La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia
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@Luna è sempre un piacere leggerti…è un piacere leggere tutti in realtà.
Qualcuno passando di qua potrebbe additarci come “Il Club degli Sfigati”,ma penso che siano situazioni in cui tutti si siano ritrovati o si ritroveranno.
Anche se non lo auguro a nessuno sinceramente.
Si trae beneficio da tutto…dalle esperienze di tutti.
Si pensa,si riflette,si agisce.
Io mi giocherò l’ultima carta andando da lei.
Non ora.
Ha i suoi studi,i suoi esami.
Ci mancherebbe solo di essere pure il motivo dei suoi possibili fallimenti universitari.
Quindi io mi riprendo dalla botta,lei si riprende da cose sue,e poi ci vedremo.
Del resto mi ha detto che per lei è ok vedersi.
Se sarà davvero finita lo vedrò dai suoi occhi,e non da un sms o una telefonata.
Solo allora mi arrenderò all’evidenza che la nostra storia è morta e sepolta.
La Speranza è sempre l’ultima a morire.
“Ringrazio tutti coloro che non amo perché non mi fanno venire il mal di testa. Non mi fanno scrivere lunghe lettere, non agitano i miei sogni, non li attendo con ansia, non leggo i loro oroscopi sul giornale, non compongo il loro numero di telefono, non li penso. Li ringrazio molto perché non mi mettono in subbuglio la vita.”
L’ ho letta ora per caso su Facebook e mi ha fatto ridere e pensare a voi amici.
Ovviamente e’ una grande iperbole ma mi e’ parsa simpatica, nel frangente…
Buona giornata ragazzi!
LUNA…le tue digressioni sono qualcosa di unico….e le parole che hai detto nella tuo ultimo post, sono quelle che sempre mi sono frullate in testa ma mai ho saputo esprimere. Stare con qualcuno fa della tua vità qualcosa di unico, non che da soli non siamo unici, ma da un tocco di sale in più alla vita, che altrimenti sarebbe a monotesta :-). Quello che invece scordiano, è che se questa persone ci rovina la vita, ci crea ansie, angoscie,depressione, frustrazione per un amore non pieno, vero o reale, insomma se perde il significato dell’essere in due…dobbiamo ritrovare la nostra unità. Molte volte fatichiamo a ritrovare la nostra unità spaventati di stare male,male per la solitudine, male per un rapporto finito e non riuscito, male per l’impegno che abbiamo messo in quella storia di cui ci resta niente in mano, ma in realà l’unica cosa che dovrebbe terrorizzarci è restare invischiati in un rapporto che ci fa soffrire, perché il mio torpore di adesso è felicità, paragonato al dolore patito con lui! Quindi ha perfettamente senso il tuo pensiero!!
Manu…..se sfiga significa amare, lottare per quell’amore, pensarci 10 volte prima di mollare, capire, sperare, ritentare, bhe io credo che gli sfigati sono coloro che gettano tutto nel cestino così facilmente senza pensarci troppo. Non credi? Quì c’è gente più sensibile, incapace di non vivere intensamente le storie, così intensamente da coinvolgersi sul serio, da mettersi in discussione mille volte prima di tornare sui propri passi e se molla una persona lo fa sempre con grande dolore….. :-)Sul fatto di vedervi, di parlare, di vederla…..FAI BENISSIMO se era una storia importante devi darti l’opportunità di capire. Però pensa anche alle parole di Luna, che così spesso dimentichiamo, anche noi dovremmo pretendere un nostro alter ego in amore. Ovvero anche io desidero, così come ho fatto io, avere un unomo che mi desideri e mi cerchi disperatamente con tutto il cuore, che mi ami al punto di lottare per me, per la nostra felicità. Mentre nell’ultimo periodo della mia vita, mi sono ritorvata a dare e dare senza che fosse una contropartita….pensado di amare per due!
Nick ciao… Io mi auguro solo che quello che la tua amica ti ha detto non riaccenda false speranze. Magari ti fai vivo, magari le dici solo ciao…e vedi che succede. 🙂 Spero solo che la vivi come qualcosa che poteva nascere, ma a cui lei ha voluto rinunciare. E Nick poteva pure non essere pronta, ma comunque lei preferisce stare così, sola, che non con te. Questo perché la felicità che noi proviamo con loro, l’amore che noi sentiamo, non è lo stesso dall’altra parte. Se io stavo da paura su quella spiaggia deserta solo con lui, magari lui si annoiva a morte. Se invece da paura ci stava anche lui, pensi davvero che mi avrebbe lasciato? 🙂
A volte è dura solo capire che certe cose non vanno e quindi bisogna solo andare AVANTI…..un abbraccio enorme e mille baci.
Buondì 🙂
ANNINA: mi hai ricordato una bellissima poesia di
wislawa szymborska, sul tema (adoro questa autrice). Si chiama “Ringraziamento”.
MANU: io non vedo questo luogo come un “club degli sfigati”. Come dici giustamente tu queste sono situazioni che “democraticamente” possono capitare a chiunque. Cioè di soffrire per amore o di sentire delle delusioni, o di interrogarsi su certe o altre cose. Anche, purtroppo, di sentirsi o essere manipolati da una persona, da una situazione o una serie di eventi. Ora ovviamente sto parlando in generale, perché la gamma di ragioni per cui si può provare disagio in un “tema” come quello delle relazioni umane è ampio. Ma una cosa molto comune, quando sulla propria strada si incontra questo genere di disagio, è che a volte la domande che ti fai incessantemente su un altro poi si trasformano in domande che ti fai su te stesso, ma non domande implosive. Sono domande anche che riguardano il tuo rapporto con gli altri. Perché, in fondo, quello che desideri è conoscerti, o ri-conoscerti, stare bene, ma veramente, con te stesso e con gli altri. Vuoi una vita “ricca”. E capire cos’è per te il concetto di ricchezza o povertà. E questo, io credo, non è mai una cosa da sfigati.
ADELE: probabilmente sono cose che sono sempre frullate anche nella mia testa, e nella mia pancia. Solo che nemmeno io, in questo caso, riuscivo a dare un nome a quella sensazione che mi faceva dire: c’è qualcosa che non va.
Qualcosa che non va al di là di altre cose in cui c’era qualcosa che non andava, ma che stavano fuori da me, per quanto si intersecassero, ovviamente, con me. Questa osservazione che facevo (per me) mi rendo conto di essermela fatta con molta naturalezza altre volte nella vita. E non è mai stata un errore, per quanto io ricordi.
NICK: a me sembra comunque positivo, che sia pure solo per il percorso di lei, la tua ex, che abbia deciso di andare da un terapeuta. Non per il terapeuta in sè, ma per il fatto che lei senta l’esigenza di vederci più chiaro, dentro di sè, rispetto al significato che lei dà a una storia passata, e ad una persona, e a cose evidentemente irrisolte. Evidentemente lei ha sentito un malessere, o un limite, o delle domande in modo così intenso da avere il bisogno di vederci chiaro.
Ripeto però la frase di Raffi: non è detto che la soluzione ai suoi problemi sia io
perché credo che questa frase sia, a suo modo, “liberatoria” nel suo realismo, che ci ricorda che non siamo nella testa e nei tempi degli altri. E quando una questione di “tempi sbagliati” non sia solo una sfiga o un colpo di mano del destino.
>Ambrogio< un cliente che ,per mia sfortuna, abita molto vicino alla mia ex e dopo avere parlato di lavoro, mi dice che vede spesso la mia ex in compagnia del suo cane e la vede triste e sola.
Che lei sia triste e sola, sincermante, non dovrebbe importartene alcunchè.
Magari, probabilmente, la sera si darà alla pazza gioia.
Manu, lascia perdere. La tua ex mi pare un tantinello isterica. Se ti vuole incontrare, dille di far chiarezza nella sua mente, e poi se ne può discutere.
@adele.. Nn ci tengo proprio me stesso a cercare un contatto.. A fatica mi sono ripreso la mia vita in mano.. Nn spetta a me fare un passo.
@luna.. E’ proprio come dici.. Almeno e si spera, lei riesca a farsi il suo viaggio.. Magra consolazione ma comunque nel bene o nel male ci siamo scambiati qlcs.. Per quanto mi riguarda so bene che nn e’ possibilr dare amore a chi non lo vuole.. So bene che l’amore e’ la strada ma nn con chi lo rifiuta..
della serie: barcollo ma non mollo.
Si è rifatto sentire tramite email. Una mail a mio parere senza senso.
Allora è come pensavo: prima gli sms e poi arriva la mail.
Che senso ha, se poi non vuole affrontarmi.
Vabbè.
Come sempre vi leggo con piacere. LUNA sei fantastica, hai un modo di esprimere i pensieri, in una lettura chiara e concisa.
Questa volta mi innamoro sul serio; ma di me
Ciao a tutti, Mi chiamo Arianna e come voi mi ritrovo qua per cercare di leggere e leggermi un pò in tutto ciò che dite e scrivete di voi. La mia storia è molto complessa e sarebbe difficile farvi capire tutte le implicazioni e le situazioni che l’hanno riguardata. Così mi limiterò a sintetizzarvi i punti più significativi ed il perchè a oggi io mi senta morire di quel vuoto che è diventato il mio miglior amico.
Dopo una storia di 10 anni e precedentemente vari anni di amicizia, il mio compagno ha deciso di non stare più con me. Abbiamo avuto una relazione meravigliosa o così la vivevo io. Una grande empatia fatta di quell’unione che è difficile trovare intorno. Stavamo a diversi km di distanza così ci vedevamo i fine settimana e vi giuro che l’entusiasmo di vedersi per me era come i primi tempi. Lui è l’uomo che ho amato di più in tutta la mia vita e con il quale avrei passato ogni giorno della mia esistenza.
In 10 anni non vi nego che abbiamo avuto anche momenti di crisi a vari livelli ma per me mai tali da oscurare quell’amore che sentivo per lui.
L’anno scorso di questi tempi mi diceva che la sua vita non avrebbe avuto senso senza la mia, poi un mese dopo lo vidi cambiare radicalmente. Mi colpevolizzava di tutto e del fatto che se eravamo in quella situazione di distanza era colpa mia e dei dubbi avuti sul nostro rapporto di 6 anni prima (che io pensavo di aver superato insieme a lui), che era colpa mia perchè io sono sempre troppo disponibile con tutti e quindi creavo fraintendimenti che lo facevano star male..Voleva uscire da questa storia che lo aveva fatto soffrire così per colpa mia si era gettato nelle braccia di un’altra…di li a dopo diceva di sentire amicizia e di li a poco ho saputo che frequentava una tipa del nostro gruppo…è da li che ho cominciato a vivere un incubo fatto di assenze e omissioni pesanti. Uscivamo tutti insieme e lui non c’era più perchè c’era lei..io disorientata non capivo fin che ho avuto vari imput più o meno grandi di quanto lui non ci fosse più. Mi voleva come amica però perchè se io fossi riuscita ad accettare tutto in quel momento accanto a lui come amica solo così sarebbe veramente stata quell’unione unica e speciale… io stavo da cani ma non riuscivo a troncare perchè lui mi cercava e mi telefonava 2 3 volte al giorno, mi voleva vedere sentire ma contemporaneamente voleva vivere quella relazione che pare gli mettesse anche tanti dubbi…
Io ho adottato il no contact come dite voi più per sfinimento che per altro. Adesso all’alternanza di umore felice/triste/disperato ne ho uno costante di vuoto ed estrema solitudine..riusciro a star meglio? faccio bene a fare così? siete speciali tutti quanti e vi abbraccio con affetto.
Ciao a tutti!!! Scrivo poco in questi giorni,sto affrontando un pezzo di “viaggio” in solitario…..Ho tante idee nella testa,tanti pensieri che spesso vanno in una direzione e spesso in un altra.C’est la vie,ma non posso e non voglio lamentarmi….Di una cosa peró sono sicuro,fino ad ora non avevo mai incontrato una donna cosí,una donna che potesse coinvolgermi fino a questo punto,che avesse una sintonia con me cosí perfetta.Ci siamo lasciati,forse non tornerà,forse sí…non conosco il futuro,peró sapete, le emozioni che IO ho provato erano vere,il cuore che le ho dato era il MIO….La persona che l ha amata e l ama ancora sono IO….e io voglio ricordarmi di me stesso,dei sogni che ho ora…dell amore che ho ora.Si vive una volta sola e nn si sa neanche fino a quando….quindi ho deciso di fare una cosa.Domani vado a fare un tatuaggio con la sua iniziale….forse per molti sarà una cazzata,peró sapete…IO voglio ricordarmi di me come sono ora Per sempre….un saluto a tutti……
@WARRIORS mi hai fatta sorridere,credimi…isterica…un pò si in effetti 😀
@ELENA sms…mail…comincio ad odiare queste forme di comunicazione…quanto meno tra gente che si conosce…posso capire in un contesto come questo,ma non x altro.
Se poi a ciò si aggiungono frasi insensate,è anche peggio…
@LUNA una ragazza come te dovrebbe essere + considerata dalla persona che l’ha abbandonata…certa gente proprio non sa chi lascia…si vede che a questo mondo tutti pensano che il mare essendo pieno di pesci dispone di chissà che.
E pensa male.
Raffi, fai l’ iniziale del tuo nome se vuoi ricordarti cio’ che sei tu…bacio
MANU
probabilmente sanno di averla fatta grossa e non sanno affrontare.
Non hanno senso le mail, gli sms e quant’altro se poi non si decide di parlarne con grande coraggio e disponibilità all’ascolto.
Restano, a mio parere, dei grandi egoisti.
Blocchi a parte….io vado avanti per la mia strada che ho scelto.
Sicuramente prima o poi mi capiterà la persona giusta.
ciao a tutti..
per caso ho scoperto questo sito..
e per caso mi ritrovo qui a scrivere.
ho bisogno che qualcuno che ci sia passato mi dia dei consigli..ho bisogno che qualcuno mi dica che se ne esce da questo dolore atroce che non ti fa respirare.
una storia di due anni finita, una convivenza, un amore grandissimo che ultimamente è andato a rotoli. mi ha lasciata.
ha lasciato me che due anni fa ho mollato tutto per correre nella sua città e stare vicino a lui.
è andato tutto in fumo. dimagrisco giorno dopo giorno, non tocco nulla, neanche l’acqua..
il mio unico e solo pensiero è trovare un modo per riconquistarlo. sto male, ho l’ansia, sono terrorizzata dal fatto che lui possa non amarmi piu’.
eppure quando ogni 100 anni risponde ad una mail mi scrive che non è un problema di sentimenti ma che non si andava d’accordo.
sono disposta a tutto per riconquistarlo. a tutto davvero.
ma sto perdendo le forze, e a lungo andare so che mi ammalero’ così..
ma allora se so tutte queste cose perchè continuo a distruggermi pensando a lui e continuo invece a fregarmene di me stessa?
non so che fare…….. sono disperata…
forza emanuela forza..è un periodo brutto da superare ma il tempo comunque vada sarà dalla tua parte..e tornerai piu bella e forte di prima fidati..coraggio..la vita è fatta anche di queste cose ma superarle e andare avanti ci rende persone migliori perche è in questi momenti che la vita veramente insegna se sai ascoltare..non guardarti indietro perche chi lascia non merita il nostro amore..
io sono stato lasciato per un mio amico dopo 6 anni…dopo una settimana ero gia il passato..sono passati 7 mesi..ancora la penso ogni giorno ma sempre con meno frequenza..perche tutta la sua indifferenza per quello che sono stato e l’amore proclamato e sbandierato ai quattro venti per il nuovo giocattolo mi hanno fatto capire con che razza di persona stavo..pochi giorni fa le ho chiesto amichevolmente un incontro per bere qualcosa e fare due chiacchere..ve lo assicuro senza secondi fini..niente..nemmeno una risposta..nemmeno un lasciami stare..niente di niente..e allora che vada al diavolo..io c’ho provato anche a instaurare un rapporto civile in nome di quello che c’è stato,ma se una persona non vuole c’è poco sa fare…ecco cosa succede a chi ha amato profondamente..probabilmente lei prova pena nei miei confronti perche pensa che ancora la amo cercando un contatto quando lei è stata la prima a dirmi che non voleva ci perdessimo di vista..valle a capire le donne..io ormai me la rido perche le lacrime sono gia state versate
Cara Emanuela (sei quasi una mia omonima) 🙂
Capisco il tuo stato psicofisico,io sono rimasta così per 2 settimane ininterrotte…
Ma devi rialzarti assolutamente.
Non puoi continuare così,devi fare un atto di forza e dire,ok da oggi mi rimetto in sesto.
Devi ricominciare a prendere in mano i tuoi interessi,sono quasi sicura che non stai facendo più nulla a parte pensare a lui,ai momenti trascorsi insieme ecc…
Voi 2 eravate una coppia,ma pur sempre persone distinte e separate.
Sai io a cosa ho pensato?
Voglio riconquistare il mio amore,ma per farlo devo tornare in forma,perchè più mi deprimo e mi riduco uno straccio di persona,più sono debole e ho la mente annebbiata.
Vuoi riconquistarlo?
Prima regola: torna quanto più possibile in te!
L’uomo con cui sei stata non potrebbe sopportare una persona che si lagna in continuazione,che piange,che lo cerca disperata e gli fa presente quanto stia deperendo ecc…
Non te lo dico con cattiveria,te lo dico perchè ti sto parlando con cognizione di causa,con ciò che ho vissuto e constatato in questi giorni!
Se vuoi dare il massimo devi riprenderti.
Io ci sto provando,anche se è difficile.
Ma devo essere al meglio di me per provare a fare qualcosa.
Di base quando si piange,non si mangia ecc,la si sta solo dando vinta agli eventi negativi.
Invece devi farti forza,devi mangiare,devi fare le cose che ti piacciono,riossigenare il cervello e pensare a cosa puoi fare per riconquistare il suo cuore.
Perchè di concreto ora non stai facendo nulla.
E tu non vuoi fare nulla,vero? 🙂
Forza e coraggio cara Manu,perchè solo alla morte non c’è rimedio.
Frase banale,ma vera 🙂
Ciao belliiiiiiii :)))))))))))))
RAFFI: quoto ANNA ;):) Non avevi detto che cominciavi a mettere al centro TE? Per carità, Raffi, ognuno conosce i propri simboli e il loro senso, fai tu. Proprio l’altro giorno parlavo con una che ha due iniziali tatuate (diverse) e tre piercing, per lo stesso ragionamento tuo. Il problema è che la vita è un divenire, panta rei, e quindi lei, seppure sdrammatizzando, mi ha fatto notare la quantità dei suoi “simboli” inerenti ai sentimenti. Personalmente del tatuaggio mi fa un po’ impressione l’aspetto definitivo. Le persone che sono importanti possono restare importanti per sempre nella nostra biografia, ma con il tempo possono assumere anche una diversa, serena, centralità. Ogni tanto mi viene un po’ di ispirazione, ma credo – parlo per me – che mi tatuerei un simbolo che per ME vuol dire qualcosa piuttosto che un’iniziale o un nome di un partner. Uno che conosco ha una ragazza che si chiama Roberta. E ha tatuato il nome Roberta. Che è l’ex. Ex che per lui ora è passato remoto. Sta per sposarsi con Roberta di adesso ed è molto felice. Non l’ha scelta ovviamente in base al tatuaggio. Mi domando: ma sarà contenta Roberta di adesso di un tatuaggio dedicato ad un’altra Roberta? per carità, non è che il deterrente debba essere questo. Ma forse poter cambiare pelle è anche una possibilità che diamo a noi stessi? Riflessione mia per me stimolata dalla tua tatuaggiosità. Non c’è torto o ragione in una scelta così personale.
ARIANNA: un abbraccio a te! lo sfinimento non è una sensazione/emozione da poco. Intendo dire: lo sfinimento parla, anche se magari cerchiamo di dirci che reggiamo e che vogliamo andare avanti pure contro noi stessi, adattandoci. Ti sei spostata, mi pare, da una situazione che ti genera dolore, frustrazione e che ti è stata proposta/imposta in un assetto emotivo ecc per te insostenibile. E che comunque non c’entra una cippa con quello che tu vuoi da un rapporto, o anche da lui precisamente. A leggere sembra che lui sia molto teso a dirti ciò che lui vuole, ciò di cui lui ha bisogno, ciò che tu dovresti fare affinché lui, ecc. Ma tu?
Inoltre, scusami, perché ovviamente ho letto solo poche righe, pare quasi che, nel momento in cui si è concesso lo spazio per un’altra persona per farlo e forse anche per non prendersi tutte le responsabilità ne abbia scaricate molte/tutte a te. Io ovviamente non posso sapere quale sia quella crisi, quel fatto di anni fa che gli ha cagionato frustrazione sul lungo termine, se è così, se l’ha tirato fuori dal cilindro all’occorrenza per dire, come un bambino “però è colpa tua!”, e non posso sapere perché, per palesare il fatto di non aver mai digerito un eventuale rospo, abbia avuto bisogno di far intervenire un terzo elemento. Non posso sapere se vuole tenere il piede in due scarpe, se vuole solo farsi una “vacanza”, se vuole fare quello che sente lui, per ragioni sue, e a te chiede di concedergli comunque di tenere vive le tue rassicurazioni nei suoi confronti
e in maniera infantile delega a te il ruolo di persona forte/materna che può reggere tutto mentre lui vive la sua crisi, o se è solo confuso… mi pare però che per te lui ti stia proprio chiedendo un po’ troppo. E questo mi pare centrale. Perché al di là di ogni giudizio che tu puoi dare sulla cosa, sulla storia, conoscendo lui e il vostro vissuto, le vostre gioie e i vostri rospi, mi pare che comunque per te, il fatto che lui ti tolga centralità emotiva ecc con una serie di comportamenti (crisi sua o meno) e che voglia gestire le cose in un certo modo ti sia intollerabile. Neanche per il più grande degli amori tutti i compromessi ci possono essere emotivamente tollerabili. Banalmente, Arianna: ascoltati.
EMANUELA: sono d’accordo con MANU. Premetto che conosco il disordine alimentare, l’insonnia, e anche il tabagismo sfrenato da stress emotivo, li conosco molto bene. Ne comprendo la causa, ne disconosco, ovviamente, qualsiasi utilità. Un amore non si riconquista finendo a pelle di leone, questo è certo. Forse inconsciamente pensiamo anche di renderci più visibili se siamo ridotti in stato comatoso. Tipo: lui non potrà lasciarmi morire così, correrà al mio capezzale. Ammesso che venga davvero (parlo in generale), e non è detto, resta il dubbio: è venuto per senso di dovere/pietà o per amore? In fondo se ami qualcuno lo ami anche quando è in forma, non hai bisogno di vederlo che sta per ingoiare la cicuta per renderti conto della sua fragilità. Inoltre la disperata fragilità in teoria richiama accudimento (in chi la prova), ma spaventa chi può sentirsi ricattato da “prendolacicuta” o può scappare ancora più lontanto, dai propri sensi di colpa. Ma, al di là di lui o lei, è un fatto che senza carburante non andiamo avanti, e anche il nostro cervello perde lucidità. L’ansia aumenta, e non diminuisce. Le nostre energie diminuiscono in generale e anche la nostra reattività, quella sana (anche se possiamo essere così tesi come delle molle che se ci casca una tegola in testa possiamo riuscire a fermarla a colpi di karatè).
Ci guardiamo allo specchio e, se già la nostra autostima vacilla, nel vederci come zombie anche in disidratazione (bere devi, Emanuela, fa pure caldo. Non sto scherzando, si può stare senza mangiare per un tot, ma senza bere no) va ancora di più oltre i minimi storici.
Finiamo con il pensare che, dopotutto, con quel relitto che vediamo non ci metteremmo manco noi. Naturalmente Emanuela quelli che il nostro fisico ci manda sono anche sintomi del malessere, è ovvio. Io nel periodo di maggiore stress (dovuto ad un mix di dolori) mi sono fatta, solo per citare alcuni esempi, tre coliche renali, un anno di orticarie, stomaco bloccato e insonnia cronica. E io ho una resistenza allo stress da mazinga zeta. Ma proprio x qsto èFONDAMENTALE prendersi cura di sè e fare un PIANO DI EMERGENZA per contrastare gli effetti dello stress.Bevi 2,5 litri d’acqua proprio perché sei stressata e stai male, fatti frullati se non ti entra cibo, ecc!
@KERM purtroppo quando ci si ama è una frase di rito:
” Se ci lasceremo non voglio che ci perdiamo” ecc ecc…
E’ una frase che ho detto e che mi è stata detta…ma a conti fatti non sembra proprio essere del tutto così…penso raramente sia così…o forse se lo è non è mai subito…
Tu credi di avere un rapporto di coppia speciale,diverso da tutti gli altri e che succede?
Non era vero nulla.
Una persona preferisce stare sola che stare con te,oppure ti sostituisce con l’ultimo arrivato…oppure ti manda email senza senso..mah!
Sembra che le persone che abbiamo amato,di botto abbiano perso la loro umanità oltre che l’amore per noi…
sto quasi per “festeggiare” 1 anno da quando mi ha detto che non vedeva più un futuro con me…
e dopo tutto questo tempo, io, lo desidero e lo amo più di prima…
eppure vivo, esco, mangio, lavoro, gioisco della mia nuova casa, delle mie amicizie, della mia famiglia, etc… e AMO senza speranza e contemporaneamente con la “sensazione” che la sua assenza non possa essere reale – è un paradosso assurdo che a volte mi placa e a volte mi spaventa.
Cari tutti,
oggi non sto per niente bene e ogni giorno che passa sembra essere sempre peggio..ma è così che funziona il no contact di cui parlate??? è quasi un mese che non lo vedo e non lo sento ma ogni giorno è sempre presente incessante con tutto ciò che lo rappresenta. Mi dispiace che tutti noi ci troviamo in queste assurde situazioni della vita ma come si deve fare per uscirne e poi mi martella nella mente il dubbio che a fare così lo perderà definitivamente…che cosa pensate voi?..ancora non mi ha risposto nessuno mi farebbe tanto piacere leggere qualche vostro commento, credo che mi allieverebbe l’animo che sento essere pesante come mai prima. Un abbraccio a tutti.
Per LUNA,
Cara Luna ti ringrazio delle tue parole che devo dire mi hsnno sorpreso per l’acuta analisi che hanno saputo esprimere. Da ciò che dici e da come lo dici sento trasparire una forte capacità introspettiva..sai è analizzando l’oggettività come fai tu che si capisce quanto una persona chieda a se stessa. Credo proprio tu abbia avuto nell’analisi e nelle obiezioni che hai posto alla mia lettera, un grande senso della realtà pur avendo avuto a disposizione poche righe, le mie.
Quello che hai detto è tutto vero o almno lo credo io. E’ facile scaricare tutte le responsabilità addosso a un’altra persona..ti immagini cosa potrebbe essere sentirsi anche solo un pò responsabili della perdita di una persona importante qual’ora l’attuale storia gli andasse male??…tutti mie ripetono che non devo pensare a quello che farà o sarà lui, lo so qusto…ma credimi quando pensavi che lui potesse davvero essere la persona della tua vita non è facile dover ricominciare. E poi a me manca lui come persona e non per il ruolo che aveva.. C’erto è che come dici tu nessun amore anche il più immenso merita la frustrazione che ho sentito io nel vedermi allontanare emotivamente in quel modo e SOSTITUITA perchè a oggi la realtà è questa.. Ma tu ti sei mai chiesta perchè chi di natura si fa tante domande e analizza e capisce oltre e darebbe l’anima per vedere la felicità nelle persone a cui vuole bene alla fine sta sempre peggio degli altri? ..la vita a volte è strana sembra quasi che ti esorti a prevaricare, a non rispettare, ad essere egoisti e avari nel darsi, perchè queste alla fine sono le caratteristiche che maggiormente ti salvano dalla sofferenza. Io sono una innata romantica che vive nel sentimento come potrei convertire tutto questo mio mondo??…scusami per lo sfogo. Ho percepito cose positive del tuo modo di sentire e questo dalle righe del tue cuore che spero raggiunga quella felicità che merita.
Ovviamente questo augurio lo estendo a tutti 🙂 e nel frattempo cercherò di stare il meno male possibile in questo incubo del no contact (lo sentivo 4 volte al giorno e questo per 10 anni e lui c’era per me anche quando non c’era perchè lontano solo fisicamente) ma quanto vuoto intorno…
Io corro SEMPRE…uffa!
Emanuela, mangia! Anche io appartengo alla categoria “stomaco chiuso che piu’ chiuso non si puo'” e sono gia’ molto magra di mio quando sto bene quindi, per me, non mangiare e’ TRAGICO. Ti do’ un consiglio pratico: bevi un prodotto liquido che vendono in farmacia…non so se si puo’ scrivere il nome e quindi non lo scrivo, cmq e’ una bomba da 300 kcal/200ml…se proprio non ti va giu’ niente e’ la manna. Se non altro non diventi uno scheletrino…torno presto, mi mancate. Bacio
Ciao Luna,Anna e tutti gli altri…Vi leggo sempre,vorrei dire anche delle cose ma oggi non è la giornata giusta,sono un pò così,confuso,incerto ma passerà….Solo CIAO per ora..:)))
.
ringrazio tutti voi che mi avete risposto.
oggi è una giornataccia. ho casa sottosopra, mi guardo allo specchio e non mi riconosco.
mi consumo dietro al pensiero “come posso riconquistarlo?”.. lui mi ha scritto una mail un’ ora fa dicendomi di gettare la spugna, che lui la sua decisione l’ ha già presa.
non fa che ripetere che è stata colpa mia, mi descrive come un mostro, sembra quasi che in 2 anni io non abbia mai fatto nulla per noi.
ed ho lasciato il centro italia per trasferirmi al nord, per stare con lui.
l’ ho sempre accudito, non gli è mai mancato nulla, gli ho fatto quasi da madre visto che la sua è solo concentrata su se stessa. è vero, si litigava, ma a chi non capita di litigare vivendo sotto lo stesso tetto?
è stata lei a rovinarci. lei con il suo egoismo e la sua indifferenza.. ha saputo come tagliarmi fuori dalla vita del figlio.
lui ora non ne vuole piu’ sapere di me.
ma io lo amo.. ho cambiato la mia vita per lui.. e lo farei altre mille volte..
io ho bisogno di lui..
mi sento nulla senza.
se è apparso un mio commento con solo un .
non sono impazzita che metto puntini nei commenti 😛 è che stavo rispondendo ad Arianna ma poi ho dovuto mollare il forum e avevo un commento mezzo scritto e quindi senza fine di senso :PPPP siccome non so cancellare i commenti del tutto, che non vadano in pubblicazione se li stavi già scrivendo, ho messo i puntini :PPPPP
torno dopo con più calma!
ANNA: anch’io appartengo alla stessa categoria. Anzi, io appartengo anche alla categoria che ha sempre lo stesso peso ma la gente a volta si inventa di dirmi che sono dimagrita rispetto ad un passato fantomatico più in carne, quindi figurati quanto mi rompe le palle se effettivamente perdo anche solo mezzo etto o ho l’aria più stanca 😉
interessante la cosa della bomba calorica recuperativa. Mi dirai meglio, o leggerò meglio, perché di fretta non ho capito cosa, al caso, devo chiedere in farmacia.
EMANUELA: capisco il tuo dolore, e quello che provi. Però forse anche a te non farebbe male… rinconquistarti un po’. Lo so, suona banale, ma ho esperienza di ingerenze materne, attive o anche non dirette, ma indirette (le peggiori, quasi?) o di rapporti madre/figlio non del tutto risolti e complicati, causa di casini e frustrazioni, o di un assetto di coppia “invaso” ecc. e a volte prendersi anche un po’ di tempo per riordinarsi anche le proprie idee male non fa.
Soprattutto se, in questo momento, lui ha un atteggiamento di questo tipo per cui tutto sarebbe colpa tua ecc.
Hai voglia di raccontarci meglio la storia?
Comunque sia, mi ripeto, credo che anche fare un po’ di chiarezza in te stessa ora, al di là di cosa lui ne dice, non ti farebbe male, quando la tensione tua riesce a calare un po’.
(e mangia, su)
RAFFI: ciao 🙂
ARIANNA: torno dopo!
@EMANUELA penso che continuare a ripetere cosa hai fatto x lui e dare la colpa alla madre sia controproducente.
Hai fatto tanto per lui? Bene.
Ma ciò non significa legame a vita,le cose per gli altri si fanno perchè si sente di farle,non perchè un giorno vengano riconosciute come immensi sacrifici da chi ha ricevuto quelle attenzioni,o quelle scelte di vita.
Poi…dare la colpa ad “altri” della sua decisione nei tuoi riguardi,dipinge il tuo ex come un essere senza volontà propria…quindi se così fosse avresti perso un burattino…un plagiato…un essere di poco conto,x cui sono gli altri a pensare e decidere per lui…
Sicura lo sia? Riflettici un attimo.
I litigi purtroppo logorano…io me ne sono accorta dopo un mese trascorso tra disperazione,rabbia,depressione,e x finire riflessione.
Chi non discute? Chi non litiga?
Sì,sono tutte cose normalissime,ma che a lungo andare diventano quasi uno standard…un rituale… e sgretolano la coppia…finchè tutti e due, o uno dei due, dice basta.
Mi pare di capire che tu gli stia parecchio addosso,e in questo modo otterrai solo l’effetto contrario.
Non è che rompendogli le scatole di continuo lui non ti scorderà…anzi,arriverà a un punto in cui gli darai fastidio, e penserà proprio di aver fatto la scelta giusta.
Lascialo un pò nel suo brodo…lascialo riflettere…
Sai a me che ha detto un giorno?
“Riesco a pensare meglio quando non mi mandi dieci sms concatenati!”
E così sto evitanto proprio.
La mia assidua presenza non escluderà a priori che un giorno possa incontrare un’altra, o decidere definitivamente di intraprendere una strada opposta alla mia…anzi…magari questa presenza costante farà si che chiuderà davvero i ponti!
Perchè penso che alcune persone quando lasciano non siano poi così convinte,specie se in quella storia entrambi avevano investito e creduto davvero in qualcosa.
Lo dico per te cara Emanuela,perchè in questo momento sei nella fase dove non vedi soluzioni e non senti ragioni
Ma se non ti fermi un attimo e soprattutto non ti ripigli,sarai tu stessa con questo atteggiamento a decretare la fine di ciò che invece vorresti non finisse affatto.
Riprendi il controllo di te,perchè ora non ce l’hai, e stai facendo più danno che altro.
Un abbraccio
oggi è una di quelle giornatacce tristi, una delle poche, ma tristi
Se ne è andata a 43 anni, lascia un marito, una figlia 18enne e due figli gemelli di 7 anni. Una delle tante amiche che ho e che ho perso, in questa giostra della vita. Morire a 43 anni fà riflettere, come parecchi amici persi nel frattempo per altre cause, ma sempre di dolore immenso. Ciao Silvia.
Oggi rifletto, avrei tanta voglia di avere qualcuno/a accanto, semplicemente per fare 4 chiacchere, così come mi vengono. Ed invece reggo il silenzio.
Leggo il forum e mi chiedo come tante persone, fuggono dall’amore.
Allora lasciate perdere, insistere vi farà solo soffrire, non perché voi non siate all’altezza di competere con quest’altra persona, ma perché il requisito basilare dell’amore è il rispetto e lo spirito di sacrificio. Se non si sta bene con una persona e non la si ama più, può anche essere comprensibile concludere il rapporto d’amore, ma abbandonare il compagno solo perché si è conosciuto qualcuno di meglio, quale fiducia ci fa avere una persona così? Magari ogni volta che incontrerà qualcuno meglio scaricherà il vecchio partner. Ora, le persone non sono frigoriferi, televisori, elettrodomestici che si cambiano e si buttano via per un capriccio, non credo proprio. Io dico che ci vuole sempre un motivo valido per lasciare una persona, specialmente dopo molti anni
Lunina, che dire? Abbiamo anche ‘sta rognetta, tra le altre! Mangiare, mangiare, mangiare!!!!!! La bombetta calorica si presenta dentro una confezione tipo yogurt da bere ma costituisce alimentazione completa e bilanciata.. L’ ho scoperta in ospedale un anno fa perche’ la dietologa la propose a mia madre, cui, causa chemio, non andava giu’ nemmeno una mela. La dottoressa, sorridendo, mi disse “ma va bene anche per lei, eh”! Da li’, quando proprio non riesco ad ingerire una quantita’ di calorie sufficiente al mio corpo per mantenere il suo peso, provvedo cosi’ e devo dire che funziona….il classico “a mali estremi….” Io quando sto male, sto male tutta. Ti ricordi, tempo fa, che parlavo del “ la’ “ ? Quell’ abisso di dolore dove non volevo piu’ tornare? Ecco. L’ho combattuto anche cosi’, questa volta. Mangiare comunque. Dormire comunque. Uscire comunque ( anche se non troppo perche’, devo ammetterlo, nella guerra con gli inferi sto molto bene da sola a pensare o leggere o anche solo guardare il soffitto ).
Ora e’ gia’ un po’ di tempo che sto cercando di capire come sto e non trovo risposta. Mi sento “strattonata”, tirata qua e la’ dal mio stesso animo. Penso molto a lui, a quello che mi ha raccontato della sua vita, alla sua infelicita’, ai suoi patemi e contemporanemente penso a me, ai miei strazi, a quello che, volens o nolens, lui mi ha fatto passare. Non e’ ammissibile trattare una persona che ami come mi ha trattata lui. Il mio cervello capisce. E’ un cervello addestrato a “capire”. In fondo capisco anche i mafiosi, i violenti, le vittime della propria stessa ignoranza e tanti altri che mi fanno sostanzialmente compassione e pena, ma CAPIRE non significa perdonare nel cuore. Significa solo perdonare cristianamente parlando. La poetessa polacca che anche tu ho scoperto che conosci ( …non avevo dubbi… ), in una sua bellissima poesia “Addio a una vista”, scrive “ti sono sopravvissuta solo e soltanto quanto basta a pensare da lontano”. Io con lui, nei suoi confronti, mi sento cosi’. In questo ultimo mese gli ho parlato abbastanza, sia per telefono, sia per scritto e credo anche di averlo aiutato in faccende di lavoro in cui avevo modo di farlo attraverso conoscenze mie personali. Insomma, io ci sono, apparentemente. E dico “apparentemente” non perche’ finga o inganni. Dico cosi’ perche’ io so di poter essere presenza in quei termini in virtu’ di tanti pregi e difetti miei di sempre ma so anche di non poter piu’ amarlo. Non che me l’ abbia chiesto, sia chiaro, ma comunque anche fosse o sia in futuro, io per amare non ci sono piu’. E non e’ che lo scelga. Non mi fido piu’ completamente. Giudico senza rendermene conto. Sentire la sua voce mi apre squarci che solo io e Dio sappiamo, eppure la sento, cioe’ accetto di ascoltarla, lo stesso, oggi come oggi, perche’ quella pozza delle Marianne aperta con l’ abbandono di un anno fa, richiede che sopra ci si posi della sabbia che la renda semplicemente fondo del mare….segue
…Io sento di aver bisogno di riportare lui, e me con lui, su questa terra, in questo mondo, tra la gente, tra gli altri, tra le cose normali che esistono, tra quelle che mi piacciono e quelle che non mi piacciono. E’ una sensazione che e’ difficile spiegare. Sono evidentemente una persona che ha bisogno di chiudere i cerchi della propria vita. Io devo iniziare e finire con le persone che sono, o sono state, importanti, oppure devo iniziare e non finire mai, oppure iniziare e finire e poi ridefinire. Le fughe e le sparizioni mi fanno impazzire. Le accetto e infatti, tanto per farci una risata, IMPAZZISCO, ma, se poi la vita mi da’ un’ occasione di “chiudere”, per me e’ un richiamo troppo forte da tacitare. E fa male, lo so che fa male perche’ e’ come rivivere. E’ rivedere, spesso ridimensionare, spesso sentire nel cuore il proprio errore e anche l’ errore altrui e rendersi conto che non c’e’ piu’ niente da fare per quello che si era. Anche solo un grande amore che diventa un caro amico, e cioe’ la migliore delle ipotesi, e’ comunque uno svilire, mentre il processo scorre. E’ la caduta di tante emozioni, lo sfacelo di un sogno e di un miracolo perche’ amarsi bene e amarsi per sempre, per me, lo e’. Comunque sia, tutti quei giorni infami dentro l’ ospedale, quando avevo paura, con quel freddo e la neve e il ghiaccio e le ore in macchina per arrivarci, tutte le volte che ho pianto su quel c…o di terrazzo da tristezza nosocomiale, tutte quelle notti in cui non sapevo che cosa pensare e tutte quei falsi scambi di scritti per questioni pratico/tecniche mi fanno venire il vomito oggi, come allora. E lui dove era? Non si sa, cioe’ si sa ma a me non frega niente. Per me avrebbe dovuto essere li’ e le sue ottime ragioni, sempre quelle che io CAPISCO, non mi bastano a niente se non, appunto, a capire. E adesso vediamo. Vediamo cosa sara’ di me, di lui, di tutti noi. Io non scappo. Io resto e ascolto con la pancia, prego che vada via tutto e che la vita, lasciata andare secondo il sentire vero, mi sappia restituire a me stessa. Non mi spaventa il dolore, a me spaventa di piu’ il nulla. Il mio nulla, cui non mi rassegnero’ mai…
Ciao, stellin! Dimmi poi se hai trovato la bombetta SALVA-APPARENZE…;-)
Ciao tutti!!!!!
Cara Elena,
ti faccio le mie più sentite condoglianze.
Certe morti sono davvero difficili da accettare.
La morte in genere è difficile da accettare.
Ma quando chi se ne va è così giovane e lascia figli,anche così piccoli,ti chiedi se un Dio effettivamente esiste.
Poi ti senti rispondere che Dio non può guardare tutti…e a me sembra non guardi proprio nessuno invece…
Riguardo al tuo discorso di prima,concordo in pieno.
Però,per mia personale esperienza,essere lasciata perchè semplicemente non vuole più stare con me,senza esserci un’altra in mezzo,è anche peggio.
Niente di meglio che mi sostituisca.
Quindi sono un pessimo soggetto e basta.
Un giorno probabilmente e sicuramente sostituibile,ma per ora no.
Lasciata e stop.
E andare da lei sto cominciando a pensare che non porterà a nulla.
Tanto mi sono sentita dire che se due persone si piacciono possono pure andare a letto insieme,ma alla fine oltre all’attrazione ci deve essere anche l’amore.
Che se andavamo a letto insieme un mese fa non è che la cosa è cambiata.
Poi mi sento ripetere che la colpa non è mia,poi lo è perchè l’ho esaurita.
Poi ancora no.
E va beh.
Prima o poi mi metterò l’anima e il cuore in pace 🙂
rieccomi qui.. appena tornata a casa dopo il suo ennesimo rifiuto.. e la mia dignità se ne va a farsi benedire. ma forse è meglio che vi racconti meglio la mia storia così potrete capire meglio la mia sofferenza.
abitavo a roma fino a 2 anni fa, quando incontrai lui. avevo un lavoro, studiavo, avevo degli amici. ci innamorammo. subito. immediatamente, fu un colpo di fulmine, che non si spense piu’.. almeno fino a pochi giorni fa.
per stare con lui mi sono trasferita nella sua cittadina.. abbiamo trovato casa, io con qualche difficoltà, il lavoro.
non è stato facile. la convivenza di per sè non è facile.
rimasi incinta di lui, perchè lo volevamo. l’abbiamo voluto con tutte le nostre forze, forse da immaturi, non lo so. fatto sta che questa cosa non fu presa bene a casa sua.. l’unica cosa che importava alla madre e al fratello era che lui entro un limite si sarebbe dovuto laureare.
addirittura una sera mi sono sentita dire da lei “tu non hai niente in pancia, le persone che dicono che hanno qualcosa adesso che è l’inizio mi danno fastidio”. Dall’atteggiamento del figlio capii che lui era succube della madre, ma non perchè lo fosse di carattere, ma perchè (parole sue) è cresciuto con forti sensi di colpa nei confronti di lei.. si sentiva responsabile della sua infelicità, così come il fratello, anche se loro non c’entravano nulla, credetemi. lei, depressa e sola, che riusciva solo a far sentire i figli in colpa. questo ha significato per me, l’essere perennemente messa al secondo posto, con lui SOFFERENTE che doveva tutti i giorni scappare da lei, che telefonava piangendo. dovevo vivermi lui che raccontava a se stesso e a me che NON CONVIVEVAMO, perchè ammetterlo voleva dire ammettere a se stesso di aver abbandonato sua madre.
dormire, mangiare, quasi tutti i giorni se non tutti i giorni a casa di lei. avevamo un rapporto a 3. lei, che diverse volte mi ha mancato di rispetto, ma sempre giustificata perchè non lucida.. ma quando mi guardava con la faccia cattiva li la lucidità c’era eccome.
sentirmi dire “no al cinema non ti porto perchè mia mamma è sola”. oppure “amore andiamo da ikea? chiamo mia madre” o ancora “ho una bellissima idea per stasera: ceniamo e andiamo a dormire da mia madre!”. io, dopo un anno e mezzo, non ce l’ho piu’ fatta. sono impazzita. basta lei, sempre lei lei lei in mezzo al nostro rapporto! lei che non ha mai pensato a noi, lei che sapeva che eravamo in difficoltà economiche e non ci ha mai aiutato perchè il figlio ha OSATO lasciare casa sua per venire a stare con me. ho iniziato ad odiarla con tutto il cuore a gennaio, per tutto il male e la pressione psicologica che ho dovuto subire. sono scoppiata. è stato liberatorio.
questo ha comportato il mio allontanamento da lei, vista come una minaccia alla nostra storia, lei che mi portava continuamente via la mia vita, lui che soffriva per gli infiniti sensi di colpa. ho sbagliato perchè davanti a lui l’ho insultata piu’ di una volta. mi infastidiva solo parlare di lei……….
…era un incubo. un’ombra per me, una minaccia. la storia comincia a rovinarsi. litigi su litigi, lui che va via di casa ogni 3 per due, lei che indifferente è sempre rimasta a guardare, dall’alto del suo trono, la nostra rovina.
mi ha lasciata. perchè ho varcato la soglia del rispetto. finito un amore.. perchè ha prevalso la furbizia di una madre che è sata falsa, ma che si è mascherata bene. per arrivare a riavere suo figlio.
ora lui dice che mi ama ma che ho mancato di rispetto a lui e a sua madre. e non vuole sentire ragioni. ed io qui, da sola, vivo malissimo, soffro, sempre nervosa, prendo le gocce, la mia vita è diventata un inferno. ho cambiato la mia vita per lui.. cosa mi è rimasto? nulla. ora lui sta a casa da lei che finalmente ha raggiunto il suo scopo..ho pagato le sue scelte di vita sbagliate, non ha un amico, non ha nessuno.. e il problema è che non ha un uomo. un giorno lei stessa ha ammesso che se avesse avuto un uomo si sarebbe comportata diversamente. è giusto? io lui lo amo da morire.. ma credetemi.. se non ho piu’ voluto mettere piede in quella casa è stato perchè ero distrutta psicologicamente.
ah dimenticavo di dire che il bambino non l’ho tenuto.. sofferenza che mi porterò dietro per tutta la mia vita.. e oltre….
EMANUELA: ciao… troverai altrove un mio post sul tema (te ne accorgerai perché ci sei anche tu, cioè immagino che sia tu).
…senti, io capisco il senso di frustrazione che provi, il dolore che provi… ma onestamente mi sento di dirti che credo che tu sia uscita dall’inferno. e che se c’è una cosa sana che descrivi è il momento in cui hai sentito dentro di te quella spinta a dire BASTAAAAAAAAAAAA.
Però, Emanuela, mi sento di dirti anche che tu non hai detto soltanto basta a lei, la madre, ma ad una dinamica tra loro. Tu hai detto basta anche a lui, allora, forse, basta a quello che lui era e quello che non sapeva essere. Non dico che lui non soffrisse, non c’è dubbio che una dinamica come quella tra loro sia un inferno… ma, Emanuela, ci sono inferni da cui noi non possiamo liberare chi ci sta dentro, e possiamo solo finirci dentro noi. Non possiamo liberare chi ci sta dentro perché quella persona non affronta realmente l’idea di liberarsi, è disposta a seminare disastri piuttosto che farlo. E per quelle resistenze, da qualsiasi parte vengano, non possiamo fare nulla, perché sono tenaci, catene interiori fortissime. Lui non ha scelto lei perché lei è più furba di te. Lei, mi pare, è una manipolatrice eccezionale. Ma di fatto lui ha manipolato la sua stessa vita, di conseguenza, e te. Sono troppo dura? se è così mi dispiace. Ma da quello che io leggo (certo, posso sbagliare) non hai perso una competizione emotiva con una suocera, Emanuela. Tu ti sei trovata in mezzo ad una cosa grave. E piano piano se ricomincerai a riconquistare la lucidità forse ti renderai conto che l’hai scampata bella. Perché capisco che l’amavi e che desideravi costruire qualcosa di vero, importante con lui. Ma da quello che racconti le catene prima che fuori stavano dentro. E per quelle uno deve pensare che non vuole stare in catene. Che non riesce davvero a sopportare le proprie catene. e gli effett che quelle catene producono sulla sua propria vita. Come può una persona che non è capace di difendere se stesso difendere te? come può proteggerti, assicurarti la serenità se non è in grado di pensare per se stesso che queste cose siano indispensabili?
parli di terrore, e non ho difficoltà a crederti. Tu parli di ribellione, interiore, così forte, da farti provare odio, rabbia. Cosa avresti potuto fare di diverso? Essere più passiva? Saresti esplosa. Ed esploderesti di nuovo se tu ti ci trovassi in mezzo di nuovo. Non è così? Esisteva davvero una qualche strategia che tu avresti potuto attuare per restare indenne e vivere questa storia? esisteva una qualsiasi possibilità di armonia, incontro, conciliazione con una donna così e con un figlio che comunque non riesce a mettere al primo posto, prima che un’altra persona, neppure se stesso? E che pur di NON farlo è disposto a tutto. e qui che ci si perde, Emanuela. Sul fatto che quella sofferenza è sicuramente vera, perché quanta sofferenza c’è nel dover dirsi che non si vive con una persona?
ma quella sofferenza non si è risolta, si è moltiplicata, è diventata anche tua. Ha leso anche la tua vita, la tua persona, la tua idea di cos’è la vita. E’ giusto?
Non gliela potevi risolvere tu quella sofferenza, Emanuela. E lui non poteva risolvere la tua, visto che non è in grado neanche di proteggere se stesso.
Se mi dispiace per lui? sì. Però mi dispiace per te, perché tu ci hai provato, fino a impazzire.
@se non ho piu’ voluto mettere piede in quella casa è stato perchè ero distrutta psicologicamente.
ti credo, certo. E ti pare poco sentirsi così come dici?
ELENA: un abbraccio grande e un pensiero per la tua amica, e per le persone che ha dovuto lasciare.
Per il valido motivo per lasciarsi… sono d’accordo con te. Per chi lascia evidentemente il suo è sempre un valido motivo. altrimenti non lo farebbe. seppure la ragione sia che ha perso l’Inter, che non ci sono più le mezze stagioni, o che gli prude il culo o che si è improvvisamente reso conto che è ancora troppo giovane (magari a 78 anni) per legarsi seriamente. Allora, però, forse questo dovrebbe anche darci l’idea dei parametri sulla vita e sui sentimenti di chi ci ha lasciato… e anche della sua profondità e del suo sale in zucca. Ah? (seppure può essere frustrante essere lasciati per come finisce un derby, me ne rendo conto, ovviamente)
ANNINA: ho letto tutto… ma sono le 3 del mattino e voglio risponderti con più calma domani, proprio anche per quanto quello che dici mi apre… finestre.
Annina, per ogni persona chiudere il cerchio ha forse un significato suo, e anche dipende dalla situazione… però capisco cosa vuoi dire, per come lo intendo io. Spesso cerchiamo negli altri la chiusura del cerchio… una particolare spiegazione, chiarificazione, un qualcosa che tolga il vuoto di senso, se lo abbiamo percepito… forse però fondamentalmente è sempre con noi stessi che chiudiamo i cerchi, facendo i nostri processi di rielaborazione (anche rivedibili, come no) con gli elementi di cui sentiamo di aver bisogno. Se non arrivano, io credo, che siamo in fondo anche capaci di trovarli dentro di noi.
Io ho potuto parlare dopo 20 anni con un mio ex. L’ho incontrato un giorno per caso. Mi si dirà: 20 anni??? e che pazienza ci vuole per aspettare 20 anni??? uno fa in tempo a costruirsi un ulaop con le sue mani e a diventare campione di ulaop, altro che chiudere il cerchio…
beh, è ovvio che non siamo stati 20 anni a dirci interiormente che dovevamo parlarci, è chiaro che abbiamo fatto ciascuno la sua vita. e che non c’erano questioni irrisolte di quelle che non ci dormi la notte, non mangi, e sei completamente scassato… è chiaro che gli elementi 20 anni fa ci sono stati, e che comunque ognuno ha trovato da sè, dentro, quelli che non poteva trovare fuori. E’ chiaro, ti posso dire, che secondo me dovevamo parlarne proprio in quei giorni e dopo 20 anni. Io posso dirti che per una serie di rocambolesche vicende mi sono ritrovata anche a parlare con sua madre, sua zia, sua nonna…
ma quella sofferenza non si è risolta, si è moltiplicata, è diventata anche tua. Ha leso anche la tua vita, la tua persona, la tua idea di cos’è la vita. E’ giusto?
Non gliela potevi risolvere tu quella sofferenza, Emanuela. E lui non poteva risolvere la tua, visto che non è in grado neanche di proteggere se stesso.
Se mi dispiace per lui? sì. Però mi dispiace per te, perché tu ci hai provato, fino a impazzire.
@se non ho piu’ voluto mettere piede in quella casa è stato perchè ero distrutta psicologicamente.
ti credo, certo. E ti pare poco sentirsi così come dici?
ELENA: un abbraccio grande e un pensiero per la tua amica, e per le persone che ha dovuto lasciare.
Per il valido motivo per lasciarsi… sono d’accordo con te. Per chi lascia evidentemente il suo è sempre un valido motivo. altrimenti non lo farebbe. seppure la ragione sia che ha perso l’Inter, che non ci sono più le mezze stagioni, o che gli prude il culo o che si è improvvisamente reso conto che è ancora troppo giovane (magari a 78 anni) per legarsi seriamente. Allora, però, forse questo dovrebbe anche darci l’idea dei parametri sulla vita e sui sentimenti di chi ci ha lasciato… e anche della sua profondità e del suo sale in zucca. Ah? (seppure può essere frustrante essere lasciati per come finisce un derby, me ne rendo conto, ovviamente)
ANNINA: ho letto tutto… ma sono le 3 del mattino e voglio risponderti con più calma domani, proprio anche per quanto quello che dici mi apre… finestre.
Annina, per ogni persona chiudere il cerchio ha forse un significato suo, e anche dipende dalla situazione… però capisco cosa vuoi dire, per come lo intendo io. Spesso cerchiamo negli altri la chiusura del cerchio… una particolare spiegazione, chiarificazione, un qualcosa che tolga il vuoto di senso, se lo abbiamo percepito… forse però fondamentalmente è sempre con noi stessi che chiudiamo i cerchi, facendo i nostri processi di rielaborazione (anche rivedibili, come no) con gli elementi di cui sentiamo di aver bisogno. Se non arrivano, io credo, che siamo in fondo anche capaci di trovarli dentro di noi.
Io ho potuto parlare dopo 20 anni con un mio ex. L’ho incontrato un giorno per caso. Mi si dirà: 20 anni??? e che pazienza ci vuole per aspettare 20 anni??? uno fa in tempo a costruirsi un ulaop con le sue mani e a diventare campione di ulaop, altro che chiudere il cerchio…
beh, è ovvio che non siamo stati 20 anni a dirci interiormente che dovevamo parlarci, è chiaro che abbiamo fatto ciascuno la sua vita. e che non c’erano questioni irrisolte di quelle che non ci dormi la notte, non mangi, e sei completamente scassato… è chiaro che gli elementi 20 anni fa ci sono stati, e che comunque ognuno ha trovato da sè, dentro, quelli che non poteva trovare fuori. Però è stata una cosa insieme stranissima ma buona, parlare di alcuni sospesi proprio in quei giorni e dopo 20 anni. e rivedere anche i suoi parenti, chi mi aveva amato, e chi mi aveva fatto male.
Luna grazie per la risposta..
hai centrato in pieno e ti dirò di piu’, mi hai sollevato dalle accuse e dai sensi di colpa che lui continua a mettermi in testa. Perchè lui continua ad additarmi come il mostro che ha rovinato tutto perchè ho mancato di rispetto a lui e a sua madre e stavo tentando di rovinare la sua famiglia.
per un sacco di tempo mi sono sentita dire di essere IO la manipolatrice di cervelli.. “nooo manu, tu non mi intorti il cervello, tu sei furba..” e cose simili, IO che non ho fatto che amarlo piu’ di me stessa. perchè mi chiedo, perchè non si è mai reso conto che la vera macchinatrice e calcolatrice è stata lei? che fingeva dolore e seminava vittimismo, solo per attirare i figli a sè.
e quante volte ho perso la mia dignità per PREGARLO di rimanere con me, di non andare via, piangendo e implorandolo.. e lui è sempre passato sulle mie lacrime.. io ho scelto lui, cambiando radicalmente la mia vita.. lasciando la mia città e allontanandomi ancor di piu’ dalla mia famiglia.. ma lui NON MI AVEVA AVVISATO DI QUELLO CHE AVREI TROVATO VENENDO QUI.
per mesi la nonna mi ha odiato perchè pensava che fossi la mantenuta del nipote (quando per venire qui, ho speso tutti i miei risparmi, mentre il nipote nemmeno lavorava), e quando lui andava da lei, io dovevo nascondermi in macchina, o quando andavano loro tutti insieme si dovevano mettere d’accordo su quello che si doveva dire su di lui, ma MAI nominare il mio nome!
quanti dispiaceri! cosa avevo io di male? non ho mai fatto del male a nessuno.
una sera, tornando da lavoro, davanti suo fratello e lui, sono impazzita. sono scoppiata in un pianto liberatorio, ho sputato fuori tutto, e da allora, non ho piu’ smesso.
non so cosa mi sia successo.. la mia bocca parla da sola, avevo perso la razionalità, non ho piu’ pesato le parole, ma non perchè non volessi farlo, ma perchè non riuscivo a farlo. non so come spiegare.. non ero piu’ io. mi sentivo come un cucciolo in una gabbia, che col passare del tempo diveniva sempre piu’ stretta, sempre di piu’, di piu’, di piu’ fino a farmi quasi soffocare.. e da cucciolo mi sono trasformata in un leone, che è riuscito a liberarsi, e che è riuscito a ruggire fortissimo, finalmente. un ruggito liberatorio.
non è stata colpa mia.. perchè lui non lo capisce?
mi stavo rovinando la testa..
io spero solo che un giorno lui possa svegliarsi, guardare sua madre, e rendersi conto che forse si è sbagliato su di me, che ha sbagliato scelta. ha scelto il rispetto di sua madre al nostro amore.. io ho scelto lui alla mia vita.
ma alla fine….. a chi importa.. chi è rimasto senza niente e nessuno, in una cittadina che non è la sua e nella quale si sente completamente sola, non è lui.
un bacio a tutti..
Cara Emanuela, stai attraversando il processo di auto colpevolizzazione… E questo dovrebbe farti capire che, nonostante tutto ciò che hai fatto per lui, il “signorino” ha abbandonato la nave. Quindi? Ti fideresti ancora di chi, alla prima difficoltà, mette una scialuppa in mare, per lui e la madre, e a te dice bye bye?
Lascialo stare attaccato alle gonne di mammà…
“io ho bisogno di lui.” .. falso..hai solo bisogno dello status-quo che si era creato…non puoi aver bisogno di un “uomo” succube di sua madre…immaturo e infantile…Di vivere con un “incubo”, come tu lo hai definito, nella tua vita..
“mi sento nulla senza” … rispondi a questa domanda: prima di incontrare lui eri NULLA?
Hai fatto una scelta dolorossima … e lui?… Lui cosa ha fatto per TE in questi due anni?
Per tutti
Cinismo – mode on –
Si nasce e si muore soli. Perché non si riesce a vivere tranquillamente con sé stessi?
Chiaro, siamo animali sociali…interagire e socializzare fa parte del nostro DNA. Ma da qui a restare intrappolati in una ragnatela di illusioni e castelli di carta che ci uccide….ce ne passa.
“Ci sono presenze che finiscono per essere più dolorose di certi abbandoni. (Jérôme Touzalin, Il passeggero clandestino, 1997)”
Cinismo – mode off –
Ciao a tutti,
io non so più che fare mi sto lacerando perché mi ha lasciato, bevo, fumo, mi faccio male.
Sto pensando di andare da un medico e farmi prescrivere un buon antidepressivo solo per superare la bufera.
Che dire?…dopo un anno d’amore…di cui quasi tutti di convivenza…una mattina (dopo due giorni di maretta), discutiamo e lui di punto in bianco mi dice che non mi ama più..niente futuro insieme …niente figli (che fino a una settimana prima volevamo per l’anno dopo), niente…e io ora sono senza lavoro..di ritorno dai miei..e senza lui…
Cerco di reagire..ma non è facile..
Gli amici..ci sono ma sono tutte coppie (che sofferenza in questo momento vederli)…e quindi?
Quindi non so..non os neanche come conoscere altre persone…
Certo se hai voglia gli uomini li conosci su internet..ma le amicizie femminili…quelle con cui puoi uscire? distrarti? e chiaccherare?..
Perchè diciamocelo..di fondo..la vita oltre il compagno..sono le amiche..
@warriors, è vero. mi continuo ad auto colpevolizzare, e non so per quale motivo visto che ho solo subito. è dopo che ho perso la ragione. dopo troppo tempo. ed è anche vero che si vive benissimo da soli ma quando si ama.. quando si ama dal profondo, così tanto che per l’altro daresti la tua stessa vita.. lì ci si sente tagliati a metà, strappati, incompleti, soli. e continui a pensare all’altro, e non riesci a fartene una ragione. è dura. davvero dura. vorrei essere piu’ mente che cuore.
@stramba
se ti puo’ consolare, io sono nella tua stessa situazione. dimagrisco a vista d’ occhio, piango, e non ho piu’ un minimo di dignità.
ma prendere psicofarmaci, fidati, non ti serve a nulla. io prendo delle gocce forti ma naturali.. tutto naturale. gli psicofarmaci creano dipendenza e di certo non fanno bene al sistema nervoso.
quello che ti posso consigliare è.. piangi, tutte le volte che vuoi.. stamattina io piangevo per strada, ma ti sentirai meglio dopo..
io ti capisco.. e non sei sola..
oggi è tragica.
sto da un’ora combattendo per non mettermi a letto a dormire ma mi sa che non resisterò a lungo. l’ho rivisto, stamattina.
ho le chiavi di riserva della sua macchina, gli ho comprato un mazzo di fiori e glieli ho lasciati sul sedile, poi con dei fili ho attaccato cuori e frasi dappertutto.
quando lui è arrivato alla macchina, non mi sono fatta vedere. ma mi ha visto lo stesso. si è avvicinato, mi ha guardato, mi ha detto grazie per il gesto, mi ha salutato, e se n’è andato.
io sono rimasta lì per un pò.. mi sentivo come sospesa, come se fossi a mezz’aria.. come se non avessi un senso. che vuoto immenso sento dentro di me. farei di tutto per lui. ma mi chiedo se la mia dignità non venga prima. quante porte sbattute in faccia, quante umiliazioni.
a volte dico a me stessa che mai e poi mai vorrei in futuro un altro uomo al mio fianco. si finisce sempre per soffrire. l’amore è bello finchè dura per entrambi.. ma poi.. quando finisce.. cosa ti lascia? mi sento rasa al suolo.. mi sento in una bolla.. mi sento senza via d’ uscita.
STRAMBA: chiedere aiuto mi sembra una buona idea, se ti accorgi che stai passando un tuo limite. magari ti darà un ricostituente e non un antidepressivo, se non hai effettivamente bisogno, ma di altro. ma almeno non rischierai di fare danni con il faidatè.
SAM: non ho capito quanto tempo è trascorso dal patatrak.
L’amicizia è importante, sì, in generale. Ma possibile che le amiche impegnate non abbiano anche amiche non impegnate, o giri un po’ più eterogenei e non ci siano proprio occasioni di aggregazione più… mista?
EMANUELA: non puoi tornare a casa, intendo dire nella tua città? forse no, ma non ho capito se effettivamente non puoi o non vuoi perché temi di lasciare qualcosa di intentato se ti sposti (dove magari però ci sarebbero la famiglia, gli amici, altre opportunità rispetto al fatto di implodere. e non ho capito dove vivi ora. Non te lo sto chiedendo per farmi gli affari tuoi se non lo vuoi dire, era solo per capire meglio).
@non è stata colpa mia.. perchè lui non lo capisce?
mi stavo rovinando la testa…
e ti è scattato il salvavita, e meno male!
Era anche lui che ti ha chiuso in quella gabbia, che a lui era necessaria, evidentemente. Quindi mi pare abbastanza logico che non possa capire cosa hai provato tu. Perché per te quella gabbia non era necessaria, per te era pericolosa e deleteria, faticosa, destabilizzante.
Emanuela, LUI ti lasciava in macchina, non sua madre.
Lo vedi questo? Quindi lui non vedeva la limitazione di quella azione, ma ci vedeva una logica. Dunque come può capire sino in fondo? se per lui è necessario chiuderti in macchina e tu non vuoi stare in macchina tu gli stai impedendo di agire una modalità.
Ma è ovvio che il chiudere in macchina qualcuno ecc ecc non è una modalità funzionale. Non fosse altro perché stai chiedendo a qualcuno di fare qualcosa contro la sua natura.
Se lo chiedi a te stesso, e non ne sei consapevole o sulla tua bilancia va bene così, è un conto. Ma se chiedi ad un altro di piegare se stesso per reggere una situazione allicinante globale è un’altra cosa. Tu hai detto no. e grazie al cielo hai detto no.
perché per quanto tu potessi anche cercare di razionalizzare ogni assurdità e violenza che avevi intorno la tua parte più sana e istintiva ha detto: NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO.
Tu dici che l’hai amato più di te stessa.
Purtroppo siamo figli anche di una cultura, la chiamerei pseudoromantica (visto che essere romantici, in positivo, non è essere autolesionisti), in cui il concetto “amo qualcuno più di me stesso” sembra un merito, un valore, un sacrificio anche estremo che per giustizia dovrebbe quindi essere premiato.
In realtà amare qualcuno più di se stessi è un errore. Amare qualcuno quasi quanto se stessi sarebbe è un’altra cosa. Ma comunque sia si finisce con il confondere cosa sia per esempio, non so, amare qualcuno più di stessi e quindi in un incendio salvare una persona di famiglia più debole (comunque non pensando morirò per, ma pensando alla sua protezione) o il fatto di
mandare a farsi fottere l’identità, la salute fisica e mentale e l’istinto di conservazione per sostenere l’egoismo di un altro.
Cosa c’è di romantico in questo?
E se una persona ci chiede di farci, anche da soli, tutto questo, e non vede, con egoismo, come possiamo pensare che si accorga del prezzo che noi paghiamo nella disgregazione della nostra identità?
sembra che diciamo: te la regalo, perché per me non è poi così importante.
e’ invece è così importante per noi, la nostra identità, la nostra libertà interiore di essere, la nostra salute fisica e mentale che, se continuiamo a rinnegare tutto questo, non importa in nome di cosa (una persona, il lavoro, un concetto di amore uguale sacrificio estremo ecc) CI AMMALIAMO. La nostra identità, la nostra libertà strozzata, la nostra salute fisica e mentale che abbiamo maltrattato o lasciato maltrattare inizia a mandarci segnali INEQUIVOCABILI. certo, se riusciamo a vederli. Ma per vederli spesso dobbiamo uscire dal concetto pseudoromantico per cui tutto questo vale la pena, vale la pena perché per amore si può anche morire. Ma non stiamo morendo per salvare qualcuno da un incendio, stiamo morendo per permettergli di continuare a vivere una vita di merda, molto spesso. E di trascinare anche noi nelle sue dinamiche deleterie o nelle dinamiche deleterie che ha intorno e che però, evidentemente, gli sono sufficientemente sopportabili, perché altrimenti, qualcosa dentro, urlerebbe NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO.
Una persona che ti ama, che ti ama in un modo sano, che riesce a provare per te empatia, che ha un concetto democratico dell’amore, non ti chiederà MAI nè in modo diretto nè indiretto (spesso il peggiore?) di volerti meno bene di quanto ne vuoi a lui
Non sto parlando dei piccoli egoismi quotidiani. Non stiamo parlando del: ti prego, so che adori il calcio, ma potresti passare una sera con me? E’ chiaro che tutti possiamo essere un po’ troppo egoisti nel volerci bene e che se ci relazioniamo con gli altri esistono dei piccoli aggiustamenti, compromessi. Ma quando si va a sfondare il nucleo dell’autostima, dell’autoconservazione, dell’identità base, della salute fisica allora è tutta un’altra storia. Estremizzando o sei di fronte a qualcuno che per sentirsi amato e centrale ha bisogno di vedere un altro rinunciare a se stesso oppure sei semplicemente di fronte a qualcuno che è troppo egoista ed autoreferenziale per rendersi conto dei costi per un altro della perdita di autostima e equilibrio. li perdi? arrangiati.
Se c’è un concetto che tanto spesso ricorre nel forum è: ho rinunciato a me stesso per amore suo e lui/lei non (mi) vede.
Forse se per lui hai dovuto rinunciare a te stesso o sei tu (generico) che hai un concetto speudoromantico dell’amore o non ti vedeva neanche prima.
WARR: d’accordissimo con Touzalin. Non è detto che si nasca o muoia soli. Ma comunque sia noi siamo, anche fisicamente, il mezzo con cui attraversiamo la vita. Se lo trascuriamo e maltrattiamo i cocci sono nostri
Si, Lunina bella, siamo noi a chiudere i nostri cerchi: in effetti, i miei cerchi, intendo quelli cui mi riferivo ieri, sono cerchi assolutamente personali. Mie quadrature interiori in cui, pare brutto dirlo cosi ma e’ solo per spiegare, “l’ altro” e’ solo un “figurante”. Non e’ lui a chiudere. Chiudo io, se riesco e quando riesco. Per ora, anni 36, la vita e’ stata di una generosita’ stupenda ed io ho chiuso tutto. Roba rimasta aperta anche 15/20 anni, si e’ chiusa come per una magia a partire da un due/anni fa in poi. Sono qui, oggi, tutte le persone piu’ importanti del mio passato. Sono persone cui posso dire quel che voglio, quando voglio. Sono tutti rapporti puliti, piu’ vicini o piu’ lontani ma definiti con sincerita’. Al mio ex, quello che mi ha portato qui 5 anni fa, potrei telefonare anche ora e dire; “ciao, mi prepari il divano, vengo da voi tre giorni”. La sua compagna so che ne sarebbe felice e finalmente vedrei suo figlio dal vivo. Io e lei, la LEI che si e’ innamorata di lui, che e’ rimasta casualmente incinta durante un banale tradimento, la lei che mi ha tolto tutto in factis e in 5 minuti e’ ora una mia “praticamenteamica”…parlo piu’ con lei che con lui con cui, cmq, non ho alcun problema, se non fosse che lo vedo per quell’ adorabile idiota che probabilmente e’ stato anche per tutti gli 11 anni insieme a me ;-). La mia piu’ cara amica dei tempi del liceo, quella con cui ho diviso i pani ed i pesci e che ho perso molto malamente per cause svariate e sfortunate della vita e’ di nuovo LA MIA AMICA. Le sue figlie mi saltano al collo ogni volta che entro in casa e lei e’ di nuovo LEI per me. Il mio ex ex ex ( ussignur ), quello dei primi anni dell’ universita’, quello per cui scappai dalla nostra citta’ di studi causa troppo dolore, e’ il mio compagno di merende di oggi, vacanze insieme a Natale e pranzetti insieme alla domenica, visto che il suo percorso sentimentale non e’ andato meglio del mio e se ne ride ( e piange ) volentieri con lo stesso vinello davanti…Questi sono i tre casi clou, quelli belli, ma ne avrei molti altri in tono minore da raccontare. Non tutti sono finiti come avrei sognato e cioe’ bene. Alcuni sono semplicemente FINITI. Dopo il silenzio e la delusione, da qualcuno non ho voluto piu’ nulla di nulla, ho sentito che quella gente non valeva PER ME e sono felice che non sia nella mia vita a nessun titolo. L’ aspetto stupefacente del mio passato e’ che non ho un “chissa’ se…” alle mie spalle. Sono fortunata, lo so, lo so, lo so! E’ successo tutto “per caso” ( ed io al caso credo pochissimo ). Diciamo che e’ andata cosi’ attraverso eventi e combinazioni e concatenazioni scritte per buona parte dalla Vita. Non ve le dettaglio perche’ sono quasi trame da film fantasy, pero’ e’ andata cosi’ davvero. Non ho mai chiuso il cuore, quando mi si e’ presentata l’ occasione. Sono restata a vedere e a sentire e poi e’ stato lui a scegliere e a sapere….segue
Ora, in questo ultimo enorme dolore e’ un po’ diverso, me ne rendo conto…Qui il tempo non e’ passato a sufficienza ed il cerchio e’ di un altro tipo. E’ un cerchio che con quel pezzo mancante brucia ancora come un grill a 240°C. Per me non e’ nemmeno tempo che si chiuda, se proprio devo dirla tutta. Mi sembra uno “trascico” di un passato troppo recente, ancora vivo nel bene e nel male e che deve ancora compiersi, piu’ che un cerchio che si possa chiudere. Credo che questo cerchio SE mai si chiudera’, sara’ anche lui tra anni e anni. Questa e’ forse una coda, pezzettini che servono a me per finire il puzzle. Se poi finira’ nella camera da letto o in cantina, beh, temo che lo sapro’ solo tra tempo e tempo…
EMANUELA: per te un appunto speciale. Quello degli undici anni aveva una madre come quella del tuo e, se l’ ho chiamato “adorabile idiota” puoi immaginare perche’….quella donna ha prima rovinato lui e tutti i suoi fratelli e poi ammorbato me per quanto ha potuto ( in gloria di Dio, viveva ben lontana da noi ). Sai quando e’ “capitato” il deprecabile tradimento del mio ex? L’ anno in cui io mi immolai all’ amore e accettai di costruire casa nella sua citta’, vicino alla veneranda madre e lontanissimo da casa mia. Il caso (uhm….), il Fato, lei, non si sa, ma quel che io invece so e’ che dovrei ringraziare il cielo ogni 60 secondi per l’ essermi liberata di quella famiglia e delle loro dinamiche. Mi ha liberata lui con il suo comportamento, per fortuna, senno’ io MAGARI sarei ancora la’ a farmi avvilire e giudicare. Un giorno ringrazierai anche tu, anche se ti pare impossibile. Ah, lui con la madre non parla piu’, se non a monosillabi e se la sua compagna e’ stata cosi’ votata allo scambio di parole con me, c’e’ anche per questo una ragione…
LUNA: sono due settimane che mi ha lasciato..ho provato a tel 2 volte..non ha risposto e ahi 3 msg ha risposto una sola volta..ci siamo incorciati sulle scale..sono passata a prendere alcune delle mie cose…(che comunque dovrò riprendere del tutto) ma un iceberg sarebbe stato + caloroso.
Il messaggio è chiaro Ti amavo Non ti amo +…la cosa peggiore è che ho cessato di esistere per lui…
Le amiche ci sono 2 sere sono uscite, ma il giro è ristretto e altri single non ce n’erano neanche prima…
Inoltre si deve aggiungere che sono anche senza lavoro…certo lo sto cercando..ma non è che salta fuori oggi stesso..anche se vorrei.
Mi rendo conto che avevo progettato la mia vita con lui..e ora mi sento persa…so che devo reagire…ma faccio fatica…e mi pesa il fatto di non aver amiche con cui vedermi…uscire..e perchè no..cercare di ridere…e sinceramente uscire con uomini…(oltre non aver tutta sta voglia) non porta che ad un tentaivo loro di provarci..
Come avere delle amiche (ahimè nuove) per uscire?
Ciao a tutti.
Una domanda il mio ragazzo quando mi ha lasciato non mi ha dati grandi spiegazioni. Prima vivevamo nello stesso paese all’estero (non sono in Italia) poi lui è dovuto partire per un’altra destinazione.
All’inizio ha detto che credeva in noi ecc. Ci siamo visti in Italia, poi è stato un po’ a casa dei suoi e mi scriveva mail piene di amore. Appena arrivato nel nuovo paese ed ha iniziato a lavorare, è sparito, freddo. Dovevo andare a trovarlo a maggio, ma poi mi ha lasciato.
Improvvisamente ha detto che non ce la faceva con la distanza, e che era anche colpa mia perché non ero andata subito a trovarlo. Io credo sia una bugia. Infatti fino all’ultimo non si sapeva quando avrebbe iniziato a lavorare, io avevo provato a fissare delle ferie. Poi all’ultimo gli hanno detto di andare proprio quando avevo prenotato. Ovviamente non potevo piombare il giorno stesso che arrivava nel nuovo paese. Purtroppo ad aprile il mio capo non mi ha dato più ferie ed io avevo preso una marea di ferie a maggio solo per andare da lui. Ma lui ad aprile è sparito, ho dovuto faticare per riuscire a parlare con lui. Poi via skype ci siamo lasciati, dopo aver discusso, poi ci siamo scritti mail perché via telefono non avevamo risolto. Un incubo.
Poi mi ha detto che voleva rimanere in contatto con me ma non come fidanzata perché per lui questa situazione era impossibile, e non se la sentiva di lottare per me. Io ho detto che no, non volevo più contatti se era finita.
Solo che io non ho risolto, non ho capito cosa è successo, perché improvvisamente è sparito, se è vero che è perché credeva che non volessi andare, mi pare assurdo. Ha buttato su di me le colpe, forse per sentirsi meglio.
Sento che se non riparlo con lui, per capire la verità, non riuscirò a superare tutto ciò. Non è risolta, io sono rimasta con dubbi atroci. Che devo fare?
SAM: dopo sole due settimane sarai nel pieno dello shock, anche con un senso di torpore. Uscire con uomini adesso, francamente (anche se ognuno fa quello che sente meglio per sè, ovviamente) non mi sembra una grande idea, e trovo che da questo punto di vista tu abbia un buon istinto interno che ti dice: non è quello di cui ho bisogno ora.
Dopo due sole settimane alla fine di una convivenza e di una relazione importante e con tutto un tumulto interiore e il bisogno di fare chiarezza e di centrarti tu stessa… beh, forse uscire con un uomo per fare conoscenza ecc ti farebbe solo incasinare di più?
Capisco invece molto bene il bisogno di un contatto sereno, accogliente, che non abbia rilevanze di “provamenti” e complicazioni, come quello della pura amicizia. E anche il bisogno di uscire per restare collegata… con il mondo (anche nel senso di non implodere solo nelle proprie emozioni e riflessioni negative) e mettere in circolo le energie.
Noto in te, quindi, una buona capacità reattiva, cara SAM, che è di per sè un’ottima cosa. Attenta però che non diventi una fretta di cercare di sistemare tutto in un baleno, perché hai bisogno dei tuoi tempi, anche per rielaborare.
@Mi rendo conto che avevo progettato la mia vita con lui..e ora mi sento persa…
Mi sembra naturale che tu avessi progettato la tua vita con lui se c’era una relazione seria, e mi sembra altrettanto sacrosanto che tu ti senta persa. Ci sentiamo un po’ persi se scopriamo che c’è lo sciopero degli autobus e sappiamo dove siamo diretti, quindi figuriamoci se la nostra vita sembra cambiare completamente di colpo e sono passate solo due settimane. E tra l’altro la persona con cui avevamo fatto dei progetti ha l’atteggiamento che dici (che fa malissimo, ma almeno, se davvero è finita, non ti sta logorando con dei nonsense e dei limbi assurdi).
SAM costruirai/ricostruirai la tua indipendenza, avrai nuovi progetti, conoscerai gente nuova, farai nuove esperienze. Magari non tra oggi e domani, ecco. Però se ti stai cercando un lavoro ti stai già mettendo in moto per trovarlo, e se ti chiedi come fare nuove amicizie vuol dire che sei aperta a farle. Non sono aspetti irrilevanti. Probabilmente ti verranno in mente anche possibilità che in questo momento non vedi o persone che hai perso di vista ma che magari, anche per caso, ti capiterà di recuperare il contatto.
Se non hai un lavoro probabilmente non hai un grosso budget per iscriverti in palestra o a qualche iniziativa aggregante. Però nella tua città magari ce ne sono, a gratis, e che al di là del fatto aggregante (che può essere conseguente) possono rientrare nella sfera dei tuoi interessi.
Un mio amico, dopo che si era lasciato con la ragazza, poiché ama i gatti è andato a fare il volontario in un gattile, per esempio.
Ma siamo anche nella bella stagione, il che fa sì che in generale il mondo sia più vivace e sociale all’aria aperta e ci siano più occasioni per conoscere gente.
Trovare in 5 minuti delle nuove amiche del cuore
ovviamente sarebbe una magia, nel senso che le affinità si scoprono e i rapporti e la complicità si costruiscono anche nel tempo, però personalmente ho fiducia per te nel fatto che puoi sicuramente trovare nuovi rapporti da coltivare se vedrai che un’affinità di base c’è.
ANNINA: uh! dico uh perché come ti capisco e come mi ritrovo! Anch’io avrei da raccontare trame stile fantasy come te, in senso positivo, così come di… tagliatura di rami secchi 😀
e capisco BENERRRRRIMOOOOOOOO quando dici: ci sono cose che con il tempo ci fanno dire “meno maleeeeeeeee! grazieeeeeeeeeeeeeee!” anche se all’inizio sembravano negative!
Io ho questa da raccontare per esempio: quando stavo con il mio ex-ex-ex in giovanerrima età ed eravamo in crisi un giorno sono entrata in una chiesa e ho detto: signore, ti prego, fai che questa cosa finisca bene!
Beh, che si creda in Dio o no, io con un sorriso penso sempre:
la mia preghiera è stata ascoltata, perché è finita bene… cioè mi sono liberata di lui!!! se non fosse stato così sarebbe finita maleeeeeee. Non era quello che pensavo fosse il meglio in quel preciso istante (non razionalmente?) ma con il senno di poi non posso che ringraziare di averlo perso per strada!
Eppure anche lì comunque ho chiuso il cerchio, assolutamente per una di quelle trame fantasilandie: anni dopo mi sono trovata nelle circostanze di ritrovarmelo davanti, di rispedirlo al mittente, ma anche, in un altro momento, di fare una bellissima chiacchierata con lui, in riva al mare, rilassata e tranquilla. Assolutamente casuale, lui non aveva cercato me, io non avevo cercato lui.
Non che prima io volessi prenderlo a calci, ma quella chiacchierata rilassante e traquilla mi ha restituito comunque qualcosa. Mi ero sempre chiesta: ma uno come lui è mai stato capace di essere vero 5 minuti dico 5?
e ci siamo mai conosciuti veramente pur passando del tempo insieme comunque con intensità?
Io avevo risolto la mia questione dicendo Grazie Signore Grazie, e stavo bene nella mia vita, però mi era rimasta una cosa in sospeso. e me ne sono resa conto quel giorno in riva al mare, che non aveva nulla a che fare con un revival sentimentale o “chissà cosa sarebbe successo se…”. Me ne sono resa conto perché lui, e in quel momento era “vero”, a distanza di anni, mentre gli raccontavo delle cose, mi parlava come qualcuno che, comunque, mi aveva conosciuto. Mi diceva: beh, ma tu sei così e quindi… (non con supponenza, con famigliarità). Può sembrare una cazzata, ma per me fu bello. E anche il fatto di rendermi conto che lui, che per suo carattere e protezione fingeva di non ricordarsi niente neanche mentre viveva le cose, si ricordava anche piccole banalità che io avevo messo in soffitta. Con chi mi piace della sua famiglia sono ancora in contatto sereno. E con la sua ex moglie (colei che si intrufolò ai tempi della crisi) quando ci incontriamo chiacchieriamo sorridenti. Dopo un inizio ? ho sempre pensato che il destino per me aveva messo le cose a posto
Anche io, nelle mie preghiere, memore dell’ esperienza 2006 in cui chiedevo al Signore di “far andare tutto bene” ma, in pratica, chiedevo lui perche’ per me il bene era SOLO LUI( e preciso, prima di sapere del tradimento, etc, etc), ho modificato il mio dialogo con il cielo e, pronunciando in silenzio le stesse parole, do’ loro ben altro significato. Chiedo una cosa ben piu’ grande per me e per la mia vita ed e’ una preghiera molto simile a “ti prego, fai che vada tutto come e’ giusto che vada” .La mia supplica e’ che piu’ che altro che “nell’ andare” ci sia per me pace, intesa non come assenza di conflitto ma come serenita’. Vorrei sentirmi serena. Ecco. Piu’ di tutto il resto, a me manca la mia serenita’ interiore. Non sono i problemi intorno che mi turbano, ma la mia irrequiezza profonda. Starei nello stesso modo in cui sto anche alle Seychelles fronte oceano con 15 servitori ad occuparsi di me. E’ dentro il male. Fuori e’ solo un contorno che magari non aiuta ma nemmeno che genera.
“Perché nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno un padre, un amore, qualcuno capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume. Immaginarlo, inventarlo e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare. Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente, umano. Basterebbe la fantasia di qualcuno un padre, un amore, qualcuno. Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare. Strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare.”
E’ un pezzo di Oceano Mare di Baricco. Esprime bene quel che io vorrei per me, ora. Non mi interessa poi tanto quale mare mi aspetti, non mi fa paura, avrei solo bisogno che la strada per arrivarci fosse dolce. Ma so che quella strada e’ roba mia. La devo fare io. E credo che anche Baricco usi un paradosso quando definisce “bello” se ci fosse qualcuno che lo potesse fare per noi, cioe’ al posto nostro.
Si, sarebbe bello, peccato che non sia possibile.
Auguro per noi tutti la miglior strada per arrivare al mare che ci aspetta. Cerchiamo davvero di volerci bene da soli e di rispettarci nei nostri bisogni e desideri. Non facciamoci ferire fino al midollo da cio’ che non ci appartiene piu’. E’ passato. Noi siamo qui, ora, adesso e ogni giorno e’ un NOSTRO giorno. Ricordiamolo. Io me lo dimentico ancora troppo, troppo, troppo…