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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia

14.073 commenti

Pagine: 1 116 117 118 119 120 282

  • 5851
    Joe S. -

    Ciao Max. Quelli che vanno in direzioni opposte sono cuore e cervello. Lavorano esattamente al contrario. Sappiamo dentro di noi che il cervello ha quasi sempre ragione, ma diamo retta sempre al nostro cuore. Facendo così si vivono momenti bellissimi, che poi possono trasformarsi in orrendi. Mentre, dando retta alla testa la vita non è piena di alti e bassi, ma è come una linea piatta. Sta a noi decidere come vivere la nostra vita. Io propendo più per la seconda ipotesi.

  • 5852
    Lilly -

    Ciao Emanuele, ciao Max, ciao Joe (quanti maschietti….) ciao Luna, Mary, Lulu, Naty, Ciao a tutti.
    Non so di preciso quanto persone ci siano al mondo…5 miliardi (butto lì…) beh allora ci sono 5 miliardi di personalità diverse.
    Però cresdo che tutte siano riconducibili a tre categorie:
    Gli irragionevoli
    I ragionevoli
    I potenzialmente ragionevoli.
    Con i primi è praticamente impossibile avere un dialogo. Qualsiasi cosa tu dica scopri che è sbagliata e che magari sarebbe stata la cosa giusta se detta un secondo prima o due secondi dopo ma non in quel momento lì.
    Con i secondi si tratta di trovare una quadra ed il discorso parte e va.
    I terzi vanno “educati” al dialogo. Vanno portati pian piano verso una piccolissima realtà: se non parli, se non dici, se non ti esprimi c’è il rischio che dia al tuo silenzio un significato ben diverso da quello che ha. Con tutte le conseguenze del caso.
    Si, ok. Ci si può capire con uno sguardo e saper leggere il silenzio però se ci si parla saltano fuori mille spunti per diecimila riflessioni.
    Alla terza categoria (quella dei potenzialmente ragionevoli) si può appartenere per la giovane età, per timidezza, per diffidenza da esperienze passate, per indole, per carattere, per temperamento e chi più ne ha ne metta.
    Ma se si riesce a trasformare la potenzialità in realtà il rischio di essere stritolati da un trattore in discesa libera con alla guida un PERCHE’ gigantesco che ti punta il dito e dice I WANT YOU prima di investirti….beh…..si riduce.
    Spesso i perchè che ci attanagliano dopo sono quelli che abbiamo sottovalutato prima.
    Quando l’altro era lì e ci sembrava impossibile che se ne potesse andare. Talmente impossibile che non ci siamo curati di approfondire, di chiedere, di sapere. A volte sembra che ci sia così tanto tempo, che ci siano così tante occasioni….
    Luna ha detto una cosa importante qualche post fa. Gli altri possono farci tanto male quanto noi gliene lasciamo fare.
    Per i PERCHE’ vale lo stesso.

  • 5853
    Lilly -

    E’ per questo che avere un dialogo è fondamentale. Per conoscere, per poter prevedere le reazioni, per gestire il rapporto in modo tale che non ti frani addosso all’improvviso senza che tu non possa fare altro altro che dire “PERCHE’, è impossibile, non avrei mai creduto, non me lo sarei aspettato”.
    Ora….capita, a volte, che all’altro parta il cervello e cambi atteggiamento, come se fosse stato rapito dagli alieni e trasformato in un’altra persona.
    Capita solo a volte, però…..spesso l’altro non cambia mentre se ne va. Spesso resta sè stesso. Il fatto è che lo conoscevamo “solo un pò”. Conoscevamo solo la parte che ci faceva comodo conoscere per stare bene o che ci faceva soffrire di meno o che ci piaceva di più.
    Poi a volte se ne vanno e una ragione, un perchè non c’è.
    E’ difficile che le strade si separino senza un motivo.
    Ma può accadere.
    Però se noi conoscessimo veramente l’altro attraverso le mille domande che non abbiamo fatto e le altrettante risposte che non abbiamo avuto potremmo “preventivare”, mettere in conto, sapere anche questo.
    Che lui (lei) potrebbe andarsene così, senza una ragione.
    E ci sarebbe un gran dolore da affrontare. Il dolore che conosciamo bene qui.
    Non anche lo sgomento, la paura, il senso di vuoto, di impossibilità di incredulità che ci “regala” un killer di nome WHY pronto a colpirci in ogni istante.
    Un killer che noi stessi abbiamo inconsapevolmente pagato per colpirci.
    Mi sarò spiegata? Boh!
    L’intenzione era di scrivere una cosa utile….
    Ciao a tutti.

  • 5854
    Emanuele -

    Cari Ragazzi allora penso che quello che abbia detto lilly sia una cosa molto giusta ed importante.Però come ha detto lei ci sono persone che hanno caratteri diversi, addirittura persone che quando litigano non vogliono sapere niente piu dell’altra persona senza neanche voler affrontare un dialogo. Mi trovo in questa situazione, ho imparato che se una delle due persone non vuole assolutamente avere a che fare con l’altra/o bisognerebbe far passare tempo in modo tale che il tempo nella sua potenza riuscisse a far dimenticare e a far riflettere sulle cose dette,che si possa creare un quadro della situazione, solo li allora uno si accorgerà di cosa abbia voluto significare veramente quello che è stato detto un pò di tempo fà, xkè a volte molte persone dicono le cattiverie o altro senza pensarci e solo dopo si rendono conto di quello che hanno fatto o di quello che hanno sbagliato. Faccio un esempio se io litigo con la mia ragazza, mi lascio, solo dopo capirò chi veramente stava dalla parte della ragione o dalla parte del torto, anche colei/lui che saprà di stare dalla parte del torto ovviamente non lo dirà ma almeno lo capirà e cercherà di poter aggiustare situazioni che sembrano perse. In ogni caso nella vita non bisogna mai buttarsi giù, purtroppo essa riserva cose bellissime,belle,eccitanti,cattive,disastrose questa è la vita. Ho 18 anni ma per le esperienze che ho avuto sia belle che cattive mi hanno aiutato a crescere in maniera tale da sapere cosa è giusto fare e cosa non è giusto, quel che conta e che non bisogna mai abbassare la testa uno sbocco si trova sempre in qualsiasi caso. Vorrei aggiungere che una delle cose fondamentali nella vita è tenersi stretto gli amici ma ancora piu stretti i nemici, capirete il perchè. La felicità non è difficile da ottenere basta trovare le persone giuste quelle che veramente danno il cuore per te e allora vedrai come è facile guadagnarsi la felicità avendo il vero amore al tuo fianco ciao a tutti raga.

  • 5855
    LUNA -

    MAX: ah io ti credo, non ho nessun dubbio in proposito :DDD
    JOE: non è vero che esistono solo questi due estremi… ma è quello che si pensa, quasi sempre, dopo una bella batosta. Anche perché quel teorico piattume sembra la strada per preservarci da ogni emozione, con il suo possibile rovescio della medaglia.
    In realtà a fregarci, sai, a volte è il cervello… anche perché, al di là dei sentimenti, quelle immagini, i ricordi, a cui associamo le emozioni, è nel cervello che stanno. E’ nel cervello che pensiamo che un’emozione, anche di rabbia, di frustrazione, di dolore che proviamo, nelle budella, sia per sempre. Ed è nel cervello che cerchiamo soluzioni spesso drastiche come: mai più.
    Dunque quale sarebbe la scelta? Non vivere più emozioni, non fabbricare più ricordi?
    L’istinto non ci frega, perché l’istinto, quando qualcuno ci randella, anche se ci dice che ha delle ottime ragioni per randellarci, ci dice: uè, ma ci spostiamo o no? Guarda che qua so’ mazzate! –
    E l’istinto è immediato, è quello che ti fa spostare nel qui e ora dalle mazzate. Poi magari parliamone, magari mi stai randellando perché soffri o perché io non mi sono reso/a conto di averti fatto qualcosa, ma intanto, se mi stai randellando, nel qui e ora, io mi sposto.
    Se la gente si spostasse, quando cominciano le randellate, se si spostasse in modo sano, ci sarebbe più gente che randella di meno. Perché si troverebbe a randellare il vuoto. O a chiedersi se forse non c’è qualcosa che non va nel suo modo di rapportarsi con gli altri. O forse non se lo chiederebbe mai, comunque, ma perlomeno l’altro non si farebbe randellare.
    Chi randella pensa sempre di avere una buona ragione per farlo, che sia difensiva (vera o presunta) o offensiva.
    Di solito, chi randella per “professione”, peraltro, è bravo a dire byebye quando il randello arriva dall’altra parte, magari perché la frustrazione sale oltre il limite.
    Cos’è il randello? è ogni cosa che ci fa male.
    Siamo ipersensibili e ci fa male anche che

  • 5856
    LUNA -

    che l’altro abbia detto “a” e invece di “b”? se ci spostiamo, comunque, e ci chiediamo, onestamente, perché nella panza sentiamo un vuoto quando dice “a” o “b” probabilmente avremo comunque tutto da guadagnarci.
    Il dialogo è fondamentale, sono d’accordo. Il dialogo chiarisce, aiuta a vivere meglio, evita che i malintesi facciano mucchio sotto il tappeto, fa anche sì che due persone si conoscano, non solo di pelle, ma anche di testa, di idee, e che possano trovare, se c’è la possibilità, una via comune per far coniugare due mondi.
    Il problema è che il dialogo presuppone che a parlare, a comunicare, a volere il dialogo, a sapere avere un dialogo, si sia in due.
    Se così non è anche se stiamo lì a cercare il dialogo per 24 ore al giorno, anche se inondiamo una stanza di perché, i nostri o i perché che cerchiamo di sapere dall’altro, rimarrà comunque un soliloquio.
    Ci sono persone che non sanno dialogare, altre che scelgono di non dialogare, perché semplicemente di dialogare, di mettersi anche in discussione, non gliene importa una banana. Che vogliono vivere in un modo, e non gli interessa di spiegare il perché, perché non lo sanno, non vogliono andare a capirlo, perché è così e basta. O anche magari perché hanno capito che, non dialogando, e lasciando l’altro nel soliloquio, si tolgono lo sforzo di spiegare, e tengono in scacco l’altro, che comunque non se ne va, aviluppato in una marea lattiginosa dei perché che, disgraziato, si ripete nella capoccia da mane a sera, cercando di rispondersi da solo.
    “Perché fai così?”. Perché mi va bene fare così.
    Se qualcuno non vi risponde ricordatevi: gli va bene fare così.
    La spiegazione più vera spesso è quella, purtroppo, più semplice.
    Gli va bene perché ha avuto dei traumi? perché sta male?
    Ah, lo sappiamo, con l’amore che si prova si è disposti ad aiutare più che mai a riguardo. Ma il punto è che se uno è chiuso e non vi apre, e se gli va bene così, quale sia il motivo, non c’è una cippa da fare.Solo da farsi randellar

  • 5857
    Lilly -

    Luna: “Se così non è anche se stiamo lì a cercare il dialogo per 24 ore al giorno, anche se inondiamo una stanza di perché, i nostri o i perché che cerchiamo di sapere dall’altro, rimarrà comunque un soliloquio.”.

    Giusto. Ma almeno sai che stai autorizzando qualcuno a darti una randellata quando (e se) ti massacrerà con un atteggiamento a cui non saprai dare una risposta.
    Non so spiegarmi bene (e poi è solo un’idea mia che magari fa ridere i polli….)però a parità di randellata ho come la sensazione che il dolor sia meno intenso se viene da me.
    Faccio un esempio. Ho fretta e zompo come un daino in mezzo alla strada accettando il rischio che mi becchino in pieno. All’ospedale mentre bestemmio di dolore mi riconosco una colpa e non volendo processarmi e condannarmi la chiudo lì dandomi della cretina.
    Passeggio tranquillamente camminando sul marciapiedi. Un paio di fari mi punta, assesta bene il tiro, controlla bene di essere nella mia traettoria, mi centra e scappa. All’ospedaòe mentre bestemmio di dolore mi frullerò la capa con centomila “perchèperchèperchè????”.
    Non vuoi dialogare con me? Bene! Ne prendo atto e sulla base dell’esperienza personale metto in conto che da te posso aspettarmi di tutto.
    Ma se non provo neppure ad instaurare un dialogo come faccio a sapere se non mi parli perchè non vuoi parlare o non mi parli perchè parleresti ma stai zitto? E se lo instauro ma poi lo pianto lì sul più bello perchè “ma andiamo tanto d’accordo così…..perchè andare ad infilarsi in un ginepraio di considerazioni inutili in questo momento”?
    Se al mio tipo avessi chiesto come si sarebbe comportato se, per esempio, mi fossi accorta di essere incinta…..sono sicura che lui avrebbe risposto la verità. Quella che poi mi ha detto (quando c’è stato il sospetto che fossi incinta) “devo essere informato se questo evento non programmato, non concordato si trasformerà da ipotesi o realtà perchè tu non lo sai ma se ho paura posso diventare un grande str…..”!

  • 5858
    Lilly -

    Se lo è detto da solo…..ed io sono rimasta malissimo per quelle parole.
    Se ne avessimo parlato mi sarei fatta un idea più realistica su di lui.
    Non ne abbiamo parlato perchè ho voluto così. Perchè ho scelto di scegliere solo argomenti in cui lui apparisse come la luce che illumina un raggio di sole.
    E la randellata che ho ricevuto mi ha fatto molto male. Un male che io ho autorizzato. Un male che avrei potuto, entro certi limiti almeno, limitare.
    Il mio dolore più grande sono stati e i perchè senza risposta.
    Ma la risposta potevo conoscerla ed attenuare il dolore.
    ………..per il futuro sarò più accorta!!!

    Baci a tutti.

  • 5859
    LUNA -

    LILLY: credo di aver capito cosa intendi dire. Tu ti spieghi bene, sono io che sono un po’ rinco di sono oggi 😉 tra un po’ vado a relax-mi al mare un paio d’ore 🙂
    provo a rispondere, con il beneficio del dubbio della mia rincoglionaggine 😉
    Naturalmente il discorso sul dialogo ha anche le sue sfumature.
    Ci sono occasioni in cui non parlare significa far finta di niente, tenersi un nodo in gola, e accumulare sotto il tappeto polvere di malintesi, frustrazioni, o, come dici tu, voler parlare solo di certe cose per evitare di sentire delle cose che non vogliamo sentire.
    Perché sono quelle che, di fatto, probabilmente sono così centrali che tutti gli altri dialoghi su le conseguenze di quel centro non sarebbero più… centrali.
    Di fatto potremmo chiedere a uno/una: ma tu mi ami o no? Hai intenzioni serie con me?
    sapendo che potrebbe addentrarsi in discorsi tipo:
    “amore… cos’è l’amore? filosofi di magna fama non hanno saputo trovare una risposta, dunque come potrei io, ora, risponderti?”.
    “tu mi parli di intenzioni, ma lo sai che io non posso che vivere nel tempo presente… posso vivere una relazione solo se penso di non viverla… come diceva Spinoza nella sua discussione riguardo la teoria di Cartesio… blablabla”.
    Dunque – stringi stingi – no?
    “Cosa sono le parole sì o no? sono apostrofi non rosa tra le parole domanda e risposta”.
    EH???????

    Ci sono volte in cui il dialogo, se così possiamo chiamarlo c’è, nel senso che mentre uno ti dice delle cose “brutte” e tu, di fatto, in qualche modo stai intervenendo, il dialogo di fatto c’è, dal punto di vista del fatto che in qualche modo si parla in due anche se uno in realtà “comanda” e l’altro incassa.

    Ci sono delle volte in cui davvero si sta discutendo a vuoto, perché se ciascuno si sposta un attimo magari dopo cinque minuti la questione che pareva epocale (magari perché in ufficio è stata una pessima giornata) si sgonfia e finisce a veri tarallucci, vino e coccole.

    Mi è successo, mi è successo di avere

  • 5860
    LUNA -

    dialoghi in cui volavano bombe a mano. Una bomba feriva? partiva una risposta ancora peggiore. Arrivava a bomba peggiore? e via così… quello non era un dialogo. C’erano due persone ferite, ferite perché ferite da qualcuno che, reciprocamente, rappresentava il bene, non il randello, che sparavano in proporzione al dolore per la bomba ricevuta. Mi ricordo che in mezzo a quel lancio di armi sempre più potenti ad un certo punto io ho detto (e ancora con l’elmetto in testa, il fucile carico, il mitra in mano e un coltello alla rambo tra i denti, come il mio interlocutore), andando oltre quello che stava succedendo: “ora scendo, perché qua volano bombe senza senso. Tra venti minuti ci vediamo lì? Andiamo con due macchine”.
    Onestamente mi aspettavo che l’altro bombardiere mi dicesse: no, ti odioooooo!
    e invece mi ha detto, ancora vestito da rambo: ok!!!
    e io ho detto: a meno che, scesa da qua, non cambio idea e mi rendo conto che non ti voglio vedere manco dipinto. O che succeda a te.
    “Ci sarò – mi ha detto – Non tirarmi un bidone tu”.
    In sintesi ci stavamo spostando dai randelli, come dicevo ieri. Indipendentemente perché ci fossero i randelli quelli erano randelli.

    Una volta una persona mi ha detto: il punto non è che un giorno ti è arrivato un tram addosso, che non ti aspettavi, il punto è che sei ancora là, dopo anni, a chiederti e a chiedere perché quel tram ti sia arrivato addosso.
    Dobbiamo stare attenti a chiedere ciò che realmente abbiamo bisogno di sapere, Lilly, è vero. E’ fondamentale. E quando non riceviamo risposta, però, capire anche che una non risposta è già di per sè, in quel momento, una risposta che produce un effetto dentro di noi, e considerare quello che sentiamo. Dare importanza ai nostri di perché, a ciò che per noi è fondamentale, e a non restare appesi a quelli degli altri. Perché è anche questo che abbiamo fatto, forse, secondo me. Abbiam chiesto fuori, senza domandarci dentro cosa per noi era buono o no. E cosa ci somigliava davvero.

  • 5861
    Max -

    Ciao, irei sera su sua esplicita richiesta del giorno prima tramite sms ho accettato di uscire con lei, ho accettato perchè volevo mettermi alla prova, si volevo vedere il grado di avanzamento lavori mentali, bene sapete cosa vi dico, che tutto sommato credo di averla passata abbastanza bene.
    Sono riuscito a stare con lei per qualche ora senza esternargli sofferenza ma mostrandomi più sicuro di me stesso e determinato, tanto che lei a fine serata mi ha detto, pensavo di trovarti peggio psicologiacamente.
    Le ho detto che sta crescendo dentro di me la consapevolezza che lei non sia la donna con il quale vorrei vivere, si perchè ora che vivo da solo e che ho tempo per riflettere e con l’aiuto della mia psicologa sto capendo cosa voglio da una donna e sopratutto di cosa io abbia bisgono.
    Voglio una donna che sappia amarmi e che sappia esternare il suoi sentimenti, volgio una donna che abbia voglia di farsi una famiglia e intendo dire un figlio, e tu, gli ho detto, questo non lo sei.
    Gli ho fatto capire che non sono più li ad aspettarala ma che sto lentamente guarendo dal mal d’amore nei suoi confronti.
    Lei ha detto che è in confusione che non vive bene con se stessa che sta soffrendo, ma mai ha detto che mi ama e che mi vorrebbe ancora lei, almeno non adesso.
    Io gli ho risposto, che sono io che non voglio più lei, le ho detto ch per lei provo ancora una forte attrazione fisica, ma le ho anche detto tutto quello che in questi anni lei non ha spauto darmi e che da ora in poi cercherò di ricostruirmi una vita con una donna che sappia darmi ciò di cui ho bisgno.
    Sarei falso se vi dicessi che oggi sono guarito, ma vi dico che sono sulla strada giusta e che piano piano sto ritrovando me stesso e frose anche una parte di me che avevo in nome dell’amore represso.
    Lei cmq è sempre bellissima e quando la vedo mi scatena senzioni forti, ma quelle sono fisiche, oggi devo lavorare molto di più su quelle mentali.
    Ciao

  • 5862
    Lilly -

    Luna: Dare importanza ai nostri di perché, a ciò che per noi è fondamentale, e a non restare appesi a quelli degli altri. Perché è anche questo che abbiamo fatto, forse, secondo me. Abbiamo chiesto fuori, senza domandarci dentro cosa per noi era buono o no. E cosa ci somigliava davvero.”.

    E’ verissimo Luna. E’ proprio così! Concordo e approvo. E mentre sto spaparanzata in mezzo ai grilli che saltano rifletterò sulle tante cose che sono saltate fuori in questi giorni. Tutte utili. Tutte porte che si aprono.

    Ps……..per fortuna che eri “rincog……”. C’è più chiarezza nei tuoi post che in una fabbrica di lampadari di Murano.

    Ciao bellissima. Buon mare.

  • 5863
    Emanuele -

    Lilly ma è possiile che sono oramai 20 giorni che mi sono lasciato con la mia ex ragazza dopo due anni che ci conoscevamo e 3 mesi che siamo stati insieme e sto ancora male? come è possibile il tempo non dovrebbe far guarire le ferite chi lo sa se anche lei stara come me o peggio, strano che piu passa il tempo e piu mi manca è cosi in tutti voi o sono io che sono strano? Ciao.

  • 5864
    LUNA -

    MAX: 🙂 stai facendo un viaggio importante dentro te stesso e i tuoi bisogni, e la tua visione della vita, intesa come ciò che per te è importante, ciò che ti fa stare bene, o ciò, potremmo dire ancora, vedi simile a te 🙂 andare incontro alla propria intelligenza emotiva, secondo me, è sempre un ottimo investimento 🙂
    ci permette anche di farla collimare con la nostra intelligenza, quella più “pratica”, più razionale. L’intelligenza emotiva è spesso la strada su cui poi l’intelligenza razionale può dare vita e costruzione ai progetti che partono da dentro e sentiamo come nostri, veramente. In altri momenti della vita invece queste due intelligenze si scontrano in continuazione, ed ecco che proviamo un disagio, e che anche l’intelligenza razionale sembra quasi averci abbandonato. Ci sentiamo stupidi o in balia, pur non essendo affatto stupidi, e non capiamo perché, ma cominciamo a dubitare di poterci fidare di noi stessi.
    Al mondo le persone hanno anche esigenze e visioni della vita diverse, e non è che alcune, diverse, debbano per forza essere l’una giusta e l’altra sbagliata, ma a volte ci ostiniamo anche ad andare contro noi stessi per poter stare per forza nella visione della vita di un’altra persona, o siamo perennemente frustrati perché quella persona non vuole entrare nella nostra. Come se volessimo a tutti i costi far entrare, nel gioco di legno dei bambini, la stella nel buco per i tondino o il quadrato. A volte qualcuno fa così con noi. Poi un giorno capiamo che siamo una stella o un tondino, incontriamo chi è stella o tondino, pur con le sue differenze, perché nessuno è uguale, ed ecco che ciò che pareva così complicato di colpo non lo è più.
    lei sarà disorientata forse da queste tue esternazioni, Max, anche perché, probabilmente, era abituata ad un te molto più dipendente da lei e meno in contatto con i propri (tuoi) bisogni. “Pensavo di trovarti peggio psicologicamente…”.
    Tu lavora per stare meglio, che non sbagli mai 😀

  • 5865
    LUNA -

    A volte noi esterniamo quello che pensiamo, che abbiamo capito, ed è importante anche farlo, per noi, ma sentiamo anche che l’esternarlo è comunque meno importante di quanto lo sia stato capirlo dentro noi stessi. Allora, a quel punto, se ne va anche una certa “compulsione” ad esternare ogni pensiero, ogni sofferenza. Perché è innanzitutto a noi stessi che stiamo parlando, in modo più nitido.
    Ho l’impressione che sia quello che è accaduto a te, quando hai messo lei al corrente di ciò che è vero per te. Anche se tu non lo avessi fatto, se non lo avessi verbalizzato, questa tua verità dentro di te ci sarebbe stata comunque. Sono tue verità, probabilmente, su cui stai lavorando innanzitutto per te stesso 🙂 per te stesso e per chi poi può aver voglia di camminare accanto a te, se il benessere è reciproco, però, facendo collimare le due intelligenze, di ciascuno. Sono contenta che stai meglio 🙂 Un bacione 🙂
    LILLY: ciao tesora 🙂 grazie a te per le osservazioni e riflessioni sempre stimolanti 🙂 Bacini bacini, mi piace l’immagine relax tra i grilli salterini 🙂
    EMANUELE: scusa se mi intrometto, che stavi parlando con Lilly: sì, è possibile. Non sei strano. Il tempo aiuta, ma a parte che è presto, devi dare anche tu una mano al tempo, prendendoti cura di te, “arieggiando” un po’ le tue giornate e pensando un po’ a te, in senso buono, cercando di dirottare un po’ le energie che adesso se ne vanno nel chiedersi cosa sta sentendo lei. Se non sbaglio (forse sbaglio) sei il ragazzo che quando lei ti ha lasciato e poi si è fatta viva poco dopo non ha risposto. Lo sai tu se era orgoglio o se ti sentivi di non rispondere, perché vedevi qualcosa che non andava in questo cambio repentino di umori e idee su un tema così importante come i suoi sentimenti per te. Di fatto lei ti ha disorientato e ferito dicendoti che era finita. Ed è giusto che tu ti prenda i tempi che senti. Forse volevi che lei fosse certa di quello che diceva. In un verso o nell’altro. Baci 😀

  • 5866
    Lilly -

    Ciao Emanuele! Sono dell’idea che il tempo curi tutte le ferite solo nell canzoni per fare rima con qualche altra frase d’effetto…..
    Il tempo non cura un tubo di per sè.
    E’ che con i giorni si presentano nuove occasioni in tutti i campi, nuovi poli che attraggono la nostra attenzione, la voglia di non stare così male, di dare la prevalenza a sè stessi piuttosto che all’altro, la voglia di uscire da una gabbia in cui, a volte ci si chiude con ostinazione nell’assurda idea che ‘sta cacchio di gabbia garantisca l’essere lì quando l’altro tornerà.
    Nel mio caso è passato un anno e mezzo e ancora penso a lui. Probabilmente ci penserò per tutta la vita perchè è stato veramente importante per me e non voglio sacrificare le mie emozioni passate sull’altare dell’amnesia.
    Penso a lui (o meglio alla storia vissuta insieme) e alle quattrocentomila cose belle brutte e amorfe che possono capitare nel corso della vita dal primo giorno di scuola al primo bacio all’esame di maturità alle rate delle imposte da pagare….
    Penso a lui con sempre meno dolore.
    Quinsi….non preoccuparti se pensi a lei e stai male per lei. E’ normalissimo, è una tappa del percorso.
    L’importante è che tu mentre stai male per lei e pensi a lei tu stia bene per altre cose e pensi ad altre cose. Ed è importante che tu non riduca l’importanza di tutto ciò che ti circonda perchè il pensiero di lei ha la precedenza su tutto.
    Arieggia, come dice Luna.
    Pensa a lei mentre sei una spiaggia a giocare a pallavolo con i tuoi amici, mangiando un ghiacciolo e diventando un macho dall’abbronzatura perfetta.
    Ps. credo (ma è un’ opinione discutibilissima) che tu ti stia mangiando le mani per esserti negato quando lei si è fatta viva…..una sorta di “se potessi tornare indietro….”.
    Si dice che del senno di poi siano piene le fosse. Se ci si potesse comportare in passato alla luce di ciò che accadrà in futuro tutto andrebbe meglio.
    Ma non è possibile. Quindi non perderci troppo tempo……

  • 5867
    Lilly -

    …..(se lo stai facendo, s’intende).
    Caro Emanuele non massacrarti il cervello in troppi “se avessi fatto, se avessi detto” e affronta le situazioni man mano che accadranno con le meningi fresche e riposate.

    Max: Bravissimo!

    Luna: insostituibile Luna!

    Ciao a tutti.

  • 5868
    Maya -

    ciao a ttt
    è da un pò che nn scrivo e se ora lo faccio e che sono di nuovo incasinata: mi sto frequentando con un uomo da un pò di tempo, ma fino ad adesso nn c’è stato assolutamente niente perchè io nn riesco a lasciarmi andare, e poi l’ho già scritto nn mi piace molto dal punto di vista fisico, ma mi trovo bene sul punto di vista intellettuale, soltanto che lui sta diventando molto esigente anche perche nn sta cercando un amica ma da me vorrebbe qualcosa in più, quel qualcosa in più che io nn riesco a dargli.
    Durante la giornata mi capita di pensarlo sessualmente ma poi quando siamo insieme e lui ci prova mi viene solo da piangere e allora mi domando e mi chiedo perchè continuo a uscirci o a cercarlo se lui nn mi chiama? Per paura forse di rimanere da sola? Forse è cosi nn lo so ma so che lui nn mi aspetterà in eterno so che è una spendida persona e so anche che posso contare su di lui per qualsiasi cosa nonostante abbitiamo molto distante l’uno dall’altro, so anche che è molto paziente e premuroso ma so di nn provare niente anzi certe volte mi domando e mi chiedo ma come faccio a uscire con lui?Eppure continuo a chiamarlo e continuo a vederlo, anzi sono sempre io a propormi per uscire insieme.
    Ho provato a nn vederlo ma dopo un pò vedendo che lui molto discretamente si è messo da parte con una scusa qualsiasi l’ho richiamato perchè mi mancavano le sue attenzioni ma nn lui.
    Sto continuando questo macabro gioco da troppo tempo convinta che prima o poi dentro di me sarebbe scattato qualcosa ma niente di niente anzi nn so nemmeno se ancora ho un cuore ma nello stesso tempo lo tengo a debbita distanza solo che ieri mi ha detto che si deve voltare pagina in un modo o nell’altro perchè lui si sta innamorando di me, che gli piacerebbe sposarsi ed avere una famiglia che lui nn mi chiamerà ma mi lascia una settimana per pensarci ad iniziare una storia alrimenti di lasciarlo stare di nn cercarlo più per nessun motivo
    Sono passati 3 giorni da una parte lo chiamerei i

  • 5869
    LUNA -

    Maya: ti dico le mie impressioni, che magari sono tutte sbagliate.
    Più che a debita distanza forse quest’uomo tu te lo tieni a debita vicinanza. Ma la vicinanza che è quel tanto che basta per fare da scudo fra te e gli uomini. Gli altri, quelli per cui potresti provare qualcosa di più, quelli per cui potresti sentire, e con cui potresti aver voglia di un’intimità reale.
    Invece lui è l’uomo cervello e l’uomo mani, mani che danno, uomo generosità, uomo presenza, uomo coccola, uomo s.o.s, uomo cerotto, uomo cuoco e autista, ma anche uomo mani che non possono prendere. Lui è l’uomo assessuato. Quello che magari, quando non c’è, può pure farsi proiettare addosso qualche fantasia sessuale tua, ma tua nel senso che quella parte tua che è fatta anche di passione e desiderio ovviamente c’è, solo che al momento se ne sta in luogo protetto.
    I desideri non invecchiano con l’età, diceva Battiato, se non erro, e qui non è manco questione di vecchiaia o età, ma di batosta presa. Ed ecco che il desiderio, di per sè, quella parte vitale anche erotica, scorre comunque sotto, come un fiume. Poi arriva lui, si avvicina e piangi…
    Ora si potrebbe dire anche che piangi perché lui in realtà ti piace, ma sei bloccata, in questo momento (il che è possibile, perché magari, semplicemente non è il tempo, per te, di lasciarti andare ad un’intimità fisica, e ciascuno deve e può rispettare i suoi tempi… può darsi semplicemente che tu non sia ancora pronta ad affacciarti alla vita da quel punto di vista, ora). Ma al di là del pianto, si potrebbe dire che tu non ti lasci andare con lui perché semplicemente di lui, da quel punto di vista, non ti frega un tubo.
    E allora te la prendi con te perché, ma porcaccia la miseria, trovo uno che mi va così bene per questo, per quest’altro, ma fisicamente non mi attizza manco un po’. Ma, sai, anche a me sono simpatiche un sacco di persone, ma se ci provassero cortesemente si prenderebbero un bel no cortese, e se ci provassero scortesemente potrebbero

  • 5870
    LUNA -

    prendersi in faccia una padella. Ma non è perché sono bloccata, e che semplicemente non mi interessano da quel punto di vista. Non mi ricordo come sia esattamente la faccenda della distanza tra gli esseri umani a seconda del grado di intimità… quella cosa per cui si sta a una certa distanza gli uni dagli altri a seconda che si sia in fila allo sportello delle poste, con un conoscente a parlare della crisi dell’euro, con un amico a pigliarsi un caffè, con un fratello a scambiarci un abbraccio o con qualcuno per farsi coccole o ancora con qualcuno per fare sesso. Ma insomma gli esseri umani tendono ad essere anche inconsapevolmente ad essere molto sensibili alla distanza/vicinanza. Ora, però, è anche vero che quando le altre intimità si fanno di un certo tipo le distanze si accorciano e anche la pacca sulla spalla non è più quella che ti fa il mister prima della partita, ma è quella della persona che ti piace.
    Dici di accorgerti del gioco in atto. Anche un gioco di controllo, forse, nel senso che dopo una relazione in cui qualcuno si era – per te, questa era la tua sensazione, che ti aveva destabilizzata- preso il controllo lasciandoti fuori, e tu tentavi di mantenerlo in vari modi, attraverso il blog per esempio, adesso in una qualche misura ti prendi quello che vuoi, controllando la distanza, solo testa e sue attenzioni, chiamando tu, chiamando tu se lui prende il largo, desiderando quando sei sola, rifiutando quando è. Questo gioco in qualche misura lo hai tenuto perché ti fa comodo (lo dici tu stessa, o perlomeno te lo chiedi), e quando dico “comodo” il mio non è un giudizio, tantomeno morale, ma penso alla funzione che la cosa può avere per te. D’altra parte lui, che è fuori da te, e dalle tue funzioni, pensa a quello che vuole lui. Lui vuole te, gli piaci, ti ricopre di attenzioni, ma da te cerca altro. Come spesso accade in queste situazioni neanche lui vuole perdere il poco che ha da te (poco rispetto alla totalità che vuole) per non perdere tutto.

  • 5871
    LUNA -

    Ti lascia una settimana per pensarci, se vuoi avere una storia. E poi basta, non cercarlo più.
    Come dargli torto?
    Se lui ha sempre messo le carte in tavola non si può dire che abbia giocato a fare l’amico con la speranza di provarci, perché mi pare che lui ti abbia sempre detto che da te voleva una storia, non un’amicizia.
    Capisco che a te piacerebbe che le cose andassero avanti con lui che è quello che c’è, ma come vuoi tu. Lo capisco (ripeto, fuori da ogni giudizio morale, su cosa sia eticamente giusto o sbagliato) perché gli esseri umani desiderano le cose che desiderano, e poi bisogna vedere cosa c’è là fuori e se le cose possono collimare. E anche se gli altri, dall’altra parte, sono in grado di capire cosa desiderano a loro volta, e anche di difendersi, mi permetto di dire, da situazioni come queste, o di dirsi sinceramente perché stanno ancora con qualcuno che c’è, ma non come desiderano loro.
    Lo sappiamo che non è facile, qui lo sappiamo tutti, anche tu, come sia difficile quando vogliamo una cosa non travestirla anche di cosa non è. Com’è difficile, quando qualcuno ci sembra più forte di noi, con le sue motivazioni, ricordarci le nostre.
    Lui ti dice che ti dà una settimana per pensarci. Corretto, magari in una settimana divisi tu potresti renderti conto che in realtà lo ami. Oppure potresti renderti conto che non lo ami, ma che non vuoi perdere quello che lui ti dà. E chiamarlo dopo tre giorni.
    Tornando al discorso che faceva Lilly sui perché, tempo fa, se glieli hai detti, davvero, lui ha già le sue risposte senza bisogno della settimana, e sa anche (in teoria) che non sei solo tu che non devi chiamare più, ma soprattutto lui che non deve rispondere più, finché non sarà abbastanza immune da poter bere un caffé con te accettando serenamente i tuoi perché.
    Al di là delle dinamiche, comunque, l’unico modo per interrompere il gioco, lo sai anche tu, e dire: io e lui vogliamo cose diverse.
    Uscire da questa ennesima “compulsione”.Datti respiro.Arieggia.

  • 5872
    Gianni -

    Salve a tutti, ho letto con molto interesse le vostre mail è nel momento in cui scrivo mi sono state di molto aiuto…anzi mi hanno aperto gli occhi.
    Negli ultimi 4 mesi sono stati lasciato da una persona che ha sempre professato di amarmi, mi ha chiesto di lasciare la mia vita, il mio lavoro, per seguirla…. e ad un certo punto… gelo, cambio dei sentimenti….. senza nessuna possibilità di dialogare, capire e risolvere i problemi (senza nessuna motivazione particolare).
    Fortunatamente un barlume di razionalità mi ha fatto riflettere…
    Devo dire che sono rimasto di stucco, anche perché ad ogni richiesta di dialogo, corrispondeva un’aggressione verbale per evitare il confronto stesso.
    E’ proprio vero quando una persona decide che ciò che pensa è la verità e che solo quello conta, mente gli altri sono mere comparse, ogni tentativo di chiarire senza lasciare spazio all’interpretazione è inutile…
    Grazie.

  • 5873
    LUNA -

    GIANNI: ciao, grazie a te, di essere passato. Veramente.
    Mi dispiace che tu sia stato male per le cose che dici. Lo so che fa molto male. Disorienta, ferisce, sconvolge, lascia esterefatti, fa chiedere anche “ma cos’è l’amore, allora?”, perché ricevere un colpo, anzi tanti colpi, di questo tipo, e avere la sensazione di non poter capire, difendersi fa molto male.
    E’ come se qualcuno ti tirasse un pugno e poi si nascondesse dietro una porta chiusa. Per riaprirla per tirarti un altro pugno, magari, e poi chiuderla un’altra volta. Dicendo anche a te: ma cosa vuoi?
    Non vorrei che chi amo mi tirasse un pugno. E chiedo perché, ma la verità è che non vorrei quel pugno, da nessuno, e tanto meno da te.
    E ti chiedo perché perché non posso credere che a tirarlo sia tu, proprio tu…
    Non ti conosco, Gianni, ma non importa. E non è retorica. Sono contenta se ciò che abbiamo scritto qui, a cielo aperto, in qualche modo ti è stato utile.
    Ci sono persone che amano, pure, ma amano male.
    E se non ne sono consapevoli ameranno sempre male, e gli altri possono diventare comparse, sì.
    Se non ne sono consapevoli vanno avanti con il loro meccanismi, e non puoi mettere niente nell’ingranaggio del loro modo di amare affinché si fermi. Per loro, paradossalmente, quel tipo di ingranaggio è funzionale. E se lo terranno caro. Difenderanno quel modo, non te.
    Non possiamo impedire che al mondo ci siano anche persone che amano male, e in qualche modo possiamo anche provare dispiacere per loro, incastrati nei loro ingranaggi. Ma un giorno una persona mi ha detto:
    “Tu mi dici che lui sta male, Luna… ma io vedo stare male te. E non credo che lui sia qui a chiedersi quanto ferisce te. Non importa se non vuole o non può, così è”.
    E aveva ragione.
    Noi abbiamo vissuto il dispiacere di amare qualcuno che amava male, che non sapeva costruire o non sapeva/voleva dire perché aveva smesso. Che forse dialogava con i suoi fantasmi mentre non parlava con noi.
    Ma non è una scusa. Tutti abbiamo i nostri

  • 5874
    LUNA -

    fantasmi, piccoli o grandi che siano. Alcuni scelgono di lasciarli dissolvere al sole della vita, altri no.
    Alcuni possono farlo, forse sarà vero, alcuni no.
    Ma Dio o chi per lui mi ha regalato punti luminosi, e punti bui.
    E per quelli bui mi sono anche rimboccata le maniche.
    E quando sono stata male non sono uscita con un randello in mano.
    E quando ho avuto una domanda ho cercato una risposta, e quando mi è stata fatta una domanda ho cercato sempre di rispondere.
    Non credo di avere mai chiuso nessuno fuori da una porta, neanche quando ho tirato un pugno, volendo o no.
    Ciò non significa che in vita mia io non abbia fatto del male.
    Ma forse, perché avevo visto amare male, per me sarebbe ed è un dolore amare male, se accade.
    Perché fa male, innanzitutto, a me.
    Perché la vita mi aveva/ha ferita meno?
    Perché i miei fantasmi erano/sono più piccoli?
    Può darsi, ma non ci credo.
    E mentre posso provare anche pena per chi ama male, non ce la fa, e ha scelto la sua via per il dolore, o se l’è trovata addosso, penso anche che non può ammazzare me. Perché questo, comunque, non lo guarirà dai suoi fantasmi. Mai.
    Scusa il post autoreferenziale.
    Ma era per dire che credo che chi ama male non possa fare che una cosa: fare i conti con il suo amare male, decidere se vuole almeno cercare di imparare ad amare meglio, oppure no.
    Ma è una cosa sua. Come per ciascuno di noi. E ki non vede il dolore altrui non può neanche imparare. Gioca in difesa, ma contro cosa? Lo sa lui.

    Meriti qualcuno che ti ami bene, Gianni.
    Baci.

  • 5875
    Lilly -

    Ciao Gianni. Chissà cosa caspita scatta nel cervello delle persone per portarle a diventare tutto d’un botto gelide e aggressive.
    Una mezza risposta l’avrei…..
    A volte scatta il nulla. All’improvviso si sentono stretti in una corazza che li fa crepare e devono spogliarsi di te con una foga mostruosa che li rende disposti a tutti pur di farti sparire.
    A volte scatta la voglia di nuovo (o comunque di disfarsi del “vecchio”) soddisfatta con un egoismo fuori dal normale con aggiunta di un eccelso menefreghismo condito con la ferma intenzione di demotivare l’altro con una velocità impressionante.
    Salvo poi ottenere l’effetto contrario….più non mi spieghi cos’è successo, quale alieno si è impossessato di te per renderti così str….più mi attacco a te come una cozza si attacca allo scoglio finchè non mi scrolli via con una violenza tale da rimbambirmi per mesi.
    A volte……..ci sono centimila casi possibili. Forse di più
    Tutti uniti dal minimo comun denominatore del “perche?”
    Perchè è successo,? Perchè fai così? Perchè perchè perchè?

    Ma poi alla fine torna alla ribalta l’argomento principe di tanti post:
    è poi così importante il perchè di certi cambi rapidi di atteggiamento?

    No! Quando questi “perchè” irrisolti ed irrisolvibili si pappano la nostra esistenza meglio metterli a nanna e via.
    Credo sia meglio una vita vissuta in compagnia di un perchè senza risposta che una vita sprecata a cercare una risposta che forse neanche esiste.

    Ciao Gianni, ciao a tutti.

  • 5876
    Gianni -

    Vi ringrazio per le vostre risposte.
    In effetti ora in cuor mio ho deciso di cominciare a dimenticare i perché e a ricordare ciò che ho imparato e provato dal rapporto che ho vissuto.
    Ringrazio di averlo vissuto xchè mi ha fatto scoprire cose molto belle e anche aspetti di me che ho potuto migliorare (o che sto migliorando).
    In effetti come ha detto Luna nel mio caso la mia compagna in una delle tante motivazioni che mi ha dato (e quando le motivazioni sono tante e diverse fra loro quella vera molte volte non esiste) vi è anche quella che come ha fatto in passato, per scegliere ciò che vuole lavorativamente, come ambiente e amici, deve sempre rompere/ tagliare con persone che sono importanti x lei (e qui io sono andato in crisi.. lo ammetto).

    Spero vivamente di riuscire a mettere a dormire i perchè…. per poter tornare a vivere migliorando me stesso sia per me che per la prossima persona speciale che entrerà nella mia vita un giorno…

    Grazie a entrambe Luna e Lilly.

  • 5877
    LUNA -

    GIANNI: 🙂
    Più passa il tempo e più mi sale questo pensiero, che forse dovrei chiamare piuttosto sensazione:
    che quando c’è serenità non c’è bisogno di tanti perché.

    Bacini a tutti 😀
    e pure un abbraccio.

  • 5878
    Max -

    Lilly, Luna, come sono d’accordo con voi, un analisi lucida di ciò che capita in quei casi dove la fine di tutto pare non avere giustifciazioni. I perchè sono dilanianti per la mente, ti poni mille domande e ti costringi a dartene altretante poi altre mille domande e via cosi sino a logorarsi il cervello senza però trovare mai delle risposte certe.
    Io sto smenttendo di cheidermi i perchè, anzi praticamente non me li chiedo più. Mi sono arreso al evidenza dei fatti, si i fatti dicono che lei se ne andata mentalmente da un altra parte e che è inutile per me cercare di seguirla in quella direzione, troppo dolore troppo soffernza troppe umiliazioni, no non conviene cercare di capire quello che neppure lei ha mai capito, ci si esce pazzi.
    Ora io lascio che le sue insicurezze le sue paure le sue non motivazioni restino nella sua testa e che sia lei a lottare con se stessa per chiedersi i perchè a me non importa più.
    Sono sicuro di averle dato tutto quello che una persona può dare in amore, poi potrò anche aver commesso dagli errori, ma questo è umano e se ci fosse stata la volontà reciproca di migliorarsi e affrontarli allora forse oggi non sarei qui a scrivere in queste pagine.
    Mi spiace che tutto sia finito, ma quello che potevo fare per cercare di salvare quello in cui credevo l’ho fatto, anzi ho fatto molto di più, quindi non ho rimpianti e tanto meno continuerò a chiedermi perchè sia successo, se vorrà lo fara lei e ci lottera lei con le sue domande.
    Per me è un capitolo chiuso, sto migliorando giorno dopo giorno un po allla volta, ma sto migliorando e questo mi fa sentire meglio.
    Forza ragazzi/e non mollate, la vita è un dono troppo prezioso per rinuciare a viverla.
    Max

  • 5879
    Maya -

    Luna sei un tesoro
    Allo scadere sella settimana l’ho chiamato e ci siamo visti. in macchina nn abbiamo quasi parlato ad un certo punto si ferma in un posto appartato scendiamo dalla macchina lui nelle mani aveva un telo lo stende e si sdraia io mi siedo vicino a lui ma nn mi sono sdraiata inizia a toccarmi cerco di dirgli qualcosa e mi dice che se voglio usare la bocca lo devo fare solo per baciarlo perchè tutto il resto in quel momento nn avrebbe avuto senso. Cerca di baciarmi ma le mie labbra sono serrate nn riesco sente la mia rigidità si alza mi dice che è tardi e che mi avrebbe accompagnato a casa, l’ho abbraccio gli dico di aspettare e infine lo bacio ma le mie labbra il mio cuore e perfino il mio cervello si rifiutava di continuare era diventata una tortura e così quando lui cerca qualcosa di più gli dico che per problemi femminili nn era possibile continuare, mi crede o forse ha fatto finta nn so siamo rimasti sdraiati nn so per quanto tempo solo sfiorandocci senza aprir bocca, senza parlare ne ridere o tanto meno scherzare ognuno di noi era assorto nei propri pensieri la nostra intimità in quel momento andava oltre l’atto fisico,per lo meno per me era così ma ciò nn si ripeterà un’altra volta perchè la prossima volta nn avrei scuse per allontanarlo da me senza offenderlo. La mia sarà paura della solitudine altrimenti nn continuerei a vederlo lo so.

    Se nn mi decido lo perdo ma se mi decido perdo me stessa

  • 5880
    Lilly -

    Ciao Maya. Scusa se intervengo in un dialogo tra te e Luna.
    Se senti la necessità di trovare delle scuse per allontanarlo di certo non è il momento “giusto”.
    Magari è la persona “giusta” (sempre ammesso che esista un concetto generale di “giusto e sbagliato” e, se esiste, che la persona resti quella “giusta” con il trascorrere del tempo…….tutti, inevitabilmente cambiamo…..)!
    Ma di certo il momento che stai vivendo è quello in cui vivere con calma le tue emozioni e non leggerle attraverso la paura della solitudine.
    Il timore di restare soli stravolge tutto.
    Se dovessimo adottare un comportamento piuttosto che un altro avendo come scopo principale il non restare soli faremmo l’occhiolino mostrando la coscia al primo che passa…..il famoso “basta che respiri”.

    Dici:”infine lo bacio ma le mie labbra il mio cuore e perfino il mio cervello si rifiutava di continuare era diventata una tortura”.

    Ma ti pare il caso? Una tortura?

    La soluzione c’è. Non viverla questa tortura. Evidentemente hai un conto aperto con il passato che non ti consente di comportarti nel presente come vorresti e potresti.

    Ed è normale, credimi. Non sei rimbecillita se questo conto ancora aperto ti fa male e ti fa vivere una bella serata sotto le stelle come una tortura.

    Forse hai affrontato solo a parole l’esperienza ti ha ferito.
    Forse non l’hai ancora affrontata con tutta te stessa (panza compresa) e quindi ‘sta cavolo di esperienza continua imperterrita a fare i suoi danni.

    Affronta il passato con il tempo che ci vuole per superare il trauma che hai subito e con la consapevolezza che non sei anormale se non riesci ad uscire dalla gabbia. Ci vuole solo un pò più di tempo e (forse) un modo diverso di affrontare il passato.

    Parere mio….. non bisogna vivere il presente a tutti i costi. Bisogna mettersi nelle condizioni di poterlo viverlo bene.

    Altrimenti diventa, come dici tu, una tortura.

    Bacioni.

    Ciao a tutti.

  • 5881
    LUNA -

    MAYA e LILLY: ciao tesore belle belle 😀

    il punto sta forse nel fatto che a volte il concetto di “carpe diem”, cogli l’attimo, o vivere il presente, viene letto in un modo diverso da quello che, credo, sia il senso di queste parole.
    O perlomeno il senso che possiamo dare a queste parole per vivere meglio, o perlomeno non viverci “contro”, che di per sè già racchiude un vivere meglio.
    Contorto? :O forse sì 😛

    Concordo con Lilly, nel senso che penso che vivere il presente non abbia nulla a che vedere con “ogni lasciata è persa” o “essere obbligati a vivere le cose”… vivere il presente significa avere presenti se stessi e i propri desideri, essere lì, come si è lì.
    Baciare se si ha voglia, non farlo se non si ha voglia.
    Ascoltarsi, nel qui e ora, e dire di sì e di no, a seconda di come ci si sente.
    Non dire di sì perché dire di no sembra significare il non vivere un presente.
    I gatti quando hanno il mal di pancia non saltano e non giocano, nè, presumo, vanno in cerca di una gatta per fare… quattro salti (o cinque gattini). Vanno a riposare e a cercarsi delle erbe per curarsi lo stomaco.
    Cerca quelle erbette dentro di te, Maya, e con calma. Nessuna bocca ti corre dietro, con un dovere tuo di dimostrarti qualcosa.
    L’importante è stare bene.
    Se hai capito che questa non è la strada per stare bene, che stai tirando troppo il motore, forse vale la pena di capire qual è.
    E arieggiare non significa per forza uscire con un uomo, e soprattutto per farci qualcosa.
    Besos

  • 5882
    LUNA -

    MAX: che dire se non che sono d’accordo con te?
    Ma già lo sai che sono d’accordo 😉

    @no non conviene cercare di capire quello che neppure lei ha mai capito, ci si esce pazzi.

    Ancora di più se la persona non ha fatto nemmeno un centesimo dello sforzo che noi abbiamo fatto per capire cosa passava per la testa e lei o lui e in più pure quello di dipanare la matassa che si aggrovigliava nella nostra di testa mentre facevamo questo lavoro di tentata comprensione globale.
    Ma, infine, dovendo fare in qualche modo sempre i conti senza l’oste.
    Pure avendolo davanti.
    Somme, sottrazioni, moltiplicazioni, parentesi quadre, rotonde, equazioni con 35 incognite… e le equazioni con 35 incognite sono le peggiori 😉 sempre ‘ste azzo di incognite e una soluzione mai…
    e vai, a rifare l’operazione…
    e ancora, e ancora, e ancora…
    con sto quadernone a quadretti gigante, fogli che volano…
    me la vedo la scena… camminare con in mano quadernone, calcolatrice, compasso, righello, pallottoliere… tipo, hai presente, quando vai a fare la spesa convinto che comprerai solo un litro di latte, e poi fai una spesa da carrello pieno, ma senza avere preso il carrello… ed è così, con quelle 20 cose in mano, che rischiano di cadere ogni due passi, che vai alla cassa, e non vedi l’ora di appoggiare tutto là, finalmente,perché ti si sta pure addormentando un braccio…

    Poi, sai, magari accade pure che sono le inezie che ti illuminano… alle volte se sei in grado di coglierle, altre a posteriori…
    pensi ad una frase che in fondo se non una risposta, un perché, tanto cercato, racchiudeva l’essenza… l’essenza del male di vivere di qualcun altro che però arrivava in faccia a noi.
    l’essenza anche del perché – nostro – per cui in quella vita, alla fine, stavamo male, e non era questione di equazioni, ma era perché, effettivamente, c’era un’altra persona che pure faceva i conti senza l’oste, noi, ma non perché noi ci eravamo sottratti alla questione!
    Ma per quel cambio di direzione.

  • 5883
    Llly -

    Mi ha colpito il post di Maya. Mi ha colpito quella parola: “una tortura”.
    Già. A volte vivere diventa una tortura.
    “Grazie” alle molestie morali di cui parla tante volte Luna vivere può diventare un incubo.
    Ti ritrovi con la testa tra le mani incapace di pensare. Con una domanda che ti martella il cervello: “cosa faccio ora?”. Ma lui non c’è per darti una risposta.
    E tu senza lui sei senza baricentro, sei completamente in disequilibrio. Senza più una personalità. Lui te la sfilata via, l’ha buttata e ridisegnata. Come se fosse stata una bozza così mal scritta da non meritare neppure di essere corretta.
    Era una personalità sbagliata. E come tutti gli errori andava eliminata e sostituita .
    Ma la “sostituzione” è stata opera sua, un suo regalo, una sua elargizione.
    C’è chi andandosene porta via tutti i regali fatti.
    Lui si è portato via il tuo nuovo mondo interiore, il tuo nuovo “dentro”, quello che lui ti ha costruito sopra (demolendo il sotto) .
    Con tutto l’egoismo che può avere chi se ne va e andandosene non vuole lasciare tracce del suo passaggio.
    Hai perso chi eri, ti ha sottratto chi sei diventata…..cosa sei ora? Un ammasso di carne senza scheletro, piegata su te stessa, schiacciata da tante domande senza risposta.
    Ti senti nuda in un posto affollato. La gente parla ma tu non sai cosa rispondere. Non sai cosa stai pensando in quel momento. Non sai cosa stai provando. Lui non è lì con te ad importi le parole che devi dire, che devi pensare.
    Non è solo una questione di amore, di sofferenza per l’essere stati lasciati.
    E’ panico. E’ paura.
    Lo stesso panico, la stessa paura che provavi quando stavi insieme a lui. Ma la sua presenza ti spaventava e ti rassicurava al tempo stesso. Lui ti dava una traccia, uno spunto, un’imbeccata.
    Una carezza: la risposta giusta.
    Una scenata: la risposta sbagliata.
    Tante scenate: tante risposte sbagliate e la convinzione sempre più forte di non poter vivere senza di lui. Senza il depositario di tutte le verità

  • 5884
    Lilly -

    Dopo è facile domandarsi “come ho potuto lasciare che capitasse……io che ero così forte, così determinata”.
    Dopo capisci che il suo rumoroso amore per te è stato un amore per la sfida.
    “Ti sfido a dimostrare di essere più forte di me…..lo vedi? Sei rimasta al tappeto…..non eri forte, non eri determinata. Eri una brutta farsa, un teatrino vivente, una montatura. Rivoglio indietro i soldi del biglietto. Mi hai fatto perdere troppo tempo, troppe occasioni stupida ombra di donna senza un perché.
    Me ne vado senza darti una risposta perché non c’è una risposta. Tu sei un niente con fattezze femminili, un contenitore vuoto con un grosso buco sul fondo che rende inutile ogni parola che potrei dire per riempirlo”.
    Non ha importanza se questo pensiero corrisponde alla realtà o è la traduzione sbagliata del suo silenzio.
    E’ l’unico pensiero che riesci ad avere.
    “Ho sbagliato. E’ per questo che lui se n’è andato….”!
    E’ così difficile rimettersi in carreggiata dopo essere stati tamponati e buttati fuori strada così violentemente.
    Ti ritrovi con tre ruote su quattro in bilico sul precipizio e l’incapacità di sapere che manovre fare per non cadere giù.
    Io ci sono riuscita a tornare su strada. Dopo più di un anno.
    Guido con prudenza, mi fanno paure le curve, le strade in salita, quelle che costeggiano i baratri.
    Ma intanto guido e vado avanti.
    Ho ricostruito il mio mosaico. Ho aggiunto tanti tasselli che non sapevo che esistessero.
    Alcuni tasselli, invece, non li trovo più.
    Ed è in quei buchi, in quei vuoti che, ogni tanto, si nasconde la paura. Ma è solo per poco.
    Il vuoto di un tassello sparito non è mai così grande come tutto il mosaico.
    Lui è stata un’esperienza.
    Bella e brutta. Ed io voglio ricordarmi tutto. La paura e la felicità.
    E’ la mia personalissima sfida con me stessa.
    Vorrei riuscire a dimostrare di poter vivere senza alibi.
    Senza doverlo eleggere a Sua Altezza Reale Bastardo I Imperatore di Stron…..landia.
    Un qualcuno, un qualcosa del

  • 5885
    Lilly -

    Dicevo……Un qualcuno, un qualcosa del passato, un qualcuno che va ricordato tutto e per intero ma che non deve impedire di vivere il presente.
    Non un errore da smacchiare via con la candeggina.
    Non un flagello mentale con cui mi frusterò per tutta la vita per aver sbagliato.
    Insomma: un’esperienza bella e brutta. Un po’ di ani della mia vita. Una fetta della mia esistenza.

    Ciao a tutti. Un bacione

  • 5886
    LULU -

    Buongiorno a tutti, non riuscivo piu’ a connettermi, sia con il pc che….di testa. Appena avro’ un po’ di tempo da dedicarmi leggero’ tutti i vostri messaggi. Estate calda, che da’ alla testa, (parlo per me), ricordi che riaffiorano, “visioni” che fanno male, eppure sono ancora qui. Certo e dove accidenti dovrei essere?!
    Mi siete mancati, tutti quanti, ho visto che ci sono delle “facce” nuove, benvenuti, e ben ritrovati a tutti gli altri. Un abbraccio Lulu.

  • 5887
    LUNA -

    LILLY: ebbè se le hai descritte bene le molestie morali… quello che fanno…
    e ognuno poi trova la sua strada, non solo per riemergere, ma per stare bene, di nuovo, anche meglio di prima, prima che arrivassero.
    anche se a volte pare impossibile quando giri ancora con tre ruote.
    è da tempo che voglio raccontare una cosa, poi per un motivo o per l’altro – anche il fatto di rispondere – non ho l’occasione…
    Tempo fa entro in un negozio. La tipa del negozio, sui 45, l’ho vista un paio di volte, ma c’è stato un bel feeling di chiacchiere e spiritosaggini. Torno lì dopo diverso tempo, e lei, simpatica, mi dice: ma sei proprio tu? dov’eri finita?
    Ho un po’ di tempo, per cui, oltre a provare una maglietta, finisce che chiacchieriamo ogni volta che i clienti escono e prima che ne arrivino degli altri.
    E ad un certo punto, chissà perché, chissà per come (lei non sa nulla di me nè di questo forum…) mi racconta la sua storia.
    In realtà parte dal suo presente, il suo nuovo amore, come ci sta bene, come l’ha conosciuto. Quando era già single. E aveva ricominciato una nuova vita, con sua figlia.
    Al momento dice solo: ero separata. Lui, il mio nuovo amore, all’inizio per me era stato trasparente. Non ero pronta. Qdo l’ho visto davvero è stata un’onda di emozioni. Di colpo. Come se avessi 15 anni…
    Ma poi, spontanea, decide che vuole dirmi anche il prima. 20 anni di matrimonio, apparentemente la famiglia cuore, bella casa, belli loro, bella figlia, tutto bello.
    Ma in realtà…
    “Sai, violenze psicologiche… è difficile spiegare cosa siano”.
    E allora mi parla di cose che conosciamo molto bene, e dei loro effetti. E anche del perché ci siano voluti 20 anni per capire che da quella porta bisognava uscire. E da quella vita.
    Di come davanti a sua figlia aveva sempre cercato di recitare la parte della famiglia cuore, anche senza rendersene conto, come compito quotidiano, per proteggere sua figlia, ma anche se stessa, probabilmente, dal dover capire che bisognava andare via.

  • 5888
    LUNA -

    Ma quello che volevo dire è questo: se ne va di casa, senza niente, e tutti che le dicono se è diventata matta, lei. Lui le dice: senza di me dove vai? Ma ti vedi?!?
    Saranno tre lustri che non lavora, perché nella famiglia cuore non ce n’era bisogno. E per 20 anni si è sentita dire che non capisce niente. Che non è buona a niente. Che non vale niente. Ma mentre lui le urla che lei da sola morirà, e tornerà con la coda tra le gambe, lei pensa che non le importa se dovrà alzarsi alle 3 del mattino per pulire i bagni della stazione, lei che viveva in un paradiso (artificiale) che era un inferno, e che bisogna almeno provare a vivere. Questione di sopravvivenza. Ha qualche soldo e prende una casa in affitto, e trova questo lavoro. Questo lavoro in cui tu, se entri in quel negozio, la vedi felice, solare e capace. E mai penseresti che qualcuno, un giorno, le ha detto che era un’impedita che non sapeva neanche legarsi le scarpe. Facendole dimenticare, per 20 anni, chi era davvero. E chi poteva essere, se avesse vissuto invece di morire.
    Oggi dice che anche sua figlia sta bene, e che sa di avere spezzato una catena portandola via da lì.
    E dice anche: “Lo so che può sembrare pazzesco, dopo quello che ho passato, ma poiché è stato, non si può cambiare, io dico che se non fosse successo io non sarei chi sono oggi. E io sono contenta di essere chi sono oggi”.
    E poi, sorridendo, mi ha detto: “Era da secoli che non parlavo di questa storia, non lo faccio mai… chissà perché proprio oggi 🙂 Ma non mi fa male parlarne. Fa parte di me, ma è ieri”.
    La sua storia è simile, purtroppo, a milioni di altre. Ma ha un lieto fine, e per questo volevo raccontarla.
    E poi perché mi ha colpito questo, che non ci siamo incontrate in un centro per donne maltrattate, a parlare di questo, ma in un negozio, dove la nostra complicità era nata ridendo, scherzando.
    Nulla di lei e nulla di me poteva dire che sapessimo cosa fossero le molestie morali.
    Eppure è andata così. Forse ci si annusa.

  • 5889
    markoss -

    RAGAZZEEE scusate se sono scomparso ma tra viaggi e sofferenza non ho aperto più il cell. novità? bè nessuna rilevante. le mie amiche sono andate a parlarci e al solito lui ha dett tutto e il contrario di tutto, immobile fissando un punto dice che non può dare una ragione che cerca tranquillità, che io devo andare avanti farmi la mia vita non soffrire +, e poi che ha fatto come capire che io l’ho amato solo dopo, che ora lui vuole stare così…insomma al solito nn si capisce, malato o non pazzo o non, certo una cosa è sicura nei suoi occhi non si legge menefreghismo indifferenza e distacco ma si legge una persona disperata che nn sa più che fare…in tutto ciò la sua perversione l’ha portato ad aggiungere dopo mesi su facebook uno che ci provava con me. quasi sicuramente ormai ho cpt che fa sesso con un altro…ma non è questo il punto ma è la ragione di tutto ciò? la ragione che porta due innamorati a separarsi con uno che rinnega butta colpe piange è disperato e alla domanda delle mie amiche: allora noi ora torniamo a casa che gli dobbiamo dire a markos? non ti interessa +? lui zitto…e loro: allora se lui va avanti e si trova un altro? lui: STATEGLI VICINO ME LA VEDRò IO…
    cioè qui siamo sul paranormale mi ha lasciato senza una ragione senza che io capissi spacciando una malattia e poi da queste frasi ma nel mentre se la fa con altri e tra 20 giorni parte per l’egitto come volevano i suoi genitori…
    fa la mia vittima come se io l’avessi costretto e soffocato mentre stavamo isnieme quando invece lui e io eravamo lo specchio della felicità…
    non so cosa c’è dietro forse qualche profonda perversione e disagio di fondo…so solo che spesso leggo al spiegazione di lily sule persone malate e coincide con lui…ma nn so che malattia abbia perchè quella che mi ha detto non è vera… ho provato a frequentare altri ma cn lui ero l’incastro perfetto e nn lo dico per nostalgia ma vero era così l’unica cosa che mi portò ad allontanarlo era la sua accondiscendenza…

  • 5890
    markoss -

    e in tutti questi mesi mai una chiamata un emssaggio un sentirci anche solo per un come stai come se io fossi il mostro che gli ha rovinato la vita, eprchè così mi vuole far apparire forse ma dentro sa bene che nn è vero, noi ci siamo conosciuti epr come siamo dentro veramente e sappiamo entrambi che nessuno dei due vuole questa situazione…altrimenti l’avrebbe detto chiaro e tondoù: è facile buttare un non sento + nulla perchè è così al momento è così e scappare via…codardo vigliacco imbroglione? me lo sono chiesto + volte…sul dopo l’inizio di questo strano epriodo nn so dirvi più perchè per quanto ci penso ogni interpretazione è possibile ma sul prima sono sicuro che mi amava e si sentiva amato…poi può essere che si è stancato, reso conto di un abbaglio…ma per me c’è qualcosa di + profondo che porta una eprsona a cambiare profondamente e passare dal: ti amerò epr sempre perchè sei la mia ragione di vita a un non sento nulla mi fa star male averti accanto a un mi hai amato solo dopo o se tornerò me la vedrò io…ok scopa con un altro…ma sarà sesso non riesco a pensare che sia amore perchè lo sappiamo bene che non è così….
    io non posso fare nulla mi ha voluto cancellare e escludere, secondo me molto forzato, gli hanno fatto il lavaggiod el cervello e tanto che si è represso che alla fine mezzo emzzo ci crede e il sentimento l’ha perso…e ora cosa può concedersi se non brevi rapporti sessuali? siccome l’unca relazione che gli ha dato la felicità l’ha dovuta sospendere. non ha lottato? io penso che nei suoi occhi si legga un profondo sconforto senso di eprdizione e vuoto..non leggo + quella gioia che c’era quando stavamo insieme….ha preso una strada forse obbligato forse voluto e per scaricarsi accusa velatamente me, ma manco in modo concreto perchè sa che non è così…un giorno forse tornerà anche tra anni e mi spiegherà la ragione di tutto…

  • 5891
    Joe S. -

    Ragazzi alla mia ex (che mi ha lasciato dopo 4 anni) ho spiato le e-mail (non chiedetemi come ho trovato la psswd) posso solo dire che parlava con una sua amica dicendole cose del tipo “mi viene ancora dietro”, “fino a quando stava male io era tranquillissima se non lo sentivo”, “adesso che è tranquillo ed ha tanti amici mi fa sentire uno schifo, lo odio, mi ha rovinato la vita”. Praticamente di queste cose mi giurava il contrario. Tutte queste cose che ho scoperto mi hanno aiutato a capire che cesso di persona avevo vicino, una persona egoista e bugiarda, sono davvero contento di aver scoperto certe cose. ragazzi occhi aperti non sappiamo mai chi abbiamo vicino 🙂 C’è troppo schifo oggi come oggi, mi sono rotto le palle. Praticamente parlava di me con un tono distaccata, però quando mi vedeva piangeva e diceva che era disperata. oltretutto ha detto alla sua amica che questa situazione c’è da 1 anno. Mi ha sfruttato per 1 anno intero, appena ha trovato lavoro e persone nuove mi ha fanculizzato. Adesso che vedo le cose con distacco capisco che mèrda avevo vicino. Saluti.

  • 5892
    Lilly -

    Luna:”La sua storia è simile, purtroppo, a milioni di altre. Ma ha un lieto fine, e per questo volevo raccontarla.”

    E hai fatto benissimo Luna. Perchè quando si sta male si cerca anche questo: la testimonianza di qualcuno che ha messo il becco fuori dal buco in cui si cade e che ti fa capire che si può sia uscirne che dire “fa parte di me, ma è ieri”!

    Ciao Markos, ben tornato,
    …..mi sa che lui è malato:
    – per un terzo di vigliaccheria,
    – per un terzo di “panico” da personalità sottomessa in fase di ribellione innaturale
    -e per un terzo di voglia di darsi da fare sospeso tra il “vecchio” che è certo e che affascina ed il “nuovo” che è incerto e che affascina ancora di più……

    Devo scappare…. Ciao a tutti tutti tutti.

  • 5893
    LUNA -

    MARKOS: hai detto di avere più volte riletto quello che si diceva su come si può comportare una persona quando entra in gioco il concetto di malattia, ma peraltro non hai letto, mi pare, forse, tutto quello che si è detto sui perché, quelli che uno/una si fa, senza l'”oste”, anche 24 su 24, magari per mesi o persino per anni…
    forse, azzardo, potrebbe farti bene – anche meglio – leggere quei post, con cui in particolare, ultimamente, si dialogava con Max.
    Io ovviamente, ancora meno di te, posso sapere cosa passi per la testa al tuo ex, ma posso dirti una cosa:
    1. dici rapporto perfetto, ove per perfetto, poiché la perfezione non è di questo mondo, intendi sicuramente una serie di sensazioni positive, ma poi tu stesso dici “troppo accondiscendente” e quindi parli di un disagio che tu stesso avevi.
    2. gli amori finiscono. anche quelli che sembravano perfetti possono finire, quelli che già prima avevano delle dinamiche cacao, che in qualche modo comunque si compensavano, poi, ancora di più.
    Te lo dice una che ha in famiglia persone che stanno insieme da 60 e 40 anni, dunque senza dubbio gli amori possono anche non finire.
    Ma possono anche finire, magari per uno sì e l’altro no. Terribile? Certo. Ma è così.
    E te lo dico perché ho visto finire amori, di persone che conosco, dopo tanti anni. Oggi una signora che conosco, ne ha 65, mi ha detto:
    è stato un grande amore il nostro, ma da 15 anni io pure stando con lui sono sola, che si prende e va, e se ne frega, passa più tempo via da casa che con la sua famiglia. Ho provato a parlare, per capire, per vedere dove potevano stare i miei errori, per tutti questi anni.
    Ultimamente nostra figlia si è ammalata, e lui è partito lo stesso. Mi sono ritrovata da sola ad andare per ospedali tutti i giorni, lei si è ritrovata senza di lui, con lui che chiamava ogni tanto solo per sentirsi dire che andava tutto bene.
    “Chiamavo!”, mi ha detto “e mi diceva che gli esiti degli esami erano tutti negativi, dunque stavo tranquillo”

  • 5894
    LUNA -

    Allora (così mi ha raccontato lei) io gli ho detto: “E invece avresti dovuto preoccuparti per questo, perché tua figlia continuava a stare male, ma nessun esame sapeva dirle cosa aveva! Non stavano dicendo che era sana, ma che non sapevano che diavolo avesse!”.
    Lei, la signora, mi ha detto che probabilmente lo lascerà.
    “Dopo 50anni che stiamo insieme… ma ho aspettato, sperato, chiesto, pregato per 15 anni, perché lui di colpo era diventato un altro. Adesso, dopo come si è comportato quando sua figlia stava così male, ho capito che non lo amo più. Io. Lui non mi ama da tanto tempo, ma adesso sono io che non lo amo più. Al punto di pensare, a 65 anni, di fare una vita da sola, piuttosto che così”.
    La malattia può cambiare le persone, è vero, come può farlo una vincita all’enalotto. E vale per tutti noi. Tutti noi andiamo in qualche modo in crisi di fronte a certi eventi della vita. Crisi intesa come vari riassestamenti interiori.
    Ma ho visto persone scoprire di avere la sclerosi multipla, e non per questo diventare peggiori, anche se dentro avevano una tempesta.
    E continuare a stare con la persona che amavano, riassestarsi insieme e starci anche bene.
    Conosco una ragazza che è in sedia a rotelle, con dolori così atroci che deve imbottirsi di morfina. Si era già separata dal marito, lui non sapeva che stesse male. L’ha scoperto da solo, è tornato da lei. E poi l’ha lasciata un’altra volta, per sposare un’altra.
    Quanto può avere sofferto lei? ma quando stava con lui, alla fine, aveva il triplo delle crisi.
    Lei avrebbe dei buoni motivi per prendere a pugni tutto il mondo.
    Non è una santa, ma non lo fa. Lei quando esce, quando vede gente, è felice. La sua malattia c’è, perché ci sono una serie di cose che è importante sapere quando esci con lei, lungo da spiegare, ma è così.
    Ma non l’ho mai vista usare la sua malattia in modo ricattatorio o nascondersi dietro la sua fragilità. La sua malattia l’ha aperta, non chiusa al mondo.

  • 5895
    LULU -

    “quando stava con lui aveva il triplo della crisi…” conosco fin troppo bene questo stato d’animo. Era come avere “un non esistere, una assenza della mia persona”, lui carnefice, io la vittima…ma solo perche’ IO glielo permetto. Ma e’ come un comportamento di una persona vuota, senza forza, senza coraggio, si e’ questa la parola giusta, coraggio, senza di lui cosa avrei fatto, temevo il dolore dell’addio. Senza lui, senza la nostra storia, se cosi’si puo’ chiamare mi sentivo persa….eppure con lui stavo male, sempre di piu’. Perdevo il controllo, la ragione. Adesso dopo molto tempo, e’ vero cio’ che la mia terapeuta mi diceva durante i primi colloqui, su 24 ore lo penso sempre di meno. Addirittura, forse, qualche giorno l’ho pure dimenticato. Eppure dopo mesi l’ho rivisto, le gambe mi hanno tremato, il cuore mi e’ balzato in gola. Mi sono tornati in mente gli anni della nostra convivenza, momenti che io allora ritenevo non proprio belli ma accettabili, che a volte ho addirittura idealizzato. Ho cercato di cancellarli immediatamente, non voglio piu’ soffrire come allora, ho cercato di analizzare i pro e i contro…quanti contro e quanti pochi pro! L’ho pensato tutto il giorno, anche con la speranza non proprio nascosta che si facesse vivo in qualche modo. Non l’ha fatto, meglio cosi’, pero’ in fopndo ci speravo, per quale motivo? Per credere che in fondo ancora mi pensa?! oppure perche’voglio dirgli che adesso sto’ meglio senza di lui?! Non lo so, mi sono annientata, respiravo perche’ lui respirava, sorridevo se lui lo faceva….adesso sono indipendente, adesso passo delle giornate a volte anche abbastanza spensierate, cosa che non ho mai fatto con lui, ho ripresio a vivere, eppure rivederlo mi ha fatto tornare nel passato, l’ho amato, e’ stato difficile lottare contro la mia apatia, contro la mia non voglia di lasciarlo, contro il mio autolesionismo, ha lasciato un vuoto nonostante tutto che e’ ancora li’pronto a farmi uno sgambetto ogni volta che lo rivedo.

  • 5896
    LULU -

    Ti sembra che il baratro e’ li’ pronto a riprenderti….no adesso riesco a fare un passo indietro, anche se per un attimo temo di caderci dentro, stringo i denti mi aggrappo con le unghie….e ci riesco…con tanta fatica, ma soprattutto con la voglia di non tornare a soffrire come allora…
    ….e rinasco ancora rinasco, non come un bambino ingenuo e indifeso, ma come una donna consapevole dei propri limiti, delle proprie debolezze e dei propri errori, consapevole di non volerne fare piu’, e potersi finalmente godere gli anni “rimasti” della sua ormai “veneranda eta’ (ne ho appena compiuti 48 ). Ho riscoperto la semplicita’ della vita, il piacere di svegliarsi la mattina, magari con la voglia di dormire ancora ma con la gioia di affrontare un’altra giornata. Ho riscoperto tante piccole cose importanti che non conoscevo piu’, cosi’ rinchiusa nel mio dolore.
    Non e’ un percorso facile, almeno per me, ma non impossibile, adesso ne sono certa. Un bacio a tutti. Lulu

    p.s. non so’ cosa ho scritto, sono piuttosto confusa, spero di essere stata chiara, e corretta nell’italiano!!!!!Bah! fossero tutti i problemi!….

  • 5897
    Max -

    Stavo lentamente riprendendo in mano la mia vita, poi l’altro giorno mi chiama sua madre e mi dice, sai che è andata via per qualche giorno, io gli dico che non mi importa saperlo ma lei insiste e mi dice è andata a tovare la sua amica, pecccato che la sua amica sia anche amica mia e so per certo che non è la ma è andata a stare da quello che mi ha sempre fatto credere essere un amico.
    Ora ho la certezza di essere stato preso per il culo per mesi e mesi e questo mi ha fatto tornare le soffernze, si perchè mi sento umiliato e colpito nellamia dignità, prorpio lui, quella persona che io ho accettato in buona fede spesso a casa mia e che lei continuava a spacciare come amico sino a qualche giorno fà.
    mi sento da schifo mi hanno preso per il culo tutti e due e in bello stile, è da lunedi che è a casa sua, lei e lui da soli e io non riesco a chiudere occhio alla notte, ogni volta che lo faccio mi vengono in mente loro due che si vanno a letto insieme e mi sta devastando la mente.
    So che non dovrei pensarci ma per il momento non ci riesco, mi sento uno schifo, spero che mi passi al più presto questa ultima, spero, ed ennesima mazzata che la signora e deciso di riservarmi.
    Non mi sono meritato nenche un briciolo di rispetto, no, ha dovuto umiliarmi e ferimi sino alla fine, mi chiedo quando mi scatterà dentro quel sentimento di “odio” che si merita e non la soffernza che sto passando.
    Come si fà a non pensare a loro che si vanno a letto insieme e come si fa a far nascere o far uscire da dentro la rabbia che i questi casi dovrebbe essere la cosa pià naturale.
    Tronerò a star bene, ma per il momento mi pare solo un miraggio, ma non mollo, no non gli darò anche questa soddisfazione.

  • 5898
    LUNA -

    Da Wikipedia:
    La sindrome di Stoccolma è una condizione psicologica nella quale una persona vittima di un sequestro può manifestare sentimenti positivi (in alcuni casi anche fino all’innamoramento) nei confronti del proprio rapitore.
    Viene talvolta citata anche in riferimento ad altre situazioni simili, quali le violenze sulle donne o gli abusi sui minori e tra i sopravvissuti dei campi di concentramento.
    Nella terminologia dei meccanismi di difesa secondo Anna Freud, coincide con l’identificazione con l’aggressore

    Mi è venuta in mente oggi, non ci avevo mai pensato.
    Della sindrome di Stoccolma, intendiamoci, nulla so, se non il fatto che mi sono ricordata che appunto riguardava i sequestri. Per come son fatta probabilmente approfondirò, per mia cultura personale 😉
    Lo dico subito, non penso che nessuno di noi sia affetto dalla Sindrome di Stoccolma 🙂 e penso anche che sia “delittuoso” sparare a casaccio, solo scrivendone, nominando sindromi.
    L’ho fatto per un motivo, che tra qualche riga spiegherò:
    perciò usciamo per favore e subito dal fatto di per sè che io abbia nominato questa cosa, e vi spiego quale è stato il mio (ardito) collegamente mentale:

    quando qualcuno che ci ha fatto anche male riappare, magari per caso, sul nostro cammino, non proviamo sensazioni neutre (sopratutto nella fase di rielaborazione, rinascita che le persone che scrivono in questo forum, per lo più, stanno vivendo) bensì anche sensazioni forti. Spesso circoscritte. Ma ecco che la persona va a casa e all’emozioni aggiunge il fatto di chiedersi: ma perché se so che questa persona mi ha fatto male comunque io, vedendola, penso anche questo e questo? e magari, con grande, troppa severità, si dà addosso, scambiando delle emozioni naturali per il segno di chissà che.

    Allora ho pensato: accade persino che chi sia stato sequestrato – e non parliamo quindi di amore, ma di palese violenza – possa provare delle emozioni contrastanti, proprio come difesa.
    Figuriamoci se non può accadere,

  • 5899
    LUNA -

    nell’ambito di una rielaborazione che riguarda una storia di sentimenti, pure dolorosa che sia stata…

    Se io considero una persona il centro della mia vita, anche perché pure da parte sua ha usato dei meccanismi per diventarlo o far credere che sia così, che il resto sia nulla, e quella persona mi tiene a dieta, di cibo, usando una metafora, ma si mette anche nella posizione di essere l’unico che mi può nutrire (e ciò avviene nella molestia morale) perché si mette nella posizione di essere il solo che sa dove sta il cibo, su in alto, nascosto, inacessibile altrimenti, e in certi momenti lo va a prendere e finalmente ce lo elargisce, magari anche lanciandolo sul pavimento, quando ormai siamo prossimi a morire di fame, paradossalmente quella persona che ci ha tenuto alla fame diventa anche la persona che ci nutre e sembra salvarci la vita quando ci lancia il cibo… la persona a cui in quel momento noi diciamo grazie.
    Il sistema perverso della molestia morale, anche attraverso un indebolimento sistematico unito alla confusione, viene presentato come unica realtà possibile, e viene vissuto come unica realtà possibile. Dimenticare che sia possibile procurarsi il “cibo” da soli, nutrirsi con gioia, e che le persone non si lanciano il cibo dopo aver portato l’altro alla fame e che si dice pure grazie, fa parte del… molesto e complesso meccanismo delle molestie psicologiche.

    LULU, a parte che torno a dirti che il tuo italiano non ha nessun problema 🙂 e che comunque se così fosse chissenefrega, qui parliamo stando in ciabatte e capel de paja 🙂 – sì, pure se oggi parlo “difficile”, per via dell’argomento, mi sento in ciabatte e capel de paja 🙂 – tu stai facendo un lavoro enorme con te stessa, e insieme alla tua psicologa, e ti stai riappropriando del tuo mondo, ma non solo, anche del mondo in generale, del fatto di vederlo attraverso i tuoi occhi, e non i paraocchi che la molestia morale, di suo (e non è perché si sia stati stupidi) produce. Baci, bellissima 😀

  • 5900
    Lilly -

    Ciao ragazze/i.
    Al di là degli intricatissimi meccanismi mentali per cui siamo finiti dritti dritti nella disperazione più nera massacrati dal NON essere all’ombra a mangiare serenamente anguria a gambe larghe sulla terrazza scherzando e litigando con un inossidabile e indiscutibile compagno/a di tutta la vita ……vorrei dire una cosa che magari apparirà di una banalità assurda ma che è vera.
    Ci siamo cascati noi in certe situazioni, le abbiamo lasciate nascere, maturare, ingigantire, scoppiarci in faccia.
    A volte le abbiamo difese con una ostinazione direttamente proporzionale alla nostra consapevolezza.
    A volte siamo “cascati dal pero” perchè non abbiamo voluto cogliere, vedere tutti i segnali che l’altro non può non averci mandato (a meno che sia così infido, così perfido, così bugiardo, così voltafaccia, così bravo a mascherare emozioni, a propinare balle, a trattenersi da aver realizzato una sorta di delitto perfetto….).
    La stessa forza, la stessa energia che abbiamo usato per difendere questi amori che alla fine si sono rivelati dei flop dobbiamo usarla per tirarci fuori dalla disperazione.
    MAX:”Ora ho la certezza di essere stato preso per il culo per mesi e mesi e questo mi ha fatto tornare le soffernze”.
    Perchè?
    Tu stesso hai elencato qui un paio di situazioni in cui lei & lui si stavano comportando in modo un pò troppo intimo.
    Tu sapevi già tutto. E lo sapevi mentre stavi vivendo quelle situazioni. Tu stesso hai deciso di accettarle, di darle tempo, di aspettare in penombra.
    Cosa è successo di nuovo, oggi?
    Nulla! Solo normalissimo calo di forze. Un normalissimo attacco di rimpianto. Un normalissimo ciuffo d’erba che ti ha fatto inciampare mentre percorrevi la tua strada.
    Invece di sprecare energia in sofferenze che non sono nuove ed in acquisizione di certezze che avevi già perchè non fai qualcosa per te stesso? Qualcosa che

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