La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia
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Luna non sono affatto banali le tue parole. cioè sarebbe banale se fosse anche facile mettere in pratica tutto questo. invece la profondità delle tue parole sta proprio nel fatto che serve un minimo di sforzo per uscirne fuori. In effetti soffrire d’amore è come avere un male fisico, i sintomi a volte sono quelli. Tutto dipende ovviamente da ciò che davvero si vuole. Se mi chiedo cosa voglio mi rispondo genericamente che voglio star bene. possibilmente vorrei star bene con la persona che amo. ma volere il bene altrui significa anche accettare le sue scelte. sarebbe necessario conoscere davvero il pensiero dell’amato, per capirlo e per comprenderlo. io sento la mia anima svuotata dalla fine di una relazione e dalla consapevolezza che non sarà nemmeno amicizia, non amicizia disinteressata e vera. Da parte sua noto una certa gelosia nei miei confronti, so che vorrebbe ancora avere un controllo su di me. al tempo stesso non vuole controlli su lui. questo si traduce in sofferenza anche per lui. perchè non mi ama più, forse non l’ha mai fatto (ma non serve saperlo).credo davvero che non mi ami più, che stia cercando anche lui il distacco.al tempo stesso vive una contrattura, perchè gli spiace, perchè boh…..c’ha le sue lune. Mi piaccio per come sto affrontando la cosa, naturalmente. Ma restano quei momenti di assurda stanchezza e vuoti interiori che mai saranno colmati. O per lo meno ,non ora e non da un suo ritorno. Le foglie cadono dal ramo e trovano la loro nuova posizione nel mondo, una nuova utilità. senza neppure chiedersi perchè son cadute e semmai torneranno indietro. I cambiamenti della vita sono opportunità che ci mostrano il nostro nuovo posto nel mondo. purtroppo non siamo foglie, ma dovremmo evitare di pensare che gli esseri umani non rispondano anch’essi alle medesime regole di natura. Grazie di cuore per le tue parole Luna, si vede che son sentite. Probabilmente perchè hai avuto un’esperienza del genere ( ? ) o sei di una rara sensibilità. Buonissima giornata a tutti, specialmente a Luna
P.S Sun, è esattamente quello che stavo vivendo io. Mi diceva che potevo continuare a volare, che merito la felicità, che non devo soffrire mai. ma poi….era lì a voler far l’amore, era lì a fare scenate di gelosia, era lì a non volermi vedere in lacrime solo per non sentirsi in colpa…. Sun dedicata anche a Te: http://www.youtube.com/watch?v=kjZoVRe94DY
qui dentro stiamo diventando tutte SAGGISSIME 🙂
proprio….di un livello plus direi… ghghghgh
Scusate, non rido delle Nostre disgrazie ma gioisco del fatto che sappiamo tutte come vivere la cosa, in fondo
Cara Marianna,
quando gli esseri umani sono messi al muro, trovano la forza di reagire!
Ogni giorno leggo i post e se non rispondo è perchè mi sento priva di energie e incapace di suggerire consigli, poichè non so darne a me stessa visto che continuo a commettere sempre gli stessi errori, mio malgrado…..
Come te ringrazio tutti voi che scrivete in questo forum e soprattutto LUNA sempre presente e acuta; perchè la forza che ci danno gli altri, coloro che vivono le stesse esperienze, comunque quelli che ascoltano e interagiscono , in qualche modo, in questa fase difficile del nostro vissuto, è fondamentale per ritrovare energie di cui ci si sente svuotati per lo stress di riuscire a soprevvivere.
Grazie a tutti di cuore per il sostegno e l’amicizia, l’aiuto e la compagnia.
Un abbrax a tutti. Ciao
Marianna: grazie a te per le tue parole 🙂
il paragone con le foglie, poi, mi ha fatto riflettere e anche commuovere.
Come tutti qui ho affrontato (e affronto) la tranvata in faccia e al cuore dello strappo, il disorientamento profondo che ne deriva, il non comprendere, cercare le ragioni, avere e subire reazioni, notare come le nostre si intersecano a quelle altrui, e come, in questi casi, se sono poco chiare, e centriamo sull’altro e sui suoi perché il nostro equilibrio, e il nostro andare avanti, ci allontaniamo in realtà dalla chiarezza invece di trovarla… e ho affrontato (e affronto) il dolore del cambiamento, che per me poi (ma probabilmente per tutti, in maggiore o minore misura) ha significato una serie di ricadute in altri e vari settori della vita… in maniera anche piuttosto pesante e oggettivamente difficoltosa…
Se non racconto mai nel dettaglio i fatti è perché, fondamentalmente, di panza mi è venuto così. Dopo i primissimi interventi nel forum non l’ho più fatto, spontaneamente, anche se sì in maniera trasversale, o parlandone nei miei interventi in maniera diffusa, non perché non volessi mettermi in gioco parlando di quei fatti, ma per mettermi in gioco nella maniera che d’istinto mi veniva e di cui, certamente, avevo più bisogno.
Forse perché dei fatti avevo pieno il cuore e la mente, e del loro incastro, anche perdendo lucidità e concretezza (anche nell’ascolto di me stessa), forse perché so quanto i pingpong che ci facciamo nella testa (e nel cuore) ci tolgono energie, e ci distolgono, forse perché mi interessava di più spostarmi, almeno qui, in una dimensione in cui l’osservazione non fosse soltanto dei problemi, ma delle loro dinamiche e, se possibile, delle soluzioni. Ma non in maniera così razionale… intendo dire che penso sia bellissimo che qui, oltre a esserci uno spazio per dire ciò che si sente, quando il dolore sale, e la confusione attanaglia, oltre che per sapere che, tutti, ma proprio tutti possono vivere le loro battaglie esterne ed interiori, amo che qui ci sia lo spazio per le intuizioni, che nascono dallo scambio con gli altri e dal proprio percorso personale, dalle proprie tempeste e dai momenti in cui l’onda anomala si ritira e si prova anche un senso di pace… i passi, gli scatti in avanti, le nuove consapevolezze che, a volte, arrivano quando non le stai cercando, magari mentre stai bevendo il tuo caffè del mattino, e ti accorgi che dentro, non fuori, qualcosa intanto è cambiato. In meglio. Anche se
i fatti, quei fatti e momenti che hai ripetuto nella tua mente centinaia di migliaia di volte nel loro susseguirsi e nella loro concatenazione (e sentendo dolore, rabbia, disorientamento, anche commozione per sè, ogni volta, e confusione ogni volta, ripetendoli proprio per cercare di dare un ordine, un senso) sono ancora gli stessi.
Una volta, diverso tempo fa, una persona mi ha scritto qui che secondo questa persona io non avevo mai sofferto, per il modo in cui parlavo delle cose.
Da un lato mi sono chiesta perché avesse così bisogno di un elenco di fatti per avere la prova che io avessi sofferto, e perché cercasse un o scontro con me (che ho rifiutato), dall’altro, poiché sapevo che il mio scrivere era invece emotivo, sempre, e comunque, mi sono chiesta se questo suo pensare che io non avessi sofferto non fosse un bene… nel senso che evidentemente c’era uno spazio in cui riuscivo a staccarmi in maniera sufficiente dai fatti, miei, pur standoci dentro, per osservarli non soltanto in maniera implosiva… e in maniera più aperta, perché ascoltando gli altri, nelle differenze e affinità, imparavo di più che stando nella mia stanza mentale, a compartimenti stagni. Anche quando qualcosa che sentivo sembrava lontano, e invece era in qualche modo vicino, utile, in senso positivo.
d’altra parte non ho potuto fare a meno di pensare che quell’attacco, alla mia sofferenza, privo di empatia, avrebbe potuto farmi malissimo… perché non era scritto da nessuna parte che io fossi più forte di lei e provassi meno dolore, che fossi ad un punto così diverso del percorso. Avrei potuto sentirmi così colpita non certo nell’orgoglio, ma nelle mie ferite personali da partire con quell’elenco… ma io non avevo bisogno di fare un elenco, ma di essere chi sono nella maniera in cui mi veniva, avendo l’apertura anche di riassestare l’equilibrio e il modo, anche accettando che ciò potesse provocare uno scontro, un disaccordo, perché in nessun caso possiamo mai controllare le ragioni e l’emotività altrui. Allora mi sono “spostata” con fermezza, e lo rifarei perché è stato sano sapere quando aprire e chiudere la porta. E dunque ringrazio quella persona per il suo involontario favore al mio percorso.
Forse possiamo imparare a conoscerci, anche con la sufficienze duttilità, e obiettività, e cercare di confrontarci con l’altro e gli altri e con le nostre esperienze attraverso l’attenzione e l’intuizione, non con schemi fissi, ma capendo quando è il caso, momento per momento.Grazie
cara heidi,
mi dispiace molto sentirti cosi’. mi sono sentita anche io priva di energie e di forze. ero in un loop. non ne uscivo. sembrava che ogni giorno stessi per precipitare. i consigli servono se siamo pronti a recepirli. putroppo bisogna essere pronti ad affrontare la situazione. io per esempio, non ero pronta. nostante fossi consapevole di testa che la nostra storia stava finendo, io non ero pronta. pronta ad affrontare il distacco, la separazione. giuro che non sapevo da dove cominciare. l’ho chiamato spesso con diverse scuse. scuse che servivano solo a manteneremi aggrappata al lui. lui che era una mia illusione. quindi, quello che posso dirti è che bisogna uscirne. e per uscirne intendo voltarsi dall’altra parte. intendo ripartire da noi. cercando di farci andar bene la nostra vita, costruendo ogni giorno un qualcosa di nostro. anche se sono piccole cose. ecco per esempio sorridere. sorridere agli altri, sorridere al mondo. io sono stata per due mesi con una faccia da cadavere. si, perchè io ero un cadavere. avevo tralasciato il fatto che potevo essere cadavere a casa, la sera. ma in mezzo alla gente no. perchè se mai ricominciamo a sorridere al mondo mai cominceremo a sorridere a noi stessi. poi si torno a casa e ci penso, ma almeno durante la giornata ho provato a star serena. sono frasi banali. ma se loro non ci sono abbiamo solo due alternative: la prima è piangere disperate mentre viviamo senza loro, la seconda è piangere fiduciose che col tempo senza di loro ce la faremo. io ho scelto la seconda e nella prima, intendiamoci, ci navigavo. all’inizio sembra difficile, anormale ma poi vedrai che sentirai un pò di sollievo.
un bacio grande
Ciao a tutte ragazze,
anch’io come heidi vi leggo ogni giorno ma scrivo poco perché spesso
ricado negli stessi errori e quindi non mi sento di dare particolari
consigli. ma va meglio e andrà sempre meglio lo so…perché il corpo e
la mente hanno bisogno di vivere, di rinascere, di reagire. ieri un
amico guardandomi mi ha detto che stavo bene, che mi trovava bene.
eppure io dentro mi sento ancora un po’morire.. ma evidentemente,
volenti o nolenti, dentro di noi si innescano innati meccanismi di
autodifesa e ci scopriamo più forti e più belle. ve lo auguro a tutte!
grazie per questo forum che è una manna dal cielo e grazie in
particolare a LUNA E ALICE per le vostre meravigliose parole che mi
aiutano sempre moltissimo!
LUNA non so come ringraziarti x le tue parole…davvero non so come fai a leggere così nell’anima di tutti e a riportare tutto a parole…sei davvero il nostro “angelo” !!!
Hai ragione su tutto…ho tanta voglia di uscire da questa situazione…e sai una cosa??non ho più voglia neanche di parlarne, di affrontare discorsi, neanche di rivedere lui…Spero che non mi chiami x vederci, x andare a trovarlo…so che gli fa piacere, ma ora ho anche il pensiero che mi voglia vedere xché sa che fa piacere a me…oddio, non ci posso pensare alla compassione (anche se lui non mi sembra il tipo).
Quando l’ho rivisto ero davvero forte e sicura di me, sicura che certi sentimenti fossero cambiati…non ho assolutamtne preso il discorso di noi…l’ha invece preso lui facendomi capire di essere confuso, di tenere tanto a me, di essere geloso…mesi fa mi augurava di incontrare qualcun altro x dimenticarlo e stare meglio…ma lo diceva a discorsi…io invece gli ho parlato di “altri” e lui ha detto di non volerlo sapere invece…faceva il “gradasso” ma poi davanti ai “fatti” ha avuto paura… Mi diceva di quanto ci sia un legame tra di noi, mi manifestava le sue paure, mi ha detto di non aver avuto nessuna, di avermi amata.
Nessun discorso x allontanarmi…ma poi forse ha visto che ho buttato giu le mie barriere e ha tirato su di nuovo le sue!
Sabato non gli ho detto niente, solo “hai da fare?ti ho chiamato adesso, non sapevo a che ora fosse meglio” e lui (cmq scherzando) “non devi stare a pensare a me tutto il giorno” …io ci sono rimasta male xché non può guastare anche una telefonata dove gli chiedevo semplicemente come stava dopo un intervento!!!
Io non gli ho più detto niente di noi…ma forse mette le mani avanti x evitare che lo faccia.
Deve sempre guastare tutto…e temo che sia preoccupato sì x me, che io ci stia male, ma di sicuro lo sarà x se stesso, x non volere e non avere la responsabilità di far star male una persona…
Non lo so…so solo che non voglio più stare così male.
Non ho intenzione di chiamarlo più, non ho neanche voglia di chiedergli come sta, non ho più voglia di tutto questo che sento dentro!
Mi sento un po’ come se mi fossi allontanata da lui e questo mi fa stare meglio!
So che lui mi chiederà di rivederci, lo metterà come “rispettare l’accordo di vederci prima delle ferie (le mie xfortuna)”, non ammetterà che vuole vedermi xché fa davvero piacere a lui e lo vuole lui, no di sicuro metterà le mani avanti anche x quello e io
spero davvero di avere la forza di dire di NO…ma so che purtroppo sono molto istintiva in queste cose…
Vorrei non risentirlo, vorrei dare un taglio così a tutto…non ho più voglia di tutti questi tormenti, di tutti questi casini…voglio solo una storia “normale”, una persona che mi voglia bene in modo sincero e che mi ritenga importante, senza tutti questi dilemmi, senza queste torture psicologiche, senza questi tormenti…”semplicemente” amare ed essere amata!
A quanto pare lui non è la persona giusta…e allora basta portare avanti questa farsa…purtroppo il legame quando ci sono certi sentimenti va reciso e punto …non ci sono vie di mezzo…ora ne ho la certezza…e riuscire ad avercela ed essere arrabbiata con lui un po’ mi aiuta…
Sabato al telefono mi ha fatto rabbia, mi hanno deluso le sue due uscite fuori luogo, mi hanno dato fastidio, mi sono sentita proprio insofferente anche verso quelle due sue semplici battute (ma x me non erano solo quello!!), deve sempre guastare anche le cose più banali, deve rendere difficile tutto…
Insieme stiamo bene, c’è complicità su tante cose, c’è qualcosa di bello alla “base” e se lui ha voglia di buttare via tutto questo che lo faccia, ma basta messaggi di auguri, compleanni e pretesti vari…basta tutto!!!
Fa male, ma purtroppo non c’è via d’uscita!
Non so se lo rivedrò…di sicuro non mi farò più viva io, non mi farò sentire e se vorrà rivedermi valuterò anche come me lo chiede…se avrò la forza gli dirò di no, altrimenti l’affronterò e poi PUNTO…partirò per le mie ferie, staccherò con tutto x qualche giorno e prenderò questa occasione x ripartire da ME, solo da ME…basta con i logorii ed i tormenti del passato…basta, bisogna chiudere, rapporti del genere sono solo autodistruttivi e non portano niente di buono…come ho detto ieri il bello, le sensazioni di gioia, di entusiamo, con lui sono finite e mi devo rassegnare al fatto che non torneranno più.
Non è l’unico uomo al mondo, prima o poi incontrerò qualcun altro capace di farmi battere il cuore…Basta piangere sul passato, faccio solo del male a me!
@Marianna grazie mille anche a te e grazie x la meravigliosa canzone, dice cose bellissime…”sapessi che dolore l’esistenza”…”il fatto è che non posso più tornare indietro, che non riesco a vivere con te né senza di te”..”cominciare di nuovo il viaggio”… !!!
Grazie ALICE,
se fossi un’amica reale , da incontrare e con la quale relazionarsi sarei la donna più felice del mondo.
ho davvero bisogno di calore umano, di amici veri……..
Come te, come tutti voi
Sono CONFUSISSIMA, poi vi racconto, certo è che è un periodo difficil………………issimo, troppo per le mie forze!
Non ce la faccio proprio più, ma domani ci riprovo…………….
Ciao
Luna, non ricordo chi scrisse che tu fossi una che non sa cosa sia il soffrire, ma ricordo che io scrissi che, per quel che esprimevi, dovevi essere una che, invece, ne doveva aver viste proprio tante…
Per scavare cosi’ in se’ e descrivere tanto bene certe dinamiche perverse e semi letali non si puo’ che esserci passati dentro e non indenni.
Io l’ ho intuito subito, forse perche’ ho dovuto fare la stessa cosa: SCAVARE, VEDERE, SENTIRE, CAPIRE.
Tu entri bene nei panni altrui, sei empatica ai massimi livelli e quando non scrivi manchi tanto! Buonanotte, Stellina.
cara valinda,
dici “ricado spesso negli stessi errori”…. chissà se poi sono errori o se sono solo un modo per non affrontare la realtà perchè non ne siamo pronte. parlo al plurale perchè io fino ad un mese fa potevo dire la stessa cosa. ma i miei non erano errori. era il mio modo migliore per sopravvivere. mantenendo il legame, il contatto. non sapevo lasciarlo andare.
lasciare andare chi amavo.
come potevo?
non volevo affrontare la perdita. e sai perchè? perchè stavo malissimo e pensavo che la perdita sarebbe stata un dolore molto più ampio, una situazione molto più grave e ingestibile. quindi rimanevo appigliata un pò per paura di scoprire cosa ci fosse dietro la porta. era solo paura. certe volte non andiamo avanti per paura di non sapere cosa ci aspetta. ed il più delle volte non è più doloroso di rimaner agganciati alla cinta di uno che si dimena e che si “spalla” ad avere sto masso appeso (noi). anzi. fidati. e tu se leggi i miei commenti di maggio/giugno capirai che non ero una saggia come luna. stavo malissimo. non sapevo tornare a galla e annaspavo sempre più.
rompi tutti i contatti e DATTI LA POSSIBILITA’ di staccarti.
guardare oltre significa intraprendere la tua strada.
lui se ne è andato per la sua.
che sia in compagnia di un’altra, che sia una strada più bella e panoramica, che sia una strada piena di gente in festa sti cavoli!
tu devi pensare alla tua. che è difficile. ma è la tua.
non roviniamoci ancora di più la vita per chi ci ha voltato le spalle. e se, ancor di più, ce le ha voltate in compagnia ridendo e gioendo. è la nostra vita ora. e non importa cosa fanno o come stanno. si noi stiamo male. è un’emozione da non sottovalutare. ma è sana!
un abbraccio
SUN: carissima 🙂 io continuo a leggere più l’energia di un sano spostarsi da una situazione che ti fa male, in quello che scrivi, che un vero avviluppamento tuo… certo, posso sbagliarmi, ma questa è la mia sensazione. Quando dici quello che vuoi tu (spostarti ora, stare bene) sei molto più diretta, ferma, centrata, quando invece parli di voi, di questa strana danza in cui pare che si balli dandosi la schiena, ma pestandosi i piedi, di lui, del suo modo di affrontare la cosa e degli effetti che ciò ti fa si percepisce il disagio, il fastidio…
dici di essere istintiva, ma sei sicura che l’istinto non sia quello del voglio e l’ansia, invece, il resto, il responsabilizzarti per lui, per voi, infine, anche se adesso siete divisi, il farti un sacco di domande che non hai neanche più palle di farti, ma che sembra quasi ci sia il dovere di farsi?
è lì, quando parli del “ballo” che sembra che tu dica: se entro nella sala mica posso dirgli di no, che ho voglia piuttosto di andare in terrazza, o anche di uscire, se mi va, se entro nella sala mi tocca proprio alzarmi dalla sedia, anche se non mi va, e cominciare a ballare. Anche se lui sceglie la musica, anche se, quando vuole, lui si siede, e io mi ritrovo in mezzo alla sala, da sola, a chiedermi: ma non era meglio se me ne stavo a casa mia? o se facevo altro?
Io non so se tu abbia, per qualche motivo, la tendenza ad essere “una risolutrice”, se in generale tu abbia cioè un po’ il ruolo di chi, nelle situazioni di disagio, o comunque emotive, senta un po’ la responsabilità della propria emotività e di quella degli altri, insieme, di dover essere più lucida e di capire i vari punti di vista, di dover un po’ sopportare le scosse e le crisi altrui, soffrendo per le disarmonie ma avendo quasi il dovere interiore di ristabilire l’armonia, sia per il dispiacere che danno, e l’ansia che provocano, sia per una questione di “ruolo”…
Magari no, non c’entra niente tutto questo con te, però spesso chi si trova a ballare queste danze, in questo modo, ha questa caratteristica. E quando pensa per sè, in senso sano, ha l’impressione di dover sentirsi egoista o chi, prima di pensare a sè, ha lasciato qualcosa di intentato. Salvo soffrire contemporaneamente per il doppio ruolo fortemente responsabile di chi deve fare la cosa giusta e di chi si sente impotente di fronte alle modalità altrui…
è un concetto che ripeto spesso, in realtà, perché spesso si percepisce in dinamiche come queste. E ovviamente lo dico anche perché ho
un discreto passato da… risolutrice, ovviamente inconsapevole, e per me ho dovuto scoprirlo e lavorarci su.
Ho imparato, per me, quanto sia diverso dire, scrivere VOGLIO già rispetto a VORREI e NON VOGLIO.
Quando dici VOGLIO parli di te, di ciò su cui senti di poter agire, è uno spazio aperto: voglio solo una storia “normale”, una persona che mi voglia bene in modo sincero e che mi ritenga importante, senza tutti questi dilemmi, senza queste torture psicologiche, senza questi tormenti…”semplicemente” amare ed essere amata (che si traduce credo con il più semplice IO VOGLIO STARE BENE).
quando dici VORREI e NON VOGLIO la sensazione è la stessa? O ti sembra quasi che debba venire un permesso da qualche parte, che sia fuori o dentro di te? E’ lì comunque, durante il ballo, che scattano i pensieri in circolo vizioso.
Te lo chiedo, eh, è solo una domanda.
Non so perché tu gli abbia parlato degli altri, forse per avere una reazione, forse per dare una dimostrazione di indipendenza, forse per rafforzare in te stessa la spinta in avanti, o per avere e darti l’illusione che effettivamente si possa parlare con una persona con cui da poco abbiamo vissuto una forte intimità ed empatia come si fa con un amico… Lo sai tu il perché e, ti posso dire? se non lo sai va bene lo stesso mi sa… però il punto è che è abbastanza naturale che un discorso come questo non possa essere neutro nel vostro contesto, e che possa scatenare anche delle dinamiche di ansia di controllo (il suo cercarti alle sue regole, il tuo esserci, anche se provoca frustrazione) anche da entrambe le parti. Leggi Alice, quello che dice sul distacco e sul bisogno di calma… 🙂
ALICE: ma che saggia mai 😉 step by step, come tutti… se tu li avessi visti i miei “maggi/giugni”… 😉 l’ho detto sinceramente che su quelli, qui, faccio uno stacco cinematografico… preferisco portare, ma serve a me, i passi avanti e non quelli indietro. Perché quelli avanti sono troppo preziosi! 😀
HEIDI: sei sicura che anche tu non abbia semplicemente bisogno di uscire un attimo dal caos? Sei sicura che non puoi spostarti un attimo? Cosa succede se lo fai? Casca il mondo? A volte sembriamo quelli che non hanno il coraggio di lasciare un posto di lavoro pieno di dinamiche del caz, neanche per 5 minuti, ci pensano anche quando stanno a casa, si sentono soffocare anche quando fanno la spesa, per paura di essere licenziati e poi, quando si licenziano loro stanno solo meglio…
ANNA: tvb
Ciao Ragazze! vorrei condividere un sorriso con tutte voi… mi spiace troppo LEGGERVI così… In riferimento a ciò che scrive Luna, credo che quella persona che sosteneva tu non stessi soffrendo non dovrebbe essere presa in considerazione neppure per un attimo. Ognuno vive il dolore a modo proprio e comunque qui non cerchiamo commiserazione, non credo che ci meritiamo compassione a vicenda, piuttosto un ceffone (in simpatia) per quelle volte in cui ci buttiamo a terra e non sappiamo reagire. Il dolore ci sta svuotando, è forse un percorso naturale da cui comunque è bene uscire( e tranquille, come tutti i fatti umani è destinato a finire). Ognuno coi suoi mezzi e con i suoi tempi. Capisco bene, non sono i singoli episodi a farti male quanto la perdita, il fallimento di qualcosa d’importante su cui si investe tempo, energia, cuore. E’ come fare di corsa 12 piani a piedi…. il fiatone è quello… 🙂
Sun è esatto, non riuscire a tornare indietro( bisogna solo andare avanti), che non si riesce a vivere nè con lui nè senza, perchè non volevi che finisse ma qualcuno ha scelto per te e per voi. Voi che non esiste più, o meglio… non sarà mai nulla come prima, neppure se tornasse. A volte mi sento dire che magari non è finita per sempre, che forse c’è una possibilità… Io lo desidero, ma lo so già, non sarà mai più lo stesso. Poi è anche vero che l’amore vince se è stato vero Amore. ma qui non è una partita. E noi che valore abbiamo? Torneresti con un uomo che ti ha lasciato un vortice di paura dentro? Come mettere un grosso chiodo al muro e poi tirarlo fuori….resta un buco, è inevitabile. ( lo so, esiste lo stucco…..poi è soggettivo, magari a volte si riesce a tornare insieme e stare meglio di prima….non so…io non credo molto in Holliwood…)
Proviamo con un esercizio diverso. Proviamo a sviare l’amore, anzicchè verso Lui verso Noi stesse. Io inizio da oggi. Se mi chiama rispondo, calma tranquilla gelida. proprio come è stato Lui con me quando mi ha mollata, il giorno dopo la mia laurea.
Un amico mi diceva una cosa molto vera, parlando della sua donna:” questa ragazza la amo perchè la sera vado a dormire sereno di averla e la mattina mi sveglio senza dovermi preoccupare se mi amerà anche il giorno seguente o se litigheremo”……
Bacini. PERCHè VOI VALETE( ! )
Rinnovo l’invito all’ascolto di stage door: http://www.youtube.com/watch?v=kjZoVRe94DY
Alice ci ha preso in pieno 😉
“guardare oltre significa intraprendere la tua strada.
lui se ne è andato per la sua.
che sia in compagnia di un’altra, che sia una strada più bella e panoramica, che sia una strada piena di gente in festa sti cavoli!
tu devi pensare alla tua. che è difficile. ma è la tua.
non roviniamoci ancora di più la vita per chi ci ha voltato le spalle. e se, ancor di più, ce le ha voltate in compagnia ridendo e gioendo. è la nostra vita ora. e non importa cosa fanno o come stanno. si noi stiamo male. è un’emozione da non sottovalutare. ma è sana!”
Vi riporto un pò di un testo di mina, che adoro:
“Mio poverissimo amore rimosso dal cuore non tornero’ piu’ a cercarti
se mi casca l’anima in terra non e’ piu’ la guerra ma tregua noiosa tra noi,
gia’ visto,finito,io lo so come va,
…non so cosa dirti oramai,guarda avanti c’e’ la tua vita
no non e’ finita,non chiedermi piu’ di ascoltarti
gia’ visto ,vissuto,superato,io lo so come va …”
cara heidi,
ma grazie di cosa??? perchè non ne parli, non ti sfoghi??
nella vita di tutti i giorni vanno tutti di fretta, tutti pronti a dire “ancora pensi a quel cog….??”
uhhhhh sai quanti ne ho sentiti!! amici veri dico, quelli che conosci da secoli.. ma la gente aziona il cervello spesso solo se si trova in certe situazioni.
e allora puoi parlarne con noi. datti questa opportunità.
tira fuori il masso, scrivi, canta, urla.
un mio amico qualche tempo fa mi ha detto “sai io ogni tanto in macchina lancio un urlo”. sul momento ho sorriso, poi l’ho fatto! dio come mi sono scaricata!! quell’urlo che a lui, ma per carità povero, non ho mai fatto! sempre buona, sempre attenta, sempre REPRESSA direi. allora sfogati. e pensaci. spesso è più facile a farlo che a dirlo!
sapessi io che giornata! oggi a pausa pranzo sono scoppiata a piangere. avrei pagato per un suo abbraccio. ho pianto, poi mi sono detta. tra qualche tempo sarà sempre meno. sempre meno.
pensaci
un bacio
Eccomi di nuovo qui a piangere..a volte mi sembra di stare meglio; vado fuori tutti i week end per non restare sola, ho prenotato 3 settimane di vacanza…ma…oggi ho scritto un sms a sua sorella che si è sposata un anno fà esatto; un anno fà eravamo a casa sua in Puglia tutti insieme, io e la mia famiglia e la sua a festeggiare il matrimonio..ero a casa sua per la prima volta dopo 9 anni di rapporto, felice di vedere i luoghi in cui era cresciuto. Insomma sono due mesi che la sua famiglia non mi manda neanche un sms e sua sorella non mi ha fatto neanche gli auguri di compleanno; oggi le ho scritto che spero sia per sempre felice con suo marito come in questo primo anno..beh, nessuna risposta…non ne posso più, sono stanca di piangere.
LUNA in effetti un po’ “risolutrice” lo sono, ma lo sono anche x me stessa…ho bisogno di armonia con gli altri anche x stare bene con me stessa… In ogni caso ho capito che sono una che preferisce dare piuttosto che ricevere…invece ora sento il bisogno anch’io di attenzioni, di manifestazioni d’amore, di sentirmi cercata, desiderata…Non ho più voglia di elemosinare e di svenarmi x chi non mi vuole come merito…ne ho davvero le scatole piene!
Stasera mi ha mandato un sms, mi ha chiesto come sto e mi ha detto che sta iniziando la fisioterapia. Gli ho risposto dicendogli che spero che si rimetta presto e gli ho detto che x me è ok dato che le cose al lavoro si sono calmate.
Non so se il suo era un messaggio di cortesia, non lo so, ma gli ho risposto senza pensare a cosa voleva sentirsi dire…gli ho risposto in modo “normale” (senza versare lacrime sul cellulare!!!), come mi andava di fare e non ho assolutamente accennato al fatto di rivedersi, zero…xché so che è meglio così…se lo rivedrò sarà solo xché mi va davvero, xché voglio mettere un Punto a questa situazione senza senso…so che sarà un’altra sofferenza…quindi è anche x questo che vorrei che la cosa finisse così, senza ulteriori tormenti!! Poi me ne voglio partire con la mente libera x le ferie!!!
Come ho detto ieri…sono davvero stanca di tutte queste cose complicate…lo STARE INSIEME dovrebbe essere la cosa più naturale e semplice del mondo se davvero esiste questa voglia di starci insieme, se questo è fondamentale x entrambi…e quando è così è tutto molto più semplice.
Nel frattempo al lavoro ho ricevuto un invito a pranzo…questa persona tenta di invitarmi da due anni…ora mi ha invitato “ufficialmente” e andremo a pranzo…Questa cosa mi ha “lusingata”, da parte mia c’è amicizia (cmq poca, lo conosco appena, solo lavorativamente parlando), xò lui è più grande di me (di 11 anni), con più esperienze di vita, mi farà di sicuro piacere fare 4 chiacchiere con lui e magari fare il paragone con quel “ragazzino” (il “lui” in questione ha 2 anni meno di me) insicuro, impaurito e pessimista!!!
Uscire con quest’uomo mi imbarazza anche xché lo conosco x lavoro, xò voglio lanciarmi, mi sono rotta di stare intimorita a logorarmi nei miei passati che mi hanno straziato il cuore e fatto tanto patire.
Mi apro al mondo, anche se un pranzo non è niente, xò x me è già un modo x ripartire da me stessa.
LUNA è vero, io VOGLIO solo un po’ di pace, un briciolo di serenità, VOGLIO questo…!!! Con lui tutto questo ce l’ho avuto, ma ora non è più così e se deve essere solo un patimento io non ce la faccio, NON voglio stare male ancora, basta!!!
Gli ho parlato degli altri (che cmq erano poco più che conoscenze) xché ci sono stati davvero,xché era la verità, xché lui deve sapere che non mi sono chiusa totalmente al mondo x lui, deve sapere che può perdermi in qualsiasi momento, non deve sentirsi così sicuro (come pare sia) che io sia sempre lì x lui…xché non è così…non più.
Credo che lui si sopravvaluti troppo…e volevo smontare queste sue certezze xché non voglio che abbia la sicurezza che io sarò sempre lì pronta a cadere tra le sue braccia…
In effetti in questi mesi una persona mi era interessata…poi questo tipo è sparito nel nulla da un giorno ad un altro…ma chi lo sa, magari riusciva davvero a farmelo dimenticare…e se fosse andata bene io non sarei a distanza di 1 anno a logorarmi ancora x la fine di quella storia…boh…
Parlate di canzoni…voglio citare anch’io alcuni versi di una canzone di Baglioni che adoro…
“Se torni qui tu non tornare
siamo frecce da non voltare
foglie sul viale che non puoi ridare al loro ramo
il passato è sale si scioglie a dar sapore al futuro
quello che fu non si perde
non perdere quel che c’è oltre il muro”
Ebbene cara ALICE,
è tornato………………
In una afosa serata di primi luglio, ero a terra per un grave motivo personale che esulava da lui.
Stavo parlando al telefono con mio fratello, in lacrime, quando a tarda sera lui mi chiamò,
Mi chiese il motivo di quelle lacrime ed io, che ero vulnerabile, gli raccontai quanto era accaduto.
Senza chiedermi il permesso venne a casa mia. Non ero nelle condizioni di guerreggiare e mi abbandonai alle sue “amorevoli”(?) cure.
Andò via molto tardi.
Il mattino dopo mi chiamò. sempre innamorato a suo dire.
Non ci vedevamo da 6 mesi, e ancor prima era andato e venuto per un anno(e avevamo convissuto per 6 anni).
Decidemmo di parlare di quanto era avvenuto nel passato e del futuro. mi disse subito che aveva trovato degli amici, che non voleva rinunciare a vederli, e che se avessi voluto me li avrebbe fatti conoscere, che frequentava un gruppo che faceva meditazioni su charka e che non voleva rinunciare a niente di tutto questo.
D’accordo, capisco che in 6 mesi si cerchino e si possano trovare nuovi equilibri, ma il fatto è che viene da me in sere fisse, una sera ha incontrato i suoi amici e non mi ha portato con lui.
E quando l’ho chiamato ha fatto squillare il telefono senza rispondere, poi mi ha chiamata, dopo essersi appartato, ma non ha chiarito i miei dubbi su quello che fa.
Ha ribadito fermamente di non voler rinunciare a frequentare questi nuovi amici.
ma in 6 anni non ha mai detto di voler frequentare amici, anche se si frequentavano amici, non c’era una tale fissazione.
Questo mi lascia perplessa, tuttavia al mio dichiarare di aver incontrato un vecchio amico e di voler riallacciare il legame, ha espresso tutto il suo disappunto.
Concludo dicendo che è tornato, ma con altri presupposti e tanti paletti:” Questo e quest’altro lo devo fare, PUNTO!”
Io non lo riconosco sembra un altro, ( vive comunque a 40 Km, e di lui so solo quello che mi dice, potrebbe anche essersi sposato per esempio).
Adesso, ALICE e voi tutti esprimete un giudizio.
Grazie. Abbrax,
ANNA: eccomi 🙂 no, non ha importanza chi era, avrà sentito le sue ragioni per percepire così, citavo l’episodio non per la persona,ma per i contenuti, quelli miei. E anche nel pensare a come si sta, oltre lo schermo, quando si scrive, ciascuna con il suo percorso, i suoi alti e i suoi bassi, i passi, la propria storia e la convisione con gli altri, ognuna/o a suo modo, nel suo sentire.
Sai che anch’io con te ho sentito un’affinità immediata. E mi è sempre piaciuto il tuo modo di guardarti dentro, e la dolcezza, delicatezza con cui hai raccontato – e racconti – la forza e l’energia che vedo nel tuo percorso. E poi entrambe amiamo i gatti 😛
MARIANNA: neanch’io credo a Hollywood, anche se guardo la vita anche con un certo ottimistico fatalismo, dinamismo (certo… non quando sto cercando la cicuta in versione Duse :PPPPPPP)…
però bisogna stare nel qui e ora, nelle situazioni e sensazioni del momento, altrimenti si sta nell’imbuto del “chi visse sperando morì non si può dire”, mangiando chiodi aspettando che l’altra persona ci offra una torta… invece se son chiodi son chiodi, e ci sono sicuramente anche persone che hanno modalità chiodi che difficilmente cambieranno, persone che possono passare attraverso le esperienze entrando bauli e uscendo cassoni, persone non aperte al dialogo che non lo saranno mai, perché, per loro, va bene così, e persone che anche se avessero da noi 3500 possibilità le prenderebbero sempre nello stesso modo…
dunque essere attenti nel presente, e guardare le carte che ci sono sul tavolo, veramente, e fare il nostro gioco con quelle, e non con quelle che ci piacerebbe uscissero dal mazzo, è probabilmente un modo più utile per evitare una nevrosi cronica… 😉
e anche per investire le energie, nel qui e ora, con delle soluzioni contingenti soddisfacenti… oddio, parlo tipo in burocratese? sembro un contabile? (quando, peraltro, per me la materia della matematica è sempre stata piuttosto un’opinione… :PPPP)…
Il fatto è che mi rendo conto di quanto faccia la differenza l’agire rispetto al pensiero… quel famoso voglio. Ove per agire intendo anche solo il cercare di mettersi su una lunghezza d’onda diversa, con se stessi, come dite tu e Alice. No, non credo che nessuno qui cerchi la commiserazione. L’empatia, semmai. L’accoglienza dei momenti fragili, di smarrimento, ma anche l’abbraccio di chi dice: hai le risorse in te, sul serio, per tirarti fuori dal buco. Per guardare le cose da un punto di vista diverso, per
per sentirsi protagonisti in un modo diverso, anche togliendosi di dosso l’etichetta della persona che è totalmente fragile rispetto agli eventi della propria vita, come una foglia staccata dal ramo trasportata dalla tempesta.
MARIANNA: io ho avuto l’estate della mia laurea rovinata da eventi emotivi contingenti, e ho sentito molta frustrazione perché, dopo essermi fatta un mazzo tanto, aspettavo il momento di sciogliere la stanchezza nella gioia, regalandomi il giusto riposo, cazzeggio e anche i piccoli capricci del riposo del guerriero. Non è andata così.
E per molto tempo mi sono ripetuta che l’estate della mia laurea doveva andare diversamente. Cosa che, sul lungo termine, non mi faceva bene, anche se probabilmente aveva pure la giusta funzione di ammettere con me stessa una frustrazione subita. Anche perché era stata l’apice di una serie di delusioni, e del fatto di dover far passare in sordina, internamente intendo, dei momenti che per me sarebbero stati speciali… come degli anniversari che dovevo far finta non esistessero (robe da matti a ripensarci ora…)… quindi insomma direi che il tuo ex non è stato molto carino, anche se siamo tutti d’accordo che uno dice le cose quando le sente… però devi essere ben certo di quello che senti, e che sia così impellente, per sparare una cannonata in faccia, e per spararla pure in un momento speciale… perché ho l’impressione che abbia avuto la sensibilità, e solo autoreferenziale, di una cozza? (che poi magari povere cozze sono sensibilissime…).
Scusa, sdrammatizzo…
Oggi quando penso a quell’estate mi accorgo di avere svuotato il ricordo di quel senso di frustrazione. Cioè, so di averlo provato, ma non lo provo adesso. Penso comunque che sia stato un peccato, ma penso anche che nuove gioie non hanno sostituito quella che non ho potuto provare allora, quando mi sembrava assurdo non poterla provare (anche perché io avevo deciso che dovevo essere felice in un modo, con lui, il che aveva anche una sua logica, tranne per il fatto che la nostra storia in quel momento di logico aveva ben poco, e qui cascava l’asino), ma che le ho vissute, e darsi la possibilità di vivere dei momenti di gioia è sempre magnifico, soprattutto se sai quanto non sono scontati. Io per varie ragioni ho vissuto fasi molto castranti, anche se non me ne rendevo conto fino in fondo, anche perché mi fregava quanto ero capace di trovare gioia anche in niente. Però non facciamo castrare dimenticando cos’è il diritto alla normalità,ok?
ariecchime….. come sto oggi? sto come se mi avessero risucchiato l’anima da dentro con una cannuccia sottile….
Non vorrei parlare dei singoli eventi ma temo di aver bisogno DISPERATAMENTE di un altro vostro punto di vista. Sabato scorso mia sorella minore(di 23 anni) mi ha proposto una pizza con lei e suoi amici perchè non poteva più vedermi “larvare” in casa pensando solo a lui.così ho accettato ed è stata una rilassante serata,non certo esilarante, e si è trattato di una pizza e di qualche birretta, insomma mi sono un pò svagata( almeno finchè non mi ha chiamata per darmi la buonanotte quasi risentito,dalla voce, che io fossi uscita).Alla pizzata però c’era un amico di suo fratello, interessato a me(un decerebrato)che il giorno dopo ha raccontato al fratello della serata passata e che io ero in macchina con due ragazzi(7 anni più giovani di me,simpatici ma bruttini, amici di mia sorella).e fin qui stigazzi.fino a ieri mattina Alberto( si chiama così) mi manda un sms dolce in cui dice che gli manco che mi pensa…etc etc..Infastidita direi ma anche un pò inorgoglita.Di pomeriggio, dopo aver sparlato col fratello mi richiama e mi dice che sono una falsa,che sarebbe bene se dicessi a tutti che siamo lasciati( ma io l’ho fatto )e mi chiude il cel in faccia. In breve,mi accusava di essere uscita e chissà che pensava. Ha avuto quella crisi di gelosia che in realtà è dettata solo da perversa possessività.Mi ha letteralmente uccisa.Dopo una serata a piangere imbottita di camomilla gli ho scritto un sms in cui dicevo:
un sms in cui dicevo :”Ti ho amato in ogni istante. mi hai lasciata e ti son rimasta vicina perchè credevo ci volessimo ancora bene. ma tu non mi hai mai stimata e ci tieni tanto a far sapere a tutti che non stiamo più insieme.Ora per la prima volta non soffro più per te ma per Me. Mi hai spaccato il cuore, ma almeno adesso entreerà un pò di luce.Ti auguro di riuscire a provare amore/amicizia e che questo sentimento non venga calpestato come fai tu col mio.Non ti permetterò più di farmi del male” HO PAURA CHE ADESSO LUI NON VOGLIA PIù VEDERMI.mai più… un’amicizia che durava da 13 anni, due anni di relazione e convivenza….ditemi se due non si parlano più per una cosa del genere! OVVERO: mi lasci ma mi controlli, pretendi che ti dica tutto di me e che però tutti sappiano che siamo lasciati. So che si sta comportando malissimo.Ad un’amica nelle stesse condizioni consiglierei di sparire per sempre…sono sei mesi che muoio per lui,ogni giorno mi svuoto l’anima sempre di piu’. fa male pensare che anche il fratello adesso ci si metta. perchè la gente parla di noi? cosa ci guadagna? che cosa ho fatto di sbagliato? se ho sbagliato ditemelo….. non vedo piu’ lucidamente come fino a ieri provavo a fare. oscillo tra stati di sublimazione e stati di disperazione. ma oggi mi sento la morte dentro. Non ha risposto e non lo farà. vorrei ci riflettesse ma è solo un’illusione…Perdonatemi ma ho tanto bisogno di voi in questo momento. Le mie amiche dicono che devo ignorare tutto, che meglio così….ma io lo amo. cosa succederà? parleremo ancora? ci sarà modo di sentirci? ( sono spezzata )
Ciao Alice, ciao a tutte..
ieri è stata una giornata brutta ma significativa dalla quale posso
solo andare avanti. ieri mattina sono stata male, a forza di fumare
troppo e dormire-mangiare poco ho avuto dei giramenti di testa, mi
sentivo svenire, sono sbiancata e mi sono un po’impaurita ve lo
confesso. mi sono detta che era ora di farla finita, non si può
rischiare la salute per chi – come dice sempre alice – ci ha voltato
le spalle senza complimenti.
poi ierisera sono andata a ballare e ovviamente l’ho visto con lei,
con quella che mi ha sostituita alla velocità della luce. c’era un
sacco di gente eppure nel momento esatto che giravo l’angolo li ho
visti. il destino ha voluto così. mi sono scansata ovviamente e lui
non so se mi ha vista, ma non importa. ho visto io, ho capito io.
tutte le bugie e le scuse che mi ha raccontato erano lì davanti a me e
per la prima volta me ne rendevo conto. quello che ci stava male, che
non faceva niente, che era confuso e voleva stare da solo, che si
vedeva con un’altra dopo due ore e l’ho saputo perché me l’hanno detto
gli altri. quello che vengo a trovarti, sei una ragazza stupenda, un
anno stupendo, ci vediamo in discoteca e ci salutiamo. tutte cavolate
dette a me che gli facevo pena perché stavo male, scuse per
alleggerirsi la coscienza come il voler scaricare tutte le colpe su di
me. potrei offenderlo in mille modi ma sinceramente mi sento migliore
di tutto questo schifo. per me lui ora è il nulla e mi spiace averlo
capito solo ora. ho 28 anni sono sola, non ho tanti amici, sono
laureata ma faccio la cameriera perché non trovo di meglio (a parte
una collaborazione da pubblicista). quindi è dura ma io voglio stare
bene, voglio andare avanti per me. mi capitano sempre tipi così sembra
una sfiga eterna, ma ora quello che conta sono solo io e il mio
benessere.
scusate lo sfogo, un abbraccio a tutte!
Valinda ti abbraccio forte! non importa avere mille amici, anche io ho 27 anni e dopo la storia con lui i miei amici si sono evaporati 😀 evidentemente questo è dipeso anche da noi… non chiuderti in te, non serve. mangia bene e abbi cura di te che sei la persona piu’ importante. io provo a fare idem.
VALINDA, cara quanto ti capisco,
dopo 2 minuti si rifanno una vita diversa da quella che noi conoscevamo.
quello che sapevamo di loro non conta perchè sono più veloci di noi donne, che, (scusate maschietti), abbiamo un anima.
LORO NON CE L’HANNO!!!!!Capito????
Loro vogliono vivere anche se hanno 50 anni! Come adolecenti, Intensamente la vita e noi stupide a piangere per loro.
Ma su!
Abbrax.
P.S. ANTONY DOVE SEI?
Menomale che adesso devo andare a lavorare…sono stata tutto il
pomeriggio a rivedere l’immagine di loro due insieme, ogni volta che
chiudo gli occhi me li rivedo davanti. e io lì come una cretina
qualsiasi, come se prima nn ci fosse stato niente. è troppo brutto
essere traditi, presi in giro e umiliati così dalla persona alla quale
tenevo di più al mondo..che mi ha sempre riempito di ti amo e
paroloni..eppure sapevo che c’era un’altra ma ero stata confusa ancora
una volta dai suoi discorsi vaghi e stupidi. che imbecille sono stata!
e vuoi o non vuoi la perdente e quella che sta male qui sono solo io.
bisognerebbe sempre mantenere un certo distacco nelle storie per non
cadere giù così rovinosamente. ma per me lui ora è spazzatura. non ce
la faccio oggi proprio non ce la faccio più…
MARIANNA: ciao tesora. Una premessa: a parte che non ti deve perdonare proprio nessuno, anche se ti sfoghi o chiedi cosa ne pensiamo pure se scrivi 34 post di fila, volevo dire che spero di non essere stata fraintesa: ciascuno se la vive a modo suo, e non ce n’è mica uno giusto, io ho detto che non ho fatto, qui, un elenco di fatti (a volte comunque è anche capitato) perché io avevo istintivamente il bisogno di non farlo, ma pensi che altrove io non lo abbia fatto? sia tra me e me o magari con gli amici?
il punto è, mi ripeto, che quando scriviamo così, come hai scritto oggi, descriviamo più che una connessione di fatti, un’espressione del tilt in cui ci manda una determinata situazione, soprattutto quando siamo vittime dell’incoerenza altrui, della non logica…
e appunto delle regole poste da un’altra persona, ma insieme, come noti tu, del controllo che vuole continuare a esercitare…
è persino banale dire che è stato lui a lasciare te, e a dirti che non sei più la sua ragazza, e quindi, a parte che il libero arbitrio tuo sarebbe comunque tuo in ogni caso, alla luce del fatto che non siete più insieme pure se esci con 45 persone, se ti cambi colore di capelli e sali sul carrozzone del circo e decidi di trasferirti in Guatemala, se ti scoprissi la vocazione della suora o della lapdancer, o semplicemente ti innamorassi domani sarebbero solo che stra-azzi tuoi… perché a lui non devi rendere conto proprio di niente… e la morale della girella se la faccia da solo, o si guardi allo specchio e impari una regola base basella per cui o dentro o fuori… e che non si può anche non dare alcuna garanzia emotiva pretendendo di averne…
scusami, ma siccome conosco il meccanismo, mi fa molto incazzare che tu debba trovarti nella posizione per cui devi restare paralizzata perché ti senti nella posizione per cui non puoi avere da questo rapporto ciò che desideri, ma non puoi neanche considerarti libera perché costui ti fa un ricatto emotivo… tanto che poi vai in tilt e anche se è lui che si sta comportando alla azzo ti ritrovi a chiederti: cosa ho sbagliato, come posso fare perché lui non se ne vada…
quando sei tu che te ne dovresti andare, e se tu non lo sentissi più dovresti festeggiare…
ma certo che lo so che non funziona così, che il cuore ha le sue ragioni, che non è facile essere così razionali (anche se in realtà l’istinto è quello che ti dice spostati e l’ansia è quella che ti tiene legata ai meccanismi di quest’uomo… e non è questione del fatto
che il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce, perché quando ci si sente alla mercè di meccanismi come questi, non importa se dall’altra parte il dolo sia volontario o meno, ma comunque lo si vive con una sensazione di angoscia, paralisi, perdita del proprio equilibrio, il cuore c’entra relativamente. Non è l’amore che fa sentire alla mercè, perché l’amore è un sentimento e, certo, quando finisce può dare dolore, e spaesamento, e ci sono dei tempi perché il dolore passi… ma questa è violenza psicologica…
ripeto, me ne sbatto le scatole se sia consapevole o no, se ci sia volontà di fare male o no, ma il risultato è che fa male. Perché non si può tenere una persona al guinzaglio, ed è quello che lui sta facendo con te nel momento in cui decide a seconda di come va bene a lui quale sia la distanza che tu devi avere… non troppo vicina, ma neanche troppo lontana. senza pretese di un certo tipo, ma senza poter farti la tua vita. Non puoi volermi così ma se non vuoi che io sparisca comportati bene. Ora, può essere pure che sia la tua paura di perderlo del tutto a farti vivere con così tanta angoscia ogni tuo movimento, perché sei tu che non ce la fai, per prima a voltare pagina, ma certo è che il suo atteggiamento non ti aiuta. La sua emotività ora incerta, incoerente è per te un terreno minato.
13 anni di amicizia, 2 di convivenza e ora? ora quest’uomo chi è? che ruolo ha? possibile mai che debba/possa diventare un estraneo? queste domande sono naturali e fanno male, lo so, anche perché dopo tutti questi anni non può esserci che anche una naturale dipendenza emotiva, una centralità affettiva per cui immaginarsi senza fa impressione, paura, incertezza… ma il punto è che qui non è ancora cominciata la fase di distacco reale, quella per cui puoi davvero immaginarti senza di lui (e scoprire, dopo l’acuirsi del dolore e la convalescenza) che puoi vivere senza, o tornare anche ad essere sua amica, ma che questa ambiguità di rapporto è molto molto molto molto più deleteria di una reale separazione. Cosa sbagli in questo momento?
a mantenere viva questa dipendenza, anche di giudizio. a non spostarti quel tanto che basta perché la tua vita e cosa decidi che è bene per te sia affar tuo, su cui nè lui nè un suo parente nè nessuno può sindacare. La tua oasi di libertà interiore in cui Marianna può capire cosa sente e chi è. Ma devi concedertela tu, anche se gli altri, indifferentemente perché, non te la stanno concedendo. Spostati. Un bacio.
cara heidi,
un pò complessa la situazione. non parlo degli amici, parlo del fatto “ma che vuoi”? glielo hai chiesto? si torni. ma come torni? aldilà degli amici e del gruppo spirituale che non ho ben capito, cosa porti sul piatto? cosa sei in grado di investire? troppe domande? NO. io non le ho fatte quando è tornato. come te mi sono limitata a dire E’ TORNATO. come se bastasse solo questo. e non basta heidi. non basta. io ci sono passata. i rapporti vanno costruiti. te ne sei andato, sei tornato, bè ma ora che vuoi? sei lo stesso di sei mesi fa? o oltre al percorso spirituale hai fatto un percorso su noi due? sembra una cavolata ma fa la differenza. perchè poi investi e ti fai male DI NUOVO TE. con ciò non voglio avere la presunzione di dire che lui non si faccia male. voglio che però sposti tutta la tua attenzione su di te. su quello che hai passato e da cosa vieni per aver subito una rottura. chiarisci la situazione subito. non aspettare che ti chiama. perchè rimarrai sempre in balia delle tue domande e, ad ogni gesto nei tuoi confronti, ti riempirai la testa forse di favole. a volte ci creiamo una storia in base a ciò che percepiamo non a ciò che sappiamo per certo di sapere. fa la differenza sapere. e non poca. poi io ormai sono dell’idea che queste persone confuse facciamo bene a lasciarle fuori dalla nostra vita. non dico sapere sempre quel che si deve fare ma almeno un pò di certezza non guasta. anzi!
un abbraccio
cara valinda,
non è sfiga… sono momenti. ti piace sentirti sfigata? no dai… è un orribile momento. orribile. lui? che dire… si è invaghito di un’altra? mi verrebbe da dirgli: CHE CULO! DI GIA’? tu no. tu non ti sei invaghita di nessuno. tu sei stata lasciata. tu stai male. e siccome lui in discoteca sta con un’altra devi anche tu, per forza, buttare tutto al gabinetto come lui? vuoi assomigliare a lui?
NO PER PIACERE.
prenditi il tuo tempo. poi quello che lui ti ha detto o fatto conta poco.
si perchè ti ha lasciato e nel peggiore dei modi perchè aveva parcheggiata dietro l’angolo quest’altra. però nella vita bisogna essere pratici. e per pratici intendo: CHE CAMBIA?
sempre con te NON STA.
poi se si è voltato ballando un valzer in compagnia cambia di poco la situazione. l’abbandono e quel che ne viene dopo è una cosa solo tua. che devi vierti tu, aimè!
sarebbe molto bello che l’amore lasciasse indenni tutti quanti. ma non è cosi’. però si può far molto per uscirne. tipo PAZIENTARE. e non obbligarsi a fare nulla. se l’altro ci ha lasciato alla velocità della luce, correndo e fuggendo a cento all’ora non significa che noi dobbiamo avere la stessa andatura. anzi. con la calma si può pensare di ottenere molto. certo ti devi prendere il tuo tempo. senza quello dove vuoi andare? adesso è presto. poi ieri sera li hai visti. cosa pretendevi? dormire sogni tranquilli? io quando ho saputo che era uscito con un’altra quando ci eravamo lasciati, non ho dormito una settimana. posso per certo dirti che sta tipa me la sono costruita in testa mia tanto che te la posso descrivere. e mi sentivo un’idiota perchè mentre stavo male lui stava con lei. ad arrovigliarmi le budella. ma sai che c’è? CHE STI CAVOLI di quel che fanno, hanno fatto, hanno detto. non conta più nulla. conta il tempo invece, quello si, il TEMPO PER GUARIRE. e sa mai ti affidi e mai pazienti, mai avrai speranza. poi noi siamo qua. io perlomeno ci sono. gli amici? uhhhhhh! capitolo chiuso pure per me per molti di loro! ricordati che se non hai la fortuna di incontrare persone che vivono quel che vivi tu, la gente si annoia a sentirti dire che stai male. quindi su di noi puoi contare
un bacio grandissimo
Io non ce la faccio più, faccio un sacco di cose ma appena mi fermo ecco che ricmincio a piangere e pemsare a lui…sono due mesi che non ci parliamo più, mi manca tantissimo e non so come fare…giuro che ho fatto tutto quello che mi è stato consigliato per scordarlo ma appena resto sola scoppio a piangere..sono tanto stanca…
HEIDI:
@dopo 2 minuti si rifanno una vita diversa da quella che noi conoscevamo.
quello che sapevamo di loro non conta perchè sono più veloci di noi donne, che, (scusate maschietti), abbiamo un anima.
LORO NON CE L’HANNO!!!!!Capito????
Loro vogliono vivere anche se hanno 50 anni! Come adolecenti, Intensamente la vita e noi stupide a piangere per loro.
Ciao stellina 🙂
dici che mi illudo se penso che non è così?
ci sono delle differenze tra uomini e donne, anche nel vivere le esperienze e affrontarle, ma non credo che sia come dici…
a parte per le lettere che ho letto qui, ma anche perché ho diversi amici uomini che potrebbero confermarti che hanno sofferto per amore, non si sono affatto consolati dopo due minuti, hanno preso un impegno serio e con generosità, e che hanno rispettato le proprie donne…
e a volte non ne sono state rispettati. Conosco purtroppo anche amici chiusi in storie con donne “tiranne”, che per tenere in piedi un equilibrio instabile si snaturano, e nei loro aspetti positivi, non negativi.
anche se forse, sì, un po’ di spirito concreto, insieme ad un po’ di orgoglio maschile, aiuta tavolta a tornare nella vita, seppure il cuore è ancora malandato, invece di scivolare giù…
a chiudere le porte, quando non ne vale la pena, anche se poi anche loro possono piangere dietro quella porta chiusa. E forse da questa concretezza, talvolta, ci sarebbe da imparare.
ho avuto amici che si sono strapazzati per benino per delle storie d’amore… e ci sono anche le donne che tradiscono, non affrontano le situazioni con chiarezza, ecc ecc. Perché mi sa che è più questione di individui che di genere.
capisco la tua rabbia, ma sai perché insisto nel dire che la generalizzazione di questo tipo non aiuta? perché penso anche che può distogliere dal… particolare, dalla situazione contingente, da provare a capire (anzi, sentire) realmente cosa si sta vivendo…
e dare una risposta adeguata. il fatto di dire che tutti gli uomini sono uguali può essere certo anche una fase naturale di rabbia, disincanto (che poi se ne va) però anche una scusa interiore per non affrontare il fatto che è la persona che abbiamo davanti, uomo o donna che sia, che ci ha deluso, nel particolare, e che non fa per noi, nel particolare…
capisco cosa intendi, anche, quando dici @”Loro vogliono vivere anche se hanno 50 anni! Come adolescenti,
Intensamente la vita e noi stupide a piangere per loro”, cosa intendi per intensamente (cioè avere tutto senza prendere responsabilità ecc)
e di quale tipo di disilllusione parli.
però stiamo attenti anche a renderci conto che vivere, intensamente, è un diritto per tutti e tutte… ora in un senso diverso a quello a cui facevi riferimento tu. Ora lo intendo proprio nel senso di vivere, assaporare la vita, giorno dopo giorno, invece di stare lì, l’ho già detto, a castrarsi il cuore, l’anima, le emozioni, le sensazioni, i progetti, i sogni in nome di uno spirito di responsabilità e di sacrificio che, quando è mal riposto, non ha nulla di romantico, ma è solo una catena. Che non giova a nessuno.
Stiamo attenti a non confondere il salvavita interno, il diritto ad una vita ricca, con la superficialità nei sentimenti.
Se (io generico) amo qualcuno e voglio costruire qualcosa di prezioso con questa persona ma mi accorgo che questa persona non è dello stesso avviso e mi sposto, e mi avvicino a me invece di distruggermi in nome di una causa persa, non sono una persona superficiale o senz’anima. Sono una persona che sta soffrendo per amore, ma che si rende conto che per amare e per costruire qualcosa in due bisogna essere in due, e che sennò, nel frattempo, finché il cuore batterà di nuovo per una persona speciale, esiste il fatto di volersi bene, di amare la vita, comunque, e sempre.
Lo so che quello che dico suona banale, e forse retorico, però stare male per niente non eleva, ma disintegra, sempre.
Non si può cambiare la propria sensibilità, ma bisogna stare attenti a non guidarla senza patente. Conoscere la propria sensibilità, e rispettarla, penso significhi sapere cosa ci ferisce, e rispettare il fatto che siamo fatti anche di quella forte sensibilità, accettarla, ma proprio per questo anche imparare, quando veniamo feriti, magari a ripetizione, a dire basta, che l’altro si renda conto che ci sta ferendo o no.
Heidi, la sensibilità è un dono, scomodo forse, ma la stessa sensibilità che ci fa stare male nei momenti bui è quella che fa apprezzare le cose belle della vita. Dunque forse vale la pena di non essere fatti di pietra. Ma anche, appunto, di imparare a proteggerci quando è il caso, sapendo anche dire: così, per me, non va bene, pur nella consapevolezza (o proprio nella consapevolezza) del proprio dolore.
Ti abbraccio.
@LUNA: “a chiudere le porte, quando non ne vale la pena, anche se poi anche loro possono piangere dietro quella porta chiusa. E forse da questa concretezza, talvolta, ci sarebbe da imparare.”
Il mio ex ha fatto così dopo 10 anni…ma, per come la vedo io, non lo ha fatto perchè è stato più forte o più concreto, lo ha fatto per vigliaccheria come fanno tanti ragazzi-pseudo-uomini al giorno d’oggi e se ha pianto, come è successo, ma che cavolo ha pianto a fare; ma perchè non ha preso in mano la situazione insieme a me per risolvere le divergenze e trovare un equilibrio per andare insieme verso il futuro..basta con il giustificare le bambinate come se fossero comportamenti da persone mature.
Oggi molti non sanno prendersi le responsabilità di stare accanto a una donna e ad una famiglia, tornano dalla mamma alla prima difficoltà; dopo dieci anni che HAI SCELTO di stare con una donna ma perchè non ti decidi a fare una famiglia dal momento che hai avuto la fortuna di “trovare” una sonna che ti dà la vita e vive la sua insieme a te. Non è possibile che, solo perchè ci sono differenze di carattere, si preferisca scappare che crescere e costruire qualcosa da queste differenze che, alla fine, sono confronti e sono bellissime…i miei genitori sono diversi, ai tempi loro tutte queste menate non c’erano e non si correva dalla mammina….si diventava adulti e si costruiva una famiglia. Non si andava a ballare con gli amichetti fono a 50 anni.
Scusate lo sfogo….ora sono al lavoro e non piango, speriamo di durare fino a stasera.
Ciao ragazze vedo che scrivete assiduamente su quest’argomento ed ognuna di voi ha un’esperienza negativa con il proprio ex. Leggendo velocemente le vostre storie mi vien da pensare che nella mia si sono invertiti i ruoli. Sono stato lasciato di punto in bianco 3 mesi fa dopo 3 anni passati insieme. Dopo un ripensamento durato 2 giorni lei (26 anni mentre io ne ho 30) mi rimolla nuovamente. Il motivo vero no l’ho ancora capito perchè all’inizio diceva di esser sotto presisone per tanti motivi (studio, problemi familiari etc e sottolineo che io ero sempre li ad aiutarla per quel che potevo e anche di piu) poi che secondo lei non era piu innamorata, ma stranamente continuava a scrivermi sms che le dispiaceva, che voleva esser come all’inizio etc. Dopo una settimana è interessata prima ad un ragazzo poi a un altro ancora. Vuol vivere la sua vita diversamente cosi mi disse l’ultima volta che la vidi. Vuol vivere al 100% e fare come le sue amiche che escono si divertono etc. In fondo le sue amiche non fanno nulla di diverso da ciò che facevamo noi insieme e lei cmq resta insoddisfatta di ciò che fa anche adesso. L’unica differenza è che le piace sto ragazzo e fa di tutto per star con lui.
Vi domando come interpretate un comportamento del genere ovvero è cosi normale mollar euna persona e cercarne subito un’altra? Io sto passando il periodo piàù brutto della mia vita perchè non facico altro che pensarla e qualsiasi cosa mi ricorda di lei nonostante ormai sina quasi 2 mesi che non ci vediamo e solo qualche volta lei mi ha scritto su Fb anzi direi che ogni tanto si fa viva come per dire son qui. All’inizio ho provato a chiederle di uscire ma niente non vuole perchè io ci rimarrei male, ma secondo me è la scusa per non dire che eventualmente lei potrebbe avere un ripensamento e non vuole accettare di aver sbagliato. In tutta questa storia è stata fondamentale una sua amica ritrovata dopo anni che le ha riempito la testa di cavolate dicendole che deve vivere pensando solo ad oggi e facendo quante più cazate possibili cosi da non pensare ai veri problemi della vita. Vi sembra normale un ragionamento del genre? Non riesco pensare alla mia vita senza lei cosa mi suggerite di fare?
Un bacio a tutte
@angi: leggo spesso i tuoi commenti a questa lettera ma quest’ultimo mi ha davvero colpito. per un attimo è come se mi avesse fatto aprire gli occhi… so che adesso tornerò a giustificarlo e a scusarlo per come si è sempre comportato ma cavaolo…hai ragione! “ma perchè non ha preso in mano la situazione insieme a me per risolvere le divergenze e trovare un equilibrio per andare insieme verso il futuro..” esatto…perchè in 13 anni io ho provato a cambiare per lui, io mi sono avvicinata al suo mondo, io mi sono avvicinata ai suoi amici… ma lui? lui cosa ha fatto di concreto per me e per noi?
Anche io penso che sarei dovuta nascere in un’altra epoca… do ancora troppa importanza ai sentimenti e hai comportamenti delle persone… anche io sono a lavoro e spero di non crollare…ma so già che uscita un bel pianto liberatorio in macchina non me lo toglie nessuno anche oggi!!!
un abbraccio a tutti
@giorgio72: da un lato meno male che esistono anche uomini capaci di soffrire per amore…prima o poi li incontreremo anche noi che abbiamo avuto tutte queste esperienze poco piacevoli…
Purtroppo anche per me sono passati quasi due mesi da quando non ci vediamo e poco meno che non ci sentiamo… ma sinceramente non so bene cosa dirti per cercare di stare meglio, anche perchè io non ci sono ancora riuscita.
tu 3 anni con lei; io 13 con lui… non credo che il dolore sia diverso, forse cambia l’intensità… e cambierà il tempo in cui riuscirà ad essere meno devastante… non lo so ma ti giuro che vorrei tanto avere un apalla di vetro per capire quando smetterò di stare così… questo sito, le vostre esperienze sono molto utili e importanti perchè ognuno di noi sta vivendo una fase, c’è chi è più avanti e c’è chi è all’inizio… in ogni caso possiamo raccontarci e magari scoprire che quello che ci aspetta è meno peggio di quello che pensiamo. la paura del futuro per me è grande, e anche io come te mi chiedo come dopo tutto questo tempo con me mi abbia già “sostituita” con un’altra ma la vita è imprevedibile…e non ci saranno mai le risposte che vorremmo sentirci dire. sto ancora sognando che lui torni a chiedermi perdono con un mazzo di fiori e io gli direi subito si…ma…tutto il male che mi ha fatto adesso si può davvero dimenticare così? e’ veramente la persona di cui eravamo innamorati se non ha avuto scrupoli a gettarci via per “vivere la vita al 100%”? Non lo so, il cuore innamorato dice sì… ma dentro di te non senti una vocina che ti dice che non puoi più tornare indietro? io ho 31 anni per cui possiamo considerarci “quasi” coetanei, forse era venuto il momento di costruire qualcosa e lui/lei hanno preferito scappare… sinceramente io gli sarei stata dietro ancora per tutta la vita, volevo solo fosse felice, appagato e realizzato…ma poi io un giorno mi sarei chiesta cosa diavolo ci facevo lì…non lo so perchè non me ne ha dato l’ooportunità, ha di nuovo deciso per entrambe come la tua ex… Non mi sento di dirti esci e divertiti perchè so quanto è difficile, quanta poca voglia hai, tutto sembra inutile ma credo che prima o poi dovremo ricominciare… a me aiuta molto scrivere e leggere esperienze simili…
credo che tutti/e noi siamo disponibili ad ascoltarci e consigliarci…in fondo stiamo vivendo la stessa angoscia ma in modi differenti..potremmo trovare uno spunto utile per noi…
un abbraccio, a presto.
Cara Alice grazie,
leggo e rileggo le tue parole per sentirle ancora più forti. hai
ragione, ragione su tutto. ci vogliono tempo e pazienza per guarire,
calma e piccoli passi per ritrovare la serenità perduta. è vero le mie
sono reazioni normali rispetto agli eventi che sto vivendo. è solo
che, spesso, in questa società sono cose non capite e non accettate.
bisogna dire non mi meritava, è uno stronzo, farsi belle andare in
giro e voltare subito pagina. che poi sono tutte cose vere ma,
appunto, ci vuole tempo. e cmq, familiari e amici hanno ragione a
scuotermi quando mi vedono ciondolare per casa, ragionissima. e io ci
sto lavorando,perché è una forza che mi viene a piccole dosi..giorno
per giorno.
è solo che ora voglio essere lontana anni luce da lui e da tutto lo
schifo che ha combinato. voglio allontanarmi il più possibile. ho
cancellato numero, fb, sms TUTTO e mi sento meglio. non voglio pietosi
come stai nè auguri di pasqua e di natale. non voglio nemmeno che lui
capisca o si renda conto delle sue azioni. voglio solo stargli
lontano. che sia rancore, odio o distacco non lo so ma è giusto così.
io con questa persona così superficiale e leggera non c’entro niente.
e neppure con queste tresche fatte di tristi e squallidi stereotipi.
non so più chi sia lui nè cosa fosse prima, forse solo un grande
attore o un immaturo legato a infatuazioni passeggere. ma non
m’interessa più. voglio volare via da tutto questo marciume e sentirmi
finalmente leggera..ma di una leggerezza fatta di serenità, autostima
e gioia di vivere.
GIORGIO72 io ti consiglio di lasciarla perdere, lo so ora ti sembra
impossibile ma col tempo capirai che è la cosa migliore. anche il mio
ex dopo due ore si vedeva con un’altra..e fino a 15 giorni prima mi
diceva che ero la donna della sua vita. io ti parlo per la mia
esperienza ma queste persone sono fatte così…se LEI già pensa a un
altro i fatti parlano da soli. magari adesso tu non riesci a vederli
in modo lucido, ma io ti consiglio di prendere le distanze e ritrovare
la tua serenità. poi, se lei dovesse cambiare e tornare da te,
valuterai il da farsi.
un bacio a tutte!
ANGI: stiamo parlando di due cose diverse, e dando per scontato che siano sempre gli uomini a comportarsi in un certo modo, a non prendersi delle responsabilità, a non cercare di risolvere/costruire, superare i problemi. Io, francamente, non lo do per scontato.
E’ vero che se a parlare è una donna porta la sua percezione di come sono andate le cose, di come si è comportato il maschio, e anch’io posso portarti degli esempi di siffatto comportamento al maschile, tuttavia insisto: parliamo di individui che si comportano in un certo modo, e non facciamone una questione di genere.
Non solo li ho letti qui degli esempi, in cui i “ruoli” erano invertiti, ma li ho visti in persone a me molto vicine.
Non sto facendo l’apologia del maschio, e vorrei fosse chiaro.
Ma al di là dei casi individuali, con cui empaticamente tutti noi ci confrontiamo in modo reciproco, e al di là del fatto che certamente tu puoi dirlo forte e chiaro che il tuo uomo si è comportato male, e perché, e di certo hai il mio appoggio, se me lo racconti, quando il discorso si fa più generale io insisto che stiamo parlando di persone, persone che si comportano più o meno bene, che si prendono delle responsabilità o meno, che scappano o meno, e come, che accettano il dialogo o lo sfuggono, ma persone. Anche perché questo, e credo che sia una sua ricchezza, non è un forum solo al femminile, e quindi, al di là degli sfoghi e del sostegno, credo che anche il confronto delle esperienze, in modo più ampio, giovi, forse anche a comprendere come ragionano altre persone, nel loro vissuto. Il bello sta nel fatto che ciascuno dice ciò che pensa, e che a volte proprio dicendo le cose dal confronto nasce il dialogo. Cioè, magari io me la prendo con gli uomini e un uomo arriva e mi dice: guarda che no, io non sono così, e quindi magari proprio il fatto di avere espresso senza filtro crea poi una nuova armonia aggiustando il tiro. Dunque io dico la mia, ma che ciascuno dica la sua, in libertà. Tuttavia, ecco, alle volte penso che magari arriva qui un uomo, ferito, con la sua esperienza e pensa che per lui non ci sia spazio, allora mi dispiacerebbe se fosse così. Allo stesso tempo, mi ripeto, se capire che ci sono delle differenze (esiste un libro interessante a questo proposito) è utile, e la vita può non farci pretendere di trovare un nostro gemello, e che la comunicazione tra i sessi, per varie ragioni, può diventare a volte più complessa di come una visione ideale vorrebbe, allo stesso modo però
mi ripeto, alle volte allargare troppo la visuale sul concetto “uomini”, che sarebbero tutti così e colà, fa perdere di vista il particolare, il fatto che è quello che abbiamo incrociato sul nostro cammino che era infantile, irresponsabile, vigliacco o che, mentre noi diciamo che insieme si supera tutto, perchè avevamo ancora il motore più importante, l’amore, semplicemente non ha avuto palle di lavorarci su perché per lui l’amore era finito, e quindi (e bada che non sto assolutamente giustificando) i presupposti base di impegno erano diventati completamente diversi, non alla prima difficoltà, ma per la mancanza di reale interesse. Orribile? Certo che lo è. Però a volte è proprio dicendo che la questione è stata di immaturità e di mancanza di responsabilità che in qualche modo giustifichiamo chi non ha avuto no le palle per continuare a lottare, ma le palle di dire, nella maniera più corretta, che non gli interessava farlo.
Mi dispiace che tu abbia preso la frase mia come una giustificazione, perché il senso era completamente diverso. Ho un amico che è stato per anni con una donna difficile. E ti assicuro che da parte sua l’impegno e la responsabilità c’erano eccome, e anche la volontà di dialogo. Ora, nessuno è perfetto, e certamente non discuto sul fatto che le coppie possono andare in crisi per mille motivi, pure con le migliori intenzioni. Ma lui rischiava veramente di logorarsi in quella storia, e se ad un certo punto ha detto basta non è stato nè perché il suo era un sentimento superficiale, nè perché non aveva cercato un progetto concreto, nè perché era immaturo, nè perché non era disposto a lottare per risolvere dei problemi insieme. Se ha detto basta è stato perché ha concretamente preso atto del fatto che non c’era nulla da fare, che andando avanti così era solo in una rete distruttiva, per lui e per lei. E ti assicuro che non lo ha fatto da bastardo, e poiché c’ero, nel tempo che è venuto dopo, posso assicurarti che lui dietro quella porta che ha ragionevolmente chiuso, ha pianto, non facendo delle scene da tragedia, ma io so quanto tempo ci ha messo per superare davvero quella separazione, che gli aveva causato molto dolore.
Da parte mia posso dirti che forse mi sbaglio, ma che per me ri-avere (ho sempre avuto amici maschi) la possibilità di parlare e ascoltare gli uomini parlare di sé, al di là dei luoghi comuni, è stato utilissimo nel momento in cui rischiavo di andare sul generale e di infarcirmi la testa, io, di luoghi comuni.
@luna: sul fatto di non generalizzare, hai ragione. Io parlavo del mio caso.
Anche io da piccola ho fatto soffrire degli uomini ed è per questo che “da grande” sono stata insieme ad un uomo solo se lo amavo, altrimenti niente, nessuna illusione nè per me nè per lui.
Tu dici “i presupposti base di impegno erano diventati completamente diversi, non alla prima difficoltà, ma per la mancanza di reale interesse”.
Sarà perchè io credo ancora nell’amore, quello eterno…perchè l’amore non finisce e neanche l’interesse(sempre per come la vedo io).
Io se prendo un impegno con chi amo lo porto avanti; se era vero interesse e amore all’inizio, si trasforma, cresce, si nutre; ma all’amore, quello vero, non si dice la parola fine…è per colpa di questi pensieri che la nostra (la mia…ho 36 anni) generazione non fa altro che separarsi e divorziare…ma com’è che le coppie credono che sia tutto facile, che tutto sia come i primi anni, che tutto debba essere per forza divertente…esistono i problemi, le divergenze e non è mettendo la parola fine che si domostra il coraggio…ovvio che poi ci sono problemi gravi di gente che “impazzisce” e allora è meglio lasciarsi; io parlavo di sentimenti che si evolvono e non di casi estremi…poi certo che ognuno esprime il suo parere, io la penso così e spero un giorno di innamorarmi di qualcuno che la veda come me…
Ciao a tutte, dopo 10 mesi sono ancora qua…non so se ricorderete la mia storia, 2 anni fidanzato,la amavo da morire, regali ogni settimana,lasciavo tutto per lei,mai detto di no in nessun caso, gli ultimi mesi però avevo il sospetto del suo ex, ero diventato geloso del suo ex e lei mi lascia per questo motivo, perchè diceva che ero pesante e geloso…nonostante tutto lei si faceva sentire sempre e ammetto che anche io la chiamavo…dopo 5 mesi che ci siamo lasciati torna con il suo ex e il primo bacio gli lo dà davanti a me…da quel giorno nn l ho piu chiamata ma si rifà viva piangendo disperatamente dopo 10 giorni dicendomi che nn mi aveva mai tradito ecc…. da quel giorno incominciano le sue chiamate, diventa gelosa di quello che faccio però il suo fidanzato non vuole lasciarlo perchè dice che cn me sarebbe inutile tornare perchè dopo il gesto che mi ha fatto io gli porterei sempre rancore. ci siamo visti un giorno e mi ha baciato….e dopo una settimana “pultroppo”abbiamo fatto l’amore anche se penso che l ho fatto solo io perchè non mi è sembrata per niente coinvolta.da allora gli ho chiesto di nn farsi più sentire perchè nn ho bisogno di sesso ma di amore…lei continua a chiamarmi e si giustifica di tutto quello che fa con lui, dice di nn aver mai fatto l amore con lui, che ci esce poche volte, che a me mi ama e per il suo fidanzato prova solo interesse, che non vede un futuro con lui, che si prende le cose come capita ma di lasciarlo non ha intenzione perchè nn sa stare sola.. Io vorrei sapere da tutte voi cosa ne pensate. che persona è la mia ex, come devo fare per uscirne da questa storia perchè per me è molto doloroso visto che lei nn sa che vuole. avrei preferito che mi avesse detto che nn mi ama più, ma lei continua a dire che mi ama, che preferirebbe uscire con me ma ha fatto troppi casini e si vergogna di tornare con me soprattutto per i miei genitori…Cosa ne pensate? forse per due anni sono stato preso solo in giro e amava ancora il suo ex o è stata la mia gelosia a farglielo tornare in mente?(lei dice cosi) che ne pensate voi?
@giorgio72:
“Non riesco pensare alla mia vita senza lei cosa mi suggerite di fare?”
bella domanda.
purtroppo non si può far nulla. deve passare.
non fare cavolate tipo sms, chiamate, email. parla una che queste cavolate le ha fatte per due mesi. sono cavolate sai perchè? perchè qualcosa adesso lo deve fare lei. alle volta si fa qualcosa nei confronti di chi ci ha lasciato, quasi perchè si ha la certezza che se non facciamo nulla loro faranno altrettanto. io ho cercato in tutti i modi di salvare un amore, il nostro amore, col risultato che nel momento in cui gli ho detto di fare qualcosa, e cioè, di pensarci REALMENTE, è DESAPARECIDOS. puff! e voilà, polverizzato! chissà dove e con chi poi.
caro fabio, quel che ti voglio dire raccontandomi un pò della mia storia, è di metabolizzare l’accaduto. se non realizzi. non vai avanti. realizzare che è finita o che, comunque, non puoi far nulla. se non lasciarti cullare dal passare dei giorni. che saranno un pò cosi’. a volte caotici, a volte solitari, a volte saranno talmente orribili che ti mancherà il respiro. ma viviti il lutto.
sul fatto che cerchi un nuovo amore, bè che dire… questa cosa gliel’ho propinata anche io al mio ex… chiedendogli ma come hai fatto? domanda per me lecita visto che era impossibile pensare una cosa simile. NON ERO PIU’ COINVOLTO.
e che gli vuoi dire? che gli dobbiamo dire? non possiamo obbligare nessuno. solo accettare!
@valinda: cara, sono contentissima e sai perchè? perchè parli di serenità, autostima e gioia di vivere…. GRAZIE A DIO! e arriveranno queste cose… le cose arrivano a chi sa aspettare 😉
VALINDA: ciao 🙂 avere l’impressione che gli altri – la società, come dicevi – non accetti il dolore, lo spaesamento, fa male…
ma a volte, lo sai, credo che la questione non sia tanto questa, al di là della superficialità nell’affrontare la vita che certe persone, anche, sicuramente possono avere, perché è vero che esistono anche persone che attraversano la vita e quella degli altri senza interrogarsi troppo, o mettersi in gioco troppo, è vero, indifferente quale sia il motivo…
però credo che la questione, da parte delle persone, sia anche nel fatto che dispiace vedere qualcuno a cui vogliamo bene stare male, e spesso, quelle parole che sembrano dire “non puoi soffrire con i tuoi tempi” intendono essere appunto, come noti tu, uno modo di spronare…
dire che è uno stronzo serve a dimostrare solidarietà…
a volte le persone non reggono il malessere degli altri non perché non gliene frega niente, ma perché può toccare il loro stesso vissuto, o perché si sentono a disagio nel non saper che dire o fare… magari basterebbe un silenzio partecipe, ma si ha forse l’impressione di dover per forza dire qualcosa…
in un periodo brutto molto brutto per entrambe io e una mia amica, più grande di me, abbiamo mangiato una mezza vasca di gelato insieme 😉 non si può mangiare una mezza vasca di gelato al giorno, ma quel giorno quello è stato il nostro modo per non parlare, non sapendo cosa dire, ma per esserci.
Comunque sì, mi sa che la domanda: e lui cosa ha fatto per me? è una domanda che può servire.
GIORGIO: mi viene da dirti da stare attento con l’interpretazione delle intenzioni. ovviamente cosa pensi lei e perché faccia le cose non lo sappiamo, ma dicendo che magari si è pentita e non ha il coraggio alimenti la tua speranza, certo, ma le togli anche la responsabilità delle sue azioni e dei suoi pensieri, anche della crisi che comunque ti ha rovesciato addosso.
Una persona può scegliere un’altra strada, e la differenza sta in come lo fa, ma comunque sia è quello che per il momento lei ha fatto.
Può essere che la sua amica le abbia riempito la testa di stupidaggini, come dici tu, ma a 26 anni non è una bambina. E se è vero che ci sono delle fasi della vita in cui possiamo essere più confusi e quindi filtare poco quello che arriva da fuori, è anche vero che in questo momento ha scelto così. se dici che c’eri potevi aiutarla se lei te lo avesse permesso.
ma non mi pare che lei ti abbia chiesto aiuto rispetto alla sua scelta diversa, lo sai tu. Comunque sia se
lei si è pentita è abbastanza grande e vaccinata, mi pare, per prendere il telefono o venire da te a dirtelo, e rischiare anche di sentirsi dire un no, invece di lanciare dei messaggi ambigui, in cui chi pare che chi deve mettersi in gioco, interpretare, stare in apnea, sei tu, e lei non rischia.
A me verrebbe da dire che se ti penti lo dici, ti prendi la responsabilità delle tue azioni e dei tuoi pensieri, verso te stessa e gli altri. E’ così che dovrebbe essere. Se così non è forse hai a che fare con una persona che, comunque, deve fare uno scatto, suo, per imparare che non ci si può aspettare che siano sempre gli altri a sistemare i nostri guai o le nostre incertezze.
Non ti sto dicendo di essere chiuso, nel senso di metterle un muro se non è quello che senti (e se non metterlo, però, non ti logora troppo, cioè se lasciare questa porta aperta, mentre, di fatto, lei fa quello che le pare, non distrugge te), ma star lì a dover fare frate indovino rispetto ai suoi messaggi poco chiari non credo sia una strada che ti possa portare più chiarezza.
Lei ha detto che non vuole più stare con te, ecc, e quindi forse, che ne dici? è lei che dovrebbe fare lo sforzo, se ti vuole ancora, di rassicurarti, anche se dall’altra parte trovasse un muro.
Spero di non aver detto ca…te che ho mal di testa, per questo tempaccio infame, piovosissimo, che qua imperversa. CHe ha pure un suo fascino, se vogliamo, ma fa umido e acciacchi 😉
ALICE: che bello averti qui, e così. Non che prima non fosse bello, ma così è bello per l’energia che sento in te. E che diffondi.
bacino a tutti
ANGI: grazie per la tua risposta 🙂
Sono cresciuta tra esempi, in famiglia, di unioni per tutta la vita, e quella a cui fai riferimento, in positivo, è un’impostazione naturale con la quale sono cresciuta, appunto, e che mi appartiene. E per farti capire quanto mi appartenga anche il concetto del non fermarsi alla prima difficoltà ti dirò che la mia storia è durata 3 lustri, e 5 anni dei quali tutti tesi a non fermarsi alle difficoltà. Che mi venivano poste, perché se fosse stato per me non mi avrebbe fermata manco una cannonata.
Se mi chiedi se ho considerato la persona di cui parlo l’uomo con cui sarei arrivata finché morte non ci separi, ti rispondo di sì, senza esitazione. Se mi chiedi se lui ha amato me, se sono stata importante per lui, se ha preso la cosa seriamente mi sento di risponderti di sì. Certamente per un lungo tempo, nonostante i suoi errori, mi ha considerata la donna della sua vita, e forse anche dopo, quando i fatti avrebbero dimostrato il contrario. Questa risposta la sa lui, e forse la sta cercando. O forse no.
Io sono sempre stata convinta (anche perché con questa cosa, di rimbalzo ho combattuto da sempre, in fondo, stando assieme a lui) che molto del suo modo di affrontare l’amore e la vita in genere derivasse dal fatto di avere respirato in famiglia un altro tipo di realtà, rispetto a quella che avevo respirato io, sulle unioni per tutta la vita. Quella delle unioni per tutta la vita, sì, ma per forza. Quelle unioni in cui, in nome del fatto che una separazione è fuori discussione, è meglio lanciarsi coltelli per 50anni, stare tutti male, genitori, figli, nel nome del fatto che una responsabilità presa è una responsabilità presa.
Non è un assioma, ovviamente, che le persone nate in un matrimonio felice debbano essere impostate in un modo e le persone viceversa appunto viceversa. Anzi, spesso chi viene da un’unione infelice ha ancora più desiderio di stabilità.
Oggi assistiamo sul serio a una percentuale impressionante di matrimoni che durano a volte persino solo il tempo di una stagione, mentre un tempo non era così, e le unioni duravano tutta la vita. Molte di quelle unioni sono state (e sono) certamente “vere” (ti ripeto, le ho viste e respirate crescendo), ma non dimentichiamoci che per le generazioni passate il concetto di una separazione, per molte ragioni, che spesso avevano a che fare anche con questioni economiche e di giudizi esterni, e reti parentali, era meno accettabile. Oggi della maggiorelibertà di rifarsi una vita
si abusa, effettivamente, può darsi. D’altra parte il rifarsi una vita, allorché la vita che volevi e nella quale credevi ti ha tirato una tranvata in faccia, è più naturale, grazie a Dio. Per chi sa di avere amato veramente, e con il concetto del per sempre, è sempre traumatico ricominciare. Ma se l’amore può durare una vita può anche finire, e rendersene conto forse non è cedere al disincanto totale, bensì guardare al futuro con positività, ma al presente con senso di realtà. Come ti ho già detto io sono una che ha avuto una certa difficoltà, da parte sua, e dico certa per usare un eufemismo, a considerare il fatto che anche l’amore che consideravi eterno possa logorarsi e finire. Dunque se finisce non è mai stato amore? Non lo so, mi sa che purtroppo, non con cinismo, credimi, ma con senso di realtà, dobbiamo renderci conto che le relazioni sono dinamiche e lo sono i sentimenti, che appunto, come dicevi tu, se non erro, evolvono. E non sempre, per tutta una serie di dinamiche interne, esterne, per contingenze, evolvono in positivo. Che a volte possiamo purtroppo anche idealizzare l’impegno dell’altro perché il nostro è fortissimo, e riempiamo anche i suoi vuoti. A volte accade anche questo.
Mi ripeto, Angi, non ti sto parlando come una che ha gettato la spugna, rispetto al valore dei sentimenti e dell’impegno e ti dice: prendila come viene e fregatene. Ma ti sto dicendo che, e non so se riesco a spiegarmi bene, per quanto le persone possano crederci a volte non funziona. Certo, soprattutto se uno ci crede e l’altro smette di crederci. Se mentre noi siamo fermi nelle nostre convinzioni, assolutamente positive, rispetto all’amore e le relazioni, accade comunque che siamo umani e quindi, a nostra volta, pure in buona fede, possiamo commettere degli errori. Se fossi in grado di dire perché certe storie riescono a trovare un equilibrio che dura una vita e altre no, se avessi una ricetta, magari. Io avevo la mia ricetta, amore, superare le difficoltà insieme, ecc, eppure non ha funzionato lo stesso. E anche se so quali sono le cose di lui che mi hanno fatto male, e con le quali mi sono scontrata, e mi sono scontrata benebene se mi son fatta una cultura a proposito, e se ci sto ancora lavorando su, non mi sento, francamente, pur riconoscendo tutto il mio grande amore per lui, e la mia buona fede in voler stare con lui fino alla vecchiaia, di dire che io a mia volta non ho commesso errori, anche senza rendermene conto. E esistono anche le incompatibilità.