La fine improvvisa di un amore
di
Loredana
Riferimento alla lettera:
Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia
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LILLY :DDDDDDDDDDDDDDDDDD
mi chiedevo dov’eri :DDDD (magari a relax nel prato tra i grilli? mi piaceva pensarlo).
Io di poche parole? :O :PPPPP
che belloo che sei tornata 😀
Non solo non hai risposto fischi per fiaschi, ma, vedi, Manu raccontava una vicenda di sberle, purtroppo…
e tu, pur non sapendolo, hai colto già solo da questa “puntata” che hai letto una prepotenza in atto…
Manu, ci stai raccontando un rapporto sbilanciato, in cui chi rompe, se è lui, non paga, e i cocci sono sempre tuoi… ora vado di fretta, però vorrei che tu riflettessi sul fatto che qualsiasi sia la questione pare che spetti sempre a te fare la cosa giusta, chiedere scusa, rimediare, andare verso…
che la questione causa/conseguenza con questo ragazzo ha due pesi e due misure, quando si tratta di te o di lui.
HEIDI: no che non ti sbagli, c’è di mezzo il controllo, sì. Soprattutto perché di solito parliamo di personalità fortemente egocentriche.
Più disincantati?
Non lo so, non credo che sia un incanto quando il “buonismo” – passami la parola – ci rende i difensori ad oltranza di comportamenti lesivi ecc.
Riuscire a riconoscere anche il bene negli altri, ma saper anche separarlo da ciò che provoca invece dolore, e dire no, non è essere disincantati. Certo, fa sentire disincantati anche aver avuto incontri così ravvicinati con persone capaci di cose che a noi sembrano uscite dal manuale della schifezza nei confronti degli altri… che queste persona c’entrino con i sentimenti… però essere più realisti non significa per forza perdere la propria capacità di dare e ricevere in modo sano, ove sia possibile.Certo, purché l’incanto non sia un sortilegio.
ALICE: il problema è che in casi come quelli di cui parliamo la vera rassegnazione è ciò che sembra un combattere per un fine.
O, meglio, mettiamola così: rassegnarsi a combattere SEMPRE/rassegnarsi a vivere in ansia/rassegnarsi al nulla/rassegnarsi al senso di vuoto della relazione/rassegnarsi all’ambiguità/rassegnarsi a dipendere dalla sfera di cristallo/rassegnarsi ad interfacciarsi con qualcuno dovendo sempre chiarmare in causa, nella propria testa, il traduttore automatico e comunque non avendo mai un vero reale confronto diretto, quindi di fatto rassegnarsi in sintesi anche a parlare/sognare/cercare di progettare da soli e quindi convivere con una sensazione di fallimento quotidiana/rassegnarsi a guardare il mondo oltre il vetro/rassegnarsi ad una qualità emotiva di vita scarsa o inesistente/rassegnarsi a sentirsi “diversi” perché la propria relazione pare diversa da quella della cugina o dell’amica o anche di quei due che al parco sorridono, si prendono per mano, scherzano o li senti fare anche un progetto di piccola entità ma a lungo termine/rassegnarsi a vivere anche la sfera sessuale con un punto di domanda/rassegnarsi a vivere in bilico tra senso di abbandono e frustrazione e interrogativi/rassegnarsi a sentirsi al contempo in balìa ma chi deve correre sulla ruota, interpretare, capire, pazientare, inghiottire amaro/rassegnarsi a essere chi, se vuole una speranza, deve alimentare il fuoco della speranza da sè/rassegnarsi ecc ecc…
sei sicura, Alice, che non hai ancora imparato a rassegnarti?
Non sarà che è proprio la cosa di cui ti devi liberare il fatto che ti sei rassegnata anche troppo?
A vivere a metà, anche a mezzo regime di te stessa, e delle tue risorse e aspettative REALI, nell’ostinazione di pensare doppio da sola?
MANU: costui non rifiuta il dialogo paritario o si comporta così, sberloni e attacchi neuro quando non gli dici che ha ragione perché TU hai qualcosa che non va MA perché LUI ha qualcosa che non va.
E, intendiamoci, non ti sto invitando a dargli l’infermità mentale e fargli da crocerossina.
Ma a lasciarlo perdere.
E anche veloce.
Lui è convinto che è così che ci si rapporta con una donna e in una relazione.
Non cambierai le sue radicate convinzioni neanche se lo porti a LOURDES. ammesso che lui voglia venirci.
E di solito chi ha questi atteggiamenti pensa invece di avere anche ragione.
Se tu smettessi per un attimo di chiederti cosa non va in te visto che lui ti tratta così forse riusciresti a concentrarti sul fatto di cosa NON VA IN LUI.
E ricordati che la possessività non è un sintomo di amore, ma di controllo sull’altro.
Se ti prende a sberle o sbaglia lui ha una buona giustificazione? (non esiste)
Se tu fai qualcosa non ne hai mai, hai sbagliato, pagherai per il tuo errore o dovrai camminare sui ceci per rimediare e sentirti in colpa?
“Manu raccontava una vicenda di sberle”!
……Manu, dai retta a Luna, lascialo perdere e di corsa. Uno che alza le mani, alza la voce, alza la cresta è meglio che alzi i tacchi e li porti in mezzo ad un deserto. Da un certo punto di vista capisco cos’è che ti impedisce di distaccarti da un individuo del genere. 99 su 100 è il fascino sottile, malvagio e apparentemente irrinunciabile che esercita chi enfatizza l'”amore” con gesti ed urla che sono tutto tranne che amore. Sai quante volte ho pensato “min.... quanto mi ama…..” quando sentivo urla ed insulti di ogni specie e portata? La verità è quel genere di persone è violenta e stop. E’ aggressiva e stop. E’ irrisolta e stop, ama solo se stessa e stop.In genere l’irrisolto sta male perchè è sbaricentrato, disequilibrato. Sta male quindi si incazza quindi deve sfogarsi con qualcuno. Ma con chi??? Con se stesso mai e poi mai…figurati….Prendono di mira qualcuno e gli riducono la vita ad un inferno.
E da quell’inferno ci si scervella su cosa si è fatto di sbagliato, si chiede scusa anche se non c’è una colpa, ci si prosta, ci si aggrappa alle braghe di chi minaccia di andarsene come ci si può attaccare ad un relitto se si naufraga in mezzo all’atlantico….
Cosa c’è che non va in te? Nulla.
Magari sei confusa e ti senti come una pallina da golf che dopo un colpo madornale è finita dritta dritta nel buco scavato da una talpa e rotola nel buio sbattendo contro le pareti senza avere la minima idea di dove andrà a finire.
Perchè non ti domandi cosa c’è che non va in lui e, magari, ti dai una risposta dato che in mano mille elementi per poterla dare: è violento,, è aggressivo, è desposta, è egoista, è il contrario di ciò che dovrebbe essere l’incarnazione del concetto di amore.
E va beh che l’amore in pantofole fa drizzare i capelli ma da lì ad accettare che la pantofola ti arrivi dritta dritta in faccia…..
Manu, credimi, amore non è mai violenza. MAI! Senza deroghe e senza eccezioni!
Ps. Lunina: non ero su un prato ma mi sono fatta un bel viaggetto per l’Italia! Se resiste il sole, comunque, sto già addocchiando un praticello fiorito che è tutto un programma.
Bacioni a tutti
Lili…..Luna…avete perfettamente ragione….ma mai prima d’ora si era comportato cosi….sempre premuroso, dolce buono….ricordo quando parlavamo di figli,quando siamo andati a veder una casa da comprare…e cio’ che mi attanaglia, che mi toglie la voglia
di vivere è come tutto questo per lui possa esser finito…cosi,tutto di un colpo..non mi spiego..a me di tutta questa storia cio’ che non mi da pace è pensare a come mi ha trattata bene, a tutti i nostri sogni, i nostri progetti, le nostre risate, i nostri giochi….e poi?Piu niente….come se i sogni
costruiti insieme per lui non erano nulla…è questo che mi fa male…non tanto che non torni o cose del genere…il mio è un piu un dolore nel senso che mi sento presa ingiro, illusa….a me, che invece lo amo come non mai…
@La verità è quel genere di persone è violenta e stop. E’ aggressiva e stop. E’ irrisolta e stop, ama solo se stessa e stop.In genere l’irrisolto sta male perchè è sbaricentrato, disequilibrato. Sta male quindi si incazza quindi deve sfogarsi con qualcuno. Ma con chi??? Con se stesso mai e poi mai…figurati….Prendono di mira qualcuno e gli riducono la vita ad un inferno.
E da quell’inferno ci si scervella su cosa si è fatto di sbagliato, si chiede scusa anche se non c’è una colpa, ci si prosta, ci si aggrappa alle braghe di chi minaccia di andarsene come ci si può attaccare ad un relitto se si naufraga in mezzo all’atlantico….
Cosa c’è che non va in te? Nulla.
Lilly, praticamente ho riportato tutto il tuo post. Ma son parole che a ripeterle anche dieci cento volte, e serve, solo bene possono fare.
Che bello per il viaggio 😀 e w w il prato 😀
Stavo pensando a una cosa, leggendo ciò che scrive Manu, ciò che ha scritto Lilly, e anche facendo mie associazioni di idee…
Stavo pensando a come capita che, persone che in realtà poi si rivelano moleste, entrino nella vita… e perché si giunga ad aggrapparsi come ad un relitto ai loro pantaloni quando si dovrebbe dare loro un bel calcio in culo…
E pensavo a questo… a volte è vero i segnali sono visibili immediatamente, modi gradassi e prepotenti, che possono essere scambiati per risolutezza, forza, sicurezza in se stessi, chiarezza di idee.
a volte però a provocare il senso, dentro, dell’ascensore a cui si sono rotti i cavi, è il fatto che i segnali sembrano apparire all’improvviso. Di solito non è così, anche se è vero che ci si può confondere, come diceva Lilly, con il concetto di amore passionale. E ci sono anche persone che in qualche modo vogliono vivere storie passionali in cui volano i piatti, ma sono molto poche. alcune non si accorgono di quanto la tensione sia alta, e che la passione ha veicoli ben più sani per esprimersi, finché un piatto non arriva in faccia.
ma volevo dire questo:
a volte li si fa
e ci si innamora di questi soggetti che entrano così:
entrano, dicevo prima, manifestando un’aggressività travestita però da presunta sicurezza. Sembrano avere le idee così chiare, e una persona in stato di fragilità può scambiare ciò per una possibile guida. “Ecco la persona forte e sicura che mi aiuterà, e prenderà il volante quando a me sembra di andare fuori strada”.
A volte manifestano delle problematicità già iniziali, ma poiché raccontano di avere avuto un’infanzia o una vita travagliata la persona che a sua volta ha avuto una vita o un’infanzia travagliata pensa: ecco chi può capirmi. ecco chi, quanto me, può desiderare di costruire una vita migliore. ecco chi sarà stato reso sensibile dalla vita quanto me.
Se poi la persona che attratta è abituata, magari per problemi in famiglia, ad avere un ruolo di paziente risolutore e a sostenere situazioni estreme, ecco che nel momento in cui l’altra persona farà numero da circo entrerà in gioco il cercare di risolvere, farsi carico…
Può esserci poi, ad es., “il principe che ti riempie la vita”. Colui che sorprende per quanto c’è, come lui nessuno mai. Ti chiama 77 volte al giorno, e si preoccupa anche se fai uno starnuto con una partecipazione straordinaria. Non c’è cosa che ti riguarda, anche la scelta dello smalto, che non sembra toccargli il cuore personalmente. C’è, in maniera meravigliosa, totale, come neanche tua nonna quando eri piccola. TI FA sentire bellissima, simpaticissima, adoratissima, coccolatissima, protettissima. Anche se dici “vattelapesca” ti guarda in adorazione. Poi un giorno cambia completamente rotta. Passa da 10000 a 0. E non si fa scrupoli. Anzi, se chiedi come mai è cambiato, è sfuggente, se ne frega anche se stai andando all’ospedale, o nega di essere cambiato, o glissa (ancora peggio), o ti dice che sei rompimaroni. O dice: credevo fosse amore e invece era un calesse.
Abituata ad overdose di presenza e melassa la “vittima”, in una botta di amarezza/vuoto, sente uno shock… glicemico.
Ciao Luna,
inutile dirti che ho letto il tuo post e ho pianto, pianto, pianto. Perchè anche se non mi conosci “cavolo” mi son detta… come fa a sapere esattamente tutte queste cose? tutto quello che provo?
Ma la mia rassegnazione è una rassegnazione diversa. Io parlavo di rassegnarmi alla fine. Di chiudere. Decisa e convinta. RASSEGNATA che è finita, che forse non è mai cominciata, e che non posso fare niente per cambiare le cose.
Parlo di questa rassegnazione! Che mi manca, perchè non trovo pace mai! Credimi sono cosi’ stanca che ogni piccolo passo mi sembra la scalata del k2. Stanca di vivere in ansia, di dipendere dalle sue telefonate, dalle sue decisioni, dalle briciole del nostro rapporto che è a senso unico! Eppure non ne esco. Ogni santa volta ecco che subentra il traduttore automatico, e quanto tempo perdo a cercare di tradurre i suoi comportamenti, le sue assenze e, dopo queste, le sue ricomparse. Oddio manco a scuola ero cosi’ ligia!
Parlare/sognare/progettare da soli? Sai quanto sogno? Uhhhhh un sogno continuo! Sogno che tutto vada a posto! Se mi sento diversa? Mi sembra che quando cammino tutti mi puntino il dito… Si tutto vero, amiche e cugine di gran lunga più felici e fortunate! Doccia gelata ogni volta, quando guardo le briciole, le conto. E sono così poche. Ma ci si può rassegnare che sia cosi’ poco? Io non l’ho ancora fatto. Questo è il mio GRANDE PROBLEMA. Che non so accettare quanto è EFFETTIVAMENTE POCO. La speranza è l’ultima a morire? Ma di speranza si muore!
Vorrei chiudere definitivamente, cancellarlo ed eliminarlo da ogni dove. Ma la paura è troppo grande. La paura di riaffrontare il distacco, di elaborare sto benedetto lutto di cui si parla tanto! E mentre lo faccio stare male. Malissimo…..
Luna; mi faresti il profilo del mio ex-mistificatore, ossia”Il principe che ti riempie la vita” Colui che sorprende per quanto c’è…… Ne hai fatto il preciso ritratto. Illuminami sulla personalità del “principe”, e infine dimmi se questo tipo è da manuale, o se sono stata io a non capire, e di conseguenza, a sbagliare nel rapportarmi con lui. Illuminami, dolce LUNA. Un abbraccio.
……….e poi viene il giorno in cui lo incroci e vedi che ti guarda intensamente, si piazza in un punto strategico e continua a guardarti (e già…..indipendentemente dal loro reale interesse alcuni bastardi amano giocherellare con le nostre recondite fantasie che sanno di scatenare….)
E tu?
Tu ricambi lo sguardo anzi punti lo sguardo come un miope che vuole leggere il bugiardino di un medicinale.
Punti lo sguardo, alzi lo orecchie, allunghi il muso, in pratica ti trasformi in un cane da caccia che annusa l’aria …..che stai cercando?
Stai cercando il tuo cuore che rotola via facendo un casino pazzesco, stai cercando le tue guance violacee per un eccesso di sangue, stai cercando la musica di Via col vento….insomma stai cercando tutto ciò che la sua apparizione ti dava….
Che fine hanno fatto? Eh…….volatilizzate!
Hai elaborato il lutto.
Giri le spalle e te ne vai, lasciandolo lì, con il suo sguardo tanto”intenso” quanto esterefatto ….
Lo so….sembra impossibile che possa capitare. Eppure, a volte, capita.
Può capitare che, un giorno, il Principe si trasformi in un ranocchio e che la Principessa capisca di averne le palle piene di un amore così problematico da (prima) riempire, (poi) scippare, (e infine) calpestare la propria vita con la stessa verve di un ballerino di tip tap.
E quando capita, quando riprendi la TUA vita tra le TUE mani allora e solo allora capisci l’importanza di ciò che hai messo a repentaglio. Come si arriva ad elaborare il lutto? Lavorando su noi stesse, dandoci ALMENO l’importanza che si è data a lui e ficcandoci bene in testa che non esiste nessuno di così imprescindibile da far ritenere plausibili anche gli atti di violenza fisica, mentale, o gli atti di egoismo e di “beffardaggine” pur di tenercelo accanto.
Luna…neanche un Principe potrebbe descriversi meglio di quanto abbia fatto tu nell’ultimo post. Mitica Lunina!!!
Ciao a tutti!
X LILLY ….giàààààà, eh sì, Lilly cara, ma…. come è possibile che donne intelligenti, possano farsi incantare, da simili esseri? Possible che il desiderio d’amore ci faccia diventare tanto stupide, da non capire chi abbiamo di fronte? Possibile che il desiderio di voler vedere-incontrare-trovare, finalmente, un bel principe, tanto ideale quanto improbabile, ci renda cieche, fragili, vulnerabilii e iconsapevoli di quello che tutti vedono, tranne noi stesse? Sono sfinita, mi tormenta. E’ subdolo e meschino, ma ancora mi mette in crisi. Scende un gradino per volta e poi …. si ritrae, Maledetto principe, idealizzato, sicuro di sè, ma stupido, stupido , stupido per sempre.
Cara Heidi, effettivamente è un male comune farsi abbindolare da comportamenti che sono solo lesivi per noi e la nostra salute.
Credo che c’entri molto la rassegnazione: rassegnarsi che certe persone non potranno alleviare le pene che ci hanno procurato. Non so chi su questo forum (ma penso Luna o Lilly) tempo fa scrisse “chi maltratta maltratta, è un problema suo e gli va anche bene tenerselo”. Trovo tutto molto vero.
Cioè, credo, che nel momento in cui veniamo maltrattate a parole (nel mio caso) o a fatti, dobbiamo avere le PALLE di volerci bene e di recuperare tutto il valore che certe persone tendono a farti perdere.
Lilly 😉 allora oggi dopo il lavoro me metto a elaborà il lutto ok???
sono di fretta a dopo
Vi abbraccio
HEIDI: tu continui a dire che lui è sicuro di sè e io, da quel che racconti, continuo a vederlo come un insicuro arrogante.
Quella che tu chiami sicurezza in se stesso a me sembra, semmai, personalità narcisistica.
Ovviamente lo conosci tu, non io, ma comunque se per sicurezza in se stessi (autostima) intendiamo un buon equilibrio costui mi pare ne difetti alquanto.
Il principe azzurro non esiste, o bisogna vedere cosa ci direbbe Cenerentola dopo che l’ha sposato (:P… magari anche del bene, eh!), ma penso che il discorso sia piuttosto questo:
se sono stata bene con una persona sono stata bene, ma se ci sto male, male veramente, nel presente ci sto male. e basta. e quindi la cosa principale è spostarsi da cosa ci fa male, non pensare che più il male si avvicina e più staremo bene.
lapalissiano? anche no, nel momento in cui lo shock glicemico o lo stato di dipendenza emotiva non fanno stare nei fatti e nel presente.
Non so se potevi sgamarlo prima, Heidi, ma il punto non è il prima MA L’ADESSO. terra terra. Avrebbe potuto essere tutto zucchero anche fino al 2075, ma poiché ora è diventato amaro è con l’amaro che hai a che fare. Ed è dall’amarezza che ti devi togliere.
tu. E fregatene della sua vera o presunta sicurezza in se stesso (bah), pensa per l’autostima tua.
vedrai come sale quando smetti di andare dietro a questo imbecille. Anche di andargli dietro solo chiedendoti cosa sta dietro ai suoi squillini del caz.
Non la faccio facile, ma l’astinenza da questi rapporti tossici si comincia a superarla nel momento in cui ci si allontana da gente dai comportamenti tossici e lesivi… non c’è molto da fare, è così. Solo che nello stare sulla brace non c’è margine di stare bene, ma solo peggio, nei sintomi d’astinenza,che pure fanno male e paura, c’è lo stare meglio. Bene.
I sintomi nascono anche dalla percezione di autostima a putt… creata proprio dal rapporto tossico, che annebbia con i suoi circoli viziosi del caz.
Lili tu dici”E pensavo a questo… a volte è vero i segnali sono visibili immediatamente, modi gradassi e prepotenti, che possono essere scambiati per risolutezza, forza, sicurezza in se stessi, chiarezza di idee.”
E’ proprio questo che mi fa male…lui non ha mostrano nessun segno del genere…a me fa male immaginare me e lui mentre sognavamo una casa, lo rivedo ancora portarmi a quella casa che volevamo comprare, prendermi per mano e farmi vedere le stanze, lo rivedo ridere, giocare, dirmi che vuole che sia sua moglie
la madre dei suoi figli…cio’ che mi fa male ora non è tanto che mi abbia lasciato (pazienza…peggio per lui)ma che dopo tutto cio che volevamo fare, fino al giorno prima di lasciarmi, lui non mi degna neanche di una telefonata (se non ha le palle di parlare a voce) per darmi spiegazioni…come se non avessi dei sentimenti…lo immagino ridere, tra la gente, dare quel bacio a quell’altra ragazza che ha conosciiuto..
e mi chiedo, ma mia ha illuso?come ha potuto?come puo, dopo tutto, non darmi almeno una spiegazione, dirmi dove ho sbagliato….mi tratta come se non esistessi, è l’indifferenza che mi fa male…il fatto che lui non si preoccupa minimamente che, mentre lui si diverte, io sono chiusa nei miei silenzi, a rimurginare la nostra storia, a farmi queste 100domande…come puo una persona mandarti via cosi, senza neanche dirti perchè, quando sognava con te la vita?Tutto cioi non mi fa vivere…ho continue crisi, lo amo….e
con lui avevo sognato davvero tutto….stavamo sistemando casa, c’era entusiasmo…ed ora?piu nulla…impossibile…non riesco ad accettarlo
scusate…il post era rivolto ad una frase di Luna,non di Lili…comunque grazie ad entrambe…una frase mi ha colpito molto
““Ecco la persona forte e sicura che mi aiuterà, e prenderà il volante quando a me sembra di andare fuori strada”.
A volte manifestano delle problematicità già iniziali, ma poiché raccontano di avere avuto un’infanzia o una vita travagliata la persona che a sua
volta ha avuto una vita o un’infanzia travagliata pensa: ecco chi può capirmi. ecco chi, quanto me, può desiderare di costruire una vita migliore.
ecco chi sarà stato reso sensibile dalla vita quanto me.E’ proprio questo che forse mi ha reso cieca.
LUNA, LILLY, ALICE- carissime, vi ringrazio dei preziosissimi consigli che sempre mi avete dato e grazie ai quali, ho saputo tener testa, all’ essere OLTREMODO spregevole che mi ha tanto e gratuitamente ferita. Credetemi amiche: ho realizzato di aver commesso un tragico errore nel giudicarlo, ( da tanto tempo), ma… volevo solo capire come mai Luna avesse descritto così bene il suo profilo. sembrava l’avesse conosciuto?!?! Tranquille ragazze, sebbene sia difficile,”lasciar andare un amore” (o presunto tale), grazie a voi tutti non permetterò, mai più, ne a lui nè ad altri di farmi soffrire ancora. “ERRARE E’ UMANO, MA…. PERSEVERARE NELL’ERRORE E’ DIABOLICO”…. Grazieeeeeeeeeeeeeeeeeeeee !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Cari amici, Vi prego di aiutarmi.
Devo lasciare improvvisamente la donna che frequento. Lei è sposata con due figli. Io sono sposato con due figli.Lei ha bisogno di soldi e ha contratto un mutuo facendo affidamento anche sulla ns. relazione.
Ci vediamo una volta a settimana e ogni volta un piccolo regalino in soldi.
Se io la lascio improvvisamente Lei soffrirà, sia perchè non ha più me, sia perchè non avrà più il piccolo aiutino.Oggi ho capito che frequenta anche altri uomini.Ma tutto ciò non esclude che se io la lascio improvvisamente Lei soffrirà.Anch’io soffrirò perchè sono innamorato.Però devo lasciarla lo stesso, anche se soffrirò. Cosa devo dirLe per non farla soffrire.
Della mia certa sofferenza sono in fondo affari miei e me la vedo io con me stesso.Ma di lei?Dei soldi di cui ha bisogno? Della sua sofferenza? come farà? cosa accadrà per leii? sono sicuro che anche lei soffrirà come me. Ci frequentiamo da 9 mesi. Vi prego aiutatemi con i vs. consigli. sto proprio male..male..male.. grazie
Un bacino e un grazie a voi di cuore.
LUNA E TUTTI VOI CHE MI AVETE CONSIGLIATO: sono stata per qualche giorno in montagna, nei luoghi della mia vita passata. senza tele, senza pc e senza telefono. ho smesso di cercarlo e si è rifatto vivo lui. dice che è confuso e non sa che fare, dice che non capisce più niente e si sente le mani legate..dice che è stato attratto dalla diversità ma che a me ci tiene parecchio..mi faccio prendere ancora per i fondelli secondo voi? avrà sentito nell’aria che un altro mi ha chiesto di uscire? non mi sento pronta. sono ancora in ricostruzione di me stessa e in questo momento non posso dare stabilità e sicurezze a nessuno.. Vi farò sapere cosa succederà. a presto!
ALVIN:
@Della mia certa sofferenza sono in fondo affari miei e me la vedo io con me stesso.
perdona la domanda che mi sorge spontanea… perché la tua sofferenza sono affari tuoi e te la vedi tu con te stesso e della sua sofferenza sono comunque affari tuoi e te la vedi tu con te stesso?
Non conosco la storia, ovviamente, e gli scrupoli sono apprezzabili, però non ho capito questo. Si ha quasi l’impressione che la tua sofferenza per te pesi di meno…
Però davvero non ho capito lo faccenda. anche se mi pare di capire che le problematiche sono molteplici…
mi pare di capire che la stai lasciando perché lei vede anche altri uomini (che le danno a loro volta il loro aiutino? non sono ironica, chiedo) e quindi è lei che ha fatto soffrire te?
non so, non capisco. però il concetto che ricorre molto nel tuo post mi pare è quello del sostegno economico. Praticamente ti sei preso un impegno che non manterrai più?
Scusa, non ho capito bene.
grazie
Grazie, LUNA. Ho deciso di lasciarla e voglio farlo senza farla soffrire, perchè Lei non lo immagina neanche minimamente. La mia sofferenza è già iniziata, perchè ne sono innamorato profondamente. Lei ha 15 anni meno di me che ne ho 52 ed è bellissima. Purtroppo ho scoperto che frequenta anche altri uomini per soldi. Ne ha molto bisogno perchè vuole comprare la casa per i figli. Ci vediamo una volta a settimana e negli altri giorni qualche e-mail o sms, telefonate rare, perchè Lei mette la segreteria oppure occupato o non risponde (penso perchè impegnata). Ho pensato di allontanarmi gradatamente. Ad esempio per il prossimo mese non farò e-mail, nè sms, nè telefonate. Risponderò solo alle sue. Poi limiterò i giorni (uno ogni due settimane) e il tempo insieme (max 2 ore). Credo che così, dopo un mese, si possa creare un distacco fisico prima, e affettivo dopo, così si abitua.
Il mio dramma è che non voglio farla soffrire per causa mia, perchè in fondo un poco mi vuole bene e ci tiene molto al mio piccolo aiutino in soldi. Alla mia domanda qual’è il tuo livello di innamoramento da 1 a 10, lei rispose 7, poi disse 8. Io, invece, sono a 1000. La mia sofferenza non conta nulla, perchè è solo mia e me la porterò dentro di me.Quello che conta per me è che non ci sia per Lei. Per Lei No! per me SI! Se Lei ha altri uomini per soldi non posso farci nulla, perchè è sposata e deve renderne conto al marito e non a me. E’ una sua libera scelta che io non posso impedire. Anzi lo potrei fare solo se ne avessi la forza economica. Tu stai solo con me e io non ti farò mancare nulla: queste parole non le posso pronunciare perchè si tratterebbe di un passo più lungo della mia gamba.
ALVIN: mi dispiace, ma continuo a non capire bene di cosa mi stai parlando.
Cioè, capisco che questa è la tua verità, il tuo punto di vista su questa faccenda.
Che mi sembra in generale molto amara.
E’ la prima volta che provo a scrivere in un forum.
Che dire, con piacere leggo le parole di LUNA. Io che per anni e che
tuttora sono “vittima” e in balia di un uomo che tanto faceva per
farmi sentire speciale ed era tutto per me, e che da un giorno
all’altro mi ha liquidato con mezze parole (neppure tanto piacevoli).
Da allora continuo impertterita a rimboccarmi le maniche, sperando
che tutto si sistemi… che qualcosa cambi… che lui torni ad essere
la persona speciale che era con me. Mi illudo?Non lo so…
Ho trovato solo giusto scrivere in questo spazietto per ringraziare
LUNA, che ha dipinto in maniera magistrale un rapporto di dipendenza
che ormai non fa altro che danneggiami da tempo e che nessuno aveva
mai descritto e capito così bene.
E’strana la vita,no?
Ha volte ti senti meglio compresa e rassicurata da persone che non
hai mai visto o che incontri solo di sfuggita per una volta in una chat…
ANNA: ciao 🙂 benvenuta 🙂 spero che tornerai qui a parlare insieme a noi 🙂
Sai, a volte le cose capitano per caso anche perché siamo sintonizzati per coglierle…
intendo dire che avresti potuto sentire o leggere le stesse identiche cose in un altro momento e non farci caso.
Forse se ci hai fatto caso vuol dire che ti sei anche un po’ rotta le scatole di come ti senti o che hai un livello di consapevolezza, tu, diverso, rispetto a come stai vivendo la tua vita.
Sul fatto della comprensione, che forse chiamerei… accoglienza, so che effetto può fare parlare di queste cose con persone che, pure in buona fede, non conoscendo il problema, possono dire cose che fanno sentire la persone che le vive “incompresa”.
Ciò non fa che rafforzare il senso di solitudine e confusione, anche mentale, in chi per l’appunto si trova in una situazione come quella che descrivi e di cui spesso ci ritroviamo a parlare qui.
Per non parlare poi di frasi come “alle donne piacciono gli stronzi” e altre cose che non solo non ci dicono nulla di più su un problema come la dipendenza emotiva, ma che attraverso dei pregiudizi finiscono anche con l’allontanare le persone che affrontano una certa situazione dalle possibili vie interiori di risoluzione.
Non so se esistano persone a cui piacciono gli stronzi, a me personalmente non sono mai piaciuti, me ne sono sempre tenuta alla larga fin dalla tenera età, riesco a dialogare probabilmente anche con un paguro, se il paguro è disposto a dialogare in modo diretto, non sono una donna di poco carattere, ho un q.i. sicuramente discreto e tuttavia mi è capitato comunque di non avere le difese adeguate nel momento in cui mi sono ritrovata in una situazione che percepivo come lesiva, ma che mi mandava, nonostante tutto, in profonda confusione. Ero consapevole di avere un problema e di essere in sofferenza. Ma qual era veramente? Poiché non riuscivo a capirlo bene, la mia mente viaggiava come su due piani, uno lucido e uno confuso, anche dall’emotività
e con tutta una serie di compensazioni anche automatiche per andare avanti lo stesso.
Perché, ovviamente, come te, ero tesa verso il lieto fine, quel lieto fine che avrebbe riportato le cose su un piano emotivo per cui non avrei sofferto più, sarei stata rassicurata, riaccolta, gli alieni mi avrebbero restituito il mio meraviglioso compagno, la mia meravigliosa vita per come l’avevo immaginata, e della quale, eccchecazz, non avevo forse diritto?, ecc ecc.
Nel frattempo mi stavo rincitrullendo sempre di più, anche senza rendermene conto. Avendo molte risorse il mondo avrebbe potuto anche non sapere mai, visto che, peraltro, a me non andava di dire gli affari miei manco per il c…iccio. Anche perché non mi andava di dire che la persona che avevo accanto era diventata così, visto che io ero disposta a concedegli il tempo per riabilitarsi… ecc ecc ecc.
ora non saprei riassumerti il percorso che è ancora in corso, ma il senso di questa mia è dirti che io credo che l’informazione sia fondamentale. Anche per capire che il problema esiste. Ma esistono le persone, e ciascuna è a sè. Intendo dire che ciascuna persona sa quale sia il suo livello di sofferenza e conosce la sua biografia, e che non si tratta di enfatizzare il problema, ma di permettere alle persone che vivono una situazione di disagio emotivo di questo tipo (che ha mille sfumature, e per questo parlo di persone, ciascuna con la propria storia) di non oscillare tra il terrore di avere un problema troppo grosso e incomprensibile al mondo e la negazione di avere un disagio che è invece comprensibile e anche risolvibile.
Anna, mi fa piacere che tu sia passata di qua, molto, e ti ringrazio. Se hai voglia ripassa ancora. Quando ti gira. In silenzio o scrivendo, come ti va. Domani, tra un mese, a prendere un… caffé 🙂 Anche mai, se hai altro da fare. Questo è un luogo libero, io, mi disegnano anarchica (in senso buono) un giorno sono capitata qui per caso e ho deciso di tornarci per questo.
baci :DDDD
Sai Luna hai ragione; credo di essere arrivata ad un livello di
consapevolezza tale per cui non so se mi vada ancora bene di essere calpestata
dal mio uomo. Cioè mi spiego, la persona con cui si decide di stare dovrebbe
trattarti come una principessa, io ne sono convinta, per questo ti dirò,
io il rispetto lo metto al primo posto… e dal momento che questo è venuto
meno (vedi tradimenti, parole cattive, mani alzate), io credo di essere arrivata
ad un punto limite di sopportazione. Ho pianto così tanto in questi anni, mi sono
umiliata, ho sofferto le pene dell’inferno addossandomi colpe che non avevo e che
ovvio per lui erano solo mie, che adesso non ce la faccio più.
Sto ancora malissimo, ma devo uscirne in qualche modo, spero di riuscire a trovare
il coraggio di mollarlo e di ricominciare una nuova vita.
Per chiunque legga, vi farò sapere se ce l’avrò fatta oppure se mi attaccherò
nuovamente e disperatamente alle sue braghe come se fosse l’unica
persona al mondo e per paura di rimanere sola.
A presto…
Ciao Anna 🙂
Le persone hanno comunque il diritto, sempre, di essere trattate come esseri umani, innanzitutto, prima ancora che da principi e principesse.
Il problema di queste situazioni è che il parametro è così andato a farsi fottere che anche la qualità di vita più banale (passami la parola banale) va a farsi fottere insieme al parametro.
La paura di restare soli può avere, certo, radici anche “antiche”, ma c’è molta gente che pure se non ha mai avuto la paura di restare sola, perché aveva una qualità di vita normale e dei rapporti con la propria identità normale, anzi, diciamo naturale, va, e anche con il circostante, scopre una paura abissale di restare da sola, proprio perché sta vivendo una situazione in cui non solo è da sola, ma fatica neanche per due, ma per 2500.
una situazione di costante battaglia doppia, anche interna, per riuscire a conservare… un’autoconservazione, e un’illusione… una solitudine non sana, e comunque ricca e aperta ad uno scambio con l’esterno in cui è possibile anche fare degli incontri che siano in espansione, ma una solitudine in implosione, e in assedio, mi ripeto.
debilitata, con la propria autostima messa continuamente sotto assedio e invasa.
quando ci si trova in queste situazioni che sembrano tunnel ci si sente così stanchi e debilitati che si impara a muoversi solo in adattamento e in difesa, costanti.
si smette di essere protagonisti della propria interiorità, avendo l’impressione di subirla passivamente.
si impara a camminare con la testa bassa, in tensione di resistenza nei confronti del prossimo colpo al cuore o anche al fisico, la prossima umiliazione o il prossimo manrovescio, la prossima parola cattiva o il prossimo vuoto che rimbomba in uno spazio già vuoto.
Vorrei stupirmi per quello che racconti.
Intendo, vorrei stupirmi nel sentire raccontare certe situazioni, certe oppressioni, certi giochi perversi di colpevolizzazione che finiscono con il toccare il punto dell’autocolpevolizzazione. Vorrei non sapere attraverso quali processi avvengono queste cose e
perché e come il veleno entra a poco a poco, fino a creare una resistenza che pare un’apparente anestesia, che in realtà proprio per la sua natura paralizzante ha dei costi salatissimi.
perché ci si ritrova al contempo a sentire ancora il dolore, il malessere, a stare male ogni volta che l’umiliazione, la violenza morale o anche fisica arrivano e colpiscono, perché ogni botta produce lo stesso stress emotivo/fisico che procurebbe se fosse stata isolata con però l’esponenzialità di essere invece seriale.
Perché si continua a sentirsi come criceti che corrono sempre sulla ruota e al contempo però immobili, perché il mondo apparentemente si restringe e l’angoscia invece si allarga.
perché la libertà, la porta aperta, di nuovo, su se stessi e sul mondo, invece di avere il gusto che ha la libertà, sembra assumere i connotati agorafobici di uno spazio troppo aperto, che viene chiamato vuoto e “paura di restare da soli”.
Come se si fosse animali che vissuti in cattività non saprebbero più vivere, cavarsela in uno spazio meno angusto di una gabbia di due metri per uno, e senza il guardiano che butta oltre le sbarre un pezzo di carne e insieme la frusta, a volte solo la frusta, se la porta si aprisse.
In realtà chi esce da queste situazioni dopo i primi momenti scopre che la libertà non è come l’ha dipinta il guardiano, secondo il suo interesse.
scoprono che non solo se la cavano benissimo, ma, tornando tutti interi (lo erano anche prima, ma l’immagine scomposta di sè derivava dall’oppressione) e in forze se la cavano centomila volte meglio di quanto potevano immaginare nei momenti in cui dicevano: se avessi il coraggio… perché io non ce la faccio più…
ANNA: continua a sperare perche’ posso rassicurarti che quando sono stato innamorato della mia partner per me lei era la mia principessa. Sono stato innamorato 2 volte: la prima volta e’ finita perche’ il mondo intorno ha inquinato il nostro rapporto e invece di vivere del nostro amore ci siamo fatti sopraffare dal mondo( come nel fils/libro CASOMAI di fabio Volo). L seconda volta e’ finita perche lei non era in grado di apprezzare il mio amore. Mi ha anche accusato di essere inappropriato con tutta la dedizione che avevo dato nell’amore. ma amnche io come te spero di incomntrare qualcuno che sappia apprezzarmi per quello che sono.
ALVIN: da uomo posso dire che non puoi rispettare una donna che incontra vari uomini probabilmmente chiedendo soldi anche a loro. La verita’ , secondo me , e’ che tu sei ” infognato” nell’innamoramento che hai per lei. Credi che il problema e’ non farla soffrie ma forse e’ che sei terrorizzato a non vederla piu’. Fatti coraggio e dille la verita’ ossia che un rapporto come quello vostro non e’ sano e che quindi non deve contare piu’ su di te.
Per gli altri: e’ dura!!! la mia mente sa che doveva finire ma non riesco a staccare. Sto leggendo un libro interessante. Appena posso vi riassumo i punti salienti.
Ciao Alvin, scusa se poco sembrarti poco sentimentale ma credo che la tua strategia dell’allontanamento progressivo farà acqua da tutte le parti. Se si è innamorati (e sottolineo SE SI E’ INNAMORATI) non si riescono a sopportare stillicidi di ogni genere. Compreso lo stillicidio dell’allontanamento progressivo.Se vuoi lasciarla ……parlale. Esponile le tue (sicuramente valide) motivazioni e se il problema che ti massacra è come reagirà alla perdita del regalino….continua a farle il regalino.
Ok, non puoi garantirle il mantenimento ma se la adori così tanto aiutala da amico con regalini magari ridimensionati nell’importo nei limiti delle tue possibilità no?
A meno che non dispensassi regalini a titolo di remunerazione……
Se lei ti ama soffrirà comunque. Sia nel caso in cui lo strappo sia rapido sia nel caso in cui sia lo strappo sia propinato a piccole dosi.
ciao a tutti sono un nuovo iscritto anche io come molti di voi sta attraversando un periodo di inferno dopo quasi 2 anni la mia storia d’amore e’ finita soprattutto per causa mia..! la mia ex fino al 28 di marzo mi cercava con tanti messaggi e squilli ma io non ho voluto rispondere a niente perche’ ero confuso! per pasqua sbagliando forse li ho mandato un messaggio e da li e’ nato un inferno…ho saputo che ha conosciuto un altro…non riesco ad accettare tutto questo visto che il nostro era vero amore…la mia ex mi ha detto che mi ha visto su facebook e il mio stato sentimentale era su impegnato e quindi ha pensato bene di dimenticarmi e cancellarmi dalla sua vita! ho spiegato che mi ero dimenticato di togliere impegnato per mettermi single su facebook ma gia’ lei ha conosciuto un altro…visto che abitiamo in citta’ lontane non so se questo e’ vero oppure e’ solo una ripicca..ma io ci sto davvero male perche’ in cuor mio volevo ritornare da lei…sono distrutto 1 settimana che non mangio non riesco ad immaginarla con un altro sopratt perche’ come ha potuto dirmi delle cose e poi nei fatti si e’ comportata diversante! scusate se sn stato lungo ma sto davvero male come ha potuto cancellare una storia cosi’….! grazie saluti
brutta roba facebook nelle questioni amorose…fatti privati alla mercè di tutti, che tristezza
Ciao a tutti, è molto che non scrivo..volevo rendervi partecipe degli ultimi eventi…avevo dimenticato una cosa a casa del mio ex, cosi lo ammetto, ho assillato l’ex compagno della sua madre affinchè gli dicesse di ridarmeli(perchè lui ha cambiato numero)..
mi chiama e mi dice di vederci, che dovevo andarlo a prendere..ma mi da buca, perchè sua madre s sente male….il giorno dopo gli dico che non ha rispetto di nulla, che poteva telefonare…mi chiama, mi dice che ci vedevamo la sera, e mi inizia a fare tutte battutine sull’altro, con cui per vendetta(ed ho sbagliato) mi ci sono sbagliata..
poi mi dice che io non devo scervellarmi per lui, che è finita..poi scoppio a piangere, e mi dice “dai, che stasera ti porto un regalino, ciao amo”…la sera me telefona, mi dice che faccio, che lui non ha la macchina(ed è vero)..me neanche io la ho..poi che succede?ha problemi seri con la famiglia e quando è cosi tende ad essere molto cattivo..infatti mi telefona, mi ribadisce che vederci per lui è un favore
che mi sta concedendo e mi urla con una cattiveria impressionate”lo vuoi capi che io non ti amo più, che non mi frega un c**** di te, e ancora rompi i c******? e mi rinfaccia di nuovo il vicino, che ha fatto un esposto ai carabinieri e tc…e mi ridice che lui è stato con un altra, visto che anche io sono andata con quello….ricordate?diceva di non amarmi anche prima,l quando poi invece è tornato e mi ha detto che mi ama…e ora?ricambia idea….non capisco
so solo che non merito lui, e visto che lui insensibile come è, sapendo che sto preparando la maturità, sapendo i mei pproblemi in casa..ho deciso di spegnere il cellulare, per non vivere nell’attesa che mi cerchi, o nella delusione che non mi cerca mai..sono stufa di andare a letto la sera, vedendo che non mi ha chiamato…cosi occhio non vede cuore non duole…e semmai cosi mi chiama provera lo stesso senso di impotenza mio, che non ho il suo numero, che non so come rintracciarlo..e gli ho scritto1lettera d addio
è così….
mi trovo… stasera…
a leggere. quanto tempo fa hai scritto,
e vorrei, davvero,
sapere,
oggi,
cosa il tempo ti suggerisce,
e lo so,
lo temo,
che il tempo oggi abbia cancellato tutto il tuo dolore,
lo spero,
eppure… lo temo…
per l’amore che quest’oggi, mentre ti leggo, mi annulla…
allora…
dimmi potrò salvarmi da tutto questo dolore?
SANDRA: scusa se mi intrometto: Sì!!!!
MANU: @ha problemi seri con la famiglia e quando è cosi tende ad essere molto cattivo…
Insomma, Manu, già prima di quel giorno aveva avuto momenti di aggressività, perlomeno verbale, o ti aveva scaricato frustrazione addosso?
@so solo che non merito lui
in che senso? sarà lui che non merita te, visto come si comporta, semmai.
Esattamente, per non provare il senso di impotenza ti conviene spostarti. E non metterti nelle condizioni di essere alla mercè dei suoi comportamenti aggressivi etcc di adesso, incoerenza inclusa.
Più ti avvicini più lui rafforza questi comportamenti, lo hai già notato.
D’altra parte nel momento in cui sei uscita dal suo controllo è entrato in atteggiamento “colpa tua”, punitivo ecc. Anche se era lui, se non erro, ad averti detto che era finita.
Tra l’altro era lui ad averti detto che era finita dopo che LUI ti aveva messo le mani addosso e quindi ragionevolmente quello che avrebbe dovuto chiedere scusa, farsi un’esame di coscienza, ecc, era ed è lui.
Ciò non sta avvenendo. Tu cerchi il dialogo, ma lui si rifiuta/è incapace (e non è che questa sia una giustificazione, capiscimi, è un dato di fatto, non di poco conto) di porsi nei confronti della questione con uguale umiltà e responsabilità da parte di entrambi e quindi questo dialogo non è possibile.
Sarà possibile parlare con calma più in là? In questo momento la tensione è altissima, e lui sta vivendo la sua emotività in modo lesivo nei tuoi confronti. Manu, ma la sola cosa che puoi fare ora è spostarti. Lui chiudendo il telefono si è preso il controllo della situazione, ma solo in apparenza. Se tu non cerchi di chiamarlo a tutti i costi, non cerchi il dialogo che non vuole darti a tutti i costi, se non ti poni tu nel ruolo della colpevole, se pensi un po’ a te, a stare bene tu, ai tuoi esami, a cose che ti fanno stare bene, lui questo controllo non lo ha più. Non può neanche farti sentire impotente. Mi capisci?
Luna….intendefo dire che lui non mi merita, ho sbagliato a scrivere =) comunque è tornato, ha pianto molto, dicendomi cose bellissime, che non mi merita, che io sono una donna esemplare, che mi ama…
ma al tempo stessi si sente sporco,mi confessa che c’è un altra…io sono stata una grand donna, perchè invece di attaccarlo gli ho asciugato le lacrime…ma ora mi dice che un po’ la ama…che io sono io, ma questo suo piccolo sentimento per lei lo blocca….gli ho appena scritto un sms,dicendogli che sono
stata fin troppo comprensiva, ma che è ora è troppo…perchè non voglio un uomo che da pesi cosi leggeri ai sentimenti…che a distanza di due settimane che la frequenta, gia prova questo per lei…e solo dopo un mese che ci siamo lasciati…come puo paragonarmi ad una sconosciuta?dopo che con me, ha convissuto,affrontato problemi, vissuto momenti…
ora mi dice che vuole morire, che sta male, che non vuole farmi male…ma io gli ho detto che non abbiamo piu nulla da dirci.Ora sono io quella confusa.
esattamente LUNA
hai espresso ciò che ho nella testa in questi mesi di allontanamento. Il mio ex mi ha cercata, dopo 7 anni. Mi ha cercata solo perchè aveva chiuso con quell’altra subentrata al mio posto.
Ma poi, oltre alle continue sofferenze che mi causava, non per colpa mia, lui si rifugiava in quel maledettissimo “tua culpa” se quell’altra l’ho fatta entrare.
Si è allontanato di nuovo, additandomi, calpestandomi, non avendo rispetto.
Più cercavo dialogo, più lui mi calpestava.
Ha chiesto il silenzio stampa, allontanandosi. Se in un primo approccio lo cercavo con telefonate ed sms, ora ho capito che più lo cercavo più lui si faceva forza nell’accusarmi e maltrattandomi, lasciandogli la spada in mano.
La fase del controllo l’ho sospesa da un pò, ora stò a vedere i risultati da due mesi a questa parte anche se il silenzio persiste.
Totale inesistenza di lui e mi faccio la mia vita, neppure controllando se lui si vede con altre.
Se l’amore c’è, rifiorirà come quando è tornato.
Ed è già tanto averlo di nuovo riaccettato nella mia vita.
MANU: non vorrei essere troppo sintetica e scurrile, ma credo che la cosa potrebbe essere riassunta in…
mandalo a ca..re.
Non è che non comprendo la tua confusione.
E’ la sua ad essere scandalosa. E pericolosa.
Il tuo istinto ti ha detto NO a tutto questo bel popo’ di menate e prepotenze degli ultimi tempi e non sta sbagliando.
SPOSTATI.
pensavo fosse amore, invece era un calesse!
scusate se non mi sono presentata e sono entrata così prepotentemente, ma leggo con attenzione i vs suggerimenti.
a presto
vi invito a leggere Bauman “l’amore liquido” ne trarrete ottimi spunti, buona giornata a tutti e attendo vs commenti
Salve, il tema è “gli amici sono i peggior nemici”.
Lavoro da 8 anni insieme a questo collega a cui ho dato tutta la mia fiducia, finora devo dire, meritata.
Purtroppo non ha esitato ad approfittare di un momento di crisi con la mia ragazza per entrare nelle sue grazie, dimostrandosi l’opposto di me e quindi la persona ideale per lei.
Lei, naturalmente si è lasciata andare al punto che, i contatti iniziati tramite facebook, si sono intensificati passando alle telefonate ed sms a iosa. Anche se lavoro lontano, più di 1000km, mi mi sono accorto che qualcosa non andava, ma soprattutto, ringrazio la famiglia di lei che mi ha informato di quello che stava succedendo.
Abbiamo discusso questa cosa con lei, la sua famiglia e anche con il bastardello del mio collega. Volete sapere come è finita? dopo una settimana lei è salita sul treno ed è andata da lui…cioè nella città dove io lavoro. Avrei voluto aprire il cranio del mio amico-collega per vedere la merda che c’èra dentro…poi ho deciso di non rischiare il mio lavoro e la mia dignità (appartengo alle forze dell’ordine)ed ora sto cercando di dimenticare i 12 anni che siamo stati insieme ( fortunatamente non ancora sposati, ma c’eravamo vicini)e mi tengo la rabbia dentro, soprattutto il rancore per il collega che spero di vedere presto con la faccia nella merda, suo elemento naturale. Purtroppo io credo molto nell’amicizia e queste storie fanno male, un male cane.
se avete voglia di parlare lascio la mia mail: marco.tre@hotmail.it
Ragazzi e ragazze, ci ho messo un po’ per scrivervi. Siete come uno specchio per me e guardarsi in faccia, e poi dentro, non e’ sempre facile.
ANNA e’ sfasciata. Di nuovo, parte seconda. Il mio amore e’ finito. Non sono stupita, solo ferita e “vuota”. Tutti gli anni qui e le strade percorse non sono acqua fresca e qualcosa lasciano: esperienza propria e degli altri.
Era un amore impossibile. Questa e’ la verita’.L’ ho amato da subito. Mi ha dato cio’ che nessuno prima mi avesse dato mai. Felicita’ pura. Dietro a se’ ha lasciato una moglie e un bambino piccolo. Per poter vivere con me, senza mettermi in disparte neanche un secondo, si e’ separato legalmente, abbiamo fatto una casa nuova insieme, suo figlio e’ stato amato come se fosse mio. Quel che e’ passato nella mia mente e’ stato il senso della completezza piu’ totale. Per me non era “difficile”. Era AMORE. Abbiamo passato mesi e mesi, piu’ un anno camminando su un altro pianeta. Il nostro. Quel che avevamo in comune, piu’ di ogni altra cosa, erano i sogni condivisi. Una famiglia, diversa dal comune, ma cmq una famiglia per sempre. E ci abbiamo messo l’anima, tutti e due. Poi la vita non e’ un sogno e le persone non sono indistruttibili. Poi l’ ex moglie non si e’ rassegnata mai, ha continuato a dire di aver capito i gravi errori commessi negli anni…poi il bimbo urlava con tutto il fiato che possedeva quando doveva lasciare casa nostra ( un qualcosa che ti strappa davvero il cuore )…poi il denaro ( suo ) non bastava tra alimenti e nuova vita…poi il denaro ( mio ) non andava bene perche’ un uomo si sente sminuito a dipendere da una donna…poi, poi, poi…
Poi le bugie, alla fine. Quelle che non mancano mai e che, stavolta, non mi hanno chiuso gli occhi.
Lui non sa vivere lontano da suo figlio. Si sente egoista ( e forse lo sarebbe, nel farlo ). Lei, magari, e’ cambiata davvero. Loro possono ancora essere una famiglia e lui ci deve credere ancora. Ci vuole credere ancora ed io non sono nessuno per biasimarl
Santa Madre Terra, che male che fa: Non me lo ricordavo piu’…
P.S. ma e’ il mio pc ad essere impazzito o scrivere post e’ diventato piu’ difficile ????
ELENA: ciao 🙂 benvenuta 🙂
più che tanto, il fatto di averlo riaccolto, non sarà troppo?
Naturalmente non conosco la storia, però è tornato dopo 7 anni per avere questi atteggiamenti?
Ho l’impressione che questo suo ritorno ti abbia fatto solo male o se non solo comunque male. E che si sia comportato malissimo. E’ un modo di fare o un modo di essere? il modo di essere non si cambia, non lo cambia neanche l’amore. Emerge. Perché trattare male gli altri? per un rapporto di forza? non mi piace, scusa, ma non mi piace.
Non conosco il libro, grazie per il consiglio. E’ un romanzo o un saggio?
MARCO-TRE: sì, mi ricordo, non ne avevi parlato già proprio in questa lettera? Non nel senso che ti sei ripetuto, nel senso che mi pare che sia sempre tu, 12 anni, collega bastardo, forze dell’ordine…
All’amicizia continua a credere, sarebbe peccato che tu te ne privassi. E’ il collega che ti ha fatto questa cosa a non crederci, evidentemente.
Forse sei stato troppo fiducioso pur avendo dei segnali, ma non lo dico nel senso di piangere sul latte versato. Nè che avresti probabilmente potuto fare niente, per come si sono svolte le cose.
Loro sono andati nella loro direzione. E ci sarebbero andati comunque.
La rabbia è naturale, ovvio. Saresti un fenomeno se tu non l’avessi.
E ora è troppo presto per renderti probabilmente conto l’ex amico collega ti ha fatto… un favore.
Mi pare che tra i tre tu sei il solo “signore”.
ANNA: anche a me pare che sia più difficile scrivere i post, sì, ogni tanto il numero dei caratteri perde colpi, per esempio. Anna, mi dispiace molto per quello che racconti. Non ho mai vissuto una situazione simile, e quindi non posso capire certamente fino in fondo le dinamiche, tuttavia hai descritto molto bene situazioni e sensazioni, e anche le difficoltà. E’ vero, non puoi biasimare una persona che sceglie un’altra strada, e sa per sè, cosa ha messo sulla bilancia e come, e cosa sente, però una persona che ha scelto un’altra strada ti deve comunque
caro marco.tre
per esperienza non serve a nulla prendersela con il tuo amico o presunto.
Chiederei più che altro, spiegazioni a lei del perchè si è comportata così.
Credo che i sintomi, se guardi bene, ci fossero anche prima dell’avvenuto tradimento.
A volte li ignoriamo per paura delle risposte, ma tutto sommato, quelle risposte spesso sono sinonimo che qualcosa stava cambiando all’interno del vs rapporto.
Guardati bene dentro e osserva i suoi comportamenti, fai luce.
Sò che ora è un momento difficile in cui la rabbia è più forte delle risposte obbiettive, ma se cerchi bene, i sintomi li troverai.
Aspetta un pò, allontanati da lei, senza correrle dietro.
Sparisci e stai a vedere che succede, falle sentire la tua mancanza.
Nessuna telefonata, nessun sms e se è lei a cercarti, fatti desiderare.
cerca di riportarla a come eravate all’inizio quando vi siete conosciuti, falle rivivere le emozioni di quel momento e se non cadrà di nuovo ai tuoi piedi, lasciala perdere.
Nessuno/a deve calpestare il diritto di essere felici
lui ha un ‘altra , come fai a non capirlo?
rispetto. Su questo non ci piove.
Resto convinta che ci sono mille modi anche di prendere un’altra strada, anche se comunque fa male, in ogni caso, quando avviene.
Non puoi biasimarlo, ma puoi stare male.
Esistono i diritti emotivi suoi, dei figli, delle ex mogli che tornano ad essere compagne, ma esistono anche i tuoi. I diritti emotivi di chi comunque ha condiviso non solo un pezzo di strada, ma anche ha messo il suo in tutti i termini che ci racconti.
Io non giudico quest’uomo perché non conosco le sue lacerazioni interne, i suoi perché, ed è vero che i problemi pratici ed emotivi possono essere grandi ostacoli.
Che possono anche portare alla fine di una relazione e di un amore.
Non solo perché non si vuole combattere, ma perché siamo umani.
Non ho figli, ma conosco padri separati sofferenti.
Peraltro ne conosco anche uno veramente tormentato da un’ex moglie, che dopo 5 anni continua a cercare di mettergli contro suo figlio, senza riuscirci, per fortuna, e a dire che lui se ne strafrega, mentre io l’ho visto piangere per suo figlio, e mi ha sempre detto:
è l’unica cosa bella della mia vita.
Quest’uomo non ha neanche un’altra donna. E con la sua ex non tornerebbe mai.
Non tornerebbe mai perché l’ha lasciata per delle ragioni insormontabili.
Altrimenti lui sarebbe rimasto a soffrire in coppia ancora e ancora, pur di non creare un trauma a suo figlio.
La sua vita non è migliorata da quando se n’è andato, vive a casa dei suoi genitori, è rimasto senza lavoro, quel poco che ha lo passa al figlio.
Il tuo ex dice che è pronto a tornare nella vita di prima. Si saràò fatto i suoi conti, anche emotivi. Saprà lui. Hai ragione, ognuno sa per sè, mi ripeto. Però tu non sei nessuno, sei TU. E quindi comunque siano andate le cose non dimenticarti il tuo benessere, il tuo diritto a stare bene. Perché lo dico? perché lasciare andare chi va è una prova di intelligenza, anche emotiva, forte, è sapere che “è quel che è”, però quando dici “io non sono nessuno per…” NO
Cara Elena, di analisi sul nostro rapporto ne ho fatti tanti, anche prima che succedesse quello che è successo, in quanto da un pò di tempo lei era alla ricerca di continue conferme, certezze, mi parlava del matrimonio che avremmo dovuto affrontare ecc. Continuava a ripetermi che il suo grande amore per me non era egualmene corrisposto ecc…, ma io sono passato su un sacco di cose per lei. Penso piuttosto che dopo 12 anni lei avesse bisogno di un grosso cambiamento…Da dieci anni sta all’università per conseguire una laurea in giurisprudenza che per il tempo impiegato finora lascia intendere debba avere qualche difficoltà…Difficoltà che non ha voluto mai ammettere, nè a me nè ai suoi genitori; io ultimamente le chiedevo se invece volesse cercarsi un lavoro magari dove lavoro io, senza smettere di dedicarsi comunque agli studi.” prima ci sposiamo, perchè io non voglio la convivenza” queste erano le sue parole….
Io ho cercato di indagare, insieme ai suoi famigliari, sui suoi problemi di studi o se c’è ne fossero degli altri…non nè ho più avuto tempo; L’amico-collega, che sapeva dalle mie confidenze, dei problemi sorti nel nostro rapporto, senza scrupoli, ha pensato di raccontarle la storiella della sua ammirazione per lei, di un amore sorto attraverso internet, delle promesse di potersi prendere cura di lei senza chiederle dell’università, del lavoro, ecc… perchè a lui interessa lei e basta…Allora io dico: chi ama veramente, chi si sta preoccupando dei suoi problemi o chi ti entra in casa da amico e poi come un ladro ti porta via ,con infamia, la persona amata come fosse un oggetto, solo per riempire il vuoto creato dalla solitudine che si portava dentro.
Sono convinto che prima o poi si renderanno conto di quello che hanno fatto e che il loro è solo un sogno fatto di menzogne e promesse che non potranno essere paragonati all’amore vero; ma intanto è stato dato un calcio ad una storia e ad un amicizia sincera, almeno da parte mia.