato. E grazie anche per il fatto di essere qui per me. Però non voglio assolutamente che sia uno stress per te. Spostati se ne hai bisogno. Beh, certo, esiste il libero arbitrio, però non voglio rubarti energie. Mi sono fatta male e temo di avere una costola incrinata, non sono sicura. Vedo come va in questi giorni, sennò mi farò vedere. Un po’ una rottura di palline perché mi serviva essere in forma, e invece sento fitte anche quando rido. Però ridere è bello anche con le fitte, di per sè.
Anch’io devo scappare adesso. Un abbraccio grande.
E un saluto a tutti 🙂
Ciao Luna,Ciao Anna,
mi hanno toccato molto i vostri post,mi sono rivisto anche io in certe situazioni che avete sottolineato.Sono pensieri che ho fatto molte volte in questi anni e sono riaffiorati violentemente negli ultimi mesi.Ripenso ad un discorso che ho fatto poco tempo fa con un mio amico,a proposito della troppa empatia che abbiamo nei confronti degli altri,e la poca invece che gli altri hanno nei nostri confronti.Fa parte di me esserlo,sia in amore che in amicizia,che nel semplice rapporto con gli altri…e non me ne rammarico.In certi periodi però mi pesa questa cosa,Vedere “oltre” quando gli altri non vedono oltre il proprio naso non aiuta.Vorrei avere dagli altri la stessa empatia che ho io nei loro confronti…e non succede mai…Nn credo sia una loro cattiveria,sono fatti diversi,non migliori o peggiori solo diversi.Ma come dico sempre io ognuno ha la propia croce da portare la mia è questa,a volte leggera altre un pò pesante.
Ieri sono andato a trovare mio padre,mi ha detto:”Ti vedo meglio,ti è passata via…”Ho sorriso.Per la sua ingenuità.Per il suo non vedere dentro i miei occhi….All’inizio lo esternavo di più il dolore,come credo sia normale.Ora invece è tutto interno,fa “calcare” al cuore.
In tutti questi anni certo non ho favorito molto l’empatia nei miei confronti,avevo eretto un muro non difficile da scalvalcare,ma nessuno si è mai provato.Lei invece,la mia Ex(che si è sempre definita l’eletta)ha saltato al di là di quel muro,e ha conosciuto il Raffi che nessun altro conosce.E da qui nasce tutto il casino di questi mesi…..Condivido Anna qnd scrive:
“Con lui l’ ho fatto, mi e’ uscito tutto come l’ acqua e, al solo pensiero di rifarlo, mi viene il vomito. Come se tradissi tutti. Non so se sono aggrappata al dolore, ci ho pensato”
Ci ho pensato anche io Anna…e mi sono dato delle risposte che solo il tempo confuterà o no.Nel frattempo!?Nel frattempo bò…passano i giorni,le sere mi lascio andare un pò…è il mio ritaglio di tempo che mi sono concesso per pensare a “tutto”…
C’è un passo di un libro di Oriana Fallaci che mi ha sempre colpito e ora come non mai è attuale almeno per quanto mi riguarda:
“Non bisogna pensare alle porte che abbimo chuso dietro di noi o che ci hanno sbattuto in faccia perchè tutte le volte che una porta si chiude, noi ci troviamo dinanzi al dilemma definitivo,o me o te,o la vita o la morte,e nella scelta dell uno o dell’altra si esaurisce la nostra interiore libertà.Tu ritorni,col cervello ed il cuore sbranati da una ferita gravissima:ma gli altri lo ignorano perchè nelle apparenze tu sei come prima.Lasciali in qst illusione.Non raccontare che sei cambiata,non raccontare la guerra che ti ha fatto cambiare.La tribù dove vivi non sa che farsene dei martiri e degli eroi.Essi vanno contro le regole,essi turbano la coscienza dei semplici,essi sono i pazzi in un mondo di savi…”
Cosa vedo in queste parole!?!Che il dolore volente o nolente va affrontato (segue)
con se stessi,gli altri ti accompagnano per un pò lungo il cammino ma il traguardo lo si deve tagliare da soli,con le proprie forze,con la propria volontà,scavando dentro se stessi fino al midollo…Un abbraccio…
Mi posso unire al club dei cuori spezzati? Mi sembra di morire, ho un grosso magone nello stomaco. Sono stata lasciata dopo un anno con un messaggio, tra l’altro ricercato da me. E poi entro su quel dannato facebook e leggo che lui è tanto felice, mentre io sono qui, e cerco una diga per fermare le lacrime.
Come può una persona, che perlomeno bene ti ha voluto, a scomparire per una settimana, e una mia richiesta di spiegazioni, dirmi che non ha più voglia di stare con me? Come si può a 23 anni essere così codardi? Non ha avuto nè il coraggio di dirmi che mi lasciava, nè tantomeno il buon gusto di dirmelo in faccia. Non siamo più bambini, non si gioca così con le persone..Mi sento una cretina..Gli ho dato così tante possibilità, e lui ha continuato ad approfittarsene. Non è giusto essere trattati così, mi fa così male..
Ragazze leggere uno scambio di commenti tra voi 2 (Anna-Luna) è deleterio ….ma che volete farmi consumare tutti i fazzoletti che ho in ufficio…..;-)
Luna siamo tutte qui tutte insieme ad imparare. Anna, Luna io spero davvero di diventare leggera, di imparare ad esserlo. E’ giusto capire gli errori commessi, pensare, certamente migliorarci la dove abbiamo sbagliato, ascoltarci, ma poi dobbiamo e soppratutto imparare a lasciare andare. Possiamo vivere ogni giorno in un modo diverso o decidere che vogliamo portare sulle spalle il peso del mondo. Cerco tutti i giorni di pensare che la giornata fondamentalmente sarà bella o brutta,semplicemente da come sarà il mio stato d’animo. Forse dico cose banali ma mi ritrovo a dover imparare di nuovo a vivere e vivere bene a vivere leggera. Faccio un esempio,ci sono volte che sono in macchina in mezzo al traffico congestionato della mi città, e mi ritrovo iena, mando a ca.... quel motorino, sbraito contro un conducente sbadato e divento verde di rabbia a vedere quelle persone sbadate che non hanno il piede sull’acceleratore pronte a scattare ad ogni metro libero. Poi ci sono giorni magici in cui sono rilassata, non ho fretta, sono nel traffico ma ascolto musica, chiamo gli amici visto che finalmente ho 3 minuti liberi da dedicargli, penso, dormicchio, sogno, sono attenta ai piccoli particolari, vedo la gente nelle macchine, me la rido e sapete che accade, sono sempre a casa presto. O meglio non mi accorgo del tempo che passa e mi sembra di aver fatto presto, anche se magari ci ho messo ore in più. INSOMMA, morale, dipende da noi se viviemo la nostra vita bene o male, da quanto ci lasciamo condizionare da quello che ci circonda. Alzarci ogni mattina pensando “devo dare il meglio, devo pensare colorato, non lo devo pesare e se lo penso solo come dolce nostalgia, devo sorridere a tutti pure ai muri, devo camminare un passo alla volta cercando di essere felice…io sono felice, sono felice, o meglio voglio essere serena, posso essere serena, ce la devo fare, perchè….perché potro amare o meno ma la mia vita è solo questa!
Non so rispondere al se mai saremo più felici,al se mai incontreremo una persona giusta al se mai….ogni tanto un pensiero ricorre fisso “tu resterai sola, non troverai la tua anima gemella, troppo complicata, troppo grande, troppo esigente, troppo spaventata, troppo troppo troppo e sarai sola”……però potrei anche amare di nuovo. Potrei avere anche la fortuna di essere felice. Abbiamo una momenta in mano, testa =sola, croce= felice,serena innamorata. Perché noi siamo così sicure che uscirà solo e sempre testa?
Luna posso solo provare ad entrare in empatia con te, a capire come ci si sente, dopo dolori così grandi che hai dovuto subire. Raccogliere i pezzi di un amore, di un nucleo familiare, di una casa con la C maiuscola, non è facile. C..O non è facile ma dobbiamo anche stare bene. Trovare ciò che ci fa stare bene. Pensare al nostro bene. E ci dobbiamo pensare per prime noi….(continu
Non lo so Luna davvero, vorrei una bella formula matematica da scrivere qua sopra, che se applicata alla lettera ci renda tutte terribilmente e schifosamente felici. Ma l’unica cosa che posso dire, perché la dico a me…è che devo sforzarmi, lavorare per essere SERENA. Che mi può sempre capitare di tutto, ma che quello che sento, provo, percepisco, lo so solo io e solo io quindi posso gestire le mie emozioni, conviverci, tramutarle in odio o amore. A volte non è facile a volte le condizioni al contorno non ci aiutano, lavoro, casa, famiglia….
Perciò amiche mie, non dimenticate di dirvi che dovete ssere felici per voi. Sembra stupido, sembra banale, ma dobbiamo imparare anche ad essere felici……anche ad esserlo vivendo una vita banale….una vita quotidina, fatta di giorni simili…perché nel momento in cui NON ti aspetti nienti…non vieni MAI deluso..anzi accogli ogni gioia come la più grande.
Anna, Luna una volta avete amato…..perché non tornare ad amare? Ricordate esiste la testa e la croce in una moneta, perché sempre testa e non croce?
Dipende da noi essere la donna bella e sola o la donna bruttina ma con 3 mariti.
Possiamo restare li a piangere una vita ingiusta a pensare:” non avrò mai più…non sarò mai più.”
Oppure ci lasciamo tutto alle spalle e guardiamo al “MA SE INVECE FOSSI ANCORA FELICE?”
🙂
Raffi…ci sono dei momenti in cui quello che dici ha davvero un senso. Oggi lo ha. ASCOLTATI…Un abbraccio.
Cari tutti,
dopo 4 mesi di totale silenzio, ieri mi trovo uno squillo della mia ex a mezzanotte… Premesso che so che lei esce con il suo ex…
Chiamo o non chiamo alla fine chiamo… Telefonata rifiutata…
Stop.. null’altro… Penso vabbe’ richiamera’…Invece niente di niente
Oggi mi sta venendo un dubbio atroce… Vuoi vedere che é stato il suo ex che mi ha fatto uno squillo? So che lei sta sempre a vedersi e a chiarire con il suo ex… E che il suo ex é davvero uno scombinato oltre che un po’ bullo. Mi hanno riferito che lui, sabato, scorso amoreggiava con un’altra persona nel locale..Mi viene da pensare che in una situazione di rinfaccio tra di loro, lui abbia preso il cellulare e mi abbia chiamato..Che situazione.. La cosa deprimente é che non c’e’ stato nemmeno un sms di scusa per chiarire la cosa… del tipo… “scusa mi é partita una telefonata inavvertitamente”… Non so che pensare ma la cosa mi ha turbato e non poco anche se prendo sempre piu’ coscienza di quanto rovinata fosse e che mi sono davvero salvato!!
Arieccola! Grazie, Adele per l’ incoraggiamento. Grazie per la speranza e grazie per aver intravisto le opportunita’. Grazie, Raffi per il pezzo bellissimo della Fallaci. Ne’ eroi, ne’ martiri, e’ vero. Non fotte una cippa a quasi nessuno degli strazi altrui ma, d’ altra parte, nemmeno ai martiri ed agli eroi serve poi molto la riconoscenza…il traguardo si taglia da soli. Ne sono convinta anche io. O meglio e’ una vittoria del singolo, cui si arriva attraverso strade e percorsi con persone che possono accompagnarti, ma non tagliarlo al posto tuo. Io ho deciso. Ho deciso oggi e lo giuro anche ora e qui. Lottero’ ancora. Se non e’ bastato questo tempo, me ne prendero’ dell’ altro. E cadro’ per rialzarmi. Non voglio vivere cosi’…voglio la pace e la serenita’. Voglio VITA. L’ Amato Bene sa tutto. Gli ho parlato due ore. Null’ altro da aggiungere. Ho evitato proclami assoluti del tipo ” non sentiamoci mai piu'” o ” vattene per sempre ” perche’ potrei essere io la prima ad infrangere questo patto. Lo terro’ in me, come lui tiene me in se’. Faccio pena a scrivere queste cose…lo so. Non ridete, amici, pero’ e’ cosi’ davvero. In questo caso, e’ cosi’. Lui ha una forza che io non ho ma la cerchero’ OVUNQUE, esclusi i farmaci psichedelici e le droghe :-)))) Mi ha detto che io ho una cosa che non so ancora apprezzare, l’ essere padrona della mia vita, e che gli devo credere quando sostiene che sia un dono prezioso quanto quello che ha lui, seppur con implicazioni diverse. Forse ha ragione. E’ che fino ad oggi ( da dopo Lui ) io ‘sta vita non l’ho proprio voluta. Mi sembra solo un’ orribile copia, venuta male e sbiadita gia’ alla nascita. Non c’e’ stato un giorno che sia uno in cui non abbia pensato al passato, nemmeno quando non esisteva NULLA, se non il silenzio perfetto tra noi. Adesso ci provero’ di piu’, o meglio, o con piu’ coraggio e convinzione. Non e’ che abbia alternative, mi sa che qui nessuno le ha…:-) Lunedi’ vado da striz. Speriamo che la poveretta mi regga anche a ‘sto giro…
Luna, cura le costoline e anche il cuoricino. Non ho mai capito in che rapporti sia tu con lui e non voglio che tu lo scriva perche’, se non l’ hai fatto e’ perche’ non e’ cosa per te, adatta a te e quindi “roba” tua, ma la mia paura piu’ grande ora e’ che spostarmi fino al confine estremo della Terra non mi basti o non sia sufficiente. A striz, l’ ardua sentenza. Ti voglio bene e ti abbraccio come se fossi qui <3
Ciao a tutti 🙂 volevo dirvi che siete proprio belli, bellissimi, e che vi voglio bene.
L’avevo già detto, lo so, che forse la sensibilità è come una Ferrari sotto il culo. Non in senso di firma o valore economico, parlo di potenza. Quando ti senti al volante davvero è meraviglioso, quando, uscendo dall’automobilismo 😛 incanali le energie nel modo giusto (per qualcuno può essere l’arte, ma è solo un esempio… può essere anche solo prenderti un caffé proprio in quel caffé storico, proprio in quel momento in cui ne hai voglia, ti senti in equilibrio, ti piace non sentirti respirare ma sapere che sei vivo/a e magari solo osservare la gente con un sorriso – di partecipazione – e assorbire anche una bella musica in sottofondo).
NICK: capisco che sei turbato, turbato anche per la stonatura del gesto, qualsiasi sia il retroscena e il senso, che hai percepito. E fondamentalmente credo che tu dovresti essere lasciato in pace, da giochetti di qualsiasi tipo e poco chiari, e mi auguro che tu riesca a proteggere la tua sensibilità e serenità per la quale stai “lavorando”.
RAFFI: sai, non ammettere che esistono anche persone che non vedono, non si chiedono, che dicono delle cose (anche non direttamente a te) che ti fanno veramente cadere le braccia, persona con scarsa sensibilità o ignoranza emotiva e sociale sarebbe una bugia.
Penso però anche un’altra cosa, e che riguarda me, quindi ovviamente può non valere assolutamente per te: in me ci sono molte… LUNE, una è certamente quella della frase di Jovanotti che Annina ha riportato. Conosco sì quella sensazione devastante. Il fatto che da fuori non si colga la propria fragilità ecc è devastante. L’ho provato e lo è.
Tra l’altro non mi dimenticherò mai però cosa mi disse una volta la striz quando le dicevo che un parente a me vicinissimo in un momento in cui ero a pezzi mi aggredì, dicendomi tutto quello di cui non avevo bisogno. Ne uscii sconvolta, veramente.
Come poteva non avere avuto empatia? chiesi alla mia striz.
Come poteva volermi così poco bene?
Poi la mia striz mi disse: non è detto che non l’ha avuta. Ma tu in quelle parole sbagliate, in quella aggressione hai visto forse anche che non era in grado di reggere l’ansia di sentirsi inadeguato di fronte al tuo dolore. Allora mi sono messa ad osservare meglio e mi sono resa conto che c’era del vero. Mi sono anche resa conto che ci sono persone che poiché non reggono loro il proprio dolore, la propria fragilità, ne sono spaventate, non possono riuscire a reggere quella degli altri. Fanno già tanti sforzi per non sentire se stessi. Certo, dipende anche chi e come.
Però poi un giorno quando ho visto questa persona a me cara scoppiare improvvisamente a piangere con i singulti per una persona a lui cara morta tanti tanti tanti anni fa, piangere come un bambino, ma poi riprendersi in tre secondi e sdrammatizzare con se stesso per quella caduta, improvvisa, di tenerezza e autotenerezza pazzesca ho pensato che la mia striz aveva proprio ragione.
Ci sono, Raffi, ora dico in generale, veramente persone egoiste e poco sensibili, persone che stanno in superficie e se ne fregano. Che sembrano avere in tasca solo le frasi sbagliate. Essere aggressive al momento meno opportuno. Aprofittarsi persino che hai difese basse. Ne ho incontrate. Avevo una collega che adorava gli animali e si sentiva miss bontà, ma che diceva delle cose, sulle persone in qualsiasi tipo di difficoltà, o anche solo con la maglietta sbagliate secondo lei, che penso che avrebbe avuto un posto d’onore tra le SS. E lo diceva come se dicesse “oggi è lunedì” e cercando pure conferme di quanto avesse fatto delle osservazioni intelligenti o persino divertenti. Ogni volta che assistevo a questi suoi exploits a me veniva da vomitare. Esistono anche semplicemente gli egoisti, non solo i mostri. O anche persone che in quel momento non hanno le energie per davvero. Ho un’amica meravigliosa, sorella, ci siamo sempre aiutate nella vita. Mentre si stava separando con il marito era così fuori che ha visto la mia auto con il muso fracassato sotto casa e non ha nemmeno registrato che era la mia auto e che io potevo essere a fette. All’epoca ci rimasi di m. Poi la vidi. E capii perché poteva non essersene accorta. Poi esistono però anche le persone che ti vogliono bene ma quando ti vedono bene, anche se proprio in forma non sei, non lo dicono perché non ti vedono, ma perché ti vogliono bene e l’idea che tu possa stare male, e non saper che fare, fa sperare loro che tu stia meglio. Si sentono rasserenati da questo pensiero, ma non perché non si preoccupano per te, al contrario.
E per il resto riflettevo sul fatto che, anche se è vero che è terribile non sentirsi accolti, retti, compresi quando si sta male, a volte forse ho anch’io difficoltà paradossalmente non a reggere la MIA empatia per gli altri, quella sì, a reggere senza mostrare ansia il più possibile (magari mi viene dopo o ci penso tutto il giorno), ma vedere qualcuno stare male per me/con me se sto male io e a cui viene l’ansia per me non lo reggo. Mi sento male due volte. Mi sento anche in colpa per aver fatto stare male qualcuno avendo detto che sto male. Mentre quando qualcuno mi accoglie come ha fatto Annina e poi voi in questi post, anche Adele, o come hanno fatto mia “zia” (quella che è stata lasciata dal marito dopo 40anni) infondendomi serenità e scambio esperienza o una mia amica accogliendo e allo stesso tempo un po’ sgridandomi (non con sgridate di incomprensione, ma pratiche pro-risorsa) e sapendo anche buttarla insieme sul ridere allora, anche se per tutto il tempo sono stata combatuta tra Jovanotti e preoccuparmi di non ammazzare con i miei problemi chi mi stava ascoltando, ne sono uscita bene, con riflessioni positive, stimolanti, e senza sentirmi in colpa anche se con l’idea: voglio stare bene, per me. E anche perché mi piaccio di più IO quando mi sento più serena e sto bene. Ovviamente non PER FORZA, ma sul serio. Qd mi prendo cura di me e mi piace tanto.
Darik: ho letto la tua storia e mi ha particolarmente colpita! Certo che dedicare la vita ad un’altra persona per poi accorgersi di non essere più amati è veramente terribile, per non parlare del fatto che continui a vivere con lui.
La mia storia è molto diversa ma sicuramente non sto passando un bel periodo nemmeno io e nemmeno io sono più una giovane ragazza!
Seguo spesso i commenti di questo sito, forse per cercare qualcuno che finalmente ha trovato il modo o il metodo per non soffrire più per Amore anche se so che è solo UTOPIA.
A volte mi chiedo se vale la pena amare per poi ritrovarsi con il cuore in frantumi,a volte vorrei essere capace di ragionare solo ed esclusivamente per me ma poi mi accorgo che tutto questo è impossibile… sono stata programmata diversamente!!!
Mi piacerebbe poterti consigliare… aiutare.. ma purtroppo non ci sono parole che possano alleviare questa sofferenza!!
Ciao ragazzacce e ragazzacci 🙂
Lunacchiotta, ho letto un po’ indietro… Sono rimasta male di leggere di certi fatti che ti sono accaduti. Meglio, certi fatti all’incirca li conoscevo, non conoscevo invece certe reazioni, comportamenti della tua famiglia (mi riferisco a certe cose che hai raccontato di tua madre).
E’ dura la faccenda. Un abbraccio.
ANNA 2010“Lottero’ ancora. Se non e’ bastato questo tempo, me ne prendero’ dell’ altro. E cadro’ per rialzarmi. Non voglio vivere cosi’…voglio la pace e la serenita’. Voglio VITA. “.
E te la meriti tutta. E’ brutto cadere a terra e non riuscire a rialzarsi. Sapere che, per davvero, si ha una Ferrari sotto al sedere ma non vedere il cruscotto davanti a sè. Ma è così bello il momento in cui si alza la testa e si vede che il cruscotto è lì, davanti ai tuoi occhi, e devi trovare tutta l’energia per infilare la chiave e ripartire. E decidi di dare la precedenza a te stessa perché ti sei prefissata un obbiettivo e nulla ti potrà distogliere dal raggiungerlo.
Il primo passo è il più difficile. Soprattutto quando, quel primo passo, lo si è già fatto tante volte nella vita. E’ il più difficile, il più lento, il più “goffo”…..ma è quello che ti riporterà verso di te e verso tutte le belle cose che meriti e che ti auguro di realizzare.
LUNA, la tua parte quinquenne è tenerissima.
Anch’io ho una componente infantile particolarmente sviluppata. Tra 10 giorni compio 39 anni, le persone che collaborano con me mi chiamano (e non per scherzo) “O Animale” (scoperta di oggi :-). Eppure nei momenti peggiori e nei momenti migliori mi sono sempre rifugiata nei miei sogni di bambina, nel mio nido perfetto, in mezzo ai ricordi di persone che non ci sono più se non nei miei ricordi più belli, in mezzo ai giocattoli e ai libri di favole.
In un mondo non c’è violenza fisica o morale, dove non devi lottare per avere un posticino e dove, se sorridi, non devi aver paura che il lupo cattivo ti individui come una cretina da soggiogare, ti prenda in giro, ti svuoti e poi ti butti via come un giocattolo rotto a cui non ci si è affezionati.
“A volte mi dico: lo hai lasciato avvicinare più di chiunque altro.
Chissà se ne sarò capace mai più. Sicuramente no finché penserò che eravamo troppo speciali e semplicemente non è proprio possibile. O forse sono proprio io così.”.
C’è una canzone di Mario Castelnuovo che dice: “Sarà un ricordo normale per quando sarai forte in un momento sì…. sarà un ricordo speciale per quando sarai sola… in un momento no… “.
Hai parlato tante volte della tua Vita come un viaggio. Ma alcuni (altrove, non qui) ti hanno vista come una sorta di maestrina fatta e finita che sparge perle di saggezza in qualità di persona arrivata.
Io credo che tu sia ad una tappa del viaggio in cui hai più soggezione a “dire a te stessa” oltre a farti in quattro per alleviare le sofferenze altrui.
Ti fai delle domande ed azzardi delle risposte e, magari, ti prospetti uno scenario di impossibilità di riprodurre uno scenario sentimentale speciale. Ma lo fai con serenità e con un tono, comunque, speranzoso, non rassegnato.
Ma (lo sai meglio di me), LUNA, ciò che conta è che stai parlando anche a te stessa oltre che agli altri. E, a volte, non è per niente facile.
Magari sto dicendo un sacco di baggianate. Forse sto sovrapponendo la mia storia alla tua e lo sto facendo in modo grossolano. Perdonami se è così.
Ciò che so è che non mi sono parlata per anni, non mi sono detta niente per un sacco di tempo. E quando ho risentito la mia voce ho provato una bellissima sensazione.
Un abbraccio a tutti coloro che stanno male.
EME: @Magari sto dicendo un sacco di baggianate. Forse sto sovrapponendo la mia storia alla tua e lo sto facendo in modo grossolano. Perdonami se è così.
Sei andata de “panza”, e non hai proprio nulla di cui scusarti. Anche se apprezzo la delicatezza di domandarti se sei stata proiettiva.
Le nostre storie possono anche essere diverse, ma io credo che tra noi ci sia sempre stata un’empatia che va al di là, al di là del fatto che i fatti possano non essere stati uguali. E che dentro non siamo gemelle. Questo lo dico anche ad ANNINA. Io non avevo mai scritto in un forum e quando ho iniziato a farlo l’ho fatto de panza, sempre. Sapendo sì, certo, che serviva a me. Serviva a me anche per il fatto che quando avevo scoperto cosa sono le molestie morali avevo avuto evidentemente bisogno di fare qualcosa di reattivo. E anche nella realtà. Che fosse per esempio anche ascoltare una signora mai vista che (non so il perché avesse scelto me, casuale) alla fila alla cassa mi raccontava preoccupata di sua figlia e mi diceva: secondo lei questo ragazzo che ha le sta facendo del male? Io la vedo strana.
Però io non sono entrata in questo forum cercando “molestia morale”, sono entrata in questo forum cercando qualcosa tipo: “sofferenza amore”.
Sofferenze che possono assolutamente convivere. E questo mi ha dato da pensare. Mi ha dato da pensare che, anche per le mille sfumature che esistono, tra la violenza conclamata e non, molte persone che possono essere anche devastate dalla violenza psicologica (anzi, forse soprattutto quelle più devastate) è più facile che arrivino a parlarne in un forum scrivendo una lettera per dire che soffrono d’amore o che hanno un altro problema piuttosto che arrivarci tramite una lettera sulla violenza psicologica, che con loro non sanno nemmeno che c’entra.
Questo ovviamente non significa che io sia fissata con la molestia morale. Intendo dire che se una persona mi parla d’altro, veramente d’altro, io non ci vedo la molestia morale per forza. Esistono persone che non si incontrano o non si trovano più, che non camminano più con lo stesso passo di cuore o non l’hanno mai fatto, nel mondo dei sentimenti, senza che uno dei due stia cercando di violentare l’altro. Più o meno consapevolmente che sia. Per puro egoismo, o persino per una dinamica “ti distruggo, prima che tu distrugga me”.
E difficilmente la fine di una storia è indolore, e difficilmente, anche se non ci sono per forza dei buoni e dei cattivi, non c’è uno che dei due che debba proteggersi di più, se non entrambi. E difficilmente si riesce a voltare pagina senza sentirsi rivoltati come calzini.
Però di base credo che, se c’è una cosa che ci accomuna tutti, nei nostri viaggi, sia comprendere quanto è importante volersi bene.
Banale, quanto centrale. Banale, quanto spesso non così semplice.
Anche recuperare la connessione con il proprio primo amore (noi stessi, intendo) quando quella connessione si perde.
Una volta qualcuno qui mi ha scritto che io non avevo mai sofferto.
Che sparavo empatie e parole a mio beneficio, per sentirmi brava bella fotomodella. (non scrisse queste parole, questo era il senso). Quella persona in realtà disse, mi pare: secondo me sei qua magari perché stai scrivendo una tesi di laurea, ma certo non hai sofferto. Dai su, dimmelo se hai sofferto e come, dai, porta le prove!
Non fece proprio così, ma quasi. Dal suo punto di vista probabilmente ero una che lei aveva sgamato e che quindi pensava: oh, mamma, e ora cosa dico per giustificarmi?
In realtà eravamo due persone che avevamo sofferto, solo che lei mi stava mettendo contro il muro e mi stava sparando addosso. Come qualcuno aveva fatto con lei. Senza considerare che non era detto che l’anello debole fosse lei, più di me.
Ammetto di aver apprezzato la sensibilità di chi, invece, ha compreso che (senza mai dirmelo) che a volte non parliamo di cosa ci ha fatto/ci fa soffrire perché per noi è meglio così. E non perché vogliamo mostrarci più fighi, più risolti, più saggi, più vincenti, più arrivati. Apprezzo chi forse è stato anche meno invadente di me, che a volte forse (e in caso mi scuso) pur dicendo: se vuoi dirlo, sennò no, ho chiesto forse cose che non avrei dovuto chiedere.
Un mese prima di entrare nel forum, anni fa, ero a casa di una mia amica sorella. Ero scappata una mattina, per andare a casa sua, senza portare praticamente niente di me. Mi si stavano friggendo il cuore, e soprattutto il cervello. Amavo, anch’io sbagliavo, ma comunque me ne dovevo andare. Era scattato il salvavita. Non abbastanza, ma era scattato. La mia amica si accorse che io non usavo mai i fornelli. Io non ci avevo fatto caso. Ma la risposta l’avevo. Non so se riesco a spiegare bene la sensazione, comunque, anche se in quel periodo comunque lavoravo, facevo, ero in un tale stato di confusione su chi ero io, talmente erano state percosse le mie corde di sensibilità, confusione, tensione, che mi sembrava meglio non toccare cose con cui avrei potuto magari fare danni. Tipo non so, magari dimenticarmi una pentola sul fuoco o far saltare una casa per aria. Forse anche cercavo di essere trasparente. Giorno dopo: lei aveva messo le chiavi dietro la porta (ma perché pensava che io già dormissi nell’altra stanza, cosa di cui poi tra l’altro ridemmo) e io provai ad entrare e la chiave girava a vuoto la prima cosa che pensai fu: ho rotto la porta. Mio Dio ho rotto la porta. E rimasi in cortile tipo paralizzata non so per quanto. Piangendo.
Paralizzata non solo dall’idea che io ero una che riusciva a rompere una serratura solo girandoci una chiave dentro come fanno tutti i comuni mortali, ma anche pensando – seriamente, in quel momento – che la mia amica mi avrebbe odiata per sempre perché io ero una rompiporte.
Con questo mi pare di poter riassumere cosa può farci la violenza psicologica. A che punto possiamo smettere di fidarci di noi stessi.
Non conoscerci più. Per inciso io potrei benissimo rompere una porta. Il fatto è un discorso di senso delle proporzioni.
Cari tutti,
ci sono giorni migliori ed altri così così, come sempre, ma devo dire che sto davvero un po’ meglio, e so che il terapeuta ha la sua bella fetta di meriti….spesso gli psicologi parlano poco, lasciano che siamo noi stessi a partorire le nostre soluzioni, ma quando io gli ho ironicamente chiesto di “farmi un cesareo” si è aperto di più…
Mi sta aiutando molto nel senso dell’autostima, sto finalmente riuscendo a dire al mio ex delle cose che prima non avrei avuto nemmeno lontanamente il coraggio di dirgli perchè pensavo avrebbe riso di me…e invece ora che le dico con una convinzione differente, vedo che lasciano il segno e lo fanno riflettere….
Riesco anche con calma a trovare tempi e modi per fargli accettare delle cose su cui era più che talebano, a fargli comprendere che se alle volte mostro qualche gelosia è perchè la mia parte è più difficile essendo io colei che ha “subito” la fine della storia…e lui ora mi ascolta, e inizia a comprendermi e a giustificarmi.
Altro grande successo: lo psicologo mi ha più volte chiesto di vedere il mio ex, anche solo farmi venire a prendere x guardarlo un attimo, oppure parlargli pochi minuti al telefono, non so per quale ragione… Ebbene io gli avevo sempre risposto che non sarei mai riuscita a farlo…eppure sono riuscita a chiederlo a lui e mi ha promesso che prenderà un caffè col dott. Mi emoziona già solo l’idea, non so cosa uno psicologo riuscirà a vedere in lui…. so solo che per me sono piccoli passi che mi aiutano a prendere coraggio, forse davvero piano piano qualcosa si muove.
Con lui riusciamo a stare decisamente bene quella volta a settimana che ci vediamo, ma ogni tanto scivolo in quella che il dott. chiama “ansia da abbandono” e inizio a immaginare che non avrò i tempi per staccarmi gradualmente da lui in quanto presto troverà un’altra e mi lascerà fuori dalla porta,…eppure, quando ritorno in me, mi rendo conto che sono io che fantastico e ingigantisco, e lui stesso afferma e conferma di non avere e nè tantomeno cercare un’altra persona, anzi ogni tanto sospira sperando che sia io a trovarmi presto un altro altrimenti fra di noi si andrà avanti ad oltranza….
Il dott dice che lui è un po’ codipendente, quindi abbiamo tempo, ma certo l’imponderabile esiste….a sentir lui dovrei tener duro fino a settembre-ottobre per essere pronta.
E’ davvero un lavoro lasciarsi…alla fine devo dire che sono pure fortunata che il mio ex “collabora” alla mia graduale guarigione, non senza prendersi i suoi tornaconti, perchè quando stiamo insieme è ancora bellissimo anche per lui…
Credo che il mio percorso sia differente da tutti gli altri di questo forum,…ma quante strade ci sono verso l’uscita???
Io ho deciso di fidarmi e affidarmi al mio dott, non ci sono soluzioni immediate ma il tempo impegnato a lavorare su di me è tempo che sottraggo a pensare a lui e a stare male…
Un bacio a tutti, in particolare a Luna e Adele (…io ADORO la pizza! 😉
Sono con voi e come voi
In un altro momento avrei risolto la questione porta in maniera razionale e forse anche tipo macgiver. In quel momento io pensavo che una porta potesse essere la fine del mondo, la fine di un’amicizia di una vita. Che lei mi aveva accolto con amore ed empatia lo sapevo, quindi non potevo dirmi che lei aveva messo le chiavi dietro la porta per lasciarmi fuori. Ma potevo dirmi che lei vivendo con me mi avrebbe odiata. In realtà quella convivenza andò benissimo, stupendamente. Indipendenti, ma insieme. Coordinate anche senza bisogno di dirci le cose. Con orari a volte uguali a volte differenti. Con il piacere di beccarci la notte a bere una tisana e chiacchierare. Affettuose come sempre. Banalità? Sì e no. Per me non erano banalità. Io avevo cominciato una convivenza così e poi? E poi la questione non era la convivenza, ma lui stava male e aveva “affrontato” le cose così. Peraltro aveva beccato me su temi che mi avevano aperto, ANNINA, le famose cicatrici. Sennò con il cavolo che mi sarei ridotta in quello stato. Tuttavia è ovvio che non me ne sono andata davvero quella volta. Ma quando dico spostatevi, in casi analoghi, non lo dico perché elargisco perle di saggezza che io non sono in grado di mettere in pratica, ma voglio fare la fi... Lo dico sapendo quanto è difficile. E non è difficile solo perché sei innamorata/o, è difficile per quello che non sai più di te. la tua stessa autobiografia che a volte ripercorri, è vero, scoprendo cose di te che non sapevi (ma perché bisogna scoprirle con dolore? mandarci un fax no? o scoprirle con amore?)ma a volte ripercorri, scusate il francesismo, assolutamente alla caz. Perché è l’angoscia a parlare, non sei tu. E il dolore, la confusione. Mentre, se pure c’è qualcosa di buono in quella storia, se anche lui o lei non è effettivamente Jack il Molestatore, ma mettiamo pure che sia uno che si è perso mentre ti sei perso/a pure tu, l’unico modo per vederci chiaro, semmai, non è farsi ammazzare o ammazzarsi, ma ritornare in asse. Riuscire a sentire la propria voce, comunque, che non sbagli. ecc ecc. Quindi comunque non mi stanco di dirlo che è così che stanno le cose. Perché, che ci si arrivi dopo 6 mesi, 6 anni o 60 alla fine mi sa che sempre quella è la conclusione. Bisogna volersi bene. Volersi bene non esclude l’amore per gli altri. Non esclude un sano ritorno, se sano è ed è possibile. Non esclude neanche ammettere che si può soffrire per amore. Non significa per forza cercare di catalogare le persone per mostri o eroi. Faccio i conti anche con i cocci delle mie compulsioni, dipendenze, scemenze, paure che sono esplose stando male io. Le MIE strategie sbagliate, insieme a quelle giuste. La paura di difendermi troppo oltre a troppo poco. Di non innamorarmi mai più davvero o di avere l’imprinting per un manichino della Upim. In realtà sono fiera di tante cose che ho superato e capito. Ma mi devo depurare. Oggi prendevo il sole nel poggiolo di mia nonna che mi ha fatto gli ovetti sbattuti. Forza e coraggio.
Buon week end a tutti!!!!
Leggendo i vostri post mi è sorta una domanda,banale forse…..Ma quando si ritrova se stessi?!quando posso dire di essere di nuovo io?!di essermi ritrovato?!E poi ogni esperienza ti cambia,quindi forse bisogna reinventarsi sempre…Pensieri del week end!!! Un abbraccio
Ci sono giorni davvero faticosi in cui i ricordi ti sommergono come una marea. Davvero ci sarebbe da spostari un po. Però risulta molto difficile. Bisogna solo volersi bene e sapere che quello che stiamo facendo è per la nostra felicità. Luna questo imprint del manichino dell’UPIM…è geniale…ma quando lo togliamo il marchio a fuoco? 🙂
Carissima Carletta, stai facendo un percorso e tutto questo è un bene e a sentirti, trasmetti molta più serenità. Quindi davvero è il tuo percorso, quello che tu dovevi fare e che va bene per te.
Raffi credo che tu sei tu oggi, ieri e domani. Evolvi ogni giorno. Il mondo con cui entri in contatto offre spunti di riflessione e di crescita. Le tue esperienze passate, il dolore, le cose belle, le tue esperienze attuali, ti cambiano in tante piccole cose, ma resti sempre tu.
Comunque non penso che tutti evolvano o cambino, ma solo le persone che ascoltano e si ascoltano.
Baci…e buon fine settimana a tutti…Ciao Annina.
Per me, Raffino, ci si ritrova quando il passato e’ tutto capito, accettato, digerito, nel bene e nel male. Quando non fa piu’ male quel che male, invece, ha fatto, e quando il bene torna come un ricordo dolce, senza rimpianto ma solo dolce malinconia. Ci si ritrova quando si sente un silenzio dentro che e’ come stare sul Gran Canyon e sentire tutta la liberta’ di essere se stessi, pur restando dentro la propria casa. Quando la voglia di ritornare indietro non e’ piu’ grande della spinta ad andare avanti, oltre il presente e immaginando il futuro. Sono appena uscita dalla Chiesa, con quadrupede accompagnatore, e a Dio ho chiesto questo…Buona domenica, amici! Lunina, come vanno le costolette???? Ciao Adele, ti auguro ordine nei pensieri e un sorriso nel cuore da saperti regalare da sola…
ADELE: 😉 per manichino upim. In che senso marchio a fuoco?
Ribadisco che da tuoi post traspare tua bella energia. Bacino 🙂
RAFFI: penso che te ne accorgi, di stare bene. E sono d’accordo con ANNINA, e con la sua preghiera. Le mie costolette stanno meglio, anche perché ho preso due giorni di voltaren. Ma così male non era se ieri ho camminato km e km e poi ero fuori fino alle 4 del mattino. Ieri pomeriggio ho camminato stile forrest gump, nel senso senza meta. Poi però ad un certo punto sono andata al supermercato, a prendermi uno yogurt e un succo di frutta e sono andata invece a cercare un angolo che proprio mi piace. La sera, stupenda sorpresa, è arrivata la mia amica sorella che si è trasferita via. Un altro amico ha detto: si esce! Lei diceva no, ma aveva voglia. Anche la sua vita è un po’ grigia lì dove sta. così siamo usciti e siamo andati in locali e io mi dicevo: ma che ci faccio qui? No, non con i miei “fratelli” ma nei posti. Però poi invece mi ha fatto bene. Lei diceva: per voi è normale che per strada ci sia tutta questa gente, per me invece no. e mi fa stare bene pensare che potrei incontrare qualcuno che conosco, mentre nell’altra città no.
Allora ho pensato: è da un po’ però che neanche io guardo così la mia città. Siamo andati in un locale di un nostro amico d’infanzia che lei non vedeva da secoli e anch’io praticamente. E allora sì non era solo un locale, era un locale ma erano anche un po’ radici. Ma anche gente nuova che non c’entrava ma con cui chiacchiere e risate. Allora ho pensato: forse è questo che mi serve. Mi servono i miei eremi, le camminate, e mi serve anche questo. Perché non mi frega una cippa di andare per i locali e questa nostra generazione che a 40 anni ha già divorziato 70 volte o anche una sola, ma allora vuol dire che c’era davvero l’idea che sarebbe stata la storia d’amore come quella dei nonni, mi fa tristezza. Mi fa tristezza che sembra che non si sia più capaci di sapere cos’è amare. O la delizia di guardare indietro e amare il percorso, ed essere ancora qui e non doverlo per forza inglobare e basta… ecc ecc ecc. Però al contempo mi dicevo: però pur con le nostre ferite e cicatrici eccoci qui. Insieme. Cioè a volersi bene, lungo le strade di questa città, e ad accettare anche di conoscere nuove persone. Come accadeva quando avevi 16 anni. E non è vero che tutti se ne stanno a casa felici davanti al camino (anche perché è estate, ma son dettagli) e non è neanche vero che tutti quelli che invece sono per strada sono tristi. Magari hanno una cicatrice in più che non avrebbero mai voluto avere, pensato di avere, come te. Ma non fanno finta di non stare male. Hanno voltato pagina e non si sono opposti al cambiamento. Si sono anche ritrovati dentro al cambiamento. Poi ognuno sa cosa ha dentro di sè. E magari quando ti siedi con qualcuno sotto la luna ti dirà dove ce l’ha quella cicatrice e a che punto sta. Perché ognuno ha la sua storia da raccontare. Però incontro persone che
non è vero che si ubriacano di cose di cui a loro non importa nulla per far tacere il malessere. E’ vero, incontro anche quelle persone. E non le giudico. Lo so cosa vuol dire. Ci sono anche fasi che bisogna passare, senza farle diventare croniche. Però allo stesso tempo incontro anche persone che hanno sofferto ma hanno ancora, di nuovo la luce negli occhi. E che parlano di interessi veri, di cose che non c’entrano solo con le cicatrici. E mi parlano anche di quelle piccole casualità che forse non esistono.
ieri ero a casa di mia “zia”, quella che il marito ha lasciato dopo 40 anni. Stessa casa, ma gliel’hanno trasformata. C’è la personalità di lei e vedrestr quanto è bella. anche lei, com’è bella. Traspare serenità da lei. Lei che crede tantissimo in dio mi ha detto:
quando succede tutto quello che è successo a te, qualcosa che dà la sensazione di un cambiamento epocale, a volte magari c’è un messaggio che dice che forse le energie vanno incanalate in modo diverso. Io penso possa essere vero. chissà se sono solo le circostanze, se è il caso e cerchiamo di razionalizzare la nostra impotenza, se è dio o se siamo noi, dentro di noi che esplodiamo e diciamo e ci diciamo anche quando pensiamo di essere passivi. Però quello che so è che per certe cose so che quello che dice è vero. Mi sono riconosciuta in quello che ha detto. Bacini
Sono arrivata alla mia conclusione.
Avevo una cosa bellissima nella mia vita.
Ma l’ho buttata via.
La colpa è stata mia.
La mia storia è diversa dalla vostra.
Io sono una cogliona che a forza di tirare la corda è stata lasciata.
La persona che avevo accanto non la riavrò mai più e mai ci sarà qualcuno come lei.
@ luna, Adele, Anna, e tutti gli altri.
Sono molto belle le vostre parole, mi piace leggervi perchè mi trasmettete una forte energia e voglia di migliorarmi. Sono all’inizio del mio percorso, ed è veramente dura riuscire ad amarmi. La cosa che però trovo più difficile è smettere di attenderlo. Cancellare il ‘noi’ senza eliminare me. Perchè mi sono già annulata in passato, e non voglio accada di nuovo, ma è dura. Questa aspettativa mi distrugge. Mi dispiace anche che coloro che mi vogliono bene stiano male nel vedermi soffrire. Ma questo è il mio lutto, e mi capita spesso di volermi fermare e piangere tutto il dispiacere, la delusione, l’amore che scivola via. Ma io non voglio che soffrano per me, per questo ho deciso di scrivere anche io, visto che non posso più permettermi di stare male ma devo farmene una ragione, e credo che parlare con voi potrebbe aiutarmi:).
@ manu.
Come mai ti stai colpevolizzando tanto? Una storia non finisce mai per colpa di una sola persona, a meno che questa non faccia parte di quella categoria di esseri infimi, traditori e vigliacchi.E tu non mi sembri proprio così.Avevano tanta forza i tuoi post precedenti, cosa ti è successo?
Ma nulla Nocciola…
Solo ci sono state tante litigate inutili in passato,spesso sono stata stronza senza motivo,e credo che ciò abbia contribuito all’allontanamento.
Sto cercando di capire come fare per potere avere un avvicinamento.
Mi sono sentita dire che io mi devo staccare da lei se voglio quanto meno un’amicizia.
Che lei ormai è distaccata da me,che non mi ha più dentro.
Come posso riaccendere un interesse che sembra del tutto spento?
Mi dico che se l’ho conquistata una volta forse posso farlo ancora ma…come l’ho conquistata?
Non ricordo di aver fatto nulla di particolare…quindi mi viene da pensare che x lei l’amore sia stato irrazionale…e ora che mi conosce non le piaccio…anche se mi vuole bene…
E’ passato il periodo del piangersi addosso,dell’ansia…e arrivato il periodo del rivolerla a tutti i costi perchè in cuor mio sento che forse posso farcela.
Ma come?
Facendo che?
E la risposta è che non ne ho idea…
Il fatto che io sia stata lasciata non mi fa diventare una vittima,e lei la carnefice.
Certo la persona con cui stavo non era l’angelo del focolare,ma ho sentito il suo amore fino all’ultima volta che l’ho vista.
Se ha preso questa decisione,evidentemente delle cose non andavano.
Non ci siamo sempre comportate benissimo l’una con l’altra.
Forse io sono stata più isterica e più ingiusta.
Sono comunque cosciente che non stavo con una persona qualsiasi.
Nocciola: ciao 🙂 grazie del tuo post.
Sì, questi lutti sono una grande sofferenza e anche un grande casino, per le ragioni che dici. Io cerco di ricordarmi che, seppure in piccolo (non c’è paragone di intensità, ovviamente, ma di fasi sì) ci sono già passata tanti tanti anni fa. Cerco di ricordarmi come ho superato all’epoca o in altri casi dei momenti in cui il dolore sembrava interminabile, di ricordarmi che lo stato di spaesamento ecc ecc sono stati ovvi, ma non veramente infiniti, e con cosa mi sono fatta BENE. In sintesi come ne sono uscita. Lo so che può sembrare assurdo paragonare una storia di pochi mesi con una storia di tanti anni, e quell’età con questa. Però in fondo io sono pur sempre io. E il dolore e lo spaesamento che si sentono, seppure moltiplicati per seicentomiliardi di volte quelli sono. E sono anche gli stessi che provano gli altri, anche se l’interiorità di ciascuno è cosa propria.
Ma mi fa bene, ammetto, vedere chi sta meglio. Chi aveva perso i chili ma li ha recuperati. Chi era scassato ma si è rimesso pian piano in asse volendosi bene. Mi ricordo che il giorno stesso della morte di mia nonna io cercai in internet qualcosa tipo le fasi del lutto. Lui mi disse: sicura che ti fa bene? Perché il rischio era che mi spaventassi. In realtà in qualche modo vedere nero su bianco come non possiamo che reagire ad una botta tremenda, lo so che può sembrare paradossale, mi… consolò. Ok, non potevo che stare così male. Dovevo convivere per tot con tutta una serie di sintomi. Non potevo saltare direttamente alla casella “ne sei fuori, è passato”. Ciò era terribile. Però mi si diceva che, per quanto avrei dovuto passare una serie di fasi orrende, e convivere con il dolore, alla fine del tunnel c’era la luce. Forse non riesco a spiegarmi bene, ma sapere che sentirmi così era inevitabile, umano, non fantascientifico, mi lasciava uno spazio di lucidità mentre sapevo che ero appena salita su una barchetta che avrebbe inevitabilmente attraversato delle tempeste. Mi ricordava: prenditi cura di te. Tantopiù quando non ne avrai nessuna voglia. Io l’ho fatto. Il problema è anche che ho avuto insieme altri dolori e spaesamenti. Troppo. Però so che ho fatto bene comunque una serie di cose. Ero consapevole quando ogni mattina mi vestivo meglio, non peggio. Sceglievo nell’armadio i colori.
Com’ero consapevole quando ero ragazzina e per non chiudermi troppo, anche se mi svegliavo ogni mattina prima piangendo e poi aprendo gli occhi, o dopo sogni in cui attendevo, come dici tu, mi davo un calcio in culo e uscivo. Lasciavo che la vita entrasse, quel poco possibile, ma che entrasse. E mi toglievo da situazioni che per me erano brace, invece di sbatterci la testa contro. Tuttavia so anche che quella famosa estate fu anche una ricerca di piccoli antidoti, e che sono stata male.
ero consapevole, tanti anni fa, quando avevo un periodo di crisi e ansia, e ogni mattina uscivo prima del solito, non dopo. All’epoca facevo l’università. Mi facevo venire
venire a prendere da lui che andava a lavorare, alle sette del mattino. Lui brontolava che non ne capiva il senso. Per me aveva il senso del calcio in culo a me stessa. Quello buono di calcio in culo. Indulgenza sì, perchè se stai male stai male, e non è che devi fare wonder woman o superman, o ti fotti, ma ci vuole anche il calcio in culo. Quello che puoi. Ma dirti che non puoi nessunissimo è spesso la tua rovina. Ti dimentichi di prenderti cura di te. Quando poi sono stata bene mi sono detta: ricordati tutto, non dimenticare. Ricordati il tunnel, che pensavi che non se ne esce. Fa male sempre pensare ai tunnel, e quando ci stai ti può anche sembrare che la tua vita sia stata solo stare sotto, in apnea, e che quando invece nuotavi vedendo il sole e stando bene era solo illusione. Ma sono balle, sono balle che il tunnel ti racconta. Sembra la biografia dei tunnel e dell’autocritica devastante. A volte per fortuna c’è chi ti conosce e ti dice: non dire cazzate, guarda che io ti ho visto ridere e stare bene sul serio. Tu forse non ti ricordi chi sei. Ma si vede anche ora, quando non stai là a dirti che tunnel tunnel tunnel.
Nocciola, spero che tu scriva se ti può servire. Io penso (che scoperta :P) che il proprio lutto abbia anche bisogno delle lacrime. Forse aiutano anche a lavare via il dolore. Come delle altre cose buone che dici, certo, però.
Se io avessi pensato di più a me stessa oggi potrei prendermi una casa dove piacerebbe a me, e andare a scegliere i mobili dei miei colori, vedere dalla finestra ciò che per me è salute, avrei più possibilità di restituirmi ciò che per me è bello. Bello al di là. E non avrei dei debiti. Piccoli, ma già quel che basta a non farmi dormire la notte. Ritroverei intatto il famoso IO che non si elimina, anzi si ritrova. Se io avessi dato di più a me, veramente, senza togliere niente comunque a ciò che per me è amare. Perché lui tutte queste cose che ho scritto su le ha, lui non si è per nulla dimenticato di sè. Io non sono mai stata materialista in vita mia. Pratica sì, materialista no. Qual è la differenza? C’è. E c’è che anche nei momenti peggiori me la sono cavata sempre. Dirmi che non ero pratica era una minchiata. Però ci sono voluti degli anni perché io avessi la conferma che il mio istinto che era andato in allarme anni fa aveva perfettamente ragione. Sarebbe lungo da spiegare, ma i tasselli tornano a posto. Certo, anche i miei, dove mi sono persa io. Mia “suocera” finalmente ha detto la verità, che per la sua struttura mentale era ovvia. Infatti l’ha detta come se avesse detto: è cosa buona e giusta. Materialismo, difesa della “roba” da chi peraltro della “roba” se ne fotte. Nel senso che crede lei almeno. A parte che io la roba mia l’avevo, e risorse a gogò. Ma me ne sono dimenticata per stare dietro alle paranoie degli altri. Dovremmo stare attenti alle paure con cui gli altri, alle volte, costruiscono le NOSTRE prigioni. Che siano reali o mentali non importa. E ascoltare la NOSTRA verità. Baci
Quante cavolate che leggo ( non qui..intendo i post su fb o in giro)…ma porca miseria..fatemi il favore.. L’amore,e il cuore e l’amico…ma basta cacchio !! Ma possibile che siate ancora cosi’ illusi..la vita e’ tendenzialmente difficile..se ti va bene ..bene,..se non sei “fortunato” ( non trovo un’altra parola ma anche questa oggi non mi piace ) allora niente..ti andra’ sempre tutto storto..non c’e nodo al pettine, non c’e’ stellina del cavolo che iniziera’ a brillare..non gli mancherai se ti perde..non succedera’ un bel niente di niente. Non siamo i soliti stupidi. Se tutto andasse a finire bene vedremo questo schifo intorno a noi??? Che dite??Lo vedremmo?? Se va male va male e basta.se non ti ama illuditi pure che se ne pentira’, che non ti merita, che la luce prima o poi brillera’ che quando non ci sarai piu’ vedrai che roba ecc…sono tutte cagate !! Illuditi pure ma con coscienza che sei una co…na . Se e’ andato..punto. Non e’ lui che non ti merita..vuol dire che non gli piaci e punto..ne che lui non merita te e tantomeno il contrario. Non gli piaci. Bastaaaaaaaaaaaaa. Crogiolarsi nell’illusione non serve..cavolo nero ! Sono arrabbiata oggi. Ciao
@ Luna.
Ascoltare la nostra verità, che bella frase! La mia ha tentato di farsi sentire più volte. Ma vuoi per la mia indole masochista, vuoi perchè sono un poco sorda, credo di non averle mai dato retta. E’ dura uscire da questo maledetto tunnel. Per certi versi mi sento più fortunata di altri che sono stati lasciati. Lui non mi ha mai amata, e in fondo al cuore, anche se in un angolino nascosto, l’ho sempre saputo. Ma se da un lato questa consapevolezza mi può aiutare, facendomi capire che una storia in cui solo uno ama e l’altro no non ha senso, dall’altro mi distrugge. Mi sento male perchè è come se non fossi stata alla sua altezza, e, soprattutto, mi sento di non aver amato abbastanza, come fa una canzone di Baglioni.Perchè secondo me l’amore è completo solo quando si è in due. Sono insicura, mi pare d’essere inadeguata per tutto, e lavorare per me cercando un’autostima che per la verità non c’è mai stata, mi risulta difficoltoso. Cara Luna, mi sa che per me sarà questa l’estate passata alla ricerca di antidoti per stare serena, mi serve proprio un bel calcio in culo perchè non ho proprio una visione positiva delle mie capacità 🙂
@ Manu.
Neanche il mio ex mi ha conquistato con qualcosa in particolare. Poi, per carità, quella bella intelligenza, voglia di fare, senso di sicurezza forse hanno contribuito. Ma non credo che una persona si conquisti con una cosa precisa, anzi, ci sono una serie di piccoli passi, di fattori, che portano l’altro a credere e a fidarsi di noi. Del tipo: mi regali la luna, le stelle, mi dimostri che sacrificheresti tutto per me, vai in Cina a piedi per portarmi un mucchio di sabbia e io allora ti amo. Eh no, così sarebbe troppo facile. Se hai sentito quell’amore, come può essere stato irrazionale? Lei ti ha amato per la persona che sei, difetti compresi, altrimenti non potrebbe essere vero amore da parte sua, e tu almeno di questo sei sicura. Poi è vero, i litigi a lungo andare rovinano i rapporti, e questo lo sto pagando anche io. Ma non si litiga da soli Manu, e il litigio, anche se stupido, nasce dal disagio nei confronti dell’altro. Forse il tuo sentirti isterica e spesso più ingiusta nasce in questo momento da una ‘colpevolizzazione’ che stai attribuendo a te stessa. Non è giusto addossarci tutte le colpe quando una storia finisce,e mi sa che lo stiamo facendo entrambe..
Ciao a tutti vecchi e nuovi!!! Un saluto speciale a Luna, Adele (anch’io t’ho pensato, ti sento più forte e spero tu stia sempre meglio), Anna e Naty. é tanto che non scrivo ma vi leggo sempre con piacere, questo forum è sempre un bel posto in cui tornare per me! come sto? sono arrivata qui un anno fa ragazzi, ho “festeggiato” un anno da quando mi ha mollata. con lui non ho più rapporti, tranne qualche asettico saluto tramite fb lui con me non s’è più fatto sentire. è passato da grandi proclami d’amore all’indifferenza assoluta, anche perché fin da subito stava con un’altra persona (con la quale sta tuttora). questo per dire ai nuovi arrivati che questa “tragedia” è capitata anche a me, ma se ne esce se ne esce eccome 🙂
ovvio che ne avrei fatto volentieri a meno..ma se un qualcosa di positivo bisogna trarlo io posso dire tranquillamente che ora sono più forte, più sicura di me, più equilibrata, più consapevole..e mi voglio più bene, ogni giorno che passa cerco di volermi più bene e di trovare serenità anche se le cose non vanno come vorrei. un atteggiamento positivo è molto utile per ogni tipo di problema.
dal tunnel si esce, è un percorso lungo, difficile fatto di tante fasi e bisogna avere pazienza..ma poi succede come nella canzone di max pezzali: ti alzi un giorno e non ci pensi più. è passato un anno ma mi sembra siano passati 80 da quando stavo col mio ex da come tutto mi sembra lontano, lontanissimo. guardo le foto sulle quali prima piangevo come un vitello che ora non mi fanno nessun effetto e lui non mi sembra più nè bello nè speciale. non provo rancore, non provo nostalgia non provo niente. so che è stata anche una bella storia in cui sono stata bene per un po’ ma che non ha funzionato per vari motivi. lui non s’è comportato nel migliore dei modi con me ma credo abbia fatto la scelta giusta per se stesso e anche per me. vedo le foto di lui e la sua donna su fb e non voglio essere al suo posto perché sto bene dove sto. perché io l’ho amato tanto è vero, sono stata pure bene e ho anche dei bei ricordi..ma mi sento più me stessa in quest’anno senza di lui che in quell’anno con lui..non so come spiegarlo, era come se tirassi il carro tutto da sola o forse l’avevo idealizzato non so.
MANU non darti le colpe, l’ho fatto anch’io capita spesso ma non ci sono colpe di nessuno. gli errori si fanno in due, le storie e i sentimenti cambiano e purtroppo si esauriscono. solo se c’è abbastanza amore da entrambe le parti si riesce a superare le crisi.e spesso il fatto di essere nervosi e litigiosi che ci attribuiamo come colpa è il segnale che qualcosa nella storia non va….
NOCCIOLA ti capisco tantissimo sai? anch’io ho sempre avuto problemi di autostima e di insicurezze..ora va meglio ma ci sto ancora lavorando e non è facile. prenditi l’estate, prenditi tutto il tempo che vuoi..usa come antidoti gli amici e le piccole grandi cose che ti fanno stare bene..vedrai che a poco a poco funziona!
baci a tutti 🙂
Stasera ho avuto una ricaduta per cose che sono successe e riguardano la mia ex….domani vado da lei x riprendermi alcune cose…e domani sarà di nuovo ricaduta…Basta!!!Qnd si vede la luce alla fine del tunnel??Passerà un bel pò di tempo prima che mi “dimentichi” di lei….e nn ho più voglia di aspettare di “guarire”…
p.s SCUSATE lo sfogo, serata allucinante…
PCDUT: ciao 🙂
Credo che nella semplicità della frase “non gli piaci abbastanza” sia racchiuso un mondo. Un mondo di risparmio energetico. Un salvavita, molto spesso. La semplicità dove l’apparente o reale complicanza ci fonde il cervello mandandolo a 3000 giri. Il punto è che non è sempre questione di essere co......, però. Perché a volte le persone tendono comunque a voler esserci, anche se male e non abbastanza, a non lasciar parlare l’evidenza in un mix di colpevolizzazioni, e anche giochetti di potere. O semplicemente scaricandoti la loro ansia addosso. Anche quella di non averti più anche se non ti vogliono del tutto. Insomma, diciamo che non tutti e tutte sono cavalieri e donzelle neanche nel lasciarti vedere e accettare la realtà, anche quando l’anello emotivamente ecc debole sei tu. Allora è con se stessi che bisognerebbe ricordarsi sempre di essere cavalieri. Non tutti in sintesi sono assertivi. Poi certo rimane il fatto che dipende anche da quanto noi ci amiamo, noi stessi, quanto sappiamo difendere la nostra assertività interiore, quanto ci diamo il diritto di essere e quanto accettiamo la realtà anche quando non ci piace. Intendo dire quanto siamo capaci di dirci: indipendentemente dalle ragioni così, qui, in questo modo io bene non sto.
rimane il fatto che “non gli piaci abbastanza” è una chiave. Se qualcuno comunque ti fa stare male non gli piaci abbastanza, qualsiasi sia il motivo, perché altrimenti sarebbe contento se stai bene e non male. altrimenti sarebbe a guardare il mondo insieme a te ecc. Comunque mette se stesso prima di te, anche se tu metti lui stesso prima di te. comunque bene non va.
NOCCIOLINA: (diminutivo per simpatia)
@Perchè secondo me l’amore è completo solo quando si è in due.
In effetti sì.
@Sono insicura, mi pare d’essere inadeguata per tutto, e lavorare per me cercando un’autostima che per la verità non c’è mai stata, mi risulta difficoltoso.
Lo immagino, ma non è anche una bella scoperta? dico, capire piano piano quante cose belle non sai di te anche se sono lì?
@mi sa che per me sarà questa l’estate passata alla ricerca di antidoti per stare serena, mi serve proprio un bel calcio in culo perchè non ho proprio una visione positiva delle mie capacità 🙂
semmai un calcio in culo riguardo l’autocommiserazione e l’autolimitazione e il disordine, ma una carezza riguardo la scoperta e il diritto alle tue capacità. Non credo che si guadagni autostima dandosi sberle. come un bambino non impara ad andare in bici senza rotelline sentendosi urlare dietro no?
Capisco anche il concetto degli antidoti, però più che gli antidoti per stare serena non è più bello scoprire cosa ti rende serena e ti fa star bene? Indipendentemente dal fatto che gli altri ti diano una medaglia o una conferma?
Io vi saluto ragazzi…
Un pò perchè me ne vado in ferie…un pò anche perchè spero di risollevare la mia situazione sperando nella Buona Sorte!
Magari tra qualche mese vi dirò come è andata,e se il Vero Amore esiste…
Incrociate le dita x me 🙂
Un abbraccio a tutti!
Valinda Tesoro, ti sento incredibilmente positiva, è molto bello tuo post 🙂 pieno di voglia di stare bene, di vivere. Solo il tempo ci aiuta a vedere tutto in una giusta prospettiva, noi e loro. DOBBIAMO passare una bellissima estate, calda, rilassante, alla scoperta di noi stesse e della nostra bellezza, che è reale e tangibile. Perché siamo persone incredibili.
ANNA grazie per quello che hai scritto, ho davvero molto voglia di ridere per me stessa, per la piccole gioie della vita, per un nonulla e non perché io sto con un uomo! 😉 Questo vuol dire aver trovato il proprio equilibrio.
Luna, è una faticaccia nevvero? Però la strada è chiara. E’ bello sapere cosa fare e dove andare. Sapere che bisogna ricentrarsi, ascoltarsi, perdonarsi, amarsi…..insomma chi più ARSI ha, ne metta. Ma passi piccoli, fatti con calma, portano molto lontano. Correre ed aver fretta di stare bene, NON FUNZIONA. Non funziona perché per accettare le proprie emozioni, il passato, prendere consapevolezza, è una somma di piccole cose ed anche di piccole esperienze.
Sono positiva, si, come Valinda sento di aver fatto la parte più dura e difficile del percorso. A volte inciampo nei ricordi, a volte i ricordi inciampano su me (come tutte le persone che mi chiedono di lui perché non sanno). Ma va sicuramente meglio. E ti ringrazio, come ringrazio tutti/e per la condivisione del percorso.
La cosa che più mi ha fatto bene qui, è stato leggere che tante persone, tantissime avevano fatto i miei stessi sbagli, si erano poste le mie stesse domande, si erano date le stesse colpe. E li ho capito, che non ero io, almeno non ero solo io, ma era stata anche colpa sua, perché va bene tutto, ma che contemporaneamente tutti gli utenti del forum o una buona parte di essi sbagli, mi sembra poco probabile. Qui è possibile capire che sono le dinamiche della coppia, di ogni coppia e che funzionano allo stesso modo. Ci si confronta, si cresce, si capisce insieme, si ascoltano i consigli, perché alla fine davvero le storie sono quelle……sono sempre quelle. E direi anche per fortuna. Non siamo allora sbagliate, non siamo marziani, siamo così e va così…. capiamoci meglio e ritroviamoci, perchè non abbiamo alla fine niente di cui colpevolizzarci e niente da rimpiangere se abbiamo dato il massimo.
Raffi cadere è normale, è umano. Ma vedrai che ti rialzi sempre con più facilità. Un abbraccio….e se vorrai dicci cosa è successo. Bacio
Ciao a tutte/i
Ciao a tutti 🙂
oggi ho fatto una passeggiata galattica, molto bella. Poi sono andata a fare spese con i miei. e devo dire che sono stati premurosi.
ora esco. vi mando un bacino.
Annina, non mi ricordo se te l’ho scritto, non ho preso proprio quella cosa specifica, ma un suo parente in polvere.
Baci baci
Ciao Ragazze/i,
Vi aggiorno sulla mia situazione..in effetti più che di amore qui si parla di periodo dove tutto sembra andare storto…problemi con gli affari,con il mio canino che non sta bene e un forte senso di vuoto e solitudine nel dover contare solo sulle mie forze e non più anche su di lui che non vedo e non sento ormai da più di un mese.
Le giornate scorrono una dietro all’altra senza darmi effettivamente la percezione del trascorrere del tempo. Delle volte sembra abituarmi a questo niente che mi circonda a volte invece questa vita non mi sembra la mia. Come se ogni parte di me volesse aprire gli occhi e ritrovarequei giorni felici trascorsi insieme a lui..
C’è un detto che conoscerete tutti che dice in amore non esistono catene, lascialo libero e vedì, se torna da te sarà tuo per sempre, se non torna tanto per cominciare non è mai stato tuo..
Lo so che non devo vivere questo periodo nell’attesa di un suo ritorno, lo so che ha un’altra relazione e che perme sente amicizia ma io sto male…sto male perchè a differenza di molti, lui vorrebbe avermi vicina, a differenza di molti chiede di me alle amiche e spera di recuperare, a differenza di molti non mi umilia chiudendomi la porta in faccia o non rispondendo ai messaggi…vorrei fosse come tutti..in realtà a volte lo è stato, a volte mi ha fatto cose che mai avrei pensato potessero appartenergli ma non mi ha mai chiuso la porta in faccia. Mi diceva di aiutarlo a salvare quel mondo meraviglioso che eravamo…anche se poi mi colpevolizzava di tutto.. Non so cosa pensare o meglio a volte lo so ma quando a prevalere è questa immensa mancanza di lui (e non del ruoolo che aveva) tutto mi sebra così assurdo e quasi mi sento in colpa anche di non cercarlo più.. Ma dio sa quanto abbia sofferto il suo modo di cambiare le cose tra noi e l’intrusioni dell’altra che non tollerava la mia presenza.
Ditemi per favore come posso fare ad uscire da questa morsa di solitudine e disorientamento perchè veramente non so dove sbattere la testa. Poi questa città così grande mi fa sentire ancora più sola d’estate..almeno ci fosse il mare.
Grazie per chiunche abbia due parole per me, magari per voi saranno niente ma non immaginate quanto possano essere importanti.
Un abbraccio
ARIANNA: ciao cara 🙂
@Delle volte sembra abituarmi a questo niente che mi circonda a volte invece questa vita non mi sembra la mia.
normale… anche perché attorno non c’è “niente” ma anche cambiamento.
@sto male perchè a differenza di molti, lui vorrebbe avermi vicina, a differenza di molti chiede di me alle amiche e spera di recuperare, a differenza di molti non mi umilia chiudendomi la porta in faccia o non rispondendo ai messaggi…
Arianna, dirò una banalità colossale, però ci vuole tempo per guarire dalla fine di un amore. Ci vuole tempo per “tornare soli” anche se due persone si lasciano di comune accordo. Per cambiare le abitudini, per ricollocare una persona, in modo diverso, nel proprio universo affettivo. Certo che esistono gli ex che si rimangono in buoni, anche ottimi rapporti. Ci sono ex che sono anche ottimi amici, sul serio. Ma per te ora questa persona non è neanche veramente un ex, è “colui che vorrei che tornasse”. E per lui potrai anche essere “la persona importante ma che non amo ma con cui voglio restare in buoni rapporti anche se io mi sto facendo un’altra vita”… ma, perdonami, mi domando anche se non ci sia un pizzico di egoismo nel non comprendere che tu fai una fatica grande a staccarti, e la parte più dura è la tua, anche perché senti di aver subito una decisione.
Io non dico che non sia possibile, ripeto, avere dei buoni rapporti con gli ex e conservare una bella amicizia, ma se costui si preoccupa per te ecc non può neanche però buttarti addosso la SUA ansia e il suo senso di colpa, dicendosi magari qualcosa tipo: sì, l’ho lasciata sola e mi faccio un’altra vita, però non sono un cattivo soggetto, perché comunque mi preoccupo che lei stia bene
o ancora
sì, l’ho lasciata sola e mi faccio un’altra vita, però poiché tra noi c’è stata una cosa così importante e bella io non voglio rinunciare alla sua presenza nella mia vita.
ora, io non ti sto dicendo che queste cose (ovviamente non posso leggergli nella testa, ipotizzo…) non siano umane.
Dico solo che nel momento in cui tu devi tagliare il cordone ombelicale per non andare contro il cambiamento (solo così comincerai a percepire meglio le tue risorse, ad accorgerti che intorno non c’è solo il niente e a scoprire che, comunque, andandosene ha lasciato un vuoto, è vero, ma ha lasciato anche uno spazio, che non volevi, ma ce l’hai… che vuoi farci di quello spazio?) devi trovare anche tu dentro di te le tue giuste, sane per te, distanze dal noi che non c’è… e che non è facile, non è facile già senza che lui pretenda che tu sia oggi, già oggi, quello che magari potrai essere domani nei suoi confronti (se ti farà stare bene, sennò no, comunque).
Guarda, l’altro giorno parlavo con un mio amico, lasciato dalla moglie dopo 30 anni. Non ti amo più, un anno di agonia, poi lei tramite avvocati ha cercato anche non dico di lasciarlo in mutande, comunque sia, vista la comunione dei beni ecc, non gli ha fatto neanche lo sconto di un caffé su quello che per legge
poteva pretendere, incluso il fatto di restare a lavorare con lui, comunque. Bene: quello distrutto doveva essere lui. Lo è stato, poi si è tirato su. Adesso lui sta meglio di lei. Ha trovato il suo modo per andare incontro al cambiamento e non contro. Lui mi dice: lei sembra avercela con me, quasi che fosse offesa che non sono a pezzi, ma arrivo al lavoro sorridendo. O che dall’avvocato, invece di incazzarmi, sono sereno.
La gente è strana quando si lascia…
Tutti e due, anche lei, evidentemente, sta vivendo la SUA fase della fine di una storia. Così se la starà vivendo anche il tuo ex…
anche con le sue ansie di restare in buoni rapporti con te già da ora o varie. Solo che non può scaricartele addosso. O meglio può, ma spero che tu riesca a ricordarti che chi deve rimettere in piedi il suo mondo, cioè tuo intendo, sei tu.
Perché alla fine tu un ibrido non lo vuoi. Vuole stare con te? che la lasci e torni con te. Ha dubbi? che la lasci e vada in un eremo a capire cosa vuole dalla vita. Vuole che tu sia la sua testimone di nozze o la madrina dei loro 5 figli nel nome del meraviglioso rapporto che avete avuto?
Non voglio dire cose orribili, Arianna, voglio dire che però ora sei stralunata, confusa, ammaccata e fai un’enorme fatica (come è naturale che sia) a non pensare più in NOI, a non dire, credo:
lui pensa, lui dice, lui farebbe, lui saprebbe…
e anche se (metafora) se si fulmina una lampadina, pure se sei capace di cambiarla, ti senti sola con quella lampadina bruciata in mano e pensi a quando magari l’avrebbe cambiata lui…
e non è la questione della lampadina, e non è questioni di ruolo. è molto più ampia, e io ti capisco. O forse mi rivedo anche troppo rispetto a quello che tu senti, però capisco molto bene anche
@Non so cosa pensare o meglio a volte lo so ma quando a prevalere è questa immensa mancanza di lui (e non del ruoolo che aveva) tutto mi sebra così assurdo e quasi mi sento in colpa anche di non cercarlo più…
o almeno so il mio punto di vista. Anche perché, ogni volta in questi lunghi anni della sua crisi in cui io mi staccavo (e non per mancanza di amore o dell’importanza che davo al NOI, ma perché mi veniva detto che il NOI non c’era e quindi dovevo ricordarmi di… IO) se apparentemente mi staccavo senza esserne disintegrata, se venivano fuori le mie risorse (ma stavo male comunque) o se cercavo di non oppormi interiormente al cambiamento lui mi faceva sentire in colpa.
Quasi fossi stata io a negare il NOI, mentre mi veniva negato il NOI e quindi io mi rendevo conto che dovevo vivere senza e che se devi vivere senza tanto vale cerchi di viverlo meglio che puoi, non peggio che puoi.
così, anche adesso che lui ha la sua casa, tutte le cose a posto mentre io, oltre alla mia fase di recupero e straLUNAmento, devo capire cosa farne della mia vita in generale, e non perché lui mi manteneva, ma perché io ho perso tremila giri dietro alle sue/nostra/mia conseguente crisi (e sarebbe veramente troppo lungo da
raccontare il perché) io sono ancora che dico: lui dice, lui pensa, lui farebbe, lui saprebbe… anche con paura però.
E non perché io sia deficiente o non autonoma di pensiero. Ma perché, a parte che 16 anni sono tantissimi, lui è stato molto bravo a impormi il lui dice, lui pensa, lui farebbe, lui saprebbe, lui sarebbe. Anche attraverso la colpevolizzazione.
Cosa peraltro normale quando si vive il NOI.
Non l’imporre, intendo dire anche un normale confronto insieme sulla realtà. Intendo anche il fatto di sapere come l’altro prende il caffé, che surgelati gli piacciono, e comunque un lungo stile di vita, anche contaminato, insieme, della serie NOI facevamo così, non colì… e la complicità di sguardi, e il mondo di due persone.
Però sì, c’è stata anche l’imposizione, e la colpevolizzazione.
Non sono una santa, eh, e i miei errori li ho fatti anch’io. Le responsabilità non stanno da una parte sola. Però lui ha effettivamente stravolto dei miei parametri.
Come se lui potesse essere sempre quello che rompeva, comunque, ma io sempre quella che doveva mettere a posto. Io dovevo essere Penelope, anche se Ulisse la guerra la faceva a me. Non solo, certo, anche lui a modo suo è stato Penelopo. Il discorso è che io non ho mai saputo se Ulisse sarebbe tornato, ma appena mi dicevo: basta, Ulisse non torna, molla questa tela… allora io non amavo davvero, IO.
Al contempo io ho fatto un lungo viaggio (non il mio personale, riguardo noi intendo) ma in fondo sono sempre stata Ulisse che non sarebbe mai neanche partito. Perché io ero felice già solo per come sceglievamo insieme i surgelati. Insieme.
Ma ero io quella che il NOI doveva difenderlo sempre, anche quando mi trovavo da un’altra parte perché lui mi/ci aveva negato il NOI.
Che doveva arrangiarsi anche emotivamente come una persona libera (ma anche a trovare dove vivere mentre lui la casa ce l’aveva e penso che lo destabilizzasse anche il fatto che io un posto dove vivere lo trovavo solo alzando il telefono… quando non è che non avessi un posto dove vivere mi mancava perché io sia una disadattata sociale, ma perché di colpo mi ero trovata veramente in una cosa più grande di me…) ma non sentirsi mai libera, o dovevo sentirmi in colpa.
Il fatto è che io ho sempre fatto una fatica bestiale ad andarmene, non a restare. A dirmi: questo mondo, senza di lui, non è vero che è fatto di niente. Forza, rassegnati al fatto che questa storia è finita, e ricomincia a vivere. LUI NON TI AMA, capito? Ou, mi senti, LUNA, lui non ti ama. Tu lo ami? Non importa, lui non ama te.
Ma mentre io combattevo questa battaglia, terribile, con me stessa, ero io la stronza senza cuore e senza valori, ero io “ecco, lo vedi? dicevi tanto di tenerci e invece…” quando riuscivo a spostarmi. Quando riuscivo a ripercepirmi ME, con i miei parametri.
Una bruta fazenda, come diceva qualcuno. Work in progress, not so easy. Ora vado a pranzo. Vvb
Work in Progess anche QUI…..UN saluto a tutti…
VALINDA, grazie, un saluto speciale anche a te. Io a dire il vero sono passata per un saluto poco tempo fa, non scrivo da un bel po’ qui, ma sono davvero contenta di vederti così bene.
LUNA Cara Luna ho letto tutto d’un fiato le tue parole e non ti dico quanto mi si sia smosso dentro..analisi, riflessioni, domande sulla tua storia su cosa vorresti adesso…ma purtroppo devo uscire stasera perchè mi sono concessa un pò di svago fuori anche se non ne avevo tanta voglia..adesso avrei preferito scriverti e risponderti ma sarei stata un fiume in piena. Sono sicura che porterò un pò di te con me a questa cena ;)))
Appena possibile e soprattutto quando questo tumulto si calmerà ti risponderò volentierissimo e con tutto il cuore.
Per adesso ti ringrazio e ti abbraccio forte e abbraccio tutti quanti voi.
A presto
leggo costernata le vostre storie, ma riesco a pensare una cosa sola: non ne vale la pena, andare in crisi pr un altro.
Se andiamo in crisi, che sia soltanto per noi stessi
ARIANNA: ciao 🙂 onestamente, anche se naturalmente leggerò di cuore quello che scriverai e desidero ascoltare il tuo punto di vista, sono più contenta che tu sia andata a svagarti che stare incollata al pc o chiusa in casa 🙂
Grazie di avermi portata a cena :PPPP ho mangiato bene? :PPP
a parte gli scherzi, spero che tu ti sia svagata senza… lune 😉
Io ora vado al mare con la mia amica sorellifera :))))
bacini a tutti, a dopo, vvb
@alice: cara, che dire? o centomilioni di parole o veramente poche. Scelgo la seconda per tante ragioni, in primis il tempo a disposizione, e ti dico che si va comunque in crisi “per se stessi”, come definisci tu, anche quando la causa e’ in altro. Un eremita, da sempre eremita, che e’ sempre stato solo ed eslusivamente in quelle condizioni e pensa di sentirsi ottimamente, e’ dura che si svegli un di’, con tutto immutato, e si senta in fase critica…
Sono un po’ costernata anche io :-). Vado a farmi un caffe’.
Lunina, il tuo beverone ha un nome che inizia per M ed e’ composto da 8 letterine???? Se e’ quello, ce l’ ho a casa perche’ in ufficio non so dove mettere il latte :-))))) Bacetto a te. Torno presto.
ANNINA: sì 😉 bella la mia compagna di beveroni :PPPPPPP
Il mio è alla vaniglia 😉 Bacino, tesora 🙂
ALICE: ciao, in effetti anch’io @cara, che dire? o centomilioni di parole o veramente poche
mi sa che io sceglierò una versione a mezzo tra le due 😛
Anche quando andiamo in crisi per un’altra persona andiamo di fatto in crisi con noi stessi, visto che è dentro di noi che viviamo. Intendo dire che, vista l’interconnessione tra noi e gli altri, il nostro sentire rispetto noi/mondo a volte i confini purtroppo non sono così netti. Potrei dirti, in questo momento della mia vita, in cui al contempo mi cerco/ritrovo, che non sono mai andata in crisi per me stessa e basta, visto che io sto bene e so darmi gioia veramente con poco, o che ho permesso agli altri di mandarmi in crisi perché non avevo visto dove andavano a parare, proprio lì in certi punti in cui io non sapevo concedermi la libertà ecc. Nonostante per me sia sempre stato importante stare bene con me stessa. Al contempo è chiaro che un certo tipo di aggressività e lesione della mia libertà mi ha allontanata da me stessa, facendomi sentire in un cul de sac più di quanto io non ci fossi. E che a volte esistono dinamiche altrui che in effetti possono fortemente disorientarci anche e sopratutto se abbiamo, per una serie di ragioni, delle difese più basse, anche non in modo “congenito” bensì contingente o un mix delle due cose.
Quindi sì, concordo con il fatto che non dovremmo permettere agli altri di scaricarci addosso cose che ci fanno male e accompagnare all’uscita da noi ciò che per noi non va bene, sentiamo distante dal nostro modo di sentire e vedere (non in senso di solipsismo o chiusura, naturalmente, ma intendo dire ciò in cui veramente percepiamo una snaturalizzazione del nostro sentire/vedere… costi che sono comunque salatissimi) cercando di avere sempre delle interconessioni che percepiamo più armoniche che disarmoniche. Partire dal presupposto che sentirsi bene, innanzitutto con se stessi, è un diritto, e che fa la differenza, e stare più attenti a ciò che per noi è stonatura o armonia, al di là delle paure e dei nostri “idoli” o false idee o concetti di limiti autoimposti.
No, in effetti non è un concetto facile.
Ma insomma, vediamo di stare bene con noi stessi innanzitutto, e di ascoltare le NOSTRE crisi, che siano endogene o esogene o un mix che male, mi sa, non ci fa.
Dovremmo stare attenti, forse, al contempo, a non cercare a tutti i costi di far entrare una persona “quadrato” nel nostro buco “stella” (se solo quadrato facesse finalmente la stella io potrei essere felice, anche se quadrato mi fa venire l’ulcera perforata…) ma neanche a diventare noi quadrati se siamo dei tondi. Perché prima o poi ci verrà l’ulcera perforata lo stesso.
Non sto naturalmente parlando di perfezione o “se non sei una stella perfetta vaffa…” o “col cavolo, io sono tondo e tondo resto, tiè tiè”.
Viviamo in effetti in un’epoca in cui le persone sembrano lasciarsi per cazzate, l’epoca
dei rapporti a termine, anche quelli lunghi, per una bassa soglia di sopportazione della frustrazione o per crisi interiori, anche, mi permetto di dire, temporanee o congenite (ma curabili, credo) che portano a non sentirsi bene da nessuna parte… un’epoca in cui forse spesso invece di affrontare delle sensazioni interiori e ascoltarle per quello che sono molto spesso una cotta diventa sinonimo di rivoluzione (ma è davvero quella la rivoluzione di cui si ha bisogno?), e c’è chi salta da un treno all’altro senza capire una cippa di se stesso…
ma che ciò, che certamente esiste, non diventi un alibi inverso. L’indossare da subito e portare, anche per 50 anni, una scarpa di tutt’altra misura in nome del fatto: io però le frustrazioni invece so sostenerle.
chiamando valori di continuità, vivendo situazioni invivibili e restando di fatto fermi alla stazione, mentre un gran caos costante dà la sensazione di viaggiare in continuazione, il timore di ascoltarsi tanto quanto chi non si ascolta saltando da un treno all’altro.
Ovviamente anch’io con questo discorso (forse molto poco lineare, ne convengo) traccio confini netti dove non è così facile individuarli.
Ma guardavo i miei genitori, l’altro giorno, e pensavo:
non sono perfetti e in certe cose certamente anche si sopportano, come per altre si adorano. Ciò non significa (viste le cose che sento) che uno dei due non possa andare fuori con il cocco domani e lasciare l’altro… ma di fatto in una relazione buona, anche se non idilliaca, hanno sempre portato avanti una normalità/serenità, dei progetti comuni, sono cresciuti insieme. Di fatto neanche questo a volte sembra sufficiente. Neanche metterci la buona volontà, cercare di coltivare l’effettiva compatibilità, avere e portare avanti dei progetti. La vita è sempre un divenire. Ma, pensavo, molto spesso qui scriviamo e leggiamo storie ferme. Storie di base “strane” o con dei rapporti di forza poco chiari. Nate già mezze zoppe. O dove c’è chi salta come un canguro mentre l’altro/a sta fermo/a. Storie che non hanno avuto mai un presente veramente armonico. Non perfetto, armonico, che è un’altra cosa. Storie che fanno implodere, più che espandere. Oggi mi raccontava la mia amica (che in passato aveva collezionato una serie di fenomeni da manuale, e oggi ne sorridiamo, ma c’era poco da ridere, e che ora è sposata da 10 anni ed è serena veramente) che suo marito ha avuto una superpromozione, e per averla per un mese andava da sua madre per studiare, fino all’una di notte, perché a casa sennò con i bambini non riusciva. Al contempo lui è quello che quando il secondo figlio aveva pochi giorni e lei aveva rischiato di morire di parto è stato eccezionale, come padre e marito. Quanto è importante capire se si fa squadra DAVVERO e se si è sereni DAVVERO?
Mi sa non poco :/