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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia

14.073 commenti

Pagine: 1 140 141 142 143 144 282

  • 7051
    Giusy -

    Ciao a tutti,
    vi leggo sempre…e stasera sinceramente non avrei voluto leggere di te cara Anna…
    Credevo e speravo che dopo tutta quella sofferenza vissuta e “condivisa” in quel lungo periodo che ci ha permesso di “incontrarci” avesse finalmente fatto il suo percorso lasciando spazio alla felicità che meriti poichè sei davvero una persona speciale. Hai sempre dimostrato una grande sensibilità e in tanti tuoi comportamenti e parole hai dato veramente un grande esempio di cosa significa Amare.
    Lo stupore di Anna parte prima ha sicuramente ceduto il passo alla concretezza o meglio alla possibilità, alla eventualità che tutto può accadere e forse questa volta questo senso di vuoto sarà lenito da quella consapevolezza frutto di quel lavoro interiore che hai maturato prima che iniziassi questa nuova relazione.
    Ti abbraccio cara Anna.
    Un saluto a tutti

  • 7052
    ANNA -

    Luna e Giusy, grazie.
    Sto scavando tutta questa storia per meglio riuscire ad accettarla. La vedo molto lucidamente. L’ altra volta non fu cosi’. Annaspavo, mi rifiutavo di capire quel che era, mi ribellavo alla realta’. Ora no. Ora sto male come un cane, anzi peggio, ma so di non poter fare nulla. Il dolore passera’ e io ritrovero’ il respiro della normalita’.
    Intanto mi fanno male le ferite. Ovvio, no? E mi fa male, come sempre, il non aver capito il limite sin da subito.
    Quest’ uomo si e’ sconvolto la vita per me. Anche troppo. Si e’ innamorato come un bambino e ha fuso la sua esistenza con la mia in toto. Ha clonato la famiglia “bis”. Il terreno era di quelli fertili. Io sono una che da’ per natura. Lo sapete.
    L‘ ex moglie e’ sempre stata presente: il bambino e’ molto piccolo e lui lo adora. Non poteva essere diversamente. Per non “urtare” lei, ha sempre mentito sulla mia esistenza, tanto non vivevamo nella stessa citta’. Io ero con la famiglia d’ origine, carinissimi con me. Mi hanno accolto come una figlia da subito, dicendomi che per loro ero come “la salvezza”. A me non importava che lei non sapesse. Capivo che se ti devi separare, se lei non e’ la donna piu’ “comprensiva” del mondo, se devi avere un rapporto civile per il bambino e soprattutto fraquentare l’ ex casa per lui, non puoi, sotto queste condizioni, dire proprio tutta la verita’. Pero’ il bambino cresceva e ormai parlava bene, anzi benissimo. Il castello cominciava a perdere acqua. Era ora di parlare chiaro. Li’ e andato il tilt. Troppe bugie a me e anche a lei .Noi vivevamo insieme da mesi e lei non sapeva nemmeno che io conoscessi il figlio, il quale, a sua volta, chiamava me quando si svegliava di notte ( per fortuna mi ha sempre chiamato con un soprannome nato quando non sapeva ancora dire il mio nome vero ).
    Sta ragazza non e’ un mostro. E’ una persona che ha sicuramente sbagliato molto ma anche lui, dentro al matrimonio, non ha meritato la santificazione. segue…

  • 7053
    ANNA -

    …segue…Non si amavano piu’ e comunque non si capivano. Poi ti trovi sola con un “ non ti amo piu”, tuo marito che se ne va, lei avra’ ben capito che gli errori piu gravi nascevano da suoi comportamenti, il MEA CULPA arriva e dall’ altra parte chi c’e’ : ANNA.
    Io, che intanto capisco che qualcosa non torna, che non e’ possibile che lei non sappia certe cose, che per forza le “vecchie bugie” sono ancora li’…Ho aperto gli occhi e Dio solo sa quanto mi sia costato. Ci vuole riprovare. Per il figlio e per chiuderla ancora, magari, ma senza rabbia. Rispetto per me? Non so. Forse. Ma cmq tante bugie per se stesso. Voleva amore. Ha avuto amore. L’ ha dato, anche. Non posso negarlo ma, a 35 anni, da un uomo mi sarei aspettata piu’ consapevolezza. Sapevamo che sarebbe stata dura. Io ero pronta, lui no. Ma io non ho figli e, in fondo, che ne so…
    Lei perdona tutto per farsi perdonare il suo passato, lui spera che lei sia cambiata davvero per riavere quella famiglia che voleva.
    Io taccio e soffro perche’ il mio amore era pulito, vero e sincero. A me non si deve denaro ( o meglio, me ne dovrebbe ma mi vedete da un avvocato ???? ), io non sono la madre di nessuno e cancellare me e’ piu’ facile.
    Che disastro…

  • 7054
    LUNA -

    GIUSY: ma è la stessa Anna? Io penso di no, ma forse sbaglio io?
    :O

    MARCO: la tua analisi mi sembra lucida…
    certo, non conosco le variabili, e questo è il tuo punto di vista, però mi pare che tu abbia cercato di guardare le cose con obiettività.
    mi dà da pensare il fatto che dici che tu e i suoi genitori avete dovuto indagare.
    Cioè, non mi sorprende nè la preoccupazione, nè il fatto che insieme abbiate cercato di capire, nè tantomeno la chiusura possibile di una persona in crisi. Penso al fatto che si sia dovuto indagare senza riuscire a parlare in modo diretto.
    Quel che dici sul “bisogno del cambiamento” mi fa pensare come (in generale, nel senso che non conosco la persona, ovviamente, e certo non le sue motivazioni interne, tu che la conosci da 12 anni sicuramente di più!) effettivamente alle volte quando questa pulsione interna si fa sentire si può cercare all’esterno un pretesto, o una sorta di… deus ex machina che sistemi le cose, togliendoci dei carichi interiori che non si è in grado (o si pensa di non essere in grado) di dipanare da soli. Ora, certo, ciò può essere più consapevole o meno. Intendo dire che a volte non è che si fa tutto questo “ragionamento”, neanche emotivo. Si pensa: io sto meglio così che colà. O: c’è chi mi capisce meglio di.
    E può essere anche che sia vero. Cioè che ci si senta meglio.
    Naturalmente sto leggendo il tuo punto di vista, ed è riassunto.
    A volte le persone in crisi si sentono sole, ma al contempo si blindano anche nella loro crisi. A volte quel desiderio di cambiamento nasce anche dalle aspettative che hanno gli altri, che sembrano avere gli altri, o che chi è in crisi identifica negli altri. Non so se riesco a spiegarmi.
    Nel tuo punto di vista riassumi, mi pare, questo concetto:
    lui sembra non averle chiesto niente.
    Lei e basta, allentando la pretesa delle aspettative, come la laurea, che però è un percorso suo personale. Stai dicendo che lui le ha detto: non fa niente, non fa niente se ti laurei o no,

  • 7055
    LUNA -

    io non lo pretendo da te e quindi non serve che tu lo pretenda da te stessa?
    Il concetto del foglio bianco?
    Cambiamento.

    Scusa, mi st che sto divagando.
    In realtà l’amore è irrazionale, e quindi le analisi tengono fino ad un certo punto.
    Vero è anche, però, mi sa, che al di là dei colpi di fulmine e delle affinità elettive conta anche…
    come dire?
    come ci sentiamo e come guardiamo il mondo in un certo momento, cosa stiamo cercando nelle persone che incontriamo.

    Io ci ho messo un po’ di anni a laurearmi, non per difficoltà, ma perché una volta finiti gli esami mi sono messa a lavorare, poi ad un certo punto ho buttato fuori la tesi molto velocemente. Non ho mai pensato di non laurearmi, ma ho scelto di fare il percorso a modo mio, anche se intorno, ovviamente, c’era perplessità, anzi, ostruzionismo, diciamolo, se le tasse mi pesavano economicamente, e, soprattutto, ero io a girare con un file aperto, una cosa inconclusa.
    Non so se la tua ex amava quello che studiava, io sì, d’altra parte ad un certo punto ero satura. Anch’io avevo bisogno del cambiamento, e ho cambiato cercando altri stimoli nel lavoro, che poi, peraltro, mi sono serviti per quella tesi fatta più in là. Tanto che, anche se sulla carta posso dire “avrei potuto fare prima”, e se so che da un lato quel file aperto ha avuto anche dei costi, anche in termini di stress, so benissimo che allora ho fatto la scelta giusta, istintiva, che collimava con delle possibilità che ho cercato/trovato in quel momento di “crisi”.
    Non sto giustificando la tua ex, eh. Riflettevo sul concetto di cambiamento, e sulla capacità generale di ascoltarsi nel momento in cui siamo noi stessi a dover decidere cosa vogliamo. Quanto possiamo sentire il bisogno che quella “giustificazione” a dare valore al nostro sentire e scegliere, o a sistemare le cose, venga dall’interno o dall’esterno, anche per le contingenze. La mia, scusa, era una riflessione generale.

  • 7056
    ANNA -

    Si, sono iooooooooooo.
    Stessa ANNA, presente e attiva dal 2006 :-((((

  • 7057
    elena -

    credo che LUNA abbia centrato il problema. Molto spesso cè bisogno di cambiamento e molto spesso si cerca quel cambiamento facendo il passo più lungo della gamba, stravolgendo tutto e tutti. Se ci si pone sul lato aspettative cioe’: che cosa vogliono gli altri da me? e queste aspettative sono molto alte, si incappa nel classino gradino da scalare.
    Forse non era arrivato per lei il tempo di scalarlo quel gradino. Forse per le, le aspettative che altri si attendevano, erano troppe.
    i arriva alla saturazione.
    Il tuo amico, caro MARCO.TRE tutto questo non l’ha fatto pesare, probabilmente si è posto nei suoi confronti in modo lieve. Non sò le sue motivazioni, ma credo che costui voglia solamente conquistarla non creando aspettative.
    Si vive alla giornata e come andrà…..andrà, non sò se riesco a spiegarmi.
    Tu stesso affermi che c’erano dei problemi di comunicazione ultimamente e che il vs rapporto è cambiato.
    Se avrà la forza, te ne parlerà lei. Ma ora credo che il suo stato, sia di eccitazione nel scegliere le novità. Parlarne adesso, sarebbe spingerla nelle braccia di quest’ultimo che farà di tutto per averla.
    Lascia passare un pò di tempo e vedi come vanno le cose.

  • 7058
    elena -

    te la racconto in breve LUNA:
    7 anni di convivenza, 7 anni in cui mi sono fatta carico dei suoi problemi di carattere spigoloso.
    Già avrei dovuto capire sin dall’inizio che la storia non andava ed entrambi eravamo giovani. Avrei dovuto farmi forma e mollare dopo appena 3-4 mesi.
    Ed invece no, testarda come un mulo ho voluto lottare, ma il carattere non si cambia!
    Mi sono trovata cambiata, non mi riconoscevo più dopo 7 anni.
    Lui grande industriale, io piccolo ceto medio, all’epoca ero all’inizio del lavoro. Ci siamo conosciuti per caso. Dopo 6 mesi, mi chiese di non lavorare più e che mi avrebbe mantenuta lui. Errore letale.
    Avendo lui un carattere autoritario per la sua azienda, con decisioni da prendere molto alte, ha riportato questo suo imporsi anche nella vita privata.
    Non nego di aver vissuto come una principessa nel castello, ma a lungo andare è stato deleterio.
    Non avevo autonomia, ero super controllata,ogni decisione indipendente da lui era un massacro.
    Nel 2002 la rottura. Avevo iniziato il distacco, creandomi una attività indipendente. Vuoi per il mio carattere solare, vuoi che iniziavo a vedere i frutti del lavoro, lui si inkazzò molto.
    Ma il distacco iniziò perchè c’era veramente seri problemi di comunicazione, ero giunta al limite e questo mio limite mi portò a cercare una via di uscita non proprio salutare. Avevo iniziato a frequentare un’amico che non ho mai nascoto a lui.
    Era solamente un’amicizia platonica all’epoca, ma lui non credette molto alle mie parole. Non avevo nascosto nulla, ma la rabbia che lui non credeva alle mie parole, iniziò a far diventare quest’altro uno spunto per evadere.
    Iniziò il delirio. Mi mise alle costole un investigatore privato, mise sotto controllo pure il cellulare e una cimice in auto. Sembra assurdo ma fu così. Non sapendo nulla di tutto questo, avevo chiesto una pausa di riflessione, dove andai ad abitare dai miei momentaneamente.
    I miei non seppero subito dell’investigatore, ma scoprirono……

  • 7059
    elena -

    nella pausa, che lui aveva fatto entrare in casa una nuova conquista. Furono momenti difficili da gestire, dove i miei cercavano di far ragionare me e lui da divisi.
    Chiese il “divorzio” in tribunale, dove riuscì a portarmi via, dimostrando al giudice, la mia colpevolezza del tradimento. Non avevo più, ne lavoro, ne casa, ne soldi.
    Attualmente e ti parlo degli ultimi mesi, fu lui di nuovo a ricercarmi, dove mi mostrò l’ennesimo fallimento. L’ho accolto, ho accolto le sue richieste di domande sospese, dove lui mi disse che voleva riprendere con me da dove era stato sospeso.
    ma come vedi, ho capito che non è cambiato, anzi……
    Di nuovo si era preso la posizione di possesso e di controllo. In casa era peggio di come l’avevo lasciato: ora addirittura può controllare dal suo pc in ufficio che cosa combini in casa.
    Direi che è decisamente troppo.
    Questa è la sintesi, il resto lo sai già.

  • 7060
    marco.tre -

    La decisione di conseguire una laurea era stata solo sua e nè io nè la sa famiglia che si fatto carico delle spese (tasse, libri, affitto ecc), abbiamo fatto sentire il peso delle aspettative, io ero naturalmente orgoglioso dei suoi obbiettivi, propositi, che con il tempo sono diventati, probabilmente, sono diventati per lei più difficili da raggiungere.
    Io non le chiedevo quasi mai di come andassero gli studi perchè ho sempre sostenuto che lei era una ragazza responsabile che sà quello che fà.E’ stata proprio la sua famiglia a dubitare di quello che la figlia le raccontava riguardo agli studi, perchè dopo aver detto di aver terminato gli esami, non puoi dire di preparare la tesi da ben due anni, secondo loro non aveva ancora dato tutti gli esami come diceva…quando io le ho parlato facendo trasparire i miei dubbi, lei mi attaccava accusandomi di non avere fiducia in lei. A me non interessava che lei avesse una laurea, ma non accettavo che mi si mentisse, era segno di poca fiducia e stima nei miei confronti; se hai bisogno di aiuto, basta chiedere, essere sincera, non si ammazza nessuno perchè ha problemi con gli studi.
    Le avevo proposto di iniziare a lavorare proprio per sentirsi meglio lei ed avere al scusa pronta per chi le chiedeva della laurea(ultimamente evitava amici e parenti, forse proprio per non sentirsi rivolgere domande a cui sapeva già di dover mentire).Allora, posso io pensare di sposare una persona che mi sta facendo sorgere dubbi sulla sua maturità? Io quando studiavo per il diploma, d’estate lavoravo, mentre lei è arrivata a 30 anni senza aver mai avuto una esperienza lavorativa e i suoi le lasciavano tutto il tempo per dedicarsi alo studio….caspita, è normale che adesso si aspettino qualcosa…!
    Credo che per lei il matrimonio doveva essere una via di fuga da questa situazione…e nel momento in cui non mi ha trovato subito consenziente….come via di fuga ha preferito quella prospettata da quell’infame del mio collega. Cosa ho sbagliato?

  • 7061
    Manu -

    Luna…hai perfettamente ragione, dovrei mandarlo a quel paese, ma lui comunque mi tiene in qualche modo legato a lui!
    comunque mi cerca, mi chiama, mi dice di vederci..poco fa mi dice che non vuole piu illudermi,e ke è inutile ke lo chiamao ogni dieci minuti..ma non capisce che
    mi sta rovinando la vita e la salute….gli ho detto se mi stesse dicendo addio, elui dice che non lo sa…è confuso, ma confonde anche me…allora gli ho detto che mi sta perdendo
    davvero, che se è un addio mi deve dimenticare,lasciarmi andare..perchè è egoista quando mi cerca, xkè sa ke cosi mi destabilizza e allora che vuole?senz’altro mantenere un legame in modo tale
    da non perdermi per sempre e intanto risolvere tranquillamente e beatamente la sua confusione..NON ESISTE!dopo questo sms non lo cerco più…sarà lui a farlo, lui a dimostrarmi, a dirmi qualche parole, a fare passi verso me..
    sono nervosa, ho gli esami d maturitò e piango sui libri, mi chiudo in camera, fumando sigarette e piangendo…..l’altro ieri appena mi ha detto che quando eravamo li, sulla spiaggia, ci sarebbe stato tutta la vita e che quando mi ha salutata
    non vedeva l ora di vedermi…mi ha detto che gli mancavo, che mi amava ancora, che con me ha fatto cose che forse non rifarà mai…..tutto questo piangendo, tenendomi la mano….non capisco piu nulla, sl ke questo vivere in bilico è lacerante, fa male..tanto male…
    e mi rendo conto che sto davvero prendendo una botta di vita, xkè sono innamorata veramente ed era un sogno stare con lui…poi questa, si è messa in mezzo?????L’ho pure trattata come una sorella….ma lui capirà ke per lei è una cotta, lo capirà e allora si dovra vergognare di aver messo in ballo
    un sentimento con una stupida cotta..

  • 7062
    LUNA -

    ANNA: uh, stellina, scusa, non avevo capito 🙁 mi sono un po’ persa. Ma come???
    ho detto un sacco di minch… non avendo capito che eri tu?
    Un abbraccio grandissssssimo.

    MARCO: guarda che non dicevo “aspettative” dei suoi in senso per forza negativo. Però mi ero fatta un po’ l’idea che le cose stessero come racconti…
    Due anni per fare la tesi si può stare, a me non è capitato, ma capita, ed è pure vero che se sei bloccato o comunque in ritardo sulla laurea e i parenti anche lontani ti rompono i maroni la tensione sale… ma è anche vero che non ci si laurea per gli altri, ma per se stessi… poi il fatto è che sei i tuoi genitori hanno investito su di te soldi per 10 anni e tu ad un certo punto dici: mollo, la cosa non è molto semplice… ma il punto è perché era in crisi? era una cosa momentanea o trascinava da anni una cosa che non sentiva?
    Due anni fa una ragazza che conosco, e che era sempre stata una “spada”, ha deciso che non avrebbe fatto l’esame di stato. Si era laureata, tutti si aspettavano anche che facesse (e superasse) quell’esame, ma non era quello che voleva lei. Grande crisi. Pensa che lo ha detto a me, che non le ero tanto vicina, proprio perché ero la persona meno coinvolta del mondo. A me (carattere a parte) non cambiava proprio nulla che lo facesse o no, mentre le sue amiche più care avrebbero potuto dirle qualcosa, io che ero più lontana, non avrei giudicato, no? Di fatto, comunque, ha fatto solo lo scritto, se non erro, ed è pure passata, ma aveva già rinunciato a fare l’orale, dopo aver comunicato ai suoi genitori la sua decisione. “per me questa cosa è un incubo”, diceva “razionalmente dovrei, ma io non ne posso più. Io voglio avere un figlio, tenermi il lavoro che ho già, e di continuare con questa storia di giurisprudenza non ne posso più. Non ho mai contrariato i miei, a mio padre verrà un colpo”. Invece dopo essersi logorata alla fine la cosa si è conclusa con una serata di chiarimento con i suoi. Punto. Tutto tranquillo. Ora ha

  • 7063
    LUNA -

    un figlio, e – ti farà ridere – è anche tornata… più antipatica, com’era prima della crisi 😛 alle sue impostazioni di default. Ma comunque sia lei ora è contenta così.
    Cosa hai sbagliato? Non c’ero e non so 😉 a leggere la tua verità, quella che scrivi, a me verrebbe da dire che invece hai avuto un buon istinto. Perché se il matrimonio era per lei una via di fuga dall’affrontare la responsabilità di prendere una decisione che riguardava lei stessa, cercando un alibi, hai fatto bene a invitarla invece a capire quale fosse il vero problema. Non potevi crescere al posto suo, Marco, no?
    ANNA: mi ero persa dei post. Tu sai che io penso che la tua delicatezza d’animo sia un valore, un pregio, e no, non ti ci vedo a urlare in piazza… però di fatto loro erano separati ed è vero che non ha senso ferire le persone di proposito, e che si può tentare di fare meno male possibile, ma nascondere l’esistenza di un’altra donna, quando una storia è conclusa, è non affrontare le proprie paure innanzitutto, non quelle dell’altra persona. Tu ti sei trovata a gestire/subire una situazione che, mettiamo anche in buona fede, quest’uomo ha messo in un modo che poteva solo esplodere, e nel quale, mi pare, tu con l’umiltà che ti contraddistingue, sei stata un passo indietro, non essendo un’ex moglie, non essendo una madre… ma non è una questione di punti-diritto. la coppia eravate voi due, nella vostra relazione. Tu hai amato e accettato suo figlio, e anche le sue difficoltà, ma la sua ex, mi spiace, non era un problema che doveva ricadere su di te nelle proporzioni in cui, già durante la storia, avveniva. Smettila ti prego con questa cosa dei punti/diritto. E ho le palle piene, per te, che tu sia la “salvezza”. Sei una bellissima persona, ma la gente si salva, innanzitutto, sempre da sè. Tu metti i cerotti agli altri, ma stringi i denti quando ti fanno male, anche senza saperlo, non per forza per cattiveria, anche solo per ignoranza, egoismo, o perché sei troppo delicata per dirlo.

  • 7064
    elena -

    NN darti colpe MARCO.TRE. Non sei tu il problema, ma lei, in quanto non riesce a distingure che cosa voglia da se stessa.
    Forse non era la strada giusta il laurearsi, forse ha cambiato idea e si è sentita addosso il peso della responsabilità, e che tutti compreso i suoi si aspettavano.
    Tu hai fatto il necessario per andarle incontro, per capire. Non è una questione di maturità, ma di scelte. Non di fiducia, ma di comprensione nell’accettare che in quel momento, lei aveva difficoltà estreme a presentartele.
    Non mi fraintendere, non desidero colpevolizzare nessuno/a, tantomeno lei. Sono una serie di considerazioni mie. E’ importante capire che puoi aiutare te stessa e gli altri soltanto se accetti che anche tu hai bisogno di aiuto. Cerca di non cadere nel tranello di sentirti superiore se gli altri confidano in te e se progredisci nel tuo sviluppo personale. Potrai aiutare veramente gli altri a capire e ad accettare se stessi soltanto se non perdi di vista il tuo bisogno di aiuto.
    Ciò che vale per il fisico vale anche per la psiche, nel senso che una sofferenza di vecchia data può continuare ad influenzarci facendoci sentire insicuri, paurosi, inadeguati, pieni di vergogna o vulnerabili. Il senso più profondo di queste forme di sofferenza può essere compreso soltanto a livello individuale.
    Il tuo collega ha trovato solo del terreno fertile su cui lavorare.
    Mi spiace per l’inconveniente e per te.

  • 7065
    ANNA -

    Luna, Luna, Lunaaaaaaaaaa…….io sono stata, DI NUOVO, presa in mezzo in un ingranaggio perverso. Amore per bisogno. Stavolta non solo mio. E il fatto e’ che e’, e resta, amore vero, solo affetto dal particolare di essere MALATO.
    Mi ( ci ) ha ricoperte di balle. Si e’ attaccato a me come se fossi un’ ancora perche’ non ce la faceva piu’ a vivere quell’ infelicita’. E ci credeva! Quello e’ il peggio. Si e’ separato, abbiamo fatta quella maledetta casa da zero, abbiamo fatto vacanze, Natali e Pasque, tutti insieme, tutti e TRE.
    Io, lui, il bimbo. Le nostre famiglie. Gli amici.
    PAZZESCO. Cambiato citta’, residenza, tessera sanitaria, TUTTO.
    CI CREDEVA.
    Io non so se siano stati rimorsi o scrupoli, se ora sia che non ha altra scelta….
    Il casino, cmq, alla fine, l’ ho fatto io ( scusate l’ anacoluto ).
    Capivo che i conti non tornavano e sono andata a casa ( nostra ) quando non avrei dovuto.
    Quando la ex moglie non avrebbe dovuto esserci, ma arrivare dopo 2 ore per il figlio, e ho parlato con lei e poi con lei e lui insieme. Uno schifo. Sembravamo 3 malati di mente ( io un po’ meno degli altri ma ero quella piu’ distrutta perche’, forse, l’ unica sincera nei sentimenti )
    Povero bambino. E’ stato un gioco degno dei pazzi. Loro vanno dallo psicologo. Io non ci andro’ ( stavolta ) perche’ non ho niente da capire. Ha toccato il mio punto debole: DARE A CHI HA BISOGNO. Ci siamo trovati. Lei non ha mai nemmeno detto in giro di essersi separata ( non accetta il concetto a priori ), lui si sente indegno come padre ( oltre che, sec me, anche povero di soldi ).
    Ma le bugie, Luna???? Tu non hai idea…

  • 7066
    ANNA -

    Autogiustificazione immediata : “ le ho detto che c’eri, poi che non c’eri piu’ per vedere come avrebbe reagito, se davvero tenesse a noi ( loro due ) o se fosse solo gelosia. Perche’, se lei ci crede ancora, anche se io non la amo ( ma non la odio piu’ ), devo provare per mio figlio.”
    Ha giocato con la testa della gente per i suoi comodi. Che si autoassolva fa parte dello schema. Lui adora far sentire in colpa gli altri. Mi ha fatto sentire una merda perche’ ho cercato la verita’ da sola. Perche’, da sola, ho capito che lui non l’ avrebbe detta mai ma, anzi, avrebbe cmq rimaneggiato il tutto per uscirne pulitissimo e con un parterre di gente macchiata di onte.
    Tutti e due ( li’ nn si poteva mentire, anche se lei avrebbe pagato per farlo ) mi hanno detto che in questi ultimi mesi di tentato riavvicinamento non si sono toccati con un dito e secondo lui, io dovrei, da quello, cogliere rispetto per me.
    Ma quale rispetto??? La verita’ e’ un’ altra. La poveretta credeva che lui avesse CHIUSO con me ( tipo trombamica di passaggio ) da prima di Natale e che, in tutto, fra noi, ci fossero state due/tre uscite serali con notte di sesso. Il Mercoledi’ prima della Domenica della verita’ io ero beatamente con il mio fidanzato in un fighissimo hotel ( per rifarci della Pasqua con figlio e relativa e senza me ) a vivere la mia vita d’ amore e bugie. E’ stato bellissimo, come sempre. Rispetto??? NO. Voleva tutto.
    Non e’ cattivo, solo uno che ha perso se stesso e chissa’ quante altre volte si perdera’.
    Io conosco me stessa. So cosa nn va in me e cosa nn andra’ mai. Ci convivo da 35 anni. Qui c’e un figlio amatissimo ma portato in una follia ( ripeto : povero il mio piccolino ), una ex moglie cui non e’ mai stata data nemmeno una chance di rifarsi una vita perche’ “tenerla li’” era piu’ fruttuoso e una persona come me amata ma anche tanto USATA.
    Lei mi chiedeva “Ma dici che torna da me? A te l’ ha detto? “ A me????? Se non sono impazzita li’, quel giorno,non impazzisco piu’.

  • 7067
    LUNA -

    ELENA: ciao 🙂
    ho letto…
    e purtroppo le cose che racconti, quelle dinamiche di induzione della dipendenza e del controllo non mi stupiscono :(((
    è anche difficile spiegare, a chi non sa, come sia possibile anche restare invischiati in certe forme di controllo… eppure avviene, e non certo in un giorno. Non è che una persona ti chiude a chiave subito, che sia in senso fisico o in senso morale, espressivo, emotivo…
    il processo non è così immediato, altrimenti sarebbe più facile accorgersene e non permetterlo.
    Si può avere pure l’impressione che quel bisogno di controllo sia una cartina di tornasole dell’entità del sentimento, in realtà il bisogno di controllo nasce da una sicurezza e da un caos interni, non da un oggetto esterno. E dico oggetto non a caso, perché il controllato viene percepito come un oggetto, purtroppo.
    Ciò non toglie che una persona possa anche amare, mentre lo fa, ma comunque sia ama male.

    Quello che non ho capito bene bene è a che punto stai ora.
    Io non credo onestamente, per esperienza, che una dinamica di controllo come quella che racconti sia un modo di fare, ma di essere. E una visione della vita, oltre che una pulsione. Un modo di essere può cambiare? Può cambiare se curato, se è molto radicato, ma non credo possa andarsene semplicemente così, com’è venuto.
    Il bisogno di autonomia in questi casi viene sempre percepito come un tradimento, non importa se in nessun modo influisce con la vita di coppia, se anzi potrebbe influire in modo positivo sull’individuo, e di riflesso anche sulla coppia…
    peraltro la modalità di controllo di solito credo si attualizza in maniera che la persona si senta controllata sempre, anche nei momenti in cui non lo è, in una sorta di ansia generalizzata

  • 7068
    ANNA -

    Gli ho tolto il ruolo che adora : quello della VITTIMA di lei.
    L’ ha fatta sentire uno schifo di madre e donna per mesi e ora, invece, porta su di se’ il ruolo che detesta, quello del COLPEVOLE. Ora deve rimediare perche’ di me ti puoi liberare, di lei, no.
    Tanto lei lo vuole a priori e lui manipolera’ per far passare per “passabile”, il “non passabile”.
    Tutti mi stanno vicini. I suoi amici, i genitori ( allibiti perche’ anche loro non sapevano NIENTE perche’ lui ha obbligato lei a nn dir nulla nell’ attesa di diventare PERSONE NUOVE ), i miei amici, la mia famiglia, ma, dimmi, Luna, si esce vivi da tutto questo?
    Io sapevo che un bambino di neanche 3 anni ha dei diritti sacrosanti e che la sua mamma e’ una persona che non avrebbe mai potuto prescindere dalla nostra ( ??? ) vita ma, quel che e’ successo, per quanto mi riguarda, e’ l’ emblema dell’ egoismo piu’ puro che abbia mai conosciuto.
    Io auguro il bene sempre. Spero che ce la facciano ma spero anche di farcela io perche’ il male che sento e’ affondato fino alle ossa.

  • 7069
    ANNA -

    Sunto dei sunti: vita difficile, quella del padre separato. Eravamo ” in prova ” tutte e due. Una con cui e’ sempre andato tutto male ma e’ madre di tuo figlio e da alimentare conguamente e un’ altra che gli ha dato AMORE. Stava “solo” cercando di capire cosa fosse meglio. Il “come” e’ lavoro da specialisti e non mio.

  • 7070
    elena -

    esattamente LUNA. la forma di controllo genera ansia, non ti senti protetta in certe situazioni, E’ anche vero che ogni individuo, ha bisogno dei propri spazi, dei propri: chiamiamoli così “segreti”.
    In questo spazio, per me vitale, mi sono sentita defraudata, messa a nudo e invasiva. Non credo di aver mai avuto segreti in merito, ho cercato solo di avere forza per aprire un dialogo. Ma non puoi averlo serenamente, se si ricade in continui sensi di colpa. Credo che ciò avvenga in lui e sia da interpretare fin da una adelescenza infelice, dove la mamma controllava ed impediva un normale sviluppo formativo. Anche se all’epoca era entrato in terapia, non credo l’abbia mai assimilata ed è un lavoro lungo che richiede estremamente coraggio ad affrontare certe tipologie ben radicate. Anche il “senso di abbandono” credo non l’abbia mai assimilato: non riesce per un minimo istante a reggere da solo, cerca sempre alternative, mentre io in conpenso non ho avuto altre relazioni dopo di lui.
    Mi chiedi come stò: stò abbastanza bene ultimamente, non nego che il primo mese è stato di nuovo deleterio dopo averlo rivisto. Ma decisamente ho voluto togliermi dal suo mirino, che immancabilmente era divenuto una sorta di “minaccia” per la mia incolumità e benessere psicofisico. Ero divisa, trà lui, la sua attuale ex ed io.
    Anche se, e te lo ripeto, all’inizio l’ho cercato tanto dopo che lui ero tornato. ma più lo cercavo e più la spada di democle feriva, con insulti, parole e gesti da “fuori di testa”, minacciando me e l’altra.
    Un pò di confusione il “ragazzo” l’ha fatta!!
    Anche i miei si sono tolti dalla scena, che, ad un primo istinto erano stati piacevolmente sorpresi dal ritorno di costui. Mio fratello si era persino prestato a dargli una mano. Fatto stà che, se nei primi mesi aveva accettato di bon grado, ora si rifiuta.
    Cmq fatto stà, che ha chiesto silenzio e silenzio ho dato. Sono due mesi che non ho più notizie.
    Ah una cosa non ho detto: nel parlargli, mi accennò che si

  • 7071
    elena -

    sentì svuotato, dal tanto amore che ha donato e preso nel dietro e che quindi, secondo lui, era stato chiarissimo che la ns era solo un’amicizia e null’altro. Peccato che aveva accennato dopo questo fatto, prima di “finire oltre” e sotto le lenzuola. Cosa di poco fatto, ma che mi ha fatto sentire, come una di quelle all’angolo del marciapiede che offre il proprio corpo in cambio di qualche gesto gentile.
    Vado oltre a tutto e vedo lungo, ho capito che responsabilità non ne vuole assemere, nemmeno il fatto che 7 anni fà mi ha scaricata, senza un lavoro e senza una posizione.
    Chi ben comincia è a metà dell’opera!

  • 7072
    Giusy -

    @Luna, Luna, che ridere…non hai riconosciuto la nostra cara Anna!!
    Mannaggia…cmq hai ragione,noi non la “volevamo”nuovamente”qui in queste vesti…
    Ormai sinceramente non capisco più nulla…in cosa credere, in cosa sperare…boh…
    Cara Anna, scusami per il paragone ma in questa storia ti assimilo a questo dolcissimo bimbo che non ha colpe, un bimbo che chiede amore e nello stesso tempo ti riempie la vita oon il suo amore e con quella ingenuità e spontaneità di cui solo essi sono capaci.
    …Credo nella famiglia, è giusto che un bambino debba essere amato, è giusto riprovare ma mi chiedo:”Perchè non averci pensato prima??” Perchè forse era più semplice gettarsi in una nuova storia. Non so. Sicuramente sei stata amata , avete vissuto un anno intenso e importante ma mi chiedo:Il rispetto?In questo suo “perdersi”purtroppo io non vedo quel rispetto nei tuoi confronti,non si può entrare e uscire così dalla vita altrui!
    …spero che il suo “perdersi”non comporti ulteriore dolore…e che in questa confusione che fa da sfondo alle loro vite tu e questo bimbo non siate “risucchiati”.
    …Hai le risorse nuovamente per rialzarti!
    Un bimbo non deve essere Mai un gioco e credo che l’ amore che gli hai donato ti possa rendere fiera della persona che sei!
    Un abbraccio.
    Un saluto a Luna e a tutti voi.

  • 7073
    ANNA -

    Ecco, Giusy: il bimbo. Quella e’ la cosa che piu’ mi fa inc….are.
    Me l’ ha messo in braccio che aveva 15 mesi. Irresponsabile ! Ti amo, sei la donna della mia vita, io non ho mai amato cosi’ ( purtroppo nemmeno io ), sei fantastica, sei cio’ che ho cercato da sempre. Noi siamo stati veramente felici. Ma tu sei un padre, hai 36 anni, devi sapere quello che fai! Io lo sapevo e la dimostrazione e’ che, oggi, tutti sono con me. Hanno visto quello che ho fatto. Quanto sacrificio e amore ci abbia messo. La sua mamma ( nonna del bimbo ) quest’ estate mi chiamava e mi chiedeva : “ ce la fai? “. Certo che ce la faccio ! Ho sette gatti e un cane, figurati un piccolo tesoro che problema mi puo’ creare…Adesso, pare, che per lo schock di avere visto tutti insieme, me, lei e lui, abbia iniziato a non parlare piu’ bene. Dico “pare” perche’ amici suoi ( nostri ??? ) mi hanno detto non credergli e che lo fa solo per far sentire in colpa me e per non vedere cosa ha fatto lui a suo figlio.
    Se fosse ancora qui la mia psico, so cosa mi direbbe : ti deve cancellare perche’ gli hai fatto vedere quanto abbia sbagliato. Si vergogna di se’ e sa che tu non puoi perdonare in 5 giorni perche’ sa chi e cosa sei.E il perdono immediato, quello che lei da’a lui e lui a lei, non e’ perdono e’ negazione/rimozione. Nessuno vuole vedere il REALE perche’ il reale FA MALE.
    E’ li’, Luna, che io mi tiro indietro. Sempre la psico mi direbbe : il problema non e’ cosa fa lui, ma perche’ tu lo possa volere ancora dopo quello che ha fatto. E conosco la risposta. Io sono atterrita dal vuoto e dall’ abbandono perche’ aprono scatole vecchie di trent’ anni. Quel pezzo di strada e’ gia’ stato intrapreso nel 2006 ed e’ stato lungo anni. Non ti passa, sai? Ma conoscere il mostro che hai dentro e’ gia qualcosa. Io sopravvivero’. L’ altra volta ho imparato cosa significhi amare. Stavolta anche cosa significhi essere amati. La prossima volta speriamo di unire le cose e che non ci siano piu’ “malattie” in corso…

  • 7074
    ANNA -

    Scusate, sto intasando il forum ma sapete com’e’: per me e’ casa mia, come fare quattro chacchere tra amiche :-)))
    Grazie.

  • 7075
    LUNA -

    ANNA: ma che intasi??? :DDDD
    Sai quante volte ti ho pensata in questi mesi? Poi arrivi e non ti riconosco 😛 che schifezza di amica di forum che sono 😉
    forse ero io rinco, e la sensibilità mi faceva acqua, anche se c’ero, pur non sapendo chi fossi, ma sono un po’ rinco io in questo periodo, forse sei entrata con la delicatezza tua, e talmente delicata sei stata che non ci sono mica arrivata che eri di casa… forse non mi andava di pensare che proprio tu stessi male…
    Comunque eccoci qua. Salve, piacere, sono quella rinco… di Luna 😉 e ora passiamo avanti, che il centro non è il mio rincoglionimento 😛 (sul quale potremmo scrivere un tomo in questo periodo).

    Anna, tu sei una forza della natura. Alla fine, mi sa, sei sempre stata più forte, nel senso di risorse, di tutti gli uomini che hai incontrato, anche di questo. Sei una Ferrari di risorse, che troverà… la pista giusta, dove correre senza farsi male. Io ne sono certa.
    Certo che supererai la cosa e che ti rialzi. Ma non per dovere, tipo ainzvaidrairialzati. sai che palle ne ho, pure io, del discorso: sei forte.
    Eccccchecazzz… quindi gli altri mi possono passare sopra come un rullo? perché sono mix cristallo mix forza? nenenenenè!
    Intendo dire forte nel senso che lo farai perché sei bella, perché hai tanta energia buona. e quella comunque ti difende dal veleno.
    Abbiamo fatto passi, stellina, non si perdono. Io ci credo. Ci credo anche quando – per me – mi pare che non sia vero. Poi guardo però come leggo le cose, rispetto ad un tempo, e mi accorgo che non si perdono, no.
    E ci credo, pure, francamente, anche leggendo come tu rileggi questa storia. Non è una cosa da poco come la guardi e come guardi te stessa.
    E ci credo anche leggendo come
    Elena rilegge la sua di storia.
    Si capisce cosa intendo dire?
    Consapevolezze, di sè, degli altri, che magari una volta non si avevano.

  • 7076
    LUNA -

    @Io sono atterrita dal vuoto e dall’ abbandono perche’ aprono scatole vecchie di trent’ anni. Quel pezzo di strada e’ gia’ stato intrapreso nel 2006 ed e’ stato lungo anni. Non ti passa, sai? Ma conoscere il mostro che hai dentro e’ gia qualcosa. Io sopravvivero’

    Le persone non sono uguali, ma credo di capire piuttosto bene, autoreferenzialmente, ciò che dici in queste righe.
    Non lo so se non passa mai. Certo conoscersi di più, secondo me, fa un’enorme differenza. Ce n’è persino tra raccontarsi una balla ed essere consapevoli che si ha bisogno di raccontarsene una, per come la vedo io.

    Non hai nulla di cui sentirti in colpa, ovviamente. Tu sei stata vera, anche nel volere la verità. Hai fatto saltare un tentativo di equilibrio “pazzesco”, e malato, sì, direi proprio di sì.
    Non la vuoi una vita zoppicante, Anna. Infatti, pure in tutte le difficoltà, sarai pure caduta in una dinamica perversa, ma mi pare di capire che tu hai costruito una vita vera, per quanto hai potuto. Trovo anche piuttosto naturale il fatto che al momento tu, anche se istintivamente qualcosa non ti tornava, possa essere stata un po’ in difficoltà rispetto al tuo ruolo in questa faccenda complicata, tra diritti e doveri, soprattutto per la tua sensibilità che è tesa a comprendere, accogliere, dare.
    Loro sì, con tutti questi arzigogoli, riescono a starci in una vita zoppicante. Cercano assestamenti di equilibrio diversi, con altre priorità. e mi vedo sì la scena delirante che racconti.
    Io spero per te che tu sia davvero uscita dal loro meccanismo, dalla LORO ansia, che hai descritto, mi pare, con grande lucidità.
    Mi dispiace immensamente che tu stia male, ma, perdonami, provo sollievo che tu ne sia fuori.
    Mi dispiace invece tanto per quella creatura.

    Ho scritto questo post 45 volte.

  • 7077
    elena -

    UHH ANNA , come ti capisco. Sento il tuo dolore.
    Scusa se mi intrometto.
    In una relazione sana e di aiuto, ci sarebbe da chiedersi: ma fino adesso chi si è sentita responsabile di tutto? Due individui e in una relazione di coppia, servirebbe molto che le persone capiscano che aiutandosi a vicenda, a sostenersi, a crescere, a valorizzare temi ed imprevisti sul cammino, dovrebbe servire per crescere i valori! e non solo sobbarcandosi colpe. olpe che trà l’altro, lui scarica solo su di te.
    In questa fase, il mio percorso psicologico e con l’aiuto di Carl Roger (psicoanalitico) mi stà offrendo molto.
    Ti sono vicina.

  • 7078
    ANNA -

    Lunina, guarda che non e’ “colpa tua” se non mi hai riconosciuto a naso :-D. C’e’ stata un’ altra ANNA proprio pochi post prima che tornassi io con le mie pene. Adesso io divento ANNA2010 cosi’ ci riconosciamo di sicuro!
    Combatto il dolore che provo e soprattutto combatto le bugie. Sono quelle a farmi sentire “peggio”. Perche’ innamorarsi puo’ accadere e puo’ anche essere passeggero ma io non accetto la mistificazione della realta’. Se oggi gli chiedessi “perche’ ? “, mi direbbe che non voleva farmi soffire. La solita menata. La solita vigliaccheria. Non e’ che “non vuoi far soffrire”, sei tu a non voler soffrire! Questa e’ la differenza. Hai SBAGLIATO. Capita. Ma anche quando sbagli, c’e’ modo e modo. Io, in lui, ho visto una sofferenza nel passato che mi ha fatto ben sperare. Sapere cosa significhi essere due ed essersi visti sconfitti, mi ha fatto credere che ci fosse terreno per costruire davvero.
    La differenza tra ANNA2006 e ANNA2010 e’ che non chiedo piu’ a nessuno, se non a me stessa, risposte che non avro’ mai.
    Avrei solo altre bugie. La verita’ e’ che per lui e’ stato fuggire in un altro sogno perche’ il primo si era distrutto.
    E questo “sogno” sono certa sia stato anche piu’ bello dell’ altro ma era “leggermente” appesantito da un trascorso che non si cancella. So di aver fatto tutto il possibile. Il mio unico peccato ( mortale ) e’ stato il non valutare con il giusto peso il suo voler trasfondere una vita in un’ altra. La buona fede iniziale e l’ amore non sono in discussione. Ma, come dice mio padre, CI SAREBBERO VOLUTE LE PALLE e, su quello, non eravamo messi benissimo. E’ piu’ fragile di me e questa fragilita’ l’ha, anzi, ci ha, condotti nella cacca piu’ totale.
    Troppa fretta di vita. Troppa fretta di gridare al mondo che era felice.

  • 7079
    ANNA -

    Troppa voglia di avere quello che non aveva piu’ da anni o forse avuto mai. Io frenavo ma, anche io, sono stata “fregata” da quella felicita’.
    Vedo tutte le “storture” oggi e le vedevo anche allora ma era bello credere che fosse davvero tutto come diceva lui : “noi ce la faremo perche’ siamo due”. Poi lo sapete. L’ ho scritto gia’. Una domenica da affrontare: BUONA GIORNATA, amici e grazie sempre e di tutto. A domani.

  • 7080
    elena -

    e adesso ho bisogno io di voi e di un consiglio. Ieri sera è tornato a farsi vivo, dopo due mesi di totale assenza. Non l’ha fatto direttamente con me, no, troppo vigliacco per chiamarmi. Ha riportato alcuni oggetti a me appartenuti. E’arrivato con la scusa di dire che passa al mio paese per caso e che era solo e non sapeva che fare. Ha telefonato a mio fratello alle 21,30 e si sono trovati. Mio fratello mi riporta che: ha consegnato le mie cose, a chiesto di te sul come stavi e se il lavoro l’avevo trovato, ma null’altro. Ho chiesto io a mio fratello se intravedeva qualcosa in più, ma la sua risposta è stata che non si è addentrato nel discorso con lui, non gli ha chiesto nulla e si è reso solo disponibile alla richiesta fatta.
    Gli ho mandato un sms, il contenuto era: grazie per la restituzione, potevi chiamarmi che ero in casa. Lui non ha risposto.
    Direi che per il mio modo di vedere, ha chiuso la relazione del tutto, incapace di prendersi le sue responsabilità,
    Sarebbe come dire, che se si faceva sentire, non era in grado di entrare di nuovo in partita e darmi spiegazioni. Almeno, così ho dato la mia interpretazione al fatto. Che fare? direi che la soluzione, per quanto restrittiva sia, è di mollare del tutto il colpo. Sono perplessa e in questo momento confusa, ma per quanto abbia voluto, desiderato e chiesto, in tutta stà faccenda non cè soluzione se non quella di piegarmi al suo volere.
    Attendo commenti

  • 7081
    LUNA -

    ANNA 2010 meravigliosa e grintosa creatura 🙂 – che poi meravigliosa sei sempre stata 🙂 –
    a cui, sicuramente, sì, il passato e le tappe del suo viaggio sono servite, ti ringrazio per la tua grinta odierna perché sono io oggi ad essere un po’ così così.
    Infatti la chiusa “ho scritto questo post 45 volte” non si riferiva a quei post, l’ho scritto dopo, quando, effettivamente, scrivendo 45 volte e cancellando, cercavo di dire una cosa, ma non sono riuscita a dirla.
    Dire cosa? Appunto.
    Boh.
    Anche il mio viaggio è servito, me ne accorgo ogni volta che riesco a prendere fiato dopo che un’onda anomala mi sale dentro, quel mostro che dici tu, che nella vita alle volte, giocoforza, viene svegliato da eventi, concomitanze, nostre percezioni, sensibilità particolarmente accese, difficoltà di comunicazione. Anche solo grande stanchezza. Me ne accorgo per come rileggo cose che mi sono accadute, con maggiore consapevolezza, come rileggo anche dei miei bisogni, dei miei eccessi, dei miei punti deboli, anche sintomi.
    L’anno appena trascorso mi ha portato dei traumi nuovi, in cui hanno riecheggiato altri, vecchi. Che si scioglieranno. Alle volte però mi è difficile trovare lo spazio per sciogliere i nodi.
    A volte mi detesto io, allo stesso modo per la mia solarità e per la mia enfasi, anche per il mio rendermi conto, troppo tardi, di avere le difese basse, alle volte.
    Mi detesto per il fatto di non saper chiedere aiuto. Di non saperlo fare perché ho la fissa di bastarmi e non chiedere, e al contempo conosco troppo bene la frustrazione di chiedere e trovare una porta chiusa, quando basterebbe poco, e quindi chiedere mi spaventa per questo. Mi sembra sempre di chiedere troppo. Forse lo faccio, perché quando chiedo di solito ho aspettato troppo e quindi ho 4 anni.
    Come te amo dare. Veramente. Ho imparato che ci sono molti modi di chiedere, e so selezionare. Anche perché non ho la sindrome della crocerossina. Però forse ne ho un’altra, mi piacerebbe talmente tanto poter

  • 7082
    LUNA -

    essere in pezzi senza vergognarmi alle volte, senza avere già la colla pronta in tasca,

  • 7083
    LUNA -

    ANNA: insomma, dicevo (mi ha salvato il commento prima di poter finire di scrivere), questo è un periodo particolare. Accumulo di stress. Urge centratura. Filtrare parole che effettivamente hanno saputo oltrepassare un muro, da atteggiamenti che hanno oltrepassato il cuore, nel momento sbagliato.
    E’ difficile spiegare, a chi non sa, cosa abbiamo passato. Io lo so molto bene. E’ difficile anche spiegare perché ci sono ferite che hanno bisogno di tempo e calma per poter rimarginarsi, perché a volte, da fuori, pare impossibile che si sia permesso di farsele fare quelle ferite. E’ difficile spiegare che si sia potuti veramente rimanere incastrati, scioccati da non poter muoversi, con continue randellate che confondono e fanno dubitare delle proprie risorse. E che la mancanza di intelligenza non c’entra niente. Il masochismo, poi, men che meno. Come possano venire a mancare piccole cose che, a chi le ha, sembrano banali. come il carcerato che esce e guarda i fiori come se li vedesse per la prima volta. Sembra impossibile a chi non sa che qualcuno per un periodo non le abbia avute. E parlo veramente di banalità, in una tensione costante… E’ difficile far capire che non si spiega per avere degli alibi per uno sbalzo d’umore, una paura, per fare un ricatto, ma perché un eccesso di sensibilità in questi casi non è carattere, è paura appresa che si può sciogliere…
    Avevo un io integro, sano, con vuoti e difetti, pregi e risorse, come tutti. In una storia normale la compabitilità o meno non diventa una guerra, in cui qualcuno deve per forza soccombere. E se c’è un malinteso si parla. Anche a parolacce, ma alla pari. In un momento di debolezza, dovuto ad altre contingenze, la persona che più amavo e di cui mi fidavo mi si è rivoltata contro come una belva con le dinamiche che sappiamo. Mi ha colpito quando non avevo modo di difendermi, e in un modo che, lo sapeva benissimo, mi avrebbe stesa. Ci ho messo anni a capire cosa stava succedendo. E non perché fossi scema. Ma perc

  • 7084
    LUNA -

    il suo modo di gestire le cose era lontano milioni di anni luce da come io guardo il mondo. Perché mi feriva parlando quasi una lingua sconosciuta, per cui non esisteva traduttore. Perché i colpi venivano dalla persona che fino a quel momento era stata il centro, come è per tutte le persone che si amano. Solo che se metti al centro una persona che ama in modo sano non ti accorgerai mai che può essere anche un male. Costruirai insieme, e con quello spazio di autonomia nel pensiero, nel sentire, nell’agire a cui ogni essere umano ha diritto, nel rispetto del prossimo. Io ero tramortita, invece. Mi sono trovata in mezzo. In mezzo tra le sue dinamiche e quelle di mia madre. In mezzo, senza più una casa. E senza più me, perché mi dicevo: è colpa tua se ti trovi in mezzo, perché era quello che mi veniva detto. E non riuscivo a tradurre. Io ero cresciuta con l’idea che gli ostacoli si superano insieme, e che l’empatia è una cosa meravigliosa. Ero cresciuta con l’idea della complicità, del sostegno reciproco, della sana indulgenza, anche. Lui era cresciuto con il contrario. E ha portato nella nostra vita il modello dei suoi genitori, dal quale, per una vita, mi aveva detto di voler solo fuggire… eccetera eccetera eccetera eccetera.
    @ELENA: sì, è molto probabile quello che dici. E allora la domanda è, forse, mettendo sulla bilancia anche la tua confusione: ti sarebbe tollerabile, ancora, vivere in quel modo? dire che bisogna piegarsi al volere di qualcuno non è cosa da poco. Possiamo anche tollerarlo razionalmente, ma fisicamente, emotivamente? Sulle lunghe distanze distrugge. Io penso di capire cosa intendi con “suo volere”, e non sono banalità, pure se quelle del vivere normale sono incluse. Micro e macro. Non si può sentirsi prigionieri di un amore, guardarsi le spalle, non poter più sentirsi padroni neppure di una sensazione, di un pensiero, del proprio salvavita interno… gli effetti di adattamento ad una dinamica di controllo sono una cosa terribile, io lo so.

  • 7085
    Kia -

    Ciao a tutti,un mese fa,sono riuscita a chiudere del tutto un capitolo straziante
    della mia vita…ho passato un anno,che chiamarlo un inferno,sarebbe un complimento…
    Dopo 5 anni con un ragazzo,ho scoperto che lui m aveva tradito con un altra,la cosa che mi feri di piu è sapere che il nostro
    rapporto sembrava apparentemente andare bene,fini’ in una temporanea
    depressione,non mangiavo piu,non mi alzavo da letto,poi lentamente ho iniziato a riprendermi,
    lo perdonai…e con tanta fatica e sofferenza,cercai di dimenticare tutto,e di andare avanti perchè purtroppo
    ero ancora innamorata di lui…ogni giorno era sempre peggio xò,mi alzavo e se anche con lui
    andava bene,io stavo male,depressione post trauma la chiamano in psicologia..tutt’ora se penso a quei giorni mi viene da piangere
    …circa un mese fa,ho scoperto che lui stava avendo una reazione con un altra ragazza da piu di 4 mesi…il mio cuore si ruppe di nuovo..
    il pensiero piu terribile,fu la paura di cadere di nuovo in quello stato che avevo con tanta fatica
    provato a superare …fortunatamente non andò cosi…è passato un mese da quando non lo sento piu…mi manca,e cosa piu incredibile
    credo di amarlo ancora..ma ora,mi sto rialzando,riesco a vivere da sola,e soprattutto riesco a vivere senza di lui..
    Nei giorni piu bui,quando nn riuscivo nemmeno ad uscire di casa,e non passava un secondo senza che le mie guancie fossero bagnate da lacrime,
    guardavo questo forum,e leggevo tutti i vostri commenti,scrivevo,chiedendo aiuto,e voi ,mi avete aiutata,sembra stupido,ma ricevere risposte
    da persone che hanno passato quello che hai passato tu…ti aiuta tanto..mi ripromisi che se fossi riuscita a superare tutto,avrei scritto io a qualcosa a voi..magari nel prossimo commento che qui non c’è piu spazio 😛

  • 7086
    Kia -

    ….Tutto quello che pesso dire,è che la fine di un amore vissuto davvero con corpo e anima,è una catastrofe.ti uccide,credi di non potere riuscire ad andare avanti da sola/o e l idea d riprendersi è davvero troppo lontana,credi ke l’altro sia l unica persona giusta per te…che sia il migliore..e che senza di lui,voi siete il nulla…
    non è cosi ragazzi…non ci sarà nessuno ad aiutarci… quando starai male,quando,starai male davvero,gli altri non potranno capirti,perchè loro non vedono quello che vedi tu,con gli occhi dell’amore.E’ una battaglia che dev’essere vissuta in prima persona per riuscire a comprenere quanto doloroso possa essere perdere qualcuno che si ama…è una battaglia in cui l unica persona che può aiutarci..siamo solo noi… noi…dovete cercare di trovare il vostro equilibrio…dovete cercare di crearvi una vita vostra,una vita che magari con il vostro partner avevate trascurato.Superare un esperienza cosi,vi fa crescere,e vi fa capire che a volte,dobbiamo camminare da soli,per capire quanto piu importanti noi siamo che l’altro.Non vi abbattete,non pensate nemmeno per un secondo che non possa esserci via d’uscita..ve lo sta dicendo una person che ha passato circa due mesi in un letto,senza mai guardare la luce del sole.Ve lo sta dicendo una persona che non avrebbe mai creduto che le potesse capitare tutto quello che è successo..ve lo dice una persona,che ora piange al ricordo di tutto,una persona che non avrebbe mai pensato di superare il trauma..e invece,eccomi qui,a raccontarvi che niente è impossibile..ma regola numero uno,smettere di sentire l’altro,del tutto.e sarà proprio da quel momento..che inizierà davvero la fase della “distruzione”,l inizio dell’elaborazione del lutto..
    Grazie di tutto,grazie a tutti voi,perchè è anche grazie a voi che ora sto meglio.
    Per chiunque abbia bisogno di un aiuto,o di qualunque cosa, la mia mail : kia_mia@libero.it
    Un bacio a tutti e grazie.

  • 7087
    elena -

    LUNA
    ieri ho parlato fino allo svenimento con gli amici, che poveretti si stanno accollando questa esperienza traumatica. Che dirti: lui immancabilmente non risponde alle mie richieste, oggi altro sms, dove ho scritto che se voleva di nuovo chiudere come 7 anni fà, pradronissimo di farlo, ma lo invitato a riflettere che ha chiesto silenzio e silenzio gli ho dato! Nn una parola, nn uno squillo, nulla. Lo invitato a riflettere, a offrire un dialogo paritario e nn fatto di colpe. Ma il nulla. Come te, sono cresciuta su confronti, disponibilità, apertura mentale e non scappando dalle responsabilità di coppia.
    In tutto questo tempo, come fu allora, nella nostra relazione, intervennero gli amici di lui, che immancabilmente dettero consigli sbagliati e che lui assimilò, solo perchè gli tenevano man forte e gli diedero ragione, al posto di invitarlo a prendere decisioni sagge. E’ anche vero, che uno ragiona con la propria testa, di questi consigli puoi farne anche a meno, ma ragioni di tuo. Non puoi fare di tutta un’erba un fascio, capisci che intendo? non puoi dire: ora chiudo e cerco un’altra, come CHIODO SCACCIA CHIODO. Risultato: lui è tornato da me dopo 7 anni in rovina. E’ pur vero che non mi assumo responsabilità, di ciò che ha fatto. Sono una che prima di chiudere definitivamente, valuto i pro e contro scindendo il cuore dalla ragione e prendendomi spazi autonomi dove poter decidere. Gli amici contano, ma non mi faccio intrappolare con seghe mentali, dove ogniuno dice la propria non capendone le dimaniche, perchè solo chi vive all’interno del rapporto sà come stanno esattamente le cose e se non le descrivi bene con annessi e connessi, difficilmente gli altri potranno capire. Non sò se mi spiego!
    Un’amico suo, cerca di isolarlo per rendegli l’autonomia sufficente per prendere decisioni. ma questo amico, non è uno psicologo e nemmeno uno che sà realmente come stanno le cose, stà sentendo solo la sua campana! E allora mi chiedo: se ha amici così, cosa che trà l’altr

  • 7088
    elena -

    non gradisco in quanto quest’ultimo sarebbe meglio che pensi alla situazione con sua moglie, perchè permettergli di farlo entrare nel nostro rapporto?
    Cmq cara LUNA, i miei amici un’analisi l’han fatta: è tornato a riconsegnarmi le cose per rompere le balle e farti reagire al tuo silenzio :), non dargli spago e aspetta che lui pieghi la testa.
    Sarà pure così, ma mi sento impotente e in qualche modo colpevole un’altra volta di non aver fatto a sufficenza.

  • 7089
    ANNA -

    Luna, giornata di lavoro impestata.
    Ho 5 minuti ma volevo subito scriverti una cosa: CE LA FAREMO. La sensibilta’, l’ intelligenza e la generosita’ ci rendono la vita a volte piu’ simile ad un campo di battaglia che ad un campo fiorito, ma io credo nelle persone come noi e anche in Dio, quindi, alla fine, so che troveremo un posto dove essere se stesse sara’ solo serenita’.
    A dopo, tesoro.

  • 7090
    ANNA2010 -

    Ops, l’ abitudine : ANNA2010 :-DDD

  • 7091
    LUNA -

    http://www.youtube.com/watch?v=BuygRMq5j5M

    un po’ di musica non guasta mai.
    Non sono autoreferienziale :PPPP
    Mi piace Gianni Togni.

    ANNINA2010: 🙂 sì, anch’io.
    Un grande abbraccio, buon lavoro e buona giornata 🙂

    ELENA: non so se LAD mi lascia citare questo, da un libro, mi sa di no, ci provo.

    “Sono confuse al punto da non poter reagire in alcun modo. La confusione genera stress. Fisiologicamente lo stress è massimo quando si è immobilizzati e in preda ad una grande incertezza. Spesso dicono che a suscitare l’angoscia non sono tanto le aggressioni dichiarate, quanto le situazioni in cui non sono sicure di non essere in parte responsabili”.

    “(…) Allora gli scrive. Cerca di fargli capire che soffre per questa situazione e che vuole trovare una soluzione. La prima volta, dopo aver appoggiato la lettera sul tavolo, aspetta che lui gliene parli. Dato che lui non vi fa alcun cenno, trova il coraggio di chiedere cosa ne pensi. Lui risponde freddamente: “Su questo non ho niente da dire”. Lei si convince allora che probabilmente non è stata abbastanza chiara. Gli scrive una lettera più lunga che trova, il giorno dopo, nel cestino della carta. Cerca, innervosendosi, di ottenere delle spiegazioni. Lui risponde che non ha il dovere di rispondere alle domande di un’esaltata come lei. Qualsiasi cosa faccia non viene ascoltata. E’ il suo modo di esprimersi che non va bene? si chiede. (…) Questi tentativi di dialogo fallito suscitano in lei collere che, non potendosi sfogare, si trasformano in angoscia… Dopo molti tentativi di dialogo falliti si instaura uno stato d’ansia permanente, “congelato”, preludio di uno stato di apprensione e di anticipazione cronica (…) i disturbi psicosomatici non sono effetto diretto, ma del fatto che il soggetto non è in condizione di reagire. Qualsiasi cosa faccia ha torto, qualsiasi cosa faccia è colpevole”.

  • 7092
    LUNA -

    ELENA: non so se LAD mi ha lasciato citare, al caso parafraserò. Il punto è che vederlo scritto nero su bianco, non parafrasato, visto da un punto di vista totalmente esterno, forse rende maggiormente l’idea.
    Nn è qcuno che sta ascoltando e magari non riesce a capire, fino in fondo, la tua situazione specifica, ma dice che le dinamiche sono sempre quelle, più o meno, per quanto ogni storia sia a sè. Stringi stringi.
    Mi vengono delle osservazioni, che possono essere sbagliate, ma, se per te va bene, vorrei portartele.
    gli amici sono meravigliosi, e capisco la loro importanza in questo momento, nel cercare di dare un punto di vista esterno e nell’accogliere la tua confusione e il tuo trauma. sarebbe bello, però, paradossalmente, che con i tuoi amici (lo spero) tu parlassi anche d’altro, di cose che non c’entrano con questa tua confusione, con le questioni che ti palleggi in testa no stop. Lo dico perché conosco il procedimento anche di “fissazione” che queste situazioni producono. Si sviscera il problema da 300 lati, parlando da soli, peraltro, perché l’altra persona (lui, intendo) è il grande protagonista e il grande assente. A volte la distrazione fa uscire invece l’intuizione, la percezione del sè, che questo tipo di dinamiche addormentano.
    Dici che da fuori le persone non possono capire fino in fondo. Lo dicevo, nel mio post, sul concetto dello spiegare. Sono una persona estremamente riservata ecc e che comprende il tuo concetto su vivere dentro una situazione/conoscere meglio. D’altra parte però se è vero che nei casi come il tuo è difficile spiegare anche solo l’incastro emotivo, il percorso emotivo per cui vi si è giunti, il perché di certe dinamiche e il loro effetto, l’angoscia/dipendenza/astinenza è anche vera una cosa, e te la dico di cuore: dall’esterno le persone, non standoci in mezzo, ne colgono però gli effetti elementari. Cioè: ciò che fa male fa male qualsiasi sia il motivo o la provenienza. Il senso di colpa che è provi è anch’esso un sintomo

  • 7093
    LUNA -

    ELENA: @In tutto questo tempo, come fu allora, nella nostra relazione, intervennero gli amici di lui, che immancabilmente dettero consigli sbagliati e che lui assimilò, solo perchè gli tenevano man forte e gli diedero ragione, al posto di invitarlo a prendere decisioni sagge.

    Carissima Elena, io non conosco ovviamente la tua storia, e non so come siano questi suoi amici, nè sono come sia lui, nè cosa sia accaduto ecc ecc…
    e mi è anche capitato che gli amici altrui avessero influenza negativa… però mi verrebbe anche da dirti due cose, anche piuttosto banalotte.
    La prima è che gli amici non entrano se non si permette loro di entrare, ed entrano nella misura in cui si permette che entrino.
    La seconda è che uno gli amici se li sceglie. E che quando si va da una persona a raccontare una cosa, anche a chiedere un consiglio, in qualche misura, istintivamente, si sa anche abbastanza bene da chi si va… e che genere di impostazione, se non di risposta, ci si può aspettare. se si va da chi tende al libero arbitrio, chi ha convinzioni radicate di un certo tipo, chi tenderà alla conservazione di certi schemi, chi andrà in opposizione, chi vede la pagliuzza negli occhi altrui e non la trave nella propria, chi, già precedentemente, aveva dimostrato di stare più da una parte che dall’altra… Magari non in maniera così smaccata, ma se parliamo con qualcuno con cui abbiamo un vissuto comune conosciamo anche in un certo modo il suo tipo di tendenza, se non di risposta, o perlomeno un po’ la sua forma mentis.
    So che fa male l’ingerenza di persone che sembrano portare ancora più confusione, casini, concetti e consigli “sbagliati” (virgoletto nel senso della relatività del concetto di giusto e sbagliato, nel momento in cui si sta parlando dell’emotività altrui…), ed è pure vero che esistono dei bei “mescolacacca” al mondo o persone non informate sui fatti che dicono la loro. Ma è pure vero che ai suoi amici, più che i fatti, interessano le sue parole, la sua percezione

  • 7094
    LUNA -

    e la sua versione. Con questo voglio dire che è vero che una persona in confusione può essere più facilmente influenzabile, ma non sottovaluterei il fatto che, nel momento in cui lui sceglie di confrontarsi (o di non confrontarsi) con persone di un certo tipo, o che lo invitano a muoversi in una determina direzione, sta comunque scegliendo proprio, di base, con la sua di testa, comunque. E che magari persone che gli danno una risposta diversa lui non le vorrebbe ora come amiche.
    A suo tempo il mio ex cercò di andare dai miei amici a cercare appoggio (che peraltro emotivamente aveva sempre avuto, pur essendo lui chiuso loro non si erano schierati perché la vita era la nostra, anche se certo per loro il mio benessere era al centro, ma non per questo desideravano il suo malessere, semmai il benessere di entrambi,nella migliore delle ipotesi) ma in un certo modo, di controllo, appunto. I miei amici non si schierarono dalla mia parte, furono aperti, poiché volevano bene anche a lui, ma non gli diedero ragione, non su cose che loro sapevano benissimo erano frutto di un suo revisionismo storico, non al fatto che lui puntasse l’attenzione su alcune cose per sfuggire da quelle centrali, non che cercasse di passare per vittima quando non lo era. A quel punto, pur non trovando ostilità, loro per lui diventarono tutti degli stronzi, ciechi, che ce l’avevano con lui per partito preso. Questo perché, lui, fondamentalmente, aveva anche cercato aiuto, ok, ma non aveva nessuna intenzione di mettersi in discussione, neanche un minimo. Cmq la responsabilità doveva essere tutta esterna. Se il tuo uomo è un adulto che gestisce così le sue relazioni, ho l’impressione che tu continui a responsabilizzare troppo te e a deresponsabilizzare troppo un uomo che comunque non va verso una comunicazione, riflessione paritaria e costruttiva. E non perché ha una pistola puntata alle tempie. E che vuole restare com’è, perché è più comodo, x quanto ciò possa anche causargli sofferenza.

  • 7095
    elena -

    Ciao LUNA 🙂 grazie ho compreso e afferrato il concetto dello scritto.
    Paradossalmente mi viene da scrivere: qualsiasi cosa io faccia e mi metta in condizioni di reagire, per lui non và mai bene. Questo perchè in lui, scatena la dinamiche del voler sempre avere ragione. Non si arriva da nessuna parte se non c’è un minimo di umiltà.
    Lui ha chiuso, lui si è preso il possesso come 7 anni fà, lui è tornato ed è sparito di nuovo. Come se, i sentimenti fossero una molla su chi giocare: ora la premo e salto, al contrario, rimango fermo e la molla non si piega.
    Diciamo che, tutto questo andare e vieni, mi ha messo ancora una volta, in posizione di rigetto. Come se avessi mangiato e salito su un’ottovolante subito dopo.
    E il problema che tutto questo io lo sò, sono perfettamente a conoscienza di come ci si stà in questa posizione e mi viene rabbia.
    Io ho avuto un grande risultato in questi anni: ho visto tornare due persone, quest’ultimo ed un’altro. Son tornati da me, chiedendomi aiuto. Grande soddisfazione, perchè chi siede ad aspettare i cadaveri passare, li vede!!!!!
    Devo smettere però di fare la parte della crocerossina e risolvere i problemi loro, quando quest’ultimi prima ti lasciano e poi tornano perchè stavano bene nel rapporto e si accorgono di cosa hanno perso.
    Però mi viene anche da pensare che, se ritornano, io non li sò tenere e allora dov’è che sbaglio? ci sarà pure un qualcosa che li fà scappare di nuovo.
    Mannaggia che caos…..

  • 7096
    LUNA -

    @io ho avuto un grande risultato in questi anni: ho visto tornare due persone, quest’ultimo ed un’altro. Son tornati da me, chiedendomi aiuto. Grande soddisfazione, perchè chi siede ad aspettare i cadaveri passare, li vede!!!!!

    @Però mi viene anche da pensare che, se ritornano, io non li sò tenere e allora dov’è che sbaglio? ci sarà pure un qualcosa che li fà scappare di nuovo.
    Mannaggia che caos…..

    Capisco il concetto, Elena, anche il concetto del ritorno, ok, però, pur non conoscendo assolutamente la storia, le storie, potrei, se vuoi, spararti la mia. Che ovviamente puoi rispedire al mittente 😉
    cosa non va, forse, in ciò, in queste due frasi, in qualche modo correlate, è la dipendenza.
    Mi spiego, il fatto che due che se ne sono andati male tornino può pure darti un certo tipo di soddisfazione, della serie “ti sei reso conto di quello che hai perso, ah?” e varie, anche una sorta di ipotetico ritorno emotivo della fatica spesa ai tempi… ed è anche molto probabile che sì, si siano resi conto, dopo, di cosa hanno perso.
    Ma… il grande risultato, dopo due storie sofferenti (la prima non so, ma la seconda che hai raccontato principalmente qui, a meno che io non le abbia confuse, il che può darsi) non sarebbe stato farti la TUA vita e fregartene se il cadavere passava oppure no? Non restare neanche ancorata al concetto: tornerai, ah sì, e te la farò vedere, o ciò mi dimostrerà qualcosa?
    Qualcosa tipo: allora non ero io che sbagliavo? non ero io quella sbagliata? ero io ad avere ragione e te ne sei reso conto, ah, alla fine?
    Per quanto riguarda la seconda domanda che ti poni ho un’altra (forse cazzata) da sparare, riguardo il tuo dilemma-caos…
    Hai perso questi uomini per strada, forse ti hanno lasciato loro, forse la storia è finita e basta, capita, o anche perché tu hai manifestato il fatto che non ti andava bene com’era e quindi chi voleva dettare le sue regole ha visto ciò come un’insurbodinazione intollerabile uguale: non posso amarti se non fai come dico

  • 7097
    LUNA -

    io, lo capisci, vero?
    allora tu stai malissimo per questo tipo di risposta (che comunque sia percepisci come un rifiuto) e al contempo però cerchi di far capire (a chi non ha nessunissima intenzione di capire qualcosa di diverso dalla SUA verità) che non è vero che non può amarti se tu non accetti quelle regole, ma che forse lui potrebbe rivedere quelle regole, che l’amore è un’altra cosa, che sei disponibile ad amare e a farti amare, ma non così… (ovvio, faccio ipotesi, e magari dico cazzate, mica c’ero io lì…)… ma di fatto oggi che uno torna, sì, con le stesse dinamiche di prima, e pure peggio, ti stupisci del fatto che abbia le stesse o peggio? e la domanda che ti fai è: perché non riesco a tenermelo? Cioè perché non riesci a cambiargli i connotati del cervello, il modo di sentire e di vivere una relazione? Perché non riesci a farti amare al punto da compiere il miracolo di trasformarlo in un’altra persona, che guarda la vita e te in modo completamente diverso, sarebbe questa la domanda?
    E se fosse uno che ha la fuga interna saresti tu che non riesci a tenertelo? Se fosse uno a cui interessa il tuo lato crocerossino dimenticandosi che sei un individuo al di là saresti tu che non riesci a tenertelo? Forse parlo a vanvera, però io mi ricordo di avere letto che con questa persona tu, pur mettendocela tutta, e la buona fede, hai fatto una vita di mer… E la fai anche adesso, che è tornato. Dunque? Scappano loro o dovresti scappare tu da dinamiche altrui che ti mettono a disagio e con cui ti sembra di girare come un criceto sulla ruota, e che il coltello dalla parte del manico sia sempre in mano loro, perché il centro è che se producono un vuoto, anche di senso, ci cadi dentro (caos) a precipizio? Scusa, Elena, queste sono anche riflessioni mie, certamente, sul potere che lasciamo agli altri, intendo. Anche solo cercando un dialogo, civile, emotivamente normale, chiaro, quando uno usa il silenzio per destabilizzare… Per quanto mi riguarda qualcosa imparai..

  • 7098
    alice -

    ragazzi/e,
    vi leggo sempre… ma fa troppo male e non riesco neanche a scrivervi..
    vi sono vicina… cerco solo pace e invece mi sembra di non respirare.
    ieri dopo l’ennesimo chiarimento mi sono resa conto di quanto a volte nella vita si è impotenti.
    cioè stai lì che cerchi un appiglio o il modo per spiegare meglio un concetto, un desiderio, una intenzione di guardare avanti ancora assieme, come se imbastirla meglio fosse un modo per far cambiare le idee di chi ti lascia, di chi non ti vuole…
    questa è impotenza. credetemi me ne so accorta ieri a 33 anni. è stato una frazione di secondo quando con il cellulare in mano tentavo ancora di trovare parole giuste per spiegare me.
    e non ho scritto nulla. mi sono resa conto che non potevo fare più nulla.
    e che dovevo solo affogare nel mio dolore. e non so da dove cominciare.
    perdere tutto.. sapere che non lo vedrò più… per me è impensabile…

  • 7099
    LUNA -

    http://www.youtube.com/watch?v=bJSOHdWiZlc

    http://www.youtube.com/watch?v=RRW1zDyAPbI&feature=related

  • 7100
    elena -

    Perfettamente d’accordo con il tuo modo di ragionare cara LUNA.
    Sono scappata da dinamiche di controllo emotivo e relazionale, perchè amare come dici tu, è un’altra cosa.
    Un’analisi me la sono pure fatta, eccome. Non ho passato questi ultimi anni in solitudine, per non capire.
    Quando uno torna sui suoi passi, ma le dinamiche son sempre le stesse, se non peggio, una spiegazione te la poni.
    Ma cerco di mettermi sempre sul piano paritario, ossia, di capire me e chi siede di fronte a me, cercando un dialogo. Vero anche, come dici tu, che se uno lo vuole e l’altro lo respinge perchè vuole farti fare ciò che dice lui, non è un dialogo paritario, ma di forza.
    Purtroppo molte volte non è così. Parliamo italiano, ma non la stessa lingua. E’ un paradosso, ma è così.
    Quando uno usa la violenza verbale che oltretutto fà più male di quella fisica, non ci sono spiegazioni plausibili. Anche il chiedere scusa subito dopo aver causato dolore, per me è ingiustificabile. Si chiede scusa e si accettano le scuse, solo se uno capisce che è stato un momentaneo eroore dettato dalla rabbia. Ma se la cosa persiste, non credo che quel momento sia stato passeggero. E’ capitato anche a me, ma ho chiesto scusa e non ho ignorato l’incidente. Mi sono posta domande, per capire e non capitarci più.
    Piani diversi e diverse aspettative.
    Cmq ti ringrazio ancora, per farmi capire.

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