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La fine improvvisa di un amore

di Loredana

Riferimento alla lettera: Caro Direttore, scrivo questa lettera in quello che credo essere il momento più brutto della mia vita. Ho 29 anni e dieci giorni fa il ragazzo con cui ho diviso gli ultimi sette anni della mia vita, così improvvisamente, dopo cena, si è slacciato le scarpe, si è seduto sul...
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Data di pubblicazione: 22 Marzo 2006.

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Categorie: - Amore e relazioni di coppia

14.073 commenti

Pagine: 1 115 116 117 118 119 282

  • 5801
    Naty -

    Ciao cara LULU, negli ultimi dieci giorni ero rimasta senza connessione… Eccomi di nuovo. 🙂

    Non intervengo molto in questo periodo perché ci sono molti altri interventi che a volte non riesco nemmeno bene a seguire :-), ma vi leggo. A volte stacco un po’, ma poi torno.
    D’altra parte credo di avere “elaborato il lutto” che mi riguardava, per quanto ancora abbia gli strascichi (generali, esistenziali) di quell’ultima delusione.
    Superati i momenti peggiori ora che faccio? Da un po’ ho ripreso a uscire, cercando di non chiudermi in me stessa, ma… spesso… che delusione…
    Dai miei ultimi (personali) sondaggi (la butto sul ridere eh!) mi risulta che:

    ci si incontra per la prima volta e:
    1) si fa subito sesso e arrivederci
    2) si fa subito sesso e ci SI DEVE IMMEDIATAMENTE FIDANZARE
    3) si fa subito sesso e come va va (di solito va per un paio di mesi)

    La prima costante che noto:

    SI DEVE fare SUBITO sesso, altrimenti si è visti come una specie di alieno. Mah.

    La seconda costante:

    Trovo queste persone incredibilmente PIENE DI ANSIA! Ma l’assurdo mi pare che mentre io sono lì bella tranquilla (magari siamo usciti solo per un caffè!), questi mi arrivano (ma chi li conosce poi?) con pretese: e facciamo qui, facciamo lì, e devi essere così e devi essere cosà. Il tutto dicendoti (magari con la bava alla bocca eheheh): ma rilassati, ma stai tranquilla, no? Mavafangul, eh…

    Saluti a te LULU, LILLY e tutti.

  • 5802
    Ada -

    Ciao a tutti!!!!

    LUNA: “a questo punto, passami, ti prego, il tono anche per sdrammatizzare…
    ma… questi due quand’è che vanno fuori dalle balle?
    quante ca— di ferie hanno?
    non vivono in un’altra città?”

    Ohhh…. e me lo sono chiesta anche io 😀
    Comunque, alla fine ci siamo giostrati tutto continuando ad uscire a gruppetti (pazienza), intanto la settimana scorsa loro due sono partiti… ed era anche ora. Non ci siamo MAI incontrati, MAI. Alè!
    E devo dire che mi sono anche divertita parecchio in questi giorni!

    “…io anni fa mi sono trovata in una situazione simile alla tua.
    Ma ero piccolina, e ovviamente non ci sono paragoni..”

    Per me è un po’ diverso (oltre logicamente alla questione età, progetti concreti di vita con lui ecc…).
    Lei: mai vista e mai conosciuta in vita mia (vista una volta in foto, va be’), perchè vive nella cittadina in cui lui lavora… dall’altra parte dell’Italia. Figurati, non so neppure se sapesse della mia esistenza (certo, andando a casa da lui, avrà visto le mie foto/poster sparse per tutta casa… ehh va be’).
    Gli amici… beh, amici di entrambi (intendo miei e di lui ovviamente), per motivi diversi e da una vita. Per dire, alcuni erano miei vicini di casa (e li conoscevo per questo) e allo stesso tempo erano suoi compagni di scuola ecc… col tempo il rapporto d’amicizia è diventato sempre più stretto e oggi, appunto, sono come fratelli (parlo di persone che conosco e frequento da almeno 20 anni insomma, poi per il fatto che con lui sono stata 9 anni, ci siamo frequentati sempre più assiduamente… insomma un casino).

    Scappo, vado al mare 😀

  • 5803
    LUNA -

    NATY: ciao bellaaaaaa 🙂 🙂 🙂

    La tua “sintesi” mi ha fatto sorridere, per il tuo senso dell’umorismo, non perché ci sia da ridere 😛

    O forse sì? In fondo l’ironia e l’autoironia hanno una bella funzione come filtro.
    Anni fa, quando lavoravo in un posto ben pieno di “scoppiati” (e pure a me capitava di scoppiare, ‘ché, son mica Buddaluna???), un grazioso agglomerato umano che sembrava uscito dal Manuale della Psichitria Criminale (ok, ora esagero :P… ma il mio capo, allora, dicendo lui stesso che era vero aggiungeva anche: “Una buona sintesi del mondo” e io gli dicevo: “Be’, insomma, mi sa che il mondo è un po’ meglio… o almeno c’è una maggiore diluizione di personaggi!!! :P), insomma, allora, a volte, di fronte a scene, appunto, da manuale, io mi estraniavo e guardavo la cosa dal punto di vista ironico.
    Anni dopo, quando ho cambiato posto, una mia collega che era rimasta lì mi mandava delle email in cui raccontava le avventure quotidiane (poraccia…) descrivendole con un’ironia eccezionale.
    I nomignoli che usava me li ricordo ancora, e quando me li ricordo ancora rido. anche se, obiettivamente, c’era poco da ridere.
    E rideva e ride anche lei, per inciso.

    Scusa, divagazioni a parte (strano, non è da me :P), visto che hai anche poco tempo:

    che in giro ci sia parecchia gente ansiosa è poco ma sicuro.
    gente che spesso, anche inconsapevolmente, cerca di scaricarti la sua ansia addosso. Ansia da prestazione, per esempio. Che si traduce, a volte, in aggressività. Anche aggressività imbranata, o un po’ invasiva, intendo, non padelle in faccia.
    Ansia, si diceva, soprattutto nel territorio delle relazioni interpersonali di questo genere che, pare, dopo l’età puberale (ma non dovrebbe essere quella l’età difficile??????!!!!! :P) sono una faccenda un po’ complicata.

    Per quanto riguarda il “sesso subito” parli con una che in questo senso (non per moralismo, intendiamoci) è l’aliena.
    Ciò non vuol dire che non creda nelle esplosioni di passione, eh.

  • 5804
    LUNA -

    però – sono sincera – se uno mi dicesse che sono aliena perché non gliela voglio dare quando la esige lui (poco poetica, scusate) in nome del fatto che non sono “sportiva” o che mi hanno educato le Orsoline, e cose del genere,
    sarei io a pensare che è un cretino, e quindi gli direi tranquillamente che posso mandargli una cartolina da Marte e bye bye.

    Anche perché, certi discorsi, mi sembrano quelli del piazzista che cerca di convincerti che hai assolutamente bisogno della cosa che lui ti vuole vendere e che, se tu dici che anche no, o anche no in quel momento, ecc, non è perché sai benissimo quello che dici, ma chissà perché. Ah, sì, scusa, alieni, giusto 😉

    Anche perché sesso subito o non subito secondo me (ditemi pure se vi sembro taroccata) hanno poco a che fare con la passionalità che uno/una ha. Così come anche la quantità di persone con cui uno/una ha fatto sesso.
    Si può fare sesso subito (o averlo fatto con un’agenda come quella di Forzarelli) pensando alle bollette inevase.
    Si può fare sesso subito perché si ha voglia di farlo subito, e allora, certo, è un’altra storia 🙂

    Ok, sto dicendo delle banalità.

    Ci sono storie che nascono dal sesso subito e diventano storie lunghe e importantissime, non è che quello sia il discriminante.
    Attrazione di pelle fortissima? Magnifico 🙂

    Però a volte, forse, le persone fanno sesso subito (a parte perché ne hanno fisicamente voglia e trovano qualcuno che le attrae)anche perché temono (a volte ho detto) l’altro tipo di intimità, quello più profondo. Altre volte perché (fidanziamoci subito) usano il sesso come chiave per arrivare a quel tipo di intimità (il classico: “con lui faccio solo palestra” mica mi farò male… mentre si cerca qualcosa in più e quindi arriva la tranvata).
    Il sesso comunque implica una forma di intimità, anche quando non c’è.
    Ecco perché gli stacchi bruschi o gli attaccamenti.

    Il “vediamo come va” mi pare la cosa più normale.
    Ma perché proprio subito? conoscersi prima un po’ meglio no? 😛

  • 5805
    mary -

    Ciao a tutte,
    non vi ho dimenticate,anche se non vi ho più scritto vi leggo…non sempre purtroppo xkè il tempo in questo periodo è poco…mi sono trovata un secondo lavoro,xkè altrimenti non si mangia!!E’ un periodo duro che spero passi fretta.Ci vorrà tempo ma spero che qualcuno lassù stia guardando e che mi aiuti ad andare avanti….
    Vi abbraccio tutte Mary

  • 5806
    Naty -

    LUNA ciao! altro che banalità, la penso proprio come te, e grazie di aver scritto le cose che hai scritto perché, sai, queso tipo di persone a forza di ripetermi le stesse cose mi mettono un pochino (un pochino, non è che cambio il mio modo di vedere, sentire, volere le cose) a disagio. Insomma, quando da un po’ ti senti ripetere sempre le stesse frasi (scontatissime tra l’altro, quelle sì, banali) che “te la tiri”, che “siamo grandi” (embè? casomai gli impulsi un uomo di 40 anni dovrebbe saperli un po’ controllare, mica hai 15 anni, vorrei dirgli…), che “mi faccio troppi problemi” (io non mi permetterei mai di dire a uno che non conosco e che ci prova subito con me: guarda che tu hai dei problemi, hai ansia, metti ansia ecc. ecc. Eppure lo penso! eheheh) un po’ diventi irritabile, un po’ nervosa.

    Sì, mi dico sempre che l’ironia, l’umorismo, meno male che li ho (posso sentirmi ed essere molto molto giù, quindi servono…): mi hanno salvato la vita, in un certo senso.

    Insomma, già quando ero molto piccola guardavo mio padre che monologava con me (mi parlava dei suoi problemi: la gran parte erano, come dire, farneticazioni intorno a chissà quali torti che il mondo, o questo o quello gli avevano fatto) e pensavo, tra me e me, come se parlassi con un’altra me al di fuori di me: “Quest’uomo è pazzo”. 🙂

    E questi – non tutti per fortuna – che fanno? Monologano, appunto.
    Io non esisto, sono lì, bell’oggettino, per soddisfare lorsignori, eh.
    Ma poi, tu vedessi, Luna, io non esisto, davvero: non una curiosità, una domanda su chi sono, cosa voglio, instaurare un dialogo su una qualunque cosa, proprio per iniziare a conoscersi. Il nulla, il nulla assoluto. Il vuoto totale. Sconfortante. A me queste persone, guarda, fanno molta tristezza. Viene voglia davvero di tornare a rinchiudersi in casa, con un bel libro. E’ solo che io sono stata tanto tempo da sola. Amo anche troppo la solitudine, anche se sono una persona socievole, e anche questo, alla lunga, non fa bene.

  • 5807
    Naty -

    Quindi per ora mi sforzerò di continuare a uscire. Penserò anch’io come loro “una botta e via”. Pardon, un caffè e via. 🙂

    Sono d’accordo su tutto quanto dici, anche sul concetto di passione e sul fatto che si possa fare l’amore anche subito, basta – appunto – essere in due. Pensiamo, per esempio, alla bellezza del primo bacio fra due persone. Cosa c’è di più bello? Ma perché sciupare una cosa così bella che si crea senza motivo, chissà perché, in un momento che magari potrà essere, come dire, “nell’aria”, ma non si potrà e non di dovrà mai programmare?

    Si può immaginare, sognare (“ah, quanto mi piace, spero che ci baceremo!”), ma farsi un film con le scene programmate che devono seguire tutta la – LORO – precisa scaletta, è da… Persone quantomeno un pochino disturbate, via. 🙂

    Certi uomini mi paiono programmati, davvero. Hanno un’intelligenza emotiva da computer: se dice SI’ e viene all’appuntamento allora SI’, le piaccio. Se dice NO a questo allora è NO a tutto. Se le piaccio ci provo, se ci sta le piaccio. Se non ci sta non le piaccio, è la fine. E’ tutta una roba così, ma in mezzo, nel frattempo, non c’è nulla. Non c’è: voglio sapere di te. Non c’è una semplice comunicazione! Questi, di te, non vogliono sapere nulla. Sospetto che non sia per “cattiveria”, ma perché non sanno nemmeno di loro stessi. 🙂

  • 5808
    LUNA -

    ADA: ciaoooo 😀 😀 😀

    Ok, ok, ho capito il quadro, credo.
    Ho degli amici fratelliferi come i tuoi, con gli stessi incastri.
    La mia sorellifera (è stata con lui in totale, se non sbaglio i conti, 8 anni) non solo è sopravissuta, dopo che è finita (e ti assicuro che era un grande amore) ma oggi è pure sposata felicemente con un altro e ora aspetta un figlio 🙂
    Lui, il suo ex, l’altro mio amico fratellifero, dopo una convivenza infelice con quella per cui aveva interrotto la loro relazione (la tipa era fuori come un poggiolo) adesso sta felicemente con un’altra ragazza, che peraltro prima di lui ha avuto una storia di 15 anni, mica bruscolini, con uno che l’ha lasciata per un’altra, con cui si è sposato poco dopo.
    Costui, quello sopra, quando l’ha lasciata dopo 15 anni, se n’è uscito con perle come:
    “dammi i soldi delle ferie che abbiamo fatto insieme. Sì, ho capito che tu ti pagavi la tua parte… ma andavamo dove volevi tu, mica dove volevo io”.

    Perché ti dico ciò?
    Dirai: che me frega?
    Non so, forse mi faceva piacere dirti che le cose, nel tempo, si sono messe a posto.
    Ora, non so se siano messe a posto anche per l’ex quindicinale della nuova ragazza del mio amico, e anche poco me ne frega.
    Qualcosa mi dice però che se uno, nel momento in cui vola verso una nuova vita, invece di pensare a quella (o anche di guardare indietro e farsi delle domande, per carità) o al fatto che la sua ex stia assimilando una simile botta se ne esce con: dammi i soldi delle ferie – e pure la sua nuova compagna insiste che lei, la ex, deve restituirle quello che lui e la ex hanno comprato insieme – invece di farsi un nuovo “corredo” e pensare alla nuova vita – da un lato lui è una “bestia” e quindi è probabile che con lei, sua moglie, potrebbe un dì usare la stessa finezza e sensibilità, dall’altra, poiché chiamavano insieme al telefono la ex (che ha cambiato numero e li ha mandati a cag…) mi pare che si sono trovati e quindi che si sbranino tra loro.
    Affari loro.

  • 5809
    Naty -

    “dammi i soldi delle ferie che abbiamo fatto insieme. Sì, ho capito che tu ti pagavi la tua parte… ma andavamo dove volevi tu, mica dove volevo io”.

    Ahahah, non ci posso credere!

    Al comico (peggio) non c’è limite.

    Ti prego, Luna, raccogli di tutte queste assurdità (magari con le aggiunte delle simpaticissime metafore di LILLY…), mettile insieme in un libro con un taglio – appunto – ironico et voilà, ci farai un best seller!
    Venderai un milione di copie e devolverai, non dico tutti i ricavati, ma buona parte almeno, alle “vittime dei super-super-strunz…”. :-))

  • 5810
    LUNA -

    Infatti probabilmente lo scriverò 😉
    dunque dovrei smetterla di sparare troppe battute e cose così.
    Altrimenti me le brucio 😉

    Naty, carissima, sai, leggendo quello che scrivi io sento suonare un campanellino d’allarme…
    che è il tuo. E’ il tuo campanellino d’allarme che ti suona di fronte a questi tipi di atteggiamenti di cui parli.
    Indipendentemente dal perché queste persone dicono così o colà tu percepisci un disagio quando lo fanno.
    Ora, tu mi dici di essere una persona socievole, e io ti credo (anche perché lo percepisco già da ciò che mi scrivi qui) e inoltre i tuoi discorsi non sono di chi gira con un kalasnikov per il timore dei maschi. Intendo dire, mi sembrano molto logici e sensati, anche panziferamente.
    Sono discorsi da:
    ciò voglio io/ciò non voglio.
    questo mi piace/questo non mi piace
    quando uno fa così non mi sento a mio agio e c’è qualcosa (più di qualcosa) che non mi torna.
    sono discorsi molto centrati.
    Percepisci ansia in chi ti parla, o voglia di controllo, o comunque l’entrare, senza chiedere il permesso o comunque con la grazia di un elefante con gli anfibi chiodati, in te.
    In te intesa come tutta te.
    Come quello che tu senti di essere, volere, sul perché per te vuoi una cosa oppure no, perché dici un sì e perché dici un no.
    In quello che senti tu.

    Ti pare poco?
    no, non lo è.

    Tanti ci provano. No, non dico ci provano nel senso a portare a letto le persone. Intendo dire: ci provano a fare quel tipo di entrata. Lo fanno perché la vogliono (sì, la era quella cosa lì :P), lo fanno perché sono insicuri e fanno i fighi, lo fanno perché un no destabilizza loro, lo fanno perché sono solipsisti (cioè, tipo, se loro vedono una cosa in un modo tutti devono vederla uguale, oppure sono “strani”, “matti” o non sanno o non sanno quel che dicono).
    Tanti ci provano.
    E quando ci provano bisogna dire: no grazie.
    Perché quelli che ci provano, che siano pericolosi o meno, comunque stressano.
    E adeguarti a chi ti suona stonato non giova mai.

  • 5811
    LUNA -

    perché ci si può confrontare, si possono mettere sul piatto le opinioni, ma una frase come “ti fai troppi problemi” a me sta altamente sulle palle.
    Mi sembra il gesso sulla lavagna, agh!

    Ora, se una mia amica viene da me e mi dice, mentre io son là che mi faccio un ping pong di pensieri su una cosa che in realtà è semplice, o, per esempio, sul fatto che magari sono stata involontariamente scortese con Tizia, perché sa che io mi faccio molti scrupoli in tal senso, e mi dice: “non farti tanti problemi” con un sorriso, io so che non è l’elefante. Non sta negando quello che sento io, o la mia visione del mondo. Nè sindaca sulle mie decisioni.
    Non mi sta dicendo: “sei scema? ma che pare ti fai?”. Non mi sta dicendo che mi faccio “le pare”. In realtà mi sta abbracciando, non escludendo me da lei o me persino da me stessa. Sta sdrammatizzando.
    Ma chissà perché, molto spesso, quando le persone ti dicono “che pare ti fai?” primo tu ti rendi conto che la tua non è assolutamente una “para”, ma solo una cosa che senti e pensi tu, e che magari non ti dà nessunissimo problema, secondo che non ha capito (o non vuole capire, o non gli interessa) una mazza di quello che stai dicendo e del perché lo dici.
    Tempo fa ho detto di no ad una cosa, assolutamente in modo sereno, ponderato e panzifero, e una (a cui tra l’altro non cambiava na mazza che io dicessi sì o no, ma lei non avrebbe detto no e quindi per lei era inconcepibile come concetto) mi ha detto: tu ti fai troppe pare.
    Quando le pare non centravano un tubo. E, mi permetto di dire, fossero pure pare magari se me le fossi fatta per me non erano troppe erano quelle che erano…

    Sta filippica per dirti che, per come la vedo io (ma non sono solipsista 😉 quindi puoi vederla in modo anche opposto 😉 io ti direi:

    Fatti anche una botta e via se ti va, ma fatti una botta e via con chi non ti fa sentire a disagio e non ti dà quelle sensazioni negative che dici… E diffida da chi vede solo se stesso.
    Bacini

  • 5812
    Naty -

    Ciao LUNA 🙂

    Sai, io sono cresciuta con dei fratelli maschi, sono stata sempre molto a contatto con i maschi, da piccola giocavo e stavo sempre con loro, potrei dire che prima di diventare femmina sono stata maschio, quindi i maschi un poco li conosco, non sono un “universo sconosciuto”, per me.

    A differenza, mi pare, della maggioranza che dice che “siamo due universi diversi”, mi sono sempre posta con un: ma no, siamo uguali, non vedevo tutta questa gran differenza.
    Insomma, siamo esseri umani, con caratteristiche (entrambi) maschili e femminili.

    Negli anni successivi all’infanzia, e tutt’ora, ho sempre avuto amicizie anche maschili, rapporti molto speciali e belli, fortunatamente!

    Nella “sintesi” di sopra, in fondo (non si dovrebbe mai generalizzare e io cerco di non farlo) parlo di “certi uomini”: quelli con cui fino ad ora non è che avessi gran che a che fare, fortunatamente!

    Quello che voglio dire è che forse sono “abituata male”: sono abituata a conoscere le persone in maniera rilassata e le cose, per me, devono accadere in maniera – anche appassionata certo – naturale, non forzata. Per me quando le cose “funzionano”, accade tutto così semplicemente!

    Queste “scalette”, questi passaggi (che percepisco nella testa dell’altro dal suo modo di fare e di rapportarsi) quasi meccanici, stereotipati, sono strani, mi mettono a disagio. E non nego, proprio per nulla, che ci siano molto, moltissimo, anche nelle donne. Lo vedo.

    Un mese fa ho conosciuto un uomo stupendo, per esempio, purtroppo non possiamo stare insieme, ma con ciò abbiamo fatto l’alba a parlare e ora ci siamo l’uno per l’altro. So che posso contare su di lui e lui sa che può contare su di me. Eppure lo conosco da poco tempo, ma perché ciò è accaduto? Perché tra noi c’è stata “intimità”, dei momenti molto intensi. A me, davanti a lui, per dirti, sono scese le lacrime, mentre mi raccontava cose tragiche che ha vissuto. Avrei voluto, in un momento, non so, cancellare le sofferenze che aveva avuto.

  • 5813
    Naty -

    Empatia si chiama. Tu sai cos’è, LUNA. Quando c’è, dopo è difficile farne a meno. E quando uno, che conosci appena, prova a baciarti, ti mette le mani addosso, vedi che non ti chiede nulla di te e non ti dice nulla di sé, vedi la “differenza”: vedi l’abisso.

    La distanza è un abisso.
    Io voglio continuare a chiamarla distanza fra esseri umani, non tra uomo e donna.

    Cara LUNA, ti mando un abbraccio…

  • 5814
    LUNA -

    NATY: 🙂 ricambio l’abbraccio 🙂

    e 🙂 per il tuo post.

    Sei abituata bene, e com’è giusto che sia, non male 😉

    @Io voglio continuare a chiamarla distanza fra esseri umani, non tra uomo e donna.

    Sono d’accordo.
    Ho la stessa esperienza che hai tu con l’amicizia maschile e infatti quando qualcuno mi dice che l’amicizia tra uomo e donna non esiste penso che nella mia esperienza, per quanto mi riguarda, invece esiste.
    Il discriminante è se parliamo di amicizia o no, non tra i sessi.
    Se parliamo di voler bene a qualcuno o di un desiderio che ti fa avvicinare ma che crea anche tutta una serie di dinamiche per cui, se sotto non c’è un’empatia più profonda, un affetto più profondo che va al di là, non può trasformarsi in amicizia o comunque quel canale non c’è, non scatta, non è possibile. Può essere anche che sia la passione a non permettere che si trasformi in amicizia, può essere che semplicemente la cosa non possa avere un seguito affettivo di tipo amichevole per tutta una serie di ragioni, ma intendo dire che anche queste sono cose che nascono, muoiono, continuano con una loro spontaneità.

    Il dialogo con un’amica o un amico è uguale?
    per certi versi sì, per altri anche no, ma se ci sono delle differenze sono differenze che completano, arricchiscono, in modo spontaneo. Non solo un limite, intendo. Non le ho mai vissute come un limite. Neanche quando avevo 12 anni. Il fatto di avere avuto amici maschi mi ha arricchita.
    Anche proprio perché anche insieme a quei maschi sono cresciuta.

    @Sono abituata a conoscere le persone in maniera rilassata e le cose, per me, devono accadere in maniera – anche appassionata certo – naturale, non forzata. Per me quando le cose “funzionano”, accade tutto così semplicemente!

    Idem!

    Quando avevo circa 20 anni una notte sono rimasta chiusa fuori casa.
    Avevo deciso di dormire in auto. Altro non potevo fare. Non avevo intenzione suonare il campanello di notte alla gente, che mi avrebbe aperto la porta di sicuro, ma insomma…

  • 5815
    LUNA -

    Mi offre ospitalità un ragazzo del mio rione, un po’ più grande di me, che viveva già da solo.
    Ora, so che queste, soprattutto al giorno d’oggi, sembrano le premesse per uno stupro pure con commenti stile “è anche colpa di lei, perché è stata incosciente e se l’è cercata”.
    In realtà per come lo conoscevo io, anche se non avevamo mai mangiato pastasciutta insieme, lui mi pareva una brava persona.
    E non aveva tutti i torti a dirmi che dormire in auto non era una felice idea.
    “Almeno vieni a dormire in auto nel mio parcheggio!” mi ha detto.
    Alla fine invece ho dormito a casa sua, sul divano. Lui insisteva che voleva dare a me il letto e lui prendersi il divano, ma io non ne avevo voluto sapere. Mi ha cucinato la cena, abbiamo chiacchierato, e poi come fosse stato mio cugino mi ha chiesto a che ora volevo la sveglia ed è andato a dormire. Io non ho chiuso occhio granché, però di fatto a distanza di anni ricordo quell’episodio con affetto. Al mattino ci siamo bevuti un caffé, gli ho detto grazie, lui ha detto “figurati? di che?” e ciao ciao.
    Il giorno dopo quando ho detto dove avevo dormito mi son sentita dire:
    “Non posso crederci che non ci abbia provato. Con la nomea che ha, poi!”.

    Bè, con me non ci ha provato, manco un po’. E’ stato semplicemente gentile. E non ero racchia.
    Al di là del fatto che io potessi non piacergli per niente, forse semplicemente lui non era una bestia, nè un cafone, nè uno che doveva provarci per dimostrare qualcosa a se stesso, nè che pensava che io mi aspettassi che lui dovesse provarci. O che ha capito comunque che non era assolutamente il caso di farlo.
    Quindi in ogni caso una persona intelligente.

    E onestamente tutte le volte che l’ho incontrato in questi anni, nonostante la sua nomea sia sempre la stessa, io ho chiacchierato con lui come ho chiacchierato quella sera lì.
    In assoluto relax.
    E non ci ha mai provato. Anche se pare che non mi consideri una racchia.

  • 5816
    Naty -

    Ciao LUNA! 🙂

    Un gentiluomo è stato. Di più, perché ti ha protetto.

    A me è capitato di dormire con amici, qualche volta. Non c’era posto e si è dormito nella stessa stanza come fratelli: non ci vedo nulla di male. Credo che – a volte – è a partire dall’infanzia che si crea, più che altro per cultura, la “distanza” tra uomo e donna. Quella distanza che, in realtà, non c’è.

    Mi è capitato, ti dicevo. Ho ospitato io quando qualche amico aveva bisogno (tipo capitava nella città dove ero io e si risparmiava albergo e cena, e comunque era in compagnia di una persona con cui aveva un affetto, invece di stare solo in una camera d’albergo o in un ristorante), come sono stata ospitata io quando ho avuto bisogno.

    Due volte, due amici diversi, per traslocare da una città, a causa di mie difficoltà (non avevo soldi ed ero senza mezzo) sono venuti da me e mi hanno aiutata. Per esempio: non ho chiesto aiuto a un fratello: sapevo che non è una persona disponibile, perciò col tempo non c’è più “rapporto”, nel senso che lo evito e non gli chiedo mai niente.

    Per me l’amicizia è un po’ come l’amore. Con amici, amiche, anche se non ti vedi da tanto tempo, so che se avessi bisogno, se stessi male, potrei contare su di loro. E come con l’amore, non bisogna – secondo me – mai abusare della disponibilità del prossimo.

    Credo che i miei amici sanno che se chiedo qualcosa, significa che sono veramente in difficoltà, perciò quando chiedo rispondono.

    Una volta, un mio caro amico, era stato lasciato dalla fidanzata, era disperato. Mi chiamava tutti i giorni e tutti i giorni ci vedevamo: pareva che non vivesse più senza me, sembravo la sostituta della sua fidanzata 🙂

    Ora sono passati anni, e fortunatamente loro due sono di nuovo e sempre insieme. 🙂

  • 5817
    Giusy -

    Ciaooo a tutte!!!!
    Dopo circa due mesi finalmente mi riconnetto!!Come state?
    Questi ultimi giorni sono stati più difficili del solito…mi convinco sempre di più di non essere “normale”…sono come i gamberi..appena penso di aver fatto un passo avanti in realtà mi ritrovo indietro di altri dieci!!
    Sono consapevole che la soluzione sia in me ma non riesco ad uscire da questo stato di dolore e tristezza.Sebbene sia passato molto tempo perchè cavolo sto male nel vedere il mio ex che mi passa dinanzi casa con moglie e figlioletto a seguito?Per giunta dinanzi il portone sebbene non ci sia ragion d’ essere di passarmi proprio dinanzi!!!
    La sua presenza a 200 metri da casa mia mi sta logorando….qualcuno potrebbe suggerirmi di andar via ma fuggire da cosa?Nella vita mi hanno insegnato ad andare verso qualcosa!!La sua presenza a due passi da me la vedo come una beffa, forse è questo che non riesco ancora a digerire.Lo so che non eravamo sposati ma dopo otto anni insieme si può essere così insensibili!!!Ok l’ amore può finire ma perchè presentarmi un conto così alto??
    Scusatemi per lo sfogo.
    Un abbraccio a tutte

    Scusatemi per lo sfogo

  • 5818
    Naty -

    Ciao Giusy,
    io ho la fortuna di non incontrare mai i miei ex. Molti anni fa incontrai il mio primo grande amore e ci sono stata male una settimana… Eppure la decisione di lasciarci (anche per lui era finita, ma non aveva il coraggio di rompere) la presi io… Questo per dirti che immagino che debba essere veramente dura, è umano quello che provi, vedere il tuo ex con una nuova compagna e un figlio. E’ dura e non so cosa dirti, forse solo (anche di fronte oramai a una nuova compagna sua, a un figlio), che dovresti provare a iniziare a pensare alla tua di vita. Una nuova vita. Esci, distraiti, fatti nuovi amici, questo solo mi viene da dirti. Poi è chiaro che ognuno ha i suoi tempi per “elaborare il lutto”… Un piccolo passo alla volta.

  • 5819
    Lilly -

    Ciao Giusi. Non so se inconsciamente ho adottato la filosofia del “trovare una giustificazione SI a tutti i momenti NO” ma, opinione mia, credo che i momenti tira & molla non siano altro che il riflesso di quanto siamo state vere e sincere durante una storia.
    Lo so il momento del passo indietro è doloroso. Doloroso come una chiappata per terra.
    Ma non credo proprio che cambierei il dolore dell’aver provato un qualcosa con l’anestesia del non sentire più nulla.
    Spesso gironzolo per i cimiteri, tra le vecchie tombe. Guardo le foto di gente morta sessanta, settanta, ottant’anni fa e cerco di pensare a tutte le cose che hanno vissuto, che hanno provato, che hanno pensato, sognato, sperato e che sono andate perse insieme a loro e insieme alle persone che le hanno conosciute.
    E’ come se volessi regalargli ancora un’opportunità di dire “io sono stato qui e ho vissuto così”.
    E’ vero! Non li ho conosciuti, non posso sapere la storia, i loro pensieri, qualcosa della loro vita.
    Mi limito a vestirli con le immagini che nascono nella mia mente guardando i loro occhi, i loro vestiti, le loro espressioni.
    Sarebbe assurdo che non facessi lo stesso con me stessa. Sarebbe assurdo che seppellissi per sempre il mio vissuto passato nell’idea di poter vivere meglio il presente ed il futuro.
    Ogni tanto torno indietro, mi guardo come se guardassi un’altra persona ed assisto alla mia storia.
    A volte piango come quando si guarda un film romantico in tv. A volte mi incazzo. A volte mi deprimo. A volte il male sembra troppo, la soglia di sopportabilità del dolore diventa inesistente. Ma se non provassi nulla proverei un male ancora maggiore. Quel nulla renderebbe inutili anni di vita. Quel nulla si trascinerebbe in un buco nero troppi momenti troppo importanti. Momenti che mi hanno “modellato” nel tempo, mi hanno costruito, mi hanno fatto diventare come sono.
    E non ha importanza se l’opera di “modellamento” ha prodotto un buon o pessimo o mediocre risultato.

  • 5820
    Lilly -

    Qualsiasi cosa siamo o siamo diventate/i dobbiamo in ogni caso tutelarci.Se diventiamo insofferenti nel buco nero ci finiamo anche noi…
    Luna in un post ha detto una sacrosanta, semplice verità.
    A volte le strade si dividono. Senza un perché, senza ragione.
    A volte la necessità dell’addio è reciproco. A volte no. A volte solo uno soffre, a volte uno soffre più dell’altro.
    Sarebbe meglio non capitasse. Ovvio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Ma quando capita dobbiamo sforzarci di dare un perché al dolore. Un perché che non lo renda inutile e che ci dia qualcosa di buono oltre all’ineliminabile sofferenza.
    Ci sono cose che capitano anche se smanettiamo come dannati per non farle accadere. Perdere la persona che si ama è una di queste. Soffrire perché è capitato pure.
    E allora guardiamo dentro alle cose. Cerchiamo il lato buono perché, cavolo cavolastro cavolone , c’è!!!! Ben nascosto ma c’è.
    E se non c’è inventiamocelo. Come una favola. Come un qualcosa che tenga noi stesse al riparo della rigidità, dall’indifferenza, in attesa che capiti qualcosa di buono……
    Occhio!Non mi sono rincogl…..non è che che mi sono bevuta il cervello e scambio un calcione nel cu per una carezza……
    Mi sono semplicemente resa conto che il male fa meno male quando dovendolo subire e sopportare lo si guarda da più prospettive.

    Ciao Naty, Luna, Lulu, Giusy, Tina, Mary e tuttituttitutti.

  • 5821
    Naty -

    “Mi sono semplicemente resa conto che il male fa meno male quando dovendolo subire e sopportare lo si guarda da più prospettive”.

    Ciao LILLY! Questa tua frase mi piace molto, perché è vera e dà una speranza. Sempre dovremmo guardare le cose da più prospettive e, anche se è difficile, pensare per esempio: non capisco perché mi ha lasciato. Se mi ha lasciato una ragione ci sarà, anche se io non la conosco (e sarebbe stato meglio conoscerla, almeno). Spesse volte, infatti, chi è innamorato (e abbandonato) la “ragione”, la spiegazione, dall’altro l’ha avuta, ma non vuole ascoltarla e accettarla…

    Sforzarsi di mettersi nei panni dell’altro (anche in generale, intendo) e/o anche dirsi – quando non si capisce – persino va be’, rinuncio a capire, può aiutare molto.

  • 5822
    LUNA -

    Ciao belle :DDDD

    Giusy: @qualcuno potrebbe suggerirmi di andar via ma fuggire da cosa? Nella vita mi hanno insegnato ad andare verso qualcosa!

    Cara Giusy, io dico spesso che le parole sono importanti. Sono importanti perché spesso il modo in cui ci diciamo le cose fa la differenza. Non è solo un modo in cui esprimiamo il nostro sentire ma è anche un messaggio che ci diamo.
    L’altro giorno si parlava con una mia amica della sua situazione lavorativa, del suo periodo di crisi a riguardo etc, in una serata in cui abbiamo mangiato, riso, ascoltato musica e anche parlato di questa cosa che ovviamente le stava molto a cuore.
    Alla fine della serata lei parlava della stessa cosa, i fatti erano uguali, ma le parole erano diverse.
    Aveva iniziato sentendosi succube di una situazione, alla fine della serata il suo atteggiamento era diverso.
    E alle volte l’atteggiamento parte anche dalle parole.
    La sua situazione lavorativa è complessa e a te non servirebbe neanche l’esempio concreto, quindi ti risparmio i particolari. Ciò che mi interessava evidenziare è che uno dei punti era: in sostanza se all’inizio il suo restare sul posto di lavoro era una resa e andarsene era una fuga, alla fine il suo restare era “una scelta finché va bene anche a me per questo e quest’altro motivo” e andarsene era una scelta per questo e quest’altro motivo. E meno bloccata nel passato, che la fa incazzare, o in un presente non del tutto soddisfacente, ma più proiettata verso il futuro e in un presente “potenziale” lei stava molto meglio e aveva più carica. Perché l’energia non girava in tondo.
    Ad un certo punto quando mi ha detto: “vuoi sapere quanti soldi mi deve quello stronzo?” io ho detto no.
    “Cioè – le ho detto – se ti fa bene dirmelo dimmelo, ti ascolto. Ma tu sai quanti soldi ti deve quello stronzo. E mi chiedo, ripetertelo ancora una volta ti fa stare meglio?”.
    “In effetti no – mi ha detto – me lo ripeto continuamente e non mi fa stare meglio, dirlo mi stressa e basta”.

  • 5823
    LUNA -

    Perché ti dico ciò? (giustamente forse dirai: a me pare che non centri una cippa)
    Perché tutto quello che provi rispetto alla situazione è assolutamente normale, e appunto ciascuno ha i suoi tempi di rielaborazione e sente dentro di sè cosa lo aiuta nella rielaborazione e cosa invece gira il coltello nella piaga, e queste sono cose che uno trova dentro di sè, anche per tentativi, non fuori, anche se il fuori spesso può essere un confronto con gli altri (in senso positivo, si intende, come stimolo) o un suggerimento di chi ci sta passando o ci è già passato.
    Il dolore è quello che è, la delusione produce dolore, e non è che uno si mette davanti allo specchio e si dice: non fa male, non fa male! e il dolore passa.
    Ma il punto è che alle volte ci incastriamo noi stessi nel dolore, oltre a provarlo. Sembra la stessa cosa, ma non lo è.
    Quello che possiamo fare, per esempio, è arieggiare. Dare aria alla mente, prima di tutto. Liberarla un po’ dalle tante parole che usiamo anche per definire noi stessi rispetto ad una situazione.
    Parole che ci fanno, per esempio, sentire non protagonisti, ma succubi. Arieggiare non è anestetizzare. E’ un incontro, spesso con il nuovo, che sta dentro di sè, a volte anche con il “vecchio”, messo fa parte dal dolore.
    Come si fa ad arieggiare? Ognuno sa per sè. Cammini con dolore nel petto e nel frattempo arieggi.
    Io non ti suggerisco di andartene da lì, ma provo a girarti la questione così: se domani Giusy decide che a lei va bene restare, resta, e non è che non accetta una fuga. Valuta che per lei va bene così. Comunque va verso qualcosa: se stessa. Se Giusy domani decide che vuole andarsene, perché le va bene così, non fugge. Va incontro alla se stessa che sente che è meglio andarsene da un’altra parte.
    Forse non riesco a spiegarmi, ma quando sento la parola “fuga” quando si tratta di ascoltarsi mi viene da dire: la parola è incontro, con sè. Fuggire, inteso come “spostarsi da” non è mai una resa. E’ consapevolezza dei propri bisogn

  • 5824
    max -

    Io sono appena “fuggito” ho lasciato la mia casa ove sono i miei ricordi, appena 5 anni l’avevamo comperata, arredata come ci piaceva e voluta fortemente, dopo 23 anni di rapporto con lei (oggi ho 40 anni) e di assoluta fedeltà e rispetto nei suoi confronti ho dovuto farlo.
    Sono mesi che lei mi teneva in una attesa logorante, dicendomi che non sapeva più cosa provava per me, che non aveva voglia di fare l’amore con me, che non voleva buttare via 23 anni della sua vita, ma in questi mesi mai un cenno o tentativo di riprovare ad amarmi, sono stato via di casa più volta per qualche giorno sperando di mancargli ma niente, non le mancavo prorpio, però continuava a dirmi che non sapeva cosa fare, poi a luglio se ne andata per un mese in affitto da sola cercando le risposte, ma l’altro giorno alla mia domanda se aveva capito mi rispose ancora no.
    Io non ero più dipsosto a vivere con lei in quella casa, lei sta per tronare a casa, come è possibile vivere con una donna che ancora ami e diesideri quando questa vive dentro una sfera di cristallo, dove tu puoi solo guardarla ma non toccarla.
    Quindi ho deciso di andarme io, ora vivo da qualche giorno in un appartamento in affitto, ma è dura, molto dura, nel frattempo lei non si è più fatta sentire, neanche per chiedermi come va.
    Che dolore, che tristezza, che delusione che ho dentro, ma devo tenere duro la vita è un bene prezioso e non è giusto buttarlo via per una donna che al improvviso a smesso di amarti.
    Non un litigata non un segnale e un bel giorno lei ti dice non so più se ti amo, assurdo ma terribilmente reale, io amo e ho amato con tutto me stesso e ora soffro per questo.
    Avrei tante altrea cose da dirvi alle quali in questi mesi ho dovuto reagire, mi sono sentito umiliare mortificare e preso in giro ma credo che sia una cosa comune a tutti quando un amore finisce, gli ho dato tutto compreso gli ultimi mesi della vita di dolore e soffernze ma non è servito a nulla.
    pazienza cercherò di ricostruirmi un vita

  • 5825
    Joe S. -

    Salve a tutti. Vi racconto brevemente la mia storia.
    4 anni fa ho conosciuto la mia ragazza lei aveva 19 io 21. Ci siamo innamorati, siamo diventati amici, eravamo un tutt’uno…fino a 2 mesi fa. Le cose andavano male da qualche tempo, lei diceva di sentirsi troppo dipendente da me, ma cmq diceva di amarmi, stava sempre male. Poi 2 mesi fa (dopo aver trovato lavoro guardacaso) mi ha detto che era meglio prenderci una pausa. Io sapevo cosa stava succedendo ed ho preferito lasciarci. Io la amo ancora da impazzire, l’ho sentita ieri dopo 3 settimane che non ci sentivamo e mi sembrava un altra persona. Non aveva mai avuto il coraggio di dirmi “non ti amo più” ieri l’ha avuto. Ho scoperto che mi dice pure bugie, cosa che prima non faceva mai, era sincerissima, così come me. Ho passato il secondo mese decentemente, ma adesso sto da schifo non so perchè. Ieri le ho fatto capire che sono andato a letto con un altra (cosa non vera) lei non ha quasi fatto una piega…come cambiano le cose, 2 mesi fa si sarebbe uccisa. Io sono stato sempre sincero, rispettoso, educato e disponibile, ho fatto di tutto per lei, anche litigare con i suoi genitori x noi 2. alla fine penso che il problema è che lei con me è cresciuta tanto, mi somiglia infatti, non si è fatta una sua personalità. Questa cosa le è pesata molto, infatti credo che il suo non sia stato vero amore, ma una forte infatuazione (per lei era la prima esperienza). Io darei la mia vita per lei, anche adesso…e ieri sera gliel’ho detto. Ha eliminato tutto delle mie cose, senza scrupoli, vuole andare avanti. So che queste cose possono capitare, ma non me lo sarei mai aspettato da lei. Grazia, sappi che ti amo tantissimo, ma sei stata tu ad allontanarmi dalla tua vita, magari un giorno te ne pentirai, ma io non sarò più qui per te.

  • 5826
    Giusy -

    Ciao a tutte,
    grazie Naty, Lilly e Luna per aver accolto la mia richiesta di aiuto!!
    Ho letto con attenzione i vostri post e come sempre le vostre parole sono un dolce balsamo per l’ anima.
    Sì, sono incastrata, imbottigliata nel mio passato e nelle parole che mi ripeto continuamente nella mia mente, parole di vittimismo e di sconfitta. In questo momento ho bisogno di “arieggiare”infatti mi attanaglia spesso un senso di soffocamento.
    Cara Luna,la tua idea di fuga come incontro con noi stessi, come consapevolezza dei nostri bisogni credo che sia alquanto giusta e ti sei spiegata benissimo sia a tal proposito sia riportando l’ episodio relativo alla tua amica.
    Cara Lilly,col tuo “vestire i defunti”,dar loro vita ,ancora una volta hai dimostrato la tua profonda sensibilità.
    “Trovare il lato buono”, crearlo come una favola poichè esiste anche se ben nascosto:quello che dovrei fare è guardare il tutto da altre prospettive.
    Navigare come mi sa sosteneva Luna in qualche post precedente, navigare e non girarmi, contorcermi , avvilupparmi su me stessa come una trattola poichè è così che sto facendo.
    Giro e rigiro su me stessa come se attorno non vi fosse altro, nessun “pianeta”, niente che riesca a distogliere la mia attenzione da “me”.
    Vi ringrazio di cuore e mi auguro che anch’ io possa trovare quella serenità di cui ho veramente bisogno.
    Buona giornata a voi tutte care.

  • 5827
    LUNA -

    MAX: ciao 🙂
    ho presente… piuttosto bene, purtroppo.
    e anche se nessuna storia è uguale, nel massimo rispetto della tua sofferenza, mi viene da dirti: secondo me hai fatto la cosa migliore scegliendo di vivere e non di stare appeso a quel filo della “sfera di cristallo”. Sono cose che logorano, veramente.
    Logorano anche l’amore che si prova, pure se si continua a provarlo.
    E, soprattutto, logorano lo spazio che possiamo dedicare alla vita, al nostro amore sano per noi stessi.
    Lei è in crisi, da tanto. Ma anche tu lo sei. Lo sei fin dal primo momento. Io me lo ricordo benissimo quel giorno in cui lui, come lei a te, ha detto di essere in crisi.
    Quello in crisi era lui, ma anche a me era scoppiata una bomba dentro. Anche se io ero quella che sentiva la forza per capire che cosa stava succedendo, per avere pazienza, per aiutarlo a capire e a superare la crisi.
    Oh, certo, una una forza così ce l’ha perché ama, e perché non vuole perdere quello che ha avuto e che vuole avere ancora, non vuole perdere il suo sogno, non vuole perdere una parte di sè che per tot anni ha guardato il presente e il futuro in un certo modo.
    Non vuole che qualcuno se ne vada perché non vuole andarsene, lei per prima.
    Sono tante le cose che entrano in circolo in situazioni come la tua.
    Ma in crisi c’eri anche tu. Quotidiana. Dolore misto alla pazienza e alla perseveranza.
    Lo eri perché di conseguenza questa situazione in cui ti eri ritrovato a vivere non ha potuto che minare il tuo equilibrio, nel quotidiano.
    Di cuore, Max, mi dispiace tantissimo che tu stia soffrendo, e comprendo molto anche cosa ti ha spinto a rimanere. Ma non posso che essere contenta per te (anche se la parola “contenta” ora non potrà che sembrarti impropria) per il fatto che tu abbia finalmente trovato la spinta per allontanarti da una situazione come quella in cui ti eri trovato a vivere. Queste si chiamano fughe sì, da un forte pericolo per l’equilibrio. Il tuo è un sano spostarti, anche se ora fa così male.

  • 5828
    LUNA -

    JOE: un saluto anche a te 🙂
    dici che avresti dato la vita per lei, che la daresti.
    Se scoppiasse un incendio entreresti in una casa a salvarla, guarda, ti credo.
    Ma il punto è che non è scoppiato un incendio, lei ti ha lasciato.
    E il dare la vita per è eccessivo.
    No, non fraintendermi, ho capito quello che vuoi dire.
    Capisco il senso profondo che dai a queste parole, credimi.
    Il punto è che non è necessario dare la vita per qualcuno in una storia d’amore. Si vive con qualcuno, semmai. Si vive la propria vita accanto a qualcuno che vive la propria vita, e insieme si costruisce una vita a due.
    La morte con l’amore che c’entra?
    L’amore non ha bisogno di questi estremi, pure se sembrano così romantici perché assoluti.
    Qui non si tratta più di una vita da costruire insieme, nell’amore.
    E’ orribile per te, lo so. Ma lei ha deciso di prendere un’altra strada, e l’ha fatto con la caparbietà di chi quando decide decide.
    Parli di dipendenza, un tema che in questa lettera, con varie sfumature, ricorre spesso.
    La sua dichiarazione di indipendenza pare non abbia proprio sconti, da quel che dici. Lei si è staccata. E ora lo ha fatto di netto. Perché? Lo sa lei. Ma è caparbia in questa sua scelta. E non puoi farci niente. Mente pure. Anzi, forse il fatto che tu parli di dare la vita, che è dipendenza, non fa che farle pensare che ha fatto bene.
    Al di là del perché lei non abbia avuto una sua personalità o abbia sentito di non averla nella vostra storia.
    Ovviamente io non posso sapere quanto questa situazione di dipendenza (di interdipendenza, mi pare, dalle tue parole) sia stata creata da una persona tra i due, magari più forte di carattere, quanto nella situazione stessa. Ma sicuramente mi viene da dirti: invece di pensare che daresti la vita per lei dalla a te.
    E la prossima volta vivi una storia d’amore con qualcuno che non abbia bisogno di te per crescere o che si affidi totalmente o quasi totalmente a te. Perché sai spesso queste situazioni vanno a finire così.

  • 5829
    max -

    Luna grazie per le tue parole, so che mi aspetta un periodo della mia non certamente entusiasmante fatto di soffernza solitudine senso di vuoto, ho lasciato tutto quello in cui credevo, ma so anche che il tempo guarirà le ferite lasciando le cicatrici ma quelle saranno molto meno dolorose.
    Lei mi diceva che mi voleva un bene dell’anima e che ero e sono partte della sua vita, ma da quando me ne sono amdato lasciando tutto non si è mai fatta sentire, neanche per sincerarsi se sia ancora vivo.
    Che strano modo di voler bene alle persone, io sono una persona molto sensibile e buona d’animo e vedere che esiste gente al mondo così fredda e cinica e che una di questa e la donna nel quale avevo riposto la mia vita per più di 20 anni e nel quale sino a qulache mese credevo nel futuro, be fa un male che non auguro nenanche al mio peggior nemico.
    Grazie ancora pre la tua comprensione ciao Max

  • 5830
    Lilly -

    Ciao Max. La crisi dell’altro ti scoppia entro come una bomba. Ti trovi davanti ad un muro in cemento armato e non c’è dinamite che riesca a buttarlo giù. Anzi il muro cresce di giorno in giorno. Come in quel giochino in cui i pezzi cadono dall’alto e tu devi girarli per il verso giusto, incastrarli altrimenti si accatastano e….. ……game over! Ti sembra di schiacciare tutti i tasti possibili ma i pezzi non si girano e cadono giù veloci, alla rinfusa ed il game over è inevitabile. Nonostante tutti i tuoi sforzi.
    La riposta ai tuoi perché resta al di là di quel muro. Insieme a lei, agli anni passati insieme, a tutte le belle promesse e le bellissime speranze.
    Ma al di qua di quel muro ci sei tu.
    Tu che non vali meno di lei
    Tu che non sei perso anche se resti senza di lei.
    Non c’è niente di peggio dell’omissione, lo so.
    Non dirmi solo “non ti amo più” caz…..dimmi anche il perché.
    Però a volte il perché non esiste. Non c’è colpa, non c’è ragione, non c’è motivo. L’amore finisce e stop.
    (Io mi sono sentita dire una frase memorabile anni fa……”E’ la Nemesi che ha voluto così”…….)
    A volte il perché non sembra così importante da……
    A volte il perché perde importanza con il tempo. Ad un certo punto vince la vita.
    Non si può morire per un “perché domanda” rimasto senza un “perché risposta”.
    O meglio, non si dovrebbe morire….ma a volte capita. Uccisi da un grosso punto interrogativo cascato sulla testa all’improvviso…
    Ma che storia è una storia in cui lei c’è ma è dall’altra parte di un vetro infrangibile?
    Chi merita di subire una storia così?
    Chi merita una dedizione di questo genere?
    Tu non sei “fuggito”, Max. Tu hai semplicemente voluto bene e scelto te stesso.
    E hai voluto bene e rispettato lei e le sue necessità. L’hai lasciata libera. Non molti ci riescono.
    Io non ci sono riuscita. Mi sono fatta buttare fuori ed il “perché domanda” si è mangiata un anno della mia vita.

  • 5831
    Lilly -

    Ti sei messo avanti tirandoti indietro. Ti sei mosso all’interno di un equilibrio che hai sentito giusto in quel momento.
    Non sei rimasto fermo sotto il pelo dell’acqua facendo finta di niente, senza quasi respirare per non fare rumore e restare ad ogni costo. Inosservato ma presente.
    Ti ha fatto male questa scelta, lo so, lo posso immaginare molto bene.
    Però è una scelta importante, coraggiosa.
    Contraddizioni dell’amore….
    Ti sei fatto del male per salvarti da una situazione che poteva logorarti.
    Hai fatto bene Max.
    Joe: “Io darei la mia vita per lei, anche adesso…”.
    L’hai divisa insieme a lei per il tempo in cui siete stati uniti. Ora sarebbe un regalo inutile.
    Lei, in questo momento, lo sottovaluterebbe.
    Ci sono momenti (sporadici o definitivi) in cui anche il sacrificio più grande (promesso, garantito o realizzato) non viene viene percepito dall’altro nella dimensione che si vorrebbe. Tipo il “mi ucciderei per te…..” che ha come risposta un “vabbè” indifferente con un firulì firulà di sottofondo segno di estrema indifferenza alla drammatica affermazione.
    In questi momenti qualsiasi sforzo per trattenerli, “svegliarli” dall’incubo che però solo tu stai vivendo, riaverli in versione “come eravamo” è tragicamente destinato a precitare nel vuoto.
    Lei ha preso un’altra strada. Tu devi cercare di trovare la tua. Non è detto che prima o poi le due strade tornino ad affiancarsi.
    Affiancarsi, però. Non sovrapporsi al punto in cui la tua non esiste più (daresti la vita per lei) e la sua si srotola senza intoppi come una superstrada rettilinea negli spazi sconfinati degli States.
    E’ una questione di amore per sè stessi ed autotutela.
    Amare un altro + amare sè stessi non è inconciliabile, non è egoistico e non è sintomo di diffidenza.
    Nessun “sacrificio umano” (per quanto a parole…..), please.
    Luna:”Quello che possiamo fare, per esempio, è arieggiare. ”
    Bellissimo: arieggiare. Rende l’idea e da un senso di liberazione irresistibile!

    ciaociao!

  • 5832
    Joe S. -

    Vado troppo a fasi alterne. Cert giorni sto decentemente, altri (come oggi) mi sembra di non poter respirare. Passerà prima o poi questa sensazione? che diritto ha lei di farmi così del male? non può, non deve, non a me. Mi sento così giù…ho come la sensazione di essere in bilico nel bordo di un burrone. Quanto darei solo per vederla 10 minuti, sono ridotto uno straccio. Ieri mi ha mandato un sms, dicendomi che sa che quello che provo è bruttissimo e che si augura che io possa riprendere la mia vita, non ho risposto. Ma che discorsi sono? ma vieni qui e stammi vicino, che sono 4 anni che lei passa l’inferno ed io mi sono fatto in 4, in tutti i sensi. Che merda la vita, che merda le persone.

  • 5833
    Lilly -

    Ciao Joe.In questo momento se lei venisse da te potrebbe (il condizionale è d’obbligo)essere per pena tardiva e tu ti deprimeresti ancora di più.
    Lo dico perchè ho vissuto e anche a lungo la fase che hai sintenticamente ma intensamente descritto.
    Mesi, anni passati ad essere forte per aiutarlo nelle sue crisi per poi finire piegata sulle mie stesse gambe a mendicare un pò di pena pur di poterlo avere di fronte per pochi minuti.
    Nella mia confusione ciò che ora chiamo pena era amore…..ma ero così confusa, così all’orlo del baratro, così giù per il baratro che qualsiasi gesto, anche una randellata, l’avrei letto come un gesto di presenza, di non distacco quindi di amore.
    Se potessi realizzare un desiderio vorrei tornare indietro, tornare al giorno prima dell'”atto finale”, andarmene e lasciarlo andare con la dignità che invece ho perso, con la mente abbastanza lucida da capire ed agire di conseguenza, e con la stessa forza e la stessa energia di quando io ero la persona che sosteneva e lui la persona da indirizzare verso la serenità mentale.
    Quando aiuti un altra persona corri un grande rischio…..
    Tu sai di farlo con e per amore. Per te è un gesto naturale, un gesto che non fai pesare.
    Di certo non gli dici “vieni qua, povero scemo, che ti assisto, ti rassicuro e ti faccio riprendere il controllo dei nervi e di quel poco cervello che hai”.
    Lo fai con tutta l’energia, la forza, l’amore che hai.
    Butti nella fornace delle loro crisi tutto ciò che hai, non hai nemmeno il tempo di rimpinguare le risorse, butti butti butti e alla fine ti ritrovi ad essere uno straccio, ad avere bisogno di solidarietà ed invece che ti arriva????? Pena (se ti va “bene”), abbandono (se ti va male), abbandono prima pena poi e calcione nel sedere alla fine (nella peggiore delle peggiori delle ipotesi).
    Se ne vanno con una forza, una decisione, una freddezza ed una stabilità che non sei in grado di riconoscere perchè non sono mai stati così quando erano con te…..

  • 5834
    Lilly -

    E se tornano è per accertarsi di non aver fatto troppi danni con la tua povera mente. Per “scaricarsi” la coscienza.
    E tu vai ancora più in palla. Ti attacchi a tutto…..”mi ha cercato, quindi mi pensa ancora, quindi mi vuole, quindi se le provo tutte torna….”. E giù a sbanattare come un dannato nel personalissimo vortice di confusione, crisi, depressione, sconcerto, stanchezza……Ti attacchi a loro….e loro se ne vanno ancora più in là. Quasi incazzati come se ti dicessero “ma guarda te la gente…..la vuoi aiutare….le porgi una mano e loro si prendono tre braccia, quattro gambe ed un etto di culo…..via via via”.
    Joe. Questa è la mia storia, non la tua….lo so. Ma a volte ci sono spunti che si possono prendere. In tutte le storie c’è uno spunto a cui attaccarsi per risalire verso la vita.
    “Ma vieni qui e stammi vicino, che sono 4 anni che lei passa l’inferno ed io mi sono fatto in 4, in tutti i sensi.”
    Non ti attaccare troppo a lei. Hai dentro di te tutto ciò che ti occorre per uscire dallo stato in cui ti trovi.
    Quante volte l’hai aiutata in questi 4 anni?
    Ora fai lo stesso. Le stesse cose, gli identici gesti ed aiuta te stesso. E’ un percorso lungo, è un percorso duro.
    Ma è un percorso che puoi fare.
    Non ti dico di pensare, che ne so, che il cielo è sempre più blu e che domattina mattina…tadàààà…la bua non c’è più!!!
    Ma intanto avrai passato un secondo su 24 ore a pensare a qualcosa che non sia lei. Il giorno dopo due, poi tre. Poi pian piano riprenderai il controllo della tua vita e allora si che che … tadààààà….ti renderai conto che hai ancora una vita. Anche senza di lei.
    E anche se lei tornasse o quando arriverà un’altra donna ricordati sempre che tu esisti perchè esisti e non perchè sei una loro proiezione, una loro ombra destinata a scomparire se loro se ne vanno….

    Ciao Joe. Ciao a tutte/i quanti…….tutto bene sotto il sole d’Agosto?

  • 5835
    Emanuele -

    Cari Ragazzi vi scrivo perchè stò afforntando veramente un periodo difficile, ho 18 anni e 2 settimane fà la mia ragazza mi ha lasciato, un motivo valido non c’era. so solo che lei ultimamente aveva Gravi problemi familiari, io sono stato sempre bravo con lei, mai mancata di rispetto, mai fatto corna, non sono mai stato oppressivo, le dicevo che gli sarei stato vicino nei momenti del bisogno, ma non ero il suo zerbino… ci rispettavamo a vicenda. Sono sicuro che lei non aveva nella testa qualche ragazzo sicuro al 100%. Dopo che mi ha lasciato il girono dopo voleva ritornare con me, ma io non le risposi per 3 giorni consecutivi, cancellai i suoi contatti di facebook e di msn.. e sapete perchè? mi lasciò con un sms di poche parole senza specificare il motivo per la quale lei mi ha lasciato un messaggio motlo confuso! Poche sono le spiegazioni forse il periodo che stava affrontando ha portato lei a fare decisione che non avrebbe voluto veramente? non capisco non si lascia senza una spiegazione forse ho sbagliato a rifiutare il giorno dopo a non rimettermi con lei ma l’ho fatto perchè mi sembrava ridicolo essere lasciati con uno squallido sms e il giorno dopo stare di nuovo insieme non me la sono sentito di fare quel passo. Magari adesso me ne pento ma ci sto male veramente e penso anche lei.L’ho sempre trattata bene non sono stato mai il suo zerbino e neanche lei era il mio zerbino ci rispettavamo a vicenda un rapporto molto bello però non capisco perchè lei ha preso questa decisione… sono sicuro che non aveva in testa ragazzi al 100% perchè ogni volta che usciva sapevo con quali sue amiche si vedeva e che cosa facevano. Sarà forse il brutto periodo che stava passando? Non so darmi una risposta aiutatemi voi per favore Grazie.

  • 5836
    LUNA -

    JOE:
    @che diritto ha lei di farmi così male?
    Il diritto che le concedi tu.
    Una frase, la mia, che può sembrare anche “qualunquista”, banale, quando si sta come stai tu. Come se, ancora una volta, sembrasse che non capisco cosa voleva dire la tua di frase…
    lo capisco, sì.
    Male si sta male. Se qualcuno in cui abbiamo creduto, qualcuno che amiamo ci fa male, come possiamo stare? di m…
    e chiederci tutte le cose che ti stai chiedendo tu è inevitabile.
    le emozioni cariche di dolore che provi sono naturali.
    distacco,e pure brusco.
    che torni, che ti dica ti amo, che tutto torni come prima, ripristino delle impostazioni: questo sembra ciò che può calmare il dolore.
    Oh, be’, certo, lo sarebbe.
    Ma siamo nel condizionale. Di fatto non è.
    Di fatto questa soluzione non è possibile.
    Di fatto la controparte non ci sta.
    Non può, non sa, non vuole darti quello che per te farebbe andare via il dolore.
    Allora giustamente dici quello che dici.
    Ma il problema è che, se la soluzione numero uno non è possibile bisogna perlomeno cercare di non causarsi altro dolore.
    E sentirla, mentre lei non può, non sa, non vuole, ti fa solo più male.
    La vorresti lì, lo so. Come?
    Pensare che ti tratti da estraneo ti fa malissimo, naturale.
    Il contatto con lei da un punto di vista significa: per lei ancora esisto.
    Ma se lei viene da te a ripeterti che è finita ti giova, davvero?
    Joe, devi tutelarti.
    E tutelarti adesso significa pensare a te.
    Ad una mia amica sta capitando che lui sia tornato alla carica.
    “Ho bisogno di vederti” le dice.
    Lo sa già come va a finire se lo vede. Sa soprattutto cosa provoca in lei il fatto che lui chiami o scriva o dica: ci vediamo?
    A parte che probabilmente lui la chiama perché ha bisogno dell’amica che c’è in lei, magari ha bisogno di lei per compilare la schedina.
    Magari perché lei gli piace, come persona…
    Ma lei è riuscita a tenere a bada il bisogno di un lui che non sa, non può, non vuole.
    Ora lui torna. Come se fosse niente.

  • 5837
    LUNA -

    che cosa ha dentro lei lo sa lei, neppure una radiografia perfetta riuscirebbe a rendere tutto. E lui comunque non vede, non sa vedere.
    Come può farle questo? di fatto lo fa. Quindi può.
    Non deve… eppure lui lo fa.
    Quindi tocca a lei tutelarsi.
    Gli ha detto: per me è meglio di no.
    “Solo un attimo, che ti costa?” scrive lui.
    Che le costa? Potrebbe scriverci un romanzo su quanto le costa un sì.
    Anche su quanto le costa un no, certo. Ma lei sa che si deve tutelare, perché lui non cambierebbe modo di essere neanche con una radiografia messa su una lavagna luminosa. Non la ama, lei lo sa. Ed era il suo amore che voleva. Non c’è. C’è altro, ma quello no.
    Lui entrerebbe nella sua vita, fosse anche per un’ora, facendo quello che ora sa, vuole, può. Lei? Andrebbe via da quell’ora con le ossa rotte. Che ti costa? Le sue ossa intere. Sono sue, indipendentemente da lui.
    Non resta che tutelarsi.
    Non chiedere fuori: “non farmi male”, qd dirlo non funziona, ma non lasciarselo fare.
    Spostandosi.
    Facile? No. Chi lo dice? Anche se lei dice che ora è più facile. Perché ha arieggiato. Perché è andata verso le “impostazioni iniziali”, oltre alle impostazioni “lei con lui”, a quelle prima: chi ero e sono io, al di là.
    E’ stata a chiedersi come fa uno ad essere così, uno a cui lei ha dato tanto, certo. Ma soprattutto a chiedere, lei a lei stessa, cosa vuole dalla vita. Non vuole qualcuno che non vede, non sa, non vuole, perché ora non ama. E’ stato qualcuno con cui è stata anche bene, ma oggi non lo è. Nostalgia dei tempi buoni? Con la nostalgia dei tempi buoni quando qualcuno ci sta facendo male non ci si fa niente. Anzi no, ci si fa più male. C’è bisogno di rielaborare il dolore, soffrire anche di nostalgia. Ma anche di tutelarsi, spostandosi e arieggiando. Prendersi cura di sè.
    Lei non fugge, si sposta.
    “Andiamo a fare una camminata, dai” mi ha detto oggi. Arieggiare. Per non dire che la vita e le persone sono una merda. Anche se le strade si separano. E male.

  • 5838
    Joe S. -

    Mi ha chiamato 2 volte ieri. Mi ha chiesto come sto, è preoccupata per me, mi ha detto che ormai vede noi 2 come il passato ed è convinta della sua decisione. Io apprezzo questa sincerità, ma è davvero una cosa lacerante. No riesco a darmi pace, dov’è la ragazza che amo? mi dice che sono perfetto, che avrebbe voluto incontrarmi ora e non 4 anni fa, che senso ha? dice che gli sono servito per crescere, per questo l’amore è finito, non capisco. Abbiamo parlato con cortesia del più e del meno, sentirla o no per me è lo stesso, cambia poco. Avrei preferito un tradimento che frasi del tipo “ti auguro il meglio”, sono delle frasi per me almeno distruttive. La amo tantissimo, ma so che devo andare avanti, lo devo fare per me, per la brava persona che sono.

  • 5839
    Max -

    Lilly, grazie per le tue parole e la tua comprensione, oggi è una settimana che vivo da solo nel mio appartamento, è stata dura, molto dura, non che ora non lo sia, ma sto riniziando a vivere, ho ricominciato a farmi da mangiare, lavarmi i panni pulirmi casa, cose che facevo anche prima e che per qualche mese avevo smesso di fare.
    Piango, si piango ancora e lo faccio soprautto nei momenti topici delle gironate quelli nei quali stavamo insieme, la sera, il w.e., la notte.
    In quei momenti mi sento male, un male sordo che ti scava dentro e che non ti lascia in pace, i ricordi di lei e della mia casa dove ho lasciato tutta la mia vita sono soffernze seconde solo alla perdita di un prorpio caro, ma si deve andare avanti, si perchè abbiamo avuto la fortuna di avere un bene prezioso, la vita.
    Questo bene ci è stato donato a noi e solo a noi, non è giusto buttarlo via per altri, non è giusto che un altra persona si prenda questo dono.
    Forza di volontà, coraggio, speranza e credere nel futuro sono le medicine che mi servono oggi, e sto cercando di assumerle in dosi più o meno adeguate tutti i giorni.
    Lotto quotidianamente con i miei sentimenti ed è una lotta che ti risucchia tutte le energie mentali, ma non mollo, no non mollo, perchè, perchè non è giusto verso me stesso e verso tutte quelle persone che ti vogliono veramente bene e che stanno soffrendo nel vederti soffrire.
    Non molliamo, no non diamo a le persone che non lo meritano anche questa soddisfazione.
    Ciao Max

  • 5840
    Lilly -

    Ciao Emanuele. Scusa, ti scrivo un pò di corsa e sicuramente non riuscirò a dire tutte le cose che vorrei.
    Abbandono….A voltre sembra che non ci siano spiegazioni o che le spiegazioni siano ben poche ed insufficienti.
    In realtà, poi, esistono magari centomila spiegazioni tutte valide.
    Ma tu ora stai soffrendo e non puoi vederle nè, tantomeno, capirle.
    Ed è per questo che è importante non lasciarsi andare e stare a galla.
    Tutto ciò che provi è nella normalità.
    Ciò che mi impressiona è quel continuo ripetere che non eri il suo zerbino.
    Non è che essere zerbini comporti automaticamente l’essere lasciati.
    Così come l’essere sempre all’erta in atteggiamento di difesa non salvaguarda dall’abbandono.
    Forse c’era tanto rispetto ma poco dialogo?
    Cacchio se io sto con uno nell’ambito di un rapporto normale (intendo dire senza prevaricazione, paura, stato di confusione…..situazioni che alterano la normalità dei comportamenti e che tanti qui hanno vissuto) e questo all’improvviso mi molla in modo confusionario lo vado ad acchiappare ovunque e cerco, con calma, un pò di chiarezza. Poi lo posso lasciare bollire nel suo brodo, se ne sente la necessità, senza soffocarlo ma prima, azz…, un minimo di chiarezza.
    Non è che mi impettisco, mi indegno, lo spedisco, sparisco, cancello tutto, cancello lui.
    Per orgoglio. Per non essere uno zerbino. Per poi, però sentirmi, come se tutte le scarpe del mondo mi stessero ballando il cha cha cha sulla schiena….
    Comprensione e solidarietà non sono zerbinaggio.
    Saper ascoltare anche una sfuriata o un “ti lascio” detto senza convinzione o per disperazione o per stress o perchè “oggi è così e domani è già diverso” non sono segni di debolezza.
    Anzi…….

    Ciao, scappo!

    Ciaociaociao a tutti.

  • 5841
    mary -

    Ciao ragazze e ragazzi,
    E’ da da um pò che non mi faccio sentire ma vi ho sempre nel mio cuore!
    Finalmente posso dire che sto cominciando a vivere!!!
    o Non dico che dopo 5 mesi ho già passato tutto ma posso dire che grazie a voi ..i vostri consigli, mio figlio e sopratutto grazie alla mia forza di volontà,sto vedendo che anche senza di lui posso farcela!!!
    IL
    tempo è poco ma a tutti sopratutto quelli che sono entrati in questo blog da poco,auguro di di trovare dentro di loro la forza e sopratutto la voglia di farcela…ci saranno sicuramente momenti duri ancora anche per me…Ma sono sicura che passeranno…xke la mia vita e quella di mio figlio è molto importante e non permetterò più che una persona a cui per 20 anni ho dato tutta me stessa di entrarci !!!neanche per un solo momento!!!!
    Un abbraccio a tutti Mary

  • 5842
    Joe S. -

    cmq la fine di un amore non è mai improvvisa. Dentro la persona che lascia c’è sempre qualcosa che non va che si perpetua per molto tempo. Per esempio con la mia EX mi sono accorto di questa cosa mesi prima, speravo fosse passeggera però. Lei è andata pure da uno psicologo per quanto stava male e non credeva che le stesse succedendo questo (il non amarmi più). Adesso prende antidepressivi, è anche lei distrutta, per questo non le voglio male. Ce l’ho col mondo più che con lei.

  • 5843
    Emanuele -

    Cara Lilly ti ringrazio per avermi risposto, cmq volevo dirti che ho ripetuto troppe volte il discorso dello zerbino perchè non mi ero accorto di averne già parlato quindi l’ho ripetuto. Cmq pensandoci bene io e la mia ex vedendoci 1 volta a settimana (il sabato) forse come hai detto tu c’era poco dialogo, però quelle volte che parlavamo a telefono o ci vedevamo il sabato parlavamo e scherzavamo normalmente.Adesso è Agosto e lei è partita tornerà a settembre tu cosa mi consiglieresti di fare, parlargli per cercare il vero motivo di questa sua reazione nei miei confronti? questo lo avevo pensato ma non sapevo se era la cosa giusta da fare tu che dici devo fare cosi? cmq ti dico che la maggior parte delle volte che ci sono state piccole discussioni tra me e lei, cercavo di incontrarla per parlarne ma lei e come se faccia a faccia non riesce a parlare infatti risolvevamo le faccende sempre su msn o qualche volta per telefono. Dammi qualche bel consiglio siccome non c’è una spiegazione valida per la quale lei mi abbia lasciato mi consigli di parlarle da vicino a settembre? Ti ringrazio per avermi risposto spero continuerai a consigliarmi grazie mille Ciao Lilly.

  • 5844
    LUNA -

    JOE: ecco, arieggia un po’, così fai pace con il mondo 🙂

  • 5845
    Max -

    Esatto joe, lei mi disse qualche mese fà che era in crisi e che non spaeva più cosa provava per me, ma era già da mesi prima che dentro aveva questa senszione, quando non è più arrivata a tenerla dentro allora l’ha esternata, dicendomi che l’aveva fatto prima che fosse troppo tardi, invece er agià troppo tardi, basti guardare come è finita, io vivo lontano da quello che era il mio sogno realizzato, casa mia, e lei invece sta vivendo in modo molto più tranquillo uscendo con le sua amicizie e fregandosene di me, si 23 anni non sono bastati per lasciare almeno il sentimento di rispetto e di affetto, no oggi io sono per lei solo un ombra nella sua mente che è riuscita a confinare nel angolo più remoto dei ricordi, si quel angolo dove non ti può fare ne male e tanto meno pensare.
    Quello che mi chiedo tutti i giorni è, perchè pur avendo la consapevolezza di questo io ancora soffro per lei.

  • 5846
    Lilly -

    Ciao Emanuele.
    Magari sapessi cosa consigliarti…..me lo sarei consigliata da sola……sai com’è….visto che ho fatto “la fine” degli oggetti che pendono dall’albero della cuccagna qualche mese fa….
    Comunque!Ti “consiglio” di fare un passo alla volta. Di fare per primo chiarezza in te stesso. Di arieggiare, come dice Luna, di ascoltare la panza (sempre come dice Luna……ciao Luna!!):
    Il che non significa passare 24 ore su 24 a concentrarti su di lei e su di voi. Anzi. significa pensare anche al milione di miliardi di cose che ci sono al mondo oltre lei.
    O magari pensare al niente, all’aria, alla luce del sole.
    Spaparanzato all’aria aperta, con la musica nelle orecchie, gli occhi chiusi e la mente libera.
    Poi, alla luce di ciò che uscirà fuori da questa “pensata” decidere se prendere o meno il telefono e riprendere quel discorso bruscamente interrotto quando lei voleva tornare con te e tu, probabilmente per un mega attacco di orgoglio, hai chiuso con fermezza i rubinetti del dialogo.
    ……Ah!….Piuttosto. Magari durante questo periodo di stacco avvisala che ci sono i lavori mentali in corso e che non sei scappato in Brasile a goderti la movida locale.
    Ed invitala fare altrettanto. A riflettere, a fare chiarezza, a staccare la spina, a rilassarsi. A starsene a panza all’aria per un pò senza buttare stress su stress.
    Altrimenti il rischio è di ribeccarvi a settembre con l’adrenalina ai livelli di guardia per l’ansia dell’attesa, del non sapere cosa stava succedendo e di tutte quelle “belle” cose che fracassano il cuore degli innamorati battibeccanti.
    Scusami Emanuele, forse il tono ti sembrerà un pò troppo “leggero” rispetto al dramma che sicuramente stai vivendo.
    Ma con la tragedia, la disperazione, il pessimismo, la morte nel cuore non ottieni altro che stare peggio.
    Ho scritto spesso che, secondo me, è importante vivere il dolore.
    Ma è il dolore che ti piomba addosso, quello contro cui ogni lotta si rivela inutile, quello che ti sfinisce.

  • 5847
    Lilly -

    E devi viverlo per trasformarlo da nemico ad una tappa importante del tuo viaggio, ad una tessera del puzzle che diventi nel corso degli anni, con l’esperienza.
    Parlo del dolore che rischia di fare grossi danni dentro di te se dopo non lo riaffronti con armi “alla pari” rivivendolo a mente fredda. E per “dopo” intendo dopo che hai visto l’uscita del tunnel.
    Mentre sei nel tunnel smanetti & smanetti ma non risolvi nulla, stai male, stai peggio, non ne esci, ti rotoli dentro una coperta di dolore, vedi tutto nero, non dai più retta a nessuno, solo al tuo star male che vedi come l’unica realtà possibile…. E poi “la luce”….a volte scelta, a volte imposta.
    Le strade prendono direzioni diverse. Tu realizzi che il tuo bene è nel lasciarlo andare via….E poi (nella migliore delle ipotesi) ritorni a vivere. Con le ossa un pò rotte, i muscoli indolenziti, ma pian piano riparti.
    Nel tuo caso mi sembra che gli incontri del sabato vi abbiano dato l’occasione di un dialogo…come dire… limitato, interrotto, circoscritto.
    Un dialogo nano.
    La miniatura di un dialogo, ecco qua!
    E’ come quando uno ha il tempo di chiederti “ciao come va” ma non il tempo di non ascoltare la risposta. O di approfondire la risposta.
    Se al tuo “ciao come va” lei ti risponde “male, malissimo, di mer….” ma non c’è il tempo di approfondire il rischio è che capiti ciò che è capitato.
    Sai di lei quel tanto che ti permette di dire che ha un problema ma poi non conosci il come quel problema si sta manifestando dentro di lei. Le sue emozioni, le sue paure, le sue ansie.
    Tranquillo Emanuele….esiste un rimedio……semplicissimo……
    Trovare il tempo, la pazienza, la voglia, il coraggio di ascoltare…….

    Ciao A TUTTI!!!

  • 5848
    Emanuele -

    Cara Lilly come và? comunque quindi secondo te adesso è far passare questo mese per poi vedere a settembre se magari si può trovare una soluzione? solo che c’è un piccolo problema come ti ho scritto prima, la mia ex ragazza non è una che sa affrontare le situazioni faccia a faccia quindi se ci parlo è capace di non riuscire a darmi una risposta specifica al nostro problema, secondo me è ancora un pò immatura, e penso che lei col tempo debba capire come si affrontano le situazioni crescendo, di certo non posso imporgli come deve come deve pensare quindi come posso fare per riaprire un dialogo? a settembre alcuni miei amici di scuola mi hanno chiesto di andarli a trovare spesso in quella scuola c’è anche lei, magari quando aspetterò giu scuola e vedrò quando esce magari come mi guarda, per capire se c’è ancora interesse, magari e li che capirò se c’è ancora qualche interesse per me. Sono sicuro lilly che se lei capirà gli sbagli che ha fatto con me si farà viva lei perchè da parte mia non c’è stato un addio, ma un ”arrivederci” perchè lei molte delle volte quando capiva che sbagliava era sempre lei a cercare le persone con cui aveva fatto errori. Che dirti lilly non mi resta che aspettare per adesso posso solo godermi le vacanze e rilassarmi è inutile pensarci adesso, ti ringrazio come sempre per avermi risposto cara lilly.

  • 5849
    LUNA -

    MAX: perché l’hai amata, perché 23 anni non sono 5 minuti (anche se si soffre anche dopo due mesi, ma 23 anni sono una bella fetta di vita, ovviamente, fatta anche di abitudini, e di famigliarità e di immagine che abbiamo di noi stessi come “insieme a…”. Di buono c’è che sono una fetta, non la vita), per tutto quello che lei, e anche quella casa, rappresentavano per te. Perché non sei stato tu a decidere di dire basta, ma lo ha fatto qualcuno da cui, tra l’altro, non te lo aspettavi. Perché la guardavi in un modo, anche per via del filtro dei suoi sentimenti, e lei ti ha in qualche modo costretto a guardarla diversamente, e quindi forse ti pare anche di aver perso dei punti di riferimento. Perché vivendo quotidianamente dentro quella situazione, dentro una fine ma a moto perpetuo e insieme immobile, da un lato hai sofferto, ma dall’altro hai stoppato una sana rielaborazione, di cui una parte sta cominciando adesso. Adesso che, finalmente, ti sei staccato e guardi la fine da fuori e non da dentro.

    Questi, anche no, e anche altri sono i motivi per cui soffri per lei. O forse, sarebbe meglio dire, chissà, soffri per te stesso. Vedendoti stare male quando avevi anche deciso (in senso buono) che lei per te era fonte di gioia e non di dolore. Anche quando era comunque fonte di dolore.

    Un bacio, saluti a tutti.
    Ciao Lillina :DDDDDDDDDDDDD

  • 5850
    Max -

    Luna, si credo che tu abbia ragione, molto probabilemte oggi soffro di più per i ricordi, se mi fermo a riflettere sugli ultimi mesi nei quali lei non ha fatto altro che prendermi in giro e “giocare” con i miei sentimennti allora esce la rabbia che ho dentro.
    Due parti del mio cervello che lavorano andando in due direzioni diametralmente opposte, per il momento prevale quella dei ricordi, ma arriverà il giorno che non riuscirà più a prevalere, alloroa da li si che rinizierà veramente la mia nuova vita.
    Sto lavorando mentalmente su questo, sono sempre stato un inguaribile ottimista sino a che lei non si è portata via quella parte di persone determinata e sicura che ero.
    Ma stanne certa, giorno dopo giorno mi riprenderò cio che è mio!
    Un bacio e grazie per le tue parole, sono sempre di grande aiuto.

    Ciao MAx

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